Il rapporto di lavoro nelle società controllate. Problematiche passate e presenti, prospettive future
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Dottrina Società pubbliche Rapporto di lavoro nelle società controllate Il rapporto di lavoro nelle società controllate. Problematiche passate e presenti, prospettive future di Marco Menicucci - Avvocato in Salerno (*) L’art. 19, D.Lgs. n. 175/2016 ha previsto espressamente l’applicazione delle regole del lavoro privato alle società controllate ed ha dato con ciò risposta ad importanti interrogativi, lasciando tuttavia irrisolti molti dilemmi. Lo scritto affronta svariati profili problematici derivanti dalla nuova normativa, a cominciare dalla previsione della diretta applicazione dei contratti collettivi; vengono esaminati poi i problemi relativi alle assunzioni, con particolare riguardo al trasferimento di azienda, alle reinternalizzazioni ed esternalizzazioni da parte della P.A., alla clausola sociale. Ci si chiede in particolare se in casi del genere possa esservi un passaggio dei lavoratori alle dipendenze delle società controllate o se ciò sia impedito dalle regole che presidiano le assunzioni in queste società. Il contributo si sofferma anche sulla ragionevolezza della scelta di “pubblicizzare” la fase di assun- zione senza prevedere alcuna peculiarità per il licenziamento, chiedendosi se le due situazioni non meritino la medesima attenzione. Il saggio affronta poi la complessa tematica della possibilità riconosciuta alle società controllate di incidere in maniera unilaterale sui trattamenti retributivi ed in particolare sui riflessi che ciò ha sulla contrattazione collettiva e sulla stessa libertà sindacale. L’Autore prospetta infine alcune soluzioni de iure condendo per la gestione di questo tema di estrema delicatezza. Premessa dell’art. 12 del D.Lgs. correttivo 16 giugno 2017, L’art. 19, D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 175 è una norma n. 100. che poteva avere (e forse aveva) l’ambizione di fare La chiarezza serviva e serve in un settore che ha chiarezza in via definitiva nell’intricato mondo dei conosciuto negli ultimi dieci anni una serie di que- rapporti di lavoro alle dipendenze delle società pub- stioni di grandissimo interesse giuridico e pratico e bliche. Uscita sostanzialmente indenne dalla sen- che coinvolge numerosissimi addetti (2) con un tenza della Corte cost. n. 251 del 2016 (1) - che ha notevole onere per la pubblica economia. invece creato scompiglio su numerosi altri aspetti In particolare l’introduzione ad opera dell’art. 18, del decreto n. 175 - tale norma ha subìto modifiche D.L. 25 giugno 2008, n. 112 (conv. con modd. tutto sommato marginali (il comma 8 è la parte che L. 6 agosto 2008, n. 133) di regole per le assun- su cui c’è stato l’intervento più profondo) ad opera zioni ed i paletti retributivi fissati a partire dal (*) N.d.R.: Il presente contributo è stato sottoposto, in forma admin_nv47t8g34/wp-content/uploads/2016/01/Primo-Rap- anonima, al vaglio del Comitato di valutazione. porto-sul-sistema-delle-societ%C3%A0-partecipate-Luglio- (1) Corte cost. 25 novembre 2016, n. 251, in Giur. it., 2017, n. 3, 2017-.pdf, 23, nel 2014 i dipendenti delle società partecipate 733 con nota di Meale. sarebbero 783.974. (2) Secondo il I Rapporto Ires-Cgil, Le società partecipate e i criteri di razionalizzazione, in http://www.cgil.it/ il Lavoro nella giurisprudenza 8-9/2017 757
Dottrina Società pubbliche 2009 proprio da tale norma, così come modificata L’eccesso di delega nella disciplina nel tempo, hanno fatto esplodere problematiche dello status dei dipendenti delle controllate di non poco momento. Da un lato, ad esempio, Il D.Lgs. n. 175/2016 è stato emanato in attuazione quelle afferenti la possibilità di chiedere al giudice della delega contenuta nell’art. 18, L. n. 124/2015, di dichiarare la sussistenza di un rapporto che, per quanto ora interessa, stabiliva che la norma- di lavoro subordinato in caso di lavoro a tiva delegata dovesse essere adottata nel rispetto dei progetto dissimulante un rapporto di lavoro seguenti principi e criteri direttivi: “e) razionalizza- dipendente (3), la conversione di rapporti di zione dei criteri pubblicistici per gli acquisti e il lavoro a termine in rapporti di lavoro a tempo reclutamento del personale, per i vincoli alle assun- indeterminato (4) o i delicati problemi del tra- zioni e le politiche retributive, finalizzati al conteni- sferimento di azienda o del cambio di appalto mento dei costi, tenendo conto delle distinzioni di coinvolgenti una società pubblica (5); dall’altro, cui alla lettera a) e introducendo criteri di valuta- la tematica che potremmo definire della “auto- zione oggettivi, rapportati al valore anche economico riduzione” del corrispettivo da parte del datore di dei risultati”. lavoro. Il decreto legislativo avrebbe quindi dovuto applicare Probabilmente, come d’altronde spesso accade in criteri pubblicistici in punto di assunzioni e tempi di cattiva qualità legislativa, l’occasione è retribuzioni. stata sprecata ed infatti restano irrisolti sul tappeto Non pare che il legislatore delegato fosse autorizzato, numerosi problemi. come in sostanza invece ha fatto, a scrivere una sorta di piccolo statuto del lavoro alle dipendenze delle La riconduzione del lavoro alle dipendenze controllate. Il Governo non aveva, a parere di chi delle controllate nell’ambito del lavoro scrive, il potere di intervenire sull’intera materia del privato rapporto di lavoro, ma solo su assunzioni e Ma partiamo, al contrario, dalle domande cui la retribuzioni. norma de qua ha dato una risposta. Il legislatore ha Invece il primo comma dell’art. 19, D.Lgs. n. 175/ finalmente posto fine ad un dibattito dagli esiti 2016, nell’assoggettare alla normativa privatistica il potenzialmente “esplosivi”: quello sull’applicabilità rapporto, ha inciso su ogni possibile aspetto dello o meno alle società controllate delle norme riguar- stesso (ad esempio sulla disciplina delle mansioni, danti il pubblico impiego. sul licenziamento, sulle ferie, sulla malattia, sul pro- Lo ha fatto scegliendo la soluzione a parere di chi cedimento disciplinare, sulla contrattazione, sui scrive preferibile, vale a dire quella dell’attrazione dei diritti sindacali). rapporti nell’ambito del lavoro privato. Già questo pare porre il decreto al di fuori dei confini Tale soluzione è preferibile sia per ragioni sistemati- della delega. che, visto che probabilmente ha poco senso preve- Si consideri poi, per completezza, che il legislatore dere che una società che vive secondo le regole delegato ha ricondotto tutto nell’area del lavoro proprie del diritto privato debba poi confrontarsi privato, laddove i criteri consegnatigli dalla legge con le norme del lavoro pubblico, sia perché le delega riguardavano invece la pubblicizzazione (sep- ragioni dell’esistenza stessa delle controllate scon- pur limitata ad alcuni aspetti). tano la necessità di allontanarsi dal campo giuridico Si pone quindi, secondo lo scrivente, un