Frutti insoliti Nuove e antiche piante eduli da valorizzare - Giancarlo Bounous - Michele Bounous - Edagricole
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1a edizione: settembre 2021
© Copyright 2021 by “Edagricole - Edizioni Agricole di New Business Media Srl.”, via Eritrea, 21 -
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Impianti e stampa: Centro Stampa Digitalprint S.r.l., Via A. Novella 15 - 47922 Rimini (RN)
Finito di stampare nel settembre 2021
ISBN 978-88-506-5331-7Presentazione
I trattati scientifici sulle coltivazioni arboree hanno, tradizionalmente, distinto
le specie in maggiori, minori e, addirittura, amatoriali. Questa classificazione
implica, con tutta evidenza, la diversa rilevanza commerciale e, nel caso delle
amatoriali, anche la diversa funzione d’uso. Negli ultimi venti anni, grazie anche
allo straordinario lavoro di recupero e conservazione della biodiversità realizza-
to dalle Università, dal CNR e dagli Enti di ricerca che afferiscono al Ministero
delle Politiche Agricole (oggi il CREA, un tempo l’Istituto Sperimentale per la
Frutticoltura), si è parlato di specie e varietà antiche, se non, addirittura, dimen-
ticate. Il caso di questo volume è diverso, direi controcorrente. Non si tratta di
un’operazione nostalgica ma, al contrario, fin dal titolo stesso Frutti insoliti, si
capisce che il volume guarda al futuro e all’innovazione. In definitiva, è un libro
di visione. Mi ha fatto pensare a un gigante della ricerca in Israele, Yoseph ‘Yossi’
Mizrahi, che al culmine della carriera, negli anni ’80 del Novecento, incominciò
a girare Africa e Sud America alla ricerca dei frutti del futuro, convinto che la
saturazione dei mercati con i frutti delle specie ‘maggiori’ rendesse necessaria la
ricerca del nuovo. I suoi campi sperimentali erano irrisi dai ricercatori tradizio-
nali, ma oggi alcune delle specie da lui introdotte sono regolarmente coltivate.
Giancarlo e Michele Bounous seguono la stessa strada. Dopo aver lavorato per
tutta una vita di ricerca sulla salvaguardia e valorizzazione delle specie mon-
tane, dai piccoli frutti al castagno, Bounous padre sembra indicare al figlio la
strada del futuro. Con coraggio accompagnato dal solito rigore scientifico. Lo sce-
nario è quello della funzione nutrizionale, del consumo consapevole. È un dato
che dopo la pandemia avrà ancora più significato ed è un mercato possibile tanto
per il fresco quanto per il trasformato. Si moltiplicano a livello planetario corsi
universitari sulla fisiologia della nutrizione umana e sulla dietistica; spin off
accademici e società di ricerca e sperimentazione privata investono sulla nutra-
ceutica di origine vegetale. Gastronomi e nutrizionisti sono le nuove star sui me-
dia di ogni tipo. Si individuano principi attivi, molecole con funzioni sempre più
specifiche sulla salute umana. È, di fatto, iniziata una nuova era nella selezione
genetica umana, guidata questa volta da un nuovo bisogno, quello della domanda
non solo di cibi sani, ma di cibi funzionali, di superfoods, con benefici specifici,
mirati si direbbe, al benessere e alla salute umana. Lévi-Strauss e Lévy Bruhl ci
hanno fatto comprendere che il cibo è cultura, che mangiare è un atto culturale
IIIPresentazione
se non un atto politico. Come lo è scegliere la sicurezza degli alimenti, che in
Italia è tra le più elevate sul pianeta, scegliere la sostenibilità dell’intera catena
agroalimentare, scegliere l’etica della filiera agroalimentare. Per ognuno di noi,
alimentarsi è un fatto sociale, non è più e non può essere più solo una scelta
personale. Oggi, dopo secoli di selezione per aspetti estetici e commerciali o, nel
migliore dei casi, di gusto, sembra paradossalmente che siano tornati validi gli
antichi insegnamenti di Dioscoride e Pietro Andrea Matthioli, alla ricerca della
funzione salutistica. Abbiamo, come non mai, la fortuna di poter scegliere tra una
incredibile moltitudine di alimenti, di ricette, di cucine. Vegetariani, vegani, ad-
dirittura climateriani, si moltiplicano i modelli di consumo, che comportano uno
stile di vita se non, addirittura, una scelta politica, una visione responsabile del
pianeta, in definitiva. È moda o evoluzione? Lo dirà la storia.
Questo è il contesto culturale nel quale si colloca il volume dei Bounous e loro ne
sono assolutamente consapevoli. Ben venga, quindi, questo volume come sempre
ricco di immagini e di notizie botaniche, agronomiche e, appunto, di funzione
d’uso, come è tipico dell’Autore senior. Proiettato in una dimensione assoluta-
mente internazionale e allo stesso tempo attento alla valorizzazione di comunità
e ambienti locali che si espandono fino alla trasformazione del prodotto. Un libro
utile, se non indispensabile, per leggere il futuro, lontano anni luce dalla retorica
dell’antico, del tradizionale, del dimenticato e proiettato, invece, nella dimensio-
ne della scoperta, nel migliore e più avanzato spirito di quel modello di ricercato-
re puro che i Bounous perfettamente incarnano.
Paolo Inglese
Università degli Studi di Palermo
IVIntroduzione
Le specie descritte nel libro – Amelanchier, Aronia, Asimina, Ciliegio di Nanchi-
no, Eleagno, Giuggiolo, Goji, Marmottier, Minikiwi, Mirtillo siberiano, Olivello
spinoso, Sambuco – appartengono a un gruppo di piante native in vari conti-
nenti, soprattutto Asia, Nord America ed Europa, utilizzate nell’alimentazione e
nella farmacopea tradizionale da lungo tempo.
Sono fruttiferi poco noti che destano un crescente interesse colturale e commer-
ciale da parte non solo dei frutticoltori professionisti ma anche degli hobbisti.
Tutte queste entità hanno un comune importante vantaggio rispetto ad altre:
elevate proprietà nutrizionali e salutistiche dei frutti e dei loro trasformati. Con-
tengono molti preziosi composti bioattivi quali polifenoli, antocianine, vitamine,
macro e microelementi, acidi organici, acidi grassi omega insaturi, zuccheri, fibra
e possono essere annoverati tra i più preziosi superfrutti, alleati della salute.
Le varie parti della pianta sono come una farmacia, viva e naturale, con principi
attivi confacenti ed appropriati per una dieta sana e ricca di bionutrienti; per
questi attributi sono spesso definiti come “bomba vitaminica” o “generoso dono
della natura”.
I frutti ed i loro trasformati hanno una elevata attività antiossidante ed un posi-
tivo effetto sulla salute umana. Tutte queste sostanze bioattive, secondo ricerche
scientifiche, contribuiscono a prevenire e curare numerose malattie: cardiache
e del sistema circolatorio, rafforzano la vista, ritardano il processo di invecchia-
mento, fortificano il sistema immunitario e alleviano altri stati di malessere.
Per le buone proprietà organolettiche i frutti possono essere consumati tal quali
e/o utilizzati come preziosa materia prima per l’industria alimentare, farmaceuti-
ca, erboristica, cosmetica. Artigianalmente sono utilizzati freschi o trasformati in
succhi, confetture, gelatine, liquori o aggiunti ad altri frutti in molte preparazioni.
