Rassegna stampa 12 settembre 2016 - Anica

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Rassegna stampa
   12 settembre 2016

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INDICE

ANICA - ANICA CITAZIONI
   09/09/2016 www.e-duesse.it 10:17                                                     8
   Anica, avvicendamento Borg-Corsi

   12/09/2016 La Repubblica - Roma                                                      9
   Cinema2day, mercoledì il biglietto costa due euro

   12/09/2016 QN - Il Resto del Carlino - Nazionale                                     11
   Al cinema con due euro

   12/09/2016 Corriere delle Alpi                                                       12
   Al cinema con 2 euro un giorno al mese

   12/09/2016 Il Mattino di Padova                                                      13
   Al cinema con 2 euro un giorno al mese

   10/09/2016 Il Roma                                                                   14
   Il mercoledì torna il grande cinema a 2 euro

ANICA - ANICA SCENARIO
   12/09/2016 Corriere della Sera - Nazionale                                           16
   Martinez, la rivelazione al Lido «Ho vinto ma amo il teatro»

   11/09/2016 Corriere della Sera - Nazionale                                           17
   Il Leone d'oro è filippino La coppa a Emma Stone

   11/09/2016 Corriere della Sera - Nazionale                                           20
   Mendes e i segreti della votazione «Conquistati dai film più audaci»

   11/09/2016 Corriere della Sera - Nazionale                                           21
   Stone e il lato patriottico di «Snowden» «Non faccio politica, racconto esistenze»

   12/09/2016 Corriere Economia                                                         23
   E tra Mediaset e Vivendi rispunta Sky. Ma non solo

   12/09/2016 Corriere Economia                                                         25
   Prove di concentrazione tra gli indipendenti per scuotere il mercato (e andare
   all'estero)

   11/09/2016 Il Sole 24 Ore                                                            26
   IL LEONE A LAV DIAZ PARABOLA FEMMINILE
12/09/2016 La Repubblica - Nazionale                                                28
Saviano e Mr Narcos: droga, la guerra fallita

11/09/2016 La Repubblica - Nazionale                                                30
OGNI COSA E` CAMBIATA

11/09/2016 La Repubblica - Nazionale                                                34
Ma questi nuovi "Magnifici sette" imitano solo il revival del western

11/09/2016 La Repubblica - Nazionale                                                35
Leone al film filippino in bianco e nero Emma Stone è la più brava

11/09/2016 La Repubblica - Nazionale                                                37
"Quante porte sbattute prima di arrivare qui"

11/09/2016 La Repubblica - Nazionale                                                38
Vince un tipo di cinema che non troverebbe spazio senza premi importanti

12/09/2016 La Repubblica - Affari Finanza                                           39
Rai, format e produzioni il modello sarà la Bbc

12/09/2016 La Repubblica - Affari Finanza                                           41
'Contenuti originali e servizi: così cresce Sky'

11/09/2016 L'Espresso                                                               43
Malinconica Mediaset*

11/09/2016 L'Espresso                                                               44
Tommaso nel suo labirinto

12/09/2016 La Stampa - Nazionale                                                    45
Pay-tv, in Italia una corsa a ostacoli Per gli analisti "troppi canali in chiaro"

12/09/2016 La Stampa - Nazionale                                                    47
"Com'è attuale Guerra e Pace il suo mondo è senza tempo"

12/09/2016 La Stampa - Nazionale                                                    49
Anche il genio di Kurosawa all'inizio non fu capito

12/09/2016 La Stampa - Nazionale                                                    50
"Scelte così elitarie rischiano di allontanare il pubblico dalle sale"

12/09/2016 La Stampa - Nazionale                                                    51
"Eppure del Lido 2016 si ricorderà il nudo sul red carpet"

11/09/2016 La Stampa - Nazionale                                                    52
Vince il film che in pochi vedranno fino alla fine
11/09/2016 La Stampa - Nazionale                                               54
  Un festival laboratorio di stimoli L'Italia ha sbagliato la squadra

  11/09/2016 La Stampa - Nazionale                                               55
  "Liberami" e non solo Così i documentari allargano i confini

  11/09/2016 La Stampa - Nazionale                                               56
  "La mia rivincita a cavallo per l'infanzia senza western"

  10/09/2016 La Stampa - Nazionale                                               57
  Tormenti e (poche) estasi in Laguna Tutta la Mostra 2016 dalla A alla Z

  10/09/2016 La Stampa - Nazionale                                               58
  "Per salvare il futuro di Venezia più autonomia e meno burocrazia"

  12/09/2016 Il Messaggero - Nazionale                                           60
  «Venezia premia il grande cinema»

  11/09/2016 Il Messaggero - Nazionale                                           62
  Venezia, Leone a film filippino in bianco e nero che dura 4 ore

  11/09/2016 Il Messaggero - Nazionale                                           64
  Verdetto schizofrenico ai migliori solo briciole

  11/09/2016 Il Messaggero - Nazionale                                           66
  Cellulari, robot, stampanti? Copiati da Star Trek

  11/09/2016 Il Messaggero - Nazionale                                           67
  Denzel Washington e I magnifici 7: «Che divertimento fare il cowboy»

  12/09/2016 Il Fatto Quotidiano                                                 68
  SOTTO IL TAPPETO NON C ' È NIENTE

  11/09/2016 Il Fatto Quotidiano                                                 69
  " I ragazzi sono sempre più fragili, e io li racconto "

  11/09/2016 Il Fatto Quotidiano                                                 73
  Leone d ' oro a Lav Diaz: con lui un capolavoro non da cinema

  12/09/2016 Il Tempo - Nazionale                                                74
  «Liberami» il doc sugli esorcismi che ha conquistato Venezia

ANICA WEB - ANICA WEB
  09/09/2016 www.adnkronos.com 15:10                                             76
  Mostra Venezia: sindacato Attori, serve contratto nazionale con paghe minime
11/09/2016 www.dire.it 16:33                                                          77
Franceschini: "Cinema a 2 euro, mercoledì si parte"

09/09/2016 www.ilfoglio.it 15:20                                                      78
Mostra Venezia: sindacato Attori, serve contratto nazionale con paghe minime

09/09/2016 liberoquotidiano.it 15:10                                                  79
Mostra Venezia: sindacato Attori, serve contratto nazionale con paghe minime

09/09/2016 primissima.it                                                              80
Gli spot della campagna istituzionale "Io faccio film"

09/09/2016 www.iltempo.it 15:20                                                       82
Mostra Venezia: sindacato Attori, serve contratto nazionale con paghe minime

09/09/2016 www.advertiser.it 18:26                                                    83
Social Media Week: al via le cinque giornate "social" di Roma

09/09/2016 www.primadanoi.it 08:06                                                    85
Cinema a 2 euro: ecco i cinema abruzzesi che aderiscono

09/09/2016 www.cittadellaspezia.com 17:00                                             86
Il Nuovo e l'Astoria aderiscono a "Cinema 2Day

12/09/2016 www.etribuna.com 06:26                                                     87
Un mercoledì al mese al cinema con 2 euro

10/09/2016 www.milanotoday.it 08:49                                                   88
"Cinema2Days", biglietti del cinema a 2 euro: gli appuntamenti e le sale aderenti a
Milano

09/09/2016 www.sassarinotizie.com 17:41                                               89
Mostra Venezia: sindacato Attori, serve contratto nazionale con paghe minime

11/09/2016 algheronewsgroup.com 08:08                                                 90
Napoli aderisce al Cinema2Day: ingresso a 2 euro in sala

11/09/2016 askanews.it 19:33                                                          91
Mercoledì al via Cinema2day: nelle sale italiane a 2 euro

09/09/2016 cataniaoggi.it 16:20                                                       92
Mostra Venezia: sindacato Attori, serve contratto nazionale con paghe minime

10/09/2016 insidemarketing.it 17:00                                                   93
"Film" è anche ciò che avviene dietro le quinte: lo spiega una ...