problema di del pubblico per entrate in quello del privato. costituzionalità per eccesso di delega dell’art. 19, Invero, affermare che l’art. 19 ha risolto questo comma 1. dilemma richiede una considerazione preliminare È evidente che il tema è “depotenziato” dal fatto che sui rapporti tra legge delega e decreto n. 175. allo stato la norma de qua potrebbe essere considerata (3) Con riferimento alla vecchia normativa numerose sentenze (4) Con possibilità di conversione esclusa categoricamente da del Tribunale di Napoli, inedite a quanto si sa, avevano escluso la M. Miscione, Ritorno alla pubblicizzazione per le società in mano possibilità di dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro pubblica (i concorsi per assunzioni e incarichi), in M. Miscione - dipendente nel caso di contratti di lavoro a progetto con una in D. Garofalo (a cura di), Commentario alla legge n. 133/2008, house svoltisi in realtà con le modalità della subordinazione: Trib. Trento, 2009, 389; in tal senso anche Trib. Salerno (est. Laudati), Napoli (est. Chiodi), 27 gennaio 2016; Trib. Napoli (est. Picciotti), 1° ottobre 2013, inedita a quanto consta. 26 gennaio 2017; Trib. Napoli (est. Papa), 28 marzo 2017; Trib. (5) Con passaggio dei dipendenti escluso ad es. da Trib. Salerno Napoli (est. Lombardi), 21 aprile 2017; dal canto suo Trib. Salerno (est. Laudati), 11 febbraio 2013, ord., ined. a quanto consta. (est. Orio), 8 marzo 2016, inedita a quanto consta, affermava poi la assenza di alterità soggettiva tra la in house e la P.A. partecipante. 758 il Lavoro nella giurisprudenza 8-9/2017
Dottrina Società pubbliche una norma ricognitiva degli approdi giurisprudenziali che le società dovrebbero rifiutare le prestazioni dei in punto di lavoro alle dipendenze delle società propri (a questo punto, fantomatici) dipendenti (8). pubbliche (aspetto sul quale si veda il prossimo para- Il che avrebbe conseguenze sociali inimmaginabili grafo) e che quindi la sua eventuale rimozione dal- per la perdita di migliaia di posti di lavoro e porte- l’ordinamento per incostituzionalità potrebbe non rebbe altresì all’immediata paralisi di numerosissimi cambiare di molto la situazione. È altrettanto vero, servizi, anche essenziali (raccolta rifiuti, gestione del però, che se tale norma fosse inutile non avrebbe servizio idrico, trasporti, ecc.). neppure avuto senso scriverla andando al di fuori dei Il legislatore ha risolto questa problematica per il confini della delega. futuro, lasciandola aperta per il passato. La legge Inoltre, tale norma non lascia più al magistrato la delega n. 124/2015 avrebbe forse potuto essere l’oc- libertà di decidere se alle controllate si applichino le casione per una norma di interpretazione che risol- regole del lavoro pubblico (tesi che appare in questo vesse in via definitiva la questione, fermo restando - si momento “perdente”, ma che ha avuto più di una ripete - che essa pare andare verso una risoluzione in conferma in giurisprudenza) o quelle del lavoro pri- via giurisprudenziale. vato, e quindi la questione della sua costituzionalità Al riguardo è comunque doveroso ricordare che la appare in fin dei conti molto rilevante. L. n. 135/2012 in sede di conversione del D.L. n. 95/ 2012 aveva aggiunto al comma 13 dell’art. 4 una La situazione per il periodo antecedente norma interpretativa che comportava l’applicazione all’entrata in vigore dell’art. 19 delle norme del codice civile in materia di società di In questa sede non si vuole affrontare la problematica capitali; tale norma - che pur non riguardando espres- della riconducibilità dei rapporti di lavoro alle dipen- samente i rapporti di lavoro poteva certamente costi- denze delle società controllate al lavoro privato o tuire valido criterio interpretativo ai nostri fini - è pubblico prima del decreto Madia, essendo invece il stata abrogata dall’art. 28, comma 1, lett. q), D.Lgs. presente scritto rivolto ad analizzare la situazione n. 19 agosto 2016, n. 175; quindi attualmente nel- risultante dall’entrata in vigore dell’art. 19, D.Lgs. l’ordinamento non è in vigore una norma di inter- n. 175/2016. pretazione autentica che possa soccorrere nella Nondimeno, appare opportuno rilevare che resta risoluzione della problematica. aperto il dibattito (6) per il periodo precedente alla nuova normativa. L’ambito di applicazione dell’art. 19 Esso sembra avviarsi a soluzione con la prevalenza L’esegesi della norma in parola deve iniziare dall’in- della tesi “privatistica” (7), ma non pare essere del dividuazione dei suoi destinatari. Si pone innanzi- tutto sopito. tutto una questione relativa al campo di applicazione D’altronde, se si concludesse per la riconduzione al della stessa, che il legislatore delegato - ricevuta pubblico impiego dei rapporti di lavoro nelle società espressa segnalazione al riguardo da parte del Consi- pubbliche si porrebbero dei problemi probabilmente glio di Stato - ha deciso di non affrontare. irrisolvibili. Se tali società fossero attratte sic et sim- L’art. 19 in parola si applica ai “rapporti di lavoro dei pliciter nel campo di applicazione del D.Lgs. n. 165/ dipendenti delle società a controllo pubblico”. Sul 2001 si dovrebbe conseguentemente ritenere che punto il Consiglio di Stato nel proprio parere 968 del praticamente tutti i rapporti di lavoro instaurati 21/04/2016 aveva rilevato che la norma sembrava dalle stesse (o quanto meno quelli instaurati prima applicarsi alle sole “società a controllo pubblico”, così del D.L. n. 112/2008) sarebbero nulli per violazione come definite dalle lettere b) ed m), con esclusione dell’art. 35, D.Lgs. n. 165/2001, con la conseguenza delle altre società a partecipazione pubblica. (6) A. Saporito, Società pubbliche e reclutamento del personale natura privata. Ma non bisogna dimenticare che altrettanto auto- profili problematici, in Giustamm Anno XIV, luglio 2017, in https:// revoli sono state le affermazioni in senso contrario: si vedano www.giustamm.it/viewPermalink/5272/d; F. Borgogelli, Modelli Cass. 6 ottobre 2016, n. 20060; Cass. Pen., Sez. VI, n. 48036; organizzativi e tutele dei lavoratori nei servizi di interesse pubblico, Cass., Sez. VI - Lavoro, 15 dicembre 2016, n. 25926 ord., o, 5 ss., in http://www.aidlass.it/wp-content/uploads/2017/05/Rela- semplicemente, la stessa Cons. Stato, Sez. VI, 11 dicembre zione-Borgogelli.pdf. 2015, n. 5643 cassata dalle citate SS.UU., n. 7759/2017. (7) Cass., SS.UU., 27 marzo 2017, n. 7759 che, pur pronun- (8) Non essendo neppure necessario ricorrere al licenzia- ciandosi in punto di giurisdizione, svolge importanti considerazioni mento, potendo la P.A., sul presupposto della nullità dell’assun- sulla natura privata delle società; allo stesso modo Cass., Sez. I, 7 zione, limitarsi a rifiutare di ricevere le prestazioni (Cass. 1° ottobre febbraio 2017, n. 3196, sent., nel confermare la sentenza di merito 2015, n. 19626; Cass. 8 aprile 2010, n. 8328). che aveva dichiarato la fallibilità delle in house ne ha affermato la il Lavoro nella giurisprudenza 8-9/2017 759
