L'Appennino tra Romagna e Toscana sulle tracce del sommo poeta - www.viedidante.it - Le Vie di Dante

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www.viedidante.it                L’Appennino tra Romagna e Toscana sulle tracce del sommo poeta

Firenze - Scarperia e San Piero - Borgo San Lorenzo - Marradi - Brisighella - Faenza - Ravenna
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EMILIA ROMAGNA

   TOSCANA
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LE “VIE DI DANTE”
Le Vie di Dante rappresentano un inestimabile giacimento storico, reso
accessibile da una rinnovata sinergia tra Emilia Romagna e Toscana,
sfociata in un progetto interregionale e da un’articolata offerta ricettiva
e da ser vizi in grado di soddisfare le esigenze del turista che non si
accontenta più della semplice visita, ma vuole vivere intensamente la
vacanza, cogliendo le tipicità del territorio. Grazie a questo progetto,
alla cui base ci sono collaborazione, partecipazione e dialogo, il
viaggio di Dante da Firenze a Ravenna, attraversando l’Appennino tra
Romagna e Toscana, diventa un prodotto turistico all’insegna di ritmi
slow tra cultura e natura, seguendo l’attitudine del nuovo turista: arrivare
a una forma d’integrazione che renda sempre più piacevole e vivace il
suo soggiorno.
La cultura, uno degli elementi fondamentali delle proposte turistiche
dell’Emilia Romagna e della Toscana, è vissuta, infatti, come una vera e
propria immersione nel territorio, colto in tutti suoi aspetti. Ripercorrere
e visitare i luoghi in cui il più grande poeta italiano visse, esule,
diventa così un’esperienza di viaggio unica, tra antichi palazzi, pievi
romaniche, piccoli borghi, musei e biblioteche, botteghe artigiane,
natura incontaminata, salendo sul “trenino” che collega Faenza a Firenze
via Marradi, oppure in sella a una bici lungo l’antica Via Faentina, o
ancora a piedi attraverso uno dei tanti percorsi di trekking tra i territori
provinciali di Ravenna e Firenze.
Le proposte turistiche, consultabili sull’apposito sito www.viedidante.it
o reperibili in aggiornati opuscoli presso gli Iat o alle fiere di settore,
riguardano i sette Comuni di Firenze, Scarperia e San Piero, Borgo San
Lorenzo, Marradi, Faenza, Brisighella e Ravenna con il loro patrimonio
di monumenti, tradizione, identità ed enogastronomia.
Nei percorsi delle Vie di Dante si esaltano e si fondono due regioni,
valorizzandone i tratti comuni tra cui il calore, l’autenticità, la
spontaneità della gente, l’innata vocazione all’ospitalità, al buon
vivere e alla convivialità, la suggestione e il fascino senza tempo dei
luoghi, la capacità di far convivere tradizione e innovazione, cultura e
divertimento, qualità e convenienza.
In questa brochure sono presentati, in maniera dinamica e coordinata, i
territori coinvolti con le loro eccellenze, assieme ad approfondimenti e
curiosità. Si tratta di un prezioso vademecum in grado di indirizzare al
meglio anche il turista più esigente.

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FIRENZE
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                                                           che per mare e per ter ra batti l’ali,
                                                          e per lo ‘nfer no tuo nome si spande!

U
                                                                             ( If., XXVI canto)

                    n itinerario che porterà     che più si avvicina alla spiritualità tipica
                    alla scoperta di una Fi-     dell’epoca di Dante è senz’altro la
                    renze meno conosciuta        suggestiva Abbazia romanica di San Miniato
                    rispetto a quella, ico-      al Monte, peraltro citata nel Purgatorio (VII
                    nica, del Rinascimento:      canto). Ma oltre a questi luoghi - vissuti più
la Firenze dove Dante Alighieri visse dalla      o meno direttamente dal Sommo Poeta -
nascita (1265) all’esilio (1302). Per Dan-       esistono tante altre testimonianze, di ogni
te un luogo inevitabilmente di amore e do-       epoca, che documentano quanto la città
lore, che ricorre molto spesso nella Divina      sia profondamente intessuta dello spirito
Commedia.                                        di Dante. E’ il caso dei numerosi ritratti
In questi anni Firenze visse un periodo di       danteschi, da quelli medievali a quelli
intense trasformazioni in tutti i campi (cul-    ottocenteschi; dei cicli pittorici più o meno
turale, politico, religioso, artistico, econo-   ispirati alla Commedia; delle 33 celebri
mico, urbanistico) che segnarono profonda-       lapidi dantesche concentrate soprattutto
mente l’identità della città. Proprio negli      nel quartiere medievale. Mantenere sempre
ultimi decenni del XIII secolo furono fondati    viva e attuale l’eredità del Sommo Poeta è
edifici-simbolo, come la Cattedrale di Santa     il principale compito, anche attraverso la
Maria del Fiore, Palazzo Vecchio, le Basili-     tradizionale Lectura Dantis, della Società
che di Santa Croce e di Santa Maria Novella.     Dantesca la cui sede è nell’antico Palazzo
Uno dei luoghi, insieme al Battistero,           dell’Arte della Lana.
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IL BATTISTERO

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“Il mio bel San Giovanni”                 Eretto probabilmente nel corso
(Inferno XIX.17), è l’af fettuoso         dell’XI   secolo,     su   antiche
appellativo col quale Dante si            vestigia   di    epoca    romana,
riferisce al Battistero fiorentino        è a pianta ottagonale; se
di San Giovanni; luogo in cui il          l’esterno è sobriamente rivestito
poeta fu battezzato, e al quale           da     geometriche     decorazioni
pensa auspicando il suo ritorno           marmoree,      l’interno    rifulge
in patria (Paradiso, XXV canto).          grazie al grandioso mosaico
Dedicato al Santo Patrono di              dorato della cupola, dominato
Firenze, San Giovanni Battista, il        da un Cristo Giudice, ieratico, al
Battistero è un edificio romanico,        centro del Giudizio Universale,
di straordinario interesse, nel           probabile fonte d’ispirazione per
cuore    religioso    della  città.       la Commedia.

