Multidisciplinari Unità Di Apprendimento IRC per costruire le competenze - Raffaello Digitale
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O R S I
Stefan ia Fi or uc ci
PERC s c i p l i n a r i
multidi
le co mpetenze
Unità Di Apprendim
ento IRC p e r co st ru ire
1 •2 • 3INDICE
CLASSE 1 CLASSE 3
1 Il gioco 29 I misteri della luce
2 Nel Regno di Buonsorriso e del fuoco
5 Facciamo finta che io sono... 30 Dal buio alla luce
6 Musica in gioco 33 Le sorgenti luminose
7 Arte in gioco 34 Frate Sole e Sora Luna
8 Matematica in gioco 35 La creazione del Sole e della Luna
10 Gesù, bambino come me 36 L’uomo e il fuoco
12 COMPITO DI REALTÀ 37 Accendere il fuoco
Il dreidel 38 Il mito di Prometeo
40 La luce elettrica
CLASSE 2 41 Il risparmio energetico
15 Acqua amica 42 Le feste della luce nel mondo
16 L’acqua, grande amica 44 Che colore ha la luce?
17 L’acqua attraverso i cinque sensi 45 Colours in the sky CLIL
18 L’acqua intorno a noi CLIL 46 COMPITO DI REALTÀ
19 L’acqua è vita Il disco di Newton
20 La questione dell’acqua
21 Gesù è l’acqua viva
22 Al pozzo
24 Il pozzo
25 Suoni e ritmi dell’acqua
26 COMPITO DI REALTÀ
Il bastone della pioggia
CODICE DI ATTIVAZIONE
Vedi BAMBINI DI OGGI 1-2-3CLASSE 1CLASSE 1
IL GIOCO
Diritto di ogni
bambino
Unità di Apprendimento multidisciplinare
Italiano Leggere, comprendere un testo e raccontarne i contenuti. Memorizzare canti e
filastrocche.
Cittadinanza e Costituzione Conoscere i concetti di diritto e dovere. Comprendere
l'importanza del rispetto delle regole per una migliore organizzazione e riuscita dei giochi.
Storia Individuare le relazioni di successione nei fatti di un racconto.
Scienze Definire e classificare oggetti di diverso tipo.
Arte e immagine Osservare e leggere le principali caratteristiche di un’opera d’arte.
Educazione fisica Prendere coscienza di alcune parti del corpo e dei movimenti a esse legati.
Musica Riconoscere e riprodurre sequenze sonore con mani e piedi associando il significato di
concussione, percussione e sfregamento.
IRC Conoscere e descrivere come giocavano i bambini ai tempi di Gesù e operare un confronto
con la propria realtà. Sperimentare giochi tipici della cultura ebraica.
Matematica Riconoscere e denominare alcune semplici figure piane: quadrato, triangolo,
cerchio, rombo. Contare oggetti e confrontare quantità in situazioni di gioco.
Geografia Esplorare gli spazi della scuola per definire quali giochi si possono fare dentro e fuori.
Rappresentare graficamente percorsi e spostamenti.
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i mate riali digita li del
M.I. O. BOO K
studente docente 1CLASSE 1 IL GIOC O L’INSEGNANTE LEGGE PER NOI
NEL REGNO DI BUONSORRISO
NEL REGNO DI BUONSORRISO
C’ERA SEMPRE IL SOLE E
LA VITA SCORREVA FELICE
PERCHÉ LE STRADE ERANO
PIENE DI BAMBINI CHE
GIOCAVANO E GRIDAVANO,
I PRATI ERANO COPERTI DI
FIORI COLORATI, IN CIELO GLI
UCCELLINI CANTAVANO E LE
FARFALLE DANZAVANO. TUTTI,
QUANDO SI INCONTRAVANO,
SI REGALAVANO CON GIOIA
UN SALUTO.
UN GIORNO, PERÒ, TORNÒ IL
RE DA UN LUNGO VIAGGIO…
ERA DIVENTATO BURBERO,
URLAVA CON TUTTI, ERA SEMPRE
ARRABBIATO E SOPRATTUTTO,
NON SAPEVA PIÙ SORRIDERE!
ERA DIVENTATO COSÌ CATTIVO
CHE VIETÒ A TUTTI I BAMBINI DI
GIOCARE.
“I BAMBINI DEVONO SOLO
STUDIARE E IMPARARE LE BUONE
MANIERE, GIOCARE NON SERVE A
NIENTE!”.
2IL GIOC O CLASSE 1
GRIDAVA TUTTO IL GIORNO! COSÌ
A TUTTI I BAMBINI FU PROIBITO
OGNI TIPO DI GIOCO
E PIANO, PIANO LA VITA
DEL PAESE DIVENNE GRIGIA.
IL SOLE NON SPLENDEVA PIÙ,
NELLE STRADE C’ERA UN
GRANDE SILENZIO, I PRATI
ERANO SENZA FIORI, UCCELLINI
E FARFALLE ERANO SCOMPARSI E
TUTTI ERANO DIVENTATI TRISTI.
ALLORA LA FATA CLEMENTINA
ANDÒ DAL RE E CERCÒ DI FARGLI
CAPIRE CHE “GIOCARE È UN
DIRITTO DI OGNI BAMBINO”, UNA
COSA NECESSARIA PER CRESCERE
BENE E IMPARARE A STARE CON
GLI ALTRI.
CON LA SUA BACCHETTA
MAGICA, GLI FECE RICORDARE
DI QUANTO ERA FELICE DA
BAMBINO QUANDO GIOCAVA
CON I SUOI AMICI. IL RE CAPÌ IL
SUO ERRORE. DA QUEL GIORNO
TUTTI I BAMBINI TORNARONO A
GIOCARE LUNGO LE STRADE E
LE PERSONE RITROVARONO LA
LORO FELICITÀ, TUTTI ERANO
CONTENTI DI VIVERE NEL REGNO
DI BUONSORRISO.
3CLASSE 1 IL GIOC O
1 A QUALE FRUTTO ASSOMIGLIA LA FATA CLEMENTINA?
2 LA CLEMENTINA, O MANDARINO È…
UN FRUTTO UN FIORE UN ANIMALE
DISEGNA DENTRO OGNI RIQUADRO ALMENO TRE ELEMENTI.
