Nella Scuola Ecologica di Chicago - Robert E. Park (1864-1944) - Expo Chicago 1893, la FerrisWheel

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Nella Scuola Ecologica di Chicago - Robert E. Park (1864-1944) - Expo Chicago 1893, la FerrisWheel
Robert E. Park (1864-1944)

nella Scuola Ecologica di Chicago

                                    Expo Chicago 1893, la Ferris Wheel
                                                                         1
Nella Scuola Ecologica di Chicago - Robert E. Park (1864-1944) - Expo Chicago 1893, la FerrisWheel
1863

Il contesto della Scuola: pagg. 3-33.
Il modello sociale del periodo: pagg. 34-44.
Le ricerche: da pagg. 45.
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Nella Scuola Ecologica di Chicago - Robert E. Park (1864-1944) - Expo Chicago 1893, la FerrisWheel
ROBERT EZRA PARK

Inizia come giornalista di inchiesta (a muckracker), particolarmente coinvolto nella difesa dei diritti
delle popolazioni africane contro il feroce dominio di Leopoldo II del Belgio. Oggi verrebbe definito
un giornalista vicino ai «movimenti di riforma sociale». Studiò filosofia e psicologia a Havard nel
1898-99 mentre in Europa frequentò Heidelberg, Strasburgo e Berlino. Seguì lezioni con Simmel,
studiò con Wildeband e Hettner. Nel 1914 approdò al 1126 East 59° Street, tuttora sede del
Dipartimento di Sociologia dell’Università di Chicago di cui divenne qualche tempo dopo direttore.
Nonostante le non poche critiche derivanti sul suo lavoro, sulle sue scelte politiche, sulla presunta
modestia teorica dei suoi scritti resta uno studioso «progressista», figlio del suo tempo e dei suoi
confini, che ha comunque lasciato importanti innovazioni all’interno di un nuovo ambito di studi.
Il tempo in cui Park lavora è dentro una città che è un laboratorio di contraddizioni: da quelle
economiche (industrie e allevamenti) alle abitative (densità e segregazione), da quelle politiche (il
proibizionismo, il fondamentalismo religioso, la criminalità organizzata) alle culturali
(stigmatizzazioni etniche). Un periodo socialmente difficile dove dapprima la spagnola del 1918 e poi
la crisi del 1929 camminano per le strade di Chicago assieme alle ricerche di Park e di altri suoi pari.

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L’EREDITA’ MATURATA DALLA SCUOLA ECOLOGICA DI CHICAGO

La nascita «ufficiale» della sociologia urbana nel 1920 in una «tradizione di urbanesimo
tutt’altro che longevo».
L’ introduzione di metodi di ricerca quantitativi e qualitativi.
L’ applicazione delle ricerche urbane nell’ambito di specifiche politiche sociali.
Le variabili sociologiche per la lettura delle connessioni tra organizzazione spaziale e
organizzazione sociale.
Città come organismo complesso: conflitto e integrazione come stato permanente.
L’analisi sulla specificità della città nord-americana.
I loro studi empirici restano una traccia interessante per lo studio dei processi migratori
all’interno degli spazi complessi - malgrado oggi le forme peculiari di segregazione e di povertà
siano forse peggiorate (bidonvilles, favelas, barriadas ).

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L’EREDITÀ SMARRITA DELLA SCUOLA ECOLOGICA DI CHICAGO

In vari paesi, molti degli strumenti di ricerca che nei decenni la Scuola utilizza sono stati
successivamente accantonati e divenuti, in seguito, di stretta pertinenza della geografia,
dell’urbanistica, dall’economia - con l’esito di impoverire la disciplina.

L’uso - per quanto non sempre di successo - delle categorie ecologiche negli studi urbani.

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LA SPECIFICITA’ SPAZIALE DELLA CITTÀ NORD-AMERICANA DEL PERIODO

Griglia geometrica di isolati di eguali dimensioni.
Non ancorata ad un centro.
Sviluppo orizzontale, con espansione «regolare» e a bassa densità (sprawl nord-americano # dallo
sprawl europeo).
Espansione legata ai mezzi di trasporto pubblici e privati.
Ceti abbienti tendono a vivere lontani dalle aree centrali, diversamente dalla tradizione urbana
europea.
Peso influente della struttura reticolare a bassa densità nella flebile formazione di spazi pubblici
significativi.
Non longevità urbana (è di recente formazione).
La costituzione della megalopoli della costa nord-americana atlantica# dalla rete urbana de «l’Europa
delle cento città».

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TRA 1840-1850 UNA RAPIDA ESPANSIONE DELLE INDUSTRIE E DELLE FERROVIE
DEL MID-WEST DOVE LAVORANO GLI IMMIGRATI TRA CUI MOLTI EUROPEI:
QUESTA E’ LA «FORZA-LAVORO» ECCEDENTE DAI PROCESSI DI
INDUSTRIALIZZAZIONE E MECCANICIZZAZIONE DEL VECCHIO CONTINENTE.

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Nella Scuola Ecologica di Chicago - Robert E. Park (1864-1944) - Expo Chicago 1893, la FerrisWheel
LA CITTA’

Enorme centro di macellazione: sede di Union Stockyards (Armour per suini) e
Swift (per bovini).

Aumento dell’importanza della città come centro di trasporti commerciali:
posizione geografica strategica a sud-ovest del lago Michigan.

Tra 1840-1920, una notevole crescita demografica: nel 1840 ci sono 30.000 abitanti,
nel 1890 quasi 1.000.000 e nel 1920 circa 2.700.000 abitanti.

Immigrazione alla metà del 1800: arrivano Irlandesi e Tedeschi, e a fine secolo
Russi, Italiani, Polacchi.