Dottrina Società pubbliche Il Governo nella Relazione Illustrativa del decreto subordinato nell’impresa) e “dai” (contratti legislativo (9) ha esposto i motivi del non accogli- collettivi). mento dell’osservazione del Consiglio di Stato “volta Difatti la norma dice: “... ai rapporti di lavoro ... si a differenziare l’applicazione del regime giuridico del applicano le disposizioni del capo I, titolo II, del libro personale in base alle differenti tipologie societarie V del codice civile”; sarebbe stato quindi lecito (es. in house o strumentali): come già chiarito in aspettarsi che la preposizione successiva fosse relazione all’art. 3, le società in house sono ovvia- “delle” (leggi sui rapporti di lavoro subordinato nel- mente a controllo pubblico; quelle strumentali sono l’impresa) e non “dalle” (leggi sui rapporti di lavoro normalmente in house e, se non sono a controllo subordinato nell’impresa). Idem quando l’art. 19 pro- pubblico, non rientrano nella norma”. segue dicendo “dai” e non “dei” contratti collettivi. In sede di parere (14 marzo 2017, n. 638) sul decreto Ma si tratta di una piccola sciatteria che non sembra correttivo il Consiglio di Stato ha poi ribadito la sollevare problemi giuridici. propria richiesta di chiarire tale aspetto, pur dando atto che se una norma si applica alle società a con- Il richiamo ai contratti collettivi trollo pubblico si deve ritenere in via interpretativa È interessante soffermarsi invece sul richiamo ai applicabile alle società in house. contratti collettivi contenuto nella norma in Valgano al riguardo due brevi considerazioni. commento. Innanzitutto, non pare che il Consiglio di Stato Al di là dell’imprecisione grammaticale di cui si è avesse richiesto di differenziare il regime giuridico: riferito, bisogna rilevare che in sostanza il legislatore anzi, era stato chiesto proprio di chiarire che le in prevede che i rapporti di lavoro siano regolati dai house non sono escluse dall’ambito di applicazione contratti collettivi. della norma. C’è in pratica una legge dello Stato che direttamente In secondo luogo, appare condivisibile - ed il Consi- ed immediatamente stabilisce l’applicazione dei con- glio di Stato ne dà atto nel parere sul correttivo - il tratti collettivi ad un determinato settore dell’eco- rilievo governativo secondo il quale la in house rientra nomia (tra l’altro molto eterogeneo e di grande tra le società a controllo pubblico. consistenza numerica, secondo quanto già rilevato). Vale però la pena di porre il problema da un’altra Per il datore di lavoro non si tratta di un onere, né di prospettiva. L’art. 19 troverà applicazione a tutte le una scelta, né di una possibilità, ma siamo di società a controllo pubblico (come definite dall’art. fronte all’applicazione incontestabile del contratto 2, lett. m), D.Lgs. n. 175/2016), essendo sufficiente, collettivo. ad esempio, che la P.A. ne sia socia di maggioranza. Viene da chiedersi innanzitutto: a quali contratti si Anticipando quindi un aspetto su cui si tornerà riferisce la norma? Si immagina che il riferimento sia infra, ci si chiede se la semplice partecipazione a quelli nazionali, territoriali ed aziendali. maggioritaria al capitale di un soggetto pubblico Si consideri poi che il legislatore non usa neppure la possa giustificare forme di distacco così radicale nozione cui siamo abituati di contratti collettivi dal lavoro privato (e conseguenti differenze di stipulati dai sindacati comparativamente più rappre- trattamento rispetto al lavoro privato) come sentativi (e nemmeno la “vecchia” nozione di mag- quelle stabilite per le assunzioni ed in materia giore rappresentatività). di retribuzione. E la norma non tiene conto neppure del fatto che la materia si caratterizza per l’esistenza di numerose La formulazione della norma dal punto società che operano in svariati settori assolutamente di vista lessicale non omogenei tra di loro. L’attrazione dei rapporti di lavoro delle controllate Il fatto che molte società siano nate per consen- nell’ambito del privato avviene, cosa ormai pur- tire l’esternalizzazione di determinati servizi che troppo consueta, con una norma che lascia abba- magari sono a carico di un Ente Locale ha favo- stanza a desiderare per il modo in cui è formulata. rito il sorgere di società con oggetto sociale ete- Dal punto di vista dell’analisi grammaticale non è rogeneo, cosa che si riflette in maniera molto possibile comprendere a cosa si colleghino le prepo- rilevante sulla scelta del contratto collettivo da sizioni articolate “dalle” (leggi sui rapporti di lavoro applicare. (9) In http://documenti.camera.it/apps/nuovosito/attigoverno/ Schedalavori/getTesto.ashx?file=0297_F001.pdf&leg=XVII. 760 il Lavoro nella giurisprudenza 8-9/2017
Dottrina Società pubbliche Inoltre, è vero che l’obbligo ricade su un soggetto La costituzione del rapporto: la regola privato (la società datrice di lavoro) che ha una concorsuale connotazione del tutto peculiare e che la maggiore Da quando - ormai quasi dieci anni fa - sono state incidenza di tale norma riguarda la P.A., socia natu- introdotte regole “concorsuali” (10) per l’assunzione rale delle società controllate; ma è altrettanto vero nelle partecipate, la dottrina e la giurisprudenza (11) che in caso di società mista l’obbligo è in sostanza hanno dovuto confrontarsi con svariate imposto in via mediata anche all’imprenditore pri- problematiche. vato per il tramite della società di cui è socio. Certamente risolta dall’art. 19, con l’espressa com- È questa misura compatibile con l’art. 39, comma 4, minatoria della nullità, è la questione delle conse- Cost.? guenze del mancato rispetto delle procedure, che Non si dimentica, ovviamente, che dal punto di aveva originato un interessante dibattito (12). vista pratico è abbastanza evidente che ogni Non si dimentichi però che probabilmente la partita società pubblica applica la contrattazione collet- è da considerare ancora aperta per quanto riguarda i tiva e che si può ragionevolmente escludere che contratti a termine illegittimi, in ragione della neces- vi siano società che abbiano scelto di non appli- sità di coordinare la problematica col diritto eurou- care alcun contratto, ma ciò non toglie che per nitario (questione questa che per la sua delicatezza una vasta area di lavoro privato il legislatore ha meriterebbe un’apposita trattazione, che si omette in previsto che si applichi direttamente la contrat- questa sede) (13). tazione collettiva, che diventa fonte eteronoma di regolazione del rapporto di lavoro indipendente- Il trasferimento di azienda: passaggio mente dalla scelta delle parti. Il tutto, ovvia- automatico e regola del concorso mente, prescindendo anche dalle complesse procedure (in primis, di negoziazione) previste È invece di interesse soffermarsi sul problema del per il pubblico impiego. trasferimento di azienda, la cui sorte giuridica non Ad colorandum, si tenga presente che ciò viene fatto, appare chiara né in relazione al periodo antecedente tra l’altro, in una situazione nella quale il CCNL