MAPPE PARASSITOLOGICHE - GIUSEPPE CRINGOLI1, LAURA RINALDI1, VINCENZO VENEZIANO1, ROBERTO TADDEI2 - Vetjournal

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MAPPE PARASSITOLOGICHE - GIUSEPPE CRINGOLI1, LAURA RINALDI1, VINCENZO VENEZIANO1, ROBERTO TADDEI2 - Vetjournal
Large Animals Review, Anno 10, n. 3, Giugno 2004            9

                                  MAPPE PARASSITOLOGICHE
         GIUSEPPE CRINGOLI1, LAURA RINALDI1, VINCENZO VENEZIANO1, ROBERTO TADDEI2
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      Settore di Parassitologia Veterinaria e Malattie Parassitarie, Dipartimento di Patologia e Sanità Animale, Facoltà di Medicina Veterinaria,
                               Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Napoli, CReMoPar, Regione Campania, Italy
                            2
                              Dipartimento di Biologia Vegetale, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Napoli, Italy

 Riassunto

    In campo epidemiologico le mappe sono un comune metodo per mostrare la distribuzione geografica (spaziale) di una ma-
 lattia, nonché dei vari fattori ad essa correlati. In questo lavoro vengono illustrate diverse tipologie di mappe geotematiche di
 interesse parassitologico realizzate con l’ausilio di Sistemi Informativi Geografici (Geographical Information Systems – GIS):
 mappe di distribuzione, mappe di distribuzione con picco proporzionato, mappe coropletiche con picco proporzionato, mappe
 con omogenea distribuzione dei punti e mappe con omogenea distribuzione dei punti e picco proporzionato.
    Le mappe descrittive costituiscono un importante ausilio per la sorveglianza sanitaria del territorio. La georeferenziazione
 dei dati sanitari consente anche l’identificazione di eventuali fenomeni di clustering caratterizzando meglio la localizzazione di
 aree a maggior rischio. I GIS e la tecnologia satellitare sono campi emergenti negli studi epidemiologici poiché consentono
 una più completa caratterizzazione degli habitat degli agenti eziologici con forti determinanti ambientali e l’elaborazione di
 mappe predittive sempre più richieste per programmare e monitorare piani di controllo su piccola e grande scala.

 Summary

    A common method of displaying the geographical (spatial) distribution of diseases and related factors is by drawing maps
 (cartography). Different types of parasitological maps drawn by Geographical Information Systems (GIS) are reported in the
 present paper: distribution maps, distribution maps with proportioned peaks, choroplethic maps with proportioned peaks,
 point distribution maps and point distribution maps with proportioned peaks.
    Descriptive maps are important for health surveillance of the territory. Georeferenced data allow to identify possible spatial
 organization of diseases (clustering) making risk assessment more accurate.
    GIS and Remote sensing technologies are emerging new tools for environmental studies, including the epidemiological
 studies on human and animal diseases, especially those with strong environmental determinants. In addition, they are useful
 to define the habitats of these organisms and to produce forecasting maps requested for the planning and the monitoring of
 control strategies on small and large scale.

