ISTITUTO COMPRENSIVO TRINO (VC) - a.s. 2019/2020 - Istituto Comprensivo di Trino Vercellese
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“Una scuola inclusiva guarda a tutti gli alunni e a tutte le loro potenzialità; è una
scuola che interviene prima sul contesto, poi sul soggetto e che trasforma la
risposta ai suoi bisogni da specialistica in ordinaria.
Una scuola che ‘include’ è una scuola che ‘pensa’ e che ‘progetta’ tenendo a mente
proprio tutti. Nella scuola che lavora per l’inclusione è necessario operare con un
quadro chiaro delle esigenze da affrontare, dal punto di vista quantitativo e
qualitativo. Il processo d’inclusione nella scuola si realizza quando è condiviso da
tutto il personale coinvolto”.
(Dario Ianes)
PREMESSA
PAI - Piano Annuale di Istituto
La Circolare Miur n. 8 del 6/3/2013, “Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 –
Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione
territoriale per l’inclusione scolastica – Indicazioni operative”, fornisce indicazioni in
merito alla redazione del Piano che è riferito non solo agli allievi disabili ma a tutti
gli alunni con Bisogni Educativi Speciali.
Il P.A.I. deve essere redatto entro il mese di giugno. In esso si individuano i punti di
forza e criticità degli interventi di inclusione posti in essere nel corso dell’anno
appena trascorso e, allo stesso tempo, si formulano ipotesi di utilizzo delle risorsespecifiche, istituzionali e non, al fine di incrementare il livello di inclusione generale
della scuola nell’anno successivo.
Il Piano Annuale per l’Inclusione è proposto dai docenti che compongono la
Commissione Inclusione, la Commissione Intercultura, dalla Funzione Strumentale
Area Inclusione e viene approvato dal Collegio dei docenti.
Esso si articola in due parti: la prima – analisi dei punti di forza e di criticità – che
riporta i dati relativi all’anno scolastico in corso; la seconda – obiettivi di incremento
dell’inclusività, proposti per il nuovo anno – con le proposte operative di
miglioramento che si intendano attuare nell’anno scolastico.
All’interno di questa cornice di riferimento, la scuola è chiamata a rispondere in
modo puntuale ai bisogni peculiari di quegli alunni la cui specificità richiede
attenzioni particolari.
Gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) vivono una situazione particolare
che li ostacola nell’apprendimento e, talvolta, nella partecipazione alla vita sociale.
L'Inclusione scolastica è un processo finalizzato a realizzare il diritto allo studio di
tutti gli alunni - con disabilità, con disturbi specifici di apprendimento, con difficoltà
di sviluppo e di socializzazione, con situazioni di disagio - cioè con Bisogni
Educativi Speciali, qualunque siano le cause che danno vita ad una difficoltà di
funzionamento.
Il concetto di Bisogno Educativo Speciale si fonda sulla visione globale della persona
cui fa riferimento l’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento), che lo
definisce come “qualsiasi difficoltà evolutiva di funzionamento, permanente o
transitoria, in ambito educativo e/o apprenditivo, dovuta all’interazione dei vari
fattori di salute e che necessita di educazione speciale individualizzata”.
L’espressione Bisogni Educativi Speciali è stata introdotta dalla Direttiva ministeriale
del 27 dicembre 2012, che ne precisa così il significato: “L’area dello svantaggio
scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di
deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale
attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici
di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non
conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse”.
“Gli insegnanti non devono variare tante didattiche quanti sono gli allievi con BES,
ma devono sperimentare un nuovo modello didattico inclusivo, adeguato alla
complessità della classe, che contempli differenti modalità e strumenti per tutti.”
