Studia Orientalia Christiana - Monographiae n. 28

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Studia Orientalia Christiana

       Monographiae
            n. 28
© 2019 Fondazione Terra Santa – Milano
             Edizioni Terra Santa – Milano

                 Nessuna parte di questo libro
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               Progetto grafico Elisa Agazzi
                  Copertina Paola Lanza

             Proprietà letteraria riservata
           Fondazione Terra Santa – Milano
         Via Gherardini 5, 20145 Milano, Italy
editrice@edizioniterrasanta.it – www.edizioniterrasanta.it

            Finito di stampare nel marzo 2019
         da Press Grafica, Gravellona Toce (VB)
           per conto di Fondazione Terra Santa

                  ISBN 978-88-6240-667-3
Ḥalīm Noujaim – Bartolomeo Pirone

I FRANCESCANI
  E I MARONITI
           Volume II

Dall’anno 1516 fino alla fine
 del diciannovesimo secolo
Indice

Dedica                                                                           13
Ringraziamenti e auspici                                                         14
Prefazione                                                                       15
Presentazione                                                                    19
                                     Parte Prima
Introduzioni                                                                     25
   1. Introduzione generale                                                      25
   2. I maroniti e la Chiesa cattolica alla luce delle fonti francescane         29
Capitolo I – Ai giorni del patriarca Mūsà Ibn Sa‘ādah al-‘Akkārī                 35
  Due papi e i maroniti                                                          35
  Contatti per riscattare i Luoghi santi dal dominio dei turchi                  38
  Missione ufficiale e segreta di padre Antonio de Aranda                        39
  Il patriarca maronita chiede ai francescani di soccorrere i maroniti           42
  I francescani sono cacciati dal Cenacolo sul Sion e vengono ospitati
  da un loro dragomanno                                                          44
  Il patriarca tenta di recuperare la chiesa dei maroniti dalle mani dei copti   45
  Brevi cenni sul problema costituito da Giorgio al-Baslūqītī,
  metropolita di Cipro                                                           46
  Il viaggiatore Pantaleao de Aveiro, religioso francescano portoghese
  (1563-1566)                                                                    50
Capitolo II – Ai tempi del patriarca Michele al-Razzī                            51
  Delegati francescani                                                           51
  1 – Il Delegato francescano padre Girolamo da Fossato                          52
  2 – Il Delegato francescano padre Gian Francesco vicentino da Arzignano        55
  Il patriarca al-Razzī chiede il pallio della conferma                          58
  Conclusione                                                                    60
Capitolo III – Ai giorni del patriarca Giovanni Maḫlūf di Ehden                  63
  Successione di patriarchi                                                      63
  Una delle tante testimonianze scritte a proposito dei maroniti                 65
6                                                              I Francescani e i Maroniti

    Problemi a Cipro tra i maroniti e i greci ortodossi                                 66
    L’amico vero si riconosce nella difficoltà: collaborazione tra maroniti
    e francescani ad Aleppo                                                             68
Capitolo IV – Relazioni dei francescani con civili maroniti o singoli prelati
e religiosi di altri ordini                                                             73
    Relazioni con civili e religiosi maroniti                                           74
    Accoglienza nell’Ordine di giovani aspiranti maroniti                               81
    Cappuccini a Damasco                                                                83
    Curati e fedeli maroniti a Gerusalemme                                              84
    I maroniti di Aleppo                                                                93
    I maroniti di Damasco                                                               95
    Maroniti e francescani a Cipro                                                      96
    I maroniti di Nazaret                                                              103
    I maroniti di Acri                                                                 104
    I maroniti di al-Rāmah o al-Ramlah e di Giaffa                                     105
    Maroniti in altri luoghi della Custodia                                            109
    I frati e gli interpreti maroniti                                                  109
Capitolo V – Ancora ai giorni del patriarca Giovanni Maḫlūf di Ehden               113
  A – La scuola del Monte Libano per l’insegnamento delle lingue italiano e latino 113
  B – Il monastero di Mār Ya‘qūb – Ehden                                           116
  Giustificazioni per l’apertura di un convento francescano a Ehden                117
  Apertura del convento francescano in Ehden                                       124
  Caduta dell’emiro Faḫr al-Dīn al-Ma‘anī                                          125
  Morte del patriarca Giovanni Maḫlūf                                              127
Capitolo VI – Ai tempi del patriarca Giorgio ‘Amīrah di Ehden                          129
  I francescani e il pallio della conferma dato dalla Santa Sede
  al nuovo patriarca                                                                   130
  Risposta della Santa Sede alle richieste del patriarca                               134
  Reazione dei due Delegati del patriarca maronita al Sommo Pontefice                  134
  Il convento di Mār Ya‘qūb martire era o non era proprietà della Custodia
  di Terra santa?                                                                      135
  Fine della presenza francescana a Ehden                                              138
  Ultimi anni di vita del patriarca Giorgio ‘Amīrah                                    139
Capitolo VII – Ai tempi del patriarca Giuseppe al-‘Āqūrī                               143
  A – Biografia di padre Pietro il Maronita da Tripoli                                 144
  Alcuni ragguagli sui dragomanni che furono al servizio
  della Custodia di Terra santa in questi tempi                                        145
  I frati si esimono dal ricorrere ai figli del maronita Ḥannā/‘Āzār come interpreti   147
  B – Attività di padre Pietro il Maronita                                             149
Indice                                                                          7

