Linee guida conTAKT-museo.ch - Percento culturale Migros Direzione affari culturali e sociali - conTAKT-museum.ch
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conTAKT-museo.ch Linee guida Percento culturale Migros Direzione affari culturali e sociali Löwenbräukunst-Areal Limmatstrasse 270 Casella postale 1766 CH-8031 Zurigo
Inhalt
1. conTAKT-museo.ch: un programma di confronto transculturale 3
2. Collaborazioni transdisciplinari 4
3. Atteggiamento e azione 5
4. Obiettivi di efficacia di conTAKT-museo.ch
4.1. Obiettivi di efficacia di conTAKT-museo.ch a livello sociale
e istituzionale 10
4.2. O biettivi di efficacia di conTAKT-museo.ch a livello individuale
(per rifugiati, popolazione locale e collaboratori delle istituzioni) 11
5. Il museo come luogo di confronto – e di trasformazione 14
Allegato 17
Bibliografia 19
2 | Linee guida conTAKT-museo.ch1. conTAKT-museo.ch: un programma di confronto
transculturale
conTAKT-museo.ch è un programma di
confronto e di formazione transdiscipli-
nare, collaborativo e partecipativo,
concepito come parte di una cultura
dell’accoglienza nei confronti dei rifugiati
realmente vissuta.
Nella fase pilota, il programma si è svolto in
un piccolo numero di musei selezionati
della Svizzera; questi musei sotto la guida
del team di conTAKT-museo.ch hanno
elaborato per questo specifico scopo
nuove forme di mediazione/esplorazione culturale, in particolare visite guidate interatti-
ve ideate in una duplice chiave transculturale, workshop o altri formati di mediazio-
ne per rifugiati e locali.
Tramite l’inserimento di visioni transculturali nell’interpretazione delle opere esposte nei
musei, si punta ad ampliare i contenuti formativi finora trasmessi e a consentire così
nuove esperienze di formazione (sia per i rifugiati che per la popolazione locale).
Tramite l’applicazione di visioni multiprospettiche alle opere in esposizione, alle persone,
al tempo, agli spazi e alle mentalità, tutti i soggetti coinvolti dovrebbero sperimentare
un modello di società pluralistico e post-migratorio. In questo modo risulta possibile
tematizzare tanto l’esperienza della «normalità» della migrazione e dell’acquisizione di
risorse a essa correlata, quanto le tensioni, gli attriti e le sfide derivanti dai processi di
evoluzione sociale.
3 | Linee guida conTAKT-museo.ch2. Collaborazioni transdisciplinari conTAKT-museo.ch viene sviluppato in modo transdisciplinare e partecipativo mediante un processo agile e collaborativo di realizzazione dei progetti, con il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali interessati (responsabili dei musei pilota, responsabili delle istituzioni statali, team di conTAKT-museo.ch) e con il coin volgimento di rappresentanti di tutti coloro che partecipano alle visite guidate (rifugiati, popolazione locale, collaboratori museali). L’obiettivo è di presentare a tutti i musei interessati della Svizzera un programma che, indipendentemente dall’orientamento tematico delle singole istituzioni, offrisse a tutte le visitatrici e a tutti i visitatori la possibilità di sperimentare il potenziale della «pluralità della realtà sociale» (Terkessidis, 2010) all’interno del museo e quindi di sfruttarlo come luogo di integrazione sociale nonché di partecipazione e rinnovamento culturale. In tale ottica, l’integrazione viene concepita come un processo nel quale i nuovi arrivati (in questo caso i rifugiati), la popolazione residente (locali), le istituzioni (culturali) pubbliche (musei) e private (Percento culturale Migros) così come le istituzioni statali (autorità, servizi sociali, enti che assistono i richiedenti l’asilo, ecc.) vengano coinvolti in modo attivo, transdisciplinare, partecipativo e collaborativo. Con questi presupposti, il cambiamento sociale, derivante dalla migrazione e da un’inte- grazione ispirata a tale concezione, viene considerato un (normale) veicolo di trasfor- mazione e