Dimagrire mangiando in Un post a tavola

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Dimagrire mangiando in Un post a tavola
Dimagrire mangiando - Donna - Libero News                                                                            24/05/10 20.07

                                                                  Dimagrire mangiando
                                                                  in Un post a tavola

                                                                  Le diete da fame non servono a nulla.
                                                                  Fanno perdere peso velocemente ma
                                                                  altrettanto velocemente lo fanno
                                                                  riguadagnare. È sbagliato eliminare
                                                                  alimenti come la pasta, il pane, le
                                                                  patate e i dolci. Ecco le 15 regole d'oro

                                                                  Niente tristi piatti di verdurine scondite,
                                                                  nessuna rinuncia alimentare e neppure sedute
                                                                  massacranti di palestra. Per acquistare una
                                                                  linea invidiabile e mantenersi in salute l’unico
                                                                  alleato efficace è il buon senso e un po' di
                                                                  esercizio fisico, da fare costantemente.
                                                                  Parola dell’Associazione nazionale dietisti
                                                                  (Andid), che detta i 15 comandamenti della
                                                                  dieta del buon senso. L’errore più
                                                                  frequente, come spiega la presidente Giovanna
                                                                  Cecchetto, è che quando si vuole dimagrire si
                                                                  eliminano, insieme a fritti e dolci, anche
                                                                  alcuni gruppo di alimenti necessari, le tre “p”
                                                                  in primis: pane, pasta e patate.

                                             Un regime alimentare così severo ha influenze anche sulla vita
                                             sociale, poiché ci impedisce di andare a mangiare al ristorante
                                             o da amici. Il pasto non è più un momento da gustare e
                                             condividere con gli altri, ma un momento in cui si reprimono
                                             gusti ed emozioni. Il tutto per cercare di perdere più chili nel
                                             minor tempo possibile . Imprese del genere danno sì risultati
                                             immediati, ma anche poco duraturi. Infatti, come prosegue la
                                             Cecchetto, «Una volta abbandonata la dieta si tende a ritornare
                                             alle vecchie abitudini e cedere alle voglie, con il risultato che i
                                             chili persi vengono poi recuperati, superando spesso il peso
                                             iniziale e avviando un pericoloso circolo vizioso che porta il peso
                                             a continui su e giù e innesca fastidiosi conflitti interiori con il
                                             cibo». La vera sfida quindi è quella di riuscire a mantenere il
        peso forma in modo duraturo, senza rinunciare ai piaceri della tavola.

        Ecco le regole d’oro da seguire:
        1) Non saltare mai i pasti, a partire dalla colazione. Il digiuno riduce la capacità di concentrazione
        e non incide sulla riduzione del peso, ma anzi rischia di affamarvi tanto da indurvi a mangiare di più al
        momento del pasto successivo.
        2) Inserire in ogni pasto una porzione di carboidrati, privilegiando quelli di tipo integrale e a scarso
        contenuto in grassi. I carboidrati integrali sono preferibili perché contengono fibre, che aumentano il
        senso di sazietà e migliorano le funzionalità intestinali.
        3) Inserire in ogni pasto principale una buona porzione di verdura. Contengono antiossidanti,
        vitamine, minerali e proteggono dall’insorgere di malattie come diabete, infarto, cancro e obesità.
        Meglio però consumare quelle di stagione coltivate localmente e non dall’altra parte del mondo. Fate
        attenzione perciò alla provenienza.
        4) Negli spuntini (massimo due al giorno) preferire la frutta. Se si lasciano passare troppe ore tra un
        pasto e l’altro, insorgono gli attacchi di fame. Sì perciò agli spuntini, purché equilibrati e non
        ipercalorici. La frutta va benissimo.
        5) Limitare la frequenza dei formaggi a 2-3 volte a settimana. I formaggi contengono proteine, calcio,
        fosforo e vitamina A, ma anche un elevato contenuto di grassi (che varia a secondo del tipo). Mangiarli
        sì ma con moderazione.
        6) Consumare il pesce almeno 2 volte a settimana. Il consumo regolare del pesce è un toccasana. È
        ricco di fosforo, proteine nobili, vitamine e Omega 3.
        7) Inserire almeno 2-3 volte a settimana, in uno dei pasti principali, piatti unici come zuppa di
        legumi e cereali accompagnati da un contorno di verdura; insalatona con uovo, prosciutto cotto magro
        o mozzarella o tonno, accompagnata da una porzione di pane; pasta o riso freddo condito con verdure.
        Sono tutti piatti saporiti e fantasiosi, con un rapporto equilibrato tra gli alimenti.
        8) Preferire per i primi piatti i condimenti vegetali, come per esempio pomodoro, zucchine,
        melanzane, broccoletti, asparagi, pomodorini freschi, spinaci. Sono leggeri e ricchi di vitamine.
        9) Limitare i sughi più ricchi (tipo quelli a base di ragù, pancetta, panna) a 1-2 volte a settimana, e
        farli seguire al massimo da un contorno di verdure, senza aggiunta di un secondo. Non bisogna abusare
        di piatti gustosi ma ricchi di calorie. Imparate qui come si fa un soffritto light ma gustoso
        10) Evitare la somma, nello stesso pasto, di alimenti con uguale funzione nutritiva (per esempio carne
        + formaggio, pane + pasta, patate + pane)
        11) Utilizzare metodi di cottura sani come bolliti, al vapore, in umido, alla griglia, brasati. Non si
        vuole demonizzare la frittura, ma è meglio gustarla solo occasionalmente.
        12) Per ridurre al minimo i condimenti grassi utilizzare per ingredienti verdure, acqua o brodo vegetale,
        vino, salsa di pomodoro ed erbe aromatiche. Anche col sale è meglio andarci piano: troppo fa
        aumentare la pressione e inoltre aumenta la ritenzione idrica, provocando gonfiore e cellulite.
        13) Privilegiare l'olio extravergine d'oliva in minima quantità in cottura, aggiungendolo a crudo a
        fine cottura. La cottura infatti modifica i grassi rendendoli meno salutari
        14) Limitare il consumo di dolci preferibilmente a fine pasto o a colazione, piuttosto che fuori pasto,
        preferibilmente al posto e non oltre altri alimenti, quali pane o sostituti, pasta e simili.
        15) Bere almeno un litro e mezzo-2 litri di liquidi al giorno, prevalentemente acqua o bevande
        non zuccherate, che aiutano l’organismo a depurarsi eliminando le tossine.