   Cattura e carcerazione di padre Pietro il Maronita nella festa
   dell’Ascensione del 1649                                                   156
Capitolo VIII – Ai tempi del patriarca Stefano al-Duwayhī                     161
  Premessa                                                                    161
  Biografia in sintesi del patriarca Stefano al-Duwayhī                       163
  Stefano al-Duwayhī a Roma                                                   163
  Stefano al-Duwayhī torna in Libano                                          163
  Stefano al-Duwayhī visita i Luoghi santi                                    165
  Stefano al-Duwayhī: vescovo dei maroniti dell’isola di Cipro                167
  Sua elezione a patriarca                                                    167
Capitolo IX – Il patriarca al-Duwayhī e i francescani (1)                     169
  Considerazioni sui rapporti tra maroniti e francescani                      169
  1. Il patriarca al-Duwayhī e la fondazione di un convento
  per i francescani a Ḥarīṣā                                                  170
  a. Il distretto del Monte Libano: la jubbah di Bšarrī, il wādī Qādīšā
  e il wādī Qannūbīn                                                          172
  b. Il distretto del Kisrawān                                                173
  Scelta finale                                                               173
  Il Custode di Terra santa informa il patriarca al-Duwayhī della costruzione
  del convento di Ḥarīṣā                                                      173
  Reazione del patriarca al-Duwayhī dinanzi al fatto compiuto                 174
  Corrispondenza tra il patriarca al-Duwayhi e il Custode di Terra santa      176
  a. Prima lettera indirizzata al superiore dei francescani di Ḥarīṣā         176
  b. Seconda lettera indirizzata al superiore generale dei francescani
  di Gerusalemme                                                              177
  c. Lettera di Sua Beatitudine il patriarca Stefano al-Duwayhī al popolo maronita
  riguardo alla costruzione del convento dei francescani a Ḥarīṣā             179
Capitolo X – Il patriarca al-Duwayhi e i francescani (2)                      183
  La chiesa dei maroniti a Damasco                                            183
  Rimostranze contro il fatto che la chiesa dei maroniti fosse nelle mani
  dei francescani                                                             187
  Corrispondenza tra il patriarca al-Duwayhī e i francescani a proposito
  della chiesa dei maroniti a Damasco                                         188
  Premessa                                                                    188
  a. Il patriarca al-Duwayhī                                                  189
  b. Il Custode di Terra santa                                                193
  c. Il superiore del convento francescano di Damasco                         194
  Conclusione della questione relativa alla chiesa dei maroniti di Damasco    195
8                                                            I Francescani e i Maroniti

Capitolo XI – Il patriarca al-Duwayhī e i francescani (3)                         197
  Inizio del conflitto tra i maroniti e i francescani                             197
  Status quaestionis                                                              199
  I maroniti della Palestina contesi tra il patriarca e i francescani             199
  Posizione dei francescani                                                       200
  Punto di vista del patriarca dei maroniti su coloro che praticano
  il rito latino                                                                  202
  I francescani tra due fuochi                                                    203
  Ultima ragione                                                                  203
Capitolo XII – Il patriarca al-Duwayhi e i francescani (4)                        205
  Controversia e rivendicazioni                                                   205
  1. Prima del patriarca al-Duwayhī – Inizi e sua ricomposizione nel 1700         205
  2. La controversia al tempo del patriarca al-Duwayhī                            207
  Il superiore dei francescani in Oriente risponde ai rilievi critici mossi
  dal patriarca al-Duwayhī                                                        211
  Appigli del patriarca al-Duwayhī contro i francescani                           213
  Sintesi delle rimostranze e delle rivendicazioni del patriarca maronita
  contro i francescani                                                            217
  Osservazioni e commenti da parte dei francescani sui punti
  della controversia poc’anzi esposti                                             220
  a. Distogliere i maroniti dall’obbedienza al patriarca maronita
  e costringerli ad abbracciare il rito latino                                    221
  b. I maroniti e la celebrazione eucaristica nelle chiese francescane            222
  c. Il matrimonio                                                                223
  d. La decima                                                                    224
  Osservazioni dei francescani relative a ciascun punto della controversia
  suscitate dalla Lettera del patriarca al-Duwayhī                                224
  I maroniti di Gerusalemme controbattono ai rilievi critici avanzati
  dal patriarca al-Duwayhī contro i francescani                                   226
  Intevento personale del principe Ḥuṣn al-Ḫāzin a difesa dei francescani         227
  Osservazione finale sulla controversia sorta tra il patriarca al-Duwayhī
  e i francescani                                                                 228
  Prima osservazione                                                              229
  Seconda osservazione                                                            230
  Continuità della collaborazione tra i francescani e i maroniti nonostante
  le controversie                                                                 231
  Sintesi finale                                                                  237
  Testo dell’accordo finale raggiunto tra il patriarca Stefano al-Duwayhī
  e i padri della Custodia di Terra santa                                         238
Indice                                                                            9

