Documento di piano - Relazione - Comune di Fino del Monte
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Documento di piano – Relazione
SOMMARIO Lo stato di attuazione del P.R.G. previgente 22
Il sistema territoriale dei vincoli 23
IL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO NELLA NUOVA LEGGE
REGIONALE 12/2005 4 Le istanze preliminari 24
IL QUADRO DELLA PIANIFICAZIONE SOVRAORDINATA 5 IL TERRITORIO DI FINO DEL MONTE: IL QUADRO CONOSCITIVO 25
Il Piano Territoriale Regionale 5 Fino del Monte e il paesaggio della Valle Seriana Superiore 25
Il sistema territoriale di inquadramento nel PTR.................................................. 6
La Rete Ecologica Regionale ................................................................................... 7 Il territorio del Parco Regionale delle Orobie Bergamasche 27
Il Piano Paesaggistico Regionale 8 I valori paesaggistici del territorio 29
Inquadramento del Comune di Fino del Monte..................................................... 8
Elementi identificativi e percorsi di interesse paesaggistico............................. 9 La Carta della sensibilità del paesaggio 30
Istituzioni per la tutela della natura....................................................................... 10
Quadro sinottico tutele paesaggistiche di legge – articoli 136 e 142 del DLgs. Il sistema insediativo e i nuclei di antica formazione 31
42/04 ........................................................................................................................... 11
La rete della mobilità 32
Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale 12
Obiettivi del PTCP: organizzazione del territorio e sistemi insediativi........... 13 Uso del suolo 33
Obiettivi: sistema della mobilità............................................................................ 14
Obiettivi: sistema paesistico-ambientale............................................................. 15
Uso dell’edificato 34
Obiettivi: tutela del suolo e regimazione delle acque........................................ 16
Obiettivi: la valorizzazione del turismo come elemento chiave per uno
sviluppo economico sostenibile ........................................................................... 17 INDAGINE SUGLI ASPETTI SOCIO-ECONOMICI 35
Il Piano Naturalistico del Parco Regionale delle Orobie Bergamasche18 Dinamica della popolazione residente 35
Il bacino di riferimento............................................................................................ 35
La Rete Natura 2000 19 Densità territoriale ................................................................................................... 36
Evoluzione demografica del bacino considerato ............................................... 36
Il Piano di Indirizzo Forestale 20
Evoluzione della popolazione a Fino del Monte 39
IL QUADRO DELLA PIANIFICAZIONE LOCALE 21 Cittadini immigrati 42
La pianificazione generale locale 21 Struttura della popolazione 43
2Documento di piano – Relazione
Piramidi d’età............................................................................................................ 44 Il dimensionamento del PGT: dati quantitativi 63
Previsioni della popolazione.................................................................................. 44
Indicatori sintetici 46
Indice di vecchiaia ................................................................................................... 46
Indice di dipendenza totale .................................................................................... 46
Indice di ricambio della popolazione in età lavorativa ...................................... 47
Quota di popolazione con più di 65 anni ............................................................. 47
La famiglia 48
Caratteristiche delle famiglie di Fino del Monte ................................................. 48
Istruzione 49
Lavoro e popolazione attiva 49
Tassi di occupazione per settore di attività economica.................................... 50
La struttura economica 51
Il commercio ............................................................................................................. 52
Reddito 53
Mercato immobiliare 54
La struttura edilizia 55
LA DIMENSIONE STRATEGICA DEL PGT: OBIETTIVI E STRATEGIE DEL
DOCUMENTO DI PIANO 58
Gli obiettivi condivisi del PGT 58
Lo scenario strategico territoriale 60
GLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE 61
La Carta delle previsioni e degli obiettivi urbanistici 61
3Documento di piano – Relazione
e criteri di intervento sui nuclei storici; fornire criteri e indirizzi per la ridefinizione della morfologia urbana.
IL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO NELLA
NUOVA LEGGE REGIONALE 12/2005 Il Documento di piano, ai sensi della direttiva 2001/42/CE, è sottoposto alla procedura di Valutazione
Ambientale Strategica, che accompagna tutto il percorso di redazione del PGT valutandone gli effetti e gli
La legge urbanistica n.12/2005 introduce il Piano di Governo del impatti sull’ambiente, al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile, contribuire all'integrazione di
Territorio, il nuovo strumento di disciplina e pianificazione del considerazioni ambientali all'atto dell'elaborazione, dell'adozione di e garantire un elevato livello di
territorio comunale. protezione dell’ambiente.
Il PGT si articola in tre atti tra loro strettamente correlati.
Il Documento di piano esplicita gli obiettivi, le strategie e le
PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
azioni di piano. Si configura come strumento di governo dello Legge regionale 12/2005
sviluppo complessivo del territorio comunale e definisce il
quadro conoscitivo, ricognitivo e programmatico del PGT
attraverso analisi incentrate sul sistema territoriale e urbanistico,
sul quadro socio-economico e demografico, sulla rete della
mobilità, sul sistema paesistico, ambientale ed ecologico. Il
Documento di piano delinea inoltre la strategia generale per il
governo del territorio, individuando gli ambiti di trasformazione e
Documento di Piano dei Servizi: Piano delle
stabilendo i criteri qualitativi e quantitativi di sviluppo del PGT. Piano: - assicurare una dotazione globale di
Regole:
aree per attrezzature pubbliche ed - aspetti regolamentativi e
Il Piano dei servizi ha il compito di garantire un’adeguata - elementi conoscitivi del interesse pubblico o generale a gli elementi di qualità del
territorio supporto delle funzioni insediative costruito
dotazione di servizi e attrezzature pubbliche e di interesse
- linee di sviluppo - eventuali aree per ERP - concorre agli obbiettivi
pubblico o generale. In particolare il Piano dei servizi: inquadra il dichiariati nel documento di
- attiva i piani attuativi comunali - corridoi ecologici
Comune nel contesto territoriale per la fruizione dei servizi; piano
- validità quinquennale - sistema del verde di connessione
formula l’inventario dei servizi presenti nel territorio; determina lo - non produce effetti diretti sul - assicura una dotazione minima di
- ha valore prescrittivo e
vincolante sul regime dei
regime giuridico dei suoli
stato dei bisogni e della domanda di servizi; confronta l’offerta e standards pari a 18 mq/abitante suoli
- ha valore prescrittivo e vincolante sul
la domanda di servizi; determina il progetto e le priorità di regime dei suoli
azione.
Il Piano delle regole è lo strumento che disciplina gli ambiti della
Figura 1 Schema di sintesi degli atti costitutivi del Piano di Governo del Territorio
città consolidata. All’interno del PGT, il Piano delle regole si
occupa di regolare i tessuti edificati, perimetrare e disciplinare gli
ambiti destinati alle attività agricole, individuare ambiti ed edifici
non soggetti a trasformazione, definire modalità
4Documento di piano – Relazione
difese da fattori di rischio che ne comportino lo spreco o il degrado e rafforzati quali principi di
IL QUADRO DELLA PIANIFICAZIONE
sviluppo della società e del territorio;
SOVRAORDINATA
• riequilibrare il territorio, privilegiando lo sviluppo di un sistema regionale policentrico, che valorizzi le
specifiche vocazioni dei diversi sistemi territoriali garantendo un’equa distribuzione delle funzioni
Il Piano Territoriale Regionale qualificate e una parità di accesso ai servizi, alle infrastrutture e alla conoscenza per tutta la
popolazione.
