Viaggi in Pakistan GLI ULTIMI PAGANI DEL KAFIRISTAN E L'UCHAL FESTIVAL - Altreculture

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Viaggi in Pakistan

                   GLI ULTIMI PAGANI DEL KAFIRISTAN E L’UCHAL FESTIVAL

                                               Tour di 16 giorni

Giorno 1 – 17/08 – Italia – Dubai
Partenza da Malpensa con volo di linea via Dubai. Proseguimento per Islamabad e arrivo nelle prime ore
del giorno dopo.

Giorno 2 – 18/08 – Islamabad
Arrivo a Islamabad e, superate le pratiche di immigrazione, trasferimento in hotel e pernottamento, Dopo
colazione, incontriamo la guida pakistana che ci accompagnerà per tutto l’itinerario. Oggi si effettuerà la
visita della capitale che può comprendere la visita della Moschea Fasil, il view point panoramico Pir
Sohawa sulla città, a 17 km dal centro in cima a Margalla Hill, e il museo etnologico Lok Virsa.
Assolutamente non ci perderemo Rawalpindi, dove tra officine, laboratori, bancarelle di street food, veri e
propri artisti locali creano virtuosi disegni dai colori sgargianti sulle carrozzerie dei famosi camion che
percorrono ovunque le strade pakistane. Sistemazione in hotel, pensione completa.

Giorno 3 – 19/08 –Islamabad – Takht-e-Bahi - Swat Valley
Trasferimento da Islamabad per la Swat Valley. Il distretto di Swat è una delle zone montane più fertili e
facilmente accessibili nel nord del Pakistan, che forma l’omonima valle. Essa è infatti nota come la terra,
dove la frutta risplende (tra frutteti carichi e fertili terrazzamenti stracolmi di ogni tipo di fioritura) lungo
fiumi serpeggianti e torrenti gorgoglianti, circondata dalle imponenti catene dell'Hindū-Kūsh e del
Karakorum. L'attrazione principale è la sua bellezza paesaggistica e il clima piacevole in estate. Inoltre, la
zona è ricca di siti storici e archeologici risalenti al periodo Gandhara buddista e anche precedente ad
esso. La valle si trova ad una media di circa 990 m sopra il livello del mare. Lungo il percorso visita del sito
di Takht-e-Bai, antico monastero buddhista, iscritto nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO.
Sistemazione in hotel in Swat Valley, pensione completa.

Giorno 4 – 20/08 – Swat Valley - Chitral – Kalash Bumburet Valley
Dalla Swat Valley (6-7 ore) via Dir Tunnel si raggiunge Chitral, che si trova ad un’altezza di 1475m in una
valle isolata tra le montagne di Hindū Kūsh. Il nuovo tunnel è lungo 8.75 km. ed è la galleria più lunga del
Pakistan. La galleria sostituisce l’ascesa al Lowari Pass da dove ora non è più possibile transitare.
Alessandro Magno fece tappa qui nel 326 aC, lasciandosi alle spalle la tradizione greca che si riflette ancora
oggi in queste valle nei costumi della popolazione indigena. Arrivati a Chitral, proseguiremo in 4 x4 per la
Kalash Bumburet Valley (30 km, 2 ore circa). La Kalash Valley si trova tra 1670-2310m slm. Essa è un
comprensorio composto da tre raggruppamenti di piccole valli (Bumburet, Rambur e Birir Valley), situate
all’interno del sistema montuoso dell’Hindū-Kūsh tra l'Afghanistan e il confine, ed è raggiungibile con
Jeep su strada in buone condizioni. La valle, riparata dalle montagne e chiusa a sud dal Lowari Pass
(3.118m) appare molto arida e secca, in quanto questa zona è al di fuori della portata dei monsoni e riceve
pochissima pioggia. La popolazione dei Kafir Kalash di circa 3000 abitanti costituisce il gruppo più esiguo
tra le minoranze religiose del Pakistan. Essi hanno una specifica religione e una cultura unica al mondo,
venendo considerati dai musulmani uomini infedeli, perché politeisti di antichi Dei e noti al mondo
esterno per il loro atteggiamento gioioso verso la vita. Mentre gli uomini vestono sostanzialmente alla
stessa maniera dei Musulmani (salvo per un piccolo particolare distintivo: un ornamento – fiore, nastrino –
che gli uomini Kalash portano sul Pacol, il berretto di panno), le donne hanno un costume uguale, quasi
una uniforme, che è diversissimo da quello delle donne musulmane. Le donne infatti indossano abiti neri,
stretti in vita da una fascia colorata, portano al collo grandi file di collane, soprattutto di corallo, e come
copricapo portano uno zucchetto decorato con cipree e monete del mare con un folklore diverso (che è
stata paragonato a quella dell'antica Grecia) e, a differenza del mondo islamico circostante, non sono
segregate nè tenute nascoste, ma integrate in ogni angolo della vita sociale del villaggio. Molti Kalash
hanno tratti somatici ariani con capelli biondi e occhi blu, costituendo una sorta di anomalia rispetto al
resto del Pakistan. Essi vivono in piccoli villaggi costruiti sulle colline vicino alle rive dei corsi d'acqua,
mentre le loro case sono costruite su fondamenta di pietra solide, accatastate le une alle altre, con tronchi
di legno grezzamente tagliati, e soppalcate a doppio piano per aderire ai pendii vertiginosi del territorio.
L'origine dei Kalash è controversa. La leggenda dice che i soldati delle legioni del conquistatore macedone
Alessandro Magno si stabilirono a Chitral e da qui imparentandosi con la gente locale diventarono
progenitori degli attuali Kalash. Recenti analisi dei DNA sono state effettuate per ricercare la loro parentela
genetica con gli europei. Pernottamento in semplice hotel/guesthouse nella valle. Pensione completa.

