SCUOLA DELL'INFANZIA "Dario e Federica Stefani" - COMUNE DI VENEZIA Direzione Sviluppo Organizzativo e Strumentale Settore Servizi Educativi

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SCUOLA DELL'INFANZIA "Dario e Federica Stefani" - COMUNE DI VENEZIA Direzione Sviluppo Organizzativo e Strumentale Settore Servizi Educativi
COMUNE DI VENEZIA

    Direzione Sviluppo Organizzativo e Strumentale

                Settore Servizi Educativi

             SCUOLA DELL’INFANZIA
            “Dario e Federica Stefani”

                Allegato al PTOF 2019/2022

Approvato dal Consiglio della Scuola PG/ 2018/526021 in data
                         17/10/2018
SCUOLA DELL'INFANZIA "Dario e Federica Stefani" - COMUNE DI VENEZIA Direzione Sviluppo Organizzativo e Strumentale Settore Servizi Educativi
SCUOLA DELL’INFANZIA

             “DARIO E FEDERICA STEFANI”

     Via Della Rinascita, 141    Marghera - Venezia

     Tel. 041 – 5381420           Fax 041 – 8897862

    Coordinatrice Pedagogica: Dott. Claudia Carbonin

                   Tel. 041 – 2749564

         Personale Docente Scuola dell’Infanzia

            Silvia Armani - M.Grazia Urgias –

             Adriana Milini – Rossana Lovigi

             Insegnante di religione cattolica

                      Tatiana Carrer

                     Psicomotricista

                      Alberto Grandi

               Personale ausiliario di ruolo

Berton Vania - Groppello Monia - Turatto Alessia – Alessia
                         Bertelli

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Indice

Y

Premessa......................................................................................................................5
    Le finalità della scuola dell’infanzia................................................................................5
LA PROGETTAZIONE EDUCATIVA TRIENNALE....................................................................6
CHI SIAMO E DOVE SIAMO.............................................................................................6
    La storia....................................................................................................................6
    Attualmente...............................................................................................................6
    La Professionalità Docente............................................................................................7
    Sviluppo professionale: crescita e arricchimento della professionalità.................................7
      Funzione psicopedagogica.........................................................................................7
    Ubicazione.................................................................................................................9
    Analisi del territorio.....................................................................................................9
ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA....................................................................................10
    Spazi.......................................................................................................................10
    Tempi......................................................................................................................10
    Scelte organizzative...................................................................................................11
    Organizzazione del tempo..........................................................................................11
    Calendario scolastico delle festività previste - Anno 2018/2019.......................................12
      La Festa di San Martino...........................................................................................13
      La festa del Natale..................................................................................................14
      Festa di Carnevale..................................................................................................14
      Festa di fine anno scolastico.....................................................................................14
    Inserimenti...............................................................................................................14
AREA EDUCATIVA.........................................................................................................15
    Finalità del servizio....................................................................................................15
    Analisi dei bisogni del bambino e della bambina reale....................................................15
    Scelte metodologiche.................................................................................................16
AREA DELLA PROGETTAZIONE CURRICOLARE..................................................................17
    Obiettivi di apprendimento.........................................................................................17
    Continuità verticale (nido, scuola dell’infanzia e scuola primaria) e orizzontale (famiglia)....18
    Passaggio alla scuola primaria.....................................................................................18
    L’insegnamento della Religione Cattolica......................................................................18
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Integrazione scolastica...............................................................................................19
  Interculturalità..........................................................................................................20
AREA DELLA PROGETTAZIONE DIDATTICA......................................................................21
  I modelli di programmazione......................................................................................21
  L’offerta formativa e l’ampliamento.............................................................................21
    PROGETTO STAGIONALITÀ......................................................................................22
    PROGETTO ORTO A SCUOLA....................................................................................23
    PROGETTO DI ATTIVITÀ PSICOMOTORIA EDUCATIVA.................................................26
AREA DELLA VALUTAZIONE...........................................................................................38
PROGRAMMAZIONE IRC................................................................................................39
TRAGUARDI DI COMPETENZA (INDICAZIONI 2012)..........................................................41

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1.   Premessa
Le Indicazioni Nazionali 2012 oltre ad essere un documento
legislativo che va ad abrogare i precedenti, rappresenta un
percorso culturale che raccoglie i principi pedagogici più importanti
degli ultimi 20 -25 anni cercando di dare continuità alla storia.

Le finalità della scuola dell’infanzia
La scuola dell’infanzia promuove nei bambini e                  nelle
bambine lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia,              della
competenza e alla cittadinanza.

Traguardi per lo sviluppo delle competenze.
Sono fissati al termine della scuola dell’infanzia, della scuola
primaria e della scuola secondaria di primo grado e costituiscono
riferimenti ineludibili, piste culturali e didattiche per finalizzare
l’azione educativa e lo sviluppo integrale della persona.
Sono prescrittivi e impegnano le istituzioni scolastiche al loro
conseguimento a garanzia dell’unità e della qualità del servizio
nazionale di istruzione.
Il Concetto di Competenza è si compone di Abilità e Conoscenze
sviluppate prevalentemente le esperienze intenzionalmente
proposte nelle Unità di Apprendimento.

“La descrizione delle competenze è sempre positiva, si
valuta ciò che l’alunno sa e sa fare, non ciò che non sa fare”.

Le scuole sono libere nelle scelte per perseguirli.
La scuola deve essere vicina alla comunità nella quale è inserita.

Partendo dall’ambiente di apprendimento si sviluppano delle
competenze creando un metodo di lavoro. Un buon investimento
nella scuola dell’infanzia è un buon investimento per il percorso
scolastico complessivo. Tali finalità sono perseguite attraverso
l’organizzazione di un ambiente di vita, di relazioni e di
apprendimento di qualità, garantito dalla professionalità degli
operatori e dal dialogo sociale ed educativo con le famiglie e con la
comunità.
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Per questo motivo, da quest’anno per la nostra scuola, è partito un
progetto che si propone di rispondere in modo più intensivo ai
bisogni peculiari di questa fascia d’età, integrando e potenziando le
occasioni educative da mettere a disposizione dei bambini.
Inoltre si arricchiranno le occasioni per i genitori di partecipazione
attiva alla vita della scuola con incontri laboratoriali e incontri a
tema sulle tematiche della crescita con la presenza di specialisti
diversi a seconda dell’argomento.

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2.   LA PROGETTAZIONE EDUCATIVA TRIENNALE

                   ANNO SCOLASTICO 2019/2020

                             Progetto orto

                         Progetto stagionalità

                       Progetto psicomotricità

              “Giocando si impara – I valori dello sport”

Si svilupperanno inoltre Unità di apprendimento che
saranno il filo conduttore del lavoro di progettazione della
nostra scuola.

