USA GO WEST! A San Francisco ho lasciato un pezzetto del mio cuore.

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USA GO WEST! A San Francisco ho lasciato un pezzetto del mio cuore.
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       RACCONTI DI VIAGGIO | East Africa                                 RACCONTI DI VIAGGIO | Stati Uniti d’America

        USA
       GO WEST!
          A San Francisco
          ho lasciato un pezzetto
          del mio cuore.

          Da un Far West Discovery

                                                                                                                 Testo e foto del coordinatore Andrea Moioli

          D   a dove si parte per raccontare un viaggio che è
          l’espressione stessa della libertà? Qual è il miglior
                                                                   Dal Colorado e il ventre molle dell’America,
                                                                   attraversando deserti e canyon, praterie e
                                                                                                                             Così da Denver, in una giornata uggiosa ci
                                                                                                                             muoviamo verso lo Utah, tra le verdi foreste
                                                                   paesaggi alpini, fino all’immenso Pacifico e al           alpine tra Vail e Aspen, nel cuore delle Montagne
          modo per buttare giù su un pezzo di carta le             cuore pulsante dell’ovest: Los Angeles. Da qui            Rocciose, dove gli abeti e i laghi la fanno da
          emozioni vissute attraversando uno stato che è un        un’immersione trattenendo il fiato per tutta la           padrona in quest’estate aspettando quando in
          continente? Il Farwest è un viaggio che emoziona         costa californiana fino a San Francisco. Oltre l’est      inverno ritorneranno ad essere bordi di piste da sci
          e, dopo tanti anni non ho paura ad affermare             l’alba, oltre l’ovest il mare, e tra l’est e l’ovest la   e di pattinaggio. Scendendo, la terra cambia e il
          che è un viaggio iniziatico, il viaggio della vita, il   sete del viaggiatore che non mi dà pace. Sono già         verde acceso si sbiadisce, si tramuta in qualcosa
          viaggio dopo il quale niente sarà più come prima.        stato in questi posti altre volte, ma come si dice,       di diverso e più spento, tra il giallo della terra arsa
          La strada corre diritta tra grattacieli e canyon, tra    al primo viaggio si scopre mentre al secondo ci           dal sole e il rosso delle rocce di arenaria. Accanto
          riserve indiane e spiagge incorniciate tra cactus e      si arricchisce. E le tasche del mio animo hanno           a noi scorre il Colorado ancora giovane, piccolo
          balene. Dal punto più alto costruito da un uomo,         voglia di riempirsi. Tornare in un posto già vissuto è    ed impetuoso che si insinua in un panorama
          al punto di basso creato dalla natura. Basta solo        una sfida. Ma il vero viaggiatore questo fa: visitare     differente tra pareti verticali di un canyon in
          riempire il serbatoio e lasciarsi trasportare dal        in estate ciò che ha visto d’inverno, di giorno ciò       arenaria che arroganti ci stringono in un serpente
          vento caldo verso ovest, quel West che come una          che ha sognato di notte, col sole ciò che ha sperato      grigio fino alla prossima valle. È un peccato non
          calamita trascina gli uomini già da molto tempo.         con la pioggia.                                           potersi fermare ad ogni curva per godere dello

         2 - Avventure nel mondo 1 | 2020

02 RACCONTI VIAGGIO 1-2020 pag 2-147.indd 2                                                                                                                                            13/12/19 07:14
USA GO WEST! A San Francisco ho lasciato un pezzetto del mio cuore.
RACCONTI DI VIAGGIO | Stati Uniti d’America

                                                  spettacolo della natura che in milioni di anni          custoditi al caldo gelosamente in modo che la
                                                  ha pazientemente modificato la tela grezza che          notte successiva, tu possa ancora immergerti
                                                  aveva a disposizione! E più avanti la creatività        nel caldo abbraccio del sogno e farti cullare tra
                                                  della Natura stupisce quando ad                         i pensieri positivi.
                                                  Arches National Park si è divertita a scolpire