La L.R. 12/05 affida al Piano Territoriale Regionale il compito di Il filo rosso che collega i tre macro-obiettivi alla concretezza dell’azione passa attraverso l’individuazione e
delineare il quadro strategico di riferimento per lo sviluppo del l’articolazione nei 24 obiettivi che il PTR propone.
territorio regionale. Il PTR si configura come strumento di
indirizzo e orientamento, volto da un lato a definire in maniera
integrata gli obiettivi di sviluppo territoriale, mediante indirizzi,
orientamenti e prescrizioni aventi efficacia diretta sugli altri
strumenti di pianificazione, dall’altro a sistematizzare le politiche
settoriali in un’ottica di riequilibrio dello sviluppo territoriale.
Il PTR, inoltre, ha natura ed effetti di piano territoriale
paesaggistico e riunisce in un unico quadro normativo il sistema
organico degli strumenti di tutela paesistica, coordinando i
diversi documenti che concorrono all’attuazione della politica
regionale di gestione del paesaggio.
Il Piano individua tre macro-obiettivi strategici per lo sviluppo
sostenibile del territorio regionale1:
• rafforzare la competitività, intesa come capacità di generare
e attrarre risorse fondamentali che contribuiscano a
rafforzare la competitività delle imprese in termini di
sviluppo tecnologico, capitale, forza lavoro qualificata;
• proteggere e valorizzare le risorse, naturali, paesaggistiche,
storiche e culturali, che devono essere al tempo stesso
Figura 2 Il territorio di Rovetta nel sistema dei parchi e delle aree protette della Regione Lombardia; PTR, Tavola 2 -
Zone di preservazione e salvaguardia ambientale (estratto)
1Regione Lombardia, Piano Territoriale Regionale, Documento di piano, 2010
5Documento di piano – Relazione
Il sistema territoriale di inquadramento nel PTR
I Sistemi Territoriali che il PTR individua non sono ambiti e ancor
meno porzioni di Lombardia perimetrate rigidamente, bensì
costituiscono sistemi di relazioni che si riconoscono e si attivano
sul territorio regionale, all’interno delle sue parti e con l’intorno.
Come evidenziato nella tavola 4 del Documento di Piano del
PTR, il Comune è inquadrato all’interno di due sistemi territoriali:
- il sistema territoriale dei Laghi
- Il sistema territoriale della Montagna
Gli obiettivi dei sistemi territoriali sono la declinazione degli
obiettivi del PTR per i 6 sistemi territoriali individuati dal piano.
Fra gli obiettivi del sistema territoriale montagna si
sottolineano (tra parentesi il collegamento con i 24 obiettivi
PTR):
- ST2.1 Tutelare gli aspetti naturalistici e ambientali propri
dell'ambiente montano (ob. PTR 17)
- ST2.2 Tutelare gli aspetti paesaggistici, culturali, architettonici
ed identitari del territorio (ob PTR 14, 19)
Fra gli obiettivi del sistema territoriale dei Laghi si Figura 3 Estratto della Tavola 4 del Documento di Piano del PTR – I sistemi territoriali del PTR
sottolineano:
- ST4.2 Promuovere la qualità architettonica dei manufatti
come parte integrante dell'ambiente e del paesaggio (ob.
PTR 5, 20, 21)
- ST4.3 Tutelare e valorizzare le risorse naturali che
costituiscono una ricchezza del sistema, incentivandone un
utilizzo sostenibile anche in chiave turistica (ob. PTR 17, 18)
6Documento di piano – Relazione
La Rete Ecologica Regionale - corridoi ecologici primari, da conservare ovvero ricostruire mediante azioni di rinaturazione;
- principali progetti regionali di rinaturazione.
La Rete Ecologica Regionale (RER) è la modalità prevista dal La RER costituisce un riferimento vincolante per le scelte di pianificazione provinciale e comunale: le aree
PTR per raggiungere le finalità previste in materia di biodiversità sono sito preferenziale per l’applicazione di misure ambientali e progetti di rinaturazione promossi dalla
e servizi ecosistemici. Regione e per l’individuazione di nuovi PLIS.
La RER persegue i seguenti obiettivi generali: Eventuali interventi di trasformazione dovranno essere generalmente evitati. Qualora si dimostri che tali
- riconoscere le aree prioritarie per la biodiversità; interventi rivestano una indubbia valenza sociale, dovranno essere opportunamente compensati da opere
- individuare un insieme di aree e azioni prioritarie per i di compensazione naturalistica.
programmi di riequilibrio ecosistemico e di ricostruzione
naturalistica;
- fornire lo scenario ecosistemico di riferimento e i
collegamenti funzionali per: l’inclusione dell’insieme dei SIC
e delle ZPS nella Rete Natura 2000 (Direttiva Comunitaria
92/43/CE);
- il mantenimento delle funzionalità naturalistiche ed
ecologiche del sistema delle Aree Protette nazionali e
regionali;
- articolare il complesso dei servizi ecosistemici rispetto al
territorio, attraverso il riconoscimento delle reti ecologiche di
livello provinciale e locale.
La Rete si sviluppa a dimensione regionale inquadrandosi nel
più vasto scenario territoriale ambientale delle regioni
biogeografiche alpina e padana attraverso uno schema direttore
che individua:
- siti di Rete Natura 2000;
- Parchi, Riserve naturali, Monumenti naturali e Parchi Locali
di Interesse Sovracomunale (PLIS);
- principali direttrici di frammentazione dei sistemi di relazione
ecologica; Figura 4 Sintesi della rete ecologica regionale del PTR: in verde gli elementi di primo livello della rete, in azzurro gli
- ambiti prioritari (gangli) di riqualificazione in contesti elementi di secondo livello
ecologicamente impoveriti;
7Documento di piano – Relazione
Il Piano Paesaggistico Regionale Fra i documenti del PPR l’Abaco dà le principali informazioni di carattere paesistico - ambientali articolate
per Comuni:
Il PTR, in applicazione dell’art. 19 della LR 12/2005, ha natura - Volume 1 “Appartenenza ad ambiti di rilievo paesaggistico regionale”. Si evidenzia l’appartenenza alla
ed effetti di piano territoriale paesaggistico ai sensi della fascia prealpina e l’inclusione nel Parco delle Orobie Bergamasche
legislazione nazionale (DLgs n. 42/2004). - Volume 2 “Presenza di elementi connotativi rilevanti”. Il volume segnala che i Nuclei Operativi
Il Piano Paesaggistico Regionale (di seguito PPR) ha duplice Provinciale hanno effettuato ricerche su geologia, vegetazione, fauna, agricoltura, elementi storici e
natura: culturali, previsioni urbanistiche, vincoli vigenti, grandi progetti riguardanti Fino del Monte
di quadro di riferimento per la costruzione del Piano del
Paesaggio Lombardo
di strumento di disciplina paesaggistica attiva del
territorio
Il Piano Paesaggistico Regionale assume un approccio
propositivo e non solo difensivo della pianificazione
paesaggistica affrontando anche il complesso tema del degrado
e della valorizzazione del paesaggio; con il Piano Paesaggistico
la Regione perviene, con una maggiore articolazione della
disciplina regionale, al completamento degli indirizzi e delle
disposizioni per la pianificazione urbanistica e attiva una
maggiore integrazione tra politiche paesaggistiche e altre
politiche di settore (turismo, agricoltura, infrastrutture, energia,
ecc).
