23 Eurolavoro - Le imprese e il lavoro nell'Ovest Milano: scelte, strategie e comportamenti - Afol Ovest Milano

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           Eurolavoro          23

Le imprese e il lavoro
nell’Ovest Milano: scelte,
strategie e comportamenti
Osservatorio Socio Economico

Ottobre 2017
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Indice

1     PREMESSA ................................................................................................................................ 5

2     QUANTE SONO E CHI SONO STATE LE REALTÀ CHE HANNO INTERAGITO
      CON IL MERCATO DEL LAVORO LOCALE? .................................................................. 9
    2.1     IL PROFILO DELLE IMPRESE CHE HANNO RECLUTATO DEL PERSONALE .................................... 9
    2.2     LE INTERAZIONI CON IL MERCATO DEL LAVORO ................................................................... 16

3     LE STRATEGIE, LE SCELTE ED IL RAPPORTO CON IL PERSONALE ASSUNTO ..
      .................................................................................................................................................... 25
    3.1     I CARATTERI SOCIO DEMOGRAFICI DEI LAVORATORI ENTRATI A FAR PARTE DEGLI ORGANICI
            AZIENDALI ............................................................................................................................ 25
    3.2     COME SONO STATI UTILIZZATI I VARI ISTITUTI CONTRATTUALI? ........................................... 35
    3.3     COME SI È ORIENTATA LA DOMANDA DI PROFESSIONALITÀ DELLE IMPRESE? ....................... 41
    3.4     IL RAPPORTO CON LE PERSONE ............................................................................................. 50
    3.5     LE OCCASIONI PERDUTE: IL PROBLEMA DEL SOTTO UTILIZZO DEI LAUREATI ......................... 58

4     CONCLUSIONI ....................................................................................................................... 67

5     RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI........................................................................................ 71

Questo rapporto è stato redatto da Andrea Oldrini, responsabile dell’Osservatorio Socio Economico, con la supervisione
di Maurizio Betelli, direttore di Eurolavoro.

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1 PREMESSA
   La maggior parte dei dati e degli studi riguardanti la condizione del mercato del lavoro
dell’Ovest Milano è stata tradizionalmente concentrata principalmente sulla condizione delle
persone e sul loro vissuto lavorativo, piuttosto che sugli sviluppi congiunturali ricostruiti, in
aggregato, alla luce dei volumi degli avviamenti e delle cessazioni, nonché del saldo tra queste due
grandezze. Accanto a tali chiavi di lettura, che forniscono pur sempre una serie di indicazioni
estremamente importanti, è, tuttavia, opportuno affiancare anche altre visuali, che permettano di
affinare l’analisi degli andamenti occupazionali dell’area osservandoli dal lato della domanda.
   Tale approccio, proposto in maniera organica per la prima volta con questo Quaderno di ricerca,
intende porre al centro dell’attenzione un argomento finora poco esplorato su scala locale, che
attiene l’esame dei comportamenti e delle strategie delle imprese e del modo con cui esse si sono
interfacciate con l’offerta di manodopera, ovvero con i lavoratori e con le persone in cerca di un
posto di lavoro.
   Le aziende, all’interno del sistema economico, con le loro performances e le loro scelte
costituiscono, infatti, il vero motore dell’occupazione, dal momento che buona parte degli eventi
che le vedono protagoniste generano immancabilmente delle ricadute che determinano una
variazione, in positivo o in negativo, del numero degli occupati e dei disoccupati presenti in una
data area. Al riguardo, si pensi a come la crescita, la capacità di sviluppo e la competitività del
tessuto produttivo rappresentino la condizione imprescindibile per la creazione di nuove opportunità
e come ciò contribuisca anche al mantenimento dei livelli occupazionali esistenti, assicurando
ricchezza e benessere. Di contro, la cessazione dell’attività aziendale (soprattutto nel caso delle
realtà di grosse dimensioni o del manifestarsi di una crisi diffusa) o anche, semplicemente, il suo
trasferimento altrove innescano una serie di tensioni sul mercato del lavoro, deprimendone le
dinamiche e gli andamenti. Solitamente, a seguito di ciò, si presentano diverse criticità che pongono
in primo piano questioni quali la riduzione delle ore lavorate, la contrazione del numero degli
addetti, l’innalzamento dei tassi di disoccupazione, fino a problematiche più specifiche legate alla
marginalizzazione di talune fasce di forza lavoro, piuttosto che alla cronicizzazione della loro
condizione di esclusione e di disagio.
   Anche senza dilungarsi ulteriormente in questa elencazione, appare chiara l’esigenza e
l’importanza di disporre un quadro il più possibile dettagliato, sulla cui scorta poter presidiare anche
questo versante, al fine di indirizzare le policy locali e realizzare degli interventi che consentano di
affrontare le varie problematiche in maniera efficace, efficiente e con economicità.

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Sulla scorta di questa consapevolezza, il Quaderno offre una disamina che esordisce dai dati
sulle comunicazioni obbligatorie rilasciate ai Centri per l’Impiego, per, poi, ricostruire e studiare a
fondo gli accadimenti che hanno visto protagoniste le realtà dell’Alto Milanese e del Magentino –
Abbiatense che, durante il periodo compreso tra il 1/1/2013 ed il 31/12/2016, hanno attivato un
rapporto di lavoro o un tirocinio. Rispetto all’universo dei datori di lavoro, viste le finalità di questa
ricerca, ossia quella di delineare un primo quadro di fondo di quelle che sono state le strategie ed il
comportamento delle imprese nel corso dell’ultimo quadriennio, si è optato di escludere dal campo
di osservazione le società di somministrazione e le famiglie. Questi soggetti, pur alimentando
anch’essi la domanda di lavoro nell’area, presentano numerose specificità per le quali si è ritenuto
più opportuno rimandare ad un’altra sede l’approfondimento1.
    Nel suo insieme, il materiale informativo così raccolto ha permesso di osservare 11.920 imprese
e 13.089 unità locali che, nel periodo esaminato, in maniera più o meno continuativa, si sono
rivelate occupazionalmente attive, avendo interagito con il mercato del lavoro ed avendo generato,
in aggregato, un volume di 132.640 avviamenti (127.101 rapporti lavorativi e 5.539 tirocini
extracurricolari). Oltre a quantificare il numero delle comunicazioni e la loro collocazione
temporale, i dati elaborati hanno permesso di desumere una serie di ulteriori dettagli di particolare
interesse.
    Innanzi tutto, è stato possibile ricavare una serie di informazioni circa i due soggetti coinvolti,
l’impresa, da un lato, ed il lavoratore dall’altro. Della prima è stato considerato il settore economico
di appartenenza e l’ubicazione, oltre ad altre variabili minori. Per quanto riguarda, invece, le
persone, è stato possibile dedurre alcuni caratteri socio demografici, quali il genere, l’età al
momento dell’assunzione, il comune di domicilio e, pur con alcune cautele, il titolo di studio.
    In secondo luogo, si è proceduto a qualificare e ad approfondire le caratteristiche del rapporto
che si è instaurato, esaminando, in particolare, la specifica tipologia contrattuale utilizzata, la
mansione di impiego ed il periodo in cui si è verificato tale evento, ricostruendone altresì la
successione temporale in ottica longitudinale. Il punto di vista adottato, come già si diceva,
focalizza l’attenzione sui comportamenti delle imprese e, dunque, si propone di operare una
segmentazione in base al modo in cui sono stati combinati i diversi istituti contrattuali per i nuovi
inserimenti in organico, piuttosto che in considerazione delle modalità che hanno orientato la
domanda dei vari profili.

1
   Coerentemente, si sono esclusi, dunque, i contratti i lavoro somministrato (indipendentemente dal soggetto
utilizzatore) e quelli di lavoro domestico.

