POLITICA DI COESIONE 2014-2020

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POLITICA DI COESIONE 2014-2020
                       325 miliardi di euro da investire nelle regioni europee

Un terzo del bilancio dell'UE per il periodo 2014-2020 sarà investito negli Stati membri per
promuovere lo sviluppo regionale, con una forte attenzione al lavoro, l'efficienza energetica,
l'innovazione e la ricerca. Il nuovo "quadro strategico comune" fornirà una sola fonte di orientamento
per i cinque principali fondi di sviluppo dell'UE, in modo da integrare meglio le politiche
comunitarie e semplificarne le procedure. Inoltre, le nuove regole concentreranno gli investimenti su
un numero limitato di temi collegati all’obiettivo "Europa 2020" (la strategia di crescita globale
dell'UE) e ciò dovrebbe creare una massa critica che permetterà di ottenere risultati migliori.

I 5 fondi di sviluppo dell'UE:
- Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)
- Fondo di coesione (FC)
- Fondo Sociale Europeo (FSE)
- Fondo Europeo Agricolo della Sviluppo Rurale (FEASR)
- Fondo Europeo Marittimo e della Pesca (FEMP)

                                         La riforma in 10 punti
                     (http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-13-1011_it.htm)

Nel contesto del bilancio dell´UE 2014-2020 la politica di coesione investirà 325 miliardi di euro
negli Stati membri e nelle loro regioni e città per realizzare gli obiettivi in tema di crescita e
occupazione nonché per affrontare le problematiche legate al cambiamento climatico, alla dipendenza
energetica e all'esclusione sociale. Gli elementi chiave della riforma sono:

1. Investire in tutte le regioni dell'UE e adattare il livello di sostegno e il contributo nazionale ai loro
    livelli di sviluppo
2. Indirizzare le risorse sui settori chiave per la crescita
3. Stabilire obiettivi chiari, trasparenti e misurabili e parametri di responsabilità e di risultato
4. Definire le condizioni prima che i finanziamenti vengano convogliati in modo da assicurare
    investimenti più efficaci
5. Definire una strategia comune per assicurare un migliore coordinamento ed evitare le
    sovrapposizioni
6. Ridurre la burocrazia e semplificare l'uso degli investimenti unionali attraverso un insieme
    comune di regole per tutti i Fondi strutturali e di investimento europei
7. Accrescere la dimensione urbana della politica stanziando un importo minimo delle risorse a
    valere sul FESR per progetti integrati nelle città
8. Rafforzare la cooperazione transfrontaliera e agevolare la costituzione di un maggior numero di
    progetti transfrontalieri
9. Assicurare che la politica di coesione sia meglio correlata alla più ampia governance economica
    dell'UE
10. Incoraggiare l'uso degli strumenti finanziari per dare alle PMI maggiore sostegno e accesso al
    credito.

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PANORAMICA SULLE PRINCIPALI NOVITÁ DELLA POLITICA DI COESIONE
                                   2014-2020

                                     CATEGORIE DI REGIONI

         regioni meno sviluppate (PIL < 75% della media UE-27)
         regioni in transizione (PIL 75% al 90% di media UE-27)
         regioni più sviluppate (PIL > 90% della media UE-27)

                                               RISORSE

Le risorse per la coesione economica, sociale e territoriale disponibili per il periodo 2014-2020 sono
pari a € 325.145.694.739 (prezzi del 2011), di cui € 322.145.694.739 come risorse globali assegnate al
FESR (Fondo europeo per lo Sviluppo Regionale), al FSE (Fondo Sociale europeo) e al FC (Fondo di
coesione) e € 3.000.000.000 quale dotazione specifica per l'iniziativa per l'occupazione giovanile.

Per l´Italia sono previsti 29,238 miliardi di euro, di cui:
- € 20,262 miliardi per le regioni meno sviluppate;
- € 1,000 miliardo per le regioni in transizione
- € 6,982 miliardi per le regioni più sviluppate.

Secondo le ultime simulazioni, in Italia € 8,900 miliardi dovrebbero essere destinate al FSE e circa
20,200 miliardi al FESR.

