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ri-vista Research for Landscape Architecture Digital semi-annual scientific journal University of Florence second series
Fondatore
Giulio G. Rizzo
Direttori scientifici I serie
Giulio G. Rizzo (2003-2008)
Gabriele Corsani (2009-2014)
Anno XVII n. 2/2019
Direttore responsabile II serie Registrazione Tribunale di Firenze
Saverio Mecca n. 5307 del 10.11.2003
Direttore scientifico II serie
Gabriele Paolinelli (2014-2018) ISSN 1724-6768
Emanuela Morelli
COMITATO SCIENTIFICO
Lucina Caravaggi (Italy) Francesca Mazzino (Italy)
Daniela Colafranceschi (Italy) Jean Paul Métailié (France)
Christine Dalnoky (France) Valerio Morabito (USA)
Fabio Di Carlo (Italy) Carlo Peraboni (Italy)
Roberto Gambino (Italy) † Maria Cristina Treu (Italy)
Gert Groening (Germany) Kongjian Yu (China)
Hassan Laghai (Iran)
REDAZIONE
Associate Editors: Claudia Cassatella, Anna Lambertini, Tessa Matteini, Gabriele Paolinelli
Section Editors: Enrica Campus, Marco Cillis, Sara Caramaschi, Elisabetta Maino, Ludovica Marinaro,
Emma Salizzoni, Antonella Valentini
Managing editor: Michela Moretti
Editorial Assistant: CarlAlberto Amadori, Jacopo Ammendola, Giacomo Dallatorre,
Eleonora Giannini, Leonardo Pilati
CONTATTI
Ri-Vista. Ricerche per la progettazione del paesaggio on-line: www.fupress.net/index.php/ri-vista/
ri-vista@dida.unifi.it
Ri-Vista, Dipartimento di Architettura
Via della Mattonaia 8, 50121, Firenze
in copertina
Thilo Folkerts, Rodney LaTourelle, Jardin de la Connaissance, Festival Jardins de Métis, Quebec, Canada, 2010-2014
© 2020 Authors. The authors retain all rights to the original work without any restriction.
This is an open access peer-reviewed issue edited by QULSO, distributed under the terms of the Creative Commons
Attribution 4.0 International License (CC-BY-4.0) which permits unrestricted use, distribution, and reproduction in any
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Commons license, and indicate if changes were made.
The Creative Commons Public Domain Dedication (CC0 1.0) waiver applies to the data made available in this issue, unless
otherwise stated.
progetto grafico © 2020 Published by
Laboratorio DIDA Dipartimento di Architettura Firenze University Press
Comunicazione Università degli Studi di Firenze Università degli Studi di Firenze
Dipartimento di Architettura via della Mattonaia, 8 Via Cittadella 7 - 50144 Firenze, Italy
Università degli Studi di Firenze 50121 Firenze www.fupress.comIndice Exploring landscapes
01
of research
2020
Editoriale 5
Anna Lambertini, Tessa Matteini
Everyday Landscape as a project 16 Landscape action and applied research 196
Progetto di paesaggio e interazione 18 Linking research through design and adult 198
con le altre specie viventi learning programs for urban agendas: a
Lucina Caravaggi, Cristina Imbroglini, Anna Lei perspective essay
Paolo Picchi, Dirk Oudes, Sven Stremke
Il progetto di paesaggio come modalità di lavo- 38
ro nei contesti urbanizzati contemporanei. An everyday living heritage landscape. 214
Ricomposizioni di antinomie ostinate Reading public space as a complete and
Manuel Lentini complex expression of the contemporary
city. Applications based on Andalusia cases
Perceptions of urban landscapes 62
Antonio García García
for ecological aesthetics
Valerio Morabito Criteria for Designing Cultural Itineraries 238
as a Strategy for Restoring the Dynamics
Beyond Ordinary Landscapes: 90 of Cultural Landscape Formation. Some
To Separate or Connect research notes about the case study of
Lucija Ažman Momirski Itálica
Urban Landscape and Imagination 112 Rebeca Merino del Río
Reinventare è una cosa seria. 114
Quattro operazioni elementari.
Leonardo Pilati
Segni nello spazio pubblico. 126
Communication design e narrazione dei luoghi
Susanna Cerri
Place to place. Paesaggi ordinari dell’est pari- 176
gino. Una passeggiata - racconto da place de la
Bastille a place de la Nation
Alessia Sannoloseconda serie
4
2020
01
ri-vistaEditoriale
Lambertini, Matteini
Exploring everyday landscapes of research1
Anna Lambertini
Università degli studi di Firenze, anna.lambertini@unifi.it
Tessa Matteini
Università degli studi di Firenze,tessa.matteini@unifi.it
Vent’anni dopo. Altre letture convenzionali cezione sociale “che il territorio esprime nelle varie
In continuità con quello precedente, anche il primo realtà locali e regionali di cui è composto” (Priore in
monografico del 2020 di Ri-Vista trae spunto da Cartei 2007, p. 27).