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Da ultimo, sono state affrontate due ulteriori questioni. L’una ha inteso analizzare la propensione
o meno a creare una serie di relazioni durature con i neo-assunti, l’altra è stata, invece, finalizzata a
far emergere eventuali criticità connesse al sotto utilizzo della forza lavoro più qualificata
(overeducation) o, comunque, al suo impiego non ottimale in relazione alle sue potenzialità.

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2 QUANTE SONO E CHI SONO STATE LE REALTÀ CHE
  HANNO INTERAGITO CON IL MERCATO DEL LAVORO
  LOCALE?

2.1 Il profilo delle imprese che hanno reclutato del personale
    Durante il quadriennio 2013-2016, nel territorio dell’Ovest Milano, 13.089 unità locali di
imprese2 si sono interfacciate con il mercato del lavoro. Da tale interrelazione sono scaturite
132.640 comunicazioni obbligatorie ai Centri per l’Impiego (le cosiddette COB), corrispondenti,
nella maggior parte dei casi (127.101 comunicazioni, vale a dire il 95,8% del totale), alla stipula di
un nuovo contratto di lavoro, a fronte di una serie di situazioni decisamente meno frequenti, ma, ad
ogni modo, numericamente significative, nelle quali si è assistito, invece, all’attivazione di un
tirocinio (5.539 comunicazioni, ossia il 4,2% del totale).

           Area                Unità                   Comunicazioni
                               locali
                                            Avviamenti
                                                            Tirocini     Totale
                                             al lavoro

Alto Milanese                    7.561          71.943         3.190      75.133
Magentino-Abbiatense             5.528          55.158         2.349      57.507
Totale                          13.089         127.101         5.539     132.640

Realtà occupazionalmente attive (unità locali) e relative comunicazioni per localizzazione geografica. Area: Ovest Milano. Periodo:
anni 2013-2016. Fonte: OML - Città Metropolitana di Milano. Elaborazioni: Eurolavoro / AFOL Ovest Milano - Osservatorio Socio
Economico.

    Questi soggetti, in capo ai quali è stata, dunque, rilevata un’attività anche in senso
occupazionale, oltre che sotto un profilo meramente economico, sono localizzati principalmente
nell’area geografica che gravita sull’Alto Milanese (7.561 unità locali), mentre la loro presenza nel
Magentino – Abbiatense risulta meno consistente (5.528 unità locali). Ciò riflette, da un lato, i
differenziali che tradizionalmente contraddistinguono le due zone per quanto attiene la fisionomia
dei rispettivi tessuti produttivi, l’uno caratterizzato da livelli di densità imprenditoriale3 e da indici
occupazionali4 sistematicamente più elevati rispetto all’altro. Basti solo ricordare, al riguardo, che

2
  Come è già stato precisato nelle pagine addietro, è bene ribadire che con questo Quaderno si è scelto di focalizzare
l’attenzione sulle aziende. Occorre, tuttavia, ricordare che vi sono, anche altri due segmenti che concorrono ad
alimentare la domanda di lavoro: le società di somministrazione e le famiglie.
3
  Ci si riferisce, in particolare, al numero di unità locali per 1.000 abitanti.
4
  Si tratta del numero di addetti per 1.000 abitanti.

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l’Alto Milanese conta 74,3 unità locali e 270,0 addetti ogni 1.000 abitanti, contro le 69,4 unità locali
ed i 241,5 addetti del Magentino – Abbiatense5. D’altro canto, dettagliando l’analisi fino al livello
comunale, emerge con chiarezza come vi sia una correlazione positiva alquanto marcata tra le
dimensioni comunali6 ed il numero dei soggetti in capo ai quali si sono registrate delle
comunicazioni obbligatorie. In altri termini, questa grandezza va di pari passo, crescendo, con
l’aumentare della popolazione residente e si lega in maniera altrettanto stretta al ruolo assunto,
all’interno del territorio, dai centri maggiori, nei quali si trovano alcune funzioni di rilievo
sovracomunale. Essi, dunque, avrebbero una più spiccata vocazione economica ed offrirebbero
anche maggiori opportunità di lavoro esercitando, entro certi limiti, una sorta di potere
gravitazionale rispetto alla manodopera disponibile in loco e nelle zone limitrofe.

    Cod.           Comune                   Unità locali          Cod.             Comune                   Unità locali

                                                    % su                                                            % su
                                         Valori                                                          Valori
                                                    Ovest                                                           Ovest
                                        assoluti                                                        assoluti
                                                    Milano                                                          Milano

015118     Legnano                         2.158      16,5%     015151    Motta Visconti                      89       0,7%
015002     Abbiategrasso                     841       6,4%     015165    Ozzero                              60       0,5%
015130     Magenta                           820       6,3%     015061    Cassinetta di Lugagnano             58       0,4%
015168     Parabiago                         706       5,4%     015150    Morimondo                           51       0,4%
015012     Bareggio                          480       3,7%     015042    Calvignasco                         49       0,4%
015154     Nerviano                          466       3,6%     015022    Besate                              38       0,3%
015181     Rescaldina                        422       3,2%     015246    Zelo Surrigone                      36       0,3%
015072     Cerro Maggiore                    416       3,2%     015035    Bubbiano                            32       0,2%
015085     Corbetta                          412       3,1%     015112    Gudo Visconti                       31       0,2%
015062     Castano Primo                     408       3,1%     015155    Nosate                              16       0,1%
           Totale (primi 10 comuni)        7.129      54,5%               Totale (ultimi 10 comuni)          460       3,5%

Realtà occupazionalmente (unità locali) attive per comune. Area: Ovest Milano (confronto tra i primi 10 comuni e gli ultimi 10
comuni). Periodo: anni 2013-2016. Fonte: OML - Città Metropolitana di Milano. Elaborazioni: Eurolavoro / AFOL Ovest Milano -
Osservatorio Socio Economico.

     Da questo punto di vista, Legnano, che è il nucleo più rilevante con oltre 60 mila abitanti (60.262
residenti7), da sola, conta 2.158 imprese occupazionalmente attive, detenendo una quota pari al
16,5% del totale. Se, oltre ad essa, si considerano anche Abbiategrasso (32.565 abitanti), Magenta
(23.845 abitanti) e Parabiago (27.747 abitanti), si nota come in quattro comuni è polarizzato più di
un terzo (34,6%) delle realtà al cui attivo si sono registrati degli avviamenti ed una quota non meno

5
  I dati sulla consistenza delle unità locali e dei rispettivi addetti sono aggiornati al 2014.
6
  Da questo punto di vista, è importante ricordare come l’Alto Milanese sia composto da comuni relativamente più
grandi e più densamente abitati rispetto al Magentino – Abbiatense, dove, invece, sono più numerosi i nuclei di piccole
dimensioni e dove, generalmente, si osserva una più diffusa distribuzione della popolazione sul territorio.
7
  Dati al 31/12/2016.

