BILANCIO SOCIALE - Cooperativa Biplano

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BILANCIO SOCIALE - Cooperativa Biplano
BILANCIO
SOCIALE
2019
BILANCIO SOCIALE - Cooperativa Biplano
INDICE
 Lettera del presidente

 Introduzione

 Organigramma

 Biplano...che storia!

 Biplano... in numeri!

 Carta dei valori

 Biplano 20+20

 Settore A

 Settore B

 Bilancio economico 2019
BILANCIO SOCIALE - Cooperativa Biplano
“L’impegno non è la
virtù dell’istante; è la
 virtù della durata”

         -Paul Ricoeur
BILANCIO SOCIALE - Cooperativa Biplano
LETTERA DEL
    PRESIDENTE
    Il   Bilancio    Sociale      quest’anno     per   la   nostra   cooperativa       rappresenta

    un’ottima occasione per fare il punto della situazione, per assaporare le

    nostre radici, per provare insieme a guardare oltre le difficoltà.

    In   questi     giorni   di   domiciliari,   di   tempi   dilatati,   penso    a   tutte   quelle

    persone che giornalmente devono affrontare questa emergenza in prima

    linea, negli ospedali, ma anche nei nostri servizi. Perché i nostri servizi non

    possono chiudere, non siamo delle fabbriche, dei negozi, siamo la casa di

    molte persone, siamo la loro            famiglia.       E così un gruppo di operatori si

    stacca, nonostante tutto, da casa loro, dai loro affetti, mette in tasca le

    paure e inizia il suo turno, inventandosi una quotidianità diversa perché

    con tantissime restrizioni, ma che deve proseguire e cercare di essere più

    serena possibile. Altri operatori si organizzano con telefonate costanti e,

    grazie alla tecnologia, con conferenze a video con gli utenti, diventati

    esperti di skype e fra di loro per continuare a rimanere in contatto. Non

    smetterò mai di ringraziare tutti quanti per la capacità di reinventarsi e

    per la professionalità alta che sto riscontrando, per la sensibilità e la

    solidarietà      che     tocco    con   mano.      Altrettanto   lavoro   lo   vediamo      fare

    dall’amministrazione che sta facendo i salti mortali per coprire la carenza

    di una persona, dare sostegno al CdA e per affrontare questa assurda

    situazione.

    È proprio questa         capacità di resilienza che          mi fa dire nonostante tutto:

    “sono felice di essere Oggi presidente di questa cooperativa!”. Verrà il

    tempo in cui potremo sederci, uno a fianco all’altro, aprire le nostre mani

    e guardare cosa sono state in grado di fare… Verrà il tempo in cui

    potremo spendere queste nostre capacità per darci una nuova spinta in

    avanti ma con la consapevolezza del valore che questo avrà.

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Questo nuovo consiglio di amministrazione è stato definito “                      giovane”     e,

al di là che ci viene data la possibilità di sentirci giovani anche superati i

40 anni (quasi tutti),       credo che questa parola nasconda dietro di sé

anche la parola       inesperienza.        Innegabile! Siamo diversamente giovani,

ma direi anche diversamente inesperti.

Ma dobbiamo capire di quale esperienza abbiamo bisogno.

Sono stati mesi di tanta formazione, consulenza e incontri, mesi che ci

hanno    visti   metterci    in    gioco    su    più    fronti    e   affrontare    numerose

polemiche e critiche che ci hanno rallentato e a volte anche ferito.

Ma   con   noi    abbiamo     degli   sguardi       esterni       importantissimi,   di   tanta

esperienza; non dimentichiamo che in consiglio con noi c’è la presidente

di un’altra cooperativa e che il consorzio ci sta camminando affianco.

L’inesperienza non da niente per scontato e ti chiede di prestare il doppio

dell’attenzione, di esaminare le cose bene, di chiedere e chiedere, di non

distrarsi, di conoscere bene la responsabilità che ci si sta assumendo.

Questo nuovo consiglio di amministrazione di una cosa sicuramente non è

deficitario, ed è     l’entusiasmo!       Che non si spegne nonostante il bilancio,

nonostante       le   difficoltà   che     a     volte   sembrano        appesantire      tutto.

