KALEIDOS - L'eredità di Leonardo - Università Popolare Mestre

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KALEIDOS - L'eredità di Leonardo - Università Popolare Mestre
K ALEIDOS
PERIODICO DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE MESTRE
                                                                          n° 37
                                                             Settembre—Dicembre 2019

      L'eredità di Leonardo

                          CULTURA • FORMAZIONE • ATTUALITÀ
KALEIDOS - L'eredità di Leonardo - Università Popolare Mestre
K ALEIDOS
PERIODICO DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE MESTRE
                                                        SOMMARIO

                                                     1 Editoriale               20 Leonardo
                                                       Daniela Zamburlin           nell’interpretazione
Cultura, Formazione, Attualità
                                                                                   di Freud. Genialità e
n.37 – settembre-dicembre 2019                       2 Leonardo e il               tormento
Registrazione Tribunale di Venezia
n.13 del 10 maggio 2011                                Rinascimento                Giuseppe Goisis
ISSN 2240-2691                                         Franco Fusaro
Editore                                                                         23 Le porte vinciane nel
Università Popolare Mestre                           4 Se l’Umanesimo              territorio veneziano
Corso del Popolo, 61
30172 Mestre (VE)                                      scandalizza e               Maurizio Pozzato
Tel. 041 8020639
kaleidos.upm@libero.it
                                                       inquieta
info@univpopmestre.net		                               Don Nandino              25 Leonardo da Vinci,
www.univpopmestre.net
                                                       Capovilla                   l’ingegno, il tessuto
Direttrice Editoriale                                                              Daniela Degl’Innocenti
Annives Ferro
                                                     6 Leonardo genio
Direttrice Responsabile                                artistico: l’Uomo        28 Leonardo geologo nel
Daniela Zamburlin
                                                       Vitruviano…                 Veneto
Caporedattore                                          l’infinita bellezza         Corrado Lazzari
Roberto Grossi
                                                       Gabriella Niero
Redazione                                                                       30 De Anathomia
Laura De Lazzari, Franco Rigosi, Anna Trevisan
                                                     8 Il Maestro Leonardo         Giorgio Fazzin
A questo numero hanno collaborato                      e la Botanica
Piercesare Crescente, Giorgio Fazzin, Sergio
Pesce                                                  Monica Mazzolini         31 Edmund de Waal
Chiuso in redazione il 15 giugno 2019
                                                                                   – La biblioteca
                                                    10 L’artista e la              dell’esilio – Biennale
Concept grafico e impaginazione
Bazzmann: molto più di un’agenzia creativa.
                                                       natura nella                2019
Via Verdi 10 – 30171 Venezia-Mestre                    contemporaneità:            Sergio Pesce
https://bazzmann.agency
                                                       Arshile Gorky a Ca’
Stampato presso                                        Pesaro                   33 AGORÀ
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Pubblicità Inferiore al 10 per cento del            12 Leonardo genio               CONTENUTO SPONSORIZZATO

contenuto pubblicato                                   compreso?                40 Il volo
Consiglio direttivo UPM                                Sergio Pesce                Clipper Viaggi
Mario Zanardi (presidente), Fiorella Rossi,
Sonia Rutka, Oriana Semenzato, Giuseppe
Vianello, Donatella Calzavara, Lucia Carbone,       14 Dalla città attuale
Laura De Lazzari, Annives Ferro, Maria Luisa           alla città ideale. Per
Muratore, Realino Natali
Revisori dei conti Sandro Marzot, Daniela              Mestre a dimensione
Pitteri, Carla Silvestri                               umana
Probiviri Ada Innecco, Marzia Moretto, Anna
Trevisan                                               Michele Boato
La pubblicazione si avvale del diritto di
citazione per testo e immagini come previsto        16 Foto vincitrici del
dall’ articolo 10 della Convenzione di Berna,
dall’articolo 70 legge 22 aprile 1941, dal
                                                       concorso “Mestre
decreto legge n. 68 del 9 aprile 2003.                 Cambia”
In copertina: autoritratto di Leonardo, circa
1515, conservato alla Biblioteca Reale di Torino.
KALEIDOS - L'eredità di Leonardo - Università Popolare Mestre
Editoriale
DANIELA ZAMBURLIN

“Naturalmente li omini boni de-            progettazione di straordinarie opere     Curioso oltre ogni limite, versatile e
siderano sapere”. Così Leonardo            difensive, tra le quali l’allagamento    assetato di conoscenza, cercava ne-
(1452-1519) riafferma la centralità        della pianura padana.                    gli angoli più nascosti e malfamati
della conoscenza e la necessità che                                                 della città i personaggi che vediamo
scienza, arte e tecnica siano pro-         In geologia spiegò l'origine dei         magistralmente ritratti nei suoi di-
fondamente unite. Proprio questa           fossili. In astronomia intuì che la      segni e nei suoi dipinti. Straordina-
perfetta compenetrazione permise           Terra può venire considerata come        ria è la sua arte pittorica nella quale
a Leonardo di superare la diffiden-        una stella, ed anzi si propose di di-    compare perfettamente riprodotta
za dell’umanesimo nei confronti            mostrare che essa deve riflettere la     anche la natura.
della geometria e di sviluppare una        luce in modo analogo a quanto fa la
nuova disposizione d'animo verso           Luna. In anatomia, descrisse la strut-   Si rammaricò sempre di non cono-
la matematica, di cui bisogna rico-        tura e il funzionamento dell'occhio,     scere il latino. ‘Omo sanza lettere’,
noscere l'apporto essenziale alla          fece parecchie osservazioni esattis-     così si definisce in una pagina del
creatività artistica. Dal punto di vista   sime sulla circolazione del sangue,      Codice Atlantico. Per Leonardo, che
metodologico, egli può venir consi-        studiò i muscoli del cuore disegnan-     aspirava a fare dell’arte una scienza e
derato un precursore di Galileo, per       done le valvole. Leonardo compiva i      della scienza un’arte, la conoscenza
l'importanza essenziale attribuita         suoi studi di anatomia, compresa         della lingua dei dotti sarebbe stata
sia all'esperienza che alla matema-        l’autopsia, con il duplice scopo di      requisito fondamentale per attirarsi
tica; anzi, non si può escludere che       conoscere meglio il corpo umano e        la considerazione del mondo acca-
Galileo, nell'elaborazione del suo         di migliorare le proprie capacità di     demico. Fu senza ombra di dubbio
metodo matematico-sperimentale,            artista. D'altra parte proprio queste    uno scrittore prolifico, anche se
abbia subito, sia pure indirettamen-       capacità gli permisero di riprodur-      compose solo il Trattato di Pittura,
te, l'influenza di Leonardo.               re in disegno le cose osservate, con     ma moltissimi sono i quaderni che
                                           una precisione e una fedeltà ecce-       ha lasciato. Prima che il loro con-
Le aree di studio di Leonardo sono         zionali. Se non possiamo scindere in     tenuto fosse reso noto ci volle del
multidisciplinari.      Cominciando        lui il tecnico dallo scienziato, ancor   tempo poiché ne era estremamente
dalla meccanica va segnalata la sua        meno possiamo scindere lo scien-         geloso. Per mantenere il completo
geniale intuizione del principio di        ziato dall'artista. L'uso sistematico    segreto sui suoi appunti, scriveva
inerzia. Intuì anche il principio del-     del disegno per studiare i fenomeni      alla rovescia, in modo che i suoi fogli
la composizione delle forze e quello       naturali consentì a Leonardo di rap-     fossero leggibili solo allo specchio.
del piano inclinato, assunto come          presentare la realtà in modo fedelis-
base per la spiegazione del volo           simo unendo mirabilmente scienza         Dalla distanza di cinque secoli Leo-
degli uccelli traducendo ogni intui-       e arte.                                  nardo ci osserva con sguardo severo
zione in tentativo di realizzazione o                                               come appare nel suo autoritratto:
di progettazione tecnica. È la prima       Per quanto attiene al suo profi-         ma il suo vero volto rinvia ad altre
volta nella storia dell'umanità che        lo umano molte testimonianze e           dimensioni: quelle di un uomo cor-
la dialettica tecnica-scienza viene        aneddoti sono contenuti nell’opera       diale e scherzoso, anticonformista,
attuata con tanta consapevolezza:          Le Vite di Giorgio Vasari che lo de-     un genio inimitabile, un contem-
ciascuna delle due fornisce all'al-        scrive come un uomo di spirito, un       poraneo che odiava la supponenza,
tra ausili, suggerimenti e motivi di       burlone che si divertiva a fare scher-   convinto, come ebbe a scrivere, che
meditazione. Negli altri campi del-        zi a chi lo visitava.                    la vera intelligenza ignora l’arro-
la fisica, basterà menzionare due                                                   ganza.. •
genialissimi risultati: l'intuizione       Amava gli animali che voleva fosse-
dell'analogia fra il fenomeno del-         ro rispettati come creature viventi e
la luce e i fenomeni ondulatori, e         senzienti. Si dice che vedendo in un
la scoperta del principio dei vasi         mercato degli uccelli tenuti in gab-
comunicanti. Leonardo compì ap-            bia per essere venduti, li comperò
profonditi studi anche nel campo           tutti e li lasciò volare restituendo
dell'idraulica applicata, dalla rego-      loro la libertà. Fu animalista con-
lamentazione delle acque, alle bo-         vinto e vegetariano, anticipando le
nifiche di vasti territori fino alla       tendenze attuali.