12/09/2016 rossoparma.com 03:10                                                       94
"Cinema a 2 euro", parte mercoledì l'iniziativa di promozione culturale: a Parma
hanno aderito Astra e The Space
10/09/2016 www.oggitreviso.it 02:30                                             95
Mostra Venezia: sindacato Attori, serve contratto nazionale con paghe minime.
ANICA - ANICA CITAZIONI

6 articoli
09/09/2016 10:17
Sito Web                                            www.e-duesse.it

                                                                                                                    La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
  Anica , avvicendamento Borg-Corsi
  pagerank: 5

  09/09/2016 10:17
  Anica , avvicendamento Borg-Corsi
  Nei prossimi giorni il passaggio di consegne
  Richard Borg, vicepresidente vicario Anica, ha lasciato il ruolo di facente fuzione di presidente che aveva
  assunto nei mesi scorsi dopo le dimissioni del presidente Riccardo Tozzi. Nei prossimi giorni sarà
  designata Tilde Corsi, anche lei vicepresidente vicario dell'associazione, nel ruolo di facente funzione di
  presidente dell'associazione.

ANICA - ANICA CITAZIONI - Rassegna Stampa 12/09/2016 - 12/09/2016                                               8
12/09/2016                                                                                            diffusione:226066
Pag. 1 Ed. Roma                                                                                          tiratura:334292

                                                                                                                           La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
 SPETTACOLI/ SONO 46 LE SALE CHE ADERISCONO ALL'INIZIATIVA NAZIONALE DEL MIBACT. DAL
 CENTRO ALL'EUR
 Cinema2day, mercoledì il biglietto costa due euro
 LAURA SERLONI

 AL cinema al costo di un paio di caffè. In 46 sale romane, ogni secondo mercoledì del mese a partire dal 14
 settembre, il biglietto del film si paga 2 euro. L'iniziativa "Cinema2day" è per tutti: giovanissimi e over 65. E
 valida a qualsiasi orario dal primo spettacolo al serale. Dopo i musei gratis la prima domenica del mese, è
 la volta dei cinema: sono oltre tremila i multisala in Italia che hanno aderito al progetto promosso dal
 ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo insieme ad Anec, Anem e Anica.
  A PAGINA VII AL CINEMA al costo di un paio di caffè. In 46 sale romane, ogni secondo mercoledì del
 mese a partire dal 14 settembre, il biglietto del film si paga 2 euro. L'iniziativa "Cinema2day" è per tutti:
 giovanissimi e over 65. E valida a qualsiasi orario dal primo spettacolo al serale.
  Dopo i musei gratis la prima domenica del mese, è la volta dei cinema: sono oltre tremila i multisala in
 Italia che hanno aderito al progetto promosso dal ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo
 insieme ad Anec, Anem e Anica. Ma dopo la presentazione in anteprima alla Mostra Internazionale d'Arte
 Cinematografica di Venezia sono cresciute le adesioni degli esercenti. La lista completa è disponibile sul
 sito www.cinema2day.it: solo nella capitale su 54 sale esistenti, ben 46 hanno già detto sì all'iniziativa. Un
 successo testimoniato anche dalla campagna social che, con l'hashtag #cinema2day, ha generato in
 pochissimi giorni il passaparola su Facebook, Twitter e Instagram, insieme alle centinaia di migliaia di
 visualizzazioni dello spot video realizzato dal Centro Sperimentale di Cinematografia, con la regia di
 Maurizio Nichetti e la voce di Francesco Pannofino che accompagna le immagini più celebri delle scene di
 cinema.
  «Cinema2day è un'iniziativa per riavvicinare le persone alla magia della sala», spiega il ministro ai Beni
 culturali, Dario Franceschini. Un auspicio a riportare il pubblico nei cinema, in particolar modo i giovani,
 viene dalle associazioni di settore: «Aderiamo convinti e fiduciosi che questa promozione possa far
 riscoprire a molti ragazzi il gusto di vedere i film in sala, usando la leva prezzo per superare l'ostacolo»,
 commenta il presidente dei distributori Anica, Andrea Occhipinti. Per Carlo Bernaschi, presidente
 dell'Anem, Associazione nazionale esercenti Multiplex l'iniziativa «sta ottenendo già un grosso successo in
 quanto molte persone che hanno ascoltato i messaggi in radio, tv e web chiedono conferma dell'iniziativa e
 già in molti hanno prenotato e acquistato i biglietti, soprattutto per i film per ragazzi. C'è dunque molta
 attesa». E aggiunge Per Luigi Cuciniello, presidente di Anec (Associazione nazionale esercenti cinema): «È
 un test importante e utile per valutare una proposta che per noi ha l'obiettivo principale di riportare nelle
 sale il pubblico che, per tanti ragioni, non le frequenta più». Un'idea condivisa anche da Francesca Cima,
 presidente dei produttori Anica: «Per noi - commenta - è un ottimo segnale e vuol dire che siamo parte
 della vita del Paese e degli obiettivi del governo. L'iniziativa ha il grande obiettivo di far tornare il cinema
 un'abitudine facile, comoda e alla portata di tutti, con una semplice moneta di due euro.
  Naturalmente l'iniziativa non deve essere vista come un deprezzamento del valore del cinema, e non ha il
 significato solo della promozione o dell'abbassamento del prezzo - spiega - ma dobbiamo cogliere il
 significato profondo: riportare il cinema in un sfera di quotidianità». Il primo passo è stato fatto: in multisala
 a 2 euro, costo anti crisi.
 I PUNTI
 IN ITALIA Tremila le sale aderenti in Italia. In foto, Independence day, ora nelle sale IL PROGETTO Ogni
 secondo mercoledì del mese il biglietto costa 2 euro tutto il giorno CON IL MIBACT Il Mibact insieme a
 Anec, Anem e Anica dà il via all'iniziativa "Cinema2day"

ANICA - ANICA CITAZIONI - Rassegna Stampa 12/09/2016 - 12/09/2016                                                     9
12/09/2016                                                          diffusione:226066
Pag. 1 Ed. Roma                                                        tiratura:334292

                                                                                         La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
 www.cinema2day.it www.lincei.it PER SAPERNE DI PIÙ

ANICA - ANICA CITAZIONI - Rassegna Stampa 12/09/2016 - 12/09/2016                  10
12/09/2016                                                                                    diffusione:108967
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 Al cinema con due euro

 Parte questo mercoledì Cinema2day, l'iniziativa del ministero dei beni culturali con Anec, Anem e Anica e
 che consente l'ingresso nelle sale a 2 euro, a qualsiasi orario, ogni secondo mercoledì del mesei.

