RAPPORTO EUROPEO 2010-2011 - Regione Toscana

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RAPPORTO EUROPEO 2010-2011 - Regione Toscana
da Lisbona ad Europa 2020   1

RAPPORTO EUROPEO
            2010-2011

Regione Toscana
RAPPORTO EUROPEO 2010-2011 - Regione Toscana
2        Rapporto Europeo 2010-2011                                                                                               3

Rapporto Europeo
       2010-2011
Redazione a cura del Settore Strumenti della Programmazione
Regionale e Locale dell’Area di Coordinamento
                                                                  INDICE
Programmazione - DG Presidenza

Il documento è stato elaborato con i contributi di:
• Staff Presidente della Giunta Regionale

Per la DG Presidenza:
     Settore Attività Internazionali
• Area di Coordinamento Ricerca
     Settore Studi e Ricerche
• Settore Ufficio di Collegamento della Regione Toscana
                                                                  5     PRESENTAZIONE
    con le Istituzioni Comunitarie a Bruxelles
• Area di Coordinamento Programmazione
     Settore Strumenti della Valutazione, Programmazione
        Negoziata, Controlli Comunitari                           7     1. DA LISBONA AD EUROPA 2020
                                                                  		      1.1 LA STRATEGIA DI LISBONA
Per la DG Competitività del Sistema Regionale e Sviluppo
delle Competenze:                                                 		      1.2 LA CRISI E LA RISPOSTA DELL’UNIONE: EU 2020
• Area di Coordinamento Formazione, Orientamento e
    Lavoro                                                        		      1.3 LA PRIORITÀ CRESCITA INTELLIGENTE
     Settore Gestione Programma Operativo POR FSE
                                                                  		      1.4 LA PRIORITÀ CRESCITA SOSTENIBILE
• Area di Coordinamento Industria, Artigianato, Innovazione
    Tecnologica                                                   		      1.5 LA PRIORITÀ CRESCITA INCLUSIVA
• Area di Coordinamento Sviluppo Rurale
     Settore Programmazione Agricola – Forestale                 		      1.6 IL NUOVO MODELLO DI GOVERNANCE EUROPEO
     Settore Programmazione Comunitaria dello Sviluppo
        Rurale
                                                                  59    2. LA TOSCANA E LE POLITICHE EUROPEE
Per la DG Organizzazione e Risorse:
• Area di Coordinamento Risorse Finanziarie                       		      2.1 IL PERIODO DI PROGRAMMAZIONE 2007-2013
     Settore Controllo Strategico e di Gestione
                                                                  		      2.2 LA POLITICA DI COESIONE 2007-2013
Per la DG Politiche Territoriali, Ambientali e per la Mobilità:   		      2.3 LA POLITICA AGRICOLA COMUNE
• Area di Coordinamento Mobilità e Infrastrutture
                                                                  		      2.4 LA POLITICA COMUNE DELLA PESCA
                                                                  		      2.5 IL CONTRIBUTO NAZIONALE ALLA POLITICA DI COESIONE
                                                                  		      2.6 LA NUOVA PROGRAMMAZIONE EUROPEA 2014-2020

                                                                  118   DOCUMENTI E SITI DI RIFERIMENTO
Realizzazione e stampa
Centro stampa Giunta Regione Toscana

Gennaio 2012
RAPPORTO EUROPEO 2010-2011 - Regione Toscana
4   Il Rapporto Europeo 2010-2011                                                                                      Presentazione   5

                                    PRESENTAZIONE
                                                     Enrico Rossi
                                    			              Presidente della Giunta Regionale

                                            La pubblicazione del Rapporto Europeo 2010-2011 può apparire in controtendenza,
                                    perché avviene nel momento in cui l’architettura europea incentrata sulla moneta unica e
                                    sull’integrazione economica sembra sul punto di capitolare di fronte agli attacchi della spe-
                                    culazione finanziaria e sotto il peso del debito sovrano degli Stati membri.
                                            Eppure è proprio in questo frangente che occorre dare nuovo impulso al progetto
                                    europeo di integrazione politica, sociale, economico e culturale. Spes contra speme.
                                            La tranquilla e consapevole forza di un processo di coesione, in uno spazio che
                                    comprende grandi diversità culturali, linguistiche, storiche, politiche e che pure si è dato
                                    istituzioni e una Costituzione comuni.
                                            Nel tempo della globalizzazione non vi sarebbe progetto più attuale, adeguato per
                                    globalizzare diritti, tutelare specificità territoriali, dialogare con l’esterno, competere con
                                    altre regioni. Se non fosse che negli ultimi tempi il “grande sogno” europeo si è ridotto a
                                    semplice strumento ed obiettivo di aggregazione economica, peraltro appiattita sull’ideolo-
                                    gia neoliberista che, per l’appunto, sovrasta la vera “invenzione” europea, cioè la creazione
                                    di sistemi integrati di Stato sociale, di protezione e promozione di contratti sociali fondati
                                    su solidarietà e cooperazione pubblico-privato.
                                            Quando il solo parametro per misurare una politica diventa l’efficienza economico-fi-
                                    nanziaria e al valore della ricchezza generata dal lavoro si sostituisce l’illusione di ricchezze
                                    giocate sulla speculazione finanziaria, allora il sogno europeo è destinato a svanire.
                                            Ecco, allora, che il resoconto della gestione dei fondi europei da parte di Regione
                                    Toscana, utilizzati cercando di interpretare al meglio le finalità di coesione sociale, sviluppo
                                    sostenibile e innovazione contenute nel disegno strategico di Lisbona, dell’Agenda Sociale,
                                    dei Fondi Strutturali e di Europa 2020, è un modo per ribadire come il progetto europeo ab-
                                    bia ancora in sé potenzialità e validità che aspettano di essere colte e sviluppate da parte
                                    di tutti, dalle istituzioni alle forze sociali.
                                            È una scelta politica. Una opportunità da cogliere, tanto più di fronte a una drastica
                                    riduzione delle risorse statali e di quelle a disposizione dei cittadini. Qui si pone la sfida, an-
                                    che per la Toscana, di una maggiore efficienza non solo nella capacità di spesa e di gestio-
                                    ne dei fondi europei, ma anche nella capacità di mobilitare gli attori sociali e istituzionali,
                                    metterli in rete, selezionare obiettivi e progetti, concentrare risorse su programmi strategici
                                    per lo sviluppo della nostra regione.
                                            In poche parole, è la sfida della governance, che noi immaginiamo come equilibrio
                                    tra condivisione e responsabilità delle scelte e degli indirizzi che un governo credibile deve
                                    avere il coraggio di compiere.
RAPPORTO EUROPEO 2010-2011 - Regione Toscana
6       Rapporto Europeo 2010-2011                                                                                                                                                 da Lisbona ad Europa 2020   7