                                          PARTENARIATO

Ogni Stato membro deve predisporre un accordo di partenariato per il periodo che va dal 1 gennaio
2014 al 31 dicembre 2020. Il partenariato deve essere organizzato con i rappresentanti delle
competenti autorità regionali e locali e deve includere anche le autorità urbane e altre autorità
pubbliche, le parti economiche e sociali e altri organismi pertinenti che rappresentano la società civile,
compresi i partner ambientali, organizzazioni non governative e organismi di promozione della parità
e della non discriminazione.
Ogni stato membro deve presentare il proprio accordo di partenariato entro 4 mesi dall´entrata in
vigore del Regolamento sulle Disposizioni Comuni.
La Commissione europea adotterà un codice di condotta per guidare gli Stati membri nella giusta
implementazione dell´accordo di partenariato.

           OBIETTIVI TEMATICI DEI FONDI STRUTTURALI E DI INVESTIMENTO

1.        rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione;
2.        migliorare l'accesso, l'uso e la qualità delle tecnologie dell'informazione e della
          comunicazione;
3.        promuovere la competitività delle PMI, il settore agricolo (per il FEASR) e della pesca e
          dell'acquacoltura (per il FEAMP);
4.        sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori;
5.        promuovere l'adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e gestione dei rischi;
6.        preservare e proteggere l'ambiente e promuovere l'efficienza delle risorse;

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7.      promuovere il trasporto sostenibile ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di
        rete;
8.      promuovere l'occupazione sostenibile e di qualità e il sostegno alla mobilità professionale;
9.      promuovere l'inclusione sociale, la lotta contro la povertà e le discriminazioni;
10.     investire nell'istruzione, nella formazione professionale per le competenze e nella formazione
        permanente;
11.     rafforzare la capacità istituzionale delle amministrazioni pubbliche e delle parti interessate e
        di una pubblica amministrazione efficiente.

                                    CONDIZIONALIÁ EX ANTE

Sono introdotte condizioni prima che i fondi possano essere incanalati, per garantire investimenti più
efficaci. Precondizioni necessarie possono essere le strategie di "specializzazione intelligente" per
identificare particolari attività, riforme vantaggiose per gli affari, strategie di trasporto, misure per
migliorare i sistemi di appalti pubblici o il rispetto delle normative ambientali.

                                 PERFORMANCE FRAMEWORK

Il 6% delle risorse assegnate ai Fondi strutturali costituisce una riserva di performance che verrà
stabilita nel contratto di partenariato e nei programmi e allocato a priorità specifiche. Sulla base della
verifica dei risultati effettuata nel 2019, la Commissione, entro due mesi dal recepimento delle
relazioni annuali di attuazione, adotterà una decisione che stabilisce, per ciascun Fondo strutturale e
Stato membro, per quali programmi e priorità siano stati raggiunte le tappe pre-stabilite (milestones).
La riserva di efficacia è assegnata solo ai programmi e alle priorità in cui esse sono state raggiunte.
Laddove esse non siano raggiunte, lo Stato membro propone la riallocazione del corrispondente
importo della riserva di efficacia alle priorità stabilite dalla Commissione europea. Qualora vi siano
prove che vi sia stata una grave mancanza per quanto riguarda il raggiungimento delle tappe relative
ad una priorità (e tale Stato membro non abbia adottato le misure correttive necessarie per affrontare
tali carenze), la Commissione può sospendere del tutto o in parte un pagamento intermedio relativo
alla priorità di un programma e addirittura applicare rettifiche finanziarie. Quando si applicano le
rettifiche finanziarie, la Commissione tiene in considerazione il livello di assorbimento e i fattori
esterni che contribuiscono al fallimento. Le rettifiche finanziarie non si applicano quando il mancato
raggiungimento degli obiettivi è dovuto all'impatto dei fattori socio-economici o ambientali o per
motivi di forza maggiore che compromettono gravemente l'attuazione delle priorità interessate.

