LAVOCE DI CASAVERDI TRIMESTRALE - NUOVA SERIE - N. 39 - APRILE 2022 - CASA VERDI

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LAVOCE DI CASAVERDI TRIMESTRALE - NUOVA SERIE - N. 39 - APRILE 2022 - CASA VERDI
LaVoce di CasaVerdi

Trimestrale - Nuova serie - N. 39 - Aprile 2022
LAVOCE DI CASAVERDI TRIMESTRALE - NUOVA SERIE - N. 39 - APRILE 2022 - CASA VERDI
LaVoce di CasaVerdi

            Periodico trimestrale
             la Voce di Casa Verdi

                      Nuova serie
                 N.39 Aprile 2022
            Distribuzione gratuita

                       Fondato da
        Stefania Sina e altri Ospiti

          Registrazione Tribunale
         di Milano n. 482 del 2009

           Direttore responsabile
                   Danila Ferretti

          Comitato di Redazione
     Federico Tommaso Fantino,
Marta Ghirardelli e Mary Lindsey

               Hanno collaborato
Ernesto Colloridi, Claudio Giombi,
                      Marisa Terzi

                             Sede
                   Casa di Riposo
                    per Musicisti
                                                    Buona
                                                    Primavera
                     Fondazione
                  Giuseppe Verdi
            Piazza Buonarroti, 29
                    20149 Milano

                 Tel. 02.4996009
                 Fax 02.4982194
              www.casaverdi.org
               info@casaverdi.it

                 Progetto grafico
                 e impaginazione
                 Lorenzo Benassi

                          Stampa
                        lalitotipo
             via Enrico Fermi, 17
          20019 Settimo Milanese
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                                                      SOMMARIO
                   LaVoce di CasaVerdi

    Trimestrale - Nuova serie - N. 39 - Aprile 2022
                                                       4    CONCERTO DI SAN GIUSEPPE
                                                            Federico Tommaso Fantino

                                                       8    SPIRITI SPIRITOSI
                                                            Claudio Giombi

                                                       9    UN CARNEVALE SPENSIERATO
                                                            Mary Lindsey

 IN COPERTINA
     Foto di                                          13    I NOSTRI OSPITI: MARY LINDSEY
                                                            La Redazione
Armando Ariostini

                                                      24    FESTA DELLA DONNA A CASA VERDI
                                                            Claudio Giombi

                                                      25    I NOSTRI GIOVANI STUDENTI: ALESSIO ZANETTE
                                                            Federico Tommaso Fantino

                                                      28    LA MIA ODIATA SCUOLA
                                                            Ernesto Colloridi

                                                      30    POESIE
                                                            Marisa Terzi

                                                      31    RICORDO DI GIUSTINA
                                                            La Redazione

                                                      32    CARTOLINE LIEBIG
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                    Concerto
                di San Giuseppe
                      di Federico Tommaso Fantino

Nella giornata di San Giuseppe, sabato 19 marzo, alle ore 16.00, pres-
so il Salone d’Onore di Casa Verdi, si è svolto un concerto celebrativo
tenuto dai giovani studenti di musica attualmente residenti a Casa
Verdi.

Alcuni di loro si sono prestati ad un’esibizione di fronte ad un pub-
blico diverso dal solito, certamente non ordinario: gli illustri Ospiti di
Casa Verdi. Con un programma che ha spaziato da alcune delle più
celebri arie d’opera alla musica da camera e, ancora, alla musica pia-
nistica, si sono esibiti in ordine i seguenti giovani studenti: Giuseppe
de Luca (Baritono), Hyun Sei Park (Tenore) e Sung Hwan Park (Bari-
tono), tre virtuosi cantanti dell’Accademia della Scala; Miriam Paolino
(Soprano), giovane studentessa di canto del Conservatorio “G. Verdi”
di Milano.

Tutti i cantanti sono stati accompagnati dal pianista e compositore
Federico Tommaso Fantino, giovanissimo studente del Conservato-
rio. Infine, Miklos Papp (Violinista) e Denis Malakhov (Pianista), talen-
tuosi studenti dell’ultimo anno, rispettivamente della Civica Scuola di
Musica “C. Abbado” di Milano e del Conservatorio. Un recital ottima-
mente accolto dall’illustre pubblico presente in sala: grandi applausi
e apprezzamenti, in modo particolare si rammentano i complimenti
pronunciati in chiusura dal Presidente di Casa Verdi, prof. Roberto
Ruozi. Per concludere, un’indimenticabile esibizione del Mo. Raimon-
do Campisi, svoltasi a chiosa del concerto, ci ha estasiati, commossi
e, perché no, anche fatto divertire!

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Mozart

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                   SPIRITI SPIRITOSI
                                     di Claudio Giombi

In un breve periodo della mia vita, ero           namente parlava tramite me in triestino:
convinto di poter conversare con i defunti.       seppi solo poco tempo fa, che avendo da
Avevo un tavolo a tre gambe ed ogni volta         ragazza vissuto diversi anni a Trieste le
che qualcosa mi assillava, cercavo una ri-        era rimasto appiccicato quel dialetto. Tra i
sposta attraverso i suoi colpi. Con sommo         miei compagni di ventura c’era un giovane
gaudio da parte dei miei colleghi cantanti.       mezzosoprano, vincitrice di un importante
Dopo qualche estenuante prova in teatro,          concorso, che aspettava il debutto. Chiese
ci riunivamo in albergo ad interrogare il         a Verdi se poteva conoscere quale sarebbe
compositore di turno. A Bergamo Donizet-          stata la sua prima opera per lei. La voce di
ti. Io spesso cadevo in trance e non ricor-       Giuseppina uscì dalla mia bocca dicendo:
davo nulla di quanto avevo detto e come.          “El mio Pepin me mostra Aida...” Qualche
A volte la mia voce cambiava, diventava           mese dopo lessi sul giornale che aveva de-
femminile, rauca, chioccia e una sudora-          buttato con successo nel difficile ruolo di
zione continua imperlava la mia fronte.           Amneris nell’ Aida. Non sono stato un ba-
A Catania Bellini, a Livorno Mascagni e           ritono verdiano, gli unici ruoli adatti alla
tanti altri. Resi felici molte colleghe e anche   mia voce e personalità potevano essere ol-
qualche collega di canto, prevedendo per          tre Melitone, Ford ed in vecchiaia Falstaff,
loro imminenti successi e lauti guadagni.         ma non li ho mai eseguiti. Quella sera a
Molte risposte si avverarono come quel-           Parma volevo a tutti i costi parlare con
le che diedi alla mia amica Fulvia Ciano,         Lui e verso la fine della seduta dissi alla
tant’è vero che ne parla nel suo bel libro        Strepponi che gli porgevo i mie saluti e che
“So anch’io la virtù magica”, pubblicato          desideravo la sua presenza. Dopo un lungo
da poco. La cosa che voglio raccontarvi è         silenzio i colpi del tavolo mi diedero que-
invece l’esperienza che ebbi a Parma, du-         sto responso: “El te saluda e sarai suo ospi-
rante il mio debutto al Teatro Regio con          te...” Rimasi perplesso per molto. Ospite di
il personaggio di Melitone, nell’opera LA         Verdi significava che sarei morto, quindi,
FORZA DEL DESTINO di Verdi. Erava-                cominciai a preoccuparmi. Ogni mia se-
mo verso la fine degli anni Sessanta e non        duta spiritistica, era seguita da coliche re-
avevo ancora compiuto trent’anni. Avevo           nali. Espellevo calcoli rossi e dolori infiniti.
tentato inutilmente di mettermi in contat-        Dopo quella risposta decisi di smettere e
to con il Cigno di Busseto, non rispondeva        non ebbi più coliche. Ora vivo qui nella
mai, qualche volta interveniva al suo posto       sua Casa e ho ricordato improvvisamente
la moglie, Giuseppina Strepponi, che stra-        quella frase: “sarai suo ospite”!

