DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE - Regione Umbria

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COD. PRATICA: 2021-002-5795

                                        Regione Umbria
                                                    Giunta Regionale

    DIREZIONE REGIONALE GOVERNO DEL TERRITORIO, AMBIENTE, PROTEZIONE
                                         CIVILE
       Servizio Sostenibilità ambientale, Valutazioni ed autorizzazioni ambientali

                              DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE

                                           N. 5163 DEL 28/05/2021

OGGETTO:                  Procedura per la Verifica di assoggettabilità a V.A.S. ai sensi dell'art. 12 del
                          D.Lgs. 152/2006 ed art. 9 della L.R. 12/2010, e ai fini della valutazione di
                          incidenza ai sensi del DPR 357/97 e smi. – Comune di Norcia - Piano
                          Attuativo relativo alla Frazione di Castelluccio ai sensi dell'art. 11 D.L.
                          189/2016 e s.m.i.

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, 165 e sue successive modifiche ed integrazioni;
Vista la legge regionale 1 febbraio 2005, n. 2 e i successivi regolamenti di organizzazione,
attuativi della stessa;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241 e sue successive modifiche ed integrazioni;
Vista la legge regionale 16 settembre 2011, n. 8, “Semplificazione amministrativa e normativa
dell’ordinamento regionale e degli Enti locali territoriali”;
Visto il Regolamento interno della Giunta regionale – Titolo V;
Vista la Direttiva 2001/42/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 giugno 2001
concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente.
Visto il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n.152 e s.m.i.
Vista la Legge Regionale n. 12 del 16 febbraio 2010 “Norme di riordino e semplificazione in
materia di valutazione ambientale strategica e valutazione d’impatto ambientale, in attuazione
dell’articolo 35 del decreto legislativo 3 aprile 2006, 152 (Norme in materia ambientale) e
successive modificazioni e integrazioni”.

segue atto n. 5163                 del 28/05/2021                                                        1
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Vista la Deliberazione di Giunta Regionale n. 233 del 13 marzo 2018 “Adempimenti ai sensi
della L.R. n. 12 del 16/02/2010 - Specificazioni tecniche e procedurali in materia di Valutazione
Ambientale Strategica – Nuova modulistica”.
Vista la nota prot. n° 0070646 del 20/04/2020 Comune di Norcia, con la quale è stata
trasmessa l’istanza e la documentazione per espletare la procedura di Verifica di
assoggettabilità a VAS, relativa al Piano Attuativo relativo alla Frazione di Castelluccio ai sensi
dell'art. 11 D.L. 189/2016 e s.m.i.
Visto che, con note prot. n. 0072725 e n. 0072734 del 22/04/2020, il Servizio Valutazioni
Ambientali, Sviluppo e Sostenibilità ambientale ha trasmesso la documentazione ricevuta a
tutti gli Enti e Soggetti con competenze ambientali al fine di acquisire le valutazioni e pareri da
parte di tali Soggetti sulla necessità o meno di sottoporre a VAS la proposta relativa al Piano
Attuativo relativo alla Frazione di Castelluccio ai sensi dell'art. 11 D.L. 189/2016 e s.m.i. nel
Comune di Norcia e convocando con la stessa nota, per il giorno 05/05/2020, apposita
Conferenza istruttoria. Sono stati individuati e invitati ad esprimersi i seguenti Soggetti
portatori di competenze ambientali:
Regione Umbria
- Servizio Sviluppo Rurale e Agricoltura sostenibile;
- Servizio Foreste, montagna, sistemi naturalistici;
- Servizio Energia, qualità dell’ambiente, rifiuti, attività estrattive.
- Servizio Risorse idriche e rischio idraulico;
- Servizio Programmazione Faunistica Venatoria;
- Servizio Geologico e gestione delle competenze regionali in materia di acque pubbliche;
- Servizio Pianificazione e tutela paesaggistica;
- Servizio Urbanistica;
- Servizio Infrastrutture per la mobilità e politiche del trasporto pubblico.
- Ufficio speciale per la ricostruzione Umbria
Altri Enti
Provincia di Perugia - Servizio PTCP.
A.R.P.A. UMBRIA - Direzione Generale.
Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio dell’Umbria.
A.U.R.I. Umbria
Azienda U.S.L. n. 2
Agenzia Forestale Regionale Umbra
Parco Nazionale Monti sibillini
Visti gli esiti della Conferenza istruttoria che, inizialmente indetta per il 5 maggio per problemi
tecnici di connessione, si è invece svolta il 7 maggio, e che sono così sintetizzabili:
- la Sezione Attività e piani comunali in materia urbanistica e controllo attività edilizia in
materia di abusivismo, del Servizio Urbanistica, Riqualificazione urbana e Politiche
della casa, tutela del paesaggio, ha chiesto chiarimenti in merito:
-alle superfici da delocalizzazione e alle aree di atterraggio di tali eventuali delocalizzazioni,
oltre che alla premialità prevista in merito;
-all’intervento previsto per gli edifici adibiti a stalla siti ai margini del piano attuativo;
- la Sezione Programmazione del territorio e promozione della qualità del paesaggio
  regionale del Servizio Urbanistica, Riqualificazione urbana e Politiche della casa,
  tutela del paesaggio, rappresenta che andrebbero approfondite e rappresentate meglio le
  aree comuni, intese non solo come luoghi di raduno i fini della vulnerabilità sismica, ma in
  tempo di pace, intese come luoghi aventi elementi significanti, riconoscibili e identitari del
  luogo. Va dedicata una particolare cura anche alle aree di accesso al borgo affinché siano
  riconoscibili e finalizzate al recupero e tutela dei valori storici e paesaggistici. Ciò al fine di
  valorizzare il rapporto del borgo come complesso architettonico e il contesto rurale e naturale
  circostante, salvaguardando le visuali percepibili dalle vie pubbliche dagli spazi comuni e
  dalle aree a parcheggio. Per quanto riguarda le aree dedicate all’emergenza e all’attività
  collettiva collocate nella Piana si dovranno considerare le stesse prescrizioni espresse in
  sede di nuovo PRG.

