TEMPO PRESENTE - Fondazione Matteotti
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N. 469-471 gennaio-marzo 2020 euro 7,50
TEMPO
PRESENTE
CARLO GHISALBERTI
UN RICORDO
*
MEDITERRANEO
REGIONE DI ACCOGLIENZA E DI RINASCITA
*
ELOGIO DEL DIRITTO
DI CACCIARI E IRTI
*
LA CASA DEL POPOLO DI ROMA
a. aghemo e. capuzzo a. casu r. catanoso e. d’auria
e. f. m. emanuele c. palagiano g. pescosolido a. g. sabatini f. vanderDIRETTORE RESPONSABILE ANgelo g. SAbAtiNi
VICE DIRETTORE Alberto Aghemo
COMITATO EDITORIALE
ANgelo AirAghi - itAlo Arcuri - giuSeppe cANtArANo - ANtoNio cASSuti
ANtoNio cASu - elio D’AuriA - tereSA emANuele - AleSSANDro FerrArA - mirko grASSo
giorgio pAciFici - gAetANo pecorA - Vittorio pAVoNcello
mArco SAbAtiNi - Attilio ScArpelliNi - Sergio VeNDitti
COMITATO DEI GARANTI
Presidente: emmANuele FrANceSco mAriA emANuele
hANS Albert - AlAiN beSANçoN - NAtAliNo irti - bryAN mAgee
hanno fatto parte del comitato i membri già deceduti:
eNzo bettizA - kArl Dietrich brAcher
peDrAg mAtVejeVic - luciANo pellicANi - gioVANNi SArtori
REDAZIONE
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ANgelo ANgeloNi - pAtriziA ArizzA - ANDreA torNeSe - guiDo trAVerSA
PROGETTO GRAFICO E EDITING
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prezzo dei fascicoli: italia € 7,50; doppio € 15,00 - estero € 11,00; doppio € 20,00
Arretrati dell’anno precedente: il doppio
Abbonamento annuo: italia € 25,00 - estero € 50,00
Abbonamento sostenitore € 100,00
l’abbonamento non disdetto entro il 30 novembre dell’anno a cui si riferisce
si intende tacitamente rinnovato.
chiuso in redazione il 20 aprile 2020TEMPO
PRESENTE
Rivista mensile di cultura
N. 469-471 gennaio-marzo 2020
PRIMA PAGINA
Carlo Ghisalberti
un ricordo
ANTONIO CASU, Carlo Ghisalberti funzionario parlamentare, p. 3
ALBERTO AGHEMO e ANGELO G. SABATINI, In memoria di Carlo Ghisalberti, p. 6
ESTER CAPUZZO, Carlo Ghisalberti e gli studi sugli ebrei italiani, p. 11
ELIO D’AURIA, Ghisalberti storico dell’unificazione nazionale, p. 17
COSIMO PALAGIANO, Per Carlo Ghisalberti, p. 30
GUIDO PESCOSOLIDO, Carlo Ghisalberti studioso di Silvio Spaventa, p. 33
UOMINI E IDEE
EMMANUELE FRANCESCO MARIA EMANUELE, La centralità geopolitica e culturale
del Mediterraneo, regione di accoglienza e di rinascita, p. 47
ROSARIA CATANOSO, Elogio del diritto, un dialogo
con Massimo Cacciari e Natalino Irti, p. 52
FABIO VANDER, La Casa e la città, p. 57La Nuova Serie di «Tempo Presente» compie quarant’anni: un traguardo ambito
per una rivista di cultura, ancor più se “indipendente”, autonoma nella compagine
redazionale non meno che nello spirito che la anima, lo stesso che guidò i suoi padri,
Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte, che fondarono il periodico nella sua prima
serie, pubblicata dal 1956 al 1968, e poi Angelo G. Sabatini che nella scia della
loro eredità ideale rilevò la testata e le diede nuova vita nel lontano febbraio del
1980, da allora dirigendo la “Nuova Serie”.
Il logo presente nella prima e nell’ultima pagina della copertina – che qui
riproponiamo – evidenzia questo evento, che intendiamo ricordare con iniziative
diverse: convegnistiche, editoriali, culturali e civili.
L’emergenza sanitaria globale ci costringe a procrastinare alcuni eventi già in
calendario, ma assicuriamo ai lettori che il ritorno all’auspicata normalità non ci
troverà impreparati, bensì pronti ad offrire agli amici di «Tempo Presente» nuove
proposte di riflessione e non inutili provocazioni, nuovi spunti di dibattito civile,
rinnovate occasioni di confronto ideale lungo la stretta via, sinora percorsa per un fin
troppo breve tratto, che porta a una società aperta ed equa, alla ricerca della felicità,
alla buona politica, alla cultura della libertà, alla libertà della cultura.
Su iniziativa del Cenacolo di Tommaso Moro, di Tempo Presente
e della Fondazione Giacomo Matteotti,
il ricordo di
Carlo Ghisalberti
si è tenuto in Roma il 19 febbraio 2020 presso la
Sala della Sagrestia della Camera dei deputati.
Hanno partecipato Alberto Aghemo, Ester Capuzzo, Antonio Casu, Elio D’Auria,
Cosimo Palagiano, Guido Pescosolido, Angelo G. Sabatini.
Roma, 18 dicembre 1929 - 15 dicembre 2019PRIMA PAGINA
Antonio Casu
Carlo Ghisalberti
funzionario parlamentare
Non è senza emozione che introduco motivazione profonda, che attiene agli
queste testimonianze sulla figura e esordi professionali di Carlo.
sull’opera di Carlo Ghisalberti. Un Troppo spesso, infatti, nel delinearne la
maestro, ma anche un amico. Non mi figura e l’opera, si omette di ricordare
soffermo sui tratti della sua personalità, l’inizio del suo percorso professionale, da
ben nota a tutti i presenti. Mi sia funzionario parlamentare.
consentito dirvi che non lo sento assente. Eppure, quegli esordi sono non solo
Ci accompagna non solo la sua opera di prodromici ma coessenziali al suo iter
storico, tra i più importanti, ma anche la successivo.
sua serenità e signorilità di modi, l’assenza Il primo atto, l’atto instaurativo del suo
di qualunque dogmatismo, l’alto senso servizio al Parlamento, è la comunicazione
delle Istituzioni. del Segretario Generale della Camera,
Ringrazio dunque tutti coloro che avvocato Coraldo Piermani, relativa all’
hanno raccolto questo invito e che approvazione da parte della Commissione
offriranno la loro testimonianza in forma esaminatrice della graduatoria del concorso
orale o scritta. I relatori, innanzitutto, pubblico, per esami e titoli, a dodici posti di
scelti nella cerchia degli amici più cari: Segretario parlamentare (nota del 26 ottobre
Alberto Aghemo, Ester Capuzzo, Elio 1956). Siamo nella seconda legislatura: il
D’Auria, Cosimo Palagiano, Guido Presidente della Camera è Giovanni Leone,
Pescosolido e Angelo G. Sabatini. ed è in carica il primo Governo guidato da
Ringrazio la moglie Magiù con le figlie e Antonio Segni.
i familiari per la loro presenza. La rivista Il 7 novembre la graduatoria viene
di cultura “Tempo Presente”, che ha pubblicata, e Carlo risulta terzo (con
condiviso sin dall’inizio questa iniziativa punti 42,62/50), in un concorso del quale
dell’Associazione culturale “Il Cenacolo sono vincitori anche Guglielmo Negri e
di Tommaso Moro”, ospitandone i Luciano Stramacci, che diverranno
contributi in un prossimo numero. E Vicesegretari generali della Camera.