                                                                                                                           10
rilevante (37,4%) di comunicazioni. Di contro, nei comuni più piccoli, la presenza delle realtà che
hanno interagito con il mercato del lavoro è marcatamente meno rilevante, al punto che gli ultimi
dieci comuni, ordinati sulla base del numero dei datori di lavoro con movimentazioni di
manodopera8, spiegano appena il 3,5% della domanda.
    A livello settoriale, la maggior parte delle unità locali occupazionalmente attive appartiene al
comparto manifatturiero, a riprova della forte vocazione industriale che ancora caratterizza il
territorio dell’Ovest Milano. In tale ambito, infatti, figura più di un quinto dei soggetti che hanno
effettuato almeno una comunicazione tra il 2013 ed il 2016, ossia 2.866 realtà su 13.089 (21,9%).
Le costruzioni ne contano 1.691 (12,9%), mentre, all’interno del terziario, si distingue il
commercio, con 2.447 soggetti (18,7%), seguito dai servizi di alloggio e ristorazione (1.338 unità
locali), dalle attività a bassa qualifica ricomprese nella sezione N della classificazione ATECO9
(975 unità locali), dai servizi alla persona10 (784 unità locali), nonché da una serie di funzioni
minori, quali le attività professionali, scientifiche e tecniche (564 unità locali), la logistica (482
unità locali), la sanità (437 unità locali), i servizi di informazione e comunicazione (333 unità
locali), l’istruzione (244 unità locali), le attività artistiche, sportive e di intrattenimento (206 unità
locali), quelle immobiliari (197 unità locali), nonché i servizi finanziari ed assicurativi (138 unità
locali). L’agricoltura, infine, conta 201 unità locali occupazionalmente attive.
    In via generale, i diversi settori, al di là della numerosità dei soggetti che hanno avuto interazioni
con il mercato del lavoro, hanno mostrato una differente capacità di alimentare la domanda. In
parte, ciò si spiega alla luce del loro ruolo nell’economia locale e delle dinamiche che hanno
caratterizzato le traiettorie evolutive di questi anni, ma, come si vedrà meglio oltre, in parte, esse
sono il risultato anche di una serie di scelte e di strategie ben precise, nonché di vincoli di varia
natura.

8
  Motta Visconti, Ozzero, Cassinetta di Lugagnano, Morimondo, Calvignasco, Besate, Zelo Surrigone, Bubbiano, Gudo
Visconti e Nosate.
9
  La sezione N riguarda le attività di noleggio, quelle delle agenzie di viaggio, nonché i servizi di supporto alle imprese.
Entrando nel merito delle 975 unità locali occupazionalmente attive rilevate in questo ambito si nota come la
componente principale sia rappresentata dai servizi di pulizia di edifici (516 unità locali) e dai call centre (380 unità
locali). Il loro contributo alla domanda di lavoro è quantificato, rispettivamente, da 6.164 e 8.309 comunicazioni.
10
   Anche all’interno della sezione S (“altre attività di servizi”) si nota una polarizzazione che, in questo specifico caso
coinvolge i servizi per la persona (lavanderie, parrucchieri, trattamenti estetici, ecc.). Ad essi si devono 654 unità locali
e 4.721 comunicazioni, a fronte di un peso nettamente meno rilevante delle attività delle organizzazioni associative (101
unità locali e 604 comunicazioni) e delle riparazioni (29 unità locali e 146 comunicazioni).

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Comunicazioni                Unità locali

                       S - Altre attività di servizi                4,1%
                                                                           6,0%
       R - Att. artistiche, sport, intrattenimento           2,4%
                                                           1,6%
                  Q - Sanità e assistenza sociale                    4,5%
                                                                  3,3%
                                    P - Istruzione                                                        16,8%
                                                           1,9%
             O - PA e difesa; assic. sociale obbl.       1,3%
                                                       0,4%
     N - Noleggio, ag. viaggio, supporto imprese                                            11,6%
                                                                              7,4%
      M - Attività prof.li, scientifiche e tecniche           3,1%
                                                                 4,3%
                          L - Attività immobiliari     0,3%
                                                          1,5%
            K - Attività finanziarie e assicurative    0,3%
                                                         1,1%
     J - Servizi di informazione e comunicazione                3,6%
                                                             2,5%
                       I - Alloggio e ristorazione                           7,2%
                                                                                         10,2%
                  H - Trasporto e magazzinaggio                       5,2%
                                                                  3,7%
                                  G - Commercio                                           10,8%
                                                                                                              18,7%
                                   F - Costruzioni                                8,3%
                                                                                                  12,9%
                      C - Attività manifatturiere                                                            18,3%
                                                                                                                      21,9%
             A - Agricoltura, silvicoltura e pesca        1,1%
                                                           1,5%

                                                   0,0%                           10,0%                      20,0%            30,0%

Realtà occupazionalmente attive (unità locali) e relative comunicazioni per settore economico (sezione ATECO). Area: Ovest
Milano. Periodo: anni 2013-2016. Fonte: OML - Città Metropolitana di Milano. Elaborazioni: Eurolavoro / AFOL Ovest Milano -
Osservatorio Socio Economico.

       In aggregato, l’industria manifatturiera, che, come si è visto, rappresenta l’ambito più rilevante
per il numero dei datori di lavoro occupazionalmente attivi (21,9% del totale), costituisce anche il
segmento che determina la quota maggiore della domanda, quantificata da 24.252 comunicazioni,
ossia il 18,3% del totale. 22.253 comunicazioni, vale a dire il 16,8% del totale, sono imputabili al
comparto dell’istruzione, il quale però, rappresenta solo l’1,9% delle unità locali. Anticipando
alcuni dei risultati che verranno discussi più nel dettaglio oltre, questo fatto si spiega in ragione del
forte ricorso alle forme contrattuali a termine, complice anche il particolare meccanismo che
vincola le assunzioni stabili all’indizione di avvisi pubblici (si pensi, al riguardo, al Concorso
Docenti 201611, emanato dopo un lungo periodo di vuoto sotto questo profilo). Ciò fa sì che, in
assenza di tali procedure, l’unico modo per colmare una vacancy è quello di ricorrere ad istituti
diversi dal tempo indeterminato, alimentando, in tal modo, in maniera anche piuttosto consistente il
turnover che si registra all’interno dell’organico.
       Il mix contrattuale, seppure non in questi termini, determina una quota di particolare rilievo
anche per i servizi a bassa qualifica, a cui si deve l’11,6% delle comunicazioni (il loro peso, in

11
   Il Concorso Docenti 2016 prevedeva tre bandi, uno per i docenti della scuola dell’infanzia e della primaria, un
secondo rivolto a quelli della scuola secondaria di primo grado ed, infine, un terzo per il sostegno.

                                                                                                                                      12
termini di unità locali, è pari al 7,4%). Per quanto riguarda le restanti attività, il commercio spiega il
10,8% della domanda (14.364 comunicazioni), le costruzioni l’8,3% (11.052 comunicazioni), i
pubblici esercizi il 7,2% (9.514 comunicazioni), la logistica il 5,2% (6.922 comunicazioni), mentre
le altre funzioni terziarie12 ricoprono un peso che va dal 2,4% delle attività artistiche, sportive, di
intrattenimento e di divertimento, al 4,5% della sanità e assistenza sociale.
     Se l’analisi più di dettaglio fa emergere un quadro del tutto analogo a proposito della
distribuzione dei soli avviamenti su base settoriale, altrettanto non può dirsi per quanto riguarda i
tirocini, per i quali si osservano delle forti differenze passando da un ambito all’altro. Il loro ricorso,
infatti, si concentra essenzialmente nell’industria manifatturiera, che, da sola, ne assorbe il 31,1%,
nel commercio (19,6%), nella pubblica amministrazione (12,0%) e nella sanità (8,2%), a fronte di
un utilizzo più sporadico ed occasionale in tutti gli altri casi.
     Mantenendo sempre l’attenzione su una prospettiva settoriale, è, poi, interessante approfondire il
quadro ora tracciato interrogandosi su come si configuri la presenza delle unità locali
occupazionalmente attive, da un lato, nelle attività economiche che costituiscono la specializzazione
produttiva e la vocazione dell’Ovest Milano13, e, dall’altro, negli ambiti a contenuto di

12
   Si sono omesse quelle il cui ruolo è marginale.
13
   Per individuare le vocazioni produttive dell’Ovest Milano si è proceduto a raffrontare le quote di addetti di ciascun
settore (a livello di divisione ATECO) con i valori medi regionali attraverso i coefficienti di localizzazione (QL). In
termini formali, questi indicatori sono così definiti:

        Add OMh
                     
                    
        Add  totale 
QLh =  h
             OM 

      Add Lombardia 
                      
      Add totale      
          Lombardia 

Dove:
    h
Add OM : addetti nel settore (divisione ATECO) h rilevati nell’Ovest Milano al 31/12/2014;
    totale
Add OM     : addetti complessivi rilevati nell’Ovest Milano al 31/12/2014;
    h
Add Lomabardia : addetti nel settore (divisione ATECO) h rilevati in Lombardia al 31/12/2014;
    totale
Add Lomabardia : addetti complessivi rilevati in Lombardia al 31/12/2014.