Molteplicità di gruppi «etnici»: a Chicago si possono contare più di venticinque
etnie europee alla fine del 1800 e ben presto altre venti dall’Asia.

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AFFERMAZIONE DELL’URBANESIMO COME STILE DI VITA
GO, EMBLEMA DEI CAMBIAMENTI
NEGLI U.S.A.

Rottura con la tradizione rurale americana e estensione del modello di vita urbano
(cfr. il successivo romanzo «Furore» del 1939 di John Steinbeck).

Espansione di ogni settore economico (ad esempio: la stampa, la moda prêt-à-
porter).

Nuove stratificazioni sociali e lenta affermazione del fordismo.

Nei primi anni Venti del ‘900: da un lato, le opportunità di mobilità sociale verticale
e dall’altro, processi di marginalizzazione delle fasce più deboli.

Organizzazione spazio-temporale e accesa mobilità (es.: pendolarismo) che incidono
sul mutamento della forma urbana.

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IL CONTESTO IN CUI LA CITTÀ CRESCE

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DAI LEGITTIMI ABITANTI E IL MASSACRO DI
WOUNDED KNEE, 1871…

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…AI VARI NODI SOCIALI DEL «NEW WORLD».
AD ESEMPIO: UNO ERA LA ROTTURA CON IL MONDO RURALE

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«E gli occhi dei poveri riflettono, con la tristezza della sconfitta, un crescente furore. Nei cuori degli umili maturano i frutti del
furore e s’avvicina l’epoca della vendemmia» Furore di John Steinbeck.

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Dalla schiavitù al vagabondaggio e alla fila per il pane - Dorothea Lang 1933
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UN SECONDO. LA SEGREGAZIONE ETNICA. AD ESEMPIO, SUGLI ITALIANI:

Sulla “grande emigrazione italica” (1876-1915). Il 18 dicembre 1880, The New York Times usciva con un
editoriale titolato «Emigranti indesiderati», nel quale l’immigrazione italiana veniva definita «promiscua, feccia
sporca, sventurata, pigra, criminale dei bassifondi italiani».
Mentre dalla relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso Americano sugli immigrati italiani
negli Stati Uniti dell’Ottobre 1912: «Sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro
puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio
nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a
caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo
pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi
dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite
di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che
faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le
nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri
consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno
aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel
nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali» (Fonte:
Chiara Formica, 2018).

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«L’INVASIONE DELLA PELLE OLIVA»

«Propongo che si privilegino i veneti e i
lombardi, tardi di comprendonio e
ignoranti ma disposti più di altri a
lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli
americani rifiutano pur che le famiglie
rimangano unite e non contestano il
salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita
gran parte di questa prima relazione,
provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a
controllare i documenti di provenienza e a
rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve
essere la prima preoccupazione»
(Fonte: Chiara Formica, 2018).

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O sui Cinesi: «I cinesi costavano         1900, New York
pochissimo       ai    nuovi     padroni
americani. Non erano sindacalizzati
ed erano, a detta di tutti, molto
efficienti. Di loro si diceva che non si
stancavano mai e che erano docili
come agnellini. Per molti, che
avevano assistito al crollo del sistema
schiavistico, furono degni sostituti
degli schiavi neri, anzi meno riottosi
e più obbedienti. Questo giudizio
positivo si accompagnò anche a delle
facilitazioni legislative. Il trattato di
Burlingame tra Cina e Stati Uniti
garantiva agli immigrati cinesi gli
stessi diritti dei residenti e li
proteggeva         da      sfruttamento,
discriminazione e violenza. “Nessuno
potrà più picchiare un cinese”, disse
un Mark Twain particolarmente
gioioso all’annuncio del trattato nel
1868. Twain, che anni dopo denunciò
i maltrattamenti coloniali nel Congo
di re Leopoldo, era disgustato
dall’atteggiamento della legge verso i
cinesi. Nonostante le violenze subite
non aveva mai visto un poliziotto
accorrere in loro difesa. Schiavi senza
diritti, che Twain sperava di poter
vedere finalmente liberi grazie al
trattato di Burlingame». (Fonte:
Igiaba Scego, 2018)                                  20
UN TERZO. IL PROIBIZIONISMO IN RISPOSTA AGLI ECCESSI

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UN QUARTO. IL PARTITO PIGLIATUTTO DI
WEBER E GLI « AL CAPONE» DAL 1919

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1929

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LE TIPOLOGIE DI RICERCHE

Studi sui vagabondi e lavoratori migranti che si spostano negli Stati Uniti senza
progetti definiti (Zorbaugh).
Studi sulle bande e sulla delinquenza urbana (Trasher e Shaw).
Studi sui quartieri e etnie (Park, Burgess, McKenzie).
Studi sui quartieri alti della città (Zorbaugh)
Studi sui locali notturni o le scuole da ballo (Cressey, Shaw).
Studi sui ghetti (Wirth).
Sulla prostituzione (Reckless).

Le accomuna soprattutto il metodo etnografico, oltre che le prime ricerche
esplorative in senso quantitativo e qualitativo. La loro finalità non è solo
conoscitiva ma vuole essere di concreto impatto, ovvero migliorare gli aspetti più
problematici della vita metropolitana. In un certo senso anticipano le attuali
politiche sociali in contesto urbano.

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EVIDENTE PROBLEMATICITÀ: NOTA COME « LA CITTÀ DEL VIZIO»

DO DI ORGANIZZAZIONE SOCIALE

Arduo mettere insieme 25 - e successivamente 45 - gruppi diversi per lingua,
religioni, tradizioni (dall’Europa all’Asia): lunghi viaggi per mare con aspettative di
vita migliori di quelle lasciate alle spalle, ma spesso deluse.