rinnovamento sociale ed è incentivato esplicitamente dal programma conTAKT-museo.ch – anche come contributo del Percento culturale Migros a una cultura democratica vitale basata sul coinvolgimento e la partecipazione culturale. conTAKT-museo.ch, pertanto, vuole svilupparsi con modalità partecipative e collaborative e consentire confronti produttivi tra e con le persone, le opere esposte nei musei e le istituzioni. Attraverso i processi transdisciplinari si giunge al superamento dei confini tra produttori e consumatori. In tal modo, con conTAKT-museo.ch dovrebbero gene- rarsi collaborazioni «che comportino un cambiamento del sé durante il processo collaborativo» (Rohit Jain / Kijan Espahangizi, 2017). 4 | Linee guida conTAKT-museo.ch
3. Atteggiamento e azione Dalla tipologia prevista per il processo di sviluppo del programma emerge un profilo programmatico flessibile, costantemente adattabile e personalizzabile in base alle esigenze e alle risorse dei musei, delle altre istituzioni coinvolte e dei rifugiati/locali partecipanti. In questo modo si punta a far partecipare alle collaborazioni diverse istituzioni in diverse sedi a seconda delle situazioni e poter adeguare il programma alle circostanze. Pertanto dovrebbe essere possibile adattare e sfruttare in modo flessibile aspetti come la durata del programma e delle visite guidate, il numero dei partecipanti, le tempistiche di attuazio- ne, i materiali e molto altro ancora. Al contempo, il programma s’inscrive in un quadro generale vincolante. Questo deriva da svariati aspetti di un atteggiamento di base a cui conTAKT-museo.ch si orienta – e che anche i suoi partner di collaborazione sono tenuti a rispettare – che garan- tisce che le collaborazioni e i confronti al museo possano avvenire alla pari. Le persone poco istruite, appartenenti a strati socialmente svantaggiati e/o provenienti da altre culture, che normalmente non visitano i musei, non sono assolutamente prive di cultura. Piuttosto possiedono una cultura che spesso è sconosciuta alla cultura elitaria locale (e viceversa). I musei che collaborano con conTAKT-museo.ch devono considerare le nuove visitatrici e i nuovi visitatori come esperte/i della loro personale cultura e cono- scenza del mondo e riconoscerle/i come tali. Questi musei devono sviluppare una certa curiosità nei confronti del nuovo interlocutore e delle sue risorse. Si ritiene così che le forme di partecipazione culturale elaborate e praticate nell’ambito di conTAKT-museo.ch siano applicate in modo coerentemente logico, possibilmente con una coerenza ancora maggiore di quanto già non avvenga in molti musei. La dialogicità è dunque al centro, così che (per dirla con M. Terkessidis) al posto della mera «mediazione cultu- rale» sia l’«esplorazione culturale» comune a poter essere messa in primo piano. conTAKT-museo.ch, pertanto, durante il processo di sviluppo del programma e nell’appli- cazione pratica presso le varie sedi museali (esplorazione/mediazione culturale, visite guidate) si orienta nel proprio approccio ai seguenti aspetti di un atteggiamento di base che, nella programmazione dei processi di lavoro, nelle decisioni in generale o in quelle relative al personale e nelle prassi comunicative, guidi l’azione di tutti i partner: 5 | Linee guida conTAKT-museo.ch
1. Rappresentare e valorizzare una realtà pluralistica
Nell’ambito di conTAKT-museo.ch, la
diversità e la pluralità vengono considerate
come opportunità e fonti di arricchimento
in un’ottica di pedagogia/andragogia
(critica) della diversità. Sia nei team di
elaborazione sia nei team di esplorazione
culturale (guide museali), la diversità deve
essere concepita «non nel senso di una
quota percentuale, ma con l’aspirazione
che tramite la stessa possa fare ingresso nelle istituzioni culturali una realtà che all’ester-
no sta cambiando la società già da molto tempo» (Rohit Jain / Kijan Espahangizi, 2017).
