L'importanza della Sicurezza Alimentare in Europa
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Le diverse facce della Sicurezza Alimentare
Malattia Sviluppo Soluzione
Il problema dell’“insicurezza alimentare” è difficilmente associabile a un Paese come l’Europa. Il termine, infatti, ci catapulta immediatamente in
quella parte del mondo dove la vita si riduce alla spasmodica ricerca di cibo e alla lotta quotidiana per assicurarsi un domani. E anche se gli esperti
riconoscono l’”apporto proteico”, l’”alimentazione”, le “infrastrutture” e la “stabilità politica” quali indicatori per valutare l’insicurezza alimentare in
Paesi appartenenti al Terzo Mondo, questi rilevatori non riescono a cogliere le dimensioni europee del problema1.
La sfida
Per la classe politica, garantire un mondo all’insegna della Sicurezza
Alimentare, un mondo in cui tutti possono permettersi una quantità di cibo
adeguata al loro fabbisogno nutrizionale, è una sfida limitata ai Paesi più
poveri che va affrontata grazie ad aiuti internazionali e a un programma di
sviluppo e di sicurezza nazionale. Ma non è così. L’insicurezza alimentare
è anche, e sempre più spesso, una realtà europea e un problema che
deve vestire i panni di protagonista nei futuri dibattiti di agricoltura,
alimentazione, salute, sostenibilità e innovazione.
Dal verbale redatto a seguito della riunione dei Ministri dell’Agricoltura
dell’UE, tenutasi a Milano nel Settembre del 2014 per affrontare la tematica
della Sicurezza Alimentare Internazionale, è emerso che: “Le preoccupanti
tendenze globali riguardano oramai anche i Paesi europei e ciò significa
che la sicurezza alimentare è una questione che non può essere data per
scontata2.”
È tempo di capire in che misura
questo fenomeno preoccupante
sta interessando l’Europa in
modo da poter intervenire.
2La Sicurezza Alimentare: come cambia l’Europa
Primo aspetto.
In Europa è sempre più difficile mettere un pasto a tavola ogni giorno.
La crisi economica che ha colpito l’Europa ha provocato un’impennata dei
prezzi alimentari cui non ha fatto seguito un aumento dei redditi. Questa
situazione ha creato un enorme divario tra necessità e accessibilità al cibo,
spingendo numerose famiglie sulla soglia della povertà. Oltre 20 milioni di
famiglie (equivalente a più del 10% della popolazione europea3), infatti, hanno
dichiarato di potersi permettere, solo a giorni alterni, un pasto “di alta qualità”,
ossia un pasto a base di carne, di pesce o del loro equivalente vegetariano.
La percentuale del bilancio famigliare, destinato ai prodotti alimentari,
varia esponenzialmente da Paese a Paese. Un dato che riflette le diverse
tradizioni gastronomiche e le differenze tra redditi e costo degli alimenti,
quest’ultimo legato a doppio filo all’efficienza della catena di distribuzione.
Nei Paesi più indigenti il cibo rappresenta una fetta sostanziale della spesa
complessiva perché i prezzi degli alimenti in commercio sono, decisamente,
superiori se relazionati al reddito medio di una famiglia.
In Bulgaria, ad esempio, il 37% della spesa è riservato ai prodotti alimentari
(dato in diminuzione rispetto al 41% registrato nel 2007); in Polonia si
spende per il cibo, in media, il 25% del budget pro-capite (nonostante un
miglioramento registrato negli ultimi anni). In questi Paesi l’aumento dei
prezzi alimentari rappresenta un problema di non poca importanza.
Anche Italia e Regno Unito rivelano, recentemente, un ampliamento
del divario tra necessità e accessibilità al cibo: in Italia una famiglia
spende, in generi alimentari, quasi il 20% del proprio budget, risentendo
particolarmente dell’aumento dei prezzi, mentre nel Regno Unito la
percentuale si abbassa al di sotto del 10%.
Fonte: Eurostat. Dati emersi dall’indagine EU-SILC, 2013 (esclusa l’Irlanda, 2012.) Nota: impossibilità
di permettersi pasti di qualità, definita come percentuale che può accedere, solo a giorni alterni, a un
pasto a base di carne, pesce, pollo o del loro equivalente vegetariano, dati del 2013; ricalcolo sulla base
del numero di famiglie
Fonte: Eurostat, database EU-SILC. Nota: impossibilità di permettersi pasti di qualità, definita come
percentuale che può accedere, solo a giorni alterni, a un pasto a base di carne, pesce, pollo o del loro
equivalente vegetariano, dati del 2013; ricalcolo sulla base del numero di famiglie
3E se è vero che la situazione sta progressivamente peggiorando negli Stati
membri più disagiati (più della metà della popolazione bulgara e un terzo
dei cittadini rumeni, ad esempio, sostengono di non potersi permettere un
pasto adeguato al giorno), le cifre più significative riguardano quei Paesi che
nessuno si sognerebbe di prendere nemmeno in considerazione, parlando
di “insicurezza alimentare”. Più della metà delle famiglie costrette a fare
economia su pasti sani e completi si trova proprio nel cuore dell’Europa:
Italia, Germania, Regno Unito e Francia.
A partire dal 2007, infatti, in Italia e nel Regno Unito il divario tra necessità e
accessibilità al cibo si è ampliato considerevolmente e la situazione continua
a peggiorare anche in Spagna, Francia e Germania. L’insicurezza alimentare
non è più appannaggio esclusivo dei Paesi indigenti, ma è ormai un problema
globale, che interessa anche gli Stati più ricchi.
Necessità e accessibilità
al cibo: un divario
Fonte: Indagini sui budget familiari, istituti nazionali di statistica. Note: Germania, dati per il 2012.
Diversi Paesi effettuano l’aggiornamento dei dati solo a cadenza quinquennale (ad es. gli ultimi dati per
Francia, Spagna e Romania risalgono al 2011)
temporaneo?