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 Al cinema con 2 euro un giorno al mese da mercoledì
 Al cinema con 2 euro un giorno al mese

 Parte mercoledì 14 settembre Cinema2day, l'iniziativa promossa dal ministero dei Beni e delle Attività
 Culturali con Anec, Anem e Anica e che consente l'ingresso nelle sale italiane al prezzo di 2 euro, a
 qualsiasi orario, ogni secondo mercoledì del mese. Dopo la presentazione in anteprima alla Mostra di
 Venezia crescono le adesioni degli esercenti: sono oltre 3.000 le sale aderenti in tutta Italia, la lista
 completa è disponibile sul sito www.cinema2day.it ed è in costante aggiornamento.

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12/09/2016                                                                                     diffusione:19960
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 Al cinema con 2 euro un giorno al mese da mercoledì
 Al cinema con 2 euro un giorno al mese

 Parte mercoledì 14 settembre Cinema2day, l'iniziativa promossa dal ministero dei Beni e delle Attività
 Culturali con Anec, Anem e Anica e che consente l'ingresso nelle sale italiane al prezzo di 2 euro, a
 qualsiasi orario, ogni secondo mercoledì del mese. Dopo la presentazione in anteprima alla Mostra di
 Venezia crescono le adesioni degli esercenti: sono oltre 3.000 le sale aderenti in tutta Italia, la lista
 completa è disponibile sul sito www.cinema2day.it ed è in costante aggiornamento.

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10/09/2016                                                                                          diffusione:28000
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 L'INIZIATIVA. OGNI SECONDA SETTIMANA DEL MESE. TANTE LE SALE CHE HANNO ADERITO AL
 PROGRAMMA
 Il mercoledì torna il grande cinema a 2 euro

 NAPOLI. Il cinema a 2 euro ogni secondo mercoledì del mese. Non è uno scherzo, ma la promozione
 dell'iniziativa Cinema2Day, ospitata in oltre tremila sale cinematografiche italiane da mercoledì, con lo
 scopo di riavvicinare il pubblico al grande schermo. Sei gli appuntamenti da segnare sulla propria agenda
 per non perdere l'opportunità di godersi, ad un prezzo vantaggioso, un film in prima visione comodamente
 seduti in poltrona, popcorn alla mano: 14 settembre, 12 ottobre, 9 novembre, 14 dicembre, 11 gennaio e 8
 febbraio 2017. Grazie alla promozione, che sarà valida ogni secondo mercoledì del mese in tutti i cinema
 d'Italia aderenti all'iniziativa, si potranno acquistare al costo di 2 euro tutti i film in programmazione, in
 ognuno degli orari previsti, escluse le visioni in 3D, che godranno comunque di una tariffa agevolata,
 comunicata direttamente alla cassa. «È un modo di avvicinare le persone alla magia della sala. Un conto è
 vedere un film in televisione o su un tablet, un conto è vederlo nella magia della sala, quella che hanno
 vissuto generazioni e generazioni, e che purtroppo molti giovani hanno perso. Con una monetina si entra al
 cinema». Così Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, durante la
 73esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, ha presentato il progetto promosso dal Mibact
 (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), in collaborazione con Anem (Associazione
 Nazionale Esercenti Multiplex), ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e
 Multimediali) e Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema). Com'è già successo con i musei statali
 da quando è stato adottato l'ingresso gratis ogni prima domenica del mese, l'intenzione è quella di
 incrementare i numeri facendo tornare le persone al cinema perché, come recita lo slogan ufficiale
 dell'iniziativa: «Al cinema è un'altra storia». LE SALE A NAPOLI CHE ADERISCONO ALL'INIZIATIVA.
 Insieme a tante città italiane come Roma, Milano e Torino anche Napoli ha aderito a questa iniziativa che
 ha tutta l'aria di diventare un grande successo. Di seguito, l'elenco dei cinema napoletani presso i quali
 sarà possibile usufruite della promozione: Acacia, America, Arcobaleno, Filangieri, La Perla, Metropolitan,
 Modernissimo, The Space Napoli, Vittoria, e The Space Nola. Ulteriori info e aggiornamenti sul sito ufficiale
 www.cinema2day.beniculturali.it. L UCA S ARTI

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ANICA - ANICA SCENARIO

37 articoli
12/09/2016                                                                                          diffusione:266814
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 Martinez, la rivelazione al Lido «Ho vinto ma amo il teatro»
 Miglior attore a Venezia, Chiara Mastroianni l'ha paragonato a papà Marcello
 Valerio Cappelli

 VENEZIA Oscar Martinez è un attore argentino di 66 anni. Molto popolare nel suo Paese, sconosciuto in
 Italia. Eppure Chiara Mastroianni che era in giuria alla Mostra l'ha paragonato a suo padre, Marcello, per la
 naturalezza. Con El ciudadano ilustre (già venduto in Italia, Francia e perfino in Cina) era il favorito. E ha
 vinto la Coppa Volpi.
  «Vengo dal teatro, recito da sempre», si presenta lui. «A 24 anni ero in La tregua : argentino, candidato
 all'Oscar, perse contro Amarcord di Fellini. Avrò fatto una ventina di film, forse mi ricordate in Storie
 pazzesche , che ha coprodotto Almodóvar».
 Qui è uno scrittore che vince il Nobel. «Daniel Mantovani, uomo brillante e contraddittorio. Vince con un
 discorso aspro contro il Nobel: però lo ritira. Ha lasciato il suo paesino, Salas, ma è costretto a scriverne e
 su quello ha avuto successo. Dopo il Nobel, cancella ogni invito tranne quello a Salas, che gli si rivolterà
 contro. Gli scrittori sono autoreferenziali come gli attori: narcisi, ma almeno sono al servizio di un'opera
 d'arte».
 Ci sono voluti cinque anni per realizzare El ciudadano ilustre: «Non è commerciale. Nel '64 in Argentina si
 lavorò a una legge per proteggere il cinema nazionale. L'allora ambasciatore Usa disse: se promulgate la
 legge non vi daremo il vaccino contro la poliomielite. Oggi la distribuzione e le sale nel mio Paese sono dei
 capitalisti nordamericani».
 E non per caso, per lui il premio a Venezia «è più importante di un Oscar. Quella è una festa interna per
 l'industria americana, che promuove film americani, mentre i festival di Cannes e Venezia sono aperti a
 tutto il mondo. Spero di lavorare presto in Italia».
 E menzionando il grande cinema italiano, da Fellini a Tognazzi, sospira. «Non c'era cinema migliore nel
 mondo. Mi sembra che quel bagaglio sia andato perduto, avete qualche talento ma non lo stesso numero di
 grandi registi. Viviamo in un'era tecnologica, c'è la globalizzazione, Netflix. È cambiato tutto».
  © RIPRODUZIONE RISERVATA
 Giurata
 Chiara Mastroianni,
 44 anni, attrice,
 è figlia di Marcello Mastroianni
 e Catherine Deneuve; era in giuria alla Mostra Oscar Martinez, 66 anni, argentino, è stato premiato come
 miglior attore per «El ciudadano ilustre»
 Foto: «El ciudadano ilustre» Oscar Martinez, 66 anni, argentino, vincitore della Coppa Volpi

ANICA - ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 12/09/2016 - 12/09/2016                                                   16
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 La Mostra del cinemaVince il film di Lav Diaz
 Il Leone d'oro è filippino La coppa a Emma Stone
 Paolo Mereghetti

