2 SISTEMI DI CHIUSURA - Uscite di sicurezza e vie di fuga - Voce di capitolato, il portale
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4
facilitatori per
8 l'accessibilità
sistemi
di ventilazione
per l’edificio
3
qualità nella
7 conservazione delle
Sistemi di Chiusura l’idoneità
del pavimento
superfici antiche
Uscite di sicurezza e vie di fuga
Argomenti
Hanno collaborato: 2
sistemi
Dott. Emiliano Ciantra 6 di chiusura
Dott. Marco Foletto innovazione
Dott. Renzo Ravegnini e design
1
qualità e
5 accessibiltà
wellness
per tutti
11 9
la qualità del schermature
serramento ideale solari efficienti
12 10
contrasti di luce il drenaggio
efficiente
13
case in legno
o in laterizio
17
soluzioni
costruttive
14 per il comfort
cassonetti, telai acustico
e controtrelai
18
riscaldamento
raffrescamento
intelligente
15
isolare con il vetro
19
pitture durevoli
16 speciali
protezione
dal fuoco
20
allarme e
sicurezza
2 3i l capito l ato ı manua l e tecnico
CONVEGNO
sistemi di chiusura
Uscite di sicurezza e vie di fuga
Programma del Convegno Indice
14.00 Registrazione
14.30 Saluti e introduzione
14.45 Prima parte
• "Qualità" - Identificazione dei parametri generali (Lionella Piva)
Prossimi Seminari 3
• "Tipologie di chiudiporta" - Analisi dei requisiti specifici in fase progettuale (Emiliano Ciantra)
• "Porte scorrevoli manuali" - Parametri tecnologici avanzati idonei per l’ambiente residenziale Programma del convegno 4
(Marco Foletto)
Introduzione al volume 7
16.30 Coffee Break
Sistemi di Chiusura 8
17.00 Seconda parte Tipologie di Chiudiporta 12
• "Maniglioni antipanico" - Requisiti tecnologici per una corretta scelta progettuale - (Renzo
Ravegnini) Porte Scorrevoli Manuali 22
• "Azionamento per porte scorrevoli" - Uscite di emergenza e vie di fuga - (Emiliano Ciantra)
Maniglioni Antipanico 36
• "La voce di capitolato" -Orientamento per una corretta e completa elaborazione dei contenuti
(Lionella Piva) Azionamenti per porte scorrevoli - vie di fuga 66
• "Tecnologia sicura e silenziosa per porte girevoli automatizzate" (Emiliano Ciantra)
Porte Girevoli Automatizzate 76
18.40 Workshop e conclusioni Contenuto tecnico schede prodotti 92
19.00 Termine del Convegno Schede Prodotto 94
4 5i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
Presentazione al volume 2
Due anni fa, dopo aver lanciato il primo portale sulle voci di capito- facendo sempre riferimento alle normative vigenti in materia, ac-
lato, strumento innovativo di supporto per i tecnici, nella scelta dei compagnando il tutto con suggerimenti pratici e concreti.
prodotti da impiegare all’interno del proprio progetto, ci siamo resi Pertanto si è voluto prediligere l’aspetto operativo, al fine di per-
conto della necessità di elaborare un manuale che potesse offrire al mettere al lettore una rapida consultazione suddivisa per categorie
progettista tutti gli strumenti atti a verificare la qualità dei prodotti o tipologie di prodotti, proponendo un metodo chiaro ed incon-
offerti sul mercato nazionale. fondibile basato su dati ufficiali, certi, reali e supportati da certifi-
Quello che ci sembrava utile far conoscere al nostro pubblico, era cazioni.
l’analisi tecnico-prestazionale degli articoli trattati, inserendo in Ovviamente non ci siamo fermati al lato “cartaceo”, e supportati da
maniera molto semplice e chiara delle tabelle riepilogative che grandi motivazioni, abbiamo deciso di presentare tutti i temi trat-
prendessero in considerazione le caratteristiche tecniche, dimen- tati, attraverso una serie di convegni formativi con i vari ordini e
sionali e prestazionali, utili per favorire una corretta ed imparziale collegi, per permettere agli iscritti dei rispettivi albi, di approfondi-
scelta all’utente finale. re gli aspetti tecnico-progettuali presenti all’interno del manuale,
Insieme ad un gruppo di tecnici specializzati abbiamo intrapreso confrontandosi apertamente con i relatori e le aziende produttrici
questo avvincente percorso, che di lì a poco, si è concretizzato partecipanti.
nell’elaborazione di una serie di book tra cui questo relativo al tema Crediamo fermamente che solamente un confronto aperto, leale e
dei “Sistemi di chiusura”. costruttivo, basato su aspetti reali e riscontrabili oggettivamente,
Il manuale ha lo scopo di orientare l’utente sui criteri di scelta uti- possa permettere a tutti di utilizzare, finalmente in maniera ragio-
lizzati per conoscere gli aspetti tecnici dei prodotti sia dal punto di nevole e consapevole, la parola “qualità”.
vista prestazionale (qualità) che esecutivo (funzionalità e sicurezza),
6 7vo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
SISTEMI DI CHIUSURA
Uscite di sicurezza e vie di fuga 2
Questa seconda edizione illustra gli interventi dei vari relatori pre-
senti all’interno del seminario, analizzando i punti più significativi in
ambito tecnico-progettuale, confrontandoli con i contenuti estra-
polati dalle normative vigenti.
Viene dato ampio spazio ai sistemi di chiusura utilizzati nelle uscite
di sicurezza e vie di fuga, come per le porte scorrevoli automatiz-
zate e manuali rispettivamente nel mondo pubblico e privato. Una
parte del volume approfondisce anche le varie tecnologie di chiudi-
porta ed i dispositivi per le uscite antipanico e di sicurezza sulle vie
di esodo e di fuga. Nel capitolo conclusivo sono inserite le schede
tecniche di alcuni prodotti delle aziende che hanno collaborato a
tale evento formativo, complete della voce di capitolato e di una
tabella riepilogativa che elenca le caratteristiche tecniche e presta-
zionali oltre alle varie certificazioni, al fine di determinare una valu-
tazione finale inerente alla completezza dei dati ufficiali abbinati a
vari prodotti proposti.