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            UN CARNEVALE
             SPENSIERATO
   LA GITA DI CARNEVALE AL MERCATO CENTRALE DI MILANO

                           di Mary Lindsey
                     e foto di Armando Ariostini

Dopo tanti mesi durante i quali       conduce all’Arco, più simile al
abbiamo dovuto svolgere le no-        Boulevard des Champs Élysées
stre attività di gruppo all’interno   a Parigi e anche per contrasta-
di Casa Verdi, abbiamo accolto        re il caldo estivo, ha fatto pian-
con piacere la proposta di Fer-       tare dei Platani lungo tutto Cor-
dinando di festeggiare la fine del    so Sempione. Con la sconfitta di
Carnevale con una visita al nuovo     Napoleone nel 1814, i lavori furo-
Mercato Centrale.                     no interrotti, ma l’architetto Lui-
Lungo la strada Ferdinando ci         gi Cagnola - un nobile milanese
ha fatto notare vari monumen-         molto ben visto dalla Corte - ri-
ti tra cui l’imponente Arco della     uscì a convincere il Re a comple-
Pace voluto da Napoleone come         tare l’opera.
collegamento al ben noto Arc de       L’Arco della Pace, pur essendo
Triomphe a Parigi. Per rende-         più piccolo in confronto all’Arc de
re Corso Sempione, la via che         Triomphe, è ben più pregiato per

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il valore del materiale di costru-    indicato come la seconda stazio-
zione – marmo bianco di Carrara,      ne ferroviaria d’Italia (la prima
mentre l’Arco di Parigi è di pietra   si trova a Napoli). Avvicinandoci
– e per la ricchezza delle decora-    alla zona nominata “L’Isola” e alla
zioni. Eretto su colonne corinzie,    Stazione Ferroviaria di Porta Ga-
ha un gran numero di bassorilie-      ribaldi abbiamo potuto ammirare
vi e sopra l’Arco ci sono alcune      il grande palazzo in vetro della
statue di bronzo che raffigurano      Fondazione Feltrinelli, i gratta-
La Pace su un carro trainato da       cieli della Piazza Gae Aulenti
una sestina di cavalli.               nonché gli eleganti palazzi resi-
Abbiamo ammirato anche l’anti-        denziali famosi in tutto il mondo,
ca Arena che si trova nel Parco       chiamati “Il Bosco Verticale” per
non lontano dall’Arco della Pace.     l’abbondanza di fiori, piante e al-
Siamo poi passati davanti al Ci-      beri sui balconi che, nella bella
mitero Monumentale dove sono          stagione, ricoprono quasi com-
sepolti i grandi personaggi della     pletamente gli edifici di verde.
storia milanese, tra cui Alessan-     Arrivati vicino alla Stazione Cen-
dro Manzoni. Proseguendo ab-          trale, abbiamo visto il Palazzo
biamo visto alcune delle grandi       che per molti anni è stato il più
“Porte” caratteristiche di Milano,    alto di Milano: il famoso “Pirello-
e l’Ospedale Fatebenefratelli. Un     ne” disegnato dall’architetto Giò
piccolo edificio bianco ci è stato    Ponti. Ed eccoci finalmente alla

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nostra meta: Il Mercato Centrale       proponeva un vasto assortimento
di Milano che, come quelli a Tori-     di pesce e frutti di mare freschis-
no e a Roma, si trova proprio nel-     simi, incluse le ostriche e mi sono
la Stazione Centrale della Ferro-      concessa un delizioso carpaccio
via e costituisce un’importante        di salmone. Più avanti c’era uno
vetrina per i prodotti più pregiati    stand con la polenta col brasato o
della gastronomia italiana. Così       il formaggio da mangiare seduti ai
lo ha descritto Ferdinando: “È         tavoli oppure da asportare.
un luogo dove il cibo viene vissuto,   Un’altra sezione era dedicata alla
raccontato e preparato da artigiani    pasta in tutte le versioni imma-
che lo rispettano e conoscono pro-     ginabili. La sezione del cioccola-
fondamente. È uno spazio da vive-      to e dei cioccolatini presentava
re e condividere e un contenitore      delle raffinatezze che sembrava-
che diventa contenuto culturale e      no quasi troppo belle per esse-
sociale, senza perdere spontaneità     re mangiate! C’è anche un piano
e semplicità.”                         superiore dove si trova un grande
Ci siamo fermati a lungo nella pa-     Bar. Oltre ad essere una piacevole
sticceria per un piacevole rinfre-     sosta per acquistare, consumare
sco. Alcuni di noi hanno visitato      o asportare prodotti alimentari di
poi una parte del mercato. È sta-      alta qualità, il Mercato Centrale è
to affascinante ed allettante pas-     anche una vetrina per presentare
seggiare lungo i vari stand ammi-      ai turisti appena arrivati il meglio
rando le bellissime Fiorentine di      della gastronomia italiana.
carne Chianina e uno stand che

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           NOSTRI
                                                       Mary Lindsey
           OSPITI
La Redazione

In questo numero Vi presentia-
mo il soprano americano Mary
Lindsey, Ospite in Casa Verdi da
quasi un anno.

Gentile Signora Lindsey, come si è
avvicinata alla musica e come ha
iniziato il percorso di studio?
Provengo da una famiglia numerosa e
molto unita. Tutti nella mia famiglia can-
tavamo, ma io sola ho avuto la fortuna
di poter dedicare la mia vita alla musica.
Quando avevo tre anni abbiamo lasciato
il Sud (Arkansas) per Detroit, nel Michi-
gan, la città delle grandi fabbriche di au-
tomobili. I miei genitori hanno lavorato
duramente, sempre con grande dignità
e con la tenacia e l’ottimismo fondati su
una profonda fede religiosa. A quindi-
ci anni, per gli ottimi risultati che avevo
raggiunto, sono stata scelta per frequen-
tare il miglior liceo della città. La strut-
tura didattica di questo liceo era simile a      così forte che mi pareva di scoppiare! In
quella delle università, con tanti indirizzi:    quel momento capii che dovevo fare la
tecnici, scientifici ed artistici. Spiccava il   cantante. Con una borsa di studio per la
Dipartimento di Musica e fu proprio in           Michigan State University ho conseguito
un concerto per coro, orchestra e solisti        la prima laurea, Bachelor of Music (B.M.)
che ebbi l’occasione di sentire la gran-         nell’indirizzo di Educazione Musicale e,
de aria per soprano dello Stabat Mater           dopo un anno d’insegnamento, sono tor-
di Rossini. Fui travolta dallo splendore         nata all’università per proseguire gli stu-
di questa musica e provai un’emozione            di, ma questa volta nell’indirizzo di Canto