(Direttiva Profumo, 27/12/2012).L’utilizzo dell’acronimo BES indica quindi quella vasta area di alunni per i quali il principio della personalizzazione dell’insegnamento, sancito dalla Legge 53/2003, va applicato con particolare attenzione in riferimento a peculiarità, intensività e durata delle modificazioni. La nostra Scuola utilizza, già da qualche anno, la modulistica in ICF: L’ICF si delinea come una classificazione che vuole descrivere lo stato di salute delle persone in relazione ai loro ambiti esistenziali (sociale, familiare, lavorativo) al fine di cogliere le difficoltà che nel contesto socio-culturale di riferimento possono causare disabilità. Tramite l’ICF si vuole quindi descrivere non le persone, ma le loro situazioni di vita quotidiana in relazione al loro contesto ambientale e sottolineare l’individuo non solo come persona avente malattie o disabilità, ma soprattutto evidenziarne l’unicità e la globalità. Lo strumento descrive tali situazioni adottando un linguaggio standard ed unificato, cercando di evitare fraintendimenti semantici e facilitando la comunicazione fra i vari utilizzatori in tutto il mondo. Aspetti innovativi Il primo aspetto innovativo della classificazione emerge chiaramente nel titolo della stessa. A differenza delle precedenti classificazioni (ICD e ICIDH), dove veniva dato ampio spazio alla descrizione delle malattie dell’individuo, ricorrendo a termini quali malattia, menomazione ed handicap (usati prevalentemente in accezione negativa, con riferimento a situazioni di deficit) nell’ultima classificazione l’OMS fa riferimento a termini che analizzano la salute dell’individuo in chiave positiva (funzionamento e salute). L’ICF vuole fornire un’ampia analisi dello stato di salute degli individui ponendo la correlazione fra salute e ambiente, arrivando alla definizione di disabilità, intesa come una condizione di salute in un ambiente sfavorevole. L’analisi delle varie dimensioni esistenziali dell’individuo porta a evidenziare non solo come le persone convivono con la loro patologia, ma anche cosa è possibile fare per migliorare la qualità della loro vita. AZIONI DI INCLUSIONE ATTIVATE DALLA NOSTRA SCUOLA L’Istituto Comprensivo mira all’inserimento e all’inclusione di ogni allievo, compresi coloro che presentano diverse forme di disagio:
Per gli alunni con diagnosi di disabilità certificata è prevista la redazione dei
P.E.I. (Piano Educativo Individualizzato) e del P.D.F. (Profilo Descrittivo di
Funzionamento) in I.C.F.
Gli obiettivi, le attività e le metodologie individuate in tali documentazioni
sono calibrate e personalizzate per ciascun alunno e condivise dall’intero team
di docenti di classe e dalle famiglie.
Per ogni alunno certificato sono previsti incontri GLHO (gruppi di lavoro
handicap operativo) ai quali partecipano gli insegnanti di sostegno, gli
insegnanti di classe/sezione, la famiglia, i servizi sociali, gli educatori e gli
specialisti referenti del caso (psicologo, neuropsichiatra infantile, logopedista,
psicomotricista).
La scuola supporta le famiglie degli studenti disabili o che stanno iniziando un
percorso di certificazione a “stabilire” ed instaurare rapporti efficaci e
funzionali con i servizi e gli esperti di NPI e l’ASL di appartenenza.
Per gli alunni con Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e più in
generale, per coloro che presentano Bisogni Educativi Speciali (BES) relativi a
disturbi evolutivi specifici, svantaggio socio-economico e linguistico, la
scuola, attua una serie di azioni nel rispetto della normativa ministeriale.
E’ prevista la stesura e predisposizione di una specifica documentazione il
P.D.P. (Piano Didattico Personalizzato) condiviso dall’intero team docenti e
dalle famiglie degli alunni interessati. Tutte le attività, le metodologie, gli
obiettivi e le misure compensative e dispensative, indicate nel PDP mirano al
raggiungimento del successo formativo e all’inclusione dell’alunno.
Il personale docente, in collaborazione con le figure strumentali e i referenti
dell’Asl di appartenenza monitorano e si impegnano ad intervenire
tempestivamente sugli alunni a rischio di dispersione e/o abbandono, anche
segnalando precocemente gli alunni con potenziale diagnosi DSA/ BES.
Particolare attenzione viene posta ai numerosi alunni stranieri non italofoni che
frequentano la nostra scuola prevedendo e predisponendo momenti didattici
esclusivamente dedicati a loro, per l’apprendimento della lingua italiana e la
conseguente precoce inclusione. Ottimizzando al massimo le risorse del
personale docente presente nel nostro comprensivo, si predispongono ore
settimanali di potenziamento sulla lingua italiana per i suddetti studenti in
orario scolastico.E’inoltre previsto un protocollo di accoglienza.
Ogni docente attua per ogni alunno un piccolo e personale “progetto di
inclusione” elaborando e proponendo percorsi educativi attenti al singolo, allediversità e alla valorizzazione delle stesse, adeguati alle necessità di ciascun
alunno. Puntando verso una didattica attenta ai bisogni educativi degli alunni.
Per l’inclusione di tutti gli alunni la scuola partecipa attivamente, annualmente
a progetti inclusivi; impegnandosi ad accrescere in quantità e qualità forme di
collaborazione con il territorio quali: reti, accordi, progetti, e mirando al
potenziamento di quelli già esistenti.
Elaborazione e compilazione del P.A.I. (Piano Annuale per l’Inclusività)
riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere al termine di ogni anno
scolastico.
Formazione e aggiornamento continuo e specifico soprattutto per il personale
docente specializzato che ricopre delicati ruoli per l’inclusione.
