CRITERI DI GESTIONE OBBLIGATORI (CGO) BUONE CONDIZIONI AGRONOMICHE ED AMBIENTALI (BCAA)
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Indice ____________________________________________________ Introduzione ……………………………………………………………………………………………………… 1 CGO – Criteri di Gestione Obbligatori ………………………………………………………………… 2 BCAA – Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali ……………………………………….. 5 Destinatari e condizionalità ……………………………………………………………………………….. 9 Sottoscrizione dell’impegno ……………………………………………………………………………. 10 Controlli ………………………………………………………………………………………………………….. 11 Riduzione degli aiuti e deroghe …………………………………………………………………...... 14
Introduzione ____________________________________________________ Il Regolamento CE n. 1782/03 ha introdotto regimi di sostegno per gli agricoltori e, in particolare, ha stabilito norme comuni in merito ai regimi di sostegno nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC). Questo regolamento, unitamente alle successive modifiche introdotte dal Regolamento CE 73/09, rappresenta una importante riforma della politica agricola comune e introduce, tra l’altro, l’obbligo per gli agricoltori di rispettare i Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) e di mantenere i terreni in Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali (BCAA). L’insieme di queste regole va sotto il nome di Condizionalità che può essere definita come il principio secondo il quale gli agricoltori, per poter beneficiare di pagamenti diretti deve rispettare i Criteri di Gestione Obbligatori e le Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali. La Condizionalità ha il principale obiettivo di salvaguardare l’ambiente, pur garantendo all’agricoltore gli aiuti necessari. In altri termini l’Unione Europea dice all’agricoltore: “Io ti 1
garantisco un aiuto “a condizione” che tu, nello svolgere la tua attività di coltivatore o allevatore, rispetti una serie di impegni in favore della collettività”. Il mancato rispetto di tali obblighi prevede una sanzione; come vedremo in maniera più approfondita di seguito essa è costituita dalla riduzione dell’aiuto economico a cui l’agricoltore avrebbe diritto e può arrivare, nei casi più gravi, fino alla totale esclusione degli aiuti. Approfondimenti: 1) http://www.agricoltura.regione.campania.it/riforma_pac/condizionalita-ppt-1.pdf 2)http://www.agea.gov.it/portal/page/portal/AGEAPageGroup/HomeAGEA/Osservatorio/C ondizionalit%C3%A0 CGO – Criteri di Gestione Obbligatori ____________________________________________________ I Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) sono costituiti da 18 atti comunitari già in vigore e già recepiti dagli stati membri che riguardano la sicurezza alimentare, la salute delle piante e degli animali e il benessere degli animali. I Criteri di Gestione Obbligatori sono definiti ai sensi del Regolamento CE n. 1782/03 e successive modifiche introdotte dall’allegato II del Regolamento CE 73/2009. I Criteri di Gestione Obbligatori sono suddivisi in tre ambiti di condizionalità: il primo riguarda sia l’ambiente (5 atti) sia la salute degli animali relativamente alla loro identificazione e registrazione (3 atti), il secondo è relativo alla sanità pubblica e alla salute degli animali e delle piante ed è costituito da 4 atti a cui si aggiungono 3 atti relativi alla notifica delle malattie, il terzo riguarda il benessere degli animali e si compone di 3 atti. Di 2
seguito viene riportata una descrizione degli atti e delle norme che costituiscono ogni campo di condizionalità. Campo di condizionalità 1. Ambiente (5 atti in vigore dal 1.1.2005): A1 - Conservazione degli uccelli selvatici. A2 - Protezione acque sotterranee dall’inquinamento provocato da sostanze pericolose. A3 - Protezione dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura. A4 - Protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole. A5 - Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. Campo di condizionalità 1. Sanità pubblica e salute degli animali - identificazione e registrazione degli animali (3 atti in vigore dal 1.1.2005): A6 - Identificazione e registrazione dei suini. A7 - Identificazione e registrazione dei bovini ed etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine. A8 - Identificazione e registrazione degli ovini e dei caprini. Campo di condizionalità 2 - Sanità pubblica, salute degli animali e delle piante (4 atti in vigore dal 1.1.2006): B9 - Immissione in commercio dei prodotti fitosanitari. 3