                                                                                                    1. DA LISBONA AD EUROPA 2020

                                                                                                    1.1 LA STRATEGIA DI LISBONA
        Il nuovo ciclo di programmazione 2014-2020, di cui anticipiamo i temi in questo Rap-
porto Europeo 2010-2011, sarà il primo e decisivo banco di prova.                                           Nel marzo 2000, di fronte alle sfide della globalizzazione e della rivoluzione tecnologi-
        Niente di tutto ciò può essere delegato a istituzioni finanziarie, fosse anche la Banca     ca, i leader politici dell’Unione europea si sono riuniti a Lisbona, lanciando l’obiettivo di fare
Europea; è compito delle istituzioni democratiche rappresentative dei cittadini europei e dei       dell’Unione entro il 2010 “l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica
territori, governare le politiche di coesione e sviluppo.                                           del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori
        Gli strumenti della nuova programmazione offrono uno scenario ben definito, dal             posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”1.
momento che non è soltanto la crescita quantitativa a determinare lo sviluppo, ma anche                     Alla base di tale iniziativa vi era la presa di coscienza del fatto che, per migliorare il
quella qualitativa.                                                                                 proprio tenore di vita e per mantenere il proprio modello sociale unico, l’UE doveva incre-
        I diversi fondi europei che sono analizzati nel Rapporto disegnano una nuova politica       mentare la produttività e la competitività per far fronte ad una concorrenza mondiale sem-
di coesione, fondata sulla sostenibilità ambientale e sociale e l’innovazione, all’interno del-     pre più agguerrita. In particolare, con la Strategia di Lisbona sono stati individuati i seguenti
la quale la Toscana può giocare un ruolo importante. Non solo perché la nostra regione fa           principali obiettivi da soddisfare nel decennio 2000-2010:
segnare ottime performance nella gestione dei fondi 2007-2013, come lo stesso Rapporto              • tasso di occupazione maschile 15-54 anni: 85%;
evidenzia. Ma soprattutto perché la ricchezza sociale, ambientale, culturale, produttiva, ne        • tasso di occupazione femminile 15-54 anni: 64%;
fanno una ragione adatta ad incontrare gli indirizzi dei diversi fondi.                             • tasso di occupazione persone 55-64 anni: 50%;
        Dipenderà da tutti noi. Dalla Regione e dalla sua capacità di guida dei processi di         • tasso di abbandono scolastico 18-24 anni: 85%;
governo; ma anche dalla società toscana e dalla sua volontà e capacità di fare gioco di             • tasso partecipazione alla formazione permanente persone 25-64 anni: 85%;
squadra per vincere la concorrenza di altri territori europei, producendo effetti positivi in re-   • tasso di spesa delle imprese in R&S in % sul PIL: 2%;
lazione all’attuazione della strategia Europa 2020 e rispetto al raggiungimento delle priorità      • tasso di spesa pubblica istituti superiori ed enti no profitti per R&S in % sul PIL: 1%.
strategiche dell’Unione.                                                                                    È risultato chiaro che il programma di riforme non poteva essere perseguito solo a
        Il valore aggiunto del nuovo ciclo di programmazione 2014-2020 dei fondi UE sta             livello dell’UE (come era accaduto, ad esempio, per il programma del mercato unico del
tutto qui, nella possibilità che ci offre di utilizzare strumenti per lo sviluppo.                  1992), ma che il raggiungimento di risultati richiedeva una stretta cooperazione tra UE e
        Il bilancio comunitario, come ha scritto tempo fa Jacques Delors “Serve il rigore ma        gli Stati membri, dal momento che molti dei settori politici interessavano le competenze di
anche la crescita” è prima di tutto uno strumento di solidarietà e una potente leva di svilup-      questi ultimi. Il programma, inoltre, rifletteva, per la prima volta, la consapevolezza che le
po, due concetti attorno ai quali è possibile tornare a far vivere il progetto europeo.             economie degli Stati membri sono intrinsecamente legate tra loro e che l’azione (o inazione)
                                                                                                    di ognuno di questi avrebbe potuto avere notevoli conseguenze sull’insieme dell’Unione.
                                                                                                            La strategia originaria, però, si è gradualmente trasformata in una struttura eccessi-
                                                                                                    vamente complessa, con finalità e azioni multiple e con una ripartizione poco chiara delle
                                                                                                    responsabilità e dei compiti, soprattutto tra l’UE e gli Stati membri. Per tale motivo, nel
                                                                                                    2005, i Capi di Stato e di Governo dell’Unione hanno deciso di rilanciare la Strategia di
                                                                                                    Lisbona centrandola su due obiettivi cruciali: la crescita economica e l’occupazione, ovvero
                                                                                                    realizzare una crescita più stabile e duratura e creare nuovi e migliori posti di lavoro. Nello
                                                                                                    specifico, la definizione di 4 settori prioritari: 1) investire in conoscenza ed innovazione; 2)
                                                                                                    liberare il potenziale delle imprese, in particolare delle PMI; 3) occupazione per le categorie

                                                                                                    1   Conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo, Lisbona 23 e 24 marzo 2000.
RAPPORTO EUROPEO 2010-2011 - Regione Toscana
8        Rapporto Europeo 2010-2011                                                                                                                                          da Lisbona ad Europa 2020     9

prioritarie; 4) una politica energetica per l’Europa hanno consentito di compiere un impor-         Indice di Lisbona
tante passo avanti per una più chiara definizione degli obiettivi su cui il programma doveva
concentrarsi. È stata inoltre posta in essere una nuova struttura di gestione, basata su un
partenariato tra Stati membri e istituzioni dell’UE2.
        In questo contesto, nel giugno del 2005 sono stati approvati gli “Orientamenti integrati
per la crescita e l’occupazione 2005-2008” sulla base dei quali la Commissione europea,
con una raccomandazione inviata a ciascuno Stato membro, ha richiesto la redazione di un
Programma Nazionale di Riforma (PNR) su base triennale, in cui indicare le riforme e le altre mi-
sure di competenza nazionale necessarie ad avvicinarsi agli obiettivi della Strategia di Lisbona.
        Il Governo italiano ha presentato alla Commissione europea nell’ottobre del 2005
il suo PNR per il triennio 2005-2008 denominato “Piano per l’Innovazione, la Crescita e
l’Occupazione” (PICO). Il Piano si era posto come obiettivo il miglioramento della posizio-
ne competitiva del Paese, attraverso l’individuazione di cinque obiettivi prioritari: l’amplia-
mento dell’area di libera scelta dei cittadini e delle imprese, l’incentivazione della ricerca
scientifica e dell’innovazione tecnologica, il rafforzamento del ruolo dell’istruzione e della                                                                             L’indice di Lisbona è il grado
                                                                                                                                                                           di avvicinamento delle regioni
formazione come motore della crescita, l’adeguamento delle infrastrutture materiali ed
                                                                                                                                                                           UE agli obiettivi di Lisbona: un
immateriali e la tutela ambientale. In sintesi il PICO indicava cosa lo Stato intendeva fare                                                                               punteggio pari a 100 indica che
per migliorare le condizioni di ambiente economico e sociale ai fini di propiziare crescita ed                                                                             una regione ha raggiunto tutti gli
occupazione, per potenziare la posizione competitiva dell’Italia.                                                                                                          otto obiettivi. La regione più di-
                                                                                                                                                                           stante dall’obiettivo ha un pun-
        Nell’ottobre del 2006 e del 2007 sono stati presentati i primi due rapporti sullo stato                                                                            teggio pari a 0.
di attuazione del PICO, che sono stati analizzati dalla Commissione europea e sintetizzati
in un Rapporto sullo stato di attuazione della Strategia di Lisbona nell’Unione presentato
a gennaio di ogni anno. Nel marzo del 2008 il Consiglio europeo di Primavera ha avviato il
secondo ciclo triennale della strategia rinnovata per la crescita e l’occupazione rafforzando       Fonte: Eurostat
l’impegno rispetto agli orientamenti integrati e alle 4 priorità di intervento individuati. In
questo contesto, nell’ottobre del 2009 è stato presentato dal Governo italiano il primo ed                   L’obiettivo di fondo della Strategia era quello di migliorare il ritmo e la qualità delle
unico Rapporto sullo stato di attuazione del PICO 2008-2010. Nonostante i buoni propositi,          riforme a livello nazionale ed europeo. Questa ha senz’altro influito sui Programmi di Riforma
la Strategia di Lisbona non ha ottenuto i suoi principali obiettivi di incremento dell’occupa-      suscitando nelle parti interessate un maggiore consenso sulle sfide e sulle risposte politiche.
zione e della produttività. Nello specifico:                                                                 Alcune riforme strutturali promosse dall’agenda di Lisbona hanno reso l’economia
• l’UE, nel 2008 aveva raggiunto un tasso di occupazione del 66% (dal 62% del 2000), ma             dell’UE più resistente all’attuale crisi economica e finanziaria (riforma dei sistemi pensioni-
    questo è nuovamente sceso a causa della crisi;                                                  stici). Prima che avesse inizio la crisi, le riforme concordate nel contesto di Lisbona hanno
• l’UE non è riuscita a colmare il divario di crescita della produttività rispetto ai principali    prodotto benefici concreti, tra cui la creazione di 18 milioni di nuovi posti di lavoro.
    paesi industriali: la spesa totale in R&S nell’UE, espressa in percentuale del PIL, è au-                È pur vero, comunque, che nell’ambito dell’attuazione della Strategie di Lisbona le
    mentata solo marginalmente (dall’1,82% del 2000 all’1,9% del 2008).                             raccomandazioni specifiche della Commissione destinate a singoli Stati membri hanno avu-
        Sarebbe tuttavia troppo semplicistico concludere che la strategia è fallita perché gli      to effetti variabili ed il ritmo di attuazione delle riforme è stato lento e diseguale anche a
obiettivi non sono stati raggiunti, in quanto occorre tener conto anche dell’importante ruolo       causa di una titolarità non sempre certa e di strutture di gestione deboli.
svolto dal ciclo economico, dagli eventi esterni e dall’impatto delle politiche pubbliche. La                Inoltre la Strategia di Lisbona non ha sufficientemente riconosciuto l’importanza dell’in-
Strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione è giunta a scadenza in un momento in           terdipendenza delle economie europee ed in particolare di quelle dell’Area euro (AE). Il poten-
cui gli effetti della crisi economica si sono fatti sentire pesantemente sulle economie eu-         ziale di crescita e di occupazione delle economie europee verrà sfruttato al meglio solo se
ropee. Nel 2009, il PIL è sceso del 4%, la disoccupazione ha raggiunto la percentuale del           tutti gli Stati membri attuano le riforme ad un ritmo simile, tenendo conto delle proprie sfide
10%, e le finanze pubbliche hanno subito un forte deterioramento, con deficit che hanno             nazionali e dell’incidenza delle proprie azioni (o della mancanza di queste) su altri Stati membri
raggiunto il 7% del PIL e con livelli di debito che sono aumentati di 20 punti percentuali in       e sull’Unione nel suo insieme. La crisi economica ha posto chiaramente in luce questa inter-
due anni, mandando in fumo 20 anni di risanamento.                                                  dipendenza: il ritmo ineguale dei progressi non ha solo impedito il determinarsi di importanti
                                                                                                    ricadute positive e di sinergie, ma in alcuni casi ha persino dato luogo a ricadute negative.
2   Valutazione della strategia di Lisbona, SEC (2010) 114, Bruxelles, 2 febbraio 2010.
RAPPORTO EUROPEO 2010-2011 - Regione Toscana
10       Rapporto Europeo 2010-2011                                                                                                                                                    da Lisbona ad Europa 2020   11

