CAMERA A NEBBIA ESERO Italia: insegna, impara, vola in alto con lo spazio - Radioattività in uno scenario cosmico

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CAMERA A NEBBIA ESERO Italia: insegna, impara, vola in alto con lo spazio - Radioattività in uno scenario cosmico
ESERO Italia: insegna, impara, vola in alto con lo spazio
                      scuola secondaria

  → CAMERA A NEBBIA
    Radioattività in uno scenario cosmico

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                       Guida per l’insegnante
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Risorsa originale Radioactivity in a cosmic setting
www.esa.int/education

Risorsa tradotta e adattata da ANISN – Associazione
Nazionale Insegnanti Scienze Naturali
Per maggiori informazioni contattare ESERO Italia: www.esero.it
Copyright © European Space Agency 2021

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→ LA CAMERA A NEBBIA
Radioattività in uno scenario cosmico

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 Durata della lezione: 1 ora

↑ Video sulla camera a nebbia(VP03). Vedi la lista degli
approfondimenti.

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→ LA TEORIA
Con la costruzione della prima camera a nebbia
nasceva un nuovo ramo della fisica: lo studio                                                                              Figure 1
delle particelle e delle loro interazioni. La
camera a nebbia consente di osservare
visivamente particelle cariche, dando la
possibilità di determinare le loro proprietà
conoscendole in dettaglio.

All’interno della camera, le molecule di alcool allo
stato di vapore sono ionizzate dalle particelle
cariche che transitano nelle loro vicinanze.
Questo fa sì che i vapori di alcool condensino in
goccioline liquide, formando una scia di
condensazione visibile,       dove le particelle
cariche hanno interagito con l’alcool. La
lunghezza e lo spessore della traccia lasciata
dipendono dalla massa della particella.

Le particelle cariche, ionizzate, hanno diverse                         ↑ I satelliti Esa Swarm, in orbita attorno alla Terra, studiano
origini, tra le quali materia che sta subendo un                           il suo campo magnetico.
decadimento radioattivo. Nel corso del
decadimento, atomi instabili si disgregano in
atomi più piccoli e più stabili, emettendo
radiazioni alfa

(in realtà una particella costituita da due neutroni e due protoni) o beta (un elettrone o un
positrone*).
Figure 2: Il campo magnetico della Terra. Nota che l’asse di
rotazione e l’asse del campo magnetico hanno direzioni diverse, e   Nello spazio sono presenti moltissime
il loro punto di incontro non è il centro della Terra               radiazioni ionizzanti, provenienti non solo da
                             magnetic
                            north pole       geographic             decadimenti radioattivi, ma anche da sorgenti
                                             north pole             come raggi cosmici*, vento solare*,
                                                                    espulsioni di massa dalla corona solare
                                                                    (Coronal Mass Ejections, CME*). Le particelle
                                                                    cariche in movimento sono deviate da campi
                                                                    magnetici: grazie a questo fenomeno, la Terra
                                                                    è ben protetta da tutte le radiazioni ionizzanti
                                                                    proprio dal suo campo magnetico, attivo nella
                                                                    zona chiamata la magnetosfera, studiata in
                                                                    questo momento dai satelliti ESA Swarm
                                                                    (Figura 1) e Cluster. La magnetosfera è
                                                                    generata dal moto dei materiali ferromagnetici
                                                                    Ferro e Nickel che si trovano nel nucleo della
                                                                    Terra. Le line di campo magnetico Terrestre
               geographic    magnetic                               sono mostrate nella Figura 2.
               south pole    south pole