Si tratta di colture in espansione in Centro e Nord Europa e soprattutto nell’Euro-
pa dell’Est, Polonia in primis. Non hanno elevate esigenze pedoclimatiche, sono al-
tamente resistenti ai freddi invernali e si possono coltivare in suoli moderatamen-
te fertili. Per la buona adattabilità alle condizioni ambientali e la loro resistenza
a malattie e avversità, queste specie sono adatte per la coltivazione secondo i di-
sciplinari di frutticoltura biologica e integrata, oltre che in coltura convenzionale.
I frutticoltori e gli altri operatori della filiera costantemente ricercano di diver-
sificare le colture per aumentare redditività, competitività e nuovi sbocchi com-
merciali con innovazioni di prodotto e di processo.
VIntroduzione
Oltre che come colture industriali sono adatte per valorizzare realtà dove giova-
ni imprenditori aspirano a rivitalizzare e valorizzare, con produzioni di nicchia,
terreni da tempo abbandonati.
Sempre più i consumatori sono attenti ad una dieta sana ed equilibrata e sono
alla ricerca di prodotti del territorio, ricchi di sostanze nutraceutiche, in una
filosofia salutistica e nella consapevolezza dell’importanza di una corretta ali-
mentazione per promuovere il benessere della persona.
Le specie trattate nel libro sono dunque un’occasione di diversificazione colturale
per coltivazioni commerciali ed amatoriali. Proprio le limitate esigenze colturali,
la resistenza a fitopatie, il ricco contenuto in nutraceuticals e la possibilità di
commercializzarli tra i prodotti di alta gamma e di pregio, sono un’opportunità
per la frutticoltura italiana e del resto d’Europa.
Stanislaw Pluta
National Institute of Horticultural Research, Skierniewice, Poland
VIRingraziamenti
La realizzazione di questo volume è frutto di esperienze acquisite durante viaggi
di studio in Europa, Cina, Nord America, dalla consultazione di molte fonti bi-
bliografiche ma anche dal confronto dialettico con colleghi ed esperti che, oltre a
consigli e suggerimenti, hanno messo a disposizione una ricca e preziosa icono-
grafia.
Ringraziamo, per le informazioni e il materiale fotografico gentilmente concesso:
Prof. Stanislav (Stan) Pluta, National Institute of Horticultural Research, Skier-
niewice (Polonia); Famiglia Sanzin, Società Agricola 4 Principia Rerum S.r.l.,
Gorizia (GO); Dr. Friederick Höhne, LFA Gülzow (Germania); Ben e David Ea-
gle, British Sea Buckthorn Company, Essex (Gran Bretagna); Prof. Lahcen Ka-
biri, Faculté des Sciences et Techniques, Errachidia, Université Moulay Ismail,
Président de l’Association Oasis Ferkla pour l’Environnement et le Patrimoi-
ne (AOFEP),Tinjdad (Marocco); Prof. Engin Ertan, Department of Horticulture,
Adnan Menderes University, Aydin (Turchia); Dr. İlknur Kavas, District Director
of Agriculture in Germencik/Aydın (Turchia); Domenico Montanari, Az. Agri-
cola Montanari, Faenza (RA); Bertrand Bouflet, La Maison du Sureau (Fran-
cia); Claude-Alain Carron, Agroscope, Conthey (Svizzera); Mark Kobelt e Nadja
Caille, Vivai Lubera (Svizzera); Robert Spencer, Spencer Horticultural Solutions
(Canada); Prof. Bob Bors, Head of the Fruit Program, Dept. of Plant Sciences,
University of Saskatchewan (Canada); WEREMCZUK FMR – Fruit & Vegetable
Machine Producer (Polonia); Dr. Rosario Previtera, Presidente della Rete di Im-
prese “LYKION” per la filiera multiregionale del GOJI ITALIANO; Juan Carlos
Lopez Nicklaus, Managing Director GojiVital (Spagna); Nicollet Bernard, Parc
National des Ecrins (Francia); Dr. Antonella Long e tutto lo staff della Farmacia
Tron, S. Germano Ch. (TO); Arrigo Zorzi, Presidente Pro Loco di Arquà Petrarca
(PD); Alessandro Scarpon, Arquà Petrarca (PD).
Giancarlo e Michele Bounous
VIIIndice
PresentazioneIII
IntroduzioneV
RingraziamentiVII
Frutti insoliti: un’introduzioneXIX
Nuove e antiche colture da valorizzare XIX
Superfrutti e functional foodsXX
I benefici per la salute e le sostanze bioattiveXXI
Carotenoidi e flavonoidiXXIII
Il codice del colore XXIII
Radicali liberi e stress ossidativo XXIV
Iniziative volte a promuovere il consumo giornaliero di frutta e verdura XXV
1. Amelanchier1
1.1 Distribuzione geografica 1
1.2 Cenni botanici 1
1.2.1 Specie coltivate1
1.3 Composizione chimica e valore nutritivo 3
1.4 Propagazione 4
1.4.1 Seme4
1.4.2 Talea4
1.4.3 Altri metodi5
1.5 Ambiente 5
1.6 Agrotecnica 5
1.6.1 Impianto5
1.6.2 Gestione del suolo8
1.6.3 Impollinazione8
1.6.4 Potatura9
1.6.5 Irrigazione9
1.7 Cultivar 9
1.7.1 A. alnifolia9
1.7.2 A. canadensis11
IXIndice
1.8 Avversità e malattie 11
1.9 Raccolta 11
1.10 Utilizzi 12
1.11 Altre specie 13
2. Aronia17
2.1 Distribuzione geografica 17
2.2 Cenni botanici 17
2.3 Composizione chimica e valore nutritivo 18
2.4 Propagazione 19
2.4.1 Pollone radicale19
2.4.2 Talea20
2.5 Ambiente 20
2.6 Agrotecnica 20
2.6.1 Impianto20
2.6.2 Impollinazione22
2.6.3 Forma di allevamento e distanze di impianto22
2.6.4 Potatura23
2.6.5 Irrigazione23
2.7 Cultivar 23
2.8 Avversità e malattie 24
2.9 Raccolta 24
2.10 Utilizzi 26
2.11 Altre aronie 28
3. Asimina29
3.1 Distribuzione geografica 29
3.2 Cenni botanici 29
3.3 Composizione chimica e valore nutritivo 33
3.4 Cenni storici 34
3.5 Propagazione 36
3.5.1 Seme36
3.5.2 Innesto36
3.6 Ambiente 36
3.7 Agrotecnica 38
3.7.1 Preparazione del terreno e concimazione di fondo38
3.7.2 Messa a dimora e sesti d’impianto38
3.7.3 Concimazione di produzione39
3.7.4 Gestione del suolo39
3.7.5 Impollinazione40
3.7.6 Forma di allevamento e potatura41
3.7.7 Irrigazione41
XIndice
3.8 Cultivar 42
3.9 Avversità e malattie 46
3.10 Raccolta 46
3.11 Utilizzi 47
4. Ciliegio di Nanchino49
4.1 Distribuzione geografica 49