                           CONDIZIONALITÁ MACROECONOMICA

La macrocondizionalità avrà due “bracci”: uno preventivo e uno correttivo, ed entrambi potranno
portare ad una sospensione di fondi. In sostanza, il braccio preventivo permette alla Commissione di
imporre a uno Stato che riceve assistenza finanziaria di cambiare le sue priorità di investimento per
massimizzare l'impatto dei finanziamenti sulla crescita. Se lo stato non risponde, la Commissione può
proporre di sospendere i pagamenti.
Il braccio correttivo interviene se uno Stato non rispetta gli obblighi in termini di governance
economica. La Commissione può quindi proporre di sospendere i pagamenti e/o gli impegni. In
entrambi i casi il Consiglio ha l'ultima parola. Il compromesso prevede un processo di “dialogo
strutturato” (questo è il termine scelto): prima di avviare un procedimento, la Commissione informa,
ascolta le argomentazioni e le prende in considerazione “per quanto possibile”. Di fatto il
coinvolgimento del parlamento – attraverso il c.d. "dialogo strutturato" – si limita a uno scambio di
informazioni e non implica nessun potere decisionale.
Sono stati inseriti parametri e clausole di salvaguardia (due anni di recessione, 20% di riduzione, 2, 5
o 8 punti percentuali in più rispetto alla media europea della disoccupazione – rispettivamente 15, 25
e 50% di riduzione), ma secondo le previsioni il nostro Paese difficilmente ne potrà usufruire.

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La delegazione italiana si è battuta fino alla fine per eliminare la condizionalità macroeconomica.

                                     PROGRAMMI OPERATIVI

I Fondi sono attribuiti attraverso programmi operativi, in linea con l'accordo di partenariato. Ciascun
programma copre il periodo dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2020.
I programmi sono elaborati dagli Stati membri o da un'autorità da essi designata, in cooperazione con
i partner. Gli Stati membri elaborano i programmi seguendo procedure trasparenti nei confronti del
pubblico, in conformità con il loro quadro istituzionale e giuridico.
I programmi sono presentati dagli Stati membri al più tardi tre mesi dopo la presentazione
dell'accordo di partenariato. Tutti i programmi sono accompagnati dalla valutazione ex ante.
Ciascun programma definisce una strategia per il contributo del programma alla strategia dell'Unione
per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e definisce le priorità, stabilendo gli obiettivi
specifici, le dotazioni finanziarie del sostegno dei fondi strutturali e gli investimenti europei e il
corrispondente cofinanziamento nazionale. Qualora gli Stati membri e le regioni partecipino a
strategie macro-regionali, il programma corrispondente, in conformità con le esigenze del territorio
programmi individuati dagli Stati membri, stabilisce il contributo degli interventi previsti da tali
strategie.
La Commissione approva ciascun programma entro sei mesi dalla sua presentazione ufficiale da parte
dello Stato membro, a condizione che le eventuali osservazioni da essa formulate siano state
adeguatamente prese in considerazione.

                               STRATEGIE DI SVILUPPO LOCALE

Devono essere:
      focalizzate su specifiche aree sub-regionali;
      di tipo partecipativo, ossia guidato da gruppi di azione locale composti da rappresentanti degli
      interessi socio-economici locali pubblici e privati;
      effettuate attraverso strategie di sviluppo locale territoriali integrate e multisettoriali;
      definite tenendo conto dei bisogni e delle potenzialità locali, comprendendo elementi
      innovativi nel contesto locale, di rete e la cooperazione;
      sostenuto in modo coerente e coordinato dai Fondi.

N.B. € 330 milioni dei fondi politica di coesione sono destinati alla sviluppo urbano sostenibile e
almeno il 5% delle risorse del FESR è destinato a livello di Stato membro a progetti urbani integrati,
per rafforzare la dimensione urbana della politica di coesione.

                                    PROGRAMMI MULTIFONDO

I Fondi possono fornire congiuntamente il supporto per i programmi operativi nell'ambito degli
investimenti per la crescita e l'occupazione. Il FESR e il FSE possono finanziare, in misura
complementare ed entro un limite del 10% di finanziamento dell'Unione per ciascun asse prioritario di
un programma operativo, una parte di un intervento i cui costi sono ammissibili al sostegno dell'altro
Fondo sulla base delle norme di ammissibilità applicate a tale Fondo, a condizione che esse siano
necessarie per la buona esecuzione dell'intervento e siano direttamente collegate ad esso.
Come parte di un programma operativo o dei programmi operativi, che sono stati oggetto di una
decisione della Commissione, il FESR e il FC possono supportare un'operazione comprendente una
serie di lavori, attività o servizi intesi a realizzare un'azione indivisibile di natura economica o tecnica,
che abbia obiettivi chiaramente identificati e il cui costo totale ammissibile superi i 50 milioni di euro
e, nel caso di operazioni che contribuiscono all'obiettivo tematico, il cui costo totale ammissibile
supera i 75 milioni di euro (un grande progetto).