alcune parole chiave desunte dal testo della Con- Per la prima volta viene riconosciuto a livello giuri-
venzione Europea del Paesaggio (di seguito CEP), dico che “il paesaggio è in ogni luogo un elemento
nell’anno di celebrazione del suo ventennale. importante per la qualità della vita delle popola-
Nello specifico, paesaggi della vita quotidiana zioni: nelle aree urbane e nelle campagne, nei ter-
(art.2 Capitolo I) e formazione di specialisti del pae- ritori degradati come in quelli di grande qualità, nei
saggio (art.6 Capitolo II) sono i concetti traccia scel- luoghi considerati come eccezionali, come in quelli
ti per orientare la costruzione di questo numero. della vita quotidiana”. Contenuta nel Preambolo, la
Exploring everyday landscapes of research è stato nota definizione introduce un’innovazione concet-
pensato come occasione per sondare i territori tuale rilevante - precisata poi con altra formula e
interdisciplinari della ricerca (nel più ampio senso come disposizione per i Paesi firmatari nell’artico-
del termine) nutritiva rispetto alla formazione di lo 2 - assegnando inequivocabilmente rilevanza pa-
specialisti del paesaggio e indirizzata, in particola- esaggistica a tutte le parti del territorio5. Paesaggio
re, alla conoscenza, alla lettura critica e all’esplo- è tutto. Accolta da più parti come una “piccola rivo-
razione progettuale della dimensione dei paesaggi luzione copernicana”6 per l’affermazione di questo
della vita quotidiana2. principio, la CEP ha puntato con convinzione al ribal-
Come è stato ampiamente dibattuto fin dalla sua tamento di logori cliché culturali, ma soprattutto al
apparizione nel quadro politico europeo, uno degli superamento di inadeguate interpretazioni legisla-
elementi di maggiore novità3 del testo della CEP ri- tive basate su una idea di Paesaggio come ambito
siede proprio nella interpretazione della nozione di connotato da speciali valori da tutelare e sulla sepa-
Paesaggio, che appare improntata a un approccio razione tra beni culturali e beni paesaggistici7.
olistico, globale, progettuale4, e fondata sulla per- Un fondamentale cambio di prospettiva, su cui
© 2020 Author(s). Open Access issue/article(s) edited by QULSO, distributed under the terms of the CC-BY-4.0 and published by Firenze
University Press. Licence for metadata: CC0 1.0
DOI: 10.13128/rv-9996 - www.fupress.net/index.php/ri-vista/ 5Guido Ferrara invitava a riflettere fin dagli anni La CEP riconosce che i processi di trasformazione e
ri-vista
Settanta8, perché “oltre al paesaggio che si eredi- il mutamento sono potenzialmente positivi.
ta (…), bisogna prendersi cura del paesaggio che si A tal proposito, ancora Guido Ferrara precisa come
progetta, passando da una politica di mera conser- per definire i contenuti, gli ambiti di applicazione e
vazione ad una di gestione e trasformazione, do- le principali azioni regolative del futuro del paesag-
ve quest’ultima è data non per eccezionale, ma per gio occorra riferirsi a tre principali obiettivi di qua-
evento atteso, per regola quotidiana” (Ferrara in lità convergenti: tutela/salvaguardia, recupero e
Ferrara, Rizzo, Zoppi, 2007, p.18). innovazione. Obiettivi “da perseguire in modo in-
Affermando che tutto è paesaggio, e affiancan- tegrato e trasversale, mediante un forte impegno
do ai temi della tutela e della conservazione attiva progettuale e di un’opera articolata e diversificata
quelli della riqualificazione dei luoghi degradati e di governance territoriale, di cui è necessario rende-
della creazione di nuovi valori paesaggistici, la CEP re partecipi le comunità insediate” (Ferrara in Fer-
01 ha rilanciato sul tavolo internazionale del confron- rara, Rizzo, Zoppi, 2007, p.24).
2020
seconda serie
to scientifico e politico un’importante sfida cul- Una chiara indicazione, aderente al dettato della
turale9, riconducibile all’eloquente espressione di CEP, e che induce a sottolineare una volta di più il
sintesi paesaggio come progetto, a cui nel tempo e significato delle tre essenziali azioni di protection,
in più occasioni sono ricorsi autorevoli autori. management and planning, come parti di una uni-
Parlare in termini di paesaggio come progetto per- ca sequenza interrelata. Tre azioni che dovreb-
mette di evidenziare la visione costruttiva, di- bero partecipare in maniera interrelata e diffusa
namica e propositiva adottata dalla CEP, basata alla costruzione di visioni progettuali complesse,
sulla combinazione delle differenti azioni di pro- da sviluppare in forma adattativa e specifica, per
tection, management and planning. In particola- orientare le trasformazioni dei diversi paesaggi - di
re, per Franco Zagari “la risposta che il paesaggio eccezionale valore, degradati, dell’ordinario, della
dà in quanto progetto è quella di un approccio oggi vita di tutti i giorni - “combinando sapientemen-
particolarmente interessante da approfondire per- te conservazione e innovazione” (Priore in Cartei,
ché lavora su sistemi, relazioni, caratteri, reti intel- 2007, p. 89).
ligenti...” (Zagari in Zagari Di Carlo, 2016, p.12).
Come osservava Riccardo Priore in un corposo scrit- Sui paesaggi della vita quotidiana
to elaborato in occasione dell’entrata in vigore in Richiamati espressamente nel Preambolo e
Italia della CEP, “in un’Europa dove vaste porzioni all’art.2 del Capitolo I, i paesaggi della vita quoti-
del territorio hanno già subito un degrado paesag- diana (everyday landscapes/paysages du quoti-
gistico irreversibile e vi è il rischio che la qualità e la dien) rinviano a una dimensione interpretativa e
diversità dei paesaggi possa essere ulteriormente operativa controversa.
compromessa, la Convenzione spinge così gli Stati Quotidiano significa “di ogni giorno, che si fa o av-
contraenti a prendersi cura dell’intera dimensione viene o ricorre tutti i giorni”; in senso figurato vuol
paesaggistica del proprio territorio, adattando l’in- dire anche “abituale, usuale” e quindi “normale, or-
tervento in funzione dei caratteri, degli interessi e dinario”. Con licenza poetica, ne può essere adot-
dei valori effettivamente riscontrati; per questo, è tato inoltre un significato esteso, particolarmente
proposto che i progetti di intervento sul paesaggio profondo, di “necessario a vivere”10. A partire da
siano vari, articolati e tra loro diversamente combi- queste sfumature di senso si suppone che i pae-
6 nati” (Priore in Cartei, 2007, p. 27). saggi della vita quotidiana alludano a luoghi dove,individualmente e come comunità, si vive, lavora o cial historical and cultural features are essential for
Lambertini, Matteini
si transita abitualmente. Riferiscono a realtà vis- the respect and safeguarding of the identity of the
sute - fisiche, immaginate e percepite - plasmate population itself and for individual enrichment and
dalle consuetudini e dalle pratiche giornaliere degli that of society as a whole.”13.
