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DOSSIER CON DATI E TESTIMONIANZE
Numero 61 | Dicembre 2020
Europa
Apriamo gli spazi
Ri-animiamo processi di costruzione partecipata delle politiche pubblicheINDICE DOSSIER CON DATI E TESTIMONIANZE
Numero 61 | Dicembre 2020
EUROPA | Apriamo gli spazi
Ri-animiamo processi di costruzione
partecipata delle politiche pubbliche
Introduzione 3
1. Partecipazione e dialogo civile: elementi del contesto 5
2. Alcuni principi che orientano il lavoro di advocacy 12
Sussidiarietà
Solidarietà
Dignità umana
Bene comune
3. Il contributo della società civile alla costruzione
delle politiche pubbliche 18
Advocacy
Advocacy istituzionale
Processi innovativi di partecipazione e co-progettazione
4. Alcune esperienze 28
Terzo settore, advocacy e politiche europee nei Balcani Occidentali
Le Caritas del Friuli Venezia Giulia e l'Housing First
5. Riflessioni conclusive 35
Note 40
A cura di: don Francesco Soddu | Laura Stopponi | Paolo Beccegato
Testi: Laura Stopponi | Massimo Pallottino
Hanno collaborato: Marco Aliotta | Daniele Bombardi | Maurizio Giordano
Foto: Caritas Europa | Caritas Internationalis | Caritas diocesana di Trieste | Caritas diocesana di Patti
Grafica e impaginazione: Danilo Angelelli
2 CARITAS ITALIANA | DOSSIER CON DATI E TESTIMONIANZEIntroduzione
«Avvicinarsi, esprimersi, ascoltarsi, guardarsi, conoscer-
si, provare a comprendersi, cercare punti di contatto,
tutto questo si riassume nel verbo “dialogare”. Per incon-
trarci e aiutarci a vicenda abbiamo bisogno di dialoga-
re. (198) […] La mancanza di dialogo comporta che nes-
suno, nei singoli settori, si preoccupa del bene comune,
bensì di ottenere i vantaggi che il potere procura. (202)
[…] A partire dalla sua identità, l’altro ha qualcosa da
dare ed è auspicabile che approfondisca ed esponga la
sua posizione perché il dibattito pubblico sia ancora più di vita. Combattere la diseguaglianza significa allora
completo» (Papa Francesco, Fratelli tutti). restituire capacità, autonomia di scelta e riconoscere
la dignità di cui ciascuno è portatore»1. L’insieme dei
Un richiamo quanto mai importante in un momento mutamenti in atto, accelerati dalla crisi dell’ultimo
storico nel quale si registra una crisi strutturale deri- decennio e dalla pandemia del Covid, ha sovvertito la
vante sia da un’individualizzazione di massa ‒ cioè il tradizionale struttura di rischi e opportunità. Territori,
fatto che l’insieme delle relazioni sociali in cui si espri- gruppi sociali, famiglie, persone si trovano ad affron-
me la nostra esperienza quotidiana della società è tare situazioni di bisogno e insicurezza non previste:
sempre meno caratterizzato dal riferimento agli altri depauperamento e marginalizzazione socio-econo-
e sempre più caratterizzato dal riferimento esclusivo a mica dell’area in cui si vive e lavora, obsolescenza di
sé stessi, con una conseguente perdita della capacità risorse e competenze un tempo sufficienti a garantire
di costruire relazioni sociali ‒ sia da processi di disin- reddito e occupazione stabili, scarsità di lavoro e con-
termediazione sociale, politica, digitale, che ha visto tratti atipici, spirali di impoverimento, nuove forme di
rafforzata l’idea che un rapporto diretto tra i
singoli da un lato e i decisori pubblici dall’al-
tro possa favorire un miglior funzionamento Viviamo un momento storico nel quale si registra
della democrazia. una crisi strutturale derivante sia da un’individualiz-
Una “individualizzazione” della società che
ha contribuito a ridurre la capacità dei co- zazione di massa, sia da processi di disintermediazio-
siddetti corpi intermedi ‒ associazioni, or- ne sociale, politica, digitale, che ha visto rafforzata
ganizzazioni non governative, onlus, enti l’idea che un rapporto diretto tra i singoli da un lato e
filantropici, associazioni di volontariato ‒ di
interpretare interessi, aspettative e iden- i decisori pubblici dall’altro possa favorire un miglior
tità dei cittadini che esprimono bisogni e funzionamento della democrazia
avanzano domande verso il sistema sociale
e politico. Il liberalismo, impostato totalmente sulla competizione per risorse scarse (lavoro, welfare) ren-
difesa dei diritti e delle libertà individuali, considerati dendo molto più difficile per gli individui, non orga-
naturali e unica giustificazione dell’autorità statale, ha nizzati, difendere i diritti.
messo l’individuo e non la persona al centro dell’in- Una situazione critica che si deve abbinare al fe-
tero sistema relazionale rendendo possibile il diffon- nomeno segnalato da più organismi internazionali e
dersi dell’idea di una democrazia intesa come potere cioè il restringimento degli spazi democratici e delle
esercitato direttamente dal popolo. risorse per le organizzazioni della società civile. L’A-
Le diseguaglianze crescenti nella società della glo- genzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali
balizzazione tuttavia rendono questo tema sempre afferma che le organizzazioni della società civile euro-
più centrale, strettamente connesso al tema della tu- pea2 hanno sempre più difficoltà a sostenere la prote-
tela dei diritti. «La faccia nascosta delle diseguaglian- zione, la promozione e realizzazione dei diritti umani
ze economiche è l’assenza o la perdita di capacità fon- all’interno dell’Unione a causa di restrizioni sia legali
damentali ovvero della reale possibilità di accedere che pratiche imposte dagli Stati membri3.