3.   CHI SIAMO E DOVE SIAMO

La storia
Questa struttura ha aperto i battenti nel settembre 2008.
L’inaugurazione dello stabile si è tenuta il 27 di giugno c.a. alla
presenza delle maggiori autorità della Municipalità di Marghera, sia
politiche che amministrative, il Direttore al servizio P.I. Dott. Elvio
Pozzana nonché l’Assessore Anna Maria Miraglia.

Era invitata la cittadinanza e in modo particolare gli utenti della
scuola “Regina Mundi”, chiusa il 30 giugno, a cui è stata accordata
la precedenza assoluta nei posti disponibili nella scuola nuova
denominata “Dario e Federica Stefani”.

Attualmente
Il collegio è formato da 4 insegnanti tutte in ruolo, 1 insegnante di
religione (una giornata alla settimana) per coloro che si avvalgono
di tale insegnamento.

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La coordinatrice pedagogica di ruolo per la nostra scuola è la Dott.
Claudia Carbonin.

Il personale non docente è di 4 unità tutte dipendenti Ames
suddivise in turni.

La Professionalità Docente
Essere insegnante della scuola dell’infanzia comporta oggi un profilo
di alta complessità e di grande responsabilità e richiede la
padronanza di specifiche competenze culturali, pedagogiche,
psicologiche, metodologiche e didattiche unite ad una aperta
sensibilità e disponibilità alla relazione educativa con i bambini.

Il collegio docenti ha conoscenze specifiche anche nel campo
organizzativo - gestionale e progettuale.

Le insegnanti della nostra scuola sono diverse tra loro e tale
diversità è da considerarsi come una risorsa, infatti il confronto tra
le diverse modalità è alla base dello stile educativo della scuola. Le
insegnanti frequenteranno dei corsi di aggiornamento-formazione
durante il biennio scolastico 2019/2021.

Sviluppo professionale: crescita e arricchimento della
professionalità
Per sviluppare la professionalità del Personale docente della scuola
dell’infanzia, vengono tenuti ogni anno dei corsi di aggiornamento
sia collettivi che individuali, che toccano le diverse aree dello
sviluppo pedagogico – educativo.
Nella formazione del personale docente sono previsti anche dei
percorsi formativi organizzati dal servizio Prevenzione e protezione
del Comune di Venezia, in collaborazione con l’U.L.S.S., tipo Corso
di Primo Soccorso, Back School, ecc.
Funzione pedagogica
DALL’ART. 8 DEL REGOLAMENTO DEL COMUNE DI VENEZIA.

Le migliori condizioni di apprendimento di esperienza e di interazioni
multiple, vengono garantite da Funzionari, Pedagogisti e
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Psicologi, i quali attuano un coordinamento operativo nell’ambito di
una Equipe Psicopedagogica.
I Funzionari Pedagogisti e Psicologi organizzano la propria
attività in riferimento a precisi ambiti territoriali ed a specifiche
tematiche, con piena autonomia, collaborando con le famiglie e tutte
le figure professionali presenti all’interno del servizio nell’attivazione
dei processi educativi.
Tale Equipe:

     ha la funzione di consulenza tecnico-scientifica ed assicura il
     coordinamento nella programmazione educativa dei Servizi;
     promuove la comunicazione favorendo il flusso delle
     informazioni;
     fornisce supporti psicopedagogici in ordine all’elaborazione del
     progetto educativo ed alla verifica della sua attuazione anche
     in relazione ai bambini diversamente abili, valorizzando
     pienamente le risorse umane e professionali;
     definisce con i Collegi gli interventi individualizzati, l’attuazione
     dei processi educativi, le modalità di osservazione e quelle di
     colloquio con i genitori;
     si pone come referente per i genitori su specifiche tematiche
     inerenti alla prima infanzia;
     predispone momenti di collaborazione con altri Servizi socio-
     educativi presenti nel territorio;
     promuove ed elabora progetti per l’aggiornamento e la
     formazione del personale docente e non docente.

  Inoltre:

     svolge compiti di studio e di ricerca, al fine di essere sempre
     aggiornata e propositiva nel campo delle discipline
     psicopedagogiche ed attenta a qualsiasi idea emergente a
     livello regionale, nazionale, europeo ed internazionale:
     garantisce specifici interventi nell’ambito delle problematiche
     inerenti alla disabilità effettuando in particolare un lavoro di

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supervisione alle Educatrici e Insegnanti e di coordinamento
     con i competenti Servizi dell’A.S.L.;
     determina all’inizio dell’anno scolastico, sulla base dei criteri
     individuati Regolamento Comunale e secondo le modalità
     attuative definite dal Dirigente competente in materia,
     l’assegnazione del personale docente nei vari plessi, in stretta
     collaborazione con gli Uffici Amministrativi e definisce inoltre,
     sentite le insegnanti, la composizione delle sezioni;
     definisce i criteri generali per la programmazione dell’attività
     di non docenza;
     si fa carico insieme al Consiglio del Nido e al Consiglio
     della Scuola dell’Infanzia dei bambini con situazioni
     problematiche documentate.

Ubicazione
La scuola situata nella zona periferica di Marghera, in uno stabile
polifunzionale che comprende anche una palestra aperta al
pubblico, Associazioni “Save the Children” si trova in Via Della
Rinascita n° 141, telefono della Scuola dell’Infanzia 041-5381420,
fax 0418897862.

Analisi del territorio
L’ambiente socio-culturale è molto vario e multietnico per la
presenza del 50% di famiglie nuove e altre immigrate.

La rete dei servizi del territorio è costituita da: Centro di
Neuropsichiatria Infantile, Equipe psico-pedagogica, Consultorio.

Esistono nel territorio due comunità di accoglienza il Servizio Casa-
Famiglia “Buon Pastore”, il Centro Tutela del Bambino.

I servizi culturali attivi nel territorio sono ben strutturati soprattutto
in centro a Marghera presso le strutture comunali: biblioteca,
ludoteca.

4. ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA
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Spazi
Il nostro edificio è suddiviso in un grande spazio centrale che
funziona da salone per giochi a tavolino e per Atelier,un salone per
accoglienza e ritrovo di tutti i bambini assieme, due aule (scoiattoli
e ricci) con annessi servizi igienici per I bambini/e, e una terza
sezione (ex Spazio cuccioli) utilizzata come spazio polivalente per
attività    educative        prevalentemente        come      laboratorio
grafico/pittorico/manipolativo. A sinistra c’è un refettorio, una sala
di psicomotricità, tre servizi igienici per adulti di cui uno per
diversamente abili, uno spogliatoio per il personale docente ed
ausiliario, due stanze di servizio e l’ufficio. Sono presenti anche due
giardini autonomi, uno anteriore e uno posteriore.

