È Alle Figlie di San Camillo l'arrivo della reliquia del beato Luigi Tezza. Il vescovo Napolioni: bello sperimentare i frutti della santità

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È Alle Figlie di San Camillo l'arrivo della reliquia del beato Luigi Tezza. Il vescovo Napolioni: bello sperimentare i frutti della santità
Alle Figlie di San Camillo
l’arrivo della reliquia del
beato Luigi Tezza. Il vescovo
Napolioni:      «È      bello
sperimentare i frutti della
santità»
È Alle Figlie di San Camillo l'arrivo della reliquia del beato Luigi Tezza. Il vescovo Napolioni: bello sperimentare i frutti della santità
È Alle Figlie di San Camillo l'arrivo della reliquia del beato Luigi Tezza. Il vescovo Napolioni: bello sperimentare i frutti della santità
È Alle Figlie di San Camillo l'arrivo della reliquia del beato Luigi Tezza. Il vescovo Napolioni: bello sperimentare i frutti della santità
È Alle Figlie di San Camillo l'arrivo della reliquia del beato Luigi Tezza. Il vescovo Napolioni: bello sperimentare i frutti della santità
È Alle Figlie di San Camillo l'arrivo della reliquia del beato Luigi Tezza. Il vescovo Napolioni: bello sperimentare i frutti della santità
Accompagnata dal canto e dalla preghiera la reliquia del beato
Luigi Tezza ha fatto il suo ingresso nella cappella
dell’istituto ospedaliero della Casa di Cura Figlie di San
Camillo alle 15 di martedì 10 gennaio, accolta dai medici e
dagli infermieri, dalle suore Camilliane dell’istituto e dal
vescovo di Cremona Antonio Napolioni, che ha presieduto la
Santa Messa, concelebrata da padre Virginio Bebber, da don
Giulio Brambilla, responsabile per la vita consacrata della
diocesi, con il servizio all’altare del diacono Alex Malfasi.
Il beato Luigi Tezza, insieme alla santa Giuditta Vannini, è
stato il fondatore dell’istituto ospedaliero delle Figlie di
San Camillo, che nel caso della struttura di Cremona, la
seconda fondata dopo quella di Roma, opera da 130 anni in
prima linea nell’assistenza e nella cura dei malati, e dopo
numerosi anni si dimostra con fede e capacità, caposaldo fra
le case di cura camilliane.

Prima della Celebrazione Eucaristica, dopo l’arrivo della
reliquia, la madre superiora dell’istituto Anna Ucci ha preso
la parola, introducendo ai presenti la vita del beato
fondatore di cui ha ripercorso i momenti più significativi
della sua vita, ponendo particolare attenzione su quelli che
l’hanno avvicinato all’assistenza dei poveri e dei malati fino
all’incontro con santa Giuditta Vannini, spiegando quali sono
gli insegnamenti che non solo ha lasciato, ma che ha
dimostrato col proprio carisma,.

«Mi sono commosso perché è bello essere un popolo di credenti
umili e grati, è bello sperimentare i frutti della santità, è
bello riconoscere il nostro bisogno di questi segni che al
mondo possono apparire paradossali». Sono queste le parole che
il vescovo Napolioni ha utilizzato per descrivere l’arrivo
della reliquia. «Ma si fa festa ad un pezzo d’osso? O si fa
festa per ogni corpo? Per ogni vita, per ogni frammento di
vita umana che ospita la vita di Dio? Ogni briciola di
esistenza è una briciola d’Eucaristia».

Il Vescovo si è poi rivolto alle suore, ai medici e agli
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infermieri, con particolare attenzione al loro operato, ha
infatti richiamato l’insegnamento di San Camillo,
sottolineando che bisogna «Essere accanto ai malati come una
madre amorevole, con tenerezza, avendo cura della persona
tutta intera. Quanto volte ci siamo fermati a riflettere su
questo? – ha aggiunto – Quanto è bello poter dire che qui
questo si sperimenta, si sperimenta l’amicizia, si sperimenta
quella gamma di sentimenti e di relazioni di cui il Vangelo è
portatore e di cui l’inno alla carità è programma. Il beato
Luigi desiderava fare bene il bene, dunque professionalità e
qualità del rapporto che si crea con la persona in difficoltà,
la fantasia della carità».

Ha poi concluso l’omelia che un monito: «Non dobbiamo temere
il futuro se continuiamo a sperimentare che in ogni secolo il
Signore ha suscitato uomini e donne profetici, incompresi dai
contemporanei e poi riconosciuti come portatori di quelle
scelte e quelle opere che corrispondevano davvero alla volontà
di Dio e al bene dell’umanità, e allora tocca a noi adesso,
tocca a noi far la nostra piccola parte e farla tutta, farla
bene e farla con amore».

