Neri Marcorè Le mie canzoni altrui 2020 - Ravenna Festival

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Neri Marcorè Le mie canzoni altrui 2020 - Ravenna Festival
2020

 Neri Marcorè
Le mie canzoni altrui

                     in collaborazione con

      Rocca Brancaleone
      11 luglio, ore 21.30
Neri Marcorè Le mie canzoni altrui 2020 - Ravenna Festival
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana
con il patrocinio di
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

con il sostegno di

con il contributo di

Comune di Cervia                Comune di Forlì              Comune di Lugo

Koichi Suzuki

partner principale
Neri Marcorè Le mie canzoni altrui 2020 - Ravenna Festival
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Neri Marcorè Le mie canzoni altrui 2020 - Ravenna Festival
Neri Marcorè
Le mie canzoni altrui
Neri Marcorè voce e chitarra

Domenico Mariorenzi chitarra, bouzouki e pianoforte
Alessandro Patti basso e contrabbasso
Fabrizio Guarino chitarra elettrica
Simone Talone batteria
Neri Marcorè Le mie canzoni altrui 2020 - Ravenna Festival
© Fabrizio Trionfera
Conversando con
    Neri Marcorè
    a cura di Susanna Venturi

     Attore, imitatore, comico, cantante, presentatore,
attivo in teatro, in radio, in televisione... Insomma,
Neri Marcorè è uno di quegli artisti che si potrebbero
definire showman a tutto tondo, ma che al tempo stesso
non si fanno racchiudere in alcuna definizione. Allora,
dovendosi presentare, come si definirebbe?
E, soprattutto, qual è la cosa che preferisce fare (dopo
rispondere a noiose interviste, s’intende...)?
     Non saprei dire qual è la causa e quale l’effetto, nel
senso che non so se ho cominciato a diversificare per
via dell’allergia che provo di fronte alle definizioni troppo
rigide o se invece questo sottrarmi alle etichette sia
frutto di una mia naturale propensione alle variazioni.
Credo che la parola “attore” contenga in ogni caso tutte
le attività che svolgo, o almeno, guardando all’esempio
fornito dagli americani, nella formazione di un attore
non dovrebbero mancare lo studio di uno strumento
musicale, del canto, del ballo, dell’intrattenimento e
dei registri comico e drammatico, sia in teatro che al
cinema o in televisione.
     Non ho preferenze particolari se non quella di
scegliere, in ognuno di questi settori, ciò che più mi
piace e convince. Per come mi sono formato credo che
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se dovessi fare, per dire, solo cinema o teatro, alla lunga
mi annoierei a tenere sempre gli stessi ritmi e sentirei la
mancanza di nuovi stimoli.

     Abbiamo vissuto (e molti nel mondo ancora vivono)
settimane e mesi difficili, in alcuni casi drammatici.
Come è per lei questo tornare al lavoro dopo la pausa
forzata del confinamento? E che cosa crede ci lasci in
eredità il Covid?
     Confesso che mi sarebbe piaciuta una ripartenza più
lenta. Per carità, abbiamo tutti sofferto dell’interruzione
forzata del lavoro e ora va benissimo ripartire, ma è
anche vero che quest’emergenza epidemiologica ci ha
insegnato che si vive lo stesso, e forse meglio, a ritmi
meno serrati e ora mi sembra di scorgere in tutti noi
un po’ d’affanno. A parte rari casi ed escludendo chi
ovviamente ha dovuto affrontare problemi di salute in
famiglia, tutto sommato credo non ci sia dispiaciuto stare
un po’ di più in casa, insieme ai nostri affetti più intimi.

     Ma veniamo allo spettacolo “Le mie canzoni altrui”.
Come sceglie le canzoni da interpretare? Privilegiando
quali autori?
     Mi piacciono i cantautori, li ascolto da sempre e
fatalmente sono le loro canzoni che mi restano più
addosso o segnano passaggi importanti della mia vita.
Le scelgo in base al piacere personale di ascoltarle,
quindi di riprodurle, magari con piccole variazioni
rispetto all’originale, rendendole più acustiche anche
laddove fossero elettroniche.
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In scaletta ci sono anche pezzi stranieri - Neil
Young, James Taylor, Peter Gabriel, Paul Simon, ma
quelli che prendono più spazio sono De Gregori, De
André, Gaber, Testa, Capossela, Pacifico, Ligabue...
insomma, se non fosse che a un certo punto bisogna
smettere per lasciare andare a casa il pubblico, i tecnici
e i musicisti, rischierei di stare sul palco tre ore e passa,
come Bruce Springsteen!