sistemi di chiusura
8 9vo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
TIPOLOGIE Di
CHIUDIPORTA
1
UNI EN 1158:2003 UNI EN 1155:2003 UNI EN 1154:2003
Accessori per serramenti - Dispositivi Accessori per serramenti - Dispositi- Accessori per serramenti - Dispositivi
per il coordinamento della sequenza vi elettromagnetici fermoporta per di chiusura controllata delle porte -
di chiusura delle porte - Requisiti e porte girevoli - Requisiti e metodi di Requisiti e metodi di prova
metodi di prova prova
PORTE SCORREVOLI
MANUALI
2
UNI 7697:2015 UNI EN 1527:2013 UNI EN 1670:2007
Criteri di sicurezza nelle applicazioni Accessori per serramenti - Accessori Accessori per serramenti - Resistenza
vetrarie per porte scorrevoli e porte a libro - alla corrosione - Requisiti e metodi di
Requisiti e metodi di prova prova
MANIGLIONI
ANTIPANICO
3
UNI EN 1125:2008 UNI EN 179:2008
Accessori per serramenti - Dispositivi per le uscite antipa- Accessori per serramenti - Dispositivi per uscite di emer-
nico azionati mediante una barra orizzontale per l'utiliz- genza azionati mediante maniglia a leva o piastra a spinta
zo sulle vie di esodo - Requisiti e metodi di prova per l'utilizzo sulle vie di fuga - Requisiti e metodi di prova
Azionamenti per
porte scorrevoli
4
SU vie di fuga UNI EN 13637:2015 UNI EN 16005:2012
Accessori per serramenti - Sistemi di uscita controllati Porte pedonali motorizzate - Sicurezza in uso - Requisiti
elettricamente per l'utilizzo sulle vie di fuga - Requisiti e e metodi di prova
metodi di prova
PORTE GIREVOLI
AUTOMATIZZATE
5
UNI EN 16005:2012 UNI EN 1155:2003
Porte pedonali motorizzate - Sicurezza in uso - Requisiti Accessori per serramenti - Dispositivi elettromagneti-
e metodi di prova ci fermoporta per porte girevoli - Requisiti e metodi di
prova
10 11vo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
1
TIPOLOGIE DI
CHIUDIPORTA
Normativa europea Tecnologie Tipologie Guida alla scelta
e classificazione
12 TIPOLOGIE DI CHIUDIPORTA TIPOLOGIE DI CHIUDIPORTA 13vo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
Normativa Europea Tecnologie
classificazione - scopo della norma EN 1154
La norma UNI EN 1154:2003 specifica i requisiti relativi ai disposi- Rendimento:
tivi di chiusura controllata delle porte (chiudiporta). valore espresso tra la forza fornita dal chiudiporta durante la
Si applica a chiusure tagliafuoco/tagliafumo o per applicazioni- chiusura e la forza esercitata dall’utilizzatore durante l’apertura
nelle vie di esodo e di fuga. (valore espresso in %) larghezza massima della porta: 1600 mm.
Non rientrano in questa norma le cerniere a molla e tutti quei Forza, momento di chiusura e di apertura, rendimento, larghez-
dispositivi che non offrono una chiusura controllata. za di una porta e la sua massa, sono legati da relazioni imposte CHIUDIPORTA PIGNONE E CREMAGLIERA
I chiudiporta possono essere applicati esternamente sull’anta, dalle normative: il rispetto di tali legami ed altri parametri deri-
incassati nel telaio o nello stipite della porta, oppure a pavimen- vanti dai requisiti della CPD, permettono di classificare il chiu-
to. diporta. Valvola di Pignone
La norma Europea stabilisce che dalla data del 01/10/04 i chiudi- ritardo chiusura
CLASSIFICAZIONE E PRESTAZIONI (EN 1154) Valvola di ritardo Pignone
porta per questa installazione debbano essere marcati CE.
chiusura
Il DM n° 67 del 5 Marzo 2007 sancisce che dal 6 Ottobre 2007 NUMERAZIONE IDENTIFICATIVA DI PRODOTTO (ESEMPIO)
non possono essere utilizzati chiudiporta non marcati CE
5
per le porte regolamentate da questa normativa.
La normativa deve essere applicata, per le installazioni che lo
4 8 2 1 1 3
richiedano, congiuntamente alla UNI EN 1155 (dispositivi ferma- Cifra Prestazioni Classi Specifiche
Specifiche
porta) e UNI EN 1158 (dispositivi per la chiusura coordinata delle Cifra Prestazioni Classi
ante). 1° 1°
3 per ante che aprono
3 per a 105agradi
ante che aprono 105 gradi
Categorie
Categoria d’uso d’uso 3;3;44 4 per ante che aprono a 180 gradi
4 per ante che aprono a 180 gradi
2° Durabilità 8 I cicli di prova sono 500.000
2° Durabilità 8 I cicli di prova sono 500.000
Per chiudiporta regolabili si indicano 2
CLASSIFICAZIONE (EN 1154) 3° Potenza del chiudiporta
Potenza del
1; 2; 3; 4; 5; 6; 7
gradi: il massimo (sopra), il minimo (sotto)
Per chiudiporta regolabili si indicano 2
3° 1;2;3;4;5;6;7
Forza di un chiudiporta: 4° chiudiporta
Prestazione al fuoco 0; 1 gradi: il massimo0= non resistente al fuoco
(sopra), il minimo (sotto)
1= resistente al fuoco
Prestazioni al 0 = non resistente al fuoco
è definita tramite un’indicazione numerica che esprime con- 5° 4° Sicurezza fisica 0;1 1 Esiste una sola classe
fuoco 1 = resistente al fuoco
venzionalmente la forza di chiusura espressa dal chiudiporta, in 5 livelli di resistenza alla corrosione Valvola di Pistone Molla
base a precisi parametri e requisiti imposti dalla norma.
6°
5° Resistenza alla corrosione
Sicurezza fisica 0; 1; 2; 3; 4
1 Esistedefiniti
una dalla
solaENclasse
1670 Valvola divelocità
regolazione Pistone Molla
Resistenza alla 5 livelli di resistenza alla corrosione regolazione velocità
6° 0; 1; 2; 3; 4
corrosione definiti dalla EN 1670
PARAMETRI DEL CHIUDIPORTA IN RELAZIONE ALLA POTENZA (EN 1154)
1 2 3 4 5 6 7 8 9
Forza del Larghezza anta Massa della Momento di chiusura Momento di Rendimento del CHIUDIPORTA ALBERO A CAMME
chiudiporta consigliata porta di apertura tra 0° e chiudiporta
prova fra 0° e 4° fra 88° e 92° ogni altro angolo 60° tra 0° e 4°
Pistone
Pistone Albero
Albero aacamme
camme
mm kg di apertura
Nm Nm Nm Nm Nm %
max
min. min. min. min. max. min.
1 < 750 20 9 < 13 3 2 26 50
2 850 40 13 < 18 4 3 36 50
3 950 60 18 < 26 6 4 47 55
4 1100 80 26 < 27 9 6 62 60
5 1250 100 37 < 54 12 8 83 65
6 1400 120 54 < 87 18 11 134 65
7 1600 160 87 < 140 29 18 215 65 Cuscinetti
Cuscinetti Pistone
Pistone Molla
Molla Tendimolla
Tendimolla
Nota 1 - Le larghezze delle porte indicate si riferiscono a installazioni normalizzate. In caso di installazioni di porte
particolarmente alte o pesanti o site in aree ventose o di installazioni speciali, si raccomanda l’uso di un
chiudiporta di forza superiore.
Nota 2 - Le masse della porta di prova illustrate si riferiscono esclusivamente a forze di chiudiporta incluse nello scopo
del procedimento di prova. Tali masse della porta di prova non intendono indicare i valori massimi d’uso
effettivo.