!
                                                                                 maestose sculture        Giorno 3
                                                                                 di pietra rossa, a       Si dorme poco qui in Utah. Sarà il fuso orario o
                                                                                 ricreare le forme        la fresca brezza mattutina ma alle sei sono già
                                                                                 più strane e i profili   al market a prendermi un caffè e una ciambella.
                                                                                 più     impensabili:     Perché la strada è lunga e la voglia di morderla
                                                                                 rocce in bilico su       fino all’ultimo metro è tanta.
                                                                                 spuntoni calcarei        Dal motel sulle sponde del fiume San Juan ci
                                                                                 e massi ciclopici        dirigiamo verso l’Arizona dove i monoliti della
                                                                                 scavati         dalla    Monument Valley ci aspettano. “Sono un po’
                                                                                 potenza         degli    stanchino” diceva Forrest Gump ai piedi dei
                                                                                 elementi. Giriamo        giganti. Noi invece abbiamo ancora tutta la voglia
                                                                                 per      il    parco     del viaggiatore impressa nei nostri occhi e da
                                                                                 contenti con i           scaricare attraverso le nostre suole!
                                                                                 finestrini abbassati     E mentre con le nostre automobili percorriamo le
                                                                                 e Jimi Hendrix o i       sterrate più famose del West, il pensiero va a John
                                                                                 Bee Gees a tutto         Ford e John Wayne, Sergio Leone e Terence Hill,
                                                                                 volume, scattando        e ci sentiamo meno soli tra i cactus e il deserto.
                                                                                 foto a più non           Più a sud l’Arizona ci accoglie a braccia aperte
                                                  posso. E quale miglior punto per terminare una          tra una vegetazione che dal deserto si tramuta
                                                  giornata che arrampicarsi fino in cima alle rocce       in conifera mano a mano che saliamo passando
                                                  per godere di un tramonto cinematografico               da cittadine storiche come Flagstaff, Williams e
                                                  incorniciato dal più bel arco del mondo, il Delicate    Seligman. Città appoggiate alla statale come nodi
                                                  Arch, simbolo di questa terra aspra dove siamo,         su una fune. Ma la fune è la più bella del mondo:
                                                  lo Utah!                                                l’epica Route 66 che da Est arriva al Pacifico!
                                                                                                          Cittadine che ci accolgono con il folklore redneck
                                                  Giorno 2                                                e le bandiere appese alle finestre, tra cappellini di
                                                  Si parte da Moab (Utah) dove il fiume Colorado          Trump 2020 venduti un po’ ovunque e burritos di
                                                  ha disegnato la sua tela tra le rocce di arenaria.      fagioli, Budweiser e Dr. Pepper. This is America!
                                                  Milioni di anni di lento cesello insieme al vento
