Candidati per una poltrona - Cronache ...

Pagina creata da Laura Gabrielli
 
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Regionali     2020,    otto
candidati per una poltrona
Sono 8 i candidati alla presidenza della Giunta regionale
della Campania. A sfidare l’uscente Vincenzo De Luca
(sostenuto da 15 liste) ci saranno Stefano Caldoro, candidato
del centrodestra e gia’ presidente della Regione Campania dal
2010 al 2015, Valeria Ciarambino del M5s, il candidato di
Potere al Popolo, Giuliano Granato; del Terzo Polo, Sergio
Angrisano; di Terra, Luca Saltalamacchia, della lista
Naturalismo, Giovanni Nappi e del partito delle Buone Maniere,
Giusepe Cirillo. Per Caldoro e De Luca sara’ la terza sfida
per la presidenza della Giunta regionale della Campania. La
prima e’ del 2010 quando vinse Caldoro, poi nel 2015 quando e’
risultato vincitore l’ex sindaco di Salerno ed infine quella
fissata per il prossimo settembre.

Ecco tutte le liste in campo:

PD: Canfora Marinella, Amabile Tommaso, Buonomo Michele,
Longanella Anna, Petrosino Vincenzo detto Enzo, Picarone
Franco, Sabia Gina, Siani Margherita, Valiante Simone.

Più Europa    in Campania: Stefania De Martino, Genua Antonio,
Iandiorio      Francesco Marino, Robertazzi Olga, Cataneo
Antonella,     Grieco Gianluigi, Crucio Giacinto, Vicinanza
Alessandra,    Longobardi Giuseppe.

Italia Viva: Tommaso Pellegrino, Domenico Mazzeo, Antonio
Cuomo detto Tonino, Francesco Longanella, Ernesto Sica,
Gaetano Montalbano, Elvira Serra, Patrizia Longobardi, Anna
Botta.

De Luca presidente: Cappelli Angelo, Cascone Luca, Castagna
Carla Alessia, Catalano Mario, Cavaliere Vincenza detta Enza,
Comunale Daniela, Fiammenghi Katiuscia detta Katia, Giordano
Antonio, Iosca Renato.
Campania Libera: Bellissimo Gabriella, Cioffi Olga, Fiore
Aniello detto Nello, Fogliame Virgilia, Malfeo Romina,
Piccininno Fabio, Rizzo Marco, Savastano Giovanni detto Nino,
Squitieri Maria Laura.

Psi: Bisogno Monica, Bottone Salvatore, Di Cerbo Antonello,
Guzzo Giovanni, Maffia Fulvio, Rosciano Emiliana, Sabatella
Luca, Sica Antonietta, Volpe Andrea.

Davvero Ecologia&Diritti: Andrea Cretella, Anna Casaburi,
Nicola Carrara, Giovanni Casella, Erika De Simone, Giuliano
d’Antonio, Vincenzo Ferrara, Raffaella Mammone, Vincenzo Sica.

Popolari-Fare Democratico: Corrado Matera, Maria Ricchiuti,
Giovanni Baldi, Gaetana Falcone, Antonio Fezza, Alfonso
Forlenza, Marta Gallo, Antonella Milite, Vincenzo Pellegrino.

Centro Democratico: Adinolfi Vincenzo, Albano Giuseppe,
Cammarano Maria Teresa detta Teresa, D’Avenia Giovanni,
Gorrasio Angela, Montinaro Carlo, Pagano Lucia, Postiglione
Umberto, Scifo Emanuele.

Liberaldemocratici-Moderati per De Luca: Gennaro Aievoli,
Alessia Apuzzo, Attilio Coppola, Giuseppa Errico, Mario
Iannone, Giacomo Rosa detto Gianni, Lorenzo Santoro, Maria
Soriente, Antonella Vaccaro.