4.2 Cenni botanici 49
4.3 Composizione chimica e valore nutritivo 51
4.4 Propagazione 51
4.4.1 Seme51
4.4.2 Talea52
4.4.3 Innesto52
4.4.4 Pollone52
4.5 Ambiente 52
4.6 Agrotecnica 53
4.6.1 Impianto53
4.6.2 Gestione del suolo53
4.6.3 Impollinazione53
4.6.4 Potatura53
4.6.5 Irrigazione54
4.7 Cultivar 54
4.8 Avversità e malattie 55
4.9 Raccolta 55
4.10 Utilizzi 55
5. Eleagno57
5.1 Distribuzione geografica 57
5.2 Cenni botanici 58
5.2.1 Specie coltivate58
5.3 Composizione chimica e valore nutritivo 61
5.4 Cenni storici 62
5.5 Propagazione 62
5.6 Ambiente 62
5.7 Agrotecnica 62
5.7.1 Impollinazione63
5.7.2 Forma di allevamento e potatura63
5.8 Cultivar 64
5.8.1 E. umbellata64
5.8.2 E. multiflora65
5.8.3 E. angustifolia66
5.9 Avversità e malattie 67
XIIndice
5.10 Raccolta 67
5.11 Utilizzi 67
5.11.1 Goumi nell’alimentazione67
5.11.2 Goumi nel settore medico-farmaceutico68
5.11.3 Olivo di Boemia nell’alimentazione68
5.11.4 Olivo di Boemia nel settore medico-farmaceutico-cosmetico68
5.11.5 Valenze naturalistiche di goumi e olivo di Boemia69
6. Giuggiolo71
6.1 Distribuzione geografica 71
6.2 Cenni botanici 71
6.3 Composizione chimica e valore nutritivo 75
6.4 Cenni storici e mitologia 76
6.5 Evoluzione della coltura 77
6.6 Propagazione 78
6.6.1 Seme78
6.6.2 Talea semilegnosa78
6.6.3 Innesto79
6.6.4 Altri metodi79
6.7 Ambiente 79
6.8 Agrotecnica 79
6.8.1 Forme di allevamento e sesti di impianto80
6.8.2 Gestione del suolo81
6.8.3 Potatura81
6.8.4 Irrigazione82
6.9 Cultivar 82
6.10 Avversità e malattie 86
6.11 Raccolta 86
6.12 Utilizzi 88
7. Goji93
7.1 Distribuzione geografica 93
7.2 Cenni botanici 93
7.3 Composizione chimica e valore nutrizionale 95
7.4 Diffusione commerciale 97
7.5 Propagazione 99
7.5.1 Seme99
7.5.2 Talea99
7.6 Ambiente 100
7.7 Agrotecnica 100
7.7.1 Impianto100
7.7.2 Gestione del suolo102
XIIIndice
7.7.3 Impollinazione102
7.7.4 Potatura e forme di allevamento103
7.7.5 Irrigazione103
7.8 Cultivar 106
7.9 Avversità e malattie 106
7.10 Raccolta 106
7.11 Utilizzi 106
8. Marmottier111
8.1 Distribuzione geografica 111
8.2 Cenni botanici 112
8.3 Etimo 113
8.4 Propagazione 114
8.5 Ambiente 114
8.6 Utilizzi 115
8.6.1 Semi115
8.6.2 Frutti117
8.6.3 Pianta119
9. Minikiwi121
9.1 Distribuzione geografica 121
9.2 Cenni botanici 121
9.3 Composizione chimica e valore nutritivo 123
9.4 Cenni storici ed evoluzione della coltura 124
9.5 Diffusione e commercializzazione 125
9.6 Propagazione 125
9.6.1 Seme125
9.6.2 Talea125
9.7 Ambiente 126
9.8 Agrotecnica 127
9.8.1 Impianto127
9.8.2 Gestione del suolo129
9.8.3 Impollinazione131
9.8.4 Forme di allevamento131
9.8.5 Potatura133
9.8.6 Irrigazione139
9.9 Cultivar 142
9.9.1 Cultivar femminili142
9.9.2 Cultivar autofertili145
9.9.3 Cultivar maschili (impollinatori)145
9.10 Avversità e malattie 146
9.11 Raccolta e postraccolta 146
XIIIIndice
9.12 Utilizzi 147
9.12.1 Frutti147
9.12.2 Foglie147
9.13 Actinidie ad utilizzo in prevalenza ornamentale 147
9.14 Cultivar 149
9.14.1 Cultivar femminili149
9.14.2 Cultivar maschili (impollinatori)150
10. Mirtillo siberiano153
10.1 Distribuzione geografica 153
10.2 Cenni botanici 154
10.3 Composizione chimica e valore nutritivo 155
10.4 Cenni storici 155
10.5 Propagazione 156
10.5.1 Talea legnosa156
10.5.2 Talea erbacea157
10.5.3 Talea semilegnosa157
10.5.4 Micropropagazione157
10.6 Ambiente 157
10.7 Agrotecnica 159
10.7.1 Impianto159
10.7.2 Impollinazione161
10.7.3 Potatura161
10.7.4 Irrigazione162
10.8 Cultivar 163
10.9 Avversità e malattie 166
10.10 Raccolta 167
10.11 Utilizzi 169
11. Olivello spinoso171
11.1 Distribuzione geografica 171
11.2 Cenni botanici 172
11.3 Composizione chimica e valore nutritivo 174
11.4 Cenni storici e usi tradizionali 176
11.5 Diffusione della coltura 177
11.6 Propagazione 178
11.6.1 Seme178
11.6.2 Talea178
11.6.3 Pollone180
11.6.4 Innesto180
11.7 Ambiente 180
11.8 Agrotecnica 182
XIVIndice
11.8.1 Impianto182
11.8.2 Gestione del suolo183
11.8.3 Impollinazione184
11.8.4 Forma di allevamento184
11.8.5 Potatura184
11.8.6 Irrigazione185
11.9 Cultivar 185
11.9.1 Cultivar femminili (origine Germania)186
11.9.2 Cultivar maschili (impollinatori)187
11.10 Avversità e malattie 188
11.11 Raccolta 188
11.11.1 Manuale189
11.11.2 Meccanica190
11.12 Utilizzi 192
11.12.1 Frutti193
11.12.2 Foglie195
11.12.3 Pianta forestale195
12. Sambuco197
12.1 Distribuzione geografica 197
12.2 Cenni botanici 198
12.3 Composizione chimica e valore nutritivo 199
12.3.1 Tossicità201
12.4 Cenni storici 201
12.5 Propagazione 202
12.5.1 Seme202
12.5.2 Talea202
12.5.3 Micropropagazione204
12.6 Ambiente 204
12.7 Agrotecnica 204
12.7.1 Impianto205
12.7.2 Gestione del suolo208
12.7.3 Impollinazione209
12.7.4 Forme di allevamento210
12.7.5 Potatura211
12.7.6 Irrigazione212
12.8 Cultivar 212
12.8.1 Sambuco nero213
12.8.2 Sambuco americano217
12.9 Avversità e malattie 217
12.10 Raccolta 218
12.10.1 Fiori218
XVIndice
12.10.2 Frutti220
12.11 Utilizzi221
12.11.1 Medicina moderna221
12.11.2 Alimentazione222
12.11.3 No food224
12.12 Valenze ambientali224
12.13 Altre specie226
Bibliografia229
Gli Autori235
XVIA Teresa e Adele
The greatest service which can be rendered any country is
to add an useful plant to its culture
Thomas JeffersonFrutti insoliti:
un’introduzione
Nuove e antiche colture da valorizzare
I nuovi modelli di consumo, sempre più improntati alla razionalità e meno im-
pulsivi, sono caratterizzati da una crescente attenzione agli aspetti salutistici
dei cibi. Nei consumatori è in continuo aumento la consapevolezza di una cor-
retta alimentazione come strumento per prevenire e gestire disfunzioni fisiche
e salutari.