Nuovi processi e forme specifiche della società moderna: la formazione
dell’opinione pubblica tramite i «new media» di allora, la società dei consumi
fordisti, stili di vita staccati dai vincoli della Tradizione, nuovi orientamenti
nell’organizzazione familiare.

Acute questioni sociali: delinquenza, prostituzione, vagabondaggio, alcolismo,
sacche di povertà.

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CHICAGO, 1880 circa   26
L’UNIVERSITÀ DI CHICAGO

L’Università nasce nel 1892, dapprima con un dipartimento di Sociologia: il
primo nella storia delle Università americane.

I sociologi di Chicago conducono fino all’inizio ricerche sulla loro città: i loro
sono i primi studi urbani moderni in chiave empirica. Vengono chiamati
«etnografi» per via dei loro metodi di osservazione.

Inizia una nuova tradizione di indagine: ricerca quantitativa e qualitativa
direttamente sulle strade e luoghi. Sono i nuovi «piedi polverosi». La sociologia
va oltre i confini della «teoria» di ieri e si confronta con il quotidiano nella sua
confusione/contraddizione.

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Novità

Gli etnografi di Chicago analizzano la problematicità della città americana
«dall’interno» dei repentini cambiamenti storico-sociali.
Comprendere la città significa analizzare i nuovi processi della società
moderna: i codici di assimilazione, la creazione di diversi legami familiari, la
formazione dell’ opinione pubblica, la nascente società di massa.
Mantengono un intenso rapporto con le associazioni e le istituzioni locali
urbane, restando in continuo contatto con i loro testimoni privilegiati.
Studiare la città significa percorrerla e osservare direttamente i protagonisti e le
peculiarità della vita urbana.
Strumenti     metodologici:     censimenti,     campionamenti,        osservazione
partecipante, questionari, interviste, narrazioni biografiche.
Tecniche di ricerca molto simili a quelle usate da antropologi ed etnografi.

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IL TIPO DI SOCIETÀ IN CUI OPERANO E LAVORANO GLI
STUDIOSI DI QUESTA SCUOLA: È IL FORDISMO CON LA
NASCENTE PRODUZIONE DI MASSA

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FORDISMO

E’ il sistema «organizzato» di produzione di massa inaugurato da Henry Ford nell’impianto di
Highland Park (Detroit) nel 1913: è il punto di arrivo di una traiettoria tecnologica tipicamente
americana, avviata con la produzione di armi. Divenuto poi modello «T»:
armi  macchine da cucire  bicicletta  automobile.

Quattro gli elementi-base di cui la produzione è composta:
taylorismo, con lo studio dei tempi e delle operazioni ottimali per l’esecuzione delle varie
lavorazioni;
completa intercambiabilità dei pezzi;
jig system, sistema di apparecchiature ausiliarie del lavoro;
collegamento in sequenza delle operazioni di lavorazione e di montaggio (standardized and
synchronized system)

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Si giunge alla assembly line o catena di montaggio, un
sistema di dispositivi che mette l’operaio nella condizione
di lavorare «al meglio», senza più l’illusione tayloristica
della «one best way».

Il sistema diede subito risultati, tagliando enormemente i
tempi di produzione. Nel 1925 un modello T entrava sul
mercato ogni 25 secondi: il costo unitario scese dai 950 $
del 1908 ai 290 del 1927.                                     36
LA PRODUZIONE DI MASSA IMPLICA UN MERCATO DI MASSA

Ford vede i suoi operai dei potenziali consumatori. Poneva loro nella condizione
di diventare suoi clienti. Nel 1914 il salario minimo viene portato a 5 $ per la
giornata di 8 ore, mentre prima era mediamente di 2,4 $ per nove ore. Con un
salario che poteva arrivare anche a 7 $ occorrevano meno di 60 giornate lavorative
per acquistare un esemplare di auto.

 E’ un ulteriore modo per legare gli operai agli obiettivi produttivi della azienda:
  welfare aziendale: abitazioni, scuole, assistenza;
  riduzione di assenteismo e turn over;
  rigida disciplina aziendale;
  resistenza al sindacato in fabbrica e ai contratti sindacali.

 Il fordismo negli anni ‘20 si allarga a tutta la produzione automobilistica
 americana.
 Negli USA del 1929, la General Motors riesce a scalzare il primato della Ford e
 poi più lentamente penetra anche in quella europea (Renault, Citroen, Opel).

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L. Hine, Boy and mulejenny, 1909   38
Oldham textile mills cotton workers, 1910

L. Hine, Girl cotton mill worker, 1909

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LA GRANDE ESPANSIONE AMERICANA DEGLI ANNI VENTI EQUIVALE
ALL’ IMPIEGO DEL SISTEMA DI PRODUZIONE DI MASSA SINO ALLA CRISI
DEL 1929, CHE E’ UNA CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE

Il paradigma fordista resta comunque dominante nella grande impresa per più di
mezzo secolo: richiede un continuo ampliamento degli impianti per aumentare la
produzione e ridurre i costi unitari.
Impone anche l’impiego di un grandissimo numero di lavoratori per operare gli
impianti, concentrati in città-fabbrica, che presto diventano il terreno per aspri
conflitti sindacali.
In USA durante il New Deal sono proprio le lotte degli operai dell’automobile
(United Automobile Workers of America) a strappare il contratto collettivo.
Il sindacato si rafforza ulteriormente nelle particolari condizioni produttive
imposte dalla congiuntura bellica.
Più tardi, nel 1947 tuttavia il Taft-Harley Act riduce al minimo l’azione sindacale
e conferisce maggiore autonomia dell’impresa nella politica di relazioni
industriali.

