Roberto Bracco - classicistranieri.com

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Roberto Bracco
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Roberto Bracco (Napoli, 10 novembre 1861[1] – Sorrento, 20
                                                                                Roberto Bracco
aprile 1943) è stato un giornalista, scrittore e drammaturgo
italiano. Fu amico intimo di alcuni dei maggiori esponenti
dell'arte partenopea, tra i quali ricordiamo Gennaro Villani,
Salvatore Di Giacomo e Francesco Cangiullo.

 Indice
 Biografia
    Fascismo e antifascismo
    Roberto Bracco e l'Italia postbellica
 Opere
    Teatro
    Novelle
    Poesie
    Libretti d'opera
    Saggi e varie                                                          Deputato del Regno d'Italia
 Filmografia                                                           Durata mandato 24 maggio 1924 –
     Soggettista                                                                      9 novembre 1926
 Note                                                                        Legislature XXVII
 Bibliografia                                                                  Gruppo demosociali
 Altri progetti                                                           parlamentare
                                                                                Collegio Campania
 Collegamenti esterni
                                                                      Sito istituzionale (https://storia.camera.it/f
                                                                                      accette/all)
Biografia
                                                                                    Dati generali
Figlio di Achille Bracco, architetto e illustratore, e di Rosa De        Partito politico UN (1924-1926)
Ruggero, nonché nipote del botanico Michele Tenore[2].
Abbandonati gli studi iniziò a lavorare per una ditta di                    Professione giornalista
spedizioni finché Martino Cafiero lo convinse a collaborare per
Corriere del mattino[3]. Il suo esordio letterario avvenne il 6
gennaio 1879 con una breve novella intitolata Una parentesi. A partire da quella data iniziò un'intensa
attività di cronista, inviato, giornalista, novelliere e poeta, firmandosi a partire dal 1881 con l'alias Baby[4].
Successivamente, morto Cafiero nel 1884, collaborò a diversi altri giornali, tra cui Capitan Fracassa (1884-
1888) e il Piccolo (1886-1888). Matilde Serao ed Edoardo Scarfoglio lo convinsero a collaborare per il
Corriere di Napoli (dal 1 gennaio 1888 al 17 maggio 1892) in qualità di critico teatrale e musicale. Dopo
una breve pausa, dal 22 ottobre 1892 seguì la Serao e Scarfoglio a Il Mattino.
La sua attività di giornalista lo avvicinò al mondo teatrale napoletano. Fu proprio
l’attore Ermete Novelli a chiedergli una commedia, Non fare ad altri, che portò in
scena il 22 dicembre 1886 al Teatro Sannazaro di Napoli[5]. Sull’onda del successo
riscontrato da questa sua prima opera continuò a scrivere per il teatro, sia
commedie che drammi, che furono interpretati dai più famosi attori ed attrici
dell’epoca: Maschere (con Ermete Zacconi, 1893), Una donna (con Tina Di
Lorenzo, 1893), L’infedele (Compagnia Beltramo-Della Guardia, 1894), Il trionfo
(con Ermete Zacconi, 1895), Don Pietro Caruso (con Emete Novelli, 1895)[6], La
fine dell’amore (Compagnia Leigheb-Reiter, 1896), Tragedie dell’anima (con Tina
Di Lorenzo, 1899), Il diritto di vivere (con Ermete Zacconi, 1900), Sperduti nel
buio (con Irma Gramatica, 1901), Maternità (con Tina Di Lorenzo, 1903), La
piccola fonte (con Irma Gramatica, 1905; con Ruggero Ruggeri ed Emma
Gramatica, 1906), I fantasmi (con Irma Gramatica, 1906), Il piccolo santo (con          Tina Di Lorenzo
Ferruccio Garavaglia 1912; con Ruggero Ruggeri, 1914), L’Internazionale, (Tina
Di Lorenzo, 1915), Ll’uocchie cunzacrate (Compagnia di Ernesto Murolo, 1916).
Conobbe grande successo in Italia e all'estero.