3 RIORDINA LA STORIA, COLORA LE SCENE E RACCONTA.
4IL GIOC O CLASSE 1
FACCIAMO FINTA CHE IO SONO...
1 LEGGI LA POESIA E CERCA, INSIEME AI COMPAGNI E AL TUO INSEGNANTE,
DI CAPIRNE IL SIGNIFICATO.
PER CRESCERE BENE NON BASTA STUDIARE,
UN BAMBINO DEVE ANCHE GIOCARE!
SPESSO SI GIOCA A FAR DEI GRANDI IL LAVORO
PERCHÉ PENSIAMO CHE SAN TUTTO LORO!
È PROPRIO IMITANDO LE LORO AZIONI
CHE SI IMPARA A ESSERE MENO PASTICCIONI!
FACCIAMO FINTA DI ESSERE LA MAESTRA O IL POMPIERE
IL COMANDANTE, LA BALLERINA E IL CARABINIERE
FACCIAMO FINTA CHE IO ERO... TANTE COSE...
CON QUESTO GIOCO SI IMPARANO LEZIONI PREZIOSE!
2 TI DIVERTI A GIOCARE IMITANDO LA VITA DEI GRANDI? IN QUALI GIOCHI? RACCONTA.
5CLASSE 1 IL GIOC O
MUSICA IN GIOCO
OSSERVA COME MANI E PIEDI POSSONO SUONARE.
OGNI SIMBOLO CORRISPONDE A DUE MOVIMENTI INDICATI.
CONCUSSIONE
BATTI UNA
MANO O UN
PIEDE CONTRO
L’ALTRA/O.
PERCUSSIONE
BATTI PICCOLI
COLPI CON
ALCUNE DITA
DELLE MANI O
CON UN PIEDE.
SFREGAMENTO
STROFINA UNA
MANO O UN
PIEDE CONTRO
L’ALTRA/O.
1 DIVIDETEVI IN DUE GRUPPI E IN SUCCESSIONE CERCATE DI RIPRODURRE I SUONI
SEGUENDO L’ORDINE PROPOSTO.
1
2
6IL GIOC O CLASSE 1
ARTE IN GIOCO
I TRE COLORI PRIMARI SONO:
ROSSO AZZURRO GIALLO
QUESTI TRE SI SONO MESCOLATI TRA LORO E HANNO FORMATO
NUOVI COLORI: SONO I COLORI SECONDARI.
+ = VIOLA + = ARANCIO
+ = VERDE
1COLORA IL MANDALA USANDO 2 COLORA IL MANDALA USANDO
SOLO I COLORI PRIMARI A TUA SOLO UN COLORE PRIMARIO E
FANTASIA. DUE COLORI SECONDARI.
7CLASSE 1 IL GIOC O
MATEMATICA IN GIOCO
1 CONTA I PUNTINI NERI DI CIASCUNA COCCINELLA E COLLEGA IL NUMERO,
RIPASSANDO IL PERCORSO GIUSTO.
8IL GIOC O CLASSE 1
2 OMPLETA IL GIOCO DELLA SETTIMANA O CAMPANA CON I NUMERI MANCANTI
C
E LEGGI.
RIPOSO
6 GIRARE A
CON DUE PIEDI PIEDI UNITI
5
CON UN PIEDE
CON UN PIEDE
3
CON DUE PIEDI
´1
CON UN PIEDE
OGNI BAMBINO LANCIA IL SASSO SU UNA CASELLA, LO RECUPERA E
TORNA INDIETRO.
9CLASSE 1 IL GIOC O
GESÙ, BAMBINO COME ME
AI TEMPI DI GESÙ, I BAMBINI NON AVEVANO GIOCHI ELETTRONICI,
MA GIOCHI SEMPLICI, MOLTI DEI QUALI SONO CONOSCIUTI
ANCORA OGGI.
1 OSSERVA COME GIOCAVA GESÙ CON I SUOI AMICI E COME GIOCHI TU.
POI SCRIVI SOTTO OGNI SCENA DI CHE GIOCO SI TRATTA.
GIOCHI DA FARE IN CASA
GESÙ TU
10IL GIOC O CLASSE 1
GIOCHI DA FARE ALL’APE RTO
GESÙ TU
2 QUAL È IL TUO GIOCO PREFERITO IN CASA? E ALL’APERTO?
CONFRONTATI CON I TUOI COMPAGNI. 11NELLA MIA REALTÀ
CLASSE 1 IL GIOC O
IL DREIDEL
IL DREIDEL È UN DADO-TROTTOLA,
UN GIOCO TRADIZIONALE DEI BAMBINI EBREI.
COSA TI
• U N DREIDEL (VAI ALLA PAGINA SUCCESSIVA)
SERVE • 5 SASSOLINI PER OGNI BAMBINO
• UN PIATTO PER CONTENERE I SASSOLINI
• SI PUÒ GIOCARE IN DUE O IN PIÙ.
• O GNI GIOCATORE RICEVE 5 SASSOLINI E DECIDE DI FARE
UNA PUNTATA, CIOÈ NE METTE ALCUNI NEL PIATTO.
COME SI • A TURNO OGNUNO FA GIRARE IL DREIDEL UNA VOLTA:
GIOCA LA LETTERA CHE CAPITERÀ NELLA SUA DIREZIONE,
GLI INDICHERÀ COSA FARE.
• O GNI VOLTA CHE IL PIATTO È VUOTO, OPPURE È RIMASTO
SOLTANTO UN SASSOLINO, OGNI GIOCATORE DOVRÀ
PUNTARE DI NUOVO.
1 IMMAGINA DI GIOCARE CON IL DREIDEL INSIEME AD ALTRI TRE COMPAGNI:
LUCA, MARTA E FRANCESCO. OGNUNO DI VOI PUNTA 2 SASSOLINI. COMPLETA.