L’entusiasmo è l’elemento di cui necessita la Biplano oggi, di quella spinta

che ci faccia dire anche dopo 20 anni che abbiamo ancora della strada

da fare insieme, che abbiamo ancora qualcosa da dire nel campo della

psichiatria, che possiamo ancora portare il nostro valore aggiunto.

Allora   concludo      dicendo      che    dobbiamo        contare      su   ognuno    di     noi,

comunità Biplano, per poter disegnare davanti a noi il nostro futuro,

nuovo e condiviso.

                                   LICIA DE ANGELIS
                                                                             3   Presidente

                                                                                                     5
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INTRODUZIONE
    Il sole è caldo, nonostante siamo sul finire di ottobre pare ancora

    primavera. Sono in piedi sul bus, ho finito due ore di lezione in

    UNIBG, e sono capitato nell’ora di punta di rientro degli studenti

    a casa. Questa volta per me la destinazione è diversa, non devo

    tornare a casa … oggi ho una fermata speciale: Urgnano, Via

    Battaina 901!

    A separarmi dalla fermata del bus alla comunità è, circa, 1 KM di

    strada. Mi accingo a fare la mia prima vasca.

    L’ansia ribolle, non è il caldo del sole a farmi sudare.

     Chi troverò ad aspettarmi? Cosa vedrò al mio arrivo? Sarò in

    grado di svolgere i miei compiti?

    I pensieri sono tanti, troppi. Il più picchiettante è il seguente: “chi

    me l’ha fatto fare di fare Servizio Civile?" Eh già, perché nessuno

    mi aveva obbligato a fare quella esperienza, ne la mia famiglia,

    ne l’università. “Voglio sporcarmi le mani”, mi ripeto, “dopo tre

    anni di lezioni e tante ore di studio sui libri, voglio capire se quello

    che sto studiando mi appassiona davvero. E se ho la stoffa per

    farlo!”.

    Forse, a distanza di anni posso dirlo, avevo bisogno di capire chi

    sono e chi volevo essere.

    Queste domande mi hanno accompagnato fin da subito nella

    mia esperienza a Biplano.

    “Chi sei?” è stata la prima domanda che Gino, il pittore, mi

    chiese fuori dall’ufficio educatori, “sei quello del

    servizio civile?”

    Sì, sono quello del Servizio Civile, mi chiamo Igor.

    Queste     domande   mi   accompagnano       ancora,   perché   non   si

    smette mai di capire chi siamo e chi possiamo essere.

    E chi vogliamo essere.

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Biplano, per quel giovane Igor servizio civilista, e ancora per me

oggi, rappresenta questa continua ricerca: di senso, di identità, di

relazione.

Identità   è anche la parola che incarna questo Bilancio sociale

2019: Chi è Biplano? Chi vogliamo essere?

Il Bilancio Sociale di quest’anno è un racconto a più voci, che

testimoniano la vitalità della nostra organizzazione e la pluralità

delle persone che ancora oggi la vivono e ci lavorano.              Tramite il

racconto     l’uomo   da   sempre    ha   trasmesso,    di    generazione    in

generazione, storie, valori, leggi, ricordi. Narrare non è solo un

esercizio stilistico: crea comunità, appartenenza. Crea, appunto,

IDENTITÀ.
Il racconto di Biplano parte dai ricordi di due soci storici della

nostra     cooperativa,    e   prosegue      con    altre       testimonianze

provenienti non solo dagli associati ma anche dai lavoratori e da

alcuni aspiranti soci.

La   seconda     parte     è   una   ricognizione       dei     VALORI     che

costituiscono l’identità di Biplano: una      MAPPA          dei valori che ci

permette di navigare senza perdere di vista la                MISSION    della

nostra cooperativa, la      SALUTE MENTALE          e   la    promozione    sul

territorio della medesima.

L’ultima parte è dedicata alla Biplano 20+20: a Dicembre 2018

abbiamo festeggiato i nostri primi 20 anni, come prepararci a

scrivere nel migliore dei modi i prossimi 20?

