Ue: Coldiretti, tagli soft pesca - Agricolae

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Ue: Coldiretti, tagli soft
salvano   50%   pil  pesca
italiana
Il taglio alla riduzione delle giornate di pesca rispetto alla
proposta iniziale è importante per salvare 2000 pescherecci
italiani a strascico che producono circa il 50% del valore
dell’ittico Made in Italy e va nella direzione delle richieste
effettuate dalla Coldiretti con il supporto del Governo
italiano anche se è chiaro che la diminuzione dell’attività
avrà un impatto sulle marinerie. E’ quanto afferma Coldiretti
Impresapesca nel commentare l’accordo raggiunto alla riunione
del Consiglio dei ministri europei all’Agricoltura e pesca che
fissa i limiti di cattura per oltre 200 stock ittici
commerciali con l’obiettivo di tutelare le risorse ittiche nel
Mediterraneo e negli altri mari dell’Unione Europea.

A preoccupare era il rischio che – sottolinea Coldiretti
Impresapesca – tagli drastici alle uscite in mare in areali
strategici come l’Adriatico, il Tirreno ed il Canale di
Sicilia, riducessero di fatto le giornate di pesca al disotto
del “punto di pareggio economico”.

Grazie al pressing della Coldiretti, che nei giorni scorsi
aveva sollevato il problema in una lettera al sottosegretario
alla pesca Francesco Battistoni, e il lavoro delle autorità
italiane, la diminuzione dell’attività decisa dal Consiglio è
stata nettamente inferiore rispetto alle proposte avanzate nei
giorni scorsi. Una buona notizia per difendere un settore che
nel suo complesso conta 28mila posti di lavoro, che si
moltiplicano peraltro considerando l’indotto dei servizi
portuali, della officine navali, del commercio, della
ristorazione e del turismo.

Il prossimo passo deve essere quello di superare l’attuale
sistema di attività di impresa rigido ed obsoleto – spiega
Coldiretti Impresapesca -, imposto dai Piani Pluriennali e
spesso legato a condizioni quasi impiegatizie della struttura
di lavoro, andando verso una possibile gestione flessibile,
efficiente nonché in piena sicurezza del lavoro delle giornate
di pesca da parte dell’impresa.

Il tutto tenendo conto – conclude la Coldiretti – della
“sostenibilità economica” delle imprese e dei lavoratori,
della “sostenibilità sociale” e della tutela dei territori
dove le economie che si intrecciano con quelle della pesca
impattano sullo sviluppo di vaste aree costiere.