                     Ascolta qui l’omelia

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Il viaggio della reliquia del beato Luigi Tezza non si ferma,
ma continua in nuovi luoghi e con nuovi appuntamenti. Da
mercoledì 11 fino a venerdì 13 gennaio la reliquia sarà
esposta per la venerazione pubblica sempre nella cappella
della Casa di Cura Figlie di San Camillo e successivamente, il
14 gennaio, sarà portata in processione alle 17.30 nella
vicina chiesa di S. Ambrogio, dove sarà celebrata una Messa
alle 18 e dove resterà fino al giorno successivo, domenica 15,
con altre due celebrazioni alle 8 e alle 10. La reliquia farà
poi ritorno in cappella alle Figlie San Camillo dal 16 al 20
gennaio. Il 21 gennaio, invece, il reliquiario sarà trasferito
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presso la casa di cura San Camillo, in via Mantova, dove
resterà sino al 22 gennaio, con le Messe celebrate alle 17 di
sabato e alle 10 di domenica.

Quindi il rientro per un ultimo periodo di venerazione provata
nella clinica di via Fabio Filzi, sino a martedi 24 gennaio.
Mercoledì 25 alle 15, la Messa presso la cappella della casa
di cura, presieduta dal vescovo emerito Dante Lafranconi prima
che i resti del beato Luigi Tezza lascino la città alla volta
di Brescia.

   Locandina con il programma cremonese della peregrinatio

Castelverde ricorda mons.
Gardinali           nell’80°
anniversario della morte del
fondatore dell’Opera Pia “SS.
Redentore”
È Alle Figlie di San Camillo l'arrivo della reliquia del beato Luigi Tezza. Il vescovo Napolioni: bello sperimentare i frutti della santità
È Alle Figlie di San Camillo l'arrivo della reliquia del beato Luigi Tezza. Il vescovo Napolioni: bello sperimentare i frutti della santità
In occasione dell’80° anniversario della scomparsa di mons.
Pietro Gardinali, arciprete per quarantotto anni di Castagnino
Secco e fondatore dell’Opera Pia SS. Redentore, giovedì 12
gennaio alle 21 si è tenuta la commemorazione nella chiesa
parrocchiale di Castelverde.
La serata è stata introdotta da don Giuliano Vezzosi, parroco
dell’unità pastorale “Madonna della Speranza” di cui fa parte
la parrocchia di Castelverde: «La parrocchia di Castelverde –
ha detto – ha voluto commemorare con questa serata la figura
di monsignor Pietro Gardinali per dare risalto alla figura
carismatica e profetica di questo sacerdote che già più di
cento anni fa, insieme ad altri sacerdoti cremonesi ha dato
origine a un’attenzione profonda alla società di allora e
soprattutto ai più bisognosi».

All’inizio della serata ha preso parola anche don Claudio
Rasoli, presidente della Fondazione “Opera Pia Ss. Redentore”
che ha espresso il suo pensiero riguardo la figura di mons.
Gardinali:

«Ciò che mi ha colpito della figura di monsignor Gardinali è
sicuramente la capacità di leggere i bisogni del tempo e
trovare delle soluzioni immediate».

Il professor Matteo Morandi, storico locale, nella prima parte
della serata ha letto il discorso scritto dal professor
Giampietro Goffi, che non ha potuto presenziare, spiegando il
contesto storico    nel   quale   ha   vissuto   l’arciprete   di
Castagnino.

Nella seconda parte della serata il professor Morandi ha
illustrato i quarantotto anni in cui il sacerdote è stato
parroco a Castagnino.

«Don Pietro Gardinali ha rappresentato per la parrocchia un
elemento particolarmente importante nella rifondazione di
un’idea di comunità» ha sottolineato Il relatore.

La serata è stata impreziosita anche da alcuni brani musicali
per organo e tromba interpretati dai maestri Giorgio Scolari e
Giuseppe Riccucci. Presenti tra il pubblico una delegazione
dell’amministrazione comunale e alcuni sacerdoti che negli
anni hanno prestato servizio preso la parrocchia di
Castelverde.
Tra le iniziative in occasione della commemorazione di mons.
Gardinali da sabato 14 gennaio sarà possibile visitare,
nell’ingresso dell’RSA dell’Opera Pia una piccola mostra
fotografica dedicata al sacerdote e curata da Danio Milanesi e
domenica 15 gennaio, alle 10.30, nella chiesa di S. Archelao,
mons. Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e
abate di Pomposa, presiederà la celebrazione in suffragio.

Il 15 gennaio al Maristella
incontro con il pedagogista
Giorgio Prada
Il Gruppo Famiglia e il Gruppo scout Cremona 3 sono i
protagonisti e i promotori del prossimo evento che l’unità
pastorale “Madre di Speranza” di Cremona (San Bernardo, Borgo
Loreto, Zaist e Maristella) propone a genitori, educatori,
catechisti e insegnanti.

