Lo strutturalismo scientifico. Matematica, fisica e bio-logia nell'ottica piagetiana - Rivista ...

Pagina creata da Antonio Cosentino
 
CONTINUA A LEGGERE
RIVISTA INTERNAZIONALE DI FILOSOFIA E PSICOLOGIA                                    ISSN 2039-4667; E-ISSN 2239-2629
  DOI: 10.4453/rifp.2019.0017                                                             Vol. 10 (2019), n.2, pp. 208-223

      RICERCHE

 Lo strutturalismo scientifico. Matematica, fisica e bio-
 logia nell’ottica piagetiana
 Francesco Crapanzano(α)

 Ricevuto: 29 gennaio 2019; accettato: 1 luglio 2019

 █ Riassunto Lo strutturalismo piagetiano, segnatamente quello in matematica, fisica e biologia alla luce
 dell’epistemologia genetica, rappresenta una declinazione peculiare e feconda dell’eterogeneo movimento
 strutturalista. Dopo una fortunata stagione, le strutture matematiche, rintracciate e indagate sotto diverse
 prospettive, hanno finito per costituire un “paradigma” didattico e di ricerca utilizzato su più livelli; in
 modo non dissimile, perché collegata alla matematica, la fisica ha considerato i propri “oggetti” dotati di
 una struttura: ma se originariamente era una struttura intesa in senso materiale, adesso si studiano strut-
 ture con un più alto grado di astrazione (energetiche, interattive, virtuali). La biologia, poi, è divenuta (e
 ancora è) argomento à la page, ma pure terreno di scontro epistemologico tra meccanicismo ortodosso e
 istanze vitalistiche, tra sostanze eterne e trasformazioni continue, ovvero tra strutture fisse e strutturazio-
 ne dinamica. Le conclusioni rivalutano l’attualità e le prospettive dello strutturalismo piagetiano proiet-
 tandolo al di là dello strutturalismo classico, fino a farne, forse, una insolita quanto feconda tendenza
 post-strutturalista.
 Parole chiave: Strutturalismo; Epistemologia genetica; Jean Piaget; Costruttivismo; Storia dell’epistemologia

 █ Abstract Scientific Structuralism. Mathematics, Physics, and Biology in Piagetian Perspective – Piagetian
 structuralism, notably a genetic epistemological perspective on mathematics, physics and biology, repre-
 sents a unique and fruitful articulation of the heterogeneous structuralist movement. After their initial
 success, mathematical structures, traced and investigated from different points of view, end up constitut-
 ing didactic and research “paradigms” that can be used on several levels; in a similar way, physics – closely
 related to mathematics – initially considered its own “objects” to be endowed with structure: yet, while
 such structure was initially understood in a material sense, nowadays it is studied with a higher degree of
 abstraction (e.g. in an energetic, interactive, virtual sense). Biology has become (and remains) an à la page
 subject, but also presents an epistemological battle between orthodox mechanism and vitalism, between
 eternal substances and continuous transformations, that is, between fixed structures and dynamic struc-
 turing. These conclusions lead us to re-evaluate the up-to-dateness and perspectives of Piagetian structur-
 alism, to project it beyond classical structuralism and, maybe, to turn it into an unusual and promising
 post-structuralist trend.
 KEYWORDS: Structuralism; Genetic Epistemology; Jean Piaget; Constructivism; History of Epistemology

(α)
 Dipartimento di Scienze Cognitive, Psicologiche e Pedagogiche, Università degli Studi di Messina, via
Concezione, 6 - 98122 Messina (I)
E-mail: fcrapanzano@unime.it ()
             Creative Commons - Attribuzione - 4.0 Internazionale
Lo strutturalismo scientifico                                                                      209

█ Strane idee: logica e matematica nello                 chisce grazie al gioco stesso delle sue tra-
   strutturalismo piagetiano                             sformazioni, senza che queste conducano
                                                         fuori dalle sue frontiere o facciano appello
FORMATOSI ATTRAVERSO I VARI BACHELARD,                   a elementi esterni.3
Meyerson, Brunschvicg, Lalande ecc., cioè la
migliore epistemologia francese del Novecento,            La struttura è una totalità dotata di leggi
Piaget ha elaborato un particolare strutturali-       proprie che non coincidono perfettamente
smo in cui alla visione sistemico-cibernetica si      con quelle dei suoi componenti e, soprattut-
affianca quella costruttivista-operazionale.          to, è dotata di chiusura operazionale;4 anche
    L’atomismo (logico in primis) amava               alla luce di ciò non si può definire struttura
scomporre in parti semplici la realtà resti-          ogni formalismo rintracciato nell’oggetto di
tuendola per sommatoria (come Descartes               ricerca, altrimenti, da Platone a Husserl –
aveva indicato). Così facendo, secondo Pia-           suggerisce Piaget – ne avremmo una miria-
get, aveva ridotto la totalità a semplice som-        de.5
ma di elementi senza tenere in considerazio-              Ogni struttura possiede tre “caratteri”: to-
ne né le interazioni tra gli stessi né quelle con     talità, trasformazioni e autoregolazione. La
il tutto; l’olismo, al contrario, mostrava at-        sua esistenza è indipendente da chi la studia,
tenzione esclusiva per il “tutto” delle struttu-      mentre la formalizzazione è in parte frutto di
re “emergenti”. E tuttavia, considerando solo         scelte teoriche, per cui andrebbe sempre
strutture già formate, trascurava il loro aspet-      esplicitata la distinzione tra piano ontologi-
to genetico e costruttivo.1 Lo strutturalismo,        co, ovvero di esistenza della struttura
allora, rappresenta per Piaget l’occasione per        nell’ambito che si sta considerando, e livello
sintetizzare queste due tendenze opposte in           di formalizzazione raggiunto o da raggiunge-
una che ne assimili il meglio. Egli, infatti, no-     re. Nonostante le raccomandazioni di Piaget,
ta come esista                                        ciò non è affatto semplice: è il soggetto epi-
                                                      stemico che dovrebbe per un verso ricono-
   un ideale comune di intelligibilità che tutti      scere le strutture attraverso le tipiche caratte-
   gli “strutturalisti” raggiungono o cercano,        ristiche di cui si diceva (totalità, trasforma-
   mentre le loro intenzioni critiche sono in-        zione e autoregolazione) con strumenti ra-
   finitamente variabili: per alcuni, come av-        zionali e formali, per l’altro produrre una loro
   viene in matematica, lo strutturalismo si          formalizzazione facendo uso sempre dello
   oppone alla compartimentazione dei capi-           stesso corredo logico-operazionale. Conside-
   toli eterogenei ritrovando l’unità per mez-        riamo il caso in apparenza meno difficoltoso,
   zo di isomorfismi; per altri, e lo si è visto in   quello      dello     strutturalismo      logico-
   generazioni successive di linguisti, lo strut-     matematico nel quale le strutture paiono
   turalismo si è soprattutto distanziato dalle       coincidere col formalismo (a meno di pensar-
   ricerche diacroniche imperniate su feno-           le come entità trascendenti e non frutto di
   meni isolati, per trovare sistemi di insieme       costruzione), poiché restano in ogni caso sul
   in funzione della sincronia.2                      piano dell’astrazione.
                                                          Dopo una serie di interessanti considera-
    Ulteriore esigenza di Piaget è quella di          zioni sul sempre maggiore interesse dei ma-
precisare cosa si debba intendere per struttu-        tematici a rintracciare strutture di ordine su-
ra:                                                   periore all’interno del loro campo di ricerca,
                                                      culminate (negli anni ’50-’60) con l’opera di
   Una struttura è un sistema di trasforma-           Bourbaki e, più precisamente, nel rinveni-
   zioni, che comporta delle leggi in quanto          mento delle cosiddette “strutture madri” – su
   sistema (in opposizione alle proprietà de-         cui torneremo a breve –, Piaget si chiede «se
   gli elementi) e che si conserva o si arric-        i fondamenti di questa “architettura della
210                                                                                      Crapanzano

