PIRELLI STORIE DI CORSE A HISTORY OF RACING - Fondazione Pirelli

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PIRELLI STORIE DI CORSE A HISTORY OF RACING - Fondazione Pirelli
PIRELLI
STORIE DI CORSE
A HISTORY OF RACING
PIRELLI STORIE DI CORSE A HISTORY OF RACING - Fondazione Pirelli
In copertina / Cover page
Juan Manuel Fangio interpreta se stesso
nel film “Una vita a 300 all’ora” del 1981
Juan Manuel Fangio plays himself in
the 1981 film Fangio: A Life at 300 An Hour

Fondazione Pirelli
Viale Piero e Alberto Pirelli, 25
(entrata/entrance: Viale Sarca, 222)
20126 Milano

Orari/Opening hours
Da lunedì a venerdì/from Monday to Friday
Ingresso libero su appuntamento/
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STORIE DI CORSE
A HISTORY OF RACING
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Pirelli, storie di corse/A history of racing                           3

SOMMARIO
SUMMARY

All'alba delle corse                           L’avventura,
The dawn of racing                             tra rally e motocross
5                                              The adventure between
                                               rallies and motocross
L'età degli eroi                               37
The age of heroes
13                                             Di nuovo in pista
                                               Back on track
Uomini soli al comando                         45
Men alone in the led
21                                             Ancora al vertice
                                               Still at the top
La rinascita dei motori                        53
The revival of motor racing
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Il pilota brasiliano Nelson Piquet, vincitore con la Brabham-BMW
del Gran Premio di Francia di F1 nel 1985
The Brazilian driver Nelson Piquet, the winner of the 1985
French F1 Grand Prix in his Brabham-BMW
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Pirelli, storie di corse/A history of racing                  5

ALL’ALBA                       Apparve chiaro fin da subito
                               che il modo migliore per co-
DELLE                          struirsi il successo era quel-
CORSE                          lo di partecipare alle com-
                               petizioni automobilistiche,
                               e se possibile vincerle. La
Quando iniziò                  cosa era importante anche
                               dal punto di vista tecnico,
l’avventura Pirelli            perchè le soluzioni adotta-
sui campi di gara              te per affrontare al meglio
                               la gara potevano poi essere
                               estese all’intero processo
produttivo dei pneumatici di serie. Dopo pochi anni dalla
messa in commercio del suo primo pneumatico per auto-
mobile — l’Ercole — Pirelli inaugurava una lunga stagione
di gare su quattro ruote.

Così fu nel luglio del 1905, con la Corsa internazionale in
salita Susa-Moncenisio dove Pirelli equipaggiava automo-
bili come la Marchand di Giuseppe Tamagni, la Darracq
dell’avvocato Bruno Corbetta, la Peugeot Bébé di Giovanni
Piena: questi ultimi due, sul podio alla fine della gara. Ma la
stessa vettura di Tamagni era di nuovo al via, l’anno dopo,
alla Settimana Automobilistica di Sanremo e vinse la gara.
Per Pirelli era il primo vero successo automobilistico.

E poi arrivò l’anno 1907, con la gara più famosa di tutti
i tempi, il raid Pechino–Parigi. Diciassettemila chilometri

Bozzetto per pubblicità dei pneumatici Pirelli, 1910-1915
Sketch for Pirelli tyres advertising campaign, 1910-1915
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da percorrere su strade sconnesse, difficili, impervie, an-
che viaggiando sui binari della Transiberiana o calando-
si con le funi dalle rocce del Gobi. Il principe Scipione
Borghese aveva voluto e ottenuto pneumatici Pirelli per
la sua Itala, così potente e pesante. Partì da Pechino con
accanto Luigi Barzini, giornalista del “Corriere della Sera”,
e il meccanico Ettore Guizzardi: la vittoria finale, due mesi
dopo a Parigi, portò nella leggenda uomini, macchina e
pneumatici.

Il clamore dell’impresa divenne presto febbre delle com-
petizioni, tanto che già l’anno successivo fu proposta
una nuova sfida: partenza da New York per correre co-
ast-to-coast verso San Francisco, puntare verso l’Alaska,
attraversare l’Oceano e, dalla Siberia, scendere fino al tra-
guardo. Ancora a Parigi. Pirelli presente anche questa vol-
ta, con la Züst di Emilio “Giulio” Sirtori affiancato dal gior-
nalista Antonio Scarfoglio de “Il Mattino” di Napoli. Una
corsa massacrante, segnata dalla sfortuna per la Züst.
Ma, classifica a parte, i pneumatici Pirelli ormai avevano
dimostrato di saper correre e imporsi al di qua e al di là
dell’Atlantico.

Scipione Borghese e Luigi Barzini accanto alla Itala vincitrice del raid Pechino-Parigi
nell’agosto del 1907
Scipione Borghese and Luigi Barzini next to the Itala, the winner of the Peking-Paris
expedition in August 1907

Dignitari cinesi a bordo della Itala in partenza da Pechino
Chinese dignitaries on board the Itala leaving from Beijing
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Pirelli, storie di corse/A history of racing   7
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La Itala con pneumatici Pirelli Ercole esposta nella redazione del giornale “Le Matin”
The Itala, with Pirelli Ercole tyres, on display in the offices of the newspaper “Le Matin”

L’equipaggio italiano alla New York-Parigi 1908
The Italian team in the 1908 New York-Paris expedition
Pirelli, storie di corse/A history of racing                  9

THE DAWN                          It was quite clear from the
                                  outset that the best way to
OF RACING                         achieve success would be
                                  to take part in automobile
                                  races and, if possible, win
When Pirelli’s                    them. It was also important
adventure on                      from a technical point of
racing circuit                    view, because the solutions
began                             that proved best on the
                                  race track could then be
                                  extended to the manufac-
ture of standard production tyres. Just a few years after
its first car tyre – the Ercole – had gone onto the market,
Pirelli embarked on a long season of motorcar racing.

And so it was that, for the International Uphill Susa-Monce-
nisio Race in 1905, Pirelli fitted out cars such as Giuseppe
Tamagni’s Marchand, Avvocato Bruno Corbetta’s Darracq
and Giovanni Piena’s Peugeot Bébé – and saw the last two
on the podium at the end of the race. But Tamagni’s car
was back on the starting line the following year, at the
Settimana Automobilistica di Sanremo, and this time he
won the race. For Pirelli, this was its first real motor racing
success.

