Jodorowsky's Dune di Frank Pavic: un omaggio a un film mai fatto che ha cambiato l'immaginario visivo del cinema di fantascienza - Il ...

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Jodorowsky's Dune di Frank Pavic: un omaggio a un film mai fatto che ha cambiato l'immaginario visivo del cinema di fantascienza - Il ...
Jodorowsky’s Dune di Frank
Pavic: un omaggio a un film
mai fatto che ha cambiato
l’immaginario   visivo  del
cinema di fantascienza

Diretto da Frank Pavic, questo piacevole documentario apre una
finestra su un film che Alejandro Jodorowsky avrebbe dovuto
girare negli anni settanta. Stiamo parlando di Dune, tratto
dall’omonimo lavoro di Frank Herbert.

La figura di Jodorowsky è avvolta nella leggenda, analogamente
a questo film da lui concepito e mai realizzato. Artista
eclettico, polimorfo e difficilmente etichettabile, nella sua
lunga vita ha fatto di tutto: il regista (cinematografico e
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teatrale), l’attore, il pittore, lo scultore, il filosofo, il
guru, il poeta, lo scrittore, lo sceneggiatore, il mimo, il
marionettista e chi più ne ha più ne metta.

Genio assoluto per alcuni, pazzo totale per altri (gli estremi
si toccano, e spesso distinguerli è un’operazione aleatoria),
senz’altro un creativo incredibile, capace di muoversi
disinvoltamente in molteplici discipline artistiche.

Buona parte del documentario di Pavic è occupato dai monologhi
di Alejandro, nei quali illustra il percorso creativo che lo
ha portato ad assemblare un team di lavoro eccezionale per
realizzare il suo Dune. Fino al fallimento finale, quando
tutto sembrava essere pronto.

Per Jodorowsky questa pellicola non doveva essere un semplice
film di intrattenimento, ma al contrario avrebbe dovuto essere
un opera destinata a modificare la coscienza di chi la
guardava, con    un   occhio   di   riguardo   per   le   giovani
generazioni.

Un’affermazione che oggi forse può fare sorridere qualcuno, ma
per raggiungere il suo obiettivo aveva raccolto la
disponibilità di personalità artistiche di altissimo livello:
H.R. Giger, Dan O’Bannon, Jean “Moebius” Giraud, i Pink Floyd,
i Magma, Mick Jagger, Orson Wells, Salvador Dalì, David
Carradine.

Dune, di Jodorowsky: un fallimento commerciale ma
un successo artistico
Jodorowsky negli anni settanta interpretò e diresse due
pellicole surrealiste (ammesso che sia possibile
categorizzarle in questo modo), che al tempo riscossero
notevole successo: il western El Topo, nel 1970, e La Montagna
Sacra, nel 1973.

L’anno successivo un consorzio francese diretto da Jean-Paul
Gibon acquistò i diritti del libro di fantascienza Dune, di
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Frank Herbert, chiedendo a Jodorowsky di dirigere la sua
versione cinematografica.

Alejandro accettò con entusiasmo, riuscendo a reclutare per la
sua realizzazione gli artisti che a suo modo di vedere le cose
avrebbero potuto fare del suo film un opera altamente
innovativa, che avrebbe dovuto veicolare contenuti spirituali,
capaci di cambiare la visione del mondo degli spettatori.

Una concezione del cinema diametralmente opposta a quella di
Alfred Hitchcock, per il quale un film deve semplicemente
“tenere lo spettatore incollato alla poltrona”. Elevazione
spirituale contro puro intrattenimento.

Per questo motivo il film avrebbe dovuto farsi portatore un
immaginario visivo rivoluzionario. E avere una lunghezza al
tempo (e anche oggi) inconcepibile: oltre dieci ore di
narrazione.

Un progetto rivoluzionario. Probabilmente anche troppo. Anche
se secondo Alejandro le sfide tecniche che le sue ardite
scelte artistiche imponevano sarebbero già state risolte,
nessuno studio si dimostrò disponibile a sostenere i rischi di
una produzione così innovativa e dai costi difficilmente
quantificabili, ma sicuramente stratosferici.

I diritti per la produzione del film vennero quindi venduti a
Dino de Laurentis, che affidò a David Linch la direzione del
film Dune, che vide la luce nel 1984. Un opera agli occhi di
Jodorowsky del tutto mediocre, come ci fa sapere nel
documentario di Pavic.

Tuttavia molte delle idee innovative nate dal lavoro di
Alejandro sopravvissero al suo fallimento, e vennero
utilizzate in numerose produzioni degli anni settanta e
ottanta.
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Jodorowsky’s Dune di Frank Pavic: un documentario
imperdibile per gli amanti della fantascienza, e
non solo
Lo storyboard disegnato da Moebius, del quale rimangono
pochissime copie in circolazione, continuò a girare nelle
major di Hollywood per anni, influenzando l’immaginario visivo
di innumerevoli film.

Parliamo di pellicole ormai cult, come Alien, Blade Runner,
Flash Gordon, Star Wars, tra le altre. Che a loro volta
ispirarono innumerevoli altri film.

In altre parole, il Dune di Jodorowsky, pur non essendo mai
stato girato, ha avuto un influenza notevole sul cinema di
fantascienza, e forse ne avrebbe avuta ancora di più se fosse
stato prodotto.

Jodorowsky’s Dune, di Frank Pavic, ha l’indubbio merito di
ricordarcelo, in modo peraltro molto godibile.

Incredibilmente, questo documentario è stato presentato a
Cannes nel 2013, ma è stato distribuito al pubblico in Italia
solo quest’anno. Meglio tardi che mai, comunque.

Un’ottima occasione per conoscere la storia di un film
importante nella storia del cinema di fantascienza (e non
solo), e per ascoltare Alejandro Jodorowsky, un incredibile
visionario purtroppo ancora sconosciuto al grande pubblico. E
anche a molti cinefili, probabilmente.

Aspettando il Dune di Denis Villeneuve, appena presentato al
Festival del Cinema di Venezia e in uscita il 16 settembre…
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Emancip(h)ate della compagnia
Teatro al Femminile vince
l’edizione 2021 del concorso
“La   giovane   scena   delle
donne”
Questa mattina, 12 settembre, si è svolta nell’Ex Convento San
                              Francesco    a   Pordenone    la
                              cerimonia di premiazione della
                              terza edizione del concorso “La
                              giovane scena delle donne”,
                              l’importante      vetrina    nel
                              panorama teatrale nazionale
                              dedicata a giovani attrici e
                              attori professionisti che tra il
                              9 e il 12 settembre ha portato
sul palco sei spettacoli sulla situazione culturale e sociale
delle donne nella contemporaneità, scelti tra le circa
settanta proposte pervenute da tutta Italia, nell’ambito
della XVII edizione del festival internazionale “La scena
delle donne” diretto da Bruna Braidotti e organizzato
dalla Compagnia di Arti e
Mestieri, realizzato con il
contributo del MiC, il sostegno
della Regione Autonoma Friuli
Venezia         Giulia          e
della Fondazione Friuli.

Premiato lo spettacolo “Emancip(h)ate” scritto e diretto
da Virginia Risso e prodotto da Teatro al Femminile. La giuria
ha voluto inoltre attribuire una menzione speciale a “Corpi al
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vento – Arianna, Fedra, Pasifae: le donne di creta”

                       Premiato lo spettacolo “Emancip(h)ate”
                      scritto e diretto da Virginia Risso e
                      prodotto da Teatro al Femminile, alla
                      terza edizione de “La giovane scena
                      delle donne”, l’importante vetrina nel
                      panorama teatrale nazionale dedicata a
                      giovani attrici e attori professionisti
                      che tra il 9 e il 12 settembre
                      ha portato sul palco sei spettacoli
                      sulla situazione culturale e sociale
                      delle donne nella contemporaneità,
                       scelti tra le circa settanta proposte
pervenute da tutta Italia, nell’ambito della XVII edizione del
festival internazionale “La scena delle donne” diretto
da Bruna Braidotti e organizzato dalla Compagnia di Arti e
Mestieri, realizzato con il contributo del MiC, il sostegno
della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e
della Fondazione Friuli.