14 TIPOLOGIE DI CHIUDIPORTA TIPOLOGIE DI CHIUDIPORTA 15vo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
DIAGRAMMA PER PIGNONE E CREMAGLIERA COMPARAZIONE DIAGRAMMI SISTEMI DI CHIUSURA
CON BRACCIO A COMPASSO PER PORTE CON BRACCIO A SLITTA
ta [Nm]
Movimento albero a camme slitta
a por[Nm]
Momento in apertura
Movimento albero a camme slitta
chiusurporta
di chiusura porta [Nm]
Momento di chiusura
di chiusura
Momento in apertura
Momento di chiusura porta [Nm]
Momento in chiusura
omento di
MMomento
Chiudiporta con braccio slitta standard
Momento
a pignone e cremagliera
Angolo di apertura porta
Angolo di apertura porta
Angolo di apertura
Angolo di aperturaporta
porta
DIAGRAMMA PER ALBERO A CAMME
CON BRACCIO A SLITTA
ta [Nm]
Movimento pignone e cremagliera a compasso
por[Nm]
Momento in apertura Movimento pignone e cremagliera a compasso
porta
Momento di chiusura porta [Nm]
Momento in chiusura
chiusura
dii chiusura
Momento in apertura
Momento in chiusura
omento d
MMomento
Chiudiporta con braccio a slitta a camme
Angolo di apertura porta
Angolo di apertura porta
Angolo
Angolo di aperturaporta
di apertura porta
16 TIPOLOGIE DI CHIUDIPORTA TIPOLOGIE DI CHIUDIPORTA 17vo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
Tipologie Guida alla scelta
COME INDIVIDUARE IL CHIUDIPORTA
DIMENSIONE E PESO ANTA
Larghezza d’anta Massa della chiusura Forza del chiudiporta
raccomandata (mm MAX) in prova (Kg) (UNI EN 1154)
CHIUDIPORTA AEREO CHIUDIPORTA A SCOMPARSA CHIUDIPORTA A PAVIMENTO 750 20 1
• Braccio a compasso • Telaio
• Braccio a slitta 850 40 2
• Anta
950 60 3
1100 80 4
REGOLAZIONI STANDARD 1250 100 5
Velocità di chiusura e Colpo finale
circa 150° 1400 120 6
1. Velocità di chiusura regolabile tramite valvola
2. Colpo finale regolabile tramite valvola
1600 160 7
LUOGO DI INSTALLAZIONE
Luogo Requisiti
Facilità di apertura
FUNZIONI AGGIUNTIVE Edifici pubblici Tecnologia albero camme
Elevata frequenza di passaggio
Smorzamento dell’apertura
1. Chiusura controllata con velocità regolabile
2. Battuta di fine corsa regolabile Facilità di apertura Tecnologia albero camme
Cliniche, asili, case di riposo, etc.
3. Ammortizzazione dell’apertura regolabile Controllo centralizzato Funzione anta libera
4. Ritardo della chiusura regolabile
Resistenza a differenza di pressione
Portoncini, porte, esterne, etc. Tecnologia pignone cremaliera
Ritardo della chiusura Resistenza a corrosione
1. Ammortizzazione dell’apertura regolabile
Ante in vetro
Forza di chiusura regolabile tramite tendimolla
e posizionamento del chiudiporta in fase di Negozi Protezione corrosione Chiudiporta a pavimento
installazione Grandi dimensioni ante
18 TIPOLOGIE DI CHIUDIPORTA TIPOLOGIE DI CHIUDIPORTA 19vo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
CARATTERISTICHE E FUNZIONI Installazione lato cerniera Installazione lato opposto cerniera
DELLA PORTA TAGLIAFUOCO
Installazione Anta passiva Anta attiva
Rivelatore di fumo
Rivelatore di fumo Installazione
lato cerniera
ca. 120° ca. 120°
Funzioni Funzioni Dispositivo di attivazione
Dispositivo di attivazione lato opposto cerni
Alimentazione energia
Alimentazione energia
Anta attiva Anta passiva
Allarme Allarme
FunzionamentoFunzionamento Anta passiva Anta attiva
Indicatori LED
Indicatori LED
Manutenzione Manutenzione
ca. ca. 80° ca. 80°
Pulizia slitta necessaria
Pulizia slitta necessaria 150° ca. 120° ca. 120°
ca. 130°
ca. 80°
Anta attiva Anta passiva
Identificazione
Identificazione
del fumo del fumo Principio della luce
Principio
diffusa
della
(ottico)
luce diffusa (ottico)
= Fermaporta
Installazione
lato opposto cerniera
Controlli di funzionamento
Controlli di funzionamento Apertura controllo
Apertura
fumi (Test)
controllo fumi (Test)
CARATTERISTICHE E FUNZIONI DELLA
PORTA ECOSOSTENIBILE
CARATTERISTICHE E FUNZIONI
DELLA PORTA A DOPPIA ANTA
• ISO 14025
• DA IMPIEGARE IN EDIFICI ECOSOSTENIBILI
• COMPOSTO DA ELEMENTI RICICLABILI
• SVILUPPATO SU LINEE PRODUTTIVE A BASSO
IMPATTO ENERGETICO
20 TIPOLOGIE DI CHIUDIPORTA TIPOLOGIE DI CHIUDIPORTA 21vo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
2
PORTE SCORREVOLI
MANUALI
Porte scorrevoli manuali Porte scorrevoli push&go Sicurezza nelle vetrazioni
PORTE SCORREVOLI PORTE SCORREVOLI
22 23
MANUALI MANUALIvo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
Porte scorrevoli – meccanismo nascosto
Caratteristiche
Tutti i componenti del sistema restano all’interno
della guida superiore, portando ad alti livelli l’ele-
ganza del vetro a filo lucido e del binario in allumi-
nio.
INSTALLAZIONE A MURO
• Portata 200 kg;
• Vetro da 8 a 13,5 mm;
• Apertura sincronizzata delle ante;
• Ammortizzatore in chiusura e apertura;
• Installazione a soffitto, muro e vetro;
• Utilizzabile per tutti i tipi di ante (legno, vetro);
• Serratura integrata.
INSTALLAZIONE SU VETRO
INSTALLAZIONE A CONTROSOFFITTO
VERSIONE CON APERTURA
SIMULTANEA DELLE ANTE
PORTE SCORREVOLI PORTE SCORREVOLI
24 25
MANUALI MANUALIvo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
VERSIONE TELESCOPICA SICUREZZA CON BLOCCO ELETTROMECCANICO INTEGRATO
Il bloccaggio elettromeccanico stand-alone è nascosto all’in- L’indicatore di stato assicura il monitoraggio della porta con
terno del binario ed è azionabile comodamente tramite un estrema facilità. Non appena la porta si apre o si chiude, un
telecomando o un interruttore a parete. segnale di stato viene trasmesso al sistema di gestione – un
vantaggio importante in edifici che richiedono un monitorag-
gio professionale degli accessi.
PORTE SCORREVOLI - MECCANISMO A VISTA
FUNZIONE CON AMMORTIZZATORE
Grazie ai fissaggi puntuali degli accessori, dona trasparenza ren-
Ammortizzatore brevettato montato direttamente sulle ante in dendo discreta la separazione degli ambienti.
vetro.
In questo modo, qualunque sia la velocità delle ante, a pochi Caratteristiche:
centimetri dalla fine della corsa, queste rallentano fino a fermar-
si nella posizione di apertura e chiusura • Portata 120 kg;
• Vetro da 8 a 17,5 mm
• Installazione a muro e su vetro;
• Utilizzabile anche per ante in legno
Starter ammortizzatore • Vasta gamma di accessori per pareti vetrate
Bielle Morsetto Morsetto Connettore Connettore a pavimento
vetro per Connettore a soffitto
orientabile fissaggio
a parete
PORTE SCORREVOLI PORTE SCORREVOLI
26 27
MANUALI MANUALIvo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
INSTALLAZIONE A PARETE PER ANTE IN LEGNO
INSTALLAZIONE SU VETRO PARETI E ANTE CURVE
PORTE SCORREVOLI PORTE SCORREVOLI
28 29
MANUALI MANUALIvo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
Porte scorrevoli push&go
Caratteristiche TECNOLOGIA SOFT MOTION
• Innovativo meccanismo per porte scorrevoli da interni ba-
sato su tecnologia magnetica.
• Applicazione multiuso per settori pubblico, privato e com-
merciale.
• Funzionamento sicuro, affidabile, silenzioso e riduzione as-
soluta dell’usura di scorrimento
• Assenza di motore e organi di trascinamento
• Binario ridotto (62 x 55 mm)
• Peso massimo anta: 80 kg
La tecnologia Soft Motion garantisce, oltre ad un‘elevata sileziosità, un controllo estremamente
preciso ed accurato nella parte finale dell‘apertura e della chiusura.
