America del Sud coast to coast all'equatore - by Renato Capparotto 4 parte Colombia

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America del Sud coast to coast all'equatore - by Renato Capparotto 4 parte Colombia
America del Sud
         coast to coast all'equatore

    America del Sud
     coast to coast
      all'equatore

      by Renato Capparotto

                4 parte
               Colombia

             anno 2018 / 2019

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America del Sud
                                            coast to coast all'equatore

                                               Colombia - CO. Repubblica Presidenziale.
                                               Stati Uniti di Colombia. 1.141.748 kmq.
                                               ab 50.000.000. Ci sono tre rami della cordigliera
                                               andina, che la percorrono da sud a nord: Occi=
                                               dentale, arriva a circa 2.000 m slm. Centrale a
                                               3.000 m slm. Orientale 2.600 m slm, come quella
                                               centrale ricca di vulcani. a nord est c'è la Sierra
                                               Nevada 5.887 m slm e la penisola di Guajira,
                                               che si allunga nel Mare dei Caraibi. Le pianure
                                               a occidente, lungo il fiume Atrato è inospitale
                                               e poco popolata. A oriente savane e llanos si
                                               perdono nel bacino amazzonico.

Abitata in origine da amerindi provenienti dai Caraibi. Il sud fu abitato dagli incas, poi
nel XV dagli spagnoli. Ebbe il nome, come vicereame di Granada. Nel 1819, grazie a Simon
Bolivar e le sue battaglie, ottenne l'indipendenza e si unì a Panama, Venezuela ed Ecuador,
come Repubblica della Nueva Granada. Dura poco e si separano. Nel 1903 diventa gli Stati
Uniti di Colombia. Guerra con il Perù per ampie aree contese amazzoniche. Nel 1948 guerre
interne con paramilitari dei trafficanti di droga. Produzione di caffè, fiori, carbone e petrolio.
La Colombia ha la più ampia biodiversità della terra. Capitale Santa Fè di Bogotà. Moneta
Peso colombiano. Lingua spagnola. Religione in prevalenza cristiana. Sigla CO.

Entro in Colombia dalla frontiera del Brasile di Tabatinga a Letitia, Amazonas, lungo il Rio
delle Amazzoni. L'ultimo tratto del fiume mi ricorda un'avventura precedente a Iquitos in Perù.
Ero naufragato, anche se i soccorsi sono arrivati subito e non mi sono bagnato nemmeno i piedi.
Nell'acqua ci sono molti tronchi seminascosti e che ad andarci addosso, come in quel caso, aveva

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causato una rottura sullo scafo e imbarcavamo acqua. Qui ci sono molti tronchi più o meno
grandi che galleggiano. La Lancha Crystal 1, rallenta l'andatura ma la vedo proseguire sicura.
Non credo ci siano strade, che la collegano il resto della Colombia o, in ogni caso, potrebbe
essere difficile percorrerla. Letitia è, in pratica, il classico posto sperduto di frontiera. Il confine
non esiste, c'è solo una linea immaginaria, che separa i due Paesi. Nessun controllo e libero
accesso a chiunque. Si usano entrambe le monete. Io preferisco un volo, che non costa molto
e da lì raggiungo Santa Fè di Bogotà, la capitale.
Santa Fè de Bogota. 8.000.000 ab, 2.640 m slm capitale della Colombia e del distretto
di Cundinamarca. E' su un altopiano simile alla savana. Lungo il fiume Bogotà. Patria
di Botero (museo). Ospita anche il Museo dell'Oro con reperti precolombiano. Bello è il suo
centro storico di La Candelaria, lastricato con la Plaza de Simon Bolivar e molti edifici governativi.
E' servita da un sistema di tram veloci Trans Milenio, che usano delle corsie apposite e, in
pratica, funziona come una metro. I mezzi sono veloci ma, devono osservare i semafori e i
momenti di traffico intenso. Le vie della città sono numerate, solo poche hanno un nome.
Carrera le vie in verticale e calle in orizzontale o viceversa (non l'ho ancora capito?). Spesso
non sono in ordine progressivo e solo pochi si sanno districare. senza sbagliare.
Una sera ho sbagliato una via nel rientrare in hotel. Ho percorso oltre due chilometri in più
e le indicazioni ricevute dai passanti erano spesso discordi tra loro.

plaza Simon Bolivar

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capitol                                       un vicolo

Bogotà è enorme. C'è molto traffico ma, ordinato e rispettosi delle regole. Spostarsi da una
parte all'altra della città impone ore e molta pazienza. Lo steso Trans Milenio ha varie fermate
e cambi o coincidenze collegate da tunnel o percorsi anche di oltre un chilometro.