1.2 LA CRISI E LA RISPOSTA DELL’UNIONE: EU 2020                                                              Con la crisi le sfide globali si sono accentuate:
                                                                                                     • l’Europa dovrà far fronte alla concorrenza in aumento delle economie sviluppate e emer-
       La recente crisi economica è un fenomeno senza precedenti per la presente genera-                 genti. Paesi come la Cina o l’India stanno investendo massicciamente nella ricerca e
zione. I progressi costanti dell’ultimo decennio in termini di crescita e creazione di posti di          nella tecnologia per far salire le loro industrie nella catena del valore e “irrompere”
lavoro sono stati completamente annullati.                                                               nell’economia mondiale;
       Oltre a costituire uno shock enorme per milioni di cittadini, la crisi ha evidenziato         • le finanze mondiali hanno ancora bisogno di misure correttive. La disponibilità di “credi-
alcune carenze fondamentali della economia del vecchio continente ed ha reso molto meno                  to facile”, la tendenza a pensare a breve termine e l’assunzione di rischi eccessivi sui
incoraggianti le prospettive di una crescita economica futura. La situazione ancora fragile              mercati finanziari di tutto il mondo hanno incoraggiato un comportamento speculativo,
del sistema finanziario ostacola la ripresa, le finanze pubbliche hanno subito un forte de-              dando luogo a una crescita alimentata da bolle speculative e da notevoli squilibri. L’Eu-
terioramento, con deficit medi pari al 7% del PIL e livelli di debito superiori all’80% del PIL.         ropa sta cercando soluzioni globali da cui scaturisca un sistema finanziario efficiente e
       Due anni di crisi hanno cancellato un ventennio di risanamento di bilancio. Un gran               sostenibile;
numero di piani d’investimento, talenti e idee rischia di andare perso per le incertezze, la         • le sfide relative al clima e alle risorse richiedono misure drastiche. La forte dipendenza
stasi della domanda e la mancanza di finanziamenti.                                                      dai combustibili fossili, come il petrolio, e l’uso inefficiente delle materie prime espon-
                                                                                                         gono i consumatori e le imprese a dannosi e costosi shock dei prezzi, minacciando la
Crescita del PIL pro capite, 2000-2011
                                                                                                         sicurezza economica e contribuendo al cambiamento climatico.
Variazione media annua %              					                                        Fonte: Eurostat
                                                                                                             La crisi ha messo in evidenza alcuni punti fermi:
                                                                                                     • le 27 economie dell’UE sono estremamente interdipendenti: la crisi ha evidenziato gli
                                                                                                         stretti collegamenti e le ricadute tra le economie nazionali, specialmente nell’AE. Le ri-
                                                                                                         forme (o la mancanza di riforme) in un Paese hanno ripercussioni sulla situazione di tutti
                                                                                                         gli altri, come dimostrano le recenti crisi finanziarie di alcuni Stati membri dell’AE, quali
                                                                                                         Irlanda, Grecia, Portogallo, Spagna ed Italia;
                                                                                                     • il coordinamento nell’UE è fondamentale: la risposta alla crisi è la prova che un’azione
                                                                                                         concertata a livello di Unione risulta nettamente più efficace, come è stato dimostrato
                                                                                                         mediante l’azione comune volta a stabilizzare il sistema bancario e l’adozione di un
                                                                                                         piano europeo di ripresa economica. In un mondo globale, nessun Paese può affrontare
                                                                                                         efficacemente le sfide se agisce da solo3.
                                                                                                             L’aggravarsi del quadro macroeconomico nel corso del biennio 2008-2009, la fragilità
                                                                                                     finanziaria mostrata da alcuni paesi europei, quali Irlanda e Spagna, Portogallo ed Italia, l’im-
                                                                                                     portanza di un maggiore coordinamento macro e micro economico delle politiche degli Stati
                                                                                                     membri, hanno fatto emergere la necessità di una riforma dell’intero sistema di governance
                                                                                                     dell’Unione Europa.
                                                                                                             In questo contesto, nel marzo 2010 la Commissione ha presentato la Strategia EU
       La crisi ha messo in evidenza le carenze strutturali dell’Europa quali:
                                                                                                     2020, successivamente approvata dal Consiglio e dal Parlamento europeo, che mira a
• il tasso medio di crescita dell’Europa è strutturalmente inferiore a quello dei principali
                                                                                                     rafforzare l’architettura della governance economica e politica comunitaria, allargando la
  partner economici, in gran parte a causa del divario di produttività che si è andato ac-
                                                                                                     sorveglianza macroeconomica agli squilibri di natura non fiscale e integrandola con la piani-
  centuando nell’ultimo decennio dovuto agli investimenti di minore entità nella R&S e
                                                                                                     ficazione strategica. La Strategia EU 2020 sostituisce dunque quella di Lisbona (definita nel
  nell’innovazione, un uso insufficiente delle tecnologie dell’informazione e della comuni-
                                                                                                     2000) nel delineare le grandi direttrici politiche per stimolare lo sviluppo e l’occupazione.
  cazione, la riluttanza all’innovazione di alcuni settori delle società, ostacoli all’accesso
                                                                                                             Il modello di crescita proposto è “intelligente” (in quanto promuove la conoscenza,
  al mercato e un ambiente imprenditoriale meno dinamico;
                                                                                                     l’innovazione, l’istruzione e la società digitale), “inclusivo” (incentiva la partecipazione al
• nonostante i progressi registrati, i tassi di occupazione in Europa – 69% in media per le
                                                                                                     mercato del lavoro, l’acquisizione delle competenze e la lotta alla povertà) e “sostenibile”
  persone di età compresa tra 20 e 64 anni – sono ancora nettamente inferiori rispetto
                                                                                                     (rende la produzione più efficiente nell’uso delle risorse naturali). Queste tre priorità che si
  ad altre parti del mondo;
                                                                                                     rafforzano a vicenda intendono aiutare l’UE e gli Stati membri a conseguire elevati livelli di
• l’invecchiamento della popolazione sta accelerando. Con l’ondata di pensionamenti dei
                                                                                                     occupazione, produttività e coesione sociale.
  figli del baby boom, la popolazione attiva dell’UE inizierà a diminuire dal 2013/2014,
  trend che comporterà una pressione supplementare sui sistemi assistenziali.
                                                                                                     3   Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, COM(2010) 2020 Bruxelles, 3 marzo 2010.
RAPPORTO EUROPEO 2010-2011 - Regione Toscana
12        Rapporto Europeo 2010-2011                                                                                                                                                                          da Lisbona ad Europa 2020   13