matematica” […] presentano un carattere              poco ha conquistato la matematica del XIX se-
“naturale” o possono situarsi solo sul terreno       colo».11 Essa si caratterizza come insieme di
formale dell’assiomatica».6 Il che mi pare           elementi in cui un’operazione di composizione
equivalga a interrogarsi sul loro status onto-       dà ancora come risultato un elemento
logico, ovvero capire se si tratta di strutture      dell’insieme, in cui esistono un elemento neutro
con una priorità genetica rispetto alle altre        (lo zero, nel caso specifico), una operazione in-
(quindi esistenti prima che la matematica ne         versa che applicata alla diretta dà l’elemento
facesse utilizzo) o se siano frutto del continuo     neutro (+a–a=0; –a+a=0;), la proprietà asso-
perfezionamento del formalismo, artificiali e        ciativa (|a+b|+c=a+|b+c|). Il concetto ha ac-
destinate a essere superate.7 La risposta piage-     quisito notevole importanza:
tiana sulla questione è abbastanza chiara, ma
tutt’altro che banale, poiché fa appello a risul-       Fondamento dell’algebra, la struttura di
tati di decenni di ricerche psico-episte-               gruppo si è rivelata di una generalità e fe-
mologiche condotte sui bambini: le strutture            condità straordinaria. La ritroviamo in
“bourbakiste” sarebbero “naturali” perché               quasi tutti i settori della matematica e del-
«corrispondono – in una forma naturalmente              la logica; ha acquisito un’importanza fon-
molto elementare […] – a coordinamenti ne-              damentale in fisica, ed è probabile che un
cessari al funzionamento di ogni intelligenza           giorno l’avrà anche in biologia.12
sin dagli stadi abbastanza primitivi della sua
formazione».8 In altre parole, le ricerche sui           Analizzare le ragioni di questo successo
fanciulli indicherebbero una costruzione             può dire molto sullo strutturalismo e sul suo
dell’intelligenza con percorso morfologica-          avvenire, poiché il gruppo è assurto a “proto-
mente simile a quello che dalle strutture madri      tipo” della struttura matematica, ovvero di
conduce al resto della matematica.                   un ampio ventaglio di strutture (dimostrati-
    Matematica e logica sembrerebbero le di-         ve) nelle quali la formalizzazione è sufficien-
scipline più difficili a inquadrarsi in uno          temente elevata. Se a questo aggiungiamo che
strutturalismo genetico per via della mai ab-        la formalizzazione si può considerare un
bandonata tendenza platonica a considerarne          “ideale regolativo” di ogni struttura, la quale
gli elementi esistenti ed eterni,9 quasi si trat-    tende (con gradi diversi) a essere sempre me-
tasse dei costituenti ultimi e indivisibili di cui   glio definita, potremo avere una “cartina tor-
sono fatte le strutture; e pure a causa della        nasole” rispetto al futuro dello strutturali-
staticità delle strutture matematiche e logi-        smo.
che, come se la dimensione temporale non                 Un primo motivo della sua affermazione è
avesse alcun ruolo né al loro interno né nella       la forma logico-matematica che il gruppo
loro “scoperta”. Nonostante lo strutturalismo        possiede; essa non viene tratta da una serie di
linguistico ai suoi inizi non abbia avuto fon-       oggetti per astrazione, ma procede dalle
damenti matematici e quello psicologico si           azioni esercitate su oggetti (riunire, ordinare,
sia ispirato alla fisica, «Lévi-Strauss, l’attuale   mettere in corrispondenza) in cui ritroviamo
maestro dell’antropologia sociale e culturale,       delle proprietà identiche a quelle del “grup-
ha invece ricavato direttamente i suoi model-        po” matematico: operazione inversa (possibi-
li strutturali dall’algebra generale».10 Ciò ba-     lità di tornare la punto di partenza) e associa-
sterebbe da solo a giustificare la scelta qui        tività (possibilità di utilizzare percorsi diversi
operata di seguire le vicende dello strutturali-     per raggiungere una mèta senza ch’essa venga
smo matematico considerate da Piaget, ma             modificata).13 L’elemento neutro potrebbe
un ulteriore motivo d’interesse potrebbe es-         consistere in una non-azione (restare fermi)
sere la constatazione che la prima struttura         o, meglio ancora, in un percorso di ritorno
conosciuta e studiata come tale «è stata quel-       dal punto di arrivo identico a quello fatto per
la di “gruppo”, scoperta da Galois, che a poco a     raggiungerlo (operazione diretta e inversa).
Lo strutturalismo scientifico                                                                    211

     Un’altra ragione del “successo” del gruppo     coerente e vantaggioso.
è la versatilità che esso possiede, in quanto al        Le “strutture madri” che Bourbaki (o più
suo interno struttura e trasformazione proce-       precisamente: i matematici che si nasconde-
dono insieme, cioè si riscontra un potere co-       vano dietro lo pseudonimo Bourbaki) ha rin-
struttivo del gruppo che non si limita alla cata-   tracciato sono tre, irriducibili tra loro:18 le
logazione di insiemi e sottoinsiemi (pura con-      strutture algebriche, in cui domina il prototipo
servazione), ma dà origine a gruppi e sotto-        del gruppo, definito da operazione dirette e
gruppi qualitativamente diversi attraverso un       inverse; le strutture d’ordine, incentrate sulle
mix tra vecchio e nuovo, cioè applicando tra-       relazioni, quindi sui “reticoli” che definiscono
sformazioni a gruppi di cui permangono alcu-        gli elementi a partire dalla loro posizione (x
ne caratteristiche. Per esempio, il cosiddetto      segue o precede y); infine le strutture topolo-
gruppo degli spostamenti lascia invariati di-       giche, «fondate sulle nozioni di vicinanza, di
mensioni, angoli, parallele ecc. Se si fanno va-    continuità e di limite».19 Tutte le altre struttu-
riare le dimensioni, si otterrà un gruppo più       re matematiche vengono generate dalle tre
ampio – gruppo delle similitudini – di cui          principali mediante combinazione (per esem-
quello degli spostamenti diverrà sottogruppo.       pio, la topologia algebrica unisce algebra e
Se a variare sono gli angoli (e il resto resta      struttura topologica) o differenziazione (i
identico) avrà origine il gruppo della “geome-      gruppi geometrici visti in precedenza: simili-
tria affine”, ancora più generale delle similitu-   tudini, proiezioni ecc.).
dini. Se mutano le parallele (e non le rette)           Ora, ciò che desta l’interesse piagetiano è la
avremo il “gruppo proiettivo”. Oppure ancora,       somiglianza che queste strutture madri hanno
variando le rette, si entrerà nel vasto campo       rispetto ai modi in cui il bambino costruisce la
degli omomorfismi che potrebbero essere vi-         propria intelligenza:
sualizzati come delle “figure in qualche modo
elastiche”, che, in ultima istanza, appartengo-        È sorprendente constatare che le prime
no alla topologia.14 Il sistema di incapsulamen-       operazioni di cui si serve il bambino nel
ti progressivi appena descritto, frutto di tra-        suo sviluppo, e che derivano direttamente
sformazioni-costruzioni, permette di passare           dai coordinamenti generali delle sue azio-
da una geometria statica e figurativa a un’altra       ni sugli oggetti, possono appunto distri-
astratta e più generale che guarda alle possibili      buirsi in tre grandi categorie, a seconda
trasformazioni (nasce così, per esempio, la            che la loro reversibilità proceda per inver-
moderna disciplina della geometria algebrica,          sione alla maniera delle strutture algebri-
“incomprensibile” se non si fa appello al con-         che (nel caso particolare: strutture di clas-
cetto di struttura geometrica);15 e qui si ha –        sificazioni e di numeri) o per reciprocità,
secondo Piaget – «un primo esempio di quella           come nelle strutture d’ordine (nel caso
che […] possiamo chiamare una vittoria posi-           particolare: seriazioni, corrispondenze se-
tiva dello strutturalismo».16                          riali ecc.) o che, anziché fondarsi sulle so-
    Nel Novecento, la tendenza strutturalista è        miglianze e differenze, i raggruppamenti
evoluta nel proficuo tentativo dei bourbakisti         procedano per leggi di vicinanza, di con-
di rifondare l’intero edificio matematico a par-       tinuità e di frontiere, il che costituisce del-
tire dalle “strutture madri”:17 ciò che nella ma-      le strutture topologiche elementari (che
tematica classica era un insieme di capitoli           dal punto di vista psicogenetico sono an-
eterogenei (algebra, analisi, teoria dei numeri,       teriori alle strutture metriche e proiettive,
geometria, calcolo delle probabilità ecc.), vie-       contrariamente allo svolgimento storico
ne organizzato a partire da strutture di carat-        delle geometrie, ma conformemente
tere generale che superano i singoli elementi, i       all’ordine di filiazione teorica!).20
quali possono essere isolati dal campo di pro-
venienza e inseriti nel macro-insieme in modo          Queste evidenze mostrano qualcosa in più
212                                                                                     Crapanzano