all’entrata in vigore dell’art. 19 né in relazione al viene svuotato di contenuto alla luce della normativa periodo successivo. che prevede in sostanza la derogabilità del contratto Vi è un conflitto tra due norme: da un lato quella sulle nella fondamentale parte retributiva (vd. infra). assunzioni (dapprima identificata nell’art. 18, D.L. Si consideri poi che l’applicazione di contratti col- n. 112/2008 e poi nell’art. 19, D.Lgs. n. 175/2016), lettivi non appositamente pensati per le società con- che impedisce la costituzione di un rapporto di lavoro trollate creerà sicuramente numerosi problemi. Si senza seguire le procedure di legge; dall’altro l’art. pensi ad esempio ai contratti nazionali che discipli- 2112 c.c., che stabilisce invece la continuazione del nano i cambi di appalto (ad esempio igiene urbana, rapporto di lavoro con il cessionario. Bisogna quindi vigilanza, multi servizi, pubblici esercizi), che potreb- valutare innanzitutto quale delle due possa essere bero rimanere inapplicabili in parte qua in ragione del considerata norma speciale. divieto di assumere senza il rispetto delle procedure di La prima riguarda unicamente le assunzioni nelle legge (anche su questo aspetto in realtà si tornerà più controllate, e quindi solo un settore del rapporto di avanti). lavoro privato; la seconda disciplina solo un (10) Si usa per comodità quest’espressione per significare in questa Rivista, in corso di pubblicazione, sostiene invece che l’introduzione di procedure particolari per l’assunzione, fermo dalla violazione della regola concorsuale non derivi la nullità del restando che non si tratta di vere e proprie regole concorsuali contratto di lavoro. (Cass., SS.UU., 27 marzo 2017, n. 7759). (13) F. Borgogelli, Modelli organizzativi e tutele dei lavoratori (11) Per un interessante caso in cui si prevedeva, in sostanza, nei servizi di interesse pubblico, cit., 26 ss., non esclude la possi- l’assunzione di un soggetto al posto del genitore pur rispettandosi bilità di conversione ope iudicis dopo l’entrata in vigore dell’artt. nella forma la procedura concorsuale si veda Cass., Sez. VI, 9 19, D.Lgs. n. 175/2016. In giurisprudenza Cass., SS.UU., 9 marzo marzo 2012, n. 3831. ord. 2015, n. 4685 nella nota vicenda dei contratti a termine dell’Ente (12) Già prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 175/2016 Fiera del Mediterraneo ha affermato in motivazione che la pre- sosteneva convintamente la tesi della nullità M. Miscione, Ritorno senza di una concorsualità (quand’anche semplificata) impedisce alla pubblicizzazione per le società in mano pubblica, cit., 386 ss.; l’automatica trasformazione del contratto a tempo determinato in G. Fontana, Il rapporto di lavoro nelle società pubbliche Problemi contratto a tempo indeterminato. Cass., Sez. VI - Lavoro, 15 applicativi e riforme legislative, in LPA, 2014, 735 si chiede se non dicembre 2016, n. 25926, ord. afferma in maniera perentoria e sia possibile individuare soluzioni che contemperino meglio l’in- tutto sommato priva di motivazione l’applicabilità delle regole del teresse pubblico e quello del lavoratore. F.M. Giorgi, Il regime del pubblico impiego alle in house, con il conseguente divieto di pubblico concorso non è obbligatorio ex se per le società in house, conversione. il Lavoro nella giurisprudenza 8-9/2017 761
Dottrina Società pubbliche momento (tra l’altro, non frequentissimo) della vita non sembra a chi scrive un argomento in grado di aziendale. impedire la doverosa interpretazione conforme al Sia prima che dopo l’entrata in vigore dell’art. 19 la diritto dell’UE. soluzione più naturale secondo il diritto interno L’interpretazione conforme porta quindi a conclu- sarebbe stata, a parere di chi scrive, quella di esclu- dere per l’applicazione della regola del passaggio dei dere il diritto di passaggio per i dipendenti, ritenendo dipendenti anche in caso di cessione di azienda in cui che la norma che obbliga al concorso sia norma una società controllata assuma la veste di cessionaria. speciale rispetto al 2112 c.c. (14), anche se in realtà Ma pare che anche applicando la tecnica del bilan- non sarebbe certamente peregrina neppure la tesi ciamento degli interessi (16) si raggiungano i mede- opposta. Dopo l’entrata in vigore dell’art. 19 in com- simi risultati. mento e l’espressa comminatoria della nullità la solu- Trasferire un’azienda senza trasferire il personale zione proposta esce probabilmente ulteriormente significherà che il datore di lavoro dovrà comunque avvalorata. procedere a delle assunzioni. Magari il personale in Fin qui il diritto interno: ma bisogna chiedersi se ciò precedenza occupato poteva essere in esubero, avere sia rispettoso del diritto eurounitario. un costo superiore al dovuto, essere poco produttivo, La Dir. 12 marzo 2001, n. 2001/23/CE non sembra ma certamente è raro che un’azienda che circoli senza consentire l’esclusione della tutela del trasferimento lavoratori non necessiti di assunzioni. Inoltre, non è del rapporto di lavoro in capo al cessionario solo detto che acquisire un’azienda senza dipendenti sia perché si tratti di una società controllata. Si aggiunga conforme all’interesse del cessionario, il quale non ha che, diversamente dal pubblico impiego, nessuna a disposizione un’azienda immediatamente produt- norma costituzionale impedisce tale passaggio (su tiva e con personale già rodato ed in grado di gestire tale aspetto si tornerà nel prossimo paragrafo). Inol- l’attività; ciò soprattutto nel caso di aziende ad ele- tre, una volta perentoriamente affermata per legge la vato know-how. riconducibilità dei rapporti di lavoro alle dipendenze Nel caso di passaggio di azienda dal privato al pub- delle controllate nell’alveo del rapporto privato, blico si può ben capire che il bilanciamento veda la sembra essere in conflitto col diritto europeo esclu- prevalenza della regola dell’art. 97 Cost., in quanto dere il diritto di passare alle dipendenze della con- espressamente dedicata a disciplinare il lavoro pub- trollata in caso di trasferimento di azienda. blico; ma nelle controllate - soggette in tutto al diritto Ecco allora che l’obbligo di interpretazione con- privato - la situazione appare differente. Per comple- forme (15) deve spingere l’esegeta, nel conflitto tra tezza si rappresenta che l’opinione di chi scrive è le due regole (quella del concorso di cui all’art. 19, condizionata dalla difficoltà a condividere in toto la D.Lgs. n. 175/2016 e quella sulla continuazione di posizione della Consulta che qualifica le norme sul cui all’art. 2112 c.c.), a preferire l’interpretazione pubblico concorso nelle società pubbliche come che faccia salvi gli obblighi imposti dalla direttiva norme interposte e l’art. 97 Cost. come norma che europea, ritenendo così che il diritto di passaggio in sostanza governa anche tale settore (si vedano le non sia escluso dalla presenza della regola concor- sentenze n. 68 del 2011 e n. 29 del 2006; su tale suale. E tale interpretazione, secondo quanto aspetto ci si soffermerà infra