alle risorse, ai beni e di scegliere il proprio progetto Ma le organizzazioni della società civile (OSC) rap-
di vita. La diseguaglianza come incapacità mette in presentano, secondo anche quanto dichiara la Com-
serio pericolo la libertà degli individui, che non pos- missione europea, «un elemento imprescindibile dei
sono determinare autonomamente il proprio stile sistemi democratici in quanto una società civile attiva
EUROPA | APRIAMO GLI SPAZI 3è di per sé un fattore di progresso capace di dare for- Ma ci ricorda Papa Francesco «Nessuno può affron- ma e promuovere il pluralismo, contribuendo a politi- tare la vita in modo isolato […]. C’è bisogno di una che più efficaci, allo sviluppo equo e sostenibile e alla comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci crescita inclusiva. Giocano un ruolo importante nel aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è impor- promuovere lo Stato di diritto e il rispetto dei valori tante sognare insieme! […] Da soli si rischia di avere democratici, nell’emancipazione di minoranze e grup- dei miraggi, per cui vedi quello che non c’è; i sogni si pi vulnerabili, nel combattere razzismo e discrimina- costruiscono insieme» (FT 8), e lo dobbiamo fare in zioni razziali dando voce ai cittadini sulle questioni una logica di solidarietà e sussidiarietà, due principi che li riguardano»4. affermati nella Chiesa da sempre spesso fraintesi in Sempre secondo la Commissione le OSC sono in assistenzialismo e delega. grado di raggiungere gruppi vulnerabili e socialmen- «Un individuo può aiutare una persona bisognosa, te emarginati «cui danno la possibilità di partecipare, ma quando si unisce ad altri per dare vita a proces- essere rappresentati e difesi, secondo un processo so- si sociali di fraternità e di giustizia per tutti, entra nel cialmente innovativo», ma il rapporto tra gli Stati e le "campo della più vasta carità, della carità politica". Si OSC rimane comunque spesso delicato. In molti Paesi tratta di progredire verso un ordine sociale e politico il dialogo è tuttora poco radicato e troppo spesso lo la cui anima sia la carità sociale. Ancora una volta invi- spazio di manovra della società civile è imbrigliato o to a rivalutare la politica, che "è una vocazione altissi- eroso da pesanti limitazioni. In molti contesti le OSC ma, è una delle forme più preziose della carità, perché che agiscono in difesa dei diritti umani non possono cerca il bene comune"» (FT 180). operare in determinati ambiti o non posso- no contare su finanziamenti certi. Dal canto loro le OSC possono presentare problemi «Un individuo può aiutare una persona bisognosa, di rappresentatività, trasparenza, gestione ma quando si unisce ad altri per dare vita a processi e capacità interna, dipendenza da donatori sociali di fraternità e di giustizia per tutti, entra nel internazionali e concorrenza nell’accaparra- mento delle risorse, il tutto inasprito dalla "campo della più vasta carità, della carità politica"» crisi economica». (FT 180) 4 CARITAS ITALIANA | DOSSIER CON DATI E TESTIMONIANZE
1. Partecipazione e dialogo
civile: elementi del contesto
La riflessione relativa allo spazio delle organizzazioni
della società civile in termini di "azione civica" è diven-
tato negli ultimi anni un tema di crescente attenzione
e interesse; e anche rispetto all'efficacia di tale azio-
ne nell'influenzare processi di cambiamento sociale e
politico, così come la formazione delle politiche pub-
bliche, il dibattito è da sempre aperto. In particolare,
è opinione sempre più corrente che lo "spazio civico" le per lo Sviluppo Sostenibile (vedi box), che accoglie,
si stia progressivamente riducendo con una tendenza come da regolamento, sia attori e reti della società ci-
abbastanza comune e globale. La riflessione sull'a- vile, grandi imprese, imprese sociali, istituti semipub-
dvocacy istituzionale da parte delle organizzazioni blici, accademia. Ci si riferisce infatti a questo forum
della società civile non può dunque prescindere dal comunemente come al "forum della società civile";
riconoscere le caratteristiche del contesto: perché mentre le espressioni della società civile ivi presenti
dunque l'azione delle organizzazioni "civiche" sembra hanno spesso raccomandato di utilizzare l'espressione
essere sempre meno libera e sempre meno efficace? "forum degli attori non statali" proprio per rimarcare
Prima di porre questa domanda, è probabilmente diverse identità. Il modello, dichiarato, da parte del fo-
necessario porne un'altra, volta a delimitare
i confini delle organizzazioni di cui vogliamo
parlare. Lo scopo non è naturalmente quello La riflessione sull'advocacy istituzionale da parte del-
di innalzare dei muri rispetto a organizzazio- le organizzazioni della società civile non può prescin-
ni di altra natura; quanto piuttosto quello di
dere dal riconoscere le caratteristiche del contesto:
favorire una chiarificazione concettuale su
un tema che di questi tempi sembra essere perché l'azione delle organizzazioni "civiche" sembra
sempre più "fluido". Siamo infatti nel mondo essere sempre meno libera e sempre meno efficace?
degli stakeholders, dei portatori di interesse:
tutti gli attori sociali che devono essere consultati nei rum è proprio quello del "forum multistakeholder". Ci
processi sociali e politici. Si tratta di una definizione si può chiedere se sia a questo punto del tutto inutile
che nasconde la diversità di questi interessi, l'asimme- stabilire una identità propria di organizzazioni della
tria del potere negoziale e della capacità di interveni- società civile, magari richiamando qualche elemento
re nei luoghi decisionali importanti1. della definizione utilizzata in ambito europeo: «Tutti gli
Esistono molti esempi di questa confusione. Uno dei attori non statali che, in una logica di imparzialità e non
più recenti è quello relativo al Forum per lo Sviluppo violenza, non perseguono fini di lucro e tramite i quali
Sostenibile, il luogo a cui la normativa attribuisce un i cittadini realizzano obiettivi e ideali condivisi, siano
ruolo di consultazione rispetto alla Strategia naziona- essi politici, culturali, sociali o economici»2.
IL FORUM PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE
Il Forum per lo Sviluppo Sostenibile è convocato sotto l'egida del Ministero dell'Ambiente, e della Tu-
tela del Territorio e del Mare, con lo scopo «di garantire il coinvolgimento della società civile, nelle sue
diverse articolazioni, nell’attuazione della Strategia nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e nei relativi
processi di aggiornamento triennale (di cui all’art. 3 del Dlgs 21/2015)» (Art. 2 del Regolamento). È l'unico
spazio di dialogo formalmente convocato per dialogare sulla Strategia di Sviluppo Sostenibile, aperto, in realtà,
a un ampio ventaglio di organizzazioni non statali. Il Forum è parte di un più ampio meccanismo di governance
e consultazione della Strategia nazionale, che comprende anche analogo meccanismo delle regioni e delle città
metropolitane, in coordinamento con il Gruppo di lavoro 1 del Consiglio nazionale per la Cooperazione allo Svi-
luppo (con particolare riferimento alla cosiddetta "agenda esterna"). L'organismo incaricato di coordinare tutti
i contributi alla revisione della Strategia nazionale è la "Cabina di Regia Benessere Italia", istituita sotto l'egida
della presidenza del Consiglio. Allo stesso tempo, però, la stessa Cabina di Regia ha espresso la propria disponi-
bilità a sviluppare direttamente il dialogo con i diversi attori sociali, secondo modalità di consultazione diretta.