MARTA NEL PIATTO CI
TU FRANCESCO
SONO IN TUTTO
SASSOLINI SASSOLINI SASSOLINI SASSOLINI
2 LEGGI CIÒ CHE SUCCEDE E SCOPRI CHI È IL VINCITORE E SCRIVILO.
FRANCESCO : A LUI ESCE LA LETTERA NUN.
MARTA : A LEI ESCE LA LETTERA HEI.
TU : A TE ESCE LA LETTERA GIMEL.
12IL GIOC O CLASSE 1
COSTRUISCI PIE
SHIN
GA
RE
IL DREIDEL
PUNTA DI NUOVO
• R ITAGLIA LA FIGURA
INTERA LUNGO I
A RE
TRATTEGGI. P IEG
• P IEGA I BORDI DEI
QUADRATI, DEI
SI VINCE LA METÀ DEL PIATTO
HEY
TRIANGOLI E DELLE
LINGUETTE.
• I NCOLLA I BORDI CON
LE LINGUETTE.
• I NSERISCI UNA A RE
MATITA DENTRO P IEG
AL CERCHIETTO
TRATTEGGIATO PER FAR
GIMEL
SI VINCE TUTTO IL PIATTO
GIRARE LA TROTTOLA.
E
G AR
PIE
PIEGARE
NUN
NESSUNO PERDE
NESSUNO VINCE
PIEGARE
PIEGARE PIEGARE
1314
CLASSE 2
Acqua
amica
Unità di Apprendimento multidisciplinare
Italiano Leggere e comprendere testi di vario tipo, continui e non continui, individuandone
le informazioni principali e le loro relazioni. Comprendere il significato di parole non note in
base al testo.
Scienze Riconosce e descrive le principali caratteristiche dell’acqua attraverso i cinque sensi
per esercitarsi nell’osservazione diretta.
Geografia Riconoscere e denominare i principali elementi naturali relativi all’acqua che
caratterizzano i vari tipi di paesaggio: il fiume, il lago, il mare e lo stagno.
Inglese Conoscere e ripetere i nomi di elementi naturali relativi all’acqua, con il supporto
di immagini.
Cittadinanza e Costituzione Acquisire coscienza dell’importanza dell’acqua per la vita.
Riflettere sulle proprie abitudini nell’uso dell’acqua. sviluppare il senso di responsabilità
ambientale, ragionando in modo critico sulle semplici azioni che compiamo
quotidianamente.
Storia Organizzare le informazioni e le conoscenze in base alle categorie di successione,
contemporaneità, durata, ciclicità, trasformazione.
Arte e immagine Osservare, descrivere e leggere immagini di diverso tipo. Produrre
creativamente messaggi e forme con l’uso di linguaggi, tecniche e materiali diversi.
Musica Ascoltare e comprendere i fenomeni sonori prodotti dall’acqua. Riconoscere e
riprodurre, utilizzando la voce, sequenze sonore in relazione ai suoni dell’acqua.
IRC Riconoscere e mettere in pratica comportamenti e azioni rispettose di sé, dell’ambiente
e degli altri. Conoscere l’ambiente terreno in cui è vissuto Gesù. Riflettere sulla vita e sugli
insegnamenti di Gesù e operare un collegamento con la propria esperienza personale.
15CLASSE 2 ACQU A AMIC A
L’ACQUA, GRANDE AMICA
Chiudi gli occhi per un momento e pensa all’acqua...
1 Disegna ciò che ti è venuto in mente.
2 Ora rispondi alle domande.
• Che cosa hai disegnato?
R I F L ET T I !
• Qual è, secondo te, il vero colore dell’acqua? Perché, secondo te,
l’acqua è un “liquido”
importante?
16ACQU A AMIC A CLASSE 2
L’ACQUA ATTRAVERSO I CINQUE SENSI
L’acqua è...
INODORE SALATA SCROSCIANTE RUMOROSA
TICCHETTANTE LIMPIDA PROFUMATA INSAPORE
FREDDA TRASPARENTE PUZZOLENTE
FRIZZANTE FRESCA AZZURRA CALDA
1 Metti in relazione le caratteristiche dell’acqua indicate sopra,
con uno dei cinque sensi, scrivendole al posto giusto.
Con il gusto, l’acqua è Con il tatto, l’acqua è Con l’olfatto, l’acqua è
Con la vista, l’acqua è Con l’udito, l’acqua è
17CLASSE 2 ACQU A AMIC A
L’ACQUA INTORNO A NOI
In natura l’acqua si trova in paesaggi diversi.
1 Osserva i diversi paesaggi d’acqua e scrivi per ognuno il nome giusto in inglese.
lago LAKE stagno POND
fiume RIVER mare SEA
2 Collega ogni animale al suo ambiente.
18
Listen and readACQU A AMIC A CLASSE 2
L’ACQUA È VITA
Quando eravamo nella pancia della mamma
eravamo immersi in una sacca piena d’acqua in
cui ci siamo sentiti protetti e coccolati. Siamo stati
cullati dall’ondeggiare di questo strano “mare” fino
al giorno della nascita. L’acqua, dunque, è preziosa
perché dove c’è acqua c’è vita.
1 Osserva le immagini e per ognuna rispondi alla domanda:
A CHE COSA SERVE L’ACQUA?
2 Riordina le parole e ricostruisci la frase. Tienila sempre a mente!
SENZA - VITA - ACQUA - ESSERCI - NON PUÒ
19CLASSE 2 ACQU A AMIC A
LA QUESTIONE DELL’ACQUA
Papa Francesco ha scritto una lettera a tutti
i fedeli del mondo, che si intitola Laudato si’.
L’argomento principale di questa lettera è
il rispetto del creato e delle creature.
Nel primo capitolo parla della questione
dell’acqua.
In alcuni Paesi del mondo manca l’acqua
a causa della siccità, cioè per l’assenza di
piogge: le piante non crescono, non danno
frutti; così si muore di fame e di sete.
In alcuni Paesi del mondo non c’è
acqua corrente nelle case, l’acqua
viene raccolta dai pozzi ma non
è potabile, quindi prima di essere
utilizzata deve essere sempre bollita.