ringrazio infine la Segretaria Generale Dell’elenco fanno parte anche altri nomi
della Camera, Lucia Pagano, che ci noti, come quelli di Beniamino Placido,
consente stasera di svolgere questa Oberdan Fraddosio, Tullio Ancora, che
rievocazione, e questa occasione di sarà più tardi Commissario del Governo
incontro, nella antica e solenne Sala della per il Lazio, Ferdinando Caracciolo,
Sacrestia, nel complesso monastico Giuseppe Carboni ed altri.
altomedievale di vicolo Valdina, nel cuore Il giorno successivo (8 novembre) è
di Campo Marzio. inquadrato nella categoria dei funzionari
In effetti, in questa scelta c’è una di concetto e nominato Segretario in
3Antonio Casu
prova con decorrenza dal 16 novembre. della Commissione giustizia si succedono
Il relativo decreto reca la firma del Francesco Dominedò e Gennaro
Presidente della Camera. Cassiani, al quale rimarrà legato da
Il 20 novembre 1956 è assegnato all’ rapporti di amicizia –, alla scadenza del
Ufficio Commissioni parlamentari, che primo triennio di permanenza nella
all’epoca erano undici. Direttore dell’ qualifica, Carlo matura il primo passaggio
Ufficio era all’epoca Francesco Cosentino, di professionalità.
che sarà Segretario Generale dal 1° aprile Ogni anno, puntualmente, il prospetto
1964 al 15 aprile 1976. Ancora dunque si per le note caratteristiche del personale
usava la dizione “Ufficio”, di antica ne evidenzia: «ottime doti di cultura,
memoria parlamentare, e non quella di buona volontà, zelo e diligenza,
“Servizio”, che prenderà piede con prontezza e vivacità di ingegno oltre ad
successive riforme amministrative. Nel una notevole preparazione culturale». E
Bollettino dei Servizi si parla generica- si aggiunge una significativa notazione
mente di Ufficio Commissioni. personale: «apprezzato e benvoluto da
L’assegnazione alla Commissione giustizia, superiori ed inferiori» (così il Direttore
su cui si sofferma nelle sue memorie, delle Commissioni, Cosentino, nel
trova riscontro in fonti secondarie, tra cui rapporto informativo del 31 ottobre
la “Miscellanea di studi”, pubblicata in 1959). Era, il rapporto informativo,
suo onore da Ester Capuzzo ed Ennio l’antesignano delle note di qualifica e
Maserati nel 2003. Presidente della delle schede di valutazione invalse in
Commissione era l’autorevole costituzio- epoca successiva, fino ai giorni nostri.
nalista Egidio Tosato, già membro Con decreti presidenziali del 30
dell’Assemblea Costituente, espressione novembre e 30 dicembre 1959 gli
della sinistra democristiana. Da Segretario vengono riconosciuti i servizi anteriori ai
della Commissione giustizia, succedendo fini del trattamento di quiescenza (tre
nel ruolo a Nicola Ricciuti, deve misurarsi mesi come archivista di Stato al Ministero
con tematiche particolarmente impegna- dell’interno e quattro anni di studi
tive, dalle proposte di riforme dei codici universitari).
alla semplificazione dell’ordinamento Il 1° luglio 1961 (terza legislatura, e
giudiziario, dall’istituzione del Consiglio terzo Governo Fanfani) Carlo matura il
superiore della magistratura alla rego- secondo avanzamento nella carriera
lamentazione dei patti agrari. giuridica.
La conferma in ruolo arriva circa un Promosso primo segretario il 1°
anno dopo, il 22 dicembre 1957, dunque dicembre 1963 (siamo ora nella quarta
sul finire della seconda legislatura, legislatura, vigente il primo Governo
quando il governo era passato nelle mani Leone, Presidente della Camera Brunetto
di Adone Zoli, mentre ancora Leone e Bucciarelli Ducci, Segretario generale
Piermani guidavano rispettivamente la ancora Coraldo Piermani), all’incarico di
Camera e l’amministrazione parlamentare. Segretario della Commissione giustizia si
Il 31 ottobre 1959 – siamo ormai nella aggiunge quello di Segretario della
terza legislatura repubblicana, al governo Commissione di vigilanza sulla RAI,
è tornato Antonio Segni, alla guida del allora presieduta dal democristiano
suo secondo Dicastero, e alla Presidenza Franco Restivo.
4Carlo Ghisalberti funzionario parlamentare
L’annuale rapporto informativo ne A Carlo, la Biblioteca della Camera ha
evidenzia non solo la «intelligenza vivace» dedicato un aggiornamento dei suoi
e la «elevata cultura generale e specifica», scritti e delle edizioni successive alla citata
ma, significativamente, «il tatto con cui “Miscellanea” del 2003, mettendola a
svolge le mansioni d’ufficio», «il prestigio disposizione di studiosi, ricercatori ed
di cui gode presso gli onorevoli deputati», utenti.
e «l’ascendente che esercita sugli inferiori». Per completare il suo profilo ricordo
La sua cultura è un elemento che, durante gli anni del suo servizio
fondamentale del suo profilo profes- all’Istituzione parlamentare, gli viene
sionale, tanto che fin dalla fine del 1957 conferita l’onorificenza di Cavaliere
Cosentino, nella sua qualità di Direttore dell’Ordine al Merito della Repubblica il
delle Commissioni, gli conferisce 21 dicembre 1961 (terza legislatura, terzo
«l’incarico di sovrintendere allo schedario Governo Fanfani, Presidente della
dei precedenti costituzionali e regolamen- Camera Giovanni Leone, Coraldo
tari, che ha riorganizzato applicando in Piermani sempre Segretario Generale) e
modo encomiabile i più moderni principi di Cavaliere Ufficiale il 13 ottobre 1964
di sistematica scientifica» (Rapporto (quarta legislatura, secondo Governo
informativo del 26 ottobre 1957). Una Moro, Presidente della Camera è
propensione allo studio confermata tra diventato Brunetto Bucciarelli Ducci,
l’altro dalla qualità dei nuovi studi presenti mentre alla guida dell’amministrazione
in ciascun rapporto informativo annuale. della Camera Piermani è stato avvicendato
Ottime doti intellettuali e culturali, da Francesco Cosentino).
dunque, si coniugano con un tratto Qualche mese prima, il 1° agosto 1964,
signorile e rispettoso, e – come si è nella stessa cornice politico-istituzionale
rilevato – con molto tatto nell’espleta- ed amministrativa, Carlo Ghisalberti è
mento delle funzioni, qualità che gli collocato, a domanda, in quiescenza.
procurano ampio e diffuso consenso. È questo il momento, dunque, in cui
Carlo Ghisalberti annota, nelle memorie, Carlo perfeziona la sua decisione di
le ore di studio trascorse presso la cambiare il terreno d’impegno professio-
Biblioteca della Camera dei deputati, allora nale. Quello che è certo, quello che la sua
diretta da Silvio Furlani, ubicata al quarto vita e i suoi studi dimostrano, è che Carlo
piano di palazzo Montecitorio fino al 1988, ha cambiato lavoro, ha cambiato il
anno del suo trasferimento nel complesso terreno d’impegno, ma ha mantenuto
di San Macuto, nell’antica Insula sapientiae. inalterato, anzi potenziato, con l’età e
In Biblioteca scrive il libro su “Gian l’esperienza, il suo bagaglio di interessi, di
Vincenzo Gravina giurista e storico”, che conoscenze, di curiosità intellettuali,
risulterà in seguito decisivo, con altri scritti, sempre al servizio delle Istituzioni
per vincere il concorso universitario. democratiche.