segue atto n. 5163            del 28/05/2021                                                       2
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- il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, rappresenta, ad integrazione del parere già
  trasmesso, che per quanto attiene l’ipotesi di delocalizzazione dell’antenna installata
  attualmente in piazza del Cassero, presentata nella relazione del progettista in sede di
  conferenza dei servizi ma non rilevata nella documentazione trasmessa, la sua nuova
  collocazione, nonché le caratteristiche tecniche e dimensionali dell’intervento, dovranno
  essere sottoposte a valutazione e nulla osta del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
- l’Ufficio regionale Speciale Ricostruzione per l’Umbria, Francesca Pazzaglia
  rappresenta che: il perimetro relativo all’individuazione del Piano Attuativo di Castelluccio è
  parzialmente coerente con la perimetrazione elaborata ai sensi dell’O.C. 25/2017, in quanto il
  perimetro del PA risulta ampliato in favore di un piccolo manufatto posto a Nord lungo la
  strada per Visso. Pertanto se ne chiede la verifica. Inoltre il censimento del livello di
  danneggiamento delle unità strutturali (Tav A2-4_Sintesi schede) non è coerente con quello
  redatto a corredo della perimetrazione di cui all’O.C. 25/2017. In particolare non risulta chiara
  l’individuazione in termini di legenda e di rappresentazione grafica, laddove si ascrivono alla
  nomenclatura “esiti di agibilità” oltra all’esito “A”, anche gli esiti “B” e “C”, e alla nomenclatura
  “esiti di inagibilità” si caratterizza il rischio indotto “F” quale esito di agibilità, mentre il
  medesimo, trattandosi di rischio, è sempre associato ad un esito, sia esso di agibilità o
  inagibilità.
  Per quanto attiene la coerenza della proposta di P.A. con la disciplina emanata dall’O.C.
  39/2017 si rappresentano alcune considerazioni:
  Il piano, assumendo la duplice valenza di Piano per la riqualificazione e lo sviluppo, in qualità
  di revisione del PUA approvato dal Comune di Norcia con DCC n.6 del 29/04/2016, e di
  Piano per la ricostruzione, ai sensi dell’ Ord. 39/2017, pone questioni di carattere urbanistico
  che non sempre trovano riscontro nella normativa attuativa della ricostruzione, si porta ad
  esempio il caso relativo agli edifici in cui è prevista una riduzione di quantità edificatoria da
  delocalizzare (edificio ar7). L’elaborato delle NTA (P.11), non risulta completo di tutte le
  norme (per alcuni articoli non è presente la disciplina di dettaglio), pertanto, alla luce di ciò,
  non è stato possibile verificare la disciplina degli interventi ed in particolare quella per il
  recupero dei fabbricati esclusi dalla perimetrazione classificati come “ee” (tavola
  P2_Disciplina degli interventi aprile 2020) ed anche la disciplina per l’esecuzione degli
  interventi misti composti da edifici esclusi dal piano “ee” e gli edifici classificati “ar” da
  ricostruire (tav P10_Scenari_ric).
  Con riferimento ai Criteri di indirizzo per la pianificazione finalizzata alla progettazione e
  realizzazione degli interventi di ricostruzione di cui all’allegato 1 dell’O.C. 39/2017, si
  evidenzia quanto segue:
  Elementi A dell’allegato 1 dell’O.C. 39/2017
  - Sono individuate le aree per eventuali delocalizzazioni. L’area individuata coincide con
      quella già prevista per le medesime finalità all’interno del PRG - PO del Comune di Norcia
      e pertanto la sua attivazione e urbanizzazione non è legata all’attuazione del presente PA.
      Dovrà essere chiarita se l’attuazione dell’area dedicata alle eventuali delocalizzazioni sarà
      ricondotta alle finalità dell’O.C. 39/2018, e quindi nel caso prevista la relativa
      progettazione urbanistica del sito, ovvero all’attuazione, in ordinario, del PRG P.O. di
      Norcia.
  Elementi B dell’allegato 1 dell’O.C. 39/2017
  - Edifici Pubblici o ad uso pubblico e opere di urbanizzazione secondaria: vengono
      genericamente individuate delle aree (tav. P02_disciplina_aprile2020) su cui far ricadere
      le dotazioni. Il dimensionamento corretto (tenuto conto degli standard minimi) e i relativi
      costi per l’attuazione dovranno costituire la proposta di piano finanziario per l’attuazione
      del piano di recupero dell’abitato.
  - Edifici privati residenziali: si segnala che l’edificio da ricostruire “ar32” ricade
      integralmente in un’area individuata dal piano quale area a rischio geologico. Pertanto si
      chiede di valutare l’opportunità della sua permanenza.
  Si ricorda che nelle aree sottoposte ad interventi di mitigazione del rischio, sono ammissibili
  gli interventi di riparazione, subordinando l’utilizzo dell’immobile all’esecuzione (collaudo)
  delle opere di mitigazione stesse (art. 22 comma 3 O.C. 19/2017).

segue atto n. 5163            del 28/05/2021                                                         3
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  Elementi D dell’allegato 1 dell’O.C. 39/2017
  - Sono previsti degli interventi di demolizione e non ricostruzione o di arretramento di parte
      degli aggregati a favore di una migliore viabilità. Tali interventi, qualora inquadrabili tra gli
      interventi volti alla riduzione del rischio sismico a scala urbana, devono essere
      esplicitamente motivati e inquadrabili in logiche di miglioramento della sicurezza
      dell’abitato come ad esempio quelle contemplate nell’art. 9 comma 2 dell’OC. 39/2017
      (SUM).
  - la Provincia di Perugia fa presente che successivamente al 18/05/2020 la Provincia di
    Perugia, quale soggetto attuatore degli interventi previsti lungo le infrastrutture viarie
    (SP477/1 – SP477/2 – SP477/3 nel caso specifico) danneggiate dagli eventi sismici del
    2016 e successivi tramite i Programmi Stralcio approvati da Anas (quale soggetto
    coordinatore degli interventi nell’ambito del cratere) e dal Dipartimento di Protezione Civile
    del MIT, si attiverà per la consegna dei lavori lungo la SP477/2, che prevedono il completo
    ripristino delle pavimentazioni stradali tra il km.0+000 ed il km. 12+600 (limite di confine con
    la Regione Marche – Provincia di Macerata), ad esclusione dei tratti già realizzati (dal
    km.2+800 al km.4+300 e dal km.10+000 al km.11+050). Dal momento che nelle previsioni
    del PA presentato risultano interventi anche di una certa entità che interessano la
    consistenza del demanio stradale provinciale, in particolare all’interno del centro abitato
    (realizzazione di parcheggio interrato con scavi profondi interessanti la carreggiata stradale
    ed opere di urbanizzazione con passaggio di sottoservizi di vario genere al di sotto della
    sede viaria con tempistiche presumibilmente diverse), è necessario rappresentare fin da
    ora l’esigenza, ai successivi fini autorizzativi, della stipula di un accordo di programma e/o
    convenzione tra gli Enti interessati nella quale sia prevista, per tutta la durata del PA o
    comunque per tutta la durata dei lavori, la presa in consegna provvisoria da parte del
    Comune di tutto il tratto stradale ricompreso all’interno del centro abitato, che dovrà essere
    riconsegnato alla Provincia a lavori ultimati, previa approvazione del collaudo
    tecnico-amministrativo dei lavori di urbanizzazione previsti interessanti il demanio stradale
    provinciale. La Provincia di Perugia rappresenta inoltre che:
  - devono essere completate le NTA dato che per ora in buona parte sono indicati solo i titoli
    degli articoli cercando di sostanziare il più possibile gli articoli che riguardano i parcheggi, il
    verde pubblico, gli interventi di ripristino ambientale, le mitigazioni paesaggistiche;
  - si dovrà prevedere il ripristino ambientale dell’area delle stalle poste nel versante a nord, a
    valle dell’abitato;
  - la realizzazione di un parcheggio, posto a valle di Castelluccio, in prossimità dell’area di
    cava, non appare coerente con le norme del PTCP in relazione al paesaggio, si dovranno
    pertanto trovare soluzioni architettoniche o scelte alternative, comunque in coerenza con
    quanto disposto dal PRG del comune, tese ad evitare qualsiasi impatto a livello
    paesaggistico.
Visti i seguenti pareri pervenuti nell’ambito dei lavori della Conferenza istruttoria:
Servizio Geologico e gestione delle competenze regionali in materia di acque
pubbliche. Prot. n. 0077179 del 30/04/2020 con il quale si comunica che: “Premesso che con
lettera n.72725/2020 del Servizio Valutazioni Ambientali, Sviluppo e Sostenibilità Ambientale è
stata trasmessa al Servizio Geologico programmazione degli interventi sul rischio
idrogeologico e gestione delle competenze regionali in materia di acque pubbliche, copia della
domanda relativa l’intervento in epigrafe per l’espressione del parere di competenza.
E’        stata       consultata       la       documentazione            disponibile      al      link:
https://drive.google.com/drive/folders/1rC69xJNPfvr9dVI1fg3RTNc7Afdz4m9e ?usp=sharing
Il piano attuativo della frazione di Castelluccio (Norcia) è relativo alla ricostruzione dopo gli
eventi sismici di Agosto/Ottobre 2016. Il perimetro dell’abitato interessato alla ricostruzione è
stato stabilito con Ordinanza C.S.R. n. 25/2017 ed occupa una superficie di 19 ettari. Sono
indicati gli interventi su edifici privati ed aggregati e gli interventi di nuova costruzione nei
comparti di previsione. Gli interventi pubblici sono inerenti a: tratti stradali, allacci, sottoservizi,
spazi pubblici, pavimentazioni.
Vista la cartografia P.U.T. Legge Regionale 27/2000:

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     -   Carta n. 11; L’area del PA perimetrata non risulta classificata di particolare interesse
         geologico;
     - Carta n. 45; l’area ricade nell’ambito degli acquiferi carbonatici d’interesse regionale.
Vista inoltre:
- La cartografia di Pericolosità sismica locale di 1° livello della Regione Umbria visionabile
tramite l'applicativo Google Earth, sezione 325/150; emerge la presenza di un’estesa
superficie a rischio di frana, posta a Nord dell’abitato, ricompresa nella zona d’instabilità
accertata con gli studi del PA.
- La tavola n. 187 del Piano di Assetto Idrogeologico del bacino del Fiume Tevere. Esiste un
movimento franoso, classificato come quiescente, ricompreso nella zona instabile accertata
con il PA.
- La tavola n. 14 “Aree di Salvaguardia delle acque destinate al consumo umano” del PTA2
(Piano di tutela delle acque) : emerge che l’area di studio ricade nell’ambito di riserva degli
acquiferi calcarei.
Esaminati: gli studi di microzonazione sismica di 2° e 3° livello inerenti al Comune di Norcia.
Negli studi di livello 3° è segnalata una diffusa area instabile nella parte nord di Castelluccio.
Considerate le indagini geofisiche eseguite dal Servizio Geologico regionale nel 2015 nell’area
del nucleo urbano di Castelluccio, consistenti in:
- N.3 indagini di sismica passiva HVSR;
- N.3 indagini sismiche a rifrazione, in onde SH.
Tenuto conto che la zona d’instabilità ritenuta attiva ed indicata negli elaborati progettuali con
aggiornamento ottobre 2019 è contemplata nelle previsioni del Piano Attuativo, finalizzato alla
ricostruzione post sisma 2016.
Nell’area dovranno essere eseguite delle adeguate indagini geologiche e geotecniche (Fase
1) che accertino la compatibilità ambientale con le opere di progetto.
Si ritiene di esprimere che nel merito del Piano Attuativo della fraz. Castelluccio, nel Comune
di Norcia, il progetto possa essere escluso dall’assoggettabilità alla procedura di VAS, nel
rispetto degli accertamenti geologici e geotecnici della Fase 1, concernenti la zona instabile a
nord dell’abitato”.
Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio dell’Umbria. Prot. n. 0077415 del
30/04/2020 con il quale si comunica che: “Con riferimento a quanto in oggetto con nota
pervenuta il 22.04.2020 la Regione Umbria, Servizio valutazioni ambientali, sviluppo e
sostenibilità ambientale, ha trasmesso ai sensi delI'art.12 d.lgs. 152/2006 ed art. 9 l.r. 12/2010
la comunicazione di avvio della procedura per la verifica di assoggettabilità a VAS del Piano
Attuativo relativo alla frazione di Castelluccio, Comune di Norcia, ai sensi dell'art. 11 D.L.
189/2016 e s.m.i. e contestuale convocazione di apposita Conferenza istruttoria.
Lo scrivente Ufficio congiuntamente agli altri Enti coinvolti dovrà esprimere il proprio parere
nell'ambito dei lavori della Conferenza istruttoria o comunque far pervenire il parere di
competenza entro 30 gg. dalla data di comunicazione della Convocazione.
Esaminata la documentazione consultabile al link indicato nella nota di trasmissione:
https://drive.google.com/drive/folders/1rC69xJNPfvr9dVl1fg3RTNc7Afdz4m9e?usp=shaping;
Verificato che il piano attuativo di Castelluccio di Norcia non prevede la ricostruzione della
Chiesa di Santa Maria Assunta ma la sua conservazione a rudere con riproposizione della sola
pavimentazione interna;
Considerata l'importanza storico artistica della chiesa e il suo forte valore identitario per la
comunità dl Castelluccio;
Considerato inoltre che la chiesa è stata oggetto di interventi di selezione delle macerie,
messa in sicurezza dei frammenti degli affreschi presenti sulle porzioni di muratura non
crollata nonché del recupero dell'altare ligneo policromo e delle opere mobili attualmente
ricoverate nel Deposito di S. Chiodo di Spoleto e di Santa Scolastica di Norcia;
Questa Soprintendenza comunica fin d'ora di non condividere la scelta di piano di non
ricostruire la chiesa del centro storico di Castelluccio e di prevedere una nuova chiesa in
sostituzione del piccolo oratorio del SS. Sacramento e pertanto chiede che da questa
valutazione non si possa in alcun modo prescindere in quanto anche nelle Linee di indirizzo
per la ricostruzione del patrimonio culturale danneggiato dal terremoto del 2016 emanate dal