Domenica 15 gennaio, alle 15.30, presso la chiesa
dell’Immacolata Concezione, nel quartiere Maristella, il
professor Giorgio Prada, scout, formatore e pedagogista,
interverrà su “Genitori ed educatori alle prese con il compito
appassionante e tremendo di tirar grandi i figli dopo il
trauma del Covid”.

All’evento sarà garantita l’assistenza ai bambini e ai
ragazzi, che permetterà ai genitori una maggiore libertà di
partecipare all’incontro.
Dal campetto di Cristo Re
alla   Nazionale:  Gianluca
Vialli,    uomo   vero    e
indimenticabile
Sono passati ormai cinquant’anni da quando Gianluca Vialli
calcava il campetto della parrocchia di Cristo Re, a Cremona.
Tesserato nei Pulcini del Corona Calcio prima del grande salto
nel “calcio dei grandi”, quel calcio che lo ha reso uno degli
attaccanti italiani più importanti di sempre.

Dalle giovanili del Pizzighettone alla Cremonese, con cui ha
esordito in Serie C1 a sedici anni. Quattro anni in prima
squadra, culminati con la promozione in Serie A, mai giocata
con la maglia della sua città. Poi la Sampdoria, in cui fu
protagonista dello Scudetto 1990-1991, la Champions League
vinta da capitano della Juventus, i trofei continentali e le
coppe nazionali con il Chelsea, la Nazionale italiana, prima
da calciatore e poi da capo delegazione, al fianco
dell’allenatore, amico fraterno e “gemello del gol” dai tempi
di Genova, Roberto Mancini, con cui alza l’Europeo del 2021.
Infine una pausa, annunciata lo scorso 14 dicembre, con
l’obiettivo – raccontava in una nota – di utilizzare tutte le
energie psico-fisiche per aiutare il suo corpo a superare
questa fase della malattia. Un cancro al pancreas con cui ha
convissuto dal 2017. Gianluca Vialli è deceduto a Londra, la
mattina del 6 gennaio, dopo anni sì di sofferenza, ma vissuti
appieno, con forza e orgoglio. Una carriera da vero
combattente, da vero vincente, in cui ha girato l’Europa e il
Mondo, senza però mai dimenticare la Cremona che gli ha dato i
natali e che lo ha cresciuto.
«Ricordo che ha cominciato a tirare i primi calci qui da noi,
nel nostro campetto di fianco alla chiesa – spiega Giordano
Nobile, presidente del Corona Calcio –. C’è grande dolore per
un ragazzo di Cristo Re che se ne va, per un grande uomo,
sempre disponibile per la città di Cremona e che non ha mai
dimenticato da dove è partito».

Un ricordo colmo di emozione, legato a una fotografia che lo
stesso Vialli aveva lasciato con dedica agli amici di Cristo
Re prima del trasferimento a Londra. «Resteranno sempre nel
mio cuore, diceva la dedica. Ecco, Gianluca – conclude Nobile
– questo vale altrettanto per noi: resterai per sempre nei
nostri cuori».

Al cordoglio per la scomparsa di Gianluca Vialli si aggiungono
anche numerosi colleghi, amici, società sportive e addetti ai
lavori. Tra i tanti, anche la società grigiorossa. Cordoglio
espresso anche dal cav. Giovanni Arvedi: «A lui mi legano
molti positivi ricordi sia del passato che del presente – si
legge sul sito della società –. Non era solo un grande
sportivo, giustamente tra i più amati, era anche un uomo con
il quale sentivo di condividere quei valori che devono essere
alla base dello sport come della vita e che lui ha sempre
testimoniato ai più alti livelli».

Un lato poco conosciuto di Gianluca Vialli, rispetto al suo
rapporto con la fede, emerge dal libro Grazie A Dio         –
Giampaolo Mattei E I Campioni Del Calcio (edizioni Piemme
1999). Dicendosi cattolico, Vialli riconosce «di non essere
così praticante come dovrei e vorrei». E prosegue: «Ma se
anche non sono un praticante modello ritengo di essere
credente vero». Particolarmente intenso il suo rapporto con la
preghiera: «Prego ogni giorno. Non potrei avere fede senza la
preghiera», racconta il calciatore cremonese, convinto che «è
importante affrontare i problemi di oggi alla luce del
Vangelo, dell’insegnamento di Cristo». Nell’intervista non
manca neppure una domanda sulla testimonianza che può dare un
calciatore cristiano. La risposta termina così: «Non ho la
presunzione di insegnare qualcosa in materia di fede. Spero di
essere sempre ricordato come un giocatore serio, corretto e
onesto».