5Alberto Aghemo e Angelo G. Sabatini
In memoria di
Carlo Ghisalberti
È difficile ricordare un grande La prima memoria risale all’inizio degli
scomparso. Quanto più alta è stata la sua anni Settanta e si colloca in quella
statura intellettuale ed umana, tanto più straordinaria officina degli studia
arduo è il compito per chi deve rendere humanitatis che fu la “Scuola di
testimonianza della grandezza di un perfezionamento nelle scienze morali e
tempo passato, di un uomo passato, e al sociali” della Facoltà di Lettere e filosofia
contempo dare conto di un vuoto dell’allora Studium Urbis. La scuola,
incolmabile e misurare la distanza con un triennale e post-lauream, per un verso
presente che appare, nel confronto, surrogava quella facoltà di Sociologia che
tristemente vuoto e inadeguato. Ancora da più parti invocata ancora doveva
più difficile trovare le giuste parole, essere istituita, per altro verso sanciva a
rinvenire i ricordi corretti, superare gli pieno titolo la simbiosi – accademica e
abbagli di un’incerta memoria, vincere scientifica, non meno che didattica – tra
l’emozione, fuggire la retorica, superare i tradizionali studi storico-filosofici e le
la lusinga di una commemorazione nuove discipline sociali prepotentemente
inevitabilmente alterata dall’ammirazione “emergenti”: dalla sociologia e dalla
per lo studioso e dal coinvolgente affetto psicologia (nelle loro diverse
che l’uomo Carlo Ghisalberti sollecita declinazioni), all’antropologia culturale.
oggi, scomparso, non meno di quanto Voluta e presieduta da Franco Lombardi,
facesse in vita con la sua prorompente, la “Scuola di Via dei Caudini” (così
esuberante personalità. chiamata dalla sede, prossima alla Città
A rendere ancora più impervia l’impresa Universitaria), era diretta e gestita da
c’è – qui e oggi – la presenza di autorevoli Angelo Sabatini, che ebbe un ruolo
storici, prestigiosi studiosi, colleghi e decisivo nella cooptazione del corpo
discepoli, a Lui legati da una consue- docente. La Scuola riscosse un
tudine antica e da una consolidata immediato successo ed un consistente
familiarità: tutti in grado di portare un riscontro in termini di immatricolazioni;
contributo alla sua memoria ben più era suddivisa in due sezioni che, al
profondo del nostro. termine del triennio, rilasciavano diplomi
In tale consapevolezza, dunque, mi superiori di ricercatore nelle scienze
limiterò ad una breve testimonianza – storico-morali, ovvero in quelle sociali.
condivisa con l’amico Angelo G. Sabatini Responsabile per le scienze sociali fu
– che passa attraverso i ricordi, vividi designato Gianni Statera; a dirigere il
ancorché lontani nel tempo, di uno settore di quelle storiche Sabatini chiamò
studente e di un allora giovane redattore l’amico Rosario Romeo1, che insegnava
di riviste di cultura. presso la Scuola Storia contemporanea,
6In memoria di Carlo Ghisalberti
presto affiancato da due “giovani” (in anche in seguito applicato la sua vasta
realtà erano tutti quarantenni, più o meno cultura, una rara competenza ed un
coetanei di Angelo) quanto brillanti comprovato rigore scientifico: virtù acca-
docenti, peraltro già affermati: Paolo demiche, certo, ma anche umane, sempre
(Paolino) Ungari2 per la Storia del diritto sostenute da una mente – e da una prosa
e Carlo Ghisalberti per la Storia – decisamente brillanti. Senza tentare, in
costituzionale. Credo che i nomi questa sede un’elencazione esaustiva dei
testimonino ampiamente l’indiscutibile suoi alti contributi sul tema, mi limiterò
valore dell’offerta didattica e giustifichino qui a citare Costituzionalismo e classi sociali
il successo che la “Scuola” riscosse in alle origini del Risorgimento3, di poco
quei primi anni Settanta, prima che la successivo (siamo nel 1976) e l’ampio e
«notte della ragione» cieca e sanguinaria meditato Stato, nazione e Costituzione
degli “anni di piombo” avvelenasse i nell’Italia contemporanea4 del 1999.
pozzi della Sapienza. Del suo insegnamento mi restano – al
In quella sede, in quel contesto ebbe di là dell’indiscutibile valore scientifico –
luogo il mio incontro, mai dimenticato, due cose: il ricordo di una personalità
con Carlo Ghisalberti. Era il 1974, un forte quanto seducente (diciamolo: di una
anno importante per la storia costituzio- simpatia tutta “romana”) e la copia del
nale, giacché vide la prima edizione di un libro, puntigliosamente annotata a matita
testo formidabile e destinato a grande e conservata con cura. La cura che si deve
quanto meritata fortuna, anche al di fuori a un testo importante ed amato, oltre che
dell’ambito accademico: mi riferisco a a un libro realizzato con una perizia
quella Storia costituzionale d’Italia, edita da editoriale che oggi non esiste più, con
Laterza e più volte ripubblicata (l’ultima l’elegante legatura in tela e la sobria
edizione, se non erro, risale al 2002, a sovracopertina delle “vecchie” edizioni
quasi trent’anni della prima). Ghisaberti Laterza, ancora intatta.
aveva allora 45 anni e un curriculum Quello stesso libro mi è tornato tra le
brillante: laureato in giurisprudenza con mani lo scorso anno, e non per caso.
una tesi in Storia del diritto italiano Nelle poche ma dense pagine di
discussa con Francesco Calasso, era stato «Premessa» al volume collettaneo La
per otto anni funzionario della Camera Costituzione italiana alla prova della politica e
dei deputati rivestendo, tra l’altro, della storia 1948-2018, pubblicato dalla
l’incarico di segretario della Commissione Fondazione Giacomo Matteotti nella
Giustizia; aveva quindi insegnato Storia collana “Studi di Storia e politica”
del Diritto italiano nelle Università di (collana diretta da Ester Capuzzo,
Messina, Trieste e, successivamente, Antonio Casu e Angelo G. Sabatini) nel
nell’Università di Roma, dove è stato poi 2019 per i tipi di Rubbettino, è sembrato
ordinario di Storia contemporanea. doveroso, ad Angelo e a me, «[…]
Sulla prima edizione di quell’opera invitare alla lettura del volume con le
fondamentale preparai – con grande parole ammonitrici che un grande storico
profitto personale e a seguito di una (e caro amico), Carlo Ghisalberti, poneva
lettura inaspettatamente piacevole ed a conclusione della sua monumentale e
avvincente – l’esame con il Maestro, che giustamente celebrata Storia costituzionale
al costituzionalismo aveva e avrebbe d’Italia. È passato quasi mezzo secolo da
7Alberto Aghemo e Angelo G. Sabatini
quando furono scritte, ma come sempre della “Nuova Serie”, impresa meritoria
succede con le riflessioni alte e meditate, quanto rara nel panorama nazionale delle
restano tuttora di assoluta attualità: riviste culturali: creature effimere,
soprattutto se “indipendenti”.
