Vinitaly countdown. Come orientarsi? Suggerimenti dai wine expert del Gambero Rosso

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Vinitaly countdown. Come orientarsi? Suggerimenti dai wine expert del Gambero Rosso
Sabato, 05 Aprile 2014 17:30

Vinitaly countdown. Come
orientarsi? Suggerimenti dai
wine expert del Gambero
Rosso

A cura di Antonella De Santis
Sopravvivere a Vinitaly. Spunti, suggerimenti, riflessioni, idee e consigli dai
nostri wine expert per orientarsi tra più di100mila metri quadrati dedicati al
vino. Verona, arriviamo.
Manca un giorno all'inizio del salone di Verona e per orientarci meglio tra
padiglioni ed etichette, abbiamo chiesto ai nostri wine expert di raccontarci
come sarà il “loro” Vinitaly. Insomma quali assaggi, quali novità e quali
aspettative. Senza dimenticare un consiglio che possa aiutare ognuno a
orientarsi nella grande giostra del vino, come ha fatto, per esempio, Paolo De
Cristofaro che suggerisce di privilegiare le aziende che presentano bianchi
almeno del 2012, dato che di solito Vinitaly non è un buon momento per
testare i bianchi dell'ultima annata, specialmente nelle zone di riferimento per
vini da invecchiamento, come Alto Adige, Friuli, Jesi, Matelica, Soave, Irpinia.
“Può essere invece un'ottima occasione” aggiunge “per preselezionare gli
acquisti di Barolo 2010, annata che potrebbe dare molte soddisfazioni a chi
cerca nebbiolo classici, agili e luminosi”.

GIUSEPPE CARRUS

Quali prevedi che saranno i tuoi assaggi più significativi a Vinitaly e
perché ?
A Vinitaly assaggerò principalmente i vini di piccole Denominazioni, alla
scoperta dei più remoti terroir che la nostra nazione possiede. Vinitaly per me
è scoprire quellʼItalia che, pur girando tanto per vino e per cantine, è difficile
scoprire. Molto spesso sono zone di gran fascino che, sia per dimensioni
ridotte che per vicinanza a denominazioni più blasonate, passano in secondo
piano…
Cosa ti aspetti, in linea generale, da questa edizione?
Mi aspetto (e spero) ci sia molta sostanza e poca forma. Mi aspetto stand
sempre più numerosi dove a parlare siano le bottiglie, non lʼagenzia di
comunicazione che ha scelto lo slogan. Mi aspetto produttori coscienti di ciò
che fanno, comunicatori e giornalisti che assaggiano con un approccio laico, e
buyer scrupolosi che fanno il loro lavoro in nome della cultura che il vino si
porta dietro, non di certo col pensiero legato solo al business.
Quali sono le novità più interessanti della fiera?
Le nuove aree (al di là degli stand delle cantine) si stanno rilevando molto
interessanti specie per ampliare il pubblico potenziale presente. Penso al Sol
sempre più organizzato, a Enolitech per le attrezzature, alle aree eventi e
degustazioni che orientano bene una certa fascia di pubblico.
Se dovessi dare un suggerimento per orientare i lettori?
Suggerisco di programmare le giornate prima. I padiglioni sono tanti e il
pubblico pure. Sapere per tempo dove andare e soprattutto avere degli
appuntamenti mirati non è cosa sbagliata. Sarebbe ideale fare un percorso
che tocchi tutta la nazione. Di occasioni per girare lʼintera Italia del vino in
pochi giorni ce ne sono veramente poche.