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Artistico. Intanto accanto agli studi mu-       agio e la grande ricchezza culturale dei
sicali approfondivo lo studio della lingua      vari paesi europei mi affascinava e mi en-
e letteratura tedesca. Avevo invece stu-        tusiasmava. Ero convinta che in Europa
diato la lingua francese alla scuola media      avrei potuto intraprendere la carriera ar-
e al liceo. Contemporaneamente con il           tistica che tanto desideravo! Terminata la
conseguimento della seconda laurea, Ma-         borsa di studio mi sono trasferita a New
ster of Music (M.M.) vinsi una prestigio-       York, dove ho lavorato e studiato per un
sa borsa di studio nazionale, “Fulbright        anno, e poi sono tornata in Europa, an-
Fellowship”, per proseguire gli studi in        cora alla Sommerakademie di Salisburgo,
Germania presso il Conservatorio di Sta-        con l’intenzione di avviarmi alla carriera
to a Monaco (Staatliche Hochschule für          di cantante professionista.
Musik in München). La borsa fu rinnovata
per un secondo anno, e durante i mesi           Come mai ha scelto proprio Sali-
estivi frequentai la Sommerakademie di          sburgo?
Salisburgo.                                     Perché avevo constatato l’anno preceden-
                                                te che l’altissimo livello dell’insegnamen-
Come si è trovata in Europa?                    to attirava non solo i migliori tra i giovani
Innanzitutto ricordo che non avevo mai          musicisti internazionali: attirava anche i
visto l’oceano e durante la traversata in
nave ho passato tanto tempo a guardare
quell’infinita distesa di acque! Arrivata in
Europa, rimasi incantata dalla bellissima
e vivacissima città di Monaco di Bavie-
ra. Sembrava un sogno potermi dedica-
re solo allo studio, andare tutte le sere
all’opera, (gli studenti ci entravano quasi
gratis) ai concerti, al teatro di prosa e
frequentare i luoghi dei grandi protagoni-
sti delle avanguardie culturali senza pre-
occuparmi d’altro. I professori capirono
il mio profondo interesse per lo studio
e mi permettevano di seguire anche le
lezioni non previste dal mio corso di
studio. Così ho potuto conoscere tante
opere e ho arricchito il mio repertorio
operistico e cameristico. Quei primi due
anni vissuti in Europa furono senza dub-
bio tra i più belli e i più intensi della mia
vita! Mi sentivo completamente a mio

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direttori di teatro, i direttori d’orche-       il Goethe Institut mi ha presentata alla
stra, gli organizzatori di festival, gli im-    Piccola Scala con un programma di Lie-
presari, le grandi agenzie. Fu a Salisburgo     der che spaziava da Wolfgang Amadeus
nell’estate del 1968, in occasione delle        Mozart a Luigi Dallapiccola.
prove per i concerti finali (eseguii l’aria
Senza Mamma dall’opera Suor Angelica di         Quale repertorio ha eseguito du-
Giacomo Puccini), che conobbi il grande         rante la Sua carriera?
compositore e direttore d’orchestra M°          Dal mio debutto a Stoccarda con l’Or-
Bruno Maderna. Fu lui ad introdurmi alla        chestra della Süddeutscher Rundfunk
musica moderna e contemporanea. Il M°           nella Lulu Suite di Alban Berg, diretta dal
Maderna mi chiese se avessi mai pensato         M° Bruno Maderna, e a Vienna ne La
di studiare il repertorio moderno e mi          Rondine di Puccini, ho eseguito un vasto
disse che il bel timbro della mia voce sa-      repertorio dalla musica antica alla musi-
rebbe stato di notevole vantaggio in que-       ca romantica fino alla musica moderna
sto repertorio. Data la mia conoscenza          e contemporanea, talvolta in prima ese-
della lingua tedesca, mi diede un elenco        cuzione assoluta. Per quanto riguarda il
di brani da studiare dei compositori della      repertorio moderno ho eseguito con il
scuola di Vienna (Schönberg, Berg e We-         M° Maderna la Lulu Suite di Alban Berg
bern), con la prospettiva di poterli ese-       a Stoccarda e, sempre di Alban Berg, la
guire con lui. Saputo della mia intenzione      Wozzeck Suite a Milano e a Parigi e poi
di andare a Milano, mi diede una lettera        Threni di Igor Stravinskij, con l’Orchestra
di presentazione per il M° Bruno Canino,        della Rai di Milano. Le due Suites del-
con il quale ebbi il privilegio di studiare     le opere Lulu e Wozzeck di Alban Berg
questo repertorio. La mia interpreta-           sono uscite su CD (Arkadia). Sempre
zione dell’aria di Puccini piacque anche        di Alban Berg ho registrato gli Altenberg
al Direttore del Kammeroper di Vienna           Lieder con l’Orchestra della Süddeuts-
e il giorno dopo il concerto ricevetti un       cher Rundfunk di Stoccarda, diretta da
telegramma con la proposta di interpre-         Hanns Müller-Kaye, e di nuovo la Lulu
tare il ruolo della protagonista nell’opera     Suite con Jean Martinon e l’Orchestre
pucciniana La Rondine. Con queste due           Nationale di Parigi. Ho collaborato con il
prospettive di lavoro sono arrivata a Mi-       compositore Luigi Nono nella creazione
lano, dove ho proseguito gli studi con il       di Y entonces comprendiò (CD Deutsche
soprano Carla Castellani, illustre cantan-      Grammaphon) e ho eseguito un suo bel-
te verdiana di fama internazionale. Du-         lissimo capolavoro, Il canto sospeso, con
rante questo breve soggiorno, prima di          la Residentie Orkest di Olanda e Cancio-
partire per Vienna, ho eseguito un recital      nes a Guiomar con l’Orchestra della Rai
di Lieder in Sala Puccini, accompagnata         di Milano. Con l’Ensemble Kontrapunkt
dal M° Gianni Beltrami, con il patrocinio       di Vienna ho eseguito Pacem in terris di
del Goethe Institut. Qualche anno dopo          Juliusz Luciuk e poi Esta noche per voce