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I PRODOTTI TIPICI DELL’ENOGASTRONOMIA

                        Sono semplici e schietti i piatti tipici: dalla
                        famosa bistecca alla “fiorentina” sempre
                        alta e al sangue, ai primi della tradizione
                        contadina spesso a base di pane come
                        la Pappa al pomodoro e la Ribollita, tutti
                        insaporiti dall’olio extravergine di oliva. Che
                        dire del Lampredotto, servito nel panino, che
                        si può degustare al chiosco in puro spirito
                        street food. I dolci tipici sono legati alle feste
                        o alla stagionalità, segnaliamo le due ottime
                        schiacciate all’uva e alla fiorentina, tipica
                        del Carnevale. Sul versante vinicolo questa è
                        terra di Chianti, con varie DOC e DOCG: i
                        corposi rossi, i bianchi freschi e delicati e il
                        famoso vino dolce o vin santo.
                        Le specialità della cucina fiorentina si gustano
                        in città in ristoranti stellati, trattorie o vinai,
                        adatti a tutte le tasche.

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I RITRATTI

                                                                       - Borgo San Lorenzo - Scarperia e San Piero - Marradi - Brisighella - Faenza - Ravenna
             La memoria dantesca si tramanda anche
             attraverso i numerosi ritratti di cui è costellata la
             città, a testimonianza della straordinaria fama
             che ha sempre accompagnato il Poeta, dal
             Trecento fino ai giorni nostri. Le sue più antiche
             raffigurazioni sono al Museo Nazionale
             del Bargello (Cappella della Maddalena,
             opera di Giotto e bottega), nel Palazzo dei
             Giudici e Notai (in via del Proconsolo), nel
             Cappellone degli Spagnoli di Santa Maria
             Novella, opera di Andrea Bonaiuti. Uno dei
             ritratti dipinti più rappresentativi è senz’altro
             Dante che mostra la Divina Commedia
             (Domenico di Michelino, 1465, Cattedrale
             di Santa Maria del Fiore). Dante figura nel
             ciclo affrescato degli Uomini e delle donne
             illustri realizzato intorno al 1450 da Andrea
             del Castagno, ed oggi visibile – inglobata
             negli Uffizi - nella ex-chiesa di San Pier
             Scheraggio (uno dei luoghi utilizzati, anche
             dallo stesso Dante, per le adunanze politiche
             prima dell’edificazione del Palazzo dei Priori,
             ovvero Palazzo Vecchio).
             Molte sono anche le sculture, i monumenti
             ottocenteschi a lui dedicati, realizzati in un
             periodo in cui molto sentito era il culto per
             i Grandi Italiani del passato. La Basilica di
             Santa Croce, Pantheon delle Itale Glorie, ne
             conserva ben due: una è la statua sul sagrato,
             opera di Enrico Pazzi, inaugurata al centro
             della piazza per le celebrazioni dantesche
             del 1865; l’altra, all’interno, è il Cenotafio
             di Dante di Stefano Ricci (1829), retorico
             monumento che mostra il Poeta accanto alle
             allegorie dell’Italia e della Poesia. Al 1842
             risale la statua di Dante inserita, accanto ad
             altri Toscani Illustri, in una delle 28 nicchie del
                                                                     Firenze

             loggiato vasariano degli Uffizi.
             Della controversa maschera funebre esistono
             più esemplari in città: al Museo-Casa di
             Dante, a Palazzo Vecchio, al Bargello.

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I PRODOTTI TIPICI DELL’ARTIGIANATO
                         Opere che non stanno nei musei,
                         raffinate, frutto di maestria, ricerca,
                         innovazione e tradizione, opere uniche:
                         sono i manufatti artigianali. Argento, oro,
                         pelle, vetro, ceramica, seta, essenze,
                         ricami, calzoleria, oggetti che prendono
                         forma nelle botteghe artigiane fiorentine,
                         soprattutto in Oltrarno. Il mondo artigiano
                         è fatto di persone che conservano e
                         tramandano un capitale umano dal
                         valore inestimabile.

                         La vocazione artigiana di Firenze ha
                         portato alla nascita di due manifestazioni
                         dedicate al settore. Artigianato e
                         Palazzo che vuole riqualificare la figura
                         dell’artigiano ai giorni nostri, e si
                         svolge ogni anno al Giardino Corsini.
                         La Fortezza da Basso ospita la Mostra
                         Internazionale dell’Artigianato, nata nel
                         1931, a cui partecipano artigiani da
                         tutto il mondo.