                                                                                                   Libero News
Dimagrire mangiando in Un post a tavola
Mamme Domani | Attenzione alle diete sbagliate: portano sempre alle grandi abbuffate                                             24/05/10 20.09

       MAMME DOMANI - Alimentazione
       Attenzione alle diete sbagliate: portano
       sempre alle grandi abbuffate
       Benessere - Alimentazione
       Scritto da Angela Messina                     Lunedì 24 Maggio 2010 10:43
                I modelli estetici che ci vengono ogni giorno mostrati portano molte adolescenti ad
                iniziare una dieta che non finisce mai: l'allarme è stato lanciato dagli esperti riuniti al
                XXII Congresso Nazionale dell’Associazione Nazionale Dietisti (ANDID), che ha
       definito "dieting" questo stato di dipendenza che sfocia sempre più spesso in grandi abbuffate.

       Il 70% delle adolescenti è sempre a dieta: una dieta che viene iniziata ma seguita in modo
       scorretto, creando l'effetto yo-yo cioè il perdere peso in maniera discontinua, alternando momenti
       di magra alle incontrollabili ed incontrollate abbuffate, dannose per il mantenimento del peso.

       Un meccanismo pericoloso che per gli esperti può creare un circolo vizioso.
       La dieta drastica è basata sulla rinuncia e sulla classificazione dei cibi in permessi e proibiti.
       Situazione sopportabile per poco tempo anche perché questa rinuncia spesso si espande a
       un'ampia gamma di alimenti necessari, come pane e pasta, e il risultato è quello di avere sempre
       fame e al conseguente senso di colpa e ansia che portano alle abbuffate compensatorie.
       Come suggeriscono i più grandi esperti in alimentazione, per superare la dipendenza non si deve
       essere legati al grammo o allo schema fisso, ma puntare sul risultato a medio-lungo termine,
       acquisendo capacità di gestire voglie, tentazioni e situazioni difficili, come occasioni sociali e
       impegni di lavoro, con consapevolezza e strategie vincenti e semplici da attuare nella
       quotidianità.
       La dieta deve essere pertanto basata sul singolo individuo e personalizzata il più possibile.

http://www.mammedomani.it/benessere/alimentazione/1011-attenzio…ndi-abbuffate.html?tmpl=component&print=1&layout=default&page=     Pagina 1 di 2
Dimagrire mangiando in Un post a tavola
La dieta? Il difficile è smettere!                                                                         http://www.milanoweb.com/notizie/salute-e-bellezza/9385_la...

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                                                      La dieta? Il difficile è
                                                      smettere!
                                                      Si chiama "dieting" lo stato di dieta
                                                      perenne, che sfocia nelle abbuffate
                                                      dannose

             20/05/2010 - 17:36

                    Indietro                Invia            Scrivi alla redazione

             La continua imitazione di modelli estetici, proposti dalla società odierna,
             spinge sempre di più le adolescenti ad una dieta (dimagrante) perenne
             e spesso incontrollata che, secondo l'Associazione nazionale dietisti,
             può diventare una vera e propria dipendenza, chiamata “dieting”.