In altre zone del mondo
l’acqua è chiamata “Oro blu” R I F L ET T I !
ed è causa di guerre fra In piccoli gruppi, pensate a due azioni
popolazioni che si contendono corrette per non sprecare l’acqua.
l’accesso al mare, a un fiume o Poi, insieme all’insegnante, scrivete
a un lago. tutte le vostre idee su un cartellone
e mettetele in pratica!
20ACQU A AMIC A CLASSE 2
GESÙ È L’ACQUA VIVA
Gesù si fermò in una città della Samaria chiamata Sicar e, affaticato
per il viaggio, si mise a sedere presso il pozzo. Era circa mezzogiorno.
Ecco che arrivò una donna samaritana con un’anfora per prendere
l’acqua. Gesù le chiese da bere.
Allora la donna rispose:
– Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una
donna samaritana? – sapeva, infatti, che tra samaritani e giudei non
c’era molta simpatia. Gesù le rispose:
– Se tu sapessi chi è colui che ti ha chiesto da bere, tu avresti chiesto
a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva.
– Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi
dunque quest’acqua viva? – replicò la donna.
Gesù le disse:
– Chiunque beve dell’acqua del
pozzo, avrà di nuovo sete; ma chi
berrà dell’acqua che io gli darò,
non avrà più sete per sempre.
Allora la donna replicò:
– Signore, dammi quest’acqua,
perché io non abbia più sete.
La samaritana capì che Gesù era
il Figlio di Dio e subito, lasciata la
brocca, corse in città e parlò alla
gente di Gesù.
dal Vangelo di Giovanni 4,2-15
Per comprendere questa pagina del Vangelo
di Giovanni vai alle pagine successive.
21CLASSE 2 ACQU A AMIC A
AL POZZO
Al tempo di Gesù, per procurarsi l’acqua, tutte le donne andavano
al pozzo al mattino presto perché durante il giorno faceva troppo
caldo. Una volta che il secchio era pieno, bisognava usare una
grande forza per tirarlo su: un’operazione faticosa.
Il pozzo era anche un luogo di incontro
per scambiare quattro chiacchiere.
La samaritana non era ben vista dagli
abitanti del paese, perché aveva avuto
molti mariti. Per questo va al pozzo in
un’ora insolita, l’ora più calda del giorno,
forse proprio per non farsi vedere da
nessuno. Secondo la mentalità del tempo,
un uomo non poteva fermarsi a parlare per
strada con una donna, soprattutto se era
come la samaritana.
22ACQU A AMIC A CLASSE 2
I Vangeli raccontano che Gesù invece, poiché vuole bene a tutti,
non si fa problemi e parla in pubblico con questa donna a cui vuole
far conoscere l’amore di Dio.
Ecco qual è l’insegnamento del Signore: come l’acqua è
indispensabile per la vita e la salute del corpo, così Gesù è
indispensabile per la vita e la salute del cuore di ogni uomo.
Gesù invita tutti a bere quest’acqua, cioè ad accogliere il
dono del suo amore.
1 Segna con un X la risposta giusta.
• Perché Gesù si ferma al pozzo di Sicar?
Era stanco di stare con la gente.
Scappava dai suoi amici.
Aveva camminato molto.
• Perché la samaritana aveva scelto proprio quell’ora per andare al pozzo?
Non voleva farsi vedere da nessuno.
Voleva conoscere Gesù.
Aveva paura degli altri.
• Che cosa chiede Gesù alla samaritana?
Da bere. Da mangiare. Un posto per dormire.
• Perché Gesù le rivolge la parola? • Perché Gesù si definisce “acqua viva”?
Perché ha sete. Perché è Lui che ha creato l’acqua.
P
erché vuole far conoscere P
erché è importante come l’acqua.
alla donna l’amore di Dio. P
erché il suo amore per il cuore
P
erché desidera chiacchierare dell’uomo è importante come
con qualcuno. l’acqua per il corpo.
23CLASSE 2 ACQU A AMIC A
IL POZZO
1 Conta i mattoni del pozzo e, usando la tecnica del collage, colorane:
quattro con tessere di carta
tre con tessere di car ta
tre con tessere di carta
24ACQU A AMIC A CLASSE 2
SUONI E RITMI DELL’ACQUA
Osserva le immagini, i simboli e i suoni corrispondenti.
plin
splash
ciak
sccch
1 Prova a riprodurre i suoni seguendo l’ordine proposto.
25NELLA MIA REALTÀ
CLASSE 2 ACQU A AMIC A
IL BASTONE DELLA PIOGGIA
Il 22 marzo di ogni anno è la Giornata mondiale dell’acqua.
In questo giorno tutti sono chiamati a festeggiare l’acqua,
simbolo di vita.
Immagina che nella tua scuola si organizzi la festa dell’acqua:
ogni bambino dovrà costruire il suo bastone della pioggia.
COSA TI Colla, forbici, nastro adesivo colorato, cartoncino, colori,
SERVE pietrisco, pasta per minestra, lenticchie...
• C olora il rettangolo alla pagina seguente: ti servirà per
costruire il bastone.
• R itaglia il rettangolo lungo la linea tratteggiata. Poi arrotolalo
e incolla dove indicato in modo da ottenere un cilindro.
Lascia asciugare la colla.
COME SI
COSTRUISCE • R itaglia dal cartoncino due tondi grandi come l’estremità del
cilindro, da usare come tappi. Per ora chiudi una sola estremità
del tubo con il tondo, fissandolo bene con del nastro adesivo
colorato.
• Inserisci all’interno il pietrisco, la pasta per minestra, le
lenticchie e/o i fagioli. Poi chiudi incollando l’altro cerchio di
cartoncino in cima al bastone.
Muovi il bastone e sentirai riprodotto il rumore dell’acqua.
1 Ascolta insieme ai tuoi compagni l’insegnante che legge alcuni versi della poesia L’onda di
D’Annunzio e discutete insieme sul significato delle varie parole riferite ai suoni dell’acqua.
2 Dividetevi in cinque gruppi. Ogni gruppo
sceglie una delle parole evidenziate nella poesia Sciacqua, sciaborda,
e inventa con i bastoni della pioggia una musica scroscia, schiocca, schianta,
che imiti il suono dell’acqua espresso dalla romba, ride, canta,
parola. L’insegnante leggerà di nuovo i versi,
accompagnata dall’”orchestra dei bastoni della accorda, discorda.
pioggia”.
