Seconda parte Teorie atomiche. Configurazione elettronica. Il legame chimico - Prof. Stefano Piotto Università di Salerno - SoftMining
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Seconda parte
Teorie atomiche. Configurazione
elettronica. Il legame chimico
Prof. Stefano Piotto
Università di SalernoSeconda parte
1. Teoria atomica 17. Introduzione al legame chimico
2. Esperimenti di Thompson e Millikan 18. Teoria di Lewis – regola dell’ottetto
3. Modello di Thompson, Rutheford 19. Teoria VSEPR
20. Il legame chimico
4. Effetto fotoelettrico 21. Legame covalente - Valence Bond
5. Quantizzazione dell’energia 22. Legami e
6. Modello di Bohr 23.Legami multipli
7. Il dualismo onda-particella. 24. Sovrapposizione di orbitali atomici
8. Il principio di indeterminazione di 25. Correzione alla geometria
Heisenberg. molecolare: Ibridazione
26. Ibridi sp, sp2 ed sp3
9. Il modello quantomeccanico 27. Esempi di molecole
dell’atomo
10. Atomi polielettronici 28. Ibridi sp3d ed sp3d2
11. Orbitali atomici 29. Esempi di molecole e previsione
12. Carica nucleare efficace della geometria
13. Aufbau – Principi di Pauli e Hund 30. Delocalizzazione elettronica e
14. Configurazioni elettroniche risonanza
15. AUFBAU
16. Simboli di LewisProprietà delle tre particelle subatomiche
fondamentali
Carica Massa
Nome relativ assoluta relativa Assoluta Posizione
(simbolo) a (C) (uma)* (g) nell’atomo
Protone (p+) 1+ + 1.602 x 10-19 1.00727 1.67262 x 10-24 nucleo
Neutrone 0 0 1.00866 1.67493 x 10-24 nucleo
(n0)
Elettrone (e-) 1- -1.602 x 10-19 0.00054858 9.10939 x 10-28 all’esterno
del nucleo
* l’unità di massa atomica (simbolo: uma) è uguale a
1.660540 x 10-24 g.Primi esperimenti - Thomson Thomson (1898-1903) determino’ il rapporto carica/massa dell’elettrone studiando le scariche elettriche in tubi di vetro in cui era stato fatto un moderato vuoto.
Primi esperimenti - Millikan
Esperimento di Millikan http://www.youtube.com/watch?v=UFiPWv03f6g
http://www.youtube.com/watch?v=ajQEvtge0m0
Millikan (1909) ha determinato la carica di un elettrone e
indirettamente la sua massa: 9.11*10-31KgPrimi esperimenti - Rutheford
http://www.youtube.com/watch?v=kHaR2rsFNhg http://www.youtube.com/watch?v=5pZj0u_XMbc
Produzione di particelle alfa Esperimento di Rutheford
Rutheford (1911) realizzo’ un esperimento
che spazzò via il modello atomico di
Thomson.
La maggior parte dello spazio di un
atomo e’ vuoto!
Modello di RuthefordStruttura dell’atomo – riassunto dei primi esperimenti Thomson (1898-1903) determino’ il rapporto carica/massa dell’elettrone studiando le scariche elettriche in tubi di vetro in cui era stato fatto un moderato vuoto. Millikan (1909) determinò la carica di un elettrone (1.602 • 10-19 C) e indirettamente la sua massa (9.11 • 10-31 Kg) Rutheford (1911) realizzo’ un esperimento che spazzo via il modello atomico di Thomson. La maggior parte dello spazio di un atomo è vuoto! Rutheford calcolò la carica nucleare con notevole accuratezza, ma non riuscì a spiegare tutta la massa dell’atomo.
Radiazione Elettromagnetica
La radiazione elettromagnetica è un campo elettrico oscillante con le caratteristiche
di un’onda.
La lunghezza d’onda l è la distanza tra due creste dell’onda.
La frequenza n della radiazione è il numero di cicli dell’onda per secondo.
L’ampiezza A è l’altezza dell’onda.
Nel vuoto la radiazione elettromagnetica si propaga alla velocità della luce (c = 2.998
× 108 m/s), qualunque siano i suoi valori di lunghezza d’onda l e frequenza n.
l×n=c poiché m × 1/s = m/s
Perciò una radiazione con frequenza alta ha una lunghezza d’onda piccola e
viceversa.Regioni dello spettro elettromagnetico La radiazione elettromagnetica ha un intervallo di lunghezze d’onda. L’intero intervallo viene definito come spettro elettromagnetico
Spettri di righe atomici Gli oggetti solidi emettono radiazione elettromagnetiche in un intervallo di lunghezze d’onda, producendo uno spettro continuo di luce emessa. Gli atomi in fase gassosa emettono radiazioni elettromagnetiche a solo poche specifiche lunghezze d’onda, producendo uno spettro di righe di luce emessa. Ciascun elemento in fase gassosa emette luce a particolari lunghezze d’onda producendo uno spettro di linee caratteristico.
