IL RESISTORE
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IL RESISTORE 1) Parametri caratteristici fondamentali I resistori non sono solo “ohm”. I principali parametri che un progettista deve considerare sono: • Valore nominale della resistenza (R) • Tolleranza • Potenza nominale • Coefficiente di temperatura (TCR) • Coefficiente di tensione (VCR) • Rumore elettrico • Stabilità nel tempo / derating • Tensione massima di lavoro • Comportamento in frequenza Vediamoli uno per uno. Valore nominale e tolleranza • Valore nominale: espresso in ohm , tipicamente in serie E12, E24, E96… • Tolleranza: quanto il valore reale può discostarsi dal nominale: ±1%, ±0,1%, ±5%, ecc. Esempio: R = 10 kΩ ±1% → valore reale fra e . La tolleranza è un “errore statico” di fabbricazione; non tiene conto ancora di temperatura, invecchiamento, ecc. Potenza nominale • È la massima potenza continua dissipabile senza superare la temperatura di giunzione/film specificata. • Tipici: 0,125 W, 0,25 W, 0,5 W, 1 W, 2 W, 5 W… La potenza è I datasheet includono spesso un grafico di derating: sopra una certa temperatura ambiente (es. 70 °C) la potenza ammessa cala linearmente fino a 0% a temperatura massima (es. 155 °C). Coefficiente di temperatura (TCR) Definisce come varia la resistenza con la temperatura. È spesso indicato in ppm/°C (parti per milione per grado). • Esempio: 100 ppm/°C = → 0,01%/°C La variazione approssimata è: Dove: • = resistenza a temperatura di riferimento (spesso 20–25 °C) • = differenza di temperatura in °C Valori tipici TCR: • Film metallico: 25–100 ppm/°C • Precisione: 1–10 ppm/°C • Strato spesso / carbone: 200–1000 ppm/°C Coefficiente di tensione (VCR) Misura di quanto cambia la resistenza al variare della tensione applicata (effetto non ideale). È tipicamente in ppm/V. Esempio (ordine di grandezza): • Film metallico di buona qualità: 0,1–1 ppm/V • Spesso film o carbone economici: anche decine o centinaia di ppm/V Formula approssimata: È critico in misure di alta precisione e in resistori esposti ad alte tensioni. Rumore Due tipi principali: • Rumore termico (Johnson–Nyquist) → bianco, inevitabile, solo funzione di , , banda . • Rumore in eccesso (1/f, spesso “rosa” nelle basse frequenze) → dipende dal materiale (carbone vs film metallico) e dalla corrente. Ne parliamo in dettaglio al punto 3. Stabilità / deriva nel tempo • Indica quanto il valore di resistenza cambia dopo ore/migliaia di ore a temperatura e potenza nominali. • I datasheet riportano ad esempio “±(0,5% + 0,05 Ω) dopo 1000 h” ecc. Importante per strumenti di misura, references, sensori. Tensione massima
Anche se la potenza è rispettata, esiste una tensione massima per motivi di isolamento, tracking sull’elemento resistivo, scariche superficiali, ecc. Esempio: un 1/4 W può tollerare ad esempio 200–250 V max, a seconda della serie. 2) Tipi di resistori in base alla frequenza di lavoro A frequenza bassa un resistore è molto vicino al modello ideale . A frequenza alta compaiono induttanza serie e capacità parassita . La tipologia costruttiva determina quanto questi parassiti sono grandi. Resistori a strato di carbone • Materiale resistivo: miscela di carbone. • Pro: • Economici • Robusti meccanicamente • Contro: • Rumore in eccesso (1/f) elevato • TCR alto • Comportamento in RF mediocre • Alta frequenza: • Induttanza e capacità parassita non trascurabili • Non ideali sopra il range audio–bassa RF Resistori a film metallico (axial, THT) • Film di metallo depositato su cilindro ceramico. • Pro: • Basso rumore • Tolleranze strette (1%, 0,1%) • TCR contenuto • Comportamento in frequenza: • Molto migliore dei carbone • Buoni fino a svariati MHz per dimensioni standard • Contro: • L’avvolgimento a spirale del film introduce una certa induttanza (anche se molto inferiore ai filo avvolto). Resistori a filo avvolto • Resistenza = filo resistivo avvolto su supporto. • Pro: • Alta potenza • Altissima precisione possibile • Ottima stabilità nel tempo • Contro: • Fortemente induttivi (avvolgimento = bobina) • Poco adatti oltre poche decine/centinaia di kHz • Si usano in: • Potenza, shunt di misura, carichi fittizi, precisione DC. Esistono versioni non induttive (avvolgimento bifilare o a strati opposti) proprio per mitigare l’induttanza. Resistori SMD a film spesso (thick film) • Usatissimi in elettronica generica, economici. • Pro: • Buoni per DC–audio–bassa RF • Costi bassi, formati piccoli • Contro: • Rumore in eccesso maggiore rispetto ai film sottili • TCR più alto • In alta frequenza:
• Posizionamento e layout PCB diventano dominanti. Resistori SMD a film sottile (thin film) • Pensati per precisione e alta frequenza. • Pro: • TCR basso • Rumore bassissimo • Parassiti ridotti → ottimi in RF/microonde • Usati in: • Front-end RF, ADC ad alta risoluzione, filtri di precisione, strumentazione. 3) Tensione di rumore rosa ai capi a varie temperature Qui si devono distinguere bene due concetti: 1. Rumore termico (Johnson–Nyquist) → bianco, dipende da , , 2. Rumore in eccesso (excess noise, spesso 1/f) → dipende dal materiale, tecnologia, corrente, geometria. Rumore termico (bianco) Per un resistore a temperatura assoluta e banda : dove: • • in kelvin • in ohm • in Hz Esempio: , banda audio 20 kHz, temperatura ambiente 25 °C (): Il risultato è dell’ordine di qualche µV RMS (tipicamente ~1,2–1,5 µV RMS, giusto per avere un ordine di grandezza). • Se aumenti , il rumore sale come . • Se aumenti la resistenza, sale come . • Se allarghi la banda, sale come . Questo rumore è intrinseco: non dipende dal tipo di resistore, finché il valore di è lo stesso. Rumore in eccesso (1/f, spesso detto “rosa”) • Fortemente dipendente dal materiale e processo: • Alto nei resistori al carbone, thick film. • Bassissimo nei film metallici e thin film. • Si manifesta alle basse frequenze (Hz–kHz). • Spesso caratterizzato in datasheet come “excess noise index” in dB per decade o come densità spettrale relativa. Non esiste una formula semplice come per il rumore termico; è basato su curve misurate. In pratica: • In audio di alta qualità si usano film metallici per ridurre rumore di fondo a bassa frequenza. • Nei circuiti di misura DC e sensori (microvolt, nanoampere) il rumore 1/f del resistore può diventare dominante. 4) Variazione percentuale della resistenza al variare della tensione (VCR) Questo effetto è meno noto di TCR, ma esiste e conta in precisione alta. Definizione Il Voltage Coefficient of Resistance (VCR) indica la variazione relativa di resistenza per unità di tensione applicata: Spesso indicato in ppm/V. • 1 ppm/V = . Esempio numerico Supponiamo: • • • Applichi 100 V (rispetto a una condizione di riferimento a 0 V) La variazione approssimata: Quindi: • Nuova resistenza ≈ • Variazione relativa = Per un resistore di precisione questo è enorme, quindi i resistori di precisione hanno VCR molto più basso (0,1–1 ppm/V). Valori tipici • Film metallico di buona qualità: 0,1–1 ppm/V • Carbonio / thick film economici: valori molto più alti (decine–centinaia di ppm/V) In pratica: • In circuiti high voltage (centinaia di volt) il VCR può introdurre errori non trascurabili in partitori di misura o references. • In bassa tensione (
2. Autoriscaldamento del resistore dovuto alla propria dissipazione La variazione complessiva di temperatura del resistore è: Dove dipende da potenza dissipata e resistenza termica del componente. TCR e temperatura ambiente Se consideri solo il contributo ambiente e TCR lineare: Esempio: • a • TCR = 100 ppm/°C = • Temperatura passa a 55 °C → • • variazione ≈ +0,3% Autoriscaldamento Se il resistore dissipa potenza , la sua temperatura può aumentare di: dove è la resistenza termica (°C/W), dipendente dal package, dal montaggio, dal flusso d’aria, ecc. Esempio qualitativo: • Resistore 0,25 W, montato in aria ferma, grosso modo 200 °C/W (ordine di grandezza). • Dissipa 0,2 W: Se ambiente è 25 °C, il corpo del resistore può stare a ~65 °C. Con TCR = 100 ppm/°C: Quindi ≈ +0,4%. Questo si somma alle altre variazioni (tolleranza, deriva nel tempo, VCR). Variazioni percentuali complessive Nel mondo reale l’errore totale di un resistore può essere visto come: Ovviamente in termini rigorosi andrebbero combinati con radice di somma dei quadrati (RSS) se indipendenti, ma come prima stima un somma “brutale” aiuta a capire il budget di errore. 6) Collegamento pratico tra tutti questi aspetti Facciamo un mini-scenario “da progettista”, in stile tuo: Hai un partitore di precisione con due resistori da 100 kΩ, film metallico: • Tolleranza: 0,1% • TCR: 25 ppm/°C • VCR: 1 ppm/V • Temperatura ambiente: può variare da 20 a 50 °C • Tensione massima sul partitore: 200 V Possibili variazioni: • Tolleranza iniziale: ±0,1% • TCR: , TCR = 25 ppm/°C = → variazione ≈ • VCR: 200 V, 1 ppm/V = → • Deriva nel tempo: supponiamo 0,05% dopo anni Se sommi tali contributi, vedi subito che TCR + deriva possono essere comparabili alla tolleranza iniziale. E a seconda della geometria e della potenza, l’autoriscaldamento può portare qualche centesimo di percento in più.
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