Un testo costituzionale non basta a La collaborazione di Ghisalberti è
creare una democrazia. Questa, infatti, praticamente coeva alla rinascita di
vive solo nella consapevolezza, da parte «Tempo Presente»: inizia infatti con il
del popolo, della irrinunciabilità dei valori secondo fascicolo della “Nuova Serie”,
che vi sono contenuti, del rispetto dei nel 1980, con un intervento su
principi che vi sono codificati. Questa Gerusalemme, osservatorio medio-orientale,
consapevolezza, però, non può nascere seguito da due articoli, entrambi risalenti
di un tratto, come conseguenza imme- al 1982, sempre dedicati al medesimo
diata della sua promulgazione da parte di tema, a testimonianza di un interesse
un’assemblea costituente… . 5 acuto e di una profonda conoscenza di
una materia che allora animava come non
A qualche anno più tardi, ed alla mia poche il dibattito politico internazionale
esperienza di allora giovane redattore di e che, a ben vedere, è tuttora al centro
riviste culturali risale la mia seconda delle dinamica geopolitica mediterranea,
memoria. Se si parla di riviste di cultura, ancorché attutita dall’insorgere di altri
il nome di Carlo Ghisalberti è, senza focolai di crisi in un’area, quella medio-
dubbio, indissolubilmente legato a orientale, strategicamente vitale quanto
«CLIO», la rivista trimestrale di studi storicamente martoriata e teatro di
storici fondata da Ruggero Moscati: la innumerevoli conflitti. Gerusalemme dopo il
testata, assai prestigiosa e tribuna 25 aprile esce nel fascicolo n. 17,
autorevole dei più qualificati studi storici, dell’estate del 1982, subito seguito, nel
ebbe in lui l’animatore più attivo ed il numero successivo della rivista, all’epoca
direttore più autorevole. Il che non gli bimestrale, da un altro articolo, Giudicare
impedì, assecondando le lusinghe (e a Israele. L’articolo del 1980, che richiamava
volte le pressanti richieste) dell’amico nel titolo la sezione della rivista
Angelo Sabatini, di collaborare, sia pur “Osservatorio” da lui inaugurata, era
occasionalmente, con «Tempo Presente», quasi un reportage su una regione
la rivista di cultura fondata nel 1956 da all’Autore ben nota («tra speranze e
Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte, timori», come annota): vi era appena
che aveva cessato le pubblicazioni nel tornato dopo due anni, ma la sua
1968 (sulla coincidenza di queste due date conoscenza di Israele risaliva al 1968,
– 1956-1968 – a diverso titolo “fatali” ovvero, come si ricorda in quelle pagine,
nella cultura politica e nella storia della all’anno successivo a quella «Guerra dei
sinistra italiana e non solo, molto si Sei giorni che tanto aveva contribuito a
potrebbe riflettere, ma non è questa la modificare il quadro politico medio-
sede). Sarebbe poi risorta nel 1980 grazie orientale dando agli israeliani se non
al determinato ed appassionato impulso l’illusione di una pace entro confini sicuri
di Angelo che, rilevata la gloriosa testata, e riconosciuti almeno talune linee di
l’ha accompagnata al traguardo dei armistizio o di tregua» secondo una linea
quarant’anni ininterrotti di pubblicazione diplomatica culminata con gli accordi di
8In memoria di Carlo Ghisalberti
Camp David e l’avvio di una graduale quali, periodicamente, il tema della
restituzione del Sinai al governo di Sadat. riforma elettorale è tornato di prepotenza
Già nel titolo Gerusalemme dopo il 25 aprile nell’agenda politica quasi a far velo
fa riferimento alla data – il 25 aprile 1982, all’ormai conclamata fase di declino dei
appunto – in cui si compie l’ultimo atto partiti polirci, Ghisalberti può ben
dell’abbandono del Sinai da parte degli concludere che
israeliani mentre l’Egitto
«il discorso sulla governabilità da
«’auspice’ Sadat e con la mediazione conseguire nella sua forma migliore non
americana […] ha dimostrato di è un discorso sulla moralità astratta ed
riconoscere l’esistenza di Israele ed ha assoluta di una legge elettorale. È solo
rinunciato ai folli disegni di annienta- una riflessione sulla ricerca di un sistema
mento dell’avversario». che sembri più idoneo di altri».
L’articolo si chiude con un vibrante Nel successivo articolo, dal titolo 1789-
auspicio: che «le terre della Bibbia, 1989. Duecento anni dalla Rivoluzione
riscattate dal deserto, possano tornare ad francese, pubblicato per l’appunto nell’896,
essere, al di là degli opposti schieramenti Ghisalberti presenta criticamente al
politici e militari, luoghi di pace e di lettore un’ampia rassegna di letture
incontro tra genti diverse». Da qui la dell’esperienza rivoluzionaria, evidenziando
convinzione, ribadita nel già menzionato come sia stata sostanzialmente la cultura
Giudicare Israele, che «la politica dei ‘piccoli
democratica dell’Ottocento ad esaltare la
passi’ implicante la ricerca di accordi Révolution come motore democratico-
settoriali […] è tuttora senza alternative». libertario e fortemente germinativo «del
Di tutt’altro tenore Il problema della processo risorgimentale in Italia».
riforma della legge elettorale, apparso su L’ultimo contributo del Nostro a «Tempo
«Tempo Presente» n.29, del 1987, un Presente» risale al 1992 e si presenta
saggio di ampio respiro che nel quale come un’acuta e amara riflessione, svolta
l’impronta del costituzionalista e dello peraltro nell’ambito di un convegno sul
storico si impone di autorità sin dalle medesimo tema, su I partiti nella cultura del
riflessione introduttiva: cambiamento7. Ghisalberti si interroga sulla
questione apparentemente abusata e sin
«Dalla consapevolezza del legame tra troppo ricorrente, della “crisi delle
ordinamento costituzionale e sistema di istituzioni” – evidentemente già all’epoca
reclutamento della classe politica deriva ben presente e fortemente percepita –
spontanea l’osservazione della difficoltà, per argomentare: «Qual è la crisi in cui
se non addirittura dell’impossibilità di oggi ci dibattiamo? È la crisi del consenso
creare, o anche soltanto di far vivere, una che è necessario nei rapporti tra una
democrazia, fondandone esclusivamente società civile e un potere politico e uno
le basi su una legge elettorale». Stato». Una crisi che è quindi, soprattutto
dei partiti, che tuttavia, pur spesso
Affrontando da par suo il tema del manifestamente inadeguati «sono neces-
rapporto tra stabilità politica e sari, sono indispensabili», ancorché
rappresentanza, in uno dei tanti cicli nei incapaci di rigenerarsi ed autoriformarsi
9Alberto Aghemo e Angelo G. Sabatini
(è appena il caso di ricordare che il pone mente alle parole di Pasternak:
dibattito si svolge mentre davanti al Paese «Cos’è la storia? Le sue radici sono in
di sta dipanando la matassa maleolente di secoli di lavoro sistematico: la storia è la
Mani pulite, ancora appena avvertita, e soluzione dell’enigma della morte, così
Tangentopoli sta per trascinare nella sua che questa possa essere sconfitta»8.
rovina la Prima Repubblica). La conclu-
sione del Nostro, nel contesto di questo
piano irresistibilmente inclinato, è
amaramente profetica:
«i partiti hanno una funzione di
orientamento e una funzione di raccolta
dell’opinione pubblica. Questa è la loro
funzione naturale; oltre a questo c’è solo
occupazione dello Stato e della società
civile, caccia di posti e prebende. Ciò che
deve finire, assolutamente».