                                                  per creare il palcoscenico perfetto. Canyonlands        Giorno 4
                                                  e Dead Horse Point hanno quel fascino primitivo         Un condor vola alto sopra di noi. Plana con
                                                  dell’indomabile cavallo selvatico. Nato e cresciuto     movimenti circolari sfruttando le correnti
                                                  nelle steppe spoglie che pur di non farsi catturare     ascensionali e sotto di sè ha almeno 1000 metri
                                                  dai crudeli uomini dell’Ovest e rinunciare alla sua     prima di arrivare alla prima fonte d’acqua. Il
                                                  libertà, preferisce gettarsi giù dalla rupe. Come       Colorado scava incessante la sua strada, e
                                                  Thelma e Louise. Distese infinite di canyon che         sprofonda nella terra, stanco per il continuo
                                                  scavano e scendono fino al cuore della roccia,          deviare. Davanti a me l’infinito si apre e la vista si
                                                  fino a incontrare quel fiume che li ha generati.        perde senza poi sapere dove rivolgere lo sguardo.
                                                  Più a sud la strada si fa sterrata e del canyon         Il Grand Canyon è qui davanti a noi con tutta la
                                                  è rimasto solo qualche pinnacolo qua e là: è la         sua spaventosa vastità. Appena arrivato sulla
                                                  Valley of Gods, la Valle degli Dei, dove giganteschi    terrazza del Mather Point temo di aver perso un
                                                  monoliti ci guardano assonnati curiosi di vedere        paio di respiri e forse anche un battito di cuore.
                                                  così tante persone fotografare chi qui c’è da           Non c’è nulla da vedere ma c’è tutto da guardare.
                                                  milioni di anni e piano piano si sta sgretolando        Non una roccia particolare o una costruzione
                                                  col tempo.                                              memorabile, come in altre parti già viste fin qui,
                                                  Mentre il sole si addormenta, le ombre si allungano     ma solamente e drammaticamente la percezione
                                                  e alcuni giganti di pietra forse arrabbiati di non      di guardare in uno spazio apparentemente
                                                  essere più visti col chiaro del sole, diventano rossi   infinito fatto da un canyon di rocce scavate da
                                                  dalla rabbia. Così lo spettacolo della Monument         acqua e vento. Nient’altro. Eppure la potenza
                                                  Valley nella riserva Navajo ci saluta e ci prepara      dell’insieme lascia sconvolti. Passeggiamo per
                                                  alla notte.                                             qualche ora sul reef ovvero sul bordo del canyon
                                                  C’è una leggenda Navajo. Sopra ogni letto si            con alla nostra destra lo spazio che si apre sotto
                                                  appende un acchiappasogni, un piccolo telaio            di noi. Inizia a fare caldo anche se siamo a oltre
                                                  rotondo di fili intrecciati da cui pendono delle        2000 metri e le nostre acque stanno per finire
                                                  piume. Se fai sogni brutti, questi rimangono            e quelle delle fontanelle sanno troppo di cloro
                                                  intrappolati nel telaio e, quando giunge il sole,       per dissetarci. Tornati al visitor center dopo aver
                                                  vengono bruciati dai suoi caldi raggi. Ma se            preso un infinità di navette che fanno la spola
                                                  fai sogni belli, vengono catturati dalle piume e        tra le diverse terrazze sul Canyon, ci dirigiamo