Grazie a questa tecnologia, la porta può essere utlizzata in modalità Low Energy, come previsto
dalla normativa EN16005, o utilizzata manualmente.
POSSIBILITÀ DI FUNZIONAMENTO ED APERTURA
· Push and Go" · Pulsanti (a sfioro/pressione) · Radar · Lettori di carte/transponder · Radiocomando
FUNZIONAMENTO
Azionamento
1
1 CS 80 MAGNEO
2 3 3 Carrelli per
anta in vetro
Rilevatore di movimento
4 2 radar per l'apertura auto-
matica della porta
4 Funzione di bloccaggio
con il controllo tramite
chiavi
I magneti installati all‘interno dell‘azionamento, in funzione di come vengono ‘‘attraversati‘‘ dalla
corrente, respingono quelli presenti sui carrelli in modo tale da generare il movimento.
PORTE SCORREVOLI PORTE SCORREVOLI
30 31
MANUALI MANUALIvo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
TIPOLOGIE DI ATTACCO
APPLICAZIONE A PARETE
ANTA IN LEGNO
INTELAIATA
APPLICAZIONE AD INCASSO
ANTA IN VETRO ANTA IN VETRO
FISSAGGI PUNTUALI MORSETTO
APPLICAZIONE SU VETRO
PORTE SCORREVOLI PORTE SCORREVOLI
32 33
MANUALI MANUALIvo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
La sicurezza nelle vetrazioni
TIPOLOGIE DI VETRO Vetri stratificati: sono il risultato dell'accoppiamento di due o
più lastre di vetro tramite l'interposizione di resina o di uno o
più strati di materiale plastico trasparente, come per esempio
Riferimento UNI 7697:2014 il PVB (PoliVinilButirrale). Il processo produttivo delle vetrazioni
stratificate prevede che lastre vetrate e fogli plastici vengano
• Temperato monolitico opportunamente sovrapposti e introdotti in autoclave dove,
• Temperato stratificato per effetto della duplice azione di calore e pressione, si compie
il processo di laminazione che rende compatto il prodotto.
Riferimento UNI 7697:2014 In caso di urto contro vetrazioni stratificate le schegge non si
disperdono e inoltre, in funzione della resistenza all'urto, i corpi
Vetri temprati termicamente: trattasi di vetri prodotti attra- impattanti possono essere contenuti e non attraversare la lastra.
verso un trattamento termico, che induce uno stato tensionale Conseguentemente con i vetri stratificati si può ottenere la
permanente in tutti i punti della lastra al fine di aumentarne le protezione sia dalle ferite sia dalla caduta nel vuoto. Accop-
caratteristiche di resistenza meccanica e allo shock termico. Tale piando lastre di vetro temprato e/o indurito si possono ottenere
stato è di compressione negli strati superficiali e di trazione ne- vetri stratificati dalle prestazioni migliorate. E’ consigliabile non
gli strati interni. Il vetro temprato quando si rompe si riduce in impiegare i vetri stratificati nella realizzazione di elementi de-
minuti frammenti con bordi generalmente smussati. Negli USA i stinati ad esterni in cui i bordi delle lastre non risultano protetti
vetri temprati vengono chiamati “Fully Tempered” (FT). poiché il film plastico interposto tra le lastre può subire degra-
dazioni a causa dei raggi ultravioletti.
I vetri temprati non possono subire lavorazioni successive quali
tagli, fori o tacche dopo il trattamento, possono essere effica- I vetri ricotti, induriti termicamente o temprati chimicamen-
cemente impiegati per garantire la protezione dalle ferite ma te NON possono invece essere considerati vetri di sicurezza e
non la protezione dalla caduta nel vuoto. Ai sensi della UNI 7697 pertanto non si rivelano adatti alle applicazioni che presentano
il vetro temprato termicamente è considerabile di sicurezza se un potenziale pericolo indicate dalla norma UNI 7697. Tuttavia
- oltre essere di classe di resistenza all’urto C secondo UNI EN queste tipologie di vetri possono essere utilizzate come base
12600 - ha una compressione superficiale maggiore o uguale a per i prodotti stratificati idonei per le applicazioni che prevedo-
90 MPa ed è conforme a queste norme tecniche. no invece l'adozione di vetrazioni di sicurezza.
Vetri temprati termicamente HST (Heat Soaked Thermally in virtù dell'applicazione medesima, della tipologia di edificio e eventuale caduta di frammenti, comportano i seguenti rischi:
Toughened Safety Glass): trattasi di vetri temprati termicamen- delle attività ivi previste. Sono da ritenere applicazioni che non
te sottoposti al cosiddetto Heat Soak Test (HST) che consente CRITERI DI SCELTA • danni a cose;
presentano un potenziale pericolo quelle per cui si può consi-
di selezionare le lastre temprate, riducendo il livello residuale derare che alla rottura delle vetrazioni si associ come rischio la • ferite a persone e/o animali;
di rischio di rottura spontanea per inclusioni di solfuro di nickel Al fine di scegliere la vetrazione più idonea per lo specifico im- mera sostituzione del vetro.
ad una rottura per 400 tonnellate di vetro. La rottura delle la- piego bisogna analizzare l'applicazione (dimensioni, tipologia • caduta nel vuoto (da altezza uguale o maggiore ad 1 m);
stre temprate per inclusioni di solfuro di nickel è un fenomeno di manufatto a cui sono destinate, tipo di montaggio), i poten- In questi casi non è obbligatorio prevedere vetrazioni di sicu- • danni sociali alla collettività (es. danni ad opere d'arte, acces-
spontaneo che ha forti ripercussioni legate sia ad aspetti di sal- ziali rischi connessi al pericolo di rottura delle vetrazioni rezza. so ad esplosivi od oggetti pericolosi, evasione da carceri, ecc.).
vaguardia dell'incolumità degli utenti dell'edificio sia di caratte- (anche in conseguenza all’eventuale caduta di frammenti) e le Le applicazioni che invece esulano dalla descrizione di cui sopra
re economico. azioni/sollecitazioni a cui sono sottoposte le vetrazioni stesse sono quelle che, in conseguenza della rottura della lastra e di
PORTE SCORREVOLI PORTE SCORREVOLI
34 35
MANUALI MANUALIvo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
3
MANIGLIONI
ANTIPANICO
Cenni generali Normativa di Suggerimenti applicativi FAQ
riferimento in fase progettuale (Domande frequenti)
36 MANIGLIONI ANTIPANICO MANIGLIONI ANTIPANICO 37vo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
Cenni generali
per garantire una via di fuga sicura ed efficace, attraverso una Il decreto, inoltre, definisce gli obblighi del:
porta la cui apertura avviene con un’unica operazione senza
l’uso di chiavi o altri mezzi, anche se questo può richiedere una PRODUTTORE - deve fornire istruzioni per:
conoscenza preventiva del dispositivo installato su di essa.
• la scelta del prodotto adeguato
EN 1125 (Uscite Antipanico) : • l’installazione
stabilisce i requisiti che il dispositivo antipanico deve avere per • la manutenzione
garantire una via di fuga sicura ed efficace, attraverso una porta
la cui apertura avviene a semplice spinta su una barra, con il INSTALLATORE - deve:
minimo sforzo e senza una conoscenza preventiva del dispositi-
vo installato su di essa • eseguire l’installazione osservando tutte le indicazioni del
produttore
Queste sono due norme di prodotto armonizzate alla direttiva • redigere una dichiarazione di corretta installazione osservan-
89/106/CEE che, su queste uscite, rende obbligatoria dal 1° aprile do tutte le indicazioni del produttore
2003 l’uso di prodotti marcati CE.