Lo     spazio…       racconta;    accoglie; offre elementi  di
familiarità/estraneità; consente una continuità con …; separa;
contiene; facilita; organizza; descrive e…

 “i bambini e le bambine agiscono e abitano lo spazio con la
                    mente e con il corpo”

Tempi
            Gli orari della Scuola Dell’Infanzia sono:

                    Accoglienza dalle 7.30 alle 9.00;

            1° uscita senza il pasto dalle 11.45 alle 12.00;

             2° uscita dopo il pasto dalle 13.15 alle 13.30;

                    3° uscita dalle 15.45 alle 16.15;

                    4° uscita dalle 16.45 alle 17.00.

L’orario risponde alle esigenze didattiche, si ricorda che non
sono accettati ritardi in entrata oltre le ore 9.00 o in uscita
oltre le ore 17.00 dalla scuola, come da disposizione della
Dirigente del Servizio dell’anno scolastico 2016/2017.

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Scelte organizzative
Per equilibrare la composizione delle classi, non solo in base all’età,
sesso, abilità, si è reso necessario comporre le sezioni in modo
eterogeneo sostenendo un’impostazione unitaria della scuola che
offra pari opportunità a tutti i bambini ma soprattutto offra alle
famiglie un riferimento educativo univoco.
La realizzazione di classi aperte e la programmazione per
laboratori, sono strumenti efficaci affinchè le insegnanti siano
riferimento educativo di tutti i bambini e nel contempo ci siano
proposte proporzionali alle capacità dei bambini.

 Il nostro servizio 3 – 6 anni è comunale, attualmente La Dirigente
delle Politiche Educative è l’Ing. Silvia Grandese.

Organizzazione del tempo

La scuola dell’infanzia apre il servizio all’utenza dalle 7.30.
La giornata tipo è comune per tutti i bambini che nell’arco della
giornata partecipano a laboratori eterogenei e/o omogenei per età
7.30 / 9.00 entrata e accoglienza e attività di routine;

9.00 / 10.00 presenze, merenda, attività di routine, uso dei servizi
igienici, preparazione delle tavole per il pranzo;
10.15 / 11.45 attività didattica;
11.45 / 12.00 preparazione al pranzo;

12.00 / 13.00 pranzo;
13.15 / 13.30 uscita;
13.00 / 14.00 gioco libero in salone o in giardino, preparazione per
le attività didattiche con giochi di rilassamento e/o lettura di libri;
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14.00 / 15.15 attività didattica;
15.15 / 15.45 merenda;
15.45 / 16.15 uscita;
16.15 / 16.45 gioco libero in salone;
16.45 / 17.00 uscita.
Calendario scolastico delle festività previste - Anno 2019/2020

Ai sensi della Delibera della Giunta Regionale n° 524 del
03/04/2012 le Scuola dell’Infanzia Comunali inizieranno l’attività
didattica il giorno 11 settembre 2019.

La scuola,   come tutte le Scuole dell’Infanzia gestite dal Comune di
Venezia è    aperta dal lunedì al venerdì dalla seconda settimana di
settembre    e fino al 30 giugno, fatti salvi i periodi festivi come da
calendario   scolastico della scuola statale così elencati:

Festa di tutti i Santi

Festa del santo Patrono (21 novembre - Madonna della Salute)

Immacolata Concezione 8 dicembre

Festività Natalizie

Chiusura per Carnevale da calendario scolastico regionale

Festività Pasquali

Anniversario della Liberazione 25 aprile

Festa del Lavoro I° maggio
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Festa Nazionale della Repubblica 2 giugno

Si ricorda inoltre che nel mese di giugno deve essere programmata
una mezza giornata di chiusura all’utenza per la verifica finale ai
sensi dell’art. n° 16 dell’Accordo per la Disciplina dei Servizi
Scolastici ed Educativi.

    “Condividere esperienze di gioia, di serenità, di solidarietà, di
collaborazione, di divertimento tra i bambini, e tra bambini e adulti”

La Festa di San Martino

Come consuetudine, ogni anno scolastico la Scuola dell'infanzia
Stefani programma un'uscita nel territorio circostante, per
festeggiare       la      giornata       di       S.       Martino.
Anche quest'anno ci è stata proposta l'uscita presso la Municipalità
di Marghera in Piazza Mercato.
L'evento è promosso dall'ASCOM in collaborazione con il Comune di
Venezia                  e                Vela             S.p.A.
Riteniamo che la partecipazione con i bambini e le bambine a tale
iniziativa, sia un momento di condivisione e valorizzazione delle
usanze del nostro territorio e patrimonio culturale.
Durante tale evento vengono consegnati in regalo ai bambini dei S.
Martino dolciume, offerti dalle varie attività commerciali che
prendono      parte     all'iniziativa  (     pasticcerie,panifici).
"ripartire dalle scuole come sistema per ritrovarci in percorsi
di aggregazione..."

                 Stiamo parlando di co-educare

“Batter San Martin" I bambini e le bambine cantano una filastrocca,

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in cambio di dolci o monetine.
                La filastrocca tipica veneziana dice:

         S. Martin xe 'ndà in sofita a trovar ea so' novissa

                       so' novissa no ghe gera

                      S.Martin col cùeo par tera

                         E col nostro sachetìn

                       cari signori xe S.Martin.

La festa del Natale

Festa di Natale con laboratori con materiale di riciclo
dedicati alle famiglie e ai bambini/e della scuola
dell’Infanzia
Festa di Carnevale

Festa di fine anno scolastico

Inserimenti
Le modalità dell’inserimento della Scuola dell’Infanzia
vengono concordate all’interno del collegio docenti e adattate alle
esigenze organizzative e pedagogiche. In genere si chiede la
disponibilità di un genitore per i primi giorni di inserimento.
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La durata dell’inserimento è di 15 giorni.

L’Art. n° 52 del vigente Regolamento dei Servizi per l’Infanzia Del
Comune di Venezia cita: “L’inserimento nelle Scuole dell’Infanzia
avviene di norma nell’arco di due settimane, prevedendo una
presenza sempre maggiore del bambino/a fino al raggiungimento
dell’orario completo.

Le insegnanti valutano in casi particolari il protrarsi del periodo
necessario per il raggiungimento della frequenza dei bambini/e per
l’intero orario scolastico concordandolo con i genitori.