Then came 1907 and the most famous contest of all time:
the Peking to Paris raid. Seventeen thousand kilometres on
bumpy, impervious, sometimes non-existent roads, even
driving along the tracks of the Trans-Siberian Railway, or
climbing down a cliff with ropes in the Gobi desert. Prince
Scipione Borghese had wanted, and obtained, Pirelli tyres
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for his massive, powerful Itala. He left Peking with Luigi
Barzini, a journalist from the “Corriere della Sera”, and a
mechanic, Ettore Guizzardi. The final victory in Paris, two
months later, made these men, the car and the tyres the
stuff of legend.

The sensational enterprise soon ignited a fever for com-
petitions, and indeed the following year a new challenge
was proposed: a coast-to-coast race from New York to
San Francisco, and then up to Alaska, over the ocean
and, from Siberia, all the way to the finishing line. In Paris,
once again. Here too, Pirelli was there, with Emilio “Giulio”
Sirtori and his Züst, and a journalist, Antonio Scarfoglio,
of the Naples newspaper “Il Mattino”. A gruelling race,
but marred by misfortune for the Züst. Even so, rankings
aside, Pirelli tyres had by now shown they were able to
race and make their mark on both sides of the Atlantic.

Programma e regolamento della corsa internazionale Susa-Moncenisio del 16 luglio 1905
Programme and regulations of the International Susa-Moncenisio Race, 16 July 1905
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L’ETÀ                          Fu un’età d’oro, quella tra le
                               due guerre, per lo sport dei
DEGLI EROI                     motori: a quattro e a due
                               ruote. Forte della sua inno-
                               vativa tecnologia “cord”,
Le corse auto                  che rendeva i pneumatici
e moto tra i due               estremamente più affidabili
                               e resistenti, Pirelli cominciò
conflitti mondiali
                               ad affrontare i circuiti auto-
                               mobilistici di tutta Europa,
                               primo fra tutti quello di
Monza, appena inaugurato. Equipaggiando le auto vin-
centi del momento, i Pirelli Stella Bianca diventarono “i
pneumatici delle vittorie”. Di pari passo cresceva la pas-
sione per le competizioni motociclistiche: i grandi piloti
dell’epoca passavano con disinvoltura dal volante al ma-
nubrio, con i loro pneumatici Pirelli Motocord.

Erano gli anni della Targa Florio, prova durissima per i pilo-
ti, per le auto, per i pneumatici. Felice Nazzaro guidava —
vincendo — una Fiat che aveva rielaborato lui stesso, tanto
da chiamarla “Nazzaro Tipo 2”. Dal traguardo di Palermo
spedì all’ingegner Giovanni Battista Pirelli a Milano un tele-
gramma di congratulazioni per gli ottimi pneumatici.

In questi anni iniziavano le prime gare in circuito: c’era an-
che Alberto Pirelli - il figlio del fondatore - alla partenza
del Grand Prix dell’Automobile Club de France ad Amiens,

Piero Todeschini, listino prezzi dei pneumatici Pirelli Superflex Cord, 1924
Piero Todeschini, price list for Pirelli Superflex Cord tyres, 1924
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Pirelli, storie di corse/A history of racing                                            15

dove vinsero — primo e secondo posto — le Peugeot
di Georges Boillot e Louis Goux gommate con “Pneus
Pirelli”. Poi, nel 1924 si affacciò al mondo del Grand Prix
l’Alfa Romeo, con la gloriosa P2: fu subito intesa perfetta
con i Superflex Cord Pirelli. Al volante, Antonio Ascari e
Giuseppe Campari. Sulla pista di Monza, il 6 settembre
1925, Gastone Brilli-Peri — che sostituiva Ascari, scompar-
so in luglio in un incidente in Francia — regalò al Quadri-
foglio il Campionato del Mondo.

Furono tempi eroici anche per la moto, con piloti del cali-
bro di Tazio Nuvolari, in sella alla Bianchi Freccia Celeste.
O al volante dell’Alfa Romeo 8C, perchè per il “Mantovano
volante” o il “Nivola”, come lo aveva soprannominato la
stampa, la velocità era una sfida su due come su quattro
ruote. Non a caso Enzo Ferrari lo considerava “un prodi-
gio insuperato dell’istinto ai limiti delle possibilità umane
e delle leggi fisiche”.

Questo era Nuvolari. Con lui, nella storia, nomi che assie-
me a Pirelli hanno scritto le prime pagine dello sport a due
ruote: da piloti come Miro Maffeis e Giordano Aldrighetti a
marchi come Indian, Rudge, GD.

1914: manifesto pubblicitario di H.E. Roowy in copertina della rivista “Touring Club
Italiano”
1914: advertising poster by H.E. Roowy on the cover of the “Touring Club Italiano”
magazine

Sulla pista dell’autodromo di Monza, Gastone Brilli-Peri vince con l’Alfa Romeo P2 il
Campionato del Mondo 1925
Gastone Brilli-Peri, in his Alfa Romeo P2, wins the 1925 World Championship on the
Monza racetrack
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Georges Boillot, vincitore con la Peugeot gommata Pirelli del Grand Prix de France del
1913 ad Amiens
Georges Boillot, winner of the 1913 French Grand Prix in Amiens in his Pirelli-equipped
Peugeot
Pirelli, storie di corse/A history of racing              17

THE AGE                         The inter-war years were
                                a golden age for motor-
OF HEROES                       sport, on both two and
                                four wheels. With its inno-
                                vative “cord” technology,
Motor car and                   which made its tyres far
motorcycle races                more reliable and durable,
                                Pirelli started going onto
in the roaring                  automobile racing circuits
twenties                        across all Europe and,
                                first and foremost, that
                                of Monza, which had just
been opened. Fitted on the winning cars of that period,
the Pirelli Stella Bianca became known as “the victory
tyre”. At the same time, there was increasing excitement
about motorcycle racing, and the great drivers of the age
would casually switch from steering wheel to handlebars,
with their Pirelli Motocord tyres.