2. Visione transculturale delle identità
Le identità vengono identificate come
elementi «multiformi», «transculturali» e
«dinamici» (dunque non fissi, ma mutevoli,
simultanei e in movimento). Questo richiede
un approccio differenziante piuttosto
che gerarchizzante e polarizzante (conte-
stualizzazione anziché culturalizzazione,
deschematizzazione e decategorizzazione,
storicizzazione anziché essenzializzazione).
3. Rendere possibile la partecipazione culturale
conTAKT-museo.ch vuole utilizzare gli spazi
in modo nuovo, rendere possibile la
partecipazione culturale e stimolare un
processo sociale comune di integrazione
sfruttando le sinergie, connettendo
persone e istituzioni e creando situazioni di
mutuo beneficio.
6 | Linee guida conTAKT-museo.ch4. Abilitazione e legittimazione reciproca
Nei suoi eventi basati sul dialogo,
conTAKT-museo.ch intende trasformare le
persone erroneamente considerate
ignoranti in mediatori: nel corso della visita
del museo, infatti, costoro si rendono
conto di possedere delle conoscenze che
anche in tale contesto possono essere
interessanti per gli altri.
5. Sensibilità verso la diversità e partecipazione
Le conoscenze pregresse e le basi lingui-
stiche di rifugiati e locali sono molto diffe-
renziate; altrettanto diversi sono le loro
attuali situazioni di vita, i presupposti di
apprendimento, il genere, l’età e molti altri
aspetti. La formula delle visite guidate o dei
workshop viene adattata in un’ottica di
sensibilità verso la diversità e di idoneità
rispetto alle specifiche esigenze dei parte-
cipanti. Nell’identificazione dei bisogni e
delle esigenze, non si deve partire da attribuzioni esterne, ma tenere conto delle richieste
avanzate dai soggetti stessi coinvolti all’interno di un processo partecipativo.
6. Riflessione sui processi di esclusione
Nell’ambito di tale formula, si discute e si
riflette sui possibili meccanismi dei processi
di esclusione che si innescano durante le
visite guidate e i workshop (ad esempio a
causa dell’essenzializzazione o dell’othering).
L’essenzializzazione consiste nella definizione
dell’altro in base alla sua alterità oppure del
sé in base alla cosiddetta essenza originaria,
tramite un livellamento delle differenze interne. Il concetto di othering si riferisce alla differenzia-
zione che ciascuno fa del proprio gruppo rispetto ad altri gruppi. A causa di questa differenzia-
zione si genera una distanza che a sua volta può provocare uno straniamento.
7 | Linee guida conTAKT-museo.ch7. Riflessione sulla gerarchizzazione
Si riflette sui possibili meccanismi di
gerarchizzazione nella comunicazione,
dovuti ad esempio a livelli di conoscenza
e competenza asimmetrici, al fine di
evitare che l’evento finisca per innescare
un processo di gerarchizzazione.
8. Attenzione nei confronti della prassi discorsiva
nell’identificazione di temi e contenuti
Si discute e si riflette sulle pratiche discorsive
del potere nelle diverse fasi evolutive del
programma, in particolare nell’identificazio-
ne della rilevanza di determinati temi e
contenuti.
9. Riflessione sulla gestione delle differenze
Le diverse forme di riflessione e la predispo-
sizione di appositi ausili rappresentano
un contenuto esplicito delle esplorazioni
culturali, che tra l’altro si svolgono anche in
base al confronto e alla presentazione dei
modelli di interculturalità e transculturalità.
8 | Linee guida conTAKT-museo.ch10. Riflessione differenziata sulla lingua e sulle immagini
In tutte le fasi, ma in particolare nella
predisposizione della descrizione del
programma, dei materiali, degli ausili e
degli strumenti analogici e digitali, si riflette
sull’applicazione dei punti di cui sopra.