Spettro di emissione e di assorbimento dell’idrogeno atomico
Primi esperimenti - Bohr
Spettro di assorbimento dell’idrogenoEquazione di Planck
Gli oggetti emettono continuamente radiazioni elettromagnetiche in un ampio
intervallo di lunghezze d’onda
L’energia della luce è in piccoli pacchetti chiamati fotoni. L’equazione
di Planck correla l’energia di un fotone alla frequenza della luce
Equanto = h × nradiazione
h = costante di Planck = 6.626 10-34 J.s
In termini di lunghezza d’onda
Equanto = hc/l
Perciò onde di minore lunghezza d’onda hanno maggiore energia.Il modello di Bohr per l’atomo di idrogeno
Il fatto che gli atomi emettono luce solo di definite lunghezze d’onda implica che:
• L’atomo ha soltanto certi livelli energetici permessi, chiamati stati stazionari.
L’energia è quantizzata.
• L’atomo non irraggia energia mentre è in uno dei suoi stati stazionari.
• L’atomo compie una transizione da uno stato stazionario ad un altro (l’elettrone si
trasferisce in un’altra orbita) soltanto assorbendo o emettendo un fotone la cui
energia uguale alla differenza di energia tra i due stati.
• Quando l’elettrone dell’atomo cambia livello energetico (da niniziale a nfinale),
l’energia della luce assorbita o emessa è data da:
La lunghezza d’onda della radiazione
assorbita o emessa
1 1
Efotone = Rhc - 1 1 1
n2finale n2iniziale =R - R =1.0974 . 107 m-1
l n2fin n2inizEsempio con l’atomo di idrogeno
Il modello di Bohr. Riepilogo L’energia dell’atomo è quantizzata, perché il moto dell’elettrone è limitato ad orbite fisse. L’elettrone può trasferirsi da un’orbita all’altra solo se l’atomo assume o emette un fotone la cui energia è uguale alla differenza di energia tra i due livelli energetici (orbite). Si generano spettri di righe perché queste variazioni di energia corrispondono a fotoni di specifiche lunghezze d’onda. Il modello di Bohr è essenzialmente un modello a un solo elettrone.
Emissione-assorbimento
Lunghezza d’onda in
Elemento Colore fiamma
nm
671 (rosso); 610
litio rosso (arancio)
590 (giallo), 589
sodio giallo (giallo)
770 (rosso), 766
potassio Rosso-violetto (rosso); 405 (violetto),
404 (violetto)
cesio Blue-violetto 459 (blue), 455 (blue)
Spettro di assorbimento
dell’idrogenoDualismo onda-particella: equazione di de Broglie
Combinando le due relazioni seguenti
E = m c2 E = h n = h c / l
de Broglie dedusse l’equazione:
lunghezza d'onda costante di Planck
h
l = mv
velocità
massa
Poiché la lunghezza d’onda è inversamente proporzionale alla
massa, i corpi di massa elevata hanno lunghezze d’onda più
piccole del corpo stesso.Proprietà ondulatorie dell’elettrone
Il comportamento degli elettroni negli atomi polielettronici è in accordo con
il principio che l’elettrone abbia sia proprietà corpuscolari che ondulatorie.
L’equazione d’onda di ogni particella in movimento è data dall’equazione
di deBroglie
La lunghezza d’onda di oggetti macroscopici, osservabili, è troppo piccola
per essere misurata.
La lunghezza d’onda dell’elettrone è simile al diametro dell’atomo.
lunghezza d'onda costante di Planck
h
l = mv
velocità
massaWerner Heisenberg (1901-1976) Natural science, does not simply describe and explain nature; it is part of the interplay between nature and ourselves.
Principio di indeterminazione di Heisemberg
Non è possibile conoscere simultaneamente la posizione e l’energia dell’elettrone.
L’incertezza nella posizione dell’elettrone è data da:
Incertezza nella Incertezza nel momento
posizione dell'elettrone dell'elettrone
x . mv > h/4
costante di Planck
La costante di Planck è molto piccola percio’ l’incertezza nella posizione è molto
grande.