Parte I – analisi dei punti di forza e di criticità
A. Rilevazione dei BES presenti ( indicare il disagio prevalente )
n°
:
1. disabilità certificate (Legge 104/92 art. 3, commi 1 e 3) 17
Minorati vista
Minorati udito
Psicofisici 17
Altro
Dato in
2. disturbi evolutivi specifici
elaborazione
DSA
ADHD/DOP
Borderline cognitivo
Altro
Dato in
3. svantaggio
elaborazione
Socio-economico
Linguistico-culturale
Disagio comportamentale/relazionale
Altro
Totali% su popolazione scolastica
N° PEI redatti dai GLHO 17
N° di PDP redatti dai Consigli di classe in presenza di In
certificazione sanitaria elaborazione
N° di PDP redatti dai Consigli di classe in assenza di In
certificazione sanitaria elaborazione
B. Risorse professionali specifiche Prevalentemente utilizzate Sì / No
in…
Insegnanti di sostegno Attività individualizzate e SI
di piccolo gruppo
Attività laboratoriali SI
integrate (classi aperte,
laboratori protetti, ecc.)
AEC Attività individualizzate e Richiesta
di piccolo gruppo inviata al
Comune
Attività laboratoriali
integrate (classi aperte,
laboratori protetti, ecc.)
Assistenti alla comunicazione Attività individualizzate e NO
di piccolo gruppo
Attività laboratoriali NO
integrate (classi aperte,
laboratori protetti, ecc.)
Funzioni strumentali / coordinamento SI
per l’inclusione
Referenti di Istituto per l’inclusione( SI
Autismo, DSA, ADHD)
Psicopedagogisti e affini esterni/interni SI
Docenti tutor/mentor
Docenti di potenziamento SI
Altro:Volontari Attività di SI
alfabetizzazione per
alunni non italofoniC. Coinvolgimento docenti curricolari Attraverso… Sì / No
Partecipazione a GLI SI
Rapporti con famiglie SI
Tutoraggio alunni SI
Coordinatori di classe e simili Progetti didattico-
educativi a prevalente SI
tematica inclusiva
Altro:
Partecipazione a GLI SI
Rapporti con famiglie SI
Tutoraggio alunni SI
Docenti con specifica formazione Progetti didattico-
educativi a prevalente SI
tematica inclusiva
Altro:
Partecipazione a GLI NO
Rapporti con famiglie SI
Tutoraggio alunni SI
Altri docenti Progetti didattico-
educativi a prevalente SI
tematica inclusiva
Altro:
Assistenza alunni disabili senza
SI
funzione aggiuntiva
D. Coinvolgimento personale
Progetti di inclusione / laboratori
ATA NO
integrati
Altro:
Informazione /formazione su
genitorialità e psicopedagogia SI
dell’età evolutiva
Coinvolgimento in progetti di
E. Coinvolgimento famiglie SI
inclusione
Coinvolgimento in attività di
promozione della comunità SI
educanteAltro:
Accordi di programma / protocolli
di intesa formalizzati sulla SI
disabilità
Accordi di programma / protocolli
di intesa formalizzati su disagio e SI
F. Rapporti con servizi simili
sociosanitari territoriali e Procedure condivise di intervento
SI
istituzioni deputate alla sulla disabilità
sicurezza. Rapporti con CTS Procedure condivise di intervento
SI
/ CTI su disagio e simili
Progetti territoriali integrati SI
Progetti integrati a livello di
SI
singola scuola
Rapporti con CTS / CTI SI
Altro:
Progetti territoriali integrati SI
G. Rapporti con privato sociale Progetti integrati a livello di
SI
e volontariato singola scuola
Progetti a livello di reti di scuole SI
Strategie e metodologie
educativo-didattiche / gestione SI
della classe
Didattica speciale e progetti
educativo-didattici a prevalente SI
tematica inclusiva
Didattica interculturale / italiano
SI
L2
H. Formazione docenti Psicologia e psicopatologia
dell’età evolutiva (compresi DSA, SI
ADHD, ecc.)
Progetti di formazione su
specifiche disabilità (autismo,
SI
ADHD, Dis. Intellettive,
sensoriali…)
Altro:
0 1 2 3 4
Sintesi dei punti di forza e di criticità rilevati*:
Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel Xcambiamento inclusivo
Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e
X
aggiornamento degli insegnanti
Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi
X
inclusive
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti
X
all’interno della scuola
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti
all’esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi X
esistenti
Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e
nel partecipare alle decisioni che riguardano X
l’organizzazione delle attività educative
Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla
X
promozione di percorsi formativi inclusivi
Valorizzazione delle risorse esistenti X
Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive X
utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione
Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono
l’ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi X
ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo
Altro:
Altro:
* = 0: per niente 1: poco 2: abbastanza 3: molto 4 moltissimo
Adattato dagli indicatori UNESCO per la valutazione del grado di inclusività dei
sistemi scolastici
Parte II – Obiettivi di incremento dell’inclusività proposti per il prossimo anno
Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo (chi fa
cosa, livelli di responsabilità nelle pratiche di intervento, ecc.)La Scuola elabora, inserendola nel PTOF, una politica di promozione dell’inclusione
condivisa tra il personale (Piano annuale per l’Inclusione).