         La nuova Strategia si differenzia dalla precedente per due aspetti importanti: il primo                          Distanza dell’Italia dal raggiungimento degli obiettivi di EU 2020 – anno 2009
riguarda il suo meccanismo di governance del processo, basato sul ciclo di programmazio-
ne del Semestre Europeo e su un allineamento, anche nelle scadenze temporali, delle fasi
di sviluppo, presentazione e discussione dei Programmi di Stabilità e Crescita (PSC) e dei
Programmi Nazionali di Riforma (PNR) di competenza degli Stati membri. Il secondo concer-
ne il ruolo della Commissione europea, che non solo ha il compito di monitorare i progressi
dei singoli Stati, ma ha anche la facoltà di produrre raccomandazioni e censure politiche,
qualora i miglioramenti non risultassero soddisfacenti4.
         È opinione diffusa che l’UE debba concordare un numero limitato di obiettivi principa-
li per il 2020 per guidare i progressi dei vari Stati membri. Questi obiettivi oltre che essere
coerenti con una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, devono essere misurabili,
riflettere la diversità delle situazioni dei vari Stati e basarsi su dati sufficientemente atten-
dibili da consentire un confronto.
         Per tali motivi, a differenza di quanto fatto per la Strategia di Lisbona, è stato sele-
zionato un numero contenuto di obiettivi, in particolare sono stati individuati 5 traguardi:
1. il tasso di occupazione delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni deve passare al 75%
     (attualmente il dato è al 69%), anche mediante una maggior partecipazione delle donne e dei
     lavoratori più anziani e una migliore integrazione dei migranti nella popolazione attiva;
2. il 3% del PIL dell’UE deve essere investito in Ricerca e Sviluppo (R&S). L’obiettivo attuale
     ha richiamato una maggiore collaborazione tra investimenti pubblici e privati, ma più che
     sul risultato si basa sui mezzi utilizzati per raggiungerlo;
3. ridurre le emissioni di gas a effetto serra almeno del 20% rispetto ai livelli del 1990;
     portare al 20% la quota delle fonti di energia rinnovabile nel consumo finale di energia;
     migliorare del 20% l’efficienza energetica;                                                                          Fonte: Elaborazioni Istat su dati Eurostat
4. il tasso di abbandono scolastico deve essere inferiore del 10% (attualmente il tasso di abban-
     dono scolastico è al 15%) e almeno il 40% dei giovani deve avere una laurea ed un diploma;                           (a) per la rappresentazione dell’indicatore relativo all’obiettivo “povertà”, che nella Strategia di EU 2020 prevede
                                                                                                                              come valore aggregato UE una riduzione di 20 milioni delle persone a rischio di povertà ed esclusione, è stata
5. il numero di europei che vivono al di sotto delle soglie di povertà nazionali dovrebbe                                     utilizzata la quota assegnata all’Italia dal PNR che prevede una riduzione di 2,2 milioni di persone.
                                                                                                                          (b) Anno 2008.
     essere ridotto del 25%, facendo uscire dalla povertà più di 20 milioni di persone.
         Tutti questi obiettivi sono connessi tra di loro. Livelli d’istruzione più elevati, ad esem-                             Gli Stati membri, in stretto raccordo con la Commissione, dovranno rapidamente met-
pio, favoriscono l’occupabilità ed i progressi compiuti nell’aumentare il tasso di occupa-                                tere a punto i rispettivi traguardi nazionali, indicando nei PNR i bottlenecks (colli di bottiglia)
zione contribuiscono a ridurre la povertà. Una maggior capacità di R&S e di innovazione                                   che ostacolano la crescita e le soluzioni individuate per il loro superamento. Anche le Re-
in tutti i settori dell’economia, associata ad un uso più efficiente delle risorse, migliorerà                            gioni europee avranno un ruolo fondamentale nell’attuazione di quelle politiche necessarie
la competitività e favorirà la creazione di posti di lavoro. Investendo in tecnologie più pu-                             per il raggiungimento degli obiettivi di EU 2020.
lite a basse emissioni di carbonio si proteggerà l’ambiente, si contribuirà a combattere il                                       Le misure di livello europeo, nazionale e regionale, dovrebbero rafforzarsi a vicenda
cambiamento climatico e si creeranno nuovi sbocchi per le imprese e nuovi posti di lavoro.                                ed il ruolo della Commissione sarà quello di valutare i progressi verso il conseguimento
Gli investimenti in R&S, innovazione, istruzione e tecnologie efficienti sotto il profilo delle                           degli obiettivi, agevolare gli scambi politici e presentare le proposte normative necessarie.
risorse comporteranno vantaggi per i settori tradizionali, per le zone rurali e per le economie                                   Per il raggiungimento dei 5 obiettivi di EU 2020, la Commissione ha presentato sette
di servizi altamente specialistici, rafforzando la coesione economica, sociale e territoriale5.                           iniziative faro:
                                                                                                                          1. l’Unione dell’innovazione per migliorare le condizioni generali e l’accesso ai finanziamen-
4 La Situazione del Paese nel 2010, Istat, Rapporto annuale 2010.
5 La politica di coesione economica e sociale dell’UE è finalizzata a promuovere uno sviluppo equilibrato, armonioso
                                                                                                                              ti per la ricerca e l’innovazione, facendo in modo che le idee innovative si trasformino in
e sostenibile della Comunità, riducendo le disuguaglianze tra le diverse regioni europee. La necessità di garantire uno       nuovi prodotti e servizi tali da stimolare la crescita e l’occupazione;
sviluppo armonioso del territorio comunitario figurava già nel preambolo del Trattato di Roma del 1957, ma è solo nel     2. Youth on the move per migliorare l’efficienza dei sistemi di insegnamento e agevolare
1986, con l’Atto Unico europeo, che la coesione economica e sociale diviene espressamente un obiettivo prioritario
della Comunità, per essere infine riconosciuta come politica dal Trattato di Maastricht del 1992, negli articoli da 158       l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro;
a 162 del Trattato CE. Il trattato di Lisbona introduce una terza dimensione oltre a quella economica e sociale: parla
di “politica di coesione territoriale”. Ciò significa che la politica di coesione deve anche andare in direzione di uno
sviluppo territoriale più equilibrato e sostenibile (Cfr. artt. 174 e ss TFUE, ex artt. 158 e ss del TCE).
RAPPORTO EUROPEO 2010-2011 - Regione Toscana
14          Rapporto Europeo 2010-2011                                                                                                                                                                           da Lisbona ad Europa 2020   15