Noi Campani: Arena Salvatore, Della Rocca Mariarosaria,
Grattacaso Vincenzo, Guida Vincenzo, Guardigni Maria,
Marinello Domenica Francesca detta Nika, Parisi Sergio, Pica
Donato, Pisacane Maria Franca.
Forza Italia: Angelo Avallone, Roberto Celano, Lello Ciccone,
Antonietta Coraggio, Monica Giuliano, Francesco Marrazzo,
Monica Paolino, Annamaria Palumbo, Costabile Spinelli

Fratelli d’Italia: Nunzio Carpentieri, Imma Vietri, Giovanni
Fortunato, Antonella Ianniello, Carlo Fabio Ferrigno,
Alessandro Roberto Arpaia, Vitantonio Marchesano, Francesco
Bellomo, Giusy Sorgente.
Lega: Aurelio Tommasetti (capolista), Gisella Botticchio,
Valentino di Brizzi, Immacolata Famularo, Attilio Pierro,
Dante Santoro, Anna Pia Strianese, Sebastiano Odierna, Renato
Vicinanza.

Caldoro presidente: Campochiaro Bruno, Conforti Giuseppe, Cupo
Paola, De Cristofaro Lucia, Gallotta Donato, Iuorio Giovanni,
Raele Giuseppina, Scotillo Rolando, Vitagliano Raffaele.

Identità Meridionale-Macroregione Sud con Caldoro Presidente:
Pinelli Ciro, Balzano Maria, Barese Vincenzo, Bianco Domenico,
Migliore Giuseppe, Marchese Giuseppe, Miele Fabio Cristian,
Pinto Daniela, Vitolo Ciro.

Alleanza di centro: Raffaele Gallotta, Francesco
Casciano, Giuseppina Crescenzo, Antonio Fernicola, Aniello
Gaito, Donatella Martuscelli, Samantha        Memoli,   Mario
Romanelli, Maria Francesca Sproviero.

Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino candidata
presidente: Cammarano Michele, Virtuoso Francesco, Farina
Enrico, Milite Pasquale, Paolucci Fabio, Petrosino Alessandra,
Bufano Carmela, Panico Cosimo, Di Benedetto Grazia.

Terzo Polo, con Sergio Angrisano candidato presidente: Emilia
Giordano, Lucio Iuliano, Teresa Arpaia, Giovanni De Lauso,
Mario Soldovieri, Giuseppina Minutoli, Stefania Pacifico,
Angelica Visconti, Lucio Caruccio.

Potere al Popolo con Giuliano Granato candidato presidente:
Nicola Catania, Pio Antonio De Felice, Adelaide Sara Cavallo,
Benedetto De Maio detto Dino, Mariema Faye, Filippo Isoldi,
Marco Manna, Clementina Sasso.
Terra, con Luca Saltalamacchia candidato presidente: Francesco
Mari, Nicola Comanzo, Aniello De Felice detto Nello, Francesco
Turco, Nello Iovine, Gerardina Gabriele detta Dina, Maria
Rosaria Ciao, Rosa Mazzarella, Teresa Vicidomini.
giuseppe cirillo        Nappi         sergio angrisano

Giuliano Granato
                         Luca
                                          Valeria
                    Saltalamacchia
                                        Ciarambino

Stefano Caldoro
                   Vincenzo De Luca
Voto a luglio e listini
bloccati,  avanzano  le
trattative
di Andrea Pellegrino