B10 - Divieto d’utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze beta-agoniste nelle produzioni animali. B11 - Sicurezza alimentare. Obbligo di rintracciabilità. Istituzione Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. B12 - Encefalopatie spongiformi trasmissibili: prevenzione, controllo ed eradicazione. Campo di condizionalità 2 – Notifica delle malattie (3 atti in vigore dal 1.1.2006): B13 - Lotta contro l’afta epizootica. B14 - Lotta contro alcune malattie degli animali nonché misure specifiche per la malattia vescicolare dei suini. B15 - Lotta ed eradicazione della febbre catarrale degli ovini. Campo di condizionalità 3 – Igiene e benessere degli animali (3 atti): C16 - Norme minime per la protezione dei vitelli. C17 - Norme minime per la protezione dei suini. C18 - Protezione degli animali negli allevamenti. 4
BCAA – Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali _______________________________________ Le Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali (BCAA) sono 5 norme nazionali riportate nell’allegato III del Regolamento CE 73/2009. Gli Stati membri sono tenuti ad attuare e rispettare queste norme per garantire il raggiungimento di obiettivi prioritari fissati dall’Unione Europea, quali: proteggere il suolo mediante misure i donee, mantenere i livelli di sostanze organiche del suolo mediante opportune pratiche agricole, proteggere la struttura del suolo, assicurare il livello minimo di mantenimento dell’ecosistema, evitare il deterioramento dell’habitat, proteggere e gestire le risorse idriche. Di seguito viene riproposta una descrizione che specifica, per ogni norma, quali sono gli obiettivi da raggiungere e le eventuali norme obbligatorie da attuare. • NORMA 1: EROSIONE DEL SUOLO Obiettivo: proteggere il suolo dall’erosione mediante misure idonee. Norma 1.1: “Interventi di regimazione temporanea delle acque superficiali nei terreni in pendio”. Per garantire la fertilità del terreno, conservandone la produttività, è necessario proteggere i primi strati del terreno che sono particolarmente ricchi di humus e di vita microbiotica. Inoltre, si riesce ad assicurare la biodiversità e a ridurre il dissesto idro-geologico. Il rischio di erosione riguarda principalmente i terreni in pendio 5
seminati con colture annuali e quelli in cui le zolle sono particolarmente frantumate. In questi terreni la pioggia disgrega le particelle che compongono il terreno e le trasporta a causa dello scorrimento superficiale delle acque di deflusso. L’intervento consiste nella creazione di solchi acquai temporanei con andamento trasversale rispetto alla pendenza che, regolando lo scorrimento delle acque di deflusso, permettono una diminuzione dell’erosione. Approfondimento: http://www.arbea.basilicata.it/index.php?option=com_docman&task=doc_view&gi d=1061&tmpl=component&format=raw&Itemid=73] • NORMA 2: SOSTANZA ORGANICA DEL SUOLO Obiettivo: mantenere i livelli di sostanza organica del suolo mediante opportune pratiche. Norma 2.1 “Gestione delle stoppie e dei residui colturali”. La corretta gestione delle stoppie e dei residui colturali permette di mantenere e, quindi, non distruggere il livello di sostanza organica nel suolo. La sostanza organica è un elemento fondamentale per mantenere inalterata la fertilità di un terreno. I fattori che contribuiscono a mantenere un giusto livello di sostanza organica sono vari: natura del suolo, temperatura climatica e pratiche agronomiche. Per quanto riguarda questo ultimo aspetto bisogna tener presente che l’interramento delle stoppie e dei residui colturali contribuiscono alla conservazione della sostanza organica, diversamente dalla loro bruciatura che, incidendo negativamente sul terreno, è del tutto vietata. 6
Norma 2.2 “Avvicendamento delle colture”. Per salvaguardare il livello di sostanza organica nel suolo è necessario anche avvicendare le colture sullo stesso appezzamento di terreno al fine di evitare un impoverimento del terreno stesso. • NORMA 3: STRUTTURA DEL SUOLO Obiettivo: mantenere la struttura del suolo mediante misure adeguate. Norma 3.1 “Mantenimento in efficienza della rete di sgrondo per il deflusso delle acque superficiali”. Mantenere in efficienza la rete di sgrondo per far defluire rapidamente le acque superficiali permette di ottenere numerosi benefici per il terreno: conserva la porosità, favorisce il drenaggio, permette lo scambio gassoso fra terreno e atmosfera, combatte l’erosione, favorisce la crescita delle radici. Gli interventi consistono prevalentemente nella ripulitura di scoline e canali collettori dalla vegetazione, nella realizzazione di sistemazioni idraulico-agrarie e nella preservazione della vegetazione presente nei canali utili per contenere l’erosione e salvaguardare la biodiversità. • NORMA 4: LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO Obiettivo: assicurare un livello minimo di mantenimento ed evitare il deterioramento degli habitat. Norma 4.1 “Protezione del pascolo permanente”. La presenza di pascolo in un terreno permette il corretto sgrondo delle acque riducendo il rischio di erosione; inoltre contribuisce a mantenere nel suolo un buon livello di sostanza organica. Ovviamente il pascolo deve essere eseguito correttamente, evitando sia la sovra-utilizzazione che per 7