             L'altro difetto di questo sistema è il cosiddetto effetto yo-yo, cioè il
             perdere peso in maniera discontinua, alternando momenti di “magra” alle
             incontrollabili ed incontrollate "abbuffate", dannose per il mantenimento
             del peso.

             Partendo dalla premessa che la perdita di peso non è un imperativo
             categorico, ma è legata alla reale massa grassa di ogni singola persona e
             al suo stile di vita, una dieta che funzioni deve essere piacevole e
             sostenibile, senza diventare motivo di stress né un'ossessione, senza
             comportare la divisione in cibi si e cibi no, escludendo così un'ampia
             gamma di alimenti "necessari".

             “Per superare la dipendenza” - spiega Giovanna Cecchetto, presidente
             dell'Andid - “non si deve essere legati al grammo o allo schema fisso, ma
             puntare sul risultato a medio-lungo termine”. Il problema infatti è
             l'orientamento al risultato immediato. Bisogna imparare a gestire
             l'appetito e le voglie, educando il nostro corpo a mangiare correttamente
             sempre. Per tale motivo, è meglio dimenticare le diete fai-da-te per
             affidarsi all'intervento personalizzato di un vero esperto.

                                                                                                                                                Intervista al regista (e leader dei
                                                                                                                                 Tiromancino) che ci ha presentato il suo atteso film
                                                                                                                                 horror "Shadow"
1 di 2                                                                                                                                                                            21/05/10 00:14
                                                                                                                                 12/05/2010 - Il 14 Maggio esce, dopo una lunga attesa e
              Autore: Marzia Bianchi                                                                                             preceduto dal plauso della critica mondiale, "Shadow",
                                                                                                                                 la [...]
Dimagrire mangiando in Un post a tavola
Allarme "Dieting": la dieta come una droga - Newsfood.com                                                                                                        24/05/10 20.06

 Puoi ritrovare quest'articolo alla pagina: http://www.newsfood.com/q/91c43b80/i/

 SALUTE

 Mettersi a dieta? meglio mangiare tutto correttamente

 Allarme "Dieting": la dieta come una droga
 "Aspettando l'EXPO. Nutrire il Pianeta… Come?" - Hotel Marriott: 22° Congresso Nazionale ANDID, dietisti e medici specializzati in Scienza dell'Alimentazione e
 Dietetica, Medicina Interna, Igiene degli alimenti e della Nutrizione, Pediatria, Cardiologia e Psichiatria
 © NEWSFOOD.com - 21/05/2010

                                                  22° Congresso Nazionale ANDID "Nuovi orizzonti professionali del Dietista: tra ambiente, salute pubblica, percorsi
                                                  assistenziali integrati e interprofessionalità"-
                                                  Milano, 20-22 maggio 2010 Centro Congressi Hotel Marriott
                                                  Ha inaugurato a Milano il 22° Congresso Nazionale ANDID (associazione nazionale dietisti), che si svolgerà dal 20 al
                                                  22 maggio nel Centro Congressi dell'Hotel Marriott, che ha per titolo "Nuovi orizzonti professionali del Dietista: tra
                                                  ambiente, salute pubblica, percorsi assistenziali integrati e interprofessionalità" e al quale parteciperanno numerosi
                                                  dietisti e medici specializzati in Scienza dell'Alimentazione e Dietetica, Medicina Interna, Igiene degli alimenti e della
                                                  Nutrizione, Pediatria, Cardiologia e Psichiatria.
                                                  L'evento è organizzato dall'ANDID, associazione fondata nel 1985, che oggi ha oltre 1000 associati, con lo scopo
                                                  principale di tutelare e promuovere la figura professionale del dietista, ed è patrocinato dal Ministero della Salute, dalla
                                                  Regione Lombardia, dall'Università degli Studi di Milano e dalle principali associazioni dei medici e dietisti italiani.
                                                  Nei 3 giorni full immersion si articoleranno diversi gruppi di lavoro, a seconda dei temi e delle specializzazioni
                                                  affrontate, verranno assegnati diversi crediti ECM (educazione Continua in Medicina), 10 per la professione del Dietista,
                                                  9 per quella del Medico e saranno riconosciuti 4 punti ASDD (Associazione Svizzera dei Dietisti), i contributi scientifici
                                                  (sono previsti due premi riservati ai Dietisti per contributi scientifici giudicati dal Comitato Tecnico Scientifico
                                                  dell'ANDID) e un premio ANDID alla miglior tesi di laurea in dietista, che verrà consegnata durante una cena di gala il
                                                  21 maggio 2010.
                                                  Durante tutto il periodo del congresso sarà allestita nel salone Le Baron dell'Hotel Marriott un' interessante mostra
                                                  commerciale con tutte le novità in tema di prodotti alimentari dietetici ed integratori specifici, presentati dagli esperti
                                                  delle principali aziende italiane e multinazionali operanti nel settore.
                                                  (II) Allarme "Dieting": la dieta come una droga, incapaci di smettere a causa del fai-da-te
                                                  Gli esperti ANDID preoccupati "Il 70% delle adolescenti è perennemente a dieta, in modo spesso scorretto e per questo
                                                  non riesce a smettere".
                                                  No ai troppi divieti, sì ad una alimentazione sostenibile e piacevole, attenta alle emozioni e al gusto.
                                                  Essere sempre a dieta senza riuscire a smettere, fino a rischiare crisi di astinenza e senza perdere peso in modo corretto
                                                  e duraturo.
                                                  E' questo il nuovo volto della dipendenza moderna, soprattutto degli adolescenti, ma non solo.
                                                  In termini tecnici si chiama "dieting" ed è strettamente legato alla purtroppo famosa "sindrome da yo-yo", frutto spesso
                                                  del fai-da-te, in cui si perde peso con una dieta restrittiva, ma se ne riprende (e anche di più) durante la fase di
                                                  "disinibizione", al punto di creare un circolo vizioso continuo, che sfocia in una vera e propria dipendenza.