      Quale è il suo rapporto con l’originale? Per lei che ha
un’inarrivabile talento di imitatore (chi non ricorda i suoi
Maurizio Gasparri, Alberto Angela o, più recentemente,
Giuseppe Conte?), non c’è la tentazione appunto di
cogliere quei dettagli che portano all’imitazione?
      Confesso che, mentre canto, dentro di me risuona
quell’originale che magari ho sentito tante volte e se
mi distraggo finisco per ricalcare alcuni passaggi allo
stesso modo. Però è una cosa che mi capitava di più
all’inizio, quando avevo più bisogno di appigli. Nel tempo
provo sempre più gusto a trovare una strada mia. Ma è
anche vero che a volte mi diverto a cantare accennando
qua e là la voce del titolare del pezzo.

     Si sente dire che in questa edizione delle sue
“canzoni altrui” debutterà anche come autore? È vero?
E cosa l’ha ispirata nella composizione?
     In realtà, no. O meglio, è vero che ho scritto due o
tre canzoni ma finora le ho proposte in pubblico molto
raramente. Mi diverte di più, qualora vengano richiesti
bis, proporre quei pezzi che ho scritto “alla maniera di...”,
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un modo per terminare il concerto ridendo o
sorridendo, lasciando spazio a quel punto alla mia vena
cabarettistica che a inizio carriera è stata la mia cifra
principale.

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arti
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Neri Marcorè

     Nato a Sant’Elpidio il 31 luglio del 1966, frequenta
a Bologna la Scuola superiore per Traduttori studiando
inglese e tedesco e approda presto nel mondo dello
spettacolo lavorando con il conduttore radiofonico e
showman Giancarlo Guardabassi (tuttora patron di
Radio Aut Marche). Nel 1988 debutta in televisione nella
Corrida, per poi comparire nei varietà Rai Stasera mi
butto (condotto da Gigi Sabani) e Ricomincio da due (con
Raffaella Carrà). Si cimenta inoltre come doppiatore
prestando la voce al genio del quiz in Producer, il grande
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gioco del cinema, con Serena Dandini e Claudio Masenza.
     Nel 1993 inizia la sua carriera teatrale con La finta
malata di musica di Carlo Goldoni. Dell’anno successivo è
il debutto al cinema con Ladri di cinema di Piero Natoli,
in concorso al Festival di Venezia. Negli anni a venire il
grande successo arriva lavorando al fianco di Corrado
e Sabina Guzzanti nella trasmissione Pippo Chennedy
Show (1997) e ne L’ottavo nano (2001). Collabora inoltre
con la Gialappa’s Band in Mai dire gol e conduce su Rai
Tre il telequiz giovanile Per un pugno di libri.
     Proseguono intanto gli impegni cinematografici e
nel 2003 ottiene la sua prima nomination ai David di
Donatello (Miglior attore protagonista) per la pellicola
Il cuore altrove, diretta da Pupi Avati. Con lo stesso regista
tre anni dopo arriva la seconda nomination (Migliore
attore non protagonista) per La seconda notte di nozze.
Sempre al cinema, prende parte a Se devo essere sincera
(2004), L’estate del mio primo bacio e Baciami piccina
(2006), Lezioni di cioccolato (2007), L’amore è un gioco,
Gli amici del bar Margherita e I mostri oggi (2009), il
francese Asterix & Obelix al servizio di Sua Maestà, poi Mi
rifaccio vivo di Sergio Rubini (2013). Presta inoltre la sua
voce al film d’animazione Up e interpreta Italo Calvino nel
lungometraggio Calvino cosmorama diretto nel 2010 da
Damian Pettingrew.
     Nel frattempo è impegnato sul piccolo schermo nelle
serie tv E poi c’è Filippo e Papa Luciani – Il sorriso di Dio
(2006), poi nelle fiction Tutti pazzi per amore (2008 e
2010) e Questo nostro amore. Conduce, nella stagione
2006/2007, insieme a Riccardo Pandolfi, il programma
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satirico Siamo se stessi. Tra le sue imitazioni più celebri
nel programma Parla con me, accanto alla Dandini:
Luciano Ligabue, Antonio Di Pietro, Zapatero, Clemente
Mastella, Jovanotti, Piero Fassino e Alberto Angela.
     Nel 2008 è di nuovo a teatro debuttando con lo
spettacolo in onore di Giorgio Gaber, Un certo Signor
G. Dal 2008 al 2010 è poi protagonista di Attenti a quei
due con Luca Barbarossa; nella stagione 2010/2011
è protagonista insieme a Claudio Gioè di Terra Padre,
reading-spettacolo dai racconti di Roberto Saviano;
sempre con Gioè è anche in Eretici e Corsari. Dirige
inoltre il Teatro delle Api di Porto Sant’ Elpidio.
     Dal marzo 2013 conduce NeriPoppins su Rai Tre,
trasmissione di cui cura anche il soggetto: proposizione
di cortometraggi e sketch surreali.
     Del 2014 sono le tournée di Beatles Submarine,
insieme alla Banda Osiris, con la regia di Giorgio
Gallione, nonché i film Una Ferrari per due e Una villa
per due (regia di Fabrizio Costa), e la seconda serie
di Questo nostro amore. Nel 2015 è protagonista al
cinema con ben tre film: Sei mai stata sulla Luna? di
Paolo Genovese, Leoni di Pietro Parolin, con Piera Degli
Esposti e Latin lover di Cristina Comencini.
     Dal 2016 porta in scena, insieme all’eclettico
quartetto GnuQuartet, lo spettacolo teatrale dedicato a
Fabrizio De André dal titolo Come una specie di sorriso.