Definisce al proprio interno una struttura di organizzazione e coordinamento degli
interventi rivolti alla disabilità e al disagio scolastico:Funzione Strumentale Area
Inclusione, Referenti Inclusione (DSA, ADHD, Autismo), GLI, Commissione
Inclusione e Commissione Intercultura.
La scuola supporta le famiglie degli studenti disabili o che stanno iniziando un
percorso di certificazione a “stabilire” ed instaurare rapporti efficaci e funzionali con
i servizi e gli esperti di NPI e l’ASL di appartenenza.
IL DIRIGENTE
Convoca e presiede il GLI (gruppo di lavoro inclusione)
Convoca e presiede i GLHO (gruppo di lavoro handicap operativo)
Coordina l’intero sistema Inclusivo Scolastico e tutti i suoi Organi.
LA FUNZIONE STRUMENTALEAREA INCLUSIONE
Collabora con il Dirigente Scolastico e con tutto il personale della scuola per
svolgere Azioni Inclusive:
Supporta i docenti nella compilazione della documentazione in codici ICF
Supporta, informa e affianca il team dei docenti di sostegno
Partecipa attivamente al GLI
Coordina la Commissione Inclusione
Partecipa alla Commissione Intercultura
Pianifica e organizza i gruppi di lavoro per gli alunni certificati(L.104 del 92)
del nostro Istituto, con la partecipazione delle famiglie degli alunni interessati,
il neuropsichiatra infantile, la psicologa, i servizi sociali e i docenti. (GLHO)
Gestisce i rapporti con l’ASL di Casale Monferrato
Partecipa agli incontri famiglia – docenti se necessario o se richiesto
Collabora con i docenti di classe per informare e supportare le famiglie che
iniziano o hanno iniziato percorsi di certificazione presso l’ASL.
Supporta i docenti nella compilazione dei P.D.P. per gli alunni BES/DSA
Partecipa alla compilazione del P.A.I.
Promuove la realizzazione di Progetti InclusiviGLI - GRUPPO DI LAVORO PER L’INCLUSIONE
E’ composto da:
- Dirigente Scolastico
- Funzione Strumentale Area Inclusione
- Tutti i Docenti di Sostegno
- Docenti di classe referenti per ogni caso certificato
- Specialisti dell’ASL
COMMISSIONE INCLUSIONE
E’ composta da docenti della scuola dell’Infanzia, della scuola Primaria e della
Secondaria di Primo Grado.
Lavora per la realizzazione dei seguenti obiettivi:
- Eliminare tutte le barriere psico-fisiche ideologiche e
architettoniche presenti nell’Istituto che impediscono il processo
inclusivo.
- Creare buone prassi per l’inclusione.
- Rilevare situazioni di disagio e pianificare eventuali soluzioni e
strategie per il superamento delle stesse.
- Monitoraggio delle situazioni di disagio individuate.
- Osservazioni, verifiche e valutazioni in itinere e finali delle scelte
e delle strategie messe in atto per garantire l’inclusione.
- Attività di screening.
- Collaborazione alla compilazione del P.A.I.
- Attenzione particolare ai Progetti Inclusivi e alla loro
realizzazione.
- Promozione di attività innovative e sperimentali.
- Diffusione di buone pratiche.
- Documentare e archiviare le esperienze messe in atto.COMMISSIONE INTERCULTURA
E’ composta da docenti della scuola dell’Infanzia, della scuola Primaria e della
Secondaria di Primo Grado.
Lavora per la realizzazione dei seguenti obiettivi:
- Creare buone prassi per l’inclusione di alunni stranieri
- Rilevare situazioni di disagio, in particolare per gli alunni non
italofoni che frequentano la nostra Scuola e pianificare eventuali
soluzioni e strategie per il superamento delle stesse.
- Monitoraggio delle situazioni di disagio individuate.
- Collaborazione alla compilazione del P.A.I.
- Attenzione particolare ai Progetti Inclusivi e alla loro
realizzazione.
- Pianifica, realizza e cura un Protocollo di Accoglienza per gli
alunni stranieri, non italofoni. (In allegato Protocollo di
Accoglienza)
Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli
insegnanti
Nell'ambito dei processi di riforma e di innovazione della scuola, la formazione
costituisce una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale dei
docenti affinché ci siano le competenze necessarieper individuare, sostenere e
raggiungere obiettivi di cambiamento, per un'efficace politica delle risorse umane.
