Il Porto di Messina tra passato e presente: storia, paesaggio, cartografia e territorio The Harbor of Messina between past and present: history ...
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EUT EDIZIONI UNIVERSITÀ DI TRIESTE Bollettino della ASSOCIAZIONE ITALIANA di CARTOGRAFIA 2020 (170), 165-177 ISSN 2282-572X (online) ISSN 0044-9733 (print) DOI: 10.13137/2282-572X/32249 http://www.openstarts.units.it/dspace/handle/10077/9933 Il Porto di Messina tra passato e presente: storia, paesaggio, cartografia e territorio The Harbor of Messina between past and present: history, landscape, cartography and territory Paolo Mazzeo, Stefano Paderni Università di Messina; pmazzeo@unime.it, stefano.paderni@gmail.com Riassunto Abstract La ricerca ha come principale obiettivo l’indagine storica, geografica The aim of this work is the historical, geographical and cartographic e cartografica su alcune caratteristiche e sulle principali funzioni del investigation of some characteristics and the main functions of the porto della città di Messina tra il XII ed il XVI secolo, messe a con- harbor of the city of Messina between the 12th and 16th centuries, fronto con il quadro attuale. compared with the current framework. L’analisi cercherà di ricostruire aspetti della facies urbana della cit- We will try to reconstruct aspects of the urban “facies” of the city and tà e in particolare il ruolo svolto dal suo porto, tra l’epoca basso- in particular the role played by its port, between the low-medieval age medievale e la prima età rinascimentale. A causa della sostanziale and the early renaissance period. Due to the deficiency and general- carenza e di una certa genericità delle rappresentazioni del periodo ity of the representations of the medieval period concerning the port medievale riguardanti il porto di Messina, solo attraverso lo studio of Messina; only through the study of historical and literary sources delle fonti storiche e letterarie è possibile ricostruirne un’immagine scholars can reconstruct a fairly reliable image of the city and its har- abbastanza attendibile. Tra il XII ed il XVI secolo la città ed il suo por- bor between the XII and XVI centuries. Messina and its port are the to risultano essere scenario di vivaci scambi commerciali così come scene of lively trade exchanges as well as war operations for the con- di operazioni belliche per il controllo del territorio e, più in generale, trol of the territory and, more generally, of the Mediterranean Sea. del Mediterraneo. Later the investigation will focus on the analysis of the most popular L’indagine successivamente verterà sullo studio delle rotte più diffu- routes departing from the City of Strait. Messina is today the first har- se con partenza dallo scalo della città dello Stretto. Messina è oggi il bor in Italy for passengers’ movement and recently, with the change primo porto d’Italia per movimenti passeggeri e recentemente, con in the type of maritime transport, a cruise embarkation and disem- il cambiamento della tipologia dei trasporti marittimi, punto di im- barkation point for important shipping agencies. The docking, for its barco e sbarco crocieristico di numerose ed importanti agenzie di strategic position, is considered one of the safest natural ports in the navigazione. L’approdo è ritenuto, per la sua posizione strategica, Mediterranean Sea. For these reasons it is essential to understand the uno dei porti naturali più sicuri del Mediterraneo e sarà importante role of the territory surrounding the port area and the natural land- studiare il ruolo del territorio che circonda la zona portuale, il pae- scape, to grasp, between continuity and discontinuity, the “signs” of saggio naturale e cogliere, tra continuità e discontinuità, i “segni” exploitation of the area. dello sfruttamento dell’area. Parole chiave Keywords Messina, Porto, Storia, Cartografia e territorio Messina, Port, History, Cartography and territory Mentre l’impostazione della ricerca e l’analisi delle fonti è comune ai due autori, a S. Paderni sono da attribuire i paragrafi 1 e 2 e a P. Mazzeo il paragrafo 3. 165
P. MAZZEO, S. PADERNI Il Porto di Messina tra passato e presente: storia, paesaggio, cartografia e territorio 1. La Città e il Porto in età Medievale poi l’“immensa profondità” dello Stretto e la pericolosi- tà, ben nota a tutti i naviganti, del suo attraversamento. Dallo studio delle fonti arabe a nostra disposizione è ‘Ibn al Atir fornisce alcune notizie su Messina, sul possibile ricostruire il quadro di una Città che, a parti- porto e sul sistema difensivo (Amari, 1880-1881, I, re dalla conquista araba dell’843, ha rivestito un ruolo pp. 353-357). Nell’842 ‘Al Fadl, “… sbarcò con un’arma- di grande importanza come base militare, porto-rifugio ta nel porto di Messina; sparse intorno le gualdane, le e avamposto strategico fortificato nel Mediterraneo; quali fecero gran preda” (Amari, 1880-1881, I, p. 374); in particolare, gli studiosi insistono sulla funzio- nel 901 una potente armata fu allestita da un altro ne della Città quale “porta” della Sicilia, “ponte” ver- condottiero, ‘Abu ‘al ‘Abbas, e condotta da Messina a so la Penisola italiana, il