abitanti. Sono connessi all’esperienza (individua- L’attenzione al valore dell’esperienza sensibile e
le e collettiva) dell’abitare luoghi, nei tempi e negli emotiva dei luoghi pone “un’enfasi sulla qualità
spazi della vita di tutti i giorni, e prevedono proces- della vita a livello diffuso, sul valore quotidiano,
si di costruzione di un ethos affettivo da parte delle apprezzato per il tipo di esperienza che rende pos-
comunità. Sono paesaggi che appartengono a una sibile. Si tratta di una differenza di enfasi, natural-
dimensione tattile e sensibile, fatta di ritmi usuali, mente, che comporta anche un ruolo più attivo per
di sguardi ed esperienze dirette di luogo. i soggetti” (Sassatelli 2007, pp.53-70).
Esperienze dirette che possono essere intrattenu- Per questo i paesaggi della vita quotidiana recla-
te, in uno stesso arco di tempo quotidiano, tanto mano la messa a punto di innovativi esercizi di pro-
con luoghi patrimoniali o ambiti di rilevante valore getto socialmente condiviso con le popolazioni
naturale e ambientale, quanto con spazi degradati e locali. E un’attenta interpretazione delle azioni di
dall’identità sfuggente. I paesaggi della vita quoti- protection, management and planning.
diana possono essere tutt’altro che ordinari e coin- Come sostiene Margherita Cisani “quando non è
cidere con quelli di eccezionale valore (ad esempio si rurale, eccezionale o di qualità, il paesaggio del-
può vivere nel centro storico di Firenze, paesaggio la pianificazione è (…) troppo spesso considerato
urbano UNESCO, o coltivare un vigneto a Baver, con- come urbano, ordinario oppure degradato, e non
tribuendo alla cura di un paesaggio rurale storico): quotidiano nel senso di abitato, creato ed esperito
la categoria si presenta trasversale, ibrida, aperta. dalla popolazione anche attraverso le pratiche quo-
Il concetto di everyday landscape amplifica di fat- tidiane (…). Seppur necessarie a fini normativi, le
to le definizioni introdotte dalla CEP di “paesaggio distinzioni e le contrapposizioni spigolose tra le di-
quale componente essenziale dell’ambiente di vi- verse facce del paesaggio del quotidiano potrebbe-
ta delle popolazioni, espressione delle diversità del ro essere oltrepassate e arricchite attraverso una
loro patrimonio comune culturale e naturale, e fon- lettura che, anziché partire dai valori (alti o bassi a
damento della loro identità” e “paesaggio designa seconda del punto di vista esperto), proceda in pri-
una parte di territorio così come è percepita dalle mo luogo dall’analisi delle esperienze di paesaggio
popolazioni (…)” (Priore in Cartei 2007, p.75)11. che quotidianamente la popolazione vive, per poi
Il tema della percezione (individuale e colletti- ricostruire i valori presenti, indipendentemente dal
va) del paesaggio – interpretato anche come real- grado di sensibilità paesaggistica assegnato dagli
tà sensibile, costrutto simbolico e espressione di esperti alle diverse porzioni di territorio” (Cisani in
valori comuni identitari – e l’approccio esperien- Salvatori 2019). Si tratta senza dubbio di una sfida
ziale ed emozionale12 al progetto costituiscono un impegnativa, ma anche di un campo di ricerca ne-
vivace campo di discussione critica e di ricerca in- cessario e promettente.
terdisciplinare. Non a caso nelle linee guida del
2008, viene precisato: “the sensory (visual, audi- Traiettorie di ricerca
tory, olfactory, tactile, taste) and emotional per- In una prospettiva ventennale, può risultare di
ception which a population has of its environment qualche interesse provare a sviluppare una rifles-
and recognition of the latter’s diversity and spe- sione sulle potenzialità di nutrimento della land- 7scape oriented research che ancora possiede la cittadini e costruendo una nuova e condivisa atti-
ri-vista
Convenzione, ratificata ad oggi da 40 paesi a li- tudine per la salvaguardia, gestione e piano/pro-
vello prevalentemente europeo, ma il cui valore getto, nonostante i limiti riconosciuti nella sua
esemplificativo e di efficace sintesi culturale viene applicazione nei diversi contesti nazionali18.
riconosciuto anche a scala planetaria14. Ma, ed è quello che interessa in questa sede, pos-
Già nel 2008 Valerio Romani aveva sottolineato siamo considerare come a rinnovarsi profondamen-
la produttiva e fertile “ambiguità” di un testo che te in questi venti anni siano stati anche i diversi
permette di accogliere e combinare le due accezio- ambiti della ricerca, teorica e applicata di tutte le di-
ni di paesaggio tradizionalmente separate (quel- scipline che si occupano, a vario titolo, di paesaggio.