l’eccessivo carico di bestiame danneggia la copertura vegetale sia la sotto-utilizzazione che causa scarsa cura del terreno e, quindi, deterioramento del terreno. Norma 4.2 “Gestione delle superfici ritirate dalla produzione”. I terreni ritirati dalla produzione devono essere gestiti con l’attuazione di corrette pratiche agronomiche. In particolare, queste aree devono essere sottoposte ad un livello minimo di mantenimento evitandone l’abbandono. In questo modo si garantiscono una serie di benefici tra cui: la limitazione del rischi incendi, la conservazione del potenziale produttivo e della fertilità, la preservazione dai rischi di erosione e dilavamento. Norma 4.3 “Manutenzione degli oliveti”. Mantenere gli oliveti in buone condizioni agronomiche e vegetative consente di ridurre i rischi di erosione, frane e permette di preservare zone che altrimenti sarebbero destinate all’abbandono. In particolare, gli oliveti in buone condizioni rappresentano un importante “agroecosistema” che favorisce la biodiversità animale e vegetale. Norma 4.4 “Mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio”. Gli elementi caratteristici del paesaggio vanno mantenuti al fine di evitare il deterioramento dell’habitat. L’imprenditore è tenuto a contrastare il naturale degrado causato dagli agenti atmosferici e dalle pratiche agronomiche. NORMA 5: PROTEZIONE E GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE Norma 5.1 “Rispetto delle procedure di autorizzazione quando l’utilizzo delle acque ai fini di irrigazione è soggetto a autorizzazione”. Il livello minimo di protezione delle acque è garantito quando vengono rispettate le procedure di autorizzazione (licenza di 8
attingimento, concessioni) previste per l’uso delle acque ai fini dell’irrigazione. Queste procedure consentono di gestire al meglio l’utilizzo delle risorse idriche preservandole dall'inquinamento e dal ruscellamento. Destinatari e condizionalità ____________________________________________________ Il rispetto dei Criteri di Gestione Obbligatori e delle Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali è obbligatorio per tutti gli agricoltori che intendono beneficiare di: - regime di pagamento unico; - alcune misure del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Campania 2007 – 2013; - pagamenti relativi ai programmi di sostegno per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti; - programmi di sostegno per la vendemmia verde o pagamenti del premio di estirpazione; - azioni ambientali previste nei programmi operativi del settore ortofrutticolo. Il rispetto di tali atti e norme prende il nome di CONDIZIONALITÀ. La condizionalità, di fatto, prevede che il sostegno pubblico alle aziende sia subordinato al rispetto delle suddette norme. Il mancato rispetto della condizionalità implica una riduzione dei pagamenti diretti corrisposti o da corrispondere all’azienda beneficiaria secondo uno specifico meccanismo che sarà spiegato più avanti. Gli impegni di condizionalità devono essere rispettati su qualsiasi superficie agricola dell’azienda beneficiaria di pagamenti diretti, inclusi i terreni in relazione ai quali non si percepisce alcun aiuto. 9
Sottoscrizione dell’impegno ____________________________________________________ Quando un agricoltore richiede il pagamento PAC o altri pagamenti diretti sottoscrive anche l’impegno al rispetto delle norme di condizionalità per la propria azienda agricola. Di conseguenza il fascicolo aziendale di ciascun agricoltore viene aggiornato acquisendo tutte le informazioni necessarie alla gestione del regime di condizionalità (es. presenza in azienda di terrazzamenti, canali collettori ecc). In questo modo l’agricoltore è informato riguardo gli impegni di condizionalità che è tenuto a rispettare in funzione dell’ubicazione della propria azienda, rispetto alla perimetrazione delle aree sensibili dal punto di vista ambientale nonché della tipologia di utilizzazione del suolo. Controlli ____________________________________________________ Il controllo degli impegni assunti nell’ambito dei CGO e delle BCAA viene effettuato dall’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura); per lo svolgimento di controlli strettamente specialistici l’AGEA può avvalersi del supporto di enti di controllo specializzati (es. ASL, ARPA, ecc.) che svolgono la propria attività istituzionale di verifica e controllo. I controlli possono essere di tipo documentale o oggettivo. I controlli documentali vengono svolti acquisendo le informazioni fornite dagli agricoltori ed eventualmente dagli enti di controllo specializzati; i controlli oggettivi sono effettuati grazie all’ausilio di particolari tecnologie e strumenti (ad esempio: il telerilevamento e le immagini aerofotogrammetriche) e attraverso i controlli in azienda. 10
Nella fase di controllo in azienda il rispetto degli Atti e delle Norme è accertato attraverso la compilazione di apposite "check list" ove sono indicati una serie di indici di verifica strutturati in portata, gravità e durata. La portata individua l’entità della violazione. La gravità specifica l’importanza delle conseguenze dell’infrazione in riferimento agli obiettivi previsti dalla disposizione da rispettare. La durata indica il tempo necessario per il ripristino delle condizioni preesistenti all’infrazione; essa dipende anche dalla possibilità di annullare l’effetto dell’infrazione attuando specifici interventi correttivi. Il livello della violazione di un Atto o di una Norma in termini di portata, gravità e durata viene quantificato con un numero: 1, se il livello è basso; 3, se il livello è medio; 5, se il livello è alto. Una volta individuati i tre indici per ogni atto o norma violata, si sommano i tre valori corrispondenti e si calcola la media aritmetica dei tre indici (portata, gravità e durata) per ottenere un unico punteggio medio che, ovviamente, sarà compreso tra 1 e 5. Quindi per ogni campo di condizionalità si sommano i punteggi medi ottenuti per ogni infrazione riscontrata, ottenendo così un punteggio totale riferito ad uno specifico campo di condizionalità. In seguito, sulla base delle griglie di valutazione proprie per ogni campo di condizionalità, si verifica in quale delle tre classi di punteggio, corrispondenti alle tre aliquote di riduzione (1%-3%-5%), si colloca il punteggio totale ottenuto in precedenza e si applica la relativa riduzione riferita a 11
quel campo di condizionalità. Infine, si sommano le aliquote parziali di riduzione ottenute per ciascun campo di condizionalità pervenendo così alla riduzione complessiva. Inoltre, il sistema di controllo prevede anche una “forma di avvertimento” strutturata su tre livelli, al fine di garantire un’applicazione della condizionalità basata sull’incentivazione di specifici interventi correttivi; in tal modo si intende favorire, ove possibile, il cosiddetto "ravvedimento" conseguente all’infrazione. I tre livelli di avvertimento sono costituiti da: 1. Segnalazione: se attraverso un controllo viene riscontrata un’infrazione di portata inferiore ad un livello minimo stabilito per ogni Atto e Norma, l’azienda riceve una segnalazione e non subisce alcuna riduzione del pagamento diretto. Se si riscontra una successiva ripetizione della stessa infrazione l’agricoltore subisce la riduzione del pagamento diretto anche se tale infrazione sia di portata inferiore al livello minimo stabilito. La segnalazione va, dunque, intesa come un avvertimento nei confronti dell’azienda rispetto a comportamenti non conformi alle pertinenti norme. 2. Intervento correttivo: se un controllo evidenzia un’infrazione che prevede la riduzione del pagamento diretto, l’agricoltore può effettuare un intervento correttivo ma solo nei casi previsti per ogni Atto e Norma e nel rispetto delle prescrizioni tecniche e dei tempi stabiliti dall’autorità di controllo competente. Nell’ipotesi in cui gli interventi correttivi siano stati attuati con successo la riduzione del pagamento diretto sarà dell’1%, misura minima prevista. 3. Ammonizione: qualora si riscontrino una serie di violazioni che comportano la quantificazione di una percentuale di riduzione del pagamento diretto superiore al 15% , l’agricoltore riceve un richiamo scritto da parte dell’Autorità di controllo competente. Il richiamo lo informa che nel caso di ulteriore ripetizione della stessa infrazione l’inadempienza 12