   Solo se si sa dove si è, fisicamente e metaforicamente, si                  consultano, di meglio programmare e quindi dirigere le loro
può programmare dove andare (Hay et al., 2000).                                attività o, eventualmente, di elaborare modelli predittivi.
   Le carte geografiche (o mappe) sono rappresentazioni fi-                       In campo epidemiologico le mappe sono un comune
gurative convenzionali, generalmente piane, di parte o di                      metodo per mostrare la distribuzione geografica (spaziale)
tutta la superficie terrestre, considerata nella varietà di                    di una malattia, nonché dei vari fattori ad essa correlati,
aspetti e fenomeni, concreti o astratti, su di essa localizzabili.             acquisizioni utili per poi meglio pianificare ulteriori atti-
Quando rappresentano temi specifici per dimostrare quali-                      vità, come indagini conoscitive o strategie di controllo
tativamente e/o quantitativamente fenomeni concreti o con-                     (Berke, 2001; Thrusfield, 1995). Le mappe sanitarie posso-
cezioni astratte, sono definite carte tematiche o geotemati-                   no essere disegnate su base demografica (o isodemografi-
che. Le carte tematiche sono comunemente utilizzate nei se-                    ca) o su base geografica. Nel primo caso, sono realizzate in
guenti settori: agricoltura, commercio, conservazione, ge-                     base alla popolazione e le informazioni epidemiologiche
stione delle calamità naturali, ambiente, geologia, ammini-                    (ad esempio la morbilità e la mortalità) sono in relazione
strazione governativa, autorità giudiziaria, amministrazione                   alle caratteristiche della popolazione stessa. Le mappe su
locale, militare, risorse naturali, oceani e mari, petrolio, oleo-             base geografica (quelle maggiormente utilizzate) sono rela-
dotti, pubblica sicurezza, telecomunicazioni, turismo, tra-                    zionate ad un Paese, una regione o una qualsiasi altra
sporti, acqua e depurazione. Le informazioni che esse con-                     unità amministrativa e sono qualitative, se indicano solo la
tengono permettono a coloro che le realizzano e/o che le                       distribuzione del fenomeno sanitario che rappresentano, o
10    Mappe parassitologiche

quantitative, se ne specificano anche l’entità, ad esempio il
numero di casi di una malattia, la dimensione della popo-
lazione a rischio, la prevalenza, l’incidenza, etc.

   Thrusfield (1995) riporta le seguenti tipologie di mappe
su base geografica:
   Mappe puntiformi (Point maps) - (Fig. 1): illustrano i
focolai di una malattia in luoghi discreti rappresentati da
cerchi, quadrati, punti o altri simboli. Le mappe puntifor-
mi sono qualitative; esse indicano solo la presenza della
malattia e non la sua estensione, che potrebbe coinvolgere
un numero qualsiasi di individui. Sulle mappe puntiformi
ci possono essere anche altri simboli, come ad esempio le
frecce, nel caso si voglia indicare la direzione della diffu-
sione di una data malattia.
   Mappe di distribuzione (Distribution maps) - (Fig. 2):
queste mappe, qualitative, rappresentano solo l’area geo-
grafica su cui si estende un dato fenomeno sanitario.
   Mappe con cerchi proporzionati (Proportional circle ma-
ps) - (Fig. 3): mappe quantitative, che illustrano notizie
epidemiologiche usando cerchi la cui area è direttamente                 FIGURA 2 - Mappa di distribuzione (fasciolosi in Australia, 1978) (da
                                                                         Thrusfield, 1995).
proporzionale al fenomeno sanitario (es. morbilità e/o
mortalità).
   Mappe coropletiche (Choroplethic maps) (dal greco cho-
ros = area, regione; plethos = gruppo, popolazione) - (Fig.
4): illustrano valori quantitativi (es. la prevalenza) riferiti
ad unità geografiche definite, come regioni, comuni o altre
unità amministrative. Tali valori vengono comunemente
rappresentati con toni di grigio o con una scala di colori,
dove ognuno di essi rappresenta un valore discreto o un
intervallo di valori. Sulle mappe coropletiche le informa-
zioni sono riferite a gruppi di individui localizzati nella
stessa unità amministrativa (es. regione, provincia, comu-
ne, etc.).
   Mappe isopletiche (Isoplethic maps) (dal greco iso =
uguale; plethos = gruppo, popolazione): illustrano la distri-

                                                                         FIGURA 3 - Mappa con cerchi proporzionati (casi di rabbia in moffette
                                                                         in US, 1990) (da Thrusfield, 1995).