                                  Parte Seconda
La comunità maronita nel diciottesimo secolo                                    243
Capitolo I – Padre Lorenzo Cozza e il patriarca Giacomo ‘Awwād di Ḥaṣrūn        245
  A – Descrizione della vita di padre Lorenzo Cozza (1654-1729)                 247
  B – Padre Lorenzo e il caso del patriarca maronita Giacomo ‘Awwād di Ḥaṣrūn   252
  Chi era in realtà il patriarca Giacomo ‘Awwād                                 252
  L’affare del patriarca Giacomo ‘Awwād di Ḥaṣrūn                               253
Capitolo II – Padre Lorenzo Cozza e il patriarca Giacomo ‘Awwād (2)             259
  Il caso del patriarca Giacomo ‘Awwād e padre Lorenzo Cozza                    259
  Scansione dei momenti salienti concernenti la questione della deposizione
  e del reintegro del patriarca Giacomo                                         265
  Primo documento                                                               265
  Secondo documento                                                             267
  Decisione finale                                                              273
Capitolo III – Padre Lorenzo Cozza e il patriarca Giacomo ‘Awwād (3)            275
  Reazioni avverso la delibera della Sede Apostolica relativa al reintegro
  del patriarca Giacomo ‘Awwād nella propria carica con pienezza
  di privilegi e di prerogative                                                 275
  Ulteriori reazioni al reintegro del patriarca ‘Awwād sulla sede d’Antiochia   276
  I contestatori non si arrendono                                               277
  Agevolazione delle delibere della Sede Apostolica                             279
  Alcuni metropoliti persistono nelle loro rimostranze                          282
Capitolo IV – Padre Lorenzo Cozza e il patriarca Giacomo ‘Awwād (4)             285
  Delibere della Sacra Congregazione di Propaganda Fide relative al caso
  del patriarca Giacomo ‘Awwād                                                  285
  Prima delibera                                                                285
  Seconda delibera                                                              287
  Terza delibera                                                                289
  Ordine di dare esecuzione alle delibere della Sacra Congregazione             292
  Diffusione delle delibere                                                     292
  Felice esito del caso riguardante il patriarca Giacomo ‘Awwād                 296
  Sviluppo delle relazioni tra i francescani e il patriarca Giacomo ‘Awwād      297
  Morte del patriarca Giacomo ‘Awwād                                            298
Capitolo V – Ai tempi dei patriarchi Giuseppe Ḍirġām al-Ḫāzin
e di Simone ‘Awwād                                                              301
   A – Elezione di Giuseppe Ḍirġām al-Ḫāzin                                     301
   Divisione nel patriarcato maronita                                           305
   B – Il Sommo Pontefice nomina Simone ‘Awwād patriarca dei maroniti           306
10                                                            I Francescani e i Maroniti

     Il Sommo Pontefice Benedetto XIV e i maroniti                                 312
     Nuovi contrasti in seno alla Chiesa maronita                                  315
     Iniziative per ripristinare l’ordine                                          317
     Ruolo svolto dai francescani nella soluzione della controversia sorta
     tra i maroniti e i gesuiti                                                    320
Capitolo VI – Ai tempi del patriarca Giuseppe Isṭifān                              323
  Brevi cenni sulla vita del patriarca Giuseppe Isṭifān                            323
  1. Ondata di soprusi ed estorsioni da parte dei governatori                      324
  2. Definitiva divisione all’interno dell’Ordine maronita tra ḥalabiyyah
  e baladiyyah                                                                     325
  3. Controversia tra il patriarca Giuseppe Isṭifān e un numero di metropoliti     333
  4. La situazione dopo la proclamazione delle delibere della Sacra
  Congregazione                                                                    337
Capitolo VII – Il caso Hindiyyah e i francescani di Terra santa                    339
  Hindiyyah o Ḥannah al-‘Ujaymī ad Aleppo                                          339
  Hindiyyah nel Libano                                                             340
  Il Kisrawān al tempo di Hindiyyah                                                340
  Hindiyyah tra ‘Aynṭūrah e Ḥrāš                                                   340
  Hindiyyah nel monastero di Bkerkī                                                342
Capitolo VIII – Hindiyyah e la Sede Apostolica                                     347
  Il Delegato pontificio padre Desiderio di Casabasciana                           347
  Nuovo intervento della santa Sede                                                354
Capitolo IX – Il caso Hindiyyah nelle Cronache del convento francescano
diḤarīṣā (1)                                                                       357
  La storia è questa                                                               358
Capitolo X – Il caso Hindiyyah nelle Cronache del convento francescano
diḤarīṣā (2)                                                                       365
Capitolo XI – Il caso Hindiyyah nelle Cronache del convento francescano
diḤarīṣā (3)                                                                       373
  Ultimi importanti cambiamenti                                                    373
Capitolo XII – Il caso Hindiyyah nelle Cronache del convento francescano
diḤarīṣā (4)                                                                       383
  Decreti della Sede Apostolica sul caso della monaca Hindiyyah                    383
  Chiarimento                                                                      383
  Breve pontificio                                                                 385
  Parte prima                                                                      385
  Parte seconda                                                                    386
  Parte terza                                                                      387
Indice                                                                                    11

Capitolo XIII – Reinsediamento del patriarca Giuseppe Isṭifān sulla sua cattedra 393
   Copia del Breve diretto alla Nazion Maronita                                  394
   Ritrattazione del patriarca                                                   395
Capitolo XIV – Convincimenti, visioni e comportamenti eccentrici di Hindiyyah            401
   Osservazioni                                                                          403
   Una vita di mortificazione della carne e di presunzione                               404
   Comportamenti anomali: terrore degli uomini                                           405
   La santità                                                                            405
   Osservazioni finali                                                                   406
Capitolo XV – Controversia tra i maroniti e i francescani durante
il diciottesimo secolo                                                                   409
   Dopo l’intesa del 1700                                                                409
   Nuova intesa circa la soluzione della controversia sorta tra i maroniti
   e i francescani                                                                       411
   Alcune questioni sorte nel periodo di rapporti tesi tra i maroniti e i francescani    412
   A – Singolarità di riti religiosi                                                     412
   Riti maroniti e condizionamenti dall’esterno                                          413
   B – Conflitto relativo all’esercizio dell’autorità ecclesiale                         420
   C – Esaurimento di vie di contatto tra i maroniti e i francescani                     421
   D – Malintesi                                                                         422
   E – Dispensa dagli impedimenti matrimoniali                                           422
   F – Questione di coloro che pur non essendo latini si formano dai latini              422
   G – Questione relativa alla casa al-Rizzi a Gerusalemme                               423
   Atto legale, ḥujjah, relativo al lascito delle due stanze di Ra‘d sulla Casa
   del Riso 1674. Moresco 1086                                                           425
   H – Questione relativa al prestito di 500 piastre fatto al patriarca Giacomo
   ‘Awwād                                                                                428
   I - Questione della decima e della lettura della lettere del patriarca nelle chiese   430
   Condizioni dettate dal patriarca Giacomo ‘Awwād per vivere in pace
   con i francescani                                                                     432
   Risposta dei francescani sulle dette condizioni                                       433
   Alcuni punti della contesa                                                            435
   Primo – Riti religiosi seguiti nelle diverse chiese maronite e francescane            435
   Secondo – Relazioni tra le confessioni religiose di Nazaret                           439
   Terzo – Rimostranze del patriarca Simone ‘Awwād contro i latini/francescani           440
   Quarto – Rimostranze contro il principio di costringere i latini a tornare
   ai loro antichi riti                                                                  442
   Padre Desiderio risponde alle rimostranze avanzate dal patriarca
   Simone ‘Awwād                                                                         445
   Risposta relativa al primo capo                                                       446
12                                                               I Francescani e i Maroniti