la soggettivo-percettiva e quella fisico-oggettiva) Se le numerose riletture e interpretazioni delle defi-
“in una forma integrata, superando abilmente ogni nizioni, politiche e azioni introdotte dalla CEP hanno
diatriba e, assieme, la loro sterile dicotomia” (Ro- animato, nei primi due decenni del XXI, il dibattito
01 mani 2008, p.174). Secondo Mariella Zoppi ”siamo della ricerca, che ha trovato nella Convenzione un
2020
seconda serie
di fronte ad una complessa operazione culturale formidabile ed innovativo filtro di indagine19, appli-
che sovrappone all’immagine [….] dei siti l’essenza cando uno sguardo storico è possibile oggi apprez-
stessa dei territori visti nelle loro sedimentazioni e zarne in maniera oggettiva il valore rivoluzionario,
stratificazioni apparenti e da decifrare, che atten- ma anche tentare di esplorarne il portato profondo
gono alle trasformazioni superficiali/storiche co- e le potenzialità ancora inespresse.
me a quelle profonde/geomorfologiche” (Zoppi in Questi obiettivi sembrano centrali per sviluppa-
Ferrara, Rizzo, Zoppi, 2007, p. 29). re compiutamente le sfide politiche e strategiche
Possiamo anche ricordare come la Convenzione, di un testo giuridico che è riuscito a cogliere ed in-
attraverso la sua gestazione complessa ed iterati- tegrare in forma organica e sintetica un mosaico
va, abbia innescato una vera e propria contamina- scientifico e culturale articolato e spesso dialettico
zione culturale e scientifica, una sorta di brassage (se non addirittura contraddittorio).
delle diverse attitudini a livello europeo (e non so- In questo senso, alcuni temi e linee di lavoro gene-
lo) 15, provando a ricomporre la visione ecologica e rati dai contenuti dalla Convenzione costituisco-
l’impegno ambientale per la protezione dei conte- no tuttora un potente dispositivo di innesco della
sti naturali e per la biodiversità sviluppati dall’IUCN ricerca, per cui possiamo affermare che una ulte-
e dai paesi del Nord Europa con la dimensione di riore fase di esplorazione può essere riconosciuta
ricerca mediterranea, attenta alla complessità e al nei testi di ‘seconda generazione’ che, dando per
valore storico e patrimoniale dei layered landsca- acquisita la rivoluzione culturale compiuta dalla
pes16 riconosciuti per altre diversità (culturali, tem- CEP, provano a sondarne in maniera ulteriore le po-
porali)17. Come sottolinea Franco Zagari: “E’ il caso tenzialità di applicazione, ragionando in termini di
di dire che raramente un testo giuridico coglie con dimensione paesaggistica, intesa come filtro inter-
tale capacità di sintesi lo stato dell’arte di un dibat- pretativo trasversale, olistico e diacronico per leg-
tito culturale.” (Zagari 2006, p. 66) gere in maniera sistemica e sintattica i fenomeni
In effetti, dall’ottobre del 2000 i contenuti e gli sociali, storici, ecologici.
strumenti proposti dalla Convenzione hanno pro- Da questa necessaria ed imprescindibile comples-
gressivamente e profondamente trasformato la sità discende la transdisciplinarietà come unica at-
percezione del paesaggio nell’immaginario euro- titudine possibile per procedere nella ricerca sul e
8 peo, promuovendo la consapevolezza di politici e per il paesaggio, scardinando così le certezze ac-quisite di molti ambiti scientifici, teorici o applicati. king into account of on-going developments.”24
Lambertini, Matteini
Scrive Carlo Magnani: “Il paesaggio può rappre- Possiamo sottolineare come questa definizio-
sentare una provocazione al sistema dei saperi e a ne, pur nella sua natura di testo giuridico, presen-
quello dei poteri. Infatti i saperi che conosciamo so- ti significative assonanze con quella proposta da
no frutto dell’avanzamento scientifico, ma la loro Pierre Donadieu nel 2006 per il lemma “Projet de
organizzazione sia di tipo accademico che sociale Paysage” nell’ambito del Glossario della Mouvan-
rappresenta le progressive forme di scomposizione ce: « Il progetto di paesaggio […] consiste nel for-
e frammentazione del sapere e di divisione del la- mulare una idea o una intenzione per trasformarle
voro[…]” (Magnani in Vanore 2013, p. 112). in realtà materiali e relazioni immateriali tra lo spa-
Per affrontare la dimensione paesaggistica è dun- zio e i gruppi sociali coinvolti. La realtà, l’immagine
que necessario costruire nuove reti e differen- e il simbolo sono al centro della pratica del progetto
ti categorie interpretative per sviluppare quella che anticipa, in modo più o meno definito, il diveni-
“transconoscenza ‘germinale’, dove si incontrino re sociale e spaziale di un territorio. » (Donadieu in
non più delle ‘discipline’, ma nuovi modi di pensare Berque 2006, s.p.)25.
e di far convergere le conoscenze”(Brunon, Mosser, Un altro aspetto rilevante su cui riflettere è l’ab-
2006, p.22-23) come sostenevano Monique Mos- battimento delle compartimentazioni che separa-
ser ed Hervé Brunon già nel 2006. Riprendendo un vano originariamente la ricerca teorica e applicata
recente intervento di Conor Newman, possiamo sulle tre categorie di intervento proposte dalla CEP,
affermare che “paesaggio è il luogo culturale in cui per andare verso un approccio integrato che combi-
si incontrano le discipline”20. na protection, management and planning come di-
Per chi si occupa di ricerca nel campo dell’Architet- mensioni differenti di un’unica visione strategica e
tura del Paesaggio, indubbiamente i territori più articolata che attraversa le scale spaziali e tempo-
fertili e stimolanti da esplorare sono quelli legati rali, dove salvaguardia, piano, progetto e gestione
alla dimensione progettuale che, nella prima fase si compongono, per garantire una azione organica,
di rilettura critica dei contenuti della Convenzione consapevole ed innovativa sui paesaggi26.
