INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO 2023 - SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA VALLE D'AOSTA/VALLÉE D'AOSTE

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INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO 2023 - SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA VALLE D'AOSTA/VALLÉE D'AOSTE
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO
  PER LA VALLE D’AOSTA/VALLÉE D’AOSTE

INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO 2023
         INTERVENTO DEL PRESIDENTE

               FRANCO MASSI

              Aosta, 24 febbraio 2023
INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO 2023 - SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA VALLE D'AOSTA/VALLÉE D'AOSTE
1. Profili generali e organizzativi della Sezione regionale di controllo per la Valle
d’Aosta/Vallée d’Aoste.

La Sezione regionale di controllo per la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, che ho l’onore di
presiedere, è stata istituita con il decreto legislativo n. 179/2010, che ne disciplina le
funzioni, prevedendone, inoltre, l’assetto organizzativo. Si tratta – com’è noto – di funzioni
che la stessa Costituzione definisce ausiliarie, perché rivolte a favorire il più corretto
svolgimento delle funzioni di altri organi e a carattere doveroso e necessario, per la Corte e per
gli organi cui essa riferisce, essendo attribuite alla Corte direttamente dalla Costituzione e,
dunque, non rinunciabili neppure dai soggetti costituzionalmente ausiliati. Tale ausiliarietà
si esprime attraverso la natura non impeditiva né repressiva del controllo esterno, che si
espleta con valutazioni di conformità o difformità a determinate regole, indirizzate agli
organi della rappresentanza affinché questi assumano le misure che ad essi competono.
Alla Sezione di controllo sono affidati compiti che coprono l’intero arco delle analisi
finanziarie e di gestione e che si attestano sia al livello della finanza pubblica generale della
regione e, quindi, delle funzioni che in essa sono riflesse, sia al livello della finanza locale
(bilanci preventivi e rendiconti), sia al livello delle attività e delle gestioni nelle quali si
riparte l’attuazione delle funzioni e dei compiti pubblici spettanti alla Regione, agli enti
locali, nonché agli “enti strumentali” ed alle “altre istituzioni pubbliche di autonomia”
aventi sede nella Regione. A tali compiti, si affianca la funzione consultiva che opera in
stretta connessione con l’esercizio delle funzioni di controllo, il territorio comune a
entrambe essendo costituito dalle materie della contabilità pubblica e dall’esigenza di
perseguire la regolare e sana gestione finanziaria, sia delle regioni e degli enti locali, sia –
secondo le norme – di tutte le amministrazioni controllate.
Negli ultimi anni, il legislatore ha implementato le funzioni di controllo intestate alla Corte
dei conti; si pensi, da ultimo, all’art. 11, c. 1, lett. a), l. n. 118/2022, (Legge annuale per il
mercato e la concorrenza 2021), che ha modificato l’art. 5, c. 3, del d. lgs. n. 175/2016 (TUSP),
attribuendo una nuova funzione di controllo in materia di società partecipate dalle
amministrazioni pubbliche. In forza del novellato art. 5, c. 3, del TUSP, l’atto deliberativo di
costituzione di una società o di acquisizione di una partecipazione (sia diretta che indiretta)
deve essere trasmesso dall’amministrazione pubblica procedente all’Autorità garante della

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concorrenza e del mercato, che può esercitare i poteri attribuiti dall’articolo 21-bis l. n.
287/1990, e alla Corte dei conti, che deve deliberare, entro il termine di sessanta giorni dal
ricevimento, in ordine alla conformità dell’atto a quanto disposto dai cc. 1 e 2 del medesimo
art. 5, nonché dagli artt. 4, 7 e 8, con particolare riguardo alla sostenibilità finanziaria e alla
compatibilità della scelta con i princìpi di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione
amministrativa. Di rilievo, inoltre, per l’attività della Sezione, anche quanto previsto dal d.l.
n. 77/2021, che all’art. 7, comma 7, intesta alla Corte il controllo il controllo sull’acquisizione
e sull’impiego delle risorse finanziarie del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
(P.N.R.R.). Nell’ambito delle funzioni intestate alle Sezioni regionali di controllo, va
segnalato, inoltre, il “controllo concomitante”, delineato dall’articolo 1, comma 5, secondo
periodo, del d. lgs. n. 179/2010, a norma del quale la Sezione può fare autonoma
applicazione nei confronti delle gestioni pubbliche regionali o degli enti locali delle
disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 11 della legge 4 marzo 2009, n. 15. Tale tipologia
di controllo, recentemente ripreso dall’articolo 22 del decreto-legge n. 76/2020 (decreto
semplificazioni), si configura come controllo “in itinere”, che investe le gestioni pubbliche
“in corso di svolgimento” e ha, nelle finalità del legislatore, intenti propulsivi, in quanto è
finalizzato al corretto impiego delle risorse disponibili, provenienti anche dall’Unione
europea, al fine di intercettare e, laddove possibile, prevenire, attraverso un dialogo
continuo con le Amministrazioni coinvolte, due possibili fenomeni patologici: gravi
irregolarità gestionali o gravi deviazioni da obiettivi, procedure o tempi di attuazione
stabiliti da norme nazionali o europee. Le verifiche svolte dalla Sezione di controllo
contribuiranno a monitorare l’impiego delle risorse provenienti dall’Unione europea e a
valutare la qualità della spesa e la tempestività della realizzazione dei singoli interventi.
Con deliberazione n. 31/2022, la Sezione ha approvato le linee programmatiche delle
attività di controllo concomitante da svolgere nel 2023. L’attività si concentrerà
prioritariamente su alcuni interventi del P.N.R.R., attuati nel territorio regionale, selezionati
tenendo conto della rilevanza socio-economica degli stessi oltre che della rilevanza delle
risorse impiegate. La Sezione ritiene, inoltre, che l’attivazione del controllo concomitante
nell’ambito della Regione autonoma Valle d’Aosta possa, inoltre, prendere le mosse anche
da una puntuale richiesta espressa dal Presidente della Regione ovvero dagli organi di
governo degli Enti locali per il tramite del Consiglio permanente degli enti locali,
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nell’ambito di ulteriori ambiti di gestione ritenuti strategici. La finalità del controllo
concomitante sarà orientata al comune interesse di assicurare un impiego sempre più
efficace, efficiente ed economico delle risorse pubbliche.
Sul piano procedimentale, la Sezione seguirà i criteri che si riassumono nel metodo del
confronto e del contraddittorio, in sede istruttoria, con le strutture coinvolte, per far sì che i
reports di controllo siano il risultato di riflessioni maturate nella reciproca cognizione, fra
Sezione e amministrazione, delle rispettive posizioni e impostazioni.