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QUARTIERE DANTESCO

                                                                                       - Borgo San Lorenzo - Scarperia e San Piero - Marradi - Brisighella - Faenza - Ravenna
Questo quartiere è racchiuso                 Chiesa di Santa Margherita de’
fra    piazza      della     Signoria,       Cerchi (la “Chiesa di Dante”) dove il
Orsanmichele,      la    Torre   della       poeta, secondo la tradizione, sposò
Castagna, l’oratorio dei Buonomini           Gemma Donati e conobbe Beatrice
di San Martino e la Badia                    (la famiglia Portinari aveva qui le
Fiorentina. E’ il cuore medievale            proprie sepolture). In quest’area
di Firenze, con i suoi vicoli e le           si concentra il più alto numero di
sue caratteristiche case-torri, dalla        lapidi dantesche, con citazioni
funzione civile e militare. La Casa di       tratte dal suo capolavoro, affisse
Dante, replica ottocentesca di una           ad inizio ‘900 per mantenere vivo
casa-torre, ospita il museo omonimo          il legame fra Dante e quei luoghi
che documenta la vita e le opere del         e personaggi menzionati nella
sommo poeta; è a due passi dalla             Commedia.

                                                                                     Firenze

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BORGO S.LORENZO
S              an Lorenzo, patrono di Borgo e qui
               festeggiato con iniziative religiose
               e civili, ci ricorda che nelle notti
               d’agosto cadono le sue lacrime:
               quelle stelle che come scintille
sembrano volare su di noi. Ed è facile nelle colline
che contornano il paese sperimentare un’esperienza
nuova come sdraiarsi sotto un cielo buio - che in
città ormai è impossibile trovare - e cercare una
                                                         e i Santi Francesco e Domenico di Matteo Rosselli.
                                                         L’abside è affrescata da Galileo Chini. A lato della
                                                         facciata, a destra, è un tabernacolo in terracotta
                                                         policroma opera delle Fornaci Chini. Poco distante
                                                         dal centro storico si trova l’Oratorio del Santissimo
                                                         Crocifisso dei Miracoli, eretto nel ‘700 per ospitare
                                                         un Crocifisso ligneo dipinto qui lasciato nel 1400 da
                                                         alcuni pellegrini tedeschi che fuggivano dalla peste.
                                                         Collocato in una nicchia sopra l’altare maggiore è
stella cadente esprimendo un desiderio.                  celato da una grande tela ottocentesca manovrata
La prima tappa sarà assolutamente riservata al           da una “macchina” che ne consente l’elevazione o
centro storico entrando dalle due porte, quella          l’abbassamento nelle occasioni in cui il Crocifisso è
Fiorentina e dell’Orologio, residuo delle antiche mura   esposto all’adorazione dei fedeli.
costruite nel 1351. E’ d’obbligo la visita alla Pieve    Nelle vicinanze dell’Oratorio c’è il la Villa Pecori
di San Lorenzo risalente al 941, il più grande degli     Giraldi che ospita il Museo della Manifattura Chini.
edifici romanici del contado fiorentino. All’interno     Nella villa circondata da un bel parco sono presenti
una grande ricchezza di opere d’arte. Tra queste:        numerosi interventi pittorici e architettonici di
una Madonna attribuita a Giotto, un Crocifisso su        Galileo Chini e della sua famiglia mentre al piano
tavola di scuola giottesca, una Madonna in Trono         superiore ci sono le sale museali con magnifici
col Bambino attribuita ad Agnolo Gaddi, La Vergine       pezzi ceramici e vetrate liberty.
                                                   10
NEI DINTORNI TRA LE COLLINE CHE
CIRCONDANO IL CAPOLUOGO...

                                                         Borgo San Lorenzo - Scarperia e San Piero - Marradi - Brisighella - Faenza - Ravenna
                Incantevole è la passeggiata a piedi
                che dalla piazzetta di Grezzano
                conduce al Museo della Civiltà
                Contadina di Casa d’Erci (www.
                casaderci.it) una grande casa
                colonica con ricostruzioni d’epoca
                (la camera da letto, la cucina, la
                filatura, il bucato ecc) e una ricca
                raccolta di attrezzi agricoli dell’8-
                900. Poco prima del Museo merita
                una visita il Mulino ad acqua Faini
                risalente al ‘400.
                Da Casa d’Erci, collocata nel
                complesso          forestale     Giogo
                Casaglia, è possibile effettuare
                escursioni anche ad anello che
                conducono al crinale su sentieri
                ben tracciati o fermarsi a fare un
                pic-nic     nell’area    appositamente
                attrezzata. Da non perdere è la
                visita al Mulino ad acqua Margheri
                alla Madonna dei Tre Fiumi, in
                compagnia del proprietario signor
                Cerbai. Il mulino, probabilmente
                risalente all’anno 845, è ancora
                perfettamente funzionante: si potrà
                assistere al processo di macinatura
                e acquistare la farina di grano,
                granturco e marroni dal sapore
                antico. Al di là della strada c’è un
                piccolo Oratorio risalente al 1578.
                Si può salire fino al Passo della
                Colla di Casaglia e da lì, con
                escursioni a piedi o in mtb, si
                possono percorrere tanti itinerari
                all’interno del complesso forestale
                                                                                  Firenze -

                Giogo Casaglia oppure scendere
                tra i castagni fino a Ronta.