     Risposta relativa al secondo capo                                                446
     Risposta relativa al terzo capo                                                  446
     Risposta della Sede Apostolica                                                   449
     Conclusione finale sulla situazione dei cristiani nel secolo diciottesimo        449
Capitolo XVI – Controversia tra i maroniti e i francescani durante
il diciannovesimo secolo                                                              451
     Primo – Principio generale alla luce del quale cambiare rito
     nella consuetudine della chiesa                                                  451
     Secondo – Unificazione di riti religiosi nella famiglia di un curato
     della comunità maronita di Nazaret                                               453
     Terzo – I maroniti vengono attirati al rito latino                               455
     Quarto – I maroniti di Cipro e i francescani                                     456
     a. I maroniti di Cipro e i francescani al tempo del patriarca Giovanni al-Ḥilū   456
     b. I maroniti di Cipro e i francescani al tempo del patriarca Giuseppe Ḥubayš    459
     c. I maroniti di Cipro e i francescani al tempo del patriarca Paolo Mas‘ad       460
Conclusione                                                                           463
Bibliografia                                                                          465
Dedica

    Dedico questo libro al Reverendissimo Padre Custode di Terra santa Fra France-
sco Patton che dal momento in cui venne a sapere ch’io ero intento a preparare que-
sto mio studio e tutte le volte che lo incontravo mi chiedeva: “A che punto siamo?”
Ecco, ora finalmente, padre a me carissimo, le annuncio di aver finito e lascio a lei
decidere se a quando licenziarlo per la stampa, qualora lo trovasse di suo gradimento.
    Voglio dedicare questo libro ugualmente a mia madre, che mi ha stretto tra le brac-
cia or sono più di sessant’anni, vale a dire alla Custodia di Terra santa, che in quest’an-
no celebra il suo giubileo di ottocento anni dalla sua costituzione, dato che dall’anno
1217 i passi dei primi francescani hanno cominciato a calpestare la terra di Palestina,
dalla quale passarono poi a installarsi in tutti gli altri Stati del Medio oriente.
    Vuole essere, questo mio, un saluto rivolto ai Padri che con i loro giganteschi
sforzi e il versamento del loro sangue ci hanno dato l’occasione di prostrarci dinan-
zi al divino Pargolo a Betlemme, di adorarlo inginocchiati ai piedi della Croce sul
Golgota e di profonderci in canti di alleluia in pienezza di gioia nel vedere il suo
Sepolcro vuoto e gridare “Cristo è risorto! Sì, egli è veramente risorto!”
    O voi martiri di Terra santa, san Nicola Tavelić e santi martiri suoi compagni1, o
beati martiri di Damasco2 e numerosi altri martiri, calate l’ala della vostra protezione
su questo Oriente tormentato e ferito, e chiedete, con la vostra intercessione, al Re
della pace di diffondere amore e concordia estirpando ovunque l’odio, l’avversione
e il rancore dai cuori. Per l’intercessione della Regina della pace e di San Šarbel…
Amen, amen, amen.

                                                                            Padre Ḥalīm Noujaim

    1
      Nel 1391, Nicola Tavelić, Deodato Aribert da Ruticinio, Pietro da Narbona e Stefano da Cuneo,
affrontavano pubblicamente il qāḍī di Gerusalemme invitandolo a lasciare la fede islamica per il cri-
stianesimo. Vennero condannati e uccisi il 14 novembre 1391. Canonizzati il 21 giugno 1970 da Paolo
VI, la loro festa è celebrata il 14 novembre.
    2
      Furono uccisi dai drusi a Damasco nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1860 e beatificati da Pio XI
nel 1926.
Ringraziamenti e auspici

    Prima che questo mio libro vada sotto stampa, posso confermare che questa mia
ricerca storica sulle relazione tra francescani e maroniti mi ha tenuto impegnato per
parecchi anni, circa dieci, limando e aggiungendo senza tregua, fino al presente risul-
tato, del quale non posso ritenermi felice senza una certa riserva. Ma sarà il lettore a
giudicarlo, dopo aver letto quanto è qui tra le righe esposto! Se il suo giudizio sarà
positivo, non mi resta che ringraziare il Signore dell’universo che mi ha assistito e
non mi ha lasciato lavorare invano.
    A ogni modo non posso esimermi dal ringraziare la Custodia di Terra santa e
coloro che mi hanno aiutato nell’approntare questo libro e chi si è dato da fare per
la stampa, la pubblicazione e le foto dei luoghi di cui si fa menzione nel libro. Essi,
invero, hanno lavorato giorno e notte a che questo libro uscisse così come è oggi,
soprattutto tenendo conto che mi trovo in una situazione che non mi permette di
viaggiare e di muovermi agevolmente da un luogo a un altro, dopo l’incidente che
mi è capitato da più di un anno. Sono stati loro, in verità, a farsi carico di ogni in-
combenza e a far sì che questo libro fosse, in certa misura, anche il loro. Voglio rin-
graziare ancora una volta tutti coloro che hanno in un modo o nell’altro contribuito
alla stesura di questo mio lavoro, in modo particolare il mio confratello padre Ḥannā
Jallūf… e coloro dei cui nomi non faccio qui menzione e dei quali mi auguro che
siano menzionati nel libro della vita eterna. Mi preme sottolineare che l’edizione
italiana compare sotto il mio nome e quello del prof. Pirone Bartolomeo, il quale non
solo ha tradotto il testo e tutti i documenti in arabo, ma ha con mia piena adesione
proceduto a una più opportuna e circostanziata annotazione del testo con l’aggiunta
di ulteriori elementi nell’esposizione delle diverse tematiche.