La giuria composta da Alina Narciso (regista e direttrice
italo/cubana del Festival La Escritura de la/s Diferencia/s di
Cuba),                 Patrizia
Monaco      (drammaturga        e
rappresentante     del    Centro
nazionale    di   drammaturgia
italiana contemporanea), Marcela
Serli         (rappresentante
dell’Associazione Amleta), Laura
Caparrotti (attrice e direttrice
artistica italoamericana della
compagnia Kairos Italy Theater), Valentina Rapetti (docente di
Letterature angloamericane, traduttrice e promotrice teatrale)
e da 7 giovani spettatori e spettatrici del Friuli Venezia
Giulia – Agnese Del Zotto, Alex Battiston, Davide Bigoni, Lory
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Marion, Sofia Guarnera, Emma Gaspardo e Lorena Graziano – ha
premiato lo spettacolo con interpreti Sabrina Biagioli, Giulia
Capuzzimato, Jessica Di Bernardi, Sara Morassut, Virginia
Risso, Lorenza Sacchetto assegnando la seguente motivazione:
«Uno spettacolo corale e fortemente femminile che a partire da
materiale autentico riesce a veicolare, anche ad un pubblico
giovane, temi complessi come l’obiezione di coscienza, la
discriminazione di genere e i processi per stupro attraverso
una scrittura drammaturgica ben congeniata e una regia che
ricorre con efficacia alla tecnica della clownerie per
raccontare forme di violenza simbolica e epistemica che spesso
acquisiscono un carattere tragicomico e paradossale». Lo
spettacolo, primo classificato, vince un premio in denaro e
sarà ospitato nella prossima Stagione promossa da “La scena
delle donne”.

La giuria ha voluto inoltre attribuire una menzione speciale a
“Corpi al vento – Arianna, Fedra, Pasifae: le donne di creta”
di e con Ilaria Gelmi e Antonella Ruggero, per «l’originale
approccio al mito, raccontato con una tecnica attoriale che
denota una mirabile capacità di ascolto e consapevolezza della
scena e che lo rende godibile a tutte e a tutti e soprattutto
fruibile dalle giovani generazioni. Attraverso una regia
completamente a nudo ci restituisce una visione d’insieme in
cui tutti gli eventi sono collegati evidenziandone la tragica
ciclicità e suggerendoci il superamento di un destino da cui
anche le donne possono liberarsi».
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Teatro Nuovo Giovanni da
Udine – 25ma stagione 2021/22
L’emergenza pandemica detta ancora prudenza per le limitazioni
imposte al pubblico e alle Compagnie di attori e musicisti, ma
non frena la voglia di guardare avanti: per la sua 25ma
stagione il Teatro Nuovo Giovanni da Udine proporrà come
tradizione il meglio delle produzioni artistiche nazionali, i
grandi protagonisti della scena, le orchestre e i solisti più
applauditi del nostro continente e non solo. 37 le proposte
attualmente in cartellone, cui si aggiungono le tante attività
collaterali, ma altri importanti appuntamenti saranno
annunciati a breve. L’inaugurazione della stagione sarà nel
segno della prosa l’8 ottobre, con l’anteprima de La bottega
del caffè di Carlo Goldoni nella nuova messinscena con Michele
Placido e la regia di Paolo Valerio. Fra gli attori e le
attrici    che   calcheranno     il   nostro   palcoscenico
troveremo Franco Branciaroli, Nancy Brilli, Federico Buffa,
Gennaro Cannavacciuolo, Massimo Dapporto, Elio, Anna Maria
Guarnieri, Gianfelice Imparato, Giampiero Ingrassia, Giulia
Lazzarini, Marina Massironi, Glauco Mauri, Giuliana Musso,
Chiara Noschese, Umberto Orsini, Eros Pagni, Carolina
Rosi. Fra i registi si segnala il ritorno di Andrea Baracco,
Luca De Fusco, Leo Muscato e Alessandro Serra, nomi legati a
spettacoli di grande successo molto apprezzati dal nostro
pubblico nelle scorse stagioni. Per quanto attiene alla musica
classica, nove i concerti sinfonici in programma, con
particolare attenzione dedicata all’Ottocento e Novecento
storico, ma la traiettoria dell’offerta musicale incrocerà
anche capolavori settecenteschi e barocchi, affidati alle cure
di straordinari interpreti e specialisti. Apertura il 31
ottobre con l’Orchestra della Svizzera Italiana e Baiba
Skride, una delle violiniste più acclamate della scena
internazionale. Grande attesa per l’arrivo della star russa
del pianoforte Daniil Trifonov, che si esibirà con la Budapest
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Festival Orchestra, nonché per la prima assoluta dell’opera
lirica Le nozze di Figaro, una produzione della Fondazione
Teatro Nuovo Giovanni da Udine che ritorna in calendario dopo
lo stop forzato della scorsa stagione. Dal 14 settembre via
alle prime prevendite.

                              Udine, 11 settembre 2021 – Una
                             stagione “normale” di prosa,
                             musica e danza è quanto di
                             meglio ci si possa augurare, di
                             questi tempi. Una stagione che
                             guardi avanti, che ci aiuti a
                             riaccendere il contatto con noi
                             stessi e ci riporti alla
dimensione della bellezza, delle emozioni e dello stupore di
cui, forse, ci siamo un po’ dimenticati. Parte da qui il
percorso di spettacoli e concerti che il Teatro Nuovo Giovanni
da Udine propone al suo affezionato pubblico in una ricorrenza
particolarmente speciale com’è quella della 25ma stagione.
“Tutti noi abbiamo lavorato sodo per poterla presentare nella
sua integrità – sottolinea il presidente della Fondazione
Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Giovanni Nistri -. Anche se
certamente con la dovuta prudenza, vogliamo festeggiare questo
traguardo importante avendo vicino il nostro pubblico, che è
il vero motore di tutte le nostre azioni. C’è stato un lungo
momento in cui ci siamo disconnessi dalla parola “normalità”.
Per quanto avessimo fatto il possibile per renderla parte del
nostro presente, avevamo l’impressione che ci stesse portando
in una zona grigia priva di contorni definiti. Nonostante ciò,
il Teatro non ha mai smesso di inseguire la propria vocazione,
direi missione, di dare al pubblico la possibilità, sia pur in
condizioni difficili, di stare assieme e interagire con quel
mondo meraviglioso che si manifesta ogni qualvolta si apre il
sipario.”

Prosa
Ricco e variegato il programma presentato dal responsabile
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direzione artistica prosa, Giuseppe Bevilacqua.   La

                                       Michele Placido

stagione prenderà il via l’8 ottobre con l’anteprima de La
bottega del caffè di Carlo Goldoni, la nuova brillante
coproduzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia –
Goldenart, Teatro della Toscana – Teatro Nazionale per la
regia di Paolo Valerio con Michele Placido, che gli spettatori
potranno apprezzare in un momento “speciale”, prima del suo
debutto a Trieste sul palcoscenico del Teatro Rossetti.