These were the years of the Targa Florio, one of the tough-
est tests for drivers, cars and tyres. Felice Nazzaro drove
– and came first in – a Fiat that he had souped up himself
and nicknamed the “Nazzaro Tipo 2”. From the finishing
line in Palermo he sent a telegram to ingegner Giovanni
Battista Pirelli in Milan, congratulating him on the excel-
lent tyres.

These were the years of the first circuit races, and Alberto
Pirelli, the son of the founder, went to Amiens, to the
starting line of the Grand Prix of the Automobile Club de
France. The race was won by Georges Boillot and Louis
18

Goux in Peugeots, both on “Pneus Pirelli”. Then, in 1924,
Alfa Romeo entered the world of the Grand Prix, with the
glorious P2, and there was suddenly a perfect entente
with the Pirelli Superflex Cord, with Antonio Ascari and
Giuseppe Campari at the wheel. On 6 September 1925,
on the Monza circuit, Gastone Brilli-Peri took the place of
Ascari, who had perished in an accident in France in July,
and gave the Quadrifoglio the World Champion title.

This was also a heroic age for motorcycling, with riders of
the calibre of Tazio Nuvolari on the Bianchi Freccia Celeste.
Or behind the wheel of an Alfa Romeo 8C, because in the
eyes of “The Flying Mantuan”, or “Nivola”, as the press had
dubbed him, speed was a challenge on either two or four
wheels. It is no coincidence that Enzo Ferrari considered
him “an unsurpassed miracle of instinct at the limit of hu-
man potential and of the laws of physics.”

That was Nuvolari. And with him, others who wrote the
front pages of the history of motorcycling, together
with Pirelli: from riders like Miro Maffeis and Giordano
Aldrighetti to marques like Indian, Rudge, and GD.

Renzo Bassi, vignetta pubblicitaria tratta dal catalogo “Pubblicità”, 1931
Renzo Bassi, advertising vignette from the “Pubblicità” catalogue, 1931

La squadra corse moto della Bianchi nel 1926. Il primo a sinistra è Tazio Nuvolari
The Bianchi motorcycle racing team in 1926. The first on the left is Tazio Nuvolari
Pirelli, storie di corse/A history of racing   19
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UOMINI                         Nel 1895 fu annunciata la
                               prima corsa velocipedistica
SOLI AL                        indetta dalla Pirelli & C. sul
COMANDO                        percorso Milano - Cremona -
                               Brescia - Milano, aperta a tutti
                               i ciclisti che “monteranno
                               pneumatici di sua fabbrica-
Gare e campioni
                               zione”. Cioè pneumatici del
del ciclismo Pirelli           tipo “Milano”, dotati di solidi
                               talloni per fissarsi al cerchio
                               e contrassegnati dal mar-
chio di fabbrica con la stella e le lettere P&CM: Pirelli &
C., Milano. Ciclisti come Narciso Pasta o Gilberto Marley,
in sella a biciclette che da pochi anni erano dotate di tra-
smissione a catena e avevano ruote della stessa dimensio-
ne. Le costruivano aziende come la Dei, la Orio Marchand,
la Maino: presto sarebbero arrivate marche storiche come
Atala, Frera, Ganna. E poi, tra Wolsit e Lignon, la mitica
Legnano destinata a entrare nella leggenda del ciclismo
assieme alla “rivale” Bianchi.

Pirelli partecipava a tutte le grandi classiche su strada, dal
Giro d’Italia alla Milano-Sanremo, al Giro di Lombardia, al
Giro di Romagna. E naturalmente, alla classica delle clas-
siche: il Tour de France. I tubolari Pirelli erano impiegati su
pista al Velodromo del Sempione e poi sulle liste di legno
dell’impianto creato da Giuseppe Vigorelli, dopo anni di
dirigenza all’Agenzia Lombarda Gomme Pirelli. Il marchio

Ballie, pubblicità dei pneumatici Pirelli per bicicletta, 1913
Ballie, advertisement for Pirelli bicycle tyres, 1913
22

della P lunga apparve sulle maglie di “campionissimi”
come Costante Girardengo che con Pirelli — nei primi anni
Venti — vinse indifferentemente per i colori della Bianchi,
o della Stucchi, o della Wolsit, tanto alla Milano-Sanremo
quanto al Giro di Lombardia. Girardengo fu perennemen-
te rivale di Giovanni Brunero, campione della Legnano e
tre volte vincitore del Giro d’Italia. Poi verrà il tempo di
Alfredo Binda — anche lui della Legnano — e degli indi-
menticabili Fausto Coppi e Gino Bartali.

Sarà proprio Alfredo Binda, una volta “appesa la biciclet-
ta al chiodo”, a inventarsi nel 1949 il Gran Premio Pirelli:
un trofeo ciclistico per dilettanti da disputarsi su selezioni
regionali fino alla finale al Velodromo Vigorelli di Milano.
Fortemente sostenuto da Arturo Pozzo, direttore com-
merciale della Pirelli Pneumatici, il Gran Premio Pirelli si
impose nella prima metà degli anni Cinquanta come uno
dei più importanti trampolini di lancio per quei giovani
ciclisti che aspiravano al professionismo delle due ruote.
Quasi una missione, la passione di Pozzo per il ciclismo
giovanile: il Gran Premio Pirelli sopravvisse al suo “patron”
— scomparso nel 1955 — solo un paio d’anni. L’ultima edi-
zione nel 1957, dopo nove stagioni per un totale di oltre
14.000 partecipanti.