Giorni 5, 6 – 21, 22/08 – Kalash Bumburet Valley (Kalach Uchal Festival)
In queste giornate in cui avviene la massiccia partecipazione popolare al Festival, ci sposteremo da
villaggio in villaggio, a seconda degli eventi che spontaneamente vengono proposti localmente senza uno
schema predefinito, in attesa del suo “clou”. Uchal rappresenta la festa che coincide in piena estate con la
raccolta di grano e orzo, per ringraziare la madre terra per la loro prosperità. Inoltre portando giù dagli alti
pascoli estivi i prodotti lattiero-caseari, vengono preparati dei piatti tradizionali particolari a base di
formaggi, burro e pane di mais. Questi vengono condivisi la mattina presto in ogni villaggio della valle,
dove la gente locale si invita reciprocamente nelle proprie abitazioni, cominciando poi a ballare nel
proprio paese. Si visitano quindi i villaggi partecipando ai festeggiamenti locali, che termineranno con la
grande adunanza di Kalashi e visitatori venuti per festeggiare e per ballare, con partecipazione molto
gradita in segno di amicizia. La sera infine si ritorna per il pernottamento in hotel spartano/guest house/ a
Bomburet. Pensione completa.

Giorno 7 – 23/08 - Bomburet – Ayun - Chitral
Dopo colazione scendiamo la pittoresca Valle di Bomburet in direzione di Ayun, un piccolo villaggio dove si
trova un delizioso e autentico bazaar con tipiche botteghe in legno e la Old Mosque con decorazioni
dipinte su colonne, infissi in legno e incisioni di influenza Ghandara. Proseguimento per Chitral,
sistemazione in hotel e pernottamento. Pensione completa.

Giorno 8 – 24/08 – Chitral – Mastuj
Dopo colazione si prosegue per Mastuj (5-6 ore) su strada in fase di costante miglioramento. L'ambiente è
particolarmente bello con i villaggi sparsi lungo un grande canyon alluvionale che congiunge l'altipiano di
Panjikur alla valle di Kashgar e che oltre il Boroghil Pass scorre nel Yarkhun Gol, solcato a valle dal fiume
omonimo. Ruscelli e canali d’irrigazione scorrono attraverso i campi di grano e orzo fiancheggiati da alberi
di cedar (cedro), popolare albero locale, mentre è anche molto curata la coltivazione delle albicocche.
L'accoglienza nei villaggi, qui principalmente di fede ismailita (tra le sette più moderate dell’Islam), è
particolarmente calorosa con una partecipazione attiva delle donne alla vita pubblica locale.
A Mastuj visitando il bazaar, se possibile, visiteremo anche l’Organizzazione per lo sviluppo delle donne
nelle imprese locali. Sistemazione in hotel, pensione completa.