26 i titoli in programma, fra grandi spettacoli e produzioni
di qualità, alcuni dei quali al loro debutto nazionale o
regionale e tutti nel nome di un teatro popolare d’arte.
Spazio ai grandi classici – oltre al capolavoro goldoniano
ritroveremo il Re Lear di Shakespeare con un re del
palcoscenico, Glauco Mauri e la regia chiaroscurale di Andrea
Baracco, l’Enrico IV di Pirandello con il grandissimo Eros
Pagni e la regia di Luca De Fusco, Il giardino dei ciliegi di
Čechov proposto da Alessandro Serra regista, scenografo e
costumista pluripremiato per le sue originalissime produzioni
teatrali. Non mancherà la commedia moderna – la
deliziosa     Arsenico    e   vecchi    merletti    con    le
irresistibili Giulia Lazzarini e Anna Maria Guarnieri dirette
da Geppy Gleijeses, Pour un oui ou pour un non con altri due
giganti della scena, Umberto Orsini e Franco Branciaroli e la
regia di un maestro indiscusso dello spettacolo, Pier Luigi
Pizzi, ritornato al suo antico amore per la prosa dopo una
vita di successi nei più famosi teatri lirici del mondo. E che
dire del musical? I tanti appassionati potranno contare su due
appuntamenti irrinunciabili – Casanova Operapop che porterà in
scena le travolgenti avventure del personaggio più iconico
della Venezia settecentesca con le musiche originali di Red
Canzian dei Pooh, e la dirompente, elettrizzante Piccola
Bottega degli orrori con Giampiero Ingrassia e una compagnia
affiatatissima di attori e cantanti da… brivido. Un focus
particolare sul presente sarà rappresentato dalla
rassegna Tempi Unici: fra gli ospiti l’esilarante Elio, con
uno spettacolo giocoso e profondo dedicato a Enzo
Jannacci, Giuliana Musso autrice e performer fra le più
intense della scena italiana, Federico Buffa, storyteller che
ci ha appassionato con i suoi memorabili racconti di sport,
musica e sfide impossibili e Matteo Bevilacqua, ideatore e
performer di Mezzocielo 2.0. Divertimento e ancora tanta,
tantissima musica e canto dal vivo saranno assicurati con le
immancabili Operette e altri incanti – in programma
un’effervescente Vedova allegra con e per la regia di Umberto
Scida    e    Cyrano    –    il   Musical     con    Gennaro
Cannavacciuolo, rivisitazione della storica commedia musicale
degli anni Settanta con protagonista un indimenticato Domenico
Modugno. Per tutta la famiglia, ritorna la fortunata serie di
spettacoli Teatro Insieme, mente i piccoli potranno contare
sui tre spettacoli d’avventura e divertimento di Teatro
Bambino.

Musica e Danza

Per quanto attiene alla musica, il nuovo cartellone che sarà
presentato dal direttore artistico Marco Feruglio propone in
totale nove concerti sinfonici, tre dei quali monografici e
dedicati ad altrettanti geni della musica di tutti i
tempi: Bach, Mozart e Schumann. Alcuni appuntamenti sono
ancora in via di definizione e verranno resi noti nei prossimi
giorni.

L’apertura di stagione è affidata, il 31 ottobre,
all’Orchestra della Svizzera italiana, una delle più quotate a
livello europeo e non solo, grazie anche, negli anni recenti,
al carisma di Markus Poschner che ne è direttore principale
dal 2015. Con lei la violinista lettone Baiba Skride,
vincitrice di prestigiosi concorsi e premi internazionali e
particolarmente apprezzata per la freschezza, la maestria,
l’eleganza naturale del suo gesto. Da segnalare in particolare
anche il ritorno di compagini già note applaudite dal nostro
pubblico come l’EUYO, l’Orchestra giovanile dell’unione
europea voluta da Claudio Abbado, e la Budapest Festival
Orchestra, entrambe dirette da Iván Fischer. Fra i solisti di
fama internazionale che saranno presenti nel corso della
stagione sul nostro palcoscenico merita senz’altro menzione
particolare Daniil Trifonov, considerato unanimemente dalla
critica fra i migliori pianisti viventi. Spazio anche
alla musica barocca e settecentesca, interpretata
rispettivamente dall’Akamus (Akademie für Alte Musik
Berlin) con la violinista Isabelle Faust – il cui concerto
ritorna nella nostra programmazione dopo lo stop della scorsa
stagione – e dall’originale complesso francese Pygmalion, che
debutta sul nostro palcoscenico con il suo fondatore, Raphaël
Pichon e un programma tutto dedicato a sinfonie mozartiane. Il
31 dicembre, appuntamento irrinunciabile di San Silvestro con
la Strauss Festival Orchester Wien, protagonista di una
tradizione musicale gioiosa e spensierata che non ha uguali al
mondo.

Infine, ritorna in calendario l’opera lirica prodotta dalla
Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Le nozze di
Figaro. Il magnifico capolavoro mozartiano sarà proposto al
pubblico dopo il blocco dovuto alla pandemia con un
sorprendente cast di livello internazionale che verrà presto
rivelato.

Per la danza, l’appuntamento in calendario della stagione
porterà sul nostro palcoscenico il Ballet Jazz
Montréal con Dance me, un omaggio a Leonard Cohen
che coniuga l’estetica del balletto classico ad un approccio
molto contemporaneo.

Trame ricucite

La rassegna Trame ricucite, proposta nel 2019 dal Teatro Nuovo
tra le attività “Casa Teatro”, si è rafforzata in questa
seconda edizione – che trova finalmente la realizzazione dal
vivo dopo i lunghi mesi di sospensione del progetto – grazie
alla felice collaborazione produttiva tra Giovanni da Udine e
Teatri Stabil Furlan.     Le letture sceniche di tre testi
esemplari della drammaturgia friulana –Tra parinçh di Luigi
(Luis) Merlo, In Germanie! di Giuseppe Edgardo Lazzarini
e Presons di Alberto Luchin – godranno della cura
drammaturgica e critica di Paolo Patui, mentre un folto gruppo
di ottimi attori si alternerà sulle tavole del palcoscenico
sotto la guida di Paolo Sartori.

Attività collaterali

I fantasiosi Laboratori per bambini a cura di Margherita
Mattotti ed Eloisa Gozzi, le sorprendenti Visite guidate
teatralizzate condotte dalla compagnia Anà-Thema Teatro, gli
appuntamenti di Casa Teatro e Prima del Concerto sempre attesi
con grande partecipazione, faranno il loro ritorno a margine
della programmazione proponendo come di consueto momenti di
approfondimento, divertimento e condivisione per e con il
pubblico negli accoglienti spazi del teatro, davanti e dietro
le quinte.

Informazioni importanti per il pubblico

A causa del perdurare delle limitazioni al pubblico e il
conseguente minor numero di posti disponibili in sala (solo
500 anziché i 1200 di capienza effettiva), nella prima parte
di stagione (ottobre – dicembre 2021) non saranno attivati
abbonamenti a posto fisso ma solo abbonamenti a posto
libero. Le prevendite per i primi spettacoli inizieranno il 14
settembre.

Per l’accesso in sala rimangono inoltre obbligatori il green
pass, l’utilizzo della mascherina (ffp2 o chirurgica),
il rilevamento della temperatura corporea tramite termoscanner
all’ingresso e il distanziamento fra le persone di almeno 1
metro. I posti sono singoli e distanziati.

UN GRAZIE SPECIALE A…

Un ringraziamento speciale va a tutte le aziende ed enti che a
diverso titolo hanno deciso di sostenere il Teatro Nuovo, fra
i quali in particolare Fondazione Friuli, Amga Energia &
Servizi – Gruppo Hera, Associazione gli Ergonauti, Banca di
Udine, British School FVG, Calzavara SpA, Civibank, Camera di
Commercio di Udine e Pordenone, Confartigianato FVG,
Confindustria Udine, Credifriuli, Danieli      Officine   SpA,
Lavanderie Adriatiche, Piaval, Prontoauto.