Alleanza    Pesca/Consiglio
ministri   Ue:  evitato  il
peggio    per   le   nostre
marinerie
Dopo una maratona durata le intere giornate di domenica e
lunedì, comprese le notti, si è finalmente concluso il
consiglio dei ministri Ue. Sul tavolo dei 27 governi la
proposta della Commissione europea sulle possibilità di
pesca per il 2022. In attesa di conoscere nel dettaglio le
misure adottate, possiamo sin d’ora manifestare
apprezzamento per l’intenso lavoro negoziale portato avanti
dal Sottosegratario Battistoni e dall’intera squadra
ministeriale che ha consentito di limitare i danni per le
nostre imprese e cooperative.
In breve possiamo dire che le restrizioni saranno inferiori
rispetto a quelle già note e che si traducono nei cd “fermi
aggiuntivi”.
Ricordiamo che, secondo la proposta iniziale della
Commissione Ue, il prossimo anno avremmo potuto dover fare
i conti con stringenti misure di gestione sullo strascico,
comprese l’apertura delle maglie e la creazione di nuove
aree chiuse alla pesca, sui gamberi (con una riduzione di
oltre il 20% del livello massimo di produzione sbarcabile)
e su altri sistemi di pesca, quali i palangari.
Fermo restando l’obiettivo della piena sostenibilità da
raggiungere al massimo entro il 2025, grazie al lavoro del
governo italiano le nostre imbarcazioni (che praticano la
pesca a strascico) per il 2022 saranno chiamate a restare
in porto solo fino a un massimo di 4 giorni in più rispetto
al 2021.
Un risultato tutt’altro che scontato fino a qualche
settimana fa.
Resta tuttavia necessario concorrere tutti quanti assieme a
definire nuovi modelli di gestione rispetto a quelli oggi
descritti nei regolamenti europei, se vogliamo uscire dal
tunnel della mera riduzione dei giorni di lavoro a mare.
La sostenibilità della pesca passa, secondo noi, anche
attraverso altri paradigmi.
Per completare l’ottimo lavoro sin qui svolto, chiediamo al
Governo di attivare quel tavolo di crisi che proponemmo in
occasione degli Stati generali di Catania per definire un
ventaglio di ipotesi attraverso le quali traghettare la
nostra pesca nel domani.
Associazioni   datoriali  e
sindacali    della    pesca
esprimono soddisfazione per
la risoluzione approvata in
Comagri Camera
Il mondo datoriale (Alleanza delle cooperative Italiane Pesca,
Coldiretti, Federpesca e Uecoop) e le Organizzazioni sindacali
(FAI Cisl, Flai CGIL e UILA Pesca) esprimono grande
soddisfazione per la risoluzione, votata ieri all’unanimità in
Commissione agricoltura della Camera dei Deputati, che impegna
il Governo a tutelare gli interessi della pesca nazionale
nelle sedi più opportune “Apprezziamo lo sforzo congiunto di
tutti i parlamentari della Commissione, che sono approdati ad
un’unica risoluzione mettendo in evidenza lo stato di grande
sofferenza del settore e fornendo una lucida fotografia dei
problemi che attanagliano il comparto ittico” commentano “A
ridosso del Consiglio dei Ministri UE, che affronterà il
delicato tema delle possibilità di pesca in Mediterraneo il
prossimo 12 dicembre, era quanto mai necessario un sostegno da
parte del Parlamento. Quello delle possibilità di pesca è un
tema tutto in capo ai Ministri UE che dovranno farsi carico di
coniugare i temi della sostenibilità ambientale con quelli
della tenuta sociale ed economica della filiera ittica. “
continuano le Associazioni ed i Sindacati “ Solo nel 2020 la
pesca italiana ha ridotto le catture del 10%, negli ultimi tre
anni lo sforzo è stato ridotto del 20%, sono state introdotte
misure gestionali più stringenti e sono stati interdette
all’attività di pesca vaste aree di spazio marino. Chiedere
ulteriori sforzi ai pescatori non sarebbe corretto, non
valorizzerebbe gli sforzi fino ad ora attuati e non
garantirebbe dignità al lavoro, tanto meno in assenza di un
sistema di ammortizzatori sociali che supplisca alle giornate
di inattività. Non dimentichiamoci che siamo ancora in una
situazione di emergenza sanitaria dove tutti i processi
produttivi e commerciali risultano più complicati” continuano
“Sarebbe quanto meno auspicabile un “congelamento” per il 2022
delle possibilità di pesca, anche per dare tempo alla ricerca
di valutare gli effetti delle riduzioni fino ad ora attuate.
Più volte abbiamo chiesto di rafforzare le alleanze in sede
comunitaria con gli altri Stati membri mediterranei per
costruire un percorso di valorizzazione della pesca del Bacino
e non di mortificazione. Domenica al Consiglio dei Ministri ci
auguriamo di poter raccogliere i frutti dell’impegno del
nostro Governo” concludono le Associazioni ed i Sindacati.

Pesca:    Viviani    (Lega),
approvata risoluzione contro
riduzione giornate
“Stop alla riduzione dello sforzo di pesca voluta dall’Ue.
Grazie all’impegno della Lega e di tutta la Commissione
Agricoltura della Camera, è stata approvata a tempo di record
la risoluzione che impegna il Governo a portare presto la
questione a Bruxelles. L’Italia deve riappropriarsi del
proprio ruolo-chiave nella gestione della pesca nel
Mediterraneo. A pochi giorni dall’apertura di Agrifish, in cui
l’esecutivo stesso sarà presente, esprimiamo soddisfazione per
questo primo risultato. Continueremo a vigilare. Ridurre
ulteriormente le giornate di pesca, già sotto la soglia minima
di sostenibilità economica, significherebbe dare il colpo di
grazia a un intero settore della nostra economia, che invece
va sostenuto e tutelato. In questo senso, la Lega ha
presentato anche una serie di emendamenti in Manovra”.

