VISIONE ETICA E TEOLOGICA DELLA LAUDATO SI' - La salute ambientale tra i diritti dei bambini 17 maggio 2019 - Zero Spreco Arezzo

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VISIONE ETICA E TEOLOGICA DELLA LAUDATO SI' - La salute ambientale tra i diritti dei bambini 17 maggio 2019 - Zero Spreco Arezzo
La salute ambientale tra i diritti dei bambini
                       17 maggio 2019

    VISIONE ETICA E TEOLOGICA DELLA LAUDATO SI’
                                                   Luca VANNI

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VISIONE ETICA E TEOLOGICA DELLA LAUDATO SII
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                    Nel segno di Francesco
    "Esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e
    di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità. E‘
    il santo patrono di tutti quelli che studiano e lavorano nel
    campo dell‘ecologia, amato anche da molti non cristiani.
    Egli manifestò un‘attenzione particolare verso la creazione
    di Dio e verso i più poveri e gli abbandonati. Amava ed era
    amato per la sua gioia, la sua dedizione generosa, il suo
    cuore universale. Era un mistico e un pellegrino che viveva
    con semplicità e in una meravigliosa armonia con Dio, con
    gli altri, con la natura con se stesso.”(LS 10).
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                           INTRODUZIONE
     Papa Francesco ha ormai abituato a parole potenti,
      ampie nel disegnare scenari e incisive nell’annuncio
      evangelico, così come nello sguardo penetrante
      sull’umano. Anche l’enciclica Laudato Si’ vive dello stesso
      stile, espandendolo a un orizzonte globale, di cura della
      casa comune, di buon annuncio per l’intero creato.
      Proprio “il Vangelo della creazione” è il titolo del capitolo
      2, cuore pulsante del testo, in cui si radicano le numerose
      impegnative prese di posizione su specifici temi etico-
      ambientali, presenti in particolare nel capitolo 1 e ripresi
      nel 5. La sua forte valenza teologica non rende il testo
      meno accogliente, scritto com’è per essere letto e
      apprezzato anche da chi non ne condivida le premesse
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     Certo è che lo sguardo ecologico sulla casa comune, la
      percezione di un’interconnessione che ci lega al mondo
      della vita, l’attenzione ai poveri, l’accentuazione di una
      solidarietà a vasto raggio sono temi di dialogo, temi di
      incontro. Temi che, d’altra parte, aprono lo spazio per una
      rinnovata parola su Dio, colto come il Creatore che
      guarda con tenerezza a ogni creatura.
     Potremmo dire, infatti, che la Laudato Si’ è un enciclica di
      convocazione per la cura della terra – aperta, ad ampio
      raggio, indirizzata a ogni uomo che abita il pianeta – che
      radica però il proprio appello in una contemplazione del
      mondo alla luce della fede cristiana.
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     Non casuale in tal senso il ripetuto richiamo a Francesco
      d’Assisi, cantore della bellezza del creato, ma anche
      patrono dei cultori dell’ecologia, soprattutto uomo di
      dialogo e di fraternità.
     Davvero uno spazio ampio quello che viene ad aprirsi,
      ma anche complesso. Tanti i temi e i linguaggi presenti,
      dalla teologia alla filosofia, dall’ecologia e dalle scienze
      ambientali all’etica: molte dimensioni per esprimere lo
      sguardo appassionato di Francesco sulla complessa rete
      di relazioni (umane e ambientali) di cui è intessuta la
      terra. Ciò che vi si coglie è la ricchezza di un sistema
      vitale e interconnesso, ma anche la minaccia che
      incombe su di esso.
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     Vi sono due atteggiamenti fondamentali, esplicitamente
      evocati fin dalle prime battute dell’enciclica, in quella
      sezione introduttiva (1-16) da cui occorre partire per
      comprendere il testo.
     Francesco invita alla contemplazione, alla lode grata per
      la bellezza del mondo, ma presta anche orecchio alla
      sofferenza – al grido dei poveri e al gemito della
      creazione tutta:
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                                CAPITOLO 1
               QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA

    AMBIENTE NATURALE
    Riscaldamento globale
    Risorse idriche
    Biodiversità

    AMBIENTE SOCIALE
    Migrazioni
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                                  CAPITOLO 1
                 QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA

             INQUINAMENTO E CAMBIAMENTI CLIMATICI
     Il papa evidenzia forme di inquinamento che colpiscono
      quotidianamente le persone, si sottolineano soprattutto gli
      effetti ad ampio spettro che gli inquinanti atmosferici
      producono sulla salute, in particolare dei più poveri
      provocando milioni di morti premature (effetti dei fumi
      prodotti dal combustibile fossile, dai trasporti, dai fumi
      prodotti     dalle    discariche     che    contribuiscono
      all’acidificazione del suolo e dell’acqua, da fertilizzanti,
      da insetticidi, fungicidi, diserbanti e pesticidi tossici in
      generale) LS 20.
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                                    CAPITOLO 1
                   QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA
              INQUINAMENTO E CAMBIAMENTI CLIMATICI
     Papa Francesco evidenzia, inoltre, le conseguenze negative
      relative alla produzione di centinai di milioni di tonnellate di
      rifiuti all’anno, molti dei quali non biodegradabili (rifiuti
      domestici e commerciali, detriti di demolizioni, rifiuti clinici,
      elettronici o industriali, rifiuti altamente tossici e radioattivi).
     Per effetto di tutto questo la terra pare trasformarsi in un
      immenso deposito di immondizia.
     Questi problemi sono intimamente legati alla cultura dello
      scarto (su cui avrò modo di parlare più avanti), che colpisce
      tanto gli esseri umani esclusi quanto le cose che si trasformano
      velocemente in spazzatura. Il papa sottolinea come la maggior
      parte della carta che si produce venga gettata e non riciclata.
      (LS 21,22).
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                                    CAPITOLO 1
                   QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA
              INQUINAMENTO E CAMBIAMENTI CLIMATICI
      Da tutto questo deriva un accorato appello di papa Francesco
       all’attenzione massima al clima da parte delle autorità
       politiche mondiali perché i cambiamenti climatici sono un
       problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali,
       economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle
       principali sfide dell’umanità.
      L’enciclica evidenzia come molti tra i paesi più ricchi tendano
       a minimizzare la gravità del problema o a nasconderne i
       sintomi, cercando solo di ridurre alcuni impatti negativi dei
       cambiamenti climatici. Ma molti sintomi indicano che questi
       effetti potranno essere sempre peggiori se si continuerà ad
       utilizzare gli stessi modelli di produzione e di consumo.
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                                     CAPITOLO 1
                    QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA
               INQUINAMENTO E CAMBIAMENTI CLIMATICI

      Da questo punto di vista è impellente lo sviluppo di politiche
       che prevedano la riduzione, per i prossimi anni, dell’emissione
       di anidride carbonica e di altri gas altamente inquinanti,
       sostituendo, ad esempio, l’uso dei combustibili fossili con fonti
       di energia rinnovabili.
      Nel mondo continua ad esserci un accesso molto limitato alle
       energie pulite e rinnovabili. Tuttavia il papa sottolinea come in
       alcuni Paesi ci sono stati progressi significativi in quest’ottica.
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                         CAPITOLO 1
        QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA
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                                    CAPITOLO 1
                   QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA

                      LA QUESTIONE DELL’ACQUA
      Relativamente alla questione legata alle risorse idriche
       Francesco evidenzia come la domanda di acqua dolce, in
       molti luoghi del pianeta, sia superiore all’offerta e laddove
       disponibile peggiora costantemente la qualità, a causa
       dell’inquinamento. Nonostante questo in molti Paesi vi è la
       tendenza a privatizzare questa risorsa, trasformandola in merce
       soggetta alle leggi del mercato.
      In realtà l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto
       umano essenziale, fondamentale e universale, perché
       determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è
       condizione per l’esercizio degli altri diritti (LS 29, 30).
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                                    CAPITOLO 1
                   QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA

                      PERDITA DELLA BIODIVERSITA’
      In questa sezione l’enciclica si sofferma sulla tendenza umana
       a depredare le risorse della terra a causa di modi di intendere
       l’economia e l’attività commerciale e produttiva molto legati al
       risultato economico immediato.
      La perdita di foreste e boschi porta come conseguenza anche
       quella della perdita di specie che potrebbero costituire nel
       futuro risorse molto importanti, non solo per l’alimentazione, ma
       anche per la cura di malattie e molteplici servizi.
      Ogni anno scompaiono migliaia di specie vegetali e animali
       che non potremo più conoscere. Molte di queste si estinguono
       per ragioni che hanno a che fare con qualche attività umana.
       (LS 32,33).
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                    QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA

        DETERIORAMENTO DELLA QUALITA’ DELLA VITA UMANA E
                    DEGRADAZIONE SOCIALE
      Il papa segnala con forza che l’ambiente umano e l’ambiente
       naturale si degradano insieme, e non potremo affrontare
       adeguatamente il degrado ambientale, se non prestiamo
       attenzione alle cause che hanno attinenza con il degrado
       umano e sociale che colpiscono in modo speciale i più deboli
       del pianeta.
      Così invece di aiutare a risolvere i problemi dei poveri alcuni si
       limitano a proporre una riduzione della natalità, con politiche di
       «salute riproduttiva» imposta ad alcuni Paesi poveri in cambio
       dell’arrivo di aiuti economici e alimentari (LS 48, 49, 50).
      L’iniquità non colpisce dunque solo gli individui ma interi Paesi
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                                   CAPITOLO 1
                  QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA

      Il mondo gratuitamente donato si rivela, cioè, luogo di
       pratiche eticamente impegnative – vissute dai credenti
       come sintonia con l’agire vivificante del Creatore,
       diversamente interpretate da altri.
      Comunque, si tratterà di rinnovare profondamente i
       comportamenti personali e comunitari, ma anche di
       trasformare in modo lungimirante l’economia, la società e
       gli stessi orizzonti culturali; una vera conversione
       ecologica (termine centrale nel cap. 6), che dalle
       pratiche personali e sociali si estende fino alla cultura e
       alla vita spirituale.
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17    Mai abbiamo maltrattato e offeso la nostra casa comune come
       negli ultimi due secoli. Siamo invece chiamati a diventare gli
       strumenti di Dio Padre perché il nostro pianeta sia quello che egli
       ha sognato nel crearlo e risponda al suo progetto di pace, bellezza
       e pienezza (LS 53).
      Non sono elementi contraddittori: la bontà del mondo donato
       rende più acuta la percezione di ciò che stona – talora
       drammaticamente – rispetto a essa, impegnando a operare per
       contenere la negatività.
      Inadeguata sarebbe piuttosto la separazione: una contemplazione
       della bellezza distratta rispetto al degrado ambientale e all’iniquità
       o una focalizzazione sul negativo che dimenticasse la
       fondamentale bontà del mondo.
      Imparare ad abitare la tensione tra i due elementi invece significa
       scoprire il fondamentale spazio della cura, per gli umani – in primo
       luogo i più fragili, i poveri, gli esclusi – così come per tutte le
       creature e per la casa comune che abitiamo.
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                                   CAPITOLO 1
                  QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA

      Il mondo gratuitamente donato si rivela, allora, luogo di
       pratiche eticamente impegnative – vissute dai credenti
       come sintonia con l’agire vivificante del Creatore,
       diversamente interpretate da altri.
      Comunque, si tratterà di rinnovare profondamente i
       comportamenti personali e comunitari, ma anche di
       trasformare in modo lungimirante l’economia, la società e
       gli stessi orizzonti culturali; una vera conversione
       ecologica (termine centrale nel cap. 6), che dalle
       pratiche personali e sociali si estende fino alla cultura e
       alla vita spirituale.
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      Per papa Francesco, insomma, l’ecologia non è
       questione specifica e delimitata, ma piuttosto indicazione
       di una prospettiva, a partire dalla quale cogliere assieme
       l’umano e il mondo, in una complessa rete di relazioni da
       leggere con cura, nella luce della fede.

      Nell’orizzonte appena accennato, l’enciclica, dopo aver
       parlato del vangelo della creazione (cap. 2), disegna
       un’antropologia ecologicamente orientata (cap. 3) e
       un’ecologia umana integrale (cap. 4). Da qui il rimando a
       un rinnovamento delle pratiche, sul piano socio-politico e
       culturale (cap. 5), così come su quello educativo e
       spirituale (cap. 6).
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                                     CAPITOLO 2
                             Il VANGELO DELLA CREAZIONE