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MiBACT Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con nota n. 19611 del 5 luglio
2017 si sottolinea proprio come ogni traccia sedimentata sul territorio e tale da poter prevedere
una ricostruzione dell'edificio debba essere salvaguardata al fine di una restituzione
dell'originario corpo dell'edificio stesso, “…..nelle loro diversità, che traggono origine anche
dall’appartenenza ad aree storico-culturali' differenti, tali centri costituiscono una componente
essenziale, ancora leggibile e autentica, del patrimonio culturale e paesaggistico italiano,
riconoscibile nella permanenza dei diversi' assetti tipo-morfologici e nella continuità delle
tradizioni costruttive…” e pertanto la ricostruzione deve porsi nella prospettiva del
“…recupero complessivo del tessuto edilizio cosiddetto minore, della morfologia urbana, del
suo rapporto con l'ambiente naturale e antropizzato in quanto, tutto insieme testimonianza
materiale avente valore di civiltà del quale sono parte integrante, quando presenti, chiese,
palazzi, castelli, teatri…” .
Inoltre proprio in un contesto fortemente danneggiato come quello del centro storico di
Castelluccio, il progetto di ricostruzione della chiesa di Santa Maria Assunta costituirebbe un
segnale della volontà di riqualificazione del contesto stesso”.
Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo – Ufficio del Soprintendente
Speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2019. Prot. n. 0086203 del 19/05/2020
con il quale si comunica che: “Si fa riferimento alla nota prot. n. 7056 del 30/04/2020 della
SABAP Umbria relativa all'avvio del procedimento per la verifica di assoggettabilità a VAS del
Piano Attuativo della frazione di Castelluccio da parte della Regione Umbria, Servizio
Valutazioni ambientali, sviluppo e sostenibilità ambientale.
Si prende atto che la SABAP Umbria non condivide la scelta del suddetto piano di non
prevedere la Ricostruzione della chiesa di Santa Maria Assunta nel centro storico di
Castelluccio, ma la sua conservazione a rudere con la riproposizione della sola
pavimentazione interna, e di prevedere altresì una nuova chiesa in sostituzione del piccolo
oratorio del SS. Sacramento.
Si condividono le considerazioni della SABAP Umbria sia per quanto riguarda l'importanza
storica artistica e identitaria della chiesa di Santa Maria Assunta e sia in relazione alle attività di
messa in sicurezza delle strutture della chiesa, degli affreschi e della rimozione e selezione
delle macerie nonché dei recuperi delle importanti opere mobili ricoverate presso i depositi di
Santo Chiodo di Spoleto e di Santa Scolastica di Norcia; interventi di messa in sicurezza
finanziati dallo scrivente Ufficio con i proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso agli
istituti e ai luoghi della cultura, per un importo di circa 40.000 euro.
Si evidenzia inoltre che l'abitato di Castelluccio di Norcia si trova in una posizione di
eccezionale importanza dal punto di vista paesaggistico tra il Piano Grande e il Piano Perduto,
parte della piana di Castelluccio, e che la chiesa di Santa Maria Assunta si trova nel nucleo più
antico e alto dell’Antico castello di Norcia costruito a difesa del confine orientale e dei pascoli
fornendo pieno significato al sistema urbanistico dell’incastellamento. La rinuncia alla
ricostituzione della chiesa, in favore di una sistemazione a rudere, porterebbe ad un
impoverimento del sistema storico dell'incastellamento e più in
generale della lettura paesaggistica dell'abitato di Castelluccio nel sistema della piana,
peraltro anche le Linee di indirizzo per la ricostruzione del patrimonio culturale danneggiato dal
terremoto del 2016 sottolineano, oltre a quanto già richiamato dalla SABAP Umbria nella sua
comunicazione, che la ricostruzione deve nascere in primo luogo "…come ricostruzione in situ,
ossia come recupero di quegli spazi di vita, di socialità e di memoria individuale e collettiva che
costituiscono il cuore dell’identità culturale e paesaggistica dei luoghi (….) attraverso il
recupero di pieni e vuoti urbani, di volumi costruiti e spazi di uso pubblico e privato, e per
quanto possibile dei materiali antichi”.
Per quanto sopraesposto, si esprime completa condivisione con la Soprintendenza ABAP
dell'Umbria avversa alla scelta del suddetto piano di non prevedere la ricostruzione della
chiesa di Santa Maria Assunta nel centro storico cli Castelluccio, ma la sua conservazione in
rudere”.
Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio dell’Umbria. Prot. n. 0086458 del
19/05/2020 con il quale si comunica che: “Con riferimento alle note che si riscontrano a
margine con la quale si chiede il parere di competenza per la verifica di assoggettabilìtà a Vas

segue atto n. 5163            del 28/05/2021                                                          6
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del Piano attuativo relativo alla frazione di San Pellegrino;
Visto l'art. 21 del D.Lgs.42/2004 e s.m.ei.,
Visto l'art. 146 del D.Lgs.42/2004 e s.m.ei.;
Esaminata la documentazione progettuale allegata alla nota di convocazione della
Conferenza istruttoria e consultabile al seguente link:
https://drivegoogle.com/drive/folders/1rC69xlNPfvr9dVl1fg3RTNc7Afdz4m9e?usp=sharing;
questo Ufficio fermo restando le valutazioni già comunicate in sede di processo di VAS per il
PRG parte strutturale e parte operativa del Comune di Norcia, ritiene opportuno fornire le
seguenti ulteriori indicazioni operative:
1. Macerie
- si richiama il rispetto delle Disposizioni per il trattamento delle macerie ancora presenti in situ
fomite dal coordinamento nazionale UCCN - MiBACT prot. n. 3301 del 19.03.2018 e prot. n.
106 dei 2016, diramate sulla base della Direttiva del DG ABAP n. 11087 del 12.09.2016 in
applicazione dell'art. 28 co. 5 del d.l. 17 ottobre 2016 n. 189 e al fine di disciplinare l'attività
operativa di rimozione e recupero delle macerie di beni tutelati e di edilizia storica, danneggiati
dagli eventi sismici che dal 24 agosto 2016 hanno interessato le regioni Lazio, Abruzzo.
Marche e Umbria, sono comunicate le procedure attuative per rendere più efficienti le
operazioni di rimozione nonché più affidabili i successivi interventi di recupero. Nella direttiva
le macerie sono state classificate in tre tlpi: A. macerie di beni tutelati, B. macerie di edilizia
storica e C. macerie di edifici privi di interesse culturale.
Con riferimento ai piani in oggetto si intende nello specifico fornire i seguenti chiarimenti;
1. il trattamento delle macerie di beni tutelati di tipo A (sia con provvedimento espresso che
ope legis) in fase esecutiva dovrà essere fatto sotto la sorveglianza della Soprintendenza
ABAP dell’Umbria.
2. Per le macerie di edilizia storica di tipo B la rimozione ma anche io smontaggio, e nei casi
strettamente necessari la demolizione delle parti di abitazioni ancora in essere, eventualmente
necessario ai fini della successiva ricostruzione. dovrà garantire il recupero degli elementi di
interesse culturale (materiale lapideo lavorato o squadrato, apparato murario, stipiti e soglie di
porte e finestre, cornici, mensole, camini, eventuali elementi decorativi, balconi, ceramiche,
legno lavorato. metalli lavorati, coppi, ecc). Si dovranno privilegiare le operazioni di
smontaggio e catalogazione degli elementi di pregio e di recupero anche di quel materiale di
risulta proveniente dalle suddette operazioni che, opportunamente lavorato, può costituire
base inerte per la futura ricostruzione.
3. Per le macerie di tipo C di edifici privi di interesse culturale la rimozione dovrà avvenire con
l’unica precauzione di verificare se ci sono commistioni con macerie di tipo A e B e
conseguentemente potranno essere inviata a discarica.
Si ricorda inoltre che in caso di rinvenimento o necessità di smontaggio di elementi decorativi
di particolar pregio di proprietà privata, appartenenti alla compagine decorativa esterna ed
interna degli edifici afferenti alla fattispecie di cui all'art. 11 co. 1 lett. a) del d.lgs. 42/04 e
s.m.ei. ("gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni, i tabernacoli, ed altri elementi
decorativi di edifici, esposti o non alla pubblica vista ..") in ottemperanza quanto disposto
dall'art. 50 co. 1 del citato codice (“... e vietato, senza l'autorizzazione del Soprintendente,
disporre ed eseguire il distacco di affreschi, stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni, tabernacoli ed altri
elementi decorativi di edifici, esposti o non alla pubblica vista ...”) gli elementi selezionati
dovranno essere sottoposti a verifica da parte del personale tecnico della Soprintendenza al
fine di garantirne la corretta conservazione. Stessa modalità operativa si deve applicare in
caso di rinvenimento di elementi decorativi di particolare pregio di proprietà privata,
potenzialmente caratterizzati come di interesse culturale (quali ad es. dipinti su tavola o tela,
elementi scultorei, ecc.). All'interno del perimetro di piano o nelle immediate vicinanze si
chiede pertanto di individuare un'area di stoccaggio del materiale utile alla ricostruzione.
2. Quadro conoscitivo progetto di ricostruzione.
Nella consapevolezza che qualsiasi approccio progettuale che analizza la ricostruzione di un
centro storico gravemente danneggiato dai sismi del 2016 deve prendere avvio dallo studio
delle vicende storiche che hanno caratterizzato l'abitato oggetto di intervento, si chiede di
approfondire soprattutto lo studio dei catasti antichi (ad es. catasto gregoriano) al fine di