hanno scontato una accezione (e una conseguen- Scrive Franco Zagari, già nel 2006: “La Convenzio-
te traduzione) esclusivamente istituzionale e po- ne sembra offrire in modo concreto l’occasione di
co duttile dei tre termini protection/management/ un salto di qualità del progetto del paesaggio, po-
planning intesi a coprire tutta la varietà di azioni nendo in sequenza momenti fra loro convenzio-
sul e per il paesaggio, e successivamente chiarifica- nalmente separati: la protezione, la gestione e la
ti dalle linee guida del 200821. pianificazione come parti di una stessa concezio-
Il vocabolo planning22, ad esempio, tradotto nella ne.” (Zagari 2006, p. 58).
versione italiana della CEP con pianificazione23 viene E le linee guida del 2008 precisano: “Landscape ac-
decodificato nel 2008 in maniera più approfondi- tion is a combination of protection, management
ta e finalmente esaustiva, sviluppando la poten- and planning conducted over one and the same
te sintesi espressa dalla attitudine proattiva dello territory.”27 introducendo anche il tema di un pro-
“strong forward looking” e citando esplicitamen- getto adattivo, complesso e integrato che possa
te, e per la prima volta, la dimensione progettuale: acquisire livelli diversi di intervento nell’ambito di
“Landscape planning may be regarded in the same una visione organica e globale che prenda in carico
way as a territorial project and concerns forms of il divenire di un territorio.
change that can anticipate new social needs by ta- Da qui, il riconoscimento della dimensione sostan- 9zialmente progettuale del paesaggio, il suo confi- medium di interpretazione trasversale e imprescin-
ri-vista
gurarsi come scrittura e riscrittura attiva, continua dibile per raccogliere (ed accogliere) le sfide ecologi-
ed instancabile, spontanea o intenzionale, da parte che, sociali ed ambientali del contemporaneo.
di popolazioni, gruppi, comunità ed individui, che L’architettura del paesaggio, disciplina che tra-
ha generato la fortunata espressione “Paesaggio dizionalmente lavora alle diverse scale spazia-
come progetto/Landscape as a project”28. li e temporali con materiali e processi naturali e
La sfida interpretativa, lanciata da Franco Zagari al- che considera il paesaggio come realtà dinamica
la comunità scientifica europea e nutrita da diverse e complessa, può contribuire in maniera essenzia-
voci autorevoli nell’ambito del dibattito naziona- le all’applicazione consapevole e innovativa del-
le ed internazionale29, sembra essere ancora aperta. le azioni di protection, management and planning.
Nel contributo di apertura, Lucina Caravaggi, Cristi-
Sguardi della ricerca sui paesaggi del quotidiano: na Imbroglini e Anna Lei delineano la complessità
01 tre sezioni tematiche e il valore culturale e strategico del progetto pae-
2020
seconda serie
I contributi ospitati in questo numero raccontano saggistico, ‘geneticamente’ integrato ed inclusivo.
di alcune piste d’indagine attivate nel panorama Adoperando come filtro primario le relazioni con la
nazionale e internazionale “nel settore della cono- componente naturale (e quindi con le specie viven-
scenza e dell’intervento sui paesaggi” della vita di ti) e proponendo un excursus storico, giungono a
tutti i giorni. Alla luce delle sfide globali attuali e proporre un repertorio di nuove conoscenze-com-
riletti anche tenendo sullo sfondo la condizione di petenze-abilità, necessarie per formare i paesaggi-
confinamento domestico e di relazione privilegia- sti del futuro.
ta con i paesaggi di prossimità vissuta nel periodo La critica del pensiero disgiuntivo e delle “ostina-
di lockdown, gli everyday landscapes paiono costi- te antinomie” che hanno orientato la cultura scien-
tuire un ambito di sperimentazione particolarmen- tifica e progettuale del secolo scorso caratterizza
te fertile per l’innovazione culturale e scientifica e l’articolo di Manuel Lentini, che insiste sul ruolo
per l’applicazione di aggiornati sguardi e strumen- del landscape design, di cui descrive la dimensio-
ti transdisciplinari ispirati dai principi fissati dalla ne attuale come espressione di un campo teorico
CEP e dalle Linee guida per la sua attuazione. complesso. I nuovi progetti di architettura del pae-
Con l’intento di evidenziare alcune possibili e pro- saggio si rilevano capaci di metabolizzare i proble-
mettenti traiettorie di ricerca, si è scelto di imposta- mi ambientali emergenti e di integrare le tensioni
re il monografico adottando tre sezioni tematiche, di trasformazione in scenari co-evolutivi che pos-
individuate sulla base di altrettanti filtri di lettura: sono manifestarsi in forme differenziate, grazie al-
1. Paesaggi di tutti giorni come progetto/Everyday la consapevolezza ecologica e alle nuove forme di
Landscape as a project; partecipazione.
2. Immaginari e spazi aperti urbani /Urban Land- In una direzione simile si muove il saggio di Lucija
scapes and Imagination; Ažman Momirski. Partendo dall’indagine sulle due
3. Ricerca applicata per i paesaggi quotidiani/ categorie proposte dalla CEP, outstanding land-
Everyday Landscape action and applied research. scape e ordinary/everyday landscape, ritenute - co-
Alle linee di lavoro generate dall’interpretazione me illustrato in precedenza - solo apparentemente
del paesaggio come progetto, è dedicata la prima antinomiche e adottando come campo di ricerca i
sezione, che propone una riflessione su alcune ne- paesaggi rurali terrazzati, l’autrice riflette sulla
10 cessarie piste di lavoro per il progetto, inteso come profonda ed effettiva integrazione dei due ambitinello spazio e nel tempo. L’adozione di uno sguardo creativo, pur nella imprescindibile considerazione
Lambertini, Matteini
complesso ed inclusivo, quello del progetto appun- delle sfide globali che interessano la città mediter-
to, è necessaria per comprenderne l’inscindibilità. ranea nel contemporaneo.