Inquadramento del Comune di Fino del Monte
Con riferimento al Piano Paesaggistico Regionale il territorio
comunale di Fino del Monte rientra nell’Unità Tipologica di
Paesaggio “Fascia prealpina” e più in dettaglio fra i Paesaggi
delle montagna e delle dorsali (campitura marrone in Tavola A).
Fra gli Ambiti geografici dei Paesaggi di Lombardia, Fino del
Monte rientra nell’Ambito 9 “Valli Bergamasche”. Figura 5 Estratto dal PPR – Tavola A - Ambiti geografici e unità tipologiche di paesaggio
8Documento di piano – Relazione
Elementi identificativi e percorsi di interesse paesaggistico
Il pizzo della Presolana, a nord di Castione, al confine con
Colere (punto verde n. 12 in tavola B) è stato riconosciuto come
luogo dell’identità regionale. E’ punto di arrivo del tracciato guida
paesaggistico n. 20 Sentiero delle Orobie e Gran Via delle
Orobie.
Il tracciato guida paesaggistico n. 22 Sentiero dell’Alto Serio è
un percorso escursionistico di interesse naturalistico e antropico
nell’alto bacino del Serio con possibilità di pernottamento in
rifugi o negli abitati della valle; parte da Gorno ed arriva in
Aprico di Fino del Monte per un estensione complessiva di 85
km.
I percorsi completi sono riportati nei “Repertori” del Piano
Paesaggistico.
Figura 6 Estratto dal PPR – Tavola B - Elementi identificativi e percorsi di interesse paesaggistico
9Documento di piano – Relazione
Istituzioni per la tutela della natura
Oltre al Parco delle Orobie Bergamasche sono cartografate in
Tavola C la ZPS n. 4 Orobie Bergamasche (Zone di Protezione
Speciale, campitura arancione) e il SIC n. 9 Val Sedornia - Val
Zurio - Pizzo della Presolana (Siti di importanza Comunitaria,
campitura gialla)
Le stesse sono tra le aree di particolare interesse ambientale –
paesistico cartografati in tavola D come ambiti di elevata
naturalità (tutelati ai sensi dell’art. 17 Normativa PPR).
Per quanto attiene la tutela paesaggistica degli ambiti di elevata
naturalità il Piano Territoriale di Coordinamento del Parco delle
Orobie Bergamasche in quanto atto a maggior definizione
definisce la disciplina paesaggistica del territorio (art. 6
normativa PPR). Il territorio di Fino ricade per 11 ha nel Parco
delle Orobie.
Figura 7 Estratto dal PPR – Tavola C - Istituzioni per la tutela della natura
10Documento di piano – Relazione
Quadro sinottico tutele paesaggistiche di legge – articoli
136 e 142 del DLgs. 42/04
La Tavola I del PPR rappresenta l’insieme delle tutele
paesaggistiche.
E’ evidente in particolare nella tavola la campitura a righe verdi
che individua i parchi regionali.
Un sistema vincolistico di maggior dettaglio è riportato nel
PTCP.
Nei repertori del PTC vengono individuati i seguenti beni:
- 1.1 Beni immobili di interesse artistico e storico ex
D.Lgs.490/99 – art.2: Castello medioevale del sec. XIII-XIV
dimora della famiglia Da Fin, in posizione dominante sulla
vallata sottostante (vincolo n. 56 del 26/10/1910); chiesa
parrocchiale di S. Andrea (vincolo n. 403 del 10/12/1919);
resti dell’antica chiesa medioevale nella chiesetta di S.
Salvatore (vincolo l. 1089/39 n. 246 del 11/07/1914); ex
convento Francescano di S. Salvatore (vincolo l. 1089/39 n.
407 del 17/10/1920 sul Portale del Convento Femminile
delle Clarisse Soppresso 1575)
- 2.1 centri storici e nuclei storici - elementi storico
architettonici (escluse presenze archeologiche): Torre
medioevale di difesa ora incorporata nella muratura della
cascina in località Somasca; nuclei rurali a carattere
permanente, malghe e cascine(Grattarolo, Inimelcampo,
Masone, Parè, Pospè, Pratolongo, Prete)
Figura 8 PPR – Tavola I - Quadro sinottico tutele paesaggistiche di legge – articoli 136 e 142 del DLgs. 42/04
11Documento di piano – Relazione
Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale
Il PTCP identifica diversi ambiti territoriali (montano, pedemontano-collinare, conurbazione di Bergamo,
Il PTCP vigente è stato approvato con deliberazione consiliare pianura) che identificano macroaree di carattere omogeneo, a loro volta suddivise ai fini della disciplina
n. 40 del 22 aprile 2004 e pubblicato sul BURL, Serie Inserzioni, del PTCP, in ambiti urbanistici sovracomunali, che costituiscono insiemi territoriali con ancora maggiori
n. 31 del 28 luglio 2004, ai sensi dell'art. 3 comma 36 della LR affinità culturali e socio-economiche. Il comune di Fino del Monte ricade nell’ambito 7, comprendente
05.01.2000 n. 1; a seguito della sopravvenuta approvazione l’unione dei Comuni della Presolana (Rovetta, Fino del Monte, Onore, Castione della Presolana, Cerete,
della LR 12/2005, si è provveduto all’avvio dell’iter di Songavazzo) e Clusone.
adeguamento del PTCP alla nuova normativa mediante la
deliberazione n. 111 del 23 marzo 2006 della Giunta Provinciale.
Obiettivo generale del Piano è il perseguimento della
compatibilità tra sistema ambientale, naturale ed antropico, da
perseguire mediante una politica territoriale volta a coniugare lo
sviluppo economico della provincia con la salvaguardia e la
tutela degli elementi ambientali.
A tal fine viene individuata una serie di obiettivi specifici di
seguito sintetizzati:
• compatibilità tra gli interventi di trasformazione d’uso del
suolo e la salvaguardia delle risorse territoriali, in primo
luogo le aree agricole;
• salvaguardia del sistema delle acque, anche al fine di
ridurre il rischio ecologico;
• mantenimento e realizzazione di “corridoi ecologici”;
• salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e
paesaggistici;
• sviluppo dell’accessibilità delle funzioni territoriali
“strategiche”;
• miglioramento della qualità delle trasformazioni edilizie;
Figura 9 Estratto della Tavola E5.1, Perimetrazione degli ambiti territoriali, che individua l'ambito territoriale di
• razionalizzazione della distribuzione delle aree produttive, Clusone e dei Comuni della Presolana.
finalizzata anche al recupero delle aree dimesse;
• promozione di piani urbanistici ispirati da criteri di
ecocompatibilità.