Così il deputato Lorenzo Viviani, capogruppo Lega in
Commissione Agricoltura e responsabile del dipartimento Pesca
del partito.

Pesca:   Coldiretti, addio
pesce italiano con uscite
ridotte a 1/3
La drastica riduzione delle giornate di pesca ad appena 109
giorni all’anno imposta dall’Unione Europea per il 2022 mette
a rischio il futuro della flotta a strascico italiana, il
segmento più importante per occupazione e produzione ittica. A
lanciare l’allarme è il presidente della Coldiretti Ettore
Prandini che ha scritto una lettera al Sottosegretario alla
Pesca Francesco Battistoni chiedendo un impegno del Governo
per difendere un settore che conta 12mila pescherecci e 28mila
posti di lavoro, che si moltiplicano peraltro considerando
l’indotto della ristorazione e del turismo.

Il problema è legato al fatto che – spiega Coldiretti – l’Ue
stabilisce ogni anno limiti di catture e limiti di tempo per
raggiungere l’obiettivo di arrivare a una riduzione del 40%
dello sforzo di pesca nel Mediterraneo fissato per il 2026.
Per fare ciò si è scelta però la strada di tagliare
drasticamente l’effettiva operatività dei segmenti di punta
della nostra flotta, in areali strategici come l’Adriatico, il
Tirreno ed il Canale di Sicilia, ad un numero di giornate al
disotto del “punto di pareggio economico”. La misura, decisa
in base alle valutazioni del     Consiglio della Pesca nel
Mediterraneo è stata peraltro    assunta sulla base di dati
risalenti a un anno fa, quindi   senza sapere se l’effettiva
consistenza degli stock ittici   giustifica un così drastico
taglio.

L’obbligo inoltre va ad interessare solo i Paesi Ue che
operano nel Mediterraneo – ricorda Coldiretti Impresapesca -,
mentre quelli extraeuropei, dall’Egitto alla Libia, dalla
Tunisia fino alla stessa Turchia, che insistono sullo stesso
areale non devono rispettare le stesse norme. Una situazione
paradossale dove il crack della Flotta Italia farebbe sparire
il pesce italiano dalle tavole per fare posto a quello
straniero.

“I Piani Pluriennali che interessano tutta la penisola –
scrive Prandini – e che prevedono drastiche riduzioni di
giornate di pesca, impongono un sistema di attività di impresa
rigido ed obsoleto, spesso legato a condizioni quasi
impiegatizie della struttura di lavoro vanificando una
possibile gestione flessibile, efficiente nonché in piena
sicurezza del lavoro delle giornate di pesca da parte
dell’impresa.

Riteniamo dunque necessario un orientamento politico più ampio
– continua il presidente della Coldiretti – che tenga conto
della “sostenibilità economica” delle imprese e dei
lavoratori, della “sostenibilità sociale” e della tutela dei
territori dove le economie che si intrecciano con quelle della
pesca impattano sullo sviluppo di vaste aree costiere”.

Il consumo pro capite degli italiani è tra l’altro di circa 28
kg di pesce all’anno – conclude Coldiretti -, superiore alla
media europea ma decisamente basso se confrontato con quello
di altri Paesi che hanno un’estensione della costa simile,
come ad esempio il Portogallo, dove se ne mangiano quasi 60
kg, praticamente il doppio.
Ostriche, Alleanza coop pesca
Er: necessario ridurre l’iva
“Ridurre l’IVA dal 22% al 10% sulle ostriche è un intervento
necessario per allineare il prelievo fiscale a quello dei
nostri principali concorrenti d’oltralpe. Si tratta di un
segmento dell’acquacoltura italiana in forte crescita e che
sta offrendo al mercato non solo nazionale prodotti di
eccellente qualità capaci di valorizzare la gastronomia
italiana rilanciando i territori dove vengono prodotte con una
forte spinta all’innovazione”.

Lo dichiara l’Alleanza Cooperative Pesca dell’Emilia-
Romagna in riferimento al dibattito in corso a livello
parlamentare sulla Legge di Stabilità.