EUROPA | APRIAMO GLI SPAZI 5Naturalmente, riconoscere uno specifico orienta- stesse per tutti questi tipi di attori sociali: non si può
mento delle organizzazioni della società civile a obiet- invitare nella stessa forma una grande società multi-
tivi condivisi, definibili in una dimensione di "bene nazionale e una rete informale di organizzazioni della
comune" in una logica di incentivi "non economici" società civile, ignorando l'enorme disparità di risorse
all'azione, non esclude nel modo più assoluto che la che possono essere messe in campo per seguire in
stessa propensione al bene comune possa essere un modo efficace i processi politici! E nulla è più ingiu-
riferimento di altri tipi di organizzazione. Ma c'è un sto – come ricordava anche don Milani – che fare parti
rischio nel vedere i diversi ambiti confusi tra di loro? uguali tra disuguali.
Oppure c'è uno specifico di "società civile" che va sal- Interessante notare, come esempio di questo tipo
vaguardato e garantito? Dobbiamo difendere l'ipotesi di dilemmi, nel corso di una recentissima presenta-
di un libero impegno associato sulla base di valori, che zione della revisione della cooperazione allo sviluppo
dunque per sua natura non risponde alle indicazioni italiana effettuata dal DAC-OECD, che la prima reazio-
di un proprietario o di un azionista? ne degli attori non statali italiani fosse affidata al vice-
La consultazione multistakeholder è dunque ben- presidente di FS, inviato da Confindustria (intervento
venuta nella chiarezza delle diverse identità, e nella peraltro effettuato sullo sfondo di una grande imma-
misura in cui garantisce ai portatori di diritti lo stesso gine di un Frecciarossa). Ancora, il punto qui non è
accesso dei "portatori di interesse" e di peso negoziale quello di stigmatizzare l'intervento di uno o l'altro dei
proporzionato a questo interesse. Questo tipo di ap- possibili attori sociali; quanto segnalare la macrosco-
proccio va promosso nel dialogo con le istituzioni e pica sproporzione di mezzi e capacità che un approc-
anche nella formazione di alleanze, più o meno ampie, cio multistakeholder rischia di nascondere.
dove si dia atto della presenza di identità articolate in Una mediazione sociale, che coinvolga esplicita-
modo diverso, come nel caso del dialogo che avvie- mente (e "sostanzialmente") stakeholders, ma anche
ne in occasione dei vertici del G20 (vedi box). L'enfasi rightholders e dutybearers, vale a dire consapevole
sulla partecipazione degli stakeholders non deve però della necessità di una paziente e spesso faticosa at-
essere una sorta di "cortina fumogena" che nasconde tenzione alle voci più profonde della società, non è
da una parte la necessità di riconoscere la presenza naturalmente limitata alle organizzazioni della società
di portatori di diritti (rightholders), che devono essere civile, su cui in particolare questo dossier si focalizza.
tutelati, a prescindere dalla capacità di "farsi valere"; È infatti del tutto legittimo (e auspicabile!) che parti-
dall'altra la necessità di monitorare la partecipazione colari gruppi sociali omogenei, indicati talvolta con il
di quelle istituzioni che dovrebbero tradurre in pratica temine di constituencies, trovino una rappresentazio-
gli elementi che emergono (dutybearers). Le modalità ne diretta nella formazione della volontà generale:
di partecipazione non possono essere le
I MECCANISMI DI DIALOGO CON IL G20
La presidenza italiana del G20 nel 2021 è
una occasione di mobilitazione per attori
sociali interessati a dialogare con i leader
dei governi dei Paesi più importanti del
pianeta sotto il profilo economico-finanziario, e con l'Unione europea. È importante precisare che per molti di
questi attori è problematico il fatto stesso di considerare il G20 come un interlocutore politico: si tratta infatti di
un club "autoconvocato", che non può certo sostituire le istituzioni multilaterali legittime, stabilite nel contesto
del sistema delle Nazioni Unite. Fatta questa precisazione, è indubbio che il G20 abbia assunto negli ultimi anni
una importanza crescente anche rispetto all'analogo incontro del G7; si tratta dunque di un contesto in cui è
senza dubbio necessario promuovere un dialogo che aiuti a maturare soluzioni anche nelle appropriate sedi
multilaterali. Il meccanismo di dialogo con il G20 è estremamente strutturato, e prevede la partecipazione di
diversi engagement groups, espressione di diverse "basi": Il C20 (Civil 20) riunisce le organizzazioni della società
civile; il B20 quelle del settore privato (business); il T20 riunisce i think tanks. Esistono inoltre il Youth 20 (Y20); il
Labor 20 (L20); il Women 20 (W20); il Science 20 (S20); l'Urban 20 (U20). Esiste anche un G20 Interfaith Forum. La
prassi prevede che in occasione di ogni presidenza del G20, le istituzioni del Paese che garantisce la presidenza
assumano la responsabilità di fornire uno spazio a tutte le espressioni sociali di quel Paese e poi di gruppi di la-
voro internazionali a cui partecipano anche rappresentanti di Paesi "non G20". Nel caso del Civil 20, la GCAP Italia
ha promosso la costituzione di un comitato della società civile italiana, che ha già prodotto un primo documento
di posizione, come base per le prime interlocuzioni con il governo italiano e con i gruppi di lavoro internazionali.
6 CARITAS ITALIANA | DOSSIER CON DATI E TESTIMONIANZEassociazioni di categoria o di settore, sindacati, altre do forse uno spazio di "ascolto privilegiato", ma abban-
forme di rappresentanza. Il dialogo sociale, per essere donando ogni ambizione di contribuire alla sintesi tra
autentico, deve essere ampio e inclusivo. Non basta le varie voci che ottengono questo ascolto?).
però dichiarare la volontà di promuovere un approc- Questo è lo scenario in cui si ravvisa in maniera sem-
cio multistakeholder e ripulirsi la coscienza mandando pre più chiara una progressiva compressione degli
lo stesso cartoncino di invito a organizzazioni di capa- spazi dei corpi intermedi e di quelli della società civile
cità enormemente diversa, come in molti casi avviene. in particolare; che sono tra l'altro in molti casi proprio
E questo in un quadro di sempre maggiore comples- quelle reti e organizzazioni che fanno più fatica "pra-
sità degli ambiti di dialogo politico, spesso concorrenti tica" a presidiare i luoghi di dialogo e di formazione
su ambiti analoghi e confinanti, di cui non è neanche delle politiche pubbliche. L'OECD definisce lo spazio
sempre facile identificare la reale rilevanza. Il caso del- civico sulla base di quattro elementi (vedi figura), che
la consultazione relativa alla Strategia nazionale per alludono sia alle classiche libertà civiche, che a quelle
lo Sviluppo Sostenibile, ricordato precedentemente, dei media (tradizionali e digitali), che alla possibilità
è un buon esempio di questa difficoltà: è opportuno di suscitare percorsi di partecipazione reale attraverso
investire nella costruzione di un percorso formale, la salvaguardia di spazi istituzionalizzati efficaci a cui
democratico e condiviso all'interno del Forum per lo le organizzazioni civiche possono (sia in termini di ac-
Sviluppo Sostenibile; oppure è necessario cercare una cesso, che di concreta possibilità, che di competenze)
interlocuzione diretta con la Cabina di Regia (ottenen- fornire un contributo.