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2020

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del
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© Zani-Casadio
    Rocca Brancaleone
     Possente e unica architettura da “macchina da
guerra” della città, la Rocca Brancaleone è stata costruita
dai Veneziani fra il 1457 e il 1470, segno vistoso della
loro dominazione a Ravenna. Nelle proprie fondamenta
nasconde le macerie della chiesa di Sant’Andrea dei
Goti, fatta erigere da Teodorico poco distante da dove
sarebbe sorto il suo Mausoleo. Ma il “castello” non nasce
per difendere la città: viene infatti progettato come
strumento di controllo su Ravenna. Non a caso le sue
mura contavano 36 bombardieri rivolti verso l’abitato
e solo 14 verso l’esterno. In realtà la fortezza non regge
al diverso modo di combattere: dopo un assedio lungo
un mese, nel 1509 viene espugnata dai soldati di papa
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Giulio II, che caccia i Veneziani. E durante la battaglia di
Ravenna, nel 1512, resiste appena quattro giorni.
     L’intero complesso, per quasi trecento anni di
proprietà del Governo Pontificio, appunto dai primi
del XVI secolo, dopo vari passaggi proprietari nel 1965
viene acquistato dal Comune di Ravenna. L’idea è di
realizzare nella cittadella un grande parco e un teatro
all’aperto nella Rocca vera e propria. Così, fra qualche
restauro discutibile, e recuperi più interessanti, la
musica fa il proprio ingresso fra quelle mura il 30 luglio
1971, con una rassegna organizzata dall’Associazione
Angelo Mariani. Sul palcoscenico arriva per prima la
Filarmonica della città bulgara di Ruse diretta da Kamen
Goleminov. Così la Rocca diventa la più qualificata e
suggestiva “arena” di tutto il territorio. Nasce lì, il 26
luglio 1974, Ravenna Jazz, il più longevo appuntamento
d’Italia con la musica afro-americana. Quelle prime
“Giornate del jazz” ospitano il quintetto di Charles
Mingus e la Thad Jones/Mel Lewis Orchestra. Negli
anni Ottanta il testimone passa poi all’opera lirica con
allestimenti firmati da Aldo Rossi e Gae Aulenti. Si arriva
così al primo luglio 1990 quando Riccardo Muti alza la
bacchetta sul podio dell’Orchestra Filarmonica della
Scala e del Coro della Radio Svedese e tra le antiche
mura veneziane risuona il primo movimento spiritoso
della Sinfonia n. 36 in do maggiore KV 425 di Wolfgang
Amadeus Mozart, meglio conosciuta come Sinfonia
Linzer. È il battesimo di Ravenna Festival.