Giorno 9 – 25/08 – Mastuj – Phander
Partenza per Phander (auto 6-7 ore) seguendo la pista che facendo rotta verso sud, attraversa lo Shandur
Pass (3700 m slm) lungo la riva orientale del fiume Laspur, che passa per il villaggio di Harchin, per poi
ricongiungersi a Gilgit, innestandosi in una delle tante varianti della «Via della Seta» verso Ferghana e
Bukhara. A Shandur Pass si trova il più alto campo di polo del mondo. Phander (2800m) al centro
dell’omonima Valle, nota anche come “Piccolo Kashmir”, gode di un panorama mozzafiato sul profondo
lago blu e sul fiume Ghizer, i cui meandri scorrono attraverso la verde pianura alluvionale con coltivazioni
intensive che sostengono il suo insediamento. Sistemazione in hotel, pensione completa.
Giorno 10– 26/08 – Phander – Gilgit
Il percorso che prosegue per Gilgit (6-7 h), seguendo il fiume omonimo, da accesso alle affascinanti valli
laterali di Yasin e Ishkoman con bel panorama sulle valli di Gahkuch e Punial. Gilgit, che era una città lungo
uno dei tanti rami della Via della Seta che qui attraversa più a nord il Khunjerab Pass, ha visto transitare da
qui la maggior parte delle carovane dirette a Kashgar e Ferghana. Monaci cinesi buddisti, di ritorno dai
pellegrinaggi in India, nel V secolo hanno trovato il Buddismo ampiamente praticato su queste terre.
L’Induismo ha invece cominciato a infiltrarsi nel nord dell’India nell’VIII secolo e probabilmente ha
raggiunto Gilgit nel X a seguito dei combattimenti con locali delle forze invasive Shin, provenienti dal
basso Indo. Dopo la visita al Bazaar di Gilgit si raggiunge nei suoi dintorni la gola di Shuko Gah, sulla cui
parete rocciosa di Kargah Nala si trova scolpito in stile tibetano il grande Kargah Buddha, risalente al VII
secolo. Sistemazione in hotel, pensione completa.

Giorno 11– 27/08 – Gilgit – Karimabad (Hunza Valley)
Da Gilgit in direzione di Karimabad-Hunza (2-3 ore - 99 km) lungo la Karakorum Highway, che costeggia il
fiume Hunza e il suo affluente Khunjerab, la strada sale gradualmente di circa 100m di dislivello ogni 10
km. Lungo il percorso si effettuano diverse soste panoramiche per godere la vista spettacolare del monte
Rakaposhi 7788m, che ha molti villaggi abitati ai suoi piedi e la tipica corona di neve che cambia colore
con la diversa intensità della luce. Questo tratto dell’Hunza Valley è ricco di campi terrazzati, coltivati ad
albicocche, mele, gelsi e noci, che danno un policromo spettacolo naturale sia durante la fioritura
primaverile e sia in autunno, quando le foglie degli alberi diventano gialle e rosse. Nella KKH non può
mancare di fermarsi vicino a Chalt, nel punto esatto in cui i continenti si sono scontrati circa 60-70 milioni
di anni fa, provocando la collisione dell’Indo-Pak continentale, sub-slittato sotto la placca eurasiatica. A
causa di questa collisione continentale si è originata la catena del Karakorum e dell'Himalaya, ancora oggi
in costante movimento e costituita da montagne considerate pertanto giovani, che sono le più alte al
mondo. Sistemazione in hotel e pensione completa.