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Leonardo e il Rinascimento
FRANCO FUSARO

Quella frequentazione nostalgica,                  propria “rivoluzione culturale” che       alto grado l’ideale rinascimentale
appassionata e filologicamente cor-                ha investito nel XV° e XVI° secolo        dell’uomo universale dedito con
retta dei classici greci e latini chia-            ogni campo dell’attività umana: da        successo alle arti, alla filosofia, alle
mata Umanesimo, accompagnata da                    quello filosofico a quello politico, da   scienze e all’ingegneria. Non tut-
una nuova e più “moderna” sensi-                   quello antropologico a quello scien-      ti certamente sono concordi sulla
bilità letteraria, artistica e filosofica          tifico, da quello pedagogico a quello     sua “universalità” (primo fra tutti
delineatasi già nel Trecento, portò                artistico… Ora viene esaltata la vita     B. Croce, che preferisce parlare di
prima in Italia e poi in Europa ad                 attiva rispetto a quella contempla-       “bilateralità di attitudini, attitudine
una eccezionale fioritura culturale: il            tiva, le virtù terrene della politica e   di pittore e attitudine di scienziato
Rinascimento. Il termine, diventato                dell’economia rispetto a quelle spi-      naturalista”), ma nel considerarlo
nel Settecento di uso corrente nella               rituali dell’ascesi monastica e della     uno dei più grandi geni del Rina-
sua versione francese (Renaissance)                sottomissione a Dio. L’uomo viene         scimento italiano e dell'umanità il
grazie al Discours préliminaire de                 descritto come “fabbro della propria      consenso è assoluto. Frutto di una
l’Encyclopédie (1751) di d’Alem-                   sorte”, libero e responsabile artefice    relazione illegittima tra un notaio
bert, sta ad indicare un progetto di               del proprio destino. Secondo Pico         e una donna di modesta estrazione
rinnovamento in ogni ambito della                  della Mirandola ogni individuo è          sociale, Leonardo manifesta preco-
vita umana che si presenta in realtà               un “camaleonte” che può fare di sé        cemente una tale predilezione per il
come un ritorno alle origini classi-               quello che vuole, perché Dio non gli      disegno che lo porterà giovanissimo
che, greche e latine, della storia eu-             ha dato una natura predeterminata         nella bottega di Andrea del Verroc-
ropea. Dal punto di vista razionali-               che lo costringa ad essere ciò che        chio, al fianco di altri allievi del ca-
stico del curatore dell’Encyclopédie               non vorrebbe essere (Oratio de ho-        libro di Sandro Botticelli, Perugino,
si trattava in realtà di un processo               minis dignitate, 1486). L’invenzione      Domenico Ghirlandaio e Lorenzo di
“luminoso” di liberazione dell’uo-                 della stampa ad opera di Gutenberg        Credi, entrando così in quel cerchio
mo dai tenebrosi vincoli medioevali.               contribuirà alla rapida diffusione        magico di Lorenzo il Magnifico di
Senza entrare nella legittimità sto-               oltralpe di queste idee moderne.          cui il Verrocchio faceva parte. Ritro-
rica di una tale ricostruzione pole-               Leonardo da Vinci (1452 - 1519), di       viamo più tardi il trentenne Leonar-
mica del rapporto tra “barbarie me-                cui ricorre quest’anno il cinquecen-      do a Milano, alla corte di Ludovico il
dievale” e modernità illuministica,                tenario della morte avvenuta vicino       Moro, in quel periodo una delle più
si è concordi nel sottolineare che                 ad Amboise, luogo di residenza dei        splendide del nord Italia, dove rima-
si tratta in ogni caso di una vera e               re di Francia, ha rappresentato al più    se per quasi un ventennio. Appar-

 Il castello di Clos Lucé, vicino ad Amboise, dove morì Leonardo.

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tengono a questo periodo la Dama           I suoi vastissimi interessi erano ani-    appunto del desiderio propriamen-
con l'ermellino (1485), la Vergine         mati fin dall’inizio della sua carriera   te rinascimentale di un controllo/
delle Rocce (prima versione, 1486          dall’attenzione costante all’espe-        dominio della Natura che nei secoli
circa) e soprattutto l’Ultima cena         rienza e alla verifica sperimentale,      successivi (e fino al nostro) porterà
(1495-98). Nel 1502 Leonardo viene         temperata però da quel rigore razio-      l’uomo occidentale a volerla addirit-
chiamato da Cesare Borgia alla sua         nale (galileianamente “scientifico”,      tura stravolgere per i propri fini.
corte in veste di architetto e inge-       diremmo noi) che egli tanto aveva         Del Leonardo politico, infine, poco
gnere militare. Il “duca Valentino”        ammirato in Copernico. Dei tecni-         si è scritto e del resto lui stesso non
era uno dei Signori più intrapren-         ci che operano senza conoscere le         ha lasciato che rari accenni sull’ar-
denti e spregiudicati del momento,         ragioni profonde della loro attività      gomento. Di sicuro si può notare
grazie anche alla protezione del pa-       egli dirà infatti che “s'innamoran        una vena pessimistica nelle sue os-
dre papa Alessandro VI. Nel Palazzo        di pratica sanza scienzia… come 'l        servazioni sulla storia dell’ “umana
ducale di Urbino incontrò più volte        nocchier ch'entra in navilio senza        spezie”, che egli vede tutta attraver-
Niccolò Machiavelli, che si trovava lì     timone o bussola, che mai ha certez-      sata da malattie, conflitti e distruzio-
in veste di segretario della Cancelle-     za dove si vada”. Pur se in maniera       ni. Chissà se ha avuto qualche effetto
ria fiorentina, col quali forse strinse    poco sistematica e spesso per scopi       su di lui l’incontro con Machiavelli
rapporti di amicizia. Tornato a Fi-        puramente artistici ma comunque           nel Palazzo ducale di Urbino. Come
renze inizia a lavorare alla Gioconda      libero dall’autorità della tradizio-      ha recentemente stabilito lo storico
(1503-05), forse il ritratto più famo-     ne medioevale, Leonardo vuole co-         P. Boucheron (Leonardo e Machia-
so del mondo. Nel 1517 su invito           noscere direttamente la natura per        velli. Vite incrociate, 2014) di questi
del re Francesco I, raffinato amante       scoprirne le leggi immanenti ed           incontri e dei probabili scambi di
dell'arte e di quella italiana in parti-   eventualmente sfruttarle a vantag-        opinioni non è rimasta traccia alcu-
colare, Leonardo partì per la Francia,     gio dell’uomo e di quel moderno           na, se non qualche labile accenno
dove con il titolo di “premier pein-       progetto di dominio del mondo che         in alcune lettere di Machiavelli. Di
tre, architecte, et mecanicien du roi”     già si andava delineando. Da qui di-      sicuro tra il giovane segretario della
alloggiò nel castello di Clos-Lucé vi-     scendono sia l’eccezionale fecondità      Cancelleria fiorentina e il già famo-
cino ad Amboise. Furono per lui, an-       dei suoi studi di botanica, biologia,     so inventore e artista c’era una base
che se ormai vecchio e affetto da una      zoologia, geologia, anatomia, otti-       ideale comune, uno stesso sentire:
paralisi alla mano destra, anni sereni     ca, idraulica, aerodinamica, mecca-       quell’insieme di sogni, progetti e
di studi e ricerche scientifiche. Morì     nica… sia lo sbalorditivo numero          ambizioni che hanno fatto dell’uno
a 67 anni, il 2 maggio 1519. “Sì come      di invenzioni, progetti, macchine e       l’iniziatore della filosofia politica
una giornata bene spesa dà lieto           dispositivi tecnici allora quasi fan-     moderna e dell’altro il più multifor-
dormire, così una vita bene usata dà       tascientifici. Non si tratta della pura   me ingegno del Rinascimento italia-
lieto morire”, aveva scritto nel Trat-     curiosità intellettuale di chi amava      no. •
tato della pittura.                        definirsi “omo sanza lettere”, bensì