                                                                                                                 Avventure nel mondo 1 | 2020 - 3

    02 RACCONTI VIAGGIO 1-2020 pag 2-147.indd 3                                                                                                               13/12/19 07:14
USA GO WEST! A San Francisco ho lasciato un pezzetto del mio cuore.
RACCONTI DI VIAGGIO | Stati Uniti d’America

       a nord dell’Arizona uscendo dall’enorme buco del            da giorni temevo l’incontro come si teme una donna
       terreno sul quale stavamo. Le solite strade diritte         desiderata lontana che da troppo tempo non si fa
       in mezzo al nulla ci fanno compagnia fino a Page,           sentire. Sarà cambiata? Sarò cambiato io e non la
       una sonnolenta cittadina tutta arroccata intorno alla       desidererò piu? Ma i timori della vigilia svaniscono
       highway principale dove mangiamo carne affumicata           quando incontro di nuovo il Bryce Canyon: lo
       in un drive in all’aperto. Difficile pensare a qualcosa     spettacolo più incredibile che la natura possa aver
       di più Americano                                            creato. Modellato con sapienti dita per milioni di
                                                                   anni, i suoi camini ti entrano nel cuore e perdersi
       Giorno 5                                                    tra le imponenti mura è una gioia indimenticabile. La
       Gli scherzi che la natura regala, appaiono in               natura mette il palcoscenico, lo spettacolo siamo noi
       questo luogo come cose totalmente normali e non             e le nostre facce felici e commosse.
       potrebbero esistere in nessun altra parte del mondo.
       Di mattina iniziamo con una bella passeggiata nel           Giorno 7
       deserto, con un sole già feroce. I piedi affondano          Dal Bryce allo Zion, da est a ovest. Un solo Stato e
       nella sabbia mentre la strada sale audacemente              due mondi diversi. Anche quando si passa l’intera
       verso il crinale della collina. Dall’alto delle rocce si    giornata guidando o sonnecchiando su una Grand
       apre sotto di noi l’Horseshoe Bend Point, un ferro di       Dodge Caravan che percorre rigorosamente i 90
       cavallo perfetto fatto di acqua con al centro una diga      miglia all’ora su una highway sperduta nel nulla,
       fatta di rocce. Qui la montagna non si è fatta scavare      è impossibile annoiarsi. Basta guardare fuori dal
       e ha costretto l’acqua a deviare dal suo percorso           finestrino e osservare le nuvole che riflettono
                                                                                                                               essere felice e te ne freghi del caldo, della strada
       diritto creando una meraviglia naturale. Passeggio          le loro ombre prima su steppe desertiche poi su
                                                                                                                               infinita in mezzo al più disperato nulla, di quella
       sul bordo del crinale stando attento a non mettere          conifere verdi, cambiando forma e colore insieme
                                                                                                                               canzone nella tua chiavetta usb che ormai rimbomba
       piedi fuori luogo, e sento una irresistibile spinta         al paesaggio sottostante. E’ come vedere un film,
                                                                                                                               nell’auto ininterrottamente da giorni e che ogni volta
       verso il vuoto: una sensazione a metà tra il piacere        ma di quelli fatti bene, un Fellini o un Truffaut, uno
                                                                                                                               ha un sapore sempre più sbiadito. Guardi avanti e
       dell’attrazione e la paura dell’altezza. Il ritorno verso   Scorsese o un Kurosawa. Pascoli di bovini e bisonti
                                                                                                                               scorgi le alte montagne della Sierra Nevada e sogni
       le macchine, sullo stesso sentiero dell’andata ma           che ti guardano attoniti, piccoli laghi dall’apparenza
                                                                                                                               la freschezza alpina. Dal punto più basso del mondo
       con un sole più feroce, è una prova coraggiosa. Nel         rinfrescante o alte montagne che ti guardano
                                                                                                                               occidentale si risale lentamente e dai laghi salati
       pomeriggio andiamo verso l’Antelope Canyon a piedi          minacciose come a impedirti la loro salita. Poi
                                                                                                                               abbacinanti si torna al verde smeraldo degli abeti
       tra le due pareti di roccia strette tra di loro dove a      un cervo! Stai attento! Attraversa la strada senza
                                                                                                                               montani. Quanto ho viaggiato? Possibile solo 4 ore?
       malapena passa un uomo a braccia aperte. Ma se si           guardare quello screanzato!
       guarda in altro, le pareti rosse proseguono tortuose
       per centinaia di metri fino a fare intravedere scorci di    Giorno 8
                                                                                                                               Giorno 10
       cielo azzurro. È un posto meraviglioso, un antico letto     Las Vegas. Luci, colori, suoni. Poi attorno il nulla.
                                                                                                                               Ci svegliamo con un venticello frizzante e una
       di un fiume sotterraneo scavato nei millenni, ma ora        Il deserto, il bianco, il silenzio. I contrasti tra una
                                                                                                                               temperatura decisamente più fresca rispetto alla
       sembra scavato col laser per ricreare giochi di luce        frenetica città e il paesaggio lunare di una terra
                                                                                                                               giornata di ieri.
       incredibili. Raggi bianchi                                                                 sotto il livello del mare.
                                                                                                                               Entriamo nello Yosemite Park tramite il Tioga Pass,
       scendono dalla sommità                                                                     E infine il caldo. Quel
                                                                                                                               una stupenda strada panoramica che attraversa
       e si scontrano con le                                                                      caldo che ti schiaffeggia
                                                                                                                               la riserva da est a ovest, tra vallate immense e
       rocce disegnando forme                                                                     la faccia anelando