Le divisioni per le quali QL>1 corrispondono agli ambiti di specializzazione, ovvero quelli per i quali la quota di
addetti rilevata nell’Ovest Milano è superiore alla media regionale. Viceversa nel caso contrario.

I risultati così ottenuti sono stati, poi, ulteriormente specificati, in considerazione del ruolo dei vari ambiti per
l’economia locale, distinguendo tra quelli di rilievo, il cui peso in termini di addetti fosse almeno pari all’1%, e quelli
che, all’opposto, occupano una percentuale di forza lavoro inferiore a tale soglia. Alla luce di quest’analisi, le varie
divisioni ATECO sono state riclassificate come segue:
     • Settori specializzati e di rilievo: divisioni 13; 14; 15; 20; 22; 24; 25; 26; 27; 29; 33; 43; 45; 47; 96;
     • Settori specializzati ma non di rilievo: divisioni 17; 18; 23; 36; 37; 38; 72; 75; 87;
     • Settori non specializzati ma di rilievo: divisioni 10; 41; 46; 49; 52; 56; 64; 68; 69; 71; 74; 78; 81; 82; 86;
     • Settori non specializzati nè di rilievo: divisioni 06; 07; 08; 09; 11; 16; 19; 21; 30; 31; 32; 35; 39; 42; 50; 51;
          53; 55; 58; 59; 60; 61; 62; 63; 65; 66; 70; 73; 77; 79; 80; 85; 88; 90; 91; 92; 93; 95;

                                                                                                                       13
conoscenza14, nei quali è insito un maggiore potenziale di sviluppo e di creazione di valore
aggiunto.
     La prima chiave di lettura, che focalizza il proprio punto di osservazione sulle attività
economiche e sul loro ruolo per il territorio – in particolare in considerazione del fatto che, per
queste, l’area gode di un vantaggio competitivo in termini di dotazione strutturale15 – restituisce un
quadro contraddistinto dal fatto che solo una parte delle realtà che hanno effettuato delle
comunicazioni rientra in questi ambiti, a fronte di una quota di tutto rilievo di soggetti riconducibili
ad altre filiere. Gli uni, infatti, contano 5.706 unità locali (43,6%), a cui se ne aggiungono altre 328
(2,5%) se si considerano anche le attività più di nicchia, per le quali, pur ravvisandosi una certa
sovrarappresentazione rispetto alla media regionale, la presenza sul territorio dell’Ovest Milano
risulta decisamente ridimensionata dal punto di vista quantitativo. Di contro, 6.654 datori di lavoro
operano in attività che non costituiscono una specifica vocazione produttiva dell’area. Di questi,
5.087 (38,9%) figurano in comparti di rilievo e 1.567 (12,0%) in una serie di attività minori. È
interessante notare, al riguardo, come il ruolo dei settori che non costituiscono alcuna
specializzazione venga ulteriormente enfatizzato considerando il numero delle comunicazioni, dal
momento che la domanda imputabile a quelli di specializzazione ne ha determinate 41.874 (31,6%),
a fronte delle 43.396 (32,7%) dei settori non specializzati ma di rilievo e delle 38.962 (29,4%) dei
settori non specializzati né di rilievo. Per quanto quest’ultimo dato risulti fortemente influenzato
dall’istruzione (la quale, da sola, conta 22.253 comunicazioni), anche al netto di essa lo
sbilanciamento ravvisato persiste in maniera piuttosto visibile.
     Un ulteriore ordine di considerazioni, a proposito della fisionomia delle unità locali che hanno
interagito con il mercato del lavoro, trae spunto dal contenuto di conoscenza che contraddistingue le
singole attività economiche. Il quadro che se ne ricava pone all’attenzione una caratterizzazione

     • Altro: si tratta di una categoria residuale (divisioni 01; 02; 03; 05; 12; 84; 94; 97; 98; 99).
14
   Nelle statistiche europee, l’approccio settoriale più frequentemente utilizzato suddivide le produzioni manifatturiere
tra industrie ad alta (high technology manufacturing), medio-alta (medium-high technology manufacturing), medio-
bassa (medium-low technology manufacturing) e bassa (low technology manufacturing) tecnologia in corrispondenza
dei relativi livelli di ricerca e sviluppo.
Per quanto riguarda i servizi, la suddivisione tra quelli ad elevata intensità di conoscenza (knowledge intensive services)
e quelli a basso contenuto di conoscenza (less knowledge intensive services) avviene, invece, in considerazione della
quota di personale laureato che in essi solitamente opera. Nei primi rientrano i servizi di mercato ad intensità di
conoscenza (knowledge intensive market services), i servizi ad alta tecnologia (high technology knowledge intensive
services), i servizi finanziari (knowledge intensive financial services) e gli altri servizi ad intensità di conoscenza (other
knowledge intensive services). I secondi, invece, possono essere ulteriormente suddivisi nei servizi di mercato a bassa
intensità di conoscenza (less knowledge intensive market services) e negli altri servizi a bassa intensità di conoscenza
(other less knowledge intensive services). Per ulteriori dettagli si veda, ad esempio, Commissione Europea, Innovation
Scoreboard 2016. The Innovation Union’s performance scoreboard for Research and Innovation, 2016.
15
   Si badi bene di non confondere la sussistenza di un vantaggio competitivo per quanto riguarda la specializzazione o
meno in taluni settori economici con le loro performances. Ne è riprova il declino dell’industria manifatturiera
nell’area. Essa, pur rappresentando una vocazione produttiva dell’Ovest Milano e, quindi, un ambito in cui la dotazione
strutturale è relativamente più importante rispetto alle medie provinciali e regionali, negli anni della crisi, ha vissuto una
serie di pesanti contraccolpi che ha hanno ridimensionato considerevolmente la presenza. Nonostante ciò, tale
specializzazione permane ancora anche oggi.

                                                                                                                          14
dalle tinte ancor più marcate, secondo cui poco meno dei due terzi delle realtà che hanno assunto
del personale durante il quadriennio esaminato opera in ambiti a basso valore aggiunto. Nello
specifico, in essi si contano 8.420 soggetti, vale a dire il 64,3% del totale, contro un’incidenza delle
filiere ad intensità innovativa pari al 20,6% ed un peso in termini di comunicazioni obbligatorie del
51,6% contro il 38,1% (il 21,3% se si depura il dato dalle comunicazioni imputabili al settore
dell’istruzione). Particolarmente rilevante è il ruolo dei servizi di mercato a bassa intensità di
conoscenza, a cui sono riconducibili 5.429 unità locali e 45.864 comunicazioni: si tratta del doppio
delle unità locali occupazionalmente attive nel complesso dei settori knowledge intensive e di un
volume di movimentazioni di forza lavoro di poco inferiore al totale di quelle rilevate sempre in
tutte le attività a valore aggiunto (45.684 contro 50.573 comunicazioni)16.

                                                                    Comunicazioni         Unità locali

                                                                                      10,3%
                                                                  Altro                    15,1%
     Contenuto di
      conoscenza

                                                                                                                                       51,6%
                                       Bassa intensità di conoscenza                                                                              64,3%

                                                                                                                       38,1%
                                         Alta intensità di conoscenza                              20,6%

                                                                              3,0%
                                                                  Altro       3,1%

                                                                                                           29,4%
                                Settori non specializzati nè di rilievo
            Ruolo del settore

                                                                                       12,0%

                                                                                                               32,7%
                                Settori non specializzati ma di rilievo                                                38,9%

                                                                               3,4%
                                Settori specializzati ma non di rilievo       2,5%

                                                                                                             31,6%
                                      Settori specializzati e di rilievo                                                       43,6%

                                                                       0,0%     10,0% 20,0%            30,0%       40,0%        50,0%     60,0%   70,0%

Realtà occupazionalmente attive (unità locali) e relative comunicazioni per ruolo e contenuto di conoscenza del settore di
appartenenza. Area: Ovest Milano. Periodo: anni 2013-2016. Fonte: OML - Città Metropolitana di Milano. Elaborazioni: Eurolavoro
/ AFOL Ovest Milano - Osservatorio Socio Economico.