                                                  L'allarme proviene dagli esperti riuniti al 22° Congresso Nazionale dell'Associazione Nazionale Dietisti (ANDID), che
                                                  mettono in guardia: il 70% delle ragazze è a dieta, ma non sempre la segue in modo corretto, rischiando di trasformare
                                                  un leggero sovrappeso in livello di peso più gravi e contribuendo ad incrementare i casi di obesità, che in Italia toccano
                                                  il 33,4% della popolazione (3° Rapporto per l'Obesità in Italia) e costa 11 miliardi di euro l'anno allo Stato.
                                                  Ma soprattutto rimane la frustrazione: il fisico si adatta alla condizione di ristrettezza bruciando meno calorie, non si
                                                  arriva mai al risultato auspicato, perché si punta al risultato immediato.
                                                  Una dieta che funziona, al contrario di quanto si pensa, invece, non deve essere austera, ma "sostenibile e piacevole",
                                                  attenta anche al lato emotivo e alla gratificazione, così come raccomandato dall'American Dietetic Association.
                                                  "Il dieting - spiega Giovanna Cecchetto, Presidente ANDID - è la tendenza a sentirsi costantemente in obbligo di stare a
                                                  dieta, spesso frutto del fai-da- te, senza buon senso, che porta a diete iniziate e mai finite, incostanti e mal strutturate,
                                                  che creano la sindrome da yo-yo, causa numero uno della dipendenza.
                                                  La dieta drastica è basata sulla rinuncia e sulla classificazione dei cibi in ‘permessi' e ‘proibiti' e in quanto tale è
                                                  supportabile per poco tempo.
                                                  Spesso infatti la rinuncia si espande a un'ampia gamma di alimenti necessari, come il pane e la pasta, il risultato è quello
                                                  di ‘affamarsi', con una voglia incontrollata dei cibi più temuti e la difficoltà a contenerne la quantità.
                                                  Da queste perdite di controllo dipendono circoli viziosi emotivi come sensi di colpa, ansia e scarsa stima di sé, che
                                                  portano alla ricerca del cibo e alla rottura della dieta, col risultato di riprendere peso e rimettersi a dieta."
                                                  "Una dieta ultrarigida - precisa Giorgio Bedogni, coordinatore dell'Unità di Epidemiologia clinica al Centro Studi Fegato
                                                  di Trieste - non è sostenibile e viene abbandonata presto.
                                                  Spesso ci si indirizza verso alimenti che non saziano, eliminando invece il pane o la pasta, niente di più sbagliato. Si

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Dimagrire mangiando in Un post a tavola
Allarme "Dieting": la dieta come una droga - Newsfood.com                                                                                                                                     24/05/10 20.06

                                                Spesso ci si indirizza verso alimenti che non saziano, eliminando invece il pane o la pasta, niente di più sbagliato. Si
                                                deve imparare a mangiare e a fare attività fisica, come muoversi e camminare ogni giorno.
                                                Così si può mangiare di più e si perde peso".
                                                "Non si deve togliere - afferma Ambra Morelli, responsabile ANDID Lombardia e dietista alla clinica San Carlo di
                                                Paderno Dugnano (Milano) - ma piuttosto inserire nella dieta alimenti in modo corretto, equilibrato e vario.
                                                Non si deve ovviamente mangiare tutto insieme, ma saper scegliere come alimentarsi senza escludere nulla." "Per
                                                superare la dipendenza - conclude Giovanna Cecchetto - non si deve essere legati al grammo e allo schema fisso, ma
                                                puntare sul risultato a medio-lungo termine, acquisendo capacità di gestire voglie, tentazioni e situazioni difficili, come
 occasioni sociali e impegni di lavoro, con consapevolezza e strategie vincenti da attuare nella quotidianità.
 Meglio affidarsi ad un professionista esperto, che sappia valutare abitudini alimentari e di vita scorretti, ma anche gusti, preferenze e gli aspetti emotivi legati al
 significato che il cibo ha per ognuno di noi".