Sono interessanti i due musei principali della città. Il Museo dell'Oro e Botero, dedicato al
grande artista colombiano. Il museo dell'Oro raccoglie vari reperti precolombiani, incaici, molto
belli e finemente lavorati.

Il Museo Botero ospita alcune sue opere, conosciute in tutto il mondo per la sua particolare
raffigurazione delle figure con forme 'rotonde'.

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 ... ahi ahi! stesso problema che ho avuto in Cina! Sono partito pensando a Paesi caldi tropicali. A
Bogotà al sole si cuoce e all'ombra ci sono i brividi. Avevo un maglioncino leggero ma, in
qualche passaggio l'ho appoggiato su un bancone e dimenticato. (la commessa si è ben guardata
dal ricordarmelo!). Ho freddo e vorrei comprare una felpa o un maglione di lana. Ho una taglia
che mi limita nella scelta ma, da queste parti non esiste. Ci sono molte persone voluminose, forse
anche più di me, ma spesso più piccole. Io sono anche alto e la pancia rimane scoperta.

Zipaquira, catedral del Sal

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E' considerata tra le migliori attrazioni turistiche della Colombia, a Zipaquira, circa 50 km da Bogotà,
la Catedral del Sal. Ricavata all'interno di una miniera di sale dismessa. E' anche un luogo di culto
importante molto frequentato anche dai colombiani.
E' complicato visitare la Colombia è troppo frammentate e le località turistiche sono lontane tra loro.
Faccio uno sforzo economico e noleggio un'auto.
Parto da Bogotà e mi dirigo verso sud. Prima tappa è il Deserto di Tatacoa, un angolo di deserto con
cactus e aree secche, che contrasta con il resto della Colombia. E' considerato dai geologi come un
'bosco secco'.
Ho conosciuto una coppia francese con la loro auto. L'hanno portata dalla Francia in nave fino alla
Guyana Francese ed essendo Francia il costo non è stato eccessivo. Hanno dovuto scendere fino in
Paraguay, Bolivia ecc per arrivare fin qui, comunque, avere la propria vettura è un bel vantaggio.

deserto di Tatacoa

Le strade o meglio la strada principale è buona ma, molto trafficata. Una corsia per ogni senso di
marcia e con molti camion difficili da superare. Ho una carta stradale costosa, che serve ben poco.
Non ho il gps perché il telefonino me l'hanno rubato. La segnaletica è scarsissima, spesso posta
dopo un incrocio. Devo chiedere sempre informazioni alle persone che incontro per strada.
C'è un'unità di misura nelle distanze propria dei colombiani, il tempo. Quanto dista il tal luogo?

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                                                        La risposta è 10' o un h, a discrezione delle gambe
                                                        di chi risponde e ognuno ha la sua misura, pochi
                                                        conoscono le distanze in chilometri. Molto rari
                                                        sono anche quelli, che si sono spostati anche pochi
                                                        chilometri dal luogo dove risiedono. Le località
                                                        d'interesse turistico non le conoscono, non
                                                        rientrano nei loro interessi. Sono gentili e, forse
                                                        non vogliono deludere chi pone le domande e
                                                        rispondono sempre, anche se non conoscono il
                                                        luogo e la strada. Ovvio, le risposte sono sempre
                                                        diverse tra loro ed è difficile capire quella giusta.
                                                        Le strade principali, che chiamano autopista, sono
                                                        a pagamento.

sito archeologico di Tierradentro

La tappa successiva è il sito archeologico di Tierradentro, oltre cento chilometri dalla strada
principale. Sono alcune tombe di una civiltà del tutto sconosciuta, che risale al II e III D.C.