A    Trieste    arrivano     i
fantastici viaggi di Audiobus
 I posti sui bus urbani saranno limitati e sarà obbligatoria
                     l’iscrizione online

TRIESTE – Indossate le cuffie, sarà sufficiente ascoltare la
voce narrante e lasciarsi accompagnare in un viaggio
fantastico, in bilico fra reale e surreale. A bordo di un bus
urbano gli spettatori saranno condotti in un percorso
straordinario, onirico, in cui arte e spazio pubblico si
contaminano. Un viaggio capace di mostrare la città sotto
un’altra luce. Insomma, a Trieste, l’11 settembre, torna la
magia di Audiobus! La tappa triestina è stata realizzata in
collaborazione con associazione ProgettiAmoTrieste grazie al
sostegno della Regione Fvg, PromoTurismo FVG e con il supporto
di Trieste Trasporti.

IL VIAGGIO – Audiobus – un format di Zeroidee sviluppato in
collaborazione con Giovanni Chiarot e Renato Rinaldi e la
partecipazione di Natalie Norma Fella – dà quindi appuntamento
per la sua nuova edizione a Trieste e lo fa con un programma
ormai collaudato! I posti sui bus urbani saranno limitati
(massimo 40 per corsa) e sarà obbligatoria l’iscrizione online
tramite mail info@progettiamotrieste.it . Protranno accedere
solo le persone munite di Green pass.

AUDIOBUS – Audiobus (di Renato Rinaldi e Giovanni Chiarot, la
voce di Natalie Fella e gli autisti di Trieste Trasporti) sarà
un omaggio a Georges Perec. A Trieste a esibirsi saranno gli
astisti del CUT e del Circo all’InCirca. Un tragitto
letterario, un percorso inatteso, gremito di suggestioni
visive e sonore, di acrobazie, di storie che ci interrogano:
Cos’è che fa di una città, una città? Lo spazio attorno allo
spettatore-viaggiatore si animerà, si popolerà, si deformerà
al punto che non saprà più dire cosa è finzione e cosa realtà.
Il ritrovo di Audiobus è fissato in largo della Barriera
Vecchia venti minuti prima delle partenze, che sono previste
le ore 14, 15, 16, 17.

È indispensabile arrivare muniti di mascherina. All’infopoint
saranno consegnate le cuffie a tutti gli iscritti. Coloro che
non si presenteranno all’orario indicato non avranno più
diritto di prelazione sul posto prenotato. Audiobus è
un format di Zeroidee sviluppato in collaborazione con
Giovanni Chiarot e Renato Rinaldi e la partecipazione di
Natalie Fella. La tappa di Trieste è in partenariato con
l’associazione ProgettiAmoTrieste e realizzata grazie al
sostegno della Regione Fvg, PromoTurismo FVG e con il supporto
di Trieste Trasporti.

COS’ È AUDIOBUS, NEL DETTAGLIO? – Audiobus è un progetto di
spettacoli e residenze artistiche che si sviluppa sugli
autobus urbani. È come andare a teatro, ma al posto del
palcoscenico ci si trova di fronte l’intera città. Artisti
performativi, visivi e sonori rileggono gli spazi pubblici in
modo inedito e guidano i cittadini, anche coloro che non sanno
di essere spettatori, in un viaggio a dir poco sorprendente.
Ogni spettatore riceve un paio di cuffie e una voce narrante
lo accompagna, immergendolo nella città e nelle sue storie.
L’approccio e il metodo utilizzato è quello della
contaminazione tra diverse discipline artistiche quali per
esempio la poesia, la musica, le arti sonore, visive e
performative.

Festival   della  Danza   A
Monfalcone,   venerdì   17,
sabato 18 e domenica 19
settembre.
Visto il grande successo delle ultime edizioni e l’analoga
positiva ricaduta sulle attività commerciali e di servizio, il
Comune di Monfalcone organizza la settima edizione
del Festival della Danza da venerdì 17 a domenica 19 settembre
(un giorno in più rispetto alle passate edizioni) nelle piazze
e nei luoghi caratteristici della città, appositamente
attrezzati con palchi e altre strutture, nel pieno rispetto
delle prescrizioni anti Covid e della sicurezza. Il Festival
della Danza è un evento molto atteso per le esibizioni di
grande prestigio e rilevanza nazionale, organizzato
dall’Assessorato alla Cultura, insieme alla Consulta Cultura,
alle trenta Scuole di Danza del territorio regionale, alle
Associazioni di categoria Ascom, Viva Centro, Confartigianato
e CNA e ai professionisti del settore.

Il ricco programma del Festival della Danza è stato
presentato, durante una conferenza stampa alla Rocca di
Monfalcone, dal Sindaco Anna Maria Cisint, dall’Assessore al
Rilancio del commercio, marketing territoriale e sviluppo
turistico, eventi, cultura Luca Fasan, presente l’Assessore
allo sport, associazionismo e relazione con i rioni, Francesco
Volante, e dalla Coordinatrice delle scuole di danza Eleonora
Violin. E’ seguita una breve ma suggestiva performance di
danza “Twenty/TwentyOne” a cura del Club Diamante.

“Il fabbisogno di danza, di ballo, che si sente così forte in
questa città è cresciuto ulteriormente – ha affermato il
Sindaco, Anna Maria Cisint – “quindi abbiamo voluto
accompagnare questo entusiasmo aggiungendo una giornata alla
settima edizione del Festival. Senza la grandissima
collaborazione di un gruppo di lavoro così coeso – dagli
uffici del Comune alle tante scuole di danza di tutta la
regione – e la partecipazione, ancora una volta, dei
commercianti e dei ristoratori della città non sarebbe
possibile offrire un Festival così ricco di eventi e di
opportunità”.

“Continua anche a settembre, dopo il grande successo estivo,
il programma monfalconese degli eventi. Come sempre molto
attesa – ha affermato l’Assessore alla cultura Luca Fasan –
“la settima edizione del Festival della Danza trasformerà la
città in un grande palcoscenico ove, dall’alba al tramonto,
oltre 30 scuole si esibiranno nelle location più esclusive e
coinvolgenti di Monfalcone. Classico, contemporaneo, moderno e
molti altri, saranno gli stili che potremo ammirare unitamente
alle Masterclass in una kermesse artistica di grande levatura.
Tra la festa di colori e movenze anche bar, ristoranti e
negozi si stanno preparando all’evento con vetrine a tema e
piatti pensati per l’occasione. Ancora una volta arte, danza
ed eventi non rappresentano solo un importante messaggio
culturale, ma un grande supporto a sostegno delle imprese e
della nostra economia”.

La settima edizione del Festival della Danza desidera
ricordare una delle più grandi ballerine del XX secolo, Carla
Fracci, una grande donna che ha fatto dell’arte e della danza
classica la sua vita. Per le ballerine e i ballerini italiani,
e non solo, rappresenta la passione, la disciplina, la
costanza, l’arte personificata. Un esempio di grandezza non
solo nel mondo della danza.

Importante novità di questa edizione la durata del festival,
che prevede tre giorni di manifestazione, e la musica dal vivo
che accompagnerà alcune esibizioni dei ballerini, venerdì
pomeriggio e sabato pomeriggio.

Ospiti   speciali   saranno   Marcello   Sacchetta,   Martina
Miliddi, Vincenzo Durevole e Giovanna D’Anna, che si
esibiranno in pubblico sabato 18 e domenica 19 settembre sul
palco in piazza della Repubblica.