1909: cartolina delle Edizioni Artistiche Pirelli per il primo Giro d’Italia
1909: an Edizioni Artistiche Pirelli postcard for the first Giro d’Italia

Finale del Gran Premio Pirelli al Velodromo Vigorelli, 1949
Pirelli Grand Prix final at the Vigorelli Velodrome, 1949
Pirelli, storie di corse/A history of racing   23
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Cartolina pubblicitaria dei pneumatici Pirelli per bici: Fausto Coppi, anni Cinquanta
Advertising postcard for Pirelli bicycle tyres: Fausto Coppi, 1950s

Tra il 1949 e il 1957 si disputa il Gran Premio Pirelli per ciclisti dilettanti
The Gran Premio Pirelli for amateur cyclists ran from 1949 to 1957
Pirelli, storie di corse/A history of racing                 25

MEN ALONE IN                   Pirelli & C. held its first ve-
                               locipede race in 1895. The
THE LEAD                       route followed was Milan-
                               Cremona-Brescia-Milan,
                               and it was open to all cyclists
Pirelli: cycling               who mounted “tyres man-
races and                      ufactured by the compa-
champions                      ny”. In other words, Milano
                               tyres, with solid beads
                               to fasten them to the rim
                               and bearing the trademark
with the star and the letters P&CM: Pirelli & C., Milano.
Cyclists like Narciso Pasta and Gilberto Marley soon took
to bicycles that just a few years previously had been fit-
ted with transmission — and chain and had wheels of the
same size. They were built by companies such as Dei, Orio
Marchand, and Maino, but historic names such as Atala,
Frera, and Ganna would soon be on their way. And then,
alongside Wolsit and Lignon, the mythical Legnano was
destined to enter the legend of cycling together with its
great “rival” Bianchi.

Pirelli took part in all the great road classics, from the Giro
d’Italia to the Milano-Sanremo, the Giro di Lombardia, and
the Giro di Romagna. And, of course, in the classic of clas-
sics: the Tour de France. Pirelli tubular tyres were used
on the Sempione Velodrome and later on the wooden
boards of the facility created by Giuseppe Vigorelli, after
his years at the head of the Agenzia Lombarda Gomme
Pirelli. The Pirelli logo appeared on the jerseys of such
“campionissimi” as Costante Girardengo, who won on
26

Pirelli tyres in the early 1920s variously flying the colours
of Bianchi, Stucchi or Wolsit, in both the Milano-Sanremo
and the Giro di Lombardia. Girardengo was the perennial
rival of Giovanni Brunero, a Legnano champion and three-
time winner of the Giro d’Italia. Then it was the turn of
Alfredo Binda – another Legnano cyclist – and the legend-
ary Fausto Coppi and Gino Bartali.

It was Alfredo Binda who, after putting his bicycle up on
the rack for the last time, invented the Gran Premio Pirelli,
in 1949. This was a cycling trophy for amateurs, with re-
gional contests leading upto the finals at the Vigorelli
Velodrome in Milan. Strongly supported by Arturo Pozzo,
sales director of Pirelli Pneumatici, the Gran Premio Pirelli
soon became one of the most important springboards in
the mid-1950s for those young cyclists who aspired to en-
ter professional racing. Pozzo’s passion for youth cycling
was almost a mission, and indeed the Gran Premio Pirelli
survived only a couple of years after its “patron” passed
away. The last event was in 1957, after nine editions with
a total of over 14,000 participants.

Fausto Coppi con la Bianchi gommata Pirelli, anni Cinquanta
Fausto Coppi and Bianchi fitted with Pirelli tubular tyres, 1950s
Pirelli, storie di corse/A history of racing   27
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LA RINASCITA                   Nacque nel 1950 la Formula 1.
                               Se quella con Alfa Romeo e
DEI MOTORI                     Maserati era una collabo-
                               razione storica che dura-
                               va fin dai tempi dei grand
Velocità e record              prix d’anteguerra, ora un
degli anni                     marchio nuovo si presen-
                               tava nel mondo delle corse
Cinquanta
                               automobilistiche: la Ferrari.
                               Alla guida, assieme a Gigi
                               Villoresi, il pilota Alberto
Ascari deciso a riprendersi la gloria del padre Antonio,
morto venticinque anni prima sul circuito di Montlhéry a
bordo di un’Alfa P2, dominatrice delle corse d’anteguer-
ra. L’uomo da battere restava però Nino Farina, con la sua
Alfa Romeo 158: fu lui a vincere il primo Campionato del
Mondo nel 1950. Della squadra del Quadrifoglio faceva
parte anche Luigi Fagioli, classe 1898: una vita sulle piste
tra Maserati e Alfa.

Restava fedele alla Maserati invece Birabongse Bhanutej
Bhanubandh: membro della famiglia reale thailande-
se, per tutti era solo “Il Principe Bira”. Che si trattasse di
Ferrari, Alfa o Maserati, il pneumatico Pirelli Stelvio met-
teva d’accordo qualunque rivalità, anche quando si ag-
giunse alla scuderia la vettura inglese Vanwall, guidata
da Stirling Moss. Piloti che quando smettevano di com-
petere sulle piste di Formula 1 ricominciavano a sfidarsi

Raffaele Alberti su Guzzi 65 equipaggiata con pneumatici Pirelli, 1948
Raffaele Alberti on a Guzzi 65 fitted with Pirelli tyres, 1948
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su strada, lungo la Mille Miglia, o alla Targa Florio, o an-
cora si impegnavano in gare lunghe 24 ore, come a Le
Mans. Non erano meno combattute le sfide sulle due ruo-
te negli anni Cinquanta, quando il pilota-ingegnere Piero
Taruffi si impegnava a battere ogni record di velocità e le
case motociclistiche contendenti erano principalmente
due: Guzzi contro Gilera. Per Guzzi gareggiavano i piloti
Raffaele Alberti, Guido Leoni e Bruno Ruffo, mentre sulle
moto Gilera correva un altro terzetto di campioni: Nello
Pagani, Carlo Bandirola e Umberto Masetti. Con un unico
denominatore comune: il marchio Pirelli.

Nino Farina su Ferrari 500 gommata Pirelli al Gran Premio dell’Autodromo di Monza
del 1952
Nino Farina in a Ferrari 500 with Pirelli tyres at the Monza Gran Prix in 1952

1948: il record mondiale di velocità di Gianni Leoni con il “Guzzino” sulla pista di
Monza
1948: Gianni Leoni’s world speed record on the “Guzzino” at the Monza racetrack
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F1: il Campione del Mondo Alberto Ascari ritratto con la sua Ferrari 500 a Monza
nel 1953. Pneumatici Pirelli Stelvio
F1: the World Champion Alberto Ascari with his Ferrari 500 in Monza in 1953.
Pirelli Stelvio tyres
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THE REVIVAL                   Formula One was incepted
                              in 1950. The historic part-
OF MOTOR                      nership with Alfa Romeo
RACING                        and Maserati dated back
                              to the Grand Prix races
                              before the war, but now a
Speed and records new marque was making
                              its appearance on the mo-
in the 1950s                  tor racing scene: Ferrari.
                              Behind the wheel, together
                              with Gigi Villoresi, Alberto
Ascari was determined to regain the glory that had once
been that of his father Antonio, who had died twenty-five
years previously on the Montlhéry circuit on board an Alfa
P2, the car that had dominated the pre-war races. But the
man to beat was Nino Farina, in his Alfa Romeo 158: it was
he who won the first World Championship in 1950. An-
other member of the Quadrifoglio team was Luigi Fagioli,
born in 1898, who had spent his life racing with Maserati
and Alfa.