* Positrone: una particella che ha la massa di un elettrone, ma carica elettrica opposta.
  Raggi cosmici: particelle ad alta energia, tipicamente protoni e nuclei atomici, provenienti dal Sole e da oggetti celesti
  al di fuori del Sistema Solare.
  Vento solare: un flusso di particelle cariche emesse dal sole – per lo più elettroni e protoni.
  Espulsione di massa dalla corona solare, Coronal mass ejection (CME): violenta emissione di radiazione
  elettromagnetica, particelle e campi magnetici “sparate” nello spazio dalla corona solare.
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Grazie alla forza di Lorentz, le particelle                                                                          Figura 3
cariche e la radiazione            possono venire
intrappolate dal campo magnetico terrestre
lungo le sue linee di campo, che sono più
densamente concentrate nelle fasce di Van
                                                                                            axis
Allen interna ed esterna*, mostrate nella                                                                 axis
Figura 3. Questo può avere un effetto
disastroso sugli apparati elettronici a bordo
                                                                    outer
dei satelliti in orbita attorno alla Terra.                                    inner
                                                                    belt
Peraltro, la radiazione può essere utilizzata                                  belt
anche per scopi utili. I veicoli spaziali possono
essere spinti    mediante l'effetto Seebeck; una
differenza di temperatura tra due conduttori
elettrici di diversa natura, (che può avere
origine dal riscaldamento di uno di essi
mediante       radiazione) può produrre una
differenza di potenziale tra i due, originando
un flusso di corrente elettrica.
                                                                ↑ Le fasce di Van Allen. Due anelli a forma di ciambella,
                                                                    attorno alla terra, che intrappolano particelle cariche
Una camera a nebbia può essere                                      elettricamente.
sviluppata ulteriormente con l'inclusione di
un campo magnetico, che devia particelle
cariche in movimento. L'entità della
variazione di direzione dipende dalla carica
della particella. Questo fatto fu determinante per la
scoperta dell'antimateria nel 1932, quando     Carl
Anderson utilizzò una camera a nebbia con
un campo magnetico per rilevare i raggi
cosmici, particelle cariche provenienti dallo
spazio, scoprendo che alcune particelle
erano deviate in modo esattamente
opposto
a quello che ci si aspettava.

* Fasce di Van Allen: strati di particelle energetiche cariche elettricamente, trattenute attorno alla Terra dal campo
  magnetico terrestre. Si estendono all'incirca tra i 1000 e i 60000 km sopra alla superficie terrestre.

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→ PREPARAZIONE DELL’ESPERIMENTO
Il video VP03 | "teach with space - cloud chamber", disponibile sul sito web Education
dell'ESA, mostra lin modo completo l'allestimento e l'utilizzo della camera a nebbia. Il video può
essere utilizzato come guida per gli studenti nella costruzione della camera, per spiegare ciò
che si osserva, o anche come alternativa alla stessa costruzione della camera.

 Materiale occorrente per l'esperimento
Da preparare prima
 • Un acquario in plastica di medie dimensioni
 • Nastro di feltro adesivo da un lato (o un nastro di feltro e colla adatta a feltro e plastica)

Per l'esecuzione dell'esperimento
 • Due elettrodi o piccole aste di saldatura di tungsteno toriato (o altre sorgenti alfa/beta)
 • Circa 2.5 kg di ghiaccio secco (CO2 solida)
 • 20 ml di alcool isopropilico, conosciuto come isopropanolo (se non disponibile usare etanolo
   )
 • Un acquario di plastica con le strisce di feltro pre-incollate
 • Due vassoi di metallo (quelli da forno funzionano bene)
 • Cartoncino nero o carta plastificata nera (per ricoprire i vassoi se non sono scuri)
 • Una o due sorgenti di luce abbastanza potenti (ex: una striscia luminosa di LED, una torcia, un
   proiettore per le diapositive)
 • Un pezzo di carta con cui avvolgere una delle aste di tungsteno
 • Gomma stucco o altra sostanza adesiva riutilizzabile
 • Una pipetta
 • Guanti termicamente isolanti
 • Occhiali protettivi (un paio ogni persona che assiste all'esperimento)

 Preparazione
 1. Tagliate il feltro in modo da ottenere strisce di ampiezza circa 4 cm e di lunghezza il perimetro
    della base dell'acquario.

 2. Disponete l'acquario di plastica in modo che la superficie aperta sia sopra, e ricoprite
    ciascuna delle 4 facce laterali con le strisce di feltro (vicino agli spigoli inferiori, perchè
    durante l'utilizzo devono trovarsi nella parte superiore della camera – vedi figura nel foglio
    di lavoro dello studente). Con il feltro con lato adesivo è più facile, ma si può anche usare
    la colla per attaccare il feltro. Attenzione: l'alcool è un solvente, testate la tenuta
    dell'adesivo prima dell'uso.

 3. Le istruzioni per lo svolgimento dell'esperimento si trovano nel documento sulle attività
    degli studenti (teach with space - camera a nebbia | P03b).

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Istruzioni per la sicurezza
Per la sicurezza in laboratorio fai sempre riferimento al regolamento della tua scuola e
alle linee guida nazionali; fai inoltre una valutazione del rischio dell'esperimento.

Isopropanolo (e altri alcool):
 • L'isopropanolo è altamente infiammabile e irritante. Non usarlo vicino al fuoco, indossa
   occhiali.
 • Assicurati che la stanza sia ben ventilata, tieni la bottiglia del propanolo tappata.

