CAMBIAMENTI CLIMATICI - Cause Naturali e Antropogeniche - Energia Ecologia Economia ...

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Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

        CAMBIAMENTI CLIMATICI
    Cause Naturali e Antropogeniche
                               Sergio Ligasacchi

Un ringraziamento particolare a Bernardino Billi , Mario Cioni e Giancosimo Grazzini
        per il prezioso supporto fornito nella preparazione del documento.

                               Pisa, 7 Febbraio 2018                                   1
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                               Introduzione

• Il biossido di carbonio (CO2) è un potente gas serra, responsabile
  dell’intrappolamento della radiazione ad onda lunga (infrarossa) e che
  assicura l’abitabilità della Terra. Variazioni nella sua concentrazione sono
  considerate importanti per controllare l’evoluzione del clima del nostro
  pianeta su scala geologica (da centinaia di migliaia a milioni di anni).
• Tuttavia l’evoluzione del clima non è solo forzata dalla concentrazione di
  CO2. Lo stesso fanno i movimenti tettonici che modificano la posizione dei
  continenti, le variazioni nella vegetazione e nell’estensione dei ghiacci
  modificando l’albedo (riflettività) della Terra, la luminosità del Sole che
  nella sua evoluzione stellare continua ad aumentare col passare del
  tempo.
• Ultimamente un’altra potente forza si è sommata a quelle naturali:
  l’uomo, che ha imparato ad usare le energie fossili, ha modificato
  sensibilmente la concentrazione di CO2 nell’aria andando a modificare il
  Clima.
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 Soglie Climatiche Forzate dalla CO2 durante il Fanerozoico (1)
          Fonte: CO2-forced climate thresholds during the Phanerozoic, Dana L. Royer, ScienceDirect 2005

• La corrispondenza fra la concentrazione di CO2 e le temperature superficiali
  mediate globali nel recente passato suggerisce che questo accoppiamento possa
  essere molto antico.
• In questo lavoro del 2005, pubblicato su ScienceDirect, Dana L. Royer, del
  Department of Earth and Environmental Sciences, Wesleyan University,
  Middletown CT USA ha comparato 490 record pubblicati di proxy della CO2, che
  vanno dall’Ordoviciano al Neogene con registrazioni di eventi freddi globali per
  valutare la forza dell’accoppiamento CO2 -temperatura durante l’Eone Fanerozoico
  (gli ultimi 542 milioni di anni).
• Riguardo alla temperatura, la misura più robusta della temperatura globale per
  periodi anteriori al Pleistocene (2,28 Ma-11.700 anni fa) è la presenza o assenza di
  grandi distese continentali di ghiaccio, perché è difficile concepire grandi volumi
  di ghiacci che coesistano con temperature globalmente alte. Indicatori diretti di
  glaciazione continentale comunemente preservate nelle rocce includono superfici
  rocciose abrase, chattermark (piccole fratture rotonde sulle rocce), tilliti (rocce
  depositate da un ghiacciaio), e proxy di temperatura bentonica (es. δ18O).

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 Soglie Climatiche Forzate dalla CO2 durante il Fanerozoico (2)
   Fonte: en.wikipedia.org/wiki/Proxy_(climate)

• Nello studio dei climi del passato i proxy del clima sono caratteristiche fisiche
  conservate del passato che consentono agli scienziati di ricostruire le condizioni
  climatiche su una frazione più lunga della storia della Terra.
• Esempi di proxy includono carote di ghiaccio, anelli degli alberi, pollini sub-fossili,
  pozzi trivellati per temperature fossili, coralli, sedimenti lacustri e oceanici, foglie e
  speleo temi di carbonati (stalattiti, stalagmiti ecc.). Il tipo di deposizione o il tasso
  di crescita dei materiali depositati è stato influenzato dalle condizioni climatiche
  nelle condizioni in cui si sono stabiliti o cresciuti.
• Tracce chimiche prodotte da cambiamenti climatici, come quantità di particolari
  isotopi, possono essere recuperate dai proxy. Alcuni proxy, come le bolle di gas
  intrappolate nel ghiaccio, consentono di recuperare e misurare direttamente le
  tracce dell’antica atmosfera per fornire una storia di fluttuazioni nella
  composizione dell’atmosfera terrestre.
• Per produrre i risultati più precisi, è necessaria una verifica incrociata sistematica
  tra gli indicatori proxy per la precisione nelle letture e nella conservazione dei
  registri.

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Soglie Climatiche Forzate dalla CO2 durante il Fanerozoico (3)

                                         C – Cambriano           da 542 Ma
                                        O – Ordoviciano          da 485 Ma
                                        S – Siluriano            da 444 Ma
                                        D – Devoniano            da 419 Ma
                                        Carb – Carbonifero       da 359 Ma
                                        P – Permiano             da 299 Ma
                                        Tr –Triassico            da 252 Ma
                                        J – Giurassico           da201 Ma
                                        K – Cretaceo             da 100 Ma
                                        Pg – Paleogene           da 64 Ma
                                        Ng – Neogene             da 23 Ma
                                        _______________________
                                         Stomata – Stomi delle foglie
                                        Liverworts - Epatofite

                                        Figura 1 - CO2 atmosferica nel corso del
                                        Fanerozoico.
                                        (A)- Distribuzione temporale dei record dei proxy
                                        della CO2, espressi in blocchi di 10 Ma.
                                        (B)- Record proxy della CO2 categorizzati per metodo.
                                        Gli errori nelle stime della CO2 e dell’età sono fornite
                                        quando disponibili.
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   Soglie Climatiche Forzate dalla CO2 durante il Fanerozoico (4)
                                                  • Viene riportata la comparazione fra le più
                                                    affidabili predizioni del modello geochimico
                                                    GEOCARB III (Berner and Kothavala, 2001)
                                                    con una rappresentazione smorzata dei dati
                                                    proxy, trattati in modo da poterli comparare
                                                    alla stessa scala temporale di 10 milioni di
                                                    anni (Ma).
                                                  • I valori di CO2, soprattutto nella parte
                                                    sinistra del grafico, sono elevatissimi rispetto
                                                    ai nostri giorni. Va ricordato che a quei
                                                    tempi la luminosità del Sole era più debole
Figura 1 - CO2 atmosferica nel corso del
                                                    del 5% circa rispetto ad ora.
Fanerozoico. (D)- Comparazione con le             • Il grafico successivo infatti mostra che il
migliori ipotesi di predizione di GEOCARB III
                                                    Forcing radiativo, dovuto all’effetto
(linea tratteggiata) con una rappresentazione
smorzata dei record di proxy (linea piena)          combinato del Sole e della CO2, all’inizio del
regressione localmente pesata [LOESS].              Cambriano era analogo a quello pre-
                                                    industriale.
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      Soglie Climatiche Forzate dalla CO2 durante il Fanerozoico (5)