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individuare e classificare l'edilizia storica ancora esistente, i beni culturali (anche quelli in stato
di rudere prima dei recenti sismi) e i segni del paesaggio antico (tracciati viari principali,
percorsi secondari, scale, slarghi, muretti, muri di cinta di orti e giardini, sagrato delle chiese.
ecc.) da mantenere e valorizzare nel progetto di piano.
L’obiettivo ottimale si potrà raggiungere con un sistematico lavoro di studio e ricerca della
cartografia storica ed il confronto con vedute, stampe, immagini fotografiche. scritti e, più in
generale, materiali documentari in grado di restituire la storia, la consistenza e le modifiche
antiche e recenti tanto del tessuto urbano quanto dei singoli edifici. L’approfondimento chiesto
permette di affinare quell'analisi critica del costruito che rappresenta la premessa essenziale
per verificare le scelte urbanistiche e orientare il progetto a scala edilizia e prevedere
l’eliminazione delle superfetazioni esistenti che devono essere individuate nei Piani di
ricostruzione per meglio indirizzare la successiva progettazione di ricostruzione.
3. Ricostruzione del patrimonio culturale.
Con nota n. 19611 del 5 luglio 2017 la DG ASAP del MiBACT ha trasmesso il documento finale
elaborato dal gruppo di lavoro istituito con DDG del 30 novembre 2016 ai fine di redigere delle
linee di indirizzo per la ricostruzione del patrimonio culturale (beni culturali e beni
paesaggistici) danneggiati dal sisma.
La premessa alle linee di indirizzo metodologiche e tecniche sottolinea il fatto che "…nelle loro
diversità. che traggono origine anche dall'appartenenza od aree storico-culturali differenti, tali
centri costituiscono una componente essenziale, ancora leggibile e autentica, del patrimonio
culturale e paesaggistico italiano, riconoscibile nella permanenza dei diversi assetti
tipo-morfologici e nella continuità delle tradizioni costruttive ..." e pertanto la ricostruzione deve
porsi nella prospettiva del “... recupero complessivo del tessuto edilizio cosiddetto minore,
dello morfologia urbana, del suo rapporto con l’ambiente naturale e antropizzato ln quanto,
tutto insieme testimonianza materiale avente valore di civiltà del quale sono parte integrante,
quando presenti, chiese, palazzi, castelli, teatri…”.
La ricostruzione e il restauro dei centri abitati sono finalizzati al ritorno alla vita e alle relazioni
sociali ed economiche. E' pertanto opportuno agire in contemporaneità (o per lo meno in tempi
molto ravvicinati) su tutti i tipi di fabbrica che assolvono diverse funzioni e promuovere anche il
finanziamento e la realizzazione delle singole opere, in particolare di quelle pubbliche.
Nella stessa nota della DG ABAP viene inoltre sottolineata l’importanza nei progetti di
ricostruzioni, restauri, reintegrazioni del ricorso possibilmente all'utilizzo della muratura e alle
tecniche e materiali della tradizione costruttiva locale "...sul concetto di miglioramento e sulle
costruzioni realizzate con tecniche e materiali della tradizione, si sono diffusi numerosi
pregiudizi che puntualmente si riaffacciano a ogni evento sismico… una corretta progettazione
ed esecuzione d'interventi tipicamente inquadrati nel procedimento del miglioramento (ad es.
inserimento dl catene, collegamenti tra pareti, eliminazione di discontinuità murarie,
irrigidimento ed efficiente collegamento dei solai di legno alle pareti, ecc. ) ha prodotto risultati
assolutamente positivi in termini di prevenzione dei maggiori effetti di crollo e anche di
contenimento del danno, …interventi volti ad adeguare edifici storici, spesso basati su
soluzioni che comportano modifiche significative del loro comportamento strutturale, si sono
rivelati talvolta incongrui, se non dannosi in presenza di un nuovo sisma”. Di tale situazione si
trovo implicito riconoscimento nei più recenti sviluppi delle norme tecniche nazionali”.
Si chiede dunque che le schede dei fabbricati presenti nei Piani prevedano una adeguata
riflessione sulla consistenza delle strutture esistenti anche in termini di permanenza del tipo
edilizio, delle strutture murarie più significative (ad es. importanti e ripetute strutture voltate al
piano terra) e orientino le successive scelte progettuali, limitando l’arbitrarietà delle scelte.
4. La qualità del progetto e degli interventi
E' importante incentivare in questa fase di formazione preliminare dei Piani, da parte del
progettista, la descrizione delle motivazioni delle scelte progettuali. La conoscenza deve
essere al centro della progettazione partendo dall’impianto urbanistico della frazione fino agli
elementi strutturali degli edifici. (rif. precedente punto 2)
Nei singoli progetti di ricostruzione si ritiene necessario Indicare che si seguano percorsi
integrativi dei procedimenti di calcolo, adottando il metodo induttivo-qualitativo e non solo
quello deduttivo-quantitativo e che si dia rilevanza alla ricerca storica e all'osservazione

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diretta. Gli elementi qualitativi che ne derivano dovranno consentire di individuare parametri di
calcolo appropriati e aderenti rispetto alla costruzione storica, così da rendere sempre più
attendibili le verifiche tecniche e le scelte progettuali effettuate.