 FIGURA 1 - Mappa puntiforme (focolai di Bluetongue in Portogallo, lu-   FIGURA 4 - Mappa coropletica (prevalenza di fegati con distomatosi per
 glio 1956) (da Thrusfield, 1995).                                       contea, Victoria, Australia, 1977-78) (da Thrusfield, 1995).
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buzione di fenomeni spazialmente continui. Le mappe iso-                     elementi appartengono ad una griglia che può essere ot-
pletiche vengono disegnate unendo, con linee continue,                       tenuta da immagini satellitari (Telerilevamento), modelli
punti di uguale valore. Le notizie che esse rappresentano                    digitali del terreno o semplici mappe scansionate.
possono essere acquisite o mediante la interpolazione dei                    Il Telerilevamento (Remote Sensing) permette di realiz-
valori di un campione, oppure monitorando una griglia re-                 zare misure qualitative e quantitative a distanza (da pochi
golare di siti che copre l’intera area in oggetto. Scale di               metri fino a migliaia di chilometri) rispetto all’osservatore
grigio o di diversi colori indicano i valori delle variabili di           (Brivio et al., 1992). Tali misure possono essere più o me-
interesse.                                                                no continue nel tempo, consentendo anche un monitorag-
                                                                          gio temporale di fenomeni naturali dinamici.
   I primi impulsi che spinsero a realizzare mappe sanitarie                 In Figura 6 viene schematicamente illustrata l’applica-
nacquero (allora come ora) dalla necessità di disporre di                 zione del Telerilevamento allo studio di problematiche
informazioni attendibili circa la distribuzione delle malat-              ambientali (Tonelli, 1997). In epidemiologia, il Telerileva-
tie con lo scopo di mettere in atto strategie di controllo                mento risulta particolarmente utile nello studio delle co-
(Brooker e Michael, 2000). L’approccio cartografico delle                 perture vegetali (tipologia e biomassa) e delle principali
prime mappe era di tipo tradizionale: veniva utilizzato co-               variabili climatiche (temperatura e umidità). Le informa-
me elemento di base un disegno contenente in forma im-                    zioni che questa tecnologia permette di ricavare sono utili
plicita (e ricavabile da misure sulla carta a partire dalle               per caratterizzare l’habitat dei parassiti e/o dei vettori evi-
informazioni desunte da legenda, parametrature e cornice)                 denziando i fattori che ne influenzano la distribuzione.
le coordinate dei punti. Attualmente, invece, è prevalente                   Nel monitoraggio della vegetazione si utilizzano alcuni
la cartografia numerica che utilizza, come elementi di ba-                algoritmi basati sulla risposta che la vegetazione stessa
se, l’insieme delle coordinate contenenti in forma implicita              presenta nello spettro elettromagnetico (Fig. 7): essa as-
la sua visualizzazione sotto forma di disegno. L’approccio                sorbe molto nel rosso (RED) (utilizzato per il processo fo-
cartografico tradizionale presenta due importanti limiti: le              tosintetico) e riflette molto nell’infrarosso vicino (NIR)
mappe non possono essere facilmente aggiornate e la com-                  (che potrebbe provocare un surriscaldamento della pian-
parazione tra aree disegnate su mappe diverse non sempre                  ta). Uno degli indici di vegetazione che sfrutta questa ca-
è agevole (Yoon, 1995). La cartografia numerica, realizzata               ratteristica e che viene spesso utilizzato negli studi epide-
soprattutto con i moderni Sistemi Informativi Geografici                  miologici è l’NDVI (Normalized Difference Vegetation
(Geographical Information Systems - GIS), offre soluzioni                 Index) = (NIR – RED)/(NIR + RED).
ad entrambi questi problemi.                                                 Nel campo della ricerca, i GIS ed il Telerilevamento of-
   I GIS sono un “insieme di procedure”, basate sull’uti-                 frono nuove opportunità di analisi, costituendo un sostan-
lizzo di strumenti informatici, atte a raccogliere, memoriz-              ziale supporto alle decisioni riguardanti problemi di carat-
zare, richiamare, trasformare e rappresentare dati georefe-               tere ambientale, compresi studi epidemiologici nel settore
renziati, ossia dati che hanno riferimenti geografici sul ter-            umano ed animale, con particolare riferimento alle malat-
ritorio (Borrough, 1986) (Fig. 5).                                        tie con forti determinanti ambientali.
   I programmi informatici attualmente disponibili sono di                   I GIS possono essere finalizzati anche all’organizzazione
due tipi:                                                                 ed all’analisi di informazioni di tipo spaziale per una piani-
• Vettoriali: definiscono le posizioni e le caratteristiche di            ficazione modellistica: con un GIS, quindi, è possibile rea-
   oggetti rappresentati da punti, linee, superfici, etc.                 lizzare un modello interpretativo della realtà, integrando
• Raster: definiscono le posizioni e le caratteristiche di
   elementi (pixel), generalmente di dimensioni regolari, i
   quali rappresentano porzioni discrete di territorio. Tali
                                                                                                        Telerilevamento