                                               15
quindi in rottura netta con i concetti me-
                                                  lodici ed armonici tradizionali.
                                                  Studiando con fatica l’inconsueta succes-
                                                  sione di intervalli della parte vocale sono
                                                  stata portata a cercare nello spartito e
                                                  nella partitura nel suo complesso qual-
                                                  che punto di riferimento che chiarisse la
                                                  funzione della voce e il rapporto con il
                                                  pianoforte o con gli strumenti. Così in-
                                                  cominciai pian piano a capire il linguaggio
                                                  e a percepire nuove forme di melodia, di
                                                  armonia e il fascino diventò entusiasmo.
                                                  Riportando questo modo di studiare
                                                  “dentro la musica” a tutto il mio reper-
                                                  torio scoprii dei dettagli che non avevo
                                                  notati prima e soprattutto diede valore
                                                  alle indicazioni del compositore. Studiare
                                                  il contesto in cui si sviluppa la linea voca-
                                                  le arricchisce infinitamente l’interpreta-
Mary Lindsey ne La Rondine di Puccini a Vienna    zione del brano, perché il cantante entra
                                                  in sintonia con il compositore e la sua
sola da Canti di vita e d’amore di Luigi          “lettura” del testo. Noto con piacere il
Nono. Ho provato molto piacere nell’ese-          crescente interesse per la musica nuova
guire questo repertorio per la ricchezza          tra i giovani cantanti, dovuto in gran par-
dei contrasti, le raffinate sfumature, l’uso      te alla libertà creativa che offre di esplo-
degli strumenti e della voce in modi che          rare tutto il potenziale espressivo della
creano nuovi timbri e una nuova poetica           voce e delle parole, che diventano ele-
musicale di grande espressività.                  menti musicali. Al primo ascolto un bra-
Sono contenta di aver collaborato con             no di musica contemporanea può risul-
ensemble sia di musica contemporanea              tare estraneo alle nostre sensibilità, ma
sia di musica antica. Nei recital e nei con-      simile ad altre forme artistiche sia di oggi
certi con orchestra ho potuto eseguire            sia del passato, ci sono dei principi orga-
un repertorio molto vario.                        nizzativi, degli elementi che fanno emer-
                                                  gere una forma, un dialogo, un rapporto
Come è stata la Sua prima espe-                   tra i vari aspetti. Con un atteggiamento
rienza con la musica moderna?                     di apertura e di curiosità possiamo vive-
Non facile, ma tuttavia affascinante. I           re la musica contemporanea come vivia-
brani nell’elenco che mi aveva dato il M°         mo un quadro astratto o una scultura
Maderna erano della Scuola di Vienna e            moderna. Ricorderò sempre il consiglio

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LaVoce di CasaVerdi

Mary Lindsey come Donna Anna nell’opera di Mozart Don Giovanni

del mio professore di storia della musi-        Dopo questi importanti debutti
ca. Mi ero lamentata che non capivo la          in Europa, è tornata a cantare in
musica di Igor Stravinskij e lui mi dis-        America?
se: “Non preoccuparti di comprendere            Sì, prima a New York, invitata dalla Car-
La Sagra della Primavera; va ad ascoltare       negie Hall a partecipare nella serie di con-
l’op.1 senza pregiudizi e senza timori, poi     certi “3By3” per giovani artisti e ensem-
l’op. 2 e così via: segui il suo percorso e     ble. Ho presentato un recital con Lieder
tutto incomincerà a chiarirsi.” Ho pensa-       di Alban Berg, Anton Webern e Gustav
to a questo quando anni dopo eseguii un         Mahler. Poi pochi mesi dopo proprio a
concerto monografico dedicato proprio           Detroit, dove sono cresciuta, ho avuto
a Igor Stravinskij con l’Ensemble del M°        l’onore di inaugurare la stagione sinfonica
Pieralberto Cattaneo a Bergamo                  e il nuovo Ford Auditorium della Detroit
                                                Symphony, diretta dal M° Aldo Ceccato.

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LaVoce di CasaVerdi

In quell’occasione le scelte del M° Cecca-     erg con l’Orchestra e Coro del Teatro
to furono nuove e coraggiose: inaugurare       La Fenice diretta dal M° René Leibowi-
la stagione e il nuovo Ford Auditorium         tz e il concerto monografico dedicato
con delle musiche di Arnold Schönberg          al grande compositore francese Maurice
per festeggiare il Centenario della sua na-    Ravel nel centenario della sua nascita, in
scita (1874) con un capolavoro tardo-ro-       collaborazione con la flautista Marianne
mantico del Schönberg giovanile. Dei Sei       Kessick, il violoncellista Rocco Filippini e
Lieder per soprano e Orchestra, op. 8 scelse   il pianista Antonio Ballista, (per l’esecu-
i tre su testi di Petrarca, interpretati da    zione delle Chansons Madécasses) a Mila-
una giovane cantante di colore di ritorno      no al Teatro Filodrammatici.
nella sua città avendo acquisito una dime-     Il mio recital nella prestigiosa Carnegie
stichezza sia con la lingua tedesca sia con    Hall di New York nella serie “3 By 3” è
un vasto repertorio anche moderno e            stato un grande onore per me. In occa-
che possedeva la raffinatezza espressiva       sione del 250° anniversario della nascita
per mettere in risalto la bellezza di que-     del grande poeta Wolfgang von Goethe
sti brani. Fu un grande avvenimento per        ho eseguito al Teatro Donizetti, col Pa-
me e per la mia famiglia! L’anno seguente      trocinio del Comune di Bergamo, dell’U-
nel mio paese natale, Little Rock, Arkan-      niversità e della Biblioteca Angelo May
sas, ho inaugurato la stagione sinfonica       un recital di Lieder su testi di Goethe di
della Arkansas Symphony Orchestra,             vari compositori, accompagnata dal gran-
diretta dal M° Kurt Klippstatter, con un       de amico e formidabile pianista, M° Mar-
programma che prevedeva la Nona Sin-           co Giovanetti, allora anche Direttore del
fonia di Beethoven e un brano di Phillip       Conservatorio. Sempre al Teatro Doni-
Rhodes in prima esecuzione assoluta. Si        zetti a Bergamo ho inaugurato il Festival
può immaginare la gioia della mia stermi-      Internazionale Pianistico Bergamo/Bre-
nata famiglia... una tifoseria notevole!       scia con un recital dedicato alla musica
                                               del compositore americano Charles Ives
Quali collaborazioni ricorda con               nel Centenario della sua nascita.
maggiore soddisfazione?                        I festival più importanti a cui ho parteci-
Tra le collaborazioni più significative an-    pato sono stati l’Holland Festival dove fui
novererei l’esecuzione della Seconda Sin-      invitata due volte, prima con Luigi Nono
fonia di Gustav Mahler in diretta televi-      e poi per un recital e due opere di Kurt
siva con l’Orchestra della Rai di Roma,        Weill: Djamila, un’opera politonale, e Sil-
diretta dal M° Zubin Mehta con il qua-         bersee. In quest’ultima opera stavo sul
le ho cantato come solista anche con la        palcoscenico con la mitica Lotte Lenya,
New York Philharmonic Orchestra.               moglie del compositore e grande attri-
Un’esperienze concertistica di grande in-      ce del cinema e del Teatro di Berthold
tensità fu interpretare la parte di “Tove”     Brecht.
nel monumentale Gurrelieder di Schönb-         Ricordo con piacere anche il Festival