5. Delocalizzazioni.
Il tema delle delocalizzazioni costituisce, per diverse ragioni, un argomento molto sensibile
perché, spesso, sembra voglia contrapporre la richiesta, legittima, di una maggior sicurezza da
parte dei cittadini alle, altrettanto, legittime ragioni della tutela del tessuto storico-culturale dei
borghi.
Per questo, come già valutato In sede di processo di VAS dei PRG dei Comune di Norcia, la
definizione e le modalità di previsione delle delocalizzazioni a carattere definitivo, sia per
singoli edifici che per interi aggregati, dovrà essere limitata ai casi di assoluta necessità, al fine
di scongiurare la rinuncia ad interventi di ricostruzione dei centri e nuclei storici sui loro sedimi,
mantenendo e restaurando la configurazione attuale a livello urbano.
ln merito alle “parziali” delocalizzazioni di volumi esistenti ed alla possibilità data dal piano di
assorbire questi volumi negli aggregati di appartenenza, si sottolinea l’importanza di non
prevedere un aumento del sedime del fabbricato nel centro storico di Castelluccio che
porterebbe ad una alterazione dei tipo edilizio consolidato e all'occupazione dell’area di
pertinenza;
6. Tutela archeologica
"Per quanto attiene alla tutela archeologica, si rammenta l’obbligo di adempiere in fase
progettuale, nel caso di interventi pubblici o di pubblica utilità o interesse (ivi inclusi quindi gli
interventi sulle reti infrastrutturali interrate), a quanto previsto dall’art. 25, D.Lgs. 50/2016 -
Verifica preventiva dell'interesse archeologico”.
7. Indicazioni operative di dettaglio
Fermo restando quanto già comunicato con ns nota n. 7056 del 30.04.2020 in merito alla
scelta di piano di non ricostruire la chiosa di Santa Maria Assunta e di prevedere una nuova
chiesa in sostituzione del piccolo oratorio del SS. Sacramento si forniscono I seguenti ulteriori
contributi articolati per punti:
- al fine di scongiurare un ulteriore consumo e impermeabilizzazione di suolo agricolo in questo
contesto di eccezionale valore, in occasione di possibili future situazioni di emergenza, è
necessario mantenere libere le aree individuate ed utilizzate per l'emergenza sisma 2016 e
prevedere esclusivamente funzioni temporanee compatibili con le funzioni di protezione civile
evitando di prevedere nuove volumetrie per attività o dotazioni pubbliche;
- verificato che la ricostruzione e la riparazione dell’edificato e degli aggregati con
miglioramento delle prestazioni di resistenza alle sollecitazioni sismiche viene pensata
cercando di mantenere la struttura dell'impianto urbano e le caratteristiche tipologiche edilizie
tradizionali e contemporaneamente utilizzando sistemi innovativi e materiali da costruzione
contemporanei, e quindi diversi da quelli originari degli edifici, le NTA del PA dovranno
prevedere regole comuni ai singoli progetti, partendo dal quadro conoscitivo (v. ad es.
l'elaborato “Il lapidario") del PA, per garantire una uniforme ripresentazione estetica dei
fabbricati capace anche di restituire un immagine adeguata di Castelluccio in termini di
materiali, finiture, cromie e riutilizzo degli elementi recuperati, evitando quindi singoli episodi di
soluzioni edilizie e architettoniche innovative che non tengono conto del carattere seriale
dell'edilizia storica;
- verificato che, sempre al fine di ridurre la vulnerabilità sismica dell’insediamento, il piano
propone un allargamento delle sezioni stradali si fa presente che ai sensi dell'art. 10 co. 4 lett.
g) del d.lgs. 42/04 e s.mei. le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di
interesse artistico o storico sono beni culturali. Il progetto pertanto dovrà essere valutato ai
sensi dell'art 21 del d.lgs. 42/04 e smei. e dovrà approfondire la reale fattibilità della proposta,
soprattutto in termini di conoscenza materiale delle parti ancora in essere e di quelle più
antiche eventualmente presenti nei livelli interrati dei fabbricati e delle strade;
- non si condivide l'ipotesi progettuale di prevedere una nuova chiesa lungo la strada che
conduce al cimitero di Castelluccio. Al contrario è necessario un progetto di riqualificazione e
recupero architettonico del cimitero oggi profondamente alterato con interventi che non

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rispecchiano le caratteristiche tipologiche e distributive di un piccolo cimitero di montagna su
pendio, e pensando al suo interno un piccolo spazio di raccoglimento e preghiera;
- fortemente critica per localizzazione ed estensione appare, infine, la previsione dell’area
denominata UPU rp2 per attività. La nuova superficie perimetrata sommata all’edificio
produttivo esistente (che necessita di essere riqualificato), alle aree per l’emergenza sisma
2016 (tutte riconfermate) è molto grande, in proporzione quasi simile al centro storico di
Castelluccio. Sì chiede pertanto di escluderla dalle previsioni di piano.
Si evidenzia che, ai sensi della Legge 241/90 e s.m.ei. Il responsabile del procedimento e
l'Arch. Vanessa Squadroni al quale gli aventi diritto ai sensi degli artt. 7 e 9 della citata legge,
possono riferirsi per eventuali ulteriori chiarimenti.
Parco Nazionale Monti Sibillini. Prot. n. 0078191 del 04/05/2020 con il quale si comunica
che: “Ci riferiamo alla Vs. nota pervenuta in data 23.04.2020 ed acquisita al prot. 2347, e
successiva integrazione acquisita al prot. n. 2349 del 23.04.2020, con la quale veniva
convocata la conferenza regionale istruttoria per il giorno 05.05.2020, ai sensi dell'art.14
comma 1 L.241/90 come sostituito dall'art.1 del D.Lgs. 127/2016, per la verifica di
assoggettabilità a VAS (Valutazione Ambientale Strategica) del Piano Attuativo relativo alla
Frazione di Castelluccio, Comune di Norcia. Di seguito si riporta il contributo istruttorio di
questo Ente Parco.
Considerato che l'area oggetto di Piano Attuativo ricade:
• All'interno della perimetrazione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini in zona 1 ambito
interno in cui è prevalente l'interesse di protezione ambientale" di cui al D.M. 03.02.1990;
• Per quanto attiene il Piano per il Parco (approvato con D.C.D. n. 59 del 18.11.2002 ed
adottato con DGR Marche n.898 del 31.07.2006 e DGR Umbria n. 1384 del 02.08.2006) in
zona "B di riserva generale orientata, dove si favorisce il potenziamento delle funzionalità
ecosistemiche e la conservazione delle risorse paesistico-culturali presenti anche attraverso la
riduzione dei fattori di disturbo. In tali zone è vietato in particolare: costruire nuove opere
edilizie, ampliare le costruzioni esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio,
effettuare movimenti di terreno o trasformazioni dell'uso del suolo, salvo quando finalizzati ad
interventi di conservazione, manutenzione e restituzione, eseguire cambi di destinazione
d'uso che richiedano sostanziali cambiamenti edilizi ed impiantistici. Possono comunque
essere consentiti la realizzazione delle infrastrutture espressamente previste nelle tavole di
piano e gli interventi di gestione a cura dell'Ente Parco. Per la gestione forestale valgono gli
indirizzi gestionali dei Piani forestali regionali e dei Piani di gestione del patrimonio
agricolo-forestale delle Comunità Montane regolarmente approvati, previo parere favorevole
del Parco;"
• All'interno della Rete Natura 2000 (ZPS IT5210071 ''Monti Sibillini” versante umbro ZSC
IT5210071 “Monti sibillini” versante umbro);
Preso atto della documentazione trasmessa; Considerato che:
• L'area oggetto di Piano Attuativo ricade in zona 2 del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, di
cui al D.M. 03.02.1990, pertanto di fatto già antropizzata;
• Il Piano Attuativo relativo alla Frazione di Castelluccio è un piano finalizzato alla ricostruzione
dell'edificato preesistente danneggiato dagli eventi sismici del 2016, favorire la riqualificazione
urbana ed edilizia, garantire il rientro della popolazione nelle proprie abitazioni e promuovere
la ripresa socio economica;
Il Piano Attuativo mira a favorire la ricostruzione e la gestione dell'assetto urbanistico-edilizio di
Castelluccio adeguato alla riduzione del rischio sismico e allo svolgimento delle funzioni cui è
chiamato dalla continua evoluzione delle attività produttive locali e delle molteplici modalità di
fruizione delle risorse naturalistico-ambientali che lo circondano, nel rispetto dei caratteri
storici e morfologici del centro e tenendo conto delle sue peculiarità di carattere
socio-economico nonché della grande sensibilità ambientale e paesaggistica del contesto.
• Sono previste delocalizzazioni di n. 7 volumi, localizzati prevalentemente nel Cassero e
distinti negli elaborati di Piano con le sigle d.1, d.2, d.3, d.4, d.5, d.6, d.7, finalizzate alla
creazione di spazi aperti pubblici caratterizzati da livelli maggiori di sicurezza e che possano
fungere da spazi sicuri per la fuga e l'attesa in caso di emergenza. Il piano attuativo prevede
che le quantità da delocalizzare dovranno essere assorbite quando possibile dagli aggregati di