 Mascia Maluta
 Newsfood.com

 (Riportiamo il Comunicato stampa):
 20 maggio "Aspettando l'Expo. Nutrire il pianeta… come?"
 "L'UTILIZZO RAZIONALE DELLE RISORSE CI SALVERÀ"
 IL CONGRESSO DEI DIETISTI SI APRE AL PUBBLICO
 Marriott Hotel - Viale Washington - ore 10/13

 Milano - I dietisti, per primi tra i professionisti impegnati nel campo della nutrizione e della dietetica, partecipano con il proprio contributo professionale alle
 esperienze avanzate verso l'utilizzo razionale delle risorse alimentari e la tutela dell'ambiente. E di progetti ce ne sono davvero molti. Per esempio il ‘progetto
 italiano della canapa', cioè la valorizzazione di una materia prima pulita e disponibile per molti usi, dai tessuti alla carta; o quello per trasformare i rifiuti in risorsa
 energetica, o, ancora, quello per dimostrare che la salute in cucina non dipende solo dal cibo ma anche dagli strumenti con cui si cucina. Poi troveremo la sicurezza
 alimentare, la ristorazione scolastica, l'ospedale a misura di bambino in collaborazione con l'azienda ospedaliera Meyer di Firenze, la qualità del cibo biologico, e
 l'incontro "cucinando s'impara". Sono questi gli argomenti che terranno banco ad "Aspettando l'EXPO. Nutrire il Pianeta… Come?", il convegno di apertura,
 dedicato ai cittadini, nell'ambito del XXII Congresso Nazionale dell'Associazione Nazionale Dietisti (ANDID). La sessione vedrà la partecipazione di enti locali,
 istituzioni pubbliche ed aziende attualmente impegnate, in collaborazione con ANDID, nella tutela della salute e del benessere dei cittadini con l'obiettivo di rendere
 sempre più visibile la professione del Dietista e le sue competenze nella prevenzione e tutela della salute. L'appuntamento è per la mattina del 20 maggio, a partire
 dalle 10 al centro congressi dell'Hotel Marriot. L'ingresso è libero.

 "Quando abbiamo organizzato questo nostro ventiduesimo congresso - dichiara la presidente, Giovanna Cecchetto - avevamo già chiara la convinzione che fosse
 necessario aprirne una parte ai cittadini. Crediamo infatti che il compito dell'Associazione Nazionale Dietisti, ma anche di tutti i professionisti della salute, sia quello
 di sostenere e facilitare l'adozione di stili di vita orientati al benessere nel suo significato più ampio, attraverso il recupero di un atteggiamento di ‘cura' verso
 l'alimentazione, di attenzione verso i cibi, attuabile mediante una riflessione consapevole sulla loro origine, sul loro percorso e sul loro, perché no, destino: dal
 campo alla tavola, o meglio, troppo spesso, al bidone della spazzatura. L'uso razionale delle risorse e dei cibi è infatti fondamentale".
 Uno degli appuntamenti più curiosi per i bambini sarà quello della ‘fattoria didattica' e delle ‘cene giocose', in cui l'azienda vincitrice dell'Oscar Green 2009 per lo
 sviluppo locale (Oasi Agrituristica di Baugiano), presenterà i suoi progetti per recuperare le tradizioni e le buone prassi delle nostre radici contadine, riavvicinando
 i bambini e le famiglie alla campagna che è all'origine dei prodotti che consumiamo ogni giorno. Inoltre, grazie alla collaborazione con Ballarini, si dimostrerà che
 la salute in cucina non dipende solo dal cibo ma anche da utensili ecologicamente buoni. Verrà inoltre presentato "cucinando s'impara", programma, con altri,
 legato al progetto di cultura alimentare per l'infanzia, fondamentale per valorizzare i temi della corretta alimentazione e dell'eco-sostenibilità ambientale.