                                                                                                                  KALEIDOS | 3
KALEIDOS - L'eredità di Leonardo - Università Popolare Mestre
Se l’Umanesimo scandalizza e inquieta
DON NANDINO CAPOVILLA

Accade sempre nei convegni e nei             discorso del pontefice a conclusione                  ficasse astratto ragionare, Francesco
meeting che, indipendentemente               del convegno. “Chiedo di rivolgere                    rispondeva: “Non voglio qui dise-
dagli organizzatori, col passare dei         all’inizio il mio discorso program-                   gnare in astratto un «nuovo uma-
giorni si tiene come un convegno             matico alla Chiesa italiana, perché                   nesimo», una certa idea dell’uomo,
parallelo, spontaneo e a volte più in-       sogno una chiesa inquieta, radical-                   ma presentare con semplicità alcuni
trigante delle cattedratiche relazioni       mente rinnovata, liberata da anacro-                  tratti dell’umanesimo cristiano che
comprese di battimani. Nel novem-            nistiche visioni riduttive che, dando                 è quello dei «sentimenti di Cristo
bre 2015 ero stato designato come            troppa fiducia alle strutture, riduco-                Gesù» (Fil 2,5): Egli declina l’uma-
delegato ufficiale di Pax Christi Ita-       no genio e creatività per cui un nuo-                 nesimo prima di tutto come l’inclu-
lia al grande Convegno nazionale             vo umanesimo ci farà sempre più                       sione sociale dei poveri, che hanno
della Chiesa italiana e il suo titolo,       vicini agli abbandonati, ai dimenti-                  un posto privilegiato nella società.
annunciato più di un anno prima,             cati, agli imperfetti” (Discorso alla                 L’opzione per i poveri è implicita
voleva elevare i contenuti e gli obiet-      Chiesa Italiana, 10 novembre 2015).                   nella fede cristologica in quel Dio
tivi ben oltre la prassi pastorale: “In      Non posso dimenticare gli sguardi                     che si è fatto povero per noi, per arric-
Gesù Cristo un nuovo umanesimo”.             stupiti di tutti mentre il papa, senza                chirci mediante la sua povertà». Che
Un’affermazione altisonante che              peli sulla lingua, sferzava vescovi e                 Dio protegga la Chiesa italiana e chi
ereditava una stagione ecclesiale in         laici chiedendo loro, invece che pia-                 si dice cristiano da ogni surrogato di
cui la Chiesa, in una sua presunta           nificare solo piccoli aggiustamenti,                  potere, d’immagine, di denaro”. Di
onnipotenza e superiorità, intende-          delle profonde conversioni perché                     questa chiarezza disarmante si co-
va porsi come il soggetto principale         “dobbiamo riconoscere che siamo                       minciava a parlare nei corridoi del
capace di indicare al Paese le vie di        troppo ossessionati dal potere, fer-                  convegno, mentre le relazioni sem-
un nuovo umanesimo. Ma nei cor-              mi ad una dottrina come sistema                       bravano tutte glissare altrove e non
ridoi, quello che le prime relazioni         chiuso, in difensiva per timore di                    riscuotere più tanta approvazione
volevano proporre come orizzonte             perdere qualcosa”. A chi si aspetta-                  dai convegnisti. E più rileggevo que-
filosofico rifondativo della cultura         va che “nuovo umanesimo” signi-                       sta dura requisitoria del papa verso
italiana e che alcuni                                                                                              una Chiesa che “non
cattolici ipotizzavano                                                                                             deve avere paura del
come la forza di una                                                                                               dialogo, deve imparare
antropologia cristiana                                                                                             a lavorare non solo tra
da usare come mo-                                                                                                  cattolici ma con tutti”,
neta di scambio sui                                                                                                più sentivo che questo
tavoli della politica, si                                                                                          discorso programma-
stemperava nell’espe-                                                                                              tico era straordinaria-
rienza quotidiana del-                                                                                             mente adatto anche
le comunità cristiane,                                                                                             per le istituzioni laiche
dando al termine stes-                                                                                             di una nazione che per
so “umanesimo” un                                                                                                  Francesco “non è un
significato completa-                                                                                              museo, ma un’opera
mente diverso.                                                                                                     collettiva in permanen-
I partecipanti infatti,                                                                                            te costruzione”. La sfi-
dopo il primo giorno                                                                                               da di un nuovo uma-
di illuminate disquisi-                                                                                            nesimo è ben lontana
zioni, avevano subito                                                                                              da un richiudersi in
con grande soddisfa-                                                                                               una fortezza da cui di-
zione il consueto ef-                                                                                              fendersi: “Questo no-
fetto tellurico di un                                                                                              stro tempo richiede di
intervento fortissimo                                                                                              vivere i problemi come
di papa Francesco che,                                                                                             sfide e non come osta-
spiazzando vescovi e                                                                                               coli: il Signore è attivo
clero, aveva fatto salta-                                                                                          e all’opera nel mondo.
re la consuetudine del                                                                                             Voi, dunque, uscite per