                11
SCARPERIA S.PIERO
U                   niti già dalla storia con la
                    presenza della famiglia
                    De’ Medici che in queste
                    terre ha lasciato i segni
                    del prestigioso dominio,
oggi i due paesi vivono in simbiosi grazie
all’isitituzione, dal 1 gennaio 2014, del
Comune unico di Scarperia e San Piero.
Tante sono le risorse turistiche, culturali,
                                                   dintorni le loro ville, come il prodigioso
                                                   Castello del Trebbio ed eressero abitazioni
                                                   anche all’interno del paese, come villa
                                                   Adami (sede della biblioteca) e Villa
                                                   Schifanoia. Il Castello del Trebbio, che ha
                                                   conservato quasi intatta tutta la severità
                                                   di costruzione medievale, fu costruito da
                                                   Michelozzo Michelozzi su commissione
                                                   di Cosimo de’ Medici, sui ruderi di una
gastronomiche e sportive che il visitatore         precedente torre feudale. Nel 2013 il
potrà scoprire giungendo da Firenze, dalla         Castello del Trebbio ha ricevuto l’ambito
via Bolognese, o dal casello autostradale di       riconoscimento di Patrimonio mondiale
Barberino di Mugello.                              dell’Umanità dall’UNESCO. Sul colle più
A San Piero a Sieve, infatti, convergono           alto vicino al paese si erge la Fortezza di
le più importanti strade mugellane                 San Martino, fatta costruire da Cosimo I
che dalla città conducono a Imola e a              nel 1569, alla cui costruzione contribuì
Bologna. L’antico borgo si sviluppò intorno        Bernardo Buontalenti. Poco distante è il
all’omonima pieve sin dall’XI secolo               Convento del Bosco ai Frati, fondato dagli
ma, tra il XIV e XV secolo visse il suo            Ubaldini prima dell’anno Mille, considerato
momento più alto: i Medici edificarono nei         uno dei più antichi della Toscana.
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SCARPERIA

                                                                                     Scarperia e San Piero - Marradi - Brisighella - Faenza - Ravenna
In questo nuovo Comune la storia             amministrare una vasta estensione
continua verso Scarperia, dove da            del contado mugellano.
sempre gli Ubaldini hanno dominato           Il Palazzo, oltre a ospitare un
fino a quando la Repubblica                  prezioso archivio storico e l’antico
Fiorentina per contrastarli decise           orologio della torre campanaria,
di fondare l’8 settembre 1306 una            opera     del    grande    architetto
“terra nuova” denominata Castel              fiorentino Filippo Brunelleschi, è
San Barnaba e poi Scarperia                  sede del Museo dei Ferri Taglienti,
(alla “scarpa” dell’Appennino).              produzione di cui Scarperia vanta
Nel centro storico, mirabile è il            secoli di alta produzione e che oggi
Palazzo dei Vicari, che dal XV               presenta un nuovo allestimento,
secolo fu sede del Vicario mandato           tutto da scoprire da grandi, piccini
dalla Repubblica Fiorentina per              e di tutte le nazioni.

                                                                                                        Firenze - Borgo San Lorenzo -

I PRODOTTI TIPICI DELL’ARTIGIANATO
Da non perdere nella vicina via Solferino, l’antica Bottega del Coltellinaio dove
si può assistere e partecipare alla costruzione di un coltello, accompagnati dalle
mani esperte dell’artigiano, attraverso gli strumenti antichi ormai in disuso, gli
odori, i rumori, i fumi del focolare, cosa significa costruire un coltello.

                                        13
MARRADI
O                        ltre il Passo della Colla,
                         ancora in Toscana ma
                         affacciato sulla terra
                         di Romagna, si trova
                         Marradi bagnata dalle
acque del fiume Lamone che sfocia a Ravenna.
Ed è proprio questa posizione centrale tra Firenze,
Faenza e la riviera Adriatica che ha reso prospero
questo paese nel passato. Infatti il viaggiatore che
                                                       Fabroni da Pistoia o i Torriani da Milano che
                                                       qui esiliate non vollero rinunciare agli agi e
                                                       all’eleganza degli spazi cittadini. Il territorio
                                                       marradese ricco di boschi e di acque trasparenti
                                                       è ideale per chi ama le escursioni a piedi, in mtb
                                                       o a cavallo. Vi proponiamo: la camminata per
                                                       famiglie dal paese alla Rocca di Castiglionchio
                                                       una antica fortificazione del VI secolo che domina
                                                       il panorama dell’intera Valle del Lamone e la più
arriva a Marradi, col treno della mitica ferrovia      impegnativa escursione all’Eremo di Gamogna,
Faentina, non si aspetta di trovare una struttura      antico complesso monastico fondato da San Pier
urbanistica poco usuale in località montane: le        Damiani nel 1053, raggiungibile per sentiero
abitazioni, i palazzi signorili ricordano piuttosto    partendo da Ponte della Valle località Lutirano
le vie del centro storico di Firenze. Ciò è stato      o dal Passo dell’Eremo sulla provinciale che
determinato da quelle nobili famiglie come i           congiunge Marradi a San Benedetto in Alpe.

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COSE DA VEDERE
Palazzo Torriani del XVI secolo,               Chiesa di San Lorenzo all’interno

                                                                                         - Brisighella - Faenza - Ravenna
oggi completamente restaurato, ne              della quale sono conservati mirabili
è la prova più evidente. L’interno             dipinti della fine del ‘400 del
conserva splendide decorazioni                 Maestro di Marradi, un anonimo
di Galileo Chini e una tela di                 pittore che si formò accanto a
Silvestro Lega. Nelle vicinanze si             Domenico Ghirlandaio intorno al
trova un altro gioiello marradese:             1475. Come dimenticare che a
il   settecentesco    Teatro    degli          Marradi è nato e vissuto il poeta
Animosi. Il cuore del centro storico           Dino     Campana,    maestro    del
è l’incantevole Piazza Le Scalelle             capolavoro “I canti Orfici”.: nella
contornata dal Palazzo Comunale                sede del Centro Culturale a lui
con l’arioso loggiato, il seicentesco          dedicato si trova il Centro Studi
Palazzo Fabroni e la Chiesa del                Campaniani, punto di riferimento
Suffragio. Oltrepassato il ponte               fondamentale per studiosi e studenti
sul fiume è d’obbligo la visita alla           di tutto il mondo.