                                                                 • Se GEOCARB e i proxy della CO2 sono
                                                                   usati per calcolare il forcing radiativo
                                                                   (Fig. 2) lo stesso andamento della Fig. 1
                                                                   rimane: il forcing radiativo è il
                                                                   medesimo o più debole rispetto alle
                                                                   condizioni pre-industriali solo durante i
                                                                   due intervalli di glaciazione diffusa e di
                                                                   lunga durata, il Permo-Carbonifero e il
                                                                   tardo Cenozoico (26 - 2 Ma) (Fig. 2).
                                                                 • La differenza principale fra il forcing
                                                                   radiativo di Fig. 2 e l’andamento della
Figura 2 -Forcing radiativo lungo il Fanerozoico. Il Forcing
                                                                   CO2 (Fig. 1) è che il forcing radiativo è
radiativo è derivato secondo il protocollo di Crowley (2000a)      relativamente basso durante il primo
e l’espressione di Myhre et al. (1998) per la CO2.
L’irraggiamento solare aumenta linearmente a partire dal
                                                                   Paleozoico (dal Cambriano al
94,5% del valore attuale. I valori sono espressi relativamente     Permiano) a causa di una più debole
alle condizioni preindustriali (CO2 =280 ppm, irraggiamento
solare 342 W/m2) Le bande scure corrispondono a periodi
                                                                   costante solare (radiazione media) a
con forte evidenza di ghiacci geograficamente diffusi.             quel tempo.
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     Soglie Climatiche Forzate dalla CO2 durante il Fanerozoico (6)
                                                       • La più lunga ed estesa glaciazione del
                                                         Fanerozoico è avvenuta durante il Carbonifero
                                                         ed il Permiano, nel periodo in cui l’Antartide e
                                                         l’Australia sono passati attraverso il Polo Sud.
                                                         Questo intervallo freddo corrisponde a livelli
                                                         molto bassi di CO2 atmosferica.
                                                       • E’ interessante notare che la CO2 può essere
                                                         rimasta a livelli inferiori a 500 ppm per 10-15
                                                         Ma prima dello stabilirsi di ghiacci
                                                         permanenti.
                                                       • Tra le due fasi la copertura di CO2 è scarsa, ma
Figura 3- Record di CO2 e temperatura per (A) da         un periodo di CO2 elevata (1500 ppm) è
tardo Ordoviciano a primo Triassico 460-240              evidente alla fine di questa fase interglaciale.
Ma). I record di CO2 derivano dalla Fig. 1B. Periodi
freddi con forte evidenza di ghiacci diffusi sono
                                                       • In concomitanza con l’inizio della seconda fase
evidenziati con bande scure. Periodi da freschi a        glaciale la CO2 scende rapidamente sotto 500
freddi, con evidenze indirette ed equivoche della        ppm e rimane a questi livelli per la durata
presenza di ghiacci sono segnate con bande più           della fase fredda.
leggere.

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 Soglie Climatiche Forzate dalla CO2 durante il Fanerozoico (7)
• Al termine della fase glaciale (290 Ma) la Terra è passata ad uno stato
  fresco fino a 267 Ma. Durante la fase fresca la CO2 è rimasta sotto 500
  ppm. Direttamente dopo il termine della fase fresca la CO2 è saltata a
  più di 1.000 ppm ed è rimasta alta fino al Triassico.
• Questi andamenti sono ampiamente consistenti con un forte
  accoppiamento fra temperatura e CO2 : i livelli di CO2 erano alti prima
  e dopo la glaciazione Permo-Carbonifera e generalmente bassi
  durante l’evento.
• Per periodi sufficientemente forniti di dati relativi alla CO2, i periodi
  più freddi sono associati a livelli di CO2 minori di 1000 ppm.
• Una soglia più bassa di circa 500 ppm appare legata all’inizio di estese
  glaciazioni continentali, con una soglia probabilmente più alta nel
  Paleozoico (che va dal Cambriano al Permiano), a causa di una
  luminosità significativamente più bassa (4% circa) del Sole in quel
  periodo.
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     Soglie Climatiche Forzate dalla CO2 durante il Fanerozoico (8)
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                                                                    periodo fra il Giurassico e il
                                                                    Cretaceo, una soglia di CO2
                                                                    inferiore ai 1.000 ppm sembra
                                                                    legata all’inizio di condizioni
                                                                    fresche non glaciali.
                                                                  • Sebbene non ci sia una evidenza
                                                                    definitiva dell’esistenza di
                                                                    ghiacci permanenti durante il
                                                                    Giurassico e il Cretaceo,
Figura 3- Record di CO2 e temperatura per (B) da Giurassico
a tardo Cretaceo (200-80Ma). I record di CO2 derivano dalla         un’ampia varietà di proxy
Fig. 1B. I periodi supportati solo da una debole evidenza sono      alternativi di temperatura
segnati con un punto di domanda. Le linee tratteggiate
orizzontali a 1.000 e 500 ppm di CO2 rappresentano le soglie        fornisce un caso convincente di
proposte di CO2 per, rispettivamente, l’inizio di eventi            accoppiamento fra CO2 e
globalmente freschi, e di quelli pienamente glaciali. I periodi
supportati solo da una debole evidenza sono segnati con un
                                                                    temperatura alla scala
punto di domanda.                                                   temporale di milioni di anni.
                                                Pisa, 7 Febbraio 2018                           10
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

 Soglie Climatiche Forzate dalla CO2 durante il Fanerozoico (9)

                                                       • Multiple linee di evidenza puntano
                                                         verso brevi raffreddamenti globali nel
                                                         periodo di tempo 71,6-65,5 Ma.
                                                       • Il primo evento è supportato da rapidi
                                                         cambiamenti del livello dei mari e dai
                                                         valori di isotopi proxy della temperatura
                                                         contenuti in carbonati marini.
                                                       • Negli ultimi 34 milioni di anni il livello di
                                                         CO2 in atmosfera ha continuato a
                                                         diminuire, con chiare evidenze di clima
                                                         freddo con presenza di ghiacci estesi.
Figura 4 - Registrazioni di CO2 e temperatura per il
                                                       • Il periodo meglio documentato di
periodo compreso fra il tardo Cretaceo e il tempo        glaciazioni continentali è la glaciazione
attuale (80-0 Ma). Il record della CO2 è derivato        più recente, che è iniziata nel tardo
dalla Fig. 1B.                                           Eocene (34 Ma) e continua fino ai giorni
                                                         nostri.

                                           Pisa, 7 Febbraio 2018                                   11
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

Soglie Climatiche Forzate dalla CO2 durante il Fanerozoico (10)

  Conclusioni (1)
• La CO2 atmosferica è positivamente correlata con le
  temperature superficiali globalmente mediate per la
  maggior parte del Fanerozoico. Questo andamento è stato
  precedentemente mostrato a livelli di scala temporale di 10
  milioni di anni ed è dimostrato qui a risoluzione più fine(da 1
  a 5 milioni di anni).
• Nel Fanerozoico è stato individuato un numero crescente di
  periodi freschi, apparentemente non glaciali, caratterizzati
  dalla loro brevità (1-3 Ma). Significativamente, nessuno di
  questi periodi freschi è stato associato a livelli di CO2
  superiori a 1000 ppm .

                            Pisa, 7 Febbraio 2018                  12
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

 Soglie Climatiche Forzate dalla CO2 durante il Fanerozoico (11)

  Conclusioni (2)
• Molti fattori sono importanti nel controllo della temperatura media
  della superficie terrestre, inclusi la luminosità solare, l’albedo, la
  distribuzione dei continenti e la vegetazione, i parametri orbitali e
  gli altri gas-serra.
• Il messaggio di questo studio non è che la CO2 sia sempre la
  forzante dominante; però, data la varietà di fattori che possono
  influenzare le temperature globali, è impressionante il fatto che un
  così coerente schema fra CO2 e Clima emerga per un gran numero
  di intervalli di tempo del Fanerozoico.
• Questa corrispondenza indica che la CO2 può spiegare in parte
  l’andamento delle temperature mediate durante il Fanerozoico.