 Un verdetto in equilibrio. È il filippino The Woman Who Left di Lav Diaz il Leone d'oro di Venezia. Gran
 Premio della giuria a Tom Ford per Nocturnal Animals . Le Coppe Volpi per i migliori attori a Emma Stone (
 nella foto alla presentazione del film) per La La Land e a Oscar Martinez per El ciudadano ilustre . alle
 pagine 36 e 37 Cappelli, Ulivi
 DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
  VENEZIA «Lo dedico al popolo filippino e a tutta l'umanità. Horacia è un'allegoria dell'umanità in lotta». È
 la lady vendetta di Lav Diaz, The Woman Who Left a vincere il Leone d'oro di Venezia 73, storia di Horacia
 Somostroso, interpretata da Charo Santos-Concio, la sua attrice feticcio che è tornata al cinema dopo la
 parentesi come manager del colosso filippino dei media Asb-Cbn. Il regista è raggiante. Destano più
 sorpresa i Leoni d'argento assegnati dalla giuria presieduta da Sam Mendes che, aveva messo le mani
 avanti, parafrasando Orwell: «Tutti film sono uguali ma qualcuno è più uguale degli altri». Il Gran Premio
 della Giuria che va a Tom Ford, per Nocturnal Animals , impeccabile e emozionato con il suo discorso in
 italiano. E l'ex aequo per la regia, accolto in Sala Grande con qualche dissenso: Andrei Konchalovsky con
 Paradise (anche lui ringrazia nella nostra lingua, con qualche inciampo e molta emozione e la voglia di
 rivendicare l'importanza di fare cinema sull'Olocausto). E al più discusso La Région Salvaje di Amat
 Escalante che a proposito del mostro polifallico del film precisa «non è una piovra, come molti hanno
 detto».
 Come previsto, la coppa Volpi per il miglior attore va a Oscar Martinez, El ciudadano ilustre di Mariano
 Cohn e Gastón Duprat («Prendere questo premio per me è come prendere il Nobel», commenta,
 riferimento al suo scrittore del film). Tra le attrici Emma Stone batte le concorrenti, Natalie Portman e Amy
 Adams: è l'unico premio per La La Land di Damien Chazelle, l'attrice ringrazia a distanza via video.
 Solo miglior sceneggiatura (a Noah Oppenheim) per Jackie di Pablo Larrain. C'è da augurarsi che si
 rifaccia agli Oscar dove, comunque, La La Land e Nocturnal Animals occuperanno più di una categoria.
 Smentisce i pronostici il Premio speciale della giuria a The Bad Batch di Ana Lily Amirpour, affresco
 distopico tra emarginazione e cannibalismo, che ha convinto la giuria ma provocato proteste in sala stampa
 mentre la regista, presa dall'emozione si augurava che i suoi genitori potessero assistere al «fucking
 event», tradotto con imbarazzo in «questo cavolo di evento».
 Il Leone delle più emozionate se lo sono contese la giovane attrice di Frantz di Ozon, premio Marcello
 Mastroianni, e l'attrice premiata in Orizzonti, Ruth Diaz, per Tarde para la ira . E l'Italia? La battuta è troppo
 semplice, ci vogliono gli esorcismi per farla vincere. Federica Di Giacomo conquista Orizzonti, il miglior film
 è il suo Liberami , girato in Sicilia. «Spero abbia colpito l'umanità del film» commenta. «È importante che il
 documentario sia riconosciuto come cinema tout court: è la prima volta che si raccontano gli esorcismi nella
 vita quotidiana delle persone, ho ritratto il punto di vista dei preti e delle persone che soffrono».
 Il Leone del futuro opera prima Luigi De Laurentiis va The Last of Us di Ala Eddine Slim presentato alla
 Settimana della critica.
 Sonia Bergamasco chiude con la stessa grazia della serata dell'inaugurazione, citando il recente concerto
 improvvisato di Muti e la forza delle emozioni. Chi le ha dato retta per tutta la cerimonia è la giurata Laurie
 Anderson, raggiante, felice. Sembra abbia vinto tutto.
  Stefania Ulivi
  © RIPRODUZIONE RISERVATA
 Argento Gran Premio della giuria a Tom Ford, 55 anni, regista di «Nocturnal Animals», thriller con Amy
 Adams

ANICA - ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 12/09/2016 - 12/09/2016                                                     17
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 e Jake Gyllenhaal L'attore argentino Oscar Martinez (67), premiato con
 la Coppa Volpi come miglior attore
 per il suo ruolo in «El ciudadano ilustre» Miglior regia
 al messicano Amat Escalante (37 anni) per «La región salvaje»
 e al russo Andrei Konchalovsky, (79) per «Paradise»
 Paolo Sorrentino
 Ci voleva Sorrentino, con il suo Papa vendicativo, eccentrico, tradizionalista (Jude Law,
 The Young Pope ) per vedere un nostro grande talento. Molte le battute a effetto della sua serie tv:
 «L'enciclica è come la Recherche
 di Proust. Tutti la citano e nessuno la legge». Michael Fassbender Dayane
  Mello Marina
 Cicogna L'attore che qualcuno con lapsus cinefilo si ostina a chiamare Fassbinder (ma non è questo il
 punto) loda la «fame» e la tenacia della primattrice che poi è la sua fidanzata Alicia Vikander, meno famosa
 di lui. Ma dimentica che ha vinto un Oscar come attrice non protagonista in The Danish Girl. La modella
 brasiliana è bellissima, d'accordo. Però cosa bisogna inventarsi per farsi notare... Sul tappeto rosso
 indossa un (piccolo) francobollo, accanto c'è Giulia Salemi e in due non fanno un abito. Molto meglio la
 collega Balti: «Per il cinema se ne riparla nella prossima vita». Il giorno dopo l'intervista in cui ricostruiva
 l'amicizia che la legava a Jackie Kennedy («C'è stato un piccolo scambio di nomi. Ma non importa. Tanto
 sono tutti morti») Marina dice che Natalie Portman è brava ma troppo eterea per impersonare la possente
 fisicità della sua amica Jackie. I personaggi del Festival di Cappelli e Ulivi
 Giuseppe
  Piccioni
 Nelle stellette di critici italiani e internazionali, il suo ritratto di quattro ragazze on the road arriva penultimo
 tra i venti in gara. Non bastano i comprimari Buy e Timi a salvare la baracca. Non voleva «fatti eclatanti da
 raccontare, avevamo poco tempo». E si è scatenato il tiro al Piccioni. Silvio
 Orlando Wim
  Wenders Polpi
 & Meduse Belén
 Rodriguez Nick
   Cave In un'annata mesta per gli italiani, Silvio Orlando trionfa con il suo cardinal Voiello in The Young
 Pope di Sorrentino, che pesca un po' da Bertone (Tarcisio) e un po' da Eduardo. «Meravigliosamente
 empatico seppur pieno di difetti», sentenzia la Bibbia del cinema Variety. Quest'anno il regista festeggiava il
 primo mezzo
 secolo di amicizia con Peter Handke. Eppure la sua trasposizione cinematografica in 3D della pièce
 dell'amico I bei giorni di Aranjuez è una delle delusioni maggiori del festival.
 A volte meglio i nemici. Tra i lasciti di Venezia 73, una nuova gerarchia cinezoologica. Più che cavalli (pur
 in gran spolvero sul red carpet) e mammiferi vari, sono andati alla grande gli animali acquatici: meduse e
 polipi. Finora qui protagonisti solo di indigeste insalate di mare nei ristoranti
 del Lido. Il giochino - venire sul tappeto rosso a rubacchiare un po' di luci della ribalta - è ormai usurato.
 Anche i fotografi del Lido
 hanno fatto l'overdose di scatti. Almeno, per una volta, si faccia
 il beau geste di entrare
 in sala e vedere i film per cui si
 è sfilato. Non c'era, ma la sua presenza si è sentita. Eccome. È riuscito con pochi minuti al pianoforte con
 «Into My Arms» a illuminare il film di Wenders. E nel bellissimo One more time with feeling di Andrew
 Dominik, girato dopo la morte del figlio Arthur, colpisce al cuore e toglie il fiato.