Negli ultimi anni sono cambiati gli orientamenti, i modi di pensare, valutare e
scegliere gli alimenti. I consumatori sono emancipati, informati e, in generale,
tendono a mangiare meno e meglio. Anche i momenti di consumo sono variati, ad
esempio cresce il consumo di frutta come snack fuori pasto.
L’aumento del consumo di frutti nuovi o riscoperti, è legato, oltre alla loro co-
modità di consumo (snack, muesli, yogurt, barrette di cereali, quarta gamma),
alle informazioni nutrizionali e nutraceutiche riportate in etichetta. Le abitudi-
ni alimentari dei consumatori sono in continuo mutamento, spesso associate ai
concetti di naturale, biologico e rispettoso dell’ambiente. La domanda di prodotti
con queste peculiarità è in grado di deviare intere linee produttive e promuovere
riconversioni colturali e permettere la creazione di valore aggiunto alle produ-
zioni agricole.
È il caso registrato a livello mondiale nel Novecento per il mirtillo gigante e per
il kiwi (Actinidia deliciosa, a polpa verde e A. chinensis a polpa gialla) e, più
recentemente ma non meno importante, dall’introduzione in coltura di aronia,
olivello spinoso, sambuco, minikiwi e degli altri frutti trattati in questo libro.
Questi frutti nutraceutici, grazie ai principi bioattivi che contengono, hanno una
domanda in ascesa in USA, Europa, Cina e Giappone ed in altre parti del Mondo,
per un valore di miliardi di euro.
Fino a metà Novecento, mirtillo gigante ed actinidia erano poco più che colture
amatoriali ma quando ne sono state scoperte e dimostrate le virtù antiossidanti
e nutraceutiche la loro coltivazione è letteralmente esplosa in tutti i continenti. È
importante ricordare che, sebbene le filiere produttive coinvolgano spesso diversi
operatori per rendere i prodotti fruibili e appetibili per il consumatore, il ruolo del-
la coltivazione è fondamentale e imprescindibile per la qualità dell’intera filiera.
La crescente domanda non interessa solo l’agroindustria ma anche, e sempre
XIXFrutti insoliti: un’introduzione più prepotentemente, quella farmaceutica, erboristica e cosmetica. Farmaci, in- tegratori alimentari, balsami, creme, lozioni, tinture, unguenti, profumi, essenze a base di questi frutti sono sempre più presenti sugli scaffali di farmacie, para- farmacie ed erboristerie. Innovazioni di prodotto (nuove specie) e di processo (nuovi trasformati) sono le parole chiave per orientare i frutticoltori verso il rinnovamento colturale. La ma- turità di alcune colture e il declino di altre inducono gli imprenditori a cercare nuove opportunità e nuovi sbocchi di mercato. I frutti trattati in questo testo sono in linea con queste nuove tendenze di con- sumo. Sono superfrutti, ricchi di sostanze nutraceutiche e salutistiche, molto ri- chiesti, come accennato, dalle industrie agroalimentare e farmaceutica che si riforniscono per lo più dai paesi dell’Est e del Nord Europa, pur esistendo nel nostro Paese, specie in Nord Italia e sull’Appennino, ma anche in Centro e Sud Italia, condizioni pedoclimatiche idonee alla loro coltivazione secondo criteri di basso impatto ambientale. La domanda è anche in ascesa nel settore florovivaistico, sempre alla ricerca di novità da proporre agli amanti del verde, professionisti o dilettanti. Superfrutti e functional foods Il termine “superfrutto” è diffusamente promosso nel marketing e si applica a frut- ti che, per l’alta concentrazione di principi bioattivi e sostanze nutraceutiche (nu- tritive e farmaceutiche), si ritiene apportino notevoli benefici per la salute umana. Un’altra definizione di nutraceutico recita: «alimento o ingrediente di un ali- mento che apporta benefici alla salute, compresa la prevenzione e il trattamento di malattie». Con questi termini il consumatore intende alimenti per qualche motivo “super” e, sebbene superfoods possano essere anche alimenti di origine animale, sono conosciuti soprattutto quelli del mondo dell’ortofrutta. Per gli ali- menti di origine vegetale si parla di superfrutti o superfruits e di supervegetables nel caso delle verdure. Negli anni i media hanno posto l’accento sull’importanza di uno stile di vita salu- tare (dieta equilibrata ed attività motoria) per prevenire malattie come diabete e cancro; in questa direzione il concetto di superfrutto, come alimento che contiene livelli elevati di composti nutrizionali utili per la salute, sta avendo un enorme impatto sui consumatori. Oltre che per gli aspetti salutistici, i superfrutti sono apprezzati anche per i loro pregi organolettici e le valenze ornamentali. La maggior parte dei superfrutti trattati in questo libro unisce ai pregi nutraceu- tici e nutritivi quelli organolettici (gusto, profumo, colore, forma) che li rendono deliziosi al consumo fresco o dopo trasformazione; si tratta di minikiwi, asimina, giuggiolo, mirtillo siberiano, ciliegio di Nanchino, amelanchier. Altri invece, quali olivello spinoso, aronia e goji, sono gradevoli al palato solo trasformati, anche se possono essere consumati tal quali. XX
Superfrutti e functional foods
Il sambuco invece va consumato solo dopo cottura per la presenza di sostanze
tossiche che si degradano con la cottura.
Come accennato, l’alimentazione oggi non è intesa solo come soddisfacimento
di una necessità primaria ma anche come contributo alla difesa dello stato di
benessere fisico e mentale ed alla prevenzione di specifiche malattie. Il cambia-
mento delle condizioni socio-economiche e culturali della maggior parte dei con-
sumatori nei paesi dove, fortunatamente, non si soffre la fame, determina una
richiesta di alimenti sempre più specifici e particolari. I frutti ed i vegetali molto
attraenti per i colori intensi (rosso, arancione, giallo, verde, viola, blu, porpora
e nero), profumati e aromatici, hanno alte concentrazioni di sostanze chimiche
funzionali (composti bioattivi).
Il numero di frutti ai quali si tende ad attribuire l’appellativo di superfrutto è
in crescita ma, per evitare false informazioni, l’Unione Europea vieta l’uso del
termine sulle etichette se le valenze nutritive e nutraceutiche non sono scienti-
ficamente dimostrate. Per fregiarsi dell’epiteto essi devono possedere un claim,
ossia un attestato che l’alimento possiede caratteristiche e proprietà per essere
dichiarato superfrutto. Il regolamento (CE) 1924/2006 stabilisce le regole per
l’utilizzo dei claims che possono essere rivendicati sulle etichette degli alimenti
e/o con la pubblicità.
Oltre ai “classici” piccoli frutti (mirtillo, mora, lampone, ribes e fragola) stanno
riscuotendo crescente successo altri superfrutti, scoperti o riscoperti negli ultimi
decenni, quali minikiwi, asimina, aronia, olivello spinoso, sambuco, amelanchier,
solo per citarne alcuni.
Nonostante la letteratura divulgativa e popolare riferisca frequentemente di su-
perfoods (o di superfruits per la frutta), in realtà non si tratta di un termine
scientificamente condiviso. Non esistendo una definizione ufficiale, spesso il ter-
mine è usato in riferimento ad «alimenti ricchi di vitamine, minerali, fibre, an-
tiossidanti e/o fitonutrienti che conferiscono un beneficio per la salute superiore
a quello derivante da altri alimenti». Dal punto di vista scientifico, è più corretto
parlare di functional foods, cibi funzionali, evidenziando le azioni sinergiche de-
rivanti da un’alimentazione equilibrata in grado di sfruttare potenzialità nutra-
ceutiche di diversi alimenti.