Pressing da più fronti per il voto di luglio. L’ipotesi, già
sostenuta da quattro governatori in scadenza, tra cui Vincenzo
De Luca, e rilanciata nelle ultime ore dal ministro Francesco
Boccia, pare che stia diventando più che una certezza. A Roma
e anche a Napoli si valutano le conseguenze mentre è stata già
messa in moto da qualche giorno la macchina diplomatica e
operativa. Elezioni regionali entro la fine di luglio con una
novità in più: listini bloccati per evitare una campagna
elettorale porta a porta e ridurre al minimo comizi e
manifestazioni pubbliche. Una proposta sostenuta da mezzo
governo, ad eccezione del Movimento 5 Stelle che sostiene il
rinvio in autunno e quindi la conversione in legge del decreto
Conte, e anche da aree del centrodestra. Un voto a luglio,
infatti, sarebbe sostenuto da gran parte del Partito
democratico, salvo l’area Martina che ha mostrato perplessità,
da Leu ma non del tutto dal ministro della Salute Roberto
Speranza, da parte della Lega di Salvini e anche da Forza
Italia. In pratica, a conti fatti, se confermate le
indiscrezioni, il decreto del governo rischierebbe di non
passare l’esame dell’aula. Politicamente il Partito
democratico spinge per una riconferma nelle regioni da lui
governate (Campania compresa), forte del consenso accumulato
dai suoi rappresentanti nella prima fase dell’emergenza
Coronavirus. Poi c’è una parte della Lega che spingerebbe per
consolidare Zaia, il supergovernatore del Veneto, conclamato
primo vincitore nella classifica dei politici e amministratori
più amati, staccando lo stesso Conte. Una fuga in avanti per
ora frenata da Matteo Salvini. Una acclamazione di Zaia,
potrebbe, infatti, mettere a rischio la sua leadership,
soprattutto in considerazione del calo della Lega nei sondaggi
registrato nelle ultime settimane. Pronta al dialogo, invece,
Forza Italia che lancia sempre più messaggi distensivi al
governo, o meglio, ad alcune forze dell’esecutivo, pronte
perfino ad un cambio del premier nella fase della
ricostruzione. Incognita Renzi, seppur il leader di Italia
Viva, non escluderebbe del tutto l’ipotesi volendo
capitalizzare il 2 per cento per ora accumulato dopo la
scissione con il Partito democratico. IL SISTEMA DEI LISTINI
Sulle modalità elettorali pare che un primo approccio ci sia
stato in una delle ultime conferenze Stato – Regioni. Certo è
che la modifica del sistema elettorale spetta alle singole
regioni ma a Napoli da qualche ora, l’abolizione delle
preferenze pare che non abbia ricevuto tanta ostilità.Il
territorio potrebbe essere suddiviso in macroaree con liste
corte e bloccate, senza preferenze e composte sostanzialmente
nelle segreterie di partito. A Salerno per ogni lista ci
dovrebbero essere tre listini (Nord, Salerno città e provincia
Sud). Un Porcellum adattato alle regioni, grazie,
all’emergenza Covid e alla volontà di ridurre al minimo il
contatto con le persone. Ciò naturalmente comporterebbe un
proliferarsi di liste a sostegno dei vari candidati
governatori. In settimana le audizioni in commissione affari
costituzionali in Parlamento ma, salvo imprevisti, la strada
delle elezioni a luglio si fa sempre più percorribile.