NOTE
È dunque possibile una riforma del
sistema? La domanda non è retorica e la 1 Il grande storico di Giarre era già allora il
risposta non è di convenienza ma riconosciuto caposcuola della storiografia risorgi-
pragmatica e, al fondo, disillusa: mentale italiana. Tra le sue opere di maggior
rilievo si possono qui ricordare: Il Risorgimento in
Sicilia, Catania 1948; Dal Piemonte sabaudo all’Italia
«la modifica è possibile solo incidendo
liberale, Torino 1963; Breve storia della grande industria
sui meccanismi di reclutamento della in Italia 1861-1961, Bologna 1963; Mezzogiorno e
classe politica, stabilendo un rapporto Sicilia nel Risorgimento, Napoli 1963; Cavour e il suo
più stretto tra elettori ed eletti…». tempo, Bari 1969-1984.
2 Del brillante studioso milanese si devono
Quanto è successo dopo – appena poco almeno ricordare gli Studi di storia e di diritto
contemporaneo, scritti con Alberto Aquarone e
dopo – appartiene più alla cronaca che Stefano Rodotà, pubblicati dalle Edizioni di
alla storia e l’ottimismo della Volontà Comunità nel 1968 e due brillanti saggi, entrambi
autorevolmente manifestato da Carlo del 1974: Alfredo Rocco e l’ideologia giuridica del
Ghisalberti ha ceduto terreno al fascismo, edito da Morcelliana, e Storia del diritto di
pessimismo della Ragione, imposto da un famiglia in Italia (1796-1942), per i tipi de il Mulino.
amaro e disincantato Spirito del Tempo. 3 In «Rivista di storia del diritto contemporaneo»,
1976, fasc. 1.
Spiace che Carlo Ghisalberti abbia 4 Edito a Napoli nel 1999, per le Edizioni
dovuto assistere – non da solo, in verità Scientifiche Italiane.
– al declino di quelle istituzioni che con 5 C. Ghisalberti, Storia costituzionale d’Italia
rettitudine e straordinario talento per 1849/1948, Laterza, Bari 1974, p. 431.
anni ha illustrato, come Civil Servant 6 «Tempo Presente», numero triplo 106-108,
1989, p. 20 e sgg.
prima, come accademico poi, come 7 «Tempo Presente», numero 142, 1992, p. 28 e
uomo sempre. Lo ha fatto da cittadino e sgg.
lo ha fatto, soprattutto da storico. 8 Boris Pasternak, Il dottor Zivago, Feltrinelli,
Elemento, questo, non irrilevante se si Milano 1957, p. 217.
10Ester Capuzzo
Carlo Ghisalberti
e gli studi sugli ebrei italiani
Conosciamo tutti Carlo Ghisalberti per integravano per sovvenire alle esigenze di
l’essere stato il maggiore studioso della una società in progressiva e costante
seconda metà del Novecento delle evoluzione sullo sfondo dell’attività
vicende costituzionali del nostro paese politica dei governi che dalla Sinistra
dall’antico regime sino al 1948 e anche storica si erano susseguiti sino al
oltre se consideriamo l’estensione sino al Ventennio fascista. Una ricostruzione
1994 cioè alla seconda Repubblica della che, a sua volta, come per la storia
sua Storia costituzionale, opera che va costituzionale, era stata preceduta da
ben oltre la ricostruzione dei meccanismi un’analisi delle vicende che dall’antico
e delle prassi istituzionali per diventare regime all’Italia liberale avevano segnato
con un respiro ben più ampio una storia il passaggio dal pluralismo normativo
delle classi dirigenti, delle forze politiche d’origine medioevale al nuovo sistema del
e dei partiti dal periodo preunitario all’età diritto realizzato dalla codificazione
repubblicana secondo quella visione che napoleonica nel volume Unità nazionale e
gli era propria di non considerare mai il unificazione giuridica in Italia. La codificazione
dato giuridico e istituzionale decontestua- del diritto nel Risorgimento (1979)4.
lizzato dalla realtà storico-politica del Queste opere per la cui pubblicazione
momento ma anzi estremamente inter- Carlo Ghisalberti aveva a lungo studiato
connesso con essa come, peraltro, aveva nella Biblioteca della Camera dei deputati,
già dimostrato sin da Le costituzioni allora a Palazzo Montecitorio, erano
giacobine (1796-1799)1 del 1957 e successi- caratterizzate da innovazione e originalità
vamente Dall’antico regime al 1848. Le storiografica, stante anche il prevalente
origini costituzionali dell’Italia moderna2 del taglio medievistico che aveva allora la
1974, aprendo in quella che era allora la Storia del diritto e nella quale lo studioso
sua disciplina nuove ed originali piste di si dedicava tra i primi allo studio della
ricerca indagate, non soltanto con “le storia del diritto moderno. Si tratta di
lenti del giurista” ma con un più vasto opere che, non dobbiamo dimenticarlo,
sguardo storico-politico. Non soltanto le hanno anche avuto un alto valore
vicende costituzionali sono state al centro formativo perché su di esse si sono
del lavoro storiografico di Carlo formate generazioni di studenti e di
Ghisalberti ma anche quelle dei codici funzionari in vari settori dell’ammini-
che trovavano, potremmo dire, il loro strazione pubblica.
punto d’arrivo nel volume La codificazione Nel tempo la sua produzione si sarebbe
del diritto in Italia 1865-19423, nel quale tematicamente diversificata anche con il
ricostruiva le vicende dei diversi codici suo passaggio alla Storia contemporanea,
postunitari e della normativa che li disciplina che sentiva molto più vicina ai
11Ester Capuzzo
suoi ideali etico-politici di stampo dell’ebraismo dell’età liberale e di quello
crociano come testimoniato, a esempio, antifascista di grande rilievo come Luigi
dagli scritti su Silvio Spaventa5 e da quelli Luzzatti ed Enzo Sereni. Si trattava di
sulle vicende del confine orientale dalla saggi che in alcuni casi erano frutto di
fine della Serenissima alla tragedia interventi svolti in convegni organizzati
dell’esodo giuliano-dalmata (Da Campoformio allo Yad Vashem15 e al Museo Umberto
a Osimo. La frontiera orientale tra storia e Nahon di Gerusalemme dalle associa-
storiografia6 e Adriatico e frontiera orientale dal zioni degli Italkim cioè degli italiani di
Risorgimento alla Repubblica7). Israele, e in particolare da Sergio I.
Non è tuttavia di questi scritti che Minerbi, a lui fortemente legato da
desidero parlare, altri lo faranno in altre rapporti familiari, e da Sergio Della
sedi, quanto piuttosto vorrei soffermarmi Pergola. E di questi temi e della loro
su quel filone di studi apparentemente stesura con la sua consueta ma anche rara
secondario, ma intimamente legato al suo capacità di condivisione Carlo Ghisalberti
approccio etico-politico alla storia e alla soleva spesso chiacchierarne con il suo
sua parabola umana, dedicato alle vicende caro amico Amedeo Tagliacozzo.
degli ebrei italiani dal 1848 al 1938 e al In questi saggi che possiamo dividere
loro rapporto con il sionismo. Filone che ratio temporis in due grandi periodi di
trovava espressione a partire da una riferimento, da un lato l’età
saggio Sulla condizione degli ebrei d’Italia risorgimentale e liberale e dall’altro il
dall’emancipazione alla persecuzione, presente periodo fascista, Carlo Ghisalberti
nel volume Istituzioni e Risorgi-mento. Idee e ripercorreva le vicende degli ebrei italiani
protagonisti8, edito da Le Monnier nel 1991 non in maniera evenemenziale ma con
nella collana Quaderni di Storia diretti da quell’approccio alla grande scala che gli
Giovanni Spadolini e scritto in un era proprio alla luce delle trasformazioni
periodo in cui la storiografia contempo- subite dallo Stato italiano portato a
raneistica scarsamente si dedicava a compimento dal processo risorgimentale
studiare la storia degli ebrei nel nostro che con la libertà degli italiani aveva
paese a differenza di oggi che mostra, realizzato anche la libertà degli ebrei e al
invece, un forte interesse quasi quale, come scriveva in Risorgimento
esclusivamente, però, focalizzato sulle italiano e Risorgimento ebraico alcuni avevano
leggi razziste e sulla Shoah. partecipato secondo le forme di quella
A questo scritto del 1991 che che Arnaldo Momigliano aveva definito
rappresentava l’ampliamento di una la «nazionalizzazione parallela»16.