                              Pisa, 7 Febbraio 2018                    13
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

            Clima, CO2 e Temperatura nell’ultimo Periodo Glaciale (1)
             Fonte: NOAA Glacial-Interglacial Cycles

                                                                                    • Nell’Emisfero Nord grandi distese di
                                                                                      ghiaccio continentale e marino sono
                                                                                      cresciute e si sono ritirate molte volte
                                                                                      nel passato.
                                                                                    • Noi chiamiamo i periodi caratterizzati
                                                                                      da grandi distese di ghiacci “Periodi
                                                                                      Glaciali o Glaciazioni” mentre
https://www.ncdc.noaa.gov/sites/default/files/styles/full_page_width/public/North
_Hemisphere_Ice_Cover_Summer.jpg?itok=8wmIV4d7 Comparison between                     chiamiamo i periodi senza grandi
summer ice coverage from 18,000 years BP (see, for example, Peltier 1994) and
modern day observations. Note that when more water is locked up in ice, more land     distese di ghiaccio “Periodi
is exposed due to lower sea levels
                                                                                      Interglaciali”.
 • Il più recente periodo glaciale è intercorso fra circa 120.000 e 11.500 anni fa.
   Da allora la Terra si trova in un periodo interglaciale chiamato Olocene.
 • I periodi glaciali sono più freddi, polverosi e generalmente più asciutti
   rispetto ai periodi interglaciali. Questi cicli glaciali-interglaciali sono evidenti
   in molti depositi marini e terrestri in tutto il mondo.
                                                                      Pisa, 7 Febbraio 2018                                14
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

     Clima, CO2 e Temperatura nell’ultimo Periodo Glaciale (2)
      Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Cicli_di_Milanković

• Le variazioni dell’orbita terrestre nel tempo cambiano la quantità di radiazione solare
  che la Terra riceve in ogni stagione. I periodi interglaciali tendono a presentarsi
  durante periodi di più intensa radiazione solare nell’Emisfero Nord. Questi cicli
  Glaciali-Interglaciali sono apparsi lungo tutto il Periodo Quaternario (gli ultimi 2,6
  milioni di anni).
• In accordo con la teoria di Milanković, la Precessione degli Equinozi (dovuta allo
  spostamento dell’asse di rotazione a causa dell’attrazione esercitata dal Sole e dalla
  Luna sulla Terra e per la rotazione terrestre), la variazione nell'inclinazione dell’asse
  terrestre da 22,1° a 24,5° (Obliquità) e le variazioni dell‘Eccentricità dell’orbita
  descritta dalla Terra attorno al Sole (compresa fra un massimo di 0,054 e un minimo
  di 0,003) sono responsabili dei cicli di glaciazione in un’Era Glaciale, a causa delle
  variazioni della luce solare che irraggia la Terra in luoghi e tempi differenti, in
  particolare durante le estati alle alte latitudini.
• Queste variazioni nell'orbita terrestre sono prevedibili conseguenze delle interazioni
  tra la Terra, la Luna e gli altri corpi celesti del sistema solare.

                                                Pisa, 7 Febbraio 2018                    15
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

          Clima, CO2 e Temperatura nell’ultimo Periodo Glaciale (3)

Questo grafico illustra le variazioni dei moti                                 • I dati orbitali sono ricavati da
terrestri e le risultanti variazioni nel flusso                                  Quinn et al. (1991). Sono indicate
di radiazione solare alle alte latitudini, oltre                                 le principali frequenze per ognuno
che i cicli di glaciazione osservati.                                            dei tre tipi variazione.
                                                                               • Il grafico del forcing solare è
                                                                                 derivato dall'insolazione al 1 luglio
                                                                                 a 65° N, secondo il calcolatore di
                                                                                 insolazione di Jonathan Levine.
                                                                               • I dati glaciali sono ricavati da
                                                                                 Lisecky e Raymo (2005) e le barre
                                                                                 grigie indicano i periodi
                                                                                 interglaciali, qui definiti come
                                                                                 deviazioni sulla media di 5.000
                                                                                 anni di entità di almeno 0,8
                                                                                 deviazioni standard sopra la
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/ca/V                      media.
ariazioni_Milankovitch.png/350px-Variazioni_Milankovitch.png

                                                               Pisa, 7 Febbraio 2018                                     16
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

                  Clima, CO2 e Temperatura nell’ultimo Periodo Glaciale (4)
                 Fonte: https://www.ncdc.noaa.gov/abrupt-climate-change/Glacial-Interglacial%20Cycles

                                                                                           • I periodi interglaciali (vedi Fig. Dome Fuji
                                                                                             Antarctica) tendono ad avvenire durante i
                                                                                             periodi di picco della radiazione solare
                                                                                             durante l’Estate nell’Emisfero Nord.
                                                                                           • Tuttavia i periodi interglaciali completi
                                                                                             avvengono, nel periodo considerato, solo
                                                                                             ogni 5 picchi nel ciclo della Precessione.
                                                                                           • La spiegazione completa di questa
                                                                                             osservazione è ancora un’area attiva di
https://www.ncdc.noaa.gov/sites/default/files/styles/716px_width/public/glacial-
                                                                                             ricerca.
interglacial.jpg?itok=19bwFcU9
Solar radiation varies smoothly through time (top, orange line) with a strong              • Processi non lineari, come feedback
cyclicity of ~23,000 years, as seen in this time series of July incoming solar radiation
at 65°N (Berger and Loutre 1991(link is external)). In contrast, glacial–interglacial        positivi fra i vari componenti del sistema
cycles last ~100,000 years (middle, black line) and consist of stepwise cooling events
followed by rapid warmings, as seen in this time series inferred from hydrogen               climatico possono essere molto
isotopes in the Dome Fuji ice core from Antarctica (Kawamura et al. 2007(link is
external)). Atmospheric CO2 measured from bubbles in Dome Fuji ice (bottom, blue             importanti nel determinare quando
line) shows the same pattern as the temperature time series (Kawamura et al.
2007(link is external)). Yellow columns indicate interglacial periods                        avvengono i periodi Glaciali e interglaciali.

                                                                          Pisa, 7 Febbraio 2018                                      17
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

  Clima, CO2 e Temperatura nell’ultimo Periodo Glaciale (5)
  Fonte: https://www.ncdc.noaa.gov/abrupt-climate-change/Glacial-Interglacial%20Cycles

• Le variazioni di temperatura in Antartide sono in fase con le variazioni
  della radiazione solare alle alte latitudini dell’Emisfero Nord, mentre i
  cambiamenti nella radiazione solare alle alte latitudini in Antartide sono
  effettivamente fuori fase con le variazioni della temperatura, così che i
  periodi più freddi nella più recente Era Glaciale sono avvenuti all’incirca
  nel periodo in cui la regione sperimentava un picco nell’insolazione locale.
• Ciò significa che la crescita del manto glaciale nell’Emisfero Nord esercita
  un’importante influenza sul clima mondiale, a causa delle differenze di
  superfici occupate dalle terre emerse e dell’inerzia termica fra i due
  emisferi Nord e Sud.
• Un ruolo rilevante nella variazione di CO2 in atmosfera viene giocato dal
  congelamento e scongelamento del permafrost quando i ghiacci
  continentali avanzano o si ritirano a causa della temperatura.

                                            Pisa, 7 Febbraio 2018                        18
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

                                    Clip – Il Permafrost

• Il Permafrost è suolo che
resta congelato tutto l’anno.
• In caso di riscaldamento il
suolo si scioglie e i microbi
degradano i resti vegetali e
animali liberando CO2 e
metano in atmosfera.
• Il contenuto di carbonio
organico nella regione che
circonda il Polo Nord della
Terra rappresenta attualmente
quasi il doppio del carbonio
presente in atmosfera.
• Il rilascio di una sua frazione
come gas serra è in grado di
modificare il clima globale.