 Il programma vedrà l'intervento di:

 •Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer, Firenze
 •Ballarini
 •CNSA Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare
 •Comitato Regionale Lombardo, Unione Nazionale Consumatori
 •Italgraf-RaggioVerde
 •Novamont
 •Oasi Agrituristica Baugiano
 •Ufficio Diritto allo Studio, Comune di Quarrata

 Testata giornalistica - n. 638 del 23/02/2010 - Registro stampa Trib. Alessandria - Direttore responsabile: Giuseppe Danielli © 2005 Editrice Taro - P.IVA 01873460065 - 15100 Alessandria
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Dimagrire mangiando in Un post a tavola
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Dimagrire mangiando in Un post a tavola
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                                                                                                                21/5/2010
         Prova costume: dieta con buon senso
         Oltre alle calorie, anche l'umore pesa
         La prova costume incombe, rimettersi in forma ormai è un imperativo categorico. Il nemico però non è solo
         l'ago della bilancia, quanto la necessità di mantenere la forma conquistata a caro prezzo. Questo obiettivo
         si può raggiungere solo se si dimagrisce con buon senso, senza mortificazioni e troppo stress. La formula,
         lo sappiamo tutti, è una sola: bisogna mangiare meno e fare ginnastica. Eppure, sottolineano gli esperti,
         anche il buon umore ha, letteralmente, il suo peso: per questo occorre mantenere un atteggiamento
         equilibrato, che si raggiunge seguendo 15 regole d'oro.
                                                         "Quando si vuole dimagrire - spiega la presidente Andid,
                                                         Giovanna Cecchetto - ci si sente in obbligo di eliminare non
                                                         solo i cibi particolarmente sfiziosi, ma anche grandi gruppi di
                                                         alimenti necessari, per esempio pane o pasta, e di evitare
                                                         inviti a cena e altre occasioni di "tentazione". Insomma si
                                                         finisce per astrarsi dalla vita reale, e ci si costringe a soffocare
                                                         gusti ed emozioni strettamente connessi ai significati profondi
                                                         che il cibo ha per ognuno di noi sul piano emotivo, psicologico
                                                         e sociale. Tutto per perdere più chili nel minor tempo
                                                         possibile". Il risultato di questi comportamenti, però, è uno
                                                         solo: imprese di questo tipo non possono che avere breve
                                                         durata e, anche se danno nell'immediato risultati
                                                         soddisfacenti, appena si torna alla normalità e si ritorna alle
                                                         vecchie abitudini, le lunghe mortificazioni a cui ci si è
                                                         sottoposti spingono a cedere più facilmente a nuove
                                                         tentazioni. Il risultato è che i chili persi vengono subito
         recuperati, superando spesso il peso iniziale. Si innesca così anche un pericoloso circolo vizioso che porta
         il peso a continui su e giù e scatena fastidiosi conflitti interiori con il cibo. Secondo l'Andid, quindi, la vera
         sfida è "riuscire a mantenere e/o perdere peso in modo duraturo, salvaguardando la serenità e un sano
         piacere nei confronti del cibo, anche attraverso il rispetto e l'ascolto del nostro corpo".
         Per ottenere questi risultati i dietisti hanno
         compilato una serie di consigli alimentari in 15
         punti.
         1) Non saltare mai i pasti, a partire dalla colazione;
         2) Inserire in ogni pasto una porzione di carboidrati,
         privilegiando quelli di tipo integrale e a scarso
         contenuto in grassi;
         3) Inserire in ogni pasto principale una buona porzione
         di verdura;
         4) Negli spuntini (massimo 2 al giorno) preferire la
         frutta;
         5) Limitare la frequenza dei formaggi a 2-3 volte a
         settimana;
         6) Consumare il pesce almeno 2 volte a settimana;
         7) Inserire almeno 2-3 volte a settimana, in uno dei
         pasti principali, piatti unici come zuppa di legumi e cereali accompagnati da un contorno di verdura; ad
         esempio insalatona con uovo, prosciutto cotto magro o mozzarella o tonno, accompagnata da una porzione
         di pane; pasta o riso freddo condito con verdure.
         8) Preferire per i primi piatti i condimenti vegetali, come per esempio pomodoro, zucchine, melanzane,
         broccoletti;

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Dimagrire mangiando in Un post a tavola
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         9) Limitare i sughi più ricchi (tipo quelli a base di ragù, pancetta, panna a 1-2 volte a settimana, e farli
         seguire al massimo da un contorno di verdure, senza aggiunta di un secondo;
         10) Evitare la somma, nello stesso pasto, di alimenti con uguale funzione nutritiva (per esempio carne +
         formaggio, pane + pasta, patate + pane);
         11) Utilizzare metodi di cottura sani come bolliti, al vapore, in umido, alla griglia, brasati;
         12) Per ridurre al minimo i condimenti grassi utilizzare per ingredienti verdure, acqua o brodo vegetale,
         vino, salsa di pomodoro ed erbe aromatiche;
         13) Privilegiare l'olio extravergine d'oliva in minima quantità in cottura, aggiungendolo a crudo a fine cottura;
         14) Limitare il consumo di dolci preferibilmente a fine pasto o a colazione, piuttosto che fuori pasto,
         preferibilmente al posto e non oltre altri alimenti, quali pane o sostituti, pasta e simili;
         15) Bere almeno un litro e mezzo-2 litri di liquidi al giorno, prevalentemente acqua o bevande non
         zuccherate.