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La strada è discreta fino a 15 km prima del sito, poi è sterrata e piena di buche. (è tutta col
manto e bella, mi avevano detto all'inizio). Il sito conta alcune tombe scavate nella roccia
con affreschi colorati molto belli. Il difficile è per me entrarci. Sono un po' voluminoso, e i
gradini per scendere alti e poco pratici. Ci sono alcune luci che si accendono da sole quando
si entra ma, dopo, che si è entrati. La discesa (3 o 4 metri) è tutta al buio. Credo ci sia un gusto
sadico nelle persone, che tracciano i sentieri e i percorsi per arrivare nei siti archeologici. Sono
sempre sulla cima di cocuzzoli montuosi. a Tierradentro hanno fatto un percorso pedonale
tutto lastricato e ben tenuto con numerose panchine lungo la via, ovvio in salita. Sono stati bravi
ma, avrebbero potuto, aggiungere un touc touc per salire? E' proprio necessario 'sudare' per
arrivare alla meta e visto che succede spesso, come per me, prendere la pioggia?
Quando torno sulla strada principale, supero un paese. La segnaletica non c'è e sbaglio direzione.
Faccio forse meno chilometri ma con rettilinei inferiori ai 100 metri. La strada è asfaltata ma con
tratti di decine di metri sterrati, magari dopo una curva, saranno per rallentare la corsa?

sito archeologico San Agustin

Altro sito archeologico è San Agustin, molto più importante ma sempre di una civiltà poco
conosciuta. Alcuni studiosi la associano ai toltechi del Messico. Qui il sentiero è sul piano e più
.

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facile. E' famoso e ci sono anche molti turisti stranieri, che non avevo ancora visto.
I siti sono tutti a pagamento e considerato il costo della vita in Colombia, sono molto cari

Proseguo il mio viaggio verso Sud Ovest. Arrivo a Mocoa e poi si sale in un tratto andino.
L'asfalto termina e inizia lo sterrato. Credo meno di 100 km che percorro in oltre quattro ore.
C'è, in pratica un'unica corsia e quando s'incrocia un'altra vettura è necessario trovare un punto
più largo per passare. Salgo a livello delle nuvole e trovo una fitta nebbia. Ci sono anche camion,
che gentili si fermano spesso per fare passare le vetture. Piove. Quando chiedo alle rare persone
che incrocio, quanto manca al prossimo paese? Parlano di cinque o sei ore ma, la strada è buona.
Forse non l'hanno mai percorsa ma è sempre sterrata e in pessime condizioni. Supero il paese di
El Pepino, senza nemmeno vederlo e mi fermo per la notte a Sibundoy. Trovo l'asfalto.
La strada migliora e arrivo nella città di frontiera con l'Ecuador di Ipiales. Nelle vicinanze vado
visitare il santuario di Las Lajas.
E' una chiesa in stile gotico costruita nella gola di un canyon. Uno dei luoghi di pellegrinaggio
maggiore della Colombia e ci sono molti fedeli. C'è una buona strada fino a un piazzale sopra
la struttura e c'è anche una teleferica, lentissima, che vi arriva da una stazione un paio di km
più a monte, con un parcheggio più grande. Oggi è domenica e il luogo è affollatissimo.

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santuario di Las Lajas

                         Torno verso Nord per la strada più lunga ma asfaltata.
                          Il paesaggio è bello, sempre con montagne e pascoli verdi. Percorro
                         molti chilometri per arrivare a Cali, 1.108 m slm. 2.600.000 ab, terza
                         città della Colombia. Non ci sono molte attrattive turistiche,
                         un minuscolo centro e una strada, la V, con tutti i negozi, bar, locali
                         e bancarelle all'infinito. Ci sono un Museo dell'Oro come a Bogotà,
                         uno zoo, la torre di Cali grattacielo più alto della città, ed El Gato
                         del Rio de Cauca, una scultura di Hernando Tejara, assieme ad
                         altre dedicate ai gatti.
                         La cosa migliore della città è il clima né caldo ne freddo.

                         torre di Cali

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Nelle vicinanze della città c'è il Parco Nazionale de Los Farallones. Alcune montagne a cocuzzolo,
che si possono rilevare solo dall'alto. E' comunque un'area adatta a escursionisti o svago per gli
abitanti della città. Ci sono laghetti per la pesca o altri per fare il bagno. Locali per pranzare e veri
e propri parchi giochi.