Nord-Africa ed i territori del Reggio, occupata tra il mese di giugno ed il luglio di Mediterraneo orientale (Braudel, 1966, p. 177; Giarrizzo, quello stesso anno. Depredata la città calabrese, ‘Abu 1978, pp. 406-414; Maurici, 1995, pp. 49-54; Houben, ‘al ‘Abbas avrebbe fatto ritorno a Messina, attaccandola 1996, pp. 159-160; Tramontana, 2000, pp. 101-187; con successo: “… nel cui porto avendo trovate delle navi Bresc, 2002, pp. 97-127). che venivano da Costantinopoli, ne prese ben trenta e Il Geografo arabo Idrisi, nel suo Libro del Re fece ritorno alla capitale” (Amari, 1880-1881, I, p. 374). Ruggero, sottolinea la felice ubicazione geografica Come si evince con chiarezza dall’analisi appena con- di Messina “... adagiata su una delle punte orientali dotta, l’importanza fondamentale di Messina derivava dell’isola e cinta ad ovest dai monti” (Rizzitano, 1996, dalla sua privilegiata posizione di porta della Sicilia, p. 36). Alle annotazioni sulla particolare ricchezza del strategico “ponte” militare e commerciale verso la pe- territorio, che nel corso dei secoli aveva attirato l’in- nisola italiana e l’Oriente. Costituiva, infatti, una base teresse di molti popoli, il Geografo ne aggiunge altre logistica d’eccellenza ed una piattaforma operativa per sulla straordinaria importanza strategica e commer- intraprendere spedizioni verso la terraferma. ciale del suo porto: “Messina è da comprendere fra i Anche attraverso l’esame degli storici di età normanna paesi più illustri e prosperi anche per il continuo an- è possibile valutare compiutamente l’importanza strate- dirivieni di viaggiatori. (...) Essa ospita un arsenale, gica della Città, significativamente definita nella cronaca quindi è qui che ormeggiano e da qui salpano le im- malaterriana “clavis Siciliae”. Tra le fonti a nostra dispo- barcazioni provenienti da tutti i paesi costieri dei Rum sizione possiamo annoverare l’Historia Normannorum di [Bizantini]” (Rizzitano, 1996, p. 36). Amato di Montecassino. Risulta di sicuro interesse la no- Altre interessanti informazioni provengono dagli tizia sulla costruzione di una “grant forteresce” (grande storici arabi ‘Ibn Gubayr ed ‘Ibn al Atir i quali, nell’a- fortezza), subito dopo la presa di Messina, nel 1061, da nalizzare le vicende della conquista musulmana della parte del duca normanno Roberto il Guiscardo. Più in Sicilia (Amari, 1933), trattano di operazioni militari generale, dalla fonte ricaviamo un quadro, spesso niti- svoltesi a Messina e menzionano fasi di assedio con ri- do anche se indiretto, della centralità strategica del sito ferimento al porto ed alle fortificazioni. Testimone di- messinese ed in particolare del suo porto nella politica retto di molti dei fatti che narra, ‘Ibn Gubayr descrive peninsulare e mediterranea dei Normanni (Tramontana, dettagliatamente Messina; in particolare, l’attenzione si 2000, pp. 97-127; Bresc, 2002, p. 105). Messina è, infat- incentra sul porto, di cui viene sottolineata la rilevanza ti, spesso citata nel contesto di operazioni belliche con- economica e strategica: esso era “la meta dei legni che tro gli Arabi, sia come oggetto di aspre contese per il solcano il mare venendo da tutte le regioni: comodissi- suo controllo, sia come punto di partenza per spedizio- mo [soggiorno] pel buon mercato [delle cose]”; ed an- ni in Sicilia, in Calabria e Puglia. Il porto di Messina, cora: “mirabilissimo poi il suo tra tutti i porti di mare; come del resto prevedibile, si trova spesso al centro di poiché non è sì grosso legno che non possa avvicinare importanti azioni belliche. Interessanti sono, ad esempio, da toccar quasi la terra: e vi si passa mettendo soltanto le annotazioni di Amato sull’attacco normanno, guidato un’asse, su la quale salgono i facchini co’ pesi in spalla” dal conte Ruggero, contro Messina nel 1061 (Amato di (Amari, 1880-1881, I, pp. 144-146). Non viene taciuta Montecassino, 5, 10–5, 19, in part. 5, 13-15). ISSN 2282-572X (online) AIC 2020 (170) , 165-177 166 ISSN 0044-9733 (print)
P. MAZZEO, S. PADERNI Il Porto di Messina tra passato e presente: storia, paesaggio, cartografia e territorio Un’altra opera a cui fare riferimento è il De Rebus Malaterra, ci consente di valutare compiutamente la Gestis Rogerii Calabriae et Siciliae Comitis et Guiscardi strategia del Gran Conte tesa a rafforzare Messina ed il Ducis fratris eius di Goffredo Malaterra, nella quale suo porto attraverso un sistematico programma di in- vengono riportati alcuni passi su operazioni militari terventi edilizi. Non a caso, verranno realizzati a partire che hanno Messina ed il suo porto come obiettivo o dal 1086 l’arsenale militare ed un palatium, di fronte al scenario (Malaterra, 1, 3-1, 10; 2, 6-2, 10; 2, 13; 2, 18). porto, che può essere identificato con il Palazzo regio di Nel capitolo 32 del libro terzo, troviamo un’importante cui tesse le lodi ‘Ibn Gubayr. indicazione circa la fortificazione dell’area portuale, nel Nel volume 27 dei Monumenta Germaniae Historiae, 1082, da parte del conte Ruggero I, attraverso “funda- Ex gestis Henrici II et Ricardi I, sono riportate notizie menta castelli”, “turres” e “propugnacula”: “artificiosis riguardanti la protezione dell’ingresso dell’area portua- caementariis conductis, fundamenta castelli, turresque le attraverso la presenza del Castello di Matagrifone apud Messanam iacens, aedificare coepit” (Malaterra, 3, e del Monastero bizantino munito del San Salvatore. 