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19
LaVoce di CasaVerdi

Cervantes nel Messico con una tournée         nuovo con il M° Prin nell’esecuzione con-
con il Divertimento Ensemble, diretto         certistica dell’Orfeo di Monteverdi nella
dal M° Sandro Gorli, con il capolavoro        revisione del M° Bruno Maderna e, come
schönberghiano Pierrot Lunaire, un ciclo      protagonista, nell’opera L’Eau di Essayd in
di Lieder che mi affascina sempre e che       prima esecuzione assoluta, con l’Orche-
amo eseguire.                                 stra di Radio France.
Il Monadnock Festival (Boston, U.S.A)
dove ho interpretato il ruolo di Donna        Tra le Sue attività nel campo della
Anna nell’opera Don Giovanni di Mozart        lirica, della musica sinfonica, della
con il grande regista Peter Sellars.          musica sacra e della musica da ca-
Significativa è stata anche la mia prima      mera, quale preferisce, e perché?
collaborazione con Radio France, pro-         É difficile dare una risposta perché il
tagonista nel film televisivo dell’opera Le   concerto sinfonico, in cui ci si trova in
Pauvre Matelôt di Darius Milhaud alla pre-    compagnia degli strumenti, immersi in un
senza dell’autore e con la direzione musi-    mare di suoni, colori, timbri, sentendo-
cale del M° Yves Prin. Ho collaborato di      si parte di un grande processo creativo
                                              di “concertare” è un’esperienza unica e
                                              emozionante. Tuttavia i recital permet-
                                              tono grande libertà e offrono delle sfide
                                              molto stimolanti. É una forma molto in-
                                              tima in cui la poesia, la voce e il piano-
                                              forte sono di pari importanza. La ricer-
                                              ca dell’equilibrio tra questi tre elementi
                                              richiede grande sensibilità, uno studio
                                              profondo e un dialogo continuo. Il ruolo
                                              del pianista è di primaria importanza e
                                              ho avuto il privilegio di collaborare con
                                              grandi conoscitori del repertorio liederi-
                                              stico e del grande repertorio per canto
                                              e pianoforte. Tra i collaboratori memo-
                                              rabili cito Gianni Beltrami, compagno di
                                              studi a Salisburgo e accompagnatore di
                                              grande sensibilità; Antonio Ballista, Ser-
                                              gio Lattes, Marco Giovanetti e, in modo
                                              particolare, il grande pianista e musicolo-
                                              go Guido Salvetti. I nostri progetti e con-
                                              certi nel campo del Lied tedesco e delle
                                              Mélodies francesi furono frutto di uno
                                              studio approfondito dei testi dei grandi

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LaVoce di CasaVerdi

Mary Lindsey in un recital; al pianoforte il M° Guido Salvetti

poeti tedeschi e francesi e della “lettura            e portata in tutta Italia fu la Shakespeare
musicale” dei vari compositori. Le colla-             Suite di Duke Ellington con la Big Band
borazioni con il Prof. Salvetti sono state            del M° Giorgio Gaslini e la recitazione
molto stimolanti per la mia formazione.               di Giorgio Albertazzi e Elisabetta Pozzi.
                                                      Lo spettacolo riscosse un successo stre-
Lei ha fatto cenno al suo interessa                   pitoso all’Arena di Verona dove un gior-
per la letteratura e per il teatro di                 nale scrisse a caratteri cubitali LA VOCE
prosa. Ha avuto l’occasione di col-                   DI MARY sopra la recensione. Cantai dei
laborare in spettacoli teatrali?                      brani scritti appositamente per me dal
Sì, e con dei grandi attori, quali Gior-              M° Gaslini e mi toccò anche recitare e
gio Albertazzi, Anna Proclemer, Bianca                ballare! Nello spettacolo estivo “Dante
Toccafondi e Elisabetta Pozzi. La prima               in Piazza” cantai vari brani musicali colle-
collaborazione è stata nella produzione               gati alla recitazione, davvero straordina-
in forma concertistica di “Peer Gynt” di              ria, di Anna Proclemer e Giorgio Alber-
Ibsen con la bellissima musica di scena di            tazzi. Memorabili sono state le letture
Edvard Grieg. L’Orchestra dell’Emilia-Ro-             poetiche di Albertazzi delle poesie di
magna era diretta dal M° Piero Bellugi,               Baudelaire e Verlaine alternate con inter-
con il quale avevo cantato Mozart e Ravel             venti musicali delle loro poesie musicate
con l’Orchestra Haydn. Abbiamo porta-                 da Duparc, Fauré e Debussy nell’ambito
to lo spettacolo in tutta Italia ed ogni re-          del Festival Internazionale di Carpi. Nel-
cita fu per me una grandissima emozio-                lo spettacolo, dedicato a Franz Kafka, Al-
ne! Un’altra tournée di grande successo               bertazzi lesse brani di prosa dell’autore

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LaVoce di CasaVerdi

                                                vi. Ogni anno coinvolgevo l’intera classe
                                                in un progetto principale che implicava la
                                                rappresentazione scenica di arie e brani
                                                d’insieme da una o più opere liriche. Nei
                                                concerti di Natale potevano ampliare la
                                                loro conoscenza del repertorio di musi-
                                                ca sacra e sviluppare la capacità di can-
                                                tare con gli strumenti. Organizzavo dei
                                                seminari di approfondimento di reperto-
                                                rio cameristico, talvolta con la collabora-
                                                zione di colleghe esterne. I miei allievi mi
Mary Lindsey con alcuni studenti                ringraziano di aver fatto conoscere tanta
                                                bella musica.
ed io eseguii dei Lieder di Anton Dvořák
e Gustav Mahler.                                Oltre alle sue attività al Conserva-
                                                torio Gaetano Donizetti di Berga-
Anche la Sua attività didattica è               mo ha avuto altre esperienze lega-
stata importante?                               te alla didattica?
Molto – anzi direi appassionante! Anni          Accanto alla mia attività concertistica
intensi di ricerca, di approfondimento e        ho svolto un’intensa attività di ricerca e
di condivisione, che mi hanno arricchita        di didattica. Ho completato il Corso di
immensamente sia a livello musicale che         Formazione per insegnanti di Canto Fun-
personale. Il mio scopo era di dare una         zionale Metodo Lichtenberger, nonché il
solida base tecnica e musicale con dei          Corso di Formazione per insegnanti del
principi guida che avrebbero permesso           Metodo Feldenkrais (Consapevolezza at-
agli allievi di proseguire nelle loro ricer-    traverso il movimento).
che anche dopo il periodo al conservato-        Ho partecipato per diversi anni, in qualità
rio. Tutto era volto a stimolare la fiducia     di docente di canto, ai corsi estivi orga-
e la curiosità sia per quanto riguarda la       nizzati dal M° Riccardo Martinini, diret-
conoscenza del proprio strumento sia            tore del CIMA (Centro Italiano di Musica
per ampliare la conoscenza del vasto re-        Antica) tenuti nella Villa Ruccellai a Pra-
pertorio vocale. Lo studio può essere un        to. Sono stata Consulente Vocale per i
fedele compagno di percorso che segue           Civici Cori di Milano (Direttore M° Mino
il cantante per tutta la vita. Mi fa piacere    Bordignon) dal 1993 al 2004. Al Conser-
sentire dire dai miei ex allievi che gli anni   vatorio di Milano, in qualità di docente
del conservatorio furono i più belli della      esterno ho tenuto dei Seminari di reper-
loro vita e che anche oggi a loro tornino       torio vocale americano e inglese (“Testi
in mente i miei consigli, che rimangano         per musica”) nei corsi del Triennio e del
una guida sia per loro sia per i loro allie-    Biennio. Rimasi in collaborazione con il