                         Da Sperduti nel buio fu tratto nel 1914 l'omonimo film diretto da Nino Martoglio,
                         considerato un precursore nel filone neo-realista del cinema italiano del secondo
                         dopoguerra, e di cui lo stesso Bracco dichiarò di "riconoscere il perfetto risultato
                         del lavoro cinematografico"[7]. Fu uno dei primi autori italiani a considerare il
                         cinema come forma d'arte e a concedere la sua produzione teatrale per
                         trasposizioni cinematografiche. Fu anche autore di soggetti originali per il cinema
                         muto. Alcuni soggetti per il cinema, scritti durante il fascismo, non furono portati
                         sullo schermo per la sua condizione di autore messo all'indice[8][9].
 Irma Gramatica
                         Fu anche autore di alcune canzoni di successo, tra queste: Salamelic (1882),
                         Comme te voglio amà (1887), Tarantì tarantella (1889), Africanella (1894),
                         Tarantella ntussecosa (1895) e Sentinella (1917)[10].

Nel febbraio 1922 Roberto Bracco diede alle stampe il dramma I pazzi che subì una dura critica da parte di
Adriano Tilgher[11] che accusò Bracco di essere esponente del "teatro vecchio" in contrapposizione al "teatro
nuovo" di Luigi Pirandello. Pochi giorni dopo intervenne Lucio D'Ambra[12], in difesa dell’amico,
sostenendone l’onestà intellettuale. Ne seguì una polemica che durò due mesi con oltre duecento interventi.
Tra questi anche una stroncatura da parte di Silvio D'Amico[13]. Successivamente, in una lettera del 17
settembre 1925[14] Bracco confermò quanto scritto nel preambolo dell’opera, pensata già nel 1909 e scritta
nel 1918, quindi precedente a Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello.

Poi la contrapposizione con Luigi Pirandello, da artistica, divenne ideologica: se Bracco parlamentare
aderiva all’opposizione parlamentare e partecipava alla secessione dell'Aventino, Pirandello rendeva
pubblica la sua adesione al fascismo con un telegramma pubblicato il 19 settembre 1924 su “L’Impero”[15],
un mese dopo il ritrovamento del corpo di Giacomo Matteotti; se Bracco sottoscriveva il Manifesto degli
intellettuali antifascisti, redatto da Benedetto Croce e pubblicato il 1 maggio 1925, Pirandello sottoscriveva
il Manifesto degli intellettuali fascisti, redatto da Giovanni Gentile e reso pubblico il 21 aprile 1925.

Roberto Bracco, molto conosciuto e apprezzato all'estero, venne più volte candidato al Premio Nobel per la
letteratura. Dalla desecretazione degli atti sappiamo che le candidature furono per gli anni che vanno dal
1922 al 1926[16]. Nel 1922 Karl August Hagberg, traduttore di alcuni lavori di Bracco, redasse una lunga e
dettagliata relazione[17]. A causa delle sue posizioni di pacifista e di intransigente antifascista il governo
italiano pose il veto sul suo nome e dopo il 1926 non fu più candidato[18].