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REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
   RELATIVO A DISPOSIZIONI SPECIFICHE CONCERNENTI IL FONDO
EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE (FESR) E L'OBIETTIVO "INVESTIMENTI
         A FAVORE DELLA CRESCITA E DELL'OCCUPAZIONE"

L'art. 176 TFUE prevede che il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) sia destinato a
contribuire alla correzione dei principali squilibri regionali esistenti nell'Unione, riducendo il
divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e il ritardo delle regioni meno favorite, tra le quali
un'attenzione particolare dovrebbe essere rivolta alle regioni che presentano gravi e permanenti
svantaggi naturali o demografici, quali le regioni più settentrionali con bassissima densità
demografica e le regioni insulari, transfrontaliere e di montagna.

Il nuovo regolamento FESR 2014-2020 ha introdotto una novità con l'istituzione di una
concentrazione tematica e il rafforzamento della dimensione urbana.

                                        CONCENTRAZIONE TEMATICA

La concentrazione tematica proposta significa mettere a fuoco un numero limitato di obiettivi
tematici, ulteriormente approfonditi nelle priorità di investimento. Il meccanismo stabilisce quote
obbligatorie di investimento nell'ambito di obiettivi tematici predefiniti che variano a seconda della
categoria di regione.
Gli obiettivi tematici, di cui all'art. 9 del regolamento (UE) n. […]/2012 [Regolamento Disposizioni
Comuni]) 1 e le corrispondenti priorità di investimento (indicate all'art. 5 del regolamento FESR), cui
il FESR può contribuire nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e
dell'occupazione" sono così concentrati:

 nelle regioni più sviluppate:
   almeno l'80% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale è destinato a due o più degli
      obiettivi tematici indicati all'art. 9, punti 1,2,3 e 4, del Reg. (UE) n. […]/2012 [RDC];
   almeno il 20% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale è destinato all'obiettivo
      tematico indicato all'articolo 9, punto 4, del Reg. (UE) n. […]/2012 [RDC];

1
    Art. 9 del Regolamento sulle disposizioni Comuni:
“Al fine di contribuire alla realizzazione della strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva,
nonché alle missioni specifiche dei fondi conformemente agli obiettivi basati sul Trattato, compresa la coesione economica,
sociale e territoriale, ogni Fondo strutturale e di investimento europeo sostiene gli obiettivi tematici seguenti:
1)   rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione;
2)   migliorare l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nonché l'impiego e la qualità delle
     medesime;
3) promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo (per il FEASR) e il settore della pesca e
     dell'acquacoltura (per il FEAMP);
4) sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori;
5) promuovere l'adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi;
6) preservare e tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse;
7) promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete;
8) promuovere un'occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori;
9) promuovere l'inclusione sociale, combattere la povertà e qualunque discriminazione;
10) investire nell'istruzione, nella formazione e nella formazione professionale finalizzate all'acquisizione di competenze e
     all'apprendimento permanente;
11) rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e promuovere un'amministrazione
     pubblica efficiente.
Gli obiettivi tematici sono tradotti in priorità specifiche per ciascun Fondo strutturale e di investimento europeo e stabiliti
nelle norme specifiche di ciascun Fondo”.

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 nelle regioni in transizione:
   almeno il 60% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale è destinato a due o più
      degli obiettivi tematici indicati all'art. 9, punti 1,2,3 e 4, del Reg. (UE) n. […]/2013 [RDC];
   almeno il 15% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale è destinato all'obiettivo
      tematico indicato all'art. 9, punto 4, del Reg. (UE) n. […]/2013 [RDC];

 nelle regioni meno sviluppate:
   almeno il 50% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale è destinato a due o più
      degli obiettivi tematici indicati all'art. 9, punti 1,2,3 e 4, del Reg. (UE) n. […]/2012 [RDC];
   almeno il 12% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale è destinato all'obiettivo
      tematico indicato all'art. 9, punto 4, del Reg. (UE) n. […]/2012 [RDC].