TITOLARE DELL’ ATTIVITA’ - deve:
DECRETO MINISTERIALE DEL 3 NOVEMBRE 2004 • conservare la dichiarazione
• effettuare la corretta manutenzione
Che così definisce il campo di applicazione: • annotare le operazioni di manutenzione e controllo in un ap-
I dispositivi di apertura manuale delle porte installate lungo le posito registro
vie di esodo, nelle attività soggette al controllo dei Vigili del fuo-
co ai fini del rilascio del certificato di prevenzione incendi, devo- Contenuti non trattati dalla legge in vigore:
no essere conformi alle norme UNI EN 179 o UNI EN 1125 in
13 Febbraio 1983 funzione della tipologia della uscita. • il numero e la disposizione delle vie di uscita
Morte 64 persone, su 100 presenti, in gran parte per intossica- • se l’uscita è antipanico o di emergenza
competenti ritengono che le situazioni di pericolo possa- Le tipologie di uscite di sicurezza sono così definite: • se la porta deve essere resistente al fuoco/fumo
zione da fumi. no essere controllate e quindi non insorga panico un pro-
Le vittime, sebbene avessero tentato la fuga, non riuscirono ad • se le dimensioni della porta rientrano nel campo di applica-
duttore e successivamente commercializzati come kit in Uscite di Emergenza: zione delle norme
aprire le porte sulle uscite di sicurezza. un’unica transazione. a.1) L’attività è aperta al pubblico e la porta e’ utilizzabile da • quale è la configurazione più adatta per la porta considerata?
meno di 10 persone • quale è la frequenza di utilizzo della porta?
Subito dopo venne emesso un decreto che stabiliva: “… nei luo- Uscite Antipanico: a.2) L’attività non è aperta al pubblico e la porta è utilizzabile da
ghi pubblici, le porte sulle vie di fuga, devono essere equipag- • quale resistenza alla corrosione deve avere il dispositivo?
sono quelle quelle vie di fuga presenti in luoghi frequentati da un numero di persone superiore a 9 ed inferiore a 26.
giate da un dispositivo di apertura a barra a semplice spinta” un numero consistente di persone che non conoscono l’uso dei
dispositivi installati sulle uscite e dove possono verificarsi situa- Uscite Antipanico:
zioni di panico (ad esempio teatri, musei, ospedali, etc.). b.1) L’attività è aperta al pubblico e la porta è utilizzabile da più
DUE TIPOLOGIE DI USCITE DI SICUREZZA di 9 persone
b.2) L’attività non è aperta al pubblico e la porta è utilizzabile
Uscite di Emergenza: DUE NORME DI PRODOTTO da più di 25 persone
sono quelle vie di fuga presenti in luoghi in cui è coinvolto un b.3) I locali con lavorazioni e materiali che comportino pericoli
contenuto numero di persone addestrate nell’utilizzo dei di- EN 179 (Uscite di Emergenza): di esplosione e specifici rischi d’incendio con più di 5 lavoratori
spositivi installati sulle uscite (es. uffici), nelle quali le autorità specifica i requisiti che il dispositivo di emergenza deve avere addetti.
38 MANIGLIONI ANTIPANICO MANIGLIONI ANTIPANICO 39vo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
Normativa di riferimento
EN 1125 Tempo di apertura: Controbocchette: Sporgenza della barra (2 gradi ammessi):
deve consentire di aprire la porta dall’interno in ogni momento devono essere progettate in modo che polvere e sporcizia siano • 1 Fino a 150mm. (sporgenza massima)
Dispositivi per le uscite antipanico azionati mediante una in meno di 1 secondo facilmente asportabili • 2 Fino a 100mm. (sporgenza standard)
barra orizzontale per l’utilizzo sulle vie di esodo
Porta a due ante:
INTRODUZIONE Tempo di apertura: il dispositivo deve consentire che entrambe le ante della porta
W W
Lo scopo principale di questa Norma è quella di fornire una via deve consentire di aprire la porta dall’interno in ogni momento siano aperte simultaneamente e ruotino liberamente
di esodo sicura ed efficace attraverso una porta con una sola in meno di 1 secondo
operazione mediante la pressione di una mano o del corpo sen- REQUISITI PRESTAZIONALI SPECIFICI Lunghezza della barra:
za previa conoscenza del dispositivo antipanico. mai minore del 60% della larghezza della porta (non indicato
Forza di apertura con porta non sottoposta a pressione: - Durabilità nella stringa di classificazione)
Nella presente Norma è data priorità alla facilità di apertura da non oltre gli 80N - Massa della porta
parte delle persone più deboli (bambini, anziani e disabili) - Idoneità su porte tagliafumo e/o tagliafuoco Tipologia della barra (2 tipologie ammesse):
Forza di apertura con porta sottoposta - Resistenza alla corrosione
REQUISITI DIMENSIONALI DI BASE a pressione: - Sporgenza della barra • Tipo A “push-bar”
non oltre i 220N - Lunghezza della barra
Superficie della barra di azionamento: - Tipologia della barra
la superficie di contatto per l’apertura non deve Forza di riaggancio: - Campo di applicazione della porta
essere inferiore ai 18mm non oltre i 50N
Ogni singolo requisito comporta una specifica caratteristica del di-
1 000 N
spositivo da usare
Anti-schiacciamento delle dita: Resistenza barra orizzontale:
1 000 N 1 000 N
per ridurre il rischio di intrappolamento deve resistere ad una forza di 1000N CLASSIFICAZIONE • Tipo B “touch-bar”
delle dita qualunque spazio libero deve 1 000 N
Durabilità (2 gradi ammessi):
O
essere tale da non intrappolare una O
barretta di prova di 10mm Resistenza aste verticali: • 6 100.000 cicli
devono resistere ad una forza di trazione di 500N 500 N • 7 200.000 cicli
Spazio libero rispetto alla superficie della porta: Massa della porta (3 gradi ammessi):
lo spazio libero tra la superficie della porta e la • 5 Fino a 100 Kg
barra orizzontale non deve essere inferiore a 25mm • 6 Fino a 200 Kg
Sicurezza contro l’effrazione: • 7 Oltre i 200 Kg Tipologia della barra :
deve tenere la porta chiusa in presenza di una forza esterna di in funzione del tipo di meccanismo di blocco/sblocco (non indi-
Spazio libero accessibile: 1000N Idoneità su porte tagliafumo e/o tagliafuoco (3 gradi): cato nella stringa di classificazione)
il dispositivo deve essere progettato in modo da non essere • 0 non adatto
inavvertitamente bloccato da oggetti estranei. Un provino di Resistenza alla corrosione: • A adatto per porte tagliafumo Soluzione: da APPLICARE Soluzione: da INFILARE
10x15x20mm posto in qualsiasi spazio accessibile non deve im- la forza necessaria per aprire non deve eccedere: 80N prima del • B adatto per porte tagliafuoco/tagliafumo
pedire il corretto funzionamento test e 120N dopo il test in nebbia salina 2
Resistenza alla corrosione (2 gradi ammessi): F3
REQUISITI PRESTAZIONALI DI BASE ALTRI REQUISITI • 3 96 ore (alta resistenza) 3
• 4 240 ore (altissima resistenza)
Z X
Intevallo di temperatura: Coperture per aste verticali:
deve consentire il funzionamento a temperature comprese tra se fornite devono avere un fissaggio sicure e poter essere rimos- Y
-10°C e +60°C se solo con attrezzi specifici
40 MANIGLIONI ANTIPANICO MANIGLIONI ANTIPANICO 41vo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
Campo di applicazione della porta STRINGA DI CLASSIFICAZIONE
• Categoria A porta ad un’anta o a due ante (anta attiva o
passiva)
• Categoria B solo porta ad un’anta
• Categoria C porta a due ante, solo anta passiva
Caratteristiche fisse
At In At At At In At In At In At 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
3 7 5 B 1 3 2 2 A B
A or B - / A or B A / A A or C / A EN179 / A EN179 / A
Fare attenzione se la porta è a battente oppure no
ESEMPI DI CERTIFICAZIONE
Categoria di impiego
(alta frequenza d’uso)
SAFETY
(massimo livello)
Security
(i requisiti di “security” son secondari rispetto a quello di “safety”)
Caratteristiche variabili
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
6/7 5/6/7 0/A/B 3/4 1/2 A/B A/B/C
Campo di
Durabilità applicazione porta
Resistenza alla
Massa della porta Tipologia della barra
corrosione
Idoneità per porte tagliafumo Sporgenza della barra
e/o tagliafuoco
42 MANIGLIONI ANTIPANICO MANIGLIONI ANTIPANICO 43vo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
Suggerimenti applicativi FAQ - Domande frequenti
in fase progettuale
Cos’è un maniglione antipanico? chiusura elettrica che deve comunque essere immediatamen-
• E’ un dispositivo che prevede una rapida e facilissima aper- te disabilitata in caso di panico e comunque in nessun caso
Esempio di schema per la scelta tra dispositivo di emergenza o antipanico tura della porta d’emergenza in qualsiasi momento da parte compromettere il funzionamento del dispositivo antipanico
di chiunque (disabile e non) con il minimo sforzo possibile e
senza alcun ausilio di utensili E’ possibile integrare un maniglione antipanico elettrico ad
una sistema di controllo accessi?