Per quanto attiene ai profili più organizzativi, mi preme evidenziare, inoltre, che il 21
dicembre 2022 è stato stipulato con la Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste il
Protocollo di intesa finalizzato a ridisciplinare le modalità di organizzazione e
funzionamento del servizio di supporto alla Sezione regionale di controllo della Corte dei
conti per la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste - istituito ai sensi del d.lgs. n. 179/2010 - con
particolare riguardo alla gestione amministrativa del personale regionale a esso assegnato,
al fine di assicurarne, nel rispetto del dettato normativo, la piena dipendenza funzionale dal
Presidente della Sezione e dai magistrati. Sempre con il predetto Protocollo, è stato
raggiunto un accordo per il trasferimento presso l’immobile regionale di via Cesare Ollietti,
che già ospita la Sezione regionale di controllo, anche degli uffici della Sezione
giurisdizionale e della Procura regionale di Aosta, nonché del Servizio Amministrativo
Unico Regionale, attualmente ubicati in due appartamenti in locazione passiva di proprietà
di privati. E’ intendimento della Corte, non appena sarà possibile per la Regione riallocare
parte degli uffici ivi ubicati, di avviare, con oneri a proprio carico, i lavori di adeguamento
funzionale dei locali.

2. L’attività svolta dalla Sezione nel 2022.
L’attività di controllo svolta dalla Sezione nella Regione è stata caratterizzata da una
sostanziale continuità con il passato, coprendo l’intero perimetro dei compiti affidati alla
Sezione. Per quanto attiene alla funzione consultiva, nel 2022, sono pervenute alla Sezione
due richieste di parere, una da parte del Comune di Saint-Pierre, su cui la Sezione si è
espressa con deliberazione n. 7/2022, in materia di debiti fuori bilancio e un’altra richiesta,

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proveniente dalla Regione, è stata dichiarata inammissibile sotto il profilo oggettivo
(deliberazione n. 11/2022).
Sono state adottate, nel complesso, 32 deliberazioni: alcune si ritengono particolarmente
meritevoli di segnalazione, suddivise sulla base del tipo di controllo effettuato.