12Documento di piano – Relazione
Obiettivi del PTCP: organizzazione del territorio e sistemi In questo quadro, lo scenario proposto dal PTCP assume l’area delle valli come un ambito che può essere
insediativi utilmente trattato in modo unitario sul piano delle politiche di sviluppo insediativo.
In questo senso il piano individua alcune linee strategiche di intervento orientate su specifici tematiche: lo
Nella definizione del quadro complessivo di organizzazione del sviluppo del turismo di qualità, la politica di valorizzazione dei parchi, il recupero e lo sviluppo delle attività
territorio, dei suoi sistemi insediativi, delle qualità, potenzialità ed agricole e delle produzioni agroalimentari, le politiche urbanistiche di tutela e riqualificazione del
opportunità future del territorio provinciale, il PTCP fa riferimento patrimonio storico e architettonico, le politiche culturali di tutela e promozione delle identità e dei patrimoni
alle linee strategiche e programmatiche di intervento che locali, l’incremento delle condizioni di accessibilità al territorio in una prospettiva di sviluppo sostenibile.
l’Amministrazione Provinciale si è data nell’approvazione del
documento “Quadro Conoscitivo e strategico – scenari di
trasformazione per il territorio della Provincia di Bergamo”
predisposto dall’Istituto per la Ricerca Sociale.
Fino del Monte forma parte integrante del sistema insediativa
della Valle Seriana Superiore o Alta Val Seriana.
La Val Seriana sembra configurarsi, dal punto di vista della
morfologia insediativa, come una estesa città lineare. Esistono
tuttavia profonde differenze tra alta valle, che presenta caratteri
tipici della montagna (spopolamento, carenza di servizi alle
persone e alle famiglie, pendolarismo su Bergamo,
specializzazione turistica) e bassa valle (industrializzata, con
mancanza di aree per nuovi insediamenti produttivi, sostanziale
saturazione del territorio, congestione ed elevati costi di mobilità,
immigrazione, richiesta di manodopera che non si riesce a
soddisfare).
L’area montana dell’alta Valle Seriana è caratterizzata da un
andamento demografico decrescente e da una migrazione
interna verso le valli basse e le zone di pianura attratti dalle Figura 10 Tavola E4.4 del PTCP di Bergamo, Organizzazione del territorio e sistemi insediativi – Quadro strutturale
maggiori opportunità di lavoro. Questo da un lato si traduce in (estratto).
una minor pressione antropica sulla valle, dall’altro implica una
minore disponibilità di risorse capaci di muovere l’economia
locale.
13Documento di piano – Relazione
Obiettivi: sistema della mobilità
Il PTCP evidenzia lo stato di criticità dell’attuale sistema della
mobilità viaria e ferroviaria, che contraddistingue la Provincia di
Bergamo. Il piano cerca quindi di dare risposta a questa
situazione di carenza infrastrutturale sia assumendo le previsioni
infrastrutturali sovraordinate, sia prevedendo una serie di
interventi alla scala provinciale.
L’obiettivo principale sul medio/lungo periodo (2012) riguarda il
potenziamento di reti di trasporto pubblico su ferro lungo le
direttrici est-ovest e nord-sud del territorio provinciale, ai fini di
riequilibrare le modalità di trasporto delle persone e delle merci,
rendendo maggiormente competitivo il trasporto pubblico su
ferro, rispetto alle modalità su gomma del trasporto privato.
Nel territorio di Fino del Monte e dell’Alta Valle Seriana il PTCP
prevede la realizzazione di alcune fondamentali interventi sulla
rete stradale:
- la variante alla ex SS671 della Val Seriana, già realizzata,
che attraversa il territorio di Fino del Monte facilitando il Figura 11 Estratto della Tavola E3 del PTCP di Bergamo, Infrastrutture per la mobilità - Quadro integrato delle reti e
collegamento con l’altopiano di Clusone e con gli altri dei sistemi
comuni della Presolana;
- la bretella di collegamento fra la ex SS671 e la S.P. 49 nel
territorio di Clusone; tale soluzione consente da un lato un
collegamento più rapido ai centri dell’Alta Valle del Serio
verso l’Ospedale e il centro di Clusone, dall’altro un più
efficiente al nuovo tratto alternativo della variante alla ex
SS. n. 671;
- la variante della statale della Val Seriana a Castione della
Presolana, con la realizzazione di una circonvallazione di
decongestionamento del traffico dalle aree centrali.
14Documento di piano – Relazione
Obiettivi: sistema paesistico-ambientale paesaggio, in particolare ove si verifichi la necessità di interventi di compensazione e mitigazione
rispetto a situazioni infrastrutturali ed insediative che possano generare impatto ambientale;
Il PTCP riveste valenza di Piano paesistico-ambientale e di
• migliorare le condizioni favorevoli alla biodiversità.
conseguenza dedica particolare attenzione alla definizione di
politiche volte alla definizione, individuazione e tutela delle
ricchezze paesistiche ed ambientali della Provincia.
Gli estensori del PTCP hanno quindi provveduto in primo luogo,
in coordinamento con gli enti gestori dei parchi presenti sul
territorio provinciale, alla individuazione dei caratteri generali del
territorio, della qualità del paesaggio nei vari ambiti naturali che
compongono la provincia, delle visuali di percezione. Oltre a
questa indagine generale, il piano provinciale ha effettuato il
rilievo ed l’individuazione degli elementi puntuali da sottoporre a
tutela, costituiti da emergenze storico-architettoniche, giardini,
emergenze del paesaggio agrario, elementi di archeologia
industriale, viabilità storica, centri e nuclei di interesse
storico/artistico/ambientale, agglomerazioni rurali di rilevanza
storica, architettura spontanea tradizionale.
Il PTCP definisce gli interventi di valorizzazione e tutela, in linea
con i propri obiettivi generali, di seguito sintetizzati:
• favorire e incentivare le condizioni socioeconomiche,
urbanistiche, produttive necessarie al mantenimento dei
Figura 12 Estratto della Tavola E5.4 del PTCP di Bergamo, Tutela, riqualificazione e valorizzazione ambientale e
caratteri del paesaggio in ciascuna delle sue componenti e paesaggistica del territorio.
nel loro insieme;
• perseguire il necessario equilibrio tra i contesti naturali e
ambientali, le strutture agricole e i sistemi insediativi;
• assicurare la conservazione e la valorizzazione dei caratteri
ambientali e paesistici in tutti i loro valori ancora presenti e
favorire la riqualificazione delle situazioni compromesse;
• definire e promuovere tutti i possibili indirizzi d’intervento
che consentano di proporre nuovi elementi costitutivi del
15Documento di piano – Relazione
Obiettivi: tutela del suolo e regimazione delle acque
Il PTCP ritiene fattore di estrema importanza la tutela del suolo e
della regimazione delle acque, considerando come nel recente
passato l’espansione dell’urbanizzato e delle infrastrutture
abbiano generato conseguenze anche gravi per il dissesto del
territorio. Obiettivo fondamentale del PTCP è quindi quello di
ridurre il rischio di effetti negativi derivanti dalla attuale criticità
idrogeologica, effetti particolarmente evidenti in occasione di
eventi meteorologici estremi. Il PTCP ha quindi operato una
mappatura generale del territorio, rimandando gli interventi
strutturali e puntuali al Piano di Settore Idrogeologico ed
Idraulico.