Libertà civiche
Accesso all'informazione
Libertà di associazione, riunione
ed espressione
Attivismo, protezione
degli informatori
(whistleblower protection)
Partecipazione civica Diritti e libertà
P relativi a media
delle organizzazioni e
ro
e realtà digitale
n
della società civile
m
io
oz
tez
Meccanismi Indipendenza dei media
ion
Pro
istituzionalizzati Accesso a internet libero
e
Iniziative guidate e aperto
dai cittadini Spazio civico Privacy (online/offline)
Finanziamento Politiche, leggi, Protezione dei dati
Innovazione istituzioni e pratiche Rispetto delle libertà
civili da parte
Inclusione di gruppi
di tecnologie
marginalizzati
emergenti
Contesto che favorisce le
organizzazioni della società civile
Accesso a fonti di finanziamento
e autofinanziamento
Incentivi fiscali
Sviluppo delle capacità
Carico amministrativo
Fonte: https://www.oecd.org/gov/civicspace.htm
EUROPA | APRIAMO GLI SPAZI 7Il ruolo della società civile appare per certi aspetti Diminuiscono inoltre le risorse a disposizione e
un elemento assodato nel mondo in cui viviamo. Ogni i finanziamenti da parte dei governi e spesso non ci
istituzione, ogni processo politico prevede ormai inva- sono le condizioni per una collaborazione fattiva, ac-
riabilmente uno spazio politico per la consultazione e crescendo quindi la difficoltà per queste organizzazio-
la partecipazione, a livello nazionale e a livello sopra- ni di collaborare con le rispettive istituzioni pubbliche,
nazionale. E questo nonostante in molti Paesi e presso di proporre soluzioni alle sfide sociali odierne e di pe-
molte culture politiche questo spazio "interstiziale" tra rorare cambiamenti strutturali efficaci.
le autorità pubbliche e forze del mercato non abbia una Si tratta di una situazione paradossale: una visibile
piena legittimazione sociale in termini di indipendenza compressione degli spazi operativi, a fronte di una cre-
dai poteri pubblici, e dove è lo stesso sistema politico scente chiamata a corresponsabilità, nelle quali non
a reclamare il compito di svolgere questa mediazione3. manca il tentativo costante di ridurre a miti consigli le
Come abbiamo già evidenziato, viviamo in un con- organizzazioni della società civile che si pongono in
testo in cui si registra la necessità di accrescere la par- una posizione critica sia da un punto di vista operativo
tecipazione delle organizzazioni della società civile al che valoriale rispetto alle determinazioni assunte all'in-
fine di affrontare le crescenti diseguaglianze e tensio- terno del sistema politico. Nel caso italiano, emblema-
ni presenti nel mondo, con particolare riferimento a tica di questa tensione è la violenta campagna di dele-
una crescente pressione sul pianeta; dall’altro un re- gittimazione sviluppata da esponenti del governo nei
stringimento dello spazio civico di azione. Secondo riguardi delle organizzazioni che riempivano il vuoto
il rapporto “CIVICUS Monitor”, un progetto di ricerca lasciato dalle strutture statali nel salvataggio dei mi-
LA MAPPA DEGLI SPAZI DELLA SOCIETÀ CIVILE
DECEMBER 2019
A REPORT BASED ON DATA FROM THE CIVICUS MONITOR
Fonte: Civicus
collaborativa globale che riunisce esperti e organiz- granti in mare4, che ha giustificato provvedimenti legi-
zazioni della società civile di tutto il mondo, il 2019 slativi orientati alla "compressione" dello spazio opera-
ha registrato una riduzione dei diritti fondamentali tivo delle organizzazioni della società civile (campagna
e della libertà di associazione, assemblea pacifica ed dimostratasi poi come si è visto, del tutto infondata).
espressione in tutto il mondo (il 40% della popolazio- Tale sviluppo (nell'opinione pubblica, nella politica, nei
ne mondiale vive attualmente in Paesi dove è diffu- quadri istituzionali) rappresenta un elemento signifi-
sa la repressione, rispetto al 19% nel 2018). Il recen- cativo soprattutto se letto assieme al ruolo svolto nella
te rapporto classifica 43 Paesi come aperti, 42 come reazione alla pandemia ricoperto in questi ultimi mesi
Paesi con spazio ristretto, 49 con spazio ostruito, 38 in molti casi proprio da quelle stesse organizzazioni
con spazio represso e 24 Paesi con spazio civico chiu- oggetto della suddetta campagna di delegittimazione.
so. Solo il 3% della popolazione mondiale vive in Paesi Il caso italiano rappresenta un esempio di meccani-
con spazio civico aperto. smi molto diffusi a livello globale ed è interessante, per-
8 CARITAS ITALIANA | DOSSIER CON DATI E TESTIMONIANZEché mostra con chiarezza come l'approccio ambivalente nizzazioni della società civile è legato a una questione
nei riguardi delle organizzazioni della società civile non fondamentale: qual è il ruolo di queste ultime all'in-
può essere attribuito esclusivamente al sistema politi- terno della società. È infatti più importante proporre
co; gode di seguito sostanziale all'interno dell'opinione servizi oppure influenzare le politiche? È opportuno
pubblica, anche al netto di chiari tentativi di "impren- occuparsi di tutelare interessi particolari o impegnar-
ditoria della paura" per costruire carriere politiche. Per si direttamente su tematiche complessive? Occorre
fare un semplice riferimento al mondo ecclesiale, non cercare soprattutto il dialogo con le istituzioni, assu-
rappresenta alcun tipo di novità la sensibilità modellata mendo la loro agenda, oppure è più giusto proporre
sul principio "aiutate chi dovete ma non mettetevi a fare un'agenda radicalmente diversa, ponendosi in una
politica!", che segna in alcuni casi le relazioni tra singoli, dialettica chiaramente alternativa?
parrocchie, organizzazioni, media espressioni del mon- La risposta a queste domande influenza notevol-
do cattolico. Senza cogliere che il "fare politica" è esatta- mente le caratteristiche che può assumere l'azione
mente uno degli elementi centrali dell'impegno neces- all'interno di quello che abbiamo chiamato "spazio
sario, come con grande chiarezza Papa Francesco mette civico". L'ultima, in particolare, è da sempre una do-
in evidenza con la Fratelli tutti, sulla scia peral-
tro dell'idea di "cerchi concentrici della carità",
già messa in evidenza da Papa Benedetto.