Un unico rammarico: questo racconto sarebbe stato ancora più

ricco e bello se ci fossero stati anche i contributi delle persone

che vivono i servizi della nostra cooperativa, utenti e territorio. Un

rammarico che vuole trasformarsi nella volontà per l’anno a

venire di aprire non solo una Commissione al Bilancio Sociale

aperta ai soci e ai lavoratori, ma anche agli ospiti dei servizi e al

territorio che la nostra cooperativa vive e arricchisce ogni giorno.

Grazie

                                    IGOR MANENTI
                                                               Vicepresidente

                                                                                  7
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ORGANIGRAMMA

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CDA*                                  Collegio sindacale

       Licia De Angelis                      Stefano Cantini
       Presidente                            Presidente

       Igor Manenti                          Marco Cantini
       Vicepresidente                        Sindaco

       Alessandro Arciello                   Clemente Preda
       Federica Burini (CRM)                 Sindaco

       Cristina Offredi (socio)              Nancy Tironi
       Presidente Cooperativa                Sindaco supplente

       Pugno Aperto                          William Leggeri
                                             Sindaco Supplente

       Settore A                             Settore B

       CRM                                   Agricoltura
       Luca Fornoni                          Alessandro Arciello

       Centro diurno                         Magazzino
       Licia De Angelis                      Alessandro Arciello

       Residenzialità leggera                Mercati
       Chillé Cristina                       Alessandro Arciello

       Housing Vigano
       Manenti Igor                        Organo di vigilanza (ODV)

                                           Cristina Ruffoni

*Il nuovo consiglio di amministrazione è stato eletto il 19 Giugno 2019.

Si ringrazia il vecchio CDA per il lavoro svolto negli anni passati.

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BIPLANO... CHE
                  STORIA!
        Siamo in dirittura d’arrivo, abbiamo la bozza dello statuto,

         abbiamo il nominativo dei futuri soci fondatori…Abbiamo

           bisogno di darci un nome …siamo in tre, chiusi in quella

      stanzetta che era stata la sala dei colloqui della comunità -

           casa di Siro che sarà la camera da letto di Angelo e di

       Checco….Sono quasi le 19,00 di una giornata lunga, partita

     alle 6,00 tra lavoro sui campi, riunioni, pranzo comunitario e

       colloqui con gli utenti del Centro Diurno…Siamo tutti un po’

     “cotti” e il nome non riesce a uscire, a trovare la convinzione

              di tutti. “Promozione della salute mentale, centralità

                dell’utente fruitore, o meglio centralità della cura,

     innovazione, sperimentazione di percorsi di cura che partono

       da un assunto antropologico educativo e fenomenologico”

           …”L’idea di sperimentazione, di nuovo viaggio, di nuova

      avventura” …”L’idea di una sguardo globale, di un approccio

       a 360° che integra i diversi specialismi; l’idea dei paesaggi

       dell’anima di Umberto Galimberti.” Per sfinimento o, forse,

      con il senno di poi, per affinamento del pensiero, uno di noi

            (non è importante in questo momento sapere chi) dice

         “l’immagine è quella di volo, di esplorare nuove rotte alla

            ricerca di nuovi scenari, di nuovi paesaggi . L’idea del

       sentimento, della passione, del cuore di chi intraprende un

         viaggio senza avere chiaro il traguardo, ma anche della

     competenza di chi conduce il viaggio lungo itinerari inediti…Il

                                Biplano di …Cooperativa Biplano!”

                                                           Rolando

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Ho vissuto la nascita di Biplano svolgendo il mio servizio civile

       nella "Cooperativa della Comunità", dalla quale Biplano è

             nata. Non avevo mai avuto contatti con realtà che si

        occupavano di salute mentale prima di allora, e l'incontro

            con questo mondo è stata come una folgorazione. La

         scoperta di un modo "diverso" e "attento" di guardare le

             persone, la voglia e l'impegno nel cercare di dare un

    "quotidiano" a chi questo quotidiano l'ha perso o non l'ha mai

      avuto, la forte fiducia nel valore terapeutico del "fare con",

    sono state per chi come me veniva e tutt'ora vive in un mondo

      completamente diverso dal punto di vista lavorativo , come

        una presa di coscienza che un altro modo di intendere le

            cose era possibile ed io volevo impararlo e farlo mio.