I benefici per la salute e le sostanze bioattive
La capacità di promuovere la salute e proteggerla contro malattie croniche, fre-
quentemente legate allo stress ossidativo, è descritta mediante finger printing (im-
pronta genetica del DNA) chimico-nutrizionali, solitamente composti da un elevato
numero di phytochemicals (bionutrienti presenti nei vegetali). Gli effetti benefici
per l’organismo umano derivanti da un consumo regolare di vegetali sono dimo-
strati da numerose ricerche scientifiche. Molti studi epidemiologici sottolineano
come una dieta ricca di frutta e verdura contribuisca a ridurre il rischio di nume-
rose patologie (ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, obesità, diabete tipo 2,
sindrome metabolica ed alcuni tipi di tumore) e ad aumentare l’aspettativa di vita.
XXIFrutti insoliti: un’introduzione I superfrutti sono alimenti con un elevato potere saziante ed un valore energeti- co relativamente basso. Sono quindi cibi idonei per un’alimentazione salubre ed attenta al mantenimento del peso corporeo. Il loro consumo influenza positiva- mente i processi digestivi: componenti quali zuccheri e acidi organici, che confe- riscono sapore al frutto, insieme con la fibra alimentare, intervengono durante la digestione, favorendo la motilità gastrico-intestinale. Anche i minerali, molecole inorganiche che svolgono funzioni vitali per l’organi- smo umano, sono disponibili nei superfrutti in quantità elevata. Il potassio è il minerale presente in quantità più elevata; il suo ruolo è basilare per il mantenimento dell’equilibrio acido/base del sangue e della pressione osmo- tica. Questo minerale interviene nella contrazione muscolare (anche cardiaca), nella trasmissione degli stimoli nervosi, nel metabolismo delle proteine e degli zuccheri; favorisce crescita e divisione cellulare, svolgendo un’azione vitale nella sintesi delle proteine (attivazione di enzimi coinvolti nel metabolismo proteico) e nella conversione dello zucchero in glicogeno. L’ipopotassiemia determina aste- nia, vomito ed ipotensione con possibile slatentizzazione di aritmie cardiache. Il fosforo è importante per il trasferimento energetico e per la fissazione del calcio che, a sua volta, interviene nell’attività neuro-muscolare cardiaca, nei fenome- ni di coagulazione del sangue ed è soprattutto importante per lo sviluppo e la protezione di ossa e denti. Il magnesio, oltre a mantenere un regolare funziona- mento del sistema neuro-muscolare, interviene nel metabolismo dei lipidi, dei carboidrati e delle proteine. Nei superfrutti si trovano inoltre sodio, cloro e zolfo. Quest’ultimo minerale è importante per la costituzione delle proteine e degli epiteli. Il sodio deve essere presente nell’organismo in adeguate concentrazioni per il controllo della sudorazione e della diuresi, oltre che per la regolazione della circolazione sanguigna, di quella linfatica e per l’ottimale funzionamento del sistema neuro-muscolare. Il cloro interviene nei fenomeni digestivi (controlla l’equilibrio acido/base) e nella regolazione della pressione sanguigna. Queste sostanze, indispensabili per il normale metabolismo, devono essere intro- dotte preformate o come precursori mediante l’alimentazione, in quanto la loro sintesi non avviene nell’organismo umano. Le condizioni di ipovitaminosi o avitaminosi causano manifestazioni patologi- che che variano secondo la vitamina interessata. L’acido ascorbico (vitamina C) interviene nei processi di crescita e di difesa contro le infezioni, ha funzione pro- tettiva nei confronti dei vasi sanguigni, la sua mancanza porta all’insorgenza dello scorbuto ed è soprattutto un potente antiossidante. Oltre alla vitamina C, che è contenuta in quantità elevata (salvo alcune eccezioni) rispetto alle altre nei superfrutti, rivestono particolare spicco la tiamina (vitamina B1), la niacina (vitamina B3), la riboflavina (vitamina B2) e l’acido pantotenico (vitamina B5) che controlla il metabolismo cellulare e la cui carenza può provocare disturbi dell’apparato digerente e locomotore. La riboflavina e la niacina esplicano fun- zione protettiva nei confronti degli epiteli: in particolare la riboflavina protegge gli epiteli superficiali, le mucose e la vista, mentre la niacina protegge gli epiteli dell’apparato digerente ed il sistema nervoso. XXII
Il codice del colore
I superfrutti sono inoltre ricchi di acidi organici (citrico, chinico, lattico, malico,
ascorbico, ossalico, succinico), tannini e resine.
Carotenoidi e flavonoidi
L’attività dei superfrutti è legata alla concentrazione delle sostanze bioattive
presenti, che varia con la specie, la cultivar, l’ambiente, la tecnica colturale, il
momento di raccolta, le modalità di conservazione e trasformazione del prodotto
e/o dei suoi derivati.
In particolare, i pigmenti colorati sono coinvolti nell’azione antiossidante, capace
di contrastare l’azione nefasta dei radicali liberi. Antocianine, carotenoidi, fla-
vonoidi, tannini e gli altri pigmenti svolgono un ruolo scavenger (letteralmente
«spazzino») contrastando ed eliminando queste molecole nocive per l’organismo
umano.
Tra i pigmenti dai colori accentuati sono presenti carotenoidi e flavonoidi.
• I carotenoidi (betacarotene, alfacarotene, gammacarotene, licopene, zeaxanti-
na, luteina e altri) possiedono attività vitaminica (provitamina A) e nutraceuti-
ca per la capacità antiossidante in grado di neutralizzare i radicali liberi. Que-
sti pigmenti lipidici, rossi, arancione e giallo, sono anche agenti fotoprotettivi
della pelle e rinforzano il sistema immunitario.
• I flavonoidi sono dei polifenoli, un ampio insieme di sostanze organiche natu-
rali che comprende, oltre ai flavonoidi, tannini, lignine, antrachinoni e mela-
nine. I flavonoidi includono antocianine, flavonoli (sottoclasse dei flavonoidi) e
altri pigmenti. Il gruppo più diffuso nei vegetali è quello delle antocianine e le
antocianidine, responsabili della maggior parte dei colori rosso, rosa, porpora,
blu, violaceo, nero di fiori e frutti ma anche di foglie, rami, e radici. Gli agliconi
delle antocianine sono le antocianidine (controparte senza zucchero delle an-
tocianine). Le più diffuse sono: cianidina, delfidina, peonidina, pelargonidina,
petunidina e malvidina.
I polifenoli hanno proprietà antinfiammatorie ed i loro preparati sono adoperati
come lenitivi per cute e gengive infiammate o, per uso interno, quali diuretici e
regolatori delle funzioni intestinali. I frutti ricchi di polifenoli sono impiegati
anche per l’estrazione di basi, materia prima ottimale per l’industria alimentare,
farmaceutica e dermocosmetica.
Il codice del colore
La capacità antiossidante è legata alla colorazione dei frutti: più essa è intensa
e scura, maggiore è la capacità antiossidante. Per conoscere i vegetali più ricchi
dei vari principi bioattivi in base al colore, è stato elaborato un codice del colore,
volto ad indirizzare il consumatore nelle scelte alimentari.
XXIIIFrutti insoliti: un’introduzione
Tabella 1 - Frutti e verdure colorati e principi bioattivi.