Cammino    sinodale,    alle
parrocchie   la  scheda   di
supporto   per  il   secondo
“Cantiere di Betania”
Il Cammino sinodale della Chiesa italiana prevede, al secondo
anno, la realizzazione dei quattro “Cantieri di Betania”,
definiti a livello nazionale. Si è arrivati i Diocesi al
secondo di questi cantieri, quello “dell’ospitalità e della
casa”, un percorso che, propone alle parrocchie,
l’approfondimento sul tema della qualità delle relazioni
all’interno delle comunità, ponendo l’accento sulla ricerca di
un giusto equilibrio tra fraternità e missionarietà, e
sull’attenzione verso la “casa comune”, come suggerito da Papa
Francesco nella Laudato si’.

       Scarica la seconda scheda da usare in parrocchia

Attraverso la proposta di una seconda scheda di supporto, il
cammino sinodale offre occasioni concrete per il
raggiungimento di questi obiettivi comunitari, per i quali le
parrocchie e le unità pastorali della diocesi saranno chiamate
a dialogare partendo da due pilastri della vita pastorale: la
Parola e gli organismi di partecipazione ecclesiale.

«Con questo secondo “Cantiere di Betania” si invitano tutte le
comunità cristiane a riflettere sul proprio stile di
accoglienza dei fratelli – spiega don Gianpaolo Maccagni,
vicario episcopale per il clero e il coordinamento pastorale
–. La preparazione di questa scheda farà da guida alle
comunità, chiamate a fare un esame di coscienza sulla propria
vita spirituale, offrendo loro momenti di ascolto e di
riflessione».

Per quanto riguarda il tema della Parola, una particolare
attenzione sarà chiesta per la proposta del Giorno
dell’Ascolto, una condivisione costante del dono del Vangelo,
lanciata e sostenuta tre anni fa dal vescovo Napolioni. Gli
organismi di partecipazione ecclesiale, tra i quali figurano i
Consigli pastorali, parrocchiali e unitari, i Consigli per gli
affari economici e i Consigli presbiterali, richiedono una
riflessione sui ruoli specifici che ricoprono all’interno
delle comunità. La Diocesi di Cremona, nel mezzo del suo
cammino sinodale, attraverso la seconda scheda dedicata, offre
l’occasione per verificare lo stato di salute di questi
organismi, proponendo percorsi di confronto sulle prospettive
di rinnovamento, ma anche per porre al centro del dialogo
sinodale il rapporto e la collaborazione tra le comunità
parrocchiali e unitarie dello stesso territorio.

«Ci sarà modo anche di rinnovare alcuni di questi organismi –
conclude Maccagni – i consigli pastorali, infatti, faranno
fronte quest’anno alla scadenza del loro mandato quinquennale.
Sarà un’ulteriore occasione di rivitalizzazione, affinché
possano sempre più agire in favore della crescita delle
comunità».

  Vai alla sezione dedicata al Sinodo con tutti i materiali
Castelverde, una serie di
eventi per ricordare mons.
Gardinali
Giovedì 12 Gennaio ricorre l’80° anniversario della scomparsa
di mons. Pietro Gardinali, arciprete di Castagnino Secco, ora
Castelverde, per quarantotto anni (1895-1943) e fondatore,
insieme al possidente Primo Ferrari, al medico condotto
Ercolano Cappi ed altri illuminati laici cristiani, dell’Opera
Pia SS. Redentore. Sacerdote di esemplari virtù cristiane, di
infaticabile zelo apostolico, lasciò un segno indelebile nella
comunità di Castagnino non solo dal punto di vista pastorale,
ma anche caritativo e sociale. Fu anche sua l’intuizione di
costruire un ospedale per malati cronici del territorio, forte
della sua esperienza di vicario a Stagno Lombardo dove il
parroco, don Ferdinando Mori, aveva fondato la locale casa di
riposo.

In occasione di questo importante anniversario, la parrocchia,
in collaborazione con la Fondazione Opera Pia SS. Redentore,
promuove una serie di eventi per ricordare questa fulgida
figura di sacerdote. Giovedì 12 gennaio, nella chiesa
parrocchiale di Castelverde, alle ore 21, si terrà un convegno
di studi. Il dottor Gianpiero Goffi, già caporedattore del
quotidiano “La Provincia” e appassionato di storia cremonese,
delineerà il tempo storico in cui nacque e operò mons.
Gardinali, ripercorrendo le tappe fondamentali di due grandi
episcopati cremonesi: quello di mons. Geremia Bonomelli e
quello di mons. Giovanni Cazzani. Il prof. Matteo Morandi,
storico locale, illustrerà invece i quarantotto anni di
parrocchialità del sacerdote. La serata sarà allietata anche
da alcuni brani musicali a cura di Giorgio e Daniele Scolari.
I partecipanti al convegno potranno poi ammirare, nell’aula
Santa Cecilia attigua alla chiesa, una mostra di documenti e
paramenti del tempo di mons. Gardinali.
Da sabato 14 gennaio sarà poi possibile visitare,
nell’ingresso della Rsa dell’Opera Pia, una piccola mostra
fotografica dedicata a Gardinali, curata da Danio Milanesi.
Domenica 15, infine, nella chiesa parrocchiale di S. Archelao,
a Castelverde, il cremonese mons. Gian Carlo Perego,
arcivescovo di Ferrara – Comacchio e abate di Pomposa,
presiederà la Messa delle 10.30, impreziosita dai canti della
corale parrocchiale, in suffragio del sacerdote. Subito dopo
seguirà una preghiera e una benedizione sulla tomba di mons.
Gardinali presso il cimitero locale.