I prezzi di numerose materie prime globali, che avevano subito un’impennata
nel corso del 2008, ora sono di nuovo in calo e la maggior parte delle
economie europee è oramai uscita dalla fase di recessione. Tuttavia, se da
un lato i prezzi alla produzione diminuiscono, dall’altro i prezzi alimentari al
dettaglio rimangono alti.
Il grafico a destra mostra come il prezzo al dettaglio di latte, uova e formaggi
sia salito in modo costante, provocando un aumento dei prezzi del 21%
rispetto al 2007. Per contro, latte e uova hanno registrato prezzi alla
produzione estremamente volatili. A causa di tale tendenza, gli agricoltori
europei faticano a rimanere in attività durante i periodi di ribasso dei prezzi,
mentre molti cittadini comunitari riescono a stento a permettersi il cibo per
colpa del continuo aumento dei prezzi al dettaglio.
Le conseguenze sono un aumento4 della domanda di cibo gratuito o a basso
prezzo e il problema della malnutrizione. Nel Regno Unito, dal 2008 a oggi,
il numero di persone ricoverate in ospedale per motivi di malnutrizione è
raddoppiato5 e, secondo il Sistema Sanitario Nazionale Inglese (NHS), ci
sono circa tre milioni di persone affette da tale condizione6.
SFonti: Eurostat, DG Agri
I dati parlano chiaro: l’insicurezza alimentare in Europa non può più essere
considerata un fenomeno passeggero. Le persone che rimangono senza
lavoro per più di un anno o che guadagnano troppo poco per sbarcare il
lunario restano intrappolate nel ciclo della povertà. Di conseguenza, anche i
loro figli sono spesso destinati a un futuro di privazioni7. Se i prezzi alimentari
aumentassero di nuovo, come è successo nel corso degli ultimi dieci anni, e i
redditi non riuscissero a tenere testa a tale incremento, ancora più persone
si ritroverebbero in questo circolo vizioso senza apparente via d’uscita. Non
esistono soluzioni semplici e immediate, eppure una cosa è chiara:
Dobbiamo assicurarci
che il cibo rimanga accessibile.
Fonte: Eurostat
4LA SOGLIA
(DI POVERTÀ)
Le diverse facce della
Sicurezza Alimentare
Cibo a prezzi accessibili:
così si combatte la povertà
5Povertà alimentare
Secondo gli ultimi dati Eurostat sui soggetti a rischio povertà, un cittadino parte: l’aumento dei prezzi delle cibarie. Il numero di banche alimentari,
europeo su quattro vive a ridosso della soglia di povertà. Stiamo parlando di 83 che distribuiscono derrate in forma gratuita o a poco prezzo, è aumentato a
milioni di persone che vivono in Italia, Germania, Regno Unito, Polonia, Spagna dismisura in tutta Europa e la domanda continua a crescere. In Spagna, nel
e Francia8. I motivi di tale indigenza variano a seconda del Paese interessato: corso degli ultimi quattro anni, il numero di persone che fanno ricorso a questo
in Italia e Spagna, gli Stati con il più alto tasso di persone vicine alla soglia di tipo di aiuto è raddoppiato e si calcola abbia raggiunto la quota di 1,5 milioni9.
povertà, i responsabili sono la disoccupazione e i salari bassi; in Polonia, la Circa lo stesso numero di cittadini riceve sussidi alimentari in Germania mentre
causa del problema sono i “lavoratori poveri”, persone i cui redditi non sono in Francia, dove i ricercatori stimano intorno a 6 milioni il numero di persone a
sufficienti per far quadrare i conti; in altri Paesi, a questa condizione si devono rischio insicurezza alimentare, il dato rasenta come minimo il milione10. Tra il
sommare la polarizzazione dei salari e l’aumento del lavoro part-time. 2012 e il 2013, anche il Regno Unito ha visto triplicare il numero di cittadini
Ma esiste un fattore che trascende i confini nazionali e che sta alla base che si rivolgono alle banche alimentari per riuscire a mangiare11.
della crescente povertà che attanaglia i Paesi membri da sei anni a questa
Fonte: Eurostat, calcoli interni
Il divario causato dai prezzi alimentari
Quando i prezzi alimentari crescono vertiginosamente, come è
successo durante gli ultimi sei anni (con una media del +16% in tutta
l’UE), sempre più persone sono costrette a chiedere aiuto. Nel 2013 i
cittadini europei sono risultati più poveri rispetto al passato, anche
a causa della staticità dei redditi medi, in crescita di un mero 10% nel
periodo considerato.
Fonte: Eurostat
6L’Europa è sulla soglia
(della povertà)
La povertà alimentare è diventata un problema serio in tutta l’UE. Un nuovo
aumento dei prezzi alimentari, come già successo negli ultimi sei anni,
porterebbe numerose persone a scendere sotto la soglia di povertà.
Se l’Europa vuole affrontare
seriamente la questione della
Sicurezza Alimentare deve
assicurarsi che il prezzo dei
prodotti alimentari rimanga
accessibile.
È l’Italia il Paese che registra la più alta percentuale di popolazione
ai limiti della soglia di povertà. E l’aumento dei prezzi alimentari ne
è la causa principale. Se confrontati con la maggior parte dei Paesi
europei, qui i prezzi non sono proporzionati ai redditi e rispetto a
questi ultimi, negli ultimi sei anni, sono cresciuti a una velocità tre
Il Regno Unito si muove in controtendenza ma, purtroppo, il
volte superiore. Da alcune indagini è emerso che più del 14% delle
risultato non cambia. I prezzi alimentari sono ancora relativamente
persone riesce a stento a permettersi un pasto, una percentuale più
bassi in proporzione ai redditi ma, dal 2007 a oggi, hanno subito
che raddoppiata rispetto al 2007 e che, ad oggi, rappresenta il dato
un’impennata pari al 35% (un incremento quattro volte superiore
più allarmante tra i Paesi dell’Europa Occidentale.
rispetto ai redditi medi). Le indagini indicano la crescita del divario
tra necessità e accessibilità al cibo come il più sbalorditivo tra
i “grandi” d’Europa e rivelano che la percentuale di cittadini
In Spagna il quadro è più variegato. Anche qui la percentuale di persone britannici che faticano a mettere un pasto in tavola è raddoppiata
che rasentano la soglia di povertà è significativa, principalmente a rispetto al passato.
causa del tasso di disoccupazione estremamente elevato, e come
in Italia i prezzi alimentari sono sproporzionati rispetto ai redditi.