                                                            Marzio

        Conosco la cooperativa dalla sua nascita nel 1999: come

      tirocinante ho conosciuto la Casa nel Bosco ai suoi esordi e

    ho iniziato con loro questa esperienza; all’inizio molto diversa

           (dieci utenti ex o.p) e composta solo dalla comunità a

       Longuelo e da un laboratorio di falegnameria. Sono subito

         diventata socia e ho condiviso da subito la mission della

             cooperativa. Inizialmente non era ancora presente il

    concetto di riabilitazione in quanto le persone erano anziane

    e di conseguenza l’obiettivo era rendere la loro quotidianità il

               più familiare e normale possibile dopo l’esperienza

                                         dell’ospedale psichiatrico.

                                                          Federica

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La cooperativa Biplano mi ha offerto una preziosa crescita

                                   professionale, mi ha permesso di

     maturare competenze grazie anche alla mia innata curiosità e

     voglia di cambiare e rigenerarmi, mi ha permesso di trattare il

          tema della salute mentale da parecchi punti di vista e di

         questo gliene sono grata. In cambio ho sempre dato il mio

     impegno, la mia professionalità, che si è arricchita anche con

     altre formazioni, la mia passione , il mio senso del dovere, non

          ho mai considerato mio ciò che ho coordinato perché ho

      sempre considerato la cooperativa come un insieme di realtà

      diverse che si occupano di riabilitazione, con una mission da

               portare avanti come bene comune e non personale.

                                                            Cristina

       Io fisicamente non c’ero più in cooperativa, neppure Rollo e

       neppure tante altre persone, ma la cooperativa era sempre

            una presenza nella mia vita. Finché Marino non esce di

            scena… e allora la Biplano diventa quel luogo doloroso

         dove i ricordi si fanno troppo forti per essere sopportati…

           Ma poi la vita fa dei giri stupendi per farci affrontare le

            cose e ridarci delle possibilità e così mi si ripresenta la

                  Cooperativa e mi chiede di prendermi cura di un

               pezzettino… Oggi mi ritrovo a prendermi cura di un

        pezzettone e per me è un onore perché ho la possibilità di

       guardare tutta la vita e la vitalità che la Cooperativa riesce

                a generare, ridando il giusto spazio a quella morte,

       pensando a tutta la passione che Marino metteva in questa

                      cooperativa, a tutto il bene che gli ha voluto.

                                                                Licia

12
Al mio arrivo ero digiuna di psichiatria e digiuna di

    cooperativa sociale. Avevo tanta esperienza lavorativa ma in

                         altri ambiti. Dal lavoro con le persone con

        problemi/patologie psichiatriche ho imparato quanto sia

     importante giocarsi in prima linea. La relazione di aiuto può

          avere senso quando è aperto, trasparente e autentica.

    Bisogna starci con le proprie risorse, i propri limiti e le proprie

          debolezze. Solo riconoscendo se stessi nell'altro si crea

                                                           relazione.

                                                                Petra

    Avendo lavorato e conosciuto i vari servizi della Cooperativa

          credo che l’obiettivo e lo scopo sia quello di accogliere

      persone con delle fragilità e difficoltà e aiutarle ad inserirsi

      ed integrarsi sul territorio sia a livello sociale che lavorativo

    nelle diverse modalità che ciascun servizio della cooperativa

              offre. Tutto questo ha alla base un grande lavoro di

       collaborazione e cooperazione all’interno di ogni equipe.

                                                               Nadia

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lo lavoro nella CRM una comunità riabilitativa psichiatrica

        che vedo come una famiglia allargata dove chi arriva è

       accolto, aiutato indirizzato, verso una vita indipendente.

                                                        Daniela

        Ho deciso di diventare anche socia di Biplano, forse per

      gioco forse per curiosità non so bene come definirlo ma ti

     confesso che non è stata un brutta decisione, perché credo

      che Biplano possa andare avanti per molto e credo anche

                       che ha la possibilità di creare cose belle.

