"Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario" (Primo Levi)

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“Se comprendere è impossibile,
        conoscere è necessario”… (Primo Levi)
  Venerdì 25 maggio le classi 3^C, 3^D, 3^E e 3^F sono andate al carcere di Bergamo per
assistere allo spettacolo teatrale “Non si sa dove”, messo in scena dai detenuti.

       Lo spettacolo è stato bello ed interessante. Mi è piaciuta più d’ogni cosa ascoltare le
canzoni che sono state composte da detenuti. La più bella è stata quella cantata in francese
da un ragazzo che parlava della libertà.

        Mi ha colpito anche un detenuto straniero che faceva fatica a parlare l’italiano perché
si trovava nel nostro paese da poco, ma, nonostante ciò, durante lo spettacolo recitava pezzi
interi della Divina Commedia di Dante Alighieri.

       Prima di ritornare a scuola ci siamo confrontati e abbiamo posto delle domande sulla
loro vita. È stata una bella esperienza spero di rifarla l’anno prossimo: abbiamo capito che i
carcerati sono delle persone come noi che purtroppo hanno sbagliato nella vita e adesso
stanno pagando le conseguenze.

                                                                               Riccardo Assesselli

        Il carcere è un luogo dove le persone si ricattano e si pugnalano alle spalle, pieno di
psicopatici e assassini o almeno così è come ci è stato insegnato dalle pellicole
hollywoodiane, forse per proteggerci ed evitare di commettere reati. Lo spettacolo di cui
siamo stati testimoni ci ha insegnato che in verità questi pregiudizi sono tutti falsi ed il
carcere è un'altra realtà. Noi spettatori abbiamo assistito ad uno spettacolo molto originale e
profondo, che non ritraeva il carcere come un luogo di punizione, ma come un luogo di
transizione, non di rassegnazione per gli errori passati, ma di speranza per gli avvenimenti
futuri.

        Detta così, si rischia però di indolcire troppo la pillola perché, se è vero che il carcere
è un luogo di transizione, è anche vero che è una delle più devastanti esperienze che si
possano provare. Il carcere è si un luogo di rieducazione, ma priva della libertà, priva di ogni
libertà: cosa fare, come farlo, quando farlo,...

       “ Io prima di finire in questo posto, prima di finire in carcere spendevo 1000-1500 euro
ogni giorno e pensavo che fosse tutto fantastico. Ma quando sei qui ti rendi conto che tutti i
soldi del mondo non valgono un giorno della tua libertà”
       Parole pronunciate da un ragazzo di 28 anni, condannato a quattordici anni:
trascorrerà in carcere anche i prossimi dieci anni
Purtroppo come molte cose, soprattutto le più ovvie, la libertà viene spesso data per
scontata e, come accade per tutte le cose date per scontate, ci si rende conto della loro
importanza solo una volta che le si sono perse.
                                                                               Dario Farina

       La visita al carcere è stata una bella esperienza. Dallo spettacolo e dal confronto con i
detenuti sono venuto a conoscenza delle reali condizioni in cui i carcerati sono costretti a
vivere; ho capito quanto la libertà sia un bene prezioso per l’uomo.

        Questo lo si può percepire meglio quando si è chiusi dietro le sbarre di una cella,
dalla quale si può uscire solo 4 ore al giorno. Una frase che mi ha colpita è stata infatti:
“Tutti i soldi di questo mondo non possono comprare un’ora di libertà”.

                                                                               Uccheddu Elena

        E' stata un'esperienza molto interessante perché ho avuto la possibilità di conoscere
una realtà del tutto diversa dalla mia. All'inizio ero un pò spaventata, ma poi mi sono
ricreduta, infatti lo spettacolo mi è piaciuto e anche il confronto con i detenuti mi ha fatto
riflettere. Il detenuto che mi ha colpita di più è stato quello che sapeva a memoria la Divina
Commedia anche se si trova da poco in Italia e il ragazzo che ha cantato la canzone sulla
libertà.

                                                                                     Sara Berva

         L’esperienza al carcere è stata molto interessante. Mi è rimasto impresso quando un
ragazzo ha continuato a ripeterci di divertirci senza fare errori di cui ci potremmo pentire,
perché prima o poi se ne pagano le conseguenze per tutta la vita. Visitare questo luogo mi ha
fatto soprattutto capire come passano le giornate i detenuti e quali sono le loro condizioni
di vita.