Grazie alla collaborazione delle Associazioni di categoria
Ascom, Viva Centro, Confartigianato e CNA, a Monfalcone si
potrà assaporare l’atmosfera della danza: saranno allestite
delle vetrine a tema, ideati cocktail e menù dedicati
all’evento dalle attività di somministrazione.

Il Festival della Danza si aprirà venerdì 17 settembre alle
ore 18.00, in piazza della Repubblica, con uno spettacolo
carico di emozioni, riflessioni e suggestioni, grazie alla
musica dal vivo. Dopo i saluti istituzionali e
l’inaugurazione, alle 19.30, i danzatori di Viento Flamenco si
esibiranno nella danza di Flamenco “Mujeres que Luchan” con
l’accompagnamento di chitarra, percussioni e voce. Seguirà
l’esibizione di Street Dance, “The Orion” a cura della
Ilydance Studio.

Sabato 18 settembre, alle ore 12.00 in piazza Unità d’Italia,
“Human dance technique” con Giorgio Rivari e dalle 15.45 le
esibizioni delle Scuole di danza in piazza Falcone Borsellino,
in piazza Unità d’Italia e piazza della Repubblica. Nel tardo
pomeriggio, durante l’esibizione della scuola ADS Ballet Club
di Ronchi dei Legionari, suonerà l’Orchestra d’archi
dell’Associazione Culturale e Musicale di Farra d’Isonzo: una
ventina di musicisti, diretti da Annalisa Clemente,
eseguiranno musiche di Antonio Vivaldi e Leroy Anderson. In
particolare Simone Valente e Barbara Masseni al violino e
Francesco Milanese al violoncello suoneranno l’opera 3 n. 11
di Antonio Vivaldi.

Alle 18, in parrocchia del S.S. Redentore si esibirà Coppelia
Danza di Monfalcone, mentre sulla Rocca, due saranno gli
spettacoli dal vivo: “The Indian Garden” a cura di ASCD
Salammbò, dedicato alle danze orientali, e “Ethnika” eseguito
da Moonflower Tribal Dance, con la direzione artistica di
Patrizia Pin. Sarà attivo il servizio Rocca bus gratuito. La
serata si concluderà alle 20 in piazza della Repubblica con
il Gala di Danza, che prevede l’esibizione di Axis Danza di
Udine e Gradisca d’Isonzo, le premiazioni dei giovani talenti
e l’esibizione del ballerino Marcello Sacchetta.

Domenica 19 settembre, proseguiranno dalle 15.45 le esibizioni
delle piazze delle Scuole di Danza e alle 19.30, in piazza
della Repubblica, la conclusione del Festival con spettacoli
dal vivo: latino “One Hundred Years” a cura del Club Diamante,
esibizioni di Vincenzo Durevole e Giovanna D’Anna, di Martina
Miliddi e di The Lab Collettivo Contemporaneo con
“Grapes”.   Come da tradizione, nelle tre giornate saranno
organizzate le Masterclass, al Palazzetto dello Sport e nella
Sala Polifunzionale don Foschian in Largo Isonzo, la cui
partecipazione è riservata agli allievi delle scuole
partecipanti al Festival (prenotazione obbligatoria alla
mail info@ele-dance.com).

Venerdì 17 settembre
Sala Polifunzionale Largo Isonzo

17.00 – 19.00    –    Contemporaneo   con   The   Lab   Collettivo
contemporaneo

20.00 – 21.30 – Afrocontemporaneo con Elisa Cecchini, Nuovo
Centro Danza

Sabato 18 settembre

Palazzetto dello Sport

10.00 – 12.00 – Modern fusion con Marcello Sacchetta

Sala Polifunzionale Largo Isonzo

10.00 – 12.00 – Hip Hop con Ilydance Studio

Domenica 19 settembre

Palazzetto dello Sport

09.00 – 10.30 – Classico con Farida Faggi dal Balletto di
Toscana

11.00 – 12.30 – Latin Pop con Vincenzo Durevole e Giovanna
D’Anna

Il programma nel dettaglio delle esibizioni delle scuole di
danza aperte al pubblico

Sabato 18 settembre, dalle 15.45, esibizioni di 13 Scuole di
danza della durata di 15/20 minuti l’una, nelle postazioni di
piazza Falcone e Borsellino, piazza Unità d’Italia e piazza
della Repubblica
PIAZZA FALCONE E BORSELLINO ore 15.45 – 19.30

   1.   NOI Monfalcone APS, Monfalcone
   2.   Club Diamante, Fogliano Redipuglia
   3.   ASD Movartex Tango, Gorizia
   4.   ASD Dance Academy Nueva Clave, Gradisca d’Isonzo

PIAZZA UNITA’ D’ITALIA ore 15.45 – 19.30

   1. ASD Cenacolo Arabesque, Ronchi dei legionari
   2. ASD Èlever contatto danza, Cormons
   3. Elisa Cecchini, Nuovo Centro Danza, Monfalcone
   4. ACSD Nuovo Centro Danza, Monfalcone

PIAZZA DELLA REPUBBLICA ore 15.45 – 19.

   1.   Ass. Regionale Tersicorea, Gorizia
   2.   ACSD Movimento Espressivo, Pieris
   3.   ASD ArteDanza, Monfalcone
   4.   ASD The Lab Formazione Danza, Staranzano
   5.   ASD Ballet Club, Ronchi dei Legionari

Domenica 19 settembre, dalle 15.45, si esibiranno altre 15
scuole di danze di tutta la Regione:

PIAZZA FALCONE E BORSELLINO ore 15.45 – 19.30

   1.   ASD Dance & Fit Academy, Gorizia
   2.   ASD Ilydance Studio, Monfalcone
   3.   ASD Viento Flamenco, Monfalcone
   4.   Country Dance Iron Boot, Cervignano del Friuli
   5.   Country Kete Passa, Aiello del Friuli

PIAZZA UNITA’ D’ITALIA ore 15.45 – 19.30

   1.   ASD Superfly, Turriaco
   2.   ASCD Salice Verde, Trieste
   3.   ASD Ventaglio, Trieste
   4.   Scuola di Danza Ceron, Udine
   5.   Axis Danza, Udine e Gradisca d’Isonzo
PIAZZA DELLA REPUBBLICA ore 15.45 – 19

   1.   Ele Dance, Trieste
   2.   ACSD Progetto Danza e Spettacolo, Spilimbergo
   3.   ASD Vitality Dance & Fitness, San Vito di Fagagna
   4.   ASD Movartex, Monfalcone
   5.   Circolo San Giuseppe – Amici di Alice, Monfalcone

OSPITI SPECIALI

Marcello Sacchetta

Nato a Napoli il 25 agosto 1983, Marcello Sacchetta è un
famoso ballerino e coreografo del talent show Amici.

  Sin da piccolo coltiva la passione per la danza,
condividendola con il fratello Raimondo, in arte Momo,
anch’egli famoso coreografo e ballerino professionista.

 Prima di diventare un membro dei Professionisti di Amici,
Marcello tentò di entrare nella scuola come allievo. Nel 2000,
a 17 anni, provò l’audizione, ma ad un passo dal banco non
venne ammesso.     Dopo aver lavorato sodo al fianco di
importanti coreografi, nel 2013 Marcello Sacchetta è entrato a
far parte del corpo professionisti della scuola. Per diverse
edizioni, Marcello è anche il volto della fascia del daytime
del programma in onda su Real Time. a anche ballato in diversi
tour nazionali e internazionali. Artisti del calibro di Elisa,
Justin Bieber, Marco Mengoni, Mika, Renato Zero, infatti, che
lo hanno ingaggiato per i loro concerti.L in qualità non solo
di ballerino ma anche di coreografo. Marcello ha lavorato sia
nelle vesti di ballerino sia in quelle di coreografo anche al
programma talent musicale a X-Factor.