Parco Nazionale de Los Farallones

La costa dell'oceano Pacifico della Colombia è quasi selvaggia e lasciata intatta. Non ci sono vie
per raggiungere la riva e sembra vi siano ancora gruppi indigeni con grandi autonomie, che si
dedicano alla pesca. Uno dei pochi porti, che si può raggiungere è Buenaventura. Centro e porto
industriale importante, credo sia l'unico sul Pacifico e ha un grosso volume di arrivi di merci.
E' anche una delle città più povere e la bidonville ne occupano gran parte dell'abitato. Qualche
centinaio di metri, attorno alla chiesa e vicino al faro, hanno una parvenza di normalità.
Tutto attorno e lungo il mare baracche e palafitte, che mi addentro in auto ma, non oso fermarmi
e scendere o scattare foto.

Lascio la costa e torno verso Cali ed entro nell'area della coltivazione del caffè.

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A Montenegro, centro del dipartimento di Quindio, c'è il parque del cafè, in pratica un area
divertimenti nello stile disneyano e con uno spazio dedicato al caffé. Ci sono piantagioni
sparse sulle alture circostanti e molte fattorie di coltivatori.

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Qualche tazzina, qui sono sempre un po' grandi e lascio anche la città di Cali. Mi dirigo a Medellin.
La strada per arrivare a Medellin è buona ma in salita e con molte curve. Camion, pullman, mini bus
ostacolano la marcia e tutti cercano di sorpassarli. Manovre azzardate e pericolose. Anch'io rischio un
tamponamento nel frenare bruscamente e con forza per rientrare nella mia corsia, dopo un sorpasso,
perché dietro di me si era aggiunta un'altra vettura e solo la mia prontezza a dargli ulteriore spazio di
frenata ha impedito che mi toccasse.
Medellin è la 2° città della Colombia 1.495 m slm. 2.800.000 ab è come tutte le altre metropoli
colombiane è invasa dal traffico. La segnaletica è rivolta agli abitanti locali, sono evidenziate le vie
ma, spesso si dimenticano di indicare le località o la direzione per uscire dalla città. Quando entro in
queste città considero almeno un paio d'ore a girare per orientarmi.
Sono belle città ma, ben poco turistiche e fotocopia l'una dell'altra. Il museo dell'Oro c'è a Bogotà e
Cali, quello di Botero a Bogotà e Medellin e ben poco altro. Spazi verdi sono numerosi, larghe vie e
case colorate.

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     coast to coast all'equatore

                     Un centinaio di km dopo Medellin, verso
                    Bogotà, mi fermo a Guatupè 2.000 m slm, 5.000
                    ab, una piacevole cittadina turistica su una serie
                    infinita di laghi, formatisi per la creazione di una
                    diga. Nelle vicinanze c'è il
                    Penol, un roccione altro 200 metri. La cima
                    si raggiunge con una gradinata di 720 m e
                    permette un ampia veduta sull'imbalse e la
                    cittadina di Guatapè, diventata una località
                    turistica montana molto frequentata dai
                    colombiani. La stessa località si è data una veste
                    allegra e colorata, tutte le abitazioni sono dipinte
                    e decorate con disegni e rilievi.

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Ritorno a Bogotà. Consegno l'auto presa a nolo. Un volo aereo, qui hanno costi simili al pullman,
e sono vantaggiosi e, raggiungo Cartagena de Indias, sulla costa caraibica. 900.000 ab 2m slm. E'
importante per il porto e il turismo balneare. Il centro storico è inserito nella lista dell'Unesco. Le
vecchie case coloniali sono state restaurate, rimodernate e colorate di colori pastello vivaci. Balconi
in legno traboccano di rampicanti e fiori.

La città è affollata di turisti di ogni Paese. Ristoranti con cucina internazionale, dove si può fare
dei pasti buoni (molto costosi), locali e numerosi luoghi di svago.
Le spiagge sono una delusione. Lunghissime e spoglie. Il vento alza la sabbia scura ed è difficile
rimanere a lungo senza insabbiarsi. L'alternativa sono le escursioni alle Isole del Rosario e all'Isola
Barù con la sua Playa Blanca. Le Isole del Rosario sono un arcipelago di 27 isolette coralline, quasi
tutte di proprietà privata con una barriera corallina ricca di pesci colorati e variopinti. L'isola Barù,
quasi una penisola legata da una striscia alla terraferma. E' bella, lunga con sabbia bianca e fine. Ci
sono alloggi a pochi metri dalla riva con costi accessibili, ma è necessario raggiungerla con delle
imbarcazioni, che impiegano quasi un'ora.