Il comune di Fino del Monte, situandosi in un territorio di
carattere prevalentemente montuoso e collinare solcato da
numerosi corsi d’acqua, presenta caratteri idrogeologici
problematici, con aree a disciplina più restrittiva che non
consente interventi di trasformazione a causa delle gravi
situazioni statiche dei suoli della presenza di ambiti a forte
Figura 13 Tavola 5.2 del PTCP – Vincolo idrogeologico (R.D: 3267/23) Piano stralcio di assetto idrogeologico
rischio idrogeologico. (P.A.I.).
Le criticità si concentrano prevalentemente nelle aree montuose
a nord e a sud dei centri abitati e lungo le sponde del torrente
Valleggia. In questi ambiti la compatibilità degli interventi di
trasformazione territoriale è condizionata ad approfondimenti e
studi di dettaglio di carattere idrogeologico ed idraulico che
accertino la propensione dell’area all’intervento proposto o
ambiti edificati che per particolari condizioni geologiche o
idrogeologiche richiedono la verifica delle condizioni e specifica
attenzione negli interventi di modificazione edilizia e di nuova
costruzione.
16Documento di piano – Relazione
Obiettivi: la valorizzazione del turismo come elemento - il recupero e la valorizzazione del patrimonio rurale diffuso delle comunità montane (borghi, cascine,
chiave per uno sviluppo economico sostenibile baite ecc.);
- la valorizzazione e la “messa in circuito” dell’importantissimo patrimonio culturale, storico urbanistico
Il PTCP ribadisce in più occasioni l’importanza cruciale del
e architettonico presente nelle valli bergamasche, in una prospettiva di organizzazione in blocchi
turismo nell’assetto socio-economico provinciale, quale
tematici o lungo percorsi articolati che consentano di offrire all’utenza del turismo culturale situazioni
elemento chiave per la promozione e lo sviluppo economico
da vivere come specifiche attività escursionistiche.
locale, oltre che per la promozione e valorizzazione dei
patrimoni identitari locali. Questo aspetto risulta particolarmente
significativo soprattutto per i territori montani e delle valli, che
presentano caratteri di maggiore debolezza e fragilità rispetto
agli ambiti di pianura. Tuttavia i territori delle valli possono far
leva su opportunità ed elementi di forza unici, rappresentati dalla
grande ricchezza e varietà del patrimonio ambientale,
paesaggistico, storico e architettonico. Parallelamente vanno
evidenziati alcuni fattori di criticità che risultano condizionanti
rispetto a qualsiasi politica di sviluppo turistico:
- il sempre più scarso innevamento delle aree montane delle
alte valli, con una inevitabile contrazione dei tempi di
permanenza turistica nel periodo invernale;
- una situazione ambientale estremamente positiva sotto il
profilo paesistico e tuttavia legata ai caratteri peculiari della
morfologia e dell’ambiente prealpino che si pongono non
sempre in termini sufficientemente competitivi anche nella
stagione estiva rispetto alle stazioni turistiche montane delle
zone alpine;
- una non sempre adeguata offerta di servizi all’utenza Figura 14 Tavola E5.6 del PTCP, Centri e nuclei storici – elementi storico architettonici (estratto).
turistica, in particolare nella scarsità di offerta di attrezzature
e di opportunità di occupazione del tempo libero.
Tenendo conto di tali fattori, il piano propone alcune linee di
indirizzo strategiche per lo sviluppo del sistema turistico ricettivo:
17Documento di piano – Relazione
- stabilizzare gli esiti del piano passando alla formale approvazione del Piano Territoriale di
Il Piano Naturalistico del Parco Regionale delle Orobie
Bergamasche Coordinamento, assumendo l’impostazione del nuovo piano in coordinamento con quanto stabilito
dalla normativa vigente
Il Consorzio Parco delle Orobie Bergamasche, con
deliberazione di Assemblea Consortile n. 7 dell’8 maggio 2008,
ha formalmente proceduto all’avvio del progetto “Piano
Naturalistico”, il cui fine è appunto quello di sperimentare
modalità innovative di elaborazione del Piano Territoriale di
Coordinamento di cui alla L.R. 86/83.
La proposta di Piano Naturalistico per il Parco Regionale delle
Orobie Bergamasche rappresenta uno dei progetti più innovativi
nel panorama della pianificazione ambientale sovraordinata e
costituisce una interessante evoluzione del tradizionale Piano
Territoriale di Coordinamento (PTC), da sempre inteso quale
strumento di natura prevalentemente urbanistica di regolazione
e disciplina dell’uso dei suoli
Con l’introduzione, anche in Italia, del sistema Rete Natura
2000, si è di fatto spostato l’asse dei provvedimenti e degli
interventi in tema di aree protette e di conservazione della
natura in senso più marcatamente naturalistico ed ecologico. In
particolare l’attenzione si è spostata da una tutela
prevalentemente passiva, fatta di divieti e prescrizioni, a forme
di tutela attiva basate sulla conservazione della natura e del
paesaggio ecologicamente inteso e sulla gestione attiva degli
habitat e delle specie di interesse scientifico e naturalistico.
Il percorso di costruzione del Piano Naturalistico delle Orobie
Bergamasche si articola in due tappe successive:
- la sperimentazione di un nuovo approccio alla pianificazione
del territorio, che passi attraverso l’integrazione di un Piano
Naturalistico Comunale nei Piani di Governo del Territorio Figura 15 Studi per il Piano Naturalistico delle Orobie Bergamasche, Carta delle unità ambientali.
previsti dalla L.R. n. 12/2005;
18Documento di piano – Relazione
La Rete Natura 2000
Rete Natura 2000 è il nome che il Consiglio dei Ministri
dell’Unione Europea ha assegnato ad un sistema coordinato e
coerente - una “rete”, appunto - di aree destinate alla
conservazione della diversità biologica presente nel territorio
dell’Unione stessa ed in particolare alla tutela di una serie di
habitat e specie animali e vegetali indicati negli allegati I e II
della cosiddetta Direttiva “Habitat” (n. 92/43/CEE) e delle specie
di cui all’allegato I della Direttiva “Uccelli” (n. 79/409/CEE, ora n.
2009/147/CE), nonché di altre specie migratrici che tornano
regolarmente in Italia.
La Rete Natura 2000 è attualmente composta da due tipi di
aree: le Zone di Protezione Speciale (ZPS), previste dalla
Direttiva “Uccelli”, e i Siti di Importanza Comunitaria (SIC),
previsti dalla Direttiva “Habitat”; tali zone possono avere tra loro
diverse relazioni spaziali, dalla totale sovrapposizione alla
completa separazione.
Nel territorio comunale di Fino del Monte si trovano due aree Figura 16 Sistema delle aree protette della Rete Natura 2000 nel Parco delle Orobie Bergamasche.
protette di interesse comunitario:
- il SIC Val Sedornia – Val Zurio – Pizzo della Presolana
- la ZPS Parco delle Orobie Bergamasche.