relazione presentata al IV convegno di Nella sua visione etico-politica
Italia Judaica svoltosi a Siena nel 19899, l’emancipazione ebraica era posta a
altri ne seguivano: Gli ebrei dall’integrazione riparazione di «una delle più rigorose ed
nazionale all’antifascismo (1997)10; Sugli ebrei infami situazioni di inferiorità giuridica
d’Italia tra Ottocento e Novecento (2004)11; esistenti nella penisola italiana» e fissata
Ebrei italiani e sionismo. Appunti per una «punto terminale dell’aspirazione alla
riflessione (2005)12; Risorgimento italiano e cessazione di quel clima vessatorio di
Risorgimento ebraico (2006)13; La legislazione discriminazioni ereditate dalla tradizione
razziale del 193814. A questi si aggiun- antisemita cattolica e mantenuto in vita
gevano quelli dedicati a due personaggi alla restaurazione»17 dopo l’uguaglianza
12Carlo Ghisalberti e gli studi sugli ebrei italiani
vissuta dagli ebrei della penisola nell’età trionfo dei principi dell’Ottantanove,
franco-rivoluzionaria e napoleonica. esportata nei paesi europei dalle truppe
L’emancipazione, quindi, costituiva uno francesi tra il 1796 e il 1799 e affermata
dei tasselli del processo di liberalizzazione dalla successiva legislazione napoleonica
e di laicizzazione della società italiana per per giungere alla Restaurazione, che
la quale lo Stato doveva essere la casa di fissava una situazione nella quale
tutti come avrebbe dimostrato l’età ovunque gli ebrei erano nuovamente
liberale con il passaggio dall’eguaglianza «vittime di discriminazioni e interdi-
dei cittadini all’eguaglianza dei culti e con zioni»20 e al 1848 che con i suoi grandi
l’affermarsi del separatismo e della libertà rivolgimenti riproponeva «il tema della
religiosa. seconda emancipazione degli israeliti e
Attribuendo, infatti, alla mentalità laica del loro inserimento, per via di definitiva
e secolarizzante del Risorgimento, posta integrazione o per completa assimila-
a fondamento dello Stato liberale, zione, nel tessuto dei diversi Stati
l’emancipazione e l’eguaglianza ottenute nazionali»21. Ciò lo portava a sottolineare
prima dagli ebrei subalpini in forma extra come il processo emancipatorio degli
statutaria tra il 1848 e il 1851 e poi estese ebrei fosse ripreso dopo il fallimento
agli ebrei di tutta la penisola dopo della rivoluzione quarantottesca
l’unificazione nazionale, Carlo Ghisalberti identificandosi nella penisola con la causa
metteva in evidenza come lo Stato risorgimentale e nei paesi oltre le Alpi
liberale con l’interpretazione avanzata con le più avanzate posizioni del
dell’art. 1 dello Statuto albertino, avviata liberalismo e della democrazia22.
già dalla costituzionalista subalpina, come Carlo Ghisalberti legava la posizione
sottolineava all’indomani del 1848 e assunta dall’Italia unita nei confronti di
ripresa da quella dell’età liberale, avesse ebrei e valdesi, le due minoranze religiose
introdotto un sistema di garanzie a favore storiche presenti nel nostro paese, a quel
delle minoranze religiose, dal momento principio separatista dello Stato,
che «lo Statuto nella lettera dei suoi affermatosi già nella politica cavouriana,
disposti [rappresentava] un punto di che portava a ritenere che «la libertà di
partenza verso più avanzati traguardi credere e di praticare [fosse] un diritto
politici e civili e non un limite invalicabile naturale, per nulla derivante dallo
all’azione normativa del Parlamento, Stato»23. Nel richiamo alla laicità e
sicuro e maggiore interprete delle istanze all’eticità dello Stato italiano, professata
progressive espresse dalla nazione»18. Ciò dalla parte più avanzata dell’ideologia
l’avrebbe portato a riflettere ancora sul politica risorgimentale e del mondo
tema dell’emancipazione fondato sulla liberale, presente anche nel saggio
comune cittadinanza e sull’eguaglianza in Laicismo ed istituzioni in età giolittiana24
un successivo saggio del 1992 intitolato (2003), non mancava di riferirsi, oltreché
Stato nazionale e minoranze tra XIX e XX agli hegeliani di Napoli «con alla loro
secolo19, nel quale partendo dall’emanci- testa i fratelli Spaventa»25, anche
pazione ebraica nel mondo asburgico all’immagine egualitaria dei diritti
avviata dalla Patenti di tolleranza di individuali che l’Ottocento liberale aveva
Giuseppe II del 1781 delineava l’emanci- ereditato dal giusnaturalismo, dall’illumi-
pazione egualitaria e liberale sancita dal nismo e dalla rivoluzione francese e che
13Ester Capuzzo
trovava tra i paladini della libertà religiosa forma realizzabile nei rapporti tra potere
proprio un politico di ascendenze politico e confessioni religiose e si
ebraiche come Luigi Luzzatti, a cui nel mostrava in un certo qual senso critico
2007 dedicava attenzione con un nella revisione del Concordato, realizzata
saggio26. Luzzatti, come scriveva Carlo dal governo Craxi, che seppure in modo
Ghisalberti, attestava la posizione più più idoneo alla democrazia riconosceva a
avanzata assunta dallo Stato liberale fianco del rapporto con la Chiesa
rispetto alla società civile e si faceva cattolica le intese con le altre confessioni
portatore, sebbene contestato dalla religiose, si poneva, però, come una
comunità d’appartenenza, di quell’egua- negazione del liberalismo laicizzante che
glianza senza differenze prodotto era legato a un mondo meno complesso
dell’Ottocento maturo, alla quale non e articolato di quello tardo nove-
possiamo oggi guardare soltanto con gli centesco27.