11. Disponibilità a imparare e cultura dell’errore positiva
Nell’ambito di conTAKT-museo.ch, i musei,
i loro responsabili, le altre istituzioni coin-
volte e i loro collaboratori hanno la possibi-
lità di riflettere sul proprio atteggiamento e
di riconsiderarlo. In base a un atteggiamento
di base democratico e dialogico, in fin dei
conti i musei cedono anche una parte del
proprio potere decisionale a favore di un processo comune. I musei, inoltre, imparano a
tollerare le contraddizioni, le ambivalenze, gli atteggiamenti critici e tutto ciò che appare
inizialmente anomalo e a sperimentare una cultura dell’errore. Per i musei, uno stimolo alla
partecipazione può essere il profondo processo di apprendimento legato a conTAKT-mu-
seo.ch, che alla fine può trasformarli in istituzioni progressiste, cosmopolite e con compe-
tenze transculturali.
12. Trasparenza verso tutti i soggetti coinvolti
in merito ai presupposti teorici …
… che sono alla base del programma
(anche nei materiali da predisporre).
9 | Linee guida conTAKT-museo.ch4. Obiettivi di efficacia di conTAKT-museo.ch
conTAKT-museo.ch persegue sia a livello sociale che individuale svariati obiettivi di effica-
cia che si intrecciano e spesso si influenzano a vicenda.
4.1. Obiettivi di efficacia di conTAKT-museo.ch a livello sociale
e istituzionale
1. Rendere possibile il coinvolgimento delle istituzioni nel processo
di integrazione dei rifugiati:
– Utilizzare le istituzioni esistenti come spazi per la partecipazione sociale dei rifugiati
– Attraverso le collaborazioni tra le istituzioni, creare i presupposti per un contesto
di apprendimento transdisciplinare per «organizzazioni e istituzioni apprendenti»
– Rendere possibile la partecipazione sociale e culturale
2. Rendere possibile l’apprendimento della democrazia nella
società post-migratoria:
– Rendere esperibile la società post-migratoria
considerandola un fenomeno normale
– Rendere conoscibile la transnazionalità
(appartenenze multiple)
– Rendere possibile la sperimentazione del
pluralismo democratico (attraverso il metodo
dialogico dell’esplorazione culturale adottato
nelle visite guidate, che dà spazio allo
scambio, alle discussioni e alle controversie)
10 | Linee guida conTAKT-museo.ch3. Rendere possibili nuove esperienze di formazione:
– Attraverso il confronto, inserire nelle espe-
rienze di formazione delle visitatrici e dei
visitatori dei musei aspetti che senza la
partecipazione dei rifugiati e dei locali non
sarebbero presenti
– Adottando visioni transculturali sulle opere
esposte nei musei, arricchire di nuovi
spunti l’interpretazione delle stesse opere
da parte dei musei, delle visitatrici e dei
visitatori
– Rendere possibile alla popolazione una
formazione e una comunicazione orientate
alle risorse
4.2. Obiettivi di conTAKT-museo.ch a livello individuale
(per rifugiati, popolazione locale e collaboratori delle
istituzioni)
Gli obiettivi di efficacia generali e individuali di conTAKT-museo.ch si intrecciano e influen-
zano a vicenda: questo perché, in fondo, una società si muove soltanto se gli individui
che la compongono si muovono e fanno smuovere – ad esempio tramite i confronti nei
musei, come quelli promossi da conTAKT-museo.ch.
Il programma conTAKT-museo.ch, pertanto, non punta soltanto a produrre un effetto sulla
società, ma punta anche e soprattutto a ottenere un beneficio per il singolo. Tutti i
soggetti coinvolti (rifugiati, locali e rappresentanti delle istituzioni) devono sentirsi arricchiti
e ispirati da conTAKT-museo.ch.
Il programma persegue quattro obiettivi di efficacia a livello individuale.
11 | Linee guida conTAKT-museo.ch1. Contatto e partecipazione
– Tutti i soggetti coinvolti allacciano nuovi
contatti, imparano a comprendere i diversi
stili di vita e i relativi contesti ed entrano in
contatto con altre concezioni del mondo
– Attraverso il confronto stringono nuovi
contatti e acquisiscono un capitale sociale:
escono dall’isolamento, si stabilizzano a
livello psico-sociale, formano una rete, ecc.