                                                                              Michela Molendi

       Quello che ho provato durante quest’esperienza è stato un sentimento di giustizia
perché se queste persone si trovano in un carcere, un motivo c’è; ma comunque non bisogna
dimenticare che sono persone e quindi non vanno trattate come animali e devono poter
vivere in condizioni migliori.

                                                                             Arnela Suhopoljac
Questa esperienza al carcere è stata molto interessante ed istruttiva, mi ha fatto
conoscere una realtà diversa da quella che immaginavo. Queste persone non hanno più la
loro libertà e non possono più vedere la loro famiglia e veder crescere i loro figli. E’ stato
molto bello vederli impegnati a fare questo spettacolo e a farci capire l’importanza della
nostra vita e di non commettere sbagli inutili che potrebbero costarci la nostra libertà.

                                                                                  Chiara Rozzoni

       Questa visita in carcere è stata a mio parere molto istruttiva; in quanto mi ha fatto
capire che la vita in carcere non è come quella che pensavo io, bensì molto più dura. Inoltre
mi ha fatto capire quanto è importante la libertà che in carcere si perde.

                                                                                   Claudio Belloni

       Ho trovato l’esperienza molto bella: mi ha lasciato il segno e soprattutto ha aperto la
mia mente a nuove realtà. Infatti, i carcerati non vanno in giro con una palla al piede oppure
con delle tute arancioni come nei film americani. Ho capito che molti di loro si sono pentiti
di ciò che hanno fatto quando erano liberi e sperano, quando riacquisteranno la libertà, di
trovare un’occupazione dignitosa.

                                                                                      Viola Paola

       Secondo me il carcere ha destato molte emozioni. A me personalmente ha suscitato
un’emozione totale, mi sono diventati gli occhi lucidi. Secondo me i carcerati nel vederci
sono stati contenti perché hanno potuto constatare che, nonostante il timore iniziale,
abbiamo cambiato idea. Questa esperienza ha lasciato nella mente e nel cuore un ricordo
indelebile e mi ha fatto capire che una scelta sbagliata nella vita può portarci in un posto in
cui nessuno vuole stare. Loro non sono animali, ma sono uomini che sono stati deboli e si
sono lasciati trasportare dalle scelte sbagliate, ma infondo sono persone come noi.

                                                                                   Sofia Cattelani

        I carcerati non sono come si vede nei film americani tutti delinquenti e pieni di
tatuaggi, ma sono persone uguali a noi.
        Lo spettacolo che hanno presentato è stato molto bello, ha sottolineato l’integrazione
dei detenuti all’interno della struttura di detenzione. Inoltre è stato messo in rilievo il bel
rapporto che c’è tra i carcerati, una semplice aria di amicizia e di fiducia reciproca. Lo
spettacolo ci è piaciuto, ma più interessante è stato il confronto alunni-carcerati: noi ragazzi
abbiamo potuto porre delle domande ai detenuti, ma anche loro ci hanno chiesto delle
riflessioni riguardo alla loro prestazione teatrale.
        Alla fine di questa esperienza, tutti siamo più consapevoli della condizione dei
carcerati in Italia, ma soprattutto tutte le classi, tutti i ragazzi e tutti i docenti hanno capito
che nel carcere non sono presenti delinquenti, balordi, spacciatori ma, invece semplici
persone che hanno commesso degli errori durante la vita
Marinoni Samuele
                                                                                 Colpani Luca

       Il carcere mi è piaciuto molto, è stata una bella esperienza perché ti tocca dentro. Mi
ha colpito lo scambio di domande e perplessità con i carcerati, soprattutto quando uno di
loro che si chiamava Stefano ha detto che si è fatto dei tatuaggi con la molla dell’accendino e
un pennarello e quando hanno parlato delle ore d’aria che gli sono concesse. Sono rimasto
scioccato nel constatare che coloro che facevano il “teatro” erano dei carcerati, ma che non
lo sembravano affatto, alla fine sono sempre delle persone che hanno commesso degli sbagli
e che ora li stanno pagando e devono essere trattati con dignità.

                                                                             Piazza Alessandro

        “Non si giudica mai un libro dalla copertina”. Questo è proprio vero, anche noi al
pensiero di dover andare a visitare il carcere, cercavamo di immaginarlo sulla base degli
stereotipi (negativi) che i mass media trasmettono e alimentano. Non vogliamo però dire
che il carcere è un posto stupendo, dove vivere felici; anzi, alcuni carceri (non era questo il
caso) sono angusti, sporchi, minuscoli e non offrono la possibilità di spazi aperti. Pensiamo
di dover rimanere chiusi dentro una stanza per una sola giornata, che cosa orribile sarebbe,
non poter vedere i nostri amici, non poter fare, mangiare, quello che si vuole, quindi
dovremmo imparare ad apprezzare ciò che abbiamo, e soprattutto apprezzare la LIBERTA’.
A volte non ci rendiamo conto di quanto la libertà sia meravigliosa, un dono inestimabile,
che neppure tutti i soldi del mondo valgono quanto un’ora della nostra libertà.