Perciò l’elettrone non si muove in un’orbita ad una distanza fissa dal nucleo.Principio di indeterminazione
La quantizzazione dell’energia non è più un postulato ma una conseguenza della natura ondulatoria dell’elettrone
L’equazione di Schrödinger e la funzione d’onda L’equazione di Schrödinger è il modello matematico degli elettroni di un’onda tridimensionale. Le soluzioni dell’equazione di Schrödinger sono una serie di relazioni matematiche conosciute come funzioni d’onda (y) che descrivono il comportamento di un elettrone in un atomo di H. L’energia dell’elettrone è data da En = -Rhc/n2. n è un numero positivo intero associato con y. y2 descrive la probabilità di trovare l’elettrone in una posizione intorno al nucleo. Un orbitale è la regione dove è massima la probabilità di trovare l’elettrone (compresa tra il 90 e il 95%).
L’equazione di Schrödinger e la funzione
d’onda
L’equazione di Schrödinger è il modello matematico degli elettroni di un’onda
tridimensionale.
In forma semplificata l’equazione di Schrödinger si scrive:
HY=EY
in cui:
E = energia dell’atomo.
Y = funzione d’onda, descrizione matematica del moto della materia-onda
associata all’elettrone in termini di tempo e di posizione.
H = operatore hamiltoniano, un insieme di operazioni matematiche che,
effettuate su una funzione Y, dà uno stato energetico permesso.Diagramma della densità elettronica
Per un dato livello energetico, la probabilità di trovare l’elettrone entro
un certo volume di spazio si può rappresentare mediante i diagrammi
della densità elettronica.
La densità elettronica diminuisce all’aumentare della distanza dal
nucleo lungo una semiretta r uscente dal nucleo.
Y,Y2 SY 2
Distribuzione di probabilità radiale:
probabilità che l’elettrone sia in un
Probabilità che l’elettrone sia
Funzione d’onda orbitale.
guscio sferico
in un punto
r rNumeri quantici
Ci sono alcune soluzioni valide per l’equazione di Schrödinger
e molte funzioni d’onda, ciascuna delle quali descrive un
differente orbitale. Un orbitale atomico è specificato da tre
numeri quantici.
n numero quantico principale
Valori consentiti: interi positivi 1, 2, 3, 4, …,
n è in relazione con il livello energetico dell’orbitale
ℓ numero quantico momento angolare
Valori consentiti: interi positivi da 0 fino ad n-1
ℓ è anche designato da una lettera (0 = s, 1 = p, 2 = d, 3
= f) ed è in relazione con la forma dell’orbitale
n limita ℓ e il numero di valori possibili di ℓ è uguale ad n
m numero quantico magnetico
Valori consentiti: interi da –ℓ a + ℓ incluso lo 0 (0, ±1, ±2, …,
± ℓ)
m è in relazione con l’orientamento dell’orbitale nello
spazioOsservazione dell’effetto dello spin dell’elettrone Un campo magnetico non uniforme, generato da magneti con espansioni di differenti forme, separa in due parti un fascio di atomi di idrogeno. La separazione (splitting) del fascio è dovuta ai due possibili orientamenti dello spin dell'elettrone in ciascun atomo.
Numeri quantici e orbitali 3px
orbitale
guscio individuale
elettronico sottoguscio
Il numero totale di orbitali per un dato valore di n è n2.
Gli stati energetici e gli orbitali dell’atomo sono descritti con termini specifici e sono
associati ad uno o più numeri quantici:
Livello. È dato dal valore di n. Minore è n, più basso è il livello energetico e
maggiore è la probabilità che l’elettrone sia vicino al nucleo.
Sottolivello. I livelli dell’atomo contengono sottolivelli (o sottogusci) che
designano la forma dell’orbitale. Ciascun sottolivello è indicato con una lettera
(s, p, d, f)
Orbitale. Ciascuna combinazione permessa di n, ℓ e m specifica uno degli
orbitali dell’atomo. Perciò, i tre numeri quantici che descrivono un orbitale ne
esprimono la dimensione (l’energia), la forma e l’orientamento spaziale.Numeri quantici ed orbitali
n=1 ℓ=0 m=0 1 orbitale 1s
n=2 ℓ=0 m=0 1 orbitale 2s
ℓ=1 m = 0,±1 3 orbitali 2p
n=3 ℓ=0 m=0 1 orbitale 3s
ℓ=1 m = 0,±1 3 orbitali 3p
ℓ=2 m = 0,±1,±2 5 orbitali 3d
n=4 ℓ=0 m=0 1 orbitale 4s
ℓ=1 m = 0,±1 3 orbitali 4p
ℓ=2 m = 0,±1,±2 5 orbitali 4d
ℓ=3 m = 0,±1,±2,±3 7 orbitali 4fSchema degli orbitali atomici
Livelli energetici degli orbitali atomici dell’idrogeno
Forme degli orbitali atomici La probabilità di trovare l’elettrone in punti differenti intorno al nucleo definisce la distribuzione di densità elettronica. Questo definisce la forma degli orbitali. Gli orbitali possono possedere più di un lobo e le loro dimensioni crescono al crescere di n. Un nodo è la regione dove è 0 (zero) la probabilità di trovare l’elettrone. L’energia degli orbitali cresce al crescere di n.
