Dialoghi 2010 sulle politiche sociali 21 09 2010 (Palazzo provinciale Bassa Atesina, Egna)

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Dialoghi 2010 sulle politiche sociali
       21 09 2010 (Palazzo provinciale Bassa Atesina, Egna)
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                     Etica e giustizia sociale (Don Paolo Renner)

L’assessore Dr. Theiner saluta i presenti. I dialoghi del sociale si pongono i seguenti
obiettivi:
   • Analizzare gli sconvolgimenti in atto a livello sociale e le esigenze sempre crescenti
        nei confronti dei singoli e della famiglia, in parte ancora aggravati dalla crisi
        finanziaria.
   • Approfondire le loro ripercussioni sulle nostre condizioni di vita attuali e future.
   • Cercare soluzioni comuni per i futuri orientamenti a livello socio-politico.
   • Porre la discussione sui valori e sul senso delle cose nuovamente nel focus del
        dibattito sociale.

L’assessore ringrazia la Ripartizione famiglia e politiche sociali per la preparazione ed il
follow-up di questo ciclo di incontri sul sociale.

Annuncia anche l’ultimo appuntamento dei dialoghi del sociale del 2010, il 16 novembre
2010 (dalle 18.30 alle 20.30) all‘EURAC a Bolzano. Il presidente della Provincia Dr. Luis
Durnwalder e i relatori finora intervenuti hanno assicurato la loro presenza. In esito alle
riunioni finora svolte verranno ricavate 10 tesi che rappresenteranno il filo conduttore
dell’incontro finale di quest‘anno.

Il relatore Don Paolo Renner affronta nella propria relazione 4 aspetti prioritari:
     - etica
     - giustizia (sociale)
     - politica, economia e … ciò che viene prima
     - etica e giustizia sociale in tempi di crisi.

Definisce il comportamento etico come una particolare capacità dell’uomo che rappresenta
il suo tratto distintivo rispetto al mondo animale: riflessione, auto-percenzione valutativa,
cum-scientia. È necessario smantellare il mito negativo, secondo cui l’etica sarebbe
equiparabile all‘obbedienza. L’etica rappresenta piuttosto una riflessione responsabile,
mediante la quale si possono soddisfare le proprie necessità e quelle degli altri tenendo
un comportamento dignitoso e giusto. Il senso di responsabilità si riferisce inizialmente
all‘IO, per acquisire successivamente una dimensione collettiva (orientata alla comunità).
Lo sviluppo del concetto di etica in relazione alla questione della giustizia sociale ha
attraversato varie fasi: dalla concezione in auge nell‘aristocrazia (“A chi ha sarà dato“),
all’approccio incentrato sul rendimento (“Chi non lavora non mangia“) fino allo Stato
sociale solidaristico (“Date e vi sarà dato“). Hans Küng parla di un progetto di etica
mondiale; egli si fonda in questo ambito sulle regole di comportamento definite da Gesù:
“Fai al tuo prossimo, ciò che vorresti che facesse a te“. Lo stato di bisogno ha la
precedenza nei confronti della meritocrazia. Don Renner invita i partecipanti ad
immedesimarsi nella situazione di persone che versano nell’indigenza e in difficili

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condizioni di vita: il tentativo di guardare il mondo dal basso verso l’alto apre nuove
prospettive.
Il pensiero sociale deve essere necessariamente trasportato nel mondo della scuola:
l’individualismo prorompente e la mentalità calvinista incentrata sulla meritocrazia devono
essere combattuti ad oltranza.
Il Cardinale Martini ci invita a smettere di bilanciare i pro e i contro di politica ed economia,
puntando sull’interazione culturale. Secondo la visione greco-cristiana dell‘uomo è la
persona e non lo sviluppo economico a porsi al centro dell’evoluzione sociale. La legge è
al servizio dell’uomo e non l’uomo al servizio della legge: le regole e le prescrizioni vanno
quindi adattate alle persone e non viceversa.
L’attuale crisi economica ci spinge a fare una pausa di riflessione. Ci insegna a puntare a
obiettivi giusti e sostenibili e non a cercare solo il vantaggio personale. Per agire oggi
correttamente sul piano etico devono essere promossi i seguenti valori:
    - Responsabilità individuale e sociale
    - Adesione alla verità/veracità
    - Fitness e compassione
    - Sobrietà e sostenibilità
    - Generosità e volontarietà
    - Cortesia, rispetto, pazienza
    - Pacatezza e capacità di perdonare
    - Libertà interiore: il piano dell’ESSERE e non dell‘AVERE.