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 Foto: Statuetta
  Il regista filippino Lav Diaz, 57 anni, premiato con il Leone d'Oro
 per il suo
 «The Woman
 Who Left»

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 L'incontro
 Mendes e i segreti della votazione «Conquistati dai film più audaci»
 Il presidente dei giurati: è un modo per incoraggiare a vedere pellicole originali
 Valerio Cappelli

 DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
  VENEZIA Arriva il momento in cui il presidente della giuria Sam Mendes deve confrontarsi con la parolina
 magica, Oscar. Lui fa finta di nulla e non risponde. Fatto sta che La La Land , il musical da Oscar, deve
 accontentarsi del premio alla migliore attrice Emma Stone; se non altro è andata meglio che a Birdman ,
 altro film Usa che due anni fa aprì il Lido, uscì a mani vuote, i giurati dissero che tanto non aveva bisogno
 del Leone, e poi vinse quattro statuette pesanti a Hollywood. Insomma Venezia vuole i film da Oscar (fuori
 gara ci sono stati Gravity e Spotlight , altri Oscar), le major e i divi sono tornati, ma le giurie spostano i
 riconoscimenti su un altro cinema.
 Leone d'Oro a Lav Diaz, autore del fluviale film filippino di quasi quattro ore in bianco e nero, comunque
 apprezzato dall'ala cinefila radicale. Mendes, è stato solo un verdetto di natura artistica o avete pensato
 alla possibilità che il pubblico possa vedere questo film? «Non abbiamo parlato di questo. Ma se ha vinto
 un premio così importante aumentano le possibilità di trovare una distribuzione nel mondo, è un
 incoraggiamento a vedere film originali».
 I tre film italiani in gara, troppo esili e c'è poco da recriminare. Ci si accontenta dei cinque premi collaterali
 di Indivisibili (Giornate degli autori) e il premio a Orizzonti per il documentario (uno dei sette italiani nelle
 varie sezioni) Liberami di Federica Di Giacomo. Ma li avete presi in considerazione i nostri in gara?
 «Abbiamo considerato tutti allo stesso modo. Ce ne sono stati otto, quelli che abbiamo premiato, che ci
 hanno entusiasmato di più». Fanno discutere i riconoscimenti ai cannibali di The Bad Batch e al messicano
 La región salvaje con la viscida creatura dai tentacoli fallici votata ad assurdi riti sessuali pagani. «Posso
 dirvi il criterio che ci ha guidati. Ci siamo indirizzati su film senza compromessi, lontani da una zona
 comfort, con una visione originale, audace, e una identità pura. Su The Bad Batch è già stupefacente che
 in America si sia potuto realizzare un film del genere».
 Il regista degli ultimi due 007 con gli altri membri della giuria ha killerato i film da grandi numeri ( Jackie ne
 ha preso uno non centrale). Mentre il premio al migliore attore, l'argentino Oscar Martinez, favorito alla
 vigilia per El ciudadano ilustre , ha convinto tutti: «È un onore - dice lui - non solo per il prestigio della
 Mostra ma perché in questo Paese per una magica costellazione si è prodotto il miglior cinema del XX
 secolo». Le Filippine continuano a stupire, dopo il premio all'attrice Jaclyn Jose all'ultimo Cannes. E ora
 Tutti a casa , come dice il film di Comencini che, restaurato, ha aperto le danze di questa edizione.
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 Abbiamo considerato tutti i titoli alla stessa maniera Gli otto premiati sono
 quelli
 che ci hanno colpito di più
 Foto: Con i fan L'attrice Emma Stone, 27 anni, si fa fotografare
 dai fan sul red carpet. La sua interpretazione in «La La Land», l'applaudito musical del regista Damien
 Chazelle
 che ha aperto
 la Mostra, le è valsa la Coppa Volpi come migliore attrice: nel film è Mia, aspirante attrice che si innamora
 del pianista jazz Sebastian (Ryan Gosling), ma la comune ricerca di fortuna a Hollywood è fonte anche
 di amarezze
 e tensioni

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 A Toronto
 Stone e il lato patriottico di «Snowden» «Non faccio politica, racconto
 esistenze»
 Il premio Oscar lancia il film sull'ex dipendente della Cia. «È una storia sulla democrazia» La confessione di
 Oliver Più che un regista , in realtà mi sarebbe piaciuto essere uno storico e generare analisi
 Giovanna Grassi

 TORONTO E venne il giorno di Snowden. L'atteso film di Oliver Stone sul tecnico informatico ex
 dipendente della Central Intelligence Agency (Cia), è finalmente stato presentato in prima mondiale al
 Festival di Toronto, dopo che il regista e co-autore del copione aveva rifiutato nei mesi scorsi qualsiasi
 preventiva proiezione.
 Ed è stato un trionfo: dieci minuti di applausi e una standing ovation hanno accolto la conclusione della
 pellicola dove la vicenda umana, politica e sociale dell'uomo (interpretato da Joseph Gordon Levitt, ma in
 diversi spezzoni appare anche il vero Snowden), accusato per la rivelazione di segrete informazioni
 governative su molti programmi, in primis quello delle intercettazioni telefoniche, si dipana nel corso di nove
 anni della sua vita e di quella della sua ragazza, impersonata nel film da Shailene Woodley.
 «Non sono un regista politico - ha detto Oliver Stone -. È vero, ho diretto JFK , Platoon , Nato il 4 luglio , ma
 ciò che sempre e più di ogni altra cosa mi ha coinvolto nei miei impegni è stata e resta la possibilità di
 raccontare le esistenze di uomini e donne. Il film è anche una storia d'amore tra Snowden e la sua ragazza,
 Lindsay Mill: la storia di come il tempo e i fatti che accadono nel privato e nel sociale plasmano un individuo
 e ogni una connessione con il tessuto urbano, con l'ordito di ogni scelta privata o professionale».
 Nel cast ci sono anche, con vivide caratterizzazioni, Melissa Leo, armata della cinepresa e della dialettica
 della film maker Laura Poitras; l'autrice del documentario Citizenfour basato su una lunga intervista a
 Snowden, premio Oscar nel 2015, Zachary Quinto, ossia l'avvocato e giornalista Gleen Greenwald; Tom
 Wilkinson, il giornalista del Guardian Ewen MacAskill. C'è poi, tra i molti altri, Nicolas Cage. Come ha
 sottolineato Oliver Stone, Snowden vorrebbe, al pari di altre pellicole del cartellone di Toronto, dare una
 virata al cinema americano dei super eroi per ragazzi e presentare vicende del presente o del passato,
 storie spesso biografiche, fortemente ancorate a paralleli con il nostro tempo, alle minoranze e tensioni
 razziali, sociali, economiche.
 Dichiara il regista: «È semplicemente un caso che il mio film esca in piena campagna presidenziale
 americana. Vi ho lavorato per anni, facendo lunghi viaggi, anche con i miei attori a Mosca, ovunque aveva
 lavorato, vissuto, lottato a modo suo il nostro protagonista. Lo ammetto: il mio è anche un film sulla
 democrazia, che deve restare il fulcro della vita in America e nel mondo, e sulla privacy, sulla libertà, primo
 patrimonio dei cittadini nella conquista di confronti e scontri. E, ovviamente, è un copione sul cyber
 voyeurismo che oggi tutto e tutti coinvolge».
 Oliver Stone sorride spesso, con la consueta passionalità verbale del suo temperamento. E aggiunge:
 «Sebbene non mi consideri mai un autore politicizzato e un film maker interessato in primis alla politica, è
 vero che nella vita mi sarebbe piaciuto essere uno storico, generare analisi, controversie. A esempio,
 riferendomi al mio ultimo lavoro, sul labirinto dello spionaggio nei nostri tempi tecnologici».
 La sua riflessione continua: «Sì, c'è una carica di patriottismo nel film rigorosamente basato sul libro di
 Luke Harding e Anatoly Kucherens, Time of the Octopus ».
 J. G. Levitt, l'attore che in The Walk percorreva su un filo la distanza tra le due torri, uno degli interpreti più
 seguiti dai giovani anche per il suo blog, per i libri, che disegna e scrive racconta: «Il valore, le eventuali
 diatribe sulla sostanza della vicenda di questo mio impegno di attore vanno cercate in quella che da
 sempre è una mia grande convinzione. L'universo e le vite non sono fatte da atomi, ma da storie, piccole o
 grandi poco importa, l'importante è che siano storie significative».