                                    Fonte: Le Scienze feb 2017 Previsioni sul permafrost di Ted Schuur

                                            Pisa, 7 Febbraio 2018                                        19
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

   Clima, CO2 e Temperatura nell’ultimo Periodo Glaciale (6)
     Fonte: https://www.ncdc.noaa.gov/abrupt-climate-change/Glacial-Interglacial%20Cycles

• Diversi feedback positivi sono responsabili della variazione di temperatura
globale. Uno è il feedback dell’albedo (riflettività) dei ghiacci. Un secondo
feedback coinvolge la concentrazione di CO2 atmosferica.
• Misure dirette dell’antica CO2 intrappolata nelle bolle nel ghiaccio
mostrano che la quantità di CO2 atmosferica diminuisce durante i periodi
glaciali, in parte a causa dell’aumento della CO2 immagazzinata nelle
profondità degli oceani per l’aumento della sua solubilità, e anche a
cambiamenti della miscelazione oceanica o ad attività biologica.
• Bassi livelli di CO2 indeboliscono l’effetto serra atmosferico ed aiutano a
mantenere temperature più basse. Il riscaldamento alla fine dei periodi
glaciali libera CO2 dal permafrost nell’emisfero settentrionale e dall’oceano,
rinforzando l’effetto serra atmosferico e contribuendo ad un ulteriore
riscaldamento.

                                           Pisa, 7 Febbraio 2018                            20
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

    Evoluzione della Temperatura Globale negli ultimi Due Milioni di Anni (1)
Fonte: Evolution of global temperature over the past two million years, Carolyn W. Snyder, Nature 538, 226–228 (13 October 2016)

 • Un importante contributo alla comprensione dei meccanismi che causano
   l’inizio, la continuazione e la fine dei cicli glaciali e interglaciali è stato dato
   da Carolyn W. Snyder (Interdisciplinary Program in Environment and
   Resources, Stanford University, Stanford California, USA) con la sua Lettera
   “Evolution of global temperature over the past two million years” pubblicata
   su Nature nell’ottobre 2016.
 • In questo lavoro Carolyn Snyder presenta una ricostruzione proxy
   spazialmente ponderata della temperatura globale negli ultimi 2 milioni
   anni stimata da un database multiproxy di oltre 20.000 punti di temperature
   superficiali marine.
 • Con la raccolta di migliaia di dati relativi alle temperature medie globali è
   stato possibile ricavare i fattori di correzione che consentono di ricavare la
   variazione della temperatura globale da quella misurata in Antartide e
   prevedere come reagirà il nostro pianeta all’aumento attuale dei gas serra.

                                                   Pisa, 7 Febbraio 2018                                                     21
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

        Evoluzione della Temperatura Globale negli ultimi Due Milioni di Anni (2)

                                                                                • La temperatura globale si è raffreddata
                                                                                  gradualmente fino a circa 1,2 milioni di anni
                                                                                  fa e il raffreddamento poi si è fermato fino
                                                                                  al tempo presente.
                                                                                • Il trend di raffreddamento è probabilmente
                                                                                  in stallo prima dell'inizio della transizione
                                                                                  medio-pleistocene (781-126 Ka), e pre-data
                                                                                  l'aumento della dimensione massima della
                                                                                  copertura glaciale intorno a 0,9 milioni di
                                                                                  anni fa.
                                                                                • Pertanto, il raffreddamento globale
Figura 1 | Ricostruzione della temperatura media superficiale globale
(GAST) negli ultimi 2 milioni di anni rispetto ad altri variabili
                                                                                  potrebbe essere stato una condizione
paleoclimatiche chiave. a, GAST (Global Average Surface Temperature)              preliminare, ma probabilmente non è il solo
come deviazione di temperatura (in °C) dal presente (media lungo 0-5
ka) in blu. b, ricostruzione del cambiamento di temperatura in Antartide          meccanismo causale, per il passaggio a cicli
(°C) in ciano. c, ricostruzione delle concentrazioni di CO2 atmosferica
(ppm) in rosso. d, valori di isotopi di ossigeno del mare profondo, δ 18O
                                                                                  glaciali di quasi-100.000 anni a metà della
(‰), in grigio. In tutti i pannelli, le linee nere solide mostrano il mediano     transizione del Pleistocene.
stima e le aree a colori ombreggiate mostrano l'intervallo del 95%. In
tutti i grafici, le linee nere mostrano il valore mediano stimato, mentre le
aree colorate mostrano l’intervallo del 95%
                                                                Pisa, 7 Febbraio 2018                                     22
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

    Evoluzione della Temperatura Globale negli ultimi Due Milioni di Anni (3)

Figura 2 | Relazione delle variazioni nel GAST con le variazioni di temperatura in Antartide e del forcing
radiativo dei GHG nel corso degli ultimi 800 mila anni. a, b, Ogni punto rappresenta le stime campionate
random da simulazioni di GAST verso la temperatura antartica (a) e il forcing radiativo GHG (b) negli ultimi 800
mila anni. La linea nera tratteggiata mostra la mediana lineare stimata in °C per °C in a e in °C per W m-2 in b. La
linea tratteggiata rossa mostra la mediana stimata quadratica in b.

                                               Pisa, 7 Febbraio 2018                                               23
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

Evoluzione della Temperatura Globale negli ultimi Due Milioni di Anni (4)

 Conclusioni
 • Una comparazione della nuova ricostruzione della temperatura con la
 forzante radiativa dovuta ai gas serra stima una sensibilità del sistema
 Terra di 9 gradi Celsius (range da 7 a 13 gradi Celsius, intervallo di
 confidenza 95%) in media della temperatura media globale per un
 raddoppio di anidride carbonica atmosferica alla scala temporale di
 millenni.
 • Questo risultato suggerisce che la stabilizzazione ai livelli di gas serra
 di oggi può già impegnare la Terra per un eventuale riscaldamento
 globale di 5 gradi Celsius (intervallo da 3° a 7°C, intervallo di confidenza
 del 95%) nei prossimi millenni man mano che le distese glaciali, la
 vegetazione e la polvere atmosferica continueranno a rispondere al
 riscaldamento globale.

                              Pisa, 7 Febbraio 2018                             24
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           Una Ricostruzione della Temperatura Regionale e Globale (1)
                            per gli Ultimi 11.300 Anni
 Fonte: A Reconstruction of Regional and Global Temperature for the Past 11.300 years. Shaun A. Marcott , Jeremy D.
 Shakun et al. (SCIENCE 8 March 2013)

  Gli autori: Shaun A. Marcott lavora presso il College of Earth, Ocean
 and Atmospheric Sciences, Oregon State University, Corvallis, OR, USA;
 Jeremy D. Shakun lavora presso il Department of Earth and Planetary
 Sciences, Harvard University, Cambridge MA, USA.

• Porre il Clima attuale in una prospettiva storica aldilà delle registrazioni
  strumentali è importante per distinguere le influenze antropogeniche sul
  clima dalla variabilità naturale.
• Le ricostruzioni pubblicate relative allo scorso millennio sono largamente
  basate sugli anelli degli alberi e possono sottostimare la variabilità a bassa
  frequenza (da multi centenaria a millenaria), mentre le registrazioni a
  risoluzione più bassa qui usate, basate su proxy degli ultimi 1500 anni sono
  molto adatte per la ricostruzione di cambiamenti a più lungo termine.

                                                Pisa, 7 Febbraio 2018                                                 25
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       Una Ricostruzione della Temperatura Regionale e Globale (2)
                        per gli Ultimi 11.300 Anni

• Le 73 registrazioni di temperatura globalmente distribuite usate in questa
  analisi si basano su una varietà di proxy di temperature ed hanno risoluzioni
  di campionamento da 20 a 500 anni, con una risoluzione mediana di 120
  anni. I record terrestri dominano le ricostruzioni dello scorso millennio,
  mentre i dati qui utilizzati in gran parte (80%) da archivi marini.
• Per sviluppare un andamento globale relativo all’Olocene (riferita come
  ricostruzione Standard5x5) sono state usate medie 5°x5° (latitudine e
  longitudine) pesate per area, dei 73 record di dati.
• Per comparare la ricostruzione Standard con la moderna climatologia, gli
  autori hanno allineato la media dell’andamento dell’intervallo 500-1450 anni
  BP (Before Present,) dove gli anni BP sono quelli anteriori al 1950 CE-
  Corrente Era, con la media dello stesso intervallo del Climate Research Unit
  error-in-variables globale (CRU-EIV), registrazione composita di temperatura
  che, a sua volta, è riferita alla media strumentale degli anni 1961-1990 CE.