19Documento di piano – Relazione
• il raccordo tra scelte di sviluppo basate su criteri urbanistici e la tutela delle risorse silvo-pastorali ed
Il Piano di Indirizzo Forestale
ambientali in genere;
Il Piano di Indirizzo Forestale (PIF), strumento di pianificazione • la valorizzazione economica dei boschi produttivi mediante interventi di selvicoltura naturalistica;
istituito ai sensi della L.R. 28 ottobre 2004, n. 27, costituisce lo • il miglioramento della funzione protettiva dei soprassuoli mediante la promozione di interventi di
specifico piano di settore del PTCP nel campo delle politiche di manutenzione territoriale diffusa e di compensazione2.
conservazione e gestione del patrimonio boschivo. In particolare
il PIF è definito dalla normativa come lo “strumento di analisi e
indirizzo per la gestione dell'intero territorio forestale ad esso
assoggettato, di raccordo tra la pianificazione forestale e la
pianificazione territoriale, di supporto per la definizione delle
priorità nell'erogazione di incentivi e contributi e per la
individuazione delle attività selvicolturali da svolgere” (art. 8
comma 3, L.R. 27/2004).
Il PIF della Comunità Montana della Valle Seriana, il cui iter di
elaborazione è partito nel 2009, si prefigge di indirizzare gli
interventi di trasformazione, utilizzazione e miglioramento verso
l’ottimizzazione delle attitudini funzionali del bosco (produttiva,
protettiva, paesaggistica, etc. ) mediante:
• l’analisi del territorio e la descrizione delle sue
caratteristiche;
• l’attenta e puntuale proposta di interventi di utilizzazione e
di miglioramento del territorio;
• la condivisione delle scelte.
Il PIF intende inoltre:
• di contribuire al miglioramento del paesaggio mediante il Figura 17 PIF Castione della Presolana, Cerete, Fino del Monte, Onore, Fino del Monte e Songavazzo, Tavola 3-F
Carta dei tipi forestali (Fino del Monte) [estratto].
mantenimento di prati e pascoli e la conservazione delle
tipologie forestali esteticamente rilevanti;
• di migliorare la fruibilità turistica del territorio mediante la
valorizzazione degli itinerari esistenti;
• la conservazione, la tutela e il ripristino degli ecosistemi
naturali con particolare riferimento alla Rete Natura 2000; 2 PIF Castione della Presolana, Cerete, Fino del Monte, Onore, Fino del Monte e Songavazzo, Documento di scoping
20Documento di piano – Relazione
IL QUADRO DELLA PIANIFICAZIONE LOCALE
La pianificazione generale locale
La tavola 3 del Documento di piano, Quadro della pianificazione
locale, restituisce un quadro di sintesi dello stato complessivo
della pianificazione nel contesto territoriale di riferimento, basato
sull’acquisizione dei dati del MISURC (Mosaico Informatizzato
degli Strumenti Urbanistici Comunali) della Regione Lombardia.
La struttura delle informazioni permette di classificare il territorio
secondo differenti modalità:
- per destinazioni d'uso (residenziale, produttiva, ecc.) con
eventuali sottocategorie (aree per attrezzature, parcheggi,
ecc.);
- per stato di attuazione (consolidato, trasformazione,
espansione, ecc.);
- per modalità attuative (piano di lottizzazione, piano di zona,
ecc.).
Figura 18 Tavola 3 del Documento di piano, Quadro della pianificazione generale locale.
21Documento di piano – Relazione
Lo stato di attuazione del P.R.G. previgente
Il PRG di Fino del Monte, approvato dal Consiglio Comunale nel
febbraio 2003, costituisce il precedente strumento comunale di
pianificazione e disciplina d’uso dei suoli, previsto dalla vecchia
legge urbanistica n. 1150 del 1942, poi superata dalla L.R.
12/2005.
Il PRG prevedeva complessivamente 10 Piani di Lottizzazione,
aventi una superficie territoriale complessiva di oltre 107.000
mq..
Solamente un piano, il PL Sopa, è stato definitivamente
completato. La gran parte dei PL sono invece stati già
convenzionati ma la loro realizzazione è ancora in itinere: PL 1
di via Michelangelo, PL 2 di via Sopa, PL 4 via Masù Pret, i PL
Masù, Doss, Bino e Crocetta.
In totale questi PL hanno esaurito circa la metà delle loro
possibilità edificatorie; restano tuttavia circa 28.500 mc di
volumetria residua, pari a circa 190 abitanti teorici insediabili,
che vengono confermati e dei quali il Piano di Governo del
Territorio tiene opportunamente conto nelle previsioni
dimensionali per la dotazione di servizi.
Due piani risultano attualmente non attivati: il PL 3 di via
Marconi e il PL Pret 1.
Figura 19 Tavola 8 del Documento di Piano: Stato di attuazione del P.R.G. previgente.
22Documento di piano – Relazione
Il sistema territoriale dei vincoli
Il Documento di piano recepisce il vincoli derivanti da strumenti
di pianificazione sovraordinati e accoglie gli elementi vincolanti
contenuti all’interno del PRG previgente.
La Carta dei vincoli (figura a lato), offre un quadro di sintesi del
sistema dei vincoli operante sul territorio di Fino del Monte. Al
fine di facilitarne l’analisi e la lettura, il sistema è stato suddiviso
in quattro ambiti sovrapposti:
- vincoli ambientali: il Parco Regionale delle Orobie
Bergamasche; il PLIS del Monte Varro; l’ambito di
opportuna istituzione del PLIS (da PTCP); boschi e foreste
(da PIF); SIC e ZPS; ambiti di elevata naturalità al di sopra
dei 1000 m;
- vincoli paesaggistici, monumentali e architettonici: i beni
culturali (D.Lgs. 42/2004, ex L. 1089/39), che a Fino del
Monte comprendono i resti del castello medievale (sec. XIII-
XIV), la chiesa parrocchiale di S. Andrea, i resti dell’antica
chiesa medievale nella chiesetta di S. Salvatore, il portale di
accesso al convento del XV secolo; le fasce di rispetto di
150 m dei corsi d’acqua;
- vincoli idrogeologici, desunti principalmente dal PTCP e
dagli approfondimenti dello studio geologico comunale: il
vincolo idrogeologico ai sensi del R.D. 3267/23; la classe 4
di fattibilità geologica; le fasce di rispetto del reticolo idrico
minore; le zone di tutela e le fasce di rispetto dei pozzi; le
aree di frana attiva non perimetrate; gli ambiti estrattivi
regolati dal Piano cave vigente;
- vincoli infrastrutturali: fasce di rispetto cimiteriale e stradale. Figura 20 Tavola 5 del Documento di piano, Carta dei vincoli
23Documento di piano – Relazione
Le istanze preliminari
All’avvio del procedimento del PGT sono state presentate in
totale 15 istanze preliminari, che interessano una superficie
territoriale complessiva di circa 115.000 mq. Le istanze sono
state dapprima localizzate e in seguito classificate sulla base
dell’oggetto delle richieste avanzate e della destinazione
richiesta, allo scopo di restituire una sintesi dei suggerimenti
della cittadinanza, ma anche delle dinamiche sociali ed
economiche emergenti di fronte alle quali il piano deve fornire
delle risposte.