Rappresentazioni orbitaliche: 1s
Rappresentazioni orbitaliche: 2s
Rappresentazioni orbitaliche: 3s
Rappresentazioni orbitaliche: 2p
Un elettrone occupa in uguale
misura entrambe le regioni di
un orbitale 2p e trascorre il 90%
del suo tempo in questo
volume.
Sul piano nodale, che passa
per il nucleo, la probabilità
di trovare l’elettrone è nullaOrbitali s e p
Orbitali d
Rappresentazioni orbitaliche: 4f L’orbitale 4fxyz ha otto lobi e tre piani nodali. Anche gli altri sei orbitali 4f hanno superfici di contorno multilobate.
Superfici a y2 costante e loro e sezioni
Atomi polielettronici
Livelli energetici negli atomi polielettronici
Livelli energetici negli atomi polielettronici
Carica nucleare efficace
Effetto della carica nucleare e di un elettrone
addizionale nello stesso orbitale
Ciascuno dei due elettroni
scherma parzialmente l’altro
nei confronti della carica
nucleare completa e
aumenta l’energia
dell’orbitale.
L’aumento della carica
nucleare fa diminuire l’energia
dell’orbitale.Effetto di altri elettroni negli orbitali
interni
Gli elettroni
interni schermano
molto
efficacemente gli
elettroni esterni e
aumentano
notevolmente
l’energia
dell’orbitale.Effetto della forma dell’orbitale
un elettrone 2s trascorre la
maggior parte del suo tempo più
lontano dal nucleo rispetto a un
elettrone 2p, ma penetra in
prossimità del nucleo.
l'energia
dell’orbitale
2s è più bassa
di quella del
2pNumeri quantici
Regola dell’ AUFBAU Gli orbitali si riempiono in ordine di energia crescente
Forma degli orbitali atomici
Un semplice programma di visualizzazione: Orbital Viewer (lo
trovate sul sito del corso)
Esercitatevi a visualizzare:
Tutti gli orbitali con n=4 dell’atomo di H
Gli orbitali corrispondenti per l’atomo di O
Usando isosuperfici
Usando pseudo volume rendering
Fare il clamping
Creare una semplice animazioneNumeri quantici
Regola dell’ AUFBAU (costruzione) Gli orbitali si riempiono in ordine di energia crescente
Principio di Pauli
In un atomo non possono esistere due o più
elettroni con i quattro numeri quantici uguali
Su uno stesso orbitale (stessi n, l e m) potranno
trovarsi al massimo due elettroni,
con spin antiparalleliRegola di HUND Configurazioni elettroniche degli elementi
Configurazioni elettroniche degli atomi 1° periodo
2° periodo
3° periodo
Livelli energetici negli atomi polielettronici
Un trucco mnemonico per ricordare la successione
degli orbitali.
Scriveteli come vedete a
fianco e poi tracciate una
freccia
2p → 3s
Tutte le altre frecce saranno
parallele a questa. Basta
seguire le frecce per avere
1s – 2s -2p -3s -3p -4s- 3d – 4p -
5s – 4d – 5p – 6s -----Configurazioni elettroniche di atomi appartenenti allo stesso gruppo
Relazione tra riempimento degli orbitali e tavola periodica
http://www.ptable.com/
Gruppo e periodo di appartenenza
di un atomo
Periodo = corrisponde al più alto livello energetico
raggiunto dalla configurazione elettronica, quindi al
valore numero quantico principale dell’ultimo
orbitale occupato da elettroni.
Gruppo = corrisponde alla somma degli elettroni di
valenza, cioè quelli che riempiono il sottoguscio più
esterno.
Valenza = corrisponde al numero di elettroni spaiati
presenti su un atomoEsempi:
Periodo 2
Gruppo
4Lab 22 23 24 26
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