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Master Hands, Assembly line presso la Chevrolet Motor Company,
1936. Ultima dimostrazione dell’efficienza organizzativa da parte di
una direzione senza vincoli ( e a cui seguono grandi scioperi).

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USA Industrial Workers of the   Ford, 1937
World, Solidarity, 1917

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IN GENERALE

La grande fabbrica basata sulla linea era vulnerabile. Il blocco in un punto della
catena fermava tutta la produzione (scioperi a scacchiera sull’impianto).

La parabola del sindacato è in massima parte legata proprio alla parabola della
produzione di massa. Il contratto collettivo a livello di settore è l’obiettivo
principale e aumentano le iniziative di concertazione collettiva per impedire la
conflittualità.

Ma il contratto collettivo è un’arma a doppio taglio. Emancipa l’operaio ma fa sì che
il singolo sia controllato direttamente dai compagni di lavoro.

Dal 1940: Big businees, big labour, big government siedono al tavolo come ai tempi
del New Deal. Il fine è di attuare politiche neo-corporative  politica dei redditi

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«Persino i palazzi più nuovi e confortevoli
                                       sembrano provvisori, poiché tutta
                                       l'America e in particolare New York sono
                                       in costruzione, in continua costruzione.
                                       I palazzi di dieci piani vengono abbattuti
                                       per far posto a quelli di venti, quelli di
                                       venti vengono abbattuti per far posto a
                                       quelli di trenta, quaranta e così via.
                                       New York è sempre piena di ammassi di
                                       pietre e intelaiatura d'acciaio, assordata da
                                       stridori di trapani e colpi di martello. Un
                                       autentico e grande pathos edilizio. Gli
                                       americani      costruiscono       come     se
                                       recitassero per la millesima volta un
                                       copione interessantissimo appreso alla
                                       perfezione. È impossibile distogliere lo
                                       sguardo da questo spettacolo di abilità e
                                       prontezza».

                                       V. Majakovski, La           mia     scoperta
L. Hine, Empire State Building, 1931   dell’America, 1925

                                                                                   44
INIZIO DEL PERCORSO DI STUDI:

William Isaac Thomas (1863-1947)

                                   45
WILLIAM THOMAS (1863-1947): «IL CONTADINO POLACCO IN EUROPA E
      WILLIAM
IN AMERICA»          ISAAC
            DEL 1918-19       THOMAS
                        CON FLORIAN      (1863-1947
                                    ZNANIECKI (1882-1958))

All’epoca la sociologia americana si divideva in due orientamenti: una filosofia
sociale speculativa e un movimento di inchiesta sociale, basato su una serie di
studi empirici sulla società di stampo giornalistico.

Thomas cerca di superare entrambi gli orientamenti attraverso un approccio
umanistico. Elabora una nuova metodologia di indagine, basata sull’importanza
del punto di vista dei soggetti - «la definizione della situazione» - attraverso lo
studio dei documenti personali, lettere, diari, autobiografie.

Sperimenta la sua metodologia negli studi sui gruppi immigrati europei, in
particolare si sofferma sugli immigrati Polacchi con il filosofo sociale Florian
Znaniecki. La novità in questa traduzione delle biografie scritte - «la
definizione della situazione» - sta nel tentativo di astenersi dai «giudizi di
valore».

                                                                                      46
«Thomas ha avuto la capacità propria degli innovatori, di
osservare la realtà e cogliere le linee di tendenza sociali
divergenti e non classificarle in maniera acritica, anomalie o
devianze, come fanno normalmente gli sprovveduti degli
strumenti propri delle scienze sociali, ma di analizzarle in
profondità per cercare di ricostruire quella razionalità che
sottende i fenomeni sociali. Ha quindi elaborato nuovi
strumenti teorici e metodologici per valutare le
trasformazioni sociali. Ulteriore elemento essenziale per
comprendere la cifra distintiva del pensiero thomasiano è il
contesto statunitense, che ne condiziona la crescita
intellettuale. Riconoscibili in molti suoi lavori sono la matrice
pragmatista e l’influenza di autori come J. Dewey e George H.
Mead (Janowitz, 1966), che orientano la sensibilità di Thomas
e degli altri Chicagoans nella direzione delle issues più
cogenti e scottanti dell’America di quegli anni» (Fonte: Sonia
Masiello).

                                                                    47
«SE GLI UOMINI DEFINISCONO REALI CERTE SITUAZIONI, ESSE SARANNO REALI NELLE LORO CONSEGUENZE»

Con questa affermazione Thomas si riferiva a:                                  T. fu molto avversato per le sue idee di
«In un Paese è in corso una guerra civile tra due                              sinistra e per le scelte di vita privata. Non era
etnie che si contendono il potere politico. La                                 ben visto neanche dall’opinione pubblica del
stessa guerra si riflette su una piccola isola di                              suo tempo. Nel 1918 fu arrestato dall’FBI ai
questo Stato. Un giorno la guerra finisce, ma                                  sensi della legge Mann, che proibiva il
non è possibile comunicare in tempi brevi la                                   trasporto interstatale di donne per scopi
notizia alla piccola isola, dove dunque gli                                    immorali (tra le varie leggende, una avanza
abitanti delle due etnie, ignorando la pace                                    che fosse in albergo con una donna sposata) e
avvenuta, continueranno a combattersi tra di                                   processato. Si ritenne l’arresto di Thomas un
loro». Con Thomas entra l’idea del                                             pretesto per screditare la moglie, a quel tempo
«costruzionismo sociale» (esiste la realtà che                                 attivista pacifista. Radiato dalla professione, fu
vediamo e con cui interagiamo), approccio                                      in seguito assolto da ogni accusa in tribunale,
diverso dal realismo critico (ove l’oggetto esiste                             ma la sua carriera era terminata. Venne
a prescindere dall’osservatore). Da qui Merton                                 interrotta la pubblicazione de Il contadino
elaborerà la «profezia che si auto-adempie»:                                   polacco da parte della University Press di
qualunque idea preconcetta che orienti di                                      Chicago e ripresa per gli ultimi tre volumi da
conseguenza l’agire sociale diventa fatto sociale,                             una casa editrice di Boston, molto meno
reale. A Thomas si deve anche l’approccio                                      prestigiosa (Janowitz, 1966). Park prese il suo
biografico nella ricerca sociale.                                              posto come direttore del Dipartimento.
                                                                                                                48
- SU POSIZIONI PARZIALMENTE DIVERSE DA PARK –