                                                                                                                               meravigliosi laghetti dove è un piacere immergere
       e sagome incredibili.                                                                      l’ombra. E allora l’unica
                                                                                                                               i piedi stanchi.
       La       nostra        guida                                                               soluzione è tuffarsi
                                                                                                                               Ormai abbiamo fatto quasi 4000 chilometri da
       continua a spiegarci                                                                       in piscina prima che
                                                                                                                               quando è iniziato il nostro viaggio ed iniziamo ad
       a cosa assomigliano                                                                        l’aria condizionata dei
                                                                                                                               essere un po’ stanchi dei paesaggi aridi e duri, del
       le varie concrezioni                                                                       casinò, eccessiva come
                                                                                                                               caldo e della sabbia ovunque tu diriga lo sguardo
       qui formate ma sono                                                                        eccessivo il kitsch di
                                                                                                                               e delle rocce che impassibili ti guardano passare.
       troppo            sbalordito                                                               certi hotel, ti colga la
                                                                                                                               Il paesaggio alpino dello Yosemite è una boccata
       da ciò che vedo per                                                                        gola e ti rendi afono
                                                                                                                               di ossigeno che a questo punto era assolutamente
       dargli retta. Penso di                                                                     per il resto del viaggio.
                                                                                                                               indispensabile. Lungo la strada numerosi cartelli
       aver passeggiato per                                                                       D’altronde a metà
                                                                                                                               gialli romboidali ci invitano a prestare attenzione alla
       mezz’ora a bocca aperta                                                                    viaggio anche il corpo
                                                                                                                               presenza di orsi in questo territorio; orsi alquanto
       guardando            all’insù                                                              ha bisogno di riposarsi
                                                                                                                               affamati che non si farebbero problemi a rompere
       toccando        le     rocce                                                               come lo sta già facendo
                                                                                                                               un finestrino di una macchina se all’interno ci fosse
       levigate e perdendomi                                                                      la mente, lontana dalle
                                                                                                                               un po di carne secca, magari di alce (come nella mia
       tra i fasci di luce.                                        preoccupazioni delle routine quotidiane e dalle
                                                                                                                               macchina). Riuscissimo mai a vedere un orso….
       Già...l’Arizona è diversa da qualsiasi altra parte del      solite facce grigie del vicino di casa e del collega
                                                                                                                               mah!
       mondo. L’Arizona non perde occasione per stupirti:          rompiscatole.
                                                                                                                               Un ruscello impetuoso scorre a destra tra massi
       quando pensi di essere in una terra aspra e dura,
                                                                                                                               enormi, a tratti facendo fatica a passare. Ripide
       riesce a regalarti momenti di poesia soave e capisci        Giorno 9
                                                                                                                               pareti quasi perfettamente verticali lo incanalano
       che il pugno che pensavi di ricevere in pieno volto         Se ieri mi lamentavo del caldo, oggi dovrei scatenare
                                                                                                                               mentre tutt’attorno è un brulicare di abeti e sequoie
       si è tramutato nella più calda carezza. Ora si ritorna      una rivolta! Mai nome fu più azzeccato per un luogo:
                                                                                                                               talmente grandi da non vederne la sommità.
       nello Utah                                                  The Death Valley, la Valle della Morte. Fa caldo. Tanto.
                                                                                                                               Scoiattoli grigi ci fanno compagnia, talmente abituati
                                                                   Troppo. Sopportabile? Certo. Perché si sopporta tutto
                                                                                                                               agli uomini che ci passano in mezzo alle gambe,
       Giorno 6                                                    quando sei felice. E quando sfrecci con la testa
                                                                                                                               cercando del cibo da mangiare.
       Ci sono posti del cuore che non vedi l’ora di rivedere.     fuori dal finestrino sentendo l’aria calda nei capelli
                                                                                                                               Usciamo dallo Yosemite con un tramonto clamoroso
       Io ho tenuto per tre anni nel cuore questo posto e          e il senso di infinita libertà nella testa, non puoi che
                                                                                                                               che ci saluta, vermiglio e rosa, con alcune note viola