Ma in Spagna i prezzi dei generi alimentari hanno subito un rincaro
inferiore rispetto alla media europea, attestandosi appena al di sotto Differente è la situazione in Germania, merito degli effetti della
dei redditi. Questa riduzione del divario tra necessità e accessibilità riunificazione e della capacità del Paese di uscire, relativamente
al cibo emerge anche da alcune indagini secondo cui, dopo l’aumento indenne, dalla crisi mondiale. Nel 2007 circa l’11% della
registrato nel 2007, oggi solo il 3,5% delle persone afferma di avere popolazione affermava di non potersi permettere un pasto
difficoltà a procurarsi un pasto. adeguato a giorni alterni, una percentuale non indifferente
soprattutto se paragonata alla cifra, di poco superiore al 6%,
rilevata in Italia e in Francia. Da allora, però, i prezzi alimentari sono
aumentati a una velocità inversamente proporzionale rispetto ai
Dati statistici alla mano, la Polonia possiede una delle economie più redditi, influendo positivamente sul ribasso di quella percentuale
floride tra i nuovi Stati membri, l’unica capace di rilanciare il settore almeno fino al 2013, quando invece si è assistito a un inversione di
agricolo diventando esportatore netto di prodotti alimentari. marcia, seppur minima, dei prezzi alimentari.
Sebbene il cibo risulti ancora relativamente caro per i cittadini
polacchi (così come per tutti i nuovi membri), nel corso degli ultimi sei
anni i redditi sono aumentati a una velocità di gran lunga superiore,
rispetto ai prezzi alimentari, e le indagini rivelano che la percentuale La Francia, negli ultimi sei anni, ha conosciuto un periodo di sviluppo
di persone che non possono permettersi un pasto adeguato, almeno grazie a un rincaro alimentare relativamente basso rispetto alla
una volta ogni due giorni, è in forte calo. Un dato che, se confrontato crescita dei redditi. Tuttavia, il 18% della popolazione vive ancora
con quello italiano, sottolinea la continua e preoccupante crescita di oggi sulla soglia della povertà e, nel 2013, il numero di famiglie
quest’ultimo anche se, in termini assoluti, sono le famiglie francesi le francesi che hanno faticato a mettere un pasto in tavola è salito oltre
più colpite da una pesante povertà alimentare. i 2 milioni.
7Secondo aspetto.
La domanda globale di cibo cresce esponenzialmente.
Mantenere il cibo a prezzi accessibili dipenderà dal modo in cui l’Europa risponderà all’aumento della domanda globale di cibo.
A partire dagli anni 60, con una politica calibrata sulle basse percentuali di crescita della popolazione, ci si è concentrati più sul controllo dei prodotti alimentari
che sull’aumento della loro disponibilità. Ma oggi la UE conta circa 500 milioni di persone e si stima che rimarranno pressoché invariati nei prossimi anni dato
che i flussi migratori andranno a compensare il calo demografico naturale in alcuni grandi Paesi europei come Italia e Germania12.
L’aumento dei carnivori
Tutt’altra storia è quella dei Paesi in via di sviluppo.
Si prevede che entro il 2050 la popolazione mondiale passerà dai 7 miliardi attuali a oltre 9 miliardi, facendo registrare il più veloce tasso di crescita nei
prossimi cinque anni13. Entro il 2050, nei Paesi oggi più poveri, ci saranno 3 miliardi di persone in più in grado di guadagnare abbastanza per modificare
le proprie abitudini alimentari e nutrire tutta la famiglia14. È un’inversione di tendenza che è già in atto e che spiega, in parte, il netto aumento dei prezzi
alimentari tra il 2007 e il 2008. Ma da oggi al 2020, sempre più persone rispetto al passato potranno permettersi cosa mangiare, con ovvie modifiche alle loro
abitudini alimentari. Questo comporterà un notevole aumento del consumo di carne, latte, uova e una diminuzione nel consumo di cereali. L’Organizzazione
delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) prevede un aumento della domanda di proteine di origine animale pari al 60% entro il 205015,
nonché un incremento delle colture foraggere.
8Chi ha tempo non perda tempo
Per l’UE, principale esportatore e importatore mondiale di prodotti agricoli e alimentari, l’aumento della domanda a livello internazionale rappresenta
un’imperdibile opportunità di crescita. Già nel 2010 è stata in grado di trasformare anni di deficit del commercio alimentare in surplus, scalzando gli Stati
Uniti dal ruolo di principale esportatore mondiale nel 2013.
Ma le cattive notizie non mancano, causa un mancato investimento nello
sviluppo di una catena alimentare efficiente e moderna.
Negli ultimi 20 anni la produttività del settore agricolo, soprattutto nel
Regno Unito, in Germania e in Francia, è sensibilmente diminuita rispetto
a quella statunitense16. La differenza è evidente soprattutto nel settore
lattiero-caseario dove la resa lattiera per vacca registrata negli Stati Uniti è
del 50% superiore rispetto alla media europea. L’industria alimentare, salvo
rare eccezioni come Paesi Bassi e Danimarca, tende a essere considerata
poco qualificata e a bassa concentrazione tecnologica, nonostante sia il
secondo settore produttivo in Europa.
Fonti: Commissione Europea, DG Agriculture;
National Agricultural Statistical Service (NASS) del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti.
In cerca di soluzioni innovative
Naturalmente il lato economico ricopre un ruolo chiave e imprescindibile.