3. un’Agenda europea del digitale per accelerare la diffusione di Internet ad alta velocità e                                            EU 2020 IN SINTESI
   sfruttare i vantaggi di un mercato unico del digitale per famiglie e imprese;
4. un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse per contribuire a scindere la                                                       PRIORITÀ                           OBIETTIVI                              INIZIATIVE FARO
     crescita economica dall’uso delle risorse, favorire il passaggio a un’economia a
     basse emissioni di carbonio, incrementare l’uso delle fonti di energia rinnovabi-                                                                   1. Occupazione
     le, modernizzare il settore dei trasporti e promuovere l’efficienza energetica;                                                                         • innalzamento al 75% del tasso di occupazione 1. Agenda digitale europea.
                                                                                                                                                                (per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64
5. una Politica industriale per l’era della globalizzazione onde migliorare il clima imprendi-                                                                  anni).
    toriale, specialmente per le PMI, e favorire lo sviluppo di una base industriale solida e
    sostenibile in grado di competere su scala mondiale;                                                                                                 2. R&S / innovazione
6. un’Agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro onde modernizzare i mercati                                                       Crescita          • aumento degli investimenti in ricerca e 2. Unione dell’innovazione.
                                                                                                                                          intelligente            sviluppo ed innovazione al 3% del PIL dell’UE
    occupazionali e consentire alle persone di migliorare le proprie competenze in tutto l’ar-                                                                    (pubblico e privato insieme).
    co della vita al fine di aumentare la partecipazione al mercato del lavoro e di conciliare                                                           4. Istruzione
    meglio l’offerta e la domanda di manodopera, anche tramite la mobilità dei lavoratori;                                                                    • riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto 3. Youth on the move.
                                                                                                                                                                  del 10%.
7. la Piattaforma europea contro la povertà per garantire coesione sociale e territoriale                                                                     • aumento al 40% dei 30-34enni con
    in modo tale che i benefici della crescita e i posti di lavoro siano equamente distribuiti                                                                    un’istruzione universitaria.
    e che le persone vittime di povertà e esclusione sociale possano vivere in condizioni
    dignitose e partecipare attivamente alla società.
        Queste sette iniziative faro vedranno impegnati l’UE, gli Stati membri e le Regioni.                                                             3. Cambiamenti climatici /energia
                                                                                                                                                                                                                4. Europa efficiente sotto il
        Gli strumenti dell’UE, in particolare il mercato unico, gli strumenti finanziari e gli stru-                                                                                                                profilo delle risorse.
                                                                                                                                                             • riduzione delle emissioni di gas serra del
menti della politica esterna, saranno mobilitati integralmente per eliminare le strozzature e                                              Crescita              20% (o persino del 30%, se le condizioni lo
conseguire gli obiettivi di EU 2020.                                                                                                      sostenibile            permettono) rispetto al 1990.
        Come priorità immediata, la Commissione ha individuato le misure da adottare per                                                                     •   20% del fabbisogno di energia ricavato da
                                                                                                                                                                 fonti rinnovabili.                              5. Politica industriale per
definire una strategia di uscita credibile dalla crisi, portare avanti la riforma del sistema                                                                •   aumento del 20% dell’efficienza energetica.    l’età della globalizzazione.
finanziario, garantire il risanamento del bilancio ai fini di una crescita a lungo termine e
intensificare il coordinamento con l’Unione economica e monetaria (UEM)6.
        Come nel precedente ciclo di programmazione, la Regione Toscana attuerà gli obiet-                                                               1. Occupazione
tivi di EU 2020 e delle nuove politiche di coesione, attraverso il Programma Regionale di                                                                     • innalzamento al 75% del tasso di occupazione
                                                                                                                                                                  (per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64
Sviluppo (PRS) 2011-2015 quale masterplan della programmazione regionale. Questo as-                                                                              anni).
                                                                                                                                                                                                                   6. Agenda per nuove
solve ad una duplice funzione: è uno strumento “multifondo” in quanto canalizza le risorse                                                                                                                       competenze e nuovi lavori.
                                                                                                                                                         4. Istruzione
comunitarie, nazionali e regionali, e “multilivello”, essendo uno strumento di raccordo della                                              Crescita
                                                                                                                                                              • riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto
programmazione comunitaria, nazionale e regionale.                                                                                                                del 10%.
                                                                                                                                           inclusiva
                                                                                                                                                              • aumento al 40% dei 30-34enni con
        Il PRS permette un coordinamento dei processi di programmazione, ne costituisce la                                                                        un’istruzione universitaria.
cornice di riferimento e ne declina le priorità di legislatura. Queste ultime trovano attuazione                                                         5. Povertà / emarginazione
a livello annuale con il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF) e con                                                                     • almeno 20 milioni di persone a rischio o in 7. Piattaforma europea
                                                                                                                                                                  situazione di povertà ed emarginazione in         contro la povertà.
le politiche di bilancio.                                                                                                                                         meno.
        Di seguito si propongono due tabelle, la prima che sintetizza le priorità, gli obiettivi e
le iniziative faro di EU 2020 e la seconda riassuntiva degli obiettivi di EU 2020 raccordati
con il nuovo PRS. Questo ultimo contiene anche i macro indicatori che, al proprio livello
misurano gli obiettivi base di EU 2020 in modo da evidenziare, attraverso un monitoraggio
annuale7 il grado di raggiungimento degli stessi.

6 Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, COM(2010) 2020, Bruxelles, 3 marzo 2010.
7 La L.R. 49/1999 prevede la presentazione di un rapporto di monitoraggio strategico annuale. Il comma 4 dell’art. 16
stabilisce che le fasi del ciclo di programmazione corrispondenti al periodo di validità del PRS e l’attuazione dei documenti di
programmazione economica e finanziaria sono oggetto di monitoraggio strategico generale. In tal ambito, la Giunta regionale
presenta annualmente al Consiglio regionale, unitamente al DPEF, un Rapporto generale di monitoraggio sullo stato di
attuazione delle politiche di intervento, con l’indicazione delle risorse previste ed utilizzate e degli indicatori definiti dal DPEF.
RAPPORTO EUROPEO 2010-2011 - Regione Toscana
16

                                                                           RACCORDO TRA STRATEGIA EU 2020 E PRS 2011 - 2015

  OBIETTIVI EU 2020                             OBIETTIVI PRS RT                                                            INDICATORE                                                                    RT                ITALIA                ITALIA – OBIETTIVO AL 2020

                            Promuovere la creazione di lavoro qualificato e ridurre                                           Tasso di occupazione 20-64 anni.                                         67,8%                61,7%
                            la precarietà, incentivando l’occupazione in tutte le sue
                            forme, in particolare di giovani e donne, mantenendo
                            l’obiettivo di favorire in primo luogo la creazione di posti
Obiettivo 1                 di lavoro stabili e di qualità.                                           ISTAT.             Tasso di occupazione femminile 20-64 anni.                                    57,8%                49,7%
Il 75% delle persone di
età compresa tra 20 e                                                                                                                                                                                                                                           67-69%
                                                                                              Indagine sulle forze
64 anni deve avere un                                                                         lavoro. Anno 2010.
lavoro.
                            Potenziare il sistema dei servizi per l’impiego per la
                            riqualificazione professionale e il reinserimento sul                                             Tasso di occupazione 55-64 anni.                                         40,1%                35,7%
                            mercato del lavoro.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Rapporto Europeo 2010-2011

                                                                                                ISTAT Indicatori di
Obiettivo 2                           la ricerca per massimizzarne l’efficacia e                contesto chiave e                                                                                      1,01%
Il 3% del PIL dell’UE deve Sostenere                                                                                         Spesa in ricerca e sviluppo sul PIL.                                                            1,2%                                1,53%
                                                                                             variabili di rottura Anno                                                                                 (2007)
essere investito in R&S. valorizzare le attività di ricerca applicata.                                 2008.

                                                                                                    Eurostat                Emissioni gas a effetto serra (2009).                                        n.d.                 -5%                                 -13%
                                                                                                   Anno 2011.