L’articolo di Valerio Morabito interpreta il progetto Il contributo di Susanna Cerri offre una preziosa fi-
come una serie di operazioni tese alla rivelazione nestra interdisciplinare sul possibile ruolo del com-
dei paesaggi potenziali, assumendo come parti- munication design nel progetto dello spazio aperto
colari filtri di lettura il tema della percezione, nella pubblico. Interpretando la città come un disposi-
accezione della Convenzione, e l’ampia dimensio- tivo stratificato e complesso, generatore di un si-
ne semantica del “landscape planning”. Il saggio si stema di significati e di simboli, l’autrice propone
apre con la rilettura di due paesaggi urbani iconici a un repertorio internazionale di casi studio, condi-
NYC (la High Line e il Brooklyn Bridge Park), ricon- videndo un set di strategie e strumenti per la tra-
figurati e restituiti all’uso pubblico attraverso nuo- duzione, comunicazione e narrazione dei paesaggi
ve estetiche ecologiche, mentre la parte conclusiva urbani.
è dedicata ad un repertorio di esperienze didatti- Attraverso una esplorazione guidata nei quartie-
che svolte presso l’University of Pennsylvania e l’U- ri orientali di Parigi, Alessia Sannolo ci racconta le
niversità Mediterranea di Reggio Calabria. dinamiche evolutive e le trasformazioni degli spa-
Un contributo che permette di porre ancora l’ac- zi aperti diacronici che compongono l’articolato si-
cento sul ruolo fondamentale dell’architetto del stema urbano da Place de la Bastille a Place de La
paesaggio e sulla sua necessaria inclusione al ta- Nation. Intercettando nella sua passeggiata “i mi-
volo dei Landscape Specialist, ma anche sulla spe- cropaesaggi, le storie, la storia”31 ci propone una
cificità dei percorsi formativi nell’ambito della lettura inventiva attraverso le diverse visioni pro-
Landscape Architecture. gettuali che li hanno generati.
La seconda sezione intende focalizzare l’attenzio- Nell’ultima sezione, dedicata alle intersezioni tra
ne su una dimensione dei paesaggi del quotidiano ricerca applicata e le differenti possibili accezioni di
che tiene conto della realtà geografica e delle con- landscape action, tre contributi internazionali, ca-
figurazioni prevalenti del territorio europeo, dove ratterizzati da sguardi disciplinari diversi, possono
la maggior parte della popolazione vive nelle città essere letti in maniera integrata, per comprendere
e nei territori urbani, da cui molto dipende la quali- come la Convenzione possa costituire, ancora og-
tà della loro vita. gi e per il futuro, un potente dispositivo di innesco
I contributi raccolti sono dedicati in particolare alla della ricerca.
costruzione di sguardi e pratiche per la reinterpre- Paolo Picchi, Dirk Oudes e Sven Stremke riflettono
tazione dell’immaginario del e nel paesaggio urba- sul ruolo degli architetti del paesaggio come pos-
no30, inteso come testo da decifrare e approfondire sibili agenti di mediazione (boundary spanners)
e per cui proporre potenziali riscritture, in partico- nei processi di transizione energetica. Il loro con-
lare attraverso la narrazione progettuale. tributo descrive processo, metodo ed esiti di una
In questo senso, Leonardo Pilati introduce il termi- esperienza di ricerca applicata combinata a pro-
ne reinvenzione come catalizzatore per una serie di grammi didattici per adulti, condotta per il Comu-
operazioni elementari da sperimentare nell’ambi- ne di Amsterdam.
to del place-making urbano (esplorare, raccogliere, Antonio García García propone una indagine ap-
attivare, avviare) con l’intento di preservare l’im- profondita sul tema dello spazio pubblico urba-
maginario ed il set di strumenti propri del processo no mettendo in relazione le categorie dei paesaggi 11ri-vista
01
2020
del quotidiano (everyday landscape) con l’approccio sociali e di immaginazione sulle possibilità di uso
seconda serie
tradizionalmente seguito per i paesaggi patrimo- degli spazi, in particolare per il progetto del vuoto,
niali (heritage landscape). Grazie ad una applica- per la creazione di nuovi luoghi di uso collettivo e
zione condotta sui sistemi di spazi aperti urbani per le nuove opere di modificazione del paesaggio.
andalusi, l’autore, di formazione geografo, illustra Più che mai, nell’agire contemporaneo, il progetto
la metodologia di ricerca e valutazione adottata. di paesaggio va pensato come arte dell’anticipa-
Anche l’ultimo contributo di ricerca, elaborato zione più che come arte della conformazione […].”
da Rebeca Merino del Río, adotta un caso studio (Fontanari in Zagari, 2006, p.191-192).
in Andalusia, ma per effettuare una ricognizione Lo precisava, con appassionata determinazione,
sul tema degli itinerari culturali. Una serie di crite- Enrico Fontanari, a cui questo numero di Ri-Vista
ri per la creazione di questo tipo di infrastrutture è dedicato.
viene proposta attraverso un’attenta lettura del
sito archeologico di Italica (Santiponce), rifletten-
do sulle diverse categorie strategiche e proget-
tuali necessarie per orientare le trasformazioni
dei paesaggi patrimoniali.
I dieci contributi che compongono il monografi-
co offrono un’occasione per esplorare alcune delle
possibili traiettorie di ricerca generate dai conte-
nuti della CEP, con particolare riferimento all’inter-
pretazione degli everyday landscapes. Gli sguardi
dei diversi autori restituiscono un repertorio certo
contenuto ma comunque ricco di temi, strumenti,
piste di indagine utili per nutrire la cultura del pro-
getto di paesaggio.