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appartenenza, ed in caso contrario delocalizzate nell'area individuata come Unità di
Progettazione del margine occidentale dell'insediamento UP/mo, posta sul versante del Monte
Veletta, già disciplinata dal PUA previgente e per la quale il presente piano attuativo conferma
le previsioni;
• Il Piano Attuativo individua otto Spazi pubblici di relazione da sottoporre a progettazione
unitaria ed integrata; riprendendo ed integrando le previsioni per gli Spazi Pubblici a
progettazione Unitaria (SPU) che aveva elaborato il PUA del 20 16;
• Il Piano Attuativo conferma il carattere di temporaneità delle aree e delle strutture per
l'emergenza realizzate ed attivate successivamente al sisma del 2016, localizzate sia
all'interno che all'esterno del centro abitato e riportate nell'E/ab. A.3.5. Strutture per
l'emergenza, contenuto nella documentazione trasmessa;
Alla luce di quanto sopra esposto non si rilevano particolari aspetti ambientali da approfondire
per quanto attiene la procedura di verifica di assoggettabilità a VAS del Piano.
Per eventuali chiarimenti relativi al procedimento di cui sopra contattare arch. Sonia Pettinari
per via telefonica al n. 0737 961563 o all'indirizzo mail sonia.pettinari@sibillini.net.
ARPA Umbria. Prot. n. 0088883 del 25/05/2020 con il quale si comunica che: “In relazione al
procedimento in oggetto, preso atto della documentazione presentata, delle caratteristiche
degli interventi previsti, della limitazione temporanea alla sola fase di cantiere di eventuali
eventi emissivi e delle mitigazioni attese elencate nella documentazione stessa, la scrivente
ARPA Umbria, per le materie ambientali di propria competenza, ritiene non necessario
assoggettare a Valutazione Ambientale Strategica le azioni previste in quanto gli impatti
ambientali stimabili non appaiono significativi”.
Vista la richiesta del Comune di Norcia di sospensione dei termini a seguito degli esiti della
conferenza e dei pareri pervenuti prot. n. 0096615 del 08/06/2020, nonchè la comunicazione
dell’Autorità competente della avvenuta sospensione del procedimento con prot. n. 0099419
del 17/06/2020;
Vista la nota 0089307 del 07/05/2021 con la quale il Comune di Norcia ha trasmesso la
documentazione integrativa e chiesto la riattivazione del procedimento;
Vista la nota n. 0090216 del 10/05/2021 con la quale il servizio regionale Sostenibilità
ambientale, valutazioni e autorizzazioni ambientali, ha trasmesso a tutti i Soggetti con
competenze ambientali l’indicazione per la consultazione di tutta la documentazione
integrativa prodotta al fine di esprimere in modo conclusivo le valutazioni di competenza.
Rilevato che con la documentazione integrativa predisposta ed in particolare con l’elaborato
Relazione-Addendum, viene dato puntuale riscontro a tutti gli elementi di criticità o di richieste
di approfondimento come indicati nel corso dei lavori della Conferenza istruttoria e come
inoltre indicati nei pareri pervenuti.
Visti i seguenti pareri conclusivi espressi in base alla documentazione integrativa prodotta:
Servizio foreste, montagna, sistemi naturalistici e faunistica. Prot. n. 0097318 del
20/05/2021 con il quale si comunica che: “Esaminata la documentazione trasmessa di cui
all'oggetto, acquisita agli atti con prot.n. 90216-2021, ai sensi della L.R. n.1-2015, si esprime
parere favorevole fermo restando quanto previsto nella DD n.8212-2020 di approvazione del
Piano Regolatore Generale –Parte Strutturale e Parte Operativa di Norcia e a condizione che
per i lavori di stabilizzazione del versante si provveda all’attivazione della procedura per la
Valutazione di Incidenza ai sensi D.P.R. 357/1997 s.m.i. e alla D.G.R.1274/2008 s.m.i.”.
Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria. Prot. n. 0098324 del 21/05/2021 con il quale si
comunica che: “In riferimento alla nota acquisita al prot. USR n. 15938 del 10/05/2021 relativa
alla emissione del parere definitivo, valutata la documentazione integrativa e visto che:
- il piano proposto si rileva la congruenza dell’ambito perimetrato ai sensi dell’O.C. n. 25/2017
con l’ambito del piano attuativo sviluppato dal Comune di Norcia ai sensi dell’O.C. n. 39/2017.
- L’individuazione degli aggregati edilizi è presente all’interno del Piano Attuativo e in questa
fase non è necessario verificarne la correttezza formale in quanto la stessa dovrà essere
valutata e confermata soltanto al momento della loro attuazione nel rispetto delle procedure
previste dall’artt. 15, 15 bis, 15 ter, 15 quater, 15 quinquies, 16 e 18 dell’O.C. n. 19/2017 e di
conseguenza della loro effettiva finanziabilità nell’ambito della ricostruzione privata. Si esprime
parere favorevole, con raccomandazioni, ai soli fini della procedura di VAS.

