IL TRENO ROMA-PESCARA NON PASSERÀ PER L'AQUILA: ECCO PROGETTI E TRACCIATI NEI PIANI PER L'ABRUZZO

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IL TRENO ROMA-PESCARA NON PASSERÀ PER L'AQUILA: ECCO PROGETTI E TRACCIATI NEI PIANI PER L'ABRUZZO
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IL TRENO ROMA-PESCARA NON PASSERÀ PER
 L’AQUILA: ECCO PROGETTI E TRACCIATI NEI
           PIANI PER L’ABRUZZO

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L’AQUILA – Dopo l’annuncio del presidente del Consiglio Giuseppe Conte dato a reti

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IL TRENO ROMA-PESCARA NON PASSERÀ PER L'AQUILA: ECCO PROGETTI E TRACCIATI NEI PIANI PER L'ABRUZZO
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unificate il 4 giugno scorso, in Abruzzo si è riacceso il dibattito pubblico sui trasporti ferroviari
in regione. Un ambito che periodicamente torna alla ribalta ormai da decenni, fondamentale
per la mobilità e per le economie dell’Italia centrale.

Anche la scorsa settimana, nel corso degli “Stati generali dell’economia”, il premier ha
ribadito come per il Governo rappresenti una priorità l’alta velocità tra Pescara e Roma, per
cui oggi occorrono più di quattro ore in treno. All’Aquila è vivo il dibattito sull’isolamento
ferroviario, di cui soffre da sempre il capoluogo di regione.

Attraverso documenti ministeriali, Vq è in grado di disegnare un quadro realistico dei progetti
per il potenziamento ferroviario in Abruzzo. Si tratta di quattro direttrici che tuttavia si
trovano in stati di avanzamento molto diversi tra loro.

La Pescara–Bari–Lecce rappresenta lo stato più avanzato: è stato già realizzato il raddoppio
del binario fino a Ortona (Chieti) ed è già passata in Conferenza di servizi la tratta
Termoli–Lesina, i cui lavori dovrebbero partire entro il 2021.

Le altre tre direttrici prevedono la velocizzazione della tratta Roma – Pescara, il
potenziamento della “dorsale appenninica” Terni-Rieti-L’Aquila-Sulmona e l’idea, per ora
ancora tale, di un tracciato ex novo tra L’Aquila e Roma bypassando Terni e attraversando
Passo Corese (Rieti).

LA ROMA – PESCARA NON PASSEREBBE PER L’AQUILA

Il potenziamento ferroviario tra Roma e Pescara è una delle azioni politiche maggiormente
rivendicate dall’ex governatore dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso. Circa 1,5 miliardi di euro
furono inseriti nel contratto di programma tra ministero dei Trasporti (nella precedente
legislatura) e Rete ferroviaria italiana (Rfi).

Il progetto originario è addirittura risalente a una delibera Cipe del 2002, con la quale si
conferì a Rfi l’incarico per uno studio di fattibilità, poi completato nel 2008 ma mai arrivato a
finanziamento.

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Lo scorso 3 marzo il ministero dei Trasporti, le regioni Abruzzo e Lazio e Rfi hanno firmato un
protocollo d’intesa sulla tratta Roma–Pescara. Presenti tra gli altri la ministra Paola De
Micheli e i governatori di Lazio e Abruzzo Nicola Zingaretti e Marco Marsilio. Da allora è
stato aperto un tavolo di lavoro al quale partecipano le quattro istituzioni, con l’obiettivo di
elaborare in tempi brevi uno studio di fattibilità preliminare al progetto esecutivo. A quanto si
apprende, Marsilio vorrebbe presentare pubblicamente il piano già a inizio luglio.

L’attuale tracciato, costruito alla fine dell’Ottocento, verrebbe potenziato ma affatto
stravolto. Alcune delle azioni previste riguardano maggiori “raggi di curvatura”, ossia i raggi
delle curve che intraprendono i convogli, che se ampliati possono permettere una maggiore
velocità; una serie di specifiche richieste per ottemperare alle direttive sulla concorrenza
dell’Unione Europea, nel caso in cui un giorno la gestione del trasporto dovesse finire a una
compagnia estera; le gallerie e, ovviamente, il raddoppio del binario, che permetterebbe sia
più velocità dei mezzi sia una migliore capacità della rete, vale a dire una maggiore
frequenza dei treni.

In realtà la Roma–Pescara non sarà una tratta ad “alta velocità” (così come si intende per
esempio la Milano–Roma) ma ad “alta capacità”, con treni a circa 200 chilometri orari e un
tempo di percorrenza che scenderebbe da più di quattro ore a poco meno di tre.
L’infrastruttura permetterebbe l’apertura di legami importanti per il trasporto merci tra i porti
di Ortona (Chieti) sull’Adriatico e Civitavecchia (Roma) sul Tirreno, passando per l’Interporto
d’Abruzzo a Manoppello (Pescara) e il Centro Merci di Avezzano (L’Aquila).