di un parallelismo, corroborano scientifica-         tura che la comprende; «non esiste una
mente l’ipotesi di un isomorfismo tra i due          ‘struttura di tutte le strutture’ nel senso
campi (psicologico e logico-matematico),21           dell’insieme di tutti gli insiemi»,25 non esi-
quindi vanno a confermare la bontà della ri-         stono frontiere invalicabili della formalizza-
cerca strutturalista, con l’avvertenza che non       zione, ogni struttura ha potenzialmente
si tratta di “scoprire” delle strutture pre-         un’altra struttura che ingloba la precedente.
esistenti nell’oggetto di ricerca, quanto di co-     Per il logico matematico è lecito porre un li-
gliere la loro dinamica costruttiva a partire        mite a questa torre di strutture situandosi in
dal soggetto conoscente. Piaget ravvisa nel          un punto qualsiasi di questo “cammino
prolungamento delle ricerche bourbakiste             ascendente” e facendone un “inizio assoluto”.
una conferma a quanto appena detto; infatti,         Egli può evitare così il problema epistemolo-
le ricerche sulle “categorie” (che guardano al       gico dei limiti superiori della formalizzazione
ruolo degli elementi rispetto alle funzioni)         e degli “indimostrabili” all’interno della “sua”
prolungano quelle intorno alle “strutture ma-        logica, concentrandosi sulla coerenza interna
dri”, riferendosi, le prime, ai procedimenti         e sull’economia assiomatica del sistema. Per
stessi che hanno permesso di ottenerle, ciò          usare un paragone, funzionerà come in chi-
«equivale a considerare la nuova struttura           mica che, una volta definita la tavola degli
come ricavata non già da “esseri” ai quali           elementi, ha potuto tranquillamente conti-
hanno messo capo le operazioni precedenti,           nuare a considerare l’atomo indivisibile per i
bensì da queste operazioni stesse in quanto          suoi scopi, benché non corrisponda affatto
processi formatori».22 E a coronamento di            alla “realtà” dei fisici.
questo discorso, afferma che «non è quindi               Alla luce di quanto visto fin qui,
senza ragione [vedere] nelle categorie uno           l’intenzione principale dello strutturalismo in
sforzo per cogliere le operazioni del matema-        logica sarebbe «cercare ciò che può esserci
tico più che della “matematica”».23                  sotto le operazioni di partenza».26 A dire il ve-
    Con ciò siamo giunti nel regno “filosofi-        ro, l’intento è ancora più ambizioso: lo struttu-
co” del soggetto, il cui ruolo attivo nel pro-       ralismo vorrebbe indagare le strutture “natu-
cesso di costruzione-cognizione viene ricono-        rali” che governano il pensiero, rischiando,
sciuto nell’ambito scientifico stesso. Tutta-        con ciò, di introdurre delle essenze trascen-
via, Piaget vuole restare sul piano epistemo-        denti o trascendentali a cui l’essere umano non
logico, convinto che la filosofia sia soltanto       può che adattarsi. Tuttavia, mettendo in
una forma di saggezza coordinatrice di valo-         guardia su possibili e gravi equivoci, si sco-
ri;24 d’altra parte, ricordo che il soggetto a cui   prono non già strutture universali ed eterne
si riferisce esplicitamente resta quello epi-        ma costruzioni continue e isomorfismi tra lo-
stemologico, cioè il soggetto conoscente             gica e matematica, tanto che talune grandi
sganciato da ogni presupposto valoriale o da         strutture utilizzate dai matematici vanno a
istanze ingenuamente vitalistiche.                   formare un’algebra generale; in particolare è
    Il passo ulteriore nell’indagine strutturali-    notevole come il matematico George Boole sia
sta non può che riguardare quelle strutture          riuscito a concepire una logica e un’algebra
che sembrano prioritarie rispetto alle mate-         come un continuum, a conferma della connes-
matiche: le logiche. Possedendo un grado di          sione genetica esistente tra le due strutture.27
astrazione superiore che sembra isolarla da              Ogni logica si può considerare, quindi,
contenuti, la logica potrebbe apparire il ter-       una struttura (possiede infatti, i caratteri di
mine ultimo della ricerca strutturalista: è lì       totalità, trasformazioni e autoregolazione),
che si trovano le strutture “madri” del pensie-      ma quello che interessa allo strutturalismo –
ro? A questa prima domanda Piaget risponde           considera Piaget – è individuare le “strutture
negativamente, poiché anche la logica più            naturali”, ovvero quelle che emergono spon-
“pura” può trovare derivazione da una strut-         taneamente, quasi in modo «intuitivo», al di
Lo strutturalismo scientifico                                                                    213