Un campo di azione che richiede “grandi capacità di
12 invenzione, grandi capacità di ascolto delle praticheNote
Lambertini, Matteini
1
La curatela del numero e la stesura dell’Editoriale sono Legge 14/2006, si preferisce quella proposta e commen-
state condivise dalle autrici. Tuttavia, ai fini delle attribu- tata da Riccardo Priore.
zioni individuali, si precisa che i paragrafi 1, 2 sono da attri- 12
Negli ultimi quindici anni si è registrato un signifi-
buire a Anna Lambertini; il paragrafo 3 a Tessa Matteini; il cativo aumento di attenzione da parte della comunità
4 ad entrambe le autrici. Hanno contribuito alla costruzio- scientifica rispetto a questi temi. Si pensi ad esempio al
ne del numero Eleonora Giannini e Carlalberto Amadori. rinnovato interesse verso le prospettive di ricerca aperte
2
Richiamati dalla CEP. Art. 2 Capitolo I, CEP, 2000: “Essa dalla geografia emozionale. Si veda: Luna A., Valverde I.
riguarda sia i paesaggi che possono essere considerati (a cura di), 2015, Teoría y paisaje II: Paisaje y emoción. El
come eccezionali sia i paesaggi della vita quotidiana che resurgir de las geografías emocionales, Observatorio del
i paesaggi degradati”. Paisaje de Cataluña; Nogué Joan, 2017, Paesaggio, Ter-
3
Cfr. F. Zagari, “Il quid del progetto del paesaggio”, in Ric- ritorio, Società Civile. Il senso del luogo contemporaneo,
cardo Priore, Convenzione Europea del Paesaggio. Il testo Libria, Melfi (in particolare il capitolo III, pp. 105 – 130).
tradotto e commentato, Edizioni Centro Stampa d’Ate- Nell’ambito dei contributi di architettura del paesag-
neo, Reggio Calabria 2006, p.29. gio si segnala invece il volume di Kevin Thwaites, Ian
4
I tre aggettivi riferiscono a argomentazioni proposte da Simkins, 2006, Experiential Landscape: An Approach to
Guido Ferrara. Si veda: Guido Ferrara, 2008, Dalla Piani- People, Place and Space, Routledge, London.
ficazione del paesaggio al progetto del giardino: questioni 13
CM/REC (2008)3, parte I, punto 2. Il testo poi continua
di metodo di una disciplina, in Anna Lambertini, Tessa così: “It implies recognition of the rights and responsibil-
Matteini (a cura di), 29 tesi + 1 in architettura del paesag- ities of populations to play an active role in the process-
gio, Edifir, Firenze, pp.13 -18. es of acquiring knowledge, taking decisions and manag-
5
Cfr. Riccardo Priore 2006, Convenzione Europea del Pae- ing the quality of the places where they live”.
saggio. Il testo tradotto e commentato, Edizioni Centro 14
Si vedano le diverse ipotesi per la International Land-
Stampa d’Ateneo, Reggio Calabria. scape Convention, per la quale è stato definito un gruppo
6
L’espressione è stata utilizzata tra gli altri da Guido Fer- di lavoro nel 2010 presso la sede UNESCO. La proposta è
rara, 2007 in Cosa si muove in Europa?, in G.Ferrara, G.G. stata presentata all’IFLA World Congress nel 2011. Pos-
Rizzo, M.Zoppi (a cura di) 2007, Paesaggio. Didattica, ri- siamo ricordare come vari documenti elaborati a scala
cerche e progetti, Firenze University Press, Firenze, p.17. internazionale sul paesaggio prendano come riferimento
7
Si veda su questo aspetto il contributo di A. Voghera, culturale (e testuale) la ELC. Si veda ad esempio la Aote-
L. La Riccia, 2016, La Convenzione Europea del Paesag- aroa-New Zealand Landscape Charter, proposta da NZILA
gio alla prova dell’operatività locale. Sperimentalismi (New Zealand Institute of Landscape Architects) nel 2010
disciplinari e problemi aperti, in “Ri-vista”, 01, pp. 10-23. per la “protection, planning, enhancement, design and
Il tema è stato inoltre spesso argomentato in maniera management of landscapes”, oppure l’esplicito supporto
ampia, adottando lo sguardo del tecnico paesaggista, da per una ILC nella Shangai Declaration del 2012, o ancora la
Guido Ferrara. Si veda ad esempio Guido Ferrara, 2007, Canadian Landscape Charter del 2015, dedicata a “recogni-
La pianificazione del paesaggio nel Codice Urbani e le pro- ze, protect, manage and celebrate Canadian landscapes.”
spettive della Convenzione Europea, in Gian Franco Cartei 15
Di particolare interesse per un confronto delle differenti
(a cura di) 2007 Convenzione europea del paesaggio e go- attitudini politiche e culturali a livello internazionale, due
verno del territorio, Il Mulino, Bologna, pp.171-208. testi curati da Lionella Scazzosi: Politiche e culture del
8
Si veda a titolo di esempio: Guido Ferrara, 1971, Per una paesaggio: nuovi confronti/Landscape policies and cultu-
fondazione disciplinare, in AA.VV.1973 Architettura del res. New comparisons, 2003, Roma, Gangemi; Leggere il
Paesaggio. Atti del convegno di Bagni di Lucca, La Nuova paesaggio: confronti internazionali. Reading the landsca-
Italia Editrice, Firenze. p. 129-143. pe. International comparisons, 2002, Roma, Gangemi.
9
Cfr. A. Lambertini, 2011, Paesaggio urbano, in Atlante 16
Si vedano gli Atti dell’IFLA World Congress 2016, che ai
delle Nature Urbane, M.Corrado, A. Lambertini (eds), 2011 Layered Landscapes ha dedicato una sessione specifica.