                                                                Padre Ḥalīm Noujaim
Prefazione

    La provvidenziale misericordia del Signore accompagna i suoi operatori di pace
ovunque ci sia da far del bene e in qualsiasi circostanza debba prevalere il comanda-
mento dell’amore e della carità reciproca.
    La Custodia di Terra santa ha avuto sempre a cuore questa consegna, sostenuta
dalla consapevolezza di essere e di dover essere gelosa e attenta conservatrice delle
opere e delle parole di Cristo sulla terra e, nello stesso tempo, di essere fedele alla
conservazione che di tale patrimonio spirituale e storico volle privilegiarla la Santa
Sede. Sono trascorsi 800 anni da questa sua iniziale presenza in mezzo alle comunità
cristiane sparse nei diversi paesi del Medio Oriente, soprattutto in Palestina, in Siria
e in Libano.
    Ci sono già state diverse celebrazioni di questo centenario qui a Gerusalemme,
come altrove, momenti di rievocazione di straordinari eventi e iniziative, con par-
ticolare attenzione alle esperienze di vera e propria presenza missionaria, volta alla
promozione e allo sviluppo delle relazioni interpersonali, con un occhio di riguardo
tanto alle comunità parrocchiali dei fedeli appartenenti giuridicamente alla Custodia,
quanto alle altre comunità cristiane orientali, ciascuna con propri riti e tradizioni.
    Sin dai primi decenni della sua presenza in Oriente, la Custodia prese ad aver cura
di una sparuta comunità cristiana orientale di fede e tradizioni maronite, fortemente e
tenacemente legata alla fede della Chiesa di Roma o, come essa stessa ama dire di sé,
da sempre cattolica e fedele alla Chiesa di Pietro e alla sede patriarcale di Antiochia
dal medesimo Apostolo istituita.
    Per meglio conoscere e comprendere le complesse relazioni che lungo i secoli,
a partire dalla seconda metà del tredicesimo secolo, a oggi, sono intercorse tra i
maroniti e i francescani di Terra santa, un nostro religioso libanese, padre Ḥalīm
Noujaim, ha ripercorso le fasi che le caratterizzarono tra periodi di reciproco ben-
volere e solo sporadici momenti di tensioni dovute più a fraintendimenti che a so-
stanziali divergenze. Tuttavia, nonostante gli eventi che segnarono questi oscillanti
e altalenanti irrobustimenti e affievolimenti della loro compresenza nel provvedere
alle necessità materiali e spirituali della comunità del Monte-Libano, i francescani
non abbandonarono giammai i maroniti. In più circostanze, anzi, possiamo ritenere,
come evidenzia chiaramente padre Ḥalīm in più di un passaggio della sua analisi, i
16                                                              I Francescani e i Maroniti

frati di Terra santa legarono il destino dei maroniti a quello proprio. Gli uni avevano
bisogno degli altri. I francescani dei maroniti per affermare e consolidare la loro
presenza in Oriente, in specie nel Libano, e i maroniti dei francescani per svolgere il
loro ruolo di intermediari tra i primi e la Sede Apostolica. Sotto questo punto di vista,
la loro collaborazione risultò perfetta e completiva, esemplare fu il loro reciproco
sostenersi e quasi d’un subito le nubi invernali, che nascondevano il sole ai loro
orizzonti, si tramutavano in nuovi e più splendenti raggi che alimentavano di nuova
luce e di nuova linfa la vita che sgorgava dalla loro reciproca operosità di coltivatori
della vigna del Signore.
    Questo straordinario intreccio di reciproca edificazione e attiva collaborazione, tra-
luceva già nel primo volume I Francescani e i Maroniti (1233-1616), in una puntuale
narrazione degli eventi accompagnata da una non meno corretta esposizione delle ini-
ziative intraprese dai maggiori pionieri della presenza francescana sul Monte Libano,
molto spesso nella veste di delegati apostolici e più spesso ancora come premurosi
pastori del gregge a essi affidato, sì da meritare la stima e l’amore della gente.
    Con questo secondo volume, che ripercorre una fase di più intense e complicate
relazioni, principalmente a causa di un più eterogeneo orizzonte storico, sociale e
nazionalista che andava prendendo piede nella coscienza della comunità maroni-
ta sempre più gelosa della sua identità cattolica e di una fiera determinazione nel
conservare le proprie tradizioni e i propri riti, padre Ḥalīm ci conduce per mano sul
proscenio di una storia dai risvolti a mano a mano sempre più interessanti. L’impo-
stazione metodologica è più severa e convincente, perché lascia spesso la parola alla
documentazione. Sì, bisogna proprio dire che i veri attori di questa seconda parte
sono i documenti, le prove autentiche che si fanno voci di sentimenti e di volontà,
di progetti e di realizzazioni, di afflati spirituali e di attenzioni verso esigenze della
quotidianità. I patriarchi e i metropoliti e i vescovi e i capi delle tante zone del Monte
Libano, ognuno quasi monade di una personale concezione della storia che si va con-
sumando, da una parte, e i custodi e i singoli frati della Provincia di Terra santa che
vogliono a tutti i costi essere fedeli al mandato della Santa Sede…sono tutti attori di
una avventura che vale la pena leggere e conoscere.
    I capitoli della prima e della seconda parte di questo volume, concepiti come
una sorta di canovaccio dal profilo informativo e analitico, non trascurano in verità
nessuna delle principali figure del mosaico maronita e se, per avventura, è necessario
mettere il dito in qualche piaga, anche di ordine interno alla Chiesa maronita, è con
delicatezza che viene esposta la questione, e con altrettanta premura si lascia la paro-
la al documento, senza insistere troppo su motivazioni che scaturivano da animosità,
gelosie, contrasti di autonomia decisionale e comportamentale, da negate o usurpate
prerogative, da volontarie scissioni all’interno della tradizione monastica libanese.
    Ma nella grata memoria del passato, si stagliano nitide le figure di eminenti pa-
triarchi del soglio di Antiochia, prima fra tutte, forse, la gigantesca figura del pa-
triarca Stefano al-Duwayhī, teneramente legato alla memoria dei Luoghi Santi per
Prefazione                                                                            17