Tra le iniziative in cantiere per questo importante
anniversario anche la pubblicazione di un libretto con gli
interventi più importanti di questo prete che si è speso con
generosità e intelligenza per il popolo di Dio.

Biografia di mons. Pietro Gradinali

Nato a Carpaneta Dosimo il 29 giugno 1866, don Pietro fu
ordinato dal vescovo Bonomelli nella cappella privata del
Palazzo Vescovile il 21 dicembre 1889. Fu inviato subito come
vicario a Cignone, quindi fu trasferito a Stagno dove rimase
fino alla promozione ad arciprete a Castagnino, nonostante
avesse solo 29 anni. Grazie alla sua intraprendenza e alla
collaborazione di valenti vicari, Gardinali trasformò il
paese, segnato da tante difficoltà e divisioni, in una
parrocchia modello. In occasione della Messa d’oro (31 marzo
1940) fu nominato Cameriere soprannumerario dal Papa Pio XII:
una onorificenza che si accompagna a quella di Cavaliere del
Regno d’Italia conferita nel 1932. Morì il 12 gennaio 1943 e
fu sepolto nel cimitero del paese il 15 gennaio, dopo solenni
esequie presiedute dal vicario foraneo nonché parroco della
Cattedrale, mons. Carlo Boccazzi.
Il saluto di Cremona a Luca
Vialli,           «campione
dell’esistenza»
Si è celebrata nella parrocchia di Cristo Re a Cremona la
Santa Messa in suffragio di Gianluca Vialli, momento di
preghiera voluto dalla famiglia nella parrocchia in cui l’ex
campione e dirigente è nato e dove ha mosso i primi passi da
calciatore in erba sul campetto della polisportiva Corona. A
presiedere la Messa è stato il vescovo di Cremona Antonio
Napolioni, con il vicario parrocchiale don Gianluigi Fontana,
don Alberto Mangili, cappellano della Cremonese a concelebrare
e il diacono Jacopo Mariotti a servire all’altare, alla
presenza dei famigliari e degli amici, del sindaco Galimberti,
e di una rappresentanza della US Cremonese, guidata dal patron
Giovanni Arvedi. Nei primi banchi un gruppo di giovani
calciatori in divisa grigiorossa, mentre atleti ed educatori
del Corona calcio hanno partecipato seduti sull’altare. Tanti
gli amici, gli ex compagni di squadra e i tifosi che hanno
gremito la chiesa per l’ultimo saluto a Vialli, morto a 58
anni, dopo una lunga malattia, venerdì 6 gennaio a Londra,
dove saranno celebrate le esequie in forma privata con la
moglie e le figlie.

«Perché non in Cattedrale? – chiede e si chiede il vescovo
Napolioni introducendo la Messa di fronte a un’assemblea
numerosissima, che ha riempito i posti in chiesa e anche la
piazza del sagrato – Perché qui siamo in parrocchia, uniti gli
uni agli altri. Qui – aggiunge con un riferimento agli altri
defunti di cui si celebra il suffragio – il ricordo di
Gianluca si unisce a quello di Roberto ed Enzo chiamati ad
essere una sola     famiglia,   un   solo   popolo,   una   sola
parrocchia».

Tanti i ricordi che legano Vialli alla città di Cremona e in
particolare alla parrocchia di Cristo Re, dove da bambino, il
giovane Luca si trovava con gli amici a giocare e dove per la
prima volta il suo talento fu notato dagli osservatori del
Pizzighettone che lo misero in squadra. Da qui poi, a 13 anni,
la chiamata della amata Cremonese per vestire la maglia
grigiorossa, con cui esordì all’età di 16 anni nel mondo
professionistico, dando il via ad una carriera costellata di
successi, tra cui lo Scudetto con la Sampdoria, la Coppa dei
Campioni con la Juventus, i trofei in campo e in panchina con
il Chelsea, l’Europeo da dirigente della Nazionale italiana a
fianco dell’amico Roberto Mancini. A ricordare i tanti momenti
di una lunga e bellissima carriera i compagni di tante gare,
bandiere della Cremonese, della Sampdoria e della Juventus.
Compagni e amici. Ai piedi dell’altare le divise di una
carriera e un mazzo di fiori con la coccarda blucerchiata
posata dai tifosi della Sampdoria giunti da Genova.