                                                         Ticiana

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BIPLANO ... IN
NUMERI!
                                                   I soci
I soci sono il cuore della cooperativa:
1)concorrono alla gestione dell' impresa

2)partecipano alla elaborazione di programmi di sviluppo, alle

decisioni concernenti le scelte strategiche, nonchè alla loro

realizzazione;

3) contribuiscono alla formazione del capitale sociale; mettano

a disposizione le proprie capacità professionali

         Rispetto al 2018 la compagine sociale della cooperativa

                           non ha avuto sostanziali cambiamenti.

      Sul finire del 2019, al fine di incrementare il numero di soci,

         è stato realizzato il "percorso per soci ed aspiranti soci"

        condiviso nella commissione sociale di Ecosviluppo, a cui

                        hanno partecipato 3 lavoratori e 2 soci.
       La base sociale al 31/12/2019 è composta da 39 unità, di

                                                   cui 13 lavoratori.

                                                                        15
I lavoratori
      Rispetto al 2018, la chiusura di "Cambio",   ha pesato sul

      numero totale dei lavoratori della cooperativa.

                  Come si vede nel grafico sottostante,i lavoratori

     regolarmente assunti sono pari a 51 unità, mentre collaborano

         assiduamente con la cooperativa 6 liberi professionisti. In

          continuità con la storia di Biplano e con la   mission della
                cooperativa, sono inseriti nell'organico 6 lavoratori

                                                      "svantaggiati".

16
I lavoratori della cooperativa hanno prodotto "      Valore"       per un

totale di ben   53.694,65 ore   dedicate alla cura e alla presa in

carico   delle     persone    ospiti    nei    servizi      residenziali,

all'accompagnamento      al   lavoro,   alla   creatività    dei   nostri

laboratori e all'attenzione e al rispetto che si deve a nostra

Madre Terra.

                                                                            17
Il   Valore di Biplano e l'impatto positivo che ha sul
     territorio, non si esaurisce solo nell'incredibile patrimonio

      delle sue risorse umane: anche nel 2019 la cooperativa

       ha avviato numerosi tirocini che, come si evidenzia nel

       grafico sotto, hanno interessato tutti i settori e i servizi

                                              della cooperativa.

18
CARTA DEI VALORI
    Ed è un ideale che parte proprio dall 'essere

    umano, quello di volere il benessere delle

    persone più fragili e di pensare al prossimo e

    non soltanto a se stessi.

6                                                    19
Questa cooperativa nasce per prendersi cura… degli

          altri, delle relazioni, del territorio e della terra.

     Cooperativa sociale significa cooperare insieme per

           accogliere le persone con le loro fragilita' e la

                             sofferenza che cio' comporta

20
In alcuni momenti di questa storia ho temuto che si

       perdesse la cosa più importante, la memoria delle

   proprie origini, dei principi fondativi, della scommessa

                                                originaria.

     Fondamentale per noi che i ragazzi che vivono questa

   esperienza possano confrontarsi con i loro limiti e poter,

grazie ad un percorso psicologico e psichiatrico,ripristinare

 delle capacità di base che li possano far crescere e stare

                                               nella società.

                                                                21
BIPLANO 20+20
      Partendo da una serie di osservazioni e criticità sollevate

      dai soci, Biplano può individuare nuovi obiettivi futuri da

      raggiungere:

     E’ importante ritornare a condividere la cultura teorica

                     e pratica della riabilitazione psichiatrica?

                        Condividere:
                            la linea educativa

                            la cultura

                            organizzativa

     Vorrei che si    riconoscessero     le fatiche degli educatori

                 nel gestire le nuove patologie che si stanno

                       affacciando in comunità, come i border.

                           Investire:
                               sul innovazione

                               sulla formazione

                               sul metodo

           A mio avviso è stato poco monitorato l’intervento

     educativo, che avrebbe necessitato di un rinnovamento

       perché la società cambia, perché i disagi cambiano,

                              perché la complessità aumenta.

22
Un’altra cosa che forse manca secondo me è la

   cooperazione all'interno dei vari settori di Biplano.

              Migliorare:
                  la comunicazione

                  la collaborazione

              tra le varie parti della

              cooperativa

 Credo che tra le varie parti manchi una comunicazione

costante, ci sono occasioni di confronto, ma sembra che

    spesso non siano chiare le modalità di lavoro di ogni

                                                   servizio.