sotto (o più in alto, secondo che il punto di           da un vertice che per se stesso è incompiu-
vista sia pre- o post-individuazione) delle             to e deve essere continuamente elevato.
operazioni logiche prese in esame.28                    L’immagine della piramide richiede allora
    Piaget ritrova le strutture anche in logica         d’essere rovesciata e, anzi, sostituita da
ma con una peculiarità non di poco conto,               quella di una spirale con volte sempre più
cioè il fatto di poterne studiare la dinamica           ampie in funzione dell’altezza.32
costitutiva che mostra una straordinaria so-
miglianza con il processo costruttivo dell’intel-        Tutto il discorso piagetiano sullo struttu-
ligenza nei fanciulli. È qui che si precisa il si-   ralismo matematico non approda solo alla
gnificato dell’aggettivo “naturale”, esso con-       rivelazione della dimensione costruttivista,
cerne il normale sviluppo del pensiero; infatti      ma considera pure l’importante rapporto tra
Piaget scrive: «In logica esistono delle “strut-     forma, contenuto e struttura. Premesso che
ture” in senso pieno, e tanto più interessanti       ogni forma, per le conseguenze del teorema
per la teoria dello strutturalismo in quanto si      di Gödel viste prima, può essere il contenuto
può seguire la loro psicogenesi nello sviluppo       di un’altra teoria, secondo Piaget una struttu-
del pensiero naturale».29 Ora, la psicogenesi        ra non può che esistere come “forma”. Difat-
dell’intelligenza mostra in primo luogo come         ti, ad ogni livello del comportamento umano
le capacità logiche siano frutto di una conti-       si possono ritrovare delle “forme”:
nua costruzione da parte del soggetto che inte-
ragisce;30 e ciò lega indissolubilmente la di-          Bisogna concludere che tutto è “struttura”
mensione strutturale a quella costruttiva.              e terminare qui la nostra esposizione? In
    In matematica, attraverso gli studi di Gödel,       un certo senso potrebbe essere così, ma
è definitivamente tramontata l’idea che una             solo nel senso che tutto è strutturabile.
teoria possa dimostrare coi propri mezzi o con          Eppure, la struttura, in quanto sistema au-
mezzi più “deboli” la non-contraddittorietà al          toregolatore di trasformazione, non si
suo interno e quindi                                    confonde con una forma qualsiasi: un
                                                        mucchio di sassi presenta per noi una
   questa idea di costruzione non è un sem-             forma (poiché, secondo la teoria della Ge-
   plice modo di vedere. Il secondo inse-               stalt, esistono sia “forme buone” sia “for-
   gnamento fondamentale di Gödel [porta                me cattive”), ma può divenire una “strut-
   ad ammettere che] per concludere una                 tura” solo se ce ne diamo una teoria raffi-
   teoria nel senso della dimostrazione della           nata che fa intervenire il sistema totale dei
   sua non contraddittorietà, non basta più             suoi movimenti “virtuali”. E questo ci
   analizzare i suoi presupposti, ma diviene            conduce alla fisica.33
   necessario costruire quella successiva!31
                                                     █ Una nuova prospettiva: le strutture fisiche
    Ciò comporta la creazione di nuove teorie           e biologiche
che fondino (logicamente) le precedenti: si dà
una gerarchia in base a forza o debolezza delle          La fisica pone immediatamente il proble-
strutture e in questa “torre” o “piramide” di        ma “ontologico” dello strutturalismo: le
teorie è la base a essere più fragile, proprio le    strutture dipendono dall’uomo, dalla natura
teorie più semplici e sicure poggiano su quelle      o da entrambi? Piaget dichiara che strutture
più in alto, fino a risalire al vertice.             sono certamente presenti nelle grandi teorie
                                                     (gravitazione newtoniana, elettromagneti-
   Se la semplicità diviene segno di debolezza,      smo di Maxwell) sotto forma di relazioni suf-
   e se per consolidare un piano bisogna co-         ficientemente formalizzate (inerzia, principio
   struire quello seguente, la consistenza della     azione e reazione, forza come prodotto di
   piramide dipende in realtà dal suo vertice:       massa per accelerazione, reciprocità dei pro-
214                                                                                        Crapanzano

cessi elettrici e magnetici); tuttavia, è con        molte occasioni gli strumenti matematici ri-
importanti e impreviste “svolte” della fisica        cavati deduttivamente hanno “anticipato” i
novecentesca che l’idea di struttura acquisi-        fatti fisici (o comunque non sono stati otte-
sce maggiore importanza: il problema della           nuti dal fatto osservato, ma elaborati per ana-
misurazione (per esempio, in meccanica               logia e sempre dedotti dal resto dell’edificio
quantistica) spinge a rintracciare la sua strut-     matematico). Se non possiamo accettare che
tura primaria e, più in generale, a considerare      la matematica sia un linguaggio descrittivo
il concetto di struttura «come un insieme di         come gli altri e quindi che la realtà abbia strut-
stati e di trasformazioni possibili in seno ai       ture (causali o di altro tipo), non resta che
quali il sistema reale studiato viene a prende-      pensare «a un accordo fra le operazioni uma-
re il suo posto determinato, ma al tempo stes-       ne e quelle degli oggetti-operatori»;38 un ac-
so interpretato o spiegato in funzione               cordo – questo fra soggetto epistemologico e
dell’insieme dei possibili».34                       oggetti fisici – simile all’armonia prestabilita
    Diviene quindi centrale, nell’evoluzione         fra le monadi di Leibniz, con la differenza, non
contemporanea della fisica, comprendere la           di poco conto, di non valere solo per sistemi
natura della causalità, se si tratta di un rappor-   chiusi e isolati, ma aperti, interattivi e coope-
to inerente la realtà che noi percepiamo e inte-     rativi quali il cognitivo e il fisico-chimico sul
riorizziamo tale e quale, se è semplicemente         piano biologico.
una descrizione artificiale, o se, infine, la cau-        Anche in fisica troviamo strutture opera-
salità esiste oggettivamente e, pur non essen-       tive del soggetto che corrispondono a strut-
doci identità tra questa e il nostro modello, c’è    ture esterne («operatori esterni e oggetti-
un «legame permanente» che fa in certa mi-           vi»), in primo luogo quelle di «gruppo» di
sura corrispondere la causa reale a quella ope-      cui possono darsi, nota Piaget, tre casi. Il
razionale. In quest’ultimo caso, sarà possibile      primo è quello in cui il «gruppo» assume per
rinvenire questa corrispondenza mentre “con-         il fisico un valore euristico, si tratta della corri-
cretamente” è all’opera, vale a dire sul piano       spondenza-limite tra soggetto e oggetto dove
psicologico delle azioni sensomotorie (versan-       le trasformazioni producono enti virtuali e fi-
te del soggetto) e in quello biologico (versante     sicamente irrealizzabili quali l’antiparticella o
della struttura organica).35                         l’inversione del tempo, generati dal sistema
    E, tuttavia, trovare le strutture in fisica      cognitivo; nel secondo caso il gruppo deter-
non può essere una mera presa d’atto di que-         mina trasformazioni dipendenti in parte dallo
sta corrispondenza, come se le nostre opera-         sperimentatore/osservatore, come avviene nel
zioni fossero uno schema estrinseco applicato        cosiddetto gruppo di Lorentz allorquando
al reale e questo esistesse in modo del tutto        cambiano i riferimenti (le velocità di due os-
separato dal nostro conoscere (come la “cosa         servatori) e le trasformazioni coordinano i
in sé” kantiana); la spiegazione causale ri-         due nuovi punti di vista; è il soggetto, in tal
chiede «di attribuire tali operazioni agli og-       caso, che innesca le trasformazioni e queste
getti come tali e concepire questi ultimi come       possono essere in certi casi fisicamente rea-
costituenti in se stessi degli operatori».36 In      lizzabili. Infine, il terzo tipo di gruppo in cui
altre parole, serve pensare che le strutture         le trasformazioni sono sempre fisicamente
causali siano concretamente presenti nella           realizzate o realizzabili a prescindere dallo
realtà e le interazioni siano effettive. Ciò non     sperimentatore, come nel caso della compo-
deve confondersi col valore strumentale di           sizione di forze (il parallelogrammo) dove in-
una teoria: quello che Piaget definisce accor-       vertendo la direzione della risultante otte-
do «straordinario» tra realtà fisica e mate-         niamo un perfetto equilibrio. L’ultimo tipo di
matica non può consistere, come credeva il           gruppo è assai interessante poiché compren-
positivismo, nella descrizione coerente del          de le trasformazioni provenienti dal versante
reale in linguaggio matematico;37 infatti, in        dell’oggetto che, pur non essendo osservabili,
Lo strutturalismo scientifico                                                                     215