Colore Principi bioattivi prevalenti Frutti e verdure
meloni, olivello spinoso, goji, mele
Rosso licopene, antocianine rosse, ciliegie, lamponi, fragole, bietole,
rabarbaro, pomodoro, ciliegio di Nanchino
asimina, albicocche, meloni, kiwi giallo,
vitamina C, carotenoidi, limone, mango, arancia, pesca gialla,
Arancione e giallo
bioflavonoidi kaki, ananas, carota, mais, olivello
spinoso, patata a pasta gialla, marmottier
carotenoidi, polifenoli,
Bianco, marrone e banana, dattero, pesca a polpa bianca,
antocianine, tannini, steroli,
marrone chiaro (tan) ginger, cipolla, giuggiolo
allicina (nelle cipolle)
avocado, mela verde, minikiwi, kiwi a
vitamina C, luteina, indolo, polpa verde, asparago, broccoli e cavolini
Verde
clorofilla, flavoni di Bruxelles, cavoli, fagioli, lattuga,
peperoni verdi, piselli, zucchini
aronia, sambuco, mirtillo siberiano,
antocianine (delfinidina, amelanchier, more, mirtilli, ribes nero,
Blu, porpora, nero
cianidina), flavonoli, fenoli uva nera, cavolo porpora, melanzane,
peperoni neri
Fonte: G. Bounous, G. Gianquinto, G. Beccaro (2018) – “Health and wellbeing”. In: S. De Pascale, P. Inglese, M.
Tagliavini (Eds.), Harvesting the Sun Italy, pp. 66-74. Web version: www.soihs.it.
A titolo indicativo nella tabella sono elencati i frutti e le verdure, distinti per
colore, maggiormente ricchi dei vari principi bioattivi.
Radicali liberi e stress ossidativo
I radicali liberi, studiati fin dalla metà degli anni ’50 del Novecento, si formano
nei mitocondri dove, durante il metabolismo energetico, l’ossigeno non utilizzato
si lega a molecole stabili rendendole altamente reattive.
Essi sono molecole instabili alle quali manca nella struttura atomica un elet-
trone per cui, per ritornare allo stato di equilibrio atomico, tendono a sottrarlo a
quelle vicine danneggiandole.
Il principale danno da radicali liberi è rappresentato dall’accelerazione del proces-
so fisiologico di invecchiamento, ma anche dal favorire patologie cardiovascolari,
immunitarie, respiratorie ed oncologiche, nonché disfunzioni metaboliche quali il
diabete. Ogni giorno nel nostro corpo si accumulano radicali liberi. La concentra-
zione di queste molecole aumenta con il passare degli anni ma altri fattori favori-
scono la formazione dei radicali liberi: alcool, fumo, radiazioni ultraviolette, infiam-
mazioni e stress, causando un’elevata azione ossidante, dannosa per l’organismo.
XXIVIniziative volte a promuovere il consumo giornaliero di frutta e verdura
Il regolare consumo di frutta fresca o in varie preparazioni (sciroppi, confetture,
succhi) e verdura, o l’assunzione di integratori alimentari a base di queste so-
stanze svolge una efficace protezione contro i radicali liberi presenti nell’organi-
smo umano.
Le difese dell’organismo nei confronti dei radicali liberi possono essere valutate
mediante l’analisi dello stress ossidativo che solitamente è direttamente propor-
zionale all’età ed allo stile di vita del soggetto.
L’organismo si può difendere dall’attività dei radicali liberi mediante antiossi-
danti endogeni o esogeni.
I primi sono rappresentati da enzimi (perossidasi, catalasi, superossido dismu-
tasi) che distruggono direttamente i radicali liberi e da acidi grassi polinsaturi,
componenti essenziali per la costituzione delle membrane biologiche e di im-
portanza vitale per la salute cellulare. Gli antiossidanti esogeni sono molecole
naturali introdotte con la dieta consumando elevate quantità di superfrutti, che
rappresentano la principale difesa contro l’attività ossidante dei radicali liberi.
I superfrutti sono inoltre fonti per la preparazione di rimedi naturali contenenti
numerosi composti biologicamente attivi (botanicals), materia prima per le indu-
strie erboristiche e farmaceutiche e in gemmoterapia che utilizza organi vegetali
freschi, principalmente gemme ma anche germogli, tenere radici, semi e cortec-
cia per preparare gemmoderivati, prodotti da utilizzare per il benessere del corpo
e per la risoluzione di vari disturbi di tipo fisico.
Iniziative volte a promuovere il consumo giornaliero
di frutta e verdura
Studi scientifici hanno messo in evidenza che il consumo regolare di frutta e ver-
dura, abbinato ad una vita sana: attività sportiva, senza stress, fumo e alcolici,
può giocare un ruolo importante nella prevenzione di diverse malattie e miglio-
rare la qualità della vita.
Molte sono le iniziative volte a promuovere una dieta corretta e che enfatizzano il
ruolo di frutta e verdura per una corretta alimentazione, tra questo accenniamo a:
• WHO Global Strategy on Diet, Physical Activity and Health. Il WHO
(World Health Organization) raccomanda il consumo giornaliero di 400/500 g
di frutta e verdura fresche per la prevenzione di malattie croniche e la ridu-
zione delle carenze di micronutrienti.
• Five a day. È il nome di numerosi programmi promossi in vari paesi volti
ad incoraggiare il consumo di almeno 5 porzioni di frutta al giorno. Questi
programmi enfatizzano il ruolo di questa regola e della importanza di consu-
mare frutta e verdura fin dall’infanzia, ma questa raccomandazione è spesso
disattesa. Inoltre, secondo numerosi sondaggi, solo il 20% degli adulti nei pa-
esi occidentali consuma la corretta quantità di frutta e verdura al giorno, sia
per cattive abitudini alimentari, sia per mancanza di conoscenze al riguardo.
XXVFrutti insoliti: un’introduzione A questo proposito la Harvard Medical School consiglia di riservare la metà del pasto a frutta e verdura e sostiene che coloro che consumano la corretta quantità di frutta e verdura ogni giorno (five a day) riducono del 20% il rischio di mortalità per infarto rispetto a chi non segue questa regola. • Smart Food IEO. Il progetto di ricerca e divulgazione scientifica Smart Food, avviato da alcuni anni e promosso dall’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, è volto ad individuare i principi attivi contenuti negli alimenti di origine vegetale e valutarne gli effetti sulla salute, selezionare cibi ad azione benefica per la salute e divulgare i risultati scientifici in ambito nutrizionale. XXVI
1. Amelanchier
1.1 Distribuzione geografica
Il genere Amelanchier, fam. Rosaceae, comprende oltre 25 specie di arbusti deci-
dui o di piccoli alberi. Per la capacità di adattarsi a numerosi pedoclimi, le specie
sono diffuse in un vasto areale che comprende le pianure del nord-ovest degli
USA, le praterie occidentali del Canada fino alla parte meridionale dello Yukon
e dei Territori del Nord-Ovest, Europa ed Asia. A. denticulata ha un areale di
distribuzione che va dal Texas al Costa Rica. In Europa sono naturalizzate molte
di queste specie americane mentre A. ovalis è indigena del Vecchio Continente,
del Nord Africa e del Medio Oriente.