– V ivono esperienze sociali positive: pongono
domande, condividono esperienze, acquisi-
scono autonomia, esprimono potenziali,
condividono le conoscenze e ricevono
riscontri
– Possono superare barriere o paure e sviluppare la giusta motivazione per le interazioni
quotidiane (con locali e con rifugiati) e per un impegno civile a favore dell’integrazione
2. Interpretazione e riconoscimento
– Le attività comuni offrono numerosi mo-
menti di dialogo e stimoli: si parla italiano,
si applica quanto appreso, si sviluppa
sicurezza a livello linguistico, si acquisisco-
no conoscenze linguistiche
– Tutti i soggetti coinvolti imparano qualcosa
di nuovo, mettono in discussione le proprie
abitudini, ampliano i propri orizzonti,
sviluppano la propria personalità (e, in
un’ottica di organizzazione apprendente, la
propria istituzione)
– Fanno qualcosa di utile, piacevole e stimolante
– «Tramite il confronto, locali e rifugiati trovano riconoscimento dal punto di vista profes-
sionale, sociale ed emotivo» (Mutz 2015)
12 | Linee guida conTAKT-museo.ch3. Formazione e acquisizione di competenze
– Tutti i soggetti coinvolti conoscono le
infrastrutture e le offerte nelle vicinanze e vi
contribuiscono in modo attivo (partecipa-
zione: acquisire la conoscenza del luogo,
organizzare il tempo libero, ecc.)
– È possibile l’acquisizione di conoscenze e
competenze in ambito culturale e storico –
conoscenza del mondo, competenze
operative, ecc.
– Vengono abbattute le barriere alla forma-
zione e create opportunità formative
4. Abbattere i pregiudizi
– Tutti i soggetti coinvolti s’interfacciano con
valori e atteggiamenti diversi e operano una
riflessione e una relativizzazione delle
proprie visioni
– Partecipando alle visite guidate, si confron-
tano con la «cornice socio-culturale» della
propria percezione
– Sperimentano il tema delle pari opportunità
attraverso il contatto con gli altri soggetti
coinvolti
13 | Linee guida conTAKT-museo.ch5. Il museo come luogo di confronto –
e di trasformazione
Attraverso l’inserimento di una realtà transculturale e variegata nel panorama museale
svizzero, il programma conTAKT-museo.ch vuole rendere possibile la costituzione di
nuovi spazi di riflessione (culturale) attraverso sguardi multiprospettici sui musei e
sulle opere esposte al loro interno.
Al centro di questo processo troviamo l’uomo, con il suo desiderio di avere contatti con
altre persone, di confrontarsi con gli altri e di partecipare alla vita culturale.
Il museo si rivela un luogo adatto a questa tipologia di confronto, per i seguenti
motivi:
1. A livello formale, con la sua architettura
specificamente progettata per il proprio
pubblico, questo edificio civile offre lo
spazio per uno scambio personale
pacifico all’interno di un gruppo di persone.
2. A livello culturale, similmente a quanto
avviene nei media cartacei e digitali, in un
mezzo espressivo quale è il museo si
svolge un discorso pubblico su ciò che
nella nostra società viene considerato
sufficientemente importante, meritevole di
essere conosciuto e preservato, interes-
sante, provocatorio, bello, brutto e stupefa-
cente al punto da essere messo in esposi-
zione. L’offerta variegata presente nel
panorama museale rispecchia un’immensa
varietà tematica.
14 | Linee guida conTAKT-museo.ch3. A livello contenutistico, il museo e le sue
esposizioni stimolano vivaci discussioni
che possono far emergere visioni contrap-
poste. Quest’ultimo aspetto rende esperibi-
le il pluralismo di opinioni che permea la
nostra società e che è tipico di una demo-
crazia ben funzionante e di una convivenza
pacifica. Non da ultimo per questo motivo,
il museo si presta come luogo del
cosiddetto apprendimento della demo-
crazia, che durante la visita di un museo
può essere attuato in modo diretto. I
rifugiati, i «locali» e appunto anche i musei
stessi devono partecipare sotto diverse
forme a questo processo di apprendimen-
to. Il museo si trasforma così in un forum di
persone e opinioni.