                                                          Il sussidio rifiutato
Fascismo e                          Un fatto poco noto fa luce sulla qualità umana del drammaturgo
                                    napoletano, soprattutto in termini di dignità, stile e senso
antifascismo                        dell'onore[19][20].
Roberto Bracco, che già             Il 5 novembre 1936, Emma Gramatica, già
nella        sua        opera       interprete di alcune opere teatrali di Roberto Bracco,
L’Internazionale definiva la        saputo che il suo amico, ormai settantacinquenne,
guerra       "flagello"      e      versava in cattive condizioni di salute e di forte
"mostruosa", sottoscrisse,          indigenza, chiese al ministro della Cultura Popolare
unico italiano insieme a            Dino Alfieri di aiutarlo finanziariamente, al fine di...
Benedetto       Croce,      la
Déclaration                de            «...trovare un modo pietoso per alleviare
                                         la vita che si spegne di quest’uomo di
l'indépendance de l'Esprit,
                                         ingegno che ha avuto gravi torti ma non
proposta      da      Romain
Rolland e pubblicata sul                 ha mai fatto nulla di male e se non ha
                                         tentato nulla per riparare i suoi errori non
quotidiano          socialista                                                                 Emma Gramatica
L'Humanité il 26 giugno                  è stato per orgoglio ma per dignitoso
1919, appello ai "lavoratori             riserbo, temendo di essere mal
                                         giudicato.»
dello Spirito" a ritrovare
un’unione fraterna dopo
cinque anni di odio e         Mussolini dispose d'urgenza che l'aiuto gli fosse concesso e l'assegno fu
censura[21].                  recapitato da Alfieri alla Gramatica. Ma Bracco, messo al corrente
                              dell'iniziativa dell'amica, non accettò il sussidio. L'attrice fu costretta a
Si presentò alle elezioni del restituire la somma, accompagnata da una lettera dello stesso Bracco al
                              ministro Alfieri, datata 9 gennaio 1937:
6 aprile 1924 nelle liste
promosse da Giovanni
                                         «Eccellenza, per una serie di circostanze che sarebbe qui
Amendola ed eletto nella
                                         inutile precisare, mi è pervenuto con molto ritardo lo chèque
circoscrizione       Campania
                                         di Lire diecimila da Lei inviatomi. (...) Una profonda e
alla Camera dei deputati. Fu
                                         benefica commozione ha prodotto in me l'atto generoso da
tra i firmatari del Manifesto
                                         Lei compiuto con eleganza di gran signore e con una squisita
degli              intellettuali
                                         riservatezza, in cui ho ben sentito la bontà e la comprensione
antifascisti, redatto nel
                                         di chi amorosamente e validamente vigila le sorti della
1925 da Benedetto Croce.
                                         famiglia artistica italiana. Ma la commozione profonda e
Fu dichiarato decaduto
                                         benefica non deve far tacere la mia coscienza di galantuomo,
dalla carica di deputato,
                                         la quale mi avverte che quel denaro non mi spetta.»
insieme         agli        altri
aventiniani, nella seduta del
9 novembre 1926[22].

Nel novembre del 1926, in seguito al fallito attentato a Mussolini del 31 ottobre, la casa di Roberto Bracco
(come pure quelle di Benedetto Croce e Arturo Labriola) venne devastata dai fascisti e un suo lavoro
inedito, La verità, dato alle fiamme e irrimediabilmente perduto[23]. Qualche tempo dopo scampò ad un
agguato.

Dopo tre anni di divieti da parte del regime fascista la sua amica e attrice Emma Gramatica ottenne il
permesso di interpretare I pazzi. La rappresentazione del 18 giugno 1929 al Teatro Fiorentini di Napoli fu
accolta con successo ma il 9 luglio al Teatro Eliseo di Roma fu interrotta da un’azione squadristica ad opera
dei fascisti romani e l’opera mai più rappresentata nell’Italia mussoliniana[24][25].

Fu uno dei pochi intellettuali italiani che coerentemente non scese a patti col regime. L’ostracismo nei suoi
confronti, voluto personalmente da Mussolini, si manifestò in varie forme: l’editore Mondadori rinunciò a
pubblicare le sue opere, i problemi economici dovuti all’allontanamento dai palcoscenici, il divieto di
espatrio[26][27][28]. «Il manganello e l’olio di ricino gli parvero strumenti troppo vili per una rivoluzione. (…)
Non patteggiò. Disdegnò gli allettamenti dell’Accademia d’Italia»[29]. Ritiratosi a Sorrento, malato e
accudito dalla giovane moglie Laura[30] si spense il 20 aprile 1943. Della sua morte fu dato scarsissimo
rilievo sui giornali[31][32].

Roberto Bracco e l'Italia postbellica

Proprio il dramma I pazzi, che gli costò l'ostracismo definitivo mentre era ancora in vita, fu la prima opera di
Roberto Bracco ad essere rappresentata nell'Italia democratica. Il debutto avvenne il 6 febbraio 1947, al
Teatro Olimpia di Milano, interpretato da Evi Maltagliati e Memo Benassi, preceduto da un discorso
commemorativo tenuto da Sabatino Lopez[33]. Subito dopo al Festival di Cannes 1947 fu presentato in
concorso Sperduti nel buio, diretto da Camillo Mastrocinque.