2.1 L’attività di controllo sulla Regione.
Con deliberazione n. 8/2022, la Sezione ha approvato la Relazione sul bilancio di previsione
della Regione per gli esercizi finanziari 2021-2023. L’analisi è stata svolta con l’ausilio del
questionario     e   le     indicazioni   della   Sezione     delle    Autonomie      (del.      n.
5/SEZAUT/2021/INPR). L’analisi dei documenti di programmazione e pianificazione ha
evidenziato il rispetto dei termini disposti per l’approvazione del bilancio, del piano degli
indicatori e dei risultati attesi, nonché la trasmissione delle informazioni contabili alla Banca
unificata per la pubblica amministrazione (BDAP). Lo schema di bilancio è redatto secondo
le indicazioni del d.lgs. n. 118/2011 e risulta sostanzialmente conforme alla citata normativa.
La Sezione ha, inoltre, approvato, con deliberazione n. 13/2022, la relazione sul bilancio
consolidato della Regione per il 2020. Con riferimento ai dati contabili, è stato evidenziato
che il consolidamento del bilancio della Regione con i soggetti facenti parte del perimetro
di consolidamento ha avuto come risultato nel 2020 un incremento dell’utile, in
controtendenza rispetto ai bilanci consolidati del 2018 e 2019. Con riferimento alle
procedure di consolidamento, gli atti preliminari alla redazione del bilancio consolidato
sono stati verificati rispettosi delle disposizioni di legge. Quanto ai contenuti delle direttive
di consolidamento, la Sezione ha evidenziato la deroga all’obbligo di uniformità dei criteri
di valutazione concessa alla Finaosta S.p.a. e alla C.V.A. S.p.a.; tale deroga, seppur
ammissibile, non può però prescindere dalla ratio del principio di uniformità sostanziale,
per la quale l’applicazione di criteri di valutazione uniformi consente di rendere intellegibile
e veritiero il bilancio consolidato della capogruppo. La Sezione ha ribadito che la mancanza
di uniformità dei criteri di valutazione applicati da parte delle due società non consente la
verifica della piena corrispondenza tra le diverse poste di bilancio. L’inserimento delle voci
economico-patrimoniali della Gestione Speciale, che non sono ricomprese in alcun bilancio
approvato      e soggetto    a controllo, rischiano     di influire    sull’attendibilità     della
rappresentazione dell’intero bilancio consolidato.
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Con deliberazione n. 26/2022, è stata approvata la Relazione sul bilancio di previsione della
Regione per gli esercizi 2022-2024, predisposto secondo i principi del d.lgs. n. 118/2011 e
nel rispetto dei termini di legge. Lo schema di bilancio è risultato sostanzialmente conforme
alla normativa. Nell’analisi della spesa corrente, si è posta particolare attenzione alla spesa
relativa al personale e al concorso della Regione al risanamento della finanza pubblica. Il
bilancio di previsione 2022/2024 mostra una diminuzione della spesa di personale,
andamento confermato anche dal documento tecnico di accompagnamento ai due bilanci di
previsione considerati, per un valore totale di circa 8 milioni di euro tra le previsioni per
l’esercizio 2021 e quelle per l’esercizio 2024. Le variazioni più significative in aumento
riguardano la Missione 9 (Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente),
mentre in tutte le annualità del bilancio di previsione la voce più consistente è rappresentata
dalla Missione 4 (Istruzione e diritto allo studio). Più della metà della spesa è destinata al
personale scolastico.
Quanto alla spesa in conto capitale si è proseguito il monitoraggio del rientro delle risorse
ex art. 23 della l.r. n. 12/2018 dalla Gestione speciale di Finaosta S.p.a. a bilancio regionale
e preso atto, con favore, dell’inserimento dell’elencazione degli interventi finanziati di cui
all’art. 11, c. 5, lett. d) del d.lgs. n. 118/2011 con relative fonti di finanziamento. Nell’ambito
dell’analisi del risultato di amministrazione presunto, la verifica della costituzione dei fondi
accantonati è risultata complessivamente corretta. Sono state confermate le perplessità in
merito alla costituzione del fondo contenzioso. Pur essendo la quota accantonata a fondo
contezioso in diminuzione rispetto alle previsioni 2021, dal prospetto di quantificazione del
contenzioso che ha contribuito a determinare l’accantonamento al fondo per l’anno 2021, è
risultata una differenza, in aumento, di circa 8,5 milioni rispetto alle scritture di bilancio,
motivata dall’Ente con il prudenziale accantonamento di somme oggetto di possibile
restituzione per effetto dell’evoluzione di una specifica vicenda giudiziaria (come poi
avvenuto) e con l'aggiornamento del rischio di causa, in aumento e in diminuzione, di circa
15 controversie. Il Collegio dei revisori dei conti dell'ente non ha potuto provvedere a
verificare la congruità degli accantonamenti, perché non ancora nominato alla data di
approvazione del bilancio di previsione. La Sezione ha raccomandato l’adozione di un atto
formale di ricognizione del contenzioso esistente per le future elaborazioni di bilancio. Per
la prima volta, nel bilancio previsionale 2022/2024 sono correttamente contabilizzate le
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poste relative all’indebitamento della Regione contratto per tramite della Gestione speciale
di Finaosta S.p.a., come più volte auspicato da questa Sezione di controllo. La Regione, nel
riclassificare a bilancio le operazioni di indebitamento Finaosta, ha istituito due nuovi
capitoli di spesa, l’uno riferito alla quota capitale, l’altro riferito alla quota interessi
dell’ammortamento mutui per gli interventi di cui all’art. 40 della l.r. 40/2010, inserendoli
correttamente nella Missione 50 (Debito pubblico) e, contestualmente, ha cancellato il
capitolo di spesa con il quale disponeva il relativo trasferimento a Finaosta. Tale
trasferimento, contabilizzato in un’unica voce nella Missione 1 (Servizi istituzionali,
generali e di gestione), impediva l’individuazione della quantificazione complessiva del
debito della Regione che transitava a bilancio come trasferimento e non come debito. A
completamento della corretta contabilizzazione, la Regione, in sede di assestamento, ha
disposto il suo subentro e accollo dei mutui già contratti da Finaosta S.p.a., in nome proprio
e per conto della Regione, per tramite della Gestione speciale. L’operazione di
riclassificazione dell’indebitamento ha avuto, infine, come conseguenza una netta
contrazione delle garanzie principali e sussidiarie prestata dalla Regione a favore di altri
soggetti. Infine, relativamente alla prima verifica di attuazione del P.N.R.R., la Sezione ha
evidenziato che la Regione ha proceduto a adottare un modello organizzativo di
proposizione, programmazione e controllo in linea con le disposizioni legislative, istituendo
la Cabina di regia, la task force e la Struttura temporanea di progetto, e ha cominciato, in
particolare con riferimento ai primi sei mesi del 2022, la contabilizzazione a bilancio, con
delibera di Giunta regionale, delle risorse assegnate.
Infine, la Sezione ha effettuato il controllo del Rendiconto della Regione per l’esercizio
finanziario 2021 (deliberazione n. 27/2022). Il risultato di amministrazione dell’esercizio
(avanzo di amministrazione) presenta un saldo contabile positivo di euro 325,9 milioni, in
diminuzione rispetto all’esercizio 2020. Tale decremento è dovuto principalmente
all’aumento delle risorse iscritte nel FPV incrementato del 34,96 per cento rispetto all’anno
precedente, e, in particolare, per la valorizzazione del FPV per attività finanziarie e per
l’incremento di quello per spese in c/capitale. L’ammontare delle quote accantonate
dell’avanzo di amministrazione è pari a euro 122,8 milioni, in aumento rispetto al 2020, in
conseguenza dell’aumento della voce “Altri accantonamenti”. L’ammontare delle quote
vincolate dell’avanzo di amministrazione è pari a euro 89,9 milioni, in decremento rispetto
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al 2020. La deduzione delle quote accantonate e vincolate al risultato di amministrazione
determina un saldo finanziario netto disponibile della gestione di euro 113,1 milioni,
inferiore rispetto a quello del 2020. Il totale delle entrate accertate nel Rendiconto 2021
ammonta a euro 1,996 miliardi (nel 2020: 1,484 miliardi). L’incremento è però dovuto, per lo
più, alla chiusura dell’operazione di indebitamento, di durata ventennale, relativa al
prestito obbligazionario della Deutsche Bank London, con la quale sono stati accertati circa
516 milioni come entrate derivanti dalla chiusura del derivato “May 2021”. La Sezione ha
analizzato le entrate al netto del Titolo 5 (“entrate da riduzione di attività finanziarie”) e al
netto del Titolo 9 (“entrate per conto di terzi e partite di giro”). Dall’analisi così impostata,
le entrate ammontano a euro 1,372 miliardi, rispetto a quelle del 2020 (1,365 miliardi).
L’incremento è dovuto, principalmente, all’aumento dei trasferimenti correnti (titolo 1),
dell’entrate extratributarie (titolo 3) e dell’entrate in c/capitale (titolo 4), che hanno
compensato la riduzione delle entrate tributarie del titolo 1. L’operazione di chiusura
dell’indebitamento ha influito in maniera determinante anche dal lato della spesa. Al netto
della stessa e delle uscite per conto di terzi e partite di giro, le spese nelle diverse missioni
sono sostanzialmente in linea con quelle del 2020, fatti salvi gli incrementi di spesa nelle
missioni 4 “istruzione e diritto allo studio” (euro +7,7 milioni), 7 “turismo” (euro +28
milion), 9 “sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente” (euro +13,3 milioni)
e 13 “tutela della salute” (euro +24,4 milioni). Dall’analisi complessiva del rendiconto
finanziario risultano rispettati il limite di indebitamento e gli equilibri di bilancio.
Si è appurato che, nel 2021, le società partecipate che hanno registrato perdite di esercizio
sono state la S.A.V. S.p.a., la R.A.V. S.p.a., la Cervino S.p.a., la Courmayeur Mont Blanc
funivie S.p.a. e la Funivie Piccolo San Bernardo S.p.a. Tutte le altre società ha riportato utili
d’esercizio: Struttura Valle d’Aosta S.r.l. ha registrato, per il terzo anno consecutivo, un
risultato positivo (euro 350.519,00) e la Casinò S.p.a. è tornata in utile (euro 7.077.604,00)
dopo la perdita del 2020. E’ stato registrato un aumento degli utili delle società partecipate
rispetto al 2020 (+ euro 65.204.474,96) da attribuire principalmente all’utile conseguito dalla
CVA S.p.a. (euro 112.324.680,03), incrementato di euro 63,5 milioni rispetto all’anno
precedente. Quanto alle relazioni finanziarie tra il Fondo “Gestione speciale” di Finaosta
S.p.a., la Regione e le società partecipate, è proseguito l’approfondimento del tema dei
rientri a bilancio regionale dei fondi ex art. 23 l.r. n. 12/2018. Dall’analisi è emerso quanto
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già riferito nel precedente referto sul rendiconto 2020: per le continue e rilevanti
reimputazioni agli anni successivi e la mancata valorizzazione del FPV, gli interventi
finanziati dalle risorse in rientro dal Fondo Gestione speciale Finaosta non seguono una vera
e propria programmazione; oltre il 50 per cento delle previsioni dei rientri si configurano
come economie e non rientrano finanziariamente nel bilancio regionale; le reimputazioni
agli anni successivi non vengono contabilizzate nel bilancio preventivo dell’anno seguente
e i pagamenti sono superiori rispetto agli incassi che la Regione riceve dal Fondo in corso
d’anno. A questo proposito la Regione ha motivato tali scostamenti con una modalità di
gestione a rendicontazione delle risorse della Gestione speciale, sulla quale la Sezione si è
riservata un approfondimento nei successivi referti.
Quanto al bilancio economico-patrimoniale, lo stesso presenta uno stato patrimoniale che
pareggia ad euro 4 miliardi e un conto economico che chiude con un utile (euro 111,5
milioni). L’analisi della gestione economico-patrimoniale ha richiesto un approfondimento
istruttorio sui fattori che hanno determinato una significativa variazione tra l’esercizio 2020
e l’esercizio 2021. L’approfondimento si è reso necessario in quanto non sono stati riscontrati
sufficienti elementi esplicativi nella Relazione sulla gestione che correda il bilancio
economico-patrimoniale. Sotto tale aspetto, la Sezione, rammentando che la funzione della
Relazione sulla gestione è quella di descrivere in modo sintetico ma esaustivo le diverse
poste del conto economico e dello stato patrimoniale, ha raccomandato nuovamente di
illustrare in modo più puntuale tali poste, con particolare riguardo a quelle che nel
confronto con l’esercizio precedente riportano i maggiori scostamenti. La Sezione ha
auspicato che ciò si traduca in una modalità di elaborazione ordinaria, compatibile con le
scadenze per la presentazione del rendiconto allo scopo di garantire il principio di chiarezza
nella redazione del bilancio e della documentazione allegata. L’esigenza di garantire
l’attuazione di tale principio sussiste a maggior ragione qualora vengano intraprese scelte
metodologiche che si discostano dalle modalità di redazione finora seguite, come nel caso
della scelta di concentrare la registrazione delle rettifiche del conto “Proventi da tributi” sul
conto “Altri proventi n.a.c.”, oppure di variare le componenti ideali del patrimonio netto.
Sotto questo profilo, è stato rilevato come, nonostante richieste istruttorie specifiche, il
riconoscimento dell’esistenza di diversi errori nei dati pubblicati emerga solo con la risposta
al confronto-contraddittorio. Una particolare cura nella trasparenza dei dati pubblicati e
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illustrati è richiesta per tutti gli aspetti concernenti la Gestione speciale di Finaosta S.p.A.:
nella Relazione sulla gestione in esame risultano invero omessi paragrafi o tabelle che
trovavano illustrazione nelle Relazioni passate, come ad esempio le operazioni di cui
all’articolo 40 della l.r. n. 40/2010 e le operazioni già autorizzate a valere sul Fondo di
Gestione speciale o l’indicazione dettagliata dei crediti verso le imprese controllate. La
Sezione ha ribadito che la scelta di collocare il fondo di dotazione della Gestione speciale
(contenente poste patrimoniali di diversa natura) nella voce “Crediti v/imprese controllate”
appaia non corretta e non assicuri la trasparenza del bilancio. A fronte delle osservazioni
dell’Amministrazione, la Sezione ha ritenuto opportuno, al fine di soddisfare il principio
della trasparenza nella redazione del bilancio, che la registrazione nel bilancio regionale dei
beni detenuti da Finaosta per conto della Regione trovi allocazione quantomeno nella
Relazione sulla gestione. Diversamente, la totalità delle operazioni connesse al fondo in
gestione speciale di Finaosta non troverebbe ancora una completa e adeguata
rappresentazione nel bilancio regionale stesso.