Bhanutej Bhanubandh, on the other hand, remained faith-
ful to Maserati. A member of the Thai royal family, every-
one knew him as just “Prince Bira”. Whether it was a Fer-
rari, an Alfa or a Maserati, the Pirelli Stelvio tyre put aside
any rivalry, even when the Vanwall car from England, driv-
en by Stirling Moss, was added to the stable. When these
drivers stopped racing on the Formula One tracks, they
started duelling on the roads, along the Mille Miglia, or for
the Targa Florio, and on 24-hour marathons like the one at
Le Mans. The duels that were battled out on two wheels
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were no less fierce in the 1950s, when the driver-engineer
Piero Taruffi took it upon himself to beat every speed re-
cord. Here the fight was basically between two motor-
cycle manufacturers: Guzzi and Gilera. Raffaele Alberti,
Guido Leoni and Bruno Ruffo raced on Guzzi, while Gilera
bikes had their own three champions: Nello Pagani, Carlo
Bandirola and Umberto Masetti. All with one common de-
nominator: Pirelli tyres.

1952: si corre a Monza il Gran Premio motociclistico delle Nazioni. Gilera
e Guzzi le moto da battere
1952: the race is the Nations Motorcycle Grand Prix and the bikes to beat are the Gilera
and Guzzi

Nino Farina sulla copertina della rivista “Pirelli” n. 5, 1950
Nino Farina, cover of the “Pirelli” magazine, issue no. 5, 1950

Alberto Ascari sulla copertina della rivista “Pirelli” n. 5, 1949
Alberto Ascari, cover of the “Pirelli” magazine, issue no. 5, 1949
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L’AVVENTURA,                      Quando — nel dicembre
                                  del 1956 — Pirelli annun-
TRA RALLY                         ciò il suo abbandono del-
E MOTOCROSS                       le competizioni, forte fu
                                  il timore che potesse in-
                                  terrompersi una storia di
I trionfi del binomio successi automobilistici e
                                  motociclistici che durava
Lancia-Pirelli                    da mezzo secolo. E inve-
                                  ce, il nuovo pneumatico
                                  Cinturato — cui erano sta-
te riservate tutte le risorse tecnologiche — era destinato
ad aprire una nuova grande stagione di gare: quelle che
si cominciavano, a fine anni Sessanta, a conoscere come
“rallies”. Vetture molto simili al modello di serie, impegna-
te al limite dello sforzo su strada e su sterrato, nel fango,
sulla neve. Per i pneumatici, un laboratorio di prova pres-
sochè unico e irripetibile.

E fu subito un trionfo del “made in Italy”, con le Fiat 124
Sport e le Lancia Fulvia HF vittoriose con il Cinturato CN36.
Poi venne la stagione magica della Lancia Stratos, gom-
mata con il super-ribassato Pirelli P7. E dopo la Stratos, di
nuovo con Fiat per la 131 Abarth, e ancora con la Lancia
037 prima e la Delta poi, mentre la nuova invenzione Pirelli
si chiamava P Zero. Con piloti come Sandro Munari, Björn
Waldegård, Markku Alén, Walter Röhrl, Massimo “Miki”
Biasion, Juha Kankkunen furono otto i Mondiali marche —

Le Lancia Stratos di Sandro Munari e Lele Pinto al Rally di Montecarlo del 1977
Sandro Munari’s and Lele Pinto’s Lancia Stratos cars at the 1977 Monte Carlo Rally
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oltre a tre titoli piloti — vinti dalle vetture e dai pneumatici
italiani tra il 1974 e il 1987.

L’abitudine alle vittorie rallistiche non smise quando — ri-
tiratasi la Lancia — arrivò il momento della Toyota Celica
di Carlos Sainz, seguita dalla lunga storia di successi del-
la Subaru Impreza, guidata da altri campioni come Colin
McRae e Petter Solberg. E in tempi più recenti — siamo ne-
gli anni 2000 — gli exploit di Sébastien Loeb con la Citroën.
La stessa “voglia di avventura” che nei primi anni Settanta
ispirava le competizioni rallistiche finì per influenzare anche
il mondo delle gare a due ruote: iniziava il boom del mo-
tocross. Per Pirelli il prodotto di punta era il Campeonato
Español Sevilla: nata nel 1974, questa linea di pneumatici
cross è stata testimone di una tradizione di vittorie che dagli
anni Ottanta continua ancora oggi.
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Agenzia Centro, design Tomás Gonda, “Cinturato Pirelli vince i rallies”, 1971
Centro agency, design Tomás Gonda, “Cinturato Pirelli vince i rallies”, 1971
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Agenzia Centro, logo Pirelli MotoVelo, 1975
Centro agency, Pirelli MotoVelo logo, 1975

La Lancia 037 di Walter Röhrl con pneumatici Pirelli P7 sulle strade del Rally
di Monte Carlo 1983
Walter Röhrl’s Lancia 037 with Pirelli P7 tyres on the Monte Carlo Rally in 1983
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THE                            When Pirelli announced
                               it was abandoning motor
ADVENTURE                      racing in December 1956,
OF RALLIES                     there was a great fear that
                               it might mean the end of a
AND                            series of car and motorcy-
                               cle victories that had gone
MOTOCROSS                      on for half a century. But
                               then came a new tyre, the
                               Cinturato – to which every
The triumphs of                technological resource had
Lancia-Pirelli                 been committed – and,
                               with it, the dawn of a great
                               new chapter in racing his-
tory, in the form of rallying in the late 1960s. Cars very
similar to production models, taken to the very limits on
road and off-road, through mud and snow. For the tyres,
this was a test bench like no other.