       Non dobbiamo e non possiamo però dispiacerci più di tanto per queste persone,
poiché l’uomo nella vita ha la possibilità di decidere se scegliere la via del bene o quella del
male, e queste persone (purtroppo) hanno scelto quella del male che li ha condotti su un
treno, per NON SO DOVE.

         Un treno che ha davanti a sé una lunga strada da percorrere, da cui qualcuno riuscirà
a scendere. Il ricordo del viaggio compiuto rimarrà, però, come un segno indelebile per tutta
la vita.

                                                                            Domenico Mercuri

       Il giorno 26 maggio 2012 abbiamo fatto un’uscita didattica al carcere. È stata un’uscita
molto interessante, anche un piccolo errore che va contro la legge può cambiarti la vita. Il
carcere era quello di Bergamo, nel quale abbiamo assistito ad uno spettacolo interamente
ideato dai carcerati sotto la guida di un regista. Per prepararlo sono stati necessari 5 mesi di
prove! Finito lo spettacolo ci hanno dedicato un po’ di tempo per le domande e abbiamo
scoperto che loro erano dentro per furto o spaccio. Ma abbiamo anche capito che un piccolo
errore che viola la legge può cambiarti radicalmente la vita, il tuo modo di pensare, perché
come sostengono loro, una volta usciti dal carcere non si pensa più come prima; si cambia
modo di vedere le cose. Essi stanno in una cella tre per due e sono in tre. Due volte al giorno
hanno un tempo dedicato all’aria aperta e possono uscire dalle celle. Il carcere è stata
un’esperienza interessante anche a livello scolastico perché studieremo diritto penale e sarà
collegabile a questa uscita.
                                                                           Karim Shams El Din

       Dopo lo spettacolo, che mi è piaciuto molto, i detenuti ci hanno parlato di come sia la
vita che conducono in carcere. Molti si lamentavano del fatto che dovevano restare reclusi in
una stanza i due metri per tre tutto il giorno con eccezione di 4 ore di “svago”. Io ci terrei a
sottolineare che nessuno li ha costretti ad andare in carcere, ma è colpa loro, perché hanno
commesso errori nella vita più o meno gravi e per questo devono subire le conseguenze.
Questa uscita non è stata un’esperienza scolastica, ma una vera e propria esperienza di vita.

                                                                                Danilo Gavazzi

       Del carcere avevo un’idea del tutto diversa da quella che mi sono fatto grazie a questa
esperienza. Prima di entrare alcuni compagni avevano paura di quello che sarebbe potuto
succedere, ma io invece provavo una forte curiosità di vedere come queste persone vivono.
Questo spettacolo credo sia stato di difficile comprensione per noi che non possiamo capire
come sia dura la vita dentro ad un carcere, però riusciva comunque a comunicare delle forti
sensazioni. Ho capito che molte cose che tutti noi crediamo superficiali e scontate, in realtà
non lo sono poi così tanto. Alla fine dello spettacolo c’è stato un confronto, ma inizialmente
non si riusciva a rompere il ghiaccio forse perché eravamo condizionati dai pregiudizi, ma
dopo poco siamo riusciti ad instaurare un dialogo. Questa esperienza mi ha e ci ha insegnato
che a volte i pregiudizi non sono fondati e prima di giudicare bisogna conoscere.

                                                                                Monika Marku

        L'esperienza nel carcere per me è stata molto istruttiva soprattutto mi ha fatto
riflettere molto sui miei comportamenti e sulle conseguenze che possono avere. Io
sinceramente quando sono entrato mi aspettavo di vedere le celle, di vedere i detenuti e di
vedere guardie armate, invece abbiamo solo visto tanti corridoi divisi da molti cancelli.
Un'altra cosa che non mi aspettavo era di vedere i carcerati con i propri vestiti. la cosa che
mi ha colpito di più dello spettacolo e quando un ragazzo ha cantato la canzone sulla libertà
di Bob Marley in francese.

                                                                                   Luca Ausari
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