Ghiaccio secco:
• Assicurati che la stanza sia ben ventilata per evitare alte concentrazioni di anidride
  carbonica.
• L'inalazione continuata di vapori freddi può causare problemi polmonari o attacchi di
  asma.
• Porta sempre gli occhiali protettivi e i guanti isolanti termici, per evitare bruciature da
  freddo per contatti fortuiti della pelle con il ghiaccio secco o materiale raffreddato. In
  caso di bruciatura da freddo, trattala come una normale bruciatura - 10 minuti sotto
  all'acqua fredda,ed assistenza medica in caso di necessità.
• NON bisogna tenere il ghiaccio secco in contenitori sigillati, dal momento che
  l'anidride carbonica si trasforma presto in gas. Indicatelo chiaramente con scritte sul
  contenitore.

Bacchette di tungsteno toriato – sorgenti di radiazione:
• Gli elettrodi di tungsteno toriato, contengono ossido di Torio, che emette particelle
  alfa. Ha una capacità di penetrazione bassa, per questo motivo, usando le opportune
  precauzioni, si possono maneggiare in modo sicuro (si trovano normalmente in
  commercio).
• In caso la scuola si doti di un buon numero di bacchette di Tungsteno, è
  raccomandabile che esse vengano riposte in una scatola metallica con l'etichetta
  "materiale radioattivo", magari assieme ad altro materiale radioattivo se la tua
  scuola ne è provvista.
• Se un elettrodo mostra segni di scheggiatura o disgregazione, deve essere smaltito secondo la
  normativa.
• Gli elettrodi o parti di essi non devono essere ingeriti. Pur se molto improbabile, in
  caso di ingestione di parte di un elettrodo cerca l'assistenza di un medico, e segui le
  istruzioni della tua scuola per le sostanze radioattive.

                                                7
→ RISPOSTE PER LE DOMANDE DELLA
DISCUSSIONE
1. Da dove sembrano provenire la maggior parte delle scie di condensazione?
   Provengono per lo più dagli elettrodi (bacchette) di tungsteno toriato.

2. Stiamo osservando il decadimento radioattivo delle bacchette di tungsteno toriato.
   Che cosa potrebbero suggerire le scie di condensazione? Le scie mostrano il percorso
   delle particelle alfa e beta originate dal decadimento radioattivo del torio-232 negli elettrodi
   di saldatura.

3. Si possono osservare differenze tra le scie di condensazione che partono dalle due
   bacchette?
   Dall'elettrodo non incartato partono tracce sottili corte e lunghe, mentre da quello incartato
   partono solo tracce lunghe e sottili.

4. Quale è la differenza tra decadimento alfa e beta?
   Il decadimento radioattivo è il processo mediante il quale il nucleo di un atomo instabile perde
   energia emettendo radiazioni ionizzanti per adattare il rapporto protoni/neutroni nel suo nucleo.
   Tra i principali tipi di decadimento abbiamo: il decadimento alfa e quello beta.

  Nel decadimento alfa, vengono emessi due protoni e due neutroni. Questo porta alla
  formazione di una particella "figlia" di quella di partenza, con un numero di massa inferiore
  di 4 unità al numero di massa di quello originale, e un numero atomico inferiore di 2, sempre
  rispetto all'atomo di partenza. Per esempio l' Uranio-238 decade mediante una emissione
  alfa, perdendo due protoni e due neutroni, diventando Torio-234 [uno degli isotopi del Torio].

  Il decadimento beta può avvenire nei seguenti due modi, denominati β- e β+:
      β-: Un neutrone si trasforma in un protone, emettendo un elettrone.
      β+: Un protone si trasforma in un neutrone,emettendo un positrone (antiparticella
      dell'elettrone).

5. Le differenze tra decadimento alfa e beta potrebbero avere effetto sulle scie che osservi? Le
   particelle alfa sono fisicamente più grandi e più ionizzanti di quelle beta, avendo carica
   elettrica +2 (2 protoni). Compiono un viaggio relativamente corto fino al momento in cui tutta
   la loro energia cinetica è stata ceduta. Questo significa che le scie di condensazione delle
   particelle alfa sono le più corte e spesse, circa 2-5 cm di lunghezza. Con carica elettrica
   inferiore, le particelle beta ionizzano di meno, viaggiando, per questo, di più, prima di perdere
   tutta la loro                                                                             Figura 4
   energia. Producono scie più lunghe,
   fino a 10 cm.
                                                                                                           beta
  Dalla bacchetta incartata si possono
  osservare solo particelle beta. Questo      ↑ Una bacchetta toriata che emette radiazioni alfa e beta.
  perchè le particelle alfa cedono tutta la
  loro energia alle particelle di carta,
  ionizzandole,

                                                  8
prima di potere interagire con i vapori di alcool. Le particelle Beta producono una ionizzazione
  più debole, e per questo attraversano la carta attorno all’elettrodo, senza interagire con essa.
  E' quindi chiaro che la distanza di penetrazione della radiazione alfa è molto piccola – le
  particelle alfa perdono tutta la loro energia già su corte distanze.