Fase 2, il Pd presenta una
serie      di     proposte
programmatiche
Un documento programmatico con una serie di proposte per la
ripartenza del Paese. La Fase 2 del Partito Democratico di
Salerno è gia cominciata da tempo: “Non siamo rimasti alla
finestra-ha spiegato Piero De Luca-abbiamo sfruttato questo
periodo per raccogliere le istanze di sindaci, amministratori
e segretari di circolo cosi’ da farci trovare pronti per
l’avvio di questa nuova fase che apre, inevitabilmente,scenari
diversi per il nostro Paese”. I confronti delle scorse
settimane, sono stati serrati. Al deputato Dem, il compito di
farsi portavoce in Parlamento delle sollecitazioni degli
amministratori del territorio. “Ho già trasmesso il documento
definito negli aspetti salienti-ha detto De Lucacon le misure
a sostegno del territorio provinciale e della città di Salerno
per far fronte alla crisi causata dall’emergenza Coronavirus”
I punti cardine del documento sono diversi, si va dal sostegno
ai Comuni a quello per il Turismo, passando per il superamento
del Digital Divide, alle risorse per il rilancio degli
investimenti pubblici, al pagamento dei debiti della Pubblica
amministrazione, le Proposte Fiscali e la Semplificazione
Amministrativa. Ampio spazio al tema degli Enti Locali a cui,
spiega Piero De Luca. “E’ fondamentale assicurare sostegno
economico garantendo fondi sufficienti per recuperare i
mancati introiti derivanti dalle Tasse di Soggiorno, attività
delle municipalizzate, occupazione di suolo pubblico e
quant’altro”. L’Anci, che è l’associazione nazionale dei
Comuni Italiani ha stimato le perdite degli Enti a causa dell’
emergenza sanitaria e del lungo lockdown in cinque miliardi di
euro. “Il Governo al momento ne ha stanziati tre e mezzo-
continua De Luca- è necessario quindi-l’incremento di
ulteriori 1,5 miliardi di euro e l’istituzione di un fondo di
anticipazione straordinaria con interessi a carico dello
Stato. Abbiamo inoltre proposto, il prolungamento automatico
dei mutui contratti con Cassa Depositi e Prestiti e l’accesso
diretto alle anticipazioni di cassa per garantire liquidità
immediata agli Enti.Il sostegno ai Comuni è decisivo in questo
momento, anche per fornire adeguata assistenza a tutti i
cittadini”. Altro settore nella lente di ingrandimento del Pd
provinciale è il turismo che, in Campania, rappresenta una
parte rilevante del PIL: “Per quanto riguarda il comparto
turistico-continua De Luca-mi sono fatto portavoce, d’accordo
con il Ministro Franceschini, dell’estensione al prossimo 2033
delle concessioni demaniali in corso. Stiamo lavorando anche
su altro, ad esempio sulla fornitura alle aziende del settore
di incentivi a fondo perduto, per i dispositivi sanitari già
attivati da Invitalia che vanno rafforzati e sulla proposta di
sospensione dei tributi locali almeno fino al prossimo mese di
settembre. Qualora i Comuni ricevano fondi congrui dallo
Stato, i tributi andrebbero dimezzati per l’anno in corso.
Stiamo ragionando sugli Holiday Bonus, ossia le risorse alle
famiglie con reddito medio basso per consentirgli di andare in
vacanza e sostenere l’economia legata al settore turistico.
C’è inoltre bisogno, nell’ immediato, di protocolli di
sicurezza per l’adeguamento dei luoghi di lavoro dopo le
recenti disposizioni in materia sanitaria”. Ma non è tutto.
Tra le misure previste nell’articolato documento illustrato da
Piero De Luca, non manca la semplificazione burocratica perchè
“chi deve adeguare le nuove strutture alle recenti
prescrizioni in materia di sicurezza sanitariadice il deputato
Dem-deve poterlo fare in tempi brevi e con comunicazioni
semplici agli Enti o Istituzioni interessate”. Stessa logica
si applicherebbe anche alle attività commerciali con la
sospensione dei tributi locali ed ipotesi dimezzamento nel
caso di fondi congrui ai Comuni da parte dello Stato. Diverse
le proposte specifiche per la città di Salerno, due su tutte:
“L’idea- spiega Piero De Luca- è la riapertura, non appena le
condizioni lo consentano e secondo le linee guida dettate
dalla task force nazionale, dell’Arena del Mare nel
sottopiazza della Concordia per offrire in questa fase un
luogo condiviso alle associazioni cittadine culturali,
artistiche, teatrali e musicali. In questo modo
riprenderebbero corsi e laboratori che non potrebbero
svolgersi all’ interno dei loro locali. Anche in altre zone
della città-continua De Luca-sarebbe utile individuare delle
aree all’ aperto per lo svolgimento di questo tipo di
attività. Per gli operatori commerciali infine,crediamo utile
una maggiore flessibilità degli orari di apertura delle
attività giacchè, con l’ampliamento delle fasce orarie,
sarebbero scadenzati anche gli ingressi o gli appuntamenti”.

La candidatura di Ruotolo
manda in tilt il Movimento 5
stelle
di Andrea Pellegrino

La candidatura di Sandro Ruotolo per le elezioni suppletive
per il seggio napoletano del Senato (lasciato vuoto dopo la
prematura morte di Franco Ortolani) imbarazzano i Cinque
Stelle. Le parlamentarie interne al Movimento sono state vinte
da Luigi Napolitano (già candidato alle europee del 2019) ma
la tentazione sarebbe quella di convergere sul giornalista.
Insomma dopo il via libera di De Magistris, il listone
potrebbe arricchirsi anche del Movimento 5 Stelle. D’altronde
una campagna elettorale grillina contro Ruotolo sarebbe più
che impossibile. Così da giorni si valuta il super accordo che
potrebbe anche sbloccare la partita regionale. Se così fosse
per Sergio Costa si aprirebbe una autostrada verso Palazzo
Santa Lucia.

LO SCACCHIERE Gli ambasciatori propongono dunque, un accordo
generale da Movimento 5 Stelle a Leu, passando per Pd e DeMa,
su Ruotolo al Senato. In compenso una convergenza su Sergio
Costa alla presidenza della Regione Campania, lasciando libero
il Ministero dell’Ambiente al Pd e Leu che già avrebbero
individuato l’ex presidente di Legambiente, Rossella Muroni
(attuale deputato Leu) come possibile nuovo ministro.
Naturalmente anche per Vincenzo De Luca ci sarebbe una via
d’uscita, seppur il governatore uscente non escluderebbe una
corsa solitaria con le sue civiche, a partire da Campania
Libera. Nonostante le recenti smentite le offerte per De Luca
non mancherebbero. Tra queste ci sarebbe anche la presidenza
di Fincantieri, oltre ad altri incarichi sempre in enti
statali o partecipati.