Bisogna leggere in questa direzione il raddoppiamento del binario Chieti – Pescara e Chieti –
Interporto d’Abruzzo, con lavori peraltro già partiti per oltre 600 milioni di euro, di cui
finanziati più della metà.

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foto Ra Boe

Nell’ottica di un collegamento veloce tra Pescara e Roma questo è il tratto più avanzato dal
punto di vista progettuale. Diviso in 4 lotti, di cui il primo è l’attivazione del terzo binario tra
Pescara Centrale e Pescara Porta Nuova, il secondo è il raddoppio tra Porta Nuova e San
Giovanni Teatino (Chieti), e il terzo e quarto riguardano il raddoppio da San Giovanni
all’Interporto d’Abruzzo di Manoppello.

Secondo i piani attuali, il treno tra Pescara e Roma non passerà per L’Aquila. Il tracciato
seguirebbe in sostanza quello attuale, partendo da Roma e fermando a Vicovaro Mandela,
Carsoli, Tagliacozzo, Avezzano, Sulmona, Bussi sul Tirino, Torre de’ Passeri, Scafa,
Manoppello, Chieti e Pescara.

La continuità con il tracciato attuale si evince anche dal piano commerciale di Rfi pubblicato
lo scorso febbraio, secondo il quale sarebbero “previsti interventi diffusi che permetteranno
di velocizzare la relazione Pescara – Roma”.

La direzione in cui si sembra voler andare, insomma, è opposta a quanto richiesto da

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un’associazione aquilana che la scorsa settimana ha organizzato un incontro pubblico a cui
hanno partecipato anche esponenti politici locali, e al termine del quale è stato istituito un
“tavolo di confronto” per spingere la deviazione verso L’Aquila della nuova futura tratta tra
Roma e Pescara.

In altre parole, il collegamento tra L’Aquila e Roma sfruttando la nuova velocità della Pescara
– Roma dovrebbe essere intermodale, ossia prima su gomma (in bus o automobile fino a
Carsoli) e poi su ferro da Carsoli alla Capitale. Il nodo di scambio gomma-ferro a Carsoli è
peraltro già previsto in un Piano integrato dei trasporti (Prit) di Regione Abruzzo di una decina
d’anni fa.

Se si vuole ipotizzare una deviazione realistica del tracciato disegnato da Rfi si potrebbe
puntare a un passaggio a Torano (L’Aquila), raggiungibile da L’Aquila ovest in circa venti
minuti. Tuttavia sarà difficile che il tracciato si discosti da quello pianificato, a meno che
politica e popolazione del comprensorio aquilano non facciano sentire forte la propria voce.

IL POTENZIAMENTO DELLA DORSALE APPENNINICA E LA RIETI–PASSO CORESE

L’Aquila è invece al centro del progetto di potenziamento della cosiddetta “dorsale
appenninica”, già oggi attiva, che prevede un tracciato che va da Terni a Sulmona (L’Aquila),
passando per Rieti e per il capoluogo abruzzese.

La tratta è già stata oggetto di un finanziamento di circa 75 milioni di euro, frutto del
contratto di programma investimenti 2017-2021 tra Ministero dei Trasporti e Rfi. Questi soldi
sono stati in parte spesi per l’elettrificazione della linea, per la chiusura di alcuni passaggi a
livello secondari, e anche per nuove stazioni come quelle comparse nel territorio comunale
dell’Aquila negli ultimi anni, da San Gregorio a Sassa.

Da anni la città di Rieti sta cercando migliorare il trasporto veloce su rotaia con Roma,
attualmente garantito solo passando per Terni, con tempi di percorrenza decisamente fuori
portata. Con quest’ottica si inserisce il progetto di un nuovo tracciato che andrebbe dal
capoluogo laziale a Fara Sabina e in particolare a Passo Corese, dove è in corso di

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realizzazione un nuovo polo logistico. Lo scalo merci di Passo Corese sarebbe poi collegato al
porto di Civitavecchia (Roma).

Secondo il progetto di Rfi con la nuova tratta Rieti–Passo Corese ci si risparmierebbe di
passare a Terni per arrivare a Roma, con tempi di percorrenza tra L’Aquila e Roma Tiburtina
che passerebbero dalle attuali oltre tre ore a 2 ore e 35 minuti.

In questo contesto è stata avanzata già nel 2017 la proposta di due ingegneri aquilani, Fabio
Fiori e Antonio Cicone, di realizzazione ex novo di una bretella da Scoppito (L’Aquila) a
Rocca Sinibalda (Rieti), da riconnettere al futuro nuovo tratto Rieti – Passo Corese.

La proposta, sposata lo scorso anno dal Partito Democratico dell’Aquila, prevede a cose fatte
una percorrenza tra L’Aquila e Roma di soli 70 minuti su una nuova ipotetica ferrovia veloce
chiamata “Cicolano-Sabina” e 55 minuti da Roma e Rieti. Parliamo tuttavia di tempi
nettamente inferiori a quelli pronosticati da Rfi, anche dopo la futura elettrificazione della
Terni – Sulmona.

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