«C’è tanto vangelo nelle storie di uomini e donne come
Gianluca – riflette monsignor Napolioni nella sua omelia – Ha
saputo giocare non solo le partite del campionato ma quella
dell’esistenza, specie quando si è fatta dura. Questa è la
grande lezione che Gianluca ci ha dato, perché amava talmente
la vita da affrontare cosi con intelligenza matura e generosa
le sue prove», con la forza di scegliere «di trasformare il
male in bene, per sé e per le persone che amava».

«In cielo – ha concluso l’omelia il vescovo Napolioni – si
gioca senza sconfitte, classifiche e retrocessione, ma alla
maniera dell’oratorio dove si tira per ore, ci si scambia di
ruolo e non ci si stanca mai». Ora «Gianluca sta dicendo a
tanti ragazzi un bel “seguitemi”: fatelo così lo sport,
appassionatamente, non per soldi e carriera ma per dignità e
bellezza dell’esistenza; e lo dice a noi che prima o poi
facciamo tutti i conti con malattia e morte: seguitemi senza
paura anche in quel sentiero stretto e doloroso, perché non ci
impedisce di volerci bene, anzi spreme da noi ancora più
amore».

Al termine della celebrazione è stato l’ex compagno alla
Cremonese Mario Montorfano, a leggere un saluto commosso, a
Luca Vialli, a cui tutta l’assemblea, in piedi, ha risposto
con un lungo applauso prima della benedizione finale del
vescovo Napolioni che si è poi trattenuto per un saluto ai
parenti, seguito da una lunga processione di amici, ex
campioni del calcio e non solo, che hanno portato il loro
saluto e il loro affetto ai famigliari nel ricordo di
Gianluca.

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A     fine     agosto    il
pellegrinaggio diocesano in
Turchia con il vescovo
Partirà il prossimo febbraio l’itinerario 2023 “Finestre sul
mondo”, promosso dall’Ufficio diocesano per la Pastorale del
tempo libero e dei pellegrinaggi con il supporto tecnico
dell’agenzia viaggi e turismo Profilotours. Pellegrinaggi,
viaggi ed escursioni giornaliere contrassegnano, da febbraio a
dicembre, la ricca proposta che unisce fede e cultura.
Tra le tante proposte da sottolineare in particolare il
pellegrinaggio diocesano in Turchia, sulle tracce delle prime
comunità cristiane, in programma dal 25 al 31 agosto e che
sarà guidato dal vescovo Antonio Napolioni. Le iscrizioni sono
già aperte presso l’agenzia Profilotours, con sede
all’ingresso del Museo diocesano di Cremona, in piazza
Sant’Antonio Maria Zaccaria (tel. 0372-460592, email
info@profilotours.it).

            Scarica la locandina con le proposte 2023

Il pellegrinaggio diocesano
«Il pellegrinaggio in Turchia rientra nella programmazione che
ha interessato i programmi degli anni precedenti, come i
pellegrinaggi in Russia e in Terra Santa – spiega don Roberto
Rota, incaricato diocesano per la Pastorale del tempo libero e
dei pellegrinaggi –. Essi costituiscono infatti un notevole
fattore di arricchimento, grazie alla possibilità di
accostamento alla storia della Chiesa d’oriente, dalle origini
ai giorni nostri».

La proposta prevede la visita alle città turche di Istanbul,
Çanakkale, Troia, Smirne, Efeso, Pamukkale, Konya e Kayseri, e
alla regione della Cappadocia, patria dei Padri Cappadoci e
caratterizzata dalle città sotterranee progettate con intento
strategico e di difesa dalle incursioni arabe.

La quota di iscrizione è di 1.650 euro e comprende: il viaggio
aereo    in    classe    turistica     Italia–Istanbul       e
Kayseri–Istanbul–Italia con voli di linea, l’alloggio in
alberghi 4 stelle in camere doppia (singola con supplemento di
250 euro) con pensione completa, escursioni in pullman come da
programma e con guida locale. Inoltre, al costo di 50 euro, è
possibile prenotare il trasferimento per e dall’aeroporto in
Italia. Per viaggiare sarà necessaria la carta d’identità
valida per l’espatrio o il passaporto, entrambi con validità
residua di almeno 6 mesi dalla data di partenza. Entro un mese
dal viaggio è necessario far pervenire presso l’agenzia i dati
anagrafici e gli estremi del documento che verrà utilizzato.

Le altre proposte

Oltre al pellegrinaggio in Turchia, sono davvero numerose e
variegate le altre proposte nel programma del prossimo anno.