                                                                                       Marradi
                                                                                         Firenze - Borgo San Lorenzo - Scarperia e San Piero -
I PRODOTTI TIPICI DELL’ENOGASTRONOMIA
E’ vietato non fermarsi a cena o               Sagra delle Castagne. Marradi
a pranzo per l’assaggio dei piatti             è infatti la patria del “marron
tipici di questa fetta di Romagna              buono”: numerosi sono i versanti
Toscana: i ravioli di ricotta e                delle colline coperti da castagneti
spinaci, le tagliatelle al fungo               che, come dei giardini ben curati,
porcino, al cinghiale o arricchite             interrompono      l’uniformità  della
dal tartufo di stagione, i cappelletti         vegetazione spontanea. L’amore per
con lo stracchino e il raveggiolo, le          questa pianta e la volontà di creare
grigliate di selvaggina e di castrato          un progetto che la rappresentasse
di agnellone, la zuppa inglese, le             in tutti i suoi aspetti hanno fatto
crostate, la torta di ricotta, la crema        nascere la Strada del Marrone del
fritta e nell’autunno tutti i dolci a          Mugello di Marradi che propone
base del marrone IGP Mugello, qui              al turista un vero e proprio viaggio
celebrato ogni anno dalla famosa               attorno al castagno.

                                          15
BRISIGHELLA
B                  risighella, uno dei Borghi più belli
                   d’Italia, è un antico borgo medie-
                   vale e termale certificato Bandiera
                   Arancione dal Touring Club Italiano
                   per le sue qualità paessaggistiche
ed ambientali, incastonato nel Parco Regionale della
Vena del Gesso Romagnola, nell’Appennino Tosco-Ro-
magnolo, lungo l’antica via Faentina che collega Fi-
renze–Faenza–Ravenna (oggi percorribile anche in
                                                            Firenze nella battaglia Campaldino nel 1289, cui prese
                                                            parte notoriamente anche Dante Alighieri; ma poi fu a
                                                            lungo un campione dei ghibellini di Romagna, in alle-
                                                            anza con gli Ordelaffi di Forlì. Motivo per cui sembra
                                                            di poter dire che egli fu guelfo in Toscana e ghibellino
                                                            in Romagna. Tale contrasto irritò non poco il Sommo
                                                            poeta. Nel Canto XXVII dell’Inferno, in cui Dante
                                                            lo indicò, senza nominarlo espressamente, come il
                                                            signore di Imola e Faenza, ne stigmatizzò il com-
treno). La caratterizzano tre pinnacoli rocciosi, i fa-     portamento politico, considerandolo contraddittorio:
mosi tre colli, su cui poggiano la rocca manfrediana           «Le città di Lamone e di Santerno
( sec. XIV), il santuario del Monticino (secolo XVIII),        conduce il lïoncel dal nido bianco
la torre detta dell’Orologio (sec. XIX).                       che muta parte da la state al verno»
La sua origine risale al Duecento quando Maghinardo                         (Dante Alighieri, Inferno, Canto XXVII, 49-51)
Pagani da Susinana, signore del luogo, che nel 1290         Agli inizi del XIV secolo il territorio passò nel-
fece costruire una torre di difesa sullo sperone roccioso   le mani dei Manfredi di Faenza, che rimasero
dove oggi si erge la torre dell’orologio, per controllare   a capo della città fino alla fine del XV secolo.
i commerci ed i passaggi dalla Romagna ghibellina ver-      Nel 1500 Brisighella fu conquistata da Cesare
so la Firenze guelfa. Durante la sua lunga carriera mi-     Borgia, poi, tra il 1503 ed il 1509, entrò nei ter-
litare, Maghinardo combatté dalla parte della guelfa di     ritori amministrati dalla Repubblica di Venezia.
                                                      16
COSE DA VEDERE
Dall’alto, una Fortezza, una Chiesa, ed          Pieve del Thò. Passando ai Tre Colli,

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una Torre merlata la guardano come               la Rocca Manfrediana è stata eretta
fossero custodi. Brisighella si svela            nel XIV secolo dai Manfredi, signori di
nel luccichio del gesso che affiora,             Faenza, per poi passare ai veneziani.
occhieggia nei colori pastello delle             Sul pinnacolo di uno dei tre coli si erge
dimore del centro storico e si anima             la Torre dell’Orologio. Il terzo colle è
nelle sue feste coinvolgendo te, ospite,         dominato dal Santuario della Madonna
in un’esperienza indimenticabile A               del Monticino, risalente al XVIII secolo.
Brisighella non si può non percorrere            Uscendo dal borgo e immergendosi
l’Antica Via del Borgo, chiamata anche           nell’affascinante territorio circostante,

                                                                                               Brisighella
Via degli Asini: la sua particolarità            si può visitare la Grotta Tanaccia, una
che la rende unica al mondo è quella             delle più belle grotte del Parco Regionale
di essere una strada sopraelevata che            della Vena del Gesso: i suoi ambienti,
corre praticamente inglobata all’interno         frutto di fenomeni carsici, sono visitabili
di una fila di edifici. Da vedere anche          tutto l’anno ad eccezione del periodo in
la Pieve di San Giovanni in Ottavo, o            cui i pipistrelli vanno in letargo.