parlando dei cambi di appena detto, appare pienamente possibile ricono- appalto); nondimeno, indipendentemente da questo, scendo la natura di norma speciale all’art. 2112 c.c. appare certo che l’art. 97 Cost. non possa trovare Certamente si pone però il problema di non secon- immediata e diretta applicazione alle controllate (a daria importanza circa la riconoscibilità della solida- pena della nullità di tutti i contratti precedenti al rietà di cui al secondo comma dell’art. 2112 c.c., con 2008, come si è già accennato). le conseguenti ripercussioni sulle casse pubbliche dei Ecco allora che nel bilanciamento la regola concor- crediti dei dipendenti trasferiti (in primo luogo a suale pare a chi scrive in ogni caso dover soccombere titolo di trattamento di fine rapporto), soprattutto rispetto al diritto al lavoro (art. 4) ed alla parità di in caso di insolvenza del cedente. Ma anche questo trattamento (art. 3) tra dipendenti privati e (14) Corte Conti Liguria, Sez. contr., 9 ottobre 2014, n. 55 ritiene Interpretazione conforme, bilanciamento dei diritti e clausole che l’acquisto di un’azienda da parte di una società pubblica non generali, Milano, 2017, 16; imprescindibile sul punto il richiamo comporti il passaggio dei dipendenti ex art. 2112 c.c. Nello stesso al contributo, nel medesimo volume, di R. Cosio, L’interpretazione senso M. Miscione, Ritorno alla pubblicizzazione per le società in Conforme al Diritto dell’Unione Europea, 41 ss. mano pubblica, cit., 390. (16) L. Tria, Brevi osservazioni sul bilanciamento nella giurispru- (15) G. Vidiri, La certezza del diritto tra “positivismo giuridico” e denza della Corte Costituzionale, in Interpretazione conforme, cit., “giusnaturalismo”, in G. Bronzini - R. Cosio (a cura di), 201 s. 762 il Lavoro nella giurisprudenza 8-9/2017
Dottrina Società pubbliche dipendenti delle controllate (anch’essi soggetti alle comma 8 dell’art. 19 in commento che chi è stato regole del lavoro privato per espressa volontà legi- assunto dalla controllata, anche se all’esito di rego- slativa), senza dimenticare lo stesso potenziale inte- lare procedura, non può passare alle dipendenze della resse dell’imprenditore-società pubblica ad acquisire P.A. (20). Quindi i due concorsi non sono l’azienda con i dipendenti (art. 41 Cost.). equivalenti. Anche per questa via, quindi, si ritiene che l’inter- Si può altresì escludere che si possa ipotizzare una pretazione preferibile sia quella che porta a conside- sorta di “supremazia” del concorso per la P.A. su rare pienamente operante l’art. 2112 c.c., con la quello per la controllata (come se chi ha superato il conseguenza che in caso di trasferimento di azienda concorso per la P.A. sia in automatico considerato o di suo ramo il rapporto di lavoro dei dipendenti deve come un soggetto che ha titolo per lavorare nella continuare alle dipendenze del cessionario anche controllata). Una tale soluzione sarebbe disancorata, qualora lo stesso sia una società pubblica. a parere di chi scrive, da qualsiasi giustificazione normativa. Le reinternalizzazioni da parte La supremazia del concorso pubblico potrebbe in della P.A. e le ipotesi di esternalizzazione realtà sembrare avallata da Corte cost. 1° luglio Nella pratica si è verificata di frequente la problema- 2013, (ud. 7 maggio 2013), n. 167, sent. che evidenzia tica della P.A. che decide di costituire una control- le radicali differenze esistenti tra l’art. 18, D.L. n. 112/ lata - attribuendo alla stessa determinati servizi con il 2008 e l’art. 35, D.Lgs. n. 165/2001, visto che la prima relativo personale, ceduto ai sensi dell’art. 2112 c.c. - norma non garantiva in concreto il rispetto dei prin- e che poi ritiene di tornare sui propri passi reinterna- cipi di pubblicità, di trasparenza, di pari opportunità e lizzando il servizio e ponendo in sostanza fine all’e- di decentramento di cui all’art. 35 cit., né che la sperienza della controllata. selezione fosse avvenuta mediante procedure selet- In questi casi alla P.A. possono tornare solo coloro tive aperte al pubblico, come richiesto dall’art. 97 che erano suoi dipendenti vincitori di concorso poi Cost., e con garanzia di imparzialità di reclutamento. transitati alla controllata, non essendo naturalmente In verità chi scrive non ritiene che questa pronuncia consentito che coloro che nelle more fossero stati consenta di ritenere la sussistenza di una tale “supre- assunti dalla società acquistino lo status di pubblici mazia”, essendosi il giudice delle leggi limitato a dipendenti in violazione dell’art. 97 Cost. (17). motivare perché il dipendente assunto per concorso Tale regola è stata confermata dal comma 8 della dalla controllata non possa diventare dipendente norma in commento. della P.A. Ma ciò non fa venir meno che si tratta In sostanza, in caso di retrocessione controllata - P.A. di due ambiti del tutto diversi e che a questi fini (reinternalizzazione) era (18) e resta vietato assumere sembrano essere caratterizzati dalla reciproca dipendenti che non fossero già dipendenti della P.A. indifferenza. Ma bisogna chiedersi se per il diritto nazionale non Soprattutto, l’argomento della maggiore “forza” del sarebbe da considerare vietato anche il passaggio pubblico concorso viene meno, almeno potenzial- P.A. - controllata (esternalizzazione). mente, in ragione del disposto del secondo comma L’art. 31, D.Lgs. n. 165/2001 stabilisce l’applicazione dell’art. 19, che fa addirittura diretta applicazione dell’art. 2112 c.c. in caso di trasferimento o conferi- dell’art. 35, D.Lgs. n. 165/2001 nei casi in cui la mento di attività svolte dalla P.A. ad altri soggetti, controllata non abbia adottato il provvedimento pubblici o privati. per il reclutamento del personale. In tali casi il Ma oggi per diventare dipendenti di una controllata ragionamento basato sulla differenza tra i due tipi bisogna risultare vincitori dell’apposita procedura: di concorso non reggerebbe più, in quanto essi sareb- l’essere risultati vincitori del concorso pubblico per bero disciplinati dalla medesima norma, ma rimar- la P.A. dà diritto a passare alla controllata? rebbe ovviamente ferma l’impossibilità di diventare Per rispondere affermativamente bisognerebbe soste- dipendente della P.A. solamente perché si è superata nere una sorta di equivalenza (19) tra il concorso la selezione per la controllata, pure alla luce dell’ar- pubblico e quello per la controllata, ma ciò non gomento a contrario che si ricava dal comma 8 dell’art. appare possibile; difatti, si ricava a contrario dal 19 in commento. (17) Corte Conti Campania, Sez. contr. Delibera, 19 aprile 2017, (19) V. anche F. Borgogelli, Modelli organizzativi e tutele dei n. 56. lavoratori nei servizi di interesse pubblico, cit., 28. (18) Corte cost. 1° luglio 2013, n. 167. (20) Regola che si ricava, sempre con argomentazione a con- trario, anche dal citato art. 31, D.Lgs. n. 165/2001. il Lavoro nella giurisprudenza 8-9/2017 763