Con specifico riguardo alle leggi di spesa, con deliberazione n. 22/2022, la Sezione ha
approvato la Relazione sulla tipologia delle coperture finanziarie adottate nelle leggi
regionali approvate nel 2021. L’esame delle leggi regionali ha evidenziato il permanere delle
carenze nei documenti di accompagnamento ai disegni e ai progetti di legge. L’analisi delle
leggi regionali che prevedono nuovi o maggiori oneri ha fatto emergere la non conformità
del modello di relazione tecnica approvato con la deliberazione della Giunta regionale n.
1530/2018 al paradigma disciplinato dall’art. 23 della l.r. n. 30/2009, tanto dal punto di vista
della denominazione del documento quanto da quello del suo contenuto. Recependo i rilievi
formulati dalla Sezione nelle relazioni precedenti, la Regione ha intrapreso un percorso
volto al superamento delle discrasie e delle carenze in materia, fissando l’obiettivo di
presentare un nuovo modello di relazione tecnica, al fine di adeguarlo, sia nella
denominazione sia nel contenuto, alla normativa in vigore. La Sezione ha auspicato che
l’Amministrazione regionale adotti quanto prima gli opportuni provvedimenti, con
efficacia per gli anni successivi. La mancata predisposizione della relazione tecnica a
corredo della legge di stabilità regionale e delle leggi di assestamento del bilancio, oggetto
di precedenti rilievi, è stata invece protagonista di un apposito intervento normativo, in base
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al quale si prescinde dalla relazione tecnica per le proposte di legge di iniziativa consiliare,
per le leggi di bilancio e le relative leggi di variazione, per le leggi di assestamento, per le
leggi di rendiconto e per le proposte di legge di iniziativa popolare che comportino
conseguenze finanziarie. La Sezione ha raccomandato, tuttavia, che il modello normativo di
relazione tecnica, sebbene espressamente non prevista per le leggi regionali di iniziativa
consiliare, costituisca il paradigma di riferimento per l’elaborazione di un documento che
illustri adeguatamente le tecniche di quantificazione degli oneri anche per tali leggi, poiché
tale documento rappresenterebbe l’unico strumento idoneo a garantire un’illustrazione
degli oneri e delle relative coperture chiara, completa e trasparente. Con riguardo alle leggi
regionali nn. 3, 14 e 18/2021, la Sezione ha rilevato come parte degli oneri, iscritti come spese
correnti, siano coperti tramite l'utilizzo di risorse iscritte nel bilancio di previsione come
spese di investimento, in violazione dall’art. 21, c. 2, della l.r. n. 30/2009, secondo cui “Le
leggi regionali che prevedono nuove o maggiori spese correnti devono trovare copertura con
l'iscrizione di entrate correnti ovvero con la riduzione di spese correnti”. La Regione ha
riconosciuto la correttezza del rilievo, assicurando un’immediata più rigorosa applicazione
della norma di contabilità regionale in questione. Tuttavia, ad avviso della Sezione, gli oneri
previsti dalle leggi in questione, risultando in esplicita violazione di una disposizione di
legge, non appaiono dotati di legittima copertura. Con riguardo alla l.r. n. 5/2021, indicata
dalla Regione come non comportante nuovi oneri, la Sezione si è riservata ulteriori
approfondimenti, circa possibili concreti effetti, anche indiretti, sul bilancio regionale.
Relativamente alle leggi di riconoscimento dei debiti fuori bilancio, è emerso come alcune
fattispecie debitorie potrebbero essere ricondotte agli ordinari procedimenti di
programmazione ed esecuzione delle attività, attraverso la previsione o ricognizione del
fenomeno obbligatorio, della sua quantificazione e dell’impegno e liquidazione della
somma finale. La Sezione ha esortato nuovamente l’Amministrazione regionale ad adottare
tutte le possibili misure a salvaguardia degli equilibri di bilancio e del rispetto della
disciplina dei procedimenti di spesa con riguardo al fenomeno dei debiti fuori bilancio.

Sempre in tema di controlli sulla Regione, la Sezione ha approvato, con deliberazione n.
29/2022, la Relazione sulla gestione dei cofinanziamenti regionali per interventi sostenuti
con fondi europei in Valle d’Aosta nel 2021, nella quale è emerso che la politica regionale di
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sviluppo 2014-2020 ha mostrato, per l’anno 2021 e nel primo semestre dell’anno 2022, un
progressivo incremento nella gestione dei fondi europei. Il giudizio sulla capacità di
programmazione e di utilizzo delle risorse finanziarie allocate è stato in buona parte
positivo.