GIANNI FABRIZIO

Quali prevedi che saranno i tuoi assaggi più significativi al Vinitaly e
perché?
Mi occupo principalmente di alcune regioni, e ovviamente sono quelle che
visiterò: Piemonte, Liguria, Val d'Aosta e Alto Adige. Passerò anche da altre
cantine e altre persone: Vinitaly è anche un'occasione di incontro. Farò anche
assaggi non programmati: sento l'aria che tira, i commenti che girano, e vado.
Seguo la sensazione del momento, insomma.
Cosa ti aspetti, in linea generale, da questa edizione?
In generale mi aspetto una presenza importante di stranieri, ancora più dello
scorso anno, che già era stato in crescita rispetto al 2012. Gli americani
hanno ripreso a venire a Verona, malgrado concorrenza sempre più forte di
ProWein, e poi ci saranno molti asiatici, l'estremo oriente è u mercato in
espansione. Secondo me sarà un Vinitaly di lavoro vero, parecchi dei
produttori che ho sentito hanno appuntamenti di lavoro soprattutto domenica e
lunedì, all'inizio della fiera dunque. Vedo un'edizione concreta. L'interesse nei
confronti del vino italiani è indubbio. Chi vuol lavorare con l'Italia deve venire a
Verona e incontrare i produttori. E mi pare che la tendenza sia proprio questa.
Quali sono le novità più interessanti di questa edizione?
L'area dedicata al resto del mondo è una delle novità di quest'anno. È
interessante ma mi lascia con qualche perplessità, temo sia una cosa
dispersiva. Per i produttori stranieri l'Italia non è un mercato facile, da noi il
consumo dei vini è territoriale, spesso regionale o locale, e le produzioni
straniere non hanno molto spazio. Al contrario di quelle nazioni che non
hanno una tradizione e una produzione forte, per esempio la Svizzera. Anche
dal punto del Vinitaly non credo sia una buona mossa mettersi sulla scia delle
altre fiere internazionali, fare un ProWein bis, si rischia di non raccogliere lo
stesso interesse, entrare in concorrenza e non valorizzare la propria identità:
chi viene a Verona è interessato ai vini italiani.
Se dovessi dare un suggerimento per orientare i lettori?
Chi va per lavoro sa già perfettamente cosa fare. Per gli altri, suggerisco di
visitare le regioni i cui vini si trovano con difficoltà perché hanno un consumo
locale, per esempio la Liguria. Poi ci sono i consorzi in cui si possono fare
degustazioni interessanti, penso al Chianti Classico e al Montalcino, si
scelgono i vini da assaggiare, senza incontrare produttore per produttore, se
non lo si desidera. Un'occasione unica, per chi si è prenotato, di assaggiare il
meglio della produzione italiana in una sola degustazioneè la grande
degustazione dei Tre Bicchieri di domenica. È una intesi interessante del
nostro panorama enologico.

ANDREA GABBRIELLI

Quali prevedi che saranno i tuoi assaggi più significativi a Vinitaly e
perché ?
Premesso che la fiera non è mai stata il posto ideale per fare degustazioni
troppo attente (eccessiva confusione, polvere in sospensione, scarsa
ventilazione nei padiglioni, odori estranei, ecc.) anche a causa degli
imbottigliamenti spesso davvero precoci, mi dedicherò ai vini di montagna e a
quelli delle piccole isole: cʼè sempre qualcosa di nuovo da scoprire. Inoltre mi
sono prenotato alcune degustazioni (Amarone, i grandi classici rossi, ecc.)
tanto per rimanere in allenamento: i classici non deludono mai. E poi cercherò
le novità: al Vinitaly ci sono sempre.
Cosa ti aspetti, in linea generale, da questa edizione?
Mi aspetterei una rinnovata attenzione al mercato domestico e al problema
del calo dei consumi nel nostro Paese. Lʼestero è sicuramente importante ma
sottovalutare casa nostra è davvero poco lungimirante. La sensazione è che,
a parte qualche rarissima eccezione, sia un problema che riguardi gli altri.
Quali sono le novità più interessanti della fiera?
Lʼarea del biologico certificato e il padiglione internazionale. Il primo
questʼanno si è consolidato, il secondo è una novità. Quanto al resto –
soprattutto la logistica – è tutta da sperimentare.
Se dovessi dare un suggerimento per orientare i lettori?
Vinitaly è enorme e le distanze possono essere notevoli tra i padiglioni più
vicini allʼingresso e i più lontani. Meglio programmare per bene gli assaggi o
gli incontri partendo da una mappa della fiera. Evitate se possibile la giornata
di domenica e preferite il mattino.

GIORGIO MELANDRI

Quali prevedi che saranno i tuoi assaggi più significativi a Vinitaly e
perché?
Da una parte gli assaggi che anticiperanno quelli per la guida, dall'altra le
scoperte, nuove aziende e nuove esperienze.
Cosa ti aspetti, in linea generale, da questa edizione?
Come sempre il Vinitaly per i giornalisti è un grande evento relazionale, una
piazza del vino italiano dove ci incontra e si scambiano esperienze.
Quali sono le novità più interessanti della fiera?
Credo che il Vinitaly resti il grande evento del vino italiano e che giustamente
ne registri i cambiamenti, penso ad esempio all'attenzione per i vini bio che
sul mercato hanno dati in forte crescita. La sfida del Vinitaly oggi è rivendicare
il ruolo, e lo dico pensando a un ProWein sempre più forte. La questione dei
servizi, ad esempio, mi sembra fondamentale e forse sottovalutata dalla Fiera
di Verona.
Se dovessi dare un suggerimento per orientare i lettori?
Seguite un tema in particolare, un territorio, un modello produttivo, un gruppo
di produttori. Se dovessi dare un consiglio parlerei del Vivit (Il gruppo di
produttori artigiani che fa capo all'associazione VITE Vignaioli e Territori), la
vera novità del Vinitaly degli ultimi anni.