Tipo Tipo Dimensione Possibile numero Familiarità con Familiarità col Livello Numero porte Numero Rischio Esistono Normative al riguardo? • SI ma non deve compromettere il normale funzionamento
Porte Conclusione
edificio ambiente ambiente di persone l’edificio dispositivo luminosità emergenza vie di fuga panico • I dispositivi per l’apertura delle porte poste sulle via di fuga del dispositivo. Molti produttori forniscono accessori adatti e
Dispositivo sono regolamentate da due Norme Europee (EN1125 e EN179). certificati per soddisfare queste esigenze
1 Ospedale Laboratorio 20 mq. 4 pp SI SI BUONA 1 1 NO Altre Norme sono in fase di elaborazione
analisi EN 179
E’ possibile usare incontri elettrici?
2 Teatro Platea 1000 mq. 500 pp NO NO SCARSA 5 5 SI Dispositivo Quali sono le differenze tra la norma EN1125 ed EN179? • La soluzione con incontri elettrici potrebbe non essere con-
EN 1125 • La EN1125 disciplina l’utilizzo in luoghi dove può crearsi una forme alla EN1125 e comunque andrebbe accertata la compa-
3 situazione di panico e dove le persone non hanno una pre- tibilità tra i due elementi
ventiva conoscenza del funzionamento del dispositivo (cine-
ma, teatri, scuola, ecc...) E’ possibile collegare il dispositivo antipanico ad un allar-
4 • La EN179 disciplina l’utilizzo in luoghi a bassissimo rischio di me?
situazioni di panico e le persone devono essere perfettamen- • I sistemi d’allarme generalmente non sono in conflitto con i
Questo schema è solo un esempio e non è esaustivo di tutte le considerazioni che devono essere fatte, come ad es. l’esigenza di un più facile te a conoscenza del funzionamento del dispositivo (uffici, dispositivi antipanico. Si raccomandia comunque l’installazio-
utilizzo da parte di persone disabili, se la porta deve essere o meno tagliafumo e/o tagliafuoco ecc. centrali termiche, ecc...) ne da parte di aziende certificate
Cosa dice il decreto ministeriale del 2004? La porta d’emergenza posta su una via di fuga deve essere
Un dispositivo conforme alla EN179 si può installare se: certificata?
Osservazioni • l’attività è aperta al pubblico e la porta è utilizzabile da meno • SI. Il produttore della porte deve certificare secondo il sistema
I dispositivi per le uscite antipanico possono essere usati Se la porta si apre in senso contrario all’esodo, il dispositivo può di 10 persone di attestazione di conformità 1
nelle uscite di emergenza, mentre i dispositivi per le uscite di essere solo di emergenza (conforme alle norme EN 179). • l’attività NON è aperta la pubblico e la porta è utilizzabile da
un numero di persone superiore a 9 ed inferiore a 26 Variazioni in corso con la revisione della EN1125
emergenza NON possono essere usati nelle uscite antipa- Laddove si ha il dubbio se l’uscita sia antipanico o di emergenza,
nico. è sempre opportuno optare per l’utilizzo di dispositivi antipa- 1 Categoria d’uso : invariato
nico. Posso usare un dispositivo di emergenza al posto di un di-
spositivo antipanico? 2 Durability: Da 2 gradi a 10 gradi che tiene conto dalla forza
• NO. Posso usare un dispositivo antipanico (EN1125) al posto
esercitata dalle guarnizioni
di un dispositivo di emergenza (EN179) ma non il contrario.
In caso di dubbio è sempre meglio prescrivere un maniglione 3 Door mass: da 3 gradi a 9 gradi (aggiunto sopra 200 e in
antipanico conforme alla EN1125 funzione della forza di chiusura statica)
Posso usare qualsiasi maniglione antipanico sulle porte ta- 4 Fire/Smoke: invariato
gliafuoco? 5 Safety: Da 1 a 2 gradi (aggiunto apertura convo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
Norma UNI EN 1125:2008
Accessori per serramenti - Dispositivi per le uscite antipanico la sporgenza dalla superficie della porta, nel caso in cui uno o • Dispositivo di riaggancio automatico: parte di un disposi- nale di rientro).
azionati mediante una barra orizzontale per l'utilizzo sulle vie entrambi questi criteri siano importanti. tivo antipanico che consente di bloccare automaticamente
di esodo - Requisiti e metodi di prova • due progetti specifici di dispositivi antipanico: quelli progettati una porta nella posizione di chiusura dopo che il dispositivo • Barra: parte orizzontale di un dispositivo antipanico che,
per l’uso esclusivamente su porte ad un’anta e quelli progettati è stato azionato (per esempio, uno scrocco caricato a molla o quando spinta, aziona il meccanismo.
1 – INTRODUZIONE specificatamente per l’uso su porte ad un’anta e/o due ante. un elemento di chiusura disinserito automaticamente).