It was an immediate triumph for the “Made in Italy” label,
with the Fiat 124 Sport and the Lancia Fulvia HF out in front
on their Cinturato CN36. Then came the magical season
of the Lancia Stratos fitted with the ultra-low-profile Pirelli
P7. And, after the Stratos, it was back to Fiat, with the 131
Abarth, and then again to the Lancia 037 and the Delta,
while the new invention from Pirelli went by the name of
P Zero. With drivers like Sandro Munari, Björn Waldegård,
Markku Alén, Walter Röhrl, Massimo “Miki” Biasion, and
Juha Kankkunen, eight world constructors titles – as well
as three drivers titles – were won by Italian cars and tyres
between 1974 and 1987.
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The habit of winning rallies did not stop when Lancia
pulled out and it was the turn of the Toyota Celica driven
by Carlos Sainz, and this was followed by a whole string
of victories by the Subaru Impreza, driven by other cham-
pions, such as Colin McRae, and Petter Solberg. And,
in more recent times – in the 2000s – there has been
Sébastien Loeb in Citroën.

The same adventurous spirit that inspired the car rallies
in the early seventies also ended up inspiring the world of
motorcycling, with the boom of motocross. For Pirelli the
flagship product was the Campeonato Español Sevilla: cre-
ated in 1974, this line of motocross tyres created a tradition
of victories in the 1980s that has continued to this day.

Petter Solberg e Phil Mills vincono con la Subaru Impreza gommata Pirelli P Zero il
Campionato Mondiale Rally del 2003
Petter Solberg and Phil Mills win the 2003 World Rally Championship in their Subaru
Impreza with Pirelli P Zero tyres
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Dopo un’assenza di 25 anni, la Pirelli torna in Formula 1 nel 1981 equipaggiando la Toleman-
Hart. Qui il G.P. di San Marino del 1985
After 25 years away, Pirelli returned to Formula 1 in 1981 with the Toleman-Hart team.
Here, at the 1985 San Marino GP
Pirelli, storie di corse/A history of racing                   45

DI NUOVO IN                      La Toleman-Hart vinse nel
                                 1980 il Campionato Euro-
PISTA                            peo di Formula 2, con i pi-
                                 loti Brian Henton e Derek
                                 Warwick. E quando la picco-
Gli anni Ottanta e               la scuderia inglese annun-
Novanta, tra F1 e GT ciò che l’anno successivo
                                 avrebbe affrontato la For-
                                 mula 1, Pirelli — che aveva
equipaggiato le due monoposto per tutta la stagione — de-
cise di accompagnarla nell’avventura. Dopo venticinque
anni si tornava a correre nella massima serie.

Quello del rientro in Formula 1 tra il 1981 e il 1991 fu un de-
cennio di continua sperimentazione per i pneumatici racing
Pirelli: con il P7 prima e con il P Zero poi, il Reparto Corse si
trovò a gommare antichi marchi blasonati quanto piccole
scuderie emergenti, vide passare piloti già entrati nella sto-
ria dell’automobilismo quanto giovani promesse. Così fu per
un giovanissimo Ayrton Senna, collaudatore della Toleman
nel 1984, o per un ventiduenne Michael Schumacher alla
Benetton nel 1991. Pirelli fu ai box della nera Lotus Renault
di Nigel Mansell ed Elio De Angelis nel 1983 e a quelli della
Ligier di René Arnoux nel 1985. Vide la Toleman diventare
Benetton, accolse l’arrivo della Brabham nel 1985.

Fu il brasiliano Nelson Piquet il vero simbolo di quella nuova
avventura in Formula 1, vincendo proprio con la Brabham
BMW il Gran Premio di Francia nel 1985 — il primo dell’e-
ra del “ritorno” — e poi con la Benetton nel 1991, al Gran
Premio del Canada. Terzo a portare alla vittoria i pneumatici
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Pirelli, storie di corse/A history of racing                                              47

Pirelli fu Gerhard Berger, anche lui con la Benetton, al Gran
Premio del Messico 1986. Alla fine del 1991, il nuovo stop alle
competizioni nella massima formula.

Ma senza mai abbandonare i circuiti, perchè c’era un’altra
grande tradizione da tener viva: le corse Granturismo. E in
particolare, a partire dalla stagione 1995, le gare dell’IMSA
— International Motor Sports Association americana. L’esor-
dio sui circuiti statunitensi con la Ferrari 333 SP guidata dal
terzetto Fermin Velez, Eric van de Poele e Andy Evans fu
fulminante, con la vittoria finale del titolo piloti. L’anno dopo
si aggiunse la prodigiosa Riley & Scott, ed ecco di nuovo il
successo. Fu invece una meteora la Cadillac che affrontò
con pneumatici Pirelli P Zero la stagione 2000, capace di
salire sul podio della mitica 24 Ore di Daytona. Pirelli c’era
sempre, anche nelle estenuanti gare di durata sui circuiti
del Campionato Mondiale Turismo da affrontare con vet-
ture vincenti, nate dalla lunga collaborazione tecnologica
con case auto come Porsche, Maserati, Ferrari: una colla-
borazione ribadita anche con il supporto ai tanti campionati
monomarca.

Il pilota della Ligier Jacques Laffite assieme a Niki Lauda al box Pirelli a Monte Carlo,
1985
The Ligier driver, Jacques Laffite, with Niki Lauda at the Pirelli pit in Monte Carlo, 1985

Gerhard Berger — con la Benetton BMW gommata Pirelli — vince il Gran Premio
del Messico 1986
Gerhard Berger in his Pirelli — shod Benetton BMW winning the 1986
Mexican Grand Prix
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Gran Premio di Monaco 1985: la Brabham-Pirelli di Piquet e l’Alfa Romeo di Patrese
The 1985 Monaco Grand Prix: Piquet’s Brabham-Pirelli and Patrese’s Alfa Romeo
Pirelli, storie di corse/A history of racing                49

BACK ON                        Toleman-Hart won the Eu-
                               ropean F2 Championship in
TRACK                          1980, with Brian Henton and
                               Derek Warwick as its driv-
                               ers. When the little English
The 1980s and                  racing stable announced it
1990s in F1 and GT             would enter Formula One
                               the following year, Pirelli
                               – which had fitted the two
single-seaters for the whole season – decided to join it
in its adventure. After twenty-five years away, Pirelli was
back in the premier class of racing.