L’INCOGNITA RENZI Resta ancora da chiarire la posizione di
Italia Viva, sia per le suppletive che per le regionali. I
renziani della seconda ora, per ora, giocano ancora fuori
campo in attesa degli sviluppi politici nazionali. La
convergenza su Vincenzo De Luca non è condivisa da tutti e la
soluzione Costa potrebbe convincere anche loro. Si lavora
sulle liste, in considerazione che Italia Viva, per prendere
parte alla competizione con il proprio simbolo, si dovrà
presentare almeno in tre province con una propria lista.

IL CENTRODESTRA Alle suppletive napoletane si punterà su
Salvatore Guanci, forzista, consigliere comunale e
vicepresidente del Consiglio comunale di Napoli. Alle
regionali strada spianata, invece, per Stefano Caldoro che da
qualche giorno ha avviato già la campagna elettorale,
immaginando anche le possibili liste a lui collegate.

La   curiosità:  Nicholas
Esposito, il leghista di
sinistra
di Erika Noschese

E’ destinata a suscitare non poche polemiche la nomina del
nuovo coordinatore provinciale della Lega. Nicholas Esposito,
napoletano doc, nato a Portici. La sua carriera politica
sembrava nota: leghista doc? A suo dire, o meglio mostrare, sì
eppure i conti non tornano. Alle elezioni comunali del 2017 si
è candidato – senza però essere eletto – in una lista civica
di centro sinistra, “I democratici e popolari” voluta dal
consigliere regionale Mario Casillo, a sostegno del candidato
sindaco – poi eletto – Vincenzo Cuomo, esponente del partito
democratico. Quando si è candidato a sostegno dei dem,
Esposito vantava già la sua militanza nel partito di Salvini.

Gaetano     Amatruda:    «Il
Nazareno si libererà di De
Luca ma con l’intesa Pd-M5S
rischia di essere terzo, il
centrodestra dovrà costruire
l’unità, il trend favorevole
è un punto di forza»
Gaetano Amatruda, giornalista professionista, social media
manager. Da Palazzo Chigi alla Regione Campania e’, da anni,
in prima linea con la cura degli uffici stampa, oggi collabora
con Indexway. La società dei Crespi che si divide fra le
produzioni sui temi della giustizia e la legalità, con
Ambrogio, e sull’assistenza ai colossi dell’economia. Ha
seguito, oltre la politica, il mondo della logistica, della
farmaceutica e della sanità privata.

Dopo le elezioni in Umbria cosa cambia in Campania?

«Si indebolisce la maggioranza di Governo che avrà un appeal
sempre minore sull’elettorato, l’esperienza di governo che
nasce, come ha sottolineato Renzi, da una ‘operazione di
palazzo’ sarà sempre più lontana dal Paese reale. Emerge dai
dati, Index Research lo racconta nei suoi sondaggi, e
guardando il dibattito. In questo contesto sarà complicato
ripetere l’esperienza ‘giallorossa’ nelle Regioni ed in
Campania in particolare».

Il Pd andrà su De Luca?

«Sarà lui il candidato o la sinistra proverà a cercare altra
idea ? «Il Pd subirà De Luca. Il Governatore mettera’ in campo
tutta l’energia che ha per dettare il ritmo. Il gruppo
dirigente campano è ostile ma non ha l’autorevolezza ed il
coraggio per porre il tema. Il Nazareno, paradossalmente, si
libererà di De Luca consentendogli la candidatura. In uno
schema tripolare e con la probabile intesa M5S e Dema rischia
di essere terzo».

Nel centrodestra pare tocchi a Forza Italia. Avrà più
efficacia la scelta del leader nazionale, Mara Carfagna,
dell’ex Presidente Caldoro? O bisognerà cercare altri nomi ?