26ACQU A AMIC A CLASSE 2
COLLA
PIEGARE
2728
CLASSE 3
I misteri
della luce
e del fuoco
Unità di Apprendimento multidisciplinare
Italiano Leggere e comprendere testi di vario tipo, continui e non continui, individuandone le
informazioni principali e le loro relazioni. Imparare a ricavare informazioni sul significato di vocaboli
nuovi dal contesto. Esporre con parole proprie testi letti o ascoltati.
Scienze Porsi domande esplicite e individuare problemi significativi da indagare a partire
dalla propria esperienza. Comprendere alcuni effetti del calore, anche solare. Conoscere alcune
fonti di energia. Esplorare fenomeni naturali con un approccio scientifico: dall’osservazione, alla
formulazione di ipotesi, alla verifica.
Educazione ambientale Sviluppare il senso di responsabilità ambientale, ragionando in modo
critico sulle semplici azioni che compiamo quotidianamente.
Storia Utilizzare in modo corretto gli indicatori temporali. Saper distinguere un mito dal racconto
storico. Riconoscere l’importanza della scoperta del fuoco nell’evoluzione dell’uomo.
Arte e immagine Osservare, descrivere e leggere immagini di diverso tipo. Conoscere la tecnica
del mosaico.
IRC Comprendere il valore simbolico della luce nelle religioni e conoscere le feste a esso
collegate. Riconoscere e mettere in pratica comportamenti e azioni rispettose di sé, dell’ambiente
e degli altri. Conoscere la figura di San Francesco e il suo insegnamento nei confronti del rapporto
uomo-Creato.
Inglese Conoscere e ripetere i nomi dei colori, con il supporto di immagini.
29CLASSE 3 I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O
DAL BUIO ALLA LUCE
Quando la Terra era appena nata, molto tempo fa, era sempre buio nel mondo
degli Inuit. E gli Inuit avevano molta paura del buio, perché non si accorgevano
dell’arrivo di Nanuk, l’orso bianco, che li assaliva silenzioso prima che potessero
accorgersi del suo arrivo.
Un giorno volò sul mondo degli Inuit un vecchio Corvo che, fermandosi per
riposare, si stupì di quella notte continua, e tanto per passare il tempo, raccontò
loro che in altri luoghi vi erano molte giornate luminose. Fu così che gli Inuit
chiesero al vecchio Corvo di andare a prendere per loro la luce...
L’uccello volò per giorni e giorni fino a che,
oramai al limite delle forze, proprio nel momento
in cui stava per decidere di tornare indietro
scorse, lontano sull’orizzonte, un fievole bagliore.
Era la Luce!
Esausto, si fermò a riposare vicino a un ruscello,
dove una bambina, vestita con un mantello di
pelliccia bianco, aveva attinto acqua. Il Corvo,
che era abile nei travestimenti, mutò allora
il proprio aspetto in quello di un granello di
polvere e andò a nascondersi fra le setole del
mantello. La bambina, senza accorgersene,
rientrò a casa portandosi il granello con sé.
30I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O CLASSE 3
A casa, il Corvo, sempre sotto l’aspetto di un granello di polvere, volò
nell’orecchio del bambino che giocava con delle statuine di osso e iniziò
a fargli il solletico. Il bambino iniziò a piangere.
– Perché piangi? – gli chiese il nonno.
– Digli che vuoi giocare con una Palla di Luce – gli bisbigliò il Corvo in un orecchio.
– Perché voglio giocare con una Palla di Luce – piagnucolò il nipote.
Il nonno allora andò a pendere la scatola dove teneva le Palle di Luce, ne prese una,
piccola, la legò con uno spago, e la diede al nipote affinché vi giocasse.
Come il bambino rimase solo, il granello di polvere si tramutò di nuovo in Corvo,
estrasse i suoi artigli e tagliò lo spago che legava la Palla di Luce. La prese e la portò
agli Inuit. Quando fu sopra il villaggio, lasciò cadere a terra la Palla di Luce, che si
infranse in mille piccoli pezzi, e liberò la Luce che racchiudeva.
La Luce affrontò la Notte, combatté con lei,
la vinse e la scacciò. Sulla terra degli Inuit
venne il Giorno! Ora gli Inuit potevano
vedere lontano.
Ringraziarono il Corvo, ma lui era rattristito
per non essere riuscito a portare una Palla
di Luce più grande.
– Ho potuto portare solo una piccola Palla
di Luce, si scusò, così potrete avere luce
solo per metà dell’anno...
Ma gli Inuit, che sanno accontentarsi, risposero:
– Ma noi siamo felici. A noi basta avere luce
per metà dell’anno, prima era buio tutto l’anno!
da confinidelmondo.blogspot.it
31CLASSE 3 I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O
1 Collega lo stato d’animo degli Inuit alla condizione corrispondente.
BUIO
LUCE
2 Rispondi.
Tu come ti senti...
... quando sei al buio? ... quando sei alla luce?
3 Colora di giallo le parole che, secondo te, si collegano alla luce e di nero quelle che
leghi al buio.
4 Dividetevi in piccoli gruppi e confrontatevi sulle emozioni che provate al buio e quelle
alla luce. A turno, ciascuno di voi racconti una propria esperienza di buio e una di luce.
32I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O CLASSE 3
LE SORGENTI LUMINOSE
La luce che illumina le nostre vite può essere di due tipi:
NATURALE ARTIFICIALE
La prima fonte di luce naturale necessaria per vivere è il sole che:
ILLUMINA FA CRESCERE
RISCALDA
ILLUMINA LA LUNA
Le stelle dell’universo sono altre sorgenti
luminose naturali: infatti sono corpi celesti
che brillano di luce propria.
33CLASSE 3 I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O
FRATE SOLE E SORA LUNA
San Francesco d’Assisi, un uomo che per amore di Dio ha abbandonato le sue
ricchezze e si è fatto povero, ha scritto una bellissima preghiera di lode a Dio:
il Cantico di Frate Sole.