«Ancora una volta – spiega don Rota – vengono proposti alcuni
viaggi di turismo religioso, con l’intento di accostare la
conoscenza di tradizioni religiose e culturali differenti
dalle nostre, ma che possono comunque arricchire il nostro
bagaglio culturale e la nostra esperienza di fede».

Non mancano naturalmente i pellegrinaggi in località simbolo
della devozione a Maria come, ad esempio, i due pellegrinaggi
a Lourdes, dal 17 al 19 maggio e dal 13 al 15 settembre, a
Fatima e Santiago de Compostela, dal 22 al 26 settembre, a
Cracovia e Czestochowa, dal 2 al 6 giugno, al Santuario di
Laus, dal 30 giugno al 2 luglio. Dal 6 al 13 luglio, inoltre,
è proposto un pellegrinaggio in Terra Santa, e dal dal 18 al
23 maggio a Cipro, sui passi di san Paolo e san Barnaba.

Per quanto riguarda le mete italiane, le proposte riguardano
Palermo (27 febbraio-4 marzo), in Calabria (dal 9 al 16
settembre). Si potrà anche volare in Marocco (17-26 aprile),
in Egitto, nelle terre del Nilo (9-16 ottobre), in Grecia,
alla scoperta di Atene, (6-9 novembre) e in Belgio, nelle
località di Bruxelles, Bruges e Gand (4-7 dicembre).

Tra le proposte anche alcune escursioni giornaliere: a Cervo,
Albenga e Borgio Verezzi, in programma mercoledì 15 febbraio,
ad Aosta e Fenis, il 29 marzo, nei luoghi di Giovanni Paolo I,
Belluno, Canale d’Agordo e la diga del Vajont, il 17 maggio,
al Santuario di Oropa e Biella, il 14 giugno, le escursioni
lungo la via Francigena, a Sarzana, Pontremoli e Berceto, il
20 settembre, ad Alba e al Santuario di Vicoforte, mercoledì
18 ottobre.

Gmg, le famiglie cremonesi
“chiamate”  a  ospitare  i
giovani di Salvador de Bahia
Centinaia di migliaia di giovani, provenienti da tutto il
mondo, si riuniranno, il prossimo agosto, a Lisbona, in
occasione della Giornata mondiale della Gioventù. E tra loro
ci saranno anche ventuno giovani della parrocchia brasiliana
di Gesù Cristo Risorto di Salvador de Bahia, in cui presta
servizio il sacerdote fidei donum cremonese don Davide
Ferretti. In occasione di questo viaggio verso l’Europa, le
ragazze e i ragazzi brasiliani faranno una tappa, l’ultima
settimana di luglio, a Cremona, per un gemellaggio che darà
ulteriore respiro all’impegno che in questi anni la Diocesi di
Cremona sta portando avanti con il “Progetto Bahia”, che ha
fatto di quella di Bahia la 222ª parrocchia cremonese.

«Ormai da anni, anche nelle scuole, è naturale vedere
gemellaggi e scambi interculturali. È sempre un’esperienza
positiva, e lo sarà anche per questi giovani e per le
famiglie». Così don Umberto Zanaboni, incaricato diocesano per
la Pastorale missionaria.

Il Centro missionario diocesano, in sinergia con la Pastorale
giovanile, fa dunque appello alla generosità delle famiglie
cremonesi, chiamate, ove possibile, ad accogliere e ospitare i
giovani in arrivo dal Brasile. «Si tratta di prendersi carico
di questi ragazzi per un’ospitalità che riguardi soprattutto
il pernottamento – spiega don Zanaboni –. L’idea è poi quella
di “impegnarli” in qualche gita alla scoperta di Cremona e
dell’Italia, cercando di offrire loro la possibilità di stare
insieme, di fare comunità, nell’arco delle giornate». Si
auspicano visite alla città di Cremona, ai suoi musei e ai
suoi luoghi di interesse, a qualche città vicina, ma anche
vivendo esperienze in qualche oratorio in diocesi, per far
toccare con mano ai giovani brasiliani le realtà parrocchiali.

Nei prossimi mesi, saranno organizzati alcuni incontri online
con le famiglie che sceglieranno di aderire alla proposta di
ospitalità, per tracciare le linee guida e prepararle in modo
uniforme all’accoglienza di questi giovani. Per favorire la
gestione logistica e organizzativa, sarà data precedenza alle
famiglie residenti in città o nei dintorni più immediati.

Per offrire la propria ospitalità, contattare l’Ufficio
missionario, al numero 331-8363752 (don Umberto Zanaboni) o
scrivendo all’indirizzo mail missioni@diocesidicremona.it.