Anche fossimo in grado di distribuire equamente il cibo che produciamo, di
eliminare il 24% delle calorie alimentari perse e sprecate da consumatori e
produttori di tutto il mondo17, non riusciremmo comunque a colmare il divario
tra necessità e disponibilità di cibo che caratterizzerà la fornitura alimentare
fino al 2050. Se dobbiamo far fronte alla domanda alimentare mondiale,
mantenendo i prezzi a un livello accessibile, è indispensabile aumentare la
produzione. E il Vecchio Continente non può permettersi di rimanere isolato
da questa tendenza: si tratta di una responsabilità morale e di una necessità
concreta, volte al perseguimento della stabilità a livello globale e nazionale.
Aumentare la produzione alimentare secondo le esigenze globali significa
destinare importanti investimenti all’innovazione, alla ricerca e sviluppo
e alle nuove tecnologie applicati alla catena alimentare: non possiamo
sperare di incrementare la disponibilità di cibo senza rendere agricoltura
e produzione più sostenibili. A oggi, l’agricoltura è responsabile del 70%
dell’acqua prelevata da laghi, fiumi e falde acquifere del mondo e di circa un
quarto delle emissioni di gas serra18; in Europa, gli agricoltori sfruttano circa
il 40% della terra ma l’urbanizzazione e l’industrializzazione continuano a
fare incetta di terreni disponibili. Non basta aggiungere porzioni di terra e
allevare più animali, bisogna dare nuovo impulso alla produttività e alla resa
dei raccolti e, soprattutto, farlo in modo sostenibile.
Dobbiamo aumentare la
produzione alimentare abbassando
i costi e senza ripercussioni sul
prezzo degli alimenti.
9LA QUALITÀ
THE QUALITY
TheLeFaces of European
diverse facce
Food Security
della Sicurezza Alimentare
Obesità e patologie croniche
legate all’alimentazione.
Una problematica in costante
10
crescita.Obesità infantile. Qual è la connessione?
Due aspetti L’aumento dei problemi legati al peso nei bambini è sintomo di una crisi a livello
di Servizio Sanitario Nazionale che deve essere affrontata e risolta partendo
dalla consapevolezza che, indipendentemente dai fattori all’origine della rapida
Il primo e inconsulta diffusione dell’obesità infantile, il cuore del problema risiede nelle
scelte alimentari.
Nel 2013 più di tre milioni e mezzo di famiglie italiane non hanno
potuto permettersi un pasto bilanciato almeno una volta ogni due È necessario capire quali sono i motivi per cui le persone optino sempre più
giorni. Si tratta del dato più significativo, nonché dell’incremento spesso per cibi confezionati, ad alto contenuto energetico ma di qualità inferiore,
più cospicuo, riscontrato nell’UE negli ultimi sei anni (si è passati con un elevato apporto di zucchero, sale e grassi, piuttosto che prediligere pasti
a base di alimenti equilibrati e nutrienti. Una scelta che rende più della metà dei
dal 6% della popolazione nel 2007 a oltre il 14% odierno, più del
cittadini adulti europei sovrappeso e, uno su cinque, obeso.
doppio).
COSTI del cibo
Dall’inizio della crisi, il prezzo degli ingredienti che mettiamo in
Il secondo tavola durante un pasto è aumentato in modo esponenziale in tutta
La percentuale di bambini italiani obesi, o in sovrappeso, si attesta Europa: i prezzi di carne, pollo, pesce, latte, uova e formaggi, ma
intorno al 35%: davanti agli Stati Uniti e poco sotto alla Grecia anche di frutta e verdura hanno subito un netto rialzo. Secondo uno
sebbene, rispetto alla media europea, il numero di cittadini italiani studio inglese le persone si sono abituate a destinare meno soldi per
adulti in sovrappeso sia nettamente inferiore. i prodotti alimentari “freschi”, prediligendo prodotti confezionati a
basso costo, meno nutrienti, ad alto contenuto calorico e ricchi di
grassi e zuccheri. Tale degrado nella qualità nutrizionale è stato
L’Italia è l’esempio più lampante del nesso esistente tra la difficoltà di mettere un avvertito soprattutto nelle famiglie con bambini piccoli19.
pasto a tavola e il fenomeno dell’obesità in età infantile. Tuttavia, la correlazione
tra l’insicurezza alimentare i crescenti problemi di peso nei bambini è una
costante che riguarda tutti i Paesi europei. Il grafico, riportato di seguito, mostra
il fenomeno nei sei maggiori Paesi membri che, insieme, raggruppano due terzi
delle famiglie che faticano a permettersi pasti di qualità. Sebbene l’obesità
sia la conseguenza di una serie di fattori, questa interrelazione tra crescente ACCESSO al cibo
insicurezza alimentare e aumento di patologie legate al peso in età infantile è
Secondo gli esperti, in alcuni Paesi esiste un legame tra le zone
estremamente allarmante.
con un’alta percentuale di cittadini obesi e la densità di mercati o
supermercati ben forniti20. Nelle aree urbane o nelle regioni rurali
in cui i redditi sono più bassi, spesso le persone faticano a trovare
prodotti freschi e nutrienti e non hanno un mezzo a disposizione
per potersi muovere. Questi “deserti alimentari”, termine coniato
dall’analisi di alcune zone a basso reddito scozzesi, fanno parte di
un circolo vizioso di scarso accesso al cibo21.
CONOSCENZA del cibo e della cucina
Oltre al reddito, anche il livello di istruzione incide sui tassi
crescenti di obesità22. La miriade di messaggi contrastanti cui
veniamo sottoposti ogni giorno dai media, rende difficile la scelta di
prodotti sani e salutari. Allo stesso tempo, molte persone non sono
in grado di cucinare e preparare dei pasti caldi, riducendo così già in
partenza le possibilità di scelta23.