“I più recenti dati sulle produzioni dell’acquacoltura
nazionale (EUROSTAT) evidenziano come il trend di allevamento
dell’ostrica nei mari italiani sia in costante crescita, con
un dato medio di produzione nel triennio antecedente alla
crisi sanitaria da Covid-19 pari a circa 170 t/anno, grazie ai
nuovi investimenti nel settore e alla diversificazione in atto
presso gli impianti già esistenti.

Ad oggi – continua l’Alleanza Cooperative Pesca dell’Emilia-
Romagna – si segnalano nuove realtà produttive nelle regioni
Lazio, Sardegna, Liguria e lungo tutto l’Adriatico”.

“La crescente disponibilità di ostriche di allevamento, sia
nazionali che di provenienza estera, principalmente Francia,
ha come diretta conseguenza un significativo abbassamento dei
costi di produzione e vendita dell’ostrica, come registrato
dai dati EUROSTAT, che per l’Italia ha fatto registrare un val
max di 5-6 €/kg, e dall’Osservatorio Europeo del Mercato della
Pesca e dell’acquacoltura (Eumofa 2017) che riporta i valori
per Stato membro produttore, quali la Francia (5,07 €/kg), il
Regno Unito (3,21€/kg), la Spagna (4,01 €/kg), ecc”.

“È del tutto evidente – continua l’Alleanza Cooperative Pesca
dell’Emilia-Romagna – che sulla base di quanto sopra
riportato, dati ufficiali dell’UE, immaginare l’ostrica come
prodotto elitario e quindi di lusso, rappresenta da un lato un
vecchio retaggio culturale e dall’altro un’informazione
falsata e poco aderente all’attuale stato dei fatti.

Anche nel recente Piano Strategico Nazionale per
l’acquacoltura, redatto dal MIPAAF, l’ostricoltura viene
considerata come settore da incentivare, sia ai fini della
diversificazione delle produzioni che per il potenziare
mercato di interesse che vede protagonisti l’ampia platea dei
consumatori”.

“Per tali considerazioni – conclude la nota – si ritiene
anacronistica ed elemento di contrasto alla crescita del
settore il mantenimento dell’IVA al 22%; trattandosi di
prodotto di sempre più ampio consumo, allevato in Italia e con
prezzi commerciali al pari se non più bassi di altre
produzioni del settore ittico, e pertanto si richiede di
portare l’IVA delle ostriche al 10%.

Si stima che il mancato introito derivante dalla riduzione
dell’IVA per le ostriche (circa -200.000 €/anno) sarebbe
compensato dall’aumento della produzione e del mercato
nazionale, grazie proprio alla misura adottata”.
Pesca, Battistoni (Mipaaf) e
Scilla   (Regione   Sicilia)
incontrano       delegazione
marinerie:   “Nel   2022  si
prosegue      con      fermi
aggiuntivi”
Questa mattina, presso gli uffici del Ministero delle
Politiche agricole, alimentari e forestali di Roma, si è
tenuto un incontro con i rappresentanti di alcune marinerie
italiane alla presenza del sottosegretario con delega alla
pesca Francesco Battistoni, del direttore generale del Mipaaf
Riccardo Rigillo e dell’assessore regionale all’agricoltura
della Sicilia Toni Scilla.
Il senatore Battistoni ha rassicurato la delegazione di
pescatori che “per il 2022 non sarà utilizzato il meccanismo
ripartizione dei giorni di pesca calcolato sulle medie per
imbarcazione, ma si adotterà ancora il sistema dei fermi
aggiuntivi degli anni precedenti”.
“Il mio impegno – ha ricordato il sottosegretario – è quello
di portare a Bruxelles le istanze delle marinerie italiane, in
modo che con il regolamento del 2022 esse possano essere
soddisfatte nel migliore dei modi”
L’assessore regionale Toni Scilla invece ha spiegato che “c’è
una perfetta sinergia con il governo nazionale. Il dato,
d’altronde, è oggettivo: la riduzione delle giornate di pesca
avrebbe una ripercussione economica molto negativa su un
settore strategico non solo per la Sicilia, ma per tutto
Paese”. Scilla ha poi ribadito: “Siamo in attesa della
discussione che avverrà in Europa su questo tema, nel
frattempo avvieremo un dialogo sul meccanismo dei Tac, i
totali ammissibili di cattura annuali, senza nessun
preconcetto”.