L’Istituto si pone nell’ottica di strutturare percorsi e attività di aggiornamento e
formazione che formino tutti i docenti ai temi dell’educazione inclusiva.
In particolare, di seguito alcuni dei corsi di formazione/aggiornamento ai quali
partecipano o parteciperanno parte dei docenti della nostra Scuola in questo anno
scolastico:
- “ICF, ADHD e Autismo- strategie di Intervento”- “Dislessia Amica – Livello Avanzato
- “PIPPI: Il Mondo del Bambino”
Particolare attenzione viene anche posta nei corsi di formazione/aggiornamento
legati alle nuove tecnologie.
Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive
La valutazione, iniziale, in itinere e finale si realizza monitorando punti di forza e
criticità, tenendo conti dei ritmi di apprendimento dei singoli allievi.
Il filo conduttore che guida l’azione della scuola è, infatti, quello del diritto
all’apprendimento di tutti gli alunni e al raggiungimento del successo formativo e
inclusivo di ogni alunno.
Tutti gli alunni con BES hanno diritto ad uno specifico piano:
Per gli alunni con diagnosi di disabilità certificata (L.104 del 92) è prevista la
redazione dei P.E.I. (Piano Educativo Individualizzato) e del P.D.F. (Profilo
Descrittivo di Funzionamento) in I.C.F.
Gli obiettivi, le attività e le metodologie individuate in tali documentazioni
sono calibrate e personalizzate per ciascun alunno e condivise dall’intero team
di docenti di classe e dalle famiglie.
La valutazione è sempre riferita al raggiungimento o al livello di
raggiungimento degli obiettivi individuati nel P.E.I.
Per gli alunni con Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e più in
generale, per coloro che presentano Bisogni Educativi Speciali (BES) relativi a
disturbi evolutivi specifici, svantaggio socio-economico e linguistico, la
scuola, attua una serie di azioni nel rispetto della normativa ministeriale.
E’ prevista la stesura e predisposizione di una specifica documentazione il
P.D.P. ( Piano Didattico Personalizzato) condiviso dall’intero team docenti e
dalle famiglie degli alunni interessati. Tutte le attività, le metodologie , gli
obiettivi e le misure compensative e dispensative, indicate nel P.D.P. mirano al
raggiungimento del successo formativo e all’inclusione dell’alunno.
La valutazione è sempre riferita al raggiungimento o al livello di
raggiungimento degli obiettivi individuati nel P.D.P.
Il personale docente, in collaborazione con le figure strumentali e i referenti dell’Asl
di appartenenza monitora e si impegna ad intervenire tempestivamente sugli alunni a
rischio di dispersione e/o abbandono, anche segnalando precocemente gli alunni conpotenziale diagnosi DSA/ BES. Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola Per realizzare davvero l’Inclusione è importante predisporre un piano attuativo e funzionale costituito da più soggetti, una sorta di “squadra”, nella quale i suoi componenti, con competenze diverse e ruoli definiti, lavorano insieme affinché il“progetto di vita” per ogni alunno vada a buon fine. - Dirigente Scolastico - Funzione Strumentale Area Inclusione - Referenti Inclusione - Referente Autismo - Referenti DSA - Referente ADHD - Gruppo di lavoro per l’inclusione (GLI) - Commissione Inclusione - Commissione Intercultura - Docenti di sostegno - Docenti curricolari In particolare, i P.E.I. e i P.D.P. sono redatti con la collaborazione e il contributo di tutti i docenti che interagiscono con l’alunno. L’insegnante di sostegno affianca e supporta, in particolare, i docenti curriculari per la compilazione del P.E.I. Entrambi i documenti prevedono l’individuazione di obiettivi, metodologie e strumenti “calibrati” sul singolo alunno, quindi possono essere redatti solo dopo un’attenta osservazione dell’alunno (anche tramite: test, lavori di gruppo, verifiche, colloqui, griglie) che consenta di raccogliere il maggior numero di elementi utili alla definizione e al conseguimento del percorso didattico personalizzato inclusivo. La documentazione è aggiornata ogni anno scolastico entro il 30 Novembre condivisa e sottoscritta dalle famiglie. Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti Un altro elemento imprescindibile riguarda i rapporti con enti territoriali, nell’ottica della creazione di un sistema formativo integrato. Le recenti disposizioni insistono molto sulla cooperazione a livello scolastico, provinciale e regionale per favorire i processi di inclusione. A tutt’oggi, però, ciò rappresenta ancora una scommessa in termini di funzionamento