«Il centrodestra dovrà costruire l’unita’. Il trend favorevole
e le liste costituiranno un punto di forza. Se toccherà a
Forza Italia, indubbiamente, i nomi più autorevoli, fatti da
Berlusconi, sono Carfagna e Caldoro. Ma c’e’ un intero gruppo
dirigente che ha le carte in regola per il governo del
territorio».
E se dovesse essere Cirielli, ha un senso ‘strategico’ puntare
su altro salernitano?

«Edmondo non passerebbe come un ‘salernitano’. Sarebbe la
campagna elettorale di un uomo del Sud, con grande esperienza
amministrativa».

Quali saranno i temi principali sui quali costruire il
consenso in Campania ?

«De Luca proverà a raccontare una Campania che non c’è.
Smentito dagli indicatori economici. Dovrà fare una campagna
aggressiva. Il centrodestra ed il Movimento Cinque Stelle
avranno vita facile nell’elenco dei problemi. Vincerà, però,
chi metterà insieme il buongoverno ed il sogno. In Campania
non attecchiranno le promesse. Non funzionano più. Servirà una
operazione più complessa. Poi bisognerà misurarsi con l’uso
intelligente dei social, sarà sfida nella sfida».

Gli spin doctor scaldano i
motori «Caso Umbria diverso
dalla Campania»
Domenico Giordano, spin doctor dell’agenzia Arcadia e socio di
ComPol, l’associazione italiana che riunisce docenti e
professionisti della comunicazione politica. Ideatore del
“Piccolo Festival della Politica” scrive di comunicazione
politica sul blog www.votantonio.it. Attualmente al suo attivo
più di duecento campagne elettorali. Costruisce, come pochi, i
segreti del successo.

Le elezioni in Umbria sono il termometro di un clima nazionale
o vanno lette come dato nazionale?

«Le regionali umbre sono state elezioni asimmetriche con gli
elettori che hanno di fatto subìto una polarizzazione su temi
e leader nazionali e, di conseguenza, le loro scelte sono
state (dis)orientate da questa nazionalizzazione del contesto:
pro o contro Salvini piuttosto che sulla preferenza per il
miglior candidato e la migliore proposta programmatica».

Dopo le elezioni in Umbria cosa cambia in Campania?

«Quasi nulla, il fallimento umbro del cartello elettorale Pd e
M5S ha solo un effetto conservativo sull’attuale geografia
delle alleanze e dei candidati a presidente. Inoltre, a mio
avviso, non penso che in Campania gli schieramenti in campo
possano replicare il modello di comunicazione visto in Umbria
nell’ultimo mese. Le condizioni di contesto sono assai diverse
e la nazionalizzazione della campagna sarà più attenuata».

Il Pd andrà su De Luca? Sarà lui il candidato o la sinistra
proverà a cercare altra idea ?

«La scelta del Pd sarà influenzata dalla scelta del possibile
successore di De Magistris. Nel 2021, si vota nella più grande
città del Mezzogiorno e la scelta del candidato sindaco di
Napoli potrebbe influenzare non poco il quadro delle alleanze
nell’area del centrosinistra – M5S. Sulla possibile
destituzione di De Luca credo che il fattore tempo giochi a
favore del presidente uscente. Più settimane passano e meno
competitor credibili possono spuntare alla sua sinistra. De
Luca pensa che ritardare il più possibile il voto possa
aiutarlo a vincere la concorrenza interna prima e le elezioni
dopo. Al contrario, io gli suggerisco invece di anticipare la
data delle elezioni».

Nel centrodestra pare tocchi a Forza Italia. Avrà più
efficacia la scelta del leader nazionale, Mara Carfagna,
dell’ex Presidente Caldoro? O bisognerà cercare altri nomi ?
«Chiunque sia il candidato del centrodestra per avere una
concreta chance di battere gli avversari, ovvero di essere il
successore di De Luca, dovrebbe da un lato costruire la
propria narrazione con i tempi opportuni e non certo
presentarsi a qualche giorno o settimana dalla
ufficializzazione delle candidature. In secondo luogo,
accettare e interpretare la prossima campagna elettorale
vestendo i panni credibili del cannibale, di chi è
costantemente all’attacco, di chi vive mattina, pomeriggio e
sera i territori, rompendo il linguaggio della politica con
una virulenza verbale e fisica che gli consenta di non essere
lo sparring partner di turno».

E se dovesse essere Cirielli, ha un senso ‘strategico’ puntare
su altro salernitano?