Giorno 12 – 28/08 – Karimabad – Duikar
Karimabad, precedentemente chiamata Baltit, è il capoluogo dell’Hunza Valley nel distretto Gilgit-
Baltistan ed è posta a 2500 m. Il suo nome deriva dal Principe Karim Agha Khan, il capo spirituale della
setta Nazari degli sciiti ismailiti. L’Hunza Valley è anche conosciuta come il luogo dove si trova il mito di
Shangri-lá, la terra dove la gioventù è eterna. Karimabad è l'unica città al mondo, dove è possibile
osservare cinque picchi sopra 7000 m in tutte e quattro le direzioni: il Monte Rakaposhi 7788 m, il Diran
7256 m, il Golden Peak 7027 m, l’Ultar- I 7388 m, e l’Ultar-II 7310 m con la sagoma della Principess
Bobulimuting che si distende all’orizzonte dell’Hunza. L’antico Forte di Baltit fino al 1945 ha ospitato il Mir
dello stato di Hunza, garantendo per oltre 700 anni la sopravvivenza del regime feudale dell'Hunza. Esso fu
costruito sulla rupe di una roccia di marmo colore rubino, come un dono per il matrimonio della regina del
Baltistan e del principe di Hunza. Ristrutturato più volte, attraverso l’intervento dell'Aga Khan Trust for
Culture Projects, presenta oggi un'architettura tibetana. Camminando e andando in giro per Karimabad si
può visitare il Bazar, raggiungere a piedi il villaggio di Altit e il Forte di Altit, vecchio di 900 anni e costruito
dalla gente del Baltistan. I Burusho, abitanti di questa valle, dicono di essere i naturali discendenti dei
soldati greci che facevano parte dell'esercito di Alessandro il Grande. Considerando la loro origine mista,
non c'è da meravigliarsi che somaticamente la gente del posto ha tali caratteristiche sorprendenti con
carnagione chiara e spesso gli occhi azzurri. Fino al 1974 Hunza era un regno indipendente, molto isolato
dal resto del paese fino al completamento della Karakuram Highway in Cina nel 1978. Oggi Hunza Valley è
considerata una vera “Shangri-La" del Pakistan anche per essere un mondo libero e lontano da militanti
estremistici islamici, da povertà e inquinamento e sorprendentemente inserito in un sistema educativo
brillante. Partenza da Karimabad per Duikar (3000m), il punto più alto della valle da cui si ha una maestosa
vista della montagna intorno e delle valli centrali di Nagar e Hunza, sembrerà di toccare il cielo con un
dito. Sistemazione in hotel, pensione completa.

Giorno 13 – 29/08 - Duikar - Lago Attabad – Gulmit – Lago Borith - Passu
Dopo colazione si parte in direzione di Passu. Passu (2400m) si trova molto vicino alla lingua del bianco
ghiacciaio Passu e appena a sud della lingua del nero Batura Glacier nell’omonima valle. Quest'ultimo è il
settimo ghiacciaio non polare più lungo del mondo (56 km). Se il clima lo consentirà potremo osservarli da
un facile view point. Il villaggio, che visiteremo insieme al ponte sospeso in stile tibetano sul fiume Hunza,
è abitato da gente molto cordiale e ospita molti residenti della zona ismailiti, seguaci di un ramo moderato
dell'Islam. Ci fermeremo ad ammirare il Lago Attabad, formatosi dopo una tragica frana nel 2010, prima di
proseguire per Gulmit (2408 m), una secolare città storica del distretto Gilgit Baltistan. Ex capitale estiva,
quando Hunza era uno stato, oggi è la sede del Gojal Tehsil, nell’alto Hunza. Gulmit è una parola turca o
iraniana che significa "la valle dei fiori”, appellativo che le rimane per l’aspra bellezza del suo territorio,
circondato da montagne, cime innevate e ghiacciai. Qui visiteremo il museo locale, costituito all’interno di
una casa tradizionale e la Casa dei Tappeti. Osserveremo il Lago Borith, lago salino posizionato a 2500
metri d’altitudine, e raggiungeremo Passu. Sistemazione in hotel, pensione completa.

Giorno 14 – 30/08 - Passu – Karimabad - Chilas
In auto si prosegue per Karimabad lungo la Karakorum Highway, che segue il percorso del fiume Hindo,
non mancando di fermarci nel punto in cui si scontrano tre catene montuose imponenti, il Karakorum,
l’Himalaya e l’Hindū-Kūsh, e nei pressi della valle di Astore in un view point sul Nanga Parbat (8125m), la 2°
vetta più alta in Pakistan e la 9° nel mondo, che ha la triste fama di “Montagna Assassina” per il suo alto
indice di mortalità tra i suoi scalatori e ascensionisti (secondo un rapporto tra vittime ed ascensioni
tentate) e che è considerato il pilastro terminale dell'Himalaya occidentale. Si raggiunge Chilas,
attraversando una delle zone più selvagge del Pakistan e una delle aree geologiche più affascinanti della
terra. Seguendo la Karakorum Highway lungo il corso della profonda gola dell’Indo, sembra di fare un
viaggio al centro della terra per la vista stratificata della sua crosta esterna. Le rocce rosse verdi e scure
osservabili lungo il percorso viario sono il risultato di materiali formati 30 chilometri al di sotto della
superficie terrestre. Nel corso dei secoli il modello di insediamento abitativo si è dovuto adattare alla
morfogenesi orografica con conseguente occupazione dei contadini di numerose piccole valli dove
torrenti glaciali e fiumi sono più controllabili in contrasto con nuclei abitativi nella valle dell'Indo stesso.
Sistemazione in hotel a Chilas, pensione completa.