Le richieste si concentrano soprattutto su due aree: la vasta
area agricola situata in località Cardàs, una delle poche aree
edificabili rimasta ancora libera, e l’ambito perimetrato dal PRG
come PL3 via Marconi. Nel primo caso si formula richiesta, a più
riprese e con diverse proposte progettuali, di edificabilità
residenziale; nel secondo caso si richiede di confermare le
previsioni in atto sia per quanto attiene la perimetrazione
dell’ambito, sia per la superficie lorda di pavimento edificabile.
Le altre istanze, distribuite uniformemente sul resto del territorio
comunale, presentano generalmente richieste di cambio di
destinazione con possibilità di edificazione residenziale su
terreni agricoli.
Figura 21 Estratto della Tavola 4 del Documento di piano: Istanze, criticità e aspettative.
24Documento di piano – Relazione
rappresenta l’ultima propaggine meridionale dell’ambito paesistico montano della Valzurio: si tratta di un
IL TERRITORIO DI FINO DEL MONTE: IL QUADRO
ambito di grande valore naturalistico, vegetazionale e floristico, per la presenza di versanti boscati
CONOSCITIVO
compatti, di boschi radi di transizione, di praterie d’alta quota, di macereti, delle rupi di testata e delle
creste dei versanti. Il referente visuale principale dell’unità è la Presolana, con la cresta sommitale del
versante sinistro. Le prospettive risultano lunghe e incanalate dai versanti, e focalizzate dal sistema di
Fino del Monte e il paesaggio della Valle Seriana
testata. Il sistema insediativo e le presenze antropiche si strutturano nel sistema degli alpeggi, ancora in
Superiore gran parte funzionanti. Il comprensorio pastorale si articola e si struttura nel rapporto tra insediamenti
permanenti di fondovalle, baite, stalle a mezza costa e malghe in quota, e l’ambito è definito con grande
Fino del Monte fa parte del territorio della Valle Seriana chiarezza dalla rete dei percorsi, dei depositi a mezza costa, delle aree di sosta e riposo per il bestiame,
Superiore, la parte più settentrionale della valle del fiume Serio: delle fonti d’acqua e dei rifugi. A Fino gli insediamenti di quota, baite e alpeggi in particolare, si
un’unità ambientale e paesaggistica della fascia alpina e concentrano in alcuni piccoli nuclei, che si distribuiscono in maniera sparsa e puntiforme sulle pendici
prealpina che si estende dalle tra le cime del Pizzo del Diavolo montuose e sugli altipiani: Posrè, Aprico, Parè, Masone, Nimelcampo.
di Tenda e i rilievi intermedi che interrompono i sistemi di
versante e aprono alla Media e Bassa Valle Seriana. Sia la
notevole estensione territoriale, sia la considerevole
diversificazione delle quote altimetriche e delle componenti
naturalistiche, la rendono un territorio molto vario ed eterogeneo
sia da un punto di vista ambientale che paesaggistico.
Il territorio di comunale di Fino del Monte si inserisce nell’unità
ambientale della media Val Seriana3 e può essere suddiviso, da
un punto di vista orografico e morfologico, in tre fasce
paesaggistiche che si estendono progressivamente da nord
verso sud.
Una prima fascia, che occupa gran parte del territorio comunale,
è costituita dal paesaggio montano, che si estende fra gli 800 e i
1500 m di quota: le vette principali sono le creste della Roncada,
il Monte Castello e, più a sud, il Monte Grom. Questo sistema
Figura 22 Il paesaggio di Fino del Monte da una ripresa aerea: in primo piano il grande pianoro di Clusone; sullo
sfondo il Massiccio della Presolana e il paesaggio alpino delle Orobie Bergamasche (fonte:
www.comune.rovetta.bg.it).
3 Relazione del PTCP di Bergamo, Allegato 1 Unità di paesaggio
25Documento di piano – Relazione
La profonda incisione costituita dal bacino del torrente, che si riversa nel lago d’Iseo, mettendo in
Una seconda fascia paesistico territoriale si articola ai piedi del comunicazione la Valle Seriana con la Valle di Scalve e la Valle Cavallina, risulta delimitata ad est ed ad
Monte Grom e comprende la piana sulla quale si estende il ovest dai massicci del Monte Cornet e Fogarolo-Pizzo Formico, dai quali discendono ampi versanti
centro abitato di Fino del Monte. Quest’area è pienamnete collinari, talvolta intervallati da pianori. Il fondovalle, nel quale sorgono i principali centri abitati è formato
ascrivibile nel più ampio contesto ambientale e paesaggistico da un ampio terrazzo, con vaste aree boscate del paesaggio naturale montano.
della conca o pianoro di Clusone. La conca di Clusone, in parte
terrazzo fluviale e in parte conca di origine glaciale; risulta
morfologicamente leggermente ondulata e delimitata da notevoli
emergenze montuose, è interrotto verso est dalla profonda
incisione del torrente Borlezza-Gera e dalla parete rocciosa
verticale che forma il limite del pianoro di Poerza-Brugai.
Nel contesto dell’intera Valle Seriana, la piana di Clusone riveste
un significato di grande importanza, come grande valico
collegante ambienti diversi: da un lato la valle che conduce alla
pianura bergamasca, dall’altro l’apertura verso il lago d’Iseo e la
Valcamonica, dall’altro ancora verso la Presolana e la Val di
Scalve. Morfologicamente il pianoro presenta pregevoli
connotazioni paesistiche da salvaguardare per le morbide forme
e le minute ondulazioni che ne determinano plasticamente la
valenza. L’ambito, complessivamente, per la sua posizione
elevata e prossima ai centri turistici della Presolana, è stato
interessato da un notevole sviluppo edilizio, prevalentemente di
seconde case e di tipo estensivo. L’urbanizzazione,
sostanzialmente continua, si sviluppa sull’asse Clusone-
Rovetta-Fino del Monte, proseguendo poi sino a comprendere i
nuclei abitati di Onore e Poerza.
La terza fascia, che interessa la parte meridionale del territorio
di Fino del Monte, è riconducibile alla valle del torrente Valeggia-
Borlezza, che costituisce il limite orografico e fisico dell’area Figura 23 Il paesaggio di Fino del Monte, Rovetta e Onore in una vista aera da nord; sullo sfondo il Lago d'Iseo
urbanizzata. (fonte: www.unionepresolana.bg.it).
26Documento di piano – Relazione
Nella fascia altimetrica delle Prealpi calcaree si possono ammirare numerosi endemismi: ricordiamo la
Il territorio del Parco Regionale delle Orobie
Sassifraga della Presolana, la Campanula di Raineri, la Linaria bergamasca, il Gallio del monte Arera,
Bergamasche
oltre ai ginepri, ai pini mughi e agli ontani, sui pascoli, tra i ghiaioni e le rocce.