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 La critica ha accolto Snowden perlopiù con note di entusiasmo. Scrive Variety, che dai tempi di Nixon
 (1995), questo è film più significativo e maturo di Oliver Stone, un docudrama su un uomo, un fuggitivo, che
 ci obbliga a interrogarci sul significato della sua odissea, del labirinto di notizie sull'essere per molti un
 traditore e per altri un idealista. Osserva pensieroso Stone: «Indirettamente il film porta anche sul proscenio
 i ruoli presenti e futuri della Russia, della Cina, ma per me resta una ricerca di identità, di suspense e di una
 verità, che oggi ha sempre molte facce. Non più una soltanto».
  © RIPRODUZIONE RISERVATA
 Volti
 In alto, il regista di «Snowden» Oliver Stone, 69 anni. Sotto, Shailene Woodley (24), nei panni di Lindsay
 Mills
 Foto: Alla Cia
 Joseph Gordon-Levitt, 35 anni,
 nei panni
 di Edward Snowden,
 nel quartier generale della Cia in una
 scena di «Snowden»:
 in Italia il film
 di Oliver Stone uscirà
 a dicembre

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  Sfide La banca svizzera Ubs ha studiato le varie opzioni per il futuro di Premium, con un occhio sempre
  puntato su abbonati e diritti
  E tra Mediaset e Vivendi rispunta Sky. Ma non solo
  Lo stallo dell'accordo tra Berlusconi e Bolloré ha riaperto la «pista Murdoch» per il 100% della pay tv
  italiana
  maria elena zanini

  Con ventitrè pagine di report, Ubs ha riaperto lunedì scorso una vecchia pista nel «caso Premium», ora che
  le trattative con Bolloré si sono momentaneamente arenate, con Sky che potrebbe fare la parte del terzo
  incomodo. Per la banca svizzera, infatti, il litigio tra l'imprenditore bretone e la famiglia Berlusconi potrebbe
  essere un'opportunità per il gruppo di Murdoch di rientrare sul dossier della pay tv del Biscione. Già nella
  primavera dello scorso anno i due network televisivi avevano discusso di un eventuale matrimonio, con
  Silvio Berlusconi da una parte, accompagnato dal figlio Pier Silvio e Rupert Murdoch affiancato dal figlio
  Lachlan. Non se ne fece nulla: non ci fu un accordo sul prezzo soprattutto per il valore attribuito da
  Mediaset vicino al miliardo. Non è un mistero che il magnate australiano abbia sempre guardato a Mediaset
  nel suo complesso, per i suoi piani espansivi in Europa.
  Il report pubblicato di Ubs riporta in auge quel primo tentativo di contatto e vede per il gruppo Murdoch la
  possibilità di «sbloccare valore» in Italia, attribuendo al titolo Mediaset un prezzo obiettivo molto
  speculativo. Stando così le cose, per la stessa Mediaset (che ha depositato mercoledì presso l'autorità di
  vigilanza del mercato francese un esposto in cui si contesta la veridicità di alcuni passaggi della relazione
  semestrale di Vivendi sul contenzioso con Premium, e se ne chiede la correzione) ci sarebbero a questo
  punto diversi scenari possibili, non ultima l'opzione di riprendere il controllo di Premium e non rinnovare a
  fine 2018 i diritti sulla Champions League, costati 690 milioni per il triennio 2015-1018. Una soluzione,
  questa, che a fronte di benefici sul piano finanziario, comporterebbe un calo nel numero di abbonati e,
  sottolinea Ubs, anche una diminuzione del valore di Premium in vista di un eventuale futuro deal.
  Altra possibilità potrebbe essere il rinnovo per altri tre anni dei diritti della Champions da parte di Premium
  con il rischio di aumentare il proprio debito (per il 2016 è previsto un rosso di 200 milioni) e non vedere
  nemmeno un aumento significativo del numero di abbonati, come in effetti è già successo in questo
  triennio, complici anche gli scarsi risultati delle squadre italiane. La possibilità che Sky acquisisca il 100% di
  Mediaset Premium renderebbe Sky monopolista della pay tv in Italia, dal momento che i diritti sulla
  Champions costituiscono l'asset principale della tv pay del biscione, acquisendo tra l'altro anche la
  piattaforma del digitale terrestre. Ma l'operazione non sarebbe senza problemi, in primis per il possibile
  intervento dell'Antitrust.
  A Mediaset poi non converrebbe: significherebbe consegnare nelle mani di Murdoch circa un milione di
  nuovi abbonati. Oltre a lasciare Sky senza concorrenza alla prossima asta per i diritti, prevista per febbraio
  (ma destinata probabilmente a slittare), fatto che si tradurrebbe in una riduzione dei costi per accaparrarsi il
  calcio europeo per il triennio 2018-2021. Più facile che Premium e Sky si trovino avversari alla prossima
  fondamentale asta dei diritti televisivi sulla Champions League. Oppure, come ipotizza Ubs, che le due pay
  tv creino una joint venture che controlli tutti gli asset di Sky Italia e Mediaset Premium. L'ultima possibilità
  potrebbe essere quella di trovare un altro acquirente o di appianare le divergenze con Vivendi. Una
  soluzione non facile da percorrere, soprattutto perché quello che era nato come un accordo tra due famiglie
  da sempre legate, e non solo imprenditorialmente, si è trasformato in una dichiarazione di guerra con tanto
  di carte in Tribunale, facendo venir meno quella fiducia che da sempre accompagna i Berlusconi e i Bolloré.
  Secondo Vivendi non ci saranno udienze prima di marzo, anche se tra le procedure che i legali di Mediaset
  stanno valutando c'è anche il ricorso alla procedura di urgenza per accelerare i tempi.
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  Foto: Protagonisti A sinistra Pier Silvio
  Berlusconi (Mediaset). Al centro Vincent
  Bolloré (Vivendi). Accanto
  Rupert
  Murdoch (Sky)

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  Nasce una nuova realtà
  Prove di concentrazione tra gli indipendenti per scuotere il mercato (e
  andare all'estero)
  M. S. S. S. U.