Vincenzo Durevole

Vincenzo Durevole è un ballerino professionista celebre per
essere stato uno degli allievi della scuola più ambita
d’Italia.   Si tratta della scuola di Amici di Maria De
Filippi, il talent show televisivo di Canale 5 che ogni anno
sforna personaggi più o meno bravi nell’ambito
artistico. Vincenzo è stato un finalista dell’edizione 2014
del talent, vincitore della categoria danza. Il suo nome è
molto famoso perché è stato il primo ballerino latinista
entrato nel talent dopo l’inserimento della nuova categoria di
Danza.

Classe 1992, Vincenzo nasce a Napoli. Vive in un piccolo paese
della provincia di Napoli con la famiglia e fin da piccolo
nutre una grandissima passione per la danza. Si descrive come
un ragazzo diretto e sincero, anche se spesso a primo impatto
potrebbe sembrare presuntuoso. Non ama la falsità e il suo più
grande sogno è realizzarsi a livello professionale come
ballerino. Proprio per questo motivo trascorre la maggior
parte del tempo libero in palestra per studiare e
perfezionarsi nella danza. Il suo sogno nel cassetto?
Diventare un professionista affermato e aprirsi una propria
scuola di danza. A trasmettergli la passione per il ballo
latinoamericano è stato suo nonno: quando Vincenzo era
piccolo, insegnandoli a muovere i primi passi.

 Nel 2009 vice campione italiano nella sua categoria, ma nello
stesso anno ahimè la sua carriera subisce una battuta
d’arresto a causa di un grave problema agli occhi; dopo tre
anni di stop, torna in pista anche grazie all’aiuto della sua
fidanzata Giovanna. Nel 2014 dopo una serie di provini entra
nella scuola di Amici di Maria de Filippi.
Un percorso pieno di difficoltà che Vincenzo dimostra di
affrontare con determinazione e passione. Il ballerino,
infatti, arriva al serale del talent show tv vincendo il
Premio categoria danza consegnatogli dal maestro Giuliano
Peparini. Con il montepremi apre una scuola di danza a Napoli
dove insegnare a bambini e ragazzi, portandolo via dalle
strade, con un progetto ambizioso a di diffondere l’arte e la
cultura della danza latino-americana. Durante il percorso di
Amici si fa accompagnare da Giovanna d’Anna, ballerina
professionista, partner anche nella vita, che lo accompagna da
sempre come ballerina, partner e compagna di vita.

Giovanna D’Anna

Giovanna D’Anna è stata una delle concorrenti di Amici 13, una
bellissima e giovane ballerina napoletana entrata nella scuola
più famosa d’Italia insieme al suo fidanzato Vincenzo
Durevole. I due bravi ballerini sono entrati in coppia e hanno
subito dimostrato il loro talento, soprattutto nel ballo
latino americano. La loro bravura ha conquistato sia i
professori della scuola di Maria De Filippi che il pubblico a
casa che ha portato Vincenzo e la sua fidanzata sino alla
vittoria della categoria ballo di quell’edizione. Insieme
hanno realizzato il progetto di aprire una scuola di danza a
Napoli aperta ai ragazzi di ogni Età e classe sociale per
allontanarli dalla strada.

Martina Miliddi

Martina Miliddi, è un nome che potrebbe non risultare noto,
ma, soprattutto i giovani conosceranno sicuramente “Martina di
Amici“, la ballerina di latino americano, tanto criticata
dalla maestra Celentano, che ha partecipato all’ultima
edizione del talent show, andato in onda su canale 5, condotto
da Maria De Filippi. Martina Miliddi entra nella scuola di
Amici perché fortemente voluta dalla maestra Lorella
Cuccarini.

Martina Miliddi è nata a Cagliari nel 2000. Appassionata di
ballo sin da bambina, è stato proprio suo padre ad accorgersi
della sua passione e del suo talento, tanto da iscriverla a
una scuola di danza all’età di 5 anni e a seguirla in ogni suo
allenamento e competizione. Martina ha perso il papà quando
aveva appena 10 anni, Un evento tragico che ancora la fa
soffrire molto e ad oggi nonostante siano passati 10 anni
dalla scomparsa del suo caro papa, Martina, continua da sola
la sua strada per inseguire il suo sogno, continuando a
studiare danza, specializzandosi nel ballo latino americano.
Nel frattempo prosegue in maniera incessante le lezioni di
latino americano insieme all’insegnante Alessandra Secci, a
cui deve la chiamata al campionato mondiale della Synchro
Dance, dove gareggia nella categoria Adults all’età di soli 17
anni. Ad Atene, sede della rassegna iridata, Martina ha
ottenuto il primo posto insieme all’altra italiana Maura
Mameli, raccogliendo così un’immensa soddisfazione dopo le
tante fatiche fatte per raggiungere l’obiettivo.            La
vittoria ai Mondiali di Atena nella Synchro Dance non era però
la prima per la ballerina di Amici, che nel proprio palmares
contava già un titolo di campionessa del mondo ed europea nei
due anni precedenti: nel mese di settembre del 2015 Martina
aveva ottenuto il primo posto nella disciplina di danza latino
americana, successo bissato agli Europei di maggio dell’anno
seguente insieme a Maura Mameli ed Eleonora Garau. In questi
anni, la giovane ballerina di Assemini ha continuato gli
allenamenti senza sosta, fino alla chiamata forse più
importante di questi suoi primi 20 anni, quella del talent
condotto da Maria De Filippi.

La farmacia Al Redentore in Via IX Giugno, 36, a Monfalcone,
dal 17 settembre, offre la possibilità di tamponi per coloro i
quali parteciperanno al Festival della Danza, sia come
pubblico sia come danzatori. I tamponi avranno il costo di e
15,00 per gli adulti, ed € 8,00 per i minorenni.

Non serve la prenotazione.

Anche la Farmacia comunale n. 2 di Monfalcone, in via della
Crociera, 14, tel: 0481-494950, offre questa possibilità, con
lo stesso importo. In questo caso bisogna prenotare.
NEI SUONI DEI LUOGHI – Al
Verdi di Gorizia BERINSKAYA,
DANELON eSEROVA celebrano il
genio Bach

  Venerdì 10 settembre, ore 20.30 –
  GORIZIA, Teatro Giuseppe Verdi

Biglietti in vendita su 2Tickets.it

        Il calendario completo è
         consultabile sul nuovo
     sito www.neisuonideiluoghi.it

Tre straordinarie musiciste per uno degli eventi di punta
della seconda parte del calendario del festival di musica e
territori Nei Suoni dei Luoghi. Venerdì 10 settembre al Teatro
Verdi    di    Gorizia    (inizio     alle    20.30)    Yulia
Berinskaya, Valentina Danelon e Anna Serova presenteranno il
progetto “Inventio — Per i 300 anni delle Invenzioni di J. S.
Bach”. I biglietti per il concerto sono in vendita sul
circuito 2Tickets e lo saranno anche la sera dell’evento alla
biglietteria del teatro. Tutte le info e il calendario
completo su www.neisuonideiluoghi.it .
Yulia Berinskaya

                                 Valentina Danelon

  Yulia Berinskaya è considerata una delle più attive
violiniste del panorama musicale italiano ed internazionale,
impegnata in una brillante carriera in qualità di solista,
camerista e didatta, apprezzatissima in Italia e all’estero
grazie al suo straordinario talento e alla sua
eccezionale. Valentina Danelon, violinista di grande spessore,
in formazioni cameristiche e orchestrali ha tenuto concerti in
Argentina, Russia, Spagna, Bosnia, Serbia, Romania, Austria,
Germania, Slovenia, Croazia, Svizzera. Collabora con numerose
orchestre e svolge attività di insegnamento, è direttrice
artistica del Festival Nei Suoni dei Luoghi. Figura unica nel
panorama internazionale, solistico e della musica da camera,
la violista russa Anna Serova ha ricevuto negli ultimi anni