32). Circa l’esito finale dei lavori relativi alla torre ed al A conferma del ruolo spiccatamente militare svolto propugnacolo, lo Storico sottolinea che queste strutture dal monastero a protezione del porto, l’autore indica sarebbero state immensae altitudinis: ciò a testimonian- che “Secunda die Octobris cepit rex anglie castellum za dell’importanza straordinaria che Messina, clavem munitissimum quod est in medio fluminis del Far in- Siciliae (Malaterra 3, 32), rivestiva nei piani strategici ter Calabria et Messanam, quod dicitur Monasterium del Normanno. Griffonum [ovvero il San Salvatore]” (Ex gestis Henrici, Altre importanti fonti sono la Historia o Liber de p. 117). Troviamo poi altri riferimenti al “Monasterium Regno Siciliae e la Epistola ad Petrum attribuite allo Griffonum” e ad una “turris lapidea iuxta fossatum re- pseudo Ugo Falcando (Balzani 1909, pp. 231-232, nota gis Angliae” (Ex gestis Henrici, p. 120). Allo stato at- 1). Il Liber de Regno Siciliae, descrivendo i fatti avvenuti tuale delle ricerche risulta arduo identificare quest’ulti- tra il 1154 ed il 1169, riporta la notizia della richiesta, ma struttura (Castello di Matagrifone?). Interessante il da parte del re, di alcune galee con equipaggio e dota- seguente riferimento al Castello di Matagrifone, voluto zione di armi (Liber, cap. 20). Evidentemente la Città ed da re Riccardo Cuore di Leone: “Ricardus rex Anglie il suo arsenale venivano ritenuti idonei a contrastare firmavit sivi castellum forte in supercilio montis ar- tempestivamente l’emergenza in cui si era venuto a tro- dui extra muros civitatis Messane, quod Matagriffum vare il sovrano. vocaverunt [il riferimento riguarda una struttura sul Ugo Falcando si sofferma lungamente sulle vicende monte allora detto della Caperrina]” (Ex gestis Henrici, legate a Odone Quarrello, fornendoci, anche se indiret- pp. 121-122). Sebbene non si possa scartare l’ipote- tamente, notizie sul porto. Nella descrizione viene citato si dell’esistenza di una prima struttura databile al XII un “castellum vetus [Castellammare?], quod in portu se- secolo, dalla torre ancora in situ, dalle planimetrie, cus ecclesiam novam situm est, iussit transferri” (Liber, dai disegni e dalle stampe pervenuteci, il Castello di cap. 54). Altri riferimenti alla protezione dell’area por- Matagrifone, nonostante i numerosi interventi struttu- tuale riguardano un “palacium” ed una “arcem munitis- rali avvenuti nel corso dei secoli, sembrerebbe attribui- simam” (Liber, cap. 55). bile alla complessa opera di rinnovamento architettoni- In un passo significativo dell’Epistola ad Petrum co, potenziamento militare e controllo delle principali (Epistola, pp. 169-186; Tramontana, 1988), viene sot- rotte commerciali voluti da Federico II (Chillemi, 1990; tolineata la necessità di proibire il passaggio di nemi- Di Stefano, Cadei, 1995). Tuttavia, in questa sede non ci nell’area del Faro: “hostiles copias a Fari transitu è possibile approfondire questo cruciale aspetto della prohibere?” (Epistola, p. 174, rr. 15-28). A conferma politica dell’imperatore che tuttavia ha coinvolto anche dell’importanza attribuita a Messina nella politica degli la Città di Messina ed il suo porto. Altavilla, un’altra interessante notizia riguarda il “muro- Altre due importanti fonti del XIII – XIV secolo sono rum ambitum densis turribus circumseptum” (Epistola, la Crònica de Ramon Muntaner e la Crònica de Bernat p. 174, r. 15), che, se confrontata con l’indicazione di D’Esclot (o Desclot) (Pujol, Viñe, Viña, 1885; Meloni, ISSN 2282-572X (online) AIC 2020 (170) , 165-177 167 ISSN 0044-9733 (print)
P. MAZZEO, S. PADERNI Il Porto di Messina tra passato e presente: storia, paesaggio, cartografia e territorio 1999); a proposito dei preparativi di assedi da par- ferimenti ad una Torretta, al Palazzo (da identificare te del duca Carlo d’Angiò, nella prima Cronaca viene con il sopramenzionato Palazzo Reale) ed alla dogana, sottolineato che “Quando re Carlo […] corse ad asse- sembrerebbe quindi che, nell’arco di un secolo, Messina diar Messina per terra e per mare” si impegnò con un risultasse poco munita e quindi esposta ad attacchi via immenso “sforzo, contro una città che allora non avea mare. Successivamente, durante il corso del XV secolo, mura; parea dunque dovesse cader subito, considerando la Città ed il suo porto sembrano avere rivestito una com’ella era mal munita” (Cronache Catalane del secolo funzione di un certo rilievo, anche se non di primaria XIII e XIV, I, p. 134). Quest’ultima indicazione probabil- importanza, da un punto di vista militare e commercia- mente si riferisce più ad una inadeguatezza strutturale le, ma queste dinamiche, ampiamente discusse in campo delle Mura che ad una vera e propria assenza. Sebbene, storiografico, non hanno comunque stravolto la facies e nel proseguo dell’opera, siano presenti interessanti ri- le caratteristiche monumentali del sito (Fig. 1). Figura 1 – Veduta di Messina nel 1593 Fonte: Georg Braun e Franz Hogenberg, Civitates Orbis Terrarum, Colonia, 1572 – 1617) ISSN 2282-572X (online) AIC 2020 (170) , 165-177 168 ISSN 0044-9733 (print)