La Sezione ha svolto il controllo sui rendiconti annuali delle spese dei gruppi consiliari
effettuate con i contributi finanziari a carico del bilancio regionale percepiti nell’anno 2021.
La Sezione ha effettuato il controllo su due gruppi consiliari cessati (deliberazioni n. 4 e 5),
verificando la regolarità dei rendiconti presentati. Ha, inoltre, adottato la deliberazione n.
14/2022, concernente l’approvazione della relazione generale sulla rendicontazione dei
contributi erogati dal Consiglio regionale nel 2021 ai Gruppi consiliari non cessati. Tutti i
gruppi consiliari hanno presentato entro i termini di legge il rendiconto delle spese
effettuate nel 2021, completo di tutta la documentazione a supporto e giustificazione delle
spese effettuate. I contributi erogati sono stati utilizzati entro i limiti di ammissibilità definiti
dalla normativa. Il controllo ha evidenziato prevalentemente errori di calcolo o di
classificazione della documentazione, prontamente corretti e in ogni caso tali da non
incidere in modo apprezzabile sul risultato finale del rendiconto o da comportare eventuali
obblighi di restituzione di somme. E’ tuttavia emersa la questione della corretta
contabilizzazione delle spese che abbiano ad oggetto la retribuzione per l’attività svolta in
modo continuativo da una persona fisica e liquidata a scadenze determinate, per la quale la
Sezione ha invitato l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale a valutare di fornire
indicazioni chiare e univoche per la contabilizzazione uniforme di tali spese. Ogni spesa è
risultata riconducibile alle funzioni politico-istituzionali dei Gruppi. In un quadro di
generale regolarità dei rendiconti presentati dai Gruppi, la Sezione ha raccomandato di
fornire sempre puntuali ed adeguate ragioni giustificative dell'inerenza di singole spese alle
funzioni politico-istituzionali del gruppo, qualora questa non risultasse di tutta evidenza.
Con le deliberazioni nn. 15, 16, 17, 18, 19 e 20, la Sezione ha, poi, effettuato il controllo sui
singoli rendiconti presentati da ciascun Gruppo consiliare e le varie pronunce non hanno
evidenziato irregolarità.

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Con deliberazione n. 28/2022, la Sezione ha approvato la relazione sulla gestione del
Servizio regionale sanitario per l’esercizio 2021, esaminando la relazione-questionario e il
bilancio di esercizio 2021. La Sezione ha espresso un giudizio complessivamente positivo
sull’Azienda sanitaria per l’anno 2021, rimarcando che la vera sfida che il Servizio sanitario
regionale, messo a dura prova dalla pandemia da Covid-19, dovrà affrontare nei prossimi
anni è quella relativa alla sua riorganizzazione dopo i considerevoli tagli di spesa di cui era
stato oggetto a causa della spending review. La pandemia ha, inoltre, messo in evidenza
l’inadeguatezza dei modelli organizzativi sanitari tradizionali, aggravata a livello regionale
dalla carenza di personale sanitario e dal posizionamento geografico in una zona di confine
che ha favorito una fuga degli operatori verso i paesi limitrofi.

2.2. L’attività di controllo sugli Enti locali.
Per quanto concerne il controllo sugli Enti locali, con deliberazione n. 3/2022, è stata
approvata la relazione sugli esiti del controllo relativo al rendiconto dell’esercizio 2019 dei
Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. Non sono emerse situazioni di gravi
criticità tali da compromettere gli equilibri di bilancio. Non sono emerse condizioni che
hanno comportato il recupero di eventuali quote di disavanzo nelle diverse fattispecie
codificate né si configurano situazioni di deficitarietà strutturale. Per quanto concerne
l’indebitamento non si rilevano particolari criticità, ponendosi lo stesso in progressiva
contrazione e tenuto conto, altresì, dell’assenza in tutti gli enti scrutinati di strumenti di
finanza derivata. Risultano, inoltre, assicurati gli equilibri di cassa; assente il ricorso da parte
di tutti i Comuni ad anticipazioni di tesoreria, così come nessun ente ha ricevuto
anticipazioni di liquidità (FAL).
Sono emerse in sede di controllo alcune specifiche irregolarità, diffusamente descritte in
relazione e solo in parte regolarizzate in fase istruttoria, che debbono essere oggetto di
attenta valutazione e adeguato presidio da parte degli Enti interessati, al fine di evitare che
le stesse possano riverberarsi in prospettiva sugli equilibri di bilancio.