incidono sul suo comportamento fisico. Non          viene interiorizzata dal soggetto e trae origi-
si tratta di variabili nascoste del sistema fisi-   ne da alcuni meccanismi elementari radicati
co, ma dell’insieme di tutti gli stati virtuali,    nella biologia, fungendo questa da “strumen-
che agiscono su quello attuale. In Piaget tro-      to” per ogni costruzione successiva.
viamo a tal proposito due esempi rilevanti: il           Considerando l’organismo vivente, infatti,
principio di “azione minima” o di economia          si nota immediatamente com’esso sia a un
della natura per il quale, per esempio, la luce     tempo un sistema fisico-chimico e la fonte
segue sempre la via più breve da una stella         dell’attività del soggetto. Se la struttura, in una
all’osservatore nonostante le rifrazioni o di-      definizione generale, è «un sistema totale di
storsioni subite lungo il percorso; e l’entropia    trasformazioni autoregolatrici», l’organismo
derivante dal secondo principio della termo-        risulta allora «il prototipo delle strutture»,44
dinamica. Il primo esempio viene introdotto         conoscendo con precisione il quale, nella sua
a partire da Max Planck in quale credeva che        doppia natura di sistema chimico-fisico e co-
accanto alla causalità efficiente i fenomeni        gnitivo-comportamentale, avremmo chiarito
obbedissero al principio di azione minima, a        il significato di struttura e strutturalismo. Tut-
sua volta dipendente da una «causa finale           tavia, come ammette senza riserve Piaget, si
che fa del futuro, o più esattamente di un fine     era – e si è ancora – lontani dall’avere tale
determinato, ciò da cui procede lo svolgi-          conoscenza, cioè dal formulare uno struttura-
mento dei processi che vi conducono».39 A           lismo biologico; la biologia è ad oggi la scien-
meno di postulare un’intelligenza all’interno       za più carica di promesse, ma anche la più
dei fotoni, «è situando il reale nelle trasfor-     giovane da un punto di vista epistemologico;
mazioni possibili che troviamo la spiegazio-        in “ritardo” rispetto ad altre, perché si è a
ne, fondata su una graduale compensazione           lungo dibattuta tra un riduzionismo fisicali-
fra tutte le variazioni possibili in prossimità     sta (quando già nelle scienze fisiche era stato
del tragitto reale».40 E in termodinamica,          messo in crisi) e il vitalismo ingenuo che, in
spiegare il secondo principio dell’entropia         ultima istanza, spiegava poco o nulla. Il ridu-
come aumento della probabilità di trovare           zionismo si era manifestato come meccanici-
stati più caotici significa «determinare una        smo in Descartes e, in forma meno banale,
struttura componendo l’insieme dei possibili        con lo schema darwiniano secondo cui nel
per dedurne il reale (poiché la probabilità è il    mondo vivente esistono evoluzioni casuali e
rapporto dei casi favorevoli con questi casi        selezione a posteriori; il primo aveva prodot-
“possibili”)».41                                    to con gli animali-macchina uno dei «più in-
    Tirando le fila del discorso sulle strutture    cresciosi» modelli esplicativi dell’organismo;
fisiche, Piaget ribadisce ch’esse esistono “fuo-    quella di Darwin e di tutti i darwinismi è una
ri” di noi e corrispondono alle nostre struttu-     teoria che equivarrebbe a un’«ammissione di
re operative, persino nella caratteristica di       sconfitta»,45 perché postulando la casualità
fondarsi sul possibile (calcolo delle probabili-    delle mutazioni si preclude ogni ulteriore in-
tà) e «di situare il reale nel sistema delle vir-   dagine in quella direzione. Ora, contro queste
tualità».42 Quando vi è lo zampino dello spe-       tendenze riduzioniste, emblema di tutti i ri-
rimentatore nei modelli di spiegazione, può         duzionismi meccanicistici o fisicalisti, Piaget
sorgere qualche dubbio sul fatto che la strut-      solleva due importanti obiezioni: in fisica è
tura sia artificiale o in qualche misura frutto     ben chiaro che le conoscenze non procedono
di una proiezione del soggetto,43 ma non ap-        per “accumulazione”, ma nuove scoperte
pena ne accertiamo l’esistenza indipendente         comportano un rimaneggiamento, più o me-
prendiamo atto della similitudine tra struttu-      no ampio, delle precedenti; e poi – seconda
re interne ed esterne e siamo portati ad ap-        osservazione – ogni tentativo di riduzione
profondire il ruolo dell’azione nella forma-        del complesso al semplice produce una sintesi
zione di entrambe; azione che in primo luogo        in cui il livello inferiore (che si vuole “ridur-
216                                                                                        Crapanzano