                                    «LA METODOLOGIA È UN FETICCIO»

                                                                                  Florian Witold Znaniecki
Thomas a Park                          Znaniecki a Park                           1882 – 1958
«La mia esperienza mi dice che        «Il mondo in cui l’uomo agisce non è
gli studi formali metodologici        la natura, ma il mondo della civiltà,
sono relativamente assai poco         pieno di significati, che contiene
proficui (…) è mia impressione        innumerevoli oggetti che non hanno
che il progresso nel metodo si        esistenza materiale affatto, o hanno
compie passo per passo,               semplicemente      un    nucleo      di
ponendo       un     obiettivo,       materialità simbolico. Lo sviluppo
impiegando certe tecniche, e          della sociologia non può prescindere
poi ponendo nuovamente il             dalla rilevazione sistematica di
problema...».                         questo mondo della civiltà, dalla
                                      rappresentazione del sistema sociale
                                      come campo in cui l’uomo agisce
                                      come essere civile e non di natura».

                                                                                                             49
IL LORO STUDIO DELLE LETTERE È DIVISO IN QUATTRO ASSI PRINCIPALI:
LUOGHI ,PERIODI, ETÀ, SESSO AI QUALI CORRISPONDONO CONCETTI A LORO
VOLTA RAGGRUPPABILI PER CONSONANZE E DISSONANZE

Forma e funzione della lettera contadina
«Il contadino polacco, come risulta da questa raccolta, produce molte e
lunghe lettere … scrivere lettere è un dovere sociale di carattere rituale, e la
forma tradizionale, fissa, delle lettere contadine è un segno della loro
funzione sociale». Tra i generi di lettera che gli autori individuano vi è la
lettera di saluto, la cui funzione è di manifestare la persistenza della
solidarietà familiare nonostante la separazione. E’ l’unica forma di lettera
che mantenga una funzione originaria – secondo i due studiosi.

                                                                                   50
Le funzioni di tutti gli altri tipi di lettere familiari sono
di sostituzione:
«La lettera prende semplicemente il posto di una
comunicazione personale, diretta. Essa deve svolgere
queste funzioni sostitutive quando l’assenza di un
membro della famiglia diventa così lunga che è
impossibile aspettare il suo arrivo. Il linguaggio del
contadino ha molte frasi correnti tradizionali, che
vengono usate in specifiche circostanze per determinati
atteggiamenti».

                                                                51
W. THOMAS (1863-1947)
IL CONTADINO POLACCO IN EUROPA E IN AMERICA (CON FLORIAN
ZNANIECKI) 1918-20

«Il contadino le usa in certa misura anche per esprimere atteggiamenti che
divergono già dalla tradizione; quando egli esce dalla forma abituale di espressione
e cerca di trovare nuove parole e nuove frasi, gli diviene difficile mantenere la
giusta distanza».

«La società tende sempre a ritualizzare in una certa misura i rapporti sociali, e ogni
modificazione di un rituale produce turbamenti più profondi di quanto sia
ragionevolmente prevedere».

Nel leggere le lettere delle donne polacche si nota lo scarto tra le aspettative prima
del viaggio e quelle successivamente realizzate. Uno scarto in negativo. Viene
spesso raccontato ai familiari di fare una vita migliore di quella effettivamente
condotta.

Il valore di questo studio è nella lettura della frattura tra aspettative e realtà, tra
aspirazioni e realizzazioni effettuate. Il prima e il dopo in una biografia diventano
rilevanti per capire le continuità o le cesure tra due mondi diversi, senza
immettere giudizi di valore da parte dei due studiosi.
                                                                                          52
Va ricordato che Thomas produsse
ricerche sulla condizione storica delle
donne, introducendo «temi relativi
alle radici della disparità tra i sessi, al
pudore e alle emozioni come prodotti
eminentemente sociali e culturali, alla
nascita della cura del corpo e
dell'abbigliamento, al ruolo del
corteggiamento come relazione di
assenso e negazione, premessa di
matrimonio e conflitto e soprattutto
della riproduzione sociale».

                                              53
ROBERT EZRA PARK (1864-1944)

Formazione giornalistica.
Formazione filosofica.
Entra successivamente in contatto con le correnti intellettuali europee (segue le lezioni di Simmel).
Principali interessi: la problematicità delle relazioni inter-etniche; l’impatto dell’immigrazione e
delle minoranze etniche sulla società nord-americana; la dimensione spaziale come criticità
permanente nel vivere urbano moderno.

                                                                                                    54
IL L’INFLUENZA DI SIMMEL

   La città, capace di plasmare e liberare la natura umana in forme nuove

   L’uomo metropolitano e il riserbo: l’ intelletto del blasé.