Fonti: Le cifre relative all’accesso al cibo sono calcolate sulla base delle risposte ottenute durante Nessuno di questi fattori, preso singolarmente, basta a spiegare il motivo
l’indagine Eurostat, EU-SILC su “l’impossibilità di permettersi, a giorni alterni, un pasto a base di carne,
pollo, pesce o del loro equivalente vegetariano”. I dati relativi all’obesità e al sovrappeso in età infantile
per il quale le persone scelgano cibi meno nutrienti; tuttavia, se considerati
sono stati estrapolati dal documento “OECD Obesity Update”, giugno 2014, fatta eccezione per i dati del nel complesso, possono servire come spunto per rendere i cibi sani più
Regno Unito ricavati da The Lancet, Vol. 384, 30 agosto 2014 (i dati dell’OCSE si basano su uno studio accessibili e alla portata delle persone.
condotto dall’International Association of Obesity Studies che prende in considerazione solo i bambini
residenti in Inghilterra e non in tutto il Regno Unito). 11Terzo aspetto.
Le patologie croniche legate all’alimentazione sono in rapida diffusione.
Accostare i concetti di malnutrizione e obesità può sembrare alquanto assurdo. Fino a poco tempo fa venivano trattati come due problemi separati e
indipendenti l’uno dall’altro ma è oramai chiaro che, per poter comprendere appieno il fenomeno dell’insicurezza alimentare, sia necessario considerare
entrambi come le facce di una stessa medaglia24. Se da un lato, 800 milioni di persone nel mondo soffrono di fame, dall’altro più di 2 miliardi sono colpite da
denutrizione o “fame nascosta” (carenza di micronutrienti), patologie che, secondo i dati FAO, possono manifestarsi sotto forma di obesità25.
Una rapida espansione
In Europa, rispetto agli anni 80, il tasso di obesità è triplicato. Questa
tendenza ha comportato un aumento considerevole di alcune malattie
croniche come, ad esempio, il diabete, l’ipertensione e le cardiopatie:
patologie legate all’alimentazione cui viene destinato il 7% del budget del
Sistema Sanitario Nazionale. Ogni anno, quasi tre milioni di cittadini europei
muoiono a causa di malattie derivanti da uno stato di sovrappeso e non vi
sono miglioramenti in vista: secondo l’Organizzazione Mondiale della
Sanità (OMS), un bambino europeo su tre, di età compresa tra i 6 e i 9 anni,
è obeso o in sovrappeso26.
Il peso è un problema di Sicurezza Alimentare?
Esiste un dibattito, tanto acceso quanto apparentemente irrisolto, tra gli rivela che l’eccessivo consumo di spuntini, bevande gassate zuccherate e
esperti mondiali in alimentazione e riguarda l’esatta natura del rapporto colazioni dolci ipercaloriche è alla base di tale fenomeno29. La vera sfida
esistente tra obesità e Sicurezza Alimentare27. Se con “mondo fondato sulla nutrizionale, quindi, consiste nel garantire alle persone pasti sani, bilanciati
Sicurezza Alimentare” si intende un mondo in cui il cibo non rappresenti e ricchi di proteine, vitamine e minerali di qualità30.
più un problema, allora il nesso si fa evidente e la necessità di considerare
le patologie legate all’alimentazione, come parte integrante del dibattito, Sebbene le cause dell’obesità siano diverse e di difficile interpretazione,
ancora più impellente. sappiamo comunque che non è una semplice conseguenza di un regime
alimentare eccessivo associato a uno scarso esercizio fisico. È invece un
È oramai risaputo e lo stiamo ripetendo: la rapida e crescente diffusione problema sistemico che dipende, almeno in parte, dalla disponibilità e
di alcune patologie croniche è legata alla nostra alimentazione. In Europa, dall’accesso a cibi sani e nutrienti e dalla rapida evoluzione delle abitudini
come negli Stati Uniti, il grosso del problema risiede nell’abitudine a alimentari che ha avuto luogo negli ultimi decenni31.
consumare elevate quantità di zuccheri e grassi, oltre che nella tendenza
di mangiare quantità eccessive di cibo, eccetto frutta e verdura. Il consumo L’Europa ha iniziato a rivedere il proprio approccio all’agricoltura e al cibo in
di carne, sebbene in calo, si conferma tuttora intorno a una media di 65 Kg seguito alla crisi alimentare che ha colpito numerose famiglie e all’aumento
per persona all’anno (i chili, in alcuni Paesi, diventano 90 raddoppiando la della domanda di cibo a livello mondiale. È quindi tempo di allargare il
media mondiale). Tuttavia, non possiamo ritenerle considerazioni assolute, dibattito sulla Sicurezza Alimentare fino ad includere la dimensione della
soprattutto perché l’OMS stima un rischio di obesità due volte superiore qualità.
per le persone a basso reddito piuttosto che per le famiglie più abbienti
Dobbiamo promuovere il
(un divario che continua ad ampliarsi)28. In questo caso, il problema è
la mancanza di proteine di qualità. Uno studio condotto dall’Istituto
consumo di cibi sani e di qualità.
Superiore di Sanità italiano e concentratosi sul Sud più povero, in merito alla
preoccupante crescita del tasso di obesità infantile negli ultimi dieci anni,
12La Sicurezza Alimentare in Europa
dev’essere un imperativo
Dobbiamo aumentare la produzione di cibi sani e accessibili
riducendo i costi produttivi.
La sfida dell’innovazione
Come farlo? In Europa c’è una crescente consapevolezza che il cibo non può più
essere dato per scontato. Soprattutto se gli obiettivi sono quello
di nutrire una popolazione mondiale in rapida crescita, aumentare
i livelli produttivi senza danneggiare il pianeta e garantire a tutti
un’alimentazione sana. Il tema dell’Expo, che si svolgerà a Milano a
partire da maggio 2015, “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” è un
La ricerca: il motore esempio lampante di questa nuova filosofia.