6. Come si formano le scie di condensazione nella camera a nebbia?
   L'alcool di cui è imbevuto il feltro è molto volatile, e forma rapidamente vapore nella parte
   superiore della camera. Quando la parte inferiore della camera raggiunge una temperatura
   bassa a causa del ghiaccio secco, il vapore di alcool si raffredda e cade. L'alcool
   condenserebbe naturalmente a questa temperatura, portandosi allo stato liquido, essendo
   al di sotto del suo punto di ebollizione.
  Per condensare, però, le particelle di gas hanno bisogno di un "seme", una piccola particella,
  un corpuscolo di "disturbo", sul quale potere iniziare l'aggregazione. Non essendoci questo
  tipo di "seme di aggregazione" nella camera a nebbia, un sottile strato di alcool allo stato ‘super-
  saturo’ impossibilitato a condensarsi si raccoglie in prossimità del fondo della camera a
  nebbia (che deve il suo nome proprio a questo fenomeno).

  Una particella carica (come la alfa prodotta dal decadimento radioattivo) che passa
  attraverso la camera, ionizza le molecole di alcool nel suo percorso. Queste molecole di
  alcool ionizzate agiscono da "semi di aggregazione" per le molecole di alcool circostanti non
  cariche, che si condensano così formando goccioline che evidenziano la scia di
  condensazione osservata nella camera. Pochi istanti dopo la loro formazione, le goccioline
  cadono sul fondo della camera, disperdendosi; la scia di condensazione è visibile così solo
  per un paio di secondi!

7. I raggi cosmici sono particelle ad alta energia provenienti dallo spazio. Come possiamo
   osservarli?
   Nella camera a nebbia si potranno osservare occasionalmente scie che non sembrano
   provenire dalle bacchette di tungsteno toriato. Certamente potrebbero essere il prodotto di
   decadimenti radioattivi casuali fuori della camera a nebbia, ma con più probabilità sono
   l'evidenza di raggi cosmici provenienti dal Sole o da altri oggetti celesti come stelle e
   galassie. I raggi cosmici dallo spazio penetrano nell'atmosfera terrestre e interagiscono con
   le particelle che la costituiscono. L’interazione dapprima creano altre particelle dette pioni*. I pioni
   decadono molto rapidamente, dando origine spesso a muoni*. I muoni possono essere osservati
   nella camera come tracce diritte, molto lunghe e sottili.

8. Che effetti possono avere le radiazioni sui veicoli spaziali?
   Le radiazioni ionizzanti possono urtare elettroni liberi nei circuiti elettrici, producendo
   interferenze con i sistemi elettrici ed elettronici dei satelliti che orbitano attorno alla Terra.
   Nella maggior parte dei casi questi effetti portano ad una momentanea riduzione della qualità
   dei dati, ma gli effetti possono essere peggiori durante le emissioni coronali di materia (CME)
   a causa dell'aumento dell'intensità di energia delle particelle ionizzanti. Le correnti troppo
   intense che potrebbero percorrere i circuiti a bordo potrebbero causare danni ai dispositivi o
   addirittura distruggerli. Per questo motivo gli ingegneri che progettano satelliti e veicoli
   spaziali devono proteggere i circuiti più delicati da queste radiazioni dannose. Il modo più
   semplice per farlo è di schermarli con materiali progettati appositamente, contenenti atomi
   con un numero atomico alto, e per questo motivo capaci di assorbire la gran parte delle
   radiazioni grazie ai loro protoni e neutroni.