                                                                                 Dati indiretti                                   Dati diretti

                                                                              Guida per indagini      Analisi di superficie     Analisi di massa
                                                                              geofisiche “mirate”

                                                                                                                      Suolo
                                                                                                                      nudo     Capacità termica
                                                                                                                              Conduttività termica
                                                                                                                     Acqua

                                                                                Suolo vegetato        Ambiente costruito

                                                                                Densità e stato             Colore            Colore luminescenza
                                                                                 vegetazione            Luminescenza
                                                                                                        Polarizzazione
                                                                                                          Scabrezza

                                                                           FIGURA 6 - Contributo del telerilevamento allo studio di problemati-
 FIGURA 5 - Strati informativi che possono costituire un GIS (mappa to-    che ambientali (i settori di applicazione del telerilevamento ed i pro-
 pografica, mappa della vegetazione, mappa dell’uso del suolo, etc.).      dotti ottenibili).
12    Mappe parassitologiche

 FIGURA 7 - Riflettanza di alcuni oggetti presenti sul territorio al variare della    FIGURA 8 - Mappa di distribuzione - Strongili gastrointestinali nei bovi-
 lunghezza d’onda delle radiazioni (da Schowengerdt 1983, modificata).                ni dell’Irpinia (da Cringoli et al., 2000a).