Editrice Compositori, Bologna, p. 187. Tasting the landscape, 2016 Edifir, Firenze.
10
Si veda alla voce “quotidiano”, in Vocabolario Treccani 17
Oltre alle numerose Convenzioni prodotte negli anni
on line, www.treccani.it/vocabolario/quotidiano/ (con- precedenti dal Consiglio d’Europa e dal Commitee of
sultata il 30 ottobre 2020). Ministers e alla Convenzione UNESCO (1972), si ricorda
11
Alla versione ufficiale della traduzione italiana dal fran- l’importanza della Carta del paesaggio Mediterraneo
cese e dall’inglese della CEP, contenuta nel testo della adottata a Siviglia nel giugno del 1992 dalle Regioni di
13Andalucia, Languedoc Roussillon e Toscana e del docu- le trasformazioni paesaggistiche. Temi e strumenti per la
ri-vista
mento Parks for Life. Actions for protected areas in Euro- qualità, Pacini, Pisa, p.17 e segg.
pe promosso dall’IUCN, con il supporto di WWF e di una 27
CM/REC (2008)3, parte I, punto 5.
serie di agenzie e Ministeri di Svezia, Norvegia, Francia, 28
E’ il titolo di un libro curato da Bas Pedroli e Tessa Go-
Germania, Olanda e della Countryside Commission Bri- odman in cui da differenti posizioni disciplinari i membri
tannica nel 1994. Nel settembre dello stesso anno è sta- di UNISCAPE (network europeo di Università per il sup-
to istituito il gruppo di lavoro per la costruzione di una porto e l’applicazione dei principi della Convenzione) ri-
Convenzione Europea legata ai temi paesaggistici, che si flettono su un position paper proposto da Franco Zagari.
ponesse in continuità, integrazione e sintesi dei trattati B. Pedroli, T. Goodman (eds.), 2010 Landscape as a proj-
e documenti precedenti. ect. A survey of views among UNISCAPE members Reac-
18
In Italia, A. Calcagno Maniglio, 2015, Per un paesaggio tions to a Position paper of Franco Zagari, Libria, Melfi.
di qualità. Dialogo su inadempienze e ritardi nella attua- 29
In particolare dalla intensa stagione di convegni IUAV
zione della Convenzione Europea, Milano, Franco Angeli. Dessiner sur l’herbe, curati, tra gli altri, da Renato Bocchi,
Un ulteriore bilancio aggiornato è stato proposto ancora Enrico Fontanari, Luigi Latini, Sara Marini. Per una sinte-
da Annalisa Calcagno Maniglio in un articolo apparso nel si, si veda L. Latini, 2013, Dessiner sur l’herbe 2004-2012.
01 2018 su “Architettura del paesaggio”, 36, 1/2018, pp.10-14. Un bilancio provvisorio in M. Vanore (a cura di) op.cit.,
2020
19
In ambito italiano, possiamo ricordare tra i primi e più pp.24-35.
seconda serie
innovativi contributi il testo di Lucina Caravaggi, 2002 30
Due riferimenti per gli ultimi vent’anni: Landscape and
Paesaggi di paesaggi, Meltemi, Roma, che assume come Imagination. Towards a new baseline for Education in
programma di ricerca proprio le affermazioni della CEP. a changing world (C. Newman, Y. Nussaume, B. Pedroli
20
“Landscape is where disciplines meet”. Nell’ambito eds.), Florence 2013; Landscape Imagination, Collected
dell’intervento presentato per la 2020 UNISCAPE Confe- Essays of James Corner 2010-2020 (Princeton, 2014).
rence, Cultivating continuity of the European Landscape, 31
ll riferimento è a Lassus. B. Lassus, 2004, L’Analyse in-
organizzata a Firenze per i venti anni della CEP, 17 otto- ventive, in Couleur, lumière, paysage. Instants d’un péd-
bre 2020. agogie, Monum, Paris, p.144 e p.161. Tradotto da F.Ba-
21
Ai fini della ricerca, l’interesse potenziale delle Recom- gliani (a cura di) Paesaggio: un’esperienza multiculturale.
mendations risiede nella modalità esaustiva, transdisci- Scritti di Bernard Lassus, Kappa edizioni, Roma, p.42.
plinare e culturalmente innovativa di definire i termini
della Convenzione, sviluppandone per parti tematiche la
sintetica astrazione e costituendo una necessaria piat-
taforma per interpretare ed applicare la visione del do-
cumento nei diversi ambiti di attenzione.
22
Su questo si vedano le considerazioni semantiche di
Romani, 2008, op.cit., pp. 43-44
23
Cfr. R. Priore, 2006, op.cit., Edizioni CSA, Università
degli Studi Mediterranea Reggio Calabria.
24
“It should also be consistent with sustainable devel-
opment and allow for the ecological and economic pro-
cesses that may occur in the medium and long terms”.
Recommendation CM/REC (2008)3, parte I, punto 5.
25
«Le projet de paysage […] consiste à formuler une idée
ou une intention pour transformer celles-ci en réalité
matérielles autant qu’en relations immatérielles entre
l’espace et les groupes sociaux concernés. La réalité,
l’image et le symbole sont au centre de la pratique de
projet qui anticipe, de manière à la fois floue et déter-
minée, le devenir social et spatial d’un territoire.»; tra-
duzione dell’autrice.
26
Su questo tema L.Vallerini, 2010, Piani paesaggistici,
progetto e paesaggio: contenuti e finalità della ricerca, in
L.Vallerini (a cura di), Piano, Progetto, Paesaggio. Gestire
14Bibliografia
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Priore R., 2007, La Convenzione Europea del Paesaggio:
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