«Secondo me, la provenienza territoriale del candidato incide
fino a un certo punto sulle motivazioni di scelta
dell’elettore che tendenzialmente è diventato sempre più “last
minute voters”. Pertanto, più che la territorialità il voto è
influenzato da altri elementi, soprattutto assai meno fisici».
Quali saranno i temi principali sui quali costruire il
consenso in Campania ? «Se pensiamo a modellare una contro-
narrazione deluchiana allora, a prescindere dai soliti temi
del lavoro, dell’ambiente e della sanità, sarà importante
logorare il presidente su due aspetti all’apparenza marginali
ma che sedimentati a dovere nell’immaginario collettivo
possono produrre una profonda».

Cirielli: «De Luca scaricato
dal Pd quando in Campania gli
devono tutto»
Cirielli a tutto campo, ma spezza una lancia a favore di
Vincenzo De Luca: «Il Pd l’ha tradito per le poltrone quando,
in Campania, gli devono tutto». E’ stato un Edmondo Cirielli a
largo raggio quello presentatosi ai microfoni di Radio
Castelluccio, dall’aeroporto alle prossime amministrative di
Salerno 2021 passando per Renzi e l’avvicinamento ai deputati
di Forza Italia, per concludere con Vincenzo e Roberto De
Luca. Cirielli, leader campano di Fratelli d’Italia, non si fa
mancare di gettare luce sul prossimo scenario politico
regionale: «Io non condivido nulla di quello che fa il
governatore De Luca, ma il suo partito, il Pd, l’ha tradito
per le poltrone quando gli deve tutto». «E’ uno schifo –
commenta – tanto da credere che Vincenzo De Luca farà
dimettere in tempo utile il sindaco di Salerno, Napoli, per
ricandidarsi con il solito sistema di liste civiche al Comune,
lasciando al figlio Roberto, che ingiustamente, ha dovuto
lasciare l’assessorato al bilancio salernitano, un ruolo
politico alla Regione, per la mancata gioia dei consiglieri
regionali Pd attuali». Per contrastare De Luca su Salerno,
Cirielli ha pensato già a due possibili candidati: «Io sono
per il rinnovamento, due giovani, Elena Criscuolo e Gherardo
Marenghi». Un contrasto al governatore che va anche in campo
regionale con la disponibilità personale per la candidatura
alla presidenza: «Ho dato la mia disponibilità ma prima di
tutto viene l’unità della coalizione. C’è Forza Italia che
avanza richieste importanti: c’è Antonio Martusciello, Paolo
Russo, Sibilia, ma a noi interessa soprattutto il programma,
prima di tutto le infrastrutture». Infrastrutture, tema sul
quale continua Cirielli: «Sono contento della fusione
dell’aeroporto di Salerno con Gesac, fattore di rilancio che
già io e Bassolino proponemmo a De Luca ma si schierò contro».
Ultima riflessione del questore della Camera è su Forza Italia
e Matteo Renzi: «Forza Italia è Silvio Berlusconi, Mara
Carfagna ha un curriculum istituzionale di rilievo e spessore
e deve tanto a Berlusconi tanto da non credere ad un suo
avvicinamento a Renzi, credo più ad un avvicinamento di Renzi.
In ottica di coalizione mi auguro che Forza Italia riacquisti
linfa e forza».

