Vulcano e le Isole Eolie - Progetto Comenius 2006-2007

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Vulcano e le Isole Eolie - Progetto Comenius 2006-2007
Vulcano e le Isole Eolie

Progetto Comenius 2006-2007

                    Viaggio scolastico a Vulcano e Lipari
                              5 -6 giugno 2007
Vulcano e le Isole Eolie - Progetto Comenius 2006-2007
Le Isole Eolie dette anche Isole Lipari,       Bene      appartenente         al   Patrimonio
sono un arcipelago di origine vulcanica,       dell'Umanità UNESCO
situato nel Mar Tirreno, in provincia di
Messina, a Nord della costa sicula. Com-
prendono ben due vulcani attivi, Strom-
boli e Vulcano, oltre a vari fenomeni di       Isole Eolie
vulcanismo secondario.
L'arcipelago è composto dalle seguenti
isole:
    • Alicudi
    • Filicudi
    • Lipari (centro amministrativo)
    • Panarea con gli isolotti basaltici di
         Basiluzzo, Dattilo e Lisca Bianca.
    • Salina                                   Dati
    • Stromboli (con il vicino scoglio di      Anno inserimento: 2000
         Strombolicchio)                       Tipologia:              Naturalistico
    • Vulcano                                  Criterio:               viii (*)
                                               In pericolo:            Nessuna indicazione
Destinazione turistica sempre più popola-
                                               Scheda:                 Scheda UNESCO
re, le isole attraggono fino a 200.000 visi-
tatori annuali.
Le Eolie sono state nominate Patrimonio
dell'Umanità dall'UNESCO.
La presenza umana nell'arcipelago risulta
sin dalla notte dei tempi. Le genti preisto-
riche vennero infatti sicuramente attratte
dalla presenza di grandi quantità di ossi-
diana. Tra il XVI e il XIV secolo avanti       Patrimoni in Italia
Cristo divennero importanti perché poste

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sulla rotta commerciale dei metalli, in particolare lo stagno che giungeva via mare
dai lontani empori della Britannia e transitava per lo stretto di Messina verso o-
riente. Mentre in Sicilia si afferma la Cultura di Castelluccio, a Capo Graziano,
nell'isola di Filicudi ma anche a Lipari si diffonde la cosiddetta Cultura Eoliana ca-
ratterizzata dal commercio più che dall'agricoltura, con le sue capanne circolari
con pareti di pietre a secco, quasi a strapiombo sul mare e una propria ceramica.
Le isole furono colonizzate dai Greci, intorno al 580 a.C., che chiamarono le isole
Eolie poiché ritenevano che fossero la dimora del dio dei venti, Eolo, un mito que-
sto destinato ad affermarne la "grecità" .Nel 260 furono teatro della battaglia di Li-
pari tra Roma e Cartagine. In epoca romana divennero centri di commercio dello
zolfo, dell'allume e del sale. Il personaggio biblico Giuseppe menziona un gruppo
di isole che forse sono le Eolie: "Elisa diede il nome agli Eliseani ed essi sono ora gli Ae-
oliani". Elisa si riferisce alla figura biblica Elishah, nipote di Iafet. Nel 1544, quando
la Spagna dichiarò guerra alla Francia, il re francese Francesco I chiese aiuto al sul-
tano ottomano Solimano il Magnifico. Questo mandò una flotta comandata da
Khair ad Din che attaccò Napoli e la conquistò. Successivamente fece rotta sulle
isole Eolie, uccidendo e deportando i suoi abitanti. Nel corso dei secoli l'arcipelago
venne ripopolato di nuovo da comunità spagnole, siciliane e del resto d'Italia. In
epoca borbonica l'isola di Vulcano veniva usata come colonia penale per l'estra-
zione coatta di allume e zolfo.

CULTURA
Le isole Eolie hanno sempre esercitato un immenso fascino sui viaggiatori che le
hanno raggiunte. Tra le espressioni classiche di quel fascino si può citare l'impo-
nente opera sull'Arcipelago di un principe d'Asburgo . Tra i viaggiatori più recen-
ti si può ricordare il colorito racconto di una notte di pesca tra Lipari e Vulcano di
Antonio Saltini .

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STORIA
Le Isole Eolie hanno una storia antica. Fin dal neolitico vi si lavorava l'ossidiana
(vetro vulcanico derivato dal raffreddamento delle lave) la quale veniva utilizzata,
essendo dura e tagliente, per costruire armi ed utensili vari.
L'esportazione dell'ossidiana in tutto il mediterraneo diede a Lipari, in particolare,
una grande ricchezza economica.
Verso il 2500 a.c. con l'avvento dell'era dei metalli il mercato dell'ossidiana andò
perdendo molta della sua importanza, ma data la sua felice posizione geografica
Lipari non ne risentì più di tanto. Verso la fine dell'età del bronzo e l'inizio dell'età
del ferro Lipari viene invasa da genti provenienti dall'Italia (cultura subappenni-
nica) a loro volta cacciati da altre genti sempre provenienti dall'Italia i cui manu-
fatti li fanno ritenere appartenenti alla civiltà 'villanoviana'.