                            Razionalizzare e ridurre i consumi energetici, migliorare
Obiettivo 3                 l’efficienza energetica degli edifici, a partire dagli edifici
Raggiungere i traguardi     pubblici, e dei processi produttivi, sviluppare le energie              Eurostat                           Fonti rinnovabili.                                          +12% (2005)               +6,8                                +17%
“20/20/20” in materia       rinnovabili per raggiungere gli obiettivi comunitari al 2020,          Anno 2011.
di clima/energia.           compreso l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas
                            climalteranti.
                                                                                                                         Efficienza energetica (riduzione del consumo                                                                           Riduzione del consumo primario
                                                                                                                                     di energia in milioni di                                            n.d.                 n.d.             di energia: 27,9 mln di tonnellate
                                                                                                                                tonnellate equivalente petrolio).                                                                                     equivalente petrolio.

                            Promuovere l’educazione, la formazione e la
                            qualificazione del capitale umano lungo tutto l’arco
                            della vita.                                                                                  Giovani che abbandonano prematuramente
                                                                                                                         gli studi (18-24 anni, max licenza media e                               16,6% (2008)              19,2%                               15-16%
Obiettivo 4                                                                                           ISTAT              non frequenta corsi scolastici o formativi).
Il tasso di abbandono       Sviluppare il sistema regionale delle competenze e                Indicatori di contesto
scolastico deve essere      dell’orientamento.                                                 chiave e variabili di
inferiore al 10% e almeno                                                                      rottura Anno 2009.
il 40% dei giovani deve
avere una laurea o un       Sostenere l’alta formazione e la qualificazione                       IT: Eurostat
diploma.                    professionale dei giovani in raccordo con la domanda del          EU-LFS Anno 2009.           Giovani 30-34 anni con livello di istruzione                              21% (2010)                19%                               26-27%
                            sistema produttivo, migliorando l’apertura e la pertinenza                                                    terziaria
                            dei sistemi di istruzione e formazione.

Obiettivo 5              Contrasto all’esclusione sociale, attraverso la protezione
20 milioni di persone in e promozione dell’infanzia e dell’adolescenza e il                  Indagine EU-SILC Anno       Popolazione che vive al di sotto della soglia                                                  11.152,238
                                                                                                                                                                                                         16%                                      2,2 milioni di poveri in meno.
meno devono essere a sostegno alle famiglie, anche con il rilancio dell’edilizia                     2007.               di povertà (calcolata sulla base dei redditi).                                                   18,7%
rischio povertà.         sociale, in particolare per le situazioni di disagio estremo.

      Fonte: Eurostat
                                                                                                                                                                             società europea e mondiale.

                                                                                                                                                Spesa totale per R&S, 2007
                                                                                                                                                                                                                                                                               1.3 LA PRIORITÀ CRESCITA INTELLIGENTE

                                                                                                                                                                                     L’Europa deve agire sui seguenti fronti:
                                                                                                                                                                             1.3.1 ECONOMIA BASATA SULLA CONOSCENZA E SULL’INNOVAZIONE

                                                                                                                                                                                 ad alta tecnologia giustifica per metà il divario esistente con gli Stati Uniti;

                        • società
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       da Lisbona ad Europa 2020

                          di beni e servizi;
                                                                                                                                                                             crescita, creare posti di lavoro di qualità e contribuire ad affrontare le sfide proprie della

                                                                                                                                                                                 Uniti e il 3,4% in Giappone, soprattutto a causa dei livelli più bassi di investimenti pri-
                                                                                                                                                                             utilizzare in modo ottimale le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e fare in
                                                                                                                                                                             motori dello sviluppo futuro. Ciò significa migliorare la qualità dell’istruzione, potenziare

                                                                                                                                                                                 sull’impatto e sulla composizione della spesa per la ricerca e migliorare le condizioni

                          stribuzione online
                          online e sulla di-
                          delle conoscenze
                          re, sulla diffusione
                          capacità di innova-
                          vamente sulla sua
                          ripercuote negati-
                          velocità, che si
                          da Internet ad alta
                          per quanto riguar-
                          L’Europa accusa
                          imprese europee.
                          quarto proviene da
                          cui però solo un
                          miliardi di euro, di
                          la domanda glo-
                                      digitale:
                                                                                                                                                                             la ricerca, promuovere l’innovazione e il trasferimento delle conoscenze in tutta l’Unione,

                          inoltre un ritardo
                          mercato di 8.000
                          ne rappresenta un
                          della comunicazio-
                          dell’informazione e
                          bale di tecnologie
                                                                                                                                                                                 vati. Non contano soltanto gli importi assoluti spesi in R&S: l’Europa deve concentrarsi
                                                                                                                                                                             — innovazione: la spesa europea per la R&S è inferiore al 2%, contro il 2,6% negli Stati
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       17

                                                                                                                                                                                 per la R&S del settore privato nell’Unione. La quota europea meno elevata di imprese
                                                                                                                                                                             modo che le idee innovative si trasformino in nuovi prodotti e servizi tali da stimolare la
                                                                                                                                                                                     Una crescita intelligente è quella che promuove la conoscenza e l’innovazione come
RAPPORTO EUROPEO 2010-2011 - Regione Toscana
18         Rapporto Europeo 2010-2011                                                                                                                                                                          da Lisbona ad Europa 2020   19