                         AMBITO DEL SOSTEGNO FESR (art. 3 FESR):

a.       investimenti produttivi per la creazione di posti di lavoro, attraverso il sostegno diretto alle
        PMI
b.      investimenti produttivi, a prescindere dalla dimensione dell´impresa, nei settori della ricerca,
        passaggio a un´economia a bassa emissione di carbonio e, laddove prevista cooperazione tra
        grandi impresa e PMI, nel settore dell´ICT
c.      investimenti nelle infrastrutture che offrono servizi basilari ai cittadini nei settori
        dell´energia, ambiente, trasporto e ICT
d.      investimenti nelle infrastrutture sociali, per la salute, ricerca, innovazione e istruzione
e.       investimenti per lo sviluppo del potenziale endogeno (v. anche infrastrutture turistiche e
        culturali su piccola scala)
f.      scambio di migliori pratiche, cooperazione e networking tra autorità regionali, locali e
        partner della società civile.

Il FESR sostiene le seguenti priorità d'investimento (art. 5 Regolamento FESR):

1. rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione;
2. migliorare l'accesso alle tecnologie dell´informazione e delle comunicazioni, il loro utilizzo e
    la loro qualità;
3. accrescere la competitività delle PMI;
4. sostenere il passaggio a un'economia a bassa emissione di carbonio in tutti i settori;
5. promuovere l'adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi;
6. preservare e proteggere l'ambiente e promuovere l'efficienza delle risorse (anche tramite la
    conservazione, promozione e sviluppo del patrimonio naturale e culturale);
7. promuovere il trasporto sostenibile ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di
    rete;
8. promuovere un'occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori;
9. promuovere l'inclusione sociale e lottare contro la povertà e qualsiasi discriminazione;
10. investire nell'istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per la
    qualificazione professionale nonché nella formazione permanente, sviluppando l'infrastruttura
    scolastica e formativa;
11. potenziare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e dei soggetti interessati e
    l'efficienza delle pubbliche amministrazioni e dei servizi pubblici interessati dagli interventi del
    FESR, affiancando le azioni svolte a questo fine con il sostegno del FSE.

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Il FESR non sostiene:
 la disattivazione e la costruzione di centrali nucleari;
 gli investimenti volti a conseguire la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra;
 la fabbricazione, la trasformazione e la commercializzazione del tabacco e dei prodotti del
    tabacco;
 le imprese in difficoltà;
 gli investimenti in infrastrutture aeroportuali tranne quelli connessi alla protezione
    dell'ambiente o accompagnati da investimenti necessari a mitigare o ridurre il loro impatto
    ambientale negativo.

                                     DIMENSIONE URBANA

Il rafforzamento della dimensione urbana comprende tre elementi: un'assegnazione obbligatoria pari
al 5% delle risorse del FESR a favore delle città per la loro gestione, una piattaforma per lo sviluppo
urbano e il sostegno ad azioni innovative nel campo dello sviluppo urbano sostenibile.
Nel quadro dello sviluppo urbano sostenibile, è considerato necessario sostenere azioni integrate
per affrontare i problemi economici, ambientali, climatici, demografici e sociali delle zone
urbane, comprese le aree urbane funzionali, e promuovere i collegamenti tra zone urbane e rurali.
Tenendo conto della propria specifica situazione territoriale, ciascuno Stato membro stabilisce nel
proprio accordo di partenariato i principi per la selezione delle zone urbane in cui devono essere
realizzate le azioni integrate per lo sviluppo urbano sostenibile e la dotazione annua indicativa
destinata a tali azioni a livello nazionale.

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Il REGOLAMENTO FONDO SOCIALE EUROPEO (FSE)

Ai fini della competitività, della crescita sostenibile e della ripresa economica, il capitale umano è un
fattore decisivo, e l’FSE è il principale strumento di cui l’UE si è dotata per investire nelle persone:
ogni anno, infatti, aiuta circa 15 milioni di cittadini a trovare un’occupazione o a migliorare le proprie
competenze per riuscire a trovare lavoro in futuro.