The return to Formula One between 1981 and 1991 was
a decade of constant experimentation for Pirelli racing
tyres: first with the P7 and then with the P Zero. The Racing
Department found itself fitting both legendary marques
and little emerging teams, with drivers who had already
made the history of motor racing alongside promising
young talents. These included such drivers as the very
young Ayrton Senna, a test driver for Toleman in 1984, and
a twenty-two-year-old Michael Schumacher with Benetton
in 1991. Pirelli was in the pits with Nigel Mansell’s and Elio
De Angelis’s Black Lotus Renaults in 1983 and with those
of Ligier and René Arnoux in 1985. It watched as Toleman
became Benetton, and welcomed the arrival of Brabham
in 1985.

The Brazilian Nelson Piquet was the finest symbol of this
new adventure in Formula One, winning the French Grand
Prix of 1985 – the first in the era of the “return” — with
50

Brabham BMW and later, in 1991, the Canadian Grand Prix
with Benetton. The third driver to reap victory on Pirel-
li tyres was Gerhard Berger, also with Benetton, at the
Mexican Grand Prix in 1986. The end of 1991 again brought
a halt to Formula One racing for Pirelli.

But the company never abandoned racing, because there
was another great tradition to keep alive – that of tour-
ing car racing. And, in particular, from 1995, International
Motor Sports Association (IMSA) racing in America. The
debut run on the US circuits with the Ferrari 333 SP, driv-
en by Fermin Velez, Eric van de Poele and Andy Evans,
was stunning, ending in victory for the drivers. The fol-
lowing year came the prodigious Riley and Scott team,
and yet another success. The Cadillac fitted with Pirelli
P Zero tyres in 2000 was a meteor – that took to the podi-
um at the end of the legendary 24 Hours of Daytona. And
Pirelli was there, as always, during the exhausting endur-
ance races of the World Touring Car Championship, with
victories ensured by long technological cooperation with
auto manufacturers such as Porsche, Maserati and Ferrari:
joint ventures reaffirmed with support for countless sin-
gle-marque championships.

Al suo esordio con pneumatici Pirelli, la Ferrari 333 SP vince il Campionato IMSA
americano nel 1995
Making its debut on Pirelli tyres, the Ferrari 333 SP wins the North American IMSA
Championship in 1995

La Benetton-Pirelli di Michael Schumacher nel Campionato di F1 1991
Michael Schumacher on the Benetton-Pirelli in 1991 F1 Championship
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ANCORA                            Nel 2011 Pirelli è rientrata in
                                  F1 come fornitore unico di
AL VERTICE                        tutti i team partecipanti, ri-
                                  allacciando un legame che
                                  mai poteva considerarsi de-
Su due o su quattro finitivamente interrotto. Da
ruote, la storia                  allora, gli appassionati di au-
                                  tomobilismo hanno familia-
continua...
                                  rizzato con i colori che — sui
                                  diversi circuiti del mondo —
                                  si alternano a contraddistin-
guere i diversi utilizzi della gamma pneumatici: dai Cintura-
to verdi e blu per la pioggia ai sei P Zero slick da asciutto, la
cui scritta sul fianco cambia colore – i quattro “soft” viola,
rosso, rosa e giallo, il “medium” bianco, l’“hard” arancione
— a seconda della durezza della mescola. Nella stagione
2017 è stata introdotta un’ulteriore innovazione: coperture
dal battistrada più largo per ottenere maggiore aderenza e
quindi più alte accelerazioni laterali. Sollecitazioni ancora
più estreme per i pneumatici, dunque: un altro passo avanti
per quella ricerca avanzata che da sempre è lo spirito delle
competizioni, e di Pirelli.

Ma è naturalmente un impegno a tutto tondo quello di Pirelli
nelle corse automobilistiche. Cambiano formule e regole
ma non cambia l’assidua presenza nelle competizioni rally,
sia a livello internazionale, come l’International Rally Cup
Pirelli, sia nelle decine e decine di campionati nazionali, con

Dal 2011 Pirelli è fornitore esclusivo dei team di Formula 1
Pirelli becomes the sole supplier to Formula 1 teams in 2011
54

un’attenzione particolare per i giovani piloti esordienti. E poi
la grandissima varietà di gare su pista, anche in questo caso
con l’obiettivo di permettere a piloti sempre più giovani di
accostarsi allo sport dei motori in tutto il mondo. Così è per
le Serie GP2 e GP3 — vero e proprio “trampolino di lancio”
per la Formula 1 — tanto quanto per l’F4 Championship, il
Granturismo come fornitore esclusivo del Blancpain GT, la
storica partnership nel Ferrari Challenge o nei monomarca
Lamborghini Super Trofeo, Mini Challenge, Lotus Cup.
Allo stesso modo, anche nel mondo delle competizioni mo-
tociclistiche il ruolo di Pirelli è quasi da considerarsi “isti-
tuzionale”. L’impegno nella Superbike, risalente ormai al
2004, consente oggi al marchio della P lunga di detenere
il record della più lunga fornitura esclusiva nella storia delle
gare motociclistiche e di fare della gamma Diablo un punto
di riferimento assoluto per gli appassionati di moto sportive.
Nel motocross sono a oggi 70 i titoli mondiali che i pneuma-
tici Pirelli hanno raccolto nel corso di una lunghissima car-
riera sportiva, iniziata nei primi anni Ottanta e che continua
ancora immutata con la competitiva gamma Scorpion MX.