4. L’approccio co-costruttivo nella metodi-
ca e nel contenuto delle visite guidate
rispecchia un atteggiamento nei confronti
dei migranti che evita gli stereotipi, permet-
te la partecipazione, considera l’integrazio-
ne come un processo di trasformazione
sociale e individuale e quindi, al contempo,
consente alle visitatrici e ai visitatori del
museo di vivere esperienze che altrimenti
non sarebbero assolutamente possibili. Le
visite guidate nei musei diventano così
eventi ricchi di spunti e di stimoli: oltre a
poter dialogare tra loro, i partecipanti
hanno l’opportunità di scoprire insieme
tanti contenuti, di trasmetterli agli altri e di
ricollegarsi alle esperienze e ai preconcetti
individuali per ampliare i propri orizzonti.
15 | Linee guida conTAKT-museo.ch5. I confronti al museo possono dar vita a ulteriori contatti integrativi, esperienze e sviluppi comuni in quanto offrono opportunità per ricontattarsi, incontrarsi o realizza- re progetti comuni – non da ultimo perché il confronto tra estranei in uno spazio pubblico consente di abbattere pregiudizi, paure e altri ostacoli. I momenti di confronto e partecipazione sono considerati parte integrante della visita guidata o del workshop e sono oggetto di continui riferimenti; le domande vengono annotate e riprese in seguito per creare ulteriori occasioni di partecipazione. 16 | Linee guida conTAKT-museo.ch
Appendice
Principio guida
«Non si tratta soltanto di integrare le minoranze nelle istituzioni esistenti o semplicemente
di aggiungere nuove politiche a quelle già presenti. È importante piuttosto spronare gli
organi decisionali delle istituzioni a chiedersi se i loro spazi, le idee guida, le regole, le
abitudini, gli stili dirigenziali, la distribuzione delle risorse e la comunicazione siano idonei
ed efficaci dal punto di vista della pluralità. La pluralità è un fatto: allora perché non si
dovrebbe tentare di sfruttarla al meglio e utilizzarla come fonte di rinnovamento?»
(Mark Terkessidis, Interkultur, 2013)
«Collaborazione transdisciplinare / Nuove comunità come fonte di immaginazione: l’aspetto
avvincente di una prospettiva post-migratoria è che si inserisce nella sfera della novità e
della trasformazione. Essa fa del superamento dei confini e della trasgressività una
tematica e un metodo, esortando a rinegoziare i confini istituzionalizzati conosciuti. Questo
può riguardare sia i processi transdisciplinari, sia il superamento dei confini tra cultura
elevata e popolare oppure tra produttori e consumatori. In un mondo altamente
individualizzato e specializzato, da ciò derivano collaborazioni e confronti nuovi e produttivi.
Le collaborazioni si distinguono dalle cooperazioni per il fatto che implicano un cam
biamento del sé nel lavoro di gruppo. Il lavoro negli interspazi potrebbe consentire lo
sviluppo dell’immaginazione necessaria per trovare un’espressione culturale ed estetica
per il cambiamento dei tempi.»