a causa della complessità del sistema. La scuola, supportata dal Comune di Trino, ha provveduto a creare, al suo interno, uno sportello di consulenza e ascolto psicologico, con incontri destinati ad alunni, genitori e docenti e per fare ciò si avvale della competenza e professionalità di una psicologa. La scuola ha anche inoltrato al Comune di Trino, richieste di personale educativo per garantire e meglio supportare l’inclusione scolastica degli alunni certificati (L.104 del 92) che frequentano il nostro Istituto Comprensivo. Inoltre, la Scuola mantiene rapporti con i Servizi Sociali del territorio, con cui si confronta e collabora anche in situazioni difficili. Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività educative La partecipazione delle famiglie degli alunni con disabilità al processo di integrazione avviene mediante una serie di adempimenti previsti dalla legge. Infatti ai sensi dell’art 12 comma 5 della L. n. 104/92, la famiglia ha diritto di partecipare alla formulazione del Profilo Descrittivo di Funzionamento (P.D.F.) e del Piano Educativo Individualizzato (PEI), nonché alle loro verifiche iniziali, in itinere e finali. In particolare, per ogni alunno con sostegno vengono organizzati due incontri annuali (GLHO), veri e propri gruppi di lavoro dedicati, che vedono la partecipazione del Dirigente Scolastico, della Funzione Strumentale Area Inclusione, dei docenti curricolari referenti del caso, dei docenti di sostegno, delle famiglie, dell’equipe medica specialistica dell’ASL di Casale Monferrato (Neuropsichiatra infantile, Psicologa, Psicomotricista) e i Servizi Sociali locali. Durante questi incontri si condividono obiettivi, metodologie operative e strumenti. La famiglia è, quindi, corresponsabile del percorso e partecipa al dialogo educativo per favorire il successo formativo dello studente. In generale, tutte le famiglie di alunni BES/DSA, sono coinvolte sia in fase di progettazione che di realizzazione degli interventi inclusivi attraverso: • la condivisione delle scelte effettuate • l'organizzazione di incontri per monitorare i processi • collaborazione nella redazione dei Piani Didattici Personalizzati (PDP).
Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi L’intero percorso curricolare dovrà garantire la qualità dell’apprendimento di ciascun alunno e non limitarsi alla sola trasmissione di una sequenza di contenuti. Nella pratica didattica i docenti dovranno tendere verso il superamento dei confini disciplinari e avere come riferimento ultimo la promozione di competenze che necessitano dell’apporto simultaneo di più saperi disciplinari. Infatti i campi di esperienza, le discipline e la progettualità promossa in modo organico dalla scuola devono essere funzionali al perseguimento degli obiettivi generali del processo formativo, concorrere alla costruzione di competenze disciplinari e favorire la maturazione delle competenze-chiave di cittadinanza. Ciò allo scopo di garantire il riconoscimento dei diversi bisogni e le differenze individuali e permettere di curare la personalizzazione dell’insegnamento e adeguare, in itinere, la programmazione di ciascuna disciplina Valorizzazione delle risorse esistenti Fondamentale è partire dalla valorizzazione delle risorse esistenti per arrivare alla qualificazione dei diversi aspetti del servizio, come ad esempio la didattica, che deve essere sempre in primo piano. E ancora, la qualità delle strutture scolastiche, che devono essere sempre più improntate alla presenza di spazi, aule, laboratori attrezzati. È necessario: - valorizzare le risorse esistenti sul territorio (Enti locali, Associazioni culturali e professionali, Società sportive, Organizzazioni private) per garantire a tutti uguali opportunità di crescita. - Implementare l’utilizzo della LIM che è uno strumento in grado di integrare vecchi e nuovi linguaggi: quelli della scuola e quelli della società multimediale. Sarà valorizzato l’uso dei software, la stampa in 3D, l’utilizzo di Kit di robotica educativa (Lego, Bee-bot, Blue-bot, Scribbler…) in relazione agli obiettivi didattici che si vogliono raggiungere per favorire l’interazione e la partecipazione di tutti gli alunni, si attiveranno laboratori di Robotica Educativa al fine di implementare l’inclusione di alunni BES. L’utilizzo dei laboratori presenti nella scuola come l’Atelier Creativoserviranno a creare un contesto di apprendimento personalizzato che sa trasformare, valorizzandole anche le situazioni di potenziale difficoltà. Infine è necessario valorizzare le competenze specifiche di ogni docente. Per ogni ordine di scuola sono presenti docenti “conduttori di laboratorio di robotica educativa”. Al fine di realizzare una didattica inclusiva, che miri anche al piacere di imparare divertendosi insieme, ma anche a potenziare abilità e acquisire competenze, la nostra