                                                               23
Uno sguardo sul futuro dei servizi
      Ora diamo uno sguardo alle proposte future che ogni

                                   servizio vuole raggiungere.
     Settore A

            La CRM , già nel 2019 ha avviato una riflessione

         interna alla sua équipe che consiste nell'attuare un

      cambio di rotta rispetto alle prassi educative che fino

     ad ora hanno fatto dell comunità un servizio educativo

          conosciuto e apprezzato dai Servizi invianti. Per il

                  2020 l'équipe si prepara a due importanti

                                                appuntamenti

     -formazione sulla "Recovery star", strumento elaborato

      da diversi servizi della Salute Mentale, la cui finalità è

          quella di supportare l’utente ed il suo operatore di

      riferimento nella definizione, nel monitoraggio e nella

            valutazione dei percorsi di cura e riabilitazione;

            - formazione sulla Cartelle cliniche elettroniche.

     Inoltre la CRM avvierà una riflessione allargata a

     tutta la cooperativa riguardo a due temi fondamentali

      per la crescita del settore e della cooperativa stessa:

                                          1) una nuova mission

                                      2) circolarità dei servizi

      Il Centro diurno, invece, cercherà di puntare molto sul

       marketing per poter portare più visibilità al negozio e

     alla realtà stessa, passando anche attraverso il grosso

       lavoro che è stato portato avanti dall’agricoltura con

          la consegna a domicilio che ci ha fatto conoscere

          molte persone e avere la possibilità di raccontarci

                                           come cooperativa.

24
La Residenzialità leggera          si impegnerà:

-nell'elaborazione        della   carta    del   servizio      e    della

presentazione del servizio presso le assistenti sociali e

gli psichiatri dei CPS invianti anche per raccogliere i

loro bisogni;

- nella formazione sulla "Recovery star"

Housing   Vigano      ,   invece,    con    il   Tavolo   di       Salute

Mentale della Val Cavallina sta pensando di riprodurre

il   modello    Vigano      in    altre   realtà,   differenziando

l’offerta sia per genere (l’idea sembra indirizzarsi verso

un appartamento al femminile) che per numero,magari

cambiando       la   locazione       dell’appartamento             in   un

contesto più grande per dare spazio ad altre persone,

senza però riprodurre delle comunità in miniatura.

                                                                             25
Settore B

     Il settore B ha avviato un tentativo di apertura a nuovi

          canali di vendita; che nella pratica si traduce nel

           rapporto con la Cooperativa Areté con cui oggi,

        stiamo sperimentando una collaborazione sul piano

                  produttivo/operativo confermando quello

     commerciale già in corso da tempo. L’idea è quella di

      mettere a disposizione parte del terreno di entrambe

     le realtà al fine di realizzare delle produzioni comuni e

          programmate per rispondere a nuove esigenze di

      mercato che Areté in particolare sta acquisendo. Per

      far questo verrà creata una squadra composta da un

     operatore agricolo e un agronomo che si alterneranno

       in settimana su entrambi i terreni e coordineranno le

      squadre di lavoro. Il costo degli operatori verrà diviso

                                     tra due cooperative.

26
Durante il periodo di chiusura mercati a causa del

lockdown, è nato “L’Ortovolante” un’iniziativa a

carattere emergenziale per consegnare a domicilio

cassette “cieche” di frutta e verdura. Creando in poco

tempo la rete clienti e reinventando il sistema

organizzativo/logistico siamo riusciti a consegnare tra

le 200/300 casse a settimana evitando una notevole

perdita economica e di prodotto pronto in campo.

Questo servizio è stato tanto apprezzato dai clienti

che ci hanno restituito che oltre alle cassette siamo

riusciti a consegnare a loro anche pezzi di normalità e

vicinanza in questo difficile momento. Nato come

esperimento, nel giro di poco ha trovato un nome, un

buon giro di clienti, un buon numero di contatti ed è

riuscito anche a raccontare della Cooperativa

facendo appassionare le persone al progetto che ci

sta dietro. Tanti non conoscevano la nostra realtà e

sono oggi clienti dei mercati che hanno riaperto.

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Bilancio
     economico 2019

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