I PRODOTTI TIPICI DELL’ENOGASTRONOMIA                                                             Firenze - Borgo San Lorenzo - Scarperia e San Piero - Marradi -
Brisighella è anche un ricco giacimento          carni di razza Bovina Romagnola, i
gastronomico. La sua specificità,                frutti dimenticati (tra cui primeggia La
tuttavia, è quanto mai legata ai prodotti        Pera Volpina), le Pesche, le Nettarine
di un territorio ancora in gran parte            e le Albicocche I.G.P. di Romagna
integro ed ecologicamente intatto.               ed, infine, il carciofo Moretto, tipico
Il prodotto principe è rappresentato             della zona dei calanchi. Eccellenze
dall’olio    extravergine    di     oliva        della produzione vitivinicola sono i
“Brisighello” che si fregia della                tipici vitigni autoctoni della Romagna,
Dop europea. Inoltre non possiamo                in particolare il Sangiovese D.O.C.
dimenticare il formaggio conciato                e l’Albana di Romagna D.O.C.G.
con stagionatura nelle grotte di                 (eccellente la versione Passita) che
gesso, la carne di Mora Romagnola                danno luogo a produzioni di altissima
(un’antica razza suina autoctona), le            qualità.

                                            17
FAENZA
L             a via Faentina è la direttrice
              di comunicazione principale
              tra la Romagna e la Toscana,
              grazie alla Strada Provinciale
              302 e al collegamento
ferroviario che invita il turista, in maniera
slow, a ripercorrere i passi del Sommo
Poeta. Al centro di questo “itinerario
dantesco” si trova la città di Faenza, in
                                                I PRODOTTI TIPICI
                                                DELL’ENOGASTRONOMIA
                                                E DELL’ARTIGIANATO
                                                La c e ra mica a F ae nz a v anta u na tra-
                                                d i z i o n e plu rise colare , e spre ssione di
Provincia di Ravenna. Faenza, di origine        u n a r t i g ianato ar tist i co di e cce z iona-
romana e situata sulla Via Emilia, è una        l e q u a l i tà. L a cit tà, pe r la su a posi-
città di 60.000 abitanti ed è nota per la       z i o n e g e ografica, ha sapu t o cost i t u i r-
produzione ceramica, che risale al XII secolo   s i c o m e ce nt ro ce ram i co e u rope o di
e che raggiunge il suo apice nel periodo        p ri m a ri a i m por t anz a, al pu nto che la
rinascimentale.                                 m a i o l i c a è conosciu t a i n t u tt o il m on-
La città si è trasformata in un lungo arco      d o c o n i l nom e france se di F aie nce .
di evoluzione storica, arricchendosi di         A c c a t t i v ante e v arie gat a è l’of fe r t a
architetture di grande pregio, con una          d e i p rodot ti tipi ci e de ll’e nogast ro-
forte caratterizzazione rinascimentale e        n o m i a , v aloriz z ata e prom ossa dalla
neoclassica.                                    S t ra d a de l Sangiov e se .

                                           18
COSE DA VEDERE
La splendida Piazza del Popolo è il cuore             Civiltà Neoclassica in Romagna che
pulsante della Città di Faenza, tra due               suggella magistralmente, sia sotto il

                                                                                                     - Ravenna
eleganti porticati contrapposti, uno sul              profilo architettonico che decorativo,
fianco del Palazzo Comunale e l’altro sul             la civiltà romagnola nel neoclassicismo
fianco del Palazzo del Podestà. Chiude                e Piazza Nenni (già della Molinella),
la piazza la Torre civica dell’orologio.              con pavimentazione in ciottoli su cui si

                                                                                                    Faenza
Adiacente a Piazza del Popolo                         affaccia il prestigioso Teatro comunale
troviamo la Piazza della Libertà, con                 Masini, anch’esso di epoca neoclassica
la Cattedrale rinascimentale (Giuliano                (1780-1788).
da Maiano, 1474) intitolata a S. Pietro               Il     Museo      Internazionale      delle
apostolo e la Fontana monumentale su                  Ceramiche (M.I.C.), fondato nel 1908,

                                                                                                     Firenze - Borgo San Lorenzo - Scarperia e San Piero - Marradi - Brisighella -
progetto di Domenico Paganelli (sec.                  è uno dei più importanti musei dell’arte
XVII). Felicissima resta l’età della fioritura        ceramica a livello mondiale e ospita
neoclassica dalla fine del XVIII secolo               raccolte di ogni secolo e continente,
fino al primo trentennio del successivo,              oltre a prestigiose mostre anche di arte
con esempi di rilevanza artistica                     contemporanea, mentre le numerose
attraverso l’opera di Giuseppe Pistocchi,             botteghe        ceramiche,       collocate
Giovanni Antonio Antolini, Felice                     principalmente nella suggestiva cornice
Giani, e Pietro Tomba. Tra le numerose                del centro storico di Faenza, continuano
realizzazioni si annoverano Palazzo                   la grande tradizione dell’artigianato
Milzetti, oggi Museo Nazionale della                  artistico di Faenza.