16
  Depurando il dato dall’istruzione, il confronto enfatizza ulteriormente questo divario, registrando 5.429 unità locali
occupazionalmente attive (servizi di mercato a bassa intensità di conoscenza) contro 2.446 e 45.864 comunicazioni
contro 28.320.

                                                                                                                                                          15
2.2 Le interazioni con il mercato del lavoro
      Le realtà occupazionalmente attive nell’Ovest Milano vanno contestualizzate entro un tessuto
produttivo composto, a fine 2016, da 31.557 imprese. Ciò, dunque, significa che, nel quadriennio
oggetto di studio, due aziende su cinque (41,8%)17, pur con modalità, approcci e strategie talora
anche molto differenti, si sono affacciate sul mercato del lavoro e hanno reclutato della
manodopera.

                                                                  Unità locali         Comunicazioni
     70,0%
                                                                              58,8%

     60,0%

                                                                                                        51,1%
                47,8%

     50,0%

                                                                                                                                                                36,2%
     40,0%
                                                                                      30,6%

                                                                                                                                29,3%
     30,0%
                                  23,6%

                                                                                                                20,5%
                                                          15,8%

                                                                                                                        15,4%
                                                  14,5%
                                          14,4%

                                                                      14,1%

     20,0%
                        11,0%

                                                                                                                                               11,0%
     10,0%
                                                                                              3,0%

                                                                                                                                        1,7%

                                                                                                                                                         1,3%
      0,0%
                1 solo          2 periodi 3 periodi 4 periodi                         1 sola             2-9            10-49           50-99          100 e più
               periodo
                                 Periodi di attività                                                 Numero comunicazioni nel periodo

Realtà occupazionalmente attive (unità locali) e relative comunicazioni per numero di periodi di attività occupazionale e per numero
di comunicazioni effettuate. Area: Ovest Milano. Periodo: anni 2013-2016. Fonte: OML - Città Metropolitana di Milano.
Elaborazioni: Eurolavoro / AFOL Ovest Milano - Osservatorio Socio Economico.

      Nella maggior parte dei casi, vale a dire per 6.254 unità locali (47,8%), tali interazioni si sono
realizzate ed esaurite in un unico periodo, a fronte di una serie di altre situazioni in cui ciò è, invece,
avvenuto in due o tre anni, oppure, con più continuità, durante tutto l’orizzonte temporale
considerato (rispettivamente 3.084, 1.904 e 1.874 unità locali). Va notato, al riguardo, il diverso
contributo di ciascuna di queste categorie, dal momento che, mentre i soggetti attivi in senso
occupazionale in un solo anno rappresentano l’insieme più numeroso (47,8%) ma con meno

17
     La base di riferimento è lo stock medio di imprese attive nel periodo 2013-2016.

                                                                                                                                                                        16
comunicazioni (11,0%), quello costituito da coloro che hanno operato in tutti e quattro i periodi,
all’opposto, spiega più della metà della domanda di lavoro (77.953 comunicazioni, ossia il 58,8%
del totale), pur contando solo 1.847 unità locali (14,1%). Le realtà attive per 2 o 3 periodi hanno
generato una quota tutto sommato simile di comunicazioni (rispettivamente il 14,4% ed il 15,8%),
nonostante la diversa consistenza che, come si è visto, le contraddistingue, rappresentando, le une, il
23,6% dei soggetti e, le altre, il 14,5%.
     Al di là del dato aggregato, è, poi, interessante osservare come, nei singoli anni, il numero dei
datori di lavoro occupazionalmente attivi, vari in maniera piuttosto evidente, segnando un picco
durante il 2015 (6.990 unità locali occupazionalmente attive) e il proprio punto di minimo nel 2013
(6.020 unità locali occupazionalmente attive). Tale dinamica riflette la fase di progressivo recupero
vissuta dal mercato del lavoro dell’Ovest Milano, nonché il processo di riaggiustamento che, nel
2016, riporta il sistema economico locale ad una condizione di normalità, dopo la chiusura della
parentesi estemporanea che aveva caratterizzato l’anno precedente18.
     Ciò spiega, tra l’altro, le oscillazioni che si osservano per quanto attiene la quota del tessuto
imprenditoriale che concretamente ha alimentato la domanda di lavoro, i cui valori sono compresi
tra il 19,4% del 2013 ed il 22,2% del 2015.

                  Indicatore                                           Anni

                                                   2013         2014          2015        2016

Unità locali                                         6.020       6.145         6.990       6.367
Comunicazioni                                       30.496      33.279        36.623      32.242
 di cui avviamenti                                  29.373      32.037        35.103      30.588
 di cui tirocini                                     1.123       1.242         1.520       1.654

Comunicazioni per unità locale                         5,1          5,4           5,2         5,1
Incidenza % unità locali su imprese attive          19,4%        19,7%         22,2%       20,2%

Realtà occupazionalmente attive (unità locali) e relative comunicazioni per periodo di attività occupazionale. Area: Ovest Milano.
Periodo: anni 2013-2016. Fonte: OML - Città Metropolitana di Milano. Elaborazioni: Eurolavoro / AFOL Ovest Milano -
Osservatorio Socio Economico.

18
  Per maggiori approfondimenti si veda: Eurolavoro / AFOL Ovest Milano – Osservatorio Socio Economico, Il
mercato del lavoro dell’Ovest Milano tra ripresa e ritorno alla normalità, Numeri in breve n. 10, giugno 2017.

                                                                                                                              17
Un’ulteriore dimensione di analisi che descrive le interazioni tra le imprese dell’area ed il
mercato del lavoro considera il numero di comunicazioni rilevato in capo a ciascun soggetto,
sempre con riferimento al quadriennio 2013-2016. Da questo punto di vista, si nota come, nella
maggior parte dei casi, le realtà occupazionalmente attive, oltre ad avere avuto un’interazione con il
lato dell’offerta limitata ad un periodo circoscritto, abbiano altresì generato una movimentazione di
forza lavoro tendenzialmente contenuta. Ne è prova il fatto che 4.001 soggetti, vale a dire il 30,6%
del totale, abbiano avuto al proprio attivo un’unica comunicazione, e in capo ad altri 6.866 soggetti
(51,1%) si contino tra le 2 e le 9 comunicazioni. In buona sostanza, l’81,7% delle unità locali spiega
meno di un quarto (23,5%) della domanda di lavoro rilevata tra il 2013 ed il 2016 (rispettivamente
4.001 comunicazioni e 27.226 comunicazioni per i soggetti appartenenti ai due insiemi ora
menzionati) a fronte di un’incidenza minoritaria degli altri gruppi, i quali, tuttavia, hanno
contribuito in maniera nettamente più consistente. Al riguardo, si contano 2.019 unità locali
(15,4%) appartenenti alla classe 10-49 comunicazioni, 216 (1,7%) con 50-99 comunicazioni e 167
(1,3%) con 100 comunicazioni o più. Considerando il loro peso sulla base dei volumi degli
avviamenti al lavoro e dei tirocini, tali categorie spiegano, nel complesso, 101.413 comunicazioni,
rispettivamente 38.844 (29,3%) nel primo caso, 14.601 (11,0%) nel secondo e 47.968 (36,2%) nel
terzo, mettendo, dunque, in luce una certa polarizzazione su un numero limitato di soggetti.
     L’incrocio di queste dimensioni di analisi – i periodi di attività in senso occupazionale, da un
lato, e il numero di comunicazioni rilasciate, dall’altro – ed il loro esame congiunto consente, poi, di
aggiungere una serie di ulteriori dettagli al quadro finora tracciato, nonché di mettere in relazione la
tipologia e la natura delle interazioni con il mercato del lavoro con i caratteri distintivi dei principali
segmenti19 di cui si compone la domanda di lavoro sul territorio.