   L’atteggiamento pragmatico del metropolitano, abituato a rapportare il
   tutto con il denaro (principio di calcolabilità).

   Il denaro come categoria astratta che media le relazioni tra singoli.

   Rispetto alle piccole città, l’acquisizione di maggiore libertà.

   Spazio e tempo diventano problematici in una città densa, ampia,
   eterogenea.

                                                                            55
LE «REGIONI MORALI» NELLO SPAZIO URBANO DI PARK 1864-1944

«Il contatto e l’intensa interazione sociale tende, soprattutto nei tipi divergenti, a
esaltare i tratti caratteristici che accumunano e a sopprimere gli aspetti più vicini
alla normalità». Ovvero, in una grande città il povero, il corrotto, il delinquente,
«sopraffatti insieme in una promiscuità malsana e contagiosa», si mescolano
continuamente fra loro. Nelle cerchie più estese il simile trova più facilmente il
simile e crea la propria «comunità di interessi».

La creazione di «regioni morali» sono aggregate per specifiche comunità di
interessi: «Noi dobbiamo accettare queste regioni morali e le persone più o meno
eccentriche che vi si trovano come parte della vita naturale, se non normale di una
città». Con queste considerazioni e usando il linguaggio del suo tempo, Park cerca
di superare le stigmatizzazioni etnico-culturali che fortemente vigevano nella
metropoli.

                                                                                         56
L’ APPROCCIO DARWINIANO NELLE «REGIONI MORALI»

Prospettiva di analisi che trova parzialmente ispirazione nel darwinismo
sociale: la città interpretata attraverso le idee della biologia evoluzionista.

Nell’agire umano ci sono due livelli: uno biotico per cui gli individui entrano in
competizione, e uno culturale, in cui gli attori sociali condividono ideali e
ordini morali.

L’agire e il dislocarsi sul territorio delle diverse popolazioni vengono
interpretati alla luce di concetti quali la lotta per la sopravvivenza e il conflitto:
gli abitanti più «forti» (termine di ieri) di un contesto urbano tendono ad
occupare le posizioni più vantaggiose, mentre gli altri si «adattano».

Secondo questa impostazione le relazioni tra gli individui hanno un carattere
oppositivo che segue questo ordine: contatto, competizione, conflitto,
selezione.

                                                                                         57
UNA VISIONE CHE PURTUTTAVIA NON DURA A LUNGO

                CONTATTO

                                                       Fattori che spiegano la varietà della struttura urbana di Chicago
            COMPETIZIONE:
          rapporto diseguale tra i gruppi
                                                                           l'età e la struttura familiare

         ACCOMODAMENTO:                                                      la divisione del lavoro
     processo di aggiustamento temporaneo
  teso a prevenire e ridurre il conflitto tra gruppi                         l'epoca di edificazione
       caratterizzati da interessi divergenti
                                                                                     il reddito

            ASSIMILAZIONE:                                                   la segregazione etnica
      processo per mezzo del quale la cultura
di una comunità viene trasmessa ai gruppi immigrati

                                                                                                                    58
PARK CORREGGE IN SEGUITO QUANTO ESPRESSO NELLO SCHEMA PRECEDENTE

E’ il gruppo etnico, la variabile indipendente nel processo prima schematizzato.
Questa appartenenza con la sua tradizione culturale (religione, lingua, leggi, consuetudini) è la
variabile indipendente da cui derivano non solo i posizionamenti dei gruppi nei quartieri ma
anche lo status sociale (reddito incluso), nonché il livello di assimilazione e integrazione nella
società d’accoglienza.

                                                                                               59
SU QUESTO PARK AFFERMA

La città è un organismo sociale che si modifica con variabili specifiche.
Profonda eterogeneità etnica e sociale dei quartieri urbani: la città è un mosaico
di piccoli mondi che non sempre si incontrano. Esempio: le zone di transizione
che diventano di permanenza.
Nella crescente divisione del lavoro e varietà degli stili di vita, nuovi processi di
aggregazione e riaggregazione, nonché nuove forme di relazioni e di controllo
sociale.
Modificazione delle forme tradizionali di organizzazione della società basate
sulla parentela e sui legami di vicinato («corruzione» della dimensione etica).
«Superficialità-libertà delle relazioni sociali»: lo status dell’individuo è
analizzato     anche mediante segni convenzionali quali la moda e la
«socievolezza».

                                                                     60
1884
GREAT FIRE,1871

                  La città è ricostruita dopo
                  l’incendio        del    1871.
                  L’osservazione precedente di
                  Park sulla possibilità di
                  applicare il modello ecologico
                  di «invasione-successione» in
                  una città «nuova» lo aveva
                  tratto      inizialmente    in
                  inganno.
                  Si trovava sì dinnanzi ad una
                  città nuova e ricostruita ma è
                  proprio dall’osservare questa
                  peculiarità che muterà i suoi
                  criteri di osservazione.

                                                          61
Home Insurance Building,1885
                               62
Pianta effettiva dell’epoca

SE INIZIALMENTE PENSA

I processi economici creano «Aree
Naturali».
La vita economica, politica e culturale
della      città    procede         per
«Accentramento».
L’espansione della città avviene per
cerchi concentrici : «Estensione».
L’immigrazione procede nel tempo
per processi di «Invasione» e
«Successione» ad onde alternate che
vanno dai cerchi interni agli esterni.