                                                 19
RAVENNA
D                     ante passò gli ultimi anni
                      della propria vita a Ravenna
                      dove si spense la notte tra
                      il 13 e 14 settembre 1321
                      forse a causa di febbri
malariche contratte durante un’ambasceria a
Venezia. I suoi solenni funerali si celebrarono
nella basilica di S. Francesco, fabbrica culturale e
religiosa di grande prestigio nel Trecento. Ravenna
                                                       resse la città dal 1316 al 1322. Il Poeta poté
                                                       abitare in una casa messa a disposizione dal suo
                                                       ospite (non si conosce l’esatta ubicazione) dove
                                                       trovarono posto anche i figli Pietro, Jacopo e
                                                       Antonia, che prese i voti monastici con il nome
                                                       di Beatrice; si trattò di un periodo sereno di vita
                                                       e di studio. L’esule fiorentino lasciò nella città
                                                       “dell’ultimo rifugio ”l’estremo lascito letterario
                                                       della sua arte, le Egloghe dove sono presenti,
è assai presente nella Commedia sia attraverso         sotto l’allegoria pastorale, alcuni personaggi del
la citazione esatta del toponimo che attraverso        nucleo di devoti e ammiratori riuniti intorno a
evocazioni poetiche, celebre è il nostalgico ricordo   lui, ma portò soprattutto a termine la Commedia,
di Francesca in Inferno V “Siede la terra dove nata    vale a dire gli ultimi canti del Paradiso di cui il
fui su la marina dove ‘l Po discende per aver pace     Boccaccio, primo biografo del sommo poeta, narra
co’ seguaci sui”. Francesca forse è la più celebre     un avventuroso ritrovamento da parte del figlio
dei tanti personaggi ravennati incontrati nel          Pietro. Dopo la sua morte qui furono attivi maestri
viaggio oltremondano ed è la prima interlocutrice      e letterati che fecero della città un centro di rilievo
del pellegrino dopo Virgilio. Il soggiorno ravennate   del primo umanesimo, furono protagonisti della
fu propiziato dall’ospitalità elargita dal signore     prima diffusione e diedero origine ad un vero e
di Ravenna, Guido Novello Da Polenta, che              proprio culto.
                                                 20
LA TOMBA DI DANTE

                                                        Ravenna
La Tomba di Dante, sublimata e vissuta da
tutta la comunità ravennate come patrimonio
identitario per eccellenza, fu commissionata
dal Cardinale Legato Luigi Valenti Gonzaga
a Camillo Morigia che la terminò nel 1781.

                                                          Firenze - Borgo San Lorenzo - Scarperia e San Piero - Marradi - Brisighella - Faenza -
L’opera architettonica, anche se modesta di
dimensioni, rispetta dignitosamente i canoni
neoclassici settecenteschi. È posizionata in fondo
a via Dante, tra il secondo chiostro del convento
francescano detto chiostro della cisterna o
chiostro Dante ed il Quadrarco di Braccioforte.
Il piccolo edificio è composto da una facciata
sormontata da timpano, con cornice dorica, in
cui si apre, all’interno di un arco a tutto sesto, la
porta di accesso. Sull’architrave compare la scritta
“Dantis poetae sepulcrum”; il timpano aggettante
ospita una serpe che si morde la coda, simbolo
dell’eternità. La cupoletta si conclude con una
pigna, antico simbolo di sepoltura.

    21
I PRODOTTI TIPICI DELL’ENOGASTRONOMIA

                         Ravenna e la Romagna sono terra ospitale
                         e di antica tradizione culinaria.
                         Nei menù tipici non possono mancare i
                         gustosi primi fatti a mano come tagliatelle,
                         lasagne, strozzapreti al ragù, passatelli
                         a base di parmigiano e uova, cappelletti
                         ripieni di formaggio, al ragù o in brodo,
                         oppure i piatti a base di pesce come il
                         risotto alla marinara, i tagliolini allo scoglio
                         e gli spaghetti con le vongole.
                         A seguire le classiche grigliate, di carne o
                         pesce, annaffiate dai vini delle nostre colline.
                         Non si può lasciare la Romagna senza
                         aver gustato le fragranti piadine farcite
                         con lo Squacquerone di Romagna, il
                         formaggio morbido locale, o con saporiti
                         affettati e salumi.

                    22
BASILICA DI SAN FRANCESCO – CASA DI FRANCESCA –
QUADRARCO DI BRACCIOFORTE – PALAZZO DEI DA POLENTA

                                                                                                        Ravenna
La Basilica di S. Francesco fu fatta erigere          Da Polenta, capo dei Guelfi e padre di
alla metà del V secolo dal vescovo                    Francesca, cacciò dalla città i suoi avversari
Neone che la dedicò agli Apostoli. Verso              politici e la mantenne fino al 1441 quando
il X secolo fu riedificata, prese il titolo di        subentrò la Serenissima. Il Quadrarco di
basilica e fu intitolata a San Pier Maggiore;         Braccioforte situato vicino alla Tomba di

                                                                                                          Firenze - Borgo San Lorenzo - Scarperia e San Piero - Marradi - Brisighella - Faenza -
nel 1107 aggiunse il titolo di canonica.              Dante, è chiamato “Braccioforte” secondo
Nel 1261 fu data in concessione ai Frati              un’antica leggenda per cui due fedeli
Minori Francescani che vi officiarono fino            avrebbero prestato giuramento invocando
al 1810, anno in cui vennero soppressi gli            il “braccio forte” di Cristo, la cui immagine
Ordini religiosi per volontà di Napoleone             era qui conservata.
I. Solo nel 1949 i Francescani tornarono a            All’interno ci sono i sarcofagi “Pignatta” e
celebrare messe nella chiesa.                         “Traversari”, databili tra il V e il VI secolo,
In Via Zagarelli alle Mura, al numero                 ma riutilizzati successivamente per le
civico 2, si trova un’antica abitazione detta         sepolture di esponenti di famiglie nobili
“Casa di Francesca”, che risale al ‘200,              ravennati. Altri tre sarcofagi si trovano nel
appartenuta alla famiglia dei Da Polenta.             piccolo giardino, in prossimità del dosso
Questa famiglia ebbe la supremazia a                  dove furono conservate le spoglie dantesche
Ravenna quando, dal 1275, Guido Minore                durante la Seconda Guerra Mondiale.