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LaVoce di CasaVerdi

Conservatorio di Bergamo, in qualità di         re che il timbro caldo e la duttilità della
docente esterno per i seminari di reper-        mia voce fossero adatti alla scrittura ver-
torio tedesco e francese negli A.A. 2010-       diana. Ho eseguito delle sue arie e bra-
2011 e 2011-2012.                               ni d’insieme in concerti e audizioni, ma
                                                purtroppo non in scena. Sono sempre
Ha lavorato molto a Bergamo, la                 rimasta affascinata dalla vita e dall’ope-
città di Donizetti. Come la ricorda?            ra di Verdi. Mi colpisce la sua capacità di
Fino al 2019 sono rimasta sempre in vivo        fare vivere gli aspetti psicologici dei suoi
contatto con Bergamo: con i colleghi,           personaggi già nella scrittura orchestrale
con gli allievi e con le attività didattiche    che li precede e li accompagna. Il genio
e culturali. Ho vissuto di più la Città         di Verdi, per me, sta in questo suo sen-
Alta, la parte più antica, un vero gioiel-      so di teatralità e la raffinatezza dei suoi
lo. Avevo la cattedra di canto dall’A.A         contrasti nonché nell’attenzione al testo
1997-1998 all’A.A. 2009-2010 e dalla mia        e alla vocalità dei cantanti.
aula avevo una vista panoramica su tutta        Nell’A.A. 2000-2001 avevo una classe di
la Citta Bassa. Mi ricordo tanti bei tra-       canto molto dotata e abbiamo fatto uno
monti e l’emozione delle prime nevicate.        studio delle opere giovanili di Verdi in oc-
E certamente non dimentico le intermi-          casione del centenario della sua morte.
nabili salite e discese sulle strade di ciot-   Alla fine dell’anno abbiamo fatto un con-
toli, la bellissima Piazza della Ragione e i    certo di arie e brani d’insieme da opere
concerti di musica antica nella splendida       raramente eseguite quali Oberto, I Ma-
chiesa di Santa Maria Maggiore, e soprat-       snadieri, Giovanna D’Arco, Il Corsaro, I
tutto la Sala Piatti, (dove cantai dei bei      Vespri siciliani, Luisa Miller, Attila ed altri
programmi di recital e di concerti con          brani più conosciuti. Lo studio di Verdi
Ensemble di musica da camera). Ricordo          riserva sempre nuove scoperte! Verdi vi-
un pubblico molto preparato e attento           veva in stretto contatto con le realtà del
che conosceva bene il repertorio liederi-       suo tempo; era in continua evoluzione e
stico. Naturalmente sono legata anche al        il suo percorso si apriva verso il futuro.
Teatro Donizetti dove molti allievi sono        Se vivesse nel nostro tempo oggi chissà
attivi come coristi, altri come solisti, o      come sarebbero le sue composizioni!
come collaboratori per gli spettacoli per
bambini, e dove ho fatto dei concerti per       Cara Signora Lindsey, è stato ve-
me memorabili.                                  ramente molto interessante co-
                                                noscere la Sua storia e ci auguria-
Che ruolo ha avuto Verdi durante                mo che vorrà continuare a farci
la Sua carriera?                                conoscere il repertorio musicale
Ho studiato molte opere di Verdi con            moderno meno noto al grande
la mia maestra Carla Castellani (grande         pubblico, ma ricco di aspetti af-
verdiana scaligera) perché era del pare-        fascinanti e sorprendenti!

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LaVoce di CasaVerdi

       Festa della Donna a Casa Verdi
                                   di Claudio Giombi

Conobbi mia moglie Catherine, l’otto           due anni ci unimmo in matrimonio, cele-
marzo del 1985 a Fiesole, dove mi ero re-      brato dal sindaco Pillitteri.
cato per un convegno di Canto. Fu il così
detto colpo di fulmine; in pochi giorni, lei   Proprio per omaggiare la mia nuova spo-
decise d’abbandonare la sua vita a Londra      sa nacque l’dea di festeggiare lei e tutte le
e seguirmi a Muggia e poi a Milano. Mi         donne, l’otto marzo, evitando con un’uni-
sentii lusingato, da un anno ero single,       ca festa ogni altra ricorrenza. Ecco il mo-
mia moglie aveva preferito andarsene con       tivo che mi spinge ancora oggi ad orga-
un altro, dopo 13 anni di matrimonio e         nizzare un evento per quella data a Casa
due figli, perciò a parte l’impegno dei fi-    Verdi, come avvenuto in passato. Poiché
gli e della mia professione di cantante ed     la segregazione dovuta al covid non ci
insegnante ero pronto o così credevo, ad       permette ancora di invitare estranei e
iniziare una nuova vita. Catherine era at-     nemmeno i giovani artisti che vivono qui
trice di teatro e cinema, aveva girato mol-    accanto a noi, ci siamo accontentati di fe-
ti film, tra cui The Curse of the Werewolf     steggiare la Donna con la registrazione
(L’implacabile condanna), che avevano          che feci nel 2014 alla quale parteciparono
appena dato alla tv. Mi sentivo un leo-        molti Ospiti che ora non ci sono più e gio-
ne, finalmente amato, da una bellissima        vani oggi in carriera internazionale: Giu-
donna anche lei teatrante, nel pieno del       seppe Castelletti, Federico Ferri, Chitose
successo lirico accanto ai più prestigiosi     Matsumoto, Leonello Bionda, Alessandra
maestri e al Teatro alla Scala dove ogni       Ionis, Pietro Bonfilio, Kanako Sekiguchi.
anno partecipavo, come comprimario, a          Li abbiamo ricordati con gratitudine e
più spettacoli. Inoltre insegnavo canto e      abbiamo poi improvvisato a nostra vol-
arte scenica alla Civica Scuola di Musica      ta qualcosa per festeggiare insieme alla
a Milano, abitavo in un appartamento in        Donna, la Festa della prossima Primave-
via Chopin, avevo una casa per l’estate a      ra. Con un minuto di silenzio abbiamo
Muggia, dove mi aspettavano i figli.           ricordato i Caduti in Ukraina formando
Catherine, il cui nome è come quello del-      una catena e, attraverso il nostro silenzio,
la protagonista de “La bisbetica domata”       abbiamo inviato le nostre preghiere ed
di Shakespeare, visse la nostra relazione      energie per far nascere in chi ne è respon-
come quella spassosa commedia e dopo           sabile, i semi della Saggezza e della Pace.