5. AREA EDUCATIVA

Finalità del servizio
La Scuola dell’Infanzia ha ormai da tempo conquistato pieno diritto
di cittadinanza tra le varie Agenzie Educative, contribuendo a
realizzare il diritto all’istruzione proprio di ogni persona fin dalla sua
nascita e sancito dalla Costituzione. La Scuola dell’infanzia
promuove la formazione integrale della personalità del bambino e
della bambina da 3 a 6 anni, nella sua individualità, irripetibilità,
globalità, promuovendo nei bambini/ne:

la maturazione e il rafforzamento dell’identità

la conquista dell’autonomia

l’acquisizione e lo sviluppo di competenze

così come indicato nella vigente legislazione (Indicazioni Nazionali
2012 e Regolamento dei servizi dell’infanzia del Comune di
Venezia ).

Il servizio educativo riconosce alle famiglie la primaria e prioritaria
funzione educativa nei confronti dei bambini e instaura con esse un
rapporto di collaborazione e di confronto, al fine di garantire al
bambino/a un percorso educativo e formativo il più possibile
armonioso e coerente.
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Il Servizio educativo si propone come ambiente di relazione, cura e
apprendimento in cui le esperienze personali e le differenze
individuali dei bambini/e vengono valorizzati evitando ogni forma di
discriminazione.

Analisi dei bisogni del bambino e della bambina reale
Il bambino che frequenta il servizio educativo è un soggetto attivo,
che porta con sé una storia, conoscenze e abilità acquisite negli
ambienti in cui è vissuto fin dalla nascita. Di ciò è utile e necessario
tener conto, così come delle differenze di un bambino rispetto
all’altro nella prospettiva di un’azione educativa personalizzata, non
in una prospettiva solo individuale ma anche in una dimensione
sociale e vita di gruppo.
 Nella Scuola dell’Infanzia è fondamentale considerare il bambino/a
soggetto della sua formazione mirando alla:

Promozione integrale della personalità del bambino;

Formazione di soggetti liberi, responsabili, attivamente partecipi
alla vita della comunità;

Sviluppo delle varie      componenti     della   personalità   cognitiva,
affettiva, sociale.

Scelte metodologiche
Con l’intento di rendere gli interventi educativi più efficaci, noi
insegnanti e educatrici abbiamo individuato le seguenti modalità da
utilizzare nelle attività curricolari della scuola:

      lavoro in sezione;

      lavoro di intersezione;

      lavoro di gruppo e piccolo gruppo;

      laboratori esterni alla classe;

      laboratori per gruppi di età;
                                                                       17
 uscite nel quartiere;

      uscite nell’ambiente.

6. AREA DELLA PROGETTAZIONE CURRICOLARE

Obiettivi di apprendimento
Gli obiettivi di apprendimento che ci prefiggiamo di raggiungere
fanno riferimento alle Indicazioni Ministeriali della Pubblica
Istruzione e sono organizzabili per la Scuola dell’Infanzia in Campi
di Esperienza.

Per la Scuola dell’Infanzia i Campi di Esperienza sono i
seguenti:

IL CORPO E IL MOVIMENTO. Mirare ad una educazione
psicomotoria che permetta il             raggiungimento di una
coordinazione dei movimenti e di una padronanza del proprio
comportamento motorio nell’interazione con l’ambiente;

I DISCORSI E LE PAROLE. Affidarsi ad una educazione linguistica
che permetta il raggiungimento di una reale capacità di
comunicazione con l’esercizio di tutte le funzioni.

LA CONOSCENZA DEL MONDO. Realizzare un’educazione
cognitiva che renda il bambino capace di contare, valutare,
ordinare,     raggruppare,  misurare,  localizzare, prevedere,
classificare, rappresentare, esplorare, scoprire, manipolare,
costruire, indagare, ecc.

LINGUAGGI, CREATIVITA’ ED ESPRESSIONE.

IMMAGINI, SUONI E COLORI. La formazione in questo campo
deve puntare su attività grafico-pittoriche, drammatico - teatrali,
sonore-musicali che permettano di comunicare in modi diversi.

                                                                  18
IL SÈ E L’ALTRO. È importante promuovere l’autonomia, la
partecipazione ad eventi significativi, l’appartenenza alla comunità e
alla condivisione di valori, l’accoglienza, la reciprocità.

Continuità verticale (nido, scuola dell’infanzia e scuola primaria) e
orizzontale (famiglia).
La continuità tra la scuola dell’infanzia e la scuola primaria
dell’Istituto Comprensivo “GRIMANI” avverrà attraverso un progetto
che prevede attività didattico - animative.

Nella continuità con la famiglia, la scuola è interessata a
promuovere, sostenere e sviluppare la collaborazione dei genitori e
della comunità locale, nel rispetto dei ruoli e delle competenze di
ciascuno.

La partecipazione avviene con le seguenti modalità:

Nelle assemblee di classe i genitori vengono a conoscenza del
percorso educativo – didattico sviluppato nel corso dell’anno
scolastico;

Colloqui individuali: per fare il punto sullo sviluppo del bambino e
dare e ricevere delle informazioni.

Feste organizzate dalla scuola costituiscono ulteriori occasioni di
costruttivo incontro con le famiglie e con il territorio.

Laboratori didattici che coinvolgono sia i bambini che i genitori.

Incontri a tema per i genitori sulle tematiche della crescita, con la
presenza di specialisti diversi a seconda dell’argomento.

Passaggio alla scuola primaria

                                                                        19
Gli incontri comprendono incontri tra adulti delle scuole dei diversi
gradi e visite dei bambini/ne più piccoli alla scuola dei grandi.
Per gli anni scolastici nel triennio 2018/2021 la continuità tra i due
ordini scolastici avverrà attraverso un progetto denominato
L’insegnamento della Religione Cattolica
La nostra scuola, come tutte le scuole per l’infanzia, viene
supportata da una insegnante della religione cattolica che si
inserisce nell’attività didattica con cadenza settimanale per ciascun
gruppo di bambini.
Il suo progetto didattico, sarà allegato al presente Piano dell’Offerta
Formativa Durante le attività connesse all’insegnamento della
religione, come precedentemente citato, ai bambini con esonero
vengono proposte altre attività da svolgersi con l’insegnante di
sezione, generalmente in salone.
Integrazione scolastica
La Scuola dell’Infanzia accolgono tutti i bambini/ne, anche i
bambini/ne con difficoltà di adattamento e di apprendimento per i
quali rappresenta un’opportunità educativa rilevante. La presenza di
bambini/ne in difficoltà è fonte preziosa di rapporti e interazioni,
occasione di maturazione per tutti. Il servizio educativo offre ai
bambini/ne diversamente abili adeguate opportunità educative
realizzando un’effettiva integrazione secondo un preciso progetto
educativo e didattico che è parte integrante della programmazione.