• istruzione, formazione e formazione continua: un quarto degli studenti ha scarse capacità                                   1.3.2 INIZIATIVA FARO: L’UNIONE DELL’INNOVAZIONE
    di lettura mentre un giovane su sette abbandona troppo presto la scuola e la formazione.                                           L’obiettivo è riorientare la politica di R&S e innovazione in funzione delle sfide che si
        Circa il 50% raggiunge un livello di qualificazione medio, che però spesso non corri-                                 pongono alla società europea, come il cambiamento climatico, l’uso efficiente delle risorse
sponde alle esigenze del mercato del lavoro. Meno di una persona su tre di età compresa                                       e l’energia, la salute e il cambiamento demografico. Occorre rafforzare tutti gli anelli della
tra 25 e 34 anni ha una laurea, contro il 40% negli Stati Uniti e oltre il 50% in Giappone. Se-                               catena dell’innovazione, dalla ricerca più teorica alla commercializzazione.
condo l’indice di Shangai8, solo due università europee figurano tra le prime 20 del mondo.                                            A livello dell’UE, la Commissione si adopererà per:
        Con la priorità crescita intelligente l’UE intende contribuire al raggiungimento di 3 dei                             • completare lo spazio europeo della ricerca, definire un programma strategico per la ricerca
5 obiettivi della Strategia EU 2020, ed in particolare dei seguenti:                                                              incentrato su sfide come sicurezza energetica, trasporti, cambiamento climatico e uso
1. raggiungere un tasso di occupazione per donne e uomini di età compresa tra 20 e 64                                             efficiente delle risorse, salute e invecchiamento, metodi di produzione e pianificazione ter-
    anni del 75% entro il 2020, da conseguire offrendo maggiori opportunità lavorative, in                                        ritoriale ecologici, e rafforzare la pianificazione congiunta con gli Stati membri e le regioni;
    particolare a donne, giovani, lavoratori più anziani e meno qualificati e immigrati regolari;                             • migliorare il contesto generale per l’innovazione nelle imprese ad esempio, creando il
2. ottenere livelli di investimento in R&S ed innovazione (pubblico più privato) pari al 3%                                       brevetto unico dell’UE e un tribunale specializzato per i brevetti, modernizzando il qua-
    del PIL dell’UE;                                                                                                              dro per i diritti d’autore e i marchi commerciali, migliorando l’accesso delle PMI alla
3. ottenere migliori risultati scolastici, in particolare:                                                                        tutela della proprietà intellettuale, accelerando la fissazione di standard interoperabili,
    o riducendo gli abbandoni scolastici al di sotto del 10%;                                                                     agevolando l’accesso al capitale e utilizzando integralmente le strategie incentrate sulla
    o garantendo che almeno il 40% dei 30-34enni abbia un’istruzione universitaria o equi-                                        domanda tramite gli appalti pubblici e la regolamentazione intelligente;
        valente.                                                                                                              • lanciare “partenariati europei per l’innovazione” tra l’UE e i livelli nazionali onde accelerare
        L’UE intende raggiungere i suddetti obiettivi mediante le tre iniziative faro di seguito                                  lo sviluppo e l’adozione delle tecnologie necessarie per affrontare le sfide individuate. I pri-
riportate:                                                                                                                        mi partenariati saranno denominati come segue: “costruire la bioeconomia entro il 2020”,
1. Unione dell’innovazione;                                                                                                       “le tecnologie chiave per plasmare il futuro industriale dell’Europa” e “tecnologie che con-
2. Youth on the move;                                                                                                             sentano agli anziani di vivere in modo autonomo e di partecipare attivamente alla società”;
3. Agenda europea del digitale.                                                                                               • potenziare e sviluppare ulteriormente il ruolo pro-innovazione degli strumenti dell’UE (Fon-
        Le iniziative adottate nell’ambito di questa priorità e le connesse iniziative faro per-                                  di Strutturali, Fondi di sviluppo rurale, Programma Quadro di R&S, Programma Quadro
metteranno di esprimere le capacità innovative dell’Europa, migliorando i risultati nel setto-                                    Competitività e Innovazione (CIP) 2007-2013, Piano strategico per le tecnologie energe-
re dell’istruzione e il rendimento degli istituti di insegnamento e sfruttando i vantaggi che                                     tiche (SET), etc.), anche mediante una più stretta collaborazione con la BEI, e snellire le
una società digitale comporta per l’economia e la società. Queste politiche devono essere                                         procedure amministrative per agevolare l’accesso ai finanziamenti, segnatamente per le
attuate a livello regionale, nazionale e di UE9.                                                                                  PMI, e introdurre meccanismi di incentivazione innovativi legati al mercato del carbonio,
                                                                                                                                  destinati a coloro che progrediscono più rapidamente;
Aumento potenziale del PIL pro capite con il raggiungimento degli obiettivi di EU 2020                                        • promuovere i partenariati per la conoscenza e rafforzare i legami tra istruzione, settore
relativi al tasso di occupazione                                                                                                  delle imprese, ricerca e innovazione, anche tramite l’IET, e stimolare l’imprenditoria so-
CONV: Regioni Convergenza		                            TRANS: Regioni Transizione RCE: Regioni Competitività                      stenendo le giovani imprese innovative10.
                                                                                                                                       A livello nazionale, gli Stati membri dovranno:
                                                                                                                              • riformare i sistemi di R&S e innovazione nazionali (e regionali) per favorire l’eccellenza
                                                                                                                                  e la specializzazione intelligente, intensificare la cooperazione tra università, centri di
                                                                                                                                  ricerca e imprese, attuare una programmazione congiunta e rafforzare la cooperazione
                                                                                                                                  transnazionale nei settori con un valore aggiunto dell’UE e adeguare opportunamente le
                                                                                                                                  procedure di finanziamento nazionali per garantire la diffusione della tecnologia in tutto
                                                                                                                                  il territorio dell’UE;
Fonte: Elaborazioni DG Regio su dati Eurostat
                                                                                                                              • assicurare un numero sufficiente di laureati in scienze, matematica e ingegneria e im-
                                                                                                                                  perniare i programmi scolastici su creatività, innovazione e imprenditoria;
                                                                                                                              • conferire carattere prioritario alla spesa per la conoscenza anche utilizzando incentivi
8 L’indice di Shangai è un indicatore che determina il grado di concorrenzialità delle Università prendendo in                    fiscali e altri strumenti finanziari per promuovere maggiori investimenti privati nella R&S.
considerazione i seguenti parametri: (1) il numero di ex alunni che ha vinto il premio Nobel in fisica, chimica, medicina
ed economia; (2) il numero di docenti che ha vinto il premio Nobel; (3) il numero di lavori pubblicati su Nature o
Science; (4) il numero di lavori pubblicati secondo il Science Citation Index; (5) il numero di lavori molto citati secondo
la banca dati Thomson Isi; (6) gli indicatori descritti divisi per il numero complessivo dei docenti.                         10 Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, COM(2010) 2020 definitivo, Bruxelles, 3
9 Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, COM(2010) 2020, Bruxelles, 3 marzo 2010.              marzo 2010.
20        Rapporto Europeo 2010-2011                                                                                                                                   da Lisbona ad Europa 2020   21

Indice di performance regionale in termini di innovazione 2006                                    Spesa R&S totale in % sul PIL
                                                                                                         REGIONI           2000          2002           2004           2006             2008
                                                                                                  Piemonte                 1,68          1,71           1,67           1,77             1,88
                                                                                                  Lombaria                 1,13          1,20           1,12           1,18             1,24
                                                                                                  Veneto                   0,51          0,70           0,64           0,68             1,05
                                                                                                  Emilia Romagna           0,92          1,25           1,14           1,22             1,33
                                                                                                  Toscana                  1,01          1,11           1,11           1,06             1,14
                                                                                                  Lazio                    1,87          1,89           1,77           1,72             1,79
                                                                                                  Italia                   1,05          1,13           1,10           1,13             1,23
                                                                                                  Fonte: Istat, Eurostat

                                                                                                         Le stime inoltre, riportano che meno del 27% delle imprese toscane si dichiarano in-
                                                                                                  novative. Questa situazione è in parte dovuta alle caratteristiche delle stesse che sono per
                                                                                                  il 97% di piccola e media dimensione, dalla composizione settoriale del sistema produttivo
                                                                                                  regionale che resta specializzato in settori maturi dove la presenza di imprese innovative è
                                                                                                  meno elevata rispetto ai settori a maggiore livello tecnologico, e dal basso rapporto esisten-
                                                                                                  te tra centri di ricerca e mondo delle imprese.

                                                                                                  Spesa in R&S totale per Regione – Anni 2000 e 2008 (in percentuale del PIL Asse di
                                                                                                  sinistra – tasso di variazione medio annuo 2000-2008 asse di destra).

Fonte: Eurostat

1.3.3 LA REGIONE TOSCANA E L’INNOVAZIONE
        Le Regioni sono attori fondamentali nell’ambito dell’iniziativa faro “L’Unione dell’in-    Fonte: Istat
novazione”, essendo queste ultime il principale partner istituzionale delle Università e altri            La Regione Toscana dunque, per superare i suddetti limiti ed in coerenza con la prio-
istituti di ricerca e istruzione e delle PMI.                                                     rità tematica di EU 2020 crescita intelligente – una economia basata sulla conoscenza e
        Rispetto ai tradizionali indicatori proposti per la misura dei processi innovativi la     sull’innovazione – ed in particolare con l’iniziativa faro “l’Unione dell’innovazione” ha posto
Toscana mostra un quadro generale di luci ed ombre. Sul versante degli input dei processi         tra gli indirizzi politici fondamentali dell’attuale legislatura delineati nel PRS 2011-2015 il
innovativi la Regione Toscana mostra livelli di spesa in R&S (1,14% sul PIL) in leggero ritar-    supporto alla “ricerca per massimizzarne l’efficacia e valorizzare le attività di ricerca appli-
do rispetto alla media nazionale (1,23% sul PIL), ma nettamente al di sotto dei valori medi       cata, razionalizzando, riorganizzando e potenziando gli strumenti e le infrastrutture per il
dell’Unione (UE 27 R&S sul PIL 1,77% nel 2007) e sopratutto delle regioni del Nord Europa         trasferimento tecnologico, garantendo azioni di diffusione e trasferimento”.
che segnano valori da 3 a 5 volte superiori alla media toscana.                                           La Regione intende soprattutto rafforzare la capacità di diffusione di nuove cono-
                                                                                                  scenze e tecnologie nel sistema produttivo raccordando il mondo della ricerca a quello delle
22        Rapporto Europeo 2010-2011                                                                                                                                                           da Lisbona ad Europa 2020   23