9. Come possiamo utilizzare il decadimento radioattivo per ottenere energia nello spazio?
   Il decadimento radioattivo produce energia, che riscalda la materia. Questo rende possibile
   l'utilizzo dell'effetto Seebeck; per questo fenomeno la differenza di temperatura tra due
   diversi conduttori elettrici può produrre una differenza di potenziale tra di loro. Un conduttore
                                                  9

                                                                                                Figure 5
è riscaldato dal decadimento, mentre l'altro è mantenuto freddo, per esempio mediante la
    sua esposizione all'ambiente freddo dello spazio. Gli elettroni "riscaldati"
    fluiscono dal conduttore più caldo
    a quello più freddo. Se i conduttori
    sono collegati in un circuito
    elettrico, nel circuito si produce
    corrente continua. (Figura 5).
    Questo metodo di produrre energia
    è stato utilizzato in molti veicoli
    spaziali,   come la missione ESA
    Ulysses e la missione congiunta
    ESA/NASA/ASI Cassini-Huygens.
                                                     ↑ L'effetto Seebeck.

* Pione (o mesone Pi): un tipo di particella molto più piccola di un atomo. Ci sono diversi pioni; π0, π+, e π-.
  Muone: una particella con la stessa carica di un elettrone, ma con massa molto più grande.

                                                               10
Lo sapevi?

             11
→ SOLUZIONI PER LE ATTIVITA' DEGLI
STUDENTI
1. I diversi processi di decadimento

a. decadimento α

b. decadimento β- (emissione di un elettrone):

c. decadimento β+ (emissione di un positrone):

2. Decadimento del Torio

232
      Th                 228

            228
                                                             83   Bi                 82   Pb
228                     224
                                                  82   Pb                81   Ti

3. L'elemento stabile prodotto al termine della catena di decadimento è il Piombo.

                                             12
Per approfondire
 La collezione Teach with space
 ESA teach with space - cooking a comet video | VP03: www.esa.int/spaceinvideos/Videos/2014/07/Cloud_chamber_-_
 classroom_demonstration_video_VP03

 Le missioni ESA collegate al tema, e le conoscenze applicate
 ESA Cassini-Huygens mission: www.esa.int/Our_Activities/Our_Activities/Space_Science/Cassini-
 Huygens Cassini’s solstice mission: saturn.jpl.nasa.gov/
 ESA Ulysses mission: www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Ulysses_overview
 ESA Swarm mission: www.esa.int/Our_Activities/Observing_the_Earth/The_Living_Planet_Programme/Earth_
 Explorers/Swarm
 ESA Cluster mission: www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Cluster/Science_objectives

 Articoli sul decadimento radioattivo disponibili presso ESA
 Radioactive decay of titanium powers supernova remnant:
 www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Radioactive_ decay_of_titanium_powers_supernova_remnant
 Radioactive iron: www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Integral/Radioactive_iron_a_window_to_the_stars

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Chi siamo
Lo Spazio rappresenta un contesto straordinario per le attività di educazione scientifica e tecnologica
grazie al grande potere evocativo che esercita sull’immaginario collettivo, dei giovani in particolare. Il
potenziale di ispirazione dello Spazio fornisce una chiave di lettura distintiva del progetto ESERO, nato
per sostenere innovazione nell’insegnamento, stimolare nei giovani un interesse genuino per la scienza e
la tecnologia, coinvolgerli in un processo di apprendimento attivo e ispirato, e accompagnarli nello sviluppo
del pensiero critico ed autonomo come valore sociale.

ESERO Italia è un programma congiunto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dell’Agenzia Spaziale
Europea (ESA), con il sostegno di un’ampia gamma di organizzazioni nazionali attive nel campo
dell’educazione e del settore spaziale.

L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) promuove l’educazione, l’alta formazione e la diffusione della
cultura spaziale dedicate alle nuove generazioni, che saranno gli attori dello Spazio del futuro. L’ASI
realizza progetti educativi legati alle attività istituzionali dell’Agenzia per attrarre verso le discipline
scientifiche, ingegneristiche e tecnologiche i talenti e le risorse di capitale umano qualificato da cui
primariamente dipende, nell’economia della conoscenza globale, la capacita competitiva di un Paese
avanzato. www.asi.it

L’Agenzia spaziale Europea (ESA) annovera tra i suoi obiettivi il supporto all’educazione tecnico-
scientifica delle nuove generazioni. Le attività educative dell’ESA sono mirate allo sviluppo di
conoscenze, competenze e attitudini nel campo STEM. Il fine è attirare i giovani alle carriere tecnico-
scientifiche sostenendoli nel percorso, ma anche contribuire allo sviluppo di una cittadinanza informata e
responsabile, e a promuovere la rilevanza dello Spazio, e dei servizi che ne derivano, per la società e
cultura contemporanee. www.esa.int
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