ANTONIO PAOLINI

Quali prevedi che saranno i tuoi assaggi più significativi a Vinitaly e
perché ?
Abruzzo, Marche, Sardegna, Etna i territori da cui mi aspetto novità
interessanti, crescita ulteriore e prezzi in linea con i tempi, ovvero non folli.Da
lì, e dalle bolle in genere, il trend che tira (dunque Prosecco, Franciacorta,
Alto Adige, Trentino in primis)può arrivare la scintilla che, intercettando un
minimo di auspicata ripresa, possa riaccendere anchel'esangue mercato
interno.
Cosa ti aspetti, in linea generale, da questa edizione?
Un segnale, pur moderato, di ottimismo, e un accentuarsi delle tematiche
ambientali legate al mondo del vino; spero con meno approssimazione e
afflati para-mistici, e con più misurabile concretezza.
Quali sono le novità più interessanti della fiera?
Sul piano organizzativo vedo migliorie ogni anno, non miracoli: è la struttura
(e la riottosità abbastanza incomprensibile) della città, che pure a Vinitaly
deve molto, a pesare. Quanto ai settori, ribadisco che l'attenzione alla vera
ecocompatibilità, e non a pratiche esoteriche liberatorie dai sensi di colpa in
vigna o cantina, mi sembra un settore degno di ogni attenzione. Esempio: il
talk show calice in mano che Confagricoltura dedica (martedì alle 15,30) a chi
sta davvero lavorando alla riduzione dell'impronta carbonica, e non solo di
questo o quel "demone" chimico e/o enzimatico. È un argomento spesso
sollevato anche dal Gambero, anche di recente, e un incontro a cui
parteciperò volentieri.
Se dovessi dare un suggerimento per orientare i lettori?
Unico suggerimento: non vagate a caso; fatevi un planning prima; e cercate
puntelli per favi invitare ai vari show cooking e cucine varie previste negli
stand più evoluti e gestiti da grandi chef. Perché ormai Vinitaly da qualche
anno è anche una sfilata di Lo mejor de la gastronomia abbinato a lo mejor
del vino. Da Cedroni (domenica, spazio Irpinia) a Oldani (lunedì da Cecchi) e
Cerea, o al defilé quotidiano di grandi nomi da Cuzziol, ce n'è per tutti i palati
e tutti i gusti. E, assaggia assaggia, qualcosa bisogna pur mangiare.

LORENZO RUGGERI

Quali prevedi che saranno i tuoi assaggi più significativi al Vinitaly e
perché?
Tra i tanti, voglio divertirmi a incrociare una lunga serie di assaggi di vini liguri,
soprattutto pigato e vermentino, e i carricante dellʼEtna. Tanto per abusare
ancora del termine minerale. Poi, sono molto curioso di assaggiare le
proposte estere del nuovo padiglione internazionale (Hall 1) e i tanti artigiani
del ViViT, lʼarea allʼinterno del padiglione 12, sempre più numerosa e di
qualità. Sarà la mia base di partenza.
Cosa ti aspetti, in linea generale, da questa edizione?
Al di là degli assaggi, sarà interessante verificare direttamente con i produttori
lo stato di salute reale del sistema enologico italiano e in particolare
rapportarci sui numeri da record che arrivano sul fronte export. In questo
senso, ci sono anche una serie di seminari per approfondire: il seminario sul
Mercato Russo domenica alle 16 (Sala Vivaldi), una dibattito sul vino italiano
in Korea lunedì alle 16 (Sala Bellini) e una serie di convegni con un minimo
denominatore comune: il tema dellʼinternalizzazione.
Quali sono le novità più interessanti di quest'anno?
È stato fatto uno sforzo importante per aumentare la presenza di visitatori
stranieri e la percentuale di produttori esteri. Tra le tante degustazioni da
mettere in agenda: i boutique wines australiani (domenica alle 15:15),
lʼincontro con i vini neozelandesi martedì alle 13,30 e il focus sul Malbec
(mercoledì alle 13:30). Tutti gli incontri si svolgeranno allʼinterno del nuovo
padiglione internazionale. A livello organizzativo non mi aspetto grossi
cambiamenti, sono tornato da pochi giorni dalla ProWein e so già che quel
modello non è replicabile. Dʼaltronde parliamo di numeri diversi: il Vinitaly ha il
triplo dei partecipanti rispetto alla fiera di Dusseldorf e a livello dʼinfrastrutture
tra le due città non si può nemmeno azzardare un paragone.
Se dovessi dare un suggerimento per orientare i lettori?
Assaggiatevi questi qui: Domaine de la Pinte, Cotar, Bio Vio, De Fermo,
Movia. Li trovati tutti al ViVit.

a cura di Antonella De Santis	
  
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