  P rove di concentrazione in corso nel cinema italiano. È stato annunciato a fine agosto, infatti, l'accordo
  stretto tra Sky Italia, Cattleya, Indiana, Italian International Film (gruppo Lucisano), Palomar e Wildside per
  la realizzazione di una nuova società di distribuzione cinematografica in corso di costituzione. Una iniziativa
  che nasce «per sostenere e stimolare il cinema italiano, attraverso un modello innovativo, aperto e
  partecipativo». A unire le forze sono stati infatti una media company che opera nel settore pay e free e
  alcuni importanti produttori indipendenti italiani. «La nuova società di distribuzione cinematografica ha il
  compito di creare un sistema trasparente, chiaro e limpido, un sistema in grado di generare una
  valorizzazione dei film - per la prima volta in Italia - attraverso la diretta partecipazione dei produttori alle
  scelte strategiche del distributore e dei broadcaster», spiegano Mario Gianani e Lorenzo Mieli,
  amministratori delegati di Wildside. Il progetto prevede «la possibilità di un continuo colloquio tra i produttori
  e i distributori dei diritti in tutte le piattaforme e reti televisive finalizzato a individuare, progettare e creare
  film per il cinema con un'ottica non competitiva tra distributori e produttori ma di partnership».
  Un segnale chiaro verso processi di concentrazione già avvenuti in altri settori. «In un sistema produttivo
  come quello italiano, in cui le risorse economiche sono frastagliate e difficili da reperire, la concentrazione
  determina un valore aggiunto. Questa è la nostra visione del mercato (tra le altre cose già è accaduto in
  altri Paesi come il Regno Unito) in cui alla scarsità delle risorse si contrappone una domanda sempre
  crescente di prodotto di ottima qualità sia editoriale che produttivo». Una «importantissima notizia per tutto
  il cinema italiano, che grazie alla sinergia con una media company di portata europea avrà maggiori
  possibilità di affermarsi anche oltre i confini nazionali», aveva commentato l'amministratrice delegata di
  Lucisano Media Group, Federica Lucisano.
   © RIPRODUZIONE RISERVATA
  Foto: Squadra Lorenzo Mieli, Fausto Brizzi, Marco Martani e Mario Gianani: tra i soci fondatori di Wildside

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DOMENICA

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 IL LEONE A LAV DIAZ PARABOLA FEMMINILE
 cristina battocletti

 pag. 45 IL LEONE A LAV DIAZ PARABOLA FEMMINILE È un Leone per chi si è risollevato dalla
 disperazione, quello della 73esima edizione della Mostra del cinema di Venezia. Ha vinto The woman who
 left del cinquantottenne filippino Lav Diaz con la parabola di una donna, Horacia (Charo Santos-Concio),
 scarcerata dopo trent'anni di prigione, ingiustamente accusata dall'ex fidanzato respinto dall'eco
 manzoniana, Rodrigo (Michael De Mesa). Horacia in segreto torna alla vita normale e consuma i giorni
 nella ricerca del figlio e di Rodrigo. Specularmente ha due volti, quello pio e devoto, con cui siede nei
 banchi in chiesa, fa la carità ai dementi, sfama gli indigenti, aiuta i malati; e quello notturno in cui veste i
 panni di un maschio che vuole vendetta. Sullo sfondo le Filippine del 1997 in cui i sequestri sono ordinaria
 follia. L'incontro con Hollanda, un travestito (John Lloyd Cruz) epilettico, cambia i suoi piani. Il film di Lav
 Diaz, in bianco e nero dura quasi quattro ore, eppure il tempo è lieve nel seguire una trama senza alcun
 colpo di scena, quanto invece si arriva con difficoltà alla fine di The milky road di Emir Kusturica,
 rimescolamento di vecchie glorie, Underground (1995), G atto nero e gatto bianco (1998), tra ascensioni in
 cielo e qualche carola zingaresca. The woman who left, tratto da un racconto di Lev Tolstoj, La verità la sa
 solo dio, è meno sperimentale ed estrema delle pellicole precedenti che duravano fino a dodici ore, con
 piani sequenza senza inibizioni. Il Gran premio della giuria è andato a Nocturnal animals di Tom Ford -
 tratto dall'opera Tony and Susan di Austin Wright (Adelphi)- una riflessione sull'impotenza di chi subisce
 una separazione che non condivide, attraverso la storia di uno scrittore, Edward (Jake Gyllenhaal), che si
 vendica dell'ex moglie, Susan (Amy Adams), rendendola protagonista sulla carta di una storia di stupro e di
 violenza. Un thriller o forse solo un film sulle nostre paure, reso con l'eleganza che lo stilista aveva già
 dimostrato in A single man (2009). Davvero strana coppia quella dell' ex aequo per il Leone d'argento:
 Paradise di Andrej Konchalovskye La region salvaje di Amat Escalante. Regia premiata giustamente per il
 maestro russo, già Leone d'argento nel 2014 con Le notti bianche di un postino e Gran Premio speciale
 della giuria per La casa dei matti (2002). Paradise è l'Olocausto narrato dall'Oltretomba attraverso una
 nobildonna ebrea russa che aveva nascosto due bambini, un collaborazionista francese e un giovane
 nazista convinto, le cui vite si mescolano in nome dell'amore, dell'interesse, del desiderio, della debolezza.
 Ancora una pellicola in bianco e nero, anche se, sembra suggerire Konchalowsky, perfino nell'orrore
 esistono zone grigie. Bizzarro l'accostamento con il film messicano, che lotta idealmente contro la
 repressione religiosa, sessuale e di pensiero in una delle zone più oscurantiste dell'America Latina.
 Renderla attraverso le prestazioni di un polpo gigante che soddisfa uomini e donne, probabilmente venuto
 dallo spazio, è quanto mai improbabile. La Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile è andata a
 Emma Stone per La la land, che ha pensato bene di emulare il collega Ryan Gosling che aveva disertato il
 Lido all'inaugurazione. Stone ce l'ha messa tutta con esiti a volte graziosi nella danza con Gosling sull'onda
 di un amore rosicchiato dal demone del successo alla periferia degli studios di L.A. Ma la storia non è
 proprio ineditae ci si avvicina poco alla levità dei musical hollywoodiani, cui il regista Damien Chazelle
 voleva rendere omaggio. Poteva scomodarsi la giovanissima Stone a fare una transoceanica, visto che
 c'erano due attrici che avrebbero a diritto potuto aspirare a quel riconoscimento.Per esempio, Judith
 Chemla, per la sua interpretazione di Jeanne in Una vita di Stéphane Brizé, tratto dall'omonimo e primo
 romanzo di Guy de Maupassant, che ha portato sulle spalle la sconfitta dell'amore coniugale, filiale,
 amicale e materno, puntellata dal disastro economico. Se lo meritava anche Natalie Portman per Jackie di
 Pablo Larraín per la sua Jacqueline Lee Bouvier, moglie di John F. Kennedy, all'indomani del suo omicidio
 a Dallas il 22 novembre 1963. I calcoli di un personaggio per nulla secondario, il dolore di una moglie
 spesso dimenticata dall'uomo pubblico, la responsabilità di una madre, attorno alle ore concitate dopo il