imprese e promuovendo la formazione e il consolidamento di cluster, reti di collaborazione                           e promettenti), operando una diversificazione in base alla vocazione dei territori. Allo stesso
fra imprese e di reti di subfornitura.                                                                               tempo è necessario che siano poste in essere le condizioni affinché le imprese, specie quelle
        Il tema di Ricerca Sviluppo ed Innovazione (R&S), che attraversa tutte le aree di inter-                     piccole e tradizionali, possano più facilmente accedere a conoscenze più ampie e aumentare
vento delineate dal PRS vigente, realizza un deciso salto di qualità e di prospettiva nell’Atto di                   così la loro capacità di proporre soluzioni innovative. A tal fine, da un lato, saranno realizzati pro-
Indirizzo per la Ricerca e l’innovazione (AIR)11 2011–2015, previsto dalla L.R. 20/2009, che                         grammi di sostegno agli investimenti per l’innovazione - inclusi incentivi per l’acquisto di servizi
definisce i principi generali, gli obiettivi, le priorità e gli strumenti per le politiche per la R&S.               qualificati - dall’altro si realizzeranno interventi di formazione e animazione a favore di manager,
        Il primo obiettivo, è attuare un efficace e pervasivo coordinamento delle politiche e                        imprenditori, addetti alla R&S e all’innovazione tecnologica, per aggiornarne le competenze.
degli investimenti regionali in materia di R&S, indirizzando le risorse verso attività di ricerca                            All’interno di tale percorso un passaggio fondamentale è stato costituito dalla cre-
che prevedano possibilità applicative, creino nuova occupazione e crescita economica. Oc-                            azione della architettura costituita da Poli di innovazione, Distretti Tecnologici, Tecnorete
corre selezionare gli interventi in ambiti strategici e attivare mix di politiche coerenti che si                    e Rete di incubatori, che hanno favorito l’intensificarsi delle relazioni tra enti di ricerca e
integrino a vicenda e che rafforzino il sistema produttivo per meglio fronteggiare la competi-                       imprese, avviando una serie di iniziative volte a favorire il dialogo fra ricerca e mondo pro-
zione internazionale. Non si tratta solo di erogare risorse, ma di ottimizzarne la destinazione                      duttivo, per rendere sempre più mirati, flessibili ed efficaci gli interventi per l’innovazione,
per massimizzare le ricadute sul sistema produttivo.                                                                 con potenziali forti ricadute territoriali, non solo in termini di occupazione e qualificazione
        Il secondo obiettivo, è il rafforzamento del sistema regionale della ricerca e dell’alta                     del capitale umano, ma anche in termini di coinvolgimento e sviluppo delle competenze.
formazione promuovendone le parti che hanno rilevanza strategica per lo sviluppo, sia per                                    Queste ultime, rafforzando adeguatamente il mercato dei servizi qualificati alle im-
le capacità di attrazione che esse conferiscono alla Toscana, sia per le ricadute che la ri-                         prese, potrebbero sostenere il posizionamento competitivo delle stesse, favorendone la
cerca in questi settori può attivare sul territorio regionale. Questo obiettivo è articolato nei                     crescita dimensionale ed i processi di aggregazione; la qualificazione manageriale del tes-
seguenti obiettivi strumentali fra loro strettamente connessi:                                                       suto produttivo con particolare riferimento ai cosiddetti “knowledge intensive services” in
• promuovere lo sforzo di ricerca del sistema regionale proseguendo il finanziamento di                              materia di innovazione, trasferimento tecnologico e processi di internazionalizzazione attiva
    progetti di R&S di centri pubblici di ricerca e di imprese private;                                              e passiva, potrebbe quindi promuovere e sostenere il coordinamento ed il consolidamento
• perseguire la reindustrializzazione e la modernizzazione del sistema produttivo suppor-                            di network di imprese, organismi di ricerca, centri di servizio e istituzioni pubbliche, ciò con-
    tando l’introduzione di innovazioni di processo, e soprattutto di prodotto, senza trascu-                        sentirebbe lo sviluppo di attività di trasferimento tecnologico e di diffusione dell’innovazio-
    rare le innovazioni organizzative;                                                                               ne in ambiti e sistemi strategici individuati dagli strumenti della programmazione regionale.
• favorire i rapporti fra mondo delle imprese e mondo della ricerca;                                                         Per realizzare gli obiettivi suddetti la Regione Toscana piloterà il coordinamento ed il
• promuovere il trasferimento tecnologico supportando la costituzione di reti fra Centri di                          coinvolgimento di tutti gli attori a vario titolo interessati al funzionamento del sistema regio-
    Competenza (Tecnorete) e fra Incubatori;                                                                         nale della ricerca. Nello specifico l’azione di governance che la Regione Toscana è chiamata
• migliorare la absorptive capacity12 delle imprese e promuoverne le competenze soste-                               ad attuare si articolerà su tre livelli: governance interna, esterna, e fra livelli istituzionali.
    nendo investimenti per l’innovazione e per l’acquisto di servizi qualificati, dall’altro inter-                          Relativamente alla governance interna, i settori dell’amministrazione regionale coin-
    venti di formazione e animazione a favore di manager, imprenditori e addetti alla R&S;                           volti nelle politiche per la R&S sono molti e la ricerca, in coerenza con l’Atto di indirizzo,
• promuovere l’integrazione del sistema universitario toscano.                                                       continuerà ad esser promossa nei vari ambiti di competenza dai piani di settore interessati.
        Il Piano Regionale di Sviluppo Economico (PRSE) 2012-201513, attualmente in corso                                    Per promuovere il coordinamento la Regione si doterà di una unità di intelligence in-
di elaborazione, in attuazione delle strategie definite dal PRS 2011 - 2015, interviene in                           terna, cui parteciperanno tutte le componenti della struttura, che favorisca la condivisione
materia di R&S mirando al potenziamento delle capacità innovative del sistema produttivo                             delle informazioni sugli interventi in fase di progettazione, gestione e valutazione.
regionale, ad un migliore sfruttamento delle risorse umane e delle conoscenze sviluppate                                     Nell’ambito della governance esterna la Conferenza regionale per la ricerca e l’inno-
sul territorio (impiego di occupati ad alta qualifica, sinergie università-impresa), ad una mag-                     vazione, prevista dalla L.R. 20/2009 e recentemente costituita, rappresenterà una delle
giore propensione a competere su qualità e innovazione, piuttosto che sul prezzo (incenti-                           sedi privilegiate in cui la Regione potrà svolgere il suo ruolo di coordinamento.
vando gli investimenti privati in R&S e il deposito di brevetti) e ad una maggiore sostenibilità                             Per quanto riguarda la governance tra livelli istituzionali le politiche per la R&S coin-
ambientale (aumento dell’efficienza energetica dei siti produttivi e turistici).                                     volgono diversi livelli di governo: europeo, nazionale e regionale; le scelte strategiche de-
        La razionalizzazione e il potenziamento del sistema regionale di trasferimento tecnolo-                      finite a ciascuno di tali livelli non devono esser prese in autonomia, ma risultare dal rac-
gico e innovazione sono al centro di un processo cui la Regione sta lavorando da tempo. La                           cordo fra i diversi livelli. Sul fronte nazionale, è il Programma Nazionale della Ricerca che
prospettiva è quella di concentrare le risorse sulle realtà di eccellenza (cluster più innovativi                    promuove uno sviluppo coordinato delle politiche di R&S col concorso delle Regioni. La
                                                                                                                     Regione Toscana, cui è affidato il coordinamento della IX Commissione (Istruzione, Lavoro,
11 Approvato dal Consiglio regionale con deliberazione 6 luglio 2011, n. 46.                                         Innovazione e Ricerca) della Conferenza delle Regioni e Province autonome, potrà svolgere
12 Per absorptive capacity si intende l’abilità di riconoscere il valore di una nuova conoscenza, di assimilarla e   un ruolo fondamentale di raccordo fra istanze del mondo della ricerca regionale e scelte del
di applicarla a finalità commerciali.
13 Informativa come da decisione n. 9 della Giunta Regionale del 07 luglio 2011.                                     Governo. Per quanto concerne il livello europeo, la Regione Toscana prevede di organizzare
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