                               Pisa, 7 Febbraio 2018                        26
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

Una Ricostruzione della Temperatura Regionale e Globale (3)
                 per gli Ultimi 11.300 Anni
                          CRU-EIV

                                     • La presente ricostruzione della
              Standard
                                       temperatura globale degli scorsi 1500
                                       anni è indistinguibile entro l’intervallo di
                                       confidenza da quella effettuata da Mann
                                       et al.
                                     • Entrambe le ricostruzioni documentano
                                       un trend di raffreddamento da un
                                       intervallo caldo (~1500÷1000 anni BP) a
                                       un intervallo freddo (~500÷1000 anni BP)
                                       che è approssimativamente equivalente
                                       alla Piccola Era Glaciale (Fig. 1A)
                                    Fig. 1. Comparazione di diversi metodi e ricostruzione delle
                                    anomalie di temperatura globale. (A,B) temperatura raccolta
                                    globalmente per il calcolo della media 5°x5° pesata per area
                                    (linea rossa) col suo 1σ di incertezza (banda blu) e la temperatura
                                    media globale (Mann et al.) CRU-EIV (linea grigio scura) con la sua
                                    incertezza (banda grigio chiara).(I,J) Numero dei punti di controllo
                                    dell’età (cioè datazioni 14C) che limitano le serie temporali
                                    attraverso il tempo.

                         Pisa, 7 Febbraio 2018                                                        27
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

        Una Ricostruzione della Temperatura Regionale e Globale (4)
                         per gli Ultimi 11.300 Anni

                                                       • La ricostruzione Standard5x5 mostra un
                                   Picco               riscaldamento di 0,6°C dal primo Olocene
                                                       (11.300 anni BP) fino ad un plateau di
                                                       temperatura che si estende da 9.500 a 5.500
                                                       anni BP. Questo intervallo caldo è seguito da
                                                       un lungo raffreddamento (0,7°C) da 5.500 fino
                                                       a circa 100 anni BP-Before Present (Fig. 1B).
                                                       • I siti extratropicali (pagina seguente)
                                                       dell’Emisfero Nord (30°-90°N), in particolare
                                                       nel settore Nord-Atlantico, contribuiscono alla
                                                       maggioranza della variazione del segnale
                                                       globale; le temperature in questa regione
                                                       calano di circa 2°C da 7.000 anni BP fino a circa
                                                       100 anni BP.
Fig. 1. Comparazione di diversi metodi e ricostruzione delle anomalie di temperatura globale. (A,B) temperatura
raccolta globalmente per il calcolo della media 5°x5° pesata per area (linea rossa) col suo 1σ di incertezza (banda blu) e
la temperatura media globale (Mann et al.) CRU-EIV (linea grigio scura) con la sua incertezza (banda grigio chiara).(I,J)
Numero dei punti di controllo dell’età (cioè datazioni 14C) che limitano le serie temporali attraverso il tempo.

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           Una Ricostruzione della Temperatura Regionale e Globale (5)
                            per gli Ultimi 11.300 Anni
                                   picco
                                                                  • Il raffreddamento particolarmente
                                                                    pronunciato dell’Emisfero Nord
                                                                    extratropicale indica un importante ruolo
                                                                    dell’insolazione estiva in quella regione,
                                                                    forse attraverso l’albedo delle nevi e dei
                                                                    ghiacci, e un feedback della vegetazione.
                                                                  • Un tale meccanismo che media
                                                                    l’insolazione stagionale è plausibile a
                                                                    queste latitudini, dove la frazione di terre
                                                                    continentali relativamente all’Oceano è
                                                                    alta (circa 50% di terre emerse fra 30° e
                                                                    90°N; 25% fra 30°N e 30°S; 15% di terre
                                                                    emerse fra 30° e 90° Sud).

Fig. 2. Forcing climatico nell’Olocene e record del paleoclima. (I,J,K) ricostruzione delle temperature medie zonali per
fasce di 60° di latitudine comparate a dati speleothem e dati Ti (titanio e ferro), che sono proxy per precipitazioni e
temperatura locale. I punti speleothem sono stati smorzati con una media mobile a 7 punti per chiarezza. ITC,
Intertropical Convergence Zone; EASM, East Asian Summer Monsoon; AISM, Australian Indonesian Summer Monsoon.

                                                  Pisa, 7 Febbraio 2018                                                    29
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           Una Ricostruzione della Temperatura Regionale e Globale (6)
                            per gli Ultimi 11.300 Anni
                                                                                        A1FI-Fossile intensivo;
                                                                                        A2–Continuo aumento della
                                                                                          popolazione;
                                                                                        A1B–Bilancio fra tutte le
                                                                                          risorse;
                                                                                        B2-Enfasi a soluzioni locali. E’
                                                                                          un mondo in cui la
                                                                                          popolazione cresce meno di
                                                                                          A2 con sviluppo economico
                                                                                          intermedio.
                                                                                        A1T–No fossile;
                                                                                        B1–Come A2 ma con un rapido
                                                                                          cambio della struttura
                                                                                          economica di informazione e
                                                                                          servizi e consumo energetico
                                                                                          meno intensivo;
Fig. 3. Distribuzione di temperatura dell’Olocene comparata con le temperature moderne e le proiezioni future. Sono
mostrati diagrammi di frequenza relative alle anomalie di temperatura dell’Olocene in blocchi da 0,05 °C usando
multipli sottoinsiemi di dati e ricostruzioni (linee colorate), medie strumentali per gli anni 1900-1909 e 2000-2009 CE
(linee nere verticali), proiezioni al 2100 basate su vari scenari di emissioni (quadrati neri e barre grigie) danno la
migliore stima e l’intervallo di confidenza del 66%) e la mediana dell’Olocene e il range al 66% per il caso
Standard5x5+alta frequenza (quadrato nero e barra blu).

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Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

       Una Ricostruzione della Temperatura Regionale e Globale (7)
                        per gli Ultimi 11.300 Anni

Conclusioni (1)

• I risultati indicano che la temperatura globale media 2000-2009 non ha
  ancora superato le temperature più alte del primo Olocene (10.000-5.000
  anni BP).
• Queste temperature sono tuttavia più calde dell’82% della distribuzione di
  temperature dell’Olocene, come rappresentato dalla curva Standard5x5,
  oppure del 72% dopo avere fatto una plausibile correzione per inerente
  smorzatura delle alte frequenze della curva (Standard5x5+high frequency).
• In contrasto, la temperatura media decadale (dieci anni) globale dell’inizio
  del 20° secolo era più fredda di più del 95% della distribuzione di
  temperatura dell’Olocene, sia nello scenario Standard5x5 che in quello
  corretto +alta frequenza.

                              Pisa, 7 Febbraio 2018                          31
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

       Una Ricostruzione della Temperatura Regionale e Globale (8)
                        per gli Ultimi 11.300 Anni

Conclusioni (2)

• Quindi durante il secolo scorso le temperature globali sono passate dai
livelli di temperatura più freddi a quelli più caldi dell’Olocene, rovesciando il
trend di raffreddamento a lungo termine che è iniziato circa 5.000 anni fa.
• I modelli climatici prevedono che entro il 2.100 le temperature possano
superare tutta la distribuzione di temperatura del periodo caldo
dell’Olocene, per ogni versione di curva di temperatura per qualsiasi scenario
di emissioni di gas serra, eccetto lo scenario a composizione costante anno
2.000 (che è già stato superato dai fatti).