                                                                        63
SUCCESSIVAMENTE INSIEME A ERNEST BURGESS
(1886-1996) CORREGGE LO SGUARDO:

All’interno del primo cerchio si situa la zona
degli affari con i più elevati valori immobiliari.
Accanto al primo: i bassifondi, China Town,
Little Sicily, il Ghetto.
Il secondo cerchio: la zona di transizione
(commistione di uffici, industria leggera,
quartieri di immigrati). Per alcuni gruppi e molti
individui diventa un nuovo ghetto.
Il terzo cerchio comprende le zone degli
immigrati di seconda generazione e le aree
residenziali modeste (case ammobiliate).
Il quarto anello comprende le aree suburbane
delle classi medie, gli alberghi residenziali dei
quartieri alti, le case singole con giardino.
Fuori - anello esterno - ci sono i bungalow (case
mobili) e la zona dei lavoratori pendolari.

                                                     64
The Gold Coast, 1929

    65
1929

66
Questi risultati maturano nel
testo «The City» del 1925.

 Con Park e Burgess, lavora
anche Roderick McKenzie
(1885-1940).

                                67
DUNQUE CI SONO SEGREGAZIONI SPAZIALI E FORME DI STATICITÀ
LA «DIFFERENZIAZIONE NELLE COSIDDETTE AREE NATURALI» DIPENDE
SOPRATTUTTO DAL GRUPPO DI APPARTENENZA MENTRE L’OMOGENEITÀ NELLE
«REGIONI MORALI DALLA COMUNITÀ/COMUNANZA DI INTERESSI»

                                   La crescita urbana non cresce - dunque -
                                   esclusivamente per cerchi concentrici, ma
                                   anche per settori o per nuclei specializzati.

                                   Lo schema di Burgess presuppone una netta
                                   separazione tra luoghi di lavoro e luoghi di
                                   residenza.

                                   Burgess cerca di non sottovalutare le
                                   caratteristiche fisiche del suolo urbano, senza
                                   riuscirci sempre.

                                   Solo inizialmente lo schema «invasione-
                                   successione» si adattava meglio al caso di
                                   Chicago, in quanto nuova e riedificata dopo
                                   l’incendio del 1871.
                                                                                     68
ALTRE RICERCHE

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HARVEY W. ZORBAUGH (1896-1965): THE GOLD COAST AND THE SLUM,1929

Studia sei aree a partire da Lower North Side sino al centro: Gold Coast, appartamenti in affitto, la
Bohemia, la zona divertimenti e commercio, lo slum e the Little City.
Analizz da vicinoa la riproduzione quotidiana dei ricchi.
Oltre alla Gold Coast, vi sono le case di affitto (gli sradicati). Scarsa distinzione tra slum e area delle
case in affitto. Tasso di suicidio alto.
Bohemia o Borgo della Torre: minoranze, anche sessuali.
Lo slum: 28 nazionalità (greci, iraniani, svedesi, tedeschi). Alta disorganizzazione.
Little Sicily (quasi slum). Nota anche come «Piccolo Inferno». Ma la Tradizione diventa «risorsa».

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LIMITI
Il testo di Zorbaugh risulta meno
descrittivo e analitico di altre
ricerche.
Una scarsa analisi sul potere e
sulle gerarchie ma utile per
misurare le differenze tra la vita
quotidiana dei ricchi e quella dei
poveri.

                                     71
LOUIS WIRTH (1897-1952): IL QUARTIERE EBRAICO IN EUROPA E IN AMERICA,
1928

Confronta il ghetto ebraico in Europa (dalla diaspora al XIX° secolo) e il ghetto
ebraico di Chicago

Il Ghetto in Europa
All’inizio era una concentrazione «volontaria» di ebrei in alcuni quartieri.
Con il tempo la segregazione viene ufficialmente regolamentata.
All’interno della comunità: istituzioni religiose, giuridiche, educative che univano i
membri del gruppo e li separavano dal mondo esterno.
Differenziazione progressiva tra i ghetti ebraici nelle città tedesche (emancipazione) e i
ghetti ebraici nelle città dell’Europa orientale (repressione).

                                                                                             72
Il ghetto ebraico di Chicago nel West Side

All’inizio gli ebrei a Chicago non erano dispersi, né isolati nel contesto
urbano: erano per la maggior parte di origine tedesca.
Insediati nella parte occidentale di Chicago (West Side), area con facile
accesso a un mercato e alle relazioni con altri gruppi.
Dalla fine del XIX° secolo, la comunità continuava a crescere: ebrei
dall’Europa orientale, ebrei russi, romeni e polacchi.
Negli anni ’20, si forma un vero e proprio ghetto, il West Side con 250.000
abitanti
Il ghetto aveva caratteristiche simili ai quartieri ebraici europei: era
circondato da un muro, si parlava l’yiddish, diverse sinagoghe.
Non tutti gli ebrei vivevano nel ghetto: vi erano i meglio integrati in città
(soprattutto ebrei di origine tedesca) e coloro che intraprendevano
un’ascesa sociale cercando di allontanarsi dal ghetto e disperdersi nelle
cerchie più lontane dal ghetto.
                                                               73
EGLI STUDIA ANCHE A CHICAGO:

Tra i suoi risultati:
Il percorso di inclusione nella società ospitante si dovrebbe
concludere con l’«assimilazione» della minoranza al parametro
culturale della maggioranza (classe media, bianca, protestante, di
origine anglosassone) e con la «dispersione» nel tessuto urbano. Ma     Analizza anche:
non accade.
                                                                        Una tipologia di ebrei tedeschi: Menschen,
La segregazione è la concentrazione spaziale in una zona della città.   Allrightnicks, Deitchucks.
Tuttavia, il Ghetto è anche una forma di supporto all’integrazione
nella città.                                                            Il loro spostamento in una parte del
                                                                        quartiere di Lawndale.
Il grado di segregazione etnica e residenziale non è detto che sia
indirettamente associato al grado di integrazione nella società, al     Tipi di personalità ed ampiezza della
tempo di permanenza e allo status economico.                            cerchia sociale.
Si concentra sulla variabile temporale nei processi di immigrazione
(prima, seconda, terza generazione di ingresso).
Studia la residenza, come indicatore dello stile di vita.