Don Renner mette in guardia dall’assistenzialismo, cioè da quella politica paternalistica
che crea uno stato di dipendenza, incitando a svolgere progetti di aiuto e di vita che
richiedono dal beneficiario la disponibilità a fornire una controprestazione. In ambito
sociale devono essere ormai definite chiaramente le priorità: non si può conservare e
agevolare tutto. Il volontariato non deve essere considerato un tappabuchi, bensì un
fattore di arricchimento personale.
È necessario intervenire anche sui rapporti flessibili di lavoro: urge riflettere su garanzie di
base/reddito minimo.
Infine il relatore sollecita tutti i partecipanti ad attivarsi, secondo le loro possibilità, e non ad
aspettare un intervento dall’alto delle istituzioni pubbliche.

Il moderatore Dr. Giudiceandrea ricorda nuovamente la metodologia dei dialoghi del
sociale e invita i partecipanti a prendere la parola.

Richard Theiner (assessore): Com’è possibile, nell’attuale situazione politica, sconfiggere
il primato dell‘economia?

Schaguler (HGV): Il monopolio mediatico non esiste solo a livello nazionale, quello che si
riscontra da noi in provincia viene spesso ignorato. Si deve vivere maggiormente nel
presente, invece che nel passato e nel futuro: infatti, se ciascuno pensa a ciò che fa, tutti
avranno sotto controllo le proprie azioni.

Heinz Senoner (Kinderdorf): Mancano attualmente in Alto Adige valori unitari su cui
fondare la nostra cultura. I vecchi concetti culturali hanno perso il loro radicamento. Per
questa ragione gli incontri di questo tipo sono di importanza fondamentale per lo sviluppo
di nuove idee. Deve essere condotta nella nostra provincia una costante discussione sulla
giustizia, che va interpretata come ricerca di un equilibrio, di una negoziazione tra deboli e
ricchi/potenti.

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Fischer Marlene (privato): la politica ricorre alla religione quando si sente a corto di
argomenti: e ciò ci sorprende. Definisce inoltre la forbice tra il reddito dei semplici cittadini
e gli stipendi faraonici dei politici come un problema etico. In Alto Adige la mentalità
assistenzialistica è così diffusa da fare spesso passare in secondo piano l’autonoma
iniziativa.

Kaserer Norbert (Commissione sociale Naturno): i manager considerano troppo spesso
solo il valore economico della persona, pur continuando costantemente a parlare di
capitale umano. Lo irritano inoltre determinate regole protezionistiche che valgono solo per
i politici: ciò che non è vietato dalla legge è vietato dalla decenza. Un comportamento
eticamente corretto dovrebbe anche imporre alla politica di orientarsi a questa massima.

Lechner Oswald (IRE): invita i partecipanti ai dialoghi del sociale a riconoscere
l’integrazione tra cultura-politica-economia. Vedere su fronti opposti l’economia e il sociale
non ci farà fare passi avanti: il dialogo reciproco produce responsabilità sociale. Sia inoltre
consentita la domanda al relatore: dove si colloca la differenza tra assistenzialismo e
richiesta di un reddito base?