averli visitati insieme con la madre, e ai francescani per l’intrepida loro lotta per la
salvaguardia della comunità maronita a Gerusalemme, a Damasco, ad Aleppo e in
altre località del Libano. Non trascura, il nostro Autore, di soffermarsi su delicati e
dolorosi momenti della storia della comunità maronita, come le lotte interne per le
successioni patriarcali, ma, in particolar modo, sull’incresciosa vicenda della mona-
ca Hindiyyah, a proposito della quale si avvale di una Cronaca stilata da frati che la
vissero quasi in prima persona, per la soluzione della quale la Santa Sede si avvalse
di un altro ragguardevole francescano, padre Desiderio da Casabasciana, che ripren-
deva, in certo senso, la missione già prima di lui affidata al già Custode di Terra santa
padre Lorenzo Cozza, la cui prudenza e carità riportarono la pace e la concordia nella
comunità maronita nella delicata circostanza della destituzione e del reintegro del
patriarca Giacomo ‘Awwād. Questioni di non trascurabile valenza sono altresì quelle
concernenti la presenza dei frati francescani nel monastero di San Giacomo Martire
a Ehden, la costruzione di un loro convento a Ḥārīṣā per contribuire alla formazione
culturale e spirituale della gioventù del Monte Libano e all’insegnamento e alla pra-
tica delle lingue arabo, latino, italiano e siriaco, al mantenimento delle famiglie più
disagiate e bisognose angariate dai diversi tipi di tasse imposte dal potere centrale
ottomano e dai singoli governatori e giudici turchi, a provvedere d’ogni sorta di bene
spirituale e materiale i maroniti dell’isola di Cipro e a proporre una giusta soluzione
al problema dei maroniti latinizzati che tanto filo da torcere davano tanto ai loro
prelati maroniti quanto ai parroci delle parrocchie alle quali facevano riferimento.
    Dicevo che la ricostruzione degli eventi è rigorosa perché si avvale di una docu-
mentazione pertinente, della quale è offerto ampio saggio nella parte delle note, ma
anche per la mole di citazioni dirette. Bene ha fatto il nostro Autore a tener conto
degli Atti della Sacra Congregazione di Propaganda Fide, del materiale conservato
nell’Archivio storico della Custodia di Terra santa, di documenti conservati nella
biblioteca centrale del Patriarcato maronita di Bkerkī, di diversi Epistolari e, di non
minore importanza, di opere scritte dai più ragguardevoli storici della comunità ma-
ronita e del Libano.
    Sono perciò oltremodo lieto di presentare questo lavoro di padre Ḥalīm, con la
speranza che esso costituisca un valido contributo alla celebrazione della presenza
francescana in Libano, perché la conoscenza di un passato vissuto così strettamente
fianco a fianco, sia oggi incentivo a continuare una collaborazione più proficua a tut-
to vantaggio della santa Chiesa cattolica, che nella Terra santa e nel Libano ha avuto
e ha una delle sue più efficaci testimonianze di quella carità che dove vive è segno
della presenza del Dio della misericordia.

                                                             fra Francesco Patton ofm
                                                                Custode di Terra santa
                                                         Gerusalemme 28 agosto 2017
Presentazione

    Esaminare da vicino le relazioni che si sono intrecciate tra la Chiesa maroni-
ta e l’Ordine francescano è stato materia che da lungo tempo ha costituito per me
l’oggetto di uno studio serio sulla storia della Chiesa maronita collegata con la ve-
nuta dell’Ordine dei frati minori in Oriente. Un simile studio dovrebbe di per sé far
luce sulla missione dei frati minori in Oriente sin dai suoi primordi. La fondazione
dell’Ordine (1209) e l’avvento dei suoi frati in Oriente alcuni anni dopo (1217),
furono coevi con un periodo di rivalità tra l’Oriente islamico e l’Occidente cristiano
a causa delle crociate che avevano fallito nel liberare e preservare i Luoghi santi.
L’entrata di un Ordine monastico occidentale aperto nei confronti dei musulmani do-
veva di per sé mostrare un volto occidentale nuovo e diverso; non doveva, in effetti,
confidare nelle armi come mezzo per una collaborazione con l’altro diverso da sé,
ma vedere nel dialogo la strada migliore verso la pace e la collaborazione, la testimo-
nianza dell’amore per Dio incarnato in Gesù Cristo. Dio aveva mandato Francesco
nel tempo opportuno, perché correggesse il cammino riportando in questo Oriente la
missione che Gesù Cristo vi aveva portato circa mille e duecento anni prima.
    Giacché lo scopo principale di S. Francesco nel fondare il suo Ordine fu quello di
dare testimonianza a Gesù Cristo e annunciare il vangelo, sull’esempio della prima
Chiesa, mandare i suoi confratelli in Oriente avvenne con la stessa tempestività, per-
ché vivessero con i musulmani e con i cristiani della regione e dessero testimonianza
di Gesù Cristo vivendo in mezzo a loro, dialogando e solo dialogando, avendo egli
costatato appieno il fallimento della liberazione della terra e di servire la causa del
cristianesimo con il ricorso alle armi.
    È stata, questa, un’esperienza che ha prodotto una sorta di solido esempio per
i cristiani, dice che il ricorso all’uso delle armi non può andare oltre il principio
dell’autodifesa e divenire pretesto di occupazione e di sterminio, al fine di creare una
nuova realtà o di un servizio da rendere alla missione cristiana, essendo tutto ciò un
modo di comportarsi del tutto contrario agli insegnamenti che Gesù Cristo ha portato
al mondo.
    Uno degli obiettivi per i quali i francescani vennero in Oriente è stato altresì quel-
lo di adoprarsi perché i cristiani non cattolici tornassero all’unione con la Chiesa di
Roma e a promuovere il consolidamento del rapporto che intercorreva tra i cattolici
20                                                             I Francescani e i Maroniti