                                                 23
I PRODOTTI TIPICI DELL’ARTIGIANATO
                          La grande tradizione del mosaico
                          permea ancora oggi la città Ravenna
                          grazie agli artisti che con le loro
                          opere tramandano quest’arte antica:
                          numerose botteghe propongono oggetti
                          e souvenir, di ispirazione antica o di
                          taglio contemporaneo.
                          Le tele stampate sono realizzate ancora
                          oggi come nel passato applicando
                          sugli stampi intagliati a mano una pasta
                          colorante a base minerale di diversi
                          colori, tra cui il tipico color ruggine,
                          ricavato amalgamando l’ossido di ferro
                          con farina e aceto di vino.
                          In città si pratica ancora il ricamo
                          bizantino, un “lavoro ad ago” di
                          origine orientale che risale al V secolo,
                          quando veniva utilizzato per ornare
                          il vestiario degli Esarchi e dei loro
                          cortigiani.

                     24
S. APOLLINARE
NUOVO

                                                 Ravenna
La Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, fatta
costruire da Teoderico (493-526) accanto
al suo palazzo, fu in origine adibita a

                                                   Firenze - Borgo San Lorenzo - Scarperia e San Piero - Marradi - Brisighella - Faenza -
Chiesa palatina, di culto ariano. Dopo la
riconquista bizantina e la consacrazione
al culto ortodosso (metà del VI secolo) fu
intitolata a San Martino, vescovo di Tours.
Secondo la tradizione, nel IX secolo le
reliquie di Sant’Apollinare furono qui
traslate dalla Basilica di Classe e in
quell’occasione ricevette la sua intitolazione
a Sant’Apollinare, detta “Nuovo” per
distinguerla da un’altra chiesa dallo stesso
nome presente in città.

S. APOLLINARE IN
CLASSE
La Basilica di Sant’Apollinare in Classe
si erge grandiosa e solenne a circa 8
km dal centro di Ravenna. Fu edificata
da Giuliano Argentario su ordine
dell’arcivescovo Ursicino durante la
prima metà del VI sec. su una precedente
area cimiteriale in uso tra la fine del II
e l’inizio III secolo, dove sembra abbia
trovato sepoltura lo stesso protovescovo
Apollinare. La chiesa è stata definita
il più grande esempio di basilica
paleocristiana. Nonostante le spoliazioni
subite nel corso dei secoli, la chiesa
tutt’oggi preserva la bellezza della
struttura originaria ed è ammirata per
gli splendidi mosaici policromi del suo
catino absidale e gli antichi sarcofagi
marmorei degli arcivescovi collocati
lungo le navate laterali.

   25
CONTATTI

Firenze                                              COMUNE DI FIRENZE
                                                   Contact center turistico 055 000
                                Infopoint Stazione 055 212245 (piazza Stazione 4)
                                                           055 000 - 055 212245

Borgo San Lorenzo          UFFICIO TURISMO UNIONE MONTANA
Scarperia e San Piero               DEI COMUNI DEL MUGELLO
Marradi                         Via P. Togliatti, 45 - 50032 Borgo San Lorenzo (FI)
                                                               tel. 055 84527185/6
                                                           turismo@uc-mugello.fi.it
                                                             www.mugellotoscana.it

Brisighella                                    UFFICIO INFORMAZIONI
                                              TURISTICHE BRISIGHELLA
                                             Via Naldi 2 - 48013 - Brisighella (RA)
                                                                    tel. 0546.81166
                                                        iat.brisighella@racine.ra.it
                                                                 www.brisighella.org

Faenza                                          IAT - PRO LOCO FAENZA
                                   Voltone della Molinella 2 - 48018 - Faenza (RA)
                                                                   tel. 0546.25231
                                                             info@prolocofaenza.it
                                                               www.prolocofaenza.it

Ravenna                                     UFFICIO INFORMAZIONE E
                                             ACCOGLIENZA TURISTICA
                                                Piazza San Francesco, 7 - Ravenna
                                                     tel +39 0544 35755 - 35404
                                                            turismo@comune.ra.it
                                                                 www.turismo.ra.it

                           26
CREDITS
          Grafica: empresacreativa.com
        Testi e Foto: Comune di Firenze
                      Comune di Firenze
                    Comune di Ravenna
                   Comune di Brisighella
                      Comune di Faenza
        Unione della Romagna Faentina
Unione Montana dei Comuni del Mugello
             Apt servizi Emilia Romagna
           Toscana Promozione turistica
                          Nicola Strocchi
                      Giacomo Banchelli
                           Carlotta Nucci
                        Noemi Porcellino
                         Emilio Maccanti
L’Appennino tra Romagna e Toscana sulle tracce del sommo poeta

                           www.viedidante.it
Firenze - Scarperia e San Piero - Borgo San Lorenzo - Marradi - Brisighella - Faenza - Ravenna
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