occhi del nostro tempo che si nutrono, Anche nella questione del censimento
invece, di tante diversità. degli ebrei posto in atto nell’agosto del
E come il luzzattiano “ebreo che ritorna 1938 dal fascismo come uno degli effetti
a essere ebreo” in momenti di particolare dell’antisemitismo di regime, Carlo
gravità, Carlo Ghisalberti in alcuni Ghisalberti individuava un ulteriore vulnus
momenti colloquiali soleva richiamare la rispetto allo Stato liberale per il quale
sua partecipazione interiore alle vicende l’appartenenza etnica, razziale o religiosa
della guerra dei Sei giorni del 1968 e del dei suoi appartenenti non era mai stata
Kippur nel 1973 che avevano visto oggetto di indagine statistica in quanto il
coinvolto lo Stato d’Israele. principio di eguaglianza di fronte alla
Era naturalmente il fascismo che legge non evidenziava le differenze degli
segnava una rottura con la tradizione individui o dei gruppi28. Ciò a suo avviso
separatista risorgimentale e del aveva permesso, al di là del dibattito
liberalismo laicizzante, su cui Carlo apertosi ormai da qualche decennio
Ghisalberti insisteva in diversi saggi sull’integrazione e sull’assimila-zione
come, tra gli altri, in La legislazione razziale nell’ambito della storiografia ebraica, il
del 1938, dove, sulla scorta degli studi di completo inserimento degli ebrei italiani
Guido Fubini e di Giulio Disegni, nella società maggioritaria, da cui
ascriveva al Concordato del 1929, che sarebbero stati espulsi anzi – come soleva
modificava i rapporti con la Chiesa dire “cacciati” – nel 1938 dall’
cattolica, restituendole quella posizione antisemitismo fascista e di fronte a ciò
privilegiata che l’unificazione nazionale le ricordava come molti italiani sarebbero
aveva tolto, il punto di svolta che dalla rimasti indifferenti, non avrebbero
ineguaglianza dei culti avrebbe portato in reagito, si sarebbero insomma girati
meno di un decennio alla diseguaglianza dall’altra parte, come spesso racconta
degli individui. Proprio in questo saggio oggi la senatrice Liliana Segre, e
sulla legislazione antiebraica, che la sua addirittura in forma riprovevole e
famiglia e la sua cerchia parentale a Roma amorale in diversi casi se ne sarebbero
e a Ferrara subirono, affermava in approfittati a proprio vantaggio29.
maniera ferma come il separatismo Critica, inoltre, era la posizione di Carlo
risorgimentale fosse stato la migliore Ghisalberti contro il governo Badoglio
14Carlo Ghisalberti e gli studi sugli ebrei italiani
che non autonomamente ma costretto NOTE
dagli alleati con un articolo del lungo
armistizio firmato con il governo del Sud
il 29 settembre 1943, abrogava tardiva- 1 C. Ghisalberti, Le costituzioni giacobine (1796-
mente con una norma esecutiva le leggi 1799), Giuffré, Milano 1957.
2 C. Ghisalberti, Dall’antico regime al 1848. Le
antiebraiche mostrando, come scriveva,
origini costituzionali dell’Italia moderna, Laterza,
l’insensibilità di un ceto di governo Roma-Bari 1974.
incapace di rendersi conto «della tragedia 3 C. Ghisalberti, La codificazione del diritto in
fatta cadere dall’Italia sugli ebrei che Italia 1865-1942, Laterza, Roma-Bari 1985.
vivevano in essa»30. Un’insensibilità 4 C. Ghisalberti, Unità nazionale e unificazione
congiunta a un’incapacità che avrebbe giuridica in Italia. La codificazione del diritto nel
mostrato anche la difficoltà dell’Italia Risorgimento, Laterza, Roma-Bari 1979.
repubblicana a porre in atto il processo 5 Si vedano al riguardo i saggi L’idea di
di reintegrazione nei posti di lavoro e dei costituzione in Silvio Spaventa e Silvio Spaventa e
beni confiscati ai suoi cittadini di fede Hegel: unità nazionale e Stato, Istituzioni e
ebraica dalla persecuzione fascista. Risorgimento. Idee e protagonisti, Le Monnier,
Non un semplice cammeo i due saggi Firenze 1991, pp. 107-125 e pp. 126-150 e il
volume Silvio Spaventa dal Risorgimento allo Stato
dedicati a Enzo Sereni e «Le origini del
unitario, Vivarium, Napoli 2003.
fascismo» (2005) e Antifascismo e sionismo in 6 Da Campoformio a Osimo. La frontiera orientale
Enzo Sereni (2008)31, uno dei protagonisti tra storia e storiografia, Edizioni Scientifiche
dell’ebraismo e del sionismo italiani dei Italiane, Napoli 2001.
primi decenni del Novecento, fondatore 7 Adriatico e frontiera orientale dal Risorgimento
del primo kibbùz italki Ghivàt Brenner, alla Repubblica, Edizioni Scientifiche Italiane,
paracadutato nell’Italia occupata nel Napoli 2008.
1944, catturato dai tedeschi e morto a 8 Sulla condizione degli ebrei d’Italia
Dachau al cui milieu culturale, in un certo dall’emancipazione alla persecuzione, in Id.,
qual senso Carlo Ghisalberti era legato, Istituzioni e Risorgimento. Idee e protagonisti, cit.,
non soltanto per le sue ascendenze pp. 227-244.
ebraiche, ma anche per una comunanza 9 Sulla condizione degli ebrei d’Italia
dall’emancipazione alla persecuzione, in Italia
di rapporti familiari con Ernesto
Judaica. Gli ebrei nell’Italia unità, Atti del IV
Bonaiuti, il sacerdote modernista e convegno internazionale, Siena, 12-16 giugno
maestro di Enzo Sereni, da parte del 1989, Roma, Ministero per i Beni culturali e
padre, Alberto Maria32, e dello zio Ambientali-Ufficio Centrale per i Beni
Alberto Pincherle. Archivistici, 1993, pp. 19-31.
A ulteriore riprova dell’interesse 10 Gli ebrei dall’integrazione nazionale
crescente maturato nel tempo da Carlo all’antifascismo, in «Clio», XXXIII (1997), 4,
Ghisalberti verso la storia ebraica erano, pp. 739-749.
inoltre, una serie di recensioni pubblicate 11 Sugli ebrei in Italia tra Ottocento e Novecento,
su «Clio» la rivista da lui a lungo diretta in «Nuova Antologia», CXXXIX (2004), n.
di opere di studiosi che Carlo Ghisalberti 2232, pp. 279-286.
ha sempre voluto valorizzare con grande 12 Ebrei italiani e sionismo. Appunti per una
riflessione, «Clio», XLI (2005), 1, pp. 169-178.
e rara generosità anche nell’ambito degli
13 Risorgimento italiano e Risorgimento ebraico, in
studi ebraici. «Clio», XLII (2006), 1, pp. 5-12.
15Ester Capuzzo
14 La legislazione razziale del 1938, in «Clio», dall’emancipazione alla persecuzione, cit., p. 231.
XLIV (2008), 4, pp. 687-695. Sul tema aveva 24 Laicismo ed istituzioni in età giolittiana, in
pubblicato anche Le leggi razziali, in Il L’Italia laica dalla fine del secolo alla prima guerra
Parlamento italiano 1861-1988, XII/2: 1939- mondiale, Atti del convegno di studi svoltosi a
1945. Dal consenso al crollo, Nuova CEI Firenze il 3-4 maggio 2002, Le Monnier,
Informatica, Milano 1990, pp. 199-200. Firenze 2003, pp. 3-14.
15 Come il convegno internazionale su 25 Sulla condizione degli ebrei d’Italia
«Enzo Sereni. A 100 anni dalla nascita, a 60 dall’emancipazione alla persecuzione, cit., p. 231.
dalla morte» svoltosi a Gerusalemme il 5-7 26 Luigi Luzzatti uomo politico, in «Clio», XLIII
aprile 2005 e quello su «La legislazione (2007), 4, pp. 641-652. Si era già occupato
razziale e l’educazione ebraica in Italia» dello statista veneziano ma con un taglio
svoltosi a Gerusalemme il 28-29 ottobre diverso nel saggio Luigi Luzzatti giuspubblicista,
2008. in «Clio», XXVIII (1992), 1, pp. 61-73.
16 Risorgimento italiano e Risorgimento ebraico, 27 La legislazione razziale del 1938, cit., p. 694.
cit., p. 5. 28 Ivi, p. 695.