Con la deliberazione n. 6/2022, la Sezione ha approvato la relazione sui controlli eseguiti
sul rendiconto 2019 del Comune di Aosta. Non sono state rilevate gravi irregolarità, tali da
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compromettere gli equilibri di bilancio. Sono, però, presenti profili di criticità e di
irregolarità, di seguito sintetizzati:
a) assenza di specifiche linee di indirizzo o coordinamento per l’ordinato svolgimento dei
controlli sugli equilibri di bilancio;
b) mancata allegazione al rendiconto dell’esercizio del prospetto concernente i parametri di
deficitarietà strutturale;
c) equilibrio complessivo di parte corrente negativo;
d) saldo della gestione di competenza, riferito esclusivamente agli impegni e agli
accertamenti, negativo;
e) incompleta trasmissione dei dati alla BDAP ed elevata discordanza tra i dati presenti nei
documenti contabili dell’Ente, nel parere dell’Organo di revisione al rendiconto
dell’esercizio, nonché nel questionario-relazione dell’Organo di revisione;
f) riaccertamento ordinario dei residui, sia attivi che passivi, non pienamente rispondente
alle prescrizioni della disciplina contabile armonizzata;
g) capacità di riscossione dei residui attivi non soddisfacente e, in alcuni casi, debolissima;
h) il Fondo crediti di dubbia esigibilità raggiunge a rendiconto 2019 un accantonamento di
euro 15.111.000,00, somma che rappresenta circa il 50% del risultato di amministrazione. La
Sezione ha accertato una non corretta applicazione delle disposizioni armonizzate, a seguito
dell’errata individuazione       del quinquennio     di riferimento. Peraltro, nonostante
l’irregolarità rilevata, l’accantonamento a FCDE è risultato comunque più elevato, in quanto
il Comune ha scelto di accantonare l’intero importo dei residui mantenuti a rendiconto 2019
e derivanti da esercizi precedenti il 2014;
i) ritardi nei pagamenti dei debiti commerciali con indicatore annuale di tempestività dei
pagamenti pari a 14,45, criticità ricorrente, in quanto già rilevata per il 2017 e il 2018. La
Sezione ha raccomandato all’Ente di presidiare con il necessario rigore il rispetto dei termini
di pagamento dei propri debiti commerciali, tenuto conto che l’Ente presenta ampie
disponibilità di cassa;
l) mancata verifica da parte dell’Organo di revisione della congruità dell’accantonamento a
fondo rischi contenzioso;
m) gestione amministrativo-contabile dell’indebitamento: è stata accertata un’irregolarità
dovuta allo scostamento della riduzione dei mutui effettivamente operata dall’Ente rispetto
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a quanto disposto formalmente con specifici provvedimenti amministrativi. L’Ente, più
volte sollecitato, non ha fornito alcuna spiegazione né è stato in grado di precisare quali
siano le modalità organizzative adottate per il monitoraggio dell’indebitamento e per
averne immeditata e aggiornata contezza;
n) mancanza della doppia asseverazione degli organi di revisione nei prospetti dimostrativi
delle partite debitorie e creditorie reciproche tra l’Ente e i propri organismi partecipati;
o) poca chiarezza e ridotta intellegibilità nelle deliberazioni di approvazione delle rettifiche
al rendiconto e di riaccertamento ordinario dei residui, in quanto non pienamente
rispondenti al principio della trasparenza amministrativa.
Quanto al sistema dei controlli interni, il quadro complessivo non può essere ritenuto
pienamente soddisfacente in termini di adeguatezza e coerenza con le finalità perseguite
dall’attività di controllo. La Sezione ha raccomandato al Comune di assicurare il personale
necessario al corretto svolgimento dei controlli interni. Il controllo successivo di regolarità
amministrativa e contabile, pur non avendo riscontrato alcuna irregolarità, non tiene conto
degli esiti del controllo preventivo svolto nell’anno precedente e utilizza quale modalità di
individuazione degli atti da sottoporre a verifica “l’estrazione casuale semplice”. Al
riguardo, come già segnalato all’Ente, la Sezione ha ribadito che tale modalità non può
essere considerata una tecnica di campionamento probabilistico-statistico. La stessa appare
inadeguata allo scopo in quanto non è riferita alla natura dei documenti da esaminare e ai
fenomeni più rilevanti della gestione.
Il controllo di gestione è apparso ancora a uno stadio iniziale di sviluppo dagli esiti piuttosto
incerti. Il controllo strategico risente negativamente della mancata integrazione con il
controllo di gestione e appare depotenziato. Non sono svolte, inoltre, adeguate verifiche
tecniche/economiche sull’attuazione delle scelte da operare in sede di programmazione.
Per quanto riguarda gli equilibri finanziari, seppure l’Ente non presenti particolari
problematiche, il controllo è svolto senza l’adozione di linee di indirizzo e di coordinamento
per lo svolgimento di tale verifica. La Sezione ha ribadito che risulta opportuno che il
controllo degli equilibri finanziari debba essere svolto in modo compiuto, funzionale,
coordinato e codificato, prevedendo il coinvolgimento attivo degli organi di governo, del
segretario generale e dei responsabili dei servizi, secondo linee di indirizzo codificate e
sottoposte alla vigilanza dell’Organo di revisione dell’Ente. Il controllo sugli organismi
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partecipati, pur risultando nel complesso sufficientemente adeguato, presenta anch’esso
alcuni elementi di criticità. Il controllo sulla qualità dei servizi sconta l’assenza di una
disciplina interna attuativa della previsione contenuta nel Regolamento di organizzazione
che espressamente prevede lo svolgimento di tale controllo.
Con deliberazione n. 25/2022, la Sezione ha approvato la Relazione sul controllo sui bilanci
di previsione 2020-2022 e 2021-2023. I Comuni valdostani presentano un quadro d’insieme
non particolarmente problematico e dal quale non emergono situazioni deficitarie. Per i
Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, la disponibilità di risorse finanziarie
nella previsione 2020-2022 appare complessivamente in aumento rispetto a quella del
precedente periodo, segnando una diminuzione progressiva delle entrate nel triennio. Per
il Comune di Aosta la previsione del triennio 2020-2022, registra un trend inverso: in
diminuzione, seppure modesta, nel primo esercizio rispetto al 2019-2021, ma in aumento nei
due successivi. Ciò può essere parzialmente spiegato in considerazione del fatto che la quasi
totalità degli enti scrutinati ha approvato il bilancio di previsione 2020-2022 in un periodo
nel quale risultava oggettivamente impossibile formulare valutazioni predittive degli effetti
sulla finanza locale provocati dalla pandemia. Quanto alla previsione 2021-2023, il trend
precedente risulta confermato, in quanto, a livello di sistema, la previsione del primo
esercizio si mostra in incremento rispetto al 2020-2022, ponendosi, comunque, in
contrazione nel triennio. Appare, pertanto, evidente che le valutazioni poste in essere dai
Comuni, relativamente all’andamento della previsione definitiva della gestione 2020, non
abbiano registrato criticità tali da consiliare una previsione in diminuzione delle entrate per
il primo esercizio del nuovo triennio, seppure con alcuni elementi di incoerenza rilevati
dalla Sezione in ordine al Comune di Aosta, relativamente alla previsione delle entrate al
titolo 3 (extratributarie) riferite al 2021. La Sezione ha accertato il rispetto dell’equilibrio di
competenza e di cassa, nel rispetto delle prescrizioni di cui all’art. 1, comma 821, della legge
n. 159 145/2018 e dell’art. 162 del TUEL.
La Sezione ha invitato gli Enti a porre la necessaria attenzione e le conseguenti misure
correttive:
- sotto il profilo dell’attività di programmazione, permangono alcuni profili di irregolarità
legati all’adozione di alcuni documenti di programmazione, in particolare per quanto
riguarda il DUPS, in misura, comunque, limitata a un numero ridotto di Enti, e il Piano della
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performance. Con riferimento a quest’ultimo, la Sezione ha già accertato, in sede di controllo
dei bilanci di previsione precedenti, una diffusa difficoltà nel rispettarne l’adozione nel
termine prescritto;
- quanto agli equilibri di bilancio, la Sezione ricorda che l’applicazione in sede di
approvazione del bilancio di previsione di quote libere/disponibili non accertate, al fine di
deliberare il bilancio in pareggio, non risulta conforme alla disciplina contabile armonizzata.
In relazione al bilancio di previsione 2020-2022, ciò è avvenuto in tre Enti senza, tuttavia,
pregiudicare gli equilibri nel corso della gestione. Per il 2021-2023, l’equilibrio di parte
corrente presenta margini positivi in 55 Comuni (in 18 è pari a 0). Rispetto al bilancio di
previsione 2020-2022, si riduce di 2 unità il numero di Comuni con margini positivi di parte
corrente, ciò rappresentando un’accentuazione di potenziali difficoltà nella fase di
previsione per il raggiungimento di un saldo positivo di competenza della parte corrente,
utilizzabile ai fini della copertura degli investimenti pluriennali. Tale criticità viene
sottolineata, inoltre, dal fatto che soli 42 Comuni raggiungono l’equilibrio di competenza
senza applicare quote di avanzo di amministrazione presunto al bilancio. La Sezione ha
rimarcato il carattere di straordinarietà di tale posta, la cui determinazione risente di una
possibile sovrastima dei residui attivi, e ricorda che, tra le recenti disposizioni introdotte per
fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, il legislatore, pur consentendo
l’utilizzo nei bilanci di previsione dell’avanzo di amministrazione disponibile per una
percentuale non superiore all’80% della medesima quota, oltre a porre un limite temporale
ben definito (esercizi 2020 e 2021), ne ha condizionato l’impiego all’avvenuta approvazione
dello schema di rendiconto da parte dell’Organo esecutivo e al rilascio del correlato parere
da parte dell’Organo di revisione, in tal modo riaffermando, espressamente, la priorità di
utilizzo per la copertura dei debiti fuori bilancio e per la salvaguardia degli equilibri e,
implicitamente, il carattere di straordinarietà dell’avanzo di amministrazione;
- ancora diffusa la difficoltà di valorizzare il Fondo pluriennale vincolato (FPV) nella fase di
previsione. La Sezione ha reiterato la raccomandazione di procedere all’aggiornamento dei
cronoprogrammi di spesa e di effettuare tempestivamente le correlate reimputazioni in base
all’effettiva esigibilità degli impegni assunti;
- quanto al FCDE, è stato rilevato in alcuni casi una non dettagliata illustrazione delle poste
non considerate di dubbia e difficile esazione;
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- uno specifico approfondimento è stato svolto in relazione alla cassa vincolata. La Sezione
ha rilevato profili di irregolarità nella corretta gestione della stessa da parte di un numero
rilevante di enti. L’istruttoria ha permesso di verificare che in molti casi tali irregolarità sono
state superate relativamente al bilancio di previsione 2021-2023 ma, due Enti, hanno
provveduto ad applicare correttamente i principi contabili in materia soltanto a seguito
dell’indagine istruttoria formalmente avviata da questa Sezione. Inoltre, pur essendo i saldi
di cassa, sia presunti che accertati, in significativo aumento, diversi Comuni non valorizzano
nei bilanci di previsione il fondo di riserva di cassa.
Infine, l’aggiornamento dell’andamento della situazione del personale dipendente a tempo
indeterminato dei Comuni, conferma il trend di progressiva riduzione, rilevato dalla
Sezione nel sessennio precedente, anche nel periodo 31.12.2018-31.12.2020. Tale fenomeno,
seppure generalizzato per tutte le amministrazioni pubbliche, si è manifestato in modo più
marcato per i Comuni della Regione rispetto al quadro nazionale di riferimento. La Sezione
ha evidenziato che ciò rappresenta un elemento di preoccupazione, anche tenuto conto delle
necessità di assicurare un adeguato presidio di funzioni essenziali per la corretta e sana
gestione delle risorse finanziarie ordinariamente disponibili e per quelle aggiuntive già
attribuite - e attribuibili - a titolo del P.N.R.R. e del P.N.C.
Da ultimo, con deliberazione n. 32/2022, la Sezione ha approvato la relazione sugli esiti del
controllo sul rendiconto dell’esercizio 2020 dei Comuni valdostani con popolazione
inferiore a 5.000 abitanti, ad eccezione del Comune di Aosta. Non emergono situazioni di
gravi criticità tali da compromettere gli equilibri di bilancio. In tutti i Comuni, vi è il rispetto
degli equilibri di bilancio nelle diverse declinazioni (risultato di competenza, equilibrio di
bilancio ed equilibrio complessivo), con saldi a livello sistemico in significativo incremento.
In particolare, si è rilevato che il saldo positivo del risultato di competenza è in aumento,
rispetto all’esercizio precedente, in 66 Comuni. Rispetto al quadro di riferimento nazionale,
la situazione rilevata a livello regionale si mostra maggiormente positiva, tenuto conto che
non sono presenti in Valle d’Aosta enti in disavanzo al 31.12.2020. In diminuzione
l’indebitamento complessivo; in aumento, invece, il numero di Comuni che registrano
profili di deficitarietà rispetto ai parametri normativamente stabiliti: da 5 Comuni del 2019
a 11 Comuni nel 2020. La Sezione, pur rilevando l’assenza di criticità tali da determinare
situazioni di deficitarietà strutturale, ha invitato gli enti interessati a porre in essere le
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misure più idonee per rientrare nei valori soglia prescritti. Occorre ancora considerare
alcuni elementi sui quali la Sezione ha richiamato l’attenzione degli enti scrutinati. Tra essi,
assume carattere prioritario quello concernente la corretta gestione delle poste attive e
passive conservate nel conto del bilancio. Anche a rendiconto 2020, la Sezione ha proseguito
il monitoraggio dei residui attivi e passivi derivanti da esercizi piuttosto risalenti (ante 2014)
conservati nel conto del bilancio. Per i primi, si conferma un trend in progressiva
diminuzione, con un aumento (da 10 a 15) del numero di Comuni che non presentano
residui di tale derivazione. Il miglioramento osservato relativamente a tale stock di crediti
non può però, ad avviso della Sezione, considerarsi soddisfacente, anche tenuto conto che
l’incidenza percentuale sul totale dei residui attivi conservato risulta pari al 5,21%. Quanto
ai secondi, in riduzione dal 2019 al 2020, se ne osserva la conservazione ancora in 60 Comuni,
seppure per consistenze differenti. La Sezione ha rimarcato che, con riferimento al principio
della competenza finanziaria potenziata, la massa dei residui passivi è rappresentata da
obbligazioni perfezionate scadute ed esigibili. Se, inoltre, si considera che nessun Comune
presenta sofferenze di liquidità, la situazione sopra riportata, palesa ancora una diffusa
criticità legata alla non corretta gestione delle poste debitorie. Appare necessario che gli enti
interessati svolgano le operazioni di riaccertamento ordinario dei residui in aderenza alle
prescrizioni dettate dai principi contabili e alle raccomandazioni formulate nella relazione,
tenuto conto che la non corretta quantificazione delle poste attive e passive può condurre
alla determinazione di risultati di amministrazione virtuali e non veritieri.