Scuola realizzerà e parteciperà ai seguenti Progetti Inclusivi, inseriti nel PTOF: - “Lui è meglio di me” (Scuoladell’Infanzia e Scuola Primaria di Trino e Palazzolo) - “Tutti a bordo… usando tanti linguaggi” (Scuola dell’Infanzia) - “Si va in scena” (Scuola Primaria) - “Noi come lui” (Scuola Primaria) - “Progetto P.I.P.P.I.” - “Alfabetizzazione per alunni non italofoni”(Scuola Primaria e Secondaria di primo grado) Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione La scuola si attiva per favorire la realizzazione dell’inclusione anche tramite alla richiesta di educatori assegnati dal Comune di Trino. La scuola mantiene rapporti con i Servizi Sociali del territorio, con cui si confronta e collabora anche in situazioni difficili. L’intero Istituto Comprensivo ha aderito al Bando “Ausili”, per la presentazione di Progetti relativi all’acquisto, all’adattamento, alla trasformazione e all’effettivo utilizzo di sussidi didattici, per alunne e alunni con disabilità certificata (L.104/92). Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo Viene dedicata particolare attenzione alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico e la continuità tra i diversi ordini di scuola. Le esigenze sia didattiche che formative degli alunni vengono rilevate dai docenti in vari momenti durante l'anno scolastico: per quanto riguarda la didattica, - i docenti misurano le competenze e i prerequisiti di base secondo le modalità definite dal C.d.C.; - verificano le competenze in ingresso, programmano gli interventi didattici, le verifiche e le azioni di recupero/potenziamento, le verifiche finali; - elaborano la certificazione delle competenze degli alunni. Nell'Istituto vengono individuate le professionalità e le FFSS con relativi compiti, che producono materiale in merito alla didattica, all'inclusione, alla continuità ecc. Il tutto viene condiviso tra i colleghi, grazie ai momenti di confronto comune. L'interesse è rivolto anche alla somministrazione di prove comuni e criteri di valutazione condivisi al fine di rilevare le criticità da potenziare in ambito didattico. La scuola si propone di potenziare la cultura dell'inclusione per rispondere in modo
efficace alle necessità di ogni alunno che, con continuità o per determinati periodi,
manifesti Bisogni Educativi Speciali.
A tal fine intende:
- creare un ambiente accogliente e di supporto;
- sostenere l'apprendimento attraverso una revisione del curricolo;
- promuovere azioni personalizzate;
- promuovere l'attiva partecipazione di tutti gli studenti al processo di
apprendimento;
- centrare l'intervento sulla classe in funzione dell'alunno;
- favorire l'acquisizione di competenze collaborative;
- promuovere culture, politiche e pratiche inclusive;
- realizzare un percorso educativo-formativo, continuo, coerente e unitario, nel
rispetto del curricolo
Inoltre, per tutti gli alunni che si preparano al passaggio nella scuola di grado
successivo, si organizzano, diversi momenti di “visita” presso il nuovo plesso con la
possibilità di scoprire il “nuovo ambiente”, familiarizzare con le nuove routine
scolastiche, iniziare a conoscere i nuovi docenti. Tutto questo con lo scopo di ridurre
ansie e preoccupazioni che solitamente accompagnano gli alunni nel passaggio ad un
altro ordine di scuola.
Deliberato dal Collegio dei Docenti in data 18/10/2019
ALLEGATI
1- Protocollo di Accoglienza alunni Stranieri, non italofoni
Allegato 1
PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI NON ITALOFONI
Nell’Istituto Comprensivo di Trino sono presenti numerosi alunni di diversa
nazionalità. Alcuni, giunti di recente in Italia, parlano poco o non parlano affatto la
nostra lingua. Per tale motivo è stato predisposto un piano di accoglienza che
disciplini e organizzi il loro percorso di integrazione all’interno della scuola e ne
favorisca e semplifichi l’inserimento sia dal punto di vista didattico sia da quello
relazionale ed emotivo.
Il Protocollo è stato redatto dalla Commissione Intercultura, composto da
rappresentanti dei tre ordini di scuola:
Patrizia Albertin Scuola dell’Infanzia
Cristina Nonne Scuola dell’Infanzia
Gabriela Grandi Scuola Primaria Claudia Pellegatti Scuola Primaria
Cinzia Isacco Scuola Secondaria di Primo Grado
Giuseppina Massazza Scuola Secondaria di Secondo Grado
Il Protocollo di Accoglienza prevede alcuni passi a partire dall’incontro con la
famiglia per proseguire con la valutazione delle capacità dell’alunno per scegliere
la classe più adatta ad accoglierlo, il suo inserimento nella classe ed il supporto
per i primi e più difficili mesi nei quali si troverà ad affrontare una situazione
nuova.