viene ritenuta intenzionale e, di conseguenza, l’agricoltore subisce la riduzione del pagamento diretto a cui avrebbe diritto (o nei casi più gravi l’esclusione dallo stesso), in base a quanto previsto per ogni infrazione. A conclusione del controllo in azienda viene redatta la relazione di controllo che riporta i risultati della verifica effettuata. Infine, le procedure di controllo si concludono attraverso le seguenti fasi: - Acquisizione a video terminale delle misurazioni effettuate, elaborazione dei parametri rilevati e calcolo dei valori risultanti dai vari indici di verifica. - Quantificazione della riduzione: una volta completata la relazione di controllo questa viene trasmessa all’Organismo pagatore competente che, in base ai risultati ottenuti dai controlli effettuati ed acquisiti in un’apposita banca dati, quantifica l’eventuale riduzione del pagamento diretto da applicare a carico dell’azienda controllata. - Convocazione dell’agricoltore: gli agricoltori ai quali è stata riscontrata una violazione sono convocati al fine di visionare direttamente i risultati dei controlli svolti e vengono informati in merito alla rilevanza delle violazioni accertate; in questa fase all’agricoltore viene anche notificato un verbale contenente l’eventuale proposta di riduzione del pagamento diretto ed ogni avviso utile alla gestione del fascicolo aziendale (anche per le successive annualità). - Eventuale intervento correttivo: qualora siano previsti interventi correttivi per una o più norme violate, l’autorità di controllo notifica all’agricoltore le modalità ed i tempi per la realizzazione degli stessi. In questo caso la riduzione del pagamento diretto viene sospesa e stabilita nella corretta misura solo a seguito del controllo sull’esecuzione degli interventi correttivi prescritti. Nel caso non si riescano ad eseguire i controlli entro il termine stabilito per 13
l’erogazione del pagamento diretto gli importi relativi alle riduzioni vengono detratti dai successivi pagamenti destinati all’agricoltore. Approfondimento: http://www.vireal.it/?page_id=54] Riduzione degli aiuti e deroghe ____________________________________________________ Le riduzioni vengono applicate all’importo totale del pagamento diretto che è stato erogato o dovrebbe essere erogato all’agricoltore a seguito della domanda presentata o da presentare nell’anno civile in cui è avvenuto l’accertamento. Qualora l’infrazione sia dovuta a negligenza, oppure nell’ipotesi in cui la violazione sia commessa per la prima volta, è prevista una penalizzazione per ciascun campo di condizionalità che in base alla rilevanza della inadempienza, può essere pari all’ 1%, al 3% o al 5% dell’importo complessivo del pagamento diretto. Tali aliquote, in caso di ripetizione della stessa violazione, sono moltiplicate per il fattore 3 sino a raggiungere la soglia massima del 15%; oltre tale soglia l’agricoltore subisce l’ammonizione e, in caso di ulteriore violazione, la stessa non è più imputabile a negligenza. Dunque, l’infrazione viene considerata intenzionale quando: - supera i livelli stabiliti dall’autorità di controllo; - si ha un mancato adempimento degli interventi correttivi; - si riscontra il carattere di intenzionalità; - l’infrazione viene reiterata. 14
Nel primo anno di infrazione, la riduzione non può essere superiore al 5%. Bisogna altresì ricordare che l’obbligo del rispetto degli impegni relativi ai Criteri di Gestione Obbligatori e del mantenimento dei terreni in Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali può subire delle DEROGHE in caso di circostanze eccezionali o in presenza di cause di forza maggiore quali: a) incapacità professionale di lunga durata dell'agricoltore ovvero malattia grave o morte di uno o più dei componenti dell'impresa familiare; b) calamità naturale; c) distruzione fortuita dei fabbricati aziendali adibiti all'allevamento; d) epizoozia sul patrimonio zootecnico; e) vincolo agroambientale che influenza la produttività aziendale nel triennio; f) furto di animali; g) incendio doloso della produzione o di parte dell'azienda agricola; h) sequestro di persona dell'agricoltore o di suoi familiari; i) sequestro giudiziario o conservativo dell'azienda agricola ovvero pignoramento immobiliare del terreno con nomina di custode; j) nomina di curatore commissario o liquidatore giudiziario per società agricole; k) incapacità dell'agricoltore ad esercitare l'attività agricola ovvero a richiedere i relativi premi per colpa motivata di un terzo. La documentazione relativa ai casi di forza maggiore deve essere comunicata in forma scritta all’Organismo pagatore competente entro il termine di 10 giorni a decorrere dal momento in cui l’agricoltore è in condizione di potere adempiere a tale obbligo. 15
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