P. MAZZEO, S. PADERNI Il Porto di Messina tra passato e presente: storia, paesaggio, cartografia e territorio 2. Il porto e la Città nel ‘500 Altra interessante fonte alla quale fare riferimen- to è il Sicanicarum Rerum Compendium di Francesco Di grande rilievo per comprendere l’importante ruo- Maurolico, pubblicato nel 1562 (Macrì, 1901; Moscheo, lo militare nuovamente assunto nel XVI secolo da 1979, pp. 263-335; Moscheo, 1988). Anche l’Erudi- Messina, dal porto e dai suoi Forti nello scacchiere stra- to sottolinea l’importanza del porto: “Itaque propu- tegico mediterraneo (Aricò, 1990), è la Relazione delle gnaculum portus Messanensis fuit ante Palatium à cose di Sicilia fatte da Ferrante Gonzaga all’imperato- Mamertinis conditum, de quo Pausanias …” (Maurolico, re Carlo V. Si tratta di un importante documento del lib. 1, p. 49). 1546, nel quale il viceré Ferrante Gonzaga illustra al re In “Messina città nobilissima” di Giuseppe Costanzo Carlo V le caratteristiche geomorfologiche della Sicilia Buonfiglio, pubblicata nel 1606, è possibile ritrovare ed i provvedimenti presi, nel corso del suo mandato, per una descrizione dettagliata ed autoptica degli edifici munire l’isola di un adeguato apparato difensivo. militari alla fine del XVI secolo: Matagrifone, Gonzaga, Viene esplicitamente sottolineato lo stato di degrado Castellaccio, Palazzo Reale, Mura, Castrum Maris. Ad in cui si trovano le difese della Sicilia all’arrivo del vice- esempio l’Autore sottolinea che “vicino all’Arsenal vec- ré. I punti nevralgici dell’Isola erano giudicati sguarniti chio è il Palazzo Reale, il quale hà la prima bandiera e le tre città principali, Catania, Messina e Palermo, era- tra le fortezze Regie del Regno” (Buonfiglio, 1606, p. 35; no in stato di abbandono senza alcuna difesa. Natale, 1959, pp. 67-70). Il Gonzaga enfatizza il ruolo strategico di Messina e Il sistema difensivo della Città e del porto venne ul- della fertilissima costa orientale: “Delle tre coste predette timato attraverso la pianificazione, da parte del viceré nessuna è stata da me giudicata pericolosa più, ne più Juan de la Cerda duca di Medinaceli (1547-1557), di un commoda, et facile ai danni di quel Regno della prima sistema basato su torri di avvistamento e successiva- detta di levante” (Relazione delle cose di Sicilia, p. 6). mente con la costruzione, ad opera degli Spagnoli, della Il viceré sottolinea la necessità di munire la Città ed Real Cittadella (1680-1686) presso la penisola di San il suo porto, ritenuti fondamentali negli equilibri poli- Raineri. La Cittadella rappresenta uno dei più impor- tico-militari del Regno, e ne spiega la centralità: “non tanti esempi di architettura militare seicentesca con la dimeno quella occupata [ovvero Messina], si può dire sua forma stellare (pentagonale), caratterizzata da cin- che fusse occupata la chiave di esso [il Regno di Sicilia], que bastioni angolari, da rivellini e da altre numerose et del regno di Napoli, per la vicinità di Calavria, et opere esterne. per la perfettione del porto che tiene (quando però si Come è emerso dall’analisi fin qui condotta, il por- tratti della guerra contro levante)” (Relazione delle cose to di Messina ha svolto un ruolo strategico di primaria di Sicilia, p. 8). Definisce perciò “sicurissima” la Città, importanza nel corso dei secoli, tanto da essere stato sebbene esponga le difficoltà di avviare opere di fortifi- munito da possenti strutture difensive. Dal punto di vi- cazione, soprattutto per la configurazione oro-volume- sta commerciale però Messina ha subito un progressivo trica del territorio che, di per sé, rappresentava già una ridimensionamento in particolare a causa degli sposta- forma di difesa naturale. menti degli equilibri economici verso le rotte atlantiche Il frate domenicano Tommaso Fazello, nella sua e delle rivolte interne (si pensi a quella antispagnola del opera De rebus Siculis decades duae (Tramontana, 1962, 1674 o ai moti ottocenteschi). pp. 227-255; Scopelliti, 1983, pp. 457-492), pubblicata Nonostante questi eventi l’aspetto monumenta- nel 1558, cita una arx munitissima ed una turris vetu- le del Porto (Aricò, 1988) non ha subito trasforma- stissima presenti nell’area portuale: “Brachii convexum zioni significative tra la fine dell’Ottocento e la pri- [ubi turris ad nocturnum navigantibus lumen exhiben- ma metà del Novecento quando per calamità naturali dum anno fal. 1556. ex quadratis lapidibus, affabrè (Terremoto del 1908), cause belliche (Prima e Seconda restaurata est]” (Fazello, Deca 1, lib. 2, p. 85). Questa Guerra Mondiale) ed incontrollati ed abusivi interven- struttura viene oggi identificata con la Torre-Lanterna ti edilizi, l’area portuale ha mutato radicalmente la di Giovanni Angelo Montorsoli (Aricò, 2005). sua facies (Fig. 2). Nella zona falcata erano presenti ISSN 2282-572X (online) AIC 2020 (170) , 165-177 169 ISSN 0044-9733 (print)