In questo scritto ringrazia Dio per aver creato i diversi elementi della natura,
che chiama “fratelli e sorelle”.
1 Leggi la preghiera di Francesco e sottolinea
con tre colori diversi le caratteristiche del sole,
delle stelle e del fuoco.
Laudato sii, mio Signore,
con tutte le tue creature
specialmente fratello Sole
che dà luce al giorno
ed è bello e raggiante.
Laudato sii mio Signore,
per sorella Luna e le Stelle,
in cielo le hai create
chiare, preziose e belle.
Laudato sii mio Signore,
per fratello Fuoco,
con il quale ci illumini la notte,
esso è bello, giocondo robusto e forte.
2 Rispondi alle domande, poi confrontati con i tuoi compagni.
• Secondo te, perché San Francesco chiama gli elementi della natura fratelli e sorelle?
• Quali sentimenti prova San Francesco nei confronti della natura?
• Che cosa ci vuole insegnare il Santo con questa preghiera?
34I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O CLASSE 3
LA CREAZIONE DEL SOLE E DELLA LUNA
Nel duomo di Monreale in Sicilia ci sono dei mosaici che raffigurano i giorni della
Creazione. Il mosaico è una tecnica pittorica in cui l’opera si ottiene grazie all’utilizzo
di frammenti, chiamati tessere, di vari materiali, come pietre, vetro o conchiglie.
Nel Libro della Genesi, il primo
libro della Bibbia, si dice che
il sole, la luna e le stelle sono
state create al quarto giorno.
Dio disse: – Ci siano luci nel cielo, per
distinguere il giorno dalla notte; servano
da segni per le stagioni, per i giorni e per gli
anni e servano da luci per illuminare la terra.
E così avvenne: Dio fece la luce maggiore
per regolare il giorno e la luce minore per
regolare la notte, e le stelle...
E Dio vide che era cosa buona.
E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
Creazione del sole e della luna
(particolare, Duomo di Monreale)
1 Leggi, osserva il mosaico e rispondi alle domande.
• Quale azione sta compiendo Dio con la mano alzata?
Crea. Dipinge. Accarezza. Modella.
• Con quale colore è stato raffigurato il sole?
• Secondo te, perché è stato scelto proprio quel colore per il sole?
35CLASSE 3 I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O
L’UOMO E IL FUOCO
Il fuoco è così vitale, potente e misterioso da
essere stato considerato dall’uomo un elemento da
desiderare e temere allo stesso tempo.
Noi non sappiamo con certezza quando e come
avvenne la scoperta del fuoco; secondo la maggior
parte degli studiosi, molto probabilmente, avvenne
per caso: un incendio causato da un fulmine.
Dalle ricostruzioni preistoriche sembra che, all’inizio,
l’Homo erectus non sapeva accenderlo, ma
avendone intuito l’utilità, se ne serviva ogni volta che
trovava qualcosa che già bruciava (ad esempio un
albero colpito dal fulmine).
Per questi primi ominidi, il fuoco divenne un
elemento essenziale per proteggersi dagli animali
feroci, per riscaldarsi, illuminare la notte e iniziare
a cuocere i cibi. Esso, nel tempo, permise di costruire
migliori utensili e armi per la caccia e consentì un
rapido accelerarsi dell’evoluzione, anche sotto il
profilo culturale e sociale.
All’incirca 9.000 anni fa, il fuoco permise la lavorazione
dell’oro e dell’argento, metalli che si trovano in natura
sotto forma di pepite. Più tardi consentì l’invenzione
del bronzo ottenuto dalla fusione di due minerali, il
rame e lo stagno, e la lavorazione del ferro.
1 Rispondi sul quaderno alle domande.
• Il fuoco migliorò le condizioni di salute degli ominidi,
perché, secondo te?
• Una conseguenza dell’uso del fuoco è stato il suo
valore aggregativo, perché?
• Quali oggetti poteva ottenere l’uomo primitivo con R I F L ET T I !
la lavorazione dei metalli? Il fuoco oggi viene usato
con le stesse finalità?
36I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O CLASSE 3
ACCENDERE IL FUOCO
È difficile definire il momento in cui gli uomini
primitivi scoprirono anche come accendere
il fuoco, ma è certo che questo cambiò per
sempre la loro vita: da quel momento poterono
servirsene ogni volta che volevano.
Oggi per noi accendere il fuoco è una cosa
abbastanza semplice, ci possiamo servire di un
fiammifero o di un accendino e con un piccolo
gesto si accende subito la fiamma. Per l’uomo
primitivo questa azione era tutt’altro che facile.
Nella preistoria l’uomo, per accendere il fuoco,
poteva usare due modalità:
• la frizione di legna, cioè sfregando fra loro due pezzi di legno
che si riscaldavano per attrito fino a incendiarsi. Anche noi oggi
ci sfreghiamo forte le mani fra loro quando vogliamo riscaldarle!
• la percussione, cioè battendo uno contro l’altro un minerale
con delle pietre molto dure, dette “pietre focaie”, come selce,
diaspro e quarzite. Con questo movimento si ottenevano delle
scintille che poi incendiavano rametti o foglie secche.
1 O
sserva le immagini e scrivi sotto ciascuna di quale modalità si tratta.
37CLASSE 3 I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O
IL MITO DI PROMETEO
Il fuoco, molto utile, ma anche pericoloso (basta pensare alla potenza
devastatrice di un incendio) con i suoi aspetti positivi e negativi è stato
usato come simbolo per rappresentare sia il bene che il male. Secondo la
mitologia greca gli uomini non conoscevano il fuoco finché Prometeo non
lo donò loro.
Prometeo era un titano (un gigante) che spinto dal suo grande amore per
gli uomini, volendo migliorare le loro misere sorti, decise di rubare il fuoco
agli dei, contro il volere del grande Zeus. Così un giorno chiese a Dionisio,
dio del vino, un po’ della sua bevanda e fece visita a Efesto, dio del fuoco.