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Dimagrire mangiando in Un post a tavola
Salute: 'Allarme Dieting', Per Gli Esperti La Dieta Yo-Yo Da'...                             http://it.notizie.yahoo.com/19/20100519/tit-salute-allarme-die...

                                                                                                                              Pubblicità
          Salute: 'Allarme Dieting', Per Gli Esperti La
          Dieta Yo-Yo Da' Dipendenza
          Ieri - 17.38

          (ASCA) - Roma, 19 mag - Essere sempre a dieta senza riuscire a smettere fino a rischiare
          crisi di astinenza. E senza perdere peso in modo corretto e duraturo: in termini tecnici si
          chiama ''dieting'' ed e' strettamente legato alla purtroppo famosa ''sindrome da yo-yo'', frutto
          spesso del fai-da-te, in cui si perde peso con una dieta restrittiva ma se ne riprende - anche
          piu' - durante la fase di ''disinibizione'', al punto da creare un circolo vizioso continuo che
          sfocia in una vera e propria dipendenza. E' questo il nuovo volto della dipendenza moderna,
          soprattutto degli adolescenti. L'allarme proviene dagli esperti riuniti al XXII Congresso
          Nazionale dell'Associazione Nazionale Dietisti (ANDID). ''Il dieting e' la tendenza a sentirsi
          costantemente in obbligo di stare a dieta, spesso frutto del fai-da-te, che porta a diete iniziate
          e mai finite, incostanti e mal strutturate, che creano la sindrome da yo-yo, causa numero uno
          della dipendenza - spiega Giovanna Cecchetto, Presidente ANDID -. Lo yo-yo, infatti, e' il
          continuo su e giu' del peso, conseguente ai periodi di dieta severa alternati a un'alimentazione
          disordinata e al consumo incontrollato dei cibi piu' graditi e golosi e del cosiddetto junk-food
          (cibo spazzatura). La dieta drastica e' basata sulla rinuncia e sulla classificazione dei cibi in
          'permessi' e 'proibiti'. In quanto tale e' sopportabile per poco tempo. Spesso, infatti, la rinuncia
          si espande ad un'ampia gamma di alimenti necessari, come il pane e la pasta, e il risultato e'
          quello di 'affamarsi'. Serve, invece, equilibrio, perche' solo in questo modo le diete hanno
          effetto nel tempo. ''Per superare la dipendenza - conclude Giovanna Cecchetto - non si deve
          essere legati al grammo o allo schema fisso, ma puntare sul risultato a medio-lungo termine,
          acquisendo capacita' di gestire voglie, tentazioni e situazioni difficili, come occasioni sociali e
          impegni di lavoro, con consapevolezza e strategie vincenti e semplici da attuare nella
          quotidianita'. Piu' l'intervento e' personalizzato, piu' e' efficace. Meglio allora affidarsi a un
          professionista esperto che sappia tenere nella giusta considerazione abitudini alimentari e di
          vita scorrette, ma anche i gusti, le preferenze e gli aspetti emotivi legati al significato che il
          cibo ha per ognuno di noi''.
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Salute: l'allarme, dieta come una droga e'
difficile smettere
Roma, 19 mag. (Adnkronos Salute) - Dire addio ai chili di troppo può diventare un'ossessione.
Così si finisce per essere sempre a dieta senza riuscire a smettere, tanto da rischiare
addirittura crisi di astinenza. Il tutto senza perdere peso in modo corretto e soprattutto
duraturo. A tratteggiare il nuovo volto di questa dipendenza moderna, che miete vittime
soprattutto fra gli adolescenti, sono esperti riuniti a Milano in occasione della presentazione
del XXII Congresso nazionale dell'Associazione nazionale dietisti (Andid), dal 20 al 22 maggio
nella città lombarda.

Il fenomeno si chiama 'dieting' ed è strettamente legato alla 'sindrome da yo-yo': un'alternanza
di peso frutto spesso del fai-da-te, in cui si dimagrisce rapidamente con una dieta restrittiva,
ma si ingrassa di nuovo (e anche più) durante la fase di 'disinibizione', al punto da creare un
circolo vizioso continuo che sfocia in una vera e propria dipendenza. Gli specialisti mettono in
guardia: il 70% delle ragazze è a dieta, ma non sempre la segue in modo corretto, rischiando
di trasformare un leggero sovrappeso in livelli di peso più gravi e contribuendo ad
incrementare i casi di obesità che in Italia tocca il 33,4% della popolazione (III Rapporto
obesità) e costa 11 miliardi di euro l'anno allo Stato.