         4 - Avventure nel mondo 1 | 2020

02 RACCONTI VIAGGIO 1-2020 pag 2-147.indd 4                                                                                                                                         13/12/19 07:14
USA GO WEST! A San Francisco ho lasciato un pezzetto del mio cuore.
RACCONTI DI VIAGGIO | Stati Uniti d’America

         e un sole rosso fuoco al centro tra l’insenatura di         lentamente il sole si tuffa dentro il mare mentre noi      nave mentre tagliamo la nebbia che ci isola dal mondo
         due colline.                                                estasiati rimaniamo a guardare l’infinito spettacolo.      e attracchiamo sulla Roccia. L’aria è fredda e il vento
                                                                     In silenzio davanti a un caminetto in riva al mare         è pungente. L’atmosfera è lugubre e pare ancora di
         Giorno 11                                                   aspettiamo sereni nell’assenza di rumore: solo la          sentire i lamenti degli assassini e stupratori. Salendo
         Quando entri nel parco delle Sequoie sai già che            risacca del mare e le nostre risate. Quel “solo” che       la ripida ascesa passiamo dalla porta d’ingresso del
         passerai una giornata incredibile, dove la sensazione       basta per sempre.                                          carcere, dalla stanza dove i detenuti si spogliavano
         di essere minuscolo nel mondo ti abbraccia stretto                                                                     e ricevevano la divisa. Saliamo ripide scale e siamo
         stretto fino a farti mancare il respiro. Dove la            Giorno 14                                                  all’interno del penitenziario con lunghi corridoi con le
         certezza di essere solo di passaggio davanti a chi          La strada verso San Francisco è piena                                        celle disposte su tre piani, larghe un
         sta qui da migliaia di anni ti sconvolge fino a farti       di curve costeggiando il Pacifico. Non                                       metro e mezzo, profonde tre e altre
         sentire una parte del tutto. Utile forse, dannosa           si addice molto il nome. Sembra quasi                                        due. La sensazione è claustrofobica.
         probabilmente, ma solo una parte. Se il Generale            che i primi esploratori, dopo averlo                                         Chiudo gli occhi e sento il rumore
         Sherman, la sequoia più imponente del mondo, con            solcato, abbiano deciso di dargli questo                                     dei passi, rumore di chiavi che
         i suoi 83 metri di altezza e 30 di circonferenza ci         nome taumaturgicamente sperando                                              ruotano nelle serrature e grida di
         impaurisce, centinaia di altre sequoie non battezzate       che il grande Oceano placasse un po’                                         scherno ai nuovi arrivati. Cammino
         ci stupiscono nello stesso modo, forse anche di             il suo carattere fumantino. Non ha                                           come uno zombie con la mia audio
         più, negli stanchi slalom in mezzo ai loro imponenti        funzionato un granché. La nebbia sale                                        guida che mi racconta le storie
         tronchi. Un rumore, forse. Temiamo speranzosi di            dal mare formando un denso muro che                                          umane di disperazione e sventura
         avvistare un orso. Ma niente. Loro sono troppo pigri        attraversiamo più volte fino a Carmel                                        e provo emozioni contrastanti di
         e noi sicuramente troppo rumorosi. Ma basta questa          e poi Monterey dove veniamo presi a ceffoni dalla          compassione e ribrezzo. Compassione per esseri
         passeggiata nella natura per ricevere più di quello         ricchezza degli abitanti e dalla magnificenza delle        umani reclusi in condizioni estreme e ribrezzo per
         che ciascuno di noi stava cercando.                         ville. Campi da golf bordo mare con cervi come             ciò che sono stati nella loro vita e li hanno condotti
                                                                     giardinieri, leoni marini che si tuffano per pescare,      fino a qui. Vedo la nebbia muoversi oltre le vetrate
         Giorno 12                                                   il sole che a malapena fa capolino tra le nuvole.          piombate del carcere e la luce farsi più forte.
         Los Angeles è proprio qui sotto… Basta solo un              Vecchi miliardari statunitensi si ritrovano qui, su        Storie di evasioni, uccisioni, torture e anche storie
         piccolo sforzo… Allora….SI VA!                              queste ville sul mare a giocare a golf e bere un           di quotidiana vita tra una lettura è una sonata di