Accordo Pd-M5S, in bilico la
ricandidatura di De Luca
di Andrea Pellegrino

L’accordo Pd – Cinque Stelle in Campania potrebbe ostacolare
la ricandidatura di Vincenzo De Luca. Il dato, seppur nella
fluidità del quadro politico, è alquanto scontato. Tant’è che
Vincenzo De Luca tratta da solo, con un occhio verso i civici
e verso lo stesso Matteo Renzi che qui in Campania potrebbe
fare una buona campagna acquisti nel centrodestra. Si dice che
il coordinamento regionale è ambito perfino da Clemente
Mastella che in più occasioni ha elogiato “Italia Viva” di
Renzi. Mastella vuol dire Lonardo, attuale parlamentare di
Forza Italia. A Salerno i renziani della seconda ora, o forse
terza, sono pochissimi. Per ora il coordinamento è nelle mani
di Etta Pinto, figlia dell’ex ministro salernitano Michele,
con un passato (padre e figlia) proprio nell’Udeur di Clemente
Mastella. De Luca guarda anche agli ex dc. Come Riccardo
Villari che come contropartita alla recente nomina alla guida
di Città della Scienza si impegnerà a sostegno del governatore
portando alla sua corte qualche ex big della prima Repubblica.
Ma De Luca guarda anche al Movimento 5 Stelle, cercando un
varco. E la telefonata privata al consigliere Malerba,
divenuta pubblica nelle ultime ore, ne è la dimostrazione.
All’attacco va Edmondo Cirielli, al momento unico candidato
del centrodestra per Santa Lucia, indicato da Fratelli
d’Italia: «Con il passare del tempo – dice Cirielli – il
governatore pro tempore della Campania si sta rendendo conto,
forse, che non gode più della fiducia neanche del suo partito,
oltre che della maggioranza dei cittadini. E così, per paura
di non essere ricandidato, cerca di fare accordi sottobanco
con i grillini. Insomma, via telefono, di nascosto, lontano
dalle telecamere, tenta il dialogo con i “nemici”; in
pubblico, invece, li insulta prendendoli anche in giro. Ma per
fortuna la ricreazione sta per finire. Fratelli d’Italia è
pronta a mandarlo a casa». Pd (la parte antideluchiana) e i
Cinque Stelle, intanto, non disdegnano un patto comune,
superando naturalmente lo scoglio De Luca. Sul tavolo ci sono
già due possibili candidati: il ministro Sergio Costa e il
dimissionario presidente dell’autorità anticorruzione Raffaele
Cantone. Entrambi ben visti anche da Luigi de Magistris pronto
a scendere in campo con una propria lista a sostegno della
causa

De   Luca   chiama   Malerba,
Ciarambino: «Il Pd lo sapeva
o l’hanno scaricato?»
di Adriano Rescigno

La vicenda ha come assi il presidente della Regione, il
capogruppo 5Stelle a Palazzo Santa Lucia, Ciarambino ed il
consigliere regionale Tommaso Malerba. Malerba nei giorni
scorsi è stato contattato da Vincenzo De Luca per un incontro
a 4 occhi stesso a Palazzo Santa Lucia, probabilmente per un
avvicinamento politico, ma il consigliere regionale, dopo aver
informato i vertici regionali del Movimento pentastellato, ha
negato l’incontro rispendendo al mittente l’invito. Sulla
vicenda è dunque intervenuta la consigliera regionale Valeria
Ciarabino dei quali sono noti i siparietti con il governatore,
sui social, dentro e fuori dall’aula del Consiglio regionale.
«Gli è bastato poco per capire di non avere a che fare con i
soliti poltronisti e arrivisti della politica a cui è abituato
– dice la Ciarambino – Mai avremmo potuto accettare di sederci
a trattare con il nemico della Campania. Mai nessuno di noi
intavolerà alcuna forma di dialogo con chi ci ha
sistematicamente fatto sbattere le porte in faccia ogni volta
che avremmo voluto discutere o proporre provvedimenti
nell’interesse dei cittadini della Campania. Continuasse a
tenere chiuse quelle porte, almeno fino a quando non si
spalancheranno quando lascerà definitivamente il palazzo della
regione Campania». «E’ chiaro che se De Luca è arrivato a
contattare l’unico Gruppo che gli ha fatto vera opposizione in
questi anni e a cui ha sempre puntualmente mancato di
rispetto, è solo perché sente sempre più scricchiolare la
poltrona sulla quale siede. Ci chiediamo se di questa mossa
siano stati informati i vertici del Pd o se ha agito dopo aver
compreso di essere stato abbandonato un pezzo per volta dal
suo partito. E soprattutto dopo che gli è fallita anche
l’operazione di costruzione delle liste civiche, che avrebbe
voluto affidare al trasformista di professione Riccardo
Villari, oggi al centro della rivolta degli accademici dopo la
sua nomina, per mano dello stesso governatore, al vertice di
Città della Scienza. Il suo è un tentativo patetico», conclude
la Ciarabino. Nessuna replica ufficiale da parte di De Luca se
non quella via Twitter, citando Cervantes, dopo le
dichiarazioni della consigliera: «Il miele non è fatto per la
bocca del somaro». Consigliera che non desiste e lo irride
citando una nota locuzione renziana: #delucastaisereno.
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