tra loro dati di diversa origine in un comune formato spa-                              Le mappe di distribuzione (Fig. 8) sono state realizzate
ziale, così che essi possano essere comparati e presi come                           per illustrare i risultati di una serie di studi epidemiologici
riferimento, suggerendo soluzioni per una migliore gestio-                           in allevamenti bovini ed ovini presenti in diversi comuni
ne delle risorse naturali. Questi sistemi sono incentrati su                         della Campania e della Calabria (Cringoli et al., 1996,
analisi ed elaborazioni territoriali piuttosto che sulla sem-                        2000a; Veneziano et al., 1998).
plice rappresentazione cartografica del territorio (Goma-                               Queste mappe parassitologiche qualitative, realizzate
rasca, 1997).                                                                        per ognuno dei parassiti riscontrati, hanno come unità
   In campo medico e medico veterinario i GIS sono già                               geografica di riferimento il comune. La presenza del pa-
stati applicati in studi predittivi riguardanti la malaria, la                       rassita negli animali controllati in ciascun comune è stata
Rift Valley Fever, la filariosi, la tripanosomosi africana, la                       rappresentata colorando in rosso (comune positivo) la su-
theileriosi, la leishmaniosi, le infestazioni da zecche, la                          perficie del comune stesso. In caso di assenza del parassi-
malattia di Lyme, la fasciolosi e la schistosomosi (Malone                           ta, la superficie comunale è stata colorata in blu (comune
e Yilma, 1999). L’uso di tecnologie GIS e di Remote Sen-                             negativo).
sing, integrato da analisi multivariate, consente di affron-
tare problematiche epidemiologico-ambientali a larga sca-                               Le mappe di distribuzione con picco proporzionato so-
la, con elaborazione di mappe degli habitat naturali, mo-                            no state realizzate in occasione degli studi sopra citati e
delli di idoneità ambientale spazialmente espliciti e mo-                            successivamente per altre indagini epidemiologiche.
delli di criticità di presenza, molto utili nel monitoraggio                            Queste mappe (tridimensionali e quantitative) sono da
parassitologico e nella gestione del territorio in generale                          considerarsi una evoluzione delle precedenti poiché, oltre
(Radeloff et al., 1999). I GIS e la tecnologia satellitare so-                       a raffigurare i comuni con animali positivi o negativi, indi-
no dunque campi emergenti negli studi epidemiologici e                               cano anche i valori di prevalenza media comunale, rappre-
l’implementazione dei dati cartografici con i dati telerile-                         sentati da un picco di altezza proporzionata alla prevalen-
vati garantisce notevoli possibilità applicative nel campo                           za stessa, disegnato al centro di ciascun comune.
del monitoraggio ambientale e di tutte le discipline ad es-                             Esse sono state successivamente utilizzate per illustrare i
so collegate.                                                                        risultati di uno studio sulla diffusione delle filarie in cani
   Dal 1996 i GIS sono da noi regolarmente utilizzati nelle                          campionati in 51 comuni contigui di un’area alla base del
indagini parassitologiche territoriali cercando, di volta in                         Vesuvio; in questa occasione sono state definite municipal
volta, di sperimentare nuove applicazioni che possano con-                           maps (Cringoli et al., 2001a) (Fig. 9).
sentire una migliore pianificazione delle ricerche ed una
rappresentazione immediata, chiara, riassuntiva ed al tem-                              Le mappe coropletiche con picco proporzionato sono
po stesso analitica della distribuzione spaziale e temporale                         tridimensionali e quantitative; esse raffigurano contempo-
dei dati parassitologici. Tali dati, riferiti agli animali e/o agli                  raneamente tre dati epidemiologici: presenza/assenza del
allevamenti, una volta raccolti, sono stati inseriti in un data-                     parassita, prevalenza e carica parassitaria.
base, georeferenziati (a livello puntiforme, comunale, o re-                            In queste mappe, una scala di colori (grigio, verde, gial-
gionale) e rappresentati in forma cartografica. Ciò ha con-                          lo e rosso), utilizzata per colorare le superfici delle unità
sentito la realizzazione di diverse tipologie di mappe geote-                        geografiche (comuni o regioni), rappresenta gli intervalli
matiche di interesse parassitologico: mappe di distribuzio-                          di prevalenza mentre un picco di altezza proporzionata,
ne, mappe di distribuzione con picco proporzionato, map-                             disegnato al centro della unità geografica, rappresenta la
pe coropletiche con picco proporzionato, mappe con omo-                              carica parassitaria (uova per grammo di feci-upg). Il colore
genea distribuzione dei punti e mappe con omogenea di-                               grigio si riferisce all’assenza del parassita, ed il bianco raf-
stribuzione dei punti e picco proporzionato.                                         figura l’unità geografica, compresa nell’area di studio, per
Large Animals Review, Anno 10, n. 3, Giugno 2004                         13

 FIGURA 9 - Mappa di distribuzione con picco proporzionato - Dipetalo-    FIGURA 10 - Mappa coropletica con picco proporzionato - Strongili ga-
 nema reconditum nei cani dei comuni vesuviani (da Cringoli et al.,       strointestinali negli ovini delle regioni italiane (da Cringoli et al., 2000b).
 2001a).