P. MAZZEO, S. PADERNI Il Porto di Messina tra passato e presente: storia, paesaggio, cartografia e territorio Figura 2 – Il porto di Messina nel 1903 Fonte: Collezione privata Autori il Forte San Salvatore, la Lanterna del Montorsoli, la di creare un’area industriale (zone cantieristiche, ince- Real Cittadella e il Lazzaretto. Sul punto di contatto tra neritore, impianti per il contenimento di oli combusti- la falce e la terraferma si incontravano il Bastione Don bili ecc.) ed una moderna stazione ferroviaria. Infine, Blasco, le mura cinquecentesche ed il muro di fortifica- l’area della Palazzata è stata completamente rimpiaz- zione seicentesco. Nella parte interna del Porto invece zata da edifici moderni. si ergeva la splendida Palazzata, fronte scena teatrale della Città, realizzata al posto delle mura cinquecen- tesche. Dopo il Terremoto del 1908, ma in particolare 3. La nuova funzione del porto di Messina con tra gli anni ’50 e ’70, sono iniziate le opere di abbatti- l’avvento del turismo croceristico. mento e trasformazione: è stato eliminato il muro sul versante interno del Forte San Salvatore, per far spazio Messina, importante città dell’Isola sia da un punto di ad un’area di approdo militare, è stata costruita sulla vista commerciale che culturale, ha un raggio gravi- torre circolare del Forte la colonna con la statua della tazionale molto ampio comprendente l’area peloritana Madonna della Lettera e sono stati demoliti una consi- fino a Milazzo, la regione Aspromontana tirrenica e in derevole parte della Cittadella ed il Lazzaretto, al fine parte anche quella ionica. Messina, dalla ricostruzio- ISSN 2282-572X (online) AIC 2020 (170) , 165-177 170 ISSN 0044-9733 (print)
P. MAZZEO, S. PADERNI Il Porto di Messina tra passato e presente: storia, paesaggio, cartografia e territorio ne post terremoto fino agli anni ’60, era considerata grazie ai detriti dei torrenti e alle correnti marine, il “Capitale dello Stretto” per la sua posizione geografica porto di Messina, definito anche porta della Sicilia. Qui e per le vicende storiche, fulcro della vita siculo-calabra la situazione attuale del litorale viene tenuta in osser- per le particolari condizioni economiche e sociali (Ioli vazione per l’erosione in alcuni punti (Privitera, 2011, Gigante 1980, pp. 129-130). p. 53). Particolarmente complesso ed unico per la sua Nel presente cerca di rialzarsi con fatica a riconqui- bellezza, lo Stretto ha un microclima che interessa an- stare le posizioni pre-terremoto ricominciando proprio che tutto il territorio ed un traffico marittimo di note- dalla funzione del suo porto (passeggeri, movimento vole intensità, oggi come nei secoli scorsi (D’Angelo, merci, militare e croceristico), per ritornare così ad esse- 1997, p. 75; Giuffrè, 1997, pp. 199-200). L’area presa in re la città marinara di sempre, fulcro del Mediterraneo, esame possiede altresì un patrimonio di beni ambienta- valorizzando anche il territorio circostante. Numerose li, storico-culturali e paesaggistici che le consentono di sono le novità a cominciare dall’Istituzione dell’Autori- primeggiare nell’ambito del Mediterraneo. Occupando tà di Sistema Portuale dello Stretto (Legge 17-12-2018 da sempre, nel grande bacino storico, un territorio pe- che ha sostituito art. 6 della Legge 84/94) Ente che ha riferico e nello stesso tempo centrale perché situata in personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotato di una posizione strategica, tale zona costituisce un ele- autonomia di bilancio e finanziaria. Sono stati avvia- mento geografico di confine e di transizione tra i due ti dei programmi significativi di riqualificazione per mari che la compongono. Lo Stretto con la falce rappre- lo sviluppo delle infrastrutture portuali: allargamento sentano degli elementi determinanti di comunicazione e delle banchine esistenti, costruzione del terminal per di relazione tra le due realtà separate della Sicilia e della navi da crociera, avviamento di progetti di salvaguar- Calabria. Nonostante l’evento sismico del 1908 abbia dia e bonifica della zona falcata, del settore viario e sconvolto il territorio modificandone l’ambiente costie- dei trasporti. Importante sarà la strategia di pianifi- ro, nonostante le distruzioni e le cancellazioni abbiano cazione del territorio e turistica, puntando soprattutto apportato danni molto ingenti il volto architettonico e su una politica nel rispetto dell’ambiente, fondamen- quello urbanistico e storico delle coste sicule e calabre, tale per il rapporto uomo-territorio-mare. In questo ha continuato ad evolversi lungo il percorso del pro- contesto sono coinvolti vari Enti pubblici ed autono- gresso storico, configurandosi geograficamente come mi come il Comune, la Regione Siciliana, il gruppo di il baricentro del Mediterraneo (Brancato, 2000, pp. 26- Rete Ferroviaria Italiana, l’Autorità di Sistema Portuale 27). La città peloritana importante centro marinaro sin dello Stretto ed altri enti privati. In una città con una dai tempi più antichi, fu dotata di torri di guardia ed popolazione residente di circa 230 mila abitanti (dati imponenti fortificazioni per controllare l’importante via comunali al 31-12-2019), prettamente terziaria con cir- di navigazione dello Stretto che mette in comunicazio- ca 85,3% degli addetti che costituiscono questo settore ne i mari Ionio e Tirreno (Caruso, 2010, pp. 134-135; economico, rispetto al primario con il 2,7% e il secon- Brancato, 2015, pp. 95-96). dario 12% (Istat, 2011), rappresenterà un’alternativa per Il porto, la cui profondità media del bacino è di cir- un migliore e dinamico sviluppo turistico di tutta l’area ca 40 metri mentre i fondali in banchina variano dai della Città Metropolitana. 