Il Parco delle Orobie Bergamasche, istituito con L.R. n. 56 del
15 settembre 1989, si estende sul versante meridionale della
catena delle Orobie, caratterizzato da imponenti rilievi montuosi,
tra i 2.000 e 3.000 metri, e profonde incisioni vallive da cui
hanno origine i principali fiumi bergamaschi. A occidente il Parco
è delimitato dal profondo solco della Valsassina e a nord dalla
Valtellina, qui le cime della catena Orobica, in corrispondenza
del Passo di San Marco, scendendo sotto la quota altimetrica di
2.000 metri in un solo punto. Con una superficie di 63 mila ettari
e 44 comuni, il parco rappresenta la più grande area ad elevata
naturalità tra i parchi regionali lombardi.
L'ambiente del Parco delle Orobie presenta numerose specie
arboree e un vasto assortimento floreale. Sui pendii dei monti,
tra i 600 e i 1.500 metri, è presente il faggio, in mescolanza con
carpini e noccioli, ontani, frassini, betulle. Sopra i 1.000 metri si
sviluppano i boschi di conifere. L'abete rosso è la specie
dominante, forma boschi puri o in associazione con il faggio.
Il limite altimetrico dei boschi di conifere si spinge fino ai 2.000
metri in Valle Brembana, a 1.850 metri in Valle di Scalve e a
1.700 metri in Valle Seriana. Sono pure presenti nelle vallate più
umide (per esempio a Torcole di Piazzatorre) gli abeti bianchi, Figura 24 Veduta del paesaggio montano del Parco delle Orobie Bergamasche e il panorama delle cime della
mentre alle alte quote prosperano i larici. Presolana (fonte: www.panoramio.com).
Al di sopra dei boschi si estendono i pascoli dove ancora oggi in
parte si sviluppa l'attività degli alpeggi.
Nella zona costituita da rocce e terreni acidi da segnalare oltre
ai cespugli di rododendro e alle piantine dei mirtilli, due
particolari endemismi: la Viola comollia e la Sanguisorba
dodecandra.
27Documento di piano – Relazione
Nella fascia altimetrica delle Prealpi calcaree si possono che già dall'inizio del XX secolo furono sfruttati per la produzione di energia elettrica. Le numerose vallate
ammirare numerosi endemismi: ricordiamo la Sassifraga della sono bagnate da torrenti e ruscelli che alimentano i tre fiumi dominanti: il Brembo, il Serio e il Dezzo
Presolana, la Campanula di Raineri, la Linaria bergamasca, il
Gallio del monte Arera, oltre ai ginepri, ai pini mughi e agli
ontani, sui pascoli, tra i ghiaioni e le rocce.
Nel territorio del Parco delle Orobie Bergamasche vive una
fauna assai varia. I camosci sono presenti in gran numero in
Valle Brembana, nell'alta Valle Seriana e in Valle di Scalve. Vi
sono poi i caprioli che trovano, soprattutto nei boschi cedui
infittiti, il loro habitat ideale. Nel parco da alcuni anni è tornato a
vivere lo stambecco e inoltre vivono poi scoiattoli, volpi, donnole,
faine, martore, ermellini e lepri bianche. Sui pascoli alpini sono
andate moltiplicandosi le marmotte e, di conseguenza, è
cresciuto anche il numero delle aquile reali, delle quali
costituiscono il cibo preferito. Tra gli altri rapaci, ricordiamo
falchi, poiane, gheppi, nibbi, corvi, che solitamente seguono le
correnti migratorie. Tra i rapaci notturni sono presenti le civette e
i barbagianni e il sempre più raro gufo reale. Poche le specie di
selvaggina alata che hanno la possibilità di fermarsi in montagna
durante l'inverno. Tra queste il fringuello delle nevi, i francolini di
monte, le pernici bianche, le coturnici e il gallo forcello. Tutti
esemplari in diminuzione, così come rarissimo è ormai il gallo
cedrone. Tra i rettili ricordiamo la vipera, gli orbettini e le bisce
d'acqua. Tra gli anfibi sono presenti la rana, la salamandra
giallonera e tra i pesci trote e salmerini. Numerosissimi gli insetti
che popolano prati, boschi e pascoli. Tra tutti ricordiamo la Figura 25 Piano di gestione della ZPS "Parco delle Orobie Bergamasche", Carta della qualità faunistica (mammiferi).
formica rufa, utilissima per la sopravvivenza dei boschi di
conifere. E' infatti la nemica giurata della processionaria del
pino.
Particolarità del parco è la ricchezza d'acqua e di laghi alpini,
circa cento, soprattutto a cavallo tra le valli Seriana e Brembana
28Documento di piano – Relazione
le scarpate e gli orli geomorfologici; le prospettive e le visuali dinamiche di interesse paesistico.
I valori paesaggistici del territorio
La tavola evidenzia infine gli elementi critici che agiscono da detrattori del paesaggio, impoverendone i
La Tavola 6 del Documento di piano descrive il sistema contenuti, frammentandone l’omogeneità complessiva, intaccandone le qualità o compromettendone
paesaggistico, ambientale ed ecologico di Fino del Monte visuali e panorami. Fra questi gli elementi di frammentazione del paesaggio (in particolare il nuovo
attraverso il riconoscimento dei suoi valori paesistici. tracciato della provinciale, che spezza l’unità del paesaggio agricolo della piana), gli elettrodotti, le cave e
La tavola suddivide tali valori in quattro categorie interpretative: i gli ambiti estrattivi.
valori paesaggistici dello spazio edificato, i valori paesaggistici e
ambientali ed ecologici dello spazio aperto, gli elementi
percettivi e dinamici, gli elementi critici e detrattori del
paesaggio.
Fra i valori dello spazio costruito la tavola evidenzia: i nuclei di
antica formazione e i rispettivi tessuti edilizi; i capisaldi urbani,
elementi edilizi di riferimento che strutturano e orientano la
forma urbana; gli edifici di valore artistico monumentale e storico
documentale; le cascine e gli edifici rurali; le baite; gli edifici ad
elevato impatto paesistico.
Lo spazio aperto è generalmente contraddistinto da un’elevata
qualità paesistica e ambientale. La tavola ne evidenzia i
principali elementi caratterizzanti e strutturanti, ai fini della loro
conservazione e valorizzazione: la rete idrografica dei torrenti e
dei corsi d’acqua; gli ambiti del paesaggio montano e collinare;
gli ambiti agricoli e la piana dell’Agro; il sistema dei boschi dei
versanti montani e degli alvei fluviali; le trame vegetali delle
coltivazioni agrarie, delle siepi e dei filari alberati; la riserva del
Monte Bielone; il sistema dei parchi e delle attrezzature sportive;
gli ambiti tutelati del SIC delle Orobie Bergamasche; l’area
archeologica al confine con Clusone.
Gli aspetti percettivi e dinamici sono gli elementi che denotano
la morfologia del territorio e che consentono, in percorsi o luoghi
Figura 26 Documento di piano, Tavola 6 Valori paesaggistici del territorio.
privilegiati, di percepire il paesaggio e i suoi caratteri peculiari.
Fra di essi evidenziamo: i tracciati di valori storico e paesistico;
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