Entrato nelle profondità del vulcano dove Efesto abitava, cominciò ad
elogiarlo per le stupende opere che era in grado di fare con il fuoco poi lo
invitò a brindare. Quando Efesto fu completamente ubriaco si addormentò
e Prometeo riuscì a rubare una scintilla di fuoco che portò agli uomini.
L’uomo, grazie al fuoco, fece rapidi
progressi: imparò a modellare vasi e
ciotole, a costruire case con mattoni
di argilla cotta e a fabbricare armi di
metallo per la caccia. Ma una notte Zeus,
guardando sulla Terra, vide del fumo e
capì ciò che aveva fatto Prometeo. Lo
mandò a chiamare e gli comunicò la
sua terribile punizione: il titano avrebbe
passato il resto della sua vita incatenato
a una roccia deserta delle montagne
dell’est, dove, ogni giorno, un’aquila
si sarebbe nutrita del suo fegato, che
ogni notte si rigenerava. Passarono più
di trentamila anni prima che Prometeo
fosse liberato dal potente Eracle.
1 I ndividua i tre momenti del mito, colorando
a lato del testo come indicato:
di l’inizio
di lo svolgimento
di la conclusione
38I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O CLASSE 3
2 Il
mito non è una favola, non è una leggenda, non è una fiaba.
Colora le definizioni rispettando i colori della tipologia corrispondente.
È un racconto fantastico È un racconto fantastico che
inventato per spiegare il ha sempre un lieto fine, con
perché cose, piante e animali personaggi fantastici e azioni
hanno certe caratteristiche. straordinarie.
È un racconto fantastico che
vuole dare un insegnamento
e ha quasi sempre come
protagonisti animali parlanti.
3 Allora
che cos’è un mito?
4 Segna
con una X la risposta giusta.
• Nel mito, perché Prometeo vuole dare il fuoco agli uomini?
Vuole indispettire gli dei.
Vuole migliorare le misere condizione degli uomini.
Glielo ordina Efesto.
Spera di incendiare la Terra.
• Nel mito, cosa fecero gli uomini con il dono ricevuto da Prometeo?
Lo rifiutarono.
Lo usarono solo per creare i vasi.
Si bruciarono.
Lo utilizzarono in molte attività ottenendo molti progressi.
• Tra i seguenti mestieri quali hanno bisogno del fuoco?
Il fornaio e il fabbro. Il fornaio e l’infermiere.
Il vigile del fuoco. L’autista.
39CLASSE 3 I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O
LA LUCE ELETTRICA
Nel corso dei secoli l’uomo ha imparato a trasformare moteplici fonti di energia
della natura (il sole, l’acqua, il fuoco...), per ottenere luci e calore da far usare a tutti.
A volte, però, il modo in cui l’uomo trasforma le
fonti d’energia è dannoso per l’ambiente e per la
salute delle persone.
Ad esempio la corrente elettrica, che accende una
lampadina, viene prodotta nelle centrali termiche,
bruciando carbone, gas o nafta: una parte di questa
combustione si disperde nell’aria e la inquina.
40I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O CLASSE 3
IL RISPARMIO ENERGETICO
Anche noi nelle piccole azioni di ogni giorno possiamo far tesoro
dell’energia e mettere in atto comportamenti che aiutano a risparmiarla.
1 C
ollega i diversi comportamenti ai disegni che li rappresentano.
NON LASCIARE
IL COMPUTER ACCESO
SPEGNERE LA TV
COMPLETAMENTE
SPEGNERE LA LUCE QUANDO
SI ESCE DALLA STANZA
41CLASSE 3 I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O
LE FESTE DELLA LUCE NEL MONDO
In tanti Paesi del mondo si celebrano le feste legate al simbolo della luce.
Queste rappresentano il desiderio dell’uomo di abbandonare le tenebre spesso
associate alla paura e al male per incamminarsi verso la luce che simboleggia il bene
e l’infinito.
ITALIA
Oggi in molte città italiane è nata l’iniziativa
di celebrare la Festa della Luce il 31 ottobre in
contrapposizione a Halloween, festa del “buio e
delle tenebre”, tipica della tradizione anglosassone
ma molto diffusa anche in Italia, soprattutto per il
“gioco” trick- or- treat: dolcetto o scherzetto?
Dato che questa usanza non appartiene alla
cultura italiana, si sta cercando di riscoprire e
recuperare il valore di alcune tradizioni cattoliche.
Per questo il 31 ottobre si festeggia la luce, per
prepararsi al 1° Novembre, Festa di tutti i Santi, i
quali con la loro vita hanno rappresentato dei veri
esempi da imitare, delle “luci” da seguire.
DIWALI
La festa di Diwali, chiamata anche
Dipavali, è una delle più importanti
feste indiane: si festeggia nel mese
di ottobre o novembre. Simboleggia
la vittoria del bene sul male ed è
chiamata “festa delle luci”: durante i
festeggiamenti, infatti, si usa accendere
delle candele o lampade tradizionali
chiamate “diya”.
42I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O CLASSE 3
HANUKKAH
Hanukkah o Chanukah è una festa
ebraica che cade tra novembre e
dicembre. I festeggiamenti durano otto
giorni, ogni giorno viene accesa una
candela dalla Menorah, un candelabro
con nove candele. Otto di queste
rappresentano le notti di Chanukah,
mentre l’ultima, spesso la più alta,
è chiamata “serva” perché usata per
accendere le altre.
SANKTA LUCIA – SVEZIA
Il 13 dicembre, in Svezia, è molto
sentita la festa di Santa Lucia, il cui
nome significa “portatrice di luce”.
Migliaia di bambine si vestono con
una tunica bianca per partecipare a
delle processioni; in mano tengono
una candela accesa e in testa
portano una corona di candele
elettriche accese. Durante questa
sfilata, mentre si cantano canzoni
tradizionali natalizie, vengono
offerti biscotti allo zenzero, in
memoria di questa giovane santa
che sfamava i poveri.
1 Anche a Siracusa, in Sicilia, è molto venerata Santa Lucia.
Fai una ricerca su quali tradizioni sono legate a questa festa.
43CLASSE 3 I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O
CHE COLORE HA LA LUCE?