19
  Si sono considerati 6 gruppi: in tutto si tratta di 11.316 unità locali (ovvero l’86,5% del totale) in capo alle quali si
contano 92.007 comunicazioni (vale a dire il 69,4% del totale).

                                                                                                                       18
Numero                             Unità locali                                           Comunicazioni
 comunicaz.                  Periodi di attività                                      Periodi di attività

                   1 solo     2          3            4       Totale        1 solo      2          3          4         Totale
                  periodo   periodi    periodi      periodi                periodo    periodi    periodi    periodi

                                                                Valori assoluti

1 sola              4.001         0          0            0    4.001         4.001          0          0          0   4.001
2-9                 2.080     2.716      1.353          537    6.686         6.545      9.760      7.244      3.677 27.226
10-49                 157       329        501        1.032    2.019         2.798      5.742      8.941     21.363 38.844
50-99                  12        27         33          144      216           787      1.849      2.146      9.819 14.601
100 e più               4        12         17          134      167           471      1.746      2.657     43.094 47.968
Totale              6.254     3.084      1.904        1.847   13.089        14.602     19.097     20.988     77.953 132.640

                                                                 % sul totale

1 sola             30,6%       0,0%      0,0%         0,0%     30,6%         3,0%       0,0%        0,0%       0,0%       3,0%
2-9                15,9%      20,8%     10,3%         4,1%     51,1%         4,9%       7,4%        5,5%       2,8%      20,5%
10-49               1,2%       2,5%      3,8%         7,9%     15,4%         2,1%       4,3%        6,7%      16,1%      29,3%
50-99               0,1%       0,2%      0,3%         1,1%      1,7%         0,6%       1,4%        1,6%       7,4%      11,0%
100 e più           0,0%       0,1%      0,1%         1,0%      1,3%         0,4%       1,3%        2,0%      32,5%      36,2%
Totale             47,8%      23,6%     14,5%        14,1%    100,0%        11,0%      14,4%       15,8%      58,8%     100,0%

Realtà occupazionalmente attive (unità locali) e relative comunicazioni per numero di periodi di attività occupazionale e numero di
comunicazioni effettuate. Area: Ovest Milano. Periodo: anni 2013-2016. Fonte: OML - Città Metropolitana di Milano. Elaborazioni:
Eurolavoro / AFOL Ovest Milano - Osservatorio Socio Economico.

      Sotto questo profilo, il primo insieme (gruppo A) è costituito dai 4.001 soggetti per i quali
l’interazione con il mercato del lavoro locale si è sostanziata in un’unica comunicazione. Come già
si è visto, si tratta del gruppo numericamente più rilevante, dal momento che in esso è ricompreso il
30,6% delle unità locali occupazionalmente attive, ma al quale è imputabile appena il 3,0% delle
comunicazioni (4.001 comunicazioni), consistite in 3.785 assunzioni (94,6%) e 216 tirocini (5,4%).
      La sua fisionomia ruota attorno ai settori che più hanno offerto opportunità di lavoro, con una
polarizzazione specialmente sul terziario legato al commercio, ove figura il 21,6% delle realtà
ricomprese in questo gruppo (a fronte di una media del 18,7%), l’industria manifatturiera (17,9%),
specialmente per quanto riguarda le lavorazioni a bassa o medio-bassa intensità di tecnologia, e le
costruzioni (14,1%). Meno rilevante ma pur sempre significativo è anche il ruolo delle attività di
alloggio e ristorazione (8,5%), nonché quello delle funzioni a basso valore aggiunto20 (7,3%) e dei
servizi alla persona21 (6,5%). In via generale, da un punto di vista qualitativo, i soggetti del gruppo
A operano in comparti che non sono caratterizzati da una particolare tensione nei confronti
dell’innovazione, aspetto evidenziato da un peso delle attività knowledge intensive limitato al 19,2%

20
     Si tratta di quelle ricomprese entro la sezione N della classificazione ATECO.
21
     Si tratta della sezione S della classificazione ATECO.

                                                                                                                                 19
dei casi, per quanto ciò non costituisca una peculiarità, bensì un elemento che si ritrova
trasversalmente anche in tutti gli altri segmenti caratterizzati da un numero contenuto di
comunicazioni obbligatorie.
      Parallelamente, si nota l’appartenenza sia ad ambiti di specializzazione (42,5%), sia ad attività
non analogamente connotate in tal senso (42,2%) ed un ammontare relativamente consistente di
realtà (10,6%) che operano in settori il cui peso è alquanto limitato all’interno del sistema
territoriale dell’Ovest Milano e che non costituiscono alcuna particolare vocazione produttiva per
l’area.

               Indicatore                                               Segmento

                                       Gruppo A      Gruppo B    Gruppo C Gruppo D Gruppo E              Gruppo F

Unità locali                                4.001          134        2.080         2.716        1.353       1.032
Comunicazioni                               4.001       43.094        6.545         9.760        7.244      21.363
 di cui avviamenti                         94,6%        97,3%        97,1%         94,2%        94,2%       93,3%
 di cui tirocini                            5,4%         2,7%         2,9%          5,8%         5,8%        6,7%

Comunicazioni per unità locale                 1,0       321,6           3,1          3,6          5,4         20,7

Numero periodi di attività                       1           4             1            2            3            4
Numero comunicazioni (classe)               1 sola   100 e più           2-9          2-9          2-9        10-49

Caratteristiche dei principali segmenti in cui si articola la domanda di lavoro rappresentata dalle realtà occupazionalmente attive.
Area: Ovest Milano. Periodo: anni 2013-2016. Fonte: OML - Città Metropolitana di Milano. Elaborazioni: Eurolavoro / AFOL Ovest
Milano - Osservatorio Socio Economico.

      Agli antipodi rispetto alle realtà che si sono interfacciate in modo del tutto episodico con il
mercato del lavoro vi è, invece, il gruppo B, costituito dai soggetti risultati attivi in tutti e 4 gli anni
considerati, generando dei volumi di comunicazioni molto importanti (oltre 100, con una media di
321,6 ciascuno). Nel complesso si tratta di 134 unità locali, vale a dire l’1,0% del totale, in capo alle
quali si contano 43.094 comunicazioni, ossia poco meno di un terzo (32,5%) di quelle osservate nel
periodo 2013-2016 in tutto l’Ovest Milano22. Benchè nell’insieme rientrino i soggetti in capo ai
quali si rilevano almeno 100 comunicazioni, la metà di essi ne ha al proprio attivo più di 200 e, in
alcuni casi (6 situazioni), si supera la soglia delle 1000 comunicazioni, con punte di 2.010 e 2.876
comunicazioni. In via generale, la domanda espressa da questo segmento è composta
essenzialmente dagli avviamenti al lavoro (41.941 comunicazioni) a fronte di un uso piuttosto
limitato dei tirocini (1.153 comunicazioni), la cui incidenza è pari al 2,7%, ossia alla metà di quanto