Il 30 aprile 1956 il regista napoletano Vittorio Viviani, figlio di Raffaele, diresse La luce di Santa Agnese,
presso il Piccolo Teatro di Napoli, protagonista Evi Maltagliati.

Il 1962 fu l'anno dedicato alla celebrazione del centenario della nascita di Roberto Bracco, seppure con un
anno di ritardo per motivi organizzativi[34]. La radio mandò in onda il 15 marzo 1962 Occhi consacrati
(regia di Ottavio Spadaro, con Lilla Brignone e Aroldo Tieri)[35]. Il 19 maggio 1962, presente l'on. Giovanni
Leone, il teatro di via Tarsia, recuperato dalle distruzioni belliche, venne inaugurato e ridenominato Teatro
Bracco. Quella stessa sera Il Gruppo teatrale dell'ENAL di Napoli presentò Don Pietro Caruso[36]. Infine il
26 ottobre 1962 fu la volta di Sperduti nel buio al Teatro del Convegno di Milano (regia di Enrico
D'Alessandro, con Renzo Ricci)[37][38].

Nel 1964 Maner Lualdi, per il Teatro delle Novità, portò in scena L’infedele e Don Pietro Caruso, sia in
Italia che in tournée in America Latina.

La televisione italiana si occupò solo una volta di Roberto Bracco: i due atti unici Gli occhi consacrati e Il
perfetto amore, per la rassegna Trent'anni di teatro italiano: 1900-1930, trasmessi il 2 luglio 1965, per la
regia di Carlo Di Stefano[39].

Poi di nuovo l'oblio. A Casertavecchia, per «Settembre al borgo», l'8 settembre 1983 il regista Alessandro
Giupponi presentò due atti unici: Don Pietro Caruso e Notte di neve[40].

Il cinquantenario della morte - 1993 - fu del tutto ignorato[41].

Per il decennale della riapertura del Teatro Bracco il 5 novembre 2009 l'Associazione "Gli Sbandati" aprì la
stagione con Infedele, regia di Asteria Casadio. Successivamente il regista Giovanni Meola presentò
L’Internazionale al Teatro Galleria Toledo di Napoli. Era il 29 ottobre 2014, a cento anni dalla prima
rappresentazione e dallo scoppio della Grande Guerra, un testo definito «preveggente»[42].

Dal 2012 viene assegnato il Premio Bracco nell'ambito di Sui Sentieri degli Dei, Festival dell'Alta Costiera
Amalfitana[43].

L'8 giugno 2014, l'Associazione "La Carrozza d'Oro (https://lacarrozzadoro.it/)" di Scisciano (NA) chiude la
rassegna Torrefazione Teatrale con lo spettacolo "Vite da Bracco" nel quale vengono ripresi i due atti unici
"Lui Lei Lui" e "Non fare ad altri" per la regia di Pasquale Napolitano[44]. Il 29 settembre dello stesso anno
l'Associazione presenta il solo atto unico "Lui Lei Lui" per il 71º anniversario delle Quattro giornate di
Napoli in collaborazione con l'Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell'Antifascismo e dell'Età
Contemporanea "Vera Lombardi" presso il Salone della Biblioteca di Storia Patria di Napoli[45]>.

Nel 2017 le manifestazioni per il 74º anniversario delle Quattro giornate di Napoli sono state dedicate a
Roberto Bracco[46]. In occasione del 75º anniversario della morte, il 20 aprile 2018 la Fondazione Premio
Napoli ha organizzato una giornata in ricordo di Roberto Bracco, nel corso della quale il Sindaco de
Magistris ha scoperto una targa a via San Gregorio degli Armeni, nella casa natale dello scrittore.

Opere
    Opere, Lanciano, Carabba, 1935-1942, 25 vol.

Teatro

Teatro, Milano-Palermo-Napoli, Sandron, 1905-1922, 11 vol.