2.3. L’attività di controllo sulle partecipazioni societarie.
La Sezione ha adottato n. 5 deliberazioni relative al controllo sugli organismi partecipati: la
Sezione ha effettuato il controllo dei piani di razionalizzazione delle società a partecipazione
pubblica detenute al 31.12.2021, dalla Regione, dalle amministrazioni pubbliche valdostane
e dagli enti locali, rispettivamente con deliberazioni nn. 10/2022, 21/2022 e 23/2022. Con le
deliberazioni n. 12/2022 e n. 30/2022, la Sezione ha esaminato, rispettivamente, la gestione
della società Monterosa Ski (periodo 2011-2020) e il piano di ristrutturazione aziendale della
società Casinò de la Vallée S.p.A., approvato dal Consiglio regionale con deliberazione n.
2767/XIV del 24 maggio 2017 e successive integrazioni, rettifiche e sostituzioni.
Deliberazione n. 10/2022:
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La Sezione ha accertato, complessivamente, un apprezzabile grado di conformità al TUSP.
La generale coerenza tra la riscontrata sussistenza dei presupposti ex art. 20 del TUSP e le
correlate azioni di razionalizzazione, poste in essere dalla Regione, hanno consentito di
ritenere che la situazione sia nel complesso positiva. E’ stato rilevato il permanere della
criticità della presenza di un numero di amministratori superiore al numero dei dipendenti,
riscontrata in alcune società idroelettriche, anche se in un numero inferiore di società
rispetto agli scorsi anni. Si tratta, in particolare, di società che afferiscono al Gruppo C.V.A.
La Sezione ha presto atto delle scelte attuate relativamente alla strategia energetica regionale
che prevede l’utilizzo delle fonti rinnovabili e il riconoscimento del ruolo fondamentale
della C.V.A. S.p.A. in questo settore, come da ultimo riaffermato con la legge regionale n.
26/2021.
Deliberazione n. 21/2022.
La Sezione ha rilevato, in generale, che gli enti esaminati hanno motivato in termini
sufficientemente adeguati le scelte operate e ha preso atto che tutti gli Ordini professionali
interpellati hanno comunicato l’esito negativo della ricognizione delle partecipazioni
detenute, fatta eccezione per l’Ordine dei Veterinari che ha comunicato di detenere una
partecipazione societaria, ricadente nella criticità di cui all’art. 20, comma 2, lettera b), del
TUSP (numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti). In proposito, la Sezione
ha preso atto delle motivazioni addotte, supportate dall’esiguità del costo della
partecipazione e della utilità della partecipazione stessa ai fini istituzionali perseguiti. La
Sezione ha invitato l’Associazione Valdostana Maestri di Sci ad adottare specifiche misure
di razionalizzazione sulla propria partecipata, al fine di superare la criticità di cui all’art. 20,
comma 2, lettera d), del TUSP.
Deliberazione n. 23/2022
Gli enti locali hanno adempiuto agli obblighi di legge. In continuità con le precedenti analisi,
le amministrazioni degli enti locali hanno esposto in termini adeguati le motivazioni del
mantenimento di molte delle partecipazioni societarie, fornendo una puntuale
esplicitazione delle decisioni assunte, soprattutto laddove l’Ente abbia rilevato le criticità di
cui all’art. 20, comma 2, del TUSP. Le valutazioni della compatibilità di tali decisioni con i
principi di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa sono risultate
sufficientemente esplicitate; analoga considerazione vale, nel caso di motivazioni legate alle
                                                                                                 19
attività inerenti ai servizi pubblici, per le ragioni di convenienza economica
dell’organizzazione del servizio mediante la forma societaria, in particolare quella in house,
rispetto alle ulteriori possibili forme o alla scelta di fondo tra internalizzazione o
esternalizzazione. La Sezione ha preso atto delle scelte operate dagli Enti che detengono
partecipazioni    nelle   società   idroelettriche    di   mantenerle     senza    interventi   di
razionalizzazione, in particolare laddove, a fronte della criticità di cui all’art. 20, c. 2, del
Tusp (nessun dipendente e un unico amministratore), tale superamento comporterebbe
oneri maggiori rispetto a un’esternalizzazione, in ragione delle specializzazioni richieste in
questo particolare settore. Altro argomento condivisibile addotto dagli Enti riguarda, ad
avviso di questo Collegio, la redditività o la convenienza economica della partecipazione
detenuta.
Deliberazione n. 12/2022,
In merito all’esame della regolarità e legittimità della gestione della società Monterosa Ski
(periodo 2011-2020) sono stati evidenziati i seguenti profili:
a. in ordine ai rapporti di credito/debito ed al tema del “soccorso finanziario” prestato, le
   osservazioni formulate si sostanziano nelle seguenti:
a.1. i risultati d’esercizio conseguiti dalla società, nel primo periodo dell’arco temporale
esaminato, espongono reiterate perdite d’esercizio, segnaletiche di una capacità, della
gestione caratteristica, di generare adeguati flussi finanziari che consentano di costruire una
robusta base per gli investimenti necessari, decisamente modesta. Appare evidente come,
nel periodo considerato, senza il continuo e sostanzioso sostegno finanziario
periodicamente riconosciuto, da parte del socio, alle sorti societarie, la prosecuzione
dell’attività sarebbe stata seriamente messa in discussione;
a.2. il soccorso finanziario della Regione è stato costituito da consistenti iniezioni di liquidità
(circa euro 30 milioni), riconosciute sotto molteplici forme, a partire dalla sottoscrizione di
aumenti di capitale nominale sino alla rinunzia di rate di mutuo “convertite”, con effetto
novativo, in altrettante quote di capitale sociale, a scopo di ulteriori, rilevanti
patrimonializzazioni. La società ha poi beneficiato di linee di credito assolutamente
significative, mediante il riconoscimento di finanziamenti infruttiferi o a tasso agevolato
che, in forza del saggio di interesse praticato, si sono rivelati sostanzialmente assimilabili ai
primi. La Regione ha, inoltre, accordato, in un più ampio quadro di interventi diretti a
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sostenere il complesso degli impianti a fune del territorio alpino, ulteriori contributi per un
ammontare anche superiore rispetto alle sottoscrizioni di capitale di rischio i quali, come i
precedenti flussi, sono stati completamente assorbiti dalla società che ha iniziato ad esibire
un risultato d’esercizio in territorio positivo soltanto dal 2017;
a.3. la Sezione ha sottolineato che:
-   l’ingente investimento di risorse effettuato nel corso degli anni, pur se assistito da un
    vincolo di destinazione declinato secondo le guarentigie proprie dell’autonomia
    speciale, ha certamente costituito il sostegno senza il quale la struttura societaria avrebbe
    difficilmente potuto assicurarsi la necessaria continuità;
-   la rinuncia al credito vantato si è tradotta, sul piano sostanziale, in un’ulteriore iniezione
    di liquidità che, congiunta al soccorso fornito mediante l’attribuzione di contributi a
    fondo perduto, ha consentito la sopravvivenza dell’organismo ben oltre le aspettative
    che si sarebbero rivelate ragionevoli in un quadro perfettamente concorrenziale;
-   tale rinuncia, come osservato, non può (e non deve) assumere carattere di liberalità ma,
    intanto può esserne assentito il riconoscimento, in quanto il socio si prospetti
    un’apprezzabile aspettativa di ritorno “in bonis” della società, che renda ragione, in
    un’ottica di abbandono della logica ausiliatrice, del profittevole investimento di risorse
    sottratte ad altre finalità ed orientate sullo specifico soggetto;
-   quanto alla gestione del personale, l’analisi svolta permette di affermare come, se prima
    dell’entrata in vigore del Tusp siano state rilevate le indicate criticità, per il futuro
    possano richiamarsi, in similitudine con consimili fattispecie, i principi, riassunti nella
    direttiva 24 aprile 2018, n. 3, del Ministro per la semplificazione e la pubblica
    amministrazione, rubricata “Linee guida sulle procedure concorsuali” che, ispirandosi ai
    principi costituzionali e normativi generali         sul tema, impongono l’adozione di
    procedure rispettose delle regole di legalità, trasparenza, imparzialità, efficienza e buon
    andamento, tutte di presidio permanente all’accesso al lavoro pubblico;
-   l’assenza di un piano di risanamento, pur non imposto dalle norme in vigore ma, come
    visto, non di rado suggerito dalle pronunce del giudice contabile, solo embrionalmente
    sviluppato ed esaminato, con procedura domestica da parte di Finaosta S.p.A. nella
    forma di piano industriale, non ha permesso di cogliere tempestivamente le criticità
    gestionali che, inevitabilmente, hanno condotto nel tempo al consolidamento di una
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