Come segnalato, è necessaria una rifles-
40%
Il della popolazione mondiale vive attualmen-
sione sulle differenze esistenti tra organiz- te in Paesi dove è diffusa la repressione , rispet-
zazioni della società civile e altre organizza- 19%
to al 3%
nel 2018. Solo il della popolazione
zioni "non statali". Una riflessione altrettanto
attenta va sviluppata anche rispetto a quello mondiale vive in Paesi con spazio civico aperto
che deve essere il ruolo stesso della società
civile, che sceglie di occupare lo "spazio civico" con ini- manda chiave per le organizzazioni che si occupano di
ziative di tipo diverso. Dalla figura a pagina 7 si assume advocacy e che vogliono talvolta entrare in percorsi di
che il tema dello spazio civico come inteso in ambito dialogo politico sulle cui premesse possono nutrire dei
internazionale sia relativo alla possibile interazione su dubbi di fondo: dovremmo "stare dentro", perché que-
"politiche, leggi, istituzioni, pratiche", e se ne desume sto è il modo di dialogare, anche se il contesto nel quale
che tale descrizione sia relativa all'interesse per le re- avviene questo dialogo si basa su premesse diverse – e
gole (i quadri normativi, le politiche), anche nel caso talvolta del tutto in contraddizione – con i nostri valo-
di interazione sulle pratiche da intendersi sotto questo ri e principi? In che modo possiamo intraprendere un
profilo in termini di pratiche dimostrative. dialogo rimarcando la nostra specificità? Questo pun-
L'atteggiamento ambivalente delle istituzioni e to si pone anche se entriamo in coalizioni più ampie,
dell'opinione pubblica rispetto all'operato delle orga-
UN DILEMMA NELL'AIUTO UMANITARIO
Come tutti sanno, quella dei Rohingya rifugiati in Bangladesh
dopo i massacri avvenuti in Myanmar (loro Paese di origine) è una
delle ferite aperte dell'umanità del nostro tempo. La maggiore
parte di questo popolo è attualmente concentrata nel campo di
Cox Bazar, il campo rifugiati più grande del mondo. Il destino di
queste persone è del tutto incerto: da una parte i piani per per-
mettere il loro graduale rientro sembrano esistere solo sulla carta,
e non sembrano assolutamente garantite neanche le condizioni
minime di sicurezza, una volta che loro dovessero decidere di varcare ancora una volta il confine; dall'altra la loro
presenza in Bangladesh, uno dei Paesi più densamente popolati dell'intero pianeta (e il cui popolo sta già facen-
do moltissimo per l'accoglienza di questa minoranza), esercita una pressione fortissima su una situazione sociale
e ambientale già estremamente fragile. Nel novembre 2020, il governo del Bangladesh ha chiesto alla Caritas una
collaborazione per trasferire alcune centinaia di questi profughi in una isoletta della baia, piuttosto isolata e anche
– per quanto appare dalle informazioni disponibili – soggetta ad allagamenti. Il dilemma posto era di non facile
soluzione: sostenere comunque questo trasferimento, reso complicato da tutta una serie di fattori, inclusa la neces-
sità di garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali delle persone che dovevano essere trasferite? Dopo ampia
riflessione, Caritas Bangladesh, in accordo e concertazione con il Governo, e dopo una riflessione che ha coinvolto
tutta la confederazione, ha deciso di non intervenire per ora nel programma di ricollocazione dei profughi Rohingya.
EUROPA | APRIAMO GLI SPAZI 9all'interno delle quali la nostra posizione potrebbe proposta di pratiche innovative, sia in termini di "cane
non essere condivisa, o al cui interno potrebbe preva- da guardia" rispetto alle pratiche esistenti, sia in ordi-
lere un punto di vista non coincidente con il nostro. ne alla proposta di modelli complessivi anche radical-
È chiaro che esiste una questione relativa al tipo mente innovativi. In questo il tema di quali conver-
di mediazione che siamo disposti a compiere, affer- genze trovare soprattutto con altre organizzazione
mando in questo modo il valore alla base della nostra della società civile è certamente cruciale: mantenere
scelta. Ed è altrettanto chiaro che tale mediazione è la "purezza della proposta", senza che essa dialoghi
relativamente più facile quando si esercita in termini con altri attori sociali con i quali è possibile un per-
coincidenti con la direzione presa dall'istituzione, per corso comune, rischia di condannare all'isolamento e
la quale noi possiamo divenire dei "prestatori di ope- all'inefficacia.
ra". Tale tensione può svilupparsi più spesso
di quanto non si pensi e dare origine a un
vero e proprio dilemma nella scelta: se non Il rischio di una lettura della sussidiarietà schiaccia-
accetto io di collaborare con le istituzioni in
quel particolare progetto lo farà sicuramen-
ta sulla prestazione di servizi in connessione con le
te qualcun altro; e in molti casi questo "qual- istituzioni pubbliche, rischierebbe di privare le orga-
cun altro" potrebbe essere molto meno at- nizzazioni della società civile di ogni spazio per ope-
tento a certi principi che noi tenteremmo di
salvaguardare.
rare quella denuncia che porta all'attenzione di tutti
Il grande rischio di scivolare in una lettu- situazioni gravi di violazione della dignità umana
ra della sussidiarietà completamente schiac-
ciata sulla prestazione di servizi in connessione con Questi dilemmi aprono discussioni complesse e
le istituzioni pubbliche, rischierebbe di privare le molto concrete sul ruolo che le organizzazioni della
organizzazioni della società civile di ogni spazio per società civile dovrebbero svolgere. È interessante a
operare, ove necessario e opportuno, quella denun- questo riguardo trovare un riscontro sulle aspettative
cia che talvolta è necessaria per portare all'attenzione dell'opinione pubblica in Italia, fotografata da una re-
di tutti delle situazioni estremamente gravi di viola- cente ricerca dell'IPSOS che indagava su vari aspetti:
zione della dignità umana, e di politiche che tale vio- valutare lo stato della democrazia in Italia, compren-
lazione hanno per conseguenza. Allo stesso tempo, è dere la concezione della partecipazione politica e so-
certamente vero che tenersi a un livello puramente ciale, elaborare una mappa concettuale e operativa
tecnico può evitare un confronto sui principi; ma è per i corpi intermedi. La figura che segue rappresenta
importante affermare chiaramente il ruolo libero del- le "aree di importanza e di efficacia percepite", e offre
le organizzazioni della società civile, sia in termini di un quadro che certamente richiede riflessione.