    Una donna. Commedia in quattro atti, Milano, Casa editrice Galli di C. Chiesa e F. Guindani,
    1894.
    Commedie e scene. Il trionfo, Trani, Valdemaro Vecchi, 1896.
    Maschere. Dramma in un atto - Le disilluse. Fiaba in un atto per marionette, Milano, Treves,
    1896.
    Don Pietro Caruso. Dramma in un atto, Napoli, Guida, 1896.
    Tragedie dell’anima, Napoli, Giannini, 1900.
    Il diritto di vivere. Dramma in tre atti, Napoli, Giannini, 1900.
    Uno degli onesti. Commedia in un atto, Napoli, Giannini, 1900.
    La fine dell’amore. Satira in quattro atti, Napoli, Giannini, 1901.
    La piccola fonte. Dramma in quattro atti, Palermo, Sandron, 1906.
    I fantasmi. Dramma in 4 atti, Roma, Nuova Antologia, 1907.
    Ad armi corte. Commedia in un atto, Milano, Sandron, 1910.
    Il piccolo santo. Dramma in cinque atti, Palermo, Sandron, 1912.
    Il perfetto amore. Dialogo in tre atti, Palermo, Sandron, 1916.
    I pazzi. Dramma in quattro atti, Palermo, Sandron, 1922.
    Ll'uocchie cunzacrate. Dramma in un atto, Napoli, A. Guida, 1931.
    Ll’uocchie cunzacrate, Napoli, Guida, 1931.
    La luce di Santa Agnese, "Il Dramma" n. 236, maggio 1956, pp. 52–55.
    «Sonia» un monologo inedito di Roberto Bracco. Testo critico e commento di Asteria Casadio,
    Teramo, Evoè, 2011.
    Il teatro di Roberto Bracco. Opere I (Maternità, La piccola fonte, L'internazionale), a cura di
    Mario Prisco, Spoleto, Editoria & Spettacolo, 2013.
    Il teatro di Roberto Bracco. Opere II (Don Pietro Caruso, Il diritto di vivere, Sperduti nel buio,
    Notte di neve), a cura di Mario Prisco, Spoleto, Editoria & Spettacolo, 2014.
    Il teatro di Roberto Bracco. Opere III (I fantasmi, Il piccolo santo, Gli occhi consacrati, I pazzi),
    Spoleto, a cura di Mario Prisco, Editoria & Spettacolo, 2017.

Novelle
    Frottole di Baby, Napoli, Marghieri, 1881.
    Novelle in un atto di Baby. Con illustrazioni di E. Dalbono, Napoli, Casa Editrice Artistico-
    Letteraria, 1887.
    Donne, Milano, Libreria Editrice Galli di C. Chiesa e F. Guindani, 1893.
    Il diritto dell’amore ed altre novelle, Napoli, Pierro, 1900.
    Smorfie umane, Milano, Libreria Editrice Lombarda, 1906.
    Smorfie tristi, Palermo, Sandron, 1909.
Smorfie gaie, Palermo, Sandron, 1909.
  La vita e la favola, Palermo, Sandron, 1914.
  Ombre cinesi, Palermo, Sandron, 1920.
  Gli specchi (piani - concavi - convessi), Palermo, Sandron, 1926.

Poesie
  Vecchi versetti, Palermo, Sandron, 1908.

Libretti d'opera
  Le disilluse, musicato da Mario Costa, Napoli, 1889.
  Sperduti nel buio. Dramma in tre atti, ridotto per la scena lirica da Roberto Bracco e Alberto
  Donaudy. Musica di Stefano Donaudy, Milano, Edizioni Ricordi, 1906.
  Pulcinella innamorato. Poemetto eroi–comico di Roberto Bracco. Quattro tempi per orchestra,
  musica di Jules Burgmein[47], Edizioni Ricordi, 1907.