Dal 2014, il ruolo dell’FSE verrà rafforzato:

        Verrà assicurata una massa critica di investimenti in capitale umano tramite una quota minima
        garantita dell’FSE nell’ambito dei finanziamenti della politica di coesione in ciascuno Stato
        membro.
        Con lo stanziamento di almeno il 20% dei finanziamenti a favore dell’inclusione sociale, le
        persone in difficoltà e chi appartiene a gruppi svantaggiati riceveranno maggiore sostegno
        affinché possano usufruire delle stesse opportunità riservate agli altri di integrarsi nella
        società.
        La promozione dell’uguaglianza di genere e delle pari opportunità per tutti senza alcuna
        discriminazione sarà parte integrante di tutte le azioni e verrà inoltre sostenuta mediante
        iniziative specifiche.
        Sarà dedicata maggiore attenzione alla lotta alla disoccupazione giovanile. Saranno erogati
        almeno 6 miliardi di euro a sostegno degli sforzi profusi dagli Stati membri per avviare i
        programmi di attuazione della garanzia per i giovani.
        Si concentreranno i finanziamenti per ottenere risultati, indirizzando i propri interventi su un
        numero limitato di priorità.
        Verrà assicurato maggiore sostegno all’innovazione sociale, ovvero al collaudo e alla
        proiezione su scala di soluzioni innovative mirate a soddisfare esigenze sociali, occupazionali
        e formative.
        L’FSE verrà attuato in stretta collaborazione con enti pubblici, parti sociali e organizzazioni
        in rappresentanza della società civile a livello nazionale, regionale e locale nell’arco di tutto il
        ciclo del programma.
        L’FSE sarà in prima linea nell’applicazione delle innovative regole di gestione volte a
        semplificare l’attuazione dei progetti.

Quali sono gli obiettivi dell’FSE nel periodo 2014-2020?

Inserimento lavorativo: l’FSE collaborerà con organizzazioni di tutta l’UE per avviare progetti mirati
a formare i cittadini e ad aiutarli a trovare un’occupazione..

Inclusione sociale: assicurare ai cittadini un posto di lavoro è il metodo più efficace per garantire loro
indipendenza e sicurezza finanziaria e per svilupparne il senso di appartenenza..

Istruzione migliore: l’FSE finanzia in tutta l’UE iniziative volte a migliorare l’istruzione e la
formazione e ad assicurare che i giovani completino il loro percorso formativo e ottengano
competenze in grado di renderli più competitivi sul mercato del lavoro..

Una pubblica amministrazione migliore: l’FSE asseconderà gli sforzi profusi dagli Stati membri per il
miglioramento della qualità della governance e dell’amministrazione pubblica e sosterrà le loro
riforme strutturali dotandoli delle capacità amministrative e istituzionali necessarie.

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Quali risultati sono stati ottenuti nel periodo 2007-2013?

Ogni anno, circa 15 milioni di persone partecipano alle migliaia di progetti cofinanziati dall’FSE in
tutta l’Unione europea. A seconda della situazione economica dei singoli Stati membri e delle
qualifiche iniziali dei partecipanti, il 20-35% trova un nuovo lavoro al completamento della
formazione finanziata dall’FSE. L’FSE si è adattato alle sfide lanciate dalla crisi economica e ha
aiutato i giovani facilitandone la transizione dal mondo della scuola a quello del lavoro, ampliando la
formazione professionale e prevenendo l’abbandono scolastico. Contro l’esclusione sociale sono già
stati profusi sforzi significativi: le attività volte a promuovere l’inclusione sociale sono andate a
beneficio di oltre 1 milione di cittadini, tra disoccupati, migranti, persone scarsamente qualificate e
giovani.

Per ulteriori informazioni si consiglia la lettura di questi documenti:

         “Position Paper” dei Servizi della Commissione sulla preparazione dell’Accordo di
Partenariato e dei Programmi in Italia per il periodo 2014-2020 [IT]:
http://ec.europa.eu/regional_policy/what/future/pdf/partnership/it_position_paper_it.pdf

         Scheda su Innovazione e Ricerca [ENG]:
http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/informat/2014/fiche_innovation_en.pdf

         Scheda sulle ICT [ENG]:
http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/informat/2014/fiche_ict_en.pdf

         Scheda sulla competitività delle PMI [ENG]:
http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/informat/2014/fiche_sme_en.pdf

         Scheda sull'economia a basse emissioni di carbonio [ENG]:
http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/informat/2014/fiche_low_carbon_en.pdf

Ufficio dell´On. Erminia Mazzoni
Bât. Altiero Spinelli 08F146/ B -1047
Bruxelles
Tel. 0032 (0)2 28 47238
erminia.mazzoni@europarl.europa.eu

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