                                                 Nei secoli VII e VI a.c. le Eolie furono
                                                 stremate dalle continue scorrerie de-
                                                 gli Etruschi, ma una svolta nella sto-
                                                 ria delle isole avviene con l'inizio del-
                                                 la colonizzazione greca.
                                                 Nel 580 a.c. alcuni profughi e avven-
                                                 turieri provenienti dalla colonia spar-
                                                 tana in Asia minore di Cnido, guidati
                                                 da Gorgo, Testore ed Epitersite

sbarcarono a Lipari ed insieme alle popolazioni locali riuscirono efficacemente a
rintuzzare le incursioni etrusche. Nel 264 a.c. allo scoppio della prima guerra pu-
nica Lipari è alleata con i Cartaginesi e deve quindi subire i ripetuti attacchi della
flotta romana. Soltanto nel 252 a.c. il console romano Caio Aurelio la sottometterà
a Roma.
In occasione della guerra civile, viene conquistata tra il 37 e 36 a.c. da Ottaviano

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contro Sesto Pompeo, in quella occasione, i partigiani di Pompeo vennero esiliati
in Campania.
Caduto l'Impero Romano le isole attraversano un periodo di desolazione. La do-
minazione bizantina accentuò tale decadenza. L'occupazione araba dal 827 al 1061
coincise con una ulteriore fase di decadenza.
La venuta dei normanni, invece, diede nuovo impulso alla vita delle Eolie. Il Gran
Conte Ruggero fece in modo che nelle isole si stabilisse una comunità benedettina.
Nel 1131 viene ricostituita la sede vescovile a Lipari.

Fino al 1340 passando attraverso gli svevi, gli
angioini e gli aragonesi, le isole Eolie godettero
di una notevole prosperità grazie ai privilegi
che i vari governi andavano dispensando.
Nel 1544 una flotta turca, dopo undici giorni di
assedio, distrugge Lipari portandosi in schiavitù
circa 8.000 abitanti. Soltanto nel 1691 gli abitanti
tornarono ad essere circa 10.000 dopo una lenta
ricostruzione.

Agli inizi del XIX secolo Lipari divenne lo scalo obbligato di parecchie linee marit-
time. Questo stato di cose contribuì ad un grande sviluppo economico delle Eolie,
basti   pensare      che     nel   1891       gli   abitanti   superarono   le     20.000   unità
Momenti difficili vennero con la filossera che provocò la distruzione di numerosi
vigneti ed una generale crisi economica che provocò l'emigrazione di quasi il 50%
degli abitanti delle isole.

In questi ultimi 50 anni il boom turistico ha portato nelle isole un benessere eco-
nomico senza precedenti. Conservare questa leadership turistica rappresenta l'im-
perativo categorico per gli eoliani. Tale imperativo passa attraverso la continua
conservazione e valorizzazione di quel grande patrimonio culturale e paesaggisti-
co che l'arcipelago rappresenta.

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Eolie o Lipari si chiamano le isole che nella mitologia greca erano il regno di Eolo,
re dei venti, del dio Vulcano e dei Ciclopi.
Vulcano, Lipari, Salina, Filicudi, Alicudi, Stromboli e Panarea con l’isolotto di Bas-
siluzzo sono situate nel mar Tirreno meridionale a nord, sul lato orientale della Si-
cilia e occupano complessivamente una superficie di circa 120 Kmq, divisa in quat-
tro comuni con circa 12.500 abitanti che vivono in 21 centri.
Amministrativamente fanno parte della provincia di Messina.
Emerse dal mare durante il pleistocene, sono state, nel tempo, più volte modificate
nelle dimensioni e nell’aspetto.
Hanno coste e fondali di incomparabile bellezza e paesaggi vari ed esaltanti, parti-
colari Il tempo del piccolo arcipelago sembra scandito dall’attività dello Stromboli,
che, all’incirca ogni quarto d’ora, arrossa il cielo con i suoi “scatti”.
Tutte le isole più le isolette e gli scogli che punteggiano il mare conservano tracce
di un’antica origine vulcanica: i vulcanetti di fango bollente a Vulcano; le sorgenti
di acqua calda; le polle gassose che sollevano l’acqua del mare a considerevole al-
tezza; le grotte, in puro vetro vulcanico o a strati orizzontali di lava nera, sulle cui
pareti l’acqua crea riflessi iridescenti; le rocce a colonne, a guglie, a pennacoli a
massi ciclopici; gli scogli dai nomi ricchi di echi come Dattilo o il Dito, puntato
verso il cielo;le Formiche: la Lisca la Lisca Nera; Mastro Cilivrasi che dà l’idea di
un uomo avvolto in un mantello, con il viso rivolto verso l’alto.
Numerose le leggende tramandate su questi splendidi posti; ogni grotta, ogni an-
tro è ricordato come il regno di un favoloso mostro marino: Filicudi era forse
l’isola galleggiante di Eolo; nel cono nero di Vulcano cavalcò il cavallo di Teodori-
co, re dei Goti, che si spinse sull’orlo del cratere e precipitò con il suo cavaliere in
un mare di fuoco.
Le Eolie rappresentano uno straordinario museo di storia: tutte le epoche, fin dalla
lontanissima preistoria, hanno lasciato abitazioni, monumenti, ricordi che accre-
scono l’interesse di queste piccole terre mediterranee dal passato ricco di eventi. A
rendere piacevole la permanenza sulle isole anche un clima temperato: in inverno