                                           Anna Serova

dediche   da   alcuni   dei   più   importanti   compositori
contemporanei, esibendosi come solista nelle più prestigiose
sale concertistiche del mondo

Tre grandi musiciste per un programma speciale, cha ha come
anima la celebrazione dei 300 anni delle Invenzioni a 2 e a 3
voci del genio assoluto Johann Sebastian Bach (scritte tra il
1720 e il 1723). Per questa particolare ricorrenza viene
proposta l’esecuzione a 2 violini per le 15 invenzioni a due
voci, e a 2 violini e viola per una selezione delle 15
invenzioni a 3 voci. Questo organico dona alle composizioni
una nuova luce e restituisce un dialogo vivo e dai toni
cangianti attraverso la ricca tavolozza di colori e timbri
propria degli strumenti ad arco. In chiusura il Trio
di Taneyev, soprannominato The Russian Bach, una composizione
originale per questo organico, ricca di contrappuntismo
neobarocco e grande creatività.
TU DOV’ERI? – Il debutto al
Rossetti, sabato 11 settembre
alle 14.46

In una suggestione di immagini e parole, al Rossetti, un
momento per ascoltare il richiamo della Storia e delle nostre
storie.

TRIESTE- Ci sono istanti che cambiano la storia del mondo
intero, in cui ogni singolo sa che ciò a cui sta assistendo è
un pezzo di Storia che si sta compiendo davanti ai suoi occhi.
È così oggi ed è stato così vent’anni fa, quando il mondo
intero è rimasto con il fiato sospeso di fronte alle notizie
che arrivavano da New York. Nasce da questa consapevolezza “Tu
dov’eri?”, pronto al debutto proprio l’11 settembre alle 14.46
al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Un testo che
debutta a vent’anni esatti dagli eventi di quel 11 settembre
2001 a cui è ispirato. Uno spettacolo scritto da Francesco
Godina e Fabio Vagnarelli, prodotto da SUOMI Produzioni, per
la regia di Marco M. Casazza e con il video design curato da
Den Baruca.

Erano le 14.46 del 11 settembre 2001, in Italia, quando un
aereo si è schiantato sulla torre nord del Word Trade Center
di New York in un giorno che tutti ricordano. “Tu dov’eri?”,
non è un monologo convenzionale ma tre personaggi per un
attore, Francesco Godina, tre diversi punti di vista su un
evento che ha cambiato irreversibilmente il mondo intero. Un
appassionato professore analizzerà dal punto di vista
accademico il valore del passato, della memoria, del ricordo.
Dall’altro lato sarà uno stand-up comedian a porsi in modo
cinico e distaccato di fronte alle conseguenze della tragedia
e alle loro ripercussioni nella vita delle persone di tutto il
mondo, non solo degli abitanti della Grande Mela. E poi c’è la
storia di Jack, nato l’11 settembre, che nel 2001 ha compiuto
vent’anni e che oggi abita ancora a New York.

Un testo che parla della perdita sullo sfondo della tragedia
avvenuta al World Trade Center. “Lavoriamo a uno spettacolo
sul lutto come esperienza squisitamente privata e sul bisogno
contrastante di condivisione con una comunità. Compito del
teatro è parlare delle esperienze umane. La forza di questo
progetto è universale: nominando l’11 settembre, tutti abbiamo
una storia da raccontare su come quell’episodio si sia
“incastrato” nella nostra vita. Per Jack questo assume una
valenza molto personale” spiega Casazza.

È come se un frammento di storia si fosse inserito nella
memoria collettiva lasciando un segno importante che ognuno
porta con sé, con un forte desiderio di condivisione. “Abbiamo
iniziato questo lavoro chiedendo a molte persone dove fossero
e la cosa sbalorditiva è che dopo vent’anni tutti hanno chiaro
in mente quello che stavano facendo e ricordano una miriade di
dettagli. Ecco da dove è nata la necessità di scrivere questo
testo: da quel “Tu dov’eri?” che apre una carrellata di
racconti legati a un’immagine che abbiamo ancora tutti davanti
agli occhi”, spiega Godina.

A vent’anni dalla tragedia sono due giovani autori e attori a
pensare a uno spettacolo che indaga le esperienze e le
emozioni legate a un ricordo che è diventato un compagno di
vita per ognuno di noi. Ogni volta che rivediamo quelle
immagini riviviamo quasi con la stessa intensità le sensazioni
di quel giorno. Più che una commemorazione celebrativa, con la
complicità di un regista in grado di bilanciare la componente
narrativa con quella emozionale, “Tu dov’eri?” si presenta
come uno sguardo in soggettiva sulla trasformazione del mondo
a partire da quel giorno.
Lo spettacolo andrà in scena l’11 settembre alle 14.46 e alle
21.00 nella Sala Bartoli del Politeama Rossetti e domenica 12
settembre alle ore 17. I biglietti, del costo di 15 euro
interi e 12 ridotti, in prevendita presso la biglietteria e
sul sito del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
www.ilrossetti.it.         Per      informazioni        tel.
040.3593511.[/dropcap]

Si ricorda che dal 6 agosto 2021 l’accesso agli spettacoli
aperti al pubblico è consentito in zona bianca esclusivamente
ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19
(Green Pass).

La certificazione dovrà dunque essere esibita all’ingresso
assieme a un documento di identità.

E. L.

A Siena la mostra COVER
STORY: l’arte nelle copertine
dei dischi DAL 10 AL 18 SETT.
39 copertine per dischi per raccontare i tanti linguaggi
dell’arte: è un viaggio originale che attraversa oltre
sessant’anni di bellezza e creatività, quello che a Siena
propone la mostra “COVER STORY- L’arte nelle copertine dei
dischi”.

L’esposizione, che sarà inaugurata venerdì 10 settembre (ore
18.30) alla galleria Beaux Arts di via Cecco Angiolieri, 13 a
Siena nasce da un’idea del giornalista Massimo Biliorsi,
esperto di musica e collezionista di vinile che qui presenta
parte della sua collezione.

Una selezione di vere e proprie
opere d’arte che hanno segnato
generazioni,         attraverso
intuizioni che hanno fatto la
storia, non solo del mondo
musicale. È il 1939 quando Alex
Steinweiss, direttore artistico
della Columbia Records, dà avvio
ad una vera e propria rivoluzione
in campo discografico proponendo
all’etichetta     l’introduzione
delle ormai famosissime copertine
illustrate che da allora diventano sempre più popolari e,
alcune di esse, addirittura leggendarie.   Appassionati e
collezionisti, conoscono bene la carica emotiva racchiusa in
questi piccoli capolavori della grafica, della pittura, della
fotografia.

La mostra invita il visitatore a riflettere e sognare,
attraverso una serie di temi differenti.