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Le raccomandazioni dello scrivente Servizio sono quelle di elaborare alcuni approfondimenti
tecnici e di programmazione che non risultano sufficientemente sviluppati, così come richiesto
dall’O.C. n. 39/2017, prima della adozione del citato P.A. da parte del Comune di Norcia:
- Il censimento del livello di danneggiamento delle unità strutturali (Tav A2-4_Sintesi schede)
continua a non essere coerente con quello redatto a corredo della perimetrazione di cui
all’O.C.
25/2017. In particolare non risulta chiara l’individuazione in termini di legenda del solo rischio
indotto “F” quale esito di agibilità, mentre il medesimo, trattandosi di rischio, è sempre
associato ad un esito, sia esso di agibilità o inagibilità.
- Il piano, assume la duplice valenza di Piano per la riqualificazione e lo sviluppo, in qualità di
revisione del PUA approvato dal Comune di Norcia con DCC n.6 del 29/04/2016, e di Piano
per la ricostruzione, ai sensi dell’Ord. 39/2017, ponendo questioni di carattere urbanistico che
non sempre trovano riscontro nella normativa attuativa della ricostruzione (si porta ad esempio
il caso relativo agli edifici in cui è prevista una riduzione di quantità edificatoria da delocalizzare
- art. 29 e 30 delle NTA) per le quali, infatti, viene richiamata la disciplina della L.R. 8/2018.
- Le aree individuate per le delocalizzazioni non presentano un dimensionamento che tenga
conto dell’effettiva consistenza edilizia da trasferire così come non sono evidenziati gli
standard minimi necessari e i relativi costi di l’attuazione. Gli stessi dovranno costituire parte
del piano da approvare per le finalità di cui all’O.C. 39/2017. L’area individuata per le
delocalizzazioni coincide con quella già prevista per le medesime finalità all’interno del PRG -
PO del Comune di Norcia e pertanto la sua attivazione e urbanizzazione non è legata
all’attuazione del presente PA. Prima dell’adozione del piano dovrà essere chiarita se
l’attuazione dell’area dedicata alle delocalizzazioni sarà ricondotta alle finalità dell’O.C.
39/2018, e quindi nel caso prevista la relativa progettazione urbanistica del sito, ovvero
all’attuazione, in ordinario, del PRG P.O. di Norcia.
- Per l’edificio (ar32) presente in area a rischio geologico si ricorda che l’utilizzo dell’immobile
riparato potrà avvenire dopo l’esecuzione e il collaudo delle opere di mitigazione stesse (art.
22 comma 3 O.C. 19/2017).
- Il piano finanziario, presente nella relazione (P01_Relazione aprile 2021), alla tabella 18
“Valutazione dei costi di riparazione per gli edifici esclusi dal Piano Attuativo” elenca costi
stimati di ricostruzione anche di edifici con esito A, AF o senza esito. Tale valutazione non
risulta coerente con il quadro normativo vigente.
- Sono previsti degli interventi di demolizione e non ricostruzione o di arretramento di parte
degli aggregati a favore di una migliore viabilità. Tale proposta è coerente con il quadro
normativo dell’O.C. n. 39/2017 (Punto D.2) ma si ricorda che la parziale delocalizzazione non
risulta finanziabile dal quadro normativo per la concessione dei contributi di cui al D.L. n.
189/2016.
L’introduzione del Programma Straordinario di Ricostruzione, quale strumento programmatico
introdotto all'art. 3/bis del D.L. n. 123/2019, può compensare tali carenze riuscendo ad
approfondire tutti gli aspetti della ricostruzione pubblica e dei beni culturali che non risultano
progettate e/o programmate con il presente Piano Attuativo”.
Servizio Rischio idrogeologico, idraulico e sismico. Difesa del suolo. Prot. n. 0100410
del 24/05/2021 con il quale si comunica che: “Il piano attuativo della frazione di Castelluccio
(Norcia) è relativo alla ricostruzione dopo gli eventi sismici di Agosto/Ottobre 2016. Il perimetro
dell’abitato interessato alla ricostruzione è stato stabilito con Ordinanza C.S.R. n. 25/2017 ed
occupa una superficie di 19 ettari. Sono indicati gli interventi su edifici privati ed aggregati e gli
interventi di nuova costruzione nei comparti di previsione. Gli interventi pubblici sono inerenti
a: tratti stradali, allacci, sottoservizi, spazi pubblici, pavimentazioni.
Viste le cartografie geologiche e geotematiche sottoelencate:
    Banche dati geologiche regionali;
    Banca dati della pericolosità sismica locale;
    Idrogeo (piattaforma italiana sul dissesto idrogeologico);Cartografia del PUT.
Dai dati disponibili delle banche dati sopra citate è possibile fare le seguenti valutazioni:
Vista la cartografia P.U.T. Legge Regionale 27/2000:

segue atto n. 5163            del 28/05/2021                                                        12
COD. PRATICA: 2021-002-5795

- Carta n. 11: l’area del PA perimetrata non risulta classificata di particolare interesse
geologico;
- Carta n. 45: l’area ricade nell’ambito degli acquiferi carbonatici d’interesse regionale.
Vista inoltre:
- La cartografia di Pericolosità sismica locale di 1° livello della Regione Umbria visionabile
tramite l'applicativo Google Earth, sezione 325/150: emerge la presenza di un’estesa
superficie a rischio di frana, posta a Nord dell’abitato, ricompresa nella zona d’instabilità
accertata con gli studi del PA.
- La tavola n. 187 del Piano di Assetto Idrogeologico del bacino del Fiume Tevere: esiste un
movimento franoso, classificato come quiescente, ricompreso nella zona instabile accertata
con il PA.
- La tavola n. 14 “Aree di Salvaguardia delle acque destinate al consumo umano” del PTA2
(Piano di tutela delle acque): emerge che l’area di studio ricade nell’ambito di riserva degli
acquiferi calcarei.
- La banca dati ISPRA della Piattaforma IDROGEO (IFFI): nella parte nord di Castelluccio è
individuata un’estesa area instabile n.d. “non determinata”;
- La banca dati ISPRA della Piattaforma IDROGEO (Rischio e Pericolosità): nella parte nord di
Castelluccio sono individuate delle localizzate aree ad alta pericolosità da frana.
Esaminati: gli studi di microzonazione sismica di 2° e 3° livello inerenti al Comune di Norcia:
negli studi di livello 3° è segnalata una diffusa area instabile nella parte nord di Castelluccio.
Considerate le indagini Geofisiche eseguite dal Servizio Geologico regionale nel 2015
nell’area del nucleo urbano di Castelluccio; consistenti in:
n. 3 indagini di sismica passiva HVSR;
n. 3 indagini sismiche a rifrazione, in onde SH.
Tenuto conto che la zona d’instabilità ritenuta attiva ed indicata negli elaborati progettuali con
aggiornamento ottobre 2019 è contemplata nelle previsioni del Piano Attuativo, finalizzato alla
ricostruzione post sisma 2016. La medesima area rispetto alla cartografia ufficiale ISPRA
risulta ampliata fino ad interessare alcuni edifici esistenti dell’abitato di Castelluccio.
Si ritiene di esprimere che nel merito del Piano Attuativo della frazione Castelluccio, nel
Comune di Norcia, il progetto possa essere escluso dall’assoggettabilità alla procedura di
VAS.
Si prescrive:
1) Nell’area dovranno essere eseguite delle adeguate indagini geologiche e geotecniche
     (Fase 1) che accertino la compatibilità ambientale con le opere di progetto.
2) Per quanto attiene all’area instabile individuata come zona di attenzione di livello 3 e zona
     d’instabilità di versante, nuovo comparto 2019 nella cartografia geomorfologica del Piano
     Attuativo, è necessario procedere a studi condotti seguendo le “Linee guida per la
     gestione del territorio in aree interessate da instabilità di versante sismoindotte (FR)” ai
     sensi della DGR n. 1232 del 23/10/2017, pubblicata nel BUR n. 48 dell’8/11/17,
     individuando le zone di rispetto e di suscettibilità. Le verifiche di stabilità dovranno inoltre
     essere effettuate su tutto il corpo di frana per la valutazione del rischio geologico
     dell’area”.
Provincia di Perugia. Prot. n. 0099518 del 21/05/2021 con il quale si comunica che: “Il Piano
Attuativo di Ricostruzione di Castelluccio comprende il territorio interessato dal nucleo
edificato e dagli spazi aperti ricompresi all’interno del perimetro istituito da Decreto del Vice
Commissario per la ricostruzione della Regione Umbria, n. 27 del 21 maggio 2018.
Il Piano è finalizzato sia alla ricostruzione della frazione sia alla riqualificazione e
valorizzazione del nucleo a partire dalla revisione del Piano Urbanistico Attuativo di cui
Castelluccio si era dotato poco prima degli eventi sismici nel 2016.
L’obiettivo principale del PA riguarda la ricostruzione e il recupero del nucleo insediativo
storico ed edilizio di Castelluccio. Particolare importanza assume la valorizzazione degli spazi
per attività turistiche: i belvedere e la fruizione degli spazi aperti. Altro importante tema è la
riqualificazione del versante orientale del Colle attraverso interventi di restauro paesaggistico
con riduzione dell’impatto determinato dagli sbancamenti.

segue atto n. 5163            del 28/05/2021                                                      13
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