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 i NO S TR I
g i o v a n i s t u d e n t i
                                                 intervistati da Federico Tommaso Fantino

Ciao Alessio, quando hai deciso di de-         Come hai continuato il tuo percorso?
dicarti alla musica e perché?                  Durante i tre anni di studio alla Scuo-
Ciao! Il mio primo avvicinamento av-           la Media “S. Barozzi” maturai un inte-
venne nel 2010, per un percorso mu-            resse crescente per il mio strumento e
sicale dedicato alle classi di quarta e        per la musica in generale, merito an-
quinta elementare del mio paese, San           che del mio primo insegnante, il prof.
Fior, in provincia di Treviso. All’epoca       Fabio Calzavara. Con lui preparai l’e-
non fu certo una scelta mirata al futuro       same di ammissione al Liceo Musicale
quanto più un modo di divertirmi insie-        “G. Marconi” di Conegliano (TV), indi-
me ad alcuni miei compagni di classe           rizzo che venne aperto proprio al mio
suonando il violino durante il penultimo       primo anno. Negli anni di liceo cambiai
anno ed il violoncello all’ultimo. Al ter-     tre diversi insegnanti. L’ultima fra que-
mine della scuola elementare ci fu un          sti, la prof. Caterina Villari con cui ho
incontro di orientamento della scuola          studiato per tre anni, è stata ed è tut-
media ad indirizzo musicale nella qua-         tora insieme al mio primo insegnan-
le, oltre a violino e violoncello, vi era la   te un punto di riferimento per il mio
possibilità di poter scegliere anche tra       percorso e la mia crescita musicale
pianoforte e saxofono.                         e personale. Sempre al liceo ho avuto
                                               occasione di confrontarmi e vivere con
Perché hai scelto il saxofono?                 persone legate dalla passione per la
Senz’ombra di dubbio non avrei conti-          musica e dalle quali ho tratto un gran-
nuato la mia esperienza con gli stru-          de arricchimento. Nell’estate del 2020,
menti ad arco, per i quali ero completa-       poco dopo l’esame di maturità , con
mente negato. Stavo pensando dunque            Villari mi preparai per l’ammissione al
di non proseguire il mio percorso mu-          Triennio Accademico del Conservato-
sicale, ma all’incontro di orientamen-         rio “G. Verdi” di Milano, presso il quale
to la presentazione del saxofono con           tuttora studio nella classe di saxofono
l’esecuzione del celebre tema di Henri         del Maestro Mario Marzi.
Mancini de “La Pantera Rosa” acce-
se la mia curiosità per questo bizzar-         E cosa ti ha spinto a spostarti da Co-
ro strumento che prima di allora non           negliano a Milano?
avevo mai visto.                               Onestamente credo che i motivi prin-

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LaVoce di CasaVerdi

            ALESSIO Z ANET TE

cipali siano due: il primo è quello più   uscire dalla mia zona di comfort. È in-
oggettivo e che porta tanti ragazzi       fatti vero che, avendo vissuto sempre
a studiare in una città come Milano,      in piccole realtà musicali ed essendo
capace di dare tante opportunità ed       stato l’unico sassofonista della mia
offrire esperienze che difficilmente      classe del liceo non ho mai avuto un
puoi trovare in altri ambienti italia-    confronto con ambienti esterni al mio,
ni. Nel caso dei giovani musicisti poi,   impedendomi di guardare oltre il mio
il Conservatorio “G. Verdi” è un em-      naso e di avere le giuste motivazioni
blema, quasi un luogo sacro, e avere      per una costanza nello studio e nel
la possibilità di studiarci è un gran-    miglioramento tecnico-musicale.
de onore. Ancora più nello specifico,
le classi di saxofono di questo Con-      Quali esperienze finora ti hanno ar-
servatorio sono di livello molto alto;    ricchito e fatto crescere di più dal
riuscire ad entrarvi e studiare con       punto di vista musicale?
maestri del calibro di Mario Marzi è      In quasi dieci anni di studio del mio
un’esperienza che fa davvero la diffe-    strumento ho avuto diverse esperien-
renza. Il secondo motivo è invece più     ze importanti per la mia formazione,
personale: la scelta di studiare in un    ma di maggior rilievo ve ne sono due.
ambiente come quello di Milano è per      La prima, anche in termini cronologici,
me una “terapia d’urto”, utile a farmi    risale al 2013, quando al mio secondo

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LaVoce di CasaVerdi

anno di scuola media fui chiamato dal         di duecento anni di storia non è stato
mio insegnante di saxofono per entra-         incluso nella gran parte delle partitu-
re a far parte dell’orchestra degli ex        re del repertorio cosiddetto classico.
allievi dell’istituto, nata un paio di anni   Ciononostante, possiamo già trovare il
prima e che stava progressivamente            sax in autori quali Puccini, Bizet, Ra-
acquisendo notorietà nella provincia          vel, arrivando anche ai più contempo-
di Treviso. La SIO, nome dell’orche-          ranei Stockhausen e Berio. Oltre ad
stra, aveva da poco acquistato un sax         essere la principale icona del jazz non
tenore ma c’era bisogno di qualcuno           si può negare che sia diventato anche
che lo potesse suonare. Essere scelto         strumento ricorrente nella musica
dal mio insegnante per quest’occasio-         pop. Personalmente non credo di ave-
ne e poter suonare con ragazzi di due         re una preferenza assoluta di genere
o tre anni più grandi di me fu, oltre         musicale. Ora, studiando al Conserva-
che un grande onore, una forte moti-          torio il Triennio Accademico classico,
vazione a dedicarmi con passione allo         il linguaggio con cui ho più familiarità
studio della musica. Ancora oggi, seb-        e che mi piace tanto suonare è quel-
bene mi sia allontanato per cause di          lo di autori quali Hindemith, Ibert e
forza maggiore da quell’orchestra, i          Schmitt. Detto ciò, suono anche in un
ricordi delle prove, dei concerti e del-      gruppo funky-fusion, e non escludo
le masterclasses estive restano un            dal mio futuro la possibilità di studia-
grande segno indelebile, che ha pe-           re e poter suonare professionalmente
sato molto nella mia decisione di se-         anche il repertorio jazzistico.
guire la strada della musica a livello
professionale. La seconda esperien-           Hai un brano preferito?
za formativa riguarda invece una ma-          Come detto poco fa, non prediligen-
sterclass che ho frequentato per due          do un genere sugli altri, trovo difficile
anni (prima come uditore e poi come           anche trovare un brano che preferi-
allievo effettivo), tenuta dal Maestro        sco su tutti. Se proprio dovessi sce-
Mario Marzi a Salsomaggiore Ter-              gliere, ne citerei due, di stile e carat-
me, in provincia di Parma. Sono sta-          tere diverso. Il primo è il “Concerto
te queste le occasioni in cui ho potuto       per Saxofono e Orchestra d’Archi” di
conoscere il mio attuale insegnante,          Lars-Erik Larsson, tra i primi com-
sia come grande musicista che come            positori ad esplorare le potenzialità
grande persona.                               sonore ed emozionali del registro so-
                                              vracuto dello strumento. Il secondo è
Quale genere musicale preferisci              “Naima” di John Coltrane, lenta bal-
suonare col tuo strumento?                    lad presente nel famoso album “Giant
Ciò che contraddistingue di più il saxo-      Steps” e che il leggendario sassofoni-
fono è la sua versatilità. Avendo meno        sta dedicò alla prima moglie.