Dalle copertine dei momenti “rivoluzionari” della nostra
storia, ai disegnatori di fama, come Guido Crepax e Andrea
Pazienza, che hanno prestato la loro arte al mondo della
musica, fino allo stile di fotografi di rango come Cesare
Monti, il cui nome è legato alla etichetta discografica Numero
1, quella di Lucio Battisti. Immancabile la psichedelia
inglese ed americana, così come i “casi” delle copertine
colpite dalla censura. Si
                              scoprono poi musicisti che si
                              sono cimentati nella pittura
                              delle loro “cover” con uno
                              sentito    omaggio    a  Gordon
                              Faggetter, batterista del gruppo
                              rock dei Cyan ma soprattutto
                              valido pittore, recentemente
                              scomparso.   In un epoca segnata
                              dalla grande riscoperta del
                              vinile, nella celebrazione della
                              bellezza al servizio della
musica, la mostra “COVER STORY” accompagna il lavoro
editoriale che lo stesso Massimo Biliorsi sta portando avanti.
Sono infatti in uscita i volumi della raccolta “Subway”
(Edizioni Il Leccio), sette pubblicazioni curate da Biliorsi e
dedicate alla storia della musica a Siena dal 1960 al 2012. Un
viaggio divertente che oltre all’universo musicale racconta
stili, costumi e moda di quegli anni.

In occasione del vernissage di venerdì 10 settembre (ore
18.30) Matteo Tomei (chitarra e voce) farà rivivere alcuni
brani tratti dai dischi in esposizione.

COVER STORY resterà aperta fino a sabato 18 settembre.
Ingresso libero.

Orario: lunedì dalle ore 16 alle ore 19.30; dal martedì al
sabato dalle ore 9.30 alle ore 13 e dalle 16 alle 19.30;
domenica chiuso; Info: tel 0577 280759; www.artsiena.com
LA GRANDE MUSICA DELL’ARTE
anteprima nazionale:domenica
19   settembre    a   Lignano
Sabbiadoro Remo Anzovino in
concerto   con   l’Orchestra
Sinfonica Naonis per il gran
finale di Nottinarena 2021
                       FVG Music Live e Vigna PR

 in collaborazione con l’Accademia Musicale Naonis e la Fondazione Friuli

                    nell’ambito di “Nottinarena 2021”

                               presentano

            DA VINCENT VAN GOGH A FRIDA KAHLO,

    PASSANDO PER MONET, GAUGUIN, PICASSO E POMPEI

              LA GRANDE MUSICA DELL’ARTE
                     “Anteprima Nazionale”

                   REMO ANZOVINO IN CONCERTO

 CON L’ORCHESTRA SINFONICA ACCADEMIA MUSICALE NAONIS

                 DIRETTA DA VALTER SIVILOTTI

 LE COLONNE SONORE DEI FILM DEDICATI ALL’ARTE CHE GLI
   SONO VALSE LA FAMA MONDIALE E IL NASTRO D’ARGENTO

  LE OPERE DI VAN GOGH, PICASSO, FRIDA KAHLO, MONET,
 GAUGUIN E QUELLE RITROVATE A POMPEI PRENDERANNO VITA
ANIMATE DALLA SUA STESSA MUSICA IN UNO STRAORDINARIO
                    SHOW MULTIMEDIALE

È L’ULTIMO GRANDE APPUNTAMENTO DI “NOTTINARENA 2021”, LA
 RASSEGNA CHE IN ESTATE HA PORTATO A LIGNANO SABBIADORO
       ALCUNI TRA I PIÙ IMPORTANTI NOMI ITALIANI E
                      INTERNAZIONALI

                       “ANTEPRIMA NAZIONALE”

                LIGNANO SABBIADORO, Arena Alpe Adria

                     DOMENICA 19 SETTEMBRE 2021

                     INIZIO CONCERTO ore 19:30

 BIGLIETTI IN VENDITA DALLE ORE 10:00 DI MARTEDÌ 7 SETTEMBRE ONLINE
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             E NEI PUNTI VENDITA AUTORIZZATI TICKETONE

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          “La magia è riuscire a tradurre in suono l’Arte”

                           Remo Anzovino
Da Vincent Van Gogh a Frida Kahlo, le opere di alcuni tra i più
importanti pittori al mondo rivivranno sul palco di Nottinarena grazie
alle note di Remo Anzovino, uno dei compositori e pianisti più
innovativi in circolazione, che domenica 19 settembre al tramonto
(inizio concerto ore 19:30) presenterà in anteprima nazionale
all’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro il suo nuovo ambizioso
progetto live “La Grande Musica dell’Arte”. I biglietti saranno in
vendita a partire dalle ore 10:00 di martedì 7 settembre online su
Ticketone.it e nei punti vendita autorizzati.

Accompagnato dall’Orchestra Sinfonica dell’Accademia Musicale Naonis
diretta da Valter Sivilotti, voce solista Franca Drioli, Anzovino
eseguirà dal vivo “La Grande Musica dell’Arte”, ovvero il percorso che
lo ha portato ad affermarsi a livello mondiale componendo le colonne
sonore originali dei film per “La Grande Arte al Cinema”, da Vincent
Van Gogh a Frida Kahlo, passando per Monet, Picasso e Gauguin, che nel
2019 sono state premiate con il Nastro D’Argento – Menzione Speciale
Musica dell’Arte e sono diventate anche uno speciale cofanetto
discografico, Art Film Music, pubblicato in tutto il mondo da Sony
Masterworks/Sony Classical. Verranno inoltre eseguite anche alcune
delle musiche scritte per il film “Pompei. Tra Eros e Mito”, diretto
da Pappi Corsicato, con Isabella Rossellini, in uscita in tutti i
cinema italiani il 29 novembre.

Il filo conduttore di questo straordinario progetto multimediale sarà
come l’Arte diventa suono e come la Musica traduce l’Arte.

Dopo   aver   unito   con   la    sua   musica   la   grandiosità    del
cinema, l’accessibilità a dettagli di opere inestimabili, aver dato
vita a un quadro, ma anche allo schermo bidimensionale, ora Remo
Anzovino porta dal vivo la sua Musica dell’Arte assieme ad una delle
orchestre più rappresentative della regione Friuli Venezia Giulia.

Il compositore svelerà al pubblico per la prima volta il legame tra
suoni, arte e immagini, ovvero gli elementi fondamentali di questo
speciale nuovo live: “La Grande Musica dell’Arte” è infatti un grande
show arricchito da un sistema tecnologico di proiezione visual –
ideato da Sacha Saffretti –che agisce in tempo reale seguendo la
dinamica della musica e da un elegante disegno luci – firmato da Music
Team – che faranno vivere, in un viaggio multisensoriale unico, le
opere immortali di questi grandi Artisti, le loro storie e le emozioni
universali che suscitano in ogni angolo del globo.

Un progetto imponente – prodotto da VignaPR – che conferma Anzovino
come nuovo vero erede della grande tradizione italiana nella musica da
film grazie ad uno stile musicale contemporaneo che incanta e ci
collega con il mondo attuale, un compositore che è artista sia quando
scrive per sé stesso sia quando mette la sua musica al servizio di
altre discipline.

NOTTINARENA A LIGNANO

La Grande Musica dell’Arte, il concerto di Remo con l’Orchestra
Sinfonica dell’Accademia Musicale Naonis, sarà l’ultimo grande show
proposto da “Nottinarena 2021”, la rassegna – realizzata da Fvg Music
Live e VignaPR in collaborazione con il Comune di Lignano e
PromoTurismoFVG – che questa estate si è confermata come una delle
principali dell’intero Nordest ospitando alcuni tra i principali nomi
della scena italiana tradizionale e contemporanea e due grandi star
internazionali: da Max Pezzali a Patti Smith, passando per i
Subsonica, Frah Quintale, Margherita Vicario, Emma Marrone, Gaia,
Franco126 e Manu Chao che si esibirà domenica 12 settembre (inizio
concerto ore 20:30).

L’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro è una location Covid free,
dove si può assistere agli spettacoli in massima tranquillità, dove è
garantito il rispetto di tutte le normative vigenti in termini di
distanziamento, controllo della temperatura corporea, gestione dei
flussi delle persone in entrata e in uscita, sanificazione delle aree,
etc.

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