      L'apporto delle scienze non basta per la realizzazione di un
       approccio autenticamente integrale.
      Tenere conto della complessità della crisi ecologica e delle
       sue molteplici cause implica il riconoscimento che le soluzioni
       non possono venire da un unico modo di interpretazione e
       trasformazione della realtà. È necessario ricorrere anche alle
       diverse ricchezze culturali dei popoli, all’arte e alla poesia, alla
       vita interiore e alla spiritualità.
      Una autentica costruzione di un’ecologia che permetta di
       riparare tutto ciò che è stato distrutto implica che nessun ramo
       delle scienze e nessuna forma di saggezza sia trascurato,
       nemmeno quello religioso con il suo linguaggio specifico (LS
       63).
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                                  CAPITOLO 2
                          Il VANGELO DELLA CREAZIONE

                    TEOLOGIA DELLA CREAZIONE
     Il recupero di una dimensione troppo spesso rimossa:
      “il Dio che libera e salva è lo stesso che ha creato
       l’universo, e questi due modi di agire divini sono
       intimamente e indissolubilmente legati” (LS 73)
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                                   CAPITOLO 2
                           Il VANGELO DELLA CREAZIONE

      DALLA TENEREZZA DEL PADRE ALLA FRATERNITÀ UNIVERSALE
     “Tutto è in relazione, e tutti noi esseri umani siamo uniti come
     fratelli e sorelle in un meraviglioso pellegrinaggio, legati
     dall’amore che Dio ha per ciascuna delle sue creature e
     che ci unisce anche tra noi, con tenero affetto, al fratello
     sole, alla sorella luna, al fratello fiume e alla madre terra” (LS
     92).
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                                CAPITOLO 3
                   LA RADICE UMANA DELLA CRISI ECOLOGICA

                 LA CRITICA DEL TECNOCAPITALISMO

     «All’origine di molte difficoltà del mondo attuale vi è
     anzitutto la tendenza, non sempre cosciente, a impostare la
     metodologia e gli obiettivi della tecnoscienza secondo un
     paradigma di comprensione che condiziona la vita delle
     persone e il funzionamento della società» (LS107)
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                                 CAPITOLO 3
                    LA RADICE UMANA DELLA CRISI ECOLOGICA

      Una scienza che pretenda di offrire soluzioni alle grandi
       questioni, dovrebbe necessariamente tener conto di tutto
       ciò che la conoscenza ha prodotto nelle altre aree del
       sapere, comprese la filosofia e l’etica sociale. (LS 110).
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                                CAPITOLO 4
                           UN’ECOLOGIA INTEGRALE

      Non basta correlare        l’ecologia   umana   e   quella
       ambientale (LS 10, 124).
      Al parlamento europeo, il 25 novembre 2014, si ricorda
       che l’essere umano è parte dell’ambiente, e che perciò si
       deve praticare una ecologia umana insieme a quella
       ambientale.
      La dualità ecologia umana e ambientale implica una
       distinzione, che nega la stessa integralità, cardine
       dell’ecologia tout court.
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                                 CAPITOLO 4
                            UN’ECOLOGIA INTEGRALE

                    OLTRE L’INTERDISCIPLINARIETA’
      “È indispensabile anche un dialogo tra le stesse scienze,
       dato che ognuna è solita chiudersi nei limiti del proprio
       linguaggio, e che la specializzazione tende a diventare
       isolamento e assolutizzazione del proprio sapere. Questo
       impedisce di affrontare in modo adeguato i problemi
       dell’ambiente (LS 201).
      L' interdisciplinarietà e l'apertura alla complessità (LS 11,
       138) devono essere accompagnati dalla dimensione
       religiosa (LS 62).
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                           UNO SGUARDO D’INSIEME