Nicola Ascalone

Pesca, Battistoni (Mipaaf):
“Si prosegue con i fermi
aggiuntivi”
“Avendo ascoltato le istanze delle associazioni ittiche e
dell’acquacoltura, che hanno sollevato perplessità reali in
merito all’ipotesi di adottare la procedura di fermo pesca su
media giornaliera, ho dato indicazione alla Direzione
amministrativa del Mipaaf di proseguire con la stessa modalità
operativa già consolidata e conosciuta dalle filiere, quella
dei fermi aggiuntivi che, oltre allo stop di circa 30 giorni
dell’attività di pesca durante il periodo estivo, prevede la
modalità già nota ai pescatori delle giornate di fermo
aggiuntivo”. Lo dichiara in una nota il sottosegretario al
Mipaaf, Francesco Battistoni. “Questa scelta – conclude
Battistoni – è stata presa per evitare che le marinerie si
trovassero a dover rivedere le loro strategie industriali
avendo poco tempo per assorbire le novità”.

Pesca:               Viviani                 (Lega),
riduzione giornate? Sarebbe
colpo di grazia
Per le marinerie italiane, la riduzione delle giornate di
pesca sarebbe il colpo di grazia. Esprimiamo grave
preoccupazione per la bozza uscita nelle scorse ore dal tavolo
di consultazione con le associazioni sul plafond di giornate a
disposizione delle imbarcazioni italiane a strascico per il
2022. Con le 31 giornate per la pesca del gambero di
profondità si sfiora addirittura il ridicolo. Così non va.
Questo modello ha già dimostrato di essere inattuabile e
antiscientifico: non porta ad alcun miglioramento della
gestione degli stock ittici, ma solo alla fine delle nostre
marinerie e dei nostri pescatori. Occorre assolutamente
invertire la rotta. Siamo a fianco del governo per trovare una
soluzione in Ue che tenga in debito conto le istanze del
comparto. Abbiamo presentato una risoluzione per
impegnare l’esecutivo a perseguire una strada diversa sulla
gestione dello sforzo di Pesca”.

Lo dichiara il deputato Lorenzo Viviani, capogruppo Lega in
Commissione Agricoltura e capo dipartimento Pesca del partito.

Pesca, Alleanza Cooperative:
Preoccupati da proposte Ue,
tutelare settore ittico
Il Coordinamento pesca dell’Alleanza delle Cooperative
Italiane ha partecipato ieri ad una audizione in Commissione
Agricoltura della Camera dei deputati nell’ambito della
discussione congiunta delle risoluzioni 7-00686 Viviani,
7-00726 Caretta e 7-00743 Incerti, concernenti iniziative in
sede europea a tutela del comparto ittico nazionale.

“Abbiamo espresso forte preoccupazione per le proposte che la
Commissione Europea ha portato al tavolo del negoziato sulle
possibilità di pesca 2022 – riferisce l’Alleanza – È quanto
mai necessario un forte ed incisivo intervento del nostro
Governo a tutela della filiera ittica nazionale che rischia
una insostenibile diminuzione delle giornate di pesca. Per
fare ciò occorre lavorare su più fronti sia a livello
nazionale sia a livello comunitario, facendo fronte comune con
gli altri Paesi mediterranei – prosegue l’Alleanza – Anche un
intervento in sede di Legge di bilancio volto ad estendere
l’intervento della CISOA alle interruzioni temporanee
obbligatorie e non obbligatorie, potrebbe essere di supporto
al settore. Nello scenario che si sta prospettando di sempre
più frequenti sospensioni dell’attività a tutela delle risorse
marine, un intervento sulla CISOA in questa direzione
rappresenterebbe un segnale di grande attenzione quanto mai
necessario a mitigare le inevitabili tensioni sociali che si
potrebbero generare”.