La formulazione di specifici progetti educativi individualizzati (PEI)
deve considerare il soggetto protagonista del proprio processo di
crescita (relazionale, sociale, cognitiva).

Le difficoltà e gli svantaggi dei bambini/ne possono risalire a
condizionamenti di natura socio – culturali. La loro integrazione
deve essere favorita in modo da rispondere ai loro specifici bisogni
relazionali e cognitivi e rafforzare le capacità individuali. La scuola
deve valorizzare le diversità individuali, sociali e culturali, allo scopo
di prevenire e contrastare la formazione di stereotipi e pregiudizi
nei confronti di persone e culture, in particolare deve favorire, a
tutti i livelli, l'integrazione degli alunni in situazione di handicap,
                                                                        20
valorizzare come patrimonio collettivo la diversità insita in ogni
persona, promuovere la conoscenza, il confronto, il rispetto di
culture diverse.

      Elaborare un “piano di lavoro“ integrato a quello della
       sezione e costituito da attività ludico – didattiche fruibili dal/
       la bambino/a poiché adeguate al suo livello di sviluppo ;
      Creare un percorso in grado di sostenere le capacità
       presenti individuando e sviluppando le potenzialità del
       bambino,
      Elaborare ed attivare tutte le strategie educativo –
       didattiche possibili per sostenere l’autonomia del/la
       bambino/a intesa come capacità di interagire con l’ambiente
       in modo efficace, soddisfacente e significativo.

Interculturalità

La consapevolezza del patrimonio di civiltà europea, l’incontro
aperto con altre culture e modelli di vita, la garanzia per tutti i
cittadini, italiani e non, di acquisire nelle nostre scuole una reale
esperienza di apprendimento e di inclusione sociale, sono obiettivi a
cui le istituzioni scolastiche devono mirare con il concorso e la
collaborazione dei soggetti educativi presenti sul territorio: famiglie,
enti locali, associazioni, istituzioni a vario titolo interessate.

Il fenomeno dell’immigrazione è considerato un elemento
costitutivo delle nostre società nelle quali sono sempre più
numerosi gli individui appartenenti a diverse culture.

L’integrazione piena degli immigrati nella società di accoglienza è
un obiettivo fondamentale e, in questo processo, il ruolo della

                                                                       21
scuola è primario. Tale integrazione è oggi comunemente intesa
come un processo bidirezionale, che prevede diritti e doveri
tanto per gli immigrati quanto per la società che li accoglie.

La presenza di alunni di diversa nazionalità è un dato strutturale e
riguarda tutto il sistema scolastico. È necessario, dunque,
individuare le migliori pratiche e disseminarle nel rispetto del Piano
Triennale dell’offerta formativa (PTOF) e dell’autonomia scolastica,
d’intesa con gli Enti locali e gli altri soggetti che sul territorio
interagiscono per l’integrazione.

La presenza del/la mediatore/ce culturale, ove necessaria, potrà
contribuire a creare un clima sereno di comunicazione reale. Sarà
importante – in ogni caso – mantenere un atteggiamento di
estremo rispetto ad evitare un approccio che possa essere frainteso
come invasivo.

7. AREA DELLA PROGETTAZIONE DIDATTICA

I modelli di programmazione
Il collegio utilizzerà      il   modello    di   progettazione     per
competenze UDA

Programmazione didattica di base suddivisa per mese

L’alternarsi delle stagioni rappresenta uno degli spunti più
interessanti e ricco di suggestioni per svolgere attività diversificate
con i bambini e le bambine della scuola dell’infanzia.

Dall’osservazione delle caratteristiche stagionali si possono ricavare
immagini, colori, suoni, profumi che arricchiscono il cammino del/la
bambino/a di nuove ed originali esperienze.

Le bambine e i bambini saranno invitati - con obiettivi diversificati
in base alle età - ad esplorare il mondo fantastico dei colori relativi
ad ogni stagione: dal gioco libero con i colori, alla sperimentazione

                                                                     22
di diverse tecniche pittoriche ed espressive, alla ricerca delle
emozioni suscitate dai colori dell’ambiente.

Gli obiettivi vengono individuati partendo da un’osservazione
accurata durante il periodo degli inserimenti, attivata sia partendo
da ipotesi tecniche che da una descrizione dei comportamenti anche
utilizzando le diverse sensibilità delle insegnanti e delle educatrici.

La scelta di questi modelli è il risultato di una riflessione collegiale
che parte dai bisogni dei bambini che possono cambiare a seconda
delle situazioni concrete. Tale modello si differenzia poi a seconda
della metodologia adottata nelle singole sezioni.

Il collegio promuove la partecipazione dei genitori valorizzandone
gli atteggiamenti costruttivi e le aspettative positive.

L’offerta formativa e l’ampliamento
I progetti:

   Progetto Stagionalità

   Progetto orto a scuola

   Progetto di attività psicomotoria educative

   Progetto “Crescere con I valori dello sport” –

   Giocando s’impara

PROGETTO STAGIONALITÀ
Le ricorrenze del nostro calendario rappresentano momenti
emozionali fortemente legati al mondo affettivo di ogni bambino/a,
ed è proprio per questo che ogni anno nelle Scuole dell’Infanzia
vengono organizzate delle feste, che vedono coinvolti bambini e
bambine, insegnanti e famiglie.
Da questa riflessione parte l’idea di affrontare per quest’anno
scolastico il tema della stagionalità correlato alle festività.

Perché tutto questo? Perché, le feste offrono ai bambini/e
l’opportunità di vivere avvenimenti legati alle tradizioni, di scoprire
                                                                      23
il senso dei simboli più significativi che caratterizzano le varie
culture e rendono possibili scambi trasversali ai campi di
esperienza.
La Scuola dell’infanzia “D. e F. Stefani”, vuole così rendere
partecipe al progetto scolastico tutte quelle figure familiari e
affettivamente legate al bambino/a, consolidando sempre di più il
rapporto scuola – famiglia.
Se vogliamo accompagnare il corso naturale dell’anno insieme,
festeggiare le feste e approfondire il tema delle stagioni, diventa
particolarmente importante, perché attraverso questi momenti,
accogliamo in modo eccellente ciò che la natura ci regala e che le
feste vogliono darci.

PROGETTO ORTO A SCUOLA

                               PERCHE’ L’ORTO?

perché,

attraverso l’esperienza diretta,

si sperimentano elementi di:

botanica,

ecologia,

geometria e linguaggi

                                   perché attraverso

                                     la continuità

                                     e la costanza

                                     si ottengono

                                                                 24
i risultati

         per scoprire l’Arte di
                  raccogliere

                                          i semi per seminarli e ottenere i frutti

I principi ecologici sono delle regole sulle quali si basa la vita di ogni
essere vivente. Per facilitarne la comprensione si è pensato di
proporre ai bambini/ne esperienze concrete manipolative
d’interazione con l’ambiente naturale (G. Franco Zavalloni).