6,5 a 11 metri, consente l’accesso e l’attracco anche a Messina presenta una particolare “personalità” ge- navi di grosso tonnellaggio (Fig. 3). Per la sua posizio- ografica definita da una parte dai monti Peloritani, la ne strategica di controllo delle rotte militari, di snodo cui forma allungata nella parte terminale della cuspi- commerciale con i principali centri del Mediterraneo de racchiude i due laghi costieri di Ganzirri e Faro e (Di Blasi, Arangio, 2015, pp. 177-178) e di crocevia di dove si trova Capo Peloro che divide le acque dei due culture, potrebbe rappresentare un polo propulsivo per mari Tirreno e Ionio; dall’altra si innesta ad occidente le due regioni. Infatti, la sua funzione avrebbe dovu- con le masse orografiche dei monti Nebrodi (Barilaro, to costituire un impulso vitale per una qualificazione e 2011, p. 37). Nella costa ionica, a pochi chilometri da potenzialità economica dell’area dello Stretto. Nei vari Capo Faro si è formato naturalmente a forma di falce, momenti storici (Battaglia, 1997, pp. 112-113) lo scalo ISSN 2282-572X (online) AIC 2020 (170) , 165-177 171 ISSN 0044-9733 (print)
P. MAZZEO, S. PADERNI Il Porto di Messina tra passato e presente: storia, paesaggio, cartografia e territorio Figura 3 – Il porto di Messina nel 2019 Fonte: www.Messinaora.it marittimo messinese ha cambiato funzione: da militare partivano gli emigranti verso Stati Uniti e l’Australia, a commerciale, da transito per passeggeri, e movimento ma anche numerosi turisti diretti verso l’Europa deside- merci, a rifugio di navi e sommergibili durante le due rosi di conoscerla. ultime guerre. Ricordiamo che gli U-Bot tedeschi duran- L’imboccatura del porto è orientata a NW ed è larga te la Grande Guerra, si nascondevano nel porto pelori- circa 400 metri estendendosi tra il Forte San Salvatore tano dove si rifornivano di viveri e carburante per poi (stele della Madonnina della Lettera) e la sede del- sorprendere, silurare e spesso affondare le navi in tran- la Capitaneria di Porto (foce del torrente Boccetta). sito tra le due sponde (Mazzeo, 2018, p. 298). La Prima Collocata al centro dell’area portuale, la Stazione guerra mondiale incominciò a suscitare un interesse che Marittima contigua alla Centrale, per i servizi ferro- si potrebbe definire “turistico” in molti cittadini ameri- viari di attraversamento dello Stretto ha rappresentato cani che non erano mai stati in Europa e avevano se- fino agli anni ‘60 il cuore pulsante dei trasporti su ro- guito le vicende belliche attraverso cinegiornali e quo- taie (passeggeri e merci) e del territorio circostante. Il tidiani, per poter visitare i luoghi di cui avevano solo primo ferry-boat risale al 1894 (proprietaria la Società sentito parlare (Sabato, 2018, pp. 11-12). Così andò af- Sicula), poi con il varo delle due navi Scilla e Cariddi, fermandosi un nuovo modello di turismo “croceristico”. nel 1899 e nel 1901, furono traghettate le carrozze Da Messina, anche dopo la Seconda guerra mondiale, del treno direttissimo Roma-Siracusa (tratta Messina- ISSN 2282-572X (online) AIC 2020 (170) , 165-177 172 ISSN 0044-9733 (print)
P. MAZZEO, S. PADERNI Il Porto di Messina tra passato e presente: storia, paesaggio, cartografia e territorio Reggio Calabria). Le FF.SS. iniziarono a percorre- zione, riparazioni e pulizia delle navi. Nella zona fal- re nel 1905 la tratta Messina-Villa San Giovanni, in cata è installato uno dei più importanti cantieri navali, quanto erano state incrementate le invasature a Villa la SMEB, dotato di un ampio bacino di carenaggio che San Giovanni per ridurre i tempi di transito rispetto a consente l’attracco di navi di qualsiasi tonnellaggio. Reggio Calabria. Le Ferrovie dello Stato, in ascesa fino L’area ospita anche una zona militare e delle offici- agli anni ‘60, incominciano ad avere un costante decli- ne navali private e pubbliche (Arsenale di Messina, no con il sopravvento, nel 1965, delle compagnie pri- Agenzia Industriale, Marina Militare del Ministero vate Caronte e Tourist (Trischitta, 1988, pp. 119-126), della Difesa). Nel 1956 nei cantieri “Rodriquez”, fu co- anche se queste ultime assorbono oggi esclusivamente struito il primo aliscafo al mondo (Caltabiano Martelli, il traffico gommato (circa 1 milione di mezzi pesanti 2000, pp. 72-73). Undici sono le banchine attrezzate e circa 2,5 milioni di auto). Tale situazione di traffico con gru, fisse e mobili, dotate di binari per i colle- pesante dovrebbe essere affrontata con adeguate ope- gamenti ferroviari (circa 1.800 metri). Il movimento re infrastrutturali e con nuovi servizi telematici per merci (in tonnellate) ha avuto sempre degli incrementi consentire una moderna gestione dei flussi con un’ef- (nel 1997 il 39,53%, nel 2016 il 6,15%, solo un leggero ficace fluidificazione del traffico