(Rohit Jain / Kijan Espahangizi, Kulturelle Teilhabe
und Ausschluss in der postmigrantischen Schweiz, 2017)
17 | Linee guida conTAKT-museo.ch«In generale, gli approcci operativi che puntano a identificare, arrestare ed evitare i mecca-
nismi di discriminazione istituzionale devono presentare un duplice orientamento
(cfr. Rosenmund et al. 1999; Heller et al. 2000): da un lato occorre incrementare l’adattività
degli enti (scolastici) nella gestione del plurilinguismo e dell’eterogeneità socio-culturale –
intesa come processo (attivo e rispondente a situazioni e problematiche specifiche) di
adattamento delle organizzazioni ai nuovi presupposti del lavoro scolastico. Questo significa
soprattutto che il plurilinguismo e alcuni aspetti dell’eterogeneità socio-culturale debbano
essere considerati in modo sistematico in tutti i processi (nella didattica e nella vita scolasti-
ca). Nella realizzazione dei piani di studio e dei curricula bisognerebbe inserire organica-
mente in tutte le materie, come un vero e proprio argomento d’insegnamento e compito
trasversale, temi come l’identità, la pluralità, la disuguaglianza e il razzismo, collegandoli ai
principi della partecipazione democratica. In relazione a un tale adattamento mirato della
scuola alle nuove esigenze e ai nuovi presupposti formativi, è necessario un potenziamento
della capacità di apprendimento e risoluzione problemi da parte delle organizzazioni.
Rispetto ai temi della pluralità e delle pari opportunità, gli enti scolastici dovrebbero conce-
pirsi come sistemi ‹apprendenti›. Nella formazione, nell’ambito dei corsi di perfezionamento
intrascolastici e nelle misure di formazione continua, i professionisti attivi nelle istituzioni
dovrebbero essere in grado di sviluppare competenze di analisi dei propri contesti operativi
e delle culture del lavoro al fine di individuare fenomeni di discriminazione.»
(Mechthild Gomolla, Institutionelle Diskriminierung, 2009)
«Servono un cambiamento istituzionale orientato alle regole dell’arte (oppure il coraggio
dell’immaginazione), una visione che consideri l’apertura interculturale delle istituzioni
come un’opportunità, collaborazioni interdisciplinari e nuove comunità come sfida dell’im-
maginazione e della prassi.»
(Rohit Jain / Kijan Espahangizi, Kulturelle Teilhabe und
Ausschluss in der postmigrantischen Schweiz, 2017)
18 | Linee guida conTAKT-museo.chBibliografia –– Eremjan, Inga (2016). Transkulturelle Kunstvermittlung. Zum Bildungsgehalt ästhetisch- künstlerischer Praxen. Bielefeld: Transcript Verlag –– Gomolla, Mechthild (2009). Institutionelle Diskriminierung, Wiesbaden: VS Verlag für Sozialwissenschaften –– Hacket, Anne / Gerd Mutz (2002). Empirische Befunde zum bürgerschaftlichen Engagement. In: Aus Politik und Zeitgeschichte, Heft B9/2002, S. 39-46 –– Jain, Rohit / Espahangizi, Kijan (2017). Kulturelle Teilhabe und Ausschluss in der postmigrantischen Schweiz. Convegno specialistico «Partecipazione culturale», Zurigo, 13 marzo 2017 –– Mecheril, Paul (2010). Migrationspädagogik. Weinheim e Basel: Beltz –– Mutz, G., R. Costa-Schott, I. Hammer, G. Layritz, C. Lexhaller, M. Mayer, T. Poryadina, S. Ragus & L. Wolff (2015): Engagement für Flüchtlinge in München. Ergebnisse eines Forschungsprojekts an der Hochschule München in Kooperation mit dem Münchner Forschungsinstitut mis. München. URL: https://w3mediapool.hm.edu/mediapool/ media/dachmarke/dm_lokal/presse/pm/2 015_4/Abschlussbericht_final_30092015.pdf –– Takeda, Arata (2012). Wir sind wie Baumstämme im Schnee. Ein Plädoyer für transkulturelle Erziehung, Münster: Waxmann –– Terkessidis, Mark (2010). Interkultur, Berlino: Suhrkamp Verlag –– Terkessidis, Mark (2015). Kollaboration, Berlino: Suhrkamp Verlag –– http://agilemanifesto.org/ –– Welsch, Wolfgang (2005). Was ist eigentlich Transkulturalität? In: Kimmich, Dorothee & Schahadat, Schamma (ed.): Kulturen in Bewegung. Beiträge zu Theorie und Praxis der Interkulturalität. Bielefeld: Transcript Verlag 19 | Linee guida conTAKT-museo.ch
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