la quale non erano disponibili dati per assenza di animali o
per altra causa.
   In Figura 10 si riporta un esempio di mappa coropletica
con picco proporzionato (avente la regione come unità
geografica di riferimento) che riporta i risultati di uno stu-
dio di interesse nazionale (progetto Giasone) durante il
quale sono stati monitorati 245 allevamenti ovini con ca-
denza bimestrale e per un anno in 16 regioni italiane
(Cringoli et al., 2000b).
   In Figura 11 si riporta un esempio di mappa coropletica
con picco proporzionato (avente il comune come unità geo-
grafica di riferimento) che riporta i risultati di uno studio
che ha riguardato allevamenti ovini campionati in 30 dei 33
comuni della provincia di Latina (Cringoli et al., 2003).
   In questa ed in un’altra indagine (entrambe relative ad                FIGURA 11 - Mappa coropletica con picco proporzionato - Strongili ga-
aree piccole), per meglio ponderare come le positività                    strointestinali negli ovini della provincia di Latina (da Cringoli et al., 2003).
emerse all’interno di ciascun comune “pesano” sull’intera
area di studio, è stata considerata la prevalenza relativa co-
munale (PRC), calcolata rapportando il numero di alleva-
menti/animali risultati positivi in ciascun comune al totale             di 3 km di diametro. A ciascuna AC è stato assegnato un
di quelli controllati nell’intera area di studio. Nella Figura           numero progressivo. Tutti gli allevamenti campionati sono
9 la PRC è rappresentata con un picco proporzionato, nella               stati individuati all’interno delle rispettive AC. Nel prosie-
Figura 11 la PRC è rappresentata con una scala di colori.                guo il numero identificativo della AC ha contrassegnato
                                                                         l’allevamento ivi individuato. Le mappe con omogenea di-
   Le mappe con omogenea distribuzione dei punti (Point                  stribuzione dei punti mostrano le AC con allevamenti po-
Distribution Maps) sono mappe qualitative, disegnate per                 sitivi e le AC con allevamenti negativi. Le AC con alleva-
illustrare i risultati di uno studio che ha previsto una origi-          menti positivi sono state colorate in rosso; le AC con alle-
nale metodologia di campionamento (Cringoli et al.,                      vamenti negativi in blu.
2001b, 2002a,b). Lo studio ha interessato i bovini e gli ovi-               In queste mappe, la omogenea distribuzione delle AC
ni semibradi di un’area dell’Appennino Meridionale che                   nell’area di studio si configura come una “rete a maglie re-
ricade nei limiti amministrativi di 92 comuni contigui a ca-             golari”, che, calata sul territorio, consente di apprezzare
vallo di 3 regioni (Basilicata, Campania e Puglia). Sono                 con immediatezza la reale distribuzione delle diverse posi-
stati direttamente controllati 81 allevamenti bovini e 197               tività parassitologiche. Nelle Figure 12 e 13A si riportano
allevamenti ovini al pascolo. Gli 81 allevamenti bovini ed i             due esempi di mappe con omogenea distribuzione dei
197 allevamenti ovini sono stati campionati in modo da es-               punti: nella prima, le AC si sovrappongono al layer politi-
sere omogeneamente distribuiti nell’area di studio. A tal                co raffigurante i limiti comunali, nella seconda al layer fisi-
fine, utilizzando un GIS, l’intera area di studio è stata sud-           co dell’area di studio.
divisa in 81 (per i bovini) e 197 (per gli ovini) sub-aree di
superficie uguale. Il GIS ha poi individuato e georeferen-                  Le mappe con omogenea distribuzione dei punti e pic-
ziato i centroidi di ciascuna sub-area, intorno ai quali sono            co proporzionato (Rinaldi et al., 2003) sono state realizza-
state disegnate le aree di campionamento (AC), circolari e               te in occasione degli studi sopra citati. Queste mappe (tri-
14    Mappe parassitologiche

                                                                           dimensionali e quantitative) sono da considerarsi una evo-
                                                                           luzione delle precedenti, poiché, oltre a raffigurare le AC
                                                                           con allevamenti positivi, indicano anche i valori di carica
                                                                           parassitaria, rappresentati da un picco di altezza propor-
                                                                           zionata alla carica stessa, disegnato in corrispondenza del-
                                                                           le AC con allevamento positivo. Nella Figura 13B si ripor-
                                                                           ta un esempio di mappa con omogenea distribuzione dei
                                                                           punti e picco proporzionato in cui i picchi si sovrappon-
                                                                           gono al layer fisico dell’area di studio.