che avrebbe un mi- calo nel 2007 (dati Autorità di Sistema Portuale dello nore impatto negativo sulla viabilità cittadina. Questa Stretto – Movimento merci, 2016). gestione del trasporto marittimo deve essere collegata Attualmente Messina è il primo porto d’Italia per anche all’Autorità Portuale di Messina che è stretta- movimento passeggeri (circa 8 milioni e mezzo) e l’otta- mente correlata con il territorio (Tempostretto, 2019, vo in ambito europeo (Dati Autorità di Sistema Portuale p. 2). Ultimamente sono stati fatti dei passi avanti per dello Stretto – Traffico passeggeri, 2016). Recentemente, un maggiore rispetto dell’ambiente e delle emissioni con il cambiamento della tipologia dei trasporti marit- nocive delle navi che trasportano i mezzi pesanti tra timi, è punto di imbarco e sbarco crocieristico e di ri- le due sponde: nel dicembre 2018 è stata messa in ser- ferimento per numerose ed importanti agenzie di na- vizio la nuova nave bidirezionale Elio con strutture vigazione. L’approdo è ritenuto uno dei porti naturali moderne e scarichi meno inquinanti, mentre l’attuale più sicuri del Mediterraneo e nel suo ambito portuale Bluferries (ex FF.SS.) ha varato e messo in servizio la sono compresi il molo Norimberga destinato alle navi modernissima nave bidirezionale Trinacria. dell’autostrada del mare destinazione Salerno, la rada È noto che l’Italia ricopre una posizione di primo San Francesco e Tremestieri che insieme smaltiscono piano nell’industria croceristica nel mondo (seconda il traffico gommato pari a circa un milione di veicoli solamente alla regione caraibica) e soprattutto nell’a- all’anno ed il porto turistico “Marina del Nettuno” con rea del Mediterraneo. Importante anche il ruolo della una buona capacità ricettiva di posti barca (Caltabiano cantieristica, come il Gruppo Fincantieri, con un fat- Martelli, 2000, pp. 79-85). turato di 1,1 miliardi di euro nel primo semestre del Il movimento crocieristico ha seguito dal 1987 2017 (Sabato, 2018, pp. 39-40). Naturalmente la rica- (22,45%) al 1996 (31,52%) un andamento altalenante, duta del turismo croceristico e dei suoi prodotti è mol- mentre dal 1997-1998 (114,57%) si registra un boom del to importante per l’economia del territorio messinese turismo da crociera che continua ancora oggi. Infatti, il e probabilmente in futuro per la sua provincia, come numero degli approdi delle navi da crociera e passeggeri si evince dagli accordi tra realtà portuali: risulta in nel porto di Messina è sempre in aumento. Sono stati crescita del 10% per dinamicità anche Milazzo, grazie 165 gli scali nel 2018 con 365 mila passeggeri e per il principalmente al potenziamento e rinnovamento delle 2019 sono previsti 170 scali con 453 mila passeggeri infrastrutture (Dati Autorità di Sistema Portuale dello con un incremento del 24% . Ogni martedì sbarcano in Stretto – Porto di Milazzo, 2016). La città peloritana è città circa 5.700 croceristi grazie allo scalo dell’ultima collocata fra i primi porti italiani per movimento pas- ammiraglia della flotta MSC “Bellissima” (Dati Autorità seggeri. L’area portuale potrebbe affermarsi sempre di di Sistema Portuale dello Stretto – Traffico croceristico più come importante scalo alle operazioni di costru- 2017 e approdi previsti 2019 -2020-2021). ISSN 2282-572X (online) AIC 2020 (170) , 165-177 173 ISSN 0044-9733 (print)
P. MAZZEO, S. PADERNI Il Porto di Messina tra passato e presente: storia, paesaggio, cartografia e territorio FIGURA 4 – Nave da crociera nel porto di Messina 2019 Fonte: www.marinadelnettuno.it La presenza delle navi da crociera e il turismo inter- Private Caronte e Tourist, assicurando un efficace con- nazionale, naturalmente, ha una ricaduta positiva sul trollo del traffico marittimo, spesso molto intenso per tessuto sociale, sull’assetto economico e politico del la presenza a nord del porto di Gioia Tauro uno dei territorio cittadino. Infatti, la città si sta organizzando più importanti del Mediterraneo per movimento merci sempre di più cercando di mettere a disposizione degli in containers. Il Centro di controllo è strutturato con armatori un’offerta variegata e interessante di attività e sensori per la rilevazione dei dati (radar, AIS, radio, ra- visite da effettuare sul territorio in modo da trasforma- diogoniometri, centraline meteo, telecamere) apparati re la presenza dei turisti in un’opportunità di sviluppo di comunicazione, sistemi di elaborazione dati, relati- economico. Inoltre, con la costruzione del nuovo termi- vi per lo scenario operativo su cartografia elettronica, nal crocieristico, si è avviato un programma con alcune software per l’esecuzione automatica dei controlli sul compagnie per potenziarne la presenza di navi durante rispetto delle regole di navigazione e relativi sistemi di la stagione invernale (Fig. 4). allarmi per gli operatori, banche dati relative a navi, Lo Stretto dispone di un Centro Sistema Radar piani di navigazione e carichi a bordo (Mazzeo, 2010, VTSL, molto innovativo, collocato sulle colline che pp. 342-343). dominano la città, in corrispondenza della Rada San Grazie ad un protocollo d’intesa firmato nel 2018, Francesco, dove sono collocati gli scali delle Società l’Autorità Portuale, la Città Metropolitana, gli Assessorati ISSN 2282-572X (online) AIC 2020 (170) , 165-177 174 ISSN 0044-9733 (print)