Saggi e varie
  Spiritismo di Baby, Napoli, L. Pierro editore, 1886; riedito: Lo spiritismo a Napoli nel 1886,
  Napoli, F. Perrella, 1907.
  Viaggiando in estate, Napoli, Chiaruzzi, 1892.
  Nel mondo della donna. Conversazioni femministe, disegni di U. Vico, Roma, E. Voghera,
  1906; nuova edizione: Loreto, Antonio Tombolini Editore, 2016.
  Tra le Arti e gli Artisti. Primo volume di Scritti Varii, Napoli, Giannini, 1918.
  Tra le Arti e gli Artisti. Secondo volume di Scritti Varii, Napoli, Giannini, 1921.
  Tra i due sessi. Fioretti d'esperienza (chi legge e invitato a collaborare), Palermo, Sandron,
  1921.
  Col permesso del babbo. Versi dialettali - Teatro - Novelle - Scritti varii, prefazione di Matilde
  Serao, Palermo-Roma, Sandron, 1926.
  Lettere a Laura, a cura di Pasquale Iaccio, Di Mauro Franco, 1994.
  Lettere di Roberto Bracco a Ruggero Ruggeri con un’azione cinematografica inedita di Bracco
  dal titolo «Il primo raggio di sole», a cura di Matilde Tortora, graus editore, 2006.

Filmografia

Soggettista
  Il diritto di vivere, regia di Roberto Troncone (1912)
  Don Pietro Caruso, regia di Emilio Ghione (1914)
  Sperduti nel buio, regia di Nino Martoglio (1914)
  L'avvenire in agguato, regia di Giulio Antamoro (1916)
  Nei labirinti di un'anima, regia di Guido Brignone (1917)
  La principessa, regia di Camillo De Riso (1917)
  Maternità, regia di Ugo De Simone (1917)
  Una donna, regia di Mario Gargiulo (1917)
La piccola fonte, regia di Roberto Leone Roberti (1917)
    Il perfetto amore, regia di Guido Brignone (1918)
    Occhi consacrati, regia di Luigi Mele (1919)
    L'altra razza, regia di Augusto Camerini (1920)
    Il piccolo santo, regia di Ugo Falena (1920)
    Nellina, regia di Gustavo Serena (1920)
    Notte di neve, regia di Giulio Tanfani-Moroni (1921)
    Sono stato io!, regia di Raffaello Matarazzo (1937)
    Sperduti nel buio, regia di Camillo Mastrocinque (1947)

Note
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    1992, pp. 27-28
 2. ^ Domenico Natale, L’opera di Achille Bracco, architetto e illustratore botanico del Real Orto
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    5-6, settembre-dicembre 1992, pp. 38-55
10. ^ Roberto Bracco. Le canzoni, su Università degli studi di Salerno.
11. ^ Adriano Tilgher, «I pazzi» di Roberto Bracco, "Il Mondo", 8 giugno 1922
12. ^ Lucio D’Ambra, Una lettera aperta ad Adriano Tilgher, a proposito de «I Pazzi» di Roberto
    Bracco, "L’Epoca", 13 giugno 1922
13. ^ Silvio d’Amico, Roberto Bracco e «I Pazzi», "L’Idea nazionale", 11 giugno 1922
14. ^ Luigi Personé, Lettere inedite di Roberto Bracco, in "L’Osservatore politico letterario", Anno
    III, 1957, n. 8, p. 65
15. ^ Francesco Sinigaglia, I volti della violenza a teatro, Lucca, Argot edizioni, p. 67
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19. ^ Pasquale Iaccio, L'intellettuale intransigente: il fascismo e Roberto Bracco, Napoli, Guida,
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20. ^ Fausta Samaritani, Il caso Roberto Bracco, in Le forme del narrare, a cura di Simona Costa,
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Collegamenti esterni

  Roberto Bracco, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  Opere di Roberto Bracco, su Liber Liber.
Opere di Roberto Bracco, su openMLOL, Horizons Unlimited srl.
    (EN) Opere di Roberto Bracco, su Open Library, Internet Archive.
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                       VIAF (EN) 79100429 (https://viaf.org/viaf/79100429) · ISNI (EN) 0000 0001 0858 8409 (h
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                       play&authority_id=XX1211488) (data) (http://datos.bne.es/resource/XX1211488) · BAV
                       ADV10087960 · WorldCat Identities (EN) lccn-no97051761 (https://www.worldcat.org/ide
                       ntities/lccn-no97051761)

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