orientali e la Sede Apostolica. È ben risaputo che la presenza cattolica nella regione
si limitava a quell’epoca esclusivamente alla Chiesa maronita.
    Gli interessi delle due parti richiedevano che la reciproca collaborazione si radi-
casse oltre ogni limite. I francescani non conoscevano cosa l’islām fosse per dav-
vero, non conoscevano nemmeno la civiltà orientale e nemmeno le chiese orientali.
Ignoravano del tutto le lingue in uso nel paese. I maroniti, invece, potevano dare loro
molto aiuto a tal riguardo. Del resto, i maroniti che avevano bisogno di avere conti-
nue relazioni con la Sede Apostolica tanto per preservare integra la loro fede catto-
lica quanto per consolidare maggiormente le loro relazioni con la Chiesa di Roma,
trovarono nei francescani il mediatore ideale per realizzare tutto ciò.
    Da lungo tempo sono stato tramenato dall’ossessione di conoscere a fondo il
rapporto intercorso tra i francescani e i maroniti, ma questo mio intenso desiderio è
viepiù cresciuto dopo essere stato mandato a erigere l’eparchia di Ḥayfā e dei Luoghi
santi nel 1996. Là ebbi io modo di collaborare intensamente con i custodi dei Luoghi
santi, tra i quali c’erano non pochi religiosi maroniti di spicco. Mi feci un’idea più
chiara dell’importanza della loro presenza e, nello stesso tempo, dell’importanza
della Chiesa maronita nella loro storia passata e presente, in particolar modo del fatto
che la Chiesa maronita era stata e continuava a essere per loro in Oriente una delle
più prestigiose, se non la più prestigiosa, fonte di sollecitazioni.
    Spesso abbiamo parlato della possibilità di intraprendere lo studio relativo a que-
sto rapporto in una maniera scientifica, in particolar modo attraverso gli archivi dei
frati conservati nei Luoghi santi, a Gerusalemme e negli altri loro conventi in Libano
e nella regione. Tra costoro l’amico mio e del convento maronita di Gerusalemme,
padre Ḥalīm Nujaym che si era ripromesso di intraprendere un simile lavoro non ap-
pena libero dalle gravose responsabilità amministrative che nel frattempo gli erano
state affidate. A tutti noi sono note, di padre Ḥalīm, maronita e francescano, la totale
fedeltà al suo sentirsi maronita, come del resto al suo essere un frate francescano, la
sua scrupolosità nel lavoro e la sua dedizione al ministero che svolge. Non appena è
stato sollevato dalle sue responsabilità direttive in seno alla Custodia di Terra santa,
egli ha subito cominciato a realizzare quanto promesso, dando alla luce il primo
volume relativo a siffatto suo impegno, volume che copre gli anni 1233-1516 e stam-
pato nell’anno 2009, in occasione degli Ottocento anni dalla fondazione dell’Ordi-
ne francescano. In verità si era anche ripromesso di comporre un secondo volume,
partendo dal 1516 fino a lambire la fine del diciannovesimo secolo, pubblicato poi
nel corso di quest’anno 2017, nella ricorrenza degli 800 anni trascorsi dalla venuta
dei frati francescani in Oriente. Sono oltremodo felice ch’egli mi abbia chiesto di
presentare questa seconda parte con queste righe.
    Il metodo che padre Ḥalīm ha seguito in questo suo lavoro, si distingue per un
suo alto spirito scientifico e per una sottigliezza di analisi contraddistinta da molta
oggettività. Di solito non si accontenta di esporre i documenti in foto così come for-
mulati, nella loro lingua originale, con traduzione fedele e chiara, ma si avvale altresì
Presentazione                                                                          21