Dottrina Società pubbliche È per questo che si ritiene che i due settori siano assunzione del personale dipendente dell’impresa caratterizzati da reciproca indifferenza, talché si con- uscente, nel senso che tali previsioni trovano impe- sidera impossibile sia il passaggio del contratto di dimento nell’applicazione della regola concorsuale in lavoro dalla controllata alla P.A., sia il contrario. fase di assunzione. Il problema è destinato ad acuirsi Né d’altronde è da dimenticare che vi potrebbero per effetto del disposto dell’art. 50, D.Lgs. n. 50/2016 essere dipendenti della P.A. assunti senza concorso, risultante a seguito delle modifiche apportate dall’art. magari in adempimento della L. n. 68/1999. Ma la 33, comma 1, D.Lgs. 19 aprile 2017, n. 56 che prevede controllata potrebbe addirittura non essere neppure la necessaria inserzione nei bandi pubblici della clau- soggetta all’obbligo di assunzione perché al di sotto sola sociale. La clausola sociale, ormai obbligatoria della soglia numerica: non si vedrebbe quindi la per legge nei pubblici appalti, e con essa l’interesse ragione della costituzione di tale rapporto alle dipen- che il legislatore ha manifestato per l’insistenza del denze della controllata senza procedura. lavoratore sul posto di lavoro possono essere in toto Ovviamente, non si può dimenticare quanto rilevato derogati nel caso in cui l’appalto sia vinto da una sopra a proposito del fatto che il diritto eurounitario società controllata (22)? non sembra consentire che in caso di trasferimento di O si può sostenere che tale norma si ponga come azienda che veda una controllata in veste di cessio- norma speciale rispetto alla regola generale dell’as- naria sia esclusa l’applicazione dell’art. 2112 c.c. Ecco sunzione per concorso alle dipendenze di una allora che anche in questo caso la soluzione che controllata? potrebbe essere la più valida secondo il diritto interno La soluzione obbligata sembrerebbe quella di ritenere (divieto di assunzione in caso di esternalizzazione impedito il passaggio alle dipendenze della control- dalla P.A.) merita probabilmente di essere capovolta lata in caso di cambio di appalto. Se il pubblico per non infrangere gli obblighi derivanti dall’appar- concorso nella controllata è regola legislativa, che tenenza all’UE. addirittura costituisce attuazione dell’art. 97 Cost. In conclusione, se per il diritto interno sembra pre- (sentenza 29 del 2006 della Consulta), vuol dire che il feribile vietare il passaggio P.A. - controllata, sembra posto di lavoro per regola generale deve essere occu- invece necessario riconoscere tale diritto per non pato da chi ha vinto il concorso. È vero che lo stesso violare la Dir. 2001/23/CE. art. 97 Cost. prevede deroghe (“salvi i casi stabiliti Da ultimo non si può fare a meno di richiamare l’art. dalla legge”), ma è altrettanto vero che la Corte 24, comma 9, D.Lgs. n. 175/2016, che detta una Costituzionale ha sempre chiarito che esse devono norma transitoria riguardante le cessazioni degli affi- avere i caratteri dell’eccezionalità (23), e non pare damenti delle società a controllo pubblico. che l’art. 50 cit. li abbia. Premesso che la finalità della norma non è la tutela Bisogna però esaminare attentamente la giurispru- del lavoro (21), bisogna porsi una domanda: se il denza costituzionale ed amministrativa in punto di nuovo appaltatore è a sua volta una controllata, il clausola sociale. rapporto di lavoro - anche dei dipendenti assunti Con la sentenza n. 68 del 28 marzo 2011 la Consulta si senza concorso - continuerà? è pronunciata tra l’altro sui commi 1 e 4 dell’art. 30 In ragione di quanto esposto sopra, si ritiene di sì nel della L. R. Puglia n. 4 del 2010, che avevano sostituito caso in cui vi sia un effettivo trasferimento di azienda; l’art. 25 della L. n. 25/2007. diversamente, se si tratti di un mero cambio di La pronuncia opera innanzitutto un confronto con la appalto, potrebbe ritenersi insuperabile la regola precedente versione della norma che porta la Corte concorsuale. ad affermare che non si è più, come nella originaria formulazione della stessa, in presenza di una vera e La regola concorsuale e la clausola sociale propria “clausola sociale”, visto che essa non prevede La problematica dei cambi di appalto è diventata di il mantenimento in servizio di personale già assunto, cruciale importanza nel momento in cui l’impresa ma la vera e propria assunzione a tempo indetermi- subentrante sia una controllata, quindi non vincolata nato; ciò comporta secondo la Consulta (che alle previsioni dei bandi e dei CCNL in punto di richiama anche il precedente costituito dalla (21) F. Borgogelli, Modelli organizzativi e tutele dei lavoratori concentrata la giurisprudenza amministrativa. In argomento si nei servizi di interesse pubblico, cit., 50. rimanda a F. Borgogelli, Modelli organizzativi e tutele dei lavoratori (22) Si tralasciano naturalmente i problemi che una norma del nei servizi di interesse pubblico, cit., 51 - 54. genere pone sulla libertà imprenditoriale del nuovo appaltatore (e (23) Corte cost. 1° luglio 2013, n. 167, sent.; Corte cost. 24 sulla compatibilità col diritto eurounitario), su cui svariate volte si è giugno 2010, n. 225, sent. 764 il Lavoro nella giurisprudenza 8-9/2017
Dottrina Società pubbliche sentenza n. 267 del 2010) “una violazione dell’art. 97 i dipendenti in ragione della clausola sociale, rite- Cost. e delle norme interposte dettate dall’art. 18 del nendo, naturalmente, che alla cessazione del con- decreto-legge n. 112 del 2008”. tratto essi transiteranno in capo al nuovo appaltatore. Innanzitutto si evidenzia che forse non è del tutto In sostanza, lo status di dipendente di controllata agevole dal punto di vista logico-sistematico sembra potersi acquisire senza concorso in ragione considerare le norme in materia di assunzioni nelle della sua transitorietà. Ma cosa accadrebbe se il società pubbliche come norme interposte (24), a dipendente rifiutasse, alla cessazione dell’appalto in meno di non voler considerare le società in questione capo alla controllata, di passare alle dipendenze del come ricadenti nell’ambito di applicazione dell’art. nuovo appaltatore? Magari il dipendente sa che in 97 Cost., cosa che contrasterebbe inesorabilmente quel momento c’è una scopertura di organico e ritiene (almeno sotto questo aspetto) con la natura pri- che il datore di lavoro anziché licenziarlo lo ricollo- vata (25). cherà nel rispetto del proprio obbligo di repechage. In Soprattutto, se l’art. 18, D.L. n. 112/2008 è norma questo caso lo status sarà acquisito in via definitiva. interposta, la conseguenza potrebbe essere quella Immaginiamo poi che la P.A. appaltante decida di esplosiva di cui già si è detto sopra in punto di auto- internalizzare il servizio. In questo caso non vi sarà matica cessazione di tutti i rapporti di lavoro instau- nessun nuovo appaltatore su cui “scaricare” i dipen- rati senza concorso. Per essere più chiari: se l’art. 97 denti (27) e quindi la controllata si troverà a fare i Cost. riguarda pure le società pubbliche, allora le conti con l’esubero di un certo numero di dipendenti assunzioni che