10 CARITAS ITALIANA | DOSSIER CON DATI E TESTIMONIANZESembra infatti che nell'opinione pubblica la priorità mente il rifugiarsi delle organizzazioni della società ci-
i "corpi intermedi" (insieme, come abbiamo visto, più vile all'interno di una prospettiva di fornitura di servizi,
ampio di quello relativo alla sola società civile), deb- spesso giustificata da una lettura limitativa dell'idea di
bano giocarsi soprattutto sul terreno della prestazio- sussidiarietà, può essere visto come uno dei mecca-
ne di servizi di carattere sociale, con particolare effica- nismi su cui si è giocata una minore presenza su temi
cia rispetto alla tutela degli "interessi particolari". Qual di quadro. Tale "ritiro" è stato certamente favorito da
è lo spazio per un ruolo di maggior respiro, e la credi- istituzioni pubbliche ben contente di depoliticizzare
bilità nel proporre alternative di sistema? Verrebbe da il rapporto con le organizzazioni della società civile.
dire, con una lettura un po' provocatoria, che questo Quanto la riduzione di questi spazi rappresenta la
potrebbe essere il risultato di decenni di sussidiarietà conseguenza di scelte fatte dalle organizzazioni del-
letta in termini di "schiacciamento operativo", che ha la società civile? Quanto invece è in qualche modo
eroso completamente la capacità dei corpi intermedi l'effetto di trasformazioni di più ampia portata nel-
(e all'interno di essi, delle organizzazioni della società la società e nella politica? Quanto infine può essere
civile) di svolgere quel ruolo di mediazione
positiva di interessi, di esplorazione di for-
me alternative in termini sociali e politici, di Occorre recuperare la capacità di pensare in termini
profezia e denuncia rispetto all'esistente.
ampi, e di costruire prospettive di alternativa e tra-
Non sorprende dunque la fortuna di ap-
procci orientati alla raccolta di buone prati- sformazione dell'esistente; e farlo costruendo alle-
che, molto spesso lette in un orizzonte con- anze e convergenze con altre organizzazioni in par-
fermativo rispetto ai quadri di riferimento,
ticolare nell'orizzonte di una società civile capace di
forse inconsapevoli della crescente com-
plessità dei problemi da risolvere; problemi sviluppare una prospettiva di bene comune
che una certa letteratura definisce wicked –
disturbanti (in opposizione ai problemi tame – docili ascritto all'interazione con altri attori sociali, ad esem-
– che ripropongono la possibilità di soluzioni giù spe- pio del settore privato, forse in nome di un approccio
rimentate), che richiedono soluzioni sempre diverse. multistakeholder, che rischia di portare a una diluizio-
Buoni esempi, più che modelli, possono essere utili a ne delle istanze proprie della tutela di diritti?
capitalizzare esperienze feconde sul piano della con- Occorre dunque recuperare la capacità di pensare
cretezza; ma possono lasciare scoperto il fronte della in termini ampi, e di costruire delle prospettive di al-
ricerca di alternative. ternativa e di trasformazione dell'esistente; e farlo co-
Non sorprende neppure che questo "schiacciamen- struendo alleanze e convergenze con altre organizza-
to" avvenga in un contesto di processi politici legati al zioni, in particolare nell'orizzonte di una società civile
leaderismo, al populismo, alla disintermediazione so- capace di sviluppare una prospettiva di bene comune;
ciale e politica. Fenomeni a cui molto spesso le grandi e consapevoli che l'autorevolezza di una interlocuzio-
organizzazioni sociali intermedie, che hanno svolto un ne si costruisce a partire da contenuti concreti, efficaci
ruolo assolutamente centrale nella storia più recente, e pertinenti.
reagiscano alla perdita di ruolo attraverso
un rinnovato appello a una sorta di princi-
pio di autorità, che vede accomunate chie-
se, sindacati, grandi espressioni associative.
Nel rappresentare lo "stato di salute" dei
corpi intermedi e la loro efficacia nell'azio-
ne condotta all'interno degli spazi civici,
dobbiamo quindi porre le difficoltà che
riscontriamo all'interno di un più ampio
quadro, la cui analisi esaustiva supera di
molto l'ambizione di queste pagine. Di
fronte al fenomeno della compressione
dello spazio civico occorre tuttavia iden-
tificare alcune tendenze, che nelle loro
manifestazioni più visibili sono state esa-
minate altrove5, ma che meritano di essere
approfondite sulla base dei ragionamenti
fatti nelle pagine che precedono. Certa-
EUROPA | APRIAMO GLI SPAZI 112. Alcuni principi che orientano
il lavoro di advocacy
Non c’è dubbio che il prezzo maggiore della situazione
di crisi che stiamo vivendo sia pagato dalle persone e
dalle comunità più fragili e vulnerabili, sia nell’accesso
alle cure, sia nella perdita di ogni mezzo di sussisten-
za a seguito delle misure adottate dai diversi stati per
far fronte all’emergenza sanitaria, spesso (e soprattut-
to nei Paesi del Sud globale) messi in atto senza una
pianificazione in grado di proteggere le persone più riamo insieme per uscire dalla crisi o non ne usciremo
fragili. mai», perché «uscire dalla crisi non significa dare una
Una crisi che ha fatto emergere l’urgenza di porre al pennellata di vernice alle situazioni attuali perché sem-
centro del dibattito la questione della trasformazione brino più giuste. Uscire dalla crisi significa cambiare, e il
degli squilibri di potere. La povertà e la vulnerabilità vero cambiamento lo fanno tutti, e tutti insieme»2.
non sono un destino ineluttabile di alcuni, ma la con- Ma, come ci ricorda Papa Francesco, nella società e
seguenza di meccanismi e scelte precise. La concen- nell’economia sta venendo meno il principio di sus-
trazione del potere economico in poche mani coinci- sidiarietà e così la gente è sempre meno ascoltata.
de con una crescente concentrazione del “potere di «Oggi, questa mancanza di rispetto del principio di
decidere”, ponendoci di fronte all’urgenza di “agire” sussidiarietà si è diffusa come un virus. Pensiamo alle
per modificare profondamente i meccanismi di deci- grandi misure di aiuti finanziari attuate dagli Stati. Si
sione, a partire da quelli legati alla voce e alla rappre- ascoltano di più le grandi compagnie finanziarie anzi-
sentanza delle fasce sociali più deboli e vulnerabili. ché la gente o coloro che muovono l’economia reale.