 Gmg Lisbona, dalla FOCr tre proposte di viaggio

Anche    una    delegazione
cremonese ad Atakpamé per
l’ordinazione episcopale di
mons. Moïse Touho
Oltre 5mila persone hanno preso parte sabato 7 gennaio ad
Atakpamé, in Togo, all’ordinazione episcopale di mons. Moïse
Touho, don Mosè come tutti lo ricordano a Cremona dove studiò
in Seminario tra il 1987 e il 1992. Dopo l’ordinazione
diaconale conferita il 9 novembre 1991 dal vescovo Enrico
Assi, fu ordinato sacerdote (con il vescovo ausiliare di
Brescia Mario Olmi a sostituire il vescovo Assi dopo il
malore) nella Cattedrale di Cremona il 27 giugno 1992 insieme
ad altri due togolesi (don Anselmo Awlime e don Onorato
Melessoussou) e don Claudio Rubagotti. Proprio il parroco di
Casalmaggiore non ha voluto mancare all’importante giornata,
volando in Africa insieme a don Enrico Trevisi, allora
vicerettore del Seminario di Cremona.

Mons. Moïse Touho, originario della diocesi di Atakpamé, ne è
diventato vescovo dopo la nomina di Papa Francesco del 26
ottobre scorso.

La Messa di ordinazione si è svolta nella piazza a fianco
della Cattedrale di Atakpamé, intitolata a Nostra signora
della Trinità. Una celebrazione   durata più di quattro ore tra
preghiera, canti e danze. Oltre   una decina i vescovi presenti,
quelli del Togo e di altri        Paesi vicini. Tantissimi i
sacerdoti e davvero grande la     partecipazione del popolo di
Dio.

Nell’omelia il metropolita, l’arcivescovo di Lomé mons.
Nicodemo Anani Barrigah-Benissan (consacrante principale), che
fu vescovo di Atakpamé e negli ultimi anni ne è stato
amministratore apostolico, ha tracciato il profilo di pastore
e vescovo proprio dal nome Mosè, rifacendosi alle
caratteristiche del patriarca biblico, sottolineando in
particolare il suo parlare faccia a faccia con Dio e il suo
essere intercessore; ma anche ricordando il bastone con il
quale aprì le acque del Mar Rosso, fece scaturire l’acqua e
incoraggiò il popolo.

Anche in questa occasione è stata espressa la riconoscenza di
mons. Moïse Touho alla Diocesi di Cremona e al Seminario,
sottolineata   anche   alla   piccola   delegazione   cremonese
presente.

Mons. Touho è il quinto vescovo di Atakpamé, diocesi istituita
ufficialmente nel 1964 con l’evangelizzazione iniziata nel
1987. Oggi conta una popolazione cattolica di circa 340mila
persone. I sacerdoti sono 159 (diversi sono fidei donum in
altri Paesi africani o in Europa); i seminaristi sono 104. Le
parrocchie sul territorio diocesano sono 41, cui sono da
aggiungere altre 12 comunità quasi parrocchie. Come quella,
intitolata a sant’Omobono, visitata dalla delegazione
cremonese: già da due anni vi si celebra in una prima
struttura costruita anche grazie alle donazioni giunte
dall’Italia.

Profilo del vescovo Moïse Touho

Mons. Moïse Touho è nato il 31 dicembre 1963 a Tomégbé, ha
studiato nel Seminario Maggiore di Saint-Gall dia Ouidah
(Benin) e successivamente in quello di Cremona.

Conclusi gli studi teologici è stato ordinazione diacono il 9
novembre 1991 dal vescovo Enrico Assi nella Cattedrale di
Cremona, dove il 27 giugno 1992 divenne sacerdote insieme ad
altri due confratelli togolesi (don Anselmo Awlime e don
Onorato Melessoussou) e il cremonese don Claudio Rubagotti.

Nei suoi anni di ministero ha svolto i seguenti incarichi:
vicario parrocchiale a Blitta (1992-1993); parroco a Kpékplémé
(1993-1994); segretario particolare dell’amministratore
apostolico di Atakpamé mons. Julien Kouto (1994-1995); parroco
di Blitta (1995-1998).

Dal 1998 al 2000 è tornato nuovamente in Italia, a Roma, dove
presso la Pontificia facoltà teologica Teresianum ha ottenuto
la Licenza in Teologia Spirituale.

Al rientro ad Atakpamé è stato incaricato del Centro di
Spiritualità di Agbandi (2000-2002); amministratore di St.
Augustin ad Agadji (2002-2017).

Dal 2017 era parroco di St. François-Xavier a Badou, membro
del Consiglio presbiterale e Vicario foraneo. Il 26 ottobre
2022 Papa Francesco l’ha scelto come vescovo di Atakpamé, dove
è stato ordinato e si è insediato il 7 gennaio 2023.

 Studiò e fu ordinato a Cremona mons. Moïse Touho, scelto dal
 Papa come nuovo vescovo di Atakpamé
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