22
     Si ricorda che il dato esclude la somministrazione ed il lavoro domestico.

                                                                                                                                20
si è potuto osservare per il gruppo A (5,4%). Il basso ricorso a questo istituto è una caratteristica
abbastanza peculiare delle realtà del gruppo B, che, nella panoramica dei vari segmenti esaminati, si
ritrova solo per i soggetti occupazionalmente attivi per 1 periodo ed appartenenti alla classe 2-9
comunicazioni. Negli altri casi si rilevano, invece, incidenze tra il 5,8% ed il 6,7%.
   Un altro elemento distintivo del gruppo B è rappresentato dalla singolare fisionomia produttiva,
imperniata essenzialmente attorno a tre settori: l’istruzione, le attività manifatturiere ed i servizi a
bassa qualifica ricompresi nella sezione N della classificazione ATECO. Di questi, il primo è,
indubbiamente, quello più rilevante, dal momento che rappresenta il 41,0% delle unità locali (55
realtà) e, parimenti, spiega il 42,8% delle comunicazioni (18.430 comunicazioni). L’industria
manifatturiera conta 14 realtà (10,4%) e altrettante ne annoverano i servizi della sezione N, con una
differenza rilevante, però, per quanto attiene il rispettivo contributo alla domanda di lavoro, in un
caso quantificato da 2.789 comunicazioni (6,5%), nell’altro da 6.833 (15,9%).
   A livello qualitativo, le realtà del segmento in esame appartengono solo in misura ridotta agli
ambiti di specializzazione del territorio (20,1% delle unità locali occupazionalmente attive) e
mostrano un certo legame con i settori knowledge intensive, che, però, va decisamente
ridimensionandosi se si considera il dato al netto del comparto dell’istruzione (si scende da
un’incidenza pari al 63,4% per quanto riguarda le unità locali ed al 66,1% in termini di
comunicazioni ad una pari, rispettivamente, al 22,4% per le unità locali ed al 17,3% per le
comunicazioni).
   Tra questi due estremi, descritti dai gruppi A e B, si pongono gli altri segmenti, connotati da una
serie di interrelazioni con il mercato del lavoro locale abbastanza varie per la loro intensità e per
quanto attiene il contributo apportato alla domanda di lavoro dell’Ovest Milano. Da questa
prospettiva, i gruppi C, D ed E sono accomunati dal fatto di essere composti da realtà con al proprio
attivo tra le 2 e le 9 comunicazioni (ripartite, rispettivamente, in 1, 2 e 3 periodi), mentre il gruppo F
è formato dai soggetti che figurano all’interno della classe 10-49 comunicazioni e che si sono
rivelati attivi in senso occupazionale durante tutto il quadriennio 2013-2016. Il gruppo C annovera
2.080 realtà (vale a dire il 15,9% del totale) a cui sono imputabili 6.545 comunicazioni (ossia il
4,9% della domanda), il gruppo D 2.716 realtà (20,8%) e 9.760 comunicazioni (7,4%), il gruppo E
1.353 realtà (10,3%) e 7.244 comunicazioni (5,5%), mentre il gruppo F include 1.032 realtà (7,9%)
che hanno generato 21.363 comunicazioni (16,1%).

                                                                                                       21
Settore                                                        Segmento

                                                   Gruppo A     Gruppo B     Gruppo C Gruppo D Gruppo E              Gruppo F

A - Agricoltura, silvicoltura e pesca                   1,4%         0,0%         0,7%         1,4%         1,9%         2,1%
C - Attività manifatturiere                            17,9%        10,4%        17,6%        22,6%        28,8%        31,5%
F - Costruzioni                                        14,1%         6,0%        15,8%        13,1%        11,2%         9,3%
G - Commercio                                          21,6%         4,5%        17,6%        19,9%        19,3%        17,7%
H - Trasporto e magazzinaggio                           3,2%         2,2%         4,2%         2,7%         3,6%         4,0%
I - Alloggio e ristorazione                             8,5%         3,7%        13,6%         9,8%         8,9%        10,7%
J - Servizi di informazione e comunicazione             2,9%         3,0%         2,4%         3,1%         2,4%         1,6%
K - Attività finanziarie e assicurative                 1,7%         0,0%         0,7%         1,3%         0,6%         0,4%
L - Attività immobiliari                                2,9%         0,0%         1,2%         1,3%         0,7%         0,2%
M - Attività prof.li, scientifiche e tecniche           5,8%         1,5%         3,7%         5,0%         3,3%         2,3%
N - Noleggio, ag. viaggio, supporto imprese             7,3%        10,4%         9,4%         6,7%         5,4%         4,2%
O - PA e difesa; assic. sociale obbl.                   0,1%         3,7%         0,1%         0,3%         0,4%         1,7%
P - Istruzione                                          0,6%        41,0%         1,2%         0,9%         1,3%         3,7%
Q - Sanità e assistenza sociale                         2,7%         6,7%         3,6%         2,7%         3,6%         4,4%
R - Att. artistiche, sport, intrattenimento             1,5%         2,2%         1,7%         1,5%         1,1%         1,2%
S - Altre attività di servizi                           6,5%         3,0%         5,7%         6,7%         6,4%         4,2%
TOTALE economia                                       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%

Realtà occupazionalmente attive (unità locali) per settore economico (sezione ATECO). Principali segmenti in cui si articola la
domanda di lavoro. Area: Ovest Milano. Periodo: anni 2013-2016. Fonte: OML - Città Metropolitana di Milano. Elaborazioni:
Eurolavoro / AFOL Ovest Milano - Osservatorio Socio Economico.

                     Settore                                                        Segmento

                                                   Gruppo A     Gruppo B     Gruppo C Gruppo D Gruppo E              Gruppo F

A - Agricoltura, silvicoltura e pesca                   1,4%         0,0%         0,6%         1,2%         1,8%         2,3%
C - Attività manifatturiere                            17,9%         6,5%        18,4%        23,5%        29,1%        29,9%
F - Costruzioni                                        14,1%         3,3%        15,6%        13,6%        11,7%         9,1%
G - Commercio                                          21,6%         4,6%        16,1%        19,3%        18,6%        16,7%
H - Trasporto e magazzinaggio                           3,2%         1,2%         4,7%         2,8%         3,7%         4,4%
I - Alloggio e ristorazione                             8,5%         1,7%        13,9%        10,1%         9,3%        10,7%
J - Servizi di informazione e comunicazione             2,9%         7,0%         2,2%         3,0%         2,4%         2,1%
K - Attività finanziarie e assicurative                 1,7%         0,0%         0,6%         1,1%         0,5%         0,3%
L - Attività immobiliari                                2,9%         0,0%         1,0%         1,1%         0,5%         0,1%
M - Attività prof.li, scientifiche e tecniche           5,8%         4,3%         3,3%         4,5%         3,0%         2,2%
N - Noleggio, ag. viaggio, supporto imprese             7,3%        15,9%         9,4%         6,8%         5,6%         4,6%
O - PA e difesa; assic. sociale obbl.                   0,1%         1,8%         0,2%         0,4%         0,6%         2,1%
P - Istruzione                                          0,6%        42,8%         1,9%         0,9%         1,3%         4,7%
Q - Sanità e assistenza sociale                         2,7%         2,9%         4,1%         2,7%         3,8%         5,3%
R - Att. artistiche, sport, intrattenimento             1,5%         3,3%         2,2%         1,8%         1,2%         1,3%
S - Altre attività di servizi                           6,5%         3,9%         5,1%         6,4%         6,1%         3,3%
TOTALE economia                                       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%

Comunicazioni rilasciate dalle realtà occupazionalmente attive per settore economico (sezione ATECO). Principali segmenti in cui si
articola la domanda di lavoro. Area: Ovest Milano. Periodo: anni 2013-2016. Fonte: OML - Città Metropolitana di Milano.
Elaborazioni: Eurolavoro / AFOL Ovest Milano - Osservatorio Socio Economico.