A tal fine si vuole realizzare un orto/giardino nel cortile della scuola
come spazio di apprendimento.

L’obiettivo è quello di sviluppare la responsabilità verso di sé, gli
altri e l’ambiente, rispettando la natura.

Pedagogicamente parlando, il contesto in cui il mondo scolastico si
trova ad operare è un contesto urbano, dove i bambini e le
bambine vivono sempre meno l’esperienza del contatto non solo
con l’ambiente naturale ma anche con il mondo della produzione.

Da dove arrivano i cibi: la frutta, la verdura, ecc ? Tutto ciò di cui
abbiamo bisogno è ricreare questo collegamento con la natura.

Nell’orto ritroviamo la magia della nascita, la responsabilità di
accudire le piante, la sorpresa di vedere qualcosa che sboccia e
cresce. Si assimilano le regole, la ciclicità, il rispetto e l’equilibrio. Il
nostro progetto nasce dell’esperienza di trasformare la scuola

                                                                                25
dell’infanzia in qualcosa di vivo, in un’esperienza affettiva in cui i
bambini e le bambine si uniscano insieme.

Far nascere quel “saper fare” che per i bambini è molto
importante, l’esperienza di coltivare rilassa ed è liberatoria.

L’orto è il luogo in cui i bambini e le bambine imparano a vivere
esperienze e sperimentano quella concentrazione che nasce dal
lavoro manuale a contatto con la natura. Nell’orto non si va solo per
procurarsi del cibo, ma anche per prendere conoscenza della
bellezza del cielo, delle nuvole, delle stagioni, dei cambiamenti
climatici, ascoltare gli uccellini e guardare gli insetti.
La natura come maestra di vita.

Finalità:

      Rendere consapevoli i bambini e le bambine che sono parte
       integrante dell’ambiente
      Favorire il rispetto della natura
      Sviluppare il senso di responsabilità verso di sé, gli altri e
       l’ambiente prendendosene cura
Far vivere delle esperienze di vita per cui rispettando la natura, ci
sia comunque il soddisfacimento di un bisogno vitale:
      IL RACCOLTO
Favorire l’opportunità di consolidare il rapporto con la scuola, la
comunità, il territorio e le sue risorse.
      Migliorare la manualità
Obiettivi:

      Acquisire gradualmente fiducia nelle proprie capacità
      Accettare la presenza nel gruppo di qualsiasi compagno/a
      Avere cura degli spazi comuni
      Realizzare un orto

                                                                    26
 Conoscere le caratteristiche di alcune piante a partire dai
       semi
      Usare strumenti di lavoro appropriati e specifici (vanga,
       zappa, rastrello, ecc)
      Sviluppare il senso estetico nei bambini e nelle bambine
      Sviluppare il senso civico
      Utilizzo di modalità di apprendimento attivo: IMPARARE
       FACENDO
      Sviluppare la curiosità e l’abitudine all’osservazione dei
       fenomeni naturali
Attività:

      Preparazione del terreno, vangatura, preparazione           dei
       sentieri dove i bambini e le bambine semineranno
      Annaffiatura
      Cura fino ad arrivare alla raccolta ed infine l’assaggio dei
       frutti del proprio orto
      Stesura di schede che consentano ai bambini e alle bambine
       di osservare e descrivere il percorso fatto realizzando un
       libretto personale
      Visita degli orti degli      dell’associazione   anziani   della
       Municipalità di Marghera
      Visita dei genitori nell’orto della scuola accompagnati dai
       loro figli e figlie
      Creazione di uno spaventapasseri

                                                                     27
PROGETTO DI ATTIVITÀ PSICOMOTORIA EDUCATIVA

Il progetto psicomotorio verrà attuato il lunedì e il martedì
dalle ore 13,00 alle 15.00, e il mercoledì dalle 10,00 alle
12,00. La psicomotricità si situa in una moderna concezione
pedagogica dell’educazione perché considera il bambino nella sua
unità psicofisica.
È intesa come un percorso di cambiamento e trasformazione agito
in gruppo in uno spazio adeguato, utilizzando il linguaggio del corpo
in un contesto di gioco spontaneo.
La scuola si avvale di un esperto in materia di provata esperienza,
dell’associazione “Giocare per Crescere” di Alberto Grandi.
Finalità

La psicomotricità educativa si propone di favorire un completo stato
di benessere psico - affettivo nella relazione con sé, gli altri e le
cose.
Sperimentando le potenzialità del proprio corpo, i bambini possono
esprimere liberamente sentimenti ed emozioni e scoprire il piacere
di apprendere attraverso il fare. Conquistando la piena
consapevolezza del proprio corpo il bambino/na imparare ad
apprendere e ad entrare in relazione con il mondo esterno; il corpo
è quindi usato come strumento di conoscenza, comunicazione e
socializzazione.

                                                                   28
Nella pratica psicomotoria l’educatore interviene per modificare
spazio, materiali, produzioni del bambino/a, per fargliele meglio
sviluppare, cioè per favorire le sue azioni.
La pratica psicomotoria facilita nel bambino/a l’apertura al registro
simbolico, alla rappresentazione, alla capacità di decontrazione, a
partire dalla dimensione senso motoria ed emozionale.
Destinatari

La psicomotricità educativa si rivolge ai bambini/ne dai due anni e
mezzo circa ai sei anni frequentanti la scuola dell’infanzia. Le
esperienze vissute dai bambini costituiscono gli aspetti del loro
essere futuro, sia relazionale, affettivo e emozionale. L’attività
viene effettuata con un numero di circa 8 bambini.
La durata dell’incontro settimanale è di 60 minuti.

I gruppi dei bambini/e sono composti in base alle loro età, creando
omogeneità.