dell’innovazione Questo nuovo modo di guardare alla Sicurezza Alimentare non
è di facile attuazione: secondo quest’ottica, infatti, agricoltura,
Nel corso degli ultimi anni, l’Europa ha visto nascere una serie salute, povertà e ambiente, tematiche fino ad oggi considerate
di promettenti iniziative volte a incoraggiare la collaborazione singolarmente, entrano a far parte di un’unica sfera d’azione,
e la ricerca. Horizon 2020, il nuovo Programma del sistema di implicando interessi e soggetti che da sempre si guardano con
finanziamento integrato destinato alle attività di ricerca della reciproco sospetto. Il progresso sarà possibile solo se verranno
Commissione Europea, è strutturato su tre pilastri, di cui il “Societal messe a punto delle idee innovative da poter applicare a ciascuna
Challenges” si compone di Sicurezza Alimentare, agricoltura fase della catena alimentare, dalla gestione di sementi e imprese
sostenibile e bio-economia32, destinando 4 miliardi di euro alla agricole al riciclaggio di rifiuti, fino alle nuove strategie di commercio
ricerca per mettere a punto una catena di fornitura alimentare al dettaglio. Non potrà nemmeno mancare una politica di
sana, sicura e accessibile. collaborazione globale che dovrà trascendere i confini nazionali e
lasciarsi alle spalle abitudini vecchie e stantie.
Tra le numerose iniziative, spicca anche l’”European Innovation
Partnership” (EIP), ossia il partenariato europeo per l’innovazione
in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura, lanciato
nel 2013. L’EIP intende fare da ponte tra agricoltori, ricercatori,
imprenditori e autorità degli Stati membri in modo da accelerare il
processo di condivisione delle conoscenze e promuovere la ricerca
per potenziare la produttività e ridurre i costi. Date le diversità che
caratterizzano il settore agricolo europeo, l’EIP comprende gruppi
di studio tematici incentrati sulle materie più disparate: dall’uso Centri di Ricerca e Sviluppo privati
di fertilizzanti e ingegneria genetica, allo sviluppo di coltivazioni
biologiche, sempre con l’obiettivo di condividere gli insegnamenti Oltre agli investimenti pubblici, anche la grande industria
appresi tra le varie aree di ricerca. alimentare dovrà investire di più nella Ricerca e Sviluppo, in
quanto elemento trainante dell’emergente bio-economia
Alcuni Stati membri hanno inoltre avviato dei programmi di europea. È un processo ancora in fase di incubazione. L’edizione
ricerca a livello nazionale. Nel 2013 il Regno Unito ha lanciato un 2013 del rapporto pubblicato dalla Commissione Europea
programma sulle agrotecnologie (“UK Strategy for Agricultural (“Industrial R&D Investment Scoreboard”), che mostra gli
Technology”) con l’intento di diventare leader globale nel campo investimenti industriali nella Ricerca e Sviluppo di oltre 1500
della tecnologia, dell’innovazione e della sostenibilità agricola. società appartenenti alle tre macro-aree geografiche, conferma
Il loro primo Centro per l’Innovazione cerca di applicare le la posizione di coda del settore alimentare rispetto ad altri
conoscenze ricavate dai Big Data al settore agricolo. Per i ambiti economici. Tuttavia emerge che gli investimenti destinati
Paesi Bassi il settore agroalimentare possiede un ruolo di alla Ricerca e Sviluppo, da parte delle 50 aziende alimentari
punta, tanto da aver istituito un team che collabora con il europee prese a campione, sono aumentati del 7,2% dal 2010 al
governo a un piano d’azione per destinare maggiori risorse 2012, una tendenza positiva rispetto alla crescita inferiore al 2%
a questo campo di ricerca. registrata negli Stati Uniti e in Giappone33.
13L’innovazione nella Catena Alimentare
Molte di queste aziende collaborano con gruppi di ricercatori ed esperti del settore agricolo per cercare di conciliare sostenibilità ambientale, salute
e accesso al cibo (vedi box sottostanti). Ad esempio, si tenta di fare un uso economicamente sostenibile dei prodotti di scarto attraverso la creazione di
ingredienti nutrienti e a basso costo che, a loro volta, diano vita a nuovi business basati sulla bio-economia. In altri casi, invece, si cercano delle soluzioni per
poter applicare i progressi della genomica e della robotica alle forme tradizionali di agricoltura.
Questi progetti di ricerca, sebbene in fase embrionale, sono indicativi di una nuova ottica, tutta europea, che tende a rivalutare il ruolo dell’innovazione
e dei progressi scientifici nell’ambito della fornitura alimentare. Negli ultimi anni, il netto rifiuto nei confronti della scienza aveva frenato lo sviluppo del
settore agroalimentare europeo, che non aveva considerato i potenziali effetti di tale condotta. In realtà la bio-economia, in tutta la sua diversità, prende
vita proprio dal concetto di innovazione. Ora che i cittadini europei si trovano costretti ad affrontare il problema dell’insicurezza alimentare, è necessario
superare i pregiudizi nutriti nei confronti dell’innovazione, valutare vantaggi e svantaggi dei nuovi approcci e aprire la strada a prospettive inesplorate che ci
consentirebbero di aumentare la produzione di cibo sano, accessibile e di ridurre i costi produttivi.
L’innovazione
Mangime
in tutta la Catena Alimentare
Trasformare i rifiuti agricoli in mangime
“Noshan”, un progetto di ricerca da 3 milioni di euro lanciato nel 2014, si fonda sul lavoro sinergico di Centri di Ricerca, Università e una serie di società del
settore alimentare di tutta Europa. Lo scopo è utilizzare i rifiuti agricoli, in particolare di frutta, verdura e latticini, per produrre mangimi per animali a basso
costo. Il gruppo ha individuato diverse tipologie di rifiuti e sviluppato tecnologie per svolgere l’attività di riciclo in modo sicuro. I ricercatori hanno inoltre
concentrato i propri studi su alcuni elementi contenuti nei rifiuti, quali fibre e peptidi, che possono essere riutilizzati per gli ingredienti di mangimi destinati ad
esigenze specifiche, come il benessere fisico o la prevenzione di malattie. “Noshan” mira a recuperare le calorie contenute negli alimenti che vengono gettati
via, nonché l’energia e l’acqua utilizzate per produrli, riducendo la dipendenza dell’Europa dalla produzione e dall’importazione di mangimi34.