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                                  Salvator Mundi attribuito a Leonardo da Vinci o Boltraffio (circa 1500)
KALEIDOS - L'eredità di Leonardo - Università Popolare Mestre
le strade e andate ai crocicchi: tutti                                                 preparare gli uditori alla sua pesan-
                                           L'Umanesimo Rinascimentale
quelli che troverete, chiamateli, nes-                                                 te sferzata, abbia addolcito la pillola
suno escluso (cfr Mt 22,9). Soprat-        Tra la fine del 1300 e l’inizio del 1400,   guardandosi intorno nella Basilica
                                           si formò in Italia una nuova visione
tutto accompagnate chi è rimasto           del mondo che progressivamente si           di Santa Maria Novella dove teneva
al bordo della strada, «zoppi, storpi,     diffuse in Europa.                          il discorso. L’arte e la bellezza diven-
ciechi, sordi» (Mt 15,30). Dovunque        Questa nuova cultura è stata definita       tavano strumenti per annunciare un
voi siate, non costruite mai muri né       umanesimo rinascimentale:                   umanesimo davvero nuovo:
frontiere, ma piazze e ospedali da         Umanesimo, perché si richiamava             “Cari fratelli e sorelle, nella cupola di
campo. Mi piace una Chiesa italia-         alla letteratura classica (humanae          questa bellissima Cattedrale è rap-
na inquieta, sempre più vicina agli        litterae), in contrapposizione alla         presentato il Giudizio universale. Al
                                           SCOLASTICA che aveva al centro del
abbandonati, ai dimenticati, agli          suo interesse i testi sacri (divinae
                                                                                       centro c’è Gesù, nostra luce. L’iscri-
imperfetti. Desidero una Chiesa lieta      litterae);                                  zione che si legge all’apice dell’af-
col volto di mamma, che compren-           Rinascimento, perché gli intellettuali      fresco è “Ecce Homo”. Guardando
de, accompagna, accarezza. Sognate         di questa epoca erano convinti di es-       questa cupola siamo attratti verso
anche voi questa Chiesa, credete in        sere protagonisti di una rinascita della    l’alto, mentre contempliamo la tra-
                                           cultura dopo la crisi medievale.
essa, innovate con libertà. L’uma-                                                     sformazione del Cristo giudicato da
nesimo cristiano che siete chiamati        Un tema fondamentale fu la valo-            Pilato nel Cristo assiso sul trono del
                                           rizzazione dell’uomo, l’esaltazione
a vivere afferma radicalmente la di-       della sua dignità. L’uomo venne
                                                                                       giudice. Un angelo gli porta la spa-
gnità di ogni persona come Figlio di       posto al centro del mondo perché            da, ma Gesù non assume i simboli
Dio, stabilisce tra ogni essere uma-       lo si considerò una persona libera,         del giudizio, anzi solleva la mano
no una fondamentale fraternità, in-        capace di dominare la natura e di farsi     destra mostrando i segni della pas-
                                           protagonista della storia.
segna a comprendere il lavoro, ad                                                      sione, perché Lui «ha dato se stes-
                                           Ma l’esaltazione dell’uomo non
abitare il creato come casa comune,                                                    so in riscatto per tutti» (1 Tm 2,6).
                                           cancella la fede in Dio o la religione,
fornisce ragioni per l’allegria e l’u-     in quanto l’eccellenza della natura         «Dio non ha mandato il Figlio nel
morismo, anche nel mezzo di una            umana è concepita come un dono di           mondo per condannare il mondo,
vita tante volte molto dura”. Lo           Dio.                                        ma perché il mondo sia salvato per
storico “Discorso sull’umanesimo”          Gli umanisti esaltarono anche la vita       mezzo di lui» (Gv 3,17). Nella luce
del 10 novembre 2015, che avreb-           attiva dell’uomo in contrapposizione        di questo Giudice di misericordia, le
                                           alla vita contemplativa. Secondo gli
be dovuto mettere in standby tutto         uomini del Medioevo Dio poteva esse-        nostre ginocchia si piegano in ado-
l’apparato ecclesiale e far discutere      re servito solo chiudendosi in conven-      razione, e le nostre mani e i nostri
il Paese, purtroppo è stato presto di-     to, praticando l’ascetismo e rifiutando     piedi si rinvigoriscono. Possiamo
                                           qualsiasi piacere terreno. Secondo gli
menticato, anche perché mai si era         umanisti non è necessario fuggire dal
                                                                                       parlare di umanesimo solamente a
vista una tale violentissima conte-        mondo per servire Dio.                      partire dalla centralità di Gesù, sco-
stazione del papa da parte di settori                                                  prendo in Lui i tratti del volto au-
sempre più consistenti della Chiesa.                                                   tentico dell’uomo. Guardando il suo
                                         mi, preferirebbe il secolare collate-
“Questo papa è comunista e la sua                                                      volto che cosa vediamo? Innanzitut-
                                         ralismo della Santa Romana Chiesa
ossessione per i poveri e i migran-                                                    to il volto di un Dio «svuotato», di
                                         con i conservatori di ogni latitudine.
ti lo rende paladino delle sinistre                                                    un Dio che ha assunto la condizio-
                                         Insomma, umanesimo non può cer-
ecologiste più estreme” – scriveva                                                     ne di servo, umiliato e obbediente
                                         to voler dire conservare in naftalina
un anonimo sulla pagina Facebook                                                       fino alla morte (cfr Fil 2,7). Se non ci
                                         una “religione” cattolica usata per
de “Il Foglio”. Ecco il vero scontro                                                   abbassiamo non potremo vedere il
                                         difendere interessi conservatori che
cui tanti preferiscono non pensa-                                                      suo volto. Non vedremo nulla della
                                         hanno tradito la storia e i principi di
re: la visione del papa è tornata ad                                                   sua pienezza se non accettiamo che
                                         una Europa dei popoli basata sui di-
essere squisitamente evangelica e                                                      Dio si è svuotato. Non ha senso un
                                         ritti umani per tutti. A chi si illudeva
per questo il suo umanesimo met-                                                       astratto umanesimo senza partire
                                         di veder protetti e garantiti i propri
te al primo posto i poveri e le “vit-                                                  dall’uomo svuotato della umanità.”
                                         privilegi, Francesco risponde che “Il
time di questo sistema che esclude                                                     Non si può intendere diversamente:
                                         primo sentimento di Gesù che dà
e scarta”. (Ai movimenti popolari,                                                     nuovo Umanesimo per Francesco è
                                         forma all’umanesimo cristiano è il
novembre 2014). Le recenti elezioni                                                    una umanità difesa nella sua dignità
                                         disinteresse e il secondo è una uma-
europee hanno per fortuna frenato                                                      altissima, mai respinta, violentata,
                                         nità sempre in uscita, per lavorare e
la deriva demolitrice del sovrani-                                                     discriminata, come purtroppo ve-
                                         lottare per un mondo migliore e più
smo di destra che è tra i più agguer-                                                  diamo senza troppo indignarci. •
                                         giusto. Perché, anche se questo può
riti contestatori di Francesco; ma
                                         infastidire qualcuno, la nostra fede è
aumenta la sguaiata contestazione
                                         rivoluzionaria” (Discorso alla Chie-
di un mondo cattolico conservato-
                                         sa italiana, 10 novembre 2015). Fa
re che, ad un progetto di impegno
                                         sorridere e ancora una volta stupi-
chiaramente schierato per gli ulti-
                                         sce la fantasia di Francesco che, per

                                                                                                                    KALEIDOS | 5
KALEIDOS - L'eredità di Leonardo - Università Popolare Mestre
Leonardo genio artistico: l’Uomo Vitruviano…
l’infinita bellezza
GABRIELLA NIERO

                                                                                      Poco si sa delle sue origini, nato nel
                                                                                      1452 presso Vinci (FI) fu apprendi-
                                                                                      sta giovanissimo nella bottega del
                                                                                      Verrocchio. A Milano dal 1482 al
                                                                                      1499 stimolato dagli artisti e scien-
                                                                                      ziati della corte di Ludovico il Moro,
                                                                                      si immerge con grande passione
                                                                                      negli studi di matematica, anato-
                                                                                      mia, meccanica, ottica, idraulica e
                                                                                      botanica. Già i suoi dipinti milanesi
                                                                                      mostrano la compenetrazione tra
                                                                                      ricerche scientifiche e artistiche, at-
                                                                                      tività per Leonardo armonicamente
                                                                                      complementari.