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Isola del Rosario   Isola Barù, playa blanca

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Hanno entrambe la destinazioni un inconveniente. Il costo. In apparenza l'escursione alle Isole
del Rosario sembra economica ma, poi sono un continuo chiedere soldi o per vedere l'Oceanario
una zona dove si può nuotare assieme ai pesci, lo snorking per l'uso di pinne e occhiali nel vedere
la barriera corallina. La Playa Blanca è affollatissima di venditori. Non sono assillanti ma, sono
tanti e dappertutto. I costi delle bibite sono triplicati rispetto alla città e tutto costa molto più caro.

Cartagena de Indias vulcano Totumo

Un'altra escursione è alla Vulcano Totumo, alto solo 23 metri, una piramide con una caldera usata
come piscina termale di fango per i turisti.

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                                          ancora Cartagena de Indias e un simpatico animale
                                          il Bradipo di Lennio

Qualche giorno e mi sposto a Santa Marta, 420.000 ab località conosciuta per le sue spiagge. Un
po' simile a Cartagena de Indias ma, con le dovute proporzioni e con meno restauri e più povera.
Altre case colorate, la cattedrale più antica della Colombia e dell'America latina. Un monumento
a Carlos Vedarrama, giocatore di calcio locale, unico colombiano a essere tra i migliori del Sud
America. Una breve veduta al centro poi, giro alle spiagge.

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spiaggia di Taganga                                 spiaggia di Palomino

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A 34 km dalla città di Santa Marta c'è il Parco Nazionale di Tayrona, 30 kmq di costa e mare e
150 kmq di terra. E' ai piedi della Sierra Nevada di Santa Marta, la montagna costiera del mondo.
In pratica il parco va dai 900 m slm fino al livello del mare, e questo crea una grande varietà di
ambienti. Il monte scende verso il mare come le dita di una mano e crea baie e insenature con
spiagge bianche caraibiche contornate da mangrovie, boschetti, palme, ideale per vacanze balneari
e anche per immergersi o praticare lo snorking.
I parchi e la natura sono difesi molto bene dal governo colombiano in accordo con le comunità
indigena dei Tayrona. Non ci sono abitazioni o costruzioni notevoli, si può soggiornare solo su
campeggi e bungalow esclusivi e molto costosi. Non ci sono strade che lo attraversano e solo un
sentiero da percorrere a piedi o a cavallo. Il parco è affollato e molti vengono in tenda e visitarlo.

Io arrivo all'ingresso principale di Zaino, alla mattina presto. Una lunga fila, oltre un'ora per pagare
il biglietto. Una fila anche per il busetas, piccolo autobus locale, per una quindicina di persone per
raggiungere il punto base di partenza all'interno del parco stesso. Inizio il sendero Arrecifes per
raggiungere le spiagge e i luoghi più belli e caratteristici. E' un sentiero di sali e scendi nella giungla,
alcuni tratti più impervi sono aiutati da passerelle di legno. Un piede su un masso e cado
sbucciandomi leggermente un gomito. Il caldo è assillante, sono ormai nelle ore centrali del giorno.
Alcuni venditori di bibite sono appostati lungo il percorso ed è difficile resistere e non prendere
qualcosa. I giovani impiegano un paio d'ore, io un po' di più e arrivo al campeggio e ristorante
Arrecifes.Bello e lussuoso con tavoli imbanditi e apparecchiati con lusso, cosa rara in Colombia.
Non mi avvicino nemmeno per vedere i costi e proseguo. Le spiagge di Amarilla e di La Piscina
e arrivo al Cabo San Juan de Guja e la sua spiaggia, la più bella e fotografata. Ho impiegato
quasi quattro ore, tra camminare e soste varie, e in pratica non ho più il tempo necessario per il
ritorno all'ingresso. Le alternative sono o tornare a cavallo o prendere una barca (lancha) per il
paese di pescatori di Taganga, nei pressi di Santa Marta. I costi di entrambi sono proibitivi. Tre
ore di cavallo credo si percuoterebbero sulla mia schiena e scelgo il motoscafo. Ho anche il tempo
di mangiare qualcosa. Cambia il tempo e il cielo si copre di grossi nuvoloni. Si alza il vento e fa
increspare il mare. La salita in barca si fa direttamente dal mare e mi tolgo le scarpe per non bagnarle.
Il bordo dell'imbarcazione è alto e mi aiutano a salire, prendo un po' di slancio e cado tra le assi,
sono ormai di gomma e non mi faccio nulla. La barca, esce dalla baia e la protezione dal vento, che
forniva e comincia a saltare tra le onde. Gli spruzzi dell'acqua gelida inondano lo scafo. Le mie
scarpe, che avevo tolto per non bagnarle, si riempiono d'acqua. dopo un centinaio di metri. Siamo
veloci e costeggiamo la costa montuosa buia e priva di vita. Le onde ci scavalcano e c'inondano
senza pietà. Alcuni passeggeri cominciano star male e vomitano. Tre bimbi, uno ancora piccolo, in
allattamento, si spaventano e cominciano piangere. Una madre comincia a inveire con il guidatore.
Bagnati e infreddoliti sembriamo in balia delle onde. Quasi due ore e arriviamo a destinazione. Uno
sbarco, ancora direttamente in acqua, e ancora nuova caduta nello scendere. Non sono l'unico altri
cadono e, un passeggero sbatte anche violentemente e rimane intontito per un po'. Sembriamo dei
naufraghi.