di altre fonti, ricorrendo a storici che si sono occupati dell’argomento nella stessa
epoca storica, in modo da confrontarle con i documenti conservati nell’archivio dei
frati e offrire al lettore una immagine più chiara e più comprensiva e oggettiva di
siffatta epoca storica. Questo metodo conferisce all’opera una forma scientifica in
armonia con la personalità di padre Ḥalīm, come abbiamo già detto in precedenza,
e ben si concilia con il metodo che egli ha sempre seguito nelle alte responsabilità a
lui affidate nel prendersi cura della comunità dei frati, sia a Gerusalemme sia in altri
paesi della regione.
    Tra le molteplici realtà che emergono chiare attraverso questa ricerca, figura il
grande zelo che i frati hanno sempre profuso nel facilitare la continuità delle re-
lazioni tra la Chiesa maronita e la Sede Apostolica. Molte volte sono stati i frati
francescani, per esempio, coloro che portavano il nome del neoletto patriarca alla
Sede Apostolica per chiedere la sua conferma, riportandogli il pallio come caparra
del Sommo Pontefice per l’accettazione di questa elezione e confermando la comu-
nione della Chiesa maronita con quella di Roma. La brama che i patriarchi avevano
nel conservare la fede cattolica li portava spesso a chiedere alla Sede Apostolica
di stampare per essi i libri liturgici nonché quelli di insegnamento della dottrina
cattolica ai quali si attenevano nell’educare i loro bimbi e nell’insegnamento della
religione ai loro figli. A mo’ di esempio, citiamo quanto conteneva una Relazione sui
maroniti sottoposta da un padre francescano al papa Pio V al tempo della reggenza
del patriarca Michele al-Razzī, nella quale affermava: «Nei paesi d’Oriente non c’è
nessuno tanto attaccato alla Chiesa romana al di fuori di loro», e parlando inoltre
delle difficoltà che i maroniti pativano a causa dell’occupazione turca «chiedeva al
Sommo Pontefice di mandare libri di religione ai maroniti scritti nella loro lingua e
di edificare per essi una casa a Roma a mo’ di scuola per i giovani maroniti, nella
quale apprendere i fondamenti della religione, fare poi ritorno nei loro paesi e istru-
ire gli altri nella religione cattolica…».
    Lo zelo che i frati francescani ponevano nell’assicurarsi della fedeltà dei maroniti
nei confronti del Sommo Pontefice li induceva spesso a esagerare nello spronarli ad
accostarsi al rito latino, tanto nell’adeguarsi ai paramenti liturgici quanto nel pra-
ticare le loro funzioni religiose e nel celebrare le loro festività e digiuni…, la qual
cosa portava a un intorbidamento delle relazioni con il patriarca. Ma ciò che mag-
giormente contribuì a intorbidare siffatte relazioni fu a volte la pressante richiesta
fatta ai maroniti dei Luoghi santi di passare alla Chiesa latina o di essere sottomessi
all’autorità del Custode dei Luoghi santi e non a quella del patriarca. Tutto questo
perché custodissero gelosamente la loro fede cattolica. I padri francescani tennero
stretti tra le braccia i maroniti dei Luoghi santi, li ospitarono nei loro conventi e
nelle loro chiese. I maroniti, per parte loro, aiutavano i frati nel succedersi e nell’ac-
climatarsi con il loro ambiente, sia grazie alla loro prestazione come interpreti sia
attraverso altri aiuti che i frati chiedevano loro. Era un rapporto saldo non soltanto
in Terra santa ma anche in Libano e in tutta la regione. Spesso il patriarca assumeva
22                                                              I Francescani e i Maroniti

consiglieri scegliendoli tra i frati e alcuni di loro rimasero sempre al suo servizio per
tutto il tempo in cui si tratteneva nel monastero di Qannūbīn come in altre sedi nelle
quali trovava riparo.
    Il rapporto tra i maroniti e i francescani in Oriente fruttò in bene per entrambi e
per la chiesa cattolica della regione in maniera generale, essendo tanti gli uni quanto
gli altri del tutto bramosi della reciproca collaborazione al servizio della missione
loro affidata, ognuno secondo i propri riti e tradizioni. Nonostante le difficoltà e al-
cuni contrasti sorti tra di loro, essi si sostennero vicendevolmente in tutte le asperità,
specialmente nei giorni di ristrettezza che i maroniti sperimentarono durante l’occu-
pazione ottomana e le ingiustizie che la chiesa subiva.
    Non c’è modo migliore di esprimere in sintesi la consistenza di questo rapporto se
non quello di riportare ciò che padre Ḥalīm afferma all’inizio del capitolo tredicesimo
di questo libro, là dove dice: «Le relazioni tra francescani e maroniti attraversarono
fasi molteplici e diverse, prevalenza ora periodi di amorevolezza ora periodi di tensio-
ne… Ma nonostante tutti questi eventi, i francescani non abbandonarono mai la chiesa
maronita, ma legarono il loro destino a quello dei maroniti e la loro sopravvivenza a
quella dei figli di San Marone. Avevano bisogno gli uni degli altri. I francescani ave-
vano bisogno dei maroniti per ben radicarsi e far valere la loro presenza in Oriente, in
particolar modo in Libano. I maroniti, da parte loro, avevano bisogno dei francescani
perché questi ultimi fossero i loro intermediari presso la Sede Apostolica. La collabo-
razione tra le due parti fu piena e ideale fu altresì il sostegno che si diedero a vicenda.
Nonostante le nubi autunnali avessero sottratto la luce del sole tanto all’una quanto
all’altra parte, come erano state veloci a comparire altrettanto lo furono nel dissiparsi,
sì che nuovamente si vide la luce e la vita si sprigionò a loro conforto, prorompendo
con più forza e abbondanza di quanto fosse stato per il passato».
    Ringrazio padre Ḥalīm per il grande sforzo che ha profuso nel mettere in luce
quanto era a noi nascosto di sì ricco rapporto tra francescani e maroniti dal momento
in cui i frati diedero inizio alla loro missione in questo nostro Oriente fino al dician-
novesimo secolo. Sono certo che egli completerà l’opera intrapresa e farà uno studio
del restante lungo periodo perché se ne abbia una completa raffigurazione e appaia
in modo più chiara la ricchezza della missione che la collaborazione tra la Chiesa
maronita e l’Ordine francescano ha realizzato in questo nostro Oriente, facendo così
cernita degli /opportuni/ ammaestramenti al fine di proseguire, in futuro, il cammino
attraverso la lettura dei segni del tempo e ponendoci all’ascolto di ciò che lo Spirito
santo dice alla Chiesa in questo nostro Oriente.

                                                              mons. Būlus al-Ṣayyāḥ
                            già arcivescovo dell’eparchia di Ḥayfā e dei Luoghi santi
                                                              Bkerkī 25 agosto 2017
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