                                                                                      I soggiorni successivi tra Firenze,
                                                                                      Milano, Venezia e Roma, vedono
                                                                                      gli interessi dell’autore espandersi
                                                                                      con particolare attenzione alle in-
                                                                                      venzioni, ai progetti e disegni su più
                                                                                      svariati argomenti. La pittura è con-
                                                                                      siderata però l’espressione artistica
                                                                                      suprema. E significativamente egli
                                                                                      conserverà presso di sé negli ultimi
                                                                                      anni trascorsi in Francia (1516-19) il
                                                                                      risultato estremo delle sue ricerche,
                                                                                      la nota Gioconda da molti studiosi
                                                                                      considerata l’autobiografia dipinta
                                                                                      dell’artista. Come già delineato da
                                                                                      W. Pater in Studies in the History of
                                                                                      the Renaissance, 1873, la Gioconda
                                                                                      è “…l’immaginazione di una perpetua
                                                                                      vita che accoglie tutte insieme miglia-
                                                                                      ia di esperienze… è la somma di tutti i
                                                                                      modi di vita e di pensiero… è una for-
                                                                                      ma dell’immaginazione antica come
                                                                                      simbolo dell’idea moderna”. La pittura
                                                                                      non si limita dunque a rendere solo
L’epoca in cui vive Leonardo è pro-         nella storia occidentale che inqua-
                                                                                      le superfici dei corpi, ma penetra in
babilmente tra le più stimolanti e          dra alla perfezione la vita e l’opera
                                                                                      essi e ne rivela le interne pulsioni
ricche di fermenti creativi. Il rifiorire   di Leonardo da Vinci, l’artista com-
                                                                                      vitali. Per giungere a risultati cosi
della cultura umanistica, la rinasci-       pleto, la personalità che è diventata
                                                                                      alti e completi, Leonardo si dedicò
ta delle arti, l’attenzione per l’uomo      l’emblema della sconfinata curiosità
                                                                                      anima e corpo allo studio della na-
“centro del mondo” allarga l’ambito         dell’uomo. La sua mente poliedri-
                                                                                      tura attraverso i disegni. Gli schizzi
delle conoscenze definite in partico-       ca ha spaziato in ogni settore della
                                                                                      preparatori, le annotazioni, le copie
lare dall’invenzione della stampa,          scienza, della tecnica e dell’arte, ri-
                                                                                      dal vero rappresentano il fulcro della
che diffonde la cultura, la scoperta        cercando in ogni campo i meccani-
                                                                                      sua vocazione artistico-scientifica.
di nuovi mondi e quindi di nuove            smi che danno vita ai fenomeni del-
                                                                                      In questo periodo, alle Gallerie
civiltà. È un periodo di fermento           la natura.
KALEIDOS | 6
KALEIDOS - L'eredità di Leonardo - Università Popolare Mestre
dell’Accademia, c’è la presenza im-        uomo fosse messo supino, con mani e         dal greco le teorie del canone. Anche
portante e significativa proprio di        piedi stesi, e gli venisse messo un com-    secondo Pico della Mirandola l’uo-
quei disegni. Venticinque fogli di         passo nell’ombelico, il cerchio tracciato   mo è un microcosmo, poiché pos-
proprietà del museo veneziano              toccherebbe le dita delle mani e dei pie-   siede i semi di tutte le cose, quelle
che offrono un percorso di grande          di. E così come è possibile inscrivere un   terrene come le divine, ma è per la
suggestione sulla produzione leo-          corpo in un cerchio, allo stesso modo è     libertà, il risultato delle sue scelte, e
nardesca segnando i punti cardine          possibile inscriverlo in un quadrato:       solo per questo, che occupa un po-
delle ricerche scientifiche e le fasi      se si prenderà la misura dai piedi fino     sto centrale e privilegiato nell’uni-
preparatorie dei dipinti. La mostra        alla sommità del capo e la stessa misura    verso”.
“Leonardo da Vinci. L’uomo mo-             verrà rapportata a quella delle braccia
dello del mondo” accoglie in tutto         distese, l’altezza sarà uguale alla lar-    Nell’esaltazione della riconquistata
settanta opere (del maestro e segua-       ghezza, così come avviene nel quadra-       coscienza del valore dell’uomo che
ci) di altissima qualità. Spicca il no-    to” Le due strutture geometriche            diventa il centro dell’universo e mi-
tissimo Uomo Vitruviano, sempre            rappresentano la creazione: il qua-         sura di tutte le cose nasce il pensiero
delle Gallerie e raramente esposto,        drato rappresenta la Terra, mentre          di Leonardo e dei suoi illustri colle-
simbolo di perfezione classica del         il cerchio l’Universo. L’uomo entra         ghi, che considerano l’essere umano
corpo e della mente. Ma soprattut-         in contatto con le due figure in ma-        modello del mondo. Ed è nudo per-
to un’icona, un’immagine dall’ine-         niera del tutto proporzionale e ciò         ché la nudità, prerogativa della sta-
sauribile fascino in cui Leonardo          rappresenta la natura perfetta della        tuaria antica, va letta come un espli-
ha concentrato il modello classico         creazione dell’uomo in sintonia con         cito riferimento ai grandi esempi
e lo strumento di conoscenza del           Terra e Universo.                           della plastica greca e romana.
cosmo e quindi anche della natura,
rappresentando l’unione simbolica          Leonardo affascinato dai concetti           A cinquecento anni dalla morte ab-
tra arte e scienza: l’Uomo Vitruviano      vitruviani, nel 1490 elabora una rap-       biamo la consapevolezza, osservan-
è all’interno di due figure geometri-      presentazione grafica. Si tratta di un      do da vicino i disegni, che il genio
che, il cerchio e il quadrato, forme       disegno esclusivo, una rappresen-           leonardesco ha celebrato completa-
considerate perfette. È la proporzio-      tazione unica nel suo genere e so-          mente la bellezza della natura e del-
ne corretta definita da canoni precisi     prattutto innovativa. L’opera è stata       le sue forme. Solo da pochi decenni
già teorizzati in epoca antica da Vi-      interpretata grazie ai due testi espli-     lo studio analitico, la trascrizione e
truvio e considerata da Leonardo il        cativi presenti nella parte superiore       l’interpretazione dell’imponente
fulcro del sapere.                         e in quella a piè di pagina.                massa di schizzi e disegni, completi
                                                                                       di annotazioni e appunti affidati ai
Marco Vitruvio Pollione fra l’80 e         Nell’esauriente catalogo della mo-          codici, hanno ricostruito l’immagi-
il 20 a.C. circa scrive il trattato che    stra a Venezia, Annalisa Perissa            ne filologica di questo grande auto-
avrebbe consegnato il suo nome             Torrini scrive: “Riprendendo l’im-          re del passato sempre attuale. •
alla storia, il De Architectura, un’ope-   magine simbolica dell’uomo come
ra in dieci libri in cui l’autore offre    specchio dell’universo, Leonardo si
una panoramica completa sull’arte          inserisce perfettamente nella cor-
dell’architettura. Nel terzo libro, de-    rente neoplatonica, accogliendo la
dicato ai templi, Vitruvio dice che        visione del mondo rinascimentale
non può esistere un tempio che non         elaborata nella Grecia classica [..]”.
sia regolato da principî di armonia,       La teoria che l’universo è un grande
ordine e proporzione tra le varie          uomo e l’uomo è un piccolo univer-
parti della costruzione. Lo stesso         so è già presente nell’esoterismo
vale per il corpo umano: “senza sim-       arabo, arricchito poi, nel Medioevo,
metria e senza proporzione non può esi-    di elementi spirituali ed ermetici.
stere alcun tempio che sia dotato di una   Nel Rinascimento si aggiunge la de-
buona composizione”. Vitruvio si pre-      scrizione di Marsilio Ficino: “La vita
mura anche di individuare un cano-         del mondo [...] si propaga nelle erbe
ne, lo stesso ricordato da Leonardo        e negli alberi, quasi peli del suo cor-
nella descrizione del disegno. Così,       po e capelli; e poi nelle pietre e nei
per Vitruvio, la testa rappresenta un      metalli, quasi denti e ossa”, nell’uo-
ottavo del corpo umano, il piede un        mo prende forma l’idea dell’identità
sesto, il cubito (ovvero l’avambrac-       tra cielo e terra e tra corpo e anima,
cio) un quarto, il petto anch’esso un      detta spiritus. Ed è proprio a Mar-
quarto, e il centro del corpo umano        silio Ficino che, nel 1463, Cosimo il
è da trovare nell’ombelico: “se un         Vecchio affida il compito di tradurre

                                                                                                                    KALEIDOS | 7
KALEIDOS - L'eredità di Leonardo - Università Popolare Mestre
Il Maestro Leonardo e la Botanica
MONICA MAZZOLINI