La crisi sociale ed economica, la sua dimensio- Si ascoltano di più le multinazionali che i movimenti
ne globale, suscita inoltre una rinnovata richiesta di sociali. Si ascoltano più i potenti che i deboli».
mettere al centro dell’attenzione politica e
sociale i principi e i diritti fondamentali, che
pur avendo oggi lo statuto di norme giuri- La crisi ha fatto emergere l’urgenza di porre al centro
diche, sono stati in questi anni relegati ai
margini, «con la pretesa di escluderli da una del dibattito la questione della trasformazione degli
visione del mondo dove la frammentazio- squilibri di potere. La povertà e la vulnerabilità non
ne convive con la concentrazione di poteri, sono un destino ineluttabile di alcuni, ma la conse-
negando la possibilità stessa di costruire le-
gami sociali e di riconoscere la rilevanza del guenza di meccanismi e scelte precise
pluralismo. Nei tempi della vita precaria […]
nel dilagare strutturale delle diseguaglianze, del ritor- Quindi, «per uscire migliori da una crisi il principio
no a una povertà degradata, lo sguardo deve essere di sussidiarietà dev’essere attuato, rispettando l’auto-
rivolto alla trama dei principi […]»1, quali ad esempio nomia e la capacità di iniziativa di tutti, specialmente
la sussidiarietà, la solidarietà, la dignità della persona degli ultimi. Tutte le parti di un corpo sono necessarie
umana, il bene comune, in vista della costituzione di e, come dice San Paolo, quelle parti che potrebbero
un sistema di relazioni tra le persone fondato sulla co- sembrare più deboli e meno importanti, in realtà sono
operazione e sulla collaborazione. le più necessarie. […] Il principio di sussidiarietà con-
sente ad ognuno di assumere il proprio ruolo per la
cura e il destino della società. Attuarlo, attuare il prin-
SUSSIDIARIETÀ cipio di sussidiarietà dà speranza, dà speranza in un
futuro più sano e giusto; e questo futuro lo costruia-
Tutti sono chiamati ad assumersi le proprie responsabi- mo insieme […]»3.
lità «nei processi di guarigione della società». È quanto Infine il cammino della solidarietà ha bisogno del-
ci ha recentemente ricordato Papa Francesco quando la sussidiarietà perché «non c’è vera solidarietà senza
ha richiamato la necessità di lavorare insieme valoriz- partecipazione sociale, senza il contributo dei corpi
zando il principio di sussidiarietà per affrontare l’attuale intermedi: delle famiglie, delle associazioni, delle coo-
crisi. Ha sottolineato, «insieme o non funziona: o lavo- perative, delle piccole imprese, delle espressioni della
12 CARITAS ITALIANA | DOSSIER CON DATI E TESTIMONIANZEsocietà civile»4. La partecipazione aiuta a prevenire e ministrazione n. 59 del 1997) e nel testo costituzionale
correggere certi aspetti negativi della globalizzazione nel 2001, con la riforma del titolo V, in particolare con il
e dell’azione degli Stati, una partecipazione ampia che nuovo testo degli articoli 114 e 118 della Costituzione9.
deve includere tutti, a vari livelli, incentivando anche Quest’ultimo non ridefinisce, infatti, soltanto l’ar-
l’inclusione dei contributi che provengono da chi è ai chitettura del sistema amministrativo sulla base del
margini della società: «Spesso, però, molte persone principio di sussidiarietà verticale, ma, nell’ultimo com-
non possono partecipare alla ricostruzione del bene ma, impone di favorire l'autonoma iniziativa dei citta-
comune perché sono emarginate, escluse o ignorate; dini singoli e associati per lo svolgimento di attività
certi gruppi sociali non riescono a contribuirvi perché d’interesse generale. Se da un lato la riforma valorizza
soffocati economicamente o politicamente» . 5
il ruolo delle regioni e degli enti locali nel comma 1
Parole che rilanciano quanto già anticipato da Papa dell’art. 118, sulla base dei princìpi di sussidiarietà, dif-
Benedetto XVI nell’enciclica Deus Caritas est e poi ferenziazione e adeguatezza, dall’altro valorizza il ruo-
nell’enciclica Caritas in Veritate, nelle quali si sottolinea lo dei privati, riprendendo quanto già stabilito dalla
come il principio della sussidiarietà sia una «manife- legge n. 328/2000, e sancendolo a livello costituziona-
stazione particolare della carità e criterio guida per la le nell’ultimo comma dello stesso articolo, nel quale si
collaborazione fraterna di credenti e non credenti». dispone che «Stato, Regioni, Città metropolitane, Pro-
La sussidiarietà, riconoscendo nella reciprocità l'inti- vince e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei
ma costituzione dell'essere umano, diventa
l'antidoto più efficace contro ogni forma di
assistenzialismo paternalista. «Essa può dar La sussidiarietà è un modo particolare per “manife-
conto sia della molteplice articolazione dei
piani e quindi della pluralità dei soggetti, sia stare amore” verso gli altri, in quanto, facendo leva
di un loro coordinamento» (CiV 57)6. Da un sull’autonomia dei corpi intermedi, li aiuta a svilup-
lato, il principio viene fortemente ancorato pare le proprie capacità, a realizzare se stessi, ren-
alla persona umana, alla sua libertà e digni-
tà, alle sue aspettative di sviluppo. Dall’altro, dendoli pienamente autonomi
questa stessa persona è sempre considerata
come parte attiva di una comunità, all’interno di una cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di at-
fitta rete di relazioni intessuta di diritti e di doveri. tività di interesse generale, sulla base del principio di
La sussidiarietà è allora un modo particolare per sussidiarietà». Una sussidiarietà che può essere quindi
“manifestare amore” verso gli altri, in quanto, facen- vista sotto un duplice aspetto:
do leva sull’autonomia dei corpi intermedi, li aiuta a in senso verticale: la ripartizione gerarchica delle
sviluppare le proprie capacità, a realizzare se stessi, competenze deve essere spostata verso gli enti
rendendoli pienamente autonomi. Essa implica fina- più vicini al cittadino e, quindi, più vicini ai biso-
lità emancipatrici, favorendo la libertà e la partecipa- gni del territorio;
zione in quanto assunzione di responsabilità, favori- in senso orizzontale: il cittadino, sia come singolo
sce lo sviluppo di soggetti liberi, attivi, responsabili sia attraverso i corpi intermedi, deve avere la pos-
e solidali, capaci di prendersi cura del bene comune. sibilità di cooperare con le istituzioni nel definire
Una sussidiarietà suscitatrice di energie, di capacità, di gli interventi che incidano sulle realtà sociali a lui
sviluppo, rafforzata dall’affermazione secondo la qua- più vicine.