Cibo Allevamento
Cibo sano e a buon mercato Combinare pascolo e mungitura automatica
Chi l’ha detto che il cibo sano costa di più? “Chance”, progetto di ricerca “Autograssmilk” è un progetto di ricerca che utilizza le risorse IT per
lanciato nel 2011 e conclusosi nel 2014, ha voluto smontare questa tesi risolvere un problema sempre più diffuso nel settore dell’allevamento di
producendo alimenti già disponibili in commercio, e ampiamente utilizzati, animali da latte: la riduzione dell’alimentazione da pascolo. Con l’abolizione
ma con caratteristiche nutrizionali potenziate e attraverso l’utilizzo di delle quote latte, prevista nel 2015 in tutta l’UE, numerosi allevatori europei
tecnologie low-cost36. Dalla collaborazione tra ricercatori e società del espanderanno la propria produzione e metteranno in atto il passaggio alla
settore alimentare europee è nato un primo prototipo che si ispira alla pizza. mungitura automatica35. Già circa la metà dei nuovi impianti installati sono
automatici (l’Europa è prima nella classifica mondiale).
Per la pasta, elaborata da aziende ungheresi e finlandesi, sono stati utilizzati
Un sistema che, in teoria, aumenterebbe la produttività, la qualità del latte
additivi di soia per aumentare la percentuale di fibre e ridurre quella di amido. e la salute degli animali, oltre a far risparmiare tempo agli allevatori ma che,
La salsa è ricavata dai semi e dalla pelle del pomodoro, che costituiscono nella realtà, ha portato con sé anche un risvolto negativo, ossia la riduzione
il sottoprodotto derivante dalla lavorazione del frutto e possiedono un dei pascoli dal momento che, per essere munte, le vacche devono rimanere
contenuto di fibre dieci volte superiore rispetto alla conserva in commercio. nella stalla. E così, il calo dell’alimentazione da pascolo ha ridotto la qualità
Il formaggio, simile alla mozzarella, è stato prodotto per mezzo di una nuova del latte e il benessere dell’animale e ha aumentato l’impatto ecologico e i
tecnologia di microfiltrazione, brevettata da una società finlandese, che costi per l’alimentazione.
consente di separare la caseina dal siero e di ottenere un prodotto finale
ad elevato contenuto vitaminico e basso apporto di grassi e carboidrati, È possibile integrare il pascolo e il sistema di mungitura automatica a un
facendo uso di un sottoprodotto della produzione del formaggio. Il prezzo ragionevole? Questa è la domanda alla quale “Autograssmilk” tenta
prosciutto cotto ha meno sale e un maggior contenuto di vitamina A e di di rispondere attraverso lo sviluppo e il collaudo di una serie di sistemi per
ferro, dovuto all’aggiunta di fegato di maiale. il pascolo delle vacche da latte. Un dispositivo elettronico, ad esempio,
consente di rilevare le zone a elevata densità erbosa, mentre un cancello
seleziona automaticamente le vacche marchiate da far passare nell’area
I prodotti “Chance” riusciranno a imporsi sul mercato come alternative sane
di mungitura o nei paddock. Un secondo progetto, invece, si focalizza
ed economiche? Probabilmente no, ma il progetto ha messo a punto nuove
sullo studio e il collaudo di recinzioni controllate da sistema gps. Al di là
tecnologie per poter riutilizzare i sottoprodotti delle lavorazioni alimentari,
dell’aspetto tecnico dello studio, “Autograssmilk” ha focalizzato la propria
riducendo la produzione di rifiuti. E, soprattutto, ha evidenziato la necessità
attenzione sull’uso della digitalizzazione per risolvere un problema che
di mettere un freno al luogo comune, condiviso da produttori, consumatori riguarda da vicino gli allevatori e la tematica della sicurezza alimentare in
e distributori secondo il quale il cibo sano sarebbe più costoso rispetto agli Europa. Inoltre, ha portato alla luce la necessità di assicurare che l’utilizzo di
alimenti consumati abitualmente, e di ricercare un interesse comune in nuove tecnologie apporti vantaggi concreti in determinate aree, senza però
grado di modificare tale percezione. arrecare danni in altre.
14LA TRADIZIONE
Le diverse facce della Sicurezza
Alimentare in Europa
Dal 2007, il costo per la preparazione
di alcuni piatti tradizionali europei è
aumentato in media del 23%
15La Sicurezza Alimentare, in Europa, è un imperativo
Nell’UE il costo delle materie prime per realizzare piatti tipici nazionali è aumentato più velocemente di quanto abbiano fatto i redditi e altri beni di consumo,
andando così a influire sulla qualità dei pasti casalinghi più nutrienti. Nonostante il calo dei prezzi di alcune materie prime globali, come nel caso dei cereali, e
una notevole riduzione dei prezzi alla produzione, nel corso dell’ultimo anno i prezzi di vendita al dettaglio sono diminuiti, in media, di un mero 0,5%.
Tra i principali Paesi europei, la Polonia è quello che ha vissuto l’aumento dei prezzi più significativo. Il costo degli ingredienti per cucinare i pierogi z miesem,
piatto tipico a base di ravioli ripieni di carne macinata e cipolla, ha subito un rialzo superiore al 46%, mentre i prezzi medi al consumo sono aumentati del 21%.
Tra le principali cause del rincaro vi sono i prezzi delle uova e della carne di manzo. I primi, hanno toccato vette inaudite, registrando un +56%. Inizialmente,
questo incremento era stato imputato al calo di produttività seguito al divieto, imposto nel 2012 dall’UE, di allevare le galline in gabbia. Tuttavia, il recente
crollo dei prezzi alla produzione delle uova non è stato minimamente percepito dai consumatori. Il prezzo della carne di manzo, invece, cresce in tutta Europa,
soprattutto a causa del costo dei mangimi.