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la temperatura non scende mai al di sotto dei dieci gradi, mentre le estati non sono
mai torride perché mitigate dalla brezza marina; le precipitazioni sono scarse.
Un tempo erano ricoperte da fitti boschi, oggi sostituiti dalla macchia mediterra-
nea.
I principali prodotti sono: uva (famosa la produzione di vino malvasia), fichi lavo-
rati, olive, capperi. La principale risorsa, oltre il turismo, la pesca di tonno, palami-
te, pesce spada. A rendere piacevole la permanenza sulle isole anche un clima
temperato: in inverno la temperatura non scende mai al di sotto dei dieci gradi,
mentre le estati non sono mai torride perché mitigate dalla brezza marina; le pre-
cipitazioni sono scarse.

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LIPARI

                            Superficie Kmq. 37,6 Abitanti 8.000

È la più, importante ed estesa isola delle Eolie. Lipari è una isola vulcanica il cui
aspetto attuale è il risultato di innumerevoli eruzioni e lunghissimi periodi di inat-
tività. Lipari è la più popolosa isola dell'arcipelago ed i suoi 9.000 abitanti vivono
in diversi centri abitati: Lipari propriamente detta, Pianoconte, Canneto, Quattro-
pani, Acquacalda, Porticello. Tutti questi centri abitati sono collegati tra loro da
una eccellente rete stradale. Il punto più alto dell'isola è rappresentato dal Monte
Chirica con 602 mt. di altitudine, di poco inferiore il Monte S.Angelo tocca i 593
metri d'altezza. Fra i monumenti più importanti da ricordare il "Castello" in posi-

                                                                  - pag. 8 -
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zione strategica con le sue poderose mura di cinta, la Cattedrale costruita dai
Normanni nel 1080 e rimaneggiata nei secoli seguenti. Tutta la storia delle Isole
Eolie è passata da Lipari la quale oggi dispone di un Museo Archeologico di gran-
dissimo interesse e di eccezionale valore. Da ricordare le Terme di San Calogero
costruite nel 1867 ove sgorgano acque di grande qualità terapeutica. Le sorgenti
sono inglobate all'interno di una attrezzatissima struttura termale.

IL MUSEO DI LIPARI
                                     Non è certamente nostra intenzione in questa pagina
                                     descrivere dettagliatamente il Museo Eoliano di Li-
                                     pari, ma semplicemente richiamare l'attenzione del
                                     navigatore di passaggio su una realtà culturale di
                                     assoluta rilevanza mondiale. Fondato nel 1950, per
                                     opera del prof. Luigi Bernabò-Brea e della sua colla-
                                     boratrice Madeleine Cavalier, situato all'interno del
                                     Castello sull'Acropoli, questo museo custodisce ma-
                                     teriale archeologico eccezionale, testimonianza di
                                     millenni di storia e frutto di pazienti scavi. Tra le
migliaia di interessanti reperti ricordiamo le oltre 250 maschere della commedia,
riproducenti le maschere della commedia greca create in massima parte da Me-
nandro. In queste maschere h possibile riconoscervi i tipi umani più caratteristici
divisi in cinque classi: schiavi, vecchi, giovani, donne vecchie e donne giovani.
Particolarmente interessante è anche la sezione di archeologia marina del Museo
Eoliano e non potrebbe essere diversamente visto l'enorme numero di naufragi
avvenuti nell'arcipelago in un arco temporale che va dagli inizi del II millennio
a.C. alla guerra franco-spagnola del 1675.

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VULCANO

Superficie Kmq. 21 Abitanti 400

L'isola di Vulcano è costituita da 4 edifici vulcanici il più cospicuo dei quali è il
"Gran Cratere" alto 386 metri e sul quale è presente attività vulcanica sotto forma
di fumarole. L'ultima eruzione su questo cratere risale al 1888/90. Vulcanello all'e-
stremità nord-est dell'isola è alto appena 120 metri e sembra sia sorto dal mare nel
183 a.C. I rilievi più alti dell'isola sono costituiti dal Monte Aria e dal Monte Sara-
ceno alti circa 500 metri. Questi due crateri sono inattivi da tempi preistorici. Lun-
go l'istmo che separa Vulcanello dall'isola si affacciano le baie di Porto Levante e
Porto Ponente, la cui spiaggia è frequentatissima a causa delle caldissime acque
dovute ad ebollizioni sottomarine causate dalla fuoriuscita di gas caldi dai fondali
sottomarini. La caratteristica della spiaggia di Porto Levante è invece quella di a-
vere una finissima sabbia di colore nero...

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