• Porta a due ante: assemblaggio composto da due ante incer-
Lo scopo principale dei requisiti prestazionali contenuti nella La presente norma europea NON contempla quanto segue: • Elemento di chiusura: parte di un dispositivo antipanico che nierate o imperniate all’interno di un unico telaio.
presente norma europea è quello di fornire una via di fuga si- si innesta nella controbocchetta per bloccare la porta nella
cura ed efficace attraverso una porta con una sola azione della • progetti particolari di dispositivo antipanico e precisa solo le posizione di chiusura. Note - i montanti possono essere lisci o con battuta; una porta a
mano e/o pressione del corpo per azionare il dispositivo anti- dimensioni richieste ai fini della sicurezza; due ante nella quale solo un’anta è dotata di dispositivo antipanico
panico per uscite di sicurezza, esercitando un minimo sforzo e • dispositivi antipanico specifici previsti per l’uso da parte di per- • Dispositivo di fermo a giorno: parte di un dispositivo antipa- è considerata una porta antipanico ad una sola anta; una porta a
senza previa conoscenza del dispositivo antipanico. sone gravemente invalide nico che provvede a mantenere l’/gli elemento/i di chiusura in due ante dove l’anta che si apre per prima è dotata di dispositivo
Nella presente norma è data priorità al funzionamento antipani- • dispositivi per uscite di emergenza azionati mediante una ma- posizione retratta fino a che non venga ripristinato manual- antipanico secondo la EN 1125 e l’anta che si apre per seconda è
co piuttosto che alla pressione ed alla resistenza necessarie per niglia a leva o piastra a spinta (vedere la EN 179) oppure sistemi mente. dotata di dispositivo per uscite di emergenza secondo la EN 179, è
aprire la porta quando siano montate guarnizioni, guarnizioni antipanico o per uscite di emergenza comandati elettricamente considerata una porta a due ante per uscite di emergenza o una
di tenuta, elementi di chiusura multipli ecc. È data priorità alla (vedere il prEN 13633 ed il prEN 13637). • Porta: assemblaggio composto da una porta di uscita di sicu- porta antipanico ad un’anta.
facilità di apertura da parte dei bambini, degli anziani e degli rezza ad una sola anta incernierata i imperniata in un telaio.
infermi. • Barra a contatto: barra orizzontale di azionamento di un di-
Mentre i dispositivi antipanico oggetto della presente norma 2 –SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE • Anta inattiva: anta che si apre per ultima e si chiude per pri- spositivo antipanico (tipo B), progettata in modo tale da es-
forniscono una ragionevole sicurezza esterna per evitare un ma in una porta a due ante con battuta ad oscillazione sin- sere parte di un telaio o di altro assemblaggio di montaggio,
potenziale uso improprio del dispositivo (catene, chiavistel- La presente norma europea specifica i requisiti per la fabbrica- gola. che funziona in direzione dell’uscita.
li, ecc…), l’obiettivo principale è quello di consentire che una zione, le prestazioni e le prove di dispositivi antipanico per usci-
porta possa essere aperta in qualsiasi momento con le mani o te di sicurezza azionati meccanicamente mediante una barra a • Interno: superficie della porta in cui si trova la barra che prov- • Forza di apertura: forza applicata alla barra in direzione per-
mediante la pressione del corpo, esercitata sul dispositivo an- spinta orizzontale oppure una barra a contatto orizzontale, pro- vede a far funzionare il dispositivo antipanico per poter uscire. pendicolare alla superficie della porta, necessaria per ritrar-
tipanico posto sulla superficie interna della porta stessa, senza gettati appositamente per l’utilizzo in una situazione di panico re o aprire tutti gli elementi o l’elemento di chiusura dalla/e
che sia necessario utilizzare una chiave o altri oggetti. su vie di fuga. • Controbocchetta: parte di un dispositivo antipanico, come controbocchetta/e in modo tale che la porta possa essere
Nei casi in cui si richieda sicurezza addizionale per le uscite di si- L’idoneità di un dispositivo antipanico all’uso su porte taglia- ad esempio un percussore, una bocchetta o altro accessorio aperta.
curezza, si dovrebbe fare riferimento al prEN 13633 concernente fuoco/tagliafumo è determinata mediante prove prestazionali nel quale si innesta/innestano l’/gli elemento/i di chiusura.
i sistemi antipanico comandati elettricamente, o al prEN 13637 al fuoco condotte in aggiunta a quelle richieste dalla presente • Asta verticale: prolungamento dell’elemento di chiusura di
concernente i sistemi di uscita comandati elettricamente per norma europea. Nell’appendice B sono indicati i requisiti sup- • Barra a spinta: barra orizzontale di azionamento di un dispo- un dispositivo antipanico per uscite di sicurezza collegato alla
l’uso su vie di fuga. plementari per questi prodotti. sitivo antipanico (tipo A), progettata per essere fissata fra staf- barra orizzontale tramite il meccanismo di azionamento.
La presente norma europea riguarda dispositivi antipanico per fe di supporto imperniate, che funziona in direzione dell’usci-
La presente norma europea rivista ora tratta quanto segue: uscite di sicurezza che o sono fabbricati e commercializzati nella ta e/o secondo un arco descritto verso il basso. • Dispositivo antipanico per uscite di sicurezza: dispositivo
loro interezza da un solo produttore o sono prodotti da più di di uscita secondo la EN 1125 previsto per fornire una via di
• dispositivi antipanico progettati per essere utilizzati in situa- un produttore e successivamente commercializzati come kit in • Produttore: fabbricante, ente od organizzazione che detiene fuga sicura ed efficace attraverso una porta esercitando un
zioni di panico; un’unica transazione. la responsabilità legale della commercializzazione del pro- minimo sforzo e senza previa conoscenza del dispositivo,
• dispositivi antipanico per l’uso solo su ante di porte incernie- dotto. consentendo una via di fuga sicura anche nel caso in cui la
rate o imperniate; porta sia sottoposta a pressione, come per esempio nel caso
• gamma di dispositivi antipanico compresi quelli per l’uso su 3 – TERMINI E DEFINIZIONI • Esterno: superficie della porta opposta alla superficie sulla di persone spinte contro la porta nella direzione di fuga.
porte a due ante; quale si trova la barra che provvede a far funzionare il dispo-
• due tipi specifici di azionamento della barra orizzontale: dispo- Ai fini del presente documento, si applicano i termini e le defi- sitivo antipanico. Note – Un dispositivo antipanico contiene un elemento/i di chiu-
sitivi antipanico con barra a spinta (push-bar) tipo A, e dispositi- nizioni seguenti. sura che si innesta/innestano in una controbocchetta/e nel telaio
vi antipanico con barra a contatto (touch-bar) tipo B. • Dispositivo di accesso dall’esterno: parte opzionale di un della porta e/o del pavimento per bloccare la porta quando è chiu-
• due categorie di sporgenza dei dispositivi antipanico al fine di • Anta attiva: anta che si apre per prima e si chiude per ultima dispositivo antipanico per aprirlo dall’esterno (un dispositivo sa. L’/gli elemento/i di chiusura può/possono essere azionato/i me-
rendere massima l’ampiezza della via di fuga e rendere minima in una porta a due ante con battuta ad oscillazione singola. di accesso dall’esterno può essere fornito con funzione opzio- diante la barra posizionata orizzontalmente sulla superficie inter-
46 MANIGLIONI ANTIPANICO MANIGLIONI ANTIPANICO 49vo lume 2 i l capito l ato ı manua l e tecnico vo lume 2
na della porta quando essa è spinta in qualunque punto della sua si apra almeno l’anta sulla quale esso è montato. • Misurazione: valutazione effettuata mediante l’uso di uno ture comprese tra -10°C e +60°C. La forza operativa massima a
lunghezza effettiva nella direzione di apertura e/o secondo un arco strumento di misurazione. -10°C e a +60°C non deve essere maggiore del 50% delle forze.