                                Pisa, 7 Febbraio 2018                          32
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

  CO2 nel Passato e nel Futuro (con lo zampino dell’Uomo) (1)
  Fonte: Past and future CO2 – Posted on 1 May 2014 by Gavin Foster, Dana Royer and Dana Lunt
  skepticalscience.com/Past-and-Future-CO2.html

Queste note sono state ricavate da un guest post di Gavin Foster, Dana Royer e Dan
 Lunt, pubblicato l’ 1 Maggio 2014 su Skeptical Science
                                       ______
• Nella figura 1 sono state riportate tutte le ricostruzioni di CO2 antecedenti a quelle
  contenute negli strati di ghiaccio per gli ultimi 423 milioni di anni, per un totale di
  circa 800 punti e comparati con dati più recenti e proiezioni per il futuro.
• I dati della paleo-CO2 possono essere recuperati andando sul post originale, che
  fornisce tutti i richiami necessari.
• Per i dati relativi all’antica CO2 c’è una variabilità aumentata, dovuta sia
  all’esistenza di variabilità a breve termine (ad es. cambiamenti guidati da parametri
  orbitali, come i ben noti cicli glaciali-interglaciali) ed un aumentato disturbo dovuto
  all’aumentata incertezza nella CO2 ricostruita da questi metodi più indiretti.
• Per tener conto di questo e per meglio rivelare l’andamento di lungo termine nei
  dati della CO2, gli autori hanno adattato una curva smorzata, che ha un’incertezza
  dovuta all’incertezza dell’età e della CO2 di ciascun dato.

                                               Pisa, 7 Febbraio 2018                            33
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

       CO2 nel Passato e nel Futuro (con lo zampino dell’Uomo) (2)

Fig.1 – Raccolta dei dati disponibili di CO2 per gli ultimi 50 milioni di anni. I gruppi di dati proxy sono codificati a colori ed etichettati
nel pannello pertinente. Notare la scala logaritmica variabile per il tempo. Per i dati geologici, una curva attenuata è stata adattata
ai dati con un'incertezza che tiene conto dell'incertezza dell'età della CO2. La linea nera descrive la più probabile CO2 a lungo
termine con i limiti di confidenza al 68% in rosso e quelli al 95% in rosa. Scenari di emissioni di gas-serra (RCP:Representative
Concentration Pathways) usati nell’IPCC AR5 sono mostrati nel pannello a destra.

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Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

    CO2 nel Passato e nel Futuro (con lo zampino dell’Uomo) (3)
Scenari di Emissioni gas-serra:
• RCP3PD: l’andamento delle emissioni è rappresentativo di scenari che conducono a
  concentrazioni molto basse di gas-serra. E’ uno scenario a “picco e declino”: il
  livello del forcing radiativo raggiunge inizialmente un valore di 3,1W/m2 per la metà
  del secolo e scende a 2,6 W/m2 nel 2100. Per raggiungere questi livelli di forzante
  radiativa le emissioni di gas-serra sono ridotte sostanzialmente nel tempo (Van
  Vuuren et al. 2007).
• RCP4,5 è uno scenario di stabilizzazione in cui il forcing radiativo totale si stabilizza
  poco dopo il 2100, senza superare l’obiettivo di lungo periodo (Clarke et al.2007;
  Smith and Wigley 2006; Wise et al. 2009).
• RCP6 è uno scenario di stabilizzazione nel quale il forcing radiativo totale viene
  stabilizzato appena dopo il 2100, senza superarlo, grazie all’applicazione di una
  gamma di tecnologie e di strategie per la riduzione delle emissioni di gas-serra
  (Fujino et al. 2006; Hijioka et al. 2008).
• RCP8,5 è caratterizzato dall’aumento nel tempo dei gas-serra, rappresentativo di
  scenari che conducono ad alte concentrazioni di emissioni di gas-serra.

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Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

 CO2 nel Passato e nel Futuro (con lo zampino dell’Uomo) (4)
Da quanto sopra riportato si possono trarre le seguenti considerazioni:
• Nonostante una considerevole variabilità, c’è stato un graduale declino a lungo
  termine della CO2 durante gli ultimi 450 milioni di anni, in media circa 13 ppm per
  milione di anni
• Valori simili agli attuali sono stati osservati durante brevi periodi nel Pliocene fra 3
  e 5 milioni di anni fa, ma l’ultimo periodo durante il quale la CO2 media ha
  mantenuto per molto tempo i valori attuali fu nell’ottimo climatico del Medio
  Miocene(16 milioni di anni fa)
• Per il resto degli ultimi 450 milioni di anni la Terra ha mantenuto generalmente un
  livello di CO2 più elevato di ora (ad eccezione del Carbonifero-Permiano, circa 300
  milioni di anni fa) quando la CO2 era a livelli simili ad ora.

• Lo scenario di emissioni Business as Usual (RCP 8.5) predice che la CO2 atmosferica
  raggiungerà 1.000 ppm intorno al 2.100. L’ultima volta che la CO2 è stata così alta è
  stato durante l’ottimo climatico del primo Eocene (55,8-33,9 Ma), il periodo più
  caldo degli ultimi 450 milioni di anni.

                                   Pisa, 7 Febbraio 2018                                 36
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

  CO2 nel Passato e nel Futuro (con lo zampino dell’Uomo) (5)

• Il Pianeta è stato così caldo durante il primo Eocene (~50Ma), da essere
  completamente libero dai ghiacci (livello dei mari +65 m rispetto ad ora) e
  gli ultimi calcoli danno una temperatura di +13±2.6°C più calda di ora.
• E’ importante notare però che circa il 5°C di questo riscaldamento è stato
  dovuto alla variazione della configurazione dei Continenti, della
  vegetazione e la perdita dei ghiacci continentali.

• Lo stesso scenario (RCP8,5) predice anche che la CO2 atmosferica
  raggiungerà i 2.000 ppm verso il 2.250.
• L’ultima volta che la CO2 è rimasta per lungo tempo su questi livelli è stata
  200 milioni di anni fa nel passaggio fra Triassico e Giurassico, quando la
  CO2 era elevata a causa di massicce colate di lava (che hanno coperto
  un’estensione di 11 milioni di km2) nel periodo in cui il Supercontinente
  Pangea si separò e l’Atlantico del Sud si aprì per la prima volta.

                                Pisa, 7 Febbraio 2018                             37
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

CO2 nel Passato e nel Futuro (con lo zampino dell’Uomo) (6)

Fig. 2 – Forcing Climatico al cambiare della CO2 e delle emissioni solari per gli ultimi 450 milioni di
anni. I dati della CO2 e le proiezioni sono quelli riportati in Fig. 1.

                                          Pisa, 7 Febbraio 2018                                           38
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

  CO2 nel Passato e nel Futuro (con lo zampino dell’Uomo) (7)

• Ciò che viene rivelato è che, nonostante il drammatico cambio nella
  luminosità solare negli ultimi 500 milioni di anni, il forcing combinato della
  CO2 e del Sole è rimasto relativamente costante nel tempo.
• Ciò è probabilmente dovuto all’azione di un forte processo di feedback
  negativo su scala geologica in funzione della temperatura globale (silicate
  weathering e ciclo minerale del carbonio).
• Data questa visione a lungo termine del forcing climatico, gli scenari per il
  futuro uso dei combustibili fossili appaiono ancora più estremi, e lo
  scenario Business as Usual (RCP8,5) porterebbe ad un forcing climatico da
  CO2 che è assolutamente senza precedenti nei dati geologici (per quanto
  ne sappiamo).