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Antonio e Gian Luca Bandini, Ravenna               Presidente
Francesca e Silvana Bedei, Ravenna                 Eraldo Scarano
Chiara e Francesco Bevilacqua, Ravenna
Mario e Giorgia Boccaccini, Ravenna                Presidente onorario
Costanza Bonelli e Claudio Ottolini, Milano        Gian Giacomo Faverio
Paolo e Maria Livia Brusi, Ravenna
Glauco e Egle Cavassini, Ravenna                   Vice Presidenti
Roberto e Augusta Cimatti, Ravenna                 Leonardo Spadoni
Marisa Dalla Valle, Milano                         Maria Luisa Vaccari
Maria Pia e Teresa d’Albertis, Ravenna
Ada Bracchi Elmi, Bologna                          Consiglieri
Rosa Errani e Manuela Mazzavillani, Ravenna        Andrea Accardi
Gioia Falck Marchi, Firenze                        Paolo Fignagnani
Gian Giacomo e Liliana Faverio, Milano             Chiara Francesconi
Paolo e Franca Fignagnani, Bologna                 Adriano Maestri
Giovanni Frezzotti, Jesi                           Maria Cristina Mazzavillani Muti
Eleonora Gardini, Ravenna                          Giuseppe Poggiali
Sofia Gardini, Ravenna                             Thomas Tretter
Stefano e Silvana Golinelli, Bologna
Lina e Adriano Maestri, Ravenna                    Segretario
Irene Minardi, Bagnacavallo                        Giuseppe Rosa
Silvia Malagola e Paola Montanari, Milano
Gabriella Mariani Ottobelli, Milano                Giovani e studenti
Francesco e Maria Teresa Mattiello, Ravenna        Carlotta Agostini, Ravenna
Peppino e Giovanna Naponiello, Milano              Federico Agostini, Ravenna
Giorgio e Riccarda Palazzi Rossi, Ravenna          Domenico Bevilacqua, Ravenna
Gianna Pasini, Ravenna                             Alessandro Scarano, Ravenna
Desideria Antonietta Pasolini Dall’Onda,
Ravenna                                            Aziende sostenitrici
Giuseppe e Paola Poggiali, Ravenna                 Alma Petroli, Ravenna
Carlo e Silvana Poverini, Ravenna                  LA BCC - Credito Cooperativo Ravennate,
Paolo e Aldo Rametta, Ravenna                      Forlivese e Imolese
Stelio e Grazia Ronchi, Ravenna                    DECO Industrie, Bagnacavallo
Stefano e Luisa Rosetti, Milano                    Ghetti - Concessionaria Fiat, Lancia,
Eraldo e Clelia Scarano, Ravenna                   Abarth,
Leonardo Spadoni, Ravenna                          Alfa Romeo, Jeep, Ravenna
Gabriele e Luisella Spizuoco, Ravenna              Kremslehner Alberghi e Ristoranti, Vienna
Paolino e Nadia Spizuoco, Ravenna                  Rosetti Marino, Ravenna
Thomas e Inge Tretter, Monaco di Baviera           SVA Dakar - Concessionaria Jaguar e
Ferdinando e Delia Turicchia, Ravenna              Land Rover, Ravenna
Maria Luisa Vaccari, Ferrara                       Terme di Punta Marina, Ravenna
Luca e Riccardo Vitiello, Ravenna                  Tozzi Green, Ravenna

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Presidente onorario
Cristina Mazzavillani Muti

Direzione artistica
Franco Masotti
Angelo Nicastro

Fondazione
Ravenna Manifestazioni

Soci                                           Sovrintendente
Comune di Ravenna                              Antonio De Rosa
Provincia di Ravenna
Camera di Commercio di Ravenna                 Segretario generale
Fondazione Cassa di Risparmio di Raven-        Marcello Natali
na
Confindustria Ravenna                          Responsabile amministrativo
Confcommercio Ravenna                          Roberto Cimatti
Confesercenti Ravenna
CNA Ravenna                                    Revisori dei conti
Confartigianato Ravenna                        Giovanni Nonni
Arcidiocesi di Ravenna-Cervia                  Alessandra Baroni
                                               Angelo Lo Rizzo
Consiglio di Amministrazione
Presidente
Michele de Pascale
Vicepresidente
Livia Zaccagnini
Consiglieri
Ernesto Giuseppe Alfieri
Chiara Marzucco
Davide Ranalli

                                          18
media partner

in collaborazione con
sostenitori

              GROUP
programma di sala a cura di
               Susanna Venturi
     coordinamento editoriale e grafica
      Ufficio Edizioni Ravenna Festival

L’editore è a disposizione degli aventi diritto
 per quanto riguarda le fonti iconografiche
                non individuate
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         Ravenna Festival
         Tel. 0544 249211
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            Biglietteria
         Tel. 0544 249244
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