Le proposte della CE per il 2022 diffuse dal MIPAAF all’ultimo
tavolo consultivo – che costituiscono la base della trattativa
con la Commissione – stanno nel frattempo facendo aumentare la
tensione nelle marinerie. Una serrata serie di incontri nei
prossimi giorni è prevista sul territorio e al centro
nell’Alleanza, tra questa e le altre Organizzazioni nazionali
e con le Organizzazioni della pesca di Francia e Spagna per
concordare le azioni da mettere in campo da qui al Consiglio
dei Ministri UE di Dicembre.
Pesca: Lega, grave nessun
aumento quote Tonno rosso ma
Ue tace
“Purtroppo, avevamo ragione noi. Il commissario europeo all’Ambiente e
agli Oceani, Virginijus Sinkevicius, non ha chiesto un aumento delle
quote sul Tonno rosso al tavolo Iccat. Ciò significa precludere
qualsiasi iniziativa che possa valorizzare il comparto della pesca non
assegnatario di quote e al tempo stesso complicare ulteriormente lo
scenario italiano sulla ripartizione. Tutto questo contro l’evidenza
dei fatti, che testimonia la grande presenza nei nostri mari di questa
preziosa risorsa, come ci segnalano il mondo scientifico e gli stessi
pescatori. La gestione delle quote Tonno rosso ha bisogno di una
visione diversa. La Lega sostiene il Testo unico sul settore ittico,
ora all’esame al Senato, e la partita europea sul piano pluriennale
del tonno, che ha subito uno stop ingiustificato. Occorre dare la
possibilità a tanti pescatori italiani di poter commercializzare
questa preziosa risorsa, si deve creare una filiera con investimenti e
forza-lavoro nelle fasi di valorizzazione e trasformazione e far
arrivare così sulle tavole degli italiani un prodotto di assoluta
eccellenza: tutto questo deve essere una nostra priorità”.
Lo dichiarano in una nota il deputato Lorenzo Viviani, capogruppo Lega
in Commissione Agricoltura e capo dipartimento Pesca del partito, e le
europarlamentari della Lega Rosanna Conte (coordinatrice Id in
commissione Pesca) e Annalisa Tardino (relatrice-ombra del Piano
pluriennale sul Tonno rosso).

Fai Cisl, Flai Cgil, Uila
Pesca. Presentata piattaforma
rinnovo     Ccnl     addetti
imbarcati pesca marittima
“Si è svolta lunedì 22 novembre 2021 la riunione plenaria per
la presentazione, alle controparti Federpesca e Coldiretti,
della piattaforma per il rinnovo contrattuale del CCNL per gli
addetti imbarcati della pesca marittima 2022-2025, in scadenza
il 31 dicembre, già approvata dalle lavoratrici e dai
lavoratori del settore pesca”. Ne danno notizia in una nota
Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Pesca.

“Si tratta di un importante tavolo contrattuale, che interessa
una platea di circa 20 mila operatori del settore e che si
svolge in un momento storico complicato per quanto riguarda le
congiunture economiche legate agli aumenti dei costi di
produzione ed alle norme comunitarie volte al contenimento
dello sforzo di pesca che impattano sul comparto”.

Le Organizzazioni Sindacali hanno sottolineato come “l’intero
settore della pesca potrà continuare ad avere ossigeno
soltanto se il contratto sarà affiancato da una riforma, ormai
non più derogabile, degli ammortizzatori sociali come
strumento essenziale a garantirne la sostenibilità sociale ed
economica”.

“Tra i punti qualificanti della Piattaforma si sottolinea il
rafforzamento, in primo luogo, dei sistemi di relazione
sindacali soprattutto in materia di valorizzazione della
contrattazione di secondo livello. Sono ancora pochi, infatti,
gli accordi che insistono sulle varie marinerie italiane o gli
accordi su base regionale. Crediamo sia necessaria una
contrattazione integrativa che     possa   dare   slancio   alle
specificità di ogni territorio”.

“Importante – proseguono i sindacati – il capitolo sulla
retribuzione, rivedendone la struttura, attraverso una
richiesta che mira a “mensilizzare” il minimo monetario
garantito, (MMG) e ad elargire la “quota parte” su base
mensile, per favorire in primo luogo la trasparenza sul
calcolo di quest’ultima”.

“L’incontro – concludono Fai, Flai e Uila Pesca – si è svolto
in un clima di reciproco affidamento tra le controparti, nella
convinzione che la contrattazione collettiva può costituire
anche un momento nel quale proporre una visione innovativa
relativa alle prospettive di sviluppo e di rilancio del
comparto”.