Giorno 15 – 31/08 – Chilas - Islamabad
Da Chilas oggi ci attende un lungo e scenico trasferimento che ci porterà alla fine della giornata
nuovamente a Islamabad. Affronteremo il Babu Sar Pass, passo di montagna che si trova a 4.175 metri
d’altezza, alla fine della Kaghan Valley. Durante i mesi estivi i pascoli sono popolati di nomadi con i loro
animali. La vista in cima al Passo è mozzafiato. Il nostro viaggio proseguirà fino a Naran per arrivare verso
sera a Islamabad. Sistemazione in hotel e pensione completa.

Giorno 16 – 01/09 – Islamabad – Dubai - Milano
Partenza con volo di linea via Dubai. Arrivo in Italia.

Quote a persona
Quota base 6 Euro 3140 (con accompagnatore dall’ Italia)
Quota base 8 Euro 2730 (con accompagnatore dall’ Italia)
Quota base 10 Euro 2440 (con accompagnatore dall’ Italia)
Quota base 12 Euro 2230 (con accompagnatore dall’ Italia)
Suppl. singola Euro 350

La quota comprende: i trasferimenti con veicolo privato minibus tipo Saloon Coaster e 4x4 durante il
percorso dalla Kalash Valley a Gilgit – guida locale parlante inglese per tutto l’itinerario – accompagnatore
dall’Italia – sistemazione nelle strutture indicate – pensione completa con acqua minerale ai pasti – visite,
escursioni e ingressi come indicati nel programma – gadget di viaggio.
La quota non comprende: i voli intercontinentali e le relative tasse aeroportuali (vedere la tabella
sottostante) - il visto (€ 130) – l’assicurazione con annullamento (4% del costo totale del viaggio) –
bevande oltre a quelle indicate, mance, extra personali e tutto quello non incluso nella quota comprende.

Operativo voli considerato con Emirates:
1 . EK 102 17AUG MALPENSA – DUBAI 11.20 - 19.20
2 . EK 614 17AUG DUBAI - ISLAMABAD 21.05 – 01.15 (+1)
3 . EK 613 01SEP ISLAMABAD – DUBAI 09.20 – 11.35
4 . EK 91 01SEP DUBAI – MALPENSA 15.45 – 20.30
Tariffa da Euro 400, + tasse aeroportuali Euro 405. La tariffa va riconfermata al momento della
prenotazione in base alle disponibilità effettive. Partenze da altri aeroporti su richiesta

Le strutture di questo viaggio o simili:
Islamabad: Hill View Hotel o Hotel de Papae o Grand Regency o Envoy Continental
Swat Valley: Pameer Hotel o PTDC Hotel
Chitral, Pamir Riverside Hotel o Tirchmir Hotel o PTDC Hotel
Bomburet-Kalash: Alexdanre Post o Jinnah International Hotel o Butto House o Bibi Guest House.
Mastuj: PTDC Hotel o Guest House
Phunder: PTDC Hotel o Gopis PTDC
Gilgit: Riveria Hotel o PTDC Hotel o Hunza Embassy Hotel
Duikar, Eagle Nest Hotel o Fairy Land Hotel
Passu, Passu Ambassador Hotel
Chilas, Shangri la Hotel

N.B: a causa del numero insufficiente di strutture ricettive di questa area pakistana (dove il turismo non è
molto sviluppato) e/o del possibile sold out causato dalla presenza di turisti in occasione del Kalash
Festival, alcune di esse potrebbero essere sostituite da sistemazioni simili. La categoria delle strutture, pur
dignitose, non è paragonabile a quelle di tipo occidentale. Non sempre sono disponibili camere singole
nella Kalash Valley durante il Festival e anche a Mastuj la camera singola non è assicurata.
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