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America del Sud
                                   coast to coast all'equatore

parco nazionale di Tayrona
playa di Cabo San Juan de Gujia

... forse era meglio il cavallo?

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America del Sud
                                             coast to coast all'equatore

                                                                 C'è un'altra escursione, che credo sia
                                                                 interessante, è la Ciudad Perdida.
                                                                 Scoperta nel 1972, quando alcuni ladri
                                                                 avevano trovato dei manufatti d'oro e
                                                                 preziosi e li vendevano ai collezionisti.
                                                                 Risale circa all'800 D.C. (600 anni prima
                                                                 di Macchu Picchu). Chiamato, anche
                                                                 Teyuna forse era al centro di un gruppo
                                                                 di villaggi degli antenati dei Tayrona.
                                                                 Ci sono 169 grandi gradini, strade
                                                                 pavimentate e piazze circolari. Fu
                                                                 abbandonata quando arrivarono gli
                                                                 spagnoli.
                                                                 Arrivarci non è facile. La Colombia
                                                                 difende il territorio e non permette la
                                                                 costruzione di strade. E' sui monti
 ciudad perdida (foto non mia)                                    della Sierra Nevada di Santa Marta.
 Si parte da Santa Marta e dopo un paio d'ore si arriva a un pueblo indios. Qui inizia il cammino
 due o tre giorni per salire e due per tornare per almeno cinque o sei ore di cammino. Non ci sono
  comodità e si dorme su alloggi (baracche) approntate dagli organizzatori dei tour su delle amache
  e si mangia presso delle cucine di strada. Il costo si aggira intorno a euro € 400,00.
 Io sono arrivato alla partenza e ci sono molti turisti, che si avventurano in questo trekking ma, ben
 pochi anziani. Temo sia una grande faticaccia camminare e dormire male per quattro o cinque
 giorni secondo gli organizzatori del tour.
 ... Io ci rinuncio.

Cosa dire della Colombia? E' bella! Verde con montagne alte o meno, vallate agresti, spiagge
incantevoli, barriere coralline,vegetazione fitta con animali caratteristici. E' uno Stato completo.
Ci sono degli inconvenienti, non ci sono cose particolari interessanti da vedere a parte un paio di
siti archeologici. E' difficile spostarsi, il traffico è notevole e spostarsi da una città all'altra impegna
tempi lunghi. L'aereo è economico ma, non abbastanza da utilizzarlo sempre. Il turismo è una cosa
desiderata ma con la scusa di proteggere la biodiversità della Colombia (molto varia), spero sia vero,
 è proiettato verso lo spirito di avventura e i giovani, che devono e possono affrontare sacrifici.
Le strade sono difficili da percorrere, i mezzi locali spesso sono in brutte condizioni. Nelle città si
vedono numerosi incidenti. Visitarla impone, credo anche per i ricchi, una grande fatica fisica.

 Termina in pratica questo viaggio. Torno a Cartagena de Indias e dopo qualche giorno in aereo
 a Bogotà e in Italia.

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America del Sud
                                        coast to coast all'equatore

Cartagena de Indias, venditore di formiche           bancarella di souvenirs
                      un vicolo

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