Raccontiamo una storia d’eccellenza italiana, consolida-
ta attraverso un sapere tecnologico potente e innovativo,
fatto di passione e di studio, di velocità e di vittorie. Una
storia che ha tutto il sapore di una continua sfida, con lo
sguardo sempre rivolto al futuro.
Autodromo di Sochi, Russia, 2017
Sochi Autodrom, Russia, 2017

La passione per i rally è sempre viva: con la Peugeot 208 T16 R5, l’equipaggio
Andreucci-Andreussi ha vinto il Campionato Italiano 2015
The passion for rallying is as alive as ever: in 2015, the Andreucci-Andreussi team won
the Italian Championship in a Peugeot 208 T16 R5
Pirelli, storie di corse/A history of racing   55
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Pirelli è oggi fornitore esclusivo del Campionato Mondiale Motocross
Pirelli is the sole supplier to the Motocross World Championship

Fin dal 2004 Pirelli è fornitore esclusivo del Campionato Mondiale Superbike
Pirelli has been the sole supplier of the Superbike World Championship since 2004
Pirelli, storie di corse/A history of racing                   57

STILL AT                         In 2011, Pirelli returned to F1
                                 as the sole supplier for all the
THE TOP                          teams, once again creating
                                 a bond that had never really
                                 been brought to a definitive
On two wheels                    end. Since then, motor rac-
or four, the story               ing fans have become famil-
continues…                       iar with the colours that, on
                                 the various circuits around
                                 the world, distinguish the
                                 different uses. These range
from the green and blue Cinturato for rain to the six P Zero
Slick tyres for dry surfaces, with markings on the side with
different colours depending on the hardness of the com-
pound: four “soft” ones – purple, red, pink and yellow – a
“medium” white, and a “hard” orange. A further innovation
was introduced in 2017: tyres with a broader tread to ensure
greater grip and thus greater lateral acceleration. Which of
course means yet more stress on the tyres – another step
forward for the advanced research that has always been be-
hind the spirit of racing, and of Pirelli.

But Pirelli’s commitment to motor racing goes right across
the board. Formulas and rules may vary, but what never
changes is the company’s constant presence in rallying,
both at the international level, such as in the International
Rally Cup, and in the dozens and dozens of national cham-
pionships, with a particular emphasis on emerging young
drivers. Then there is the huge variety of circuit racing,
here too with the aim of giving increasingly young drivers
the world over a chance to get into motorsports. This is
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true as much of the GP2 and GP3 Series – and authentic
launch pad for Formula One – as of the F4 Championship
and of touring car racing, in which Pirelli is the sole suppli-
er of the Blancpain GT, and of the historic partnership in
the Ferrari Challenge and in the Lamborghini Super Trofeo,
Mini Challenge, and Lotus Cup single-marque contests.
Similarly, Pirelli plays what is virtually an institutional role
in the world of motorcycling. Its commitment to Super-
bike racing, which dates right back to 2004, has meant
that the Pirelli brand holds the record for the longest ten-
ure as sole supplier in the history of motorcycle racing,
making the Diablo range an absolute benchmark for rac-
ing bike enthusiasts.
Similarly, Pirelli is virtually an institution in the world of mo-
torcycle racing. Its commitment to the Superbike champi-
onship, which dates right back to 2004, has meant that the
Long P brand holds the record for the longest tenure as sole
supplier in the history of motorcycle racing, making the Diab-
lo range an absolute benchmark for racing bike enthusiasts.
The same is true for motocross, with 70 world titles during its
long sporting career, which continues unchanged with the
Scorpion MX range. And now it’s back to the starting line:
there’s so much more to win, on circuits the world over.

We have been writing a story of Italian excellence, made
strong by powerful, innovative technology. A history of
passion and research, of speed and victories. A story that
is really a never-ending challenge, always with an eye to
the future.
Gran Premio di F1 del Giappone, 2016
Japan F1 Grand Prix, 2016
Pirelli, storie di corse/A history of racing   59
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Ricerca, testi e coordinamento editoriale
Research, Texts and Editorial Coordination
Fondazione Pirelli

Comunicazione visiva/Visual Communications
Leftloft

Traduzioni/Translations
Simon Turner

© 2018 Pirelli & C.
© 2018 Fondazione Pirelli
Pirelli, storie di corse/A history of racing                                      61

La Fondazione Pirelli

Tutti i materiali all’interno della pubblicazione fanno parte del patrimonio storico
aziendale conservato in Fondazione Pirelli. Istituita nel 2008, la Fondazione si
occupa infatti - tra le altre attività - della conservazione e della valorizzazione
dell’Archivio Storico del Gruppo: oltre 3,5 km di documentazione sulla storia
di Pirelli dalla sua fondazione, nel 1872, a oggi. Uno straordinario patrimonio
culturale e artistico in cui riveste un ruolo centrale la sezione dedicata
alla comunicazione, che testimonia la feconda collaborazione di Pirelli
con intellettuali, artisti, fotografi e l’attitudine dell’azienda ad anticipare le
evoluzioni dei linguaggi e degli strumenti della comunicazione: dal design alla
fotografia, dai primi esperimenti di computer graphics alle recenti sfide digitali.
L’Archivio Storico comprende inoltre gli archivi privati della famiglia Pirelli, una
Biblioteca tecnico-scientifica di oltre 16.000 volumi e diversi house-organ
e magazine tra cui la raccolta completa di “Pirelli. Rivista d’informazione e
tecnica”. A conferma del valore che l’Archivio Pirelli riveste per la comunità, la
Soprintendenza Archivistica ne ha proclamato l’interesse storico fin dal 1972,
ponendolo sotto la propria tutela.

The Pirelli Foundation

All the materials in this publication come from the company’s historical
heritage, which is preserved by the Pirelli Foundation. Set up in 2008, the
Foundation’s many activities include the conservation and promotion of
the Group’s Historical Archive. Over 3.5 km of documents record the
history of Pirelli from its foundation in 1872 through to the present day. A
key feature of this extraordinary cultural and artistic heritage is the section
on communication, which illustrates Pirelli’s highly successful collaboration
with intellectuals, artists and photographers and the company’s ability to
anticipate future forms and instruments of communication. These range
from design to photography, and from the first experiments with computer
graphics to the latest digital marvels. The Historical Archive also contains
the private archive of the Pirelli family, a technical and scientific library with
more than 16,000 volumes and many house organs and magazines, including
the complete collection of Pirelli. Rivista d’informazione e di tecnica. Clearly
pointing to the huge value that the Pirelli Archive has for the community, the
Soprintendenza Archivistica proclaimed its historic interest back in 1972,
placing it under its own protection.
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