re”) è sempre arricchito dal superiore (con           tendenza dell’organismo all’equilibrio interno
una “assimilazione reciproca”), come nel caso         e quindi all’autoregolazione; quest’ultima,
dell’elettromagnetismo e della meccanica, ove         come detto in precedenza, è una caratteristica
la seconda è stata rielaborata a fronte del ten-      principale di ogni struttura, ma, nel caso speci-
tativo di fare del primo un suo “capitolo”.46         fico, si attua in modo più sofisticato rispetto
    I tentativi riduzionisti, quindi, o conduco-      ad altri processi di equilibrazione:
no al contrario di ciò che si erano prefissi o
semplificano brutalmente i propri oggetti fino           Anzitutto si constata che la regolazione
a discostarsi dalla realtà (Descartes); essi ven-        della struttura, dovuta dapprima a una
gono da Piaget bollati come anti-strutturalisti          autoregolazione generale, è poi assicurata
e lo stesso si potrebbe dire, a mio avviso, della        da organi differenziati di regolazione […].
tendenza vitalista a spiegare il vivente alla luce       In secondo luogo, […] una struttura vi-
di idee come “totalità”, “finalità interna”, “in-        vente comporta un funzionamento legato
telligenza creatrice” ecc. Il vitalismo, infatti,        a quello dell’organismo nel suo insieme,
non rintraccia strutture vere e proprie – le tra-        cosicché essa assolve o comporta una fun-
sformazioni non sono descritte in termini cau-           zione, nel senso biologico, definibile per il
sali e operazionali con il formalismo necessa-           ruolo che la sottostruttura svolge rispetto
rio –; anche nelle forme per così dire “attenua-         alla struttura totale […]. Infine, [le strut-
te” o non esplicitamente vitaliste, come la co-          ture organiche] presentano un aspetto che
siddetta teoria dell’emergenza di Lloyd-                 le strutture fisiche ignorano (tranne che
Morgan e altri, ci si limita a constatare la pre-        per il fisico), consistente nel riferirsi a dei
senza di “totalità di differenti livelli”. Segnala-      significati.50
re che esse improvvisamente emergono e pos-
siedono qualità nuove non significa però                  L’omeostasi, come concetto generale, non
averne spiegato la genesi né averle definite          trova applicazione solo in seno alla fisiologia
come strutture in senso proprio.                      ma riveste importanza anche in genetica ove si
    È vero che il vitalismo ha generalmente           è passati da una rappresentazione del genoma
combattuto il meccanicismo reintroducendo             come sommatoria di geni isolati che lavorano
un certo potere creativo del soggetto, però           da “solisti” a un’altra in cui essi agiscono al mo-
questo soggetto non era certo quello episte-          do di “un’orchestra”, più geni possono agire su
mologico o conoscente, piuttosto restava il           un carattere oppure uno stesso gene influire su
soggetto “qualunque” frutto di rappresenta-           più caratteri. L’omeostasi allora, consisterà
zioni tratte dall’introspezione e perciò stesso       nell’autoregolazione del pool genetico orientata
non-strutturato, cioè privo di autoregolazioni,       a un equilibrio dinamico teso all’aumento della
gruppi e ritmi intesi in senso cibernetico. Di-       probabilità di sopravvivenza; e l’oscura e im-
verso è il caso di Ludwig von Bertalanffy il qua-     prevedibile mutazione genetica lascerà il posto
le, ispirato dalla Psicologia della Gestalt, ha       alla «ricombinazione genetica».51
prodotto «il primo tentativo di strutturalismo             Assai interessante risulta la tendenza
esplicito in biologia»,47 riconducendola a una        strutturalista nell’embriogenesi, ove già da
Teoria generale dei sistemi.48 È però con il pro-     tempo gli studiosi avevano scoperto regola-
gresso interno della fisiologia comparata,            zioni strutturali e rigenerazioni. È con le ri-
dell’embriologia causale, della genetica, della       cerche dell’embriologo e genetista (nonché
teoria dell’evoluzione ecc. che sono arrivate         epistemologo) Conrad Waddington, infatti,
le istanze più significative per lo strutturali-      che si è imposta la nozione di equilibrio di-
smo biologico.49 Infatti, in fisiologia Piaget        namico nello sviluppo dell’organismo a livello
indicava, già sul finire degli anni ’60,              genetico chiamata “omeoresi”. Essa prevede
l’importanza di nozioni come quella di “omeo-         una compensazione del pool genetico attorno
stasi” introdotta da Cannon che riconosce la          a “creodi” o percorsi necessari che lo sviluppo
Lo strutturalismo scientifico                                                                    217

segue; ma soprattutto fa cadere il tabù di          vano il soggetto come elemento passivo (“cera
molti genetisti – vecchi e nuovi – mostrando        molle”) rispetto alle mutazioni casuali selezio-
l’interazione tra ambiente e geni nel corso         nate dall’ambiente (ciò anche per via
dello sviluppo del fenotipo, cioè ipotizzando       dell’associazione-abitudine nel collegare fatti
che le mutazioni genotipiche avvengano co-          ed eventi). Piaget, naturalmente, contrasta un
me fissazione delle risposte del fenotipo agli      simile scenario e lo fa appellandosi proprio al-
stimoli dell’ambiente e non siano, quindi, né       lo strutturalismo nella sua personale declina-
casuali né scritte una volta per tutte nel geno-    zione che fa della formazione delle strutture
tipo.52 L’importanza di questi studi va ben         una progressiva costruzione a partire da un
oltre l’embriologia coinvolgendo la genetica e      corredo minimo (funzionamento) radicato
l’evoluzionismo; dal punto di vista epistemo-       nell’ambito biologico. Tale costruzione pre-
logico, poi, ha significato la fine del prefor-     senta due importanti aspetti indissociabili:
mismo in embriologia (con la nozione di             l’assimilazione del nuovo a strutturazioni ac-
«epigenesi») e, soprattutto, in genetica, ove       quisite (questo è il ruolo che presenta mag-
si è sovente sostenuto (e continua a esserlo        giore staticità riguardo alla struttura preesi-
pure oggi da molti) che «l’intera evoluzione è      stente) e l’accomodamento delle strutture a
predeterminata da una combinazione fondata          seguito dell’assimilato;56 si tratta di processo
sulle componenti del DNA: si avrebbe quindi il      a doppio senso nel quale la struttura non è
trionfo di uno strutturalismo preformato            mai qualcosa di completamente innato o di
sull’evoluzione stessa».53 L’epigenesi, resti-      totalmente acquisito, ma possiede stabilità e
tuendo un ruolo attivo all’ambiente, fa             coerenza o, in termini piagetiani, presenta i
dell’evoluzione un processo dal «carattere dia-     requisiti di totalità, trasformazioni e auto-
lettico» e non predeterminato; con ciò non si       regolazioni.
ha alcun indebolimento delle strutture                  L’approccio piagetiano allo strutturalismo
dell’organismo che, al contrario, s’inseriscono     tocca i più importanti temi filosofici della mo-
in un processo di costruzione progressiva che le    dernità (soggetto, teoria della conoscenza, evo-
arricchisce continuamente. Dalla prospettiva        luzionismo etc.), e lo fa in maniera sufficiente-
epistemologica, le strutture biologiche iniziali    mente ampia, cioè prendendo in esame tanto le
appena considerate danno origine al “sogget-        hard sciences che le cosiddette human sciences, e
to”, del quale costituiscono il substrato fisico-   molto rigorosa. Questo rigore formale con cui
chimico o quel minimo necessario (materiale,        Piaget definisce le strutture può apparire ecces-
funzionale e dotato di autoregolazione) da          sivo e dissolverne parte del potere “evocativo” o
cui s’innesca lo sviluppo individuale.54 «Se        del fascino filosofico, tuttavia bisogna ricordare
l’uomo, a detta di Michel Foucault, è solo una      che lo strutturalismo negli anni ’60 e ’70 era di-
“certa lacerazione nell’ordine delle cose” cor-     ventato una “moda” il cui charme aveva fatto
rispondente, ma da [meno di] due secoli, a          «dimenticare l’antichità del metodo [struttura-
“una semplice piega del nostro sapere”, è pe-       lista] sul terreno delle scienze, facilmente tra-
rò utile ricordare che questa lacerazione e         scurate in certe filosofie»;57 è quindi perfetta-
questa piega risultano da un vastissimo sgre-       mente comprensibile la tendenza piagetiana a
tolamento, che non è organizzato male e che         dare maggiore risalto all’aspetto logico-
è costituito dalla vita intera».55                  fondazionale dello strutturalismo, inoltre essa
                                                    scaturiva e s’inscriveva assai bene nel sistema
█ Lo strutturalismo piagetiano: una nuova           generale dell’epistemologia genetica così
   prospettiva?                                     com’era stato delineato fin dal 1950.58 D’altro
                                                    canto, non si può neppure pensare che Piaget
   L’empirismo classico descriveva l’evolu-         si sia ispirato al positivismo o neopositivi-
zione dell’organismo e il processo di accresci-     smo, poiché, al contrario, li ha esplicitamente
mento delle conoscenze in termini che vede-         criticati per la povertà del metodo analitico,
218                                                                                        Crapanzano