                                                                              Le mappe descrittive costituiscono un importante ausi-
                                                                           lio per la sorveglianza sanitaria del territorio. La georefe-
                                                                           renziazione dei dati sanitari consente, oltre alla rappresen-
                                                                           tazione cartografica, anche l’identificazione di eventuali
                                                                           organizzazioni spaziali del fenomeno analizzato (cluste-
 FIGURA 12 - Mappa con omogenea distribuzione dei punti - Strongili
 gastrointestinali negli ovini di un’area dell’Appennino Meridionale (da
                                                                           ring) caratterizzando meglio la localizzazione di aree a
 Cringoli et al., 2001b).                                                  maggior rischio.
                                                                              In ambito parassitologico, appare sempre più necessario
                                                                           disporre di conoscenze locali circa la presenza e la preva-
                                                                           lenza dei vari organismi parassiti al fine di meglio pro-
                                                                           grammare ed attuare i protocolli di profilassi e/o terapia
                                                                           più opportuni.
                                                                              I GIS e la tecnologia satellitare sono dunque campi
                                                                           emergenti negli studi epidemiologici e l’implementazione
                                                                           dei dati cartografici con i dati telerilevati garantisce note-
                                                                           voli possibilità applicative per una più completa caratteriz-
                                                                           zazione degli habitat degli agenti eziologici con forti deter-
                                                                           minanti ambientali e per l’elaborazione di mappe preditti-
                                                                           ve sempre più richieste per programmare e monitorare
                                                                           piani di controllo su piccola e grande scala.

                                                                           Parole chiave

                                                                              Mappe parassitologiche, sistemi informativi geografici,
                                                                           telerilevamento.

                                                                           Key words

                                                                             Parasitological maps, geographical information systems,
 Figura 13A                                                                remote sensing.

                                                                           Bibliografia
                                                                           Berke, O., 2001. Choropleth mapping of regional count data of Echinococ-
                                                                                  cus multilocularis among red foxes in Lower Saxony, Germany. Prev.
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                                                                                  satellite. Carlo Delfino Editore (ISBN 88-7138-045-2), 11-26.
                                                                           Brooker, S., Michael, E., 2000. The potential of Geographical Information Sy-
                                                                                  stems and Remote Sensing in the epidemiology and control of human
                                                                                  helminth infections. In: Remote sensing and Geographical Information
                                                                                  Systems in Epidemiology. Adv. Parasitol. 47, 246-279 pp.
                                                                           Burrough, P.A., 1986. Principles of Geographical Information Systems for
                                                                                  land resources assesment. Oxford University Press, New York (ISBN
                                                                                  0-89291-175-1), 1-193.
                                                                           Cringoli, G., Capuano, F., Landolfi, M.C., Veneziano, V., 1996. Endoparassiti
                                                                                  in allevamenti ovini della Campania - Nota I. Atti XII Congresso Nazio-
 Figura 13B
                                                                                  nale S.I.P.A.O.C., 389-392.
                                                                           Cringoli, G., Capuano, F., Veneziano, V., Rinaldi, L., 2000a. Territorial maps
 FIGURA 13 - (A) Mappa con omogenea distribuzione dei punti; (B)                  of helminths in cattle bred in the Avellino area (Southern Italy). Paras-
 Mappa con omogenea distribuzione dei punti e picco proporzionato -               sitologia 42 (suppl. 1), 86.
 Eimeria bovis nei bovini di un’area dell’Appennino Meridionale (da Ri-    Cringoli, G., Rinaldi, L., Veneziano, V., 2000b. Il Progetto Giasone: le elmin-
 naldi et al., 2003).                                                             tosi degli ovini in Italia – Mappe parassitologiche regionali. Atti XIV
                                                                                  Congresso Nazionale SIPAOC, 49-86.
Large Animals Review, Anno 10, n. 3, Giugno 2004                    15

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