1.2 Cenni botanici
1.2.1 Specie coltivate
A. alnifolia
È un arbusto o piccolo albero, alto 4-5 m, nativo del sud dello Yukon e dei territori
del Nord Ovest, delle praterie del Canada e degli Stati Uniti. Le foglie, ovali con
apice ottuso, larghe e subcordate alla base, raramente dentellate nella parte ba-
sale, prima tomentose, ben presto glabre. I fiori, bianchi, autofertili, sono piccoli,
con petali a volte oblunghi, sepali corti; riuniti in racemi di 6-10 fioriscono dalla
fine di aprile all’inizio di maggio (Fig. 1.1).
I frutti (Fig. 1.2) sono di color blu scuro o rosso porpora e, come tutte le specie del
genere Amelanchier, sono dei pomi (Ø10-15 mm).
Nome scientifico: Amelanchier alnifolia Nutt.; Amelanchier canadensis (L.) Med.
Italiano: amelanchier
Francese: amélanchier
Inglese: pacific serviceberry, saskatoon berry (A. alnifolia), canadian serviceberry (A. cana-
densis)
Tedesco: Felsenbirnen
Spagnolo: amelanchero
11. Amelanchier
Figura 1.1 – Fiori di amelanchier (Foto Figura 1.2 – Frutti di A. alnifolia (Foto
G. Bounous). G. Bounous).
A. canadensis
Originario del Nord America, è un arbusto pollonifero con aspetto cespuglioso o
anche arboreo, con rami ravvicinati, diritti, a corteccia bruno-rossastra che può
raggiungere i 4-5 m di altezza.
Le foglie, semplici, alterne, allungate, con apice acuto, hanno un picciolo di 8-10
mm, sono finemente dentellate ai margini e presentano la lamina superiore gla-
bra, di colore verde scuro, mentre quella inferiore ha un aspetto bianco-lanoso
(Fig. 1.3). In autunno virano al rosso cremisi. I fiori, a petali bianchi, a volte
leggermente pelosi, autofertili, con stili saldati tra di loro alla base, sono riuniti
in corti racemi terminali e conferiscono alle piante un magnifico effetto orna-
Figura 1.3 – Le foglie di A.
canadensis sono finemente
dentellate ai margini (Foto
G. Bounous).
21.3 Composizione chimica e valore nutritivo
Figura 1.4 – La piena fioritura Figura 1.5 – La spettacolare e copiosa fioritu-
dell’amelanchier precede la fo- ra di A. canadensis avviene in aprile (Foto S.
gliazione (Foto G. Bounous). Pluta).
mentale in primavera (Figg. 1.4-1.5). L’allegagione avviene in aprile-maggio ed i
frutti maturano in giugno: sono ovoidali, lunghi 6-12 mm, di colore rosso violaceo
o porpora a maturità, gustosi, zuccherini e profumati.
1.3 Composizione chimica e valore nutritivo
Questi frutti, succosi e gustosi, racchiudono elevate quantità di zuccheri (circa
19% di glucosio e fruttosio), piccole quantità di grassi e proteine (Fig. 1.6).
Figura 1.6 – Frutti di A. ca-
nadensis durante la matu-
razione (Foto G. Bounous).
31. Amelanchier Sono una eccellente fonte di sostanze antiossidanti quali antocianine (querce- tina), flavonoli (acido clorogenico e acido caffeico), acidi malico e citrico, acidi fenolici (cianidina) e procianidine, sostanze bioattive antimicrobiche, antinfiam- matorie, neuroprotettive, anticarcinogeniche. Sono inoltre ricchi in fibre, vitamine del gruppo B e A, modeste quantità di vita- mina C, sali minerali: potassio, rame e cobalto. La concentrazione di vitamine e di polifenoli, flavonoidi, flavonoli, tannini, conferisce loro un alto valore nutritivo e nutraceutico e un ottimo potere an- tiossidante. Dalla misurazione della capacità antiossidante mediante ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity) che indica la attività antiossidante to- tale di un frutto è emerso che è superiore a quella del mirtillo e simile a quella dell’aronia. 1.4 Propagazione 1.4.1 Seme La riproduzione per seme non viene utilizzata per realizzare impianti commer- ciali perché si ottengono semenzali con caratteristiche eterogenee ma è tuttavia impiegata a livello amatoriale. Allo scopo si prelevano i semi da frutti che sono stati raccolti poco prima della maturazione. I semi, dopo estrazione dalla polpa, sono lavati, asciugati e stratificati in sabbia; in tal modo conservano il loro potere germinativo fino alla primavera successi- va quando verranno seminati. Le plantule sono successivamente poste in vasi (Ø14 cm) ed allevate fino al momento della messa a dimora. 1.4.2 Talea I metodi di moltiplicazione più utilizzati sono la talea erbacea e la talea semile- gnosa. Le talee erbacee si prelevano a inizio primavera quando i germogli hanno rag- giunto la lunghezza di 10-15 cm. Dopo avere lasciato 2-3 foglie apicali, la base viene trattata con una soluzione radicante a base di IBA (acido indolbutirrico) disciolto in glicerina e acqua, alla concentrazione di 3000 ppm. Il substrato di radicazione è costituito da torba o torba e perlite. Talee e substrato sono mantenuti inumiditi mediante impianto di nebulizzazione. Per la moltiplicazione per talea semilegnosa si prelevano i germogli, ormai semi lignificati, in giugno-luglio lasciando, anche in questo caso, ai germogli solo 1-2 foglie nella parte distale. In seguito le talee sono trattate con IBA alla con- centrazione di 3000-4000 ppm. Il substrato di radicazione, è costituito da torba o torba e perlite. Talee e substra- to sono mantenuti inumiditi mediante impianto di nebulizzazione. 4
1.6 Agrotecnica
A radicazione avvenuta le barbatelle, sia da talea erbacea, sia quelle semilegno-
se, sono poste in vasi (Ø18 cm) con substrato analogo al precedente e lasciate
acclimatare in ambiente fresco ed ombreggiato.
La talea legnosa non è utilizzata perché la percentuale di radicazione non è sod-
disfacente.
1.4.3 Altri metodi
Le piante si possono propagare mediante polloni che si prelevano in primave-
ra, avendo cura di non danneggiare le radici più fini. I polloni sono accorciati
di alcuni centimetri e posti in ambiente con elevata umidità atmosferica e om-
breggiati.
Le talee di radice (Ø 0,5 cm, lunghezza 10-15 cm) sono prelevate a fine inverno-
inizio primavera, quando le piante sono ancora in riposo vegetativo e vanno con-
servate al buio per 2-3 settimane in sacchetti di politene con torba inumidita ad
una temperatura di 21 °C.
Quando cominciano a comparire i primi germogli sono poste su bancali in serra
e ricoperte da uno strato di terriccio. I germogli vengono lasciati crescere sotto
impianto di nebulizzazione per favorire un adeguato sviluppo.
La micropropagazione, che consente di ottenere elevate quantità di piante
autoradicate in tempi brevi, è sempre più utilizzata per rifornire vivaisti e frut-
ticoltori.
1.5 Ambiente
Le piante sono rustiche, molto resistenti ai geli (-30 °C), prediligono esposizio-
ni soleggiate o a mezz’ombra e tollerano le estati calde e secche. Ideali sono i
terreni simili a quelli delle praterie nordamericane, habitat naturale delle spe-
cie: freschi, ricchi di sostanza organica, ben drenati, sia acidi, sia debolmente
alcalini (pH 6-7,5), tuttavia nei terreni anche solo debolmente basici possono
manifestarsi fenomeni di clorosi ferrica con ingiallimenti e caduta precoce delle
foglie.
Non tollerano invece i suoli argillosi e pesanti, scarsamente drenati e poco umi-
feri.