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LaVoce di CasaVerdi

    LA MIA ODIATA SCUOLA
                                     di Ernesto Colloridi

              Spesso i genitori pensano        di cinque anni la propria volontà sia stato
              di indirizzare il futuro dei     un errore da parte dei miei genitori poi-
           propri figli secondo i propri       ché infatti il risultato fu quello di farmi
            desideri o di suggerire loro le    odiare la scuola a tal punto che in quinta
            scelte ritenute migliori e di      elementare ebbi la mia prima bocciatu-
            maggior soddisfazione. Penso       ra, in prima media la seconda e in terza
      però che sarebbe meglio effettuare       media la terza! A quel punto sospesi mo-
qualsiasi scelta dopo un dialogo appro-        mentaneamente gli studi per poi ripren-
fondito tra genitori e figli e non proce-      derli consapevolmente a diciassette anni
dere secondo l’usanza di un tempo che          quando riuscii a conseguire, oltre la li-
prevedeva solo comandi da un lato e ob-        cenza media, anche il diplomino di 2/da
bedienza dall’altra.                           ragioneria a quei tempi in essere.

Quando avevo due anni, mia madre mi            Non proseguii gli studi perché richiama-
portava a sentire la banda della poli-         to dallo Stato per servirlo con l’obbligo
zia nella quale suonava mio padre come         di leva. Di riprendere gli studi non se ne
primo clarinetto solista. Mia madre mi         parlò più e rimasi così nella mia totale
raccontava che mi teneva in braccio e io       ignoranza letteraria.
imitavo il maestro della banda, come se        Riuscii poi a dedicarmi all’arte musicale
avessi imparato in precedenza i suoi ge-       e a diventare, per moltissimi anni, assi-
sti! Era quindi palese la mia predispo-        stente del Maestro Nino Rota (splendida
sizione all’arte musicale e addirittura        esperienza che racconterò in un prossi-
quando, all’età di cinque anni, fui iscritto   mo articolo) che, su richiesta di mio pa-
alle scuole elementari, non ci volevo an-      dre, si prese cura di me, completò la mia
dare perché dicevo che volevo studiare         preparazione musicale ed ebbe l’idea di
soltanto la musica; purtroppo i miei geni-     pormi nelle mani del suo amico e colla-
tori, che non avevano nozioni di psicolo-      boratore per i testi delle sue opere, il Prof.
gia, si limitavano a ripetermi all’infinito    Verginelli, docente di letteratura moder-
che dovevo andare a scuola e scordarmi         na e greco antico il quale con infinita
la musica.                                     pazienza mi erudì soddisfacentemente,
                                               tanto che dopo la morte di Nino Rota –
Penso che questo modo perentorio di im-        nonostante avessi sessant’anni – tornai
porre senza spiegazioni ad un bambino          nel 1992 sui banchi di scuola per com-

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LaVoce di CasaVerdi

pletare gli studi di ragioneria interrotti a    sta; un altro fratel-
diciotto anni. Mio compagno di banco,           lo di mio padre era
fu mio figlio che frequentò con me quei         direttore generale
corsi serali! Fui felicissimo di frequenta-     della Fiat e procura-
re la scuola serale con lui, non ero affatto    tore della stessa, men-
imbarazzato per la mia età, ma anzi ero         tre due miei cognati
fiero delle mie scelte tardive e anche oggi     erano rispettivamen-
le difendo con orgoglio. Anche per mio          te Direttore Generale presso
figlio quell’esperienza fu importante e         il Gabinetto del Ministero del Tesoro e
consolidò il bellissimo rapporto già esi-       Direttore Generale del Ministero delle
stente tra di noi.                              Finanze. Per concludere un mio nipote
                                                era Commissario presso il Ministero di
I miei genitori avrebbero potuto asse-          Grazia e Giustizia e un altro nipote Re-
condarmi nello studio della musica avvi-        dattore Capo presso il quotidiano La Re-
sandomi che se non fossi andato anche           pubblica... si può ben immaginare come
a scuola e non avessi studiato più degli        mi sentissi in famiglia!
altri, non avrei potuto imparare la mu-
sica. Sono certo che se mi avessero dato        Sono state troppe le umiliazioni che ho
questa spiegazione, avrei studiato come         subito per non aver voluto studiare quan-
un matto!                                       do avrei potuto e dovuto e rivolgo un ap-
Avrei tanto voluto proseguire gli studi e       pello a tutti quei giovani che non voglio-
conseguire la laurea in economia e com-         no studiare: quando si è bambini piace
mercio - dal momento che ho versatilità         giocare all’infinito e lo studio sembra un
verso la matematica finanziaria e tutto         sacrificio insopportabile, ma bisogna ca-
ciò che riguarda l’economia – ma gli im-        pire che da adulti il rimorso per non avere
pegni legati alla mia professione di musi-      studiato logora il corpo e l’anima e rara-
cista mi occupavano totalmente.                 mente, a tarda età, si riesce a recuperare
                                                almeno una parte del tempo perduto.
Ho sofferto moltissimo nella mia vita a
causa della mancanza di cultura perché          La mancanza delle basi culturali che solo
il trovarsi in difficoltà nel parlare, nel      a scuola si possono acquisire, si paga per
compilare una domanda o un modulo,              il resto della vita in ogni ambito sia pro-
il dover chiedere aiuto ad altri è molto        fessionale che personale e quando ci si
umiliante. Nella mia famiglia tra l’altro       accorge di avere sbagliato a non studiare
mio padre era Maestro e primo clarinet-         da giovani... ormai è troppo tardi.
to solista nella banda musicale della Poli-
                  zia di Stato assieme a suo
                  fratello che ne era Mae-
                  stro e primo flauto soli-

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LaVoce di
      LaVoce diCasaVerdi
                CasaVerdi

• Poesie •di Marisa Terzi

       Lasciandoti
            Lasciandoti
          la malinconia,
      silenziosa e discreta
       come falda di neve
        ancora una volta
  colse di sorpresa i miei occhi
            lucidi tanto
    che non poteron vederti.

         Mio Dio
        Sento che Tu ci sei
  e io non sono del tutto inutile
   ma un giorno all’improvviso
      spegnerai la mia luce.
        Arriverò al confine
 con la paura dei silenzi, del buio,
        senza far rumore
   o con un botto da carnevale.
              Mio Dio
         so che mi vorrai
      ma non dirmi quando.

               3030
LaVoce di CasaVerdi

Ricordo di Giustina
La Redazione

Aveva 89 anni ed era in Casa Verdi
dal 2016

Nata a Brindisi il 9 luglio 1933, dopo
gli studi al Conservatorio “Tito Schi-
pa” di Lecce, conseguì nel 1954 il Di-
ploma in Pianoforte presso l’Accade-
mia di Musica “S. Cecilia” di Roma e
in seguito svolse per oltre vent’anni la
professione di docente di Educazione
Musicale e Canto presso scuole me-
die ed istituti superiori nelle città di
Brindisi e Lecce. Nel 1981 si trasferì a
Treviso, ove ha proseguito la docenza
presso l’Istituto Magistrale “Duca de-
gli Abruzzi” sino ai primi anni novanta.
La passione per la musica non l’ha mai
abbandonata: ha continuato a suonare
fino a quando le è stato possibile e ha
sempre partecipato con interesse ai
numerosi concerti organizzati a Casa
Verdi fino all’inizio della pandemia.
Lascia due figlie molto amate, Roma-
na e Roberta.                              Foto di Armando Ariostini

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