Obiettivi

La pratica psicomotoria consente di migliorare le abilità motorie, la
conoscenza e l’uso dello schema corporeo e l’accettazione di sé,
rinforza ed aumenta i livelli di autonomia raggiunti, accresce la
fiducia nelle proprie capacità, favorisce l’organizzazione temporale e
l’orientamento. Durante la seduta il bambino impara a
sperimentare e a padroneggiare gli schemi motori di base:
camminare, correre, strisciare, saltare…
Impara a gestire il proprio corpo in movimento nello spazio rispetto
gli altri e a sapersi orientare nello spazio e nel tempo.
Più specificatamente questo comporta una presa di coscienza del sé
corporeo e della propria identità in rapporto allo spazio, al tempo,
agli oggetti e agli altri (coetanei o adulti).
Metodologie e attività

La pratica proposta si rifà alle teorie sviluppate dal prof. B.
Aucouturier che fanno riferimento alla fondamentale importanza del
gioco motorio e simbolico nella costruzione dell’identità personale di
ogni individuo.
                                                                    29
Durante la seduta ogni bambino è considerato nella sua globalità,
nel rispetto della sua storia, della sua personalità e della sua
potenzialità.
La seduta ha una sua metodologia che comprende tre fasi. La prima
centrata sul corpo in movimento in una sua dimensione
prevalentemente senso motoria.
La seconda fase si attua con giochi liberi a carattere simbolico: il
bambino mette in scena il gioco simbolico attraverso una ricchezza
di spunti ed inventiva, gioco che i bambini tenderebbero a
continuare senza fine perché in presa diretta con la propria
dimensione emozionale.
La terza fase, a corpo fermo, permette al bambino di accedere alla
rappresentazione di sé attraverso vari codici: disegno, costruzioni,
manipolazione e linguaggio.

Risorse umane

Ruolo dell’educatore in psicomotricità non è quello di fare eseguire
degli esercizi psicomotori (quindi con una conduzione diretta della
seduta) ma quello di accompagnare il bambino nell’utilizzo dei
materiali e degli spazi della sala, far prendere consapevolezza ai
bambini delle situazioni che stanno vivendo, proporre a partire dalle
attività che i bambini mettono in atto delle evoluzioni della
situazione vissuta da loro stessi.

             CRESCERE CON I VALORI DELLO LO SPORT

                          “GIOCANDO S’IMPARA”

Un giornalista chiese alla teologa tedesca Dorothee Solle:

“Come spiegherebbe a un bambino che cos’è la felicità?”.

“Non glielo spiegherei”, rispose, “gli darei un pallone per
farlo giocare”

                                                                   30
EDOARDO GALEANO

L’idea di un progetto educativo - didattico basato sul “ben-essere”
psico-fisico, partendo dai valori sportivi, nasce dalla fotografia del
contesto sociale in cui è inserita la scuola dell’infanzia comunale
“Dario e Federica Stefani” di Marghera - Cà Emiliani.

Il territorio di Marghera - Cà Emiliani ha ancora bisogno, come
avvenuto in passato, di un particolare investimento da parte delle
Politiche Sociali, Educative o giovanili in quanto ad oggi, molto
complesso.

Per far fronte alla sua complessità è necessario recuperare l’idea di
comunità educante attraverso l’attivazione sociale, la creazione e il
mantenimento di reti tra le agenzie educative del territorio: scuole,
oratori, parrocchie, società sportive, ecc, al fine di contrastare
l’emarginazione,     il  disagio  psico-socio-culturale,   l’evasione
scolastica della zona in cui operiamo come insegnanti attraverso i
valori dello sport e del gioco.

Lo sport, di conseguenza, assume in questo contesto territoriale la
centralità nel processo educativo di tutta la comunità, essendo
spesso l’incrocio tra educativo e sociale.

Chi è educato è anche educatore e tutti si prendono cura del bene
comune

In quest’ottica, dobbiamo seminare per raccogliere, insegnando a
pescare non aspettando che i pesci arrivino da soli, in un quadro di
politiche educative che non riguardano solo la scuola, ma tutto il
sistema educante: famiglia e società intera.

La scuola deve essere coinvolta non solo come spazio che riceve
proposte, ma come soggetto attivo nel territorio, costruendo
insieme agli altri soggetti il percorso educativo per chi vive in quel
territorio, ovviamente partendo dai bambini e dalle bambine della
scuola dell’infanzia che sono i cittadini e le cittadine di domani.
                                                                    31
Dunque lo sport/gioco con l’obiettivo di creare non solo
ricreazione ma anche educazione come forma di socializzazione,
educazione civica, accettazione del gruppo e strumento di ben-
essere.

E’ solo con un gioco di squadra, in sinergia e promuovendo
collaborazioni con le società sportive della zona, che si possono
attuare progetti di educare insieme attivando modelli di
cittadinanza e costruzione di stili di vita lontani dal disagio sociale e
ambientale, nel tessuto sociale di questo quartiere.

Ne consegue che è particolarmente importante già dalla scuola
dell’infanzia portare il gioco, l’attività sportiva, il rispetto delle
regole, in una zona espressione di un contesto psico-socio-
ambientale “difficile”.

Insegnare significa “mettere dentro”, attraverso delle informazioni;
educare non significa esclusivamente “dare informazioni sulle buone
maniere” (= comportarsi bene), il processo educativo è espressione
di equilibrio tra: IN-STRUIRE (mettere dentro) / EX-DUCERE
(tirar fuori).

Le Neuroscienze chiamano l'età che va da zero a sei anni “gli anni
che durano per sempre”, proprio perché si pongono le basi della
crescita e del successo futuro.

Ne consegue che è fondamentale investire presto nell’educazione,
perché da zero a sei anni la mente di un bambino/a vive le fasi più
decisive per la sua formazione, quelle in cui l’apprendimento
avviene con più naturalezza e ha effetti più duraturi.

I valori dello sport mirano ad uno sviluppo sano ed equilibrato del
bambino/a, vedendo in esso il suo divenire, la persona che domani
sarà.

Il bambino/a che può vivere la sua infanzia in un ambiente che gli
garantisce stimoli ed esperienze a lui/lei adatte, non solo potrà

                                                                       32
vivere in divenire in modo armonioso, contando sulla centralità del
suo essere, ma potrà anche portare il suo responsabile e positivo
contributo nella sfera sociale.

Tutto ciò che i/le bambini/ne trovano, vivono, assorbono dalla
scuola, dall’attività di gioco/sport, diventa il bagaglio della loro vita
fatto di competenze relazionali quali saper mantenere la calma,
imparare a gestire le emozioni, saper calcolare il rischio, essere
disponibili ad aiutare chi è in difficoltà; imparare a ragionare e
riflettere.

Le capacità nascono dalla fatica fatta di vittorie e sconfitte,
sacrificio, rispetto e a volte rabbia.

L’attività di gioco/sport è preparazione, armonia, abilità…è vita,
solidarietà, divertimento, amicizia, gioia, salute, merito…intesa
come equilibrio dinamico di forze che agiscono nel bambino/a
permettendo di relazionarsi con gli altri e con il mondo in maniera
equilibrata.

Il punto di partenza è il rispetto: se io non ho rispetto degli altri,
degli orari,delle regole, di me stesso, il disagio rischia di essere
dietro l’angolo.