      Tra gli elementi più forti del testo, l’invito a ripensare il ruolo
       dell’essere umano in un mondo che è creazione: “tutto
       l’universo materiale è un linguaggio dell’amore di Dio, del suo
       affetto smisurato per noi. Suolo, acqua, montagne, tutto è
       carezza di Dio” (84). Ecco perchè la giusta sottolineatura della
       singolarità umana nel cosmo non può tradursi in un
       “antropocentrismo        dispotico”    (68),    “deviato”      (69),
       disinteressato alle altre creature, né consente di assegnare agli
       umani “un dominio assoluto” su di esse (67).
      I viventi non sono semplici oggetti da utilizzare: una simile
       visione – sottolinea Francesco – rinforzerebbe solo l’arbitrio del
       più forte, favorendo “disuguaglianze, ingiustizie e violenze per
       la maggior parte dell’umanità” (82).
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      Si tratta piuttosto di pensare assieme il “valore peculiare”
       dell’essere umano, con la “tremenda responsabilità” che
       esso implica (90), e la “famiglia universale”, la
       “comunione sublime che ci spinge ad un rispetto sacro,
       amorevole ed umile” (89) e al riconoscimento di un valore
       intrinseco. Occorrono dunque atteggiamenti di rispetto
       per quelle relazioni di cui è intessuto l’intero creato, per i
       delicati equilibri su cui esso si regge (68).
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      Ogni creatura porta un contributo insostituibile alla
       comunità della creazione; l’attenzione per la singolarità di
       ognuna si intreccia con la chiara percezione dell’insieme
       di relazioni e di mutua partecipazione di cui è intessuto
       l’universo, secondo la stessa logica che informava di sé il
       Cantico di Francesco d’Assisi, ampiamente citato al n. 87.
       Insomma,
      “Tutto è in relazione, e tutti noi esseri umani siamo uniti
       come fratelli e sorelle in un meraviglioso pellegrinaggio,
       legati dall’amore che Dio ha per ciascuna delle sue
       creature e che ci unisce anche tra noi, con tenero affetto,
       al fratello sole, alla sorella luna, al fratello fiume e alla
       madre terra” (92).
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                     LAUDATO SI’ IN CONTINUITA’ CON GLI ALTRI
                   PRONUNCIAMENTI DEL MAGISTERO DELLA CHIESA

      La continuità con i precedenti insegnamenti del Magistero
       della Chiesa è evidente. L’uso del termine “ecologia
       umana” che si riferisce alla centralità della persona
       umana, nella questione ecologica, è iniziato con
       Giovanni Paolo II. Se è vero che gli esseri umani sono la
       causa dello squilibrio attuale le cui conseguenze
       ricadono sugli stessi uomini e sulla natura intera, sono al
       tempo stesso anche i protagonisti del cambiamento.
       Questo fa sì che la questione ecologica si sposti sul piano
       morale, come papa Benedetto XVI ha scritto in diverse
       occasioni.
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                   LAUDATO SI’ IN CONTINUITA’ CON GLI ALTRI
                 PRONUNCIAMENTI DEL MAGISTERO DELLA CHIESA

      Un altro tema sviluppato nella Dottrina Sociale della
       Chiesa e ripreso qui è quello dello “sviluppo integrale”. Si
       riferisce al fatto che la questione ecologica non può
       essere isolata da altre questioni correlate che riguardano
       l’etica sociale, l’economia, la povertà, la bioetica e la
       religione che tutte insieme contribuiscono al bene
       comune. Laudato Si’ cita le parole di Benedetto XVI: “Il
       libro della natura è uno e indivisibile” (LS n. 6).
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                  Questione ecologica e bioetica

      Papa Francesco enfatizza la correlazione tra queste
       dimensioni e la reciproca influenza. Il problema ecologico
       non può essere separato dal tema dell’educazione, della
       povertà e delle strutture socioeconomiche disfunzionali.
      Nello stesso modo, l’enciclica include riflessioni su temi
       che riguardano la bioetica. Il Papa, per esempio, denuncia
       la distruzione degli embrioni umani o l’abbandono dei
       disabili che, se andiamo alla radice, sono dovuti alla
       stessa “cultura usa e getta” che provoca l’abbandono e lo
       sfruttamento dell’ambiente (LS, 117, 120, 136).
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                    Questione ecologica e bioetica

      Il Papa rimprovera anche alle organizzazioni internazionali,
       certi atteggiamenti che promuovono il controllo della
       popolazione e la “salute riproduttiva” come una soluzione alla
       povertà. Il problema sta nell’ingiusta distribuzione della
       ricchezza e delle risorse, con il conseguente impatto
       ecologico, più che nella sovrappopolazione (LS n. 50).
      In termini di un appropriata relazione tra gli uomini e il loro
       contesto, molti commentatori si sono focalizzati sul problema
       dell’ingiusto sistema economico. Sorprendentemente, il Papa
       inserisce in questo discorso uno squilibrio che molti
       commentatori scelgono di ignorare, l’ideologia del gender che
       sfigura la relazione propria tra uomo e donna (LS n. 155).
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         Questione ecologica e dignità della persona umana

      Certamente il Papa ha messo la questione antropologica al
       centro dell’enciclica. È necessario riconoscere che noi siamo tutti
       fratelli e sorelle, con la stessa dignità.
      Nella tradizione giudeo-cristiana, gli uomini sono considerati
       speciali tra tutte le creature perché sono stati creati a immagine
       di Dio. Dovremmo quindi evitare la posizione di certi gruppi
       ambientalisti che si battono contro la crudeltà sugli animali ma
       paradossalmente sosterrebbero la distruzione di vite umane,
       soprattutto nei primi stadi di vita (LS n. 90). Rispetto alla dignità
       umana questo significa anche contrastare la moderna mentalità
       che riduce tutto al livello di cose che sono a disposizione di
       chiunque, compresi gli esseri umani.
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      Questione ecologica e dignità della persona umana

      È stato anche un tema ricorrente di questo pontificato e
       come già detto presente anche nell’enciclica, criticare la
       cosiddetta “cultura dell’usa e getta” che tratta tutto ciò che
       ci circonda come cose da usare, consumare , distruggere
       (LS n. 123). L’utilitarismo e il relativismo sono le più comuni
       teorie della bioetica oggi, mentre i dibattiti generalmente
       ruotano intorno al diritto di impiegare nuove tecnologie
       all’inizio della vita, alla fine della vita e nella riproduzione
       umana. Dal punto di vista dell’utilitarismo, tali azioni sono
       etiche se portano risultati e un’utilità. Il relativismo nega la
       possibilità di arrivare a una verità universale su questi
       dilemmi.
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                            La questione della tecnologia
      Una delle sezioni più interessanti dell’enciclica riguarda la questione della
       tecnologia. Papa Francesco è deciso nell’affermare che il progresso
       moderno ci ha portato molte comodità, ha curato molti disagi e ha
       prolungato la nostra vita. Comunque, mentre la tecnologia ha senza
       dubbio migliorato la qualità della vita, noi stiamo proprio iniziando a
       riconoscere i molti problemi ecologici che ha comportato. In questa
       sezione, il pontefice cita per esteso il pensiero del filosofo e teologo
       Romano Guardini. C’è una certa ambivalenza nella tecnologia, per il suo
       potere distruttivo. In ogni potere c’è una grande responsabilità che viene
       spesso dimenticata nella realtà globalizzata di oggi. Nel mondo delle
       scienze, della medicina e della politica, sembra regnare una “mentalità
       tecnocratica”. Così, abbiamo perso il senso del contesto più ampio e
       tendiamo a cercare risultati immediati o gratificazioni istantanee, spesso
       con risultati disastrosi (LS 102-114)
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           Come evitare l’uso irresponsabile della tecnologia?

      È un problema difficile che è stato posto, per esempio, anche dal
       filosofo Heidegger nella sua famosa ultima intervista intitolata: “Solo
       un Dio può salvarci”. Lui aveva predetto, oltre mezzo secolo fa, che la
       tecnologia è una sorta di prigione omnicomprensiva cui la modernità
       non può sfuggire. Essendo agnostico, la sua riposta sarcastica “solo
       un Dio può salvarci” non si riferisce al “Dio” della rivelazione. Spiega
       infatti, più avanti che consiste nel “pensare, poetare o contemplare”
       piuttosto che fare nuove ricerche tecnologiche. La sua risposta non è
       poi così facile da capire, ma forse qui Heidegger ha avuto
       un’intuizione che possiamo rintracciare anche nella Laudato Si’
       quando il Papa ci invita ad elevarci verso la nostra più alta chiamata
       alla trascendenza e alla spiritualità.
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              Ruolo della religione nella questione ambientale
     Il Papa, fedele al suo omonimo e al titolo di questa enciclica, si rifà a San
     Francesco d’Assisi per proporre una soluzione a questa spinosa questione.
     Lui crede che la novità e la creatività dello spirito umano possano vincere
     la tentazione del materialismo e delle soluzioni tecnico scientifiche (LS
     81). L’esegesi del Libro della Genesi e le riflessioni teologiche hanno
     enfatizzato la relazione armoniosa tra l’umanità, la natura e il Creatore.
     Dio ci ha dato il dono della natura, qualcosa di cui prenderci cura e da
     coltivare. Dovremmo instaurare con il nostro ambiente una relazione non
     di potere e dominio ma di armonia e di amministrazione. Laudato Si’ è un
     appello a lodare il Creatore per la bellezza della sua creazione. Il
     pontefice ci chiede di recuperare il senso di meraviglia e di stupore per il
     nostro ambiente naturale. In questa contemplazione, possiamo ritrovare il
     nostro vero posto nella natura e riscoprire la relazione tra noi stessi e con
     gli altri e infine con tutta la creazione.
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                Ruolo della religione nella questione ambientale
      E’ appena il caso di ricordare come in tutte le grandi religioni siano presenti
       “Cosmogonie” e “Sociogonie” che tendono a mettere in relazione da una parte
       l’azione di Dio creatore attraverso un atto d’amore e/o un sacrificio e dall’altra la
       stretta correlazione tra il creato e le creature.
      La religione ebraico-cristiana evidenzia entrambi questi aspetti: il Libro del
       Genesi da un lato descrive l’azione di Dio che crea l’universo, la terra, le acque,
       i fiumi, le montagne e dall’altra pone all’apice di tutta la creazione l’uomo,
       scelto per governare ciò che Dio ha chiamato all’esistenza. L’uomo è creato da
       Dio a sua immagine e somiglianza, ma è creato dalla terra sulla quale Dio alita il
       suo “ Ruach ha Qodesh ”, lo Spirito Santo che dà la vita. Tanto è vero che la
       parola Adamo deriva dal termine ebraico Ādām (uomo) che ha la stessa radice
       della parola Ādāmà (terra): la parola uomo significa dunque TERRA o colui che
       viene dalla terra. Si sottolinea dunque con forza l’origine comune del mondo e
       dell’uomo, non solo nell’essenza ma anche nella sostanza, e la responsabilità
       che l’uomo ha nella gestione/protezione del creato stesso.
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 Le religioni orientali ed in particolare l’Induismo, nel RIGVEDA (Veda degli Inni – 2500 a.C.),
  sottolinea l’origine divina del cosmo e del sistema sociale, nel noto inno a Purusha (R.V.
  10.90), dove si parla dell’uccisione sacrificale e dello smembramento del primo essere,
  Purusha, che rappresenta il principio di tutti gli esseri viventi, matrice dell’universo e
  dell’umanità nelle sue stratificazioni sociali: le caste indiane. Alle origini del mondo il
  Purusha fu ucciso e smembrato, e dalle parti del corpo nacquero le caste: dalla bocca la
  casta dei Brahmani, dalle braccia i guerrieri Ksatryia, dalle gambe la casta media dei
  Vaisya, dai piedi i contadini e servi Sudra. Ma dal corpo di Purusha nacque anche
  l’universo: la luna dalla mente, il sole dagli occhi, il fuoco e la potenza dalla bocca, il
  vento dal respiro, l’atmosfera dall’ombelico, il cielo dal capo, dai piedi la terra, dalle
  orecchie i punti cardinali.
 Così il sacrificio primordiale è l’atto creativo per antonomasia. Il corpo dell’Uomo cosmico
  è un microcosmo, modello e matrice del macrocosmo. E la cosmogonia coincide con la
  sociogonia. Interessante è che il sacrificio primordiale figura come il modello d’ogni
  sacrificio rituale, e questo assume il valore d’interazione simbolica della creazione del
  mondo.
 Da questo deriva la sensibilità ed il rispetto estremo dell’Induismo e del Buddhismo nei
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                         LA CONVERSIONE ECOLOGICA

     Nell’ultima parte dell’Enciclica, papa Francesco invita i cristiani, e tutte le
     persone di buona volontà, a una conversione ecologica. Se è vero che
     siamo in parte responsabili per le tante ferite inferte alla natura, è anche
     vero che possiamo essere la soluzione a questi problemi, una volta che ci
     sarà una conversione del cuore. Questo cambiamento significa
     riconoscere che l’ecologia è prima di tutto una questione etica e
     l’umanità non può essere dominata dall’utilitarismo, dal consumismo e
     dalle soluzione tecnologiche. Sebbene il danno all’ambiente derivi dalle
     nostre azioni, solo attraverso una crescita virtuosa e accrescendo la forza
     morale, potremo riparare il danno. Le virtù specifiche che il Papa indica
     sono quelle della sobrietà nel nostro uso della tecnologia e delle risorse
     contro una cultura dell’usa e getta e quella dell’umiltà nel riconoscere il
     nostro posto nell’universo per evitare arroganza e insensibilità verso le
     necessità degli altri e dell’ambiente.
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