1 – ISCRIZIONE
I genitori che intendano iscrivere il proprio figlio presso l’Istituto Comprensivo di
Trino saranno accolti dal personale di segreteria che farà richiesta di tutta la
documentazione necessaria ai fini dell’iscrizione: dati anagrafici, indirizzo, percorso
scolastico nel Paese d’origine o nella città di provenienza, vaccinazioni. Si passerà
quindi alla compilazione dei moduli per l’iscrizione vera e propria. Questa fase
potrebbe rivelarsi particolarmente complicata nel caso in cui i genitori non capissero
la lingua italiana. Il personale ATA ed i componenti della Commissione Intercultura
forniranno aiuto ed assistenza.
La famiglia riceverà quindi tutte le informazioni necessarie sul funzionamento della
scuola, dagli orari, al calendario scolastico, l’eventuale esonero dall’insegnamento
della religione cattolica, il Regolamento di Istituto ed il Patto di corresponsabilità con
le famiglie, le modalità di giustificazione delle assenze e dei ritardi, il servizio mensa,
il pullmino per il trasporto degli allievi.
2 – TEST D’INGRESSO
I membri della Commissione Intercultura sottoporranno l’alunno straniero (nella
Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado) ad un test d’ingresso precedentemente
predisposto che ne valuti le competenze linguistiche di comprensione e
comunicazione in Italiano L2 e capacità logico - matematiche. Solo quando si accerti
la totale mancanza di tali abilità l’alunno potrà essere inserito in una classe
precedente l’età anagrafica. In tutti gli altri casi il nuovo iscritto verrà inserito in una
classe corrispondente alla sua età anagrafica.
3 – ASSEGNAZIONE ALLA CLASSE
I componenti della Commissione Intercultura, sentito il parere del Collegio dei
Docenti, sceglieranno la sezione di inserimento sulla base dei seguenti parametri:
Presenza nella classe di alunni provenienti dallo stesso Paese che,
all’occorrenza, possano fungere da tutor o anche da facilitatori della
comprensione
Minor numero di alunni
Presenza di un docente di potenziamento Assenza di alunni particolarmente problematici o alunni con
certificazione DSA/H e di un numero elevato di alunni BES.
4 – INSERIMENTO NELLA CLASSE
I docenti si adopereranno per favorire e rendere il più agevole possibile l’inserimento
dell’allievo straniero:
Preparando i compagni ad accogliere il nuovo arrivato, favorendo un
clima positivo, rispettoso ed aperto al dialogo, al confronto ed alla
reciproca conoscenza;
Fornendo informazioni sul Paese di provenienza del compagno, la
collocazione geografica, alcuni aspetti della sua civiltà, progettando
percorsi multidisciplinari, multiculturali.
Individuando uno o più alunni che, anche a turno, potranno essere
affiancati all’alunno con funzione di tutor
Individuando progetti ed attività da proporre ai colleghi, selezionando
attività e corsi di formazione per docenti.
Predisponendo un PDP con obiettivi minimi nelle varie discipline. Si
potrà anche prevedere l’esonero dallo studio di una lingua straniera per
sostituirla con ore aggiuntive di lingua italiana.
La valutazione terrà conto dei livelli di partenza e dei progressi
effettuati nell’apprendimento
I membri della Commissione Intercultura, ognuno per il proprio plesso, si renderanno
sempre disponibili per affiancare il lavoro di docenti e personale ATA nelle varie fasi
di accoglienza. In particolare:
Potranno essere convocati dal personale di segreteria, in caso di bisogno,
all’atto di iscrizione dell’alunno straniero;
Predispongono e somministrano il test di ingresso per la valutazione
dell’abilità linguistica di Italiano L2 e matematica
Raccolgono e forniscono materiale multilingue o per laboratori di
alfabetizzazione; è in programma l’istituzione di una piccola biblioteca
scolastica contenente testi con percorsi di letto-scrittura e di
apprendimento intensivo dell’italiano L2
In caso di bisogno forniscono all’allievo libri di testo in prestito d’uso da
riconsegnare al termine dell’anno scolastico
Offrono assistenza ai colleghi per la compilazione del PDP
Sono a disposizione della famiglia dell’allievo straniero per ogni
esigenza che riguardi la scuola
Organizzano laboratori di alfabetizzazione
Per l’anno scolastico 2019/2020 sono stati attivati, presso la scuola primaria e la
scuola secondaria, laboratori di alfabetizzazione culturale tenuti da due docenti in
pensione che hanno dato la propria disponibilità per sei ore settimanali ciascuno. Lascuola secondaria, inoltre, si avvale della collaborazione di un’insegnante di potenziamento presente nell’Istituto per ulteriori quattro ore.
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