                                                                                                     74
GLI STUDI DI WIRTH EVIDENZIANO SPECIFICHE FORME DI
CONCENTRAZIONE RESIDENZIALE E DI MIXITÉ ETNICA,
DIMOSTRANDO CHE IL PERCORSO DI INSERIMENTO SOCIALE NON È
NÉ LINEARE, NÉ IRREVERSIBILE

E’ importante il fatto che Wirth osservi come molti individui che hanno
lasciato il Ghetto siano rimasti collocati tra due mondi: non completamente
assimilati nella città di accoglienza e né legati totalmente alla comunità di
appartenenza. Molti restano ingabbiati in aree separate per l’intera biografia.
Dalla sua ricerca resta la non conferma che il processo di
assimilazione/integrazione sia ineluttabile e uguale per tutti i gruppi. Un
risultato interessante per la società del tempo che modellizzava l’ordine sociale
come percorso finale per tutti i gruppi.
Riprendendo Simmel, W. marca come un «gruppo etnico» possa essere unito
senza una comune e condivisa base territoriale (la diaspora come
organizzazione sovra-spaziale, coesa dalla continuità temporale).

                                                                                    75
FREDERIC M. TRASHER (1892–1962): THE GANG, 1927

Numerazione delle bande (1313).
Etnicità e interetnicità delle gang.
La banda come forma di organizzazione.
Adesione “Strumentale” alla politica.

Un testo complementare a «The Gang» è scritto da
Clifford Shaw (1895-1957): il suo «The Jack.-Roller»
del 1930 analizza l’emblematica carriera di un
ragazzo che proviene da una gang.

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77
PAUL G. CRESSEY (1900-1955): THE TAXI DANCE HALL, 1932

                                                         Presso le zone delle case ammobiliate.
                                                         Gli ideatori: greco-americani.
                                                         Relazioni privilegiate tra specifici
                                                         gruppi.
                                                         Il passo finale per le donne: Black Belt;
                                                         discendenza sociale e anonimato.

                                                                                          78
Tra i romanzi:
«My Sister Carrie»,
1900 di Theodore Dreiser

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NELS ANDERSON (1889-1986): THE HOBO, 1923

Valuta 300.000-500.000 vagabondi di
passaggio per anno. Dai 30.000 ai 75.000 in
permanenza. Individua cinque tipologie: il
lavoratore stagionale, il lavoratore migrante
senza periodicità, il girovago (quasi ladro); il
guardiano (lavori malpagati); il barbone.

Tipologie di donne «hobo».

Tratti di descrizione nostalgica: il vagabondo
è il bohemien nelle fila del proletariato
comune. Attualità della sua figura.

                                                   80
81
82
CRITICHE ATTUALI ALLA SCUOLA DI CHICAGO

Mancanza di studi sulla corrispondenza temporale tra l’avvio dei processi
dispersione e la durata della segregazione/permanenza nello stesso quartiere.
Forte indipendenza dei fattori etnici da quelli economici.
Analisi non esaustive sulla concentrazione della popolazione nera in molte aree.

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Per eventuali approfondimenti,
oltre ai testi prima citati:

Il testo curato da Guido Martinotti
sui saggi dedicati a Park, Wirth,
Burgess in «Città e Analisi
Sociologica», Marsilio, 1968.

Ulf Hannerz: «Esplorare la città.
Antropologia della vita urbana», Il
Mulino, Bologna, 1992.

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Oppure

«Ti aspetti la città di Al Capone e trovi viali sereni, tra gli edifici neoclassici dell'esposizione universale del 1893.
Letture giovanili ti parlano dei mattatoi di Chicago; invece ti appaiono fantastici grattacieli. Il centro città ti si di
spiega miracolo d'architettura, che sta all'urbanistica del Novecento come Venezia a quella del Quattrocento. Ti
aspettavi una città continentale, al centro del Nordamerica e ti si para una città marina. Sullo sconfinato Lago
Michigan, Chicago è la più americana delle città statunitensi (basti pensare che McDonald's è una sua multinazionale)
e, diversamente da New York, San Francisco o Los Angeles, a Chicago si ha il reality check, ovvero il polso di quel
che pensa l'America vera, profonda. Come un detective, Marco d'Eramo si addentra nella città e la investiga. Vive
l'avventura dell'esplorazione di un europeo trapiantato con tutto il suo bagaglio concettuale dal Vecchio Mondo nella
sconosciuta Chicago, conservando lo sguardo alieno e lo stupore da straniero. Arriva così a riconoscere il familiare
puzzo di modernità che caratterizza questa città, dove è già scomparso quello che solo ieri l'aveva creata e fatta
grande (come i mattatoi, il commercio di legname e di granaglie) e dove quel che vediamo oggi è già destinato a
svaporare rapidamente. Qui, si sono verificati tanti episodi centrali della modernità: la nascita dei grattacieli, la
standardizzazione dei sapori, il sorgere della sociologia urbana, il primo reattore atomico, la scuola economica dei
Chicago Boys. Qui, in questa megalopoli multietnica, in questa Babele dei giorni nostri, si vede in atto la straordinaria
potenza rivoluzionaria, sovversiva del capitalismo più puro».

                                                                                                                            85
CFR.: «AL CAPONE», «THE UNTOUCHABLE» E, BENCHE’
AMBIENTATE IN NEW YORK, «GANGS OF NEW YORK»,
«C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA»

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