Kuntner (commercialista): anche se gli imprenditori più giovani sono sempre più interessati
alla responsabilità sociale delle imprese, è comunque necessario “misurarsi sul mercato“.
L’economia sociale di mercato ci insegna che l’elemento sociale/i rapporti interpersonali/ il
capitale umano sono la premessa per un buon funzionamento dell‘economia. La
situazione occupazionale nell’economia altoatesina, fondata su micro strutture, continua
ad essere buona. L’atteggiamento di comodo dei lavoratori altoatesini, soprattutto in
relazione alla mobilità professionale, non dovrebbe essere ulteriormente incoraggiato:
trovare lavoro davanti alla porta di casa oggi e in futuro non sarà più possibile. Altrettanto
necessaria è una maggiore disponibilità alla flessibilità lavorativa.

Schaguler (HGV): Il lavoratore è una risorsa essenziale per un’impresa di successo, nel
settore alberghiero le risorse umane sono gli ambasciatori dell‘azienda.

De Santi (Ordine professionale degli assistenti sociali): la solidarietà come valore collettivo
deve essere ulteriormente sviluppata e non deve essere identificata dai cittadini
esclusivamente con i servizi specialistici. Affermare e incentivare questo valore civico è un
compito che anche gli assistenti sociali devono svolgere in base al loro codice
professionale. Il rispetto della persona, soprattutto quando vengono in rilievo situazioni di
emergenza, deve rappresentare una priorità ed essere portato avanti dall’intera società.
L’attuale sistema sociale viene spesso visto come un ostacolo dall’ordine professionale.

Koler Peter (Forum Prevenzione): rispetto alle esternazioni di Don Renner sulla differenza
tra la specie umana e il regno animale la sua opinione è un‘altra. Cita Bourdieu che ha
definito l’etica come strumento dei potenti. La Chiesa nel corso della storia si è messa non
di rado dalla parte dei forti/dei potenti, senza mostrare un eccessivo interesse per la
giustizia sociale. L’individualismo deve essere anche visto come un processo diretto alla
libertà, alla ricerca della felicità personale, della convivenza, del rispetto della diversità.

Favaretto (Caritas): Ci troviamo attualmente in una situazione paradossale: da un lato
continua a diffondersi una grande povertà, anche se i ricchi continuano ad arricchirsi; si
riscontra contemporaneamente nei vari servizi della Caritas una sempre maggiore
complessità e gravità delle situazioni di bisogno, mentre il settore socio-sanitario è colpito
da tagli finanziari.

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Kaserer Norbert (Commissione sociale di Naturno): un altro paradosso dei giorni nostri è il
peso rappresentato per i bilanci pubblici dai pensionati e dal numero sempre crescente di
disoccupati, di “giovani anziani“. Mentre lo Stato sociale apparentemente non ce la fa più a
pagare le pensioni, le persone che perdono il lavoro a 50 anni vengono semplicemente
scartate. Queste misure non sono compatibili con il costante aumento dell’età
pensionabile. I disoccupati di 50 anni devono avere nuove opportunità di reinserimento nel
mondo del lavoro.

Tragust Karl (Ripartizione famiglia e politiche sociali): la prolusione di Don Renner
sull’etica mondiale motiva ancora di più a creare una rete tra i vari ambiti della società e a
prendere le mosse dalla varietà delle culture e dai network tra i vari settori. In Alto Adige si
deve promuovere un’ulteriore riflessione, soprattutto considerando che le prestazioni
sociali rappresentano un diritto. È inaccettabile che oggi si inizi a discutere sul fatto che tali
prestazioni debbano essere accordate solo a coloro che se le meritano: il diritto ad
un‘abitazione, ad una garanzia di base, ad una retribuzione sufficiente a condurre una vita
dignitosa, devono rappresentare una situazione di spettanza, connaturata alla dignità della
persona. Tra la “cultura del dono“, ripetutamente conclamata dai politici italiani in
quest’anno UE della lotta alla povertà, e un obbligo giuridicamente vincolante nei confronti
dei deboli e degli indigenti, come viene propugnato sempre quest’anno in Austria, va
preferita la seconda impostazione.