1.6 Agrotecnica
1.6.1 Impianto
1.6.1.1 Preparazione del terreno e concimazione di fondo
La durata di un impianto effettuato con materiale vivaistico di qualità, in am-
biente vocato e con tecnica colturale appropriata, si aggira sui 25-30 anni e, per
51. Amelanchier Figura 1.7 – Impianto di A. alnifolia al terzo anno in Canada: il terreno è sciolto, subacido, ben drenante (Foto S. Pluta). assicurare alle piante una buona dotazione di fondo, il terreno va preparato con cura e concimato. Per stabilire le dosi e la tipologia di fertilizzante conviene dapprima analizzare le caratteristiche chimico-fisiche del terreno e mettere così in luce eventuali ca- renze di micro e macroelementi e di sostanza organica (Fig. 1.7). I concimi vanno interrati con le lavorazioni e, in linea di massima, le dosi da ero- gare sono di circa 50-60 t/ha letame maturo, di 0,8-1 t/ha di perfosfato minerale e di 0,4-0,5 t/ha di solfato potassico. L’azoto, facilmente dilavabile, va somministrato in seguito, alla messa a dimora. Conviene impiegare concimi fisiologicamente acidi per evitare fenomeni di clo- rosi ferrica. 1.6.1.2 Messa a dimora e sesti d’impianto La densità di piantagione è di 2000-2200 piante/ha. Le piante si dispongono a filare alla distanza di 0,8-1 m sulla fila, mentre tra le file a 4,5-5 m per consentire l’agevole transito delle macchine operatrici (Figg. 1.8-1.9). L’impianto si effettua con piante a radice nuda o allevate in contenitore, sane, dotate di un apparato radicale ben sviluppato che favorisce l’attecchimento e la rapida ripresa vegetativa. Conviene interrare il colletto della pianta (zona 6
1.6 Agrotecnica
Figura 1.8 – Filare di A. alnifolia al 5° anno in Canada, a sesti di 1×4,5 m (Foto
S. Pluta).
Figura 1.9 – L’interfila di questo impianto in Saskatchewan (Canada) è inerbito e
l’erba viene periodicamente trinciata per arricchire il terreno di sostanza organica
(Foto R. Spencer).
71. Amelanchier di transizione tra fusto e radice) di 4-5 cm per favorire lo sviluppo di germogli basali. Le piante si interrano o con trapiantatrici meccaniche o scavando una buca dentro alla quale si collocano 4-5 kg di letame bovino maturo o di compost, accuratamente mescolati con terra fine. In seguito con la terra così preparata si forma nella buca un cono di terra sul quale va sistemato, ben allargato, l’appara- to radicale. Una volta a dimora gli amelanchier sono concimati con azoto (50-100 g/pianta) che favorisce lo sviluppo vegetativo, frazionato in tre dosi (tra aprile e giugno) per evitarne il dilavamento, e irrigati. L’impianto di più cultivar con differente epoca di maturazione consente di allun- gare il periodo di raccolta. 1.6.1.3 Concimazione di produzione Le concimazioni vanno effettuate anche negli anni successivi all’impianto au- mentando progressivamente le dosi. Per quanto concerne l’azoto, distribuito fra- zionato in 3-4 volte (inizio germogliamento, prefioritura e inizio accrescimento dei frutti) distribuire da 50 a 100 g/ pianta al primo anno (come accennato) fino a 250 g/anno al quinto. Non concimare oltre il mese di giugno per evitare che l’azoto stimoli un eccessivo sviluppo di germogli che non lignificheranno prima dell’arrivo dei geli. Dopo il 3°-4° anno, quando le piante inizieranno a fruttificare e saranno ormai ben sviluppate, apportare, in inverno, concimi organici: letame maturo (30 t/ha) o compost. Per quanto riguarda i concimi minerali distribuire fosforo e potassio. Le dosi di questi due elementi variano a seconda della dotazione del terreno ma si possono considerare sui 25-30 kg/ha/anno di P2O5 e 100-120 kg/ha/anno di K2O. Se si è intervenuti con dosi adeguate di letame o compost solitamente non si manifestano carenze di micronutrienti in quanto gli ammendanti organici ne sono ricchi. 1.6.2 Gestione del suolo Negli impianti, per limitare lo sviluppo delle infestanti, si possono effettuare sar- chiature superficiali mentre vanno evitate le lavorazioni profonde che possono danneggiare le radici. Il sottofila può essere pacciamato, meglio se con materiale organico: segatura, legno cippato, corteccia macinata (in uno strato di almeno 15 cm) che, decomponendosi, dota di sostanza organica le piante. La pacciamatura organica va però reintegrata periodicamente. Gli interfilari sono di solito inerbiti con periodico sfalcio dell’erba che va lasciata in loco. 1.6.3 Impollinazione Le piante sono autofertili tuttavia, per incrementare le rese produttive attraver- so l’impollinazione incrociata, conviene collocare a dimora più di una cultivar. Per esigenze di ordine pratico, soprattutto di raccolta, si consigliano file intere di una stessa cultivar ma mai più di tre file consecutive. 8
1.7 Cultivar
L’impollinazione è agevolata dalla presenza di insetti pronubi: api e bombi bot-
tinano sui fiori di amelanchier e, per migliorare le rese produttive, si possono
collocare 3-4 alveari/ha nell’impianto.
1.6.4 Potatura
Gli interventi di potatura sono mirati a regolare l’architettura dei cespugli (for-
ma e altezza), la vigoria e la sanità delle piante per migliorare e rendere costante
la produttività dell’impianto. La forma di allevamento più indicata per l’amelan-
chier è la siepe continua (parete produttiva), contenendo l’altezza a 2-3 m.
All’impianto gli arbusti sono accorciati a 4-5 gemme per stimolare lo sviluppo di
vigorosi germogli che formeranno la struttura della pianta.
Nella potatura invernale si eliminano rami e branche secche e interne al cespu-
glio per consentire un buon arieggiamento della chioma. Si asportano inoltre le
formazioni deboli, malate, troppo basse e mal inserite.
1.6.5 Irrigazione
Con corretti apporti idrici è possibile migliorare le rese e aumentare l’efficienza
di alcuni processi fisiologici del ciclo vegetativo e di fruttificazione: accumulo di
sostanze di riserva, sviluppo vegetativo, accrescimento dei frutti, differenzia-
zione a fiore delle gemme. L’irrigazione si rende necessaria soprattutto dove la
piovosità è scarsa o mal distribuita nel corso dell’anno. Quella a goccia è prefe-
rita perché consente di ottenere ottimi risultati con modesti volumi d’acqua e
permette la completa automazione della gestione senza ostacolare le pratiche
colturali.
1.7 Cultivar
1.7.1 A. alnifolia (Figg. 1.10-1.11)
La maggior parte delle varietà commerciali, e qui brevemente descritte, è stata
ottenuta o per selezione dal selvatico o per ibridazione in Canada.
Programmi di miglioramento sono in corso, oltre che in Canada, anche in USA e
nei Paesi dell’Est Europa.
Altaglow Ornamental
Cultivar autosterile, con frutti di colore bianco. Utilizzata prevalentemente a
scopo ornamentale.
Honeywood
Piante assurgenti, alte, poco pollonifere, molto produttive. Fiorisce tardivamente
e resiste alla maculatura fogliare.
I frutti sono di grosse dimensioni, di colore blu scuro, molto profumati. Adatta al
consumo fresco e alla trasformazione.
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