sono avvenute senza concorso - assunti senza concorso. anche svariati anni fa - sono nulle (26). Appare a chi scrive poco condivisibile la scelta di Pur con le perplessità appena avanzate, bisogna pren- consentire l’instaurazione del rapporto con queste dere atto di tali perentorie affermazioni della Con- modalità, ma la giurisprudenza costituzionale sembra sulta e calarle nella problematica in esame. lasciare poco spazio a ricostruzioni alternative. Proseguendo nell’esame della pronuncia, leggiamo E la giurisprudenza amministrativa ha affermato a che la Corte ritiene che debba rimanere ferma l’ap- chiare lettere la possibilità per la controllata di effet- plicazione della clausola sociale in senso proprio in tuare assunzioni in esecuzione della clausola sociale permanenza dell’affidamento del servizio; la Con- senza il rispetto del D.L. n. 112/2008. sulta dichiara invece l’illegittimità costituzionale Il T.A.R. Puglia - Sezione Distaccata di Lecce ha della norma in parola nella parte in cui prevede avuto modo di pronunciarsi proprio sulla norma- l’assunzione a tempo indeterminato e nella parte in tiva incisa dalla sentenza della Corte Costituzio- cui prevede la stabilizzazione di personale della pre- nale in discorso, con due pronunce (aventi ad cedente impresa o società affidataria dell’appalto oggetto il medesimo appalto) in cui il Collegio senza alcuna forma selettiva. Da questa sentenza afferma che la normativa sulle assunzioni alle Cons. Stato, Sez. III, 5 aprile 2013, n. 1896, sent., dipendenze delle in house non impedisce la costi- ricava che la clausola sociale sia rispettata in presenza tuzione del rapporto in attuazione della clausola di una assunzione a tempo determinato. sociale (28). Dalla sentenza del giudice delle leggi si ricava una Mutatis mutandis, quindi si deve concludere - pur fondamentale differenza tra assunzione a tempo inde- manifestandosi perplessità al riguardo - che le con- terminato e utilizzo. La prima deve necessariamente trollate possano assumere senza concorso (a tempo rispettare il pubblico concorso; il secondo no. determinato, a voler seguire la sopra citata pronuncia Trattasi di soluzione che può destare più di qualche del CdS) per cambio di appalto in esecuzione delle perplessità. Immaginiamo che una società control- clausole sociali previste dall’art. 50, D.Lgs. n. 50/ lata vinca un appalto e proceda ad “utilizzare” 2016 (29). (24) Non manifesta perplessità G. Fontana, Il rapporto di lavoro (27) Che ovviamente non possono passare alle dipendenze nelle società pubbliche, cit., 720. della P.A. appaltante, secondo quanto detto al paragrafo (25) F. Borgogelli, Modelli organizzativi e tutele dei lavoratori precedente. nei servizi di interesse pubblico, cit., 26. (28) T.A.R. Puglia Lecce Sez. II, 1° dicembre 2014, n. 2986, (26) Sembra porsi tutto sommato nella medesima ottica di sent.; T.A.R. Puglia Lecce Sez. II, 29 gennaio 2015, n. 548, sent. accettare con difficoltà che le norme in materia di assunzioni Per completezza, si rappresenta che la prima di queste due possano essere considerate come norme interposte anche F. sentenze è stata riformata dal Consiglio di Stato (7 maggio Borgogelli, Modelli organizzativi e tutele dei lavoratori nei servizi 2015, n. 2291), che però non si è interessato del profilo in parola. di interesse pubblico, cit., 45. (29) Sul punto si vedano anche le perplessità di F. Borgogelli, Modelli organizzativi e tutele dei lavoratori nei servizi di interesse pubblico, cit., 54. il Lavoro nella giurisprudenza 8-9/2017 765
Dottrina Società pubbliche Il licenziamento nelle società controllate: a retribuire; all’interesse del concorrente, che se più ipotesi di ampliamento delle tutele bravo ha diritto al posto; all’interesse pubblico di La regola concorsuale in fase di assunzione può inci- evitare assunzioni facilmente “clientelari” o comun- dere sulle tutele spettanti in caso di licenziamento? que di soggetti scelti da chi abbia il potere di fare Questo interrogativo di primo acchito può destare l’imprenditore privato con soldi pubblici. perplessità; tuttavia esso rappresenta probabilmente Ebbene, è altrettanto vero che le medesime esigenze l’evidenza del fatto che l’ibridazione della figura delle possono esistere in sede di risoluzione del rapporto di controllate può essere foriera di conseguenze che il lavoro. legislatore non aveva immaginato. Se la collettività ha “assunto” il più meritevole all’e- È cosa ben nota che nel rapporto di lavoro pubblico la sito del concorso, non sarebbe giusto che se ne pri- reintegrazione operi in maniera ben diversa rispetto vasse per un licenziamento illegittimo irrogato da chi al settore privato. semplicemente rappresenta la società. Il legale rap- Conosciutissimo è il dibattito relativo all’applicabi- presentante - vincolato alle regole del concorso - non lità al pubblico impiego del testo dell’art. 18 Statuto ha il potere di scegliere liberamente il contraente; riformato dalla Legge Fornero, risolto in senso nega- non dovrebbe avere quindi nemmeno il potere di far tivo dalla Cassazione (30). cessare definitivamente il rapporto, se il licenzia- Di grande interesse è anche ricordare che la giuri- mento non è lecito. A voler essere estremamente sprudenza è oramai pervenuta alla conclusione che maliziosi, si potrebbe ipotizzare il caso di un licenzia- nel pubblico impiego vada riconosciuta la tutela mento attuato al fine di liberare il posto e poter reintegratoria anche ai dirigenti (31). scorrere la graduatoria, assumendo così il concor- L’art. 51, comma 2, D.Lgs. n. 165/2001, poi, stabilisce rente classificatosi subito dopo il licenziato, perché espressamente che lo Statuto dei Lavoratori trovi magari più gradito. applicazione alle Pubbliche Amministrazioni a pre- Né si dimentichi che la tutela indennitaria aggrava le scindere dal numero dei dipendenti. conseguenze economiche che la collettività (chia- Da ultimo, il secondo comma dell’art. 63 T.U. del mata a pagare un soggetto per una prestazione non Pubblico Impiego, a seguito della riforma apportata resa) subisce per effetto della scelta illegittima di chi dall’art. 21, comma 1, lett. b), D.Lgs. 25 maggio 2017, per essa agisce (gli organi amministrativi della n. 75 prevede espressamente la reintegrazione in caso società). di licenziamento illegittimo. E questi aspetti sono stati sempre tenuti ben presenti La reintegrazione nell’ambito del lavoro pubblico è in dalla giurisprudenza costituzionale e da quella di sostanza regola generale estesa ben al di là dei confini, legittimità nel decidere le problematiche afferenti oramai angusti (soprattutto dopo il D.Lgs. n. 23/ la reintegrazione nel pubblico impiego. 