                                Pisa, 7 Febbraio 2018                          39
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

           Cause Antropogeniche - Global Carbon Budget 2017 (1)
Fonte: Global Carbon Project 2016
Global Carbon Project 2017, (*Corinne le Quéré et al.), *Tyndall Centre for Climate Change Research, University of East Anglia, Norwich Research Park, Norwich, UK.

                                                                                                • La concentrazione di CO2
                                                                                                  nell’atmosfera è aumentata
                                                                                                  da circa 277 ppm del 1750
                                                                                                  (Joos and Spahni, 2008)
                                                                                                  all’inizio dell’Era Industriale a
                                                                                                  più di 400 ppm del 2016,
                                                                                                  valore misurato per la prima
                                                                                                  volta dalla stazione di Mauna
                                                                                                  Loa nel maggio del 2013.
                                                                                                • Nel 2016 questo valore è
                                                                                                  stato sempre superato nel
                                                                                                  corso di tutto l’anno.

                                                                   Pisa, 7 Febbraio 2018                                                                              40
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

        Cause Antropogeniche - Global Carbon Budget 2017 (2)

                                                       • Inizialmente l’aumento di CO2
                                                         atmosferica al di sopra dei livelli
                                                         pre-industriali era causato
                                                         soprattutto dal rilascio di carbonio
                                                         in atmosfera dalla deforestazione e
                                                         da altre attività di cambio di uso del
                                                         suolo e altro.
                                                       • Le emissioni da combustibili fossili
                                                         divennero la fonte dominante solo
                                                         intorno al 1920 ed il loro contributo
                                                         continua ad aumentare fino ad ora.

• Le emissioni antropogeniche avvengono in cima ad un attivo ciclo Naturale del Carbonio
  che fa circolare il carbonio fra i serbatoi naturali dell’atmosfera, degli oceani e della
  biosfera terrestre alle scale temporali da meno di un giorno a millenni, mentre gli
  scambi con le riserve geologiche avvengono in tempi più lunghi (Archer et al. , 2009).
                                     Pisa, 7 Febbraio 2018                                  41
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

Cause Antropogeniche - Global Carbon Budget 2017 (3)

                        Pisa, 7 Febbraio 2018                  42
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

     Cause Antropogeniche - Global Carbon Budget 2017 (4)

• Il bilancio globale del carbonio qui presentato si riferisce alla media, alle
  variazioni e alle tendenze nelle perturbazioni della CO2 in atmosfera, con
  riferimento all’inizio dell’Era Industriale.
• Esso quantifica l’ingresso in atmosfera dovuto alle attività umane, il tasso
  di crescita della concentrazione atmosferica di CO2 e i risultanti
  cambiamenti nell’immagazzinamento nei serbatoi terrestri e oceanici in
  risposta all’aumento dei livelli atmosferici della CO2, al cambio del clima e
  alla sua variabilità e altre cause antropogeniche e naturali.
• Una conoscenza di come varia l’interscambio nel tempo, e della
  sottostante variabilità e tendenze del ciclo naturale del carbonio è
  necessaria per capire la risposta dei sink (serbatoi, pozzi naturali) ai
  cambiamenti del clima, della CO2 e dell’uso della terra, e le emissioni
  accettabili per un dato obbiettivo di stabilizzazione.

                                Pisa, 7 Febbraio 2018                             43
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

     Cause Antropogeniche - Global Carbon Budget 2017 (5)
I componenti del bilancio della CO2 includono stime separate per le
   emissioni di CO2 da:
1) combustione e ossidazione dei combustibili fossili e produzione di
    cemento (EFF), e
2) le emissioni risultanti da deliberate attività umane di gestione dei suoli e
    di cambio dell’uso dei suoli (ELUC), così come la ripartizione fra
3) il tasso di crescita della concentrazione della CO2 atmosferica (GATM) e
    l’assorbimento di CO2 dai “CO2 sink” in
4) gli oceani (SOCEAN) e
5) la superficie terrestre(SLAND).
• I serbatoi di CO2 come così definiti includono la risposta della superficie
  terrestre e oceanica ad elevati valori di CO2 e variazioni del clima e altre
  condizioni ambientali.
• Le emissioni globali e la loro ripartizione fra atmosfera, oceano e terra
  sono in bilancio.               Pisa, 7 Febbraio 2018                           44
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

    Cause Antropogeniche - Global Carbon Budget 2017 (6)
                 EFF + ELUC = GATM + SOCEAN +SLAND (1)
• L’equazione (1) omette in parte due tipi di processi. Il primo è dovuto
  all’ingresso netto di CO2 in atmosfera di gas reattivi contenente carbonio
  proveniente da fonti diverse dai combustibili fossili (es. emissioni di CH4
  antropogenico fuggitive, processi industriali ed emissioni biogeniche da
  cambio della vegetazione, fuochi, paludi), principalmente metano,
  CO,composti organici volatili.
• Il secondo processo è la perturbazione antropogenica del ciclo del carbonio
  delle acque dolci terrestri, estuari, aree costali, che modificano i flussi
  laterali dagli ecosistemi terrestri all’oceano aperto; l’evasione di CO2 da
  fiumi, laghi, estuari in atmosfera; e il flusso netto aria-mare della CO2
  antropogenica delle aree costali.
• L’inclusione dei flussi antropogenici delle acque dolci modificherebbero le
  stime di SLAND ed SOCEAN in modi complementari, ma non avrebbero effetto
  sugli altri termini.
                               Pisa, 7 Febbraio 2018                        45
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

    Cause Antropogeniche - Global Carbon Budget 2017 (7)
GATM è usualmente riportato in ppm/anno, che si possono convertire in unità
di massa di carbonio per anno usando la formula : 1ppm CO2 = 2,12GtC
(Gt= miliardi di tonnellate).
EFF - Il calcolo delle emissioni di CO2 globali e nazionali da combustibili
      fossili, incluse le fiaccole del gas e la produzione di cemento si basa
      primariamente sui dati di consumo di energia, specificatamente sugli
      idrocarburi, raccolti e conservati da molte organizzazioni.
ELUC - Le emissioni dovute al cambio di uso della terra includono flussi di CO2
      da deforestazione, rimboschimento, taglio e trasporto degli alberi,
      degradazione delle foreste e attività di raccolta, cambiamento di
      coltivazione (ciclo di taglio della foresta e poi abbandono) e ricrescita
      della foresta dopo il taglio del legname o abbandono dell’agricoltura.
      Alcune di queste attività causano emissioni di CO2 in atmosfera,
      mentre altre portano al sequestro della CO2. Queste emissioni sono
      state calcolate da un’insieme di simulazioni DGVM (Dynamic Global
      Vegetation Model).
                               Pisa, 7 Febbraio 2018                          46
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

       Cause Antropogeniche - Global Carbon Budget 2017 (8)

GATM –Il tasso di crescita della CO2 atmosferica è fornito dal NOAA/ESRL (US
  National Oceanic and Atmospheric Administration Earth System research
  Laboratory). Per il periodo 1959-1980 il tasso globale di crescita della CO2 si
  basa su misure mediate delle stazioni di Mauna Loa e del Polo Sud.
SOCEAN – Le stime del sequestro globale di CO2 nell’oceano sono basate su una
  combinazione di stime per gli anni ’90 del secolo scorso ottenute da
  osservazioni, e con dati per gli anni 1959-2015 ottenuti con modelli globali della
  biochimica oceanica.
SLAND – Il sequestro di CO2 atmosferica da parte del terreno avviene in parte a
  causa dell’effetto fertilizzante dell’aumento della CO2 atmosferica sulla crescita
  delle piante, alla deposizione di azoto (N deposition) e ad effetti del
  cambiamento del clima e dell’allungamento della stagione di crescita nelle aree
  temperate del Nord e boreali. Questo dato può essere ricavato sia per
  differenza che come sottoprodotto del programma DGVM.