A occhio nudo la luce del Sole ci può sembrare senza
colore, per questo è detta “luce bianca”. In realtà essa è
formata da molti colori.
Il colore nasce dalla luce. Il rapporto tra luce e colore
venne scoperto dal famoso scienziato inglese Isaac
Newton nel 1666. All’età di ventitrè anni rimase affascinato
dal passaggio di un raggio di luce attraverso un prisma
di vetro. Notò che il prisma non solo deviava la luce ma
la scomponeva in un insieme di colori. Si trattava degli
stessi colori dell’arcobaleno. Questo fenomeno si chiama rifrazione, detta anche
scomposizione.
L’arcobaleno, infatti, è un fenomeno di scomposizione della luce: questa, passando
attraverso le goccioline d’acqua sospese nell’aria viene rifranta (scomposta) e forma
nell’aria i sette colori: rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto.
Luce solare
Goccia di pioggia
Colori dell’arcobaleno
44I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O CLASSE 3
COLOURS IN THE SKY
1 C
ompleta il cruciverba con i nomi dei colori in inglese. Poi inserisci le vocali
delle caselle colorate al posto giusto nella parola e scoprirai il nome inglese
dell’arcobaleno.
I
N
D
I
G
R_ _NB_ W O
2 Ora che conosci i colori giusti dell’arcobaleno anche in inglese, usali per
completare il disegno.
45
Listen and repeatNELLA MIA REALTÀ
CLASSE 3 I MISTE RI DELLA LUCE E DEL FUOC O
IL DISCO DI NEWTON
Immagina di essere il giovane Isaac Newton che ha appena scoperto il fenomeno
della rifrazione della luce.
Tutto allegro vai a cercare gli amici per spiegargli la tua scoperta. Non riuscendo
a farti capire, decidi di fare un esperimento al contrario: non dalla luce ai colori,
ma dai colori alla luce, in un processo di ricomposizione.
Così costruisci un disco e lo colori con le sette tonalità dell’arcobaleno.
• U tilizza il modello a fianco, dopo averlo colorato ritaglialo
COME SI e incollalo su un cartoncino.
COSTRUISCE • F ora il centro del cerchio con un punteruolo, inserisci nel
foro una matita e falla girare più forte che puoi, scoprirai
che i colori si fondono diventando un unico colore: quale?
• Per finire spiega per iscritto l’esperimento.
Il mio
esperimento!
46I MIST ERI DELL A LUCE E DEL FUOC O CLASSE 3
rosso
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c io
n
a
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giallo
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47Il M.I.O. BOOK è Multimediale, Interattivo, Open
IL DONO DELLO SPIRITO
È possibile aumentare la dimensione del testo e I Vangeli raccontano che
Gesù risorto
modificare il font (tra cui leggimi © Sinnos editrice, appare più volte ai disce
che
poli per
era accaduto.
aiutarli a capire ciò
appositamente studiato per i DSA) trasformandolo Egli promette che avreb
be mandato
Santo .
in MAIUSCOLO. loro il dono dello Spirito
re gli
Il giorno di Pentecoste, ment
tragici
Apostoli, impauriti per i
riuniti
avvenimenti accaduti, erano
nel cenac olo
disce nde
Si può attivare la traduzione in altre lingue di con Maria, lo Spirito Santo
li rende
fra di loro come fuoco, che
tutto il testo o di alcune parti. Questo strumento è forti e coraggiosi, capac
i di parlare
altre lingue
particolarmente utile agli studenti stranieri, ma non solo. per annunciare a tutte le
genti che
Gesù Risorto è il Salvatore.
Ogni testo è stato letto,
in tutte le sue parti, da
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È ricco di contenuti digitali: Alcune parti sono
raccolte di immagini, file facilitate, cioè sono
audio e video, percorsi audioletture lente e
interattivi e interdisciplinari, scandite.
esercitazioni e giochi.
Inoltre per l’insegnante
la guida al testo; percorsi
multidisciplinari per la
È possibile aggiungere
LIM, esercizi interattivi,
dei collegamenti a
approfondimenti, schede
risorse multimediali
in PDF
esterne al libro
(documenti, immagini,
video, audio, web link).
Permette un’interazione È «aperto» perché personalizzabile e integrabile con:
continua tra utente e • l’inserimento di appunti e segnalibri;
dispositivo, attraverso una ricca • la possibilità di allegare documenti, immagini, file audio e video;
strumentazione per la scrittura • la possibilità di creare documenti (presentazioni, linee del tempo e mappe mentali).
e per la consultazione. Inoltre è possibile condividere tutto il materiale con la classe.
Sviluppa le competenze digitali con questi strumenti:
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RATUITO, fuori commercio (vendita e altri atti di disposizione vietati: art. 17, c. 2 L. 633/1941).
Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972, n° 633, art. 2 lett. d). Esente da bolla di accompagnamento (D.P.R. 6-10-1978, n° 627, art.4. n° 6).
Questo volume, sprovvisto del talloncino a fronte (o opportunamente punzonato o altrimenti contrassegnato), è da considerarsi
• Accoglienza Il volume IRC con eserciziario • La Bibbia da colorare
• Attività ludico-operative • Pagine operative • I lavoretti
alla fine di ogni Unità
• Compiti di realtà
• Didattica inclusiva
Classi 4a e 5
a
Percorsi multidisciplinari
copia di SAGGIO-CAMPIONE G
per Unità Di Apprendimento
che permettono di inserire
l’IRC all’interno di un sapere
unitario approfondendo
tematiche disciplinari e CLIL
e attivando le competenze
con i compiti di realtà.
Il volume IRC con eserciziario • La vita di Gesù nell’arte • Il Vangelo di Marco
• Pagine operative • Attività di Arte e immagine • Attività di comprensione
alla fine di ogni Unità • I lavoretti • Versione integrale audio
• Compiti di realtà
• Didattica inclusiva
Per l’insegnante e la classe
Guida al testo con: I poster di 1a-2a-3a I poster di 4a-5a
il M.I.O. BOOK docente
• programmazione • Nasce il Redentore • I miracoli di Gesù
• schede operative • Passione, morte e resurrezione • L’anno liturgico il M.I.O. BOOK studente
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