2015), in cui si trova nel lavoro privato. Si veda per tutte Corte cost. 24 ottobre 2008, L’attuale legislazione applica alle società controllate n. 351, che afferma che la limitazione al potere di la disciplina del lavoro privato e contestualmente - in licenziamento che nel settore privato mira a tute- sostanza - la disciplina pubblicistica per la fase di lare il dipendente, nel settore pubblico protegge assunzione. Viene allora da chiedersi se sia giusto invece gli interessi collettivi quali “imparzialità che il dipendente debba incontrare in fase di amministrativa, con cui, secondo quanto affer- “entrata” quasi le stesse difficoltà del dipendente mato da questa Corte, contrasta un regime di pubblico senza avere in fase di “uscita” le medesime automatica cessazione dell’incarico che non tutele; e se ciò sia conforme agli stessi interessi pub- rispetti il giusto procedimento; il buon anda- blici che hanno portato alla introduzione della regola mento, che risulta pregiudicato, sempre in base concorsuale in fase di assunzione. alla giurisprudenza di questa Corte, da un sistema La pubblicizzazione delle procedure assuntive nelle di automatica sostituzione dei dirigenti che pre- controllate risponde certamente all’esigenza di fare scinda dall’accertamento dei risultati conseguiti” in modo che in questo settore ibrido accedano al da ciò conseguendo che forme di compensazione posto i più meritevoli. Ciò è conforme all’interesse economica in favore del dipendente “non possono della collettività che quel posto di lavoro è chiamata rappresentare, nel settore pubblico, strumenti (30) Ovviamente a voler seguire la tesi di Cass. 9 giugno 2016, (31) Sulla reintegrazione del dirigente pubblico: Cass. 18 dicem- n. 11868 e non quella contraria di Cass. 26 novembre 2015, n. bre 2012, n. 23330; Cass. 1° febbraio 2007, n. 2233; Cass. 13 24157. giugno 2012, n. 9651; Cass. 20 febbraio 2007, n. 3929; di interesse è anche Cass., SS.UU., 16 febbraio 2009, n. 3677. 766 il Lavoro nella giurisprudenza 8-9/2017
Dottrina Società pubbliche efficaci di tutela degli interessi collettivi lesi da “autoriduzione” del corrispettivo da parte del datore atti illegittimi di rimozione di dirigenti di lavoro - che si appalesa naturalmente di difficile amministrativi.”. coordinamento con i principi generali del nostro Nello stesso senso, si diceva, è anche il giudice di ordinamento. legittimità (Cass., Sez. lav., 7 aprile 2014, n. 8077, Ma adesso, differentemente da prima, abbiamo una sent.). norma (il comma 1 dell’art. 19) che espressamente ci E d’altronde (quanto meno dal punto di vista teo- dice che le società di cui stiamo parlando sono in rico), le minori tutele in caso di licenziamento non tutto e per tutto soggette alle regole del lavoro potrebbero costituire un ostacolo alla stessa appeti- privato. bilità della società sul mercato del lavoro? Se il Adesso l’antinomia (32) esplode in tutto il suo fra- dipendente meritevole deve comunque superare un gore: il rapporto di lavoro è in toto privato ma il datore concorso, non converrà ai più bravi puntare sulla di lavoro può e deve intervenire sulle retribuzioni se il P.A. piuttosto che sulle controllate, al fine di avere socio pubblico lo vuole. Pare a chi scrive una situa- poi maggiori tutele? zione scarsamente compatibile con le regole del Se il riconoscimento della regola concorsuale mira a diritto del lavoro. prendere atto che l’assunzione è un’assunzione alle La rilettura della travagliata esistenza della norma dipendenze di un datore di lavoro privato che opera sulla modifica delle condizioni retributive (33) vale con danaro pubblico bisogna chiedersi se questa innanzitutto come paradigma della confusione che considerazione non abbia come corollario la neces- ormai si è impadronita dei nostri testi legislativi (o, sità di un corrispondente intervento sulla cessazione più propriamente, del nostro legislatore). Di fronte a del rapporto, anche ai sensi degli artt. 3, 51 e 97 Cost. tali proliferazioni di poco chiari interventi normativi In sostanza, l’interesse pubblico in fase di assunzione sembra che qualsiasi tentativo di trovare soluzioni ai sembra doversi muovere di pari passo con quello in mali della giustizia, quali lentezza e contraddittorietà fase di licenziamento, anche perché le tutele previste delle decisioni ed elevatissimo numero di giudizi di in tale ipotesi non sono previste per il dipendente, ma merito e di ricorsi in cassazione sia destinato a risol- per la collettività (Corte cost. 24 ottobre 2008, n. 351 versi in un nulla di fatto. Risolvere i problemi della appena citata) e quindi una normativa che “pubbli- giurisdizione richiede necessariamente un intervento cizzi” nel settore delle controllate solo l’assunzione in sede di legiferazione, ma questa è tutt’altra que- non sembra tutelare tali interessi e potrebbe apparire stione (34). quindi anche irragionevole. Ritornando in argomento, e quindi innanzitutto al testo dell’art. 19, commi 5 e 6, D.Lgs. n. 175/2016, L’autoriduzione del corrispettivo da parte viene da chiedersi in quale settore dell’ordinamento del datore di lavoro il datore di lavoro possa intervenire in via unilaterale Il tema posto dai commi 5 e 6 della norma in com- in modo così incisivo sulla retribuzione. mento (e già presente nel nostro ordinamento sin dal Soprattutto considerando che tale intervento è sle- 2009, con le prime modifiche dell’art. 18, D.L. n. 112/ gato da qualsivoglia parametro: non è limitato nel 2008) è probabilmente il più spinoso, sia dal punto di tempo, non è collegato ad indici di produttività o a vista teorico che dal punto di vista pratico. dati di bilancio, non serve ad affrontare un’emer- La complessa tematica della riduzione delle retribu- genza. Si tratta della stabilizzazione del potere del zioni in ragione delle decisioni del socio pubblico contraente-datore di lavoro (anzi, del socio pubblico) trova probabilmente un motivo per acuirsi nell’e- di decidere di ridurre il corrispettivo economico a suo spressa affermazione dell’attrazione delle società a carico, incidendo in maniera significativa, arbitraria controllo pubblico nell’orbita del lavoro privato. ed incontrollabile sul sinallagma contrattuale. Si sono posti ovviamente numerosi problemi È sicuramente vero che negli anni le partecipate si riguardo a tale possibilità - che sopra si è definita di sono segnalate per i consistenti sprechi di risorse (32) Si ricorda che il comma 2, lett. c) della legge-delega (L. n. sensazione di spossatezza) una desolante rappresentazione 124/2015), così dispone: “Nell’esercizio della delega di cui al della attuale qualità della nostra legislazione. comma 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi (34) G. Vidiri, La certezza del diritto tra “positivismo giuridico” e generali: ... c) risoluzione delle antinomie in base ai princìpi del- “giusnaturalismo”, cit., 7 “È stato da più parti denunziato sul l’ordinamento e alle discipline generali regolatrici della materia”. punto come all’origine di un diritto incerto vi siano una tecnica (33) Una rapida scorsa alle varie versioni dell’art. 18, comma 2 legislativa approssimativa e lacunosa ed una giurisprudenza non di bis, D.L. n. 112/2008 fornisce (oltre ad una comprensibile rado “anarchica” e “creativa” ed anche ideologicamente condizionata”. il Lavoro nella giurisprudenza 8-9/2017 767
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