Un periodo di rinnovamento artisti-             e piani, fonti, fiumi, città, edifizi pubbli-
co e culturale come quello del Rina-            ci e privati, strumenti opportuni all'uso
scimento vede in Leonardo da Vinci              umano, varî abiti ed ornamenti ed arti?
(1452-1519) il suo maggiore inter-              Tutte queste cose appartengono di essere
prete. Ingegno, talento e desiderio             di pari operazione e bontà usate da quel-
di conoscere sono le caratteristiche            lo che tu vuoi chiamare buon pittore”. Di
più importanti. Disegnatore, pittore,           Leonardo da Vinci tutti conosciamo
inventore e scienziato (o meglio pre-           la Monna Lisa ed i suoi tanti misteri,
cursore della figura dello scienziato)          la sua bellezza armoniosa e velata di
unisce nelle sue opere arte e sapere.           ambiguità. Caratteristiche presenti
Utilizzando come approccio l’osserva-           anche in altri ritratti di dama. Quello
zione, mediante il metodo empirico,             che colpisce è l’atteggiamento, sono
                                                                                                 Studio per Leda e il cigno (1505), varie
cerca di riprodurre ma anche com-               gli sguardi, le espressioni cioè la tra-
                                                                                                 versioni.
prendere la forma ed il funzionamen-            sposizione sul volto dei pensieri e dei
to di ciò che lo circonda lasciandoci           sentimenti. Vengono rappresentati i
un grande patrimonio nei suoi dipin-            moti dell’anima. Una ricerca che Leo-           scienza. Inizialmente gli studi erano
ti, disegni e annotazioni dettagliate.          nardo condurrà per tutta la vita basti          propedeutici ai dipinti per poi cul-
Questo ciò che lo contraddistingue              pensare agli studi sulla fisiognomica.          minare intorno al 1508-1510 in veri
dall’epoca a lui precedente. Molti gli          Un’altra caratteristica interessante è          e propri erbari caratterizzati da studi
appunti nei suoi taccuini che, dopo la          la posizione che si dice “di spalla”. La        dettagliati e comparativi tra le specie. I
morte, saranno raggruppati in Codici            figura è leggermente girata, un trucco          suoi disegni hanno la precisione del-
e nel “Libro della pittura” realizzato          adottato per rendere al meglio la pro-          le miniature e, utilizzando principal-
intorno alla metà del 1500 ad opera             spettiva e soprattutto il dinamismo             mente il carboncino o la sanguigna,
dell’allievo Francesco Melzi. Proprio           del soggetto. Due aspetti argomen-              sono eseguiti con la mano sinistra e
in questa raccolta è possibile legge-           to di analisi da parte di quest’Artista         caratterizzati da un tratteggio incurva-
re una frase che riassume il pensiero           che già in uno dei suoi primi disegni           to che permette di percepire il volume.
del Maestro il quale si mette alla pro-         - rappresentando il Paesaggio della             Purtroppo un intero trattato dal titolo
va in varie discipline e con differenti         vallata dell’Arno (5 agosto 1473) me-           “Discorso sulle erbe” sembra essere
soggetti: Alcuni si può chiaramente dire        diante una veduta aerea che si defini-          andato perduto. Le piante, usate di
che s’ingannano, i quali chiamano buon          sce a volo d’uccello - rende in modo            frequente dai pittori rinascimentali,
maestro quel pittore il quale solamente fa      realistico la profondità degli spazi at-        hanno ricevuto un’attenzione diversa
bene una testa o una figura. Certo non è        traverso un susseguirsi di piani fino           da parte di Leonardo che le ha dipinte,
gran fatto che, studiando una sola cosa         all’orizzonte. Tra i tanti dipinti famosi       non solo come decozioni dal signifi-
tutto il tempo della sua vita, non ne ven-      sono da ricordare per la loro peculiari-        cato simbolico, bensì con l’attenzione
ga a qualche perfezione; ma conoscendo          tà l’Annunciazione (due versioni espo-          nel considerare il reale habitat, i pro-
noi che la pittura abbraccia e contiene         ste rispettivamente a Firenze e Parigi),        cessi naturali e le specificità stagio-
in sé tutte le cose che produce la natura,      la Vergine delle rocce (due versioni, una       nali. L’Annunciazione, opera giovanile
e che conduce l'accidentale operazione          a Parigi ed una a Londra) ma anche              del maestro esposta agli Uffizi, è un
degli uomini, ed in ultimo ciò che si può       Leda e il cigno. Dei veri e propri giardini     vero e proprio giardino di primavera
comprendere cogli occhi, mi pare un tri-        botanici. Leonardo ha dedicato parec-           vista la quantità e varietà di fiori che
sto maestro quello che solo una figura          chi studi a questa materia e, quando            abbelliscono il prato. Poiché la scena
fa bene. Or non vedi tu quanti e quali          ancora la botanica era solo descrittiva,        rappresenta una narrazione biblica,
atti sieno fatti dagli uomini? Non vedi         lui ne fa una rappresentazione accu-            non poteva mancare il fiore che ne è
tu quanti diversi animali, e cosí alberi        rata volta alla comprensione dei pro-           simbolo e rappresenta la purezza. Si
ed erbe e fiori e varietà di siti montuosi      cessi. Un pioniere della botanica come          tratta del giglio bianco (Lilium candi-
                                                                                                dum) che tenuto tra le mani dall’ange-
                                                                                                lo è dipinto rispecchiando fedelmente
                                                                                                il reale. In effetti, seppur presenti dif-
                                                                                                ferenze tra il disegno e il quadro, lo
                                                                                                studio di qualche anno precedente
                                                                                                ha permesso di rappresentarne con
                                                                                                precisione fotografica sia nella forma
                                                                                                che nella struttura petali, foglie e sta-
                                                                                                mi. Non deve neppure sfuggire all’os-

KALEIDOS | 8                                 Annunciazione (1475-78 - Olio e tempera su
                                             tavola) - Galleria degli Uffizi, Firenze
servazione, seppur in secondo piano,             all’effetto trompe-l’œil ha un aspetto
lo sfondo che presenta una varietà di            realistico con una connotazione an-
alberi. Oltre ai fiori, di cui ci sono per-      che simbolica. Un “tour de force bo-
venuti vari disegni molti sono stati gli         tanico”, come riportato nel saggio di
studi sulle piante. Nel “Trattato della          Fritjof Capra, è il dipinto del Louvre La
pittura” il sesto capitolo è intitolato          vergine delle rocce (1483-1485). La defi-
“Degli alberi e verdure”. Qui Leonar-            nizione deriva dalla quantità di piante
do affronta argomenti quali le ombre             e fiori differenti utilizzati cui si uni-
ed i colori e lo fa per immagini e paro-         scono conoscenza botanica e signifi-
le. Ne sono esempio “Boschetto d’al-             cato simbolico. Le piante sono scelte
beri” (1508, Collezione Windsor Folio            e collocate in un paesaggio roccioso
8r) e “Studio di albero” (stesso Codice          non secondo uno schema decorativo
Folio 8v). In questo Folio che proba-            ma in base alla capacità di crescere in
bilmente rappresenta un olmo, nella              questo specifico ambiente e conside-
parte inferiore e con la calligrafia a ro-       randone il significato da rappresen-
vescio, come era suo uso scrivere, da            tare. La vergine delle rocce descrive
Vinci riporta la seguente frase: Quella          una scena religiosa in cui i soggetti         Giglio bianco (Lilium candidum) (1472-75
parte dell’albero che campeggia diverso          principali sono la Madonna, l’Ange-           “Studi di paesaggi, piante e acqua” Codice
                                                                                               Windsor Folio 2r)
l’ombra è tutta d’un colore, e dove li al-       lo, Gesù Bambino e Giovanni Battista
beri ovvero i rami son più spessi ivi è più      ma anche le piante hanno un ruolo
scuro, perché lì manco si stampa l’aria.         fondamentale per la lettura profonda         alla base dello stelo. In Leda ed il cigno
Ma dove li rami campeggiano sopra altri          del dipinto. Delle undici specie rico-       è interessante la dicotomia simbolica
rami, quivi le parti luminose si dimostra        nosciute ne menziono tre. Un piccolo         tra le forme allungate della mazza sor-
più chiare e le foglie lustran per lo sole che   gruppo di anemoni (Anemone hor-              da (Thypha latifolia) e della sfilancia
l’allumina. Oltre all’analisi coloristica        tensis) che simboleggiano le gocce di        (Spargarioum erectum) in confronto a
e delle ombre non mancano spunti e               sangue di Cristo poiché la storia narra      quella a spirale e rotondeggiante del
osservazioni più strettamente botani-            che fosse fiorita una pianta sul Calva-      cipollone d’acqua (Ornithogalum um-
ci che ne descrivono la struttura e la           rio sotto la croce. Le foglie di acanto      brellatum). Molti altri i disegni e i di-
geometria come la crescita dei rami ed           (Acanthus mollis) che simboleggiano          pinti in cui si possono trovare piante e
i cerchi del tronco. Leonardo è anche            la resurrezione di Cristo e per questa       fiori che si devono pertanto analizzare
il precursore della fillotassi. In “Studi        ragione piantate accanto alle tombe;         con un occhio particolare. Nulla è al
della crescita degli alberi” (Manoscrit-         dal punto di vista botanico sono pian-       caso nelle sue opere ed anche per que-
to M di Francia folio 78v, 1499) una             te che seccano completamente in au-          sta ragione - come anche scrive Gior-
dichiarazione esprime: benché questo             tunno mentre fiorisco rapidamente e          gio Vasari nell’opera “Le vite” (prima
non serva alla pittura, pure io lo scriverò      rigogliosamente in primavera. Infine         edizione datata 1550) - “...E la fama del
per lasciare men cose indietro degli albe-       un ciclamino (Cyclamen purpurescens)         suo nome tanto s’allargò, che non solo nel
ri, che alla mia notizia sia possibile. Una      che simboleggia l’amore e la devozio-        suo tempo fu tenuto in pregio, ma perven-
foresta di alberi sarà commissionata             ne per le sue foglie a forma di cuore.       ne ancora molto più ne’ posteri dopo la
da Ludovico il Moro intorno al 1498              Non più una scena biblica bensì mi-          morte sua.” •
a Milano presso il Castello Sforzesco            tologica quella dell’opera Leda e il ci-
nella Sala delle Asse; un bosco di gel-          gno in cui sono dipinte piante palustri
si (Morus) molto intricato che grazie            tossiche. Anche in questo caso molti
                                                 gli studi ed i disegni presenti nei Co-
                                                 dici. Al di fuori del significato del sog-
                                                 getto interessante è notare la forma
                                                 a spirale del corpo donna, ma anche
                                                 dell’acconciatura, del collo del cigno e
                                                 dei fiori. E’ una forma molto studiata
                                                 da Leonardo perché il moto a spirale
                                                 viene da lui definito come la forza vi-
                                                 tale presente in molti fenomeni natu-
                                                 rali che lui analizza e descrive accura-
                                                 tamente (il volo degli uccelli, il fluire
                                                 dell'acqua, il vento e le foglie). Tale
                                                 moto è stato tracciato in uno dei suoi
                                                 primi disegni botanici creato insieme
                                                 ad Andrea del Verrocchio. Si tratta di
                                                 “Studio Venere e Amore” (1474 circa) in
                                                                                               Studio di albero (1508, Codice Windsor
                                                 cui è rappresentato il miglio (Panicum        folio 8v)
                                                 milaceum) con le foglie spiraleggianti