Pesca: Cenni (Pd), urgente
riconoscere   ruolo donne,
approvare pdl
“Le donne nella pesca e in acquacoltura sono ben presenti,
svolgono funzioni importanti, e investono molto su mercati,
economia circolare e sostenibilità, su ricerca e innovazione.
La nostra attuale normativa, però, per lo più non ne riconosce
il ruolo, generando enormi problemi assicurativi, retributivi
e previdenziali. E’ necessario intervenire, far emergere
questa realtà e valorizzarla, perchè è giusto e perchè
conviene al nostro Paese”.

Lo ha detto Susanna Cenni vice presidente della commissione
Agricoltura della Camera e responsabile nazionale per la
segreteria del Pd per l’agricoltura, partecipando al convegno
promosso dell’Osservatorio sulla pesca sulle donne nel
settore, all’interno di Sealogy, fiera del settore.

“Con la nostra proposta di legge, la 2930 dell’8 marzo 2021,
che interviene sulla tutela e sulla valorizzazione del lavoro
e l’impresa femminile in agricoltura pesca e acquacoltura,
proviamo a fare proprio questo: far emergere numeri e
situazioni, per mettere a sistema interventi permanenti e non
sporadici per lavoratrici ed imprese di donne, per favorire
formazione e tutele. Nel testo inseriamo il riconoscimento del
ruolo di coadiutore, ruolo già previsto in agricoltura ma non
nel settore ittico, e il recepimento della direttiva
2010/41/UE, che dovrebbe tutelare le donne delle imprese, temi
che sappiamo essere molto attese dalle operatrici di pesca e
acquacoltura”.

“Il testo è in fase di discussione in commissione Agricoltura
e l’auspicio, vista anche la trasversalità del tema, e il buon
lavoro che la relatrice on. Incerti sta svolgendo, è che si
possa procedere velocemente in sede legislativa nella
commissione stessa. Del resto le scelte che si sono compiute
anche recentemente con la condizionalità di genere nel PNRR, e
la recente approvazioni di norme importanti come la legge
sulla parità salariale, l’assegno unico per i figli, ci fanno
ben sperare”.

“Noi – conclude Cenni – siamo impegnate per rispondere
concretamente alle esigenze delle donne del comparto, anche
perchè sostenere queste donne significa investire sulla
qualità della pesca”.

Ue: Lega, su quote                                Tonno
rosso cambi posizione
“L’Ue cambi posizione sulle quote Tonno rosso nel Mediterraneo
per il 2022. L’intenzione del commissario europeo all’Ambiente
e agli Oceani, Virginijus Sinkevičius, al tavolo Iccat sarà
quella di non chiedere un aumento. Questo significherebbe che
le quote Tonno rosso assegnate all’Italia per il 2022
rimarrebbero invariate precludendo così qualsiasi iniziativa
che possa valorizzare la parte del comparto di pesca non
assegnataria di quote Tonno rosso. Come ci testimonia gran
parte del mondo scientifico e la frequente cattura accidentale
di questa specie da parte dei pescatori, il tonno è ben
presente nei nostri mari e potrebbe dare una risposta
economica ad un settore in difficoltà e portare questa
prelibatezza tutta italiana sia sulle tavole dei nostri
concittadini sia di quanti non conoscono questa eccellenza
ittica italiana. Tutto ciò complica ulteriormente lo scenario,
tutto italiano, sulla gestione delle quote Tonno rosso, che ha
visto la maggior parte dei pescatori esclusa dalla possibilità
di pesca di questa preziosa risorsa a cui il Testo unico sul
settore ittico, ora in esame al Senato, vuole invece porre
rimedio per il futuro”.
Così il deputato Lorenzo Viviani, capogruppo Lega in
Commissione Agricoltura e capo dipartimento Pesca del partito,
e le europarlamentari della Lega Rosanna Conte (coordinatrice
Id in commissione Pesca) e Annalisa Tardino (relatrice ombra
del provvedimento).

Pesca     e      acquacoltura
sostenibili:     premiate    a
Ferrara       da      Legacoop
Agroalimentare e Randstad le
migliori    tesi   di   laurea
d’Italia dedicate al settore
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