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DOMENICA

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 delitto fino ai funerali orchestrati con l'acume di chi non vuole vanificare il sacrificio del marito e
 indirettamente il suo futuro. Jackie si è conquistato solo la sceneggiatura di Noah Oppenheimer, ma poteva
 portare a casa molto di più. Ottima la coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Oscar
 Martinez, protagonista di El Ciudadano ilustre di Marian Cohn e Andrés Duprat, un film senza capriole
 cinematografiche ma di rara ironia e intelligenza. Martinez è Daniel Mantovani, scrittore argentino, irsuto e
 anticonformista, fresco di Nobel, che decide di far ritorno al proprio villaggio per la cittadinanza onoraria
 dopo decenni di assenza dall'Argentina. Poco è cambiato: vecchiette fameliche di vita altrui e ingenua aria
 baracconesca. Per andare a ricevere l'onorificenza Daniel deve sfilare sul carro dei pompieri con la
 reginetta di bellezza locale e nell'intervista rilasciata a un'emittente locale viene involontariamente
 etichettato come sponsor di un succo di frutta. I guai cominciano quando Daniel si rifiuta di assegnare il
 primo premio al pittore designato, le logiche paesane si fanno velenose fino a colpire la sua incolumità. Gli
 italiani sono tornati a casa a mani vuote. Solo Liberami di Federica Di Giacomo, documentario sui riti di
 esorcismo in Sicilia, ha vinto la sezione Orizzonti. Peccato per Spira mirabilis di Massimo D'Anolfi e Martina
 Parenti che analizza l'immortalità, dalla scienza, alla musica, alla tradizione orale dei pellerossa. Incredibile
 che la coppia di registi sia stata superata dal cannibalismo con risvolti alla Lewis Carroll (e pure finalone
 moralista) di The bad batch di Ana Lily Amirpour, che ha vinto il Premio Speciale della Giuria. Peccato che
 il film non sia finito nella pentola con le ginocchia umane e il coniglio da compagnia della protagonista più
 piccola. cristinabattocletti.blog.ilsole24ore.com
 Foto: giochi di luce | Da sinistra un'immmagine del film «The woman who left» che ha vinto il Leone d'Oro,
 Emma Stone e Ryan Gosling in «La la land» di Damien Chazelle e Oscar Martinez in «El ciudadano
 ilustre»

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12/09/2016                                                                                           diffusione:226066
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 INTERVISTA DIALOGO CON L'ESCOBAR DELLA TV
 Saviano e Mr Narcos: droga, la guerra fallita
 GIANLUCA DI FEO

 LA DROGA, le mafie e due Sud a confronto. Da una parte Wagner Moura, l'attore brasiliano interprete di
 Pablo Escobar in Narcos. Dall'altra Roberto Saviano, il creatore di Gomorra. A PAGINA 19 LA DROGA, le
 mafie e due Sud a confronto, con il loro orgoglio e i loro mali.
   Uno scambio di idee che spazia dal cinema alla geopolitica, dalla letteratura al crimine. Da una parte
 Wagner Moura, l'attore brasiliano interprete di Pablo Escobar nel successo planetario di "Narcos", la serie
 di cui Netflix ha appena messo in rete la seconda stagione. Dall'altra Roberto Saviano, il creatore di
 "Gomorra". L'uno ha dato il volto all'inventore dell'industria della cocaina. L'altro ha mostrato al mondo
 l'evoluzione più spietata della camorra.
  Ed entrambi erano ansiosi di incontrarsi, seppur in un colloquio triangolato tra Los Angeles, New York e la
 redazione di Repubblica. «Roberto, ho letto i tuoi libri, hai dimostrato talento e coraggio», esordisce Moura:
 «Una volta sono andato a un festival in una città del Brasile solo per vederti ma all'ultimo momento non sei
 venuto per motivi di sicurezza». «Già, il Brasile resta un posto difficile per i miei movimenti», replica
 Saviano: «Io seguo il tuo lavoro da "Tropa d'Elite", il film sugli squadroni della morte che ha cambiato il
 racconto criminale nell'immaginario mondiale».
  "Tropa d'Elite", come "Narcos" e "Gomorra" sono la prova di come un film o una serie possano denunciare
 dinamiche criminali fondamentali, le stesse che vengono descritte tutti i giorni senza però incidere
 sull'opinione pubblica.
  Moura: «La nuova stagione del cinema brasiliano è influenzata dal neorealismo italiano, sia dal punto di
 vista politico che estetico. Negli anni Sessanta però queste opere avevano un seguito tra le élite, adesso
 arrivano a milioni di persone, provocando un dibattito largo. Questa secondo me è una delle ragioni
 d'essere dell'arte - che sia cinema, teatro o letteratura: permette alle persone di vedere se stesse,
 contestualizzando l'individuo nella società.
  Certo, ci sono state reazioni contrastanti a "Narcos" tra i colombiani, perché sono stufi di sentire parlare del
 loro paese in questo modo. E li capisco perfettamente».
   Saviano: «Lo stesso fastidio che hanno i colombiani quando si parla di Escobar, lo hanno gli italiani
 quando si parla di mafia: è un'insofferenza comune, unica nel mondo. Ma sono convinto che la Colombia
 paradossalmente possa essere un modello, perché proprio discutendo così a lungo dei problemi è riuscita
 a intraprendere un percorso nuovo: il potere di Escobar e dei cartelli successivi è stato contrastato perché
 se ne è parlato moltissimo».
  "Narcos" denuncia anche un grande fallimento: la sconfitta della guerra alla droga come è stata condotta in
 Sudamerica negli ultimi decenni.
   Moura: «Io ho un'opinione molto personale che nasce dal vivere in Sudamerica e osservare quello che
 succede. La guerra alla droga è un fallimento. È una strategia che nasce negli Stati Uniti che sono i più
 grandi consumatori ma questo conflitto si combatte solo nei paesi che producono ed esportano droga,
 generando una violenza enorme in Messico, Perù, Colombia, Bolivia, Brasile. Penso che bisogna trovare
 un modo di legalizzarla: non sono un esperto, non so dire quale sia il metodo migliore di farlo. Mi rendo
 conto che la dipendenza è un male, che molti muoiono per overdose e ci sono tante famiglie distrutte. Ma
 ritengo che l'obiettivo di ogni politica sia quello di salvare la vita. E dobbiamo riflettere su quante vite sono
 state distrutte in questa guerra in Sudamerica e cercare di trovare un giusto equilibrio. Perché io credo che
 l'abuso di droga sia un problema di salute pubblica, non una questione di polizia».
   Saviano: «Io credo che il proibizionismo sia fallito. Anzitutto bisogna ricordare come il 90 per cento dei
 soldi dei cartelli sudamericani viene riciclato negli Usa e in Europa: il denaro finisce in quei paesi dove la

ANICA - ANICA SCENARIO - Rassegna Stampa 12/09/2016 - 12/09/2016                                                    28
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