 Leda e il cigno (1505-07) - Galleria degli                                                                                   KALEIDOS | 9
 Uffizi, Firenze
L’artista e la natura nella contemporaneità: Arshile
Gorky a Ca’ Pesaro
ELISABETTA BARISONI *

Ca’ Pesaro presenta la prima am-                  gnò e insegnò a molti artisti italiani          dell’arte e l’incontro con gli artisti
pia retrospettiva in Italia su Arshile            indirizzati verso l’astrazione che si           d’avanguardia emergenti e attivi a
Gorky, considerato una delle figu-                stavano formando e che poi esplo-               New York, come Stuart Davis, John
re chiave dell’arte americana del                 sero negli anni Cinquanta. Vosda-               Graham, David Smith e Willem de
XX secolo. La mostra Arshile Gorky                nig Adoian, al secolo Arshile Gorky,            Kooning, e con l’ambiente creativo
1904-1948, visibile dal 9 maggio                  nacque nel 1904 a Khorkom, nella                contemporaneo. Tra i primi maestri
al 22 settembre 2019, segue un or-                provincia armena di Van ai margi-               ideali di Gorky vi è Pablo Picasso,
dine in prevalenza cronologico e                  ni orientali dell’Anatolia ottoma-              ma negli anni se ne aggiunsero nu-
                                                                                                  merosi altri, in una grande varietà
                                                                                                  di stili tratti da diverse epoche ar-
                                                                                                  tistiche. Agli inizi della sua carrie-
                                                                                                  ra l’arte classica e rinascimentale
                                                                                                  furono focali, insieme al profondo
                                                                                                  interesse verso la produzione del
                                                                                                  pittore francese Jean-Auguste-Do-
                                                                                                  minique Ingres. Questo poliedrico
                                                                                                  autore colse dai maggiori maestri
                                                                                                  i tratti distintivi della sua arte, tra i
                                                                                                  quali Paul Cézanne, Vassily Kandin-
                                                                                                  sky, Fernand Léger e Joan Miró. Il
                                                                                                  coniugare così tanti stili nella pro-
                                                                                                  pria produzione artistica non fu fat-
                                                                                                  to per il mero gusto di copiare, ma
                                                                                                  per creare un linguaggio proprio.
                                                                                                  Questa ricerca gli richiedette l’in-
                                                                                                  tera esistenza, ma produsse effetti
                                                                                                  stupefacenti. La mostra si divide in
                                                                                                  cicli temporali collegandosi ai temi
                                                                                                  che contraddistinsero l’arte di Gor-
                                                                                                  ky. Gli inizi ispirati dal Cubismo e
 Landscape-Table/Tavolo-Paesaggio, 1945, oil on canvas/ olio su tela, 92 x 121 cm
 Paris/ Parigi, Centre Pompidou, Musée national d’art moderne/ Centre de création industrielle,
                                                                                                  dal Post-impressionismo cezannia-
 purchased/ acquisto, 1971, AM 1971-151 / Photo: Philippe Migeat © Centre Pompidou,               no sono rappresentati dalle serie di
 MNAM-CCI, Dist. RMN-Grand Palais                                                                 ritratti e di nature morte, mentre i
                                                                                                  diversi schizzi e bozzetti preparato-
                                                                                                  ri dimostrano come tale autore pos-
attraversa le tappe della straordi-               na. L’infanzia tragica, segnata dalla           sedesse una grande abilità grafica e
naria carriera di Gorky dai primi                 persecuzione del popolo armeno                  acutezza di spirito, rendendo così il
lavori degli anni Venti, quando il                e dalla morte della madre, sarà un              disegno un tassello importante su
suo approccio alla pittura è forte-               pesante bagaglio emotivo che lo se-             cui si basò tutta la sua arte. Il mag-
mente connotato dal rapporto con                  guirà per il resto della sua esistenza.         gior numero di opere su carta furo-
i maestri europei, fino ad arrivare               Giunto negli Stati Uniti nel 1920,              no eseguite negli anni ’40, periodo
alla fase in cui tutti questi stimoli             trancerà i rapporti con il resto della          di maturità artistica e di svolta per
confluiscono in una potente e sin-                sua famiglia nel giro di pochi anni             l’autore che ruppe con i formalismi
golarissima visione. Per alcune del-              e si creerà una nuova vita e storia             legati al Cubismo sintetico per ap-
le oltre 80 opere in mostra è un “ri-             personale, intenzionato a diventare             prodare al disegno dal vero. Que-
torno a Venezia”: si tratta di lavori             un artista. Autodidatta e dal gran-             sto non si rifaceva all’osservazione
già esposti alla Biennale del 1948, la            de talento innato, saranno decisivi             diretta della natura, che era filtrata
prima del dopoguerra che tanto se-                lo studio approfondito della storia             attraverso un mondo interiore per-
KALEIDOS | 10
sonale. I paesaggi della Virginia e del
Connecticut, luoghi in cui Gorky vis-
se con la moglie e i figli tra il 1943 e il
1948, riportarono alla mente dell’ar-
tista la terra natia e fecero nascere in
lui una grandiosa apertura verso uno
stile molto caratteristico. La seconda
parte della rassegna mostra una sele-
zione dei capolavori di questo perio-
do, dove l’energia pittorica e l’imma-
ginazione dell’artista si uniscono in
un rinnovato incontro. I ricordi e le
emozioni furono svelati attraverso la
rielaborazione di forme biomorfiche
catturate grazie a uno studio attento
en plein air. Nei dipinti realizzati in
studio, che derivano dai disegni, è
evidente il contatto avviato con i Sur-
realisti quali Wifredo Lam, Max Ernst          The Limit/
                                                   Limit/IlIl limite,
                                                              limite, 1947,
                                                                      1947, oil
                                                                            oil on
                                                                                on paper
                                                                                   paper mounted
                                                                                         mounted on
                                                                                                 on canvas/
                                                                                                    canvas/ olio
                                                                                                            olio su
                                                                                                                 su carta
                                                                                                                    carta montato
                                                                                                                          montato su
                                                                                                                                  su tela,
                                                                                                                                      tela, 128.9
                                                                                                                                            128.9 xx
e soprattutto l’amicizia con André             157.5 cm Arshile Gorky © 2019 The Arshile Gorky Foundation/ Artists Rights Society (ARS), New York
Breton, poeta e teorico del movimen-
to. Le continue linee fluide e le forme       correnti di questo periodo riflette lo                visione interiore della natura in un
libere, come si vede nelle opere Frut-        stato di fragilità emotiva in cui l’ar-               modo totalmente rivoluzionario. •
teto di mele (Apple Orchard), eseguito        tista si ritrovò e che lo porterà a to-
tra il 1943 e il 1946 e Tavolo – Paesag-      gliersi la vita a soli 44 anni. Arshile               * Responsabile di Ca’ Pesaro- Galleria
gio (Landscape – Table) del 1945, mo-         Gorky è da molti considerato l’anello                 Internazionale d’Arte Moderna
strano il peso crescente della potenza        di congiunzione tra l’arte surrealista                Fondazione Musei Civici di Venezia
del subconscio e dell’automatismo.            e quella espressionista astratta ame-
Altra opera in cui traspare il culmine        ricana, ma è molto di più. In esso si
dello straordinario potere creativo di        ritrovano le moderne tendenze euro-
Gorky è Pastorale (Pastoral), un olio e       pee e statunitensi riunite e tradotte
matita su tela del 1947; le forme de-         in uno spirito artistico nuovo, dove il
scritte si fondono in un legame tra           flusso di coscienza si sposa con una
Surrealismo e Astrattismo avvolte da
un placido marrone terroso. Di tale
dipinto furono fatte due versioni,
speculari e diverse allo stesso tempo,
precedute da uno studio in carbonci-
no su carta. L’artista è così giunto a
una sintesi personale. Le sue esplo-
razioni sono sconfinate e profonde
tanto che nessuno dei primi influssi
artistici finisce col predominare sugli
altri, e la natura diventa mezzo privi-
legiato per trovare una propria voce
autentica. Il capitolo finale della mo-
stra si concentra sugli ultimi dipinti,
pregni di elementi cangianti e in con-
tinuo movimento. Il colore, dai toni
sempre più cupi, è steso per colature,
rivelando un’intensità psicologica
estrema, come nella tela Pittura verde         One Year the Milkweed/Un anno l’Asclepias, 1944, oil on canvas /olio su tela, 94.2 x 119.3 cm
scuro (Dark Green Painting) del 1948.          Washington D.C., National Gallery of Art, Ailsa Mellon Bruce Fund, 1979, © 2019 The Estate of Arshi-
                                               le Gorky / Artists Rights Society (ARS), New York.
Il vocabolario fantastico di forme ri-
                                                                                                                                        KALEIDOS | 11
Leonardo genio compreso?
SERGIO PESCE