le «la sussidiarietà rispetta la dignità della persona,
nella quale vede un soggetto sempre capace di dare «Sul versante della sussidiarietà verticale, il nuovo
qualcosa agli altri» (CiV 57)7. Un principio guida per la articolo scardina definitivamente l’assetto gerarchico
collaborazione fraterna nel perseguimento del bene piramidale, caratteristico delle forme di Stato dell’Eu-
comune, definito come «il bene di quel "noi-tutti", for- ropa continentale ottocentesca; fonda, e consolida, il
mato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si nuovo modello di governance pluricentrica multilivel-
uniscono in comunità sociale. Non è un bene ricercato lo, già presente in nuce, pur non senza incoerenze e
per sé stesso, ma per le persone che fanno parte della contraddizioni, nella Costituzione del 1948, ma rima-
comunità sociale e che solo in essa possono realmen- sto sostanzialmente inattuato nei decenni successi-
te e più efficacemente conseguire il loro bene . 8
vi»10, adottando come fondamento logico del princi-
Il principio di sussidiarietà è un principio relativa- pio della sussidiarietà il presupposto del primato della
mente recente per l’ordinamento costituzionale italia- persona, rispetto allo Stato. Secondo questa logica, la
no. La menzione esplicita del principio di sussidiarietà persona preesiste allo Stato e quest’ultimo deve tute-
entrerà infatti nella nostra legislazione solo nel 1997 lare e promuovere i diritti dell’uomo, e non limitarli. In
(con la legge delega sulla riforma della pubblica am- altre parole lo Stato esiste per proteggere e favorire il
EUROPA | APRIAMO GLI SPAZI 13libero sviluppo della persona umana nella comunità, termedi, ma è necessario che questi ultimi esercitino
e per soddisfare la naturale aspirazione a una piena la libertà in maniera responsabile e orientata alla rea-
realizzazione della sua dignità. «È lo Stato che serve lizzazione dei valori (anche etici) che fondano e giu-
allo sviluppo dell’uomo e alla sua piena realizzazione; stificano la convivenza. La società civile, le famiglie,
e non è la persona ad essere destinata ad annullarsi le associazioni, il volontariato devono, in altri termini,
nelle imperative istanze dell’autorità statale, con la avvertire una corresponsabilità nel perseguimento
conseguenza che anche quando gli interessi dei citta- del bene comune e usare l’autonomia e la libertà che
dini devono essere limitati in ragione della superiore esigono dallo Stato per cooperare in maniera attiva,
esigenza di tutelare gli interessi generali, il sacrificio consapevole ed efficace alla promozione della perso-
si iscrive, comunque, in una logica di preordinazione na e allo sviluppo della comunità.
dell’organizzazione pubblica alla promozione della Una sussidiarietà che quindi responsabilizza, ma
persona e non si giustifica in sé»11. per farlo deve contare su punti di appoggio già re-
Si ridefinisce così il “perimetro” o la “missione” del si- sponsabilizzati. «Infatti nei contesti molto degradati
stema istituzionale e amministrativo, prevedendo che in cui il senso di responsabilità collettiva è assente
i soggetti pubblici favoriscano le autonome iniziative (anche nell’agire istituzionale) e prevale un accanito
dei cittadini volte a prendersi cura dei beni comuni, opportunismo sia sociale che istituzionale non vi è
iniziative che non devono essere considerate né come presa per il principio di responsabilità e la sussidia-
manifestazioni di un potere (che i cittadini
attivi non hanno e non possono avere), né
come mere facoltà, bensì appunto come Affinché si realizzi il bene comune non è sufficiente
manifestazioni di una nuova forma di li- che lo Stato, per il principio di sussidiarietà, favorisca
bertà, solidale e responsabile12. Le diverse
istituzioni devono però creare le condizioni la libera iniziativa privata verso attività di interesse
necessarie affinché le persone e le aggrega- generale e garantisca l’autonomia dei corpi interme-
zioni sociali siano in grado di svolgere ade- di, ma è necessario che questi ultimi esercitino la li-
guatamente le loro attività, riconoscendo il
fatto che quando i cittadini si attivano non bertà in maniera responsabile e orientata alla realiz-
sono utenti o amministrati bensì soggetti re- zazione dei valori che fondano la convivenza
sponsabili e solidali che, in piena autonomia,
collaborano con l’amministrazione nel perseguimen- rietà facilmente degrada a strumento di potere. Solo
to dell’interesse generale o, detto in altro modo, nella la sinergia tra il potere pubblico e la responsabile col-
cura dei beni comuni. laborazione della società civile e delle organizzazioni
Si legittima così la partecipazione dei cittadini alle private può garantire, in definitiva, il raggiungimento
decisioni e alle azioni che riguardano la cura di interes- del bene comune, in una sintesi equilibrata dei diritti
si aventi rilevanza sociale, ma anche il dovere da parte di libertà della persona, dell’autonomia dei corpi in-
delle amministrazioni pubbliche di favorire tale parteci- termedi e delle esigenze della collettività»15.
pazione nella consapevolezza delle conseguenze posi- Il principio di sussidiarietà ha visto, però, ridursi il
tive che ne possono derivare per le persone e per la col- peso e la considerazione nel dibattito pubblico, che
lettività in termini di benessere spirituale e materiale13. ruota invece intorno alla disintermediazione, al tra-
Con la Legge delega 106/2016 si collega al prin-
14
monto della rappresentanza dei corpi intermedi da
cipio della sussidiarietà quello della responsabilità. Il una parte e all’efficacia della cosiddetta democrazia di-
nome stesso, Terzo settore, sancisce infatti un’identità retta. Riconoscere in Costituzione il passaggio dei citta-
concettuale specifica rispetto allo Stato e al mercato, dini da amministrati ad alleati non basta, se poi invece
e indica «il complesso degli enti privati costituiti per le leggi e i regolamenti continuano a considerarli come
il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità ci- amministrati. Dobbiamo tornare ad animare i luoghi
viche, solidaristiche e di utilità sociale e che, in attua- della rappresentanza come luoghi del cambiamento
zione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i perché, come diceva Alexis de Tocqueville, «nulla vi è
rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e rea- che la natura umana disperi di raggiungere con l’azio-
lizzano attività di interesse generale mediante forme ne libera del potere collettivo degli individui».
di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di pro-
duzione e scambio di beni e servizi».
Affinché si realizzi il bene comune non è sufficiente SOLIDARIETÀ
che lo Stato, in ossequio al principio di sussidiarietà,
favorisca la libera iniziativa privata verso attività di in- «Il principio di sussidiarietà va mantenuto strettamen-
teresse generale e garantisca l’autonomia dei corpi in- te connesso con il principio di solidarietà e viceversa,
14 CARITAS ITALIANA | DOSSIER CON DATI E TESTIMONIANZEPuoi anche leggere