         Prima tappa Hollywood con la sua insegna gigantesca         bicchiere di bourbon. Sfrecciano Ferrari, Bugatti          armonica. Esco dal carcere per prendere fiato..
         a dominare dall’alto il carnaio di Hollywood Blvd e         e Lamborghini. Si preparano le feste in villa per          Prendo aria su una terrazza davanti al faro e vedo
         la sua Walk Of Fame dove migliaia di persone sono           stasera mentre sulla spiaggia le onde stanche si           la città di San Francisco che si apre davanti a me
         intente a camminare a faccia all’ingiù cercando             riversano sul bagnasciuga portando con se i resti di       e mi viene da piangere. Mi faccio forza e rientro,
         la stella del proprio beniamino. Così fino al Teatro        una mareggiata.                                            passeggio ancora una volta tra i lunghi corridoi
         Cinese con lo spiazzo dalle numerose targhe                                                                            freddi circondati da celle tutte uguali tra di loro e poi
         cementate con le impronte di mani e piedi dei più           Giorno 15-16-17                                            esco passando dalla sala mensa, dove più di 1500
         famosi.                                                     San Francisco. Finalmente! Oppure purtroppo.               detenuti hanno mangiato in cinquant’anni di attività
         Seconda tappa l’oceano con una passeggiata                  Perché San Francisco è la fine del viaggio, il tesoro      del penitenziario.
         da Venice Beach fino a Santa Monica, dove le                alla fine della mappa.                                     Aria. Libero. Libertà. Lo posso fare. Posso uscire. Io. E
         torrette azzurre di Baywatch ci osservano insieme           La città è avvolta nella nebbia. Una nebbia fredda         mi rimane quella sensazione mista tra compassione
         ai loro bagnini con i loro costumi rossi. In questa         che si muove veloce raso terra e un vento che ti           e riprovazione, tra umana pietà e disumana rabbia.
         città ovunque ti giri c’è qualcosa che ti ricorda           entra nelle ossa. Le strade di San Francisco si alzano     Decidiamo poi di andare verso Sausalito, dall’altra
         un set di un film e l’impressione è di esserci già          e si abbassano sulle colline che creano la città           parte del simbolo della città, il Golden Gate Bridge, il
         stato e di sentirsi un po’ a casa propria. Rimango          rimestando l’aria e creando fastidiose correnti. Al        ponte rosso ad arcata unica più famoso del mondo.
         piacevolmente colpito da Ocean Blvd a Santa Monica          Pier 39 il battello parte e usciamo dalla città verso il   Da Sausalito la vista migliora e almeno i basamenti
         e me lo segno mentalmente nel caso un giorno mi             centro della baia. La Roccia è davanti a noi, mentre       e la campata sono visibili, mentre i pilastri sono
         trasferirò a vivere a Los Angeles. Fantascienza...ma        spunta dalla nebbia. La Roccia è Alcatraz, il più duro     sommersi dalle nubi. Salendo verso Battery Point il
         perché non sognare un po’? Il molo di Santa Monica          carcere americano ormai abbandonato da più di              vento è tagliente e soffia a raffiche fortissimo tanto
         è la giusta follia in un mondo di eccessi, culminato        cinquant’anni. Dei leoni marini passano accanto alla       da venire sbalzati via.
         con un giro sulla ruota panoramica al tramonto.
         Dall’altro sembra tutto più silenzioso e distaccato,
         ma dura giusto il tempo di una rotazione completa
         per poi rituffarsi tra le urla dei ragazzi eccitati sulle
         montagne russe.
         Cala il sole e inizia a fare freddo e arriva un po’ di
         vento dal nord. Allora ci rintaniamo da Bubba Gump
         per una cena rigorosamente a base di gamberi. In tutti
         i modi. Chissà domani cosa ci attende? D’altronde la
         vita è come una scatola di cioccolatini....

         Giorno 13
         I tramonti. I tramonti in California mi ammazzano.
         Potrebbero essere set cinematografici o teli piazzati
         ad arte da esperti tecnici delle luci. Invece è tutto
         vero. Ogni istante cambia un colore, una sfumatura,
         un riflesso. Tra Malibu e Santa Barbara, fino a San
         Simeon ai confini del Big Sur, la strada percorre
         la costa accarezzandola ai bordi della spiaggia e

                                                                                                                                       Avventure nel mondo 1 | 2020 - 5

02 RACCONTI VIAGGIO 1-2020 pag 2-147.indd 5                                                                                                                                         13/12/19 07:14
USA GO WEST! A San Francisco ho lasciato un pezzetto del mio cuore. USA GO WEST! A San Francisco ho lasciato un pezzetto del mio cuore. USA GO WEST! A San Francisco ho lasciato un pezzetto del mio cuore.
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