Alla memoria di Sandrina Cabianca            Dio e non acquistata per arte umana          principale la Bella Giardiniera (1507)
                                             (…) questo lo videro gli uomini in           di Raffaello che per tutto il secolo pre-
                                             Lionardo da Vinci”. Una straordinaria        cedente era stato il punto di riferi-
                                             descrizione che porta il lettore ad im-      mento della pittura di Accademia e
                                             maginare; le opere del maestro, il pe-       dunque simbolo più evidente della
                                             riodo a lui riferito e le possibili impli-   pittura rinascimentale italiana. Il suo
                                             cazioni storiche biografiche che             ritrovamento in Italia e la consegna
                                             determinarono le sue scelte di vita.         alla Francia aumentarono in maniera
                                             Occorre precisare che la biografia fatta     esponenziale l’interesse attorno all’o-
                                             dall’autore aretino si basò su un con-       pera. Sono note le code ed il vero
                                             cetto progressivo dell’arte italiana che     “muro” umano davanti a questo ri-
                                             vedeva in Cimabue la “base” di par-          tratto, ove per testimoniare la propria
                                             tenza e in Michelangelo il punto di          presenza il turista si impegna a foto-
                                             arrivo. In questo passaggio di idee e di     grafarla da inquadrature impossibili
                                             immagini emergerà nella nostra men-          con diagonali coraggiose. Quella foto-
                                             te il ricordo del ritratto oggi più cele-    grafia o file, se preferite, non servirà
                                             bre al mondo; quello di Lisa Gherardi-       certo a studiare l’opera. Risponde
                                             ni meglio nota come Monna Lisa o             semmai ad una contemporanea esi-
                                             Gioconda (fig. 1). Impossibile scindere      genza che Warhol aveva ben inteso
 Fig. 1 – La Gioconda                        le due realtà basate essenzialmente          quando ipotizzava che il mito popola-
                                             sulla figura femminile e sulle note          re cinematografico e musicale avrebbe
                                             biografiche dell’autore e su cui si è        toccato anche alcune tele, tavole e
Le sfumature della personalità di Leo-       molto scritto e molto parlato. La ripre-     sculture nelle sale dei musei. La Gio-
nardo da Vinci, siano esse di natura         sa dell’opera anche da artisti moderni       conda dunque come manifesto dell’ar-
artistica o scientifica, ci portano conti-   e contemporanei (Duchamp, Warhol,            tista, non per sua scelta, ma per deci-
nuamente a contatto con i risultati          Banksy) tutti legati a volontà e svilup-     sione della storia, determinata dal
delle sue intuizioni. Riflessi di colui      pi diversi hanno inevitabilmente con-        gusto. Sarà utile ripercorrere ancora
che viene unanimemente riconosciu-           cesso all’opera una sovraesposizione         una volta le pagine del testo vasariano
to come un genio, se non il “genio”          formale che ha portato la sua cono-          per intuire quale potesse essere la ten-
del rinascimento. Percorso che ha            scenza verso un pubblico più vasto e         denza del gusto in merito al dipinto, a
portato a letture e, soprattutto negli       che l’hanno intesa quasi come un             tal proposito egli scrisse: “Prese Lio-
ultimi tempi, a delle riletture soggetti-    oracolo. Da quel che sappiamo, l’ini-        nardo a fare per Francesco del Giocon-
ve che possono appannare l’immagi-           zio della sua moderna fortuna critica        do il ritratto di Monna Lisa sua moglie
ne storica di Leonardo da Vinci a favo-      ebbe inizio alla mattina del 21 agosto       e quattro anni penatovi, lo lasciò im-
re di una figura più romanzata. Per tali     del 1911 quando un giovane ventino-          perfetto; la quale opera oggi è appres-
ragioni sarà corretto iniziare con le        venne di origine italiana decise di ru-      so il re Francesco di Francia; nella qual
pagine che devono esser conosciute           barla credendola parte di un prece-          testa chi voleva vedere quanto l’arte
da coloro i quali vogliono accostarsi        dente bottino francese in territorio         potesse imitar la natura, agevolmente
all’artista toscano, nonostante alcune       italiano. Il suo nome fu Vincenzo Pe-        si poteva comprendere; perché quivi
lacune cui tratterò in seguito; il riferi-   ruggia. In verità si trattava di una falsa   erano contraffatte tutte le minuzie che
mento è alla biografia scritta da Gior-      convinzione. Il dipinto non era stata        si possono con sottigliezza dipingere
gio Vasari, che proprio nelle sue Vite       portato in Francia con la forza ma dal-      (…). La bocca, con quella sua sfendi-
inizia a raccontarlo così: “Grandissimi      lo stesso Leonardo. Il monarca france-       tura, con le sue fini unite dal rosso
doni si veggono piovere dagl’influssi        se indicò il maestro come “premier           della bocca, con l’incarnazione del
celesti ne’ corpi umani molte volte na-      peintre, architecte et mechanicien du        viso, che non colori, ma carne pareva
turalmente, e soprannaturali talvolta        roi” nel 1517. L’opera all’epoca del         veramente. Nella fontanella della gola
strabocchevolmente accozzarsi in un          furto preso il Louvre si trovava in una      chi intentissimamente la guardava ve-
corpo solo, bellezza, grazia e virtù in      zona laterale, e non aveva certo l’im-       deva battere i polsi.” Queste dunque
una maniera, che dovunque si volge           portante spazio di oggi. Pensiamo            le parole scelte da Giorgio Vasari per
quel tale, ciascuna sua azione è tanto       inoltre che lo stesso Peruggia dichiarò      descrivere, o meglio, informare su
divina, che lasciandoci dietro tutti gli     che la scelta di rubare la Mona Lisa era     quella che ad oggi è l’opera più cele-
altri uomini, manifestamente si fa co-       stata dipesa dalla piccola dimensione,       bre del maestro toscano. Un testo che
noscere per cosa, com’ella è, largita da     perché, in sostanza, il suo obiettivo        generalmente viene definito “di ma-

KALEIDOS | 12
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