descritto verso il basso. • Serratura di sicurezza: parte di un dispositivo antipanico che
può essere bloccato manualmente mediante chiave o auto- Porta a due ante
I dispositivi antipanico sono previsti per l’uso laddove possano veri- maticamente e che è azionato quando il dispositivo di uscita 4 - REQUISITI DI PROGETTO Il progetto di un dispositivo antipanico previsto per l’uso sulle
ficarsi situazioni di panico. In una situazione di panico, un gruppo è fatto funzionare. ante di una porta a due ante deve consentire che entrambe le
di persone reagirà in modo diverso dalla persona singola. Quando Funzione di azionamento ante siano aperte simultaneamente e che oscillino liberamen-
due o più persone si precipitano verso un’uscita di sicurezza, pro- • Uscita di sicurezza: porta su una via di fuga provvista di un Un dispositivo antipanico deve essere progettato in modo tale te in direzione dell’uscita dopo che la porta è stata azionata. La
babilmente al buio e/o in presenza di fumo, è possibile che la pri- dispositivo di uscita secondo la EN 179 e/o la EN 1125. da azionare una porta in ogni momento dall’interno in meno conformità deve essere verificata mediante ispezione visiva e
ma persona che raggiunge la porta non azioni necessariamente il di 1 s, quando la barra orizzontale posta orizzontalmente sul- prove funzionali eseguite prima e dopo la prova di durabilità.
dispositivo antipanico, ma possa spingere la superficie della porta • Lunghezza utile della barra: lunghezza della barra com- la parte interna della porta è azionata con le mani o mediante
(porta sottoposta a pressione) mentre le altre persone tentano di prendente qualsiasi elemento al quale la barra è fissata e che la pressione del corpo con movimento continuo in direzione Installazione della barra
azionare la barra orizzontale con le mani o mediante la pressione ceda sotto la pressione delle mani o del corpo provocando dell’uscita e/o secondo un arco descritto verso il basso, in punto I dispositivi antipanico devono essere progettati in modo tale
del corpo. in tal modo l’azionamento del meccanismo del dispositivo qualsiasi lungo la sua lunghezza utile e senza che sia necessa- che la barra operativa possa essere installata a 150 mm o meno
antipanico. rio l’uso di una chiave o di altro oggetto similare. Deve essere dall’arresto della porta in prossimità del battente della porta
Se una porta si apre in direzione dell’uscita, può essere utilizzato un progettato per aprire la porta senza alcun ritardo dal momento quando questa si trova in posizione di chiusura. La conformità
dispositivo antipanico per uscite di sicurezza invece di un dispositi- • Funzione di rientro: funzione opzionale che, per motivi di in cui la barra orizzontale è fatta funzionare nella posizione di deve essere verificata mediante ispezione visiva e misurazioni.
vo per uscite di emergenza a seconda delle regolamentazioni locali. sicurezza, consente ad una persona di rientrare in una stanza azionamento del meccanismo.
dall’esterno senza chiave dopo che è stato attivato l’elemento Lunghezza della barra
• Dispositivo per uscite di emergenza: dispositivo di uscita di azionamento dall’interno. Dopo aver azionato il dispositi- L’azionamento della barra orizzontale deve consentire, in Il progetto di un dispositivo antipanico deve essere tale che la
secondo la EN 179, previsto per scopi di emergenza laddove vo dall’interno, qualsiasi maniglia (o altro mezzo) di aziona- qualsiasi momento, l’uscita immediata dall’interno, indipen- lunghezza utile della barra orizzontale sia il più vicino possibile
non è probabile che si verifichino situazioni di panico, per for- mento del dispositivo di uscita dall’esterno rimane sbloccato dentemente dal fatto che siano incorporati sistemi ausiliari di alla larghezza utile dell’apertura della porta per la quale è consi-
nire una via di fuga sicura ed efficace attraverso una porta con fino a quando non viene ripristinato manualmente mediante bloccaggio e/o sbloccaggio, quali ad esempio una serratura di gliato, ma mai meno del 60%. La conformità deve essere verifi-
una sola azione per azionare il dispositivo per uscite di emer- chiave. sicurezza o un dispositivo di accesso dall’esterno. cata mediante ispezione visiva e misurazioni.
genza, sebbene ciò possa richiedere una conoscenza previa
di tale azionamento. • Campo di applicazione della porta: configurazioni della La conformità deve essere verificata mediante ispezione visiva, Sporgenza della barra
porta per le quali sono progettati i dispositivi antipanico e prove funzionali e/o misurazioni. Nessun particolare del dispositivo antipanico, quando la porta è
Note – un dispositivo per uscite di emergenza contiene un elemento/i dichiarati dal produttore. in qualsiasi posizione, deve sporgere dalla superficie della porta
di chiusura che si innesta/innestano in una controbocchetta/e nel Montaggio del dispositivo antipanico più di:
telaio della porta e/o nel pavimento per bloccare la porta quando • Limiti di massa e dimensioni delle porte: limiti di massa e Un dispositivo antipanico, fatta eccezione per la barra orizzon-
è chiusa. I/gli elemento/i di chiusura può/possono essere azionato/i dimensionali delle porte per le quali sono progettati i dispo- tale, deve essere progettato per essere montato o sulla super- categoria 1: sporgenza fino a 150 mm (sporgenza grande);
mediante la maniglia a leva o la piastra a spinta posta sulla super- sitivi antipanico. ficie interna della porta o all’interno della stessa. La conformità
ficie interna della porta. deve essere verificata mediante ispezione visiva. categoria 2: sporgenza fino a 100 mm (sporgenza tipica)
• Sottoassemblaggi: serie preassemblata di componenti che
I dispositivi di uscita secondo la EN 179 sono previsti per scopi di formano una parte del dispositivo antipanico (maniglioni an- Resistenza alla corrosione La conformità deve essere verificata mediante ispezione visiva
emergenza laddove non è probabile che si verifichino situazioni di tipanico, scatole di comando e serrature). La resistenza alla corrosione deve essere almeno di grado 3 in e misurazioni.
panico. Nei casi in cui si prevede che delle persone in una situazio- conformità alla EN 1670:2007, punto 5.6.
ne di panico possano esercitare una pressione sulla porta, allora si • Larghezza utile dell’apertura della porta: larghezza libera Terminale della barra
dovrebbe utilizzare un dispositivo antipanico per uscite di sicurezza della superficie interna dell’anta della porta quando la porta Spigoli ed angoli esposti La barra operativa di un dispositivo antipanico non deve spor-
secondo la EN 1125. si trova in posizione di chiusura. Un dispositivo antipanico deve essere realizzato in modo che gere oltre nessuna delle due staffe terminali di sostegno. Nel
tutti gli spigoli e gli angoli esposti che potrebbero provocare caso di un dispositivo per porta a due ante, il requisito deve
I dispositivi per uscite di emergenza sono idonei inoltre per uscite di • Ispezione visiva: valutazione effettuata ad occhio nudo, re- lesioni alle persone che lo utilizzano siano arrotondati con un applicarsi a ciascuna estremità di ciascuna barra. La conformità
sicurezza ad un’anta con apertura verso l’interno, se le regolamen- golata in funzione della visione normale e l’uso dell’attrezza- raggio non minore di 0,5 mm. La conformità deve essere verifi- deve essere verificata mediante ispezione visiva.
tazioni locali lo consentono. tura di misurazione appropriata. cata mediante ispezione visiva e misurazioni.
Superficie della barra operativa
• Dispositivo antipanico per porta a due ante: dispositivo an- • Prova funzionale: valutazione effettuata mediante aziona- Intervallo di temperatura Per i dispositivi antipanico di tipo A, quando fissati in posizione,
tipanico per l’uso sulle ante di porte a due ante, realizzato in mento della porta di prova (apertura o chiusura) e/o aziona- I materiali selezionati nel progetto di un dispositivo antipanico l’asse verticale o l’altezza della superficie operativa della barra a
modo tale che facendo funzionare una delle barre orizzontali, mento di qualsiasi elemento del dispositivo di uscita. devono essere adatti a consentire il funzionamento a tempera- spinta non deve essere minore di 18 mm.
48 MANIGLIONI ANTIPANICO MANIGLIONI ANTIPANICO 51Puoi anche leggere