Pensando ad una pedagogia dello sport (Farnè,2008), questa deve
sapersi interrogare sul valore simbolico dell’attività fisica -
particolarmente efficace nella rappresentazione di alcuni vissuti-
sulla sua dimensione come potente occasione di elaborazione di
alcuni vissuti - sulla sua dimensione rituale come potente occasione
di elaborazione pedagogica dell’aggressività e, soprattutto, sulla
necessità didattica centrata sulla presa di coscienza del corpo come
luogo percettivo.

Persiste la diffusa confusione fra aggressività e violenza come se
fossero sinonimi, quando invece la violenza rappresenta semmai la
manifestazione dell’incapacità di sostenere e affrontare il conflitto.

                                                                       33
Ne consegue che il litigio infantile rappresenta una strategia
di crescita e di gestione dei conflitti.

Il nostro lavoro diventa fondamentale, perché riesce                ad
armonizzare lo sviluppo della persona nella sua totalità.

Un progetto educativo di questo tipo possiede una funzione sociale
e una forte valenza culturale insieme alla possibilità di migliorare
la qualità di vita.

Come contemplato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo della
Scuola dell’infanzia, attraverso lo sviluppo del sapere e del saper
fare il bambino costruisce le competenze stando in relazione con gli
altri.

Imparare è una questione cognitiva e allo stesso tempo affettiva.
Più un bambino e una bambina stanno bene con sè stessi, con la
famiglia, con i compagni, con l’insegnanti/educatori/allenatori, più
imparano.

             VISSUTI - COMPETENZE RELAZIONALI

Sentirsi a proprio agio o a disagio nel gruppo
Sentire la fiducia o avere paura di sbagliare
Vivere l’ansia della riuscita
Avere il rispetto delle regole o esprimere la mancanza di
collaborazione
Sentirsi accettati
Vivere il senso di appartenenza a un gruppo o sentirsi emarginati.

Questi fattori incidono sulla personalità in divenire dei bambini/ne.

“L’educazione è il più grande e difficile problema che possa
 essere proposto all’uomo”

Kant

La coerenza educativa degli adulti che si occupano della formazione
dei/delle bambini/ne = insegnanti, famiglie, allenatori/ci,
                                                                        34
amministratori/ci pubblici, invita ciascuno/na a collaborare, con il
proprio ruolo, per armonizzare e ottimizzare gli interventi educativi,
ed a trasmettere messaggi coerenti e rispettosi.

Gli adulti possono promuovere la pratica di attività di movimento
metodiche, continue e durature nel tempo, svolte con piacere e che
non abbiano esclusivamente un fine agonistico.

               Un sistema formativo integrato

             per assicurare coerenza educativa

“Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio”

           Scuola                                       Famiglia

      Società sportive                                  altre agenzie

È importante sensibilizzare gli adulti educanti a dare il giusto valore
 al gioco, allo sport, alla pratica all’aria aperta, perché sono
 fondamentali per lo sviluppo fisico, emotivo -affettivo, socio -
 relazionale e cognitivo della prima infanzia.

Le famiglie potrebbero aumentare le occasioni e i tempi di gioco,
 magari regolamentando l’uso della tv e favorendo un’ora di gioco
 motorio giornaliera per i propri figli/e.

Tutte le agenzie educative potrebbero stipulare un patto di alleanza
 per creare luoghi, tempi e occasioni da destinare al gioco.

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La scuola deve attivarsi ad aumentare le occasioni di movimento
 tramite le attività in cui i bambini utilizzano il corpo e il movimento
 come strumenti per apprendimenti cognitivi.

Il gioco è un diritto e quindi va garantito e assicurato a tutti i
 bambini e le bambine.

“L’art. 31 della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia
 recita “ Il bambino ha il diritto al gioco, al riposo, al divertimento e
 di dedicarsi alle attività che gli piacciono”

Il gioco è la principale attività libera del bambino/na, è una
 necessità primaria. Per i bambini/ne il gioco non è mai un’attività
 banale; è qualcosa di molto serio, è il loro lavoro principale. Serve
 per crescere.”

La capacità di giocare è direttamente proporzionale alla capacità di
 relazionarsi in uno spazio e in un tempo già determinati, dove si
 deve entrare e da cui si deve, poi, necessariamente poter e saper
 uscire.

Il gioco soddisfa il bisogno di: movimento(fisiologico), divertimento,
 imparare facendo, esplorare, sentirsi capaci, appartenenza.

Ma non solo, il gioco aiuta e contribuisce a sviluppare gli aspetti
 intellettivi e strategici come l’attenzione, l’osservazione, la
 memoria, la capacità di risolvere i problemi, che guarda caso sono
 capacità che servono anche nelle attività sportive, ad esempio una

partita di calcio o di basket.

È bene che gli adulti conoscano le possibilità educative offerte dal
 gioco e dal movimento, al fine di incentivare la pratica motoria sin
 dall’infanzia.

È dunque indispensabile un’opera di sensibilizzazione e formazione
 culturale che faccia comprendere a tutti i soggetti coinvolti nel

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processo educativo delle giovani generazioni, come lo sport e il
 gioco debbano essere a servizio della persona e non viceversa

Alla luce di questi presupposti pedagogici, la nostra collaborazione
 progettuale con ASD CALCIO MARGHERA, continua per la
 triennalità 2018/2021.

     La nostra mission è quella di fare rete nel territorio.

La Scuola dell’infanzia Stefani è sita di fronte al campo di calcio Cà
 Emiliani, è per questo vogliamo accorciare anche le distanze,
 approfittando della logistica favorevole.

Si tratta di aspetti che interessano anche la “politica” in ogni suo
 aspetto: quello istituzionale e quello educativo - sociale. Lo sport,
 infatti, è una delle realtà più

direttamente coinvolte nei processi di protagonismo sociale, e una
 delle realtà che più di altre si prestano ad una nuova progettualità
 riformatrice da ricercare attraverso

una maggiore attenzione alla società civile. Ovvero, attraverso una
 più concreta attuazione di interventi culturali.

La strada da percorrere per costruire con i bambini e i giovani, con
 gli insegnanti, con le famiglie un’abitudine alla pratica sportiva
 passa necessariamente per l’integrazione tra scuola e sport.

Crediamo che tra gli sport il calcio, linguaggio universale che
 accomuna i giovani in ogni parte del mondo, sia lo strumento più
 accattivante     per    insegnare   a    giocare    divertendosi,
 sdrammatizzando la sconfitta o esaltando quando c’è , la vittoria,
 per crescere nel rispetto delle regole, degli avversari e delle
 differenze individuali.

Ogni gioco sportivo contiene al suo interno un gioco più importante:

 il gioco delle dinamiche relazionali con cui si misura la
 crescita educativa.
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