                                                                                                                                22
Per quanto, a livello aggregato, ciascun insieme abbia una fisionomia che ruota essenzialmente
attorno ai medesimi comparti – l’industria manifatturiera, il commercio, le costruzioni, i servizi di
alloggio e ristorazione, le funzioni a bassa qualifica ed i servizi alla persona –, è opportuno mettere
a fuoco talune specificità. Al riguardo, i gruppi E ed F sono quelli più caratterizzati in senso
manifatturiero, con un’incidenza di queste attività pari, rispettivamente, al 28,8% ed al 31,5% delle
unità locali ed un contributo parimenti di tutto rilievo (29,1% e 29,9%) alla domanda di lavoro. In
parte, ciò si ritrova anche con riferimento al gruppo D, dove l’industria rappresenta il 22,6% delle
unità locali occupazionalmente attive ed il 23,5% delle comunicazioni, mentre appare un tratto dai
contorni più sfumati all’interno del gruppo C, per il quale tali attività ricoprono un peso del tutto
simile a quello del commercio (17,6% in entrambi i casi), pur confermandosi più importanti sotto il
profilo occupazionale (1.202 comunicazioni contro 1.020). L’edilizia appare sovrarappresentata nei
segmenti contraddistinti da un minor numero di comunicazioni e un’interrelazione con il mercato
del lavoro più circoscritta nel tempo, avendo un’incidenza pari, in termini di unità locali, al 15,8%
ed al 13,1% nei gruppi C e D, a fronte di quote pari all’11,2% ed al 9,3% per quanto riguarda i
gruppi E ed F.
   Sul versante del terziario, il commercio costituisce trasversalmente il principale settore di
riferimento per i soggetti che hanno interagito con il mercato del lavoro locale (con incidenze che
vanno dal 17,6% per il gruppo C al 19,9% per il gruppo D), mentre le restanti funzioni rivestono un
peso via via minore. Da rilevare, al proposito, la sovrarappresentazione dei servizi di alloggio e
ristorazione e delle attività a bassa qualifica nel gruppo C (13,6% contro valori compresi tra l’8,9%
ed il 10,7%, nel primo caso; 9,4% contro valori compresi tra il 4,2% ed il 6,7% nel secondo).
   A livello qualitativo, nei gruppi D, E ed F la domanda di lavoro viene alimentata in prevalenza
dalle imprese che operano nell’ambito dei settori di specializzazione produttiva che rivestono anche
una certa importanza all’interno del sistema economico locale, a fronte della più consistente quota
ricoperta dagli ambiti non specializzati (ma pur sempre di rilievo) nel caso del gruppo C. Ricorrente
è, invece, il ruolo relativamente contenuto delle attività ad intensità di conoscenza e di innovazione,
per quanto i gruppi E ed F si distinguano per una sovrarappresentazione delle lavorazioni industriali
a medio-alto contenuto tecnologico.

                                                                                                    23
Settore                                                   Segmento

                                           Gruppo A     Gruppo B    Gruppo C Gruppo D Gruppo E             Gruppo F

                                                                           Unità locali

Settori specializzati e di rilievo            42,5%        20,1%        40,6%        45,4%        47,7%        48,6%
Settori specializzati ma non di rilievo        1,8%         5,2%         2,0%         2,6%         2,7%         4,6%
Settori non specializzati ma di rilievo       42,2%        18,7%        43,4%        37,7%        36,1%        30,5%
Settori non specializzati nè di rilievo       10,6%        52,2%        12,0%        11,6%        10,3%        11,5%
Altro                                          3,0%         3,7%         2,0%         2,8%         3,2%         4,7%
Totale                                       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%

Alta intensità di conoscenza                  19,2%        63,4%        17,0%        20,0%        20,9%        26,0%
Bassa intensità di conoscenza                 64,7%        29,1%        65,9%        64,8%        65,4%        61,7%
Altro                                         16,1%         7,5%        17,1%        15,2%        13,7%        12,3%
Totale                                       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%

                                                                         Comunicazioni

Settori specializzati e di rilievo            42,5%        14,4%        40,1%        45,6%        47,7%        45,5%
Settori specializzati ma non di rilievo        1,8%         2,4%         2,2%         2,7%         2,9%         5,1%
Settori non specializzati ma di rilievo       42,2%        21,3%        42,8%        37,2%        35,5%        30,3%
Settori non specializzati nè di rilievo       10,6%        60,1%        13,0%        11,9%        10,7%        13,8%
Altro                                          3,0%         1,8%         1,9%         2,5%         3,3%         5,3%
Totale                                       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%

Alta intensità di conoscenza                  19,2%        66,1%        18,1%        19,6%        21,3%        28,4%
Bassa intensità di conoscenza                 64,7%        29,7%        65,1%        64,8%        64,7%        59,3%
Altro                                         16,1%         4,2%        16,8%        15,5%        14,0%        12,4%
Totale                                       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%       100,0%

Realtà occupazionalmente attive (unità locali) e relative comunicazioni per ruolo e contenuto di conoscenza del settore di
appartenenza. Principali segmenti in cui si articola la domanda di lavoro. Area: Ovest Milano. Periodo: anni 2013-2016. Fonte: OML
- Città Metropolitana di Milano. Elaborazioni: Eurolavoro / AFOL Ovest Milano - Osservatorio Socio Economico.

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3 LE STRATEGIE, LE SCELTE ED IL RAPPORTO CON IL
  PERSONALE ASSUNTO

3.1 I caratteri socio demografici dei lavoratori entrati a far parte degli organici
    aziendali
      Come noto, le risorse umane costituiscono una componente fondamentale e sempre più strategica
per l’attività di un’impresa. Il loro contributo, infatti, non si esaurisce con il mero svolgimento della
prestazione lavorativa, ma va ben oltre, sostanziandosi nell’apporto di know-how, competenze,
conoscenze, nonché di tutta una serie di altri fattori intangibili che generano valore per i vari
processi produttivi, piuttosto che per quanto attiene l’erogazione dei servizi. Ne consegue che, per
poter leggere e comprendere a fondo il comportamento e le strategie delle realtà occupazionalmente
attive tra il 2013 ed il 2016, è opportuno considerare, pur sempre incentrando il punto di
osservazione sul lato della domanda, anche i caratteri socio demografici della manodopera, oltre
alle altre variabili (inquadramento contrattuale, mansione svolta, ecc.) che tradizionalmente
descrivono la relazione che si crea tra il datore di lavoro ed il lavoratore.
      Da questa prospettiva, per ciascun soggetto, accanto alla quantità ed ai volumi delle
comunicazioni rilasciate nel lasso temporale esaminato, si è, quindi, provveduto a ricostruire anche
il numero delle persone coinvolte (a cui tali pratiche si riferiscono), qualificando, inoltre, tale
grandezza sulla base del genere, delle classi di età di appartenenza e del titolo di studio posseduto23.
Sotto questo profilo, nel complesso, nelle 13.089 unità locali che hanno interagito con il mercato del
lavoro dell’Ovest Milano è stato possibile rilevare il transito di 101.240 lavoratori.
      Onde evitare fraintendimenti, è bene precisare fin da subito che, in realtà, il numero delle
persone che, in questi stessi anni, si sono affacciate sul mercato del lavoro locale e hanno iniziato
un’occupazione è nettamente più basso (84.036 persone) e che la differenza che si osserva rispetto
alla grandezza presentata (17.204 unità) si spiega alla luce di coloro che hanno cambiato posto di
lavoro nel corso del tempo, operando, in momenti successivi, presso delle realtà distinte. La scelta
di conteggiarli più volte (una per ogni datore di lavoro con cui si è instaurato il rapporto
contrattuale) non è casuale, bensì risponde agli obiettivi di questo Quaderno di ricerca ed, in
particolare, alla specifica esigenza di mettere a fuoco il modo in cui si è strutturato e si è evoluto,
nel tempo, il legame tra ciascuna singola realtà ed il proprio organico24. Solo così facendo, infatti, è
stato possibile analizzare, osservandoli dal punto di vista dell’impresa, fenomeni quali la gestione

23
     Si consideri con estrema cautela quest’ultima variabile in ragione dei numerosi casi in cui i dati risultano incompleti.
24
     In questa sede, il fulcro dell’analisi longitudinale è l’unità locale, non il lavoratore.

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