Ladurner Christa (Forum Prevenzione): con stipendi adeguanti deve essere possibile
limitare nella nostra Provincia l’assistenzialismo e la dipendenza da contributi di ogni
genere. In Provincia due stipendi non sono spesso più sufficienti a sbarcare il lunario. Non
dobbiamo poi meravigliarci che non ci sia più tempo (ed energie) per dedicarsi al
volontariato e che ne soffra il bene comune.

Fischer Marlene (privato): I giovani pongono gli adulti nella nostra società davanti ad uno
specchio: NON VOGLIAMO PIÙ ANDARE AVANTI COSÌ:

Leimstädtner Georg (Federazione Provinciale delle Associazioni Sociali): nella nostra
società del benessere le nostre esigenze sono cresciute in modo esponenziale. Spezza
una lancia a favore della sobrietà e raccomanda la morigeratezza nei consumi: si potrebbe
cercare un minimo comune denominatore nella nostra Provincia.

Senoner Heinz (Südt. Kinderdorf): La follia della crescita senza limiti deve indurre al più
presto ad un ripensamento: questa ideologia, che punta sul primato dell’economia, non
deve essere ulteriormente seguita.

Lechner Oswald (IRE): La contrapposizione tra sociale ed economia – da un lato
rivendicazioni, dall’altro rimproveri a getto continuo – deve essere finalmente superata. In
un’ottica di concertazione (Sepp Stricker) dobbiamo condurre un comune processo di
negoziazione e di dialogo puntando su soluzioni di lungo periodo.

Replica di Don Paolo Renner: la cultura (così si è espresso il Cardinale Martini), assume
sotto il profilo della Weltanschauung un ruolo di primo piano rispetto alla politica e
all‘economia. In questo senso noi altoatesini facciamo bene a portare avanti un processo
di ricerca del consenso in relazione ai nostri valori culturali. Non dobbiamo accontentarci di
copiare un’altra cultura, un‘altra società. Che in tale processo la politica, l’economia, il
sociale e la cultura … si integrino reciprocamente, è evidente. Primato della cultura

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significa: porre la persona al centro degli eventi, l’uomo prima di tutto. L‘essere della
persona deve emergere appieno, l’avere può tranquillamente passare in secondo piano. In
quest’ottica sarebbe proprio necessario ai giorni nostri un corso su nuovi stili di vita. La
crisi offre anche in questo contesto un‘opportunità: nella riflessione sulla nostra identità e
sul nostro sistema di valori anche la cultura delle solidarietà svolgerà un ruolo non
irrilevante.

Richard Theiner (assessore): in conclusione del quarto incontro di questo ciclo egli
menziona due aspetti particolari che ha ricavato da un viaggio di studio nei paesi
scandinavi: l’importanza della partecipazione nella progettazione e la realizzazione dello
spazio abitativo (partecipazione dei cittadini) e la disponibilità elevata a pagare le imposte
(giustizia fiscale), quando si raggiunge in un paese un consenso sui valori e le prestazioni
dell’ente pubblico. I valori che ci guidano sono di essenziale importanza. Nei processi di
negoziazione, come in questi dialoghi del sociale, possiamo/dobbiamo trovare un
consenso e dimostrare il coraggio di chiederci quale sia il senso delle cose. Tutti i
partecipanti agli incontri precedenti vengono invitati ad intervenire all’appuntamento finale
del 16-11-2010, ore 18.30, all‘ EURAC di Bolzano. Dagli incontri finora svolti verranno
ricavate delle tesi. Il documento che verrà elaborato rappresenterà la base per il convegno
del 16 novembre con il presidente Dr. Luis Durnwalder ed i relatori Prof. Walther Lorenz,
Prof. Gottfried Tappeiner, Sepp Stricker e Don Paolo Renner.

Karl Tragust/Reinhard Gunsch 21-9-2010

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