per il ricorso a principi indimostrabili e, infi-     tura, ponendolo in relazione con i concetti di
ne, per la sistematica sottovalutazione della         chiusura operazionale, di regolazione ciber-
dimensione storico-genetica nel considerare           netica, di soggetto e di temporalità.63
lo sviluppo delle scienze.                                Sul finire degli anni ’60, Piaget osservava
     È stato pure osservato, in modo un po’ ge-       come le analisi strutturaliste erano diventate
nerico, che «le acquisizioni dell’ermeneutica         una moda filosofica, infatti «non c’è più nessun
sono altrettanto armoniche con questa visione         filosofo recente che non la segua»;64 e ciò po-
piagetiana della complessità»,59 costruttivista e     trebbe a maggior ragione valere per alcuni esiti
mai completamente formalistica, perché questa         post-strutturalisti. In ogni modo, ove si consi-
riconosce i limiti della scienza classica così co-    deri come l’epistemologia genetica esamini i
me sono emersi nella prima metà del secolo            rapporti tra matematica, conoscenza fisica e
scorso; ma ben altri sono gli esiti: alle tendenze    conoscenza bio-psico-sociologica,65 andando a
generalmente “extra”- o “para”- razionaliste          costituire, tutte, un circolo delle scienze dove la
dell’ermeneutica novecentesca (con i dovuti           prima si ritrova alla fine dell’ultima in quanto
distinguo, per esempio Gadamer), sicuramente          costruzione intellettuale umana; allora abbia-
alternative allo strutturalismo, il post-             mo un chiaro indizio del debito che strutturali-
strutturalismo dei vari Lyotard, Thom, Derri-         smo e post-strutturalismo potrebbero avere nei
da, Deleuze ecc. si è rapportato spesso in modo       confronti di Piaget.
ortogonale allo strutturalismo classico, quindi           Un secondo tassello dello strutturalismo
“destrutturando”, “decostruendo”, “catastrofiz-       piagetiano è quello che riguarda il tempo e la
zando” il sapere, la conoscenza, il metodo. In        storicità. Se da più parti si è auspicato il ricono-
questo caso gli esiti, pur singolarmente rilevan-     scimento e l’integrazione dell’irreversibilità del
ti, hanno contribuito a fare dello strutturalismo     tempo (emersa in fisica col secondo principio
qualcosa di simile a quanto ironicamente aveva        della termodinamica) «nella biologia (ontoge-
osservato Vygotsky in ambito psicologico: un          nesi, filogenesi, evoluzione) e in ogni problema-
mucchio di approcci che possono generare con-         tica organizzativa [; vi è la] necessità inevitabile
fusione.60                                            di far intervenire la storia e l’evento in tutte le
     Il post-strutturalismo si espone al rischio      descrizioni e spiegazioni».66 E qui, ancora una
di essere misconosciuto rispetto allo struttu-        volta, si tocca un’esigenza che Piaget aveva ma-
ralismo “generale” che, invece, Piaget ha così        nifestato qualche decennio prima chiamando la
definito: «Lo strutturalismo [non è] una dot-         sua epistemologia “genetica”; ma restringendo
trina o una filosofia, altrimenti esso sarebbe        il campo a considerazioni strutturaliste, Piaget
stato ben presto superato, ma essenzialmente          resta saldo nella convinzione esprimendosi con
[è] un metodo, con tutto ciò che questo ter-          queste parole:
mine implica di tecnicismo, di obblighi, di
onestà intellettuale e di progresso nelle ap-            Solamente, se ci si vuole dedicare a una teo-
prossimazioni successive».61 Se la maggior               ria generale delle strutture, che quindi non
parte degli strutturalisti aveva difeso un’idea          può non essere conforme alle esigenze di
fondamentalmente razionale della realtà, so-             una epistemologia interdisciplinare, si è ne-
stituendo al potere costruttivo del soggetto             cessariamente indotti – salvo confinarsi
quello deterministico della “struttura”, i post-         immediatamente nell’empireo dei trascen-
strutturalisti oltrepassano anche la struttura,          dentalismi – a domandarsi, di fronte a un si-
avanzando istanze vitalistiche (“forza”,                 stema di trasformazioni intemporali come
“energia”, “produzione”);62 ecco perché credo            un “gruppo” o come la rete dell’“insieme
sia valsa la pena di recuperare il comune                delle parti”, in che modo li otteniamo.67
sfondo problematico dei vari strutturalismi a
partire da quello “genetico” che prima e più            Un terzo aspetto che coinvolge l’episte-
di altri si è interrogato sul significato di strut-   mologia piagetiana riguarda il rapporto tutto-
Lo strutturalismo scientifico                                                                       219

parti. Lo strutturalismo ha avuto il merito di            ra e delle leggi di composizione.70
aver imposto la “totalità” della struttura come
un qualcosa di qualitativamente diverso dalle              Le strutture non sono neppure qualcosa di
parti e non riducibile a esse. Piaget, spiegando       preesistente e formato una volta per tutte, piut-
questo importante concetto, ammette che                tosto si possono considerare sistemi trasforma-
«una struttura è sì formata da elementi, ma            zionali «che si generano vicendevolmente in
questi sono subordinati a leggi che caratteriz-        genealogie per lo meno astratte, e perché le
zano il sistema come tale; e tali leggi, dette di      strutture più autentiche sono di natura operati-
composizione, non si riducono ad associazioni          va, il concetto di trasformazione suggerisce
cumulative, ma conferiscono al tutto, in quanto        quello di formazione, e l’autoregolazione invo-
tale, proprietà di insieme distinte da quelle de-      ca l’autocostruzione».71 Addirittura, lo stesso
gli elementi».68 Sarebbe già importante que-           soggetto, in un certo senso, si forma grazie alle
sto riconoscimento, ma lo strutturalismo ge-           strutture, «esiste perché, in generale, l’“essere”
netico va oltre: non esiste una rigida alterna-        delle strutture è la loro strutturazione».72
tiva epistemologica tra le parti e il tutto, cosa          Ovviamente, lo strutturalismo non si tro-
che, al contrario, l’atomismo e la fenomeno-           va in nuce nell’epistemologia genetica, sareb-
logia (compreso lo strutturalismo fenomeno-            be sciocco solo pensarlo; esso è una sorta di
logico o gestaltista) avevano avallato optan-          “arcipelago” intellettuale e la sua declinazio-
do, rispettivamente, per le prime e il secondo;        ne piagetiana ha fornito un impulso che ha
ma                                                     tolto dalle secche, o ha “messo in moto”, gli
                                                       strutturalismi statici, astorici o metafisicheg-
   Al di là degli schemi di associazione atomi-        gianti (loro malgrado); non a caso la conce-
   stica e di quelli delle totalità emergenti, esi-    zione piagetiana dello strutturalismo fa rife-
   ste una terza posizione che è quella degli          rimento esplicito alla dialettica quando si
   strutturalismi operativi: è la posizione che        esprime sugli sviluppi futuri delle ricerche
   adotta sin dall’inizio un atteggiamento rela-       strutturaliste preannunciando una certa
   zionale, secondo il quale ciò che conta non è       “convergenza sintetica” tra posizioni anche
   né l’elemento né un tutto che s’impone in           distanti:
   quanto tale senza che si possa precisare co-
   me, bensì le relazioni fra gli elementi o, in al-      Poiché [lo strutturalismo] è solidale con
   tri termini, i procedimenti o processi di              una dialettica immanente, si può star certi
   composizione (a seconda che si parli di ope-           che tutte le negazioni, svalutazioni o limi-
   razioni intenzionali o di realtà oggettive);           tazioni, che alcuni suoi sostenitori hanno
   infatti il tutto è solo la risultante di queste        creduto di doverne ricavare nei confronti
   relazioni o composizioni, le cui leggi sono            di posizioni ritenute incompatibili con es-
   quelle del sistema.69                                  so, corrisponderanno proprio ai punti
                                                          cruciali in cui le antitesi sono sempre su-
   E Piaget precisa come pure il positivista              perate dalle nuove sintesi.73
Auguste Comte e il sociologo Émile Dur-
kheim, insieme ai teorici della Gestalt,                   E allora costruttivismo, formazione conti-
                                                       nua, dimensione diacronica, totalità, prospetti-
   avevano certo il merito di ricordarci che un        va sistemica etc. fanno dello strutturalismo pia-
   tutto è qualcosa di diverso da una semplice         getiano uno strutturalismo atipico, ricco di ra-
   somma di elementi preliminari, ma, consi-           gioni epistemologiche nuove che daranno
   derando il tutto come anteriore agli elemen-        l’impulso per una serie di teorizzazioni succes-
   ti o contemporaneo al loro contatto, essi si        sive; esse solo in parte possono essere ricondot-
   semplificavano il compito, con il rischio di        te allo strutturalismo e al post-strutturalismo
   non afferrare i problemi centrali della natu-       “convenzionali”, ma rappresentano, credo, una
220                                                                                              Crapanzano