17 La legislazione razziale del 1938, cit., p. 29 Ivi, pp. 689-690.
18 Sulla condizione degli ebrei d’Italia 30 Enzo Sereni e «Le origini del fascismo», in
dall’emancipazione alla persecuzione, in Id., «Clio», XXVIII (1992), 1, pp. 61-73.
Istituzioni e Risorgimento. Idee e protagonisti, cit., 31 Antifascismo e sionismo in Enzo Sereni, in «La
p. 229. rassegna mensile di Israel», LXXIV (2008),
19 Stato nazionale e minoranze tra XIX e XX 1-2, pp. 209-218.
secolo, in Stato nazionale ed emancipazione ebraica, 32 Fa riferimento a questi rapporti F.
a cura di F. Sofia e M. Toscano, Bonacci Margiotta Broglio, Bonaiuti e Jemolo.
Editore, Roma 1992, pp. 27-40. Introduzione a Lettere di Ernesto Bonaiuti a Carlo
20 Stato nazionale e minoranze tra XIX e XX Arturo Jemolo. 1921-1941, a cura di C.
secolo, cit., p. 36. Fantappié, introd. di F. Margiotta Broglio,
21 Ivi, p. 37. Roma, Ministero per i Beni Culturali e
22 Ivi, p. 38. Ambientali-Ufficio Centrale per i Beni
23 Sulla condizione degli ebrei d’Italia Archivistici, 1997, p. 9.
16Elio D’Auria
Ghisalberti storico
dell’unificazione nazionale
Commemorare un amico scomparso, La dinamica della nascita dello stato
rievocando fatti e rapporti personali, nazionale come stato accentrato va,
può apparire non solo poco interessante, pertanto, valutata in rapporto alla
ma talvolta retorico, mentre è più situazione politico-militare che nel 1861
aderente alla sua personalità portò all’unificazione politica del paese.
puntualizzare alcuni aspetti della sua Tant’è vero che un autorevole storico del
produzione scientifica il cui contributo diritto come Guido Astuti non aveva
ha fatto fare un passo in avanti alla mancato di sottolineare come la
conoscenza storica. Con le sue ricerche il soluzione che fu trovata ai problemi
Ghisalberti ci ha indotto a pensare la politico-costituzionali da parte della
storia d’Italia anche da un punto di vista classe politica liberale aveva finito con il
generale della storia costituzionale, condizionare “in modo determinante il
soprattutto quella del Risorgimento e processo di unificazione amministrativa
quella sull’origine dei modelli e lo sviluppo dell’ordinamento interno
costituzionali che avevano influito sul del Regno d’Italia, nelle strutture
processo di unificazione giuridica del fondamentali, negli istituti, negli organi e
paese dopo l’Unità. Il problema centrale nelle funzioni1. Di conseguenza,
degli studi del Ghisalberti, almeno in unificazione politica, forma monarchico-
questa parte delle sue ricerche, era costituzionale dello Stato e accentra-
mostrare come la forma costituzionale mento amministrativo risultano tre
dello Stato avesse interagito col processo momenti dello stesso problema. A
di unificazione politica e come il questa scelta preesistevano ragioni che
controllo di questo, da parte della erano in diretta relazione con le vicende
borghesia liberale, fosse avvenuto che avevano accompagnato la vita degli
scegliendo la via dell’accentramento Stati italiani prima dell’Unità e che si
amministrativo sull’esempio della richiamavano, nonostante le lontane
Francia napoleonica. Il suo contributo origini di libertà comunali, alle forti
era stato determinante facendo cadere tradizioni di accentramento amministra-
tutte quelle illusioni sul decentramento tivo delle grandi monarchie europee.
che avrebbero congiurato contro l’unità Legami che si erano venuti uniformando
del paese, ma che ripresero nel secondo al tempo delle conquiste napoleoniche e
dopoguerra nel dibattito politico che che avevano provveduto a diffondere
portò alla decisone di attuare quel principio di uniformizzazione della
l’autonomia delle regioni a cui sono state vita amministrativa mediante l’unità della
via via delegate competenze sempre più legislazione2. Ciò aveva rappresentato –
ampie. come non aveva mancato di sottolineare
17Elio D’Auria
il Ghisalberti – un momento di della penisola a divenire uno degli stati
progresso civile per aver eliminato dalla più liberali. Tutto ciò si era basato sul
tradizione peninsulare antiche forme di consolidamento del regime parlamentare
particolarismo giuridico, causa della al cui vertice stava una monarchia
grettezza del municipalismo che aveva costituzionale il cui compito era quello
caratterizzato la vita locale prima di garantire un nuovo ordine giuridico
dell’unità3. sanzionato dalle leggi statutarie. Da
Tuttavia, a parte le tradizioni di questo momento si può far risalire il
accentramento preesistenti nei vecchi fatto che il movimento per l’unificazione
stati italiani pre-unitari le quali avevano politica e la forma costituzionale dello
favorito l’innesto graduale del nuovo Stato risultavano essere due assunti
ordinamento nell’Italia unita, l’aspetto inscindibili. Ciò si vide sin dal primo
da considerare come qualificante era che momento dell’entrata in vigore dello
il polo d’attrazione dell’unità politica era Statuto quando, nel biennio 1848-49,
stato il Piemonte sabaudo il quale aveva dopo la prima guerra d’indipendenza,
esteso agli ex Stati e ai ducati le sue leggi era stata avanzata dalle forze
e le sue istituzioni amministrative. Nel democratiche l’idea di convocare
regno sardo-piemontese si erano avuti un’Assemblea Costituente che sancisse
dei cambiamenti sin dal tempo di Carlo l’unificazione del Piemonte alla
Alberto che aveva iniziato ad introdurre Lombardia ed alle quattro provincie
importanti riforme che faranno di venete allora liberate. Richiesta
Torino, nel breve volgere di qualche fortemente avversata da Cavour per il
decennio, uno degli stati più avanzati quale il semplice accedere all’idea di una
della penisola. Ma era stato dal 1848, sin costituente avrebbe significato aprire la
della concessione dello Statuto, che il strada ad un processo di revisione
Piemonte aveva assunto la leadership strutturale dello Statuto rompendo di
morale e politica della penisola alla cui fatto l’equilibrio fra la corona e le forze
azione riformatrice guardavano tutti politiche liberali4. Se si tiene presente
coloro che avevano a cuore le sorti delle questo aspetto del problema si vede
libertà civili e politiche tipiche di uno come il principio dell’«onnipotenza
Stato di diritto. Ed era stato appunto in parlamentare» – e cioè che il Parlamento,
Piemonte che aveva preso corpo in quanto espressione della volontà
quell’assetto politico amministrativo che popolare, aveva l’autorità di modificare
sarà poi quello dello Stato nazionale. Il ed estendere lo Statuto mediante leggi
primo importante aspetto era stato che ordinarie – rappresentava la legittimità
la monarchia sabauda, in accordo con la delle riforme. Queste erano possibili nel
parte più avanzata del liberalismo quadro della cornice statutaria mediante
piemontese, era venuta evolvendosi nel l’esercizio della libera discussione
senso di una monarchia costituzionale. parlamentare la cui sintesi politica era
Lo Statuto era l’architrave su cui rappresentata da un esecutivo
poggiava tutta la politica delle riforme strettamente legato alla maggioranza che
inaugurate dal d’Azeglio e poi più lo esprimeva. Si affermava, in sostanza,
incisivamente sviluppate da Cavour una forma di governo, detto governo di
portando uno degli stati più reazionari gabinetto, espressione di una
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