                                  Pisa, 7 Febbraio 2018                         47
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

Cause Antropogeniche - Global Carbon Budget 2017 (9)

                                            • Nel seguente grafico viene
                                              riportato il bilancio del ciclo del
                                              carbonio per gli anni 1900-2016.
                                              Nella prossima figura gli stessi
                                              dati sono riportati
                                              singolarmente per il periodo
                                              1960-2016.
                                            • Il sequestro della CO2 ha
                                              continuato a crescere con
                                              l’aumento delle emissioni, ma il
                                              cambiamento climatico
                                              influenzerà i processi del ciclo
                                              del carbonio in modo tale da
                                              esacerbare l’aumento di CO2
                                              nell’atmosfera.
                        Pisa, 7 Febbraio 2018                               48
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

Cause Antropogeniche - Global Carbon Budget 2017 (10)

                         Pisa, 7 Febbraio 2018                  49
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

     Cause Antropogeniche - Global Carbon Budget 2017 (11)
Il contributo cumulativo al global carbon budget nell’arco di tempo compreso fra il
1870 e il 2016 mostra a sinistra i contributi all’aumento della concentrazione di CO2
atmosferica dovuti al carbone, al petrolio, al gas naturale, dalla produzione e dal
cambio d’uso della terra, mentre a destra sono riportati i sink della terra e degli oceani.
                                               Attualmente la CO2 emessa finora è
                                               distribuita nel seguente modo:
                                               • Land sink         32.3% circa
                                               • Ocean sink        25.4%.
                                               • Atmosfera         42.3%.
                                               Il budget di sbilancio si ottiene sottraendo
                                               alle emissioni di combustibili fossili e
                                               industria, sommate a quelle causate dal
                                               cambio d’uso della terra i dati di: aumento
                                               della CO2 in atmosfera, del sequestro
                                               terrestre e di quello oceanico.
                                               Questo valore riflette i limiti della nostra
                                               attuale conoscenza del ciclo del carbonio.
                                    Pisa, 7 Febbraio 2018                                 50
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

Cause Antropogeniche - Global Carbon Budget 2017 (12)

                                                 • Il grafico seguente mostra le
                                                   tendenze attuali nella CO2
                                                   emessa e nella concentrazione
                                                   in atmosfera.
                                                 • Osservando il grafico si può
                                                   dire che le emissioni globali di
                                                   CO2 si sono stabilizzate negli
                                                   ultimi 3-4 anni, ma nel
                                                   frattempo la concentrazione
                                                   di CO2 atmosferica continua
                                                   ad aumentare.

                         Pisa, 7 Febbraio 2018                                  51
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

   Cause Antropogeniche - Global Carbon Budget 2017 (13)
• E’ necessario poter verificare un cambiamento sostenuto della emissione
  della CO2 nel tempo, ma la nostra capacità di individuare il cambiamento
  delle emissioni di CO2 in atmosfera sono limitate dalla nostra conoscenza
  delle variabilità del ciclo del carbonio.
                                                    Le osservazioni
                                                    mostrano una grande
                                                    variabilità, da
                                                    interannuale a
                                                    decadale, che può
                                                    essere solo
                                                    parzialmente ricostruita
                                                    attraverso il global
                                                    carbon budget.

                              Pisa, 7 Febbraio 2018                            52
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

      Cause Antropogeniche - Global Carbon Budget 2017 (14)
 • Il grafico dell’anomalia della temperatura globale continua a crescere, e
   rende sempre più difficile sostenere che l’aumento così forte e veloce degli
   ultimi decenni non dipenda dal Riscaldamento Globale.

Fonte: climatemonitor.it/wp-content/uploads/2017/08/AllInOneQC1-2GlobalMonthlyTempSince1979.gif?resize=838%2C458

                                              Pisa, 7 Febbraio 2018                                                53
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

   Cause Antropogeniche - Global Carbon Budget 2017 (15)

                                                          L’ultima figura mostra
                                                         le variazioni della
                                                         concentrazione della
                                                         CO2 atmosferica nel
                                                         corso degli ultimi anni
                                                         misurata
                                                         all’osservatorio di
                                                         Mauna Loa, comprese
                                                         le misure nel corso del
                                                         2017, e la previsione
                                                         per fine anno.

La concentrazione di CO2 il 23 Novembre 2017 è stata di 406,05 ppm, con un
aumento di 2,58 ppm rispetto alla stessa data dell’anno precedente.
                              Pisa, 7 Febbraio 2018                          54
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

       Cause Antropogeniche – Cosa ci Aspetta in Futuro (1)
      Quanto aumenterà la temperatura globale?

                                                                             • In questo grafico è riportato
                                                                               l’andamento dell’Anomalia di
                                                                               Temperatura (in blu) in
                                                                               Antartide e della
                                                                               concentrazione della CO2
                                                                               atmosferica (in rosso) per gli
                                                                               ultimi 26.000 anni, cioè dalla
                                                                               fine dell’ultimo periodo
                                                                               glaciale.
                                                                             • Il picco di CO2 si riferisce
                                                                               all’anno 2016
Dati CO2 - Fonte: www.esrl.noaa.gov/gmd/ccgg/trends/ e https://www.epa.gov/sites/production/files/2016-08/ghg-concentrations_fig-1.csv
Dati Anomalia di temperatura - Fonte: http://cdiac.ess-dive.lbl.gov/ftp/trends/temp/jonescru/global.txt

                                                  Pisa, 7 Febbraio 2018                                                           55
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

    Cause Antropogeniche – Cosa ci Aspetta in Futuro (2)
Quanto aumenterà la temperatura globale?

                                                    • In questo grafico è riportato
                                                      l’andamento (in blu) della
                                                      relazione fra l’Anomalia di
                                                      Temperatura Globale e la
                                                      concentrazione della CO2
                                                      atmosferica, per gli ultimi 26.000
                                                      anni.
                                                    • In rosso è riportato anche
                                                      l’andamento Δt –CO2 dal 1850 al
                                                      2016 (Anomalia Moderna).
                                                    • Il cerchio rosso indica l’aumento
                                                      di temperatura globale che ci si
                                                      può attendere all’”equilibrio” se
                                                      le previsioni sono corrette.

                            Pisa, 7 Febbraio 2018                                   56
Cambiamenti Climatici - Cause Naturali e Antropogeniche

               Cause Antropogeniche – Cosa ci Aspetta in Futuro (3)
 Cosa sta accadendo al Permafrost?

                                                                       • I dati forniti dai ricercatori sul campo fanno
                                                                         pensare che fra il 5 e il 15 % del carbonio
                                                                         contenuto nel permafrost potrebbe fuggire
                                                                         dal terreno in questo secolo.
                                                                       • Se fosse il 10% entrerebbero in atmosfera fra
                                                                         130 e 160 GtC (miliardi di tonnellate di
                                                                         carbonio), un quantitativo che, se fosse
                                                                         emesso primariamente come CO2 sarebbe
                                                                         simile alla quantità di carbonio finora
                                                                         rilasciata per deforestazione e cambiamenti
  Fonte: Le Scienze feb 2017 Previsioni sul permafrost di Ted Schuur     nell’uso del territorio.

• Il rilascio non sarà una scarica capace di alterare bruscamente il clima, ma sarà un
  fenomeno diffuso che durerà parecchi decenni, complicando il già difficile compito
  di rallentare il riscaldamento globale.
                                                               Pisa, 7 Febbraio 2018                                 57
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