Ma, soprattutto, rimane la frustrazione: il fisico si adatta alla condizione di ristrettezza
bruciando meno calorie e così non si arriva mai al risultato tanto auspicato. Il problema è,
spiegano gli esperti, che si punta a un risultato immediato. Al contrario di quanto si pensi,
invece, una dieta che funziona non deve essere rigida e austera, ma sostenibile e piacevole,
attenta anche al lato emotivo e alla gratificazione, così come raccomandato dall'American
Dietetic Association. "Il dieting - spiega Giovanna Cecchetto, Presidente Adid - è la tendenza
a sentirsi costantemente in obbligo di stare a dieta, spesso frutto del fai-da-te senza buon
senso, che porta a diete iniziate e mai finite, incostanti e mal strutturate, che creano la
sindrome da yo-yo, causa numero uno della dipendenza".

"Lo yo-yo, infatti, è il continuo su e giù del peso, conseguente ai periodi di dieta severa
alternati ad un'alimentazione disordinata e al consumo incontrollato dei cibi più graditi e golosi
e di junk-food. La dieta drastica - continua la presidente Andid - è basata sulla rinuncia e sulla
classificazione dei cibi in 'permessi' e 'proibiti'. In quanto tale, però, è sopportabile per poco
tempo. Spesso, infatti, la rinuncia si espande ad un'ampia gamma di alimenti necessari (quali
ad esempio il pane e la pasta) e il risultato è quello di 'affamarsi'".

Un "eccessivo rigore" che scatena "la voglia incontrollata dei cibi più temuti ed ansiogeni, e la
difficoltà a controllarne la quantità. Da queste perdite di controllo dipendono circoli viziosi di
tipo emotivo quali sensi di colpa, ansia e scarsa stima di sé, che a loro volta portano alla
ricerca del cibo e alla rottura della dieta. Con il risultato di riprendere peso - dice Cecchetto - e
di rimettersi a dieta". Serve invece equilibrio, perché solo in questo modo le diete hanno
effetto nel tempo. "Una dieta ultrarigida - precisa Giorgio Bedogni, coordinatore dell'Unità di
epidemiologia clinica al Centro studi fegato di Trieste - non è 'sostenibile' e viene abbandonata
presto. Inoltre, spesso ci si indirizza verso alimenti che non saziano, eliminando il pane o la
pasta. Niente di più sbagliato. Alimenti come, per esempio, il parmigiano, hanno lo stesso
potere calorico di un piatto di pasta senza, però, saziare".

Si deve quindi "imparare a mangiare e, soprattutto, svolgere attività fisica, spesso
sottovalutata. Il che non significa dover obbligatoriamente andare in palestra, ma muoversi
ogni giorno, concedendosi una camminata per esempio. Lo stile di vita, insomma, è
importante - aggiunge Bedogni - ancora di più delle diete. E' un investimento nella salute. E se
ci si muove, si può mangiare di più e si perde peso". L'errore è iniziale: "Non si deve 'togliere' -
afferma Ambra Morelli, responsabile Andid Lombardia e dietista alla clinica San Carlo di
Paderno Dugnano (Milano) – piuttosto 'inserire' nella dieta alimenti in modo corretto,
equilibrato e vario".

Non si deve ovviamente "mangiare tutto insieme, ma saper scegliere - prosegue Morelli -
come alimentarsi senza escludere nulla. Le 'diete del divieto' a schema rigido e austero sono
fallite e non hanno più senso. Non ci sono alimenti che fanno male, si deve saper scegliere
con libertà cosa mangiare con più frequenza. Questa è sicuramente una dieta 'piacevole',
attenta al lato emotivo perché dà gratificazione e il piacere del cibo".

"Per superare la dipendenza - conclude Cecchetto - non si deve essere legati al grammo o
allo schema fisso, ma puntare sul risultato a medio-lungo termine, acquisendo capacità di
gestire voglie, tentazioni e situazioni difficili, come occasioni sociali e impegni di lavoro, con
consapevolezza e strategie vincenti e semplici da attuare nella quotidianità. Più l'intervento è
personalizzato, più - assicura - è efficace. Meglio allora affidarsi ad un professionista esperto
che sappia tenere nella giusta considerazione abitudini alimentari e di vita scorrette, ma anche
i gusti, le preferenze e gli aspetti emotivi legati al significato che il cibo ha per ognuno di noi".
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