direzione assai feconda sulla quale vale la pena          (ivi, p. 57 (trad. it. p. 97)).
                                                          10
tornare a riflettere.                                        Ivi, p. 17 (trad. it. p. 49).
                                                          11
                                                             Ibidem (trad. it. pp. 49-50).
█ Note                                                    12
                                                             Ivi, p. 18 (trad. it. p. 50).
                                                          13
                                                             Cfr. ivi, pp. 19-20 (trad. it. pp. 50-51).
                                                          14
1
   Cfr. J. PIAGET, (trad. it. Le scienze dell’uomo           Cfr. ivi, pp. 20-21 (trad. it. pp. 52-53).
                                                          15
[1970], traduzione di T. ACHILLI, Laterza, Roma-             È un rovesciamento di prospettiva identificato da
Bari 1997, pp. 239-240). La distanza piagetiana da        Piaget nel «cambiamento radicale di una geometria
questi due “estremi” è stata riconosciuta in G.           figurativa in un Sistema totale di trasformazioni che
PERRI, Crescita della conoscenza e complessità, ESI,      F. Klein ha potuto esporre nel suo famoso Program-
Napoli 1996, pp. 173-175.                                 ma d’Erlangen» (ibidem (trad. it. p. 53)).
                                                          16
2
   J. PIAGET, Le structuralisme, PUF, Paris 1968,            Ivi, p. 21 (trad. it. p. 53).
                                                          17
pp. 5-6 (trad. it. Lo strutturalismo, a cura di A.           I lavori di Klein, infatti, rappresentano «ancora
BONOMI, Il Saggiatore, Milano 1994, p. 36). Ove           […] una vittoria parziale, e la peculiarità di quella
non altrimenti specificato si riporteranno le cita-       che nella matematica è stata definita scuola strut-
zioni dall’edizione italiana.                             turalista, ossia la scuola di Bourbaki, è stata di
3
  Ivi, pp. 6-7 (trad. it. p. 37).                         cercare di subordinare l’intera matematica all’idea
4
  Per apprezzare quanto il concetto di chiusura sia       di struttura» (ibidem (trad. it. p. 53)). Per apprez-
alla base delle nuove teorie dei sistemi cognitivi e      zare tale intento, basti osservare come la rifonda-
viventi, mi permetto di rinviare a F. CRAPANZA-           zione avvenga a partire dalla teoria degli insiemi.
NO, Maturana e Piaget: due percorsi paralleli?, in:       Cfr. N. BOURBAKI, Éléments de mathématiques.
G. GEMBILLO, L. NUCARA (a cura di), Conoscere è           Théorie des ensembles [1939], vol. I, Masson, Paris
fare. Omaggio a Humberto Maturana, Armando                1990; A.D. ACZEL, Nicolas Bourbaki, Lattès, Paris
Siciliano, Messina 2009, pp. 179-211.                     2009.
                                                          18
5
  Infatti Piaget scrive: «Il concetto di trasforma-          Come fa notare Piaget, il numero di tali struttu-
zione ci permette anzitutto di delimitare il pro-         re non è stabilito a priori, ma «risulta […] da
blema: infatti, se bisognasse inglobare nell’idea di      un’analisi regressiva» (J. PIAGET, Le structurali-
struttura tutti i formalismi in ogni senso della pa-      sme, cit., p. 22 (trad. it. p. 54).
                                                          19
rola, lo strutturalismo ricoprirebbe di fatto qual-          Ivi, p. 23 (trad. it. p. 55).
                                                          20
siasi teoria filosofica non strettamente empiristica         Ivi, p. 24 (trad. it. pp. 56-57).
                                                          21
che abbia fatto ricorso a forme o essenze, da Pla-           «Questi fatti sembrano quindi indicare che le
tone a Husserl, passando soprattutto per Kant, e          strutture madri di Bourbaki corrispondono – in
anche a certe varietà di empirismo come il “posi-         una forma naturalmente molto elementare, se
tivismo logico”, che fa appello a forme sintattiche       non rudimentale, e molto distante dalla generalità
e semantiche per spiegare la logica» (J. PIAGET,          e dalla formalizzazione possibile che esse rivesto-
Le strutturalisme, cit., p. 7 (trad. it. p. 37)).         no sul piano teorico – a coordinamenti necessari
6
  Ivi, p. 23 (trad. it. p. 56).                           al funzionamento di ogni intelligenza sin dagli
7
  È quanto emergerà chiaramente nelle conclusio-          stadi abbastanza primitivi della sua formazione»
ni del saggio piagetiano in cui, tra l’altro, si legge:   (ibidem (trad. it. p. 57)).
                                                          22
«Il problema della genesi è molto di più che una             Ivi, p. 25 (trad. it. p. 58).
                                                          23
questione di psicologia: esso mette in causa il si-          Ibidem. Il concetto viene attribuito da Piaget al
gnificato stesso della nozione di struttura, giacché      matematico, studioso di cibernetica e intelligenza
l’opzione epistemologica fondamentale è fra una           artificiale Seymour Papert, il quale collaborò e
predestinazione eterna o un costruttivismo» (ivi,         fece parte a lungo, a cominciare dagli anni ’60, del
p. 121 (trad. it. pp. 169-170)).                          gruppo di ricerca sull’epistemologia genetica.
                                                          24
8
  Ivi, p. 24 (trad. it. p. 57).                              Cfr. J. PIAGET, Sagesse et illusions de la philoso-
9
  Piaget giudica comprensibile e utile questo im-         phie, PUF, Paris 1965. Sull’articolata questione del
pegno ontologico, purché si faccia in modo con-           rapporto di Piaget con la filosofia, mi permetto di
sapevole ed entro certi limiti; infatti, «siccome le      rinviare a F. CRAPANZANO, Jean Piaget epistemolo-
scienze logico-matematiche sono quelle del possi-         go e filosofo, Armando Siciliano, Messina 2009, pp.
bile più ancora che del reale, tali scienze possono       198-352.
                                                          25
essere paghe di questo platonismo a uso interno»             J. PIAGET, Le structuralisme, cit. p. 60 (trad. it.
Puoi anche leggere