In Polonia, il rincaro dei prezzi alimentari è stato compensato dal rapido aumento dei redditi medi, che ha
portato una ventata di aria fresca per la maggior parte dei cittadini polacchi, mentre in Europa Occidentale la
storia è ben diversa. Nel Regno Unito i redditi sono aumentati solo del 9% e ora, per una colazione all’inglese
a base di uova, pancetta e salsiccia (accompagnate da pomodori, funghi e pane tostato), una famiglia di
quattro persone deve spendere il 31% in più rispetto al 2007. Anche qui i prezzi al consumo delle uova hanno
raggiunto livelli altissimi, registrando un rialzo del 40% (a fronte di un calo del 13% alla produzione), tuttavia
l’incremento di prezzo più significativo ha avuto come protagonista il burro, in salita dell’80%. I prezzi della
pancetta rappresentano il minore dei mali, “solo” +18% ma, in generale, l’inflazione dei prezzi alimentari nel
Regno Unito ha raggiunto un sorprendente +35%.
Il piatto tipico domenicale dei cittadini tedeschi, maiale arrosto con purea di patate, ora costa circa il 20% in
più rispetto al 2007. Qui patate e mele hanno subito un’impennata senza precedenti. Stiamo parlando di cifre
due volte superiori rispetto al tasso di inflazione al consumo complessivo e all’aumento dei redditi. In Spagna,
tra il 2007 e il 2013, il costo per preparare una tradizionale tortilla con uova e patate è aumentato del 17%.
Sebbene il prezzo di questo piatto sia stato l’unico a registrare un ribasso significativo pari al 5% nel corso del
2014, rispetto al 2007 i cittadini spagnoli spendono ancora circa il 12% in più.
In Francia e in Italia, dal 2007 a oggi, i prezzi degli ingredienti necessari per cucinare i piatti tipici nazionali sono
aumentati rispettivamente del 14% e del 12% circa, in linea con la generale tendenza inflazionistica. Tuttavia,
se in Francia i redditi medi sono aumentati a un ritmo maggiore rispetto al rincaro dei prezzi, in Italia, dal 2007
a oggi, hanno registrato una crescita quasi impercettibile, pari al 5%. Per un piatto di tagliatelle, ad esempio, è
necessario spendere circa il 7% in più rispetto a sei anni fa.
16Polonia
Pierogi z miesem
(Ravioli ripieni di carne
macinata)
Lista della spesa:
Farina + 44%
Uova + 56%
Carne bovina + 52%
Pane
(per le briciole) + 46%
Cipolle + 1%
Burro + 33%
Prezzo nel 2007: Zl 10,33
Prezzo nel 2013: Zl 15,06
Aumento: 46%
(Prezzo calcolato sulla base di quattro porzioni)
Per la ricetta: margarytka.blogspot co.at/
2011/02/pierogi-z-miesem.html
Fonte dati: Polish Central Statistical Office
Regno
Unito
Colazione all’inglese
(Uova e pancetta con salsiccia,
funghi, pomodori e pane tostato)
Lista della spesa:
Pancetta + 18%
Uova + 40%
Salsiccia di maiale + 36%
Pomodori + 39%
Funghi + 16%
Pane + 44%
Burro + 80%
Prezzo nel 2007: £6,44
Prezzo nel 2013: £8,44
Aumento: 31%
(Prezzo calcolato sulla base di quattro porzioni)
Per la ricetta: www.bbc.co.uk/food/recipes/
stressfreefullenglis_67721
Fonte dati: UK Office of National Statistics
17Germania:
Schweinebraten
mit Kartoffelpüree
(Maiale arrosto con purea di patate)
Lista della spesa:
Spalla di maiale + 20%
Mele + 30%
Cipolle + 2%
Aglio + 22%
Patate + 27%
Burro + 20%
Latte + 10%
Prezzo nel 2007: €6,81
Prezzo nel 2013: €8,19
Aumento: 20%
(Prezzo calcolato sulla base di quattro porzioni)
Per la ricetta: www.daskochrezept.de/
rezepte/schweinebraten-nach-traditioneller-
art_172867.html; www.daskochrezept.de/
rezepte/kartoffelpueree_242857.html
Fonte dati: Agrarmarkt Informations-
Gesellschaft mbH (AMI), DeStatis
Spagna:
Tortilla
(Frittata con uova
e cipolle)
Lista della spesa:
Uova + 28%
Patate + 21%
Cipolle + 10%
Olio di oliva + 10%
Prezzo nel 2007: €3,67
Prezzo nel 2013: €4,30
Aumento: 17%
(Prezzo calcolato sulla base di quattro porzioni)
Per la ricetta: tengolareceta.com/como-hacer-
tortilla-de-patatas/1728
Fonte dati: INE (Instituto Nacional de
Estadística); Eurostat
18Francia
Boeuf Bourguignon
(Carne di manzo stufata
nel vino rosso)
Lista della spesa:
Trancio di carne
da stufare + 12%
Cubetti di pancetta + 9%
Vino rosso + 28%
Cipolle/scalogni + 14%
Funghi + 2%
Carote + 19%
Prezzo nel 2007: €14,75
Prezzo nel 2013: €16,75
Aumento: 14%
(Prezzo calcolato sulla base di quattro porzioni)
Per la ricetta: www.atelierdeschefs.fr/fr/
recette/17741-boeuf-bourguignon-traditionnel.
php
Fonte dati: National Institute for Statistics and
Economics (INSEE)
Italia
Tagliatelle al ragù
(Pasta con sugo di
pomodoro e carne macinata)
Lista della spesa:
Tagliatelle + 23%
Macinata di
manzo e maiale + 11%
Pomodori + 9%
Cipolle + 11%
Carote + 15%
Vino bianco + 23%
Olio di oliva + 4%
Latte + 16%
Prezzo nel 2007: €6,40
Prezzo nel 2013: €7,17
Aumento: 12%
(Prezzo calcolato sulla base di quattro porzioni)
Recipe idea: www.leitv.it/cambio-cuoco/ricette/
ragu-di-carne-alla-bolognese-la-ricetta-perfetta
Fonte dati: National Institute of Statistics
(Istat); Eurostat
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