P. MAZZEO, S. PADERNI Il Porto di Messina tra passato e presente: storia, paesaggio, cartografia e territorio alle Politiche Sociali e Migrazioni e al Turismo, l’Istituto Conclusioni Tecnico Economico Statale “A.M. Jaci”, la Cooperativa Sociale Onlus Medihospes, hanno creato un centro d’in- Nel corso della nostra ricerca Messina si è rivelata, per formazioni turistiche, all’interno dell’area portuale. I usare una felice espressione di F. Braudel, “place ma- croceristi sbarcati sono accolti da gruppi di canterini ritime essentielle de l’Occident aux heures de peril” e personale che forniscono indicazioni su Messina per (Braudel, 1966, p. 177). La sua “essenzialità” era in larga guidarli nelle strade e piazze del centro storico e nei misura determinata dalla posizione della città e del suo d’intorni della città. È in costruzione il nuovo “terminal porto, a controllo dello Stretto e di collegamento con i croceristico”, il design della struttura che modificherà principali insediamenti militari del Mediterraneo. lo skyline della città dello Stretto, ampia 1.800 mq., e Come emerso, infatti, dalle fonti storiche analizzate, sormontata da una copertura bianca che richiama il co- il porto di Messina ha avuto un ruolo primario nell’am- lore delle navi e come tetto linee morbide ondulate che bito del Mediterraneo: scenario di scambi commerciali e ricordano le onde del mare. di operazioni militari per il controllo del territorio, base Oggi si aprono nuovi scenari per il porto di Messina, militare ed avamposto strategico e fortificato per la dife- attraverso un nuovo piano regolatore portuale. Esso sa dell’area e porto franco sotto la dominazione spagnola disegnerà una nuova costa della città nella zona cen- con il riconoscimento di numerosi privilegi fiscali. tro-nord, dalla Falce alla rada di San Francesco (im- Oggi si tende ad una riqualificazione funzionale del barchi Caronte e Tourist), e nella zona sud al porto di porto attraverso la programmazione, il controllo, il co- Tremestieri. Avverranno importanti cambiamenti sia ordinamento e la pianificazione territoriale sia turisti- nel nascente porto a sud che in quello storico e all’im- ca che economica, grazie anche all’istituzione dell’Au- barcadero delle Società Private. Da poco è stata isti- torità di Sistema Portuale dello Stretto che comprende tuita la nuova Autorità di Sistema Portuale che com- i porti di Messina, Tremestieri, Milazzo, Villa San prende oltre i porti siciliani di Messina e Milazzo anche Giovanni e Reggio Calabria. Parecchi sono i progetti in quelli di Villa San Giovanni e Reggio Calabria sulla co- stato di attuazione da parte della Città Metropolitana sta calabrese. Probabilmente ci sarà un’Area Integrata di Messina e della Regione Siciliana, non solo relativi dello Stretto con gli accordi tra la Regione Calabria alla zona falcata ma anche al sistema viario ferrovia- e Regione Sicilia, e fra le due città Metropolitane di rio (R.F.I.). Sono stati messi in funzione nuovi treni Messina e Reggio Calabria (Gambino, Limonasi, 2015, sulle tratte regionali, per offrire un servizio qualitati- p. 202-203). Altra ricaduta del turismo croceristico si è vamente migliore per l’utenza a tutela della sicurezza avuta non solo nella città, ma anche nella provincia di dei viaggiatori. Questo comporterà una riduzione dei Messina come a Taormina e alle Isole Eolie dove si è re- tempi di percorrenza tra le città, fatto molto importan- gistrato un aumento di flussi turistici rispetto agli anni te per i collegamenti sia all’interno dell’isola sia all’e- precedenti in termini di arrivi e presenze, consolidando sterno verso il Continente. E’ in fase di completamento così una ripresa che si era già manifestata in parte ne- la “via del mare”, che unirà la zona autostradale cen- gli anni precedenti (Dati Autorità di Sistema Portuale trale direttamente con il porto storico (è prevista una dello Stretto – Traffico croceristico porto di Messina e bonifica del territorio della penisola dove sorgevano Milazzo, 2017-2020). vecchi edifici industriali in disuso) e con l’approdo di Alla luce di queste note informative possiamo affer- Tremestieri. Ultimamente si è raggiunto l’accordo tra il mare che il porto avrà nuove funzioni che lo caratteriz- Comune della Perla dello Ionio ed R.F.I per il raddop- zano come importante via di comunicazione tra Sicilia pio ferroviario Taormina- Giampilieri. Altri progetti e Calabria, ma soprattutto come importante bacino di sono in itinere tra i vari Enti per il futuro riassetto carenaggio e porticciolo turistico, ma altresì come uno del porto e del territorio circostante, anche se indub- dei più importanti approdi turistici e croceristici d’Italia biamente queste novità saranno legate alle dinamiche e dell’area mediterranea coinvolgendo tutto il territorio economiche, sociali e politiche degli organi governati- messinese e la sua provincia. vi regionali e nazionali. ISSN 2282-572X (online) AIC 2020 (170) , 165-177 175 ISSN 0044-9733 (print)
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