Una grande Famiglia!! - Comunità Parrocchiale del Sacro ...

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Una grande Famiglia!! - Comunità Parrocchiale del Sacro ...
NUMERO 2.
                      Una grande Famiglia!!
       Un saluto a tutti!

       Questo secondo numero di           In questi mesi abbiamo avuto
       Pedaliamo insieme vede             tra noi due missionari
       allargare le braccia anche alle    comboniani, entrambi originari
       comunità parrocchiali della        di Piano di Conca, suor Laura
       collina. Infatti, dal mese di      Gemignani e Padre Aldo
       Giugno, Don Alberto è stato        Domenici, i quali in varie
       nominato amministratore            occasioni ci ricordano come
       parrocchiale di Corsanico.         questa visione di comunità
       Fortunatamente gode della          parrocchiale in Africa sia già
       collaborazione e del prezioso      superata da tantissimi anni.
       aiuto di Don Roberto Checchi,      Questo numero “invernale” per
       già parroco di Bargecchia e        così dire vuole parlare di vari
       Mommio Castello, con il quale      eventi che si svolgeranno nei
       già da tempo collaborava.          nostri paesi, di quelli che si sono
       Questa unione delle nostre         svolti in passato e le esperienze
       parrocchie che si è appena         vissute in questa calda estate.
       formata deve essere vista come
       un’opportunità di crescita sia
       spirituale che sociale, in modo
       che venga definitivamente          Buona lettura!
       abbandonata l’idea che la
       comunità parrocchiale coincida
       con il singolo paese ma essa va
       oltre, come più volte ricorda il
       nostro Arcivescovo, la comunità
       supera i limiti territoriali dei
       paesi e comprende zone più
       ampie.
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Piccole riflessioni della Caritas Cinque Spighe
             Una questione di stile e uno stile di vita

Scriveva in un appunto Enzo Bianchi, monaco fondatore della comunità di
EMMAUS:
             Che cos’è lo stile Cristiano?
Anche se il concetto sovverte un po' il metodo tradizionale, che pone l’amore al
centro, qui è quello stile che viene valorizzato.
Cosa è lo stile:
è la Caritas stessa valorizzata dalle nostre qualità umane, che impone uno stile di
vita ben preciso, che riesce con personalità ad operare, sollevando interrogativi a
chi è accanto od opera insieme a noi.
Come responsabile della CARITAS Cinque Spighe, ho sempre contestato il termine
volontario per chi opera nelle strutture della chiesa, abituato a vedere la vita
personale di ognuno di noi in sintonia col bene comune.
L’operare per un Cristiano non ha limiti, spazi o campanili, è dentro di noi, sempre
pronto e dinamico giorno e notte disposto a servire.
Essere volontari vuol dire donare il bene più prezioso, cioè il nostro tempo e le
nostre qualità.
Essere Cristiani invece, vuol dire donare tutta la nostra vita nella migliore maniera,
con uno stile inconfondibile.

Lo stile è l’essenza stessa della carità, è il porgere, è il fare con amore, è
l’accettazione senza commenti.
Personalmente e a nome di tutte le Cinque Spighe, invito a riscoprire quella
CARITAS delle qualità a nostra disposizione, che può, se vogliamo, cambiare il
mondo “nel nostro spazio”, donando dignità e fiducia a tutti.

                         Con affetto – Centro CARITAS Cinque Spighe

P.S.
Cristiani con Stile.
Lo stile con cui il Cristiano sta nel mondo e nella storia è dunque determinante: da
esso dipende la fede stessa, che non può mai essere contraddetta dai mezzi e dai
modi con cui è narrata, trasmessa e testimoniata. Ecco perché, a mio avviso, tra le
più grandi contraddizioni a una testimonianza Cristiana efficace oggi va segnalata
proprio la conoscenza di stile.

                                                  Enzo Bianchi - da Jesus 2013
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A PROPOSITO DI …

                    La missione di Suor Laura Gemignani

In questo numero affrontiamo un tema molto importante che è quello dell’attività dei
nostri missionari comboniani. Quest’estate abbiamo avuto tra noi Suor Laura
Gemignani di Piano di Conca e Padre Aldo Domenici, sempre di Piano di Conca, i
quali hanno trascorso un po' di tempo in mezzo a noi parlandoci delle loro
esperienze missionarie in Africa.
Suor Laura opera nell’ospedale Comboniano di Nzara, nel Sud Sudan, ed ha rivolto
un appello per salvare l’ospedale dalla carenza di medicinali, dovuta all’interruzione
delle comunicazioni tra l’ospedale e la capitale del Sudan causate dai ribelli
dell’LRA.

IL PROGETTO: La direttrice del progetto è Suor Sara Antonini, missionaria
comboniana e direttrice sanitaria dell’ospedale di Nzara, un villaggio di contadini
che nel 2012 ha visto la ripresa dell’attività agricola dopo gli anni di guerriglia ad
opera dei ribelli dell’LRA, anni in cui la regione si è drasticamente impoverita e non
è stato neanche possibile l’accesso a strutture sanitarie ed educative.
L’ospedale è una struttura della diocesi di Tombora-Yambio, data in gestione alle
suore missionarie comboniane. Nella struttura operano circa 100 dipendenti, tutti
sudanesi, che coprono tutte le mansioni necessarie al funzionamento dei servizi.
La gestione è guidata da un team (Management team) il quale lavora a stretto
contatto con gli uffici diocesani, seguendo politiche sanitarie comuni.

LE ATTIVITÀ : Tra le attività che vengono svolte all’interno dell’ospedale ci sono
attività ambulatoriali diurne, con un afflusso di circa 90 pazienti al giorno.
Le principali malattie curate sono la malaria, varie infezioni respiratorie, intestinali e
cutanee, nonché le altre comuni malattie.
Vengono svolte anche attività di pediatria e medicina, se ci fossero casi che
comportano il ricovero la struttura dispone di 50 posti letto in pediatria e 40 in
medicina.
Nel reparto di pediatria è presente una piccola sala parto che serve da ambulatorio
ostetrico-ginecologico.
Un’importante attività è quella della prevenzione e cura della Tubercolosi, per il
grande impatto che essa ha sulla salute pubblica. La degenza nel reparto ha una
durata media di circa due mesi, mentre nei successivi 4 mesi la terapia viene fatta
a casa.
Nella struttura ci sono anche ambulatori per i malati di AIDS, con un afflusso
giornaliero che si aggira sulle 70 visite. Ai malati viene fornito anche un sostegno
psicologico, sociale e spirituale.
Altra attività fondamentale riguarda la prevenzione e cura della Lebbra, patologia
facilmente curabile se presa per tempo, l’obiettivo è la copertura di un’area molto
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vasta che comprende tre contee, visitando con cadenza mensile i 17 dispensari di
riferimento.
Per ultima ma non meno importante si segnala l’attività di formazione del
personale, attraverso insegnamenti sul campo e lezioni teoriche ai giovani che, se
si dimostrano meritevoli e capaci, potranno essere mandati in futuro a continuare
gli studi.

Per chi volesse sono presenti due indirizzi (banca e posta) dove poter effettuare
donazioni all’ospedale di Nzara dove opera suor Laura:

CAUSALE: OFFERING FOR NZARA HOSPITAL MISSION

c.c postale n. 31086002 intestato a: Istituto Pie Madri della Nigrizia – procura
Missioni, C.P. 12341 Roma Belsito – 00135 Roma

Bonifico Bancario: Credito Valtellinese, via S. Pio X, 6/10 – 00193 Roma
c.c intestato a: Istituto delle Suore Missionarie Pie Madri della Nigrizia, viale Tito
Livio 24 – 00136 Roma
Codice IBAN: IT 93 A 05216 03229 000000069290
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DOVE, COSA, QUANDO ?
                  Rubrica per il tempo libero

8 Settembre: Festa della natività   Mese di Dicembre: Il comune di
di Maria a Stiava: nei giorni che   Massarosa,    come    ogni    anno,
vanno dal 4 all’8 di settembre ci   organizza   l’evento   “Magie    di
saranno     dei      momenti    in  Natale”, mercatini di Natale che si
preparazione della festa.           svolgono nelle varie frazioni del
                                    comune a partire dagli inizi del
24    Settembre:      la   comunità mese di Dicembre.
propone una gita all’Impruneta per
la festa dell’uva, per informazioni
rivolgersi a Mara.

29 Settembre: Corsanico: festa
di San Michele Arcangelo.

7-22    Ottobre:   Sagra     delle
Mondine e del Quartuccio fritto a
Bargecchia.
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Arriva l’autunno!
Verso la fine dell’estate in campagna viene fatta la vendemmia, la quale una
volta rappresentava un momento di festa grande, con canti, balli e ricchi
banchetti. Nei mesi che vanno da Ottobre a Dicembre più o meno si ha la raccolta
delle olive per la produzione dell’olio. Entrambi questi due momenti sono stati
messi in rima da Italo Casini, poeta per passione, originario di Mommio Castello e
abitante di Piano di Mommio.

La Vendemmia

Stamani, appena sul levar del sole,
eri sempre attaccata a una brendana;
lungo i filari, nera, bianca, sana,
tra il verde delle foglie eri un colore.

Ma dopo, e lungo tutta la giornata,
c’è stato un gran viavai, un chiacchericcio:
donne, ragazzi, canestri e sforbiciata!
E subito, sei stata in un pasticcio.

Già mezza pesta e tutta maolata,
buttata ti hanno dentro un grosso tino;
qui per darti l’ultima mazzata
a piedi nudi t’han tutta pigiata.                La pianta dell’olivo

Povera pigna d’uva che in un giorno        Mentre lo sto potando, all’improvviso
ti sei trovata tra ‘sì tante pene,         incomincio a pensare a questa pianta.
t’hanno fatto partir senza ritorno.        Piena di nodi, annosa, come stanca,
                                           ma conosciuta fin dall’infinito.
Dopo averti pestata e maolata,
perché tu non avessi più respiro,          Tu che a Noè portasti la novella:
in un bagno di mosto sei affogata.         Nel mondo era finita l’alluvione.
                                           S’arenò l’arca sopra quel costone,
                                           lui scese a salutar la terra bella.

                                           Alle porte di Sion, con palme e voce
                                           fecero grande festa al Redentore.
                                           Tutti gridavan, Nostro Salvatore,
                                           sei giorni dopo...lo inchiodammo in croce.

                                           Simbolo della pace in tutto il mondo.
                                           Non ti arrabbiar se tolgo qualche ramo!
                                           Sei vecchio! Di rinnovo hai gran bisogno.
                                           Ricorda: la pace?! Non si porta coi randelli,
                                           neppure con un ramo rinsecchito,
                                           ma solo coi germogli e sempre coi più belli
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Alcuni spunti di riflessione…

                             Perchè andare a messa???

Andare a messa non è un obbligo, ma una necessità per un cristiano. Cristo ci
invita per incontrarlo, perché ci vuole trasmettere il suo Amore, la sua forza. Nei
primi secoli i cristiani sono morti pur di non rinunciare alla messa domenicale.
Oggi per molti la partecipazione alla messa è diventata un’abitudine, un rito
vuoto e noioso a cui si può anche rinunciare.
Ci siamo dimenticati che la Messa è la nostra fonte di Speranza, di Amore, di
Pazienza; è lì che incontriamo e riceviamo il Signore che si è incarnato per noi, è
morto ed è risorto; è lì dove incontriamo insieme ai nostri fratelli Cristo Risorto,
il quale ci indica la strada per la vera felicità e si fa piccolo nell’Eucarestia per
donarsi a noi e farci grandi nell’amore.
Il Signore, che è fonte dell’Amore e della Speranza, ci invita a dissetarci di Lui,
ad incontrarlo insieme ai nostri fratelli e sorelle, a vivere il suo dono d’amore e a
ricevere e festeggiare la Sua e la nostra Resurrezione.
In questo nostro mondo assetato di amore e di speranza, dissetiamoci di Lui per
poter essere noi stessi portatori di Amore e di Speranza.
La festa dell’8 Settembre a Stiava
Si celebra da più di un secolo questa festa in onore di Maria SS. Ma Bambina;
Certo, nel tempo la devozione ha visto alti e bassi – altissima, ad esempio, nel
periodo delle 2 guerre mondiali - però, tuttora viva.
Questo culto pare sia sorto dapprima in Oriente, poi, verso la fine dell’VIII secolo
passa anche nell’Occidente cristiano.
Ma facendo una rapida ricerca si nota che i luoghi di culto dedicati alla Vergine
Nascente non sono molti nella nostra penisola: può essere sufficiente indicare che
probabilmente in Lombardia si diffuse presto, come dice il fatto che il Duomo di
Milano è dedicato a Maria Bambina. Si può pensare che immigrati Lombardi,
capitati in Toscana, e qui in Lucchesia, lo abbiano diffuso.
Nella nostra provincia e diocesi pare che solo a Stiava sia presente il culto della
Madonna ricordato come “Aurora crescente che preannunzia il sole”.
Il Simulacro che si venera nella nostra chiesa non è quello originario: l’attuale, in
legno ricoperto da foglia d’oro, fu fabbricato da ottimi artigiani di Ortisei (BZ),
come le altre statue della nostra parrocchiale.
Quando il simulacro arrivò in paese fu alloggiato momentaneamente nella sala del
palazzo toscano, poi, con una processione numerosa e devota (scrive il parroco di
allora:”una grande folla”), il 3 settembre 1933 fu sistemato in chiesa, nell’altare
mediano a sinistra di chi entra.
Fu il vicario Vescovile Mons. Tofanelli di Lucca a benedirlo, e i paesani intonarono
l’Ave Maria e il Te Deum di ringraziamento.
Per una settimana la celebrazione andò avanti con le S. messe, 3 al mattino,
frequentate molto devotamente, e la distribuzione di tante comunioni.
Accorsero – in quegli anni lontani succedeva così – molti forestieri dai paesi vicini,
giù dalle colline di Corsanico e Bargecchia, su da Viareggio e alcuni da Torre del
lago.
Da citare il fatto che l’8 Settembre 1944 fu celebrata una sola messa, durante la
quale salirono alla Vergine Bambina centinaia di preghiere accorte di madri,
nonne e spose; ma non ci fu neppure un’ombra di festa.
La festa fu veramente solenne, con processione “imponente” e buona
partecipazione ai sacramenti il giorno 8 Settembre 1945.
La messa solenne fu il ringraziamento corale del paese per gli scampati pericoli
del Secondo conflitto mondiale.
È Natale…

Speriamo nevichi a Natale.
Tutti attendiamo un bianco giorno
Come da bambini
Con la speranza di ricevere
I regali desiderati.
È questo che tutti attendiamo.
Ma è Altro che resta nascosto
Che viene offuscato
Dalle mille luci che brillano.
E in una notte lontana
Brillò una stella
E brillarono le lacrime di dolore
Della Vergine Maria
E coloro che attendevano
Trovarono un Bimbo
Adagiato nella povertà
E nel tepore di una reggia
Che odorava di paglia                      Non ho voglia di tuffarmi
Baciato dal fiato                         in un gomitolo di strade
Di un bue e di un asino.                  Ho tanta stanchezza
E Natale viene ancora                            sulle spalle
Che sia carico di                         Lasciatemi cosi
Speranza, gioia e amore                   come una cosa posata
Che la neve scenda                               in un angolo
E ricopra ogni cosa                              e dimenticata
Rendendo il mondo immacolato              Qui non si sente altro
Almeno per quel giorno.                   che il caldo buono
Buon Natale.                              Sto con le quattro
                                         capriole di fumo
                                        del focolare

                                      Giuseppe Ungaretti
Natale… a tavola

Ragù di Natale...un sapore spaziale
Il ragù di natale è un sugo a base di carne che si compone di numerosi ingredienti e che richiede
una cottura molto lunga, circa tre ore.

Ingredienti
un trito di 2 cipolle, sedano, carota e aglio
1,2 Kg di macinato
2 salsicce
una cresta di gallo, una cresta di gallina, zampa di gallina
300 gr di fegatini
800 gr di pelati
7/8 pezzi di rosticciana
un bicchiere di vino rosso
un cucchiaio di concentrato di pomodoro
noce moscata e bacche di ginepro
alloro, salvia e rosmarino
sale e pepe quanto basta
olio extravergine

Procedimento

La prima cosa che dovrete fare per iniziare a preparare la ricetta del ragù di natale è un battuto di
sedano, carota, cipolla e aglio che farete soffriggere in una casseruola con dell’olio caldo.
Aggiungete le salsicce sminuzzate il più possibile e lasciatele cuocere in modo che rilascino il
grasso e aiutino il soffritto a cuocersi bene.
Unite la carne macinata e cuocete fino a che la carne avrà cambiato colore e sarà quindi cotta.
Fate un mazzettino con della salvia e del rosmarino che terrete unito con dello spago e unitelo alla
carne in cottura. Aggiungete anche i fegatini che una volta cotti verranno tolti per essere macinati.
A questo punto è il turno della rostinciana, la cresta di gallo e di pollo che servono principalmente
per dare sapore al ragù; continuate a far soffriggere tutta la carne poiché deve essere cotta
uniformemente. Insaporite con qualche bacca di ginepro e della noce moscata grattata.
Mescolate bene e spesso perché il rischio è quello che la carne si attacchi. Versate del vino rosso,
fatelo sfumare e aggiustate di sale e pepe.
Quando i fegatini saranno cotti, toglieteli e tritateli, poi riaggiungeteli al sugo in cottura.
Versate all’interno della casseruola i pomodori pelati e un cucchiaio di concentrato sciolto in un
bicchiere di acqua.
Fate riprendere il bollore mentre mescolate il sugo e arrivati alla giusta temperatura non rimane che
lasciarlo cuocere per circa due ore e mezzo.
Controllatelo spesso e giratelo fino a che non sarà cotto per evitare che la carne si attacchi al fondo
della casseruola.

                            Compleanni & Anniversari

9 Settembre 2017
Matrimonio di Sauro Farnocchia e Veronica Lazzarini
e battesimo di Giacomo Farnocchia

1 Ottobre 2017
Matrimonio di Stefano D’Alessandro e Benedetta Cima

                   20 Settembre 2017
           Auguri Donatello per i tuoi 63 anni!!!

                                         29 Ottobre 2017
                                Auguri Gabriele per i tuoi 63 anni!!!!

                                                                    1 Novembre 2017
                                                            Auguri Francesco per i tuoi 24 anni

                                             31 Ottobre 2017
                                      Auguri Rebecca per i tuoi 8 anni

                                                                   6 Ottobre 2017
                                                     Auguri Francesco ad un anno dalla Laurea
L’ANGOLO DELLA REDAZIONE

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Casella Francesco
                                           Per chiedere informazioni